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biancoscuro r i v i s tA d ’ A r t e Numero 30 - ottobre/novembre 2018 - Bimestrale d’Arte, Cultura e Informazione

In questo numero

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Marina Abramović La prima Artista donna a Palazzo Strozzi Montreux Art Gallery La 14ª edizione del Salone svizzero BIANCOSCURO Art Contest La cerimonia di premiazione a Monte-Carlo Musica per gli Occhi Experience 2500 vinili per un’installazione da record Roy Lichtenstein Il genio della POP Art americana a Parma Oceano Pacifico: il triangolo della “Terra degli uomini”

Giorgio Laveri

La ceramica, creata in chiave cinematografica


December 6 – 9, 2018 The Wolfsonian–FIU, Miami Beach


MARK

KO S T A B I

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BAC winter edition 18 Premi 18 Prizes:

6 Premi “Mostra Collettive” assegnati dalla Commissione Critica 1 16 Prizes “Collective Exhibition” assigned by the critic committee 1 Premio “Mostra Collettiva” assegnato giuria popolare (Facebook+Instagram) 1 Prize “Collective Exhibition” assigned by popular jury (Facebook + Instagram)

1° Premio Copertina Biancoscuro assegnato dalla Commissione Critica 1° Prize Biancoscuro Magazine cover assigned by the critic committee

pittura painting scultura sculpture fotografia photography grafica graphic art

Tutte le opere saranno pubblicate sulla rivista BIANCOSCURO e sul nostro sito!

All the artworks will be published on the BIANCOSCURO magazine and on our website!

artcontest.biancoscuro.it INFO

BIANCOSCURO viale indipendenza 26, Pavia

artcontest@biancoscuro.com


biancoscuro r i v i s tA d ’ A r t e Bimestrale d’Arte, Cultura e Informazione

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L’Editoriale di Vincenzo Chetta

Tutti i vincitori del BIANCOSCURO Art Contest 2018

Marina Abramović. La prima Artista donna a Palazzo Strozzi Il pittore russo che dipingeva fiabe. Mantova accoglie il Novecento

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“Caravaggio, l’artista “oltre” l’opera”. La mostra immersiva al Museo della Permanente

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Berlin ArtWeek 2018 ArtBerlin e Positions Berlin al Flughafen Tempelhof Montreux Art Gallery 2018. La 14esima edizione del Salone dell’Arte svizzero

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Artissima 2018 La venticinquesima edizione

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Roy Lichtenstein. Il genio della POP Art americana a Parma Carlo Carrà a Milano Il racconto della sua vita appassionata Un parigino a Pavia 90 anni di Elliott Erwitt

In copertina:

Giorgio Laveri La ceramica, creata in chiave cinematografica Il servizio a pag. 38

Art Verona. Art Project fair

Gustave Courbet torna in Italia. La retrospettiva incanta Ferrara Da Tiziano a Van Dyck Il mondo antico diventa moderno

Alla ricerca dell’improvvisa Contemporary Art Fair rivelazione di un istante. La Casa dei Zurich. A settembre si è svolta la 20ª edizione Tre Oci rende omaggio a Willy Ronis Musica per gli Occhi Experience. A Meda, dal 27 ottobre al 18 novembre 2018 066

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Oceano Pacifico: il Triangolo della terra degli uomini nel cuore del mito di Paul Gauguin [7ª puntata] 030

Over The Cover: Olivier Tops Intervista al vincitore del BAC’18 nella sezione “Graphic Art” Il servizio a pag. 44

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biancoscuro r i v i s tA d ’ A r t e

30 ISSUE October/November 2018

Bimestrale di Arte, Cultura e Informazione

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Art Fair. Fiere ed esposizioni internazionali

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Lake Como Design Fair. Una fiera, ma col sapore di una mostra d’altri tempi

ART Salzburg 2018. A Salisburgo l’arte moderna e contemporanea in parallelo alla “Classic Expo”

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Fiera Contemporanea. A Cesena la 22ª edizione Arte Padova 2018. Dal 16 al 19 novembre a Padova Fiere ArtParma Fair. Il ritorno ad un padiglione dedicato Da Marbella a Zurigo con Excellence Art Gallery Jean-François Rèveillard @ Art Zürich 2018 Chester Arts Fair 2018. Showcasing world exclusive Art Karin Monschauer. La sua Arte al MAG 2018

Con il vento in faccia! La conquista della libertà su due ruote e altre storie

Il suono, energia vitale che anima l’inanimato Roberto Pugliese alla Fondazione A.Pomodoro

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Ercole e il mito. Alla Reggia di Venaria L’affascinante legame tra Arte e Magia. In mostra gli Artisti stregati dal fascino dell’esoterismo Cielo e terra. Isabella Rigamonti e Peter Hide 311065 Floriano Bodini. L’Artista celebrato con un grande evento in tre diverse sedi espositive Fritz Koenig: non solo “The Sphere” Jan Fabre. Il cavaliere della disperazione Tina Lupo. Il sottile gioco della Simbologia Bernhard Witsch. The “Rust Baron” Fernand Greco. Un “clin d’oeil” alla nostra rivista Glenda Safonte. La vincitrice del Cuore d’Artista L’arte a Gubbio. Il secolo magico della pittura italiana Max Beckmann. Tutte le tecniche del grande artista RE.USE. L’Arte accoglie le tematiche ambientali Rugamexperience. “Confronta la vita con l’arte” La fotografia di Scianna. Il caos della vita La fotografia è POP. Da documento a opera d’Arte Tra fato e divinità. La Collezione di Fondazione Cariplo, in mostra a Mantova Sigrun Neumann Silvia Battisti 107

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BIANCOSCURO Art Magazine

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BI-MONTHLY OF ARTS, CULTURE AND INFORMATION EDITOR IN CHIEF Vincenzo Chetta EDITORSHIP & GRAPHIC Liberementi viale Indipendenza, 26 27100 Pavia www.liberementi.it MANAGING EDITOR Daniela Malabaila COLLABORATORI Oxana Albot, Nina Baudelaire, Mariarosaria Belgiovine, Elena Cicchetti, Franco Crugnola, Vincenzo Chetta, Etienne de Bricassarde, Flavio Ennante, Mario Gambatesa, Lucia Garnero, Salvatore Mainardi, Daniela Malabaila, Rebecca Maniti, R.MolinGiulia Sollazzo, Ettore Tiretto. FOTOGRAFI Adele Arati, Antonio C., Vincenzo Chetta, Carlos Collado, Carlotta Coppo, Giuliano Koren, Cristiano Galbiati, G.Gattone, Giorgio Giliberti, Luca Laversa, Liberementi, Simone Marello, Isabella Rigamonti, Stephenrour Murilo, Cecilia Vignato. PUBLISHER Biancoscuro viale Indipendenza, 26 27100 Pavia www.biancoscuro.it PRINTING Pixartprinting Srl Via 1° Maggio, 8 30020 Quarto d’Altino (VE) SOCIAL NETWORK Facebook.com/BiancoscuroArtMagazine Instagram.com/BiancoscuroMag Twitter.com/BiancoscuroMag Pinterest.com/BiancoscuroMag The publisher is available for persons entitled for any iconographic sources. Manuscripts, photos or other materials even if unpublished are not given back. In addition to the signed articles, texts published on Biancoscuro Art Magazine are taken from the mentioned sources or text available l under the creative commons license. s Reg. Trib. Pavia n.4 del 2014. ISSN 2385-1708 © BIANCOSCURO 2018. Reserved artistic and literary copyright. Reproduction in whole or parts is forbidden save with the written permission of the publisher.

BIANCOSCURO Rivista d’Arte NUMERO 30 ottobre/novembre 2018 BIMESTRALE DI ARTE, CULTURA E INFORMAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE Vincenzo Chetta REDAZIONE & GRAFICA Liberementi viale Indipendenza, 26 27100 Pavia www.liberementi.it CAPOREDATTORE Daniela Malabaila COLLABORATORI Oxana Albot, Nina Baudelaire, Mariarosaria Belgiovine, Elena Cicchetti, Vincenzo Chetta, Franco Crugnola, Etienne de Bricassarde, Flavio Ennante, Mario Gambatesa, Lucia Garnero, Salvatore Mainardi, Rebecca Maniti, R.Molino, Giulia Sollazzo, Ettore Tiretto. FOTOGRAFI Adele Arati, Antonio C., Vincenzo Chetta, Carlos Collado, Carlotta Coppo, Giuliano Koren, Cristiano Galbiati, G.Gattone, Giorgio Giliberti, Luca Laversa, Liberementi, Simone Marello, Isabella Rigamonti, Stephenrour Murilo, Cecilia Vignato. EDITORE Biancoscuro viale Indipendenza, 26 27100 Pavia www.biancoscuro.it STAMPA Pixartprinting Srl Via 1° Maggio, 8 30020 Quarto d’Altino (VE) SOCIAL NETWORK Facebook.com/BiancoscuroArtMagazine Instagram.com/BiancoscuroMag Twitter.com/BiancoscuroMag Pinterest.com/BiancoscuroMag L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate. Manoscritti, foto o altri materiali inviati alla redazione anche se non utilizzati non verranno restituiti. Oltre agli articoli firmati, i testi pubblicati su Biancoscuro Rivista d’Arte sono tratti dalle fonti citate oppure da testi disponibili l secondo le licenze creative commons. s Reg. Trib. Pavia n.4 del 2014. ISSN 2385-1708 © BIANCOSCURO 2018. Tutti i diritti di produzione in qualsiasi forma, compresa la messa in rete, che non siano espressamente per fini personali o di studio sono riservati. Per qualsiasi utilizzo che non sia individuale è necessaria l’autorizzazione scritta dell’Editore.


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l’Editoriale di Vincenzo Chetta

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di qualche giorno fa la notizia dell’aggressione ai danni della performer Marina Abramović, attuata durante un incontro con il suo pubblico, a Firenze, dove si è inaugurata una interessante mostra sulla sua arte performativa. Quando ho letto la notizia sono rimasto, sinceramente, incredulo. Subito mi è venuto alla mente di quando, durante una sua performance, aveva lasciato al pubblico le sorti della sua persona (finché qualcuno non le ha puntato contro una pistola, definendo il termine di quell’atto); ho pensato che non era possibile che ci fosse qualcuno di così “fuori di testa” da poter aggredire una persona, soprattutto in quel tipo di contesto, al termine di un firmacopie, in mezzo ai suoi fan: una scena da film. “Sicuramente la Abramović voleva stupire il suo pubblico con un atto shock e ha creato tutto...”. E invece no, il genere umano mi ha stupito ancora una volta. C’è un uomo di mezz’età, che si definisce “artista”, che va in giro a imbrattare le opere monumentali e a spaccare quadri in testa alle icone da lui stesso dipinte. Purtroppo i giornali iniziano a fare il suo nome, io di sicuro non darò mai visibilità ad un delinquente, oltretutto uno di cui abbiamo già sentito parlare questa estate per la vandalizzazione di un’opera di Urs Fischer, sempre a Firenze. Evidentemente il sedicente artista trova la sua massima espressione nella distruzione, ecco perché ha dipinto un ritratto della Abramović, e poi, invece di donarglielo e fare una bella foto commemorativa, ha pensato di colpirla con forza, una forza tale da rompere il telaio e la tela. Questo “morto di fama” ha pensato che così sarebbe diventato famoso, che finalmente la sua arte sarebbe stata presa in considerazione e avrebbe vissuto la vita agiata che si merita. Non lavorando sodo, studiando, sperimentando, visitando quante più mostre ed eventi ar-

tistici possibili, viaggiando e applicandosi nella sua passione, ma aggredendo arte e artisti. Saggiamente la Abramović non lo denuncia, ma cerca di capire da dove viene tutta questa rabbia. Tempo perso, ormai siamo schiavi della “visibilità facile”, questo delinquente è solo un hater che, non rimanendo dietro la tastiera ad insultare e lanciare sentenze, ha agito dal vivo. Dato che non ne pagherà le conseguenze legali, c’è il rischio che questo gesto venga presto riproposto o emulato, dubito che la pazza tristezza di quest’uomo si sia sopita, anzi. Perciò attenzione alla prossima mostra in scena a Firenze, potremmo venire colpiti dalla rabbia di un fallito qualunque. Buona Lettura

Sopra: Marina Abramović nel video del 2001 “The Hero” Photo © TheMahler.com Courtesy of Marina Abramović Archives

Vincenzo Chetta

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Caravaggio, l’artista “oltre” l’opera La mostra immersiva al Museo della Permanente

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ncora Caravaggio a Milano: dopo le mostre “Dentro Caravaggio” a Palazzo Reale e “L’ultimo Caravaggio” alle Gallerie d’Italia che hanno caratterizzato la scorsa stagione espositiva meneghina, da sabato 26 ottobre 2018 a domenica 27 gennaio 2019, il Museo della Perma-

nente di Milano ospita la mostra “Caravaggio. Oltre la tela: la mostra immersiva”: una straordinaria esperienza multimediale che ripercorre con dovizia di particolari la vicenda umana e artistica del grande maestro lombardo; una sorta di racconto complementare della grande esposizione che l’ha preceduta, grazie ad una visione inedita dei suoi

capolavori con multi-proiezioni in altissima risoluzione. La mostra, prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions, ha coinvolto un team di giovani sceneggiatori, cineasti, video artisti, scenografi, doppiatori che, con la consulenza scientifica di Rossella Vodret, hanno elaborato un nuovo formato di mostra immersiva, targata Mondo Mostre Skira, che

Michelangelo Merisi da Caravaggio - Vocazione di San Matteo 1599-1600, olio su tela, 322x340 cm. Roma, San Luigi dei Francesi, Cappella Contarelli

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San Luigi dei Francesi, Cappella Cerasi in S. Maria del Popolo, Cattedrale di Malta); troppo fragili per viaggiare (i quadri del Louvre e del Kunsthistorisches Museum), distrutte (Ritratto di Filide Melandroni) o infine rifiutate perché fuori dal contesto in cui erano state pensate (Deposizione, Morte della Vergine, Madonna dei Palafrenieri). È, innanzitutto, una mostra per andare oltre le opere e raccontare l’uomo: per questo motivo, sono stati ritrovati e filmati i Michelangelo Merisi da Caravaggio Martirio di San Matteo 1600-1601, olio su tela, 323x343 cm. Roma, San Luigi dei Francesi, Cappella Contarelli Michelangelo Merisi da Caravaggio Morte della Vergine 1604, olio su tela, 369x245 cm. Parigi, Musée du Louvre

non si limita alla semplice presentazione delle opere in alta risoluzione, ma che mira a sfruttare al massimo le ultime tecnologie per una divulgazione scientifica di altissimo livello. Il progetto tecnologico prevede che tutti i visitatori vengono muniti di cuffie binaurali che riproducono, il più fedelmente possibile, le percezioni acustiche di un ascoltatore situato nell’ambiente originario di ripresa dell’evento sonoro: cinquanta opere di Caravaggio sono state ri-fotografate per la mostra, per catturarne ogni dettaglio, ogni pennellata, ogni intuizione creativa, e contestualizzate attraverso un video mapping emozionale senza precedenti. La mostra si articola, infatti, quasi interamente, tra opere invisibili al pubblico, custodite in luoghi privati (il Gabinetto Alchemico, Palazzo Odescalchi), inamovibili dalla sede (Cappella Contarelli in

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CARAVAGGIO Oltre la tela La mostra immersiva 6 ottobre 2018 - 27 gennaio 2019 Museo della Permanente, Milano INFO T. +39.02.655.1445 info@lapermanente.it Tutti i giorni 9.30 - 20.00 Giovedì 9.30-22.30 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.lapermanente.it

Michelangelo Merisi da Caravaggio Madonna dei Palafrenieri 1605-1606, olio su tela, 292x211 cm. Roma, Galleria Borghese

luoghi dell’anima di Caravaggio (Milano, Roma, Napoli, Malta, la Sicilia), i successi, gli eccessi, le tragedie (la peste), gli amici potenti, così come la propensione al vizio del gioco e dell’alcool, la frequentazione di prostitute e postriboli.

Altrettanto, se non di più ancora, è una mostra per entrare dentro le opere e capire la genesi creativa di capolavori fondamentali e spesso poco visibili, i pentimenti che portano l’artista, nel Martirio di San Matteo, a dipingere un secondo quadro sopra al primo, la

tecnica di un artista che dipingeva la luce su preparazioni scure, che andava oltre le convenzioni dell’epoca, imponendo una propria visione realistica, destinata a segnare tutta la rappresentazione artistica a seguire. Lucia Garnero

Rendering di una sala: Michelangelo Merisi da Caravaggio - Giove, Nettuno e Plutone 1597-1599, olio su muro, 316x152 cm. Roma, Casino dell’Aurora, Villa Boncompagni Ludovisi (già Del Monte)

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ROSA MARIA FALCIOLA

“Rosa in rosa” tecnica mista di vetri dipinti e tagliati su cartone, 2018, ø 40 cm.

falciola@rosamaria-falciola.it

www.rosamaria-falciola.it


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Marina Abramović La prima Artista donna a Palazzo Strozzi

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al cortile, alla Strozzina, al Piano Nobile: Marina Abramović arriva a Palazzo Strozzi, e lo fa alla grande. Sarà possibile immergersi nelle sue riflessioni (e rifletterci) fino al 20 gennaio prossimo, non abbiamo dunque scuse per perderci un evento di questa portata. “The Cleaner” è la prima retrospettiva italiana dedicata alla più controverse delle performer contemporanee,

quella che ha rivoluzionato completamente l’idea di performance artistica, mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione. Un esordio come pittrice figurativa e poi astratta, è negli anni Settanta che inizia il lavoro nella performance attraverso l’utilizzo diretto del proprio corpo, come testimoniato in mostra da opere come la serie “Rhythm” (1973-1974) e “Thomas Lips” (1975), in cui l’artista si espone a dure prove di resistenza

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A sinistra: Marina Abramović - The Kitchen V, Carryng the Milk 2009, video (colore, sonoro), 12’42”. Amsterdam, LIMA Foundation. Courtesy of Marina Abramović Archives e LIMA. Un ringraziamento speciale a Galleria Lia Rumma Milano/Napoli

Sopra: Marina Abramović - The House with the Ocean View 2002-2018, installazione multimediale, letto con cuscino in pietra, lavandino, sedia con cuscino in pietra, tavolo, gabinetto, base della doccia, doccia, tre scale con coltelli, metronomo, bicchiere d’acqua, vestiti. New York, Abramović LLC. Courtesy of Marina Abramović Archives e Sean Kelly, New York, MAC/2017/072. Credit: Ph. Attilio Maranzano. Courtesy of Marina Abramović Archives - Marina Abramović by SIAE 2018

fisica e psicologica. Nel 1975 conosce l’artista tedesco Ulay con cui nasce un rapporto sentimentale e professionale; insieme creano celebri performance di coppia come “Imponderabilia”, dove il pubblico è costretto a passare attraverso i corpi nudi dei due artisti come fossero gli stipiti di una porta. La fine della loro relazione sentimentale e professionale si celebra nel 1988 con la performance “The Lovers”: i due artisti si incontrano per dirsi addio a metà della Grande Muraglia cinese, dopo aver percorso a piedi duemilacinquecento chilometri ciascuno, partendo

lei dall’estremità orientale e lui da quella occidentale. Negli anni ‘90 il dramma della guerra in Bosnia ispira l’opera “Balkan Baroque” (1997), con cui Abramović vince il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Col passare degli anni la sua arte performativa, effimera per definizione, si dilata nel tempo: dalle poche ore delle performance degli anni Settanta a “The Artist is Present” (2010), in cui al MoMA di New York, muta e immobile per più di settecento ore nell’arco di tre mesi, ha fissato milleseicentosettantacinque persone che si sono avvicendate davanti

To control the breathing is to control the mind. With different patterns of breathing, you can fall in love, you can hate someone, you can feel the whole spectrum of feelings by changing your breathing.

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Marina Abramović 19


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Un tavolo e due sedie. È molto semplice. Non c’è quasi niente. C’è solo l’artista che sta là come una montagna. Una roccia. E ti guarda negli occhi.

Marina Abramović

Marina Abramović Artist Portrait with a Candle (C) dalla serie Places of Power, 2013. Courtesy of Marina Abramović Archives© Marina Abramović by SIAE 2018

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a lei, sottolineando così il valore di una comunicazione energetica e spirituale tra artista e pubblico come elemento fondamentale del suo lavoro. Sono oltre cento le opere in esposizione a Firenze, un insieme che offre una panoramica dagli anni Sessanta ai Duemila, coprendo così i primi cinquant’anni di carriera della grande Artista. Video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e “re-performance” (“Imponderabilia”, “Cleaning the Mirror” e “Luminosity” negli spazi del Piano Nobile, “The Freeing Series - Memory, Voice, Body” nella Strozzina), ovvero l’esecuzione, dal vivo, di sue celebri performance da parte di un gruppo di performer selezionati e formati per l’occasione: il visitatore viene catapultato nel suo mondo, un’esperienza unica nel suo genere. Come ricorda l’artista, il titolo dell’esposizione, “The Cleaner”, fa riferimento a un particolare momento creativo ed esistenziale, ad una riflessione dell’artista sulla propria vita: “Come in una casa: tieni solo quello che ti serve e fai pulizia del passato, della memoria, del destino”. Con questa mostra riflette sulla propria lunga carriera in un luogo speciale come Palazzo Strozzi, e proprio in Italia, un paese che ha signifi-

MARINA ABRAMOVIĆ The Cleaner

21 settembre 2018 – 20 gennaio 2019 Palazzo Strozzi, Firenze INFO T. +39 055 2645155 Tutti i giorni 10.00-20.00 Giovedì 10.00-23.00 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.palazzostrozzi.org

cato molto per lei e per l’evoluzione del suo percorso artistico. La prima mostra dedicata da Palazzo Strozzi a un’artista di genere femminile, e non ad un’artista comune, ma alla più importante rappresentante dell’arte performativa: “Marina Abramović. The Cleaner”, è imperdibile. Daniela Malabaila

SPIRO

Paese di nuvole - tecnica mista con acrilico su tela - 100x83 cm.


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Il pittore russo che dipingeva fiabe Mantova accoglie il Novecento

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Marc Chagall - I musicanti ca 1911, tempera su carta grigia, 18,5x18,7 cm. Galleria di Stato Tretjakov di Mosca © The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia © Chagall ®, by SIAE 2018

ome nella pittura così nella poesia” è il titolo della mostra dedicata a Marc Chagall, uno dei massimi pittori bielorussi del Novecento. L’esposizione è allestita nelle sale

del Palazzo della Ragione di Mantova, monumento medievale restituito solo dallo scorso mese alla città, dopo essere stato sottoposto ad un intervento di valorizzazione. Sono innumerevoli le attività culturali, organizzate in collaborazione

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con la casa editrice Electa, di cui Chagall, sarà la prima tappa di una programmazione espositiva triennale dedicata al Novecento. La pittura di questo tanto amato artista è indubbiamente particolare e si relaziona con i suoi ricordi della vita a Vitebsk, inoltre in essa si evince il richiamo al cubismo, adottandone la libertà esecutiva e la forma geometrica. Il trasferimento a Parigi nel 1910, fu molto positivo per Chagall, perché ebbe la possibilità di unirsi ai più grandi pittori come Pablo Picasso, Robert Delaunay e molti altri, inoltre, riuscì a vedere con i propri occhi, l’esperienza cromatica espressionista dei Fauves. La sua arte, rara e semplice, si compone di sentimenti forti, a volte contrastanti che resteranno inalterati per tutto il corso della sua vita, restando il pittore che è nato. La pittura di Chagall, non ha mai avuto una corrente artistica ben definita, il suo mondo a dir poco poetico, si nutre della fantasia infantile e della potenza delle fiabe. Nei suoi quadri, si evince la semplicità della forma, collegandolo in questo modo, al primitivismo della pittura russa. Il suo repertorio visivo è composto da gatti e altri animali, dai violinisti che suonano sui tetti e da gente dalle strane fattezze, dalle donne che volano agli oggetti sospesi in aria, ed è proprio in questo momento, che i ricordi si mescolano ai simboli innescando un conflitto, tra la realtà vera e la dimensione onirica che, puntualmente, si discosta dalla visone surreale del sogno. La mostra, aperta al pubblico dal 5 settembre scorso in concomitanza con il Festivaletteratura, sarà visitabile fino al 13 gennaio 2019. L’esposizione si compone di 130 opere tra cui il meraviglioso ciclo completo dei 7 teleri, dipinti per il Teatro Ebraico da Camera di Mosca, opere che rappresentano senza ombra di dubbio, Marc Chagall - La letteratura 1920, tempera e caolino su tela, 216x81,3 cm. Galleria di Stato Tretjakov di Mosca © The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia © Chagall ®, by SIAE 2018

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MARC CHAGALL

il momento più grande e rivoluzionario di Marc Chagall. Il catalogo, edito da Electa, vuole restituire le influenze e le contaminazioni artistiche e culturali che assorbì vivendo a Vitebsk, San Pietroburgo, Parigi e Mosca, ma anche raccontare, attraverso dei testi di grande rilevanza, il fascino che il pittore russo esercitò su poeti, artisti, e letterati dell’inizio del secolo scorso. Nella sua intera esistenza, Marc Chagall ha sempre avuto la convinzione, di trovarsi al di là della realtà che viviamo, lui stesso ha sempre affermato che la fantasia ci fa vedere ciò che ci circonda con occhi diversi: alberi blu, mucche verdi, spose fluttuanti, fino ad osservare le proprie mani e scoprire che il numero della dita della mano sinistra si differenzia da quelle della mano destra. Un cambio di prospettiva affascinante e sicuramente irrazionale. E tu, spettatore, in tutto questo cosa vedi? Mario Gambatesa

Come nella pittura, così nella poesia 05 settembre 2018– 03 febbraio 2019 Palazzo della Ragione, Mantova INFO T. +39 0376.1979010 Dal martedì alla domenica 09.30-19.30 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

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Palazzo della Ragione di Mantova

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Gustave Courbet torna in Italia La retrospettiva incanta Ferrara

Il bello è nella natura e si incontra nella realtà sotto le forme più diverse. Appena lo si trova, esso appartiene all’arte, o piuttosto all’artista che sa vederlo. Gustave Courbet

Gustave Courbet La valle della Loue con cielo di tempesta c. 1870, olio su tela, 54x65 cm. Strasburgo, Musée des Beaux-Arts © foto Musées de Strasbourg M. Bertola

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Ferrara che può vantare l’onore di aver riportato l’Arte di Gustave Courbet in Italia. Sono infatti passati quasi cinquant’anni dall’ultima rassegna a lui dedicata nel nostro paese. Genio indiscusso dell’Ottocento, Gustave Courbet ha portato come suo contribu-

to all’Arte, un approccio decisamente rivoluzionario nel tema paesaggistico. Uomo dalla personalità forte e complessa, Courbet s’impose come padre del Realismo, aprendo la strada alla modernità in pittura con lavori provocatori ed anti-accademici (le convenzioni della pittura accademica avevano subordinato il paesaggio alla figura, l’uno era invariabilmente il complemento dell’altro. Courbet, invece, elaborò composizioni in cui le figure e lo sfondo naturalistico sono integrati tra loro), la cui principale fonte d’ispirazione fu la natura. La mostra, aperta da settembre scorso a Palazzo dei Diamanti, presenta circa cinquanta tele, grazie alla collaborazione con i più importanti musei del mondo. Possiamo dunque ammirare molti capolavori dell’artista, come “Bonjour Monsieur Courbet”, il sensuale autoritratto “L’uomo ferito” o le celebri “Fanciulle sulle rive della Senna”. Il percorso espositivo inizia nella prima sala con due opere emblematiche, “L’uomo ferito” e “La quercia di Flagey”, introducendo così al visitatore la personalità

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Gustave Courbet La quercia di Flagey (“Quercia di Vercingetorige presso Alesia, Franca Contea”) 1864, olio su tela, 89x111,5 cm. Ornans, Musée Gustave Courbet © Musée Courbet

artistica ed umana di Courbet. La mostra ci accompagna attraverso i luoghi e i temi della sua impressionante e appassionata rappresentazione del mondo naturale: dai panorami della sua terra dipinti in gioventù, alle spettacolari marine battute dalla tempesta; grotte e torrenti, sensuali nudi immersi in una rigogliosa vegetazione (pensiamo allo sconvolgente “Fanciulle sulle rive della Senna”, aspramente criticato al Salon del

1857 per le dimensioni monumentali e per l’esibita sensualità delle due ragazze), fino alle sublimi scene di caccia della maturità (una pittura quest’ultima, che gli permette di abbinare paesaggio, mondo animale, scena di genere e di attingere a una lunga tradizione pittorica, che spazia dai maestri fiamminghi del Seicento ai contemporanei inglesi, naturalmente su formati eccezionali). Una delle sezioni della rassegna, ci mostra

Per dipingere un paesaggio, bisogna conoscerlo. Io conosco il mio paese, lo dipingo.

Gustave Courbet

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Gustave Courbet L’onda c. 1869, olio su tela, 46x55 cm. Edimburgo, National Galleries of Scotland. Dono di Sir Alexander Maitland in memoria della moglie Rosalind, 1960

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La peinture est un art essentialment concret et ne peut consister que dans la représentation des choses réelles et existantes. Un object abstrait, non visible, n’est pas du domaine de la peinture. L’imagination dans l’art consiste à savoir trouver l’expression la plus complète d’une chose existante, mais jamais à supposer ou à créer cette chose même.

Gustave Courbet

la passione dell’artista per il viaggio, occasione per scoprire nuovi scenari naturalistici da dipingere (le coste mediterranee nei pressi di Montpellier, i paesaggi rocciosi della regione della Mosa in Belgio, le marine della Normandia, o i laghi svizzeri, dipinti in esilio), e allo stesso tempo gli permettevano di farsi conoscere e avere nuove occasioni di lavoro. Ma i paesaggi dei luoghi natii occupano un posto particolare nel cuore dell’artista: la vallata lussureggiante della Loue, gli altipiani aridi, i fiumi impetuosi, il sottobosco e i cieli immensi, vengono immortalati a più riprese, indagati a fondo, riproposti in tutte le loro sfumature. Guardato come un Maestro dagli Impressionisti (la potenza delle sue marine costituisce un riferimento per il giovane Monet e per tutta la generazione degli Impressionisti) e venerato da Cézanne (gli studi di rocce di Courbet vengono da lui presi a modello in alcune composizioni dei primi anni Sessanta), Courbet sembra svelare forme in attesa di essere

Gustave Courbet Autoritratto con il cane nero 1842, olio su tela, 46,5x55,5 cm. Parigi, Petit Palais Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris

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COURBET E LA NATURA

22 settembre 2018 – 06 gennaio 2019 Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Antonio A R T E

INFO T. +39 0532 244949 diamanti@comune.fe.it Tutti i giorni 09.00-19.00 Aperture straordinarie 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio Aperture serali straordinarie 31 ottobre, 8 dicembre, 4 e 5 gennaio 09.00-22.30 31 dicembre 09.00-23.30 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.palazzodiamanti.it

rese visibili, catturando i fenomeni naturali più elusivi e transitori. Sarà possibile riscoprire l’arte dei Courbet fino al 6 gennaio prossimo, un evento da non perdere per ammirare uno dei più grandi pittori dell’Ottocento. Rebecca Maniti

In alto a sinistra: Gustave Courbet - Giovane bagnante 1866, olio su tela, 130,2x97,2 cm. New York, Metropolitan Museum of Art H.O. Havemeyer Collection. Lascito della signora H.O. Havemeyer, 1929 Sotto: Gustave Courbet - Volpe nella neve 1860, olio su tela, 85,7x128 cm. Dallas Museum of Art Foundation for the Arts Collection Mrs. John B. O’Hara Fund

I Fiori nel vaso blu 40x60 cm.

“La produzione di Antonio Arte è espressione di un linguaggio figurativo classico, supportato da una notevole perizia tecnica, a cui si affianca un sentimento lirico che traspare da ogni suo lavoro. Le raffigurazioni predilette sono i temi floreali e naturalistici, sempre interpretati con un trasporto autentico e attraverso un’indagine in grado di far emergere la poesia più recondita del soggetto rappresentato. La natura assume toni incantati, dove i riverberi, le luci e le ombre si sovrappongono in un vibrante insieme di segni e di colori densi di passione esprimendo intenti estetici di grande valenza.” Paolo Levi

Sempre verde olio su tela, 60x50 cm.

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Roy Lichtenstein Il genio della POP Art americana a Parma

Roy Lichtenstein Crying Girl 1963© Estate of Roy Lichtenstein SIAE 2018

Sono anti-contemplativo, anti-sfumatura, anti-liberiamoci della tirannia del rettangolo, anti-movimento e luce, anti-mistero, anti-qualità pittorica, anti-zen, ed anti tutte quelle brillanti idee dei precedenti movimenti che tutti conosciamo benissimo.

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l genio della POP ART americana che ha influenzato grafici, designer, pubblicitari ed altri artisti: Roy Lichtenstein, sarà ammirabile in una interessante retrospettiva alla Fondazione Magnani-Rocca. La mostra è allestita alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo, e riunisce oltre 80 opere del Maestro, oltre che di altri grandi protagonisti del movimento america-

Roy Lichtenstein

no. Sono presenti infatti, a confronto con quelle di Lichtenstein, anche opere iconiche di Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist e Robert Indiana. Un appuntamento unico nel suo genere, reso possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Magnani-Rocca con celebri musei internazionali e prestigiose gallerie e collezioni private. La mostra, a cura di Walter Guadagnini e Stefano Roffi, diret-

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tore scientifico della Fondazione Magnani-Rocca, ha due chiavi di lettura: quella storico/iconografica, che tocca anche gli aspetti del linguaggio e dello stile di Lichtenstein, e quella disciplinare, che mira a evidenziare le complessità della sua pratica artistica, moderno ma allo stesso tempo molto classico. La prima parte della mostra è dedicata alla stagione iniziale della Pop Art, fra il 1960 e il 1965, anni in cui nascono le icone di Lichtenstein. In mostra in questa sezione una rarissima opera degli inizi come “VIIP!” e da una serie di opere grafiche, tra le quali spiccano “Crying Girl” e “Sweet Dreams, Baby!”, le più geniali e celebri rielaborazioni delle tavole dei comics che ancora oggi identificano un intero decennio della storia dell’arte e del costume del XX secolo. Lichtenstein inizia poi alcune serie che hanno come riferimento la storia dell’arte e l’astrazione pittorica: sono i dipinti che testimoniano la varietà e la complessità del pittore e che aprono nuove interpretazioni sia sulla sua opera che sull’intera stagione della Pop Art. Continua il dialogo tra i protagonisti di uno dei momenti cruciali dell’arte del

LICHTENSTEIN and American Pop Art Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo - Parma September 08 – December 09, 2018

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ondazione Magnani-Rocca is pleased to invite you to a retrospective exhibition displaying well over 80 masterpieces of American Pop Art. The show on display at the Villa in Mamiano di Traversetolo (near Parma) brings together Roy Lichtenstein and other leading names in American Pop Art, enabling us to appreciate both his personal style and his position in a specific cultural environment. Lichtenstein’s artworks will be exhibited side by side with iconic pieces by Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist and Robert Indiana, in a unique event which was made possible thanks to the collaborative effort of famous museums, art galleries and private collections all over the world. The first part of the show is dedicated to the initial season of Pop Art. Lichtenstein created his most iconic pieces between 1960 and 1965, taking inspiration from the world of comic strips and advertising: this beginning, which has now become legendary, is the theme of the first room of the exposition, which also compares it with iconic pieces by fellow artists Andy Warhol, Mel Ramos, Robert Indiana, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist and others. All of them witness the new society and the new art that reflects it: Pop Art. Lichtenstein perfectly exemplifies this season, with masterpieces such as Little Aloha (1962) and Ball of Twine (1963), as well as an extremely rare painting belonging to his early production, VIIP! (1962). The pieces that stand out among his graphic works are his famous reinterpretations of comic strips, such as Crying Girl (1963) and Sweet Dreams, Baby! (1965), the best known not only in his production, but also in the entire history of art, custom and tradition of the 20th Century. Lichtenstein is also the author of several paintings that reference the history of art and explore the great theme of pictorial abstraction, which enable us to fully appreciate the variety and complexity of his production and to open up new interpretations of both his work and the entire season of Pop Art. In this case too we find, alongside Lichtenstein’s works, those of his contemporaries, thus carrying on that important dialogue between the protagonists of one of the crucial moments of 20th Century art. Robert Indiana’s literary and numerical abstract paintings (the famous FOUR, 1960s) and sculptures (LOVE) or Andy Warhol’s “Flowers” Series are perfect illustrations of the climate of the time. The aim of this unique exhibition is providing an exhaustive overview of the artist’s creative journey through a close inspection of every season and theme in his production. As such, the show offers two parallel interpretations: the first follows a chronological principle, while the second delves into and examines every aspect of each theme, which reflects Lichtenstein’s own method. Apart from the paintings, special attention is given to the graphic works, which belong to a crucial moment in his production, as they marked the beginning of the universal acclaim of both Lichtenstein and Pop Art. Indeed, both own their popular success to graphics and its power to spread and disseminate ideas. Curated by Walter Guadagnini, author of important essays on Pop Art, and Stefano Roffi, scientific director of the Fondazione Magnani-Rocca, the show can also be experienced from a double perspective: the first is historical/iconographic, as it touches on Lichtenstein’s uniquely free and coherent style, and its shift from linear figure to abstraction. It this view, we witness the birth of what was termed “Pop Abstraction” through Lichtenstein’s works and those of his fellow artists. The second is the disciplinary perspective, highlighting both the complexity and the unity of Lichtenstein’s artistic journey, which appears extremely modern in reconsidering painting from the point of view of the graphic reproduction of the image, as well as completely classical in his desire to assign a specific, significant role to each discipline. The exhibition is accompanied by a catalogue published by Silvana Editoriale, featuring essays penned by the curators and texts by experts. s l

Mel Ramos - Doll -1964, olio su tela

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XX secolo, ecco Robert Indiana con un prezioso “FOUR” degli anni Sessanta e una celebre scultura “LOVE” e “Flowers” di Andy Warhol, ma anche “Girl with Tear” (in prestito dalla Fondation Beyeler di Basilea). La mostra è punteggiata da alcune serie di fotografie che ritraggono l’artista all’opera nel suo studio. Un’esposizione completa e interessante, resa unica dal principio di lettura complessiva della creatività dell’artista che permette di apprezzare Lichtenstein nella sua interezza, affrontando tutte le stagioni e tutti i temi della sua arte. Flavio Ennante

Sotto: Roy Lichtenstein Sweet Dreams, Baby! 1965© Estate of Roy Lichtenstein - SIAE 2018

Sopra: Tom Wesselmann Smoker 1971, vinile colorato su pannello, 144x160 cm.

A destra: Robert Indiana FOUR 1965, acrilico su tela, 61x61,2 cm.

LICHTENSTEIN

e la POP Art americana

08 settembre – 09 dicembre 2018 Fond. Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo INFO T. +39 0521 848327 info@magnanirocca.it Da martedì a venerdì 10.00-18.00 Sabato, domenica e festivi 10.00-19.00 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.magnanirocca.it

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Anastasiya I falso intonaco su tela 150x150 cm

Porto Cervo SS - Poltu Quatu OT

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Carlo Carrà - I Nuotatori 1932, olio su tela, 63,5x108,5 cm. Augusto e Francesca Giovanardi Collection

Carlo Carrà a Milano Il racconto della sua vita appassionata

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pre al pubblico il 4 ottobre, la mostra dedicata a Carlo Carrà, uno dei nostri grandi Maestri del Novecento, sicuramente un protagonista dell’arte, non solo attraverso le sue opere, ma anche attraverso il suo attivismo politico. Palazzo Reale, a Milano, ospita una rassegna antologica che non ha eguali, forse la più completa

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e importante mai a lui dedicata. Sono infatti esposte ben 130 opere, concesse in prestito dalle più importanti collezioni italiane e internazionali, pubbliche e private (State Pushkin Museum of Fine Arts di Mosca, Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, Kunsthaus di Zurigo, Yale University Art Gallery, National Gallery di Praga, Museum of Fine Arts di Budapest, Musei Vaticani,

e numerosi musei italiani, tra cui la Pinacoteca di Brera, il MART di Rovereto, il Museo del 900 di Milano, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, oltre a molte collezioni private), così da ricostruire la fitta trama di affinità intellettuali e di rapporti d’elezione che legò Carlo Carrà ai suoi collezionisti e amici del tempo. L’esposizione è promossa e prodotta dal Comune di Mila-

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Carrà vive intensamente il fermento culturale della Parigi dell’epoca, ma anche i conflitti sociali e politici, e la necessità di lavorare per sopravvivere.

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no-Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre; curata da Maria Cristina Bandera, esperta di Carrà e Direttrice scientifica della Fondazione Roberto Longhi di Firenze, con la collaborazione di Luca Carrà, nipote del maestro, fotografo e responsabile dell’archivio di Carlo Carrà, la mostra fa parte del palinsesto Novecento Italiano ideato dall’Assessorato alla Cultura per il 2018. Sono passati circa trent’anni dall’ultimo evento dedicato a Carrà dal Comune di Milano, e prima di allora espose,

ancora in vita, sempre a Palazzo Reale di Milano, nel 1962. L’obiettivo della nuova esposizione è ricostruire l’intero percorso artistico di Carrà attraverso le sue opere più significative: dalle iniziali prove divisioniste, ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti e battistrada del Futurismo e della Metafisica, dai dipinti ascrivibili ai cosiddetti “valori plastici”, dai paesaggi alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà, senza trascurare le grandi compo-

[1] Carlo Carrà - Composizione 1915, collage, tempera, gouache e carboncino, 40,9x30,2 cm. Mosca, State Pushkin Museum of Fine Arts - Arch. Fotografico State Pushkin Museum of fine Arts, Mosca

[4] Carlo Carrà - La carrozzella 1916, olio su tela applicata su compensato, 51,5x66,5 cm. MART 969, VAF 0717 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Collezione VAF-Stiftung

[2] Carlo Carrà - Estate 1930, olio su tela, 165x120 cm.Museo del Novecento, Milano “Copyright Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati”

[5] Carlo Carrà - Il bersaglio olio su tela, 75x85 cm. Collezione privata

[3] Carlo Carrà - Gentiluomo Ubriaco 1916, olio su tela, 60x45 cm. Collezione privata

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sizioni di figura. La mostra vuole raccontare anche i tratti e i momenti più significativi di quella che lui stesso definisce “una vita appassionata”. Troviamo dunque documenti, fotografie, lettere e numerosi filmati che testimoniano l’intensa vita dell’Artista. Sono sette le sezioni dell’esposizione, ciascuna riguardante uno specifico periodo della vita e dello stile di Carrà: “Tra Divisionismo e Futurismo”; “Primitivismo”; “Metafisica”; “Ritorno alla natura”; “Centralità della figura”; “Gli ultimi anni”; “Ritratti”. Il percorso espositivo si dimostra fluido e coerente, e scandisce le tappe di una vita interamente Carlo Carrà - La musa metafisica 1917, olio su tela, 90x66 cm. Milano, Pinacoteca di Brera

dedicata alla pittura. Artista irrequieto, durante i suoi tanti viaggi ha avuto l’opportunità di incontrare personaggi importanti che segnarono il suo modo di pensare e dunque il suo percorso, facendo di lui un uomo di grandi aperture culturali e di letture che lo spinsero a svolgere anche un’attività critica sulle riviste più importanti e di tendenza del tempo. Da non perdere il catalogo (Marsilio Editori), un volume interessante e completo, così come la retrospettiva dedicata al grande Maestro Carrà. Ettore Tiretto

CARLO CARRÀ

04 ottobre 2018 – 03 febbraio 2019 Palazzo Reale, Milano

La mia pittura è fatta di elementi variabili e di elementi costanti. Fra gli elementi variabili si possono includere quelli che riguardano i princìpi teorici e le idee estetiche. Fra gli elementi costanti si pongono quelli che riguardano la costruzione del quadro. Per me, anzi, non si può parlare di espressione di sentimenti pittorici senza tener calcolo soprattutto di questi elementi architettonici che subordinano a sé tutti i valori figurativi di forma e di colore. Carlo Carrà

INFO T. 199.15.11.21 mostracarra@civita.it Lunedì 14.30-19.30 Da martedì a domenica 09.30-19.30 Giovedì e sabato 09.30-22.30 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.palazzorealemilano.it

MARCELLO S A S S O L I

msassoli@skynet.be

Bruxelles ma belle matita acquarellata 25x10 36 cm.

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Giraffa Ole II - 2018, smalti e pietre semipreziose su legno, 180x60 cm.

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Giorgio Laveri

La ceramica, creata in chiave cinematografica di

Daniela Malabaila

Intervista a Giorgio Laveri, artista savonese, oltre che regista teatrale e cinematografico.

In copertina: Gustavo (platino) ceramica smaltata con interventi al terzo fuoco in platino e decalcomania anno 2017 34x24x17 cm.

È

la ceramica il materiale scelto da Giorgio Laveri per veicolare i suoi messaggi, ed è proprio la ceramica che ha contribuito al suo successo nel mondo della scultura, facendo diventare le sue opere riconoscibili e storicizzandolo come Maestro indiscusso della ceramica cinematografica.

L’artista trova sfogo, e veicolo, nella modellazione ceramica di icone cinematografiche e non. Le sue opere non sono mai banali, tutt’altro, i suoi lavori sono ricchi di valore simbolico, come solo gli oggetti preziosi sanno essere. Le dimensioni inusuali delle sue creazioni stimolano al gioco, al ribaltamento dei punti di vista: Giorgio

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...ho capito che se avessi voluto continuare a fare cinema, lo avrei dovuto fare con la ceramica... Come? Ingigantendo le cose, facendo diventare quelli che sono diventati poi i miei personaggi ceramici, i divi di grandi film...

propone in chiave ironica un passaggio Giorgio Laveri: Giusto, ho cominciato fafondamentale fra l’onirico ed il reale. cendo regia cinematografica, ma ho indagato soprattutto la regia televisiva. Dopodiché ho Daniela Malabaila: Mi piace partire iniziato a creare murales, con i quali mi sono dall’inizio anche con chi è molto noto, attaccato al discorso dell’arte figurativa. Rinon per sminuire, ma per dare valore ai flettendoci, con i murales l’uomo ha conquiprimi passi. Hai iniziato la tua carriera ar- stato la posizione eretta, quindi se vogliamo tistica con il cinema ed il teatro, giusto? parlare di primi passi, ecco: ho cominciato

Qui sopra: l’artista Giorgio Laveri sulla spiaggia savonese e le opere “Giocare con...”, realizzate in terracotta smaltata e plexiglass con interventi a terzo fuoco in fotoceramica. Diametro 41 cm. (circa)

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così, ho conquistato la mia prima “posizione eretta” con i murales, che feci all’epoca in parecchie città d’Italia. E così conquistai anche una posizione eretta a testimonianza del sociale, dell’impegno dell’uomo attraverso la sua espressione artistica. D.M.: Spesso non si è appoggiati dalla famiglia nella scelta di una carriera da artiSopra: Gustavo (rosa) ceramica smaltata con interventi al terzo fuoco in decalcomania anno 2017 34x24x17 cm.

Credo che l’artista debba essere cronista del suo tempo. Per questo motivo “Gustavo” è stato reso giocattolo, per sdrammatizzare, ma sia chiaro, non ci farei mai giocare mio figlio. Gustavo, o Giocare in tempo di guerra, è un’opera dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita nella battaglia di Montecassino nel 1944. Gli Alleati, che pensavano di risolverla in breve tempo, si trovarono bloccati dalla resistenza delle armi tedesche e tutto si dilatò in una serie di attacchi e contrattacchi che durò quasi cinque mesi. Fu una sconfitta per l’umanità che vide rapire dalla morte 30.000 ragazzi. La linea Gustav (da qui il nome dell’opera) fu superata dalle truppe alleate che marciarono verso la liberazione di Roma dalla brutalità nazista verso la fine del maggio ‘44.

Gustavo è e deve rimanere un giocattolo con cui non giocare. Un testimone per tutte le persone che rigettano il mostro rappresentato dagli orrori della guerre. Giorgio Laveri

Gustavo (camouflage) ceramica smaltata con interventi al terzo fuoco in decalcomania anno 2017 34x24x17 cm.

sta, sei mai stato ostacolato nel cammino verso il tuo obiettivo? G.L.: No, perché sono stato molto fortunato, ho avuto una mamma che è stata una delle mie migliori complici. D.M.: I mitici anni ‘70 hanno visto la nascita delle tue ceramiche, come sei arrivato a concepirne l’idea? G.L.: In quel periodo facevo cinema. Poi mi trovai ad Albisola e capii che in quel luogo non si poteva fare cinema. All’epoca, lo potevi fare solo a Roma, ad Albisola si faceva solo ceramica. E allora mi attivai! Se avessi voluto continuare a fare cinema, avrei dovuto farlo con la ceramica. Come? Ingigantendo le cose, facendo diventare quelli che sono diventati poi i miei personaggi ceramici, i divi dei grandi film. D.M.: Il tuo stile è inconfondibile, hai una tua cifra stilistica definita, come ti sei trovato e come hai gestito il lavorare “in gruppo” anche nelle arti visive, come ad esempio per gli eventi legati al Movimento Artistico Mediterraneo? G.L.: Lavorare in gruppo è stato semplice. Arrivavo dal lavoro cinematografico, e fare film è un lavoro di gruppo, è alta artigianalità. Il Movimento Artistico Mediterraneo, che ho creato insieme a Patrick Moya e alla pittrice e ceramista Véronique Champollion, è un movimento che ci ha permesso di lavorare ancora una volta in gruppo. Io avevo lasciato il cinema, ho incominciato a fare un discorso diverso, ma non ho abbandonato il modo di farlo, ovvero con un grande lavoro di equipe. D.M.: Nella tua vita artistica, quanto la scrittura teatrale e la progettazione scultorea si intrecciano e si influenzano? G.L.: Per quanto riguarda il discorso scultoreo, continuo inevitabilmente ad intrecciare i miei legami con il discorso cinematografico che tanto amo; in realtà come ben sai ho attivato dei processi di lavoro che sono strettamente legati ai film famosi, importanti, che nel tempo hanno influenzato la mia vita artistica. Per quanto riguarda il teatro, ho continuato parallelamente a scrivere; attualmente sto lavorando con il Museo dei Diritti Umani di Santiago del Cile, ho lavorato con gli spazi culturali e dei Diritti Umani Argentini, quindi ho continuato con una progettazione che

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L’opera MollyWood è ancora una volta un omaggio a chi lavora sul set: Il fotografo di scena. All’epoca, senza il digitale le foto venivano sviluppate sul posto (teatro di scena) e stese. Messe ad asciugare sui vari set, tenute sospese da mollette!

MollyWood, ceramica smaltata, anno 2018, 36,5x6x7 cm.

Tita, ceramica smaltata con intevrenti al terzo fuoco in oro zecchino, anno 2017, 61 cm.

Tita - Ceramica smaltata con intevrenti al terzo fuoco in oro zecchino, anno 2017, 61 cm.

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Stylò coupe ceramica smaltata con interventi al terzo fuoco in oro zecchino e platino anno 2018 38x39x35 cm.

riguarda il teatro, senza legarla alla scultura. D.M.: Hai un’opera, o una serie di opere, che ti sta più a cuore? G.L.: Sì, quella che farò fra poco... É sempre “la prossima” quella che mi sta più a cuore. D.M.: Hai raggiunto traguardi importanti nella tua carriera artistica, bastano o li consideri sempre come nuovi punti di partenza? G.L.: Guai farsi bastare un traguardo artistico o di vita, sarebbe uno sbaglio enorme! Pensa al matrimonio, c’è chi si sposa pensando di essere al punto di arrivo, ma non è così che deve essere visto. Secondo me il matrimonio dovrebbe essere il trampolino di lancio da cui parte una nuova vita per chi ha deciso di intraprendere quella strada. E lo stesso è per l’arte, che fa parte della vita. D.M.: La soddisfazione artistica più grande, avuta finora, qual’è stata? G.L.: Ceramicamente parlando, penso alla prima cartolina in ceramica, spedita tramite la normale posta e arrivata integra. Parlando in generale, considerando l’ampia vita artistica che ho avuto, penso all’emozione che ho provato salendo sul palcoscenico del teatro del Museo della Memoria e dei Diritti Umani di Santiago del Cile, per ringraziare il pubblico che aveva partecipato alla visione della mia ultima opera incentrata sui “Desaparecidos”. D.M.: Biancoscuro ha spesso a che fare con giovanissimi futuri artisti, nonostante i diversi talenti, notiamo che tutti sono ormai soffocati dalla ricerca costante di consenso “social”, tralasciando di percorrere alcune tappe fondamentali per costruire le proprie basi artistiche. Tu cosa pensi di queste finte scorciatoie? G.L.: L’hai detto tu stessa, sono finte scorciatoie. Io credo che l’artista debba porsi di fronte all’opera d’arte, di fronte al suo pubblico. Credo l’opera debba contenere almeno quattro requisiti fondamentali: deve avere un linguaggio (nel mio caso si tratta della ceramica, della terracotta); deve avere un contenuto (dato dall’uomo che la crea); deve avere un’estetica, perché, aldilà dei significati, se non piace non verrà ammirata e riconosciuta; l’ultimo requisito è quello che “chiude il cerchio”. Parliamo di opere

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che vanno nel circuito di vendita, siamo dei professionisti, dobbiamo creare e vendere, l’ultimo punto è quindi la vendibilità. Io credo che tutto il resto sia solamente un dettaglio imbarazzante, l’artista dovrebbe essere fuori dalle dinamiche dei social, non dovrebbe usare questi mezzi per “arrivare”. D.M.: Progetti per il futuro che possiamo anticipare? G.L.: Una grande e bella mostra in uno spazio pubblico a Diano Marina (Imperia) curata dagli amici della Civiero Art Gallery, con un ricco catalogo che contiene il contributo critico di David Melis. Poi ho nuovamente

un progetto teatrale a dicembre con il Museo dei Diritti Umani a Santiago del Cile. D.M.: Come di consueto in queste occasioni, ti chiedo un consiglio per i giovani artisti che vogliono intraprendere la carriera artistica... G.L.: Un consiglio solo, seguire un’utopia: lavorare, lavorare, lavorare! D.M.: Ti ringrazio per la pazienza Giorgio, è stata molto interessante questa chiacchierata, spero sia stato lo stesso per te! G.L.: Lo è stato certamente anche per me, perché sono con amici, con persone che stimo, e quindi mi piace esserci e starci, grazie! s l

Rino (giallo) ceramica smaltata con interventi al terzo fuoco anno 2016 16x38x23 cm. Rino (grigio) ceramica smaltata con interventi al terzo fuoco anno 2017 16x38x23 cm.

Giorgio Laveri (Savona, 1950)

Dopo gli studi di formazione professionale sulla regia televisiva, dipinge una serie di Murales sulla situazione del popolo Cileno dopo il golpe del 1973 (Milano, Roma, Brescia, Vicenza). Dal 1974 si dedica in modo stabile al teatro e al cinema. Nel 1985 crea una linea di ceramiche per l’ufficio a tema “cinematografico” e la Banque National de Paris gli dedica una mostra presso la “Sala delle Quattro Colonne” nella sede Milanese. Il 1993 è l’anno di adesione ad Art Mobile, gruppo francese con il quale progetta una serie di eventi in Italia ed in Francia. Sempre nel ‘93, con Patrick Moya firma la prima parte del Manifesto del Movimento Artistico Mediterraneo e partecipa ad una serie di eventi internazionali legati alla “mediterraneità”. Nel 1996 fonda, con il Dipartimento di Salute Mentale di Genova, “Il Giardino del Mago” con il quale produce una nutritissima serie di lavori legati alla sperimentazione teatrale e cinematografica. Nel 2000 realizza la personale “Albisola-Nizza”, al Museo D’Arte Contemporanea di Albisola e alla Galerie Art7 di Nizza. Nel 2005 organizza un convegno internazionale sulla ricerca ceramica legata ai luoghi mediterranei e lavora con Patrick Moya alla stesura definitiva del I Manifesto della Ceramica Mediterranea. Sempre in quest’anno organizza, in collaborazione con Guillaume Aral, direttore della Galerie Ferrero, una grande collettiva con gli

altri artisti del Movimento Mediterraneo al Palais de la Mediterranèe di Nizza. Nel 2006 viene installato a Seul, in Corea, un gigantesco “Truka” in ceramica smaltata, mentre in settembre viene inaugurata la grande mostra personale “Sala Giochi” alla Galleria Rossovermiglio di Padova. Con la Galleria Colossi e la curatela di Ilaria Bignotti, presenta a Villa Mazzotti di Chiari “Chiari e Geniali”. Il 2008 inizia con la mostra “Effetti Personali” alla Galleria Terre D’Arte di Torino, seguita dall’installazione “Ceramica Cinematografica: 8-1/2” a cura di Mario Valente. Nel 2010 esce la grande monografia “Scultura per gioco, scultura per davvero” e si inaugura l’esposizione che porta lo stesso titolo, in collaborazione con la Galleria Colossi di Brescia. Alla fine del 2012 il Museo della Ceramica di Mondovì gli dedica una personale nella quale presenta anche alcuni pezzi storici della sua produzione. In ottobre gira il suo ultimo lavoro cinematografico “Tessere”, con il gruppo Il Giardino del Mago. Nel 2014 realizza a Padova la performance “Ciliegiotto” realizzando un’opera dedicata a Giotto e alla città di Padova. Nel 2015, visto l’enorme successo della performance realizzata a Padova realizza “AmArena” invadendo la città di Verona con le sue ormai famosissime ciliegie. Dal 2013 entra nelle più prestigiose Fiere d’Arte Contemporanea Internazionali, da Miami a New York, per arrivare in Europa nelle più importanti Gallerie d’arte pubbliche e private.

L’Artista Giorgio Laveri a fianco di una sua famosa opera: “Truka” Ph.Chiara Cadeddu

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Olivier Tops

Intervista al vincitore del BAC ‘18 nella sezione “Graphic Art” di Vincenzo Chetta

Qui sopra, l’artista Olivier Tops nel suo studio a Megève In “Over The Cover”: Grace Kelly Textportrait anno 2017 75x75 e 117x117 cm.

O

livier Tops, da vero e proprio artista autodidatta, ama realizzare da solo tutto il necessario per la sua arte: foto, composizioni digitali, stampe, vernici e parti dipinte. Francese, ma italiano d’adozione, oltre a trascorrere buona parte dell’anno a Roma, dedica molto tempo alla ricerca ed alla sperimentazione. Olivier ha saputo distinguersi nella sezione Graphic Art del BAC’18 - Biancoscuro Art Contest, risultando vincitore del prestigioso Premio Copertina assegnato dalla Giuria BIANCOSCURO il giorno 8 settembre 2018

al Monte-Carlo Bay, Resort del Principato di Monaco. I suoi lavori sono principalmente su tela, con sottolineature di rosso, giallo e blu, indaghiamo il suo fare Arte chiedendo direttamente a lui di raccontarci i dettagli del suo lavoro. Vincenzo Chetta: Olivier, innanzitutto ti porgo un saluto dalla redazione di BIANCOSCURO. I nostri lettori vogliono conoscerti, raccontati: Olivier Tops: Nato a Megève, in Francia, con una macchina fotografica in mano.

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Dopo la scuola fotografica ho lavorato con la famiglia fino al 2004, poi ho iniziato a cercare la mia via personale viaggiando in tutto il mondo. V.C.: Quali sono i tuoi soggetti preferiti? O.T.: L’Uomo in primis, ma anche creare opere che abbiano un contenuto che vada oltre il visuale. Mi piace a volte sorprendere inserendo elementi moderni. V.C.: Parlaci dell’elemento principale della tua Arte... O.T.: L’essere umano s’impone. All’inizio della mia evoluzione, lavorando sulla serie dell’Uomo Rosso, ho realizzato che l’uomo che cammina era già nelle mie foto da tanti anni: andava solo cercato ed evidenziato. V.C.: Quali sono stati i tuoi più importanti conferimenti? O.T.: Un primo premio tecnico e due premi d’eccellenza alla scuola fotografica, e ho vinto un concorso Jeunes Talents SFR V.C.: Dove trovi l’ispirazione per creare? O.T.: Nei viaggi, principalmente. A volte prendo un periodo per me, per non farmi consumare dal lavoro: scollego e lascio il mio spirito galleggiare. V.C.: Nel corso degli anni, hai avuto una guida che ti aiutasse a capire quali emozioni e sentimenti seguire per creare, o hai sempre seguito solo l’istinto del momento? O.T.: Sempre l’istinto, seguo i miei sogni provando a tenere un piede a terra. V.C.: Come vedi il futuro del tuo modo di esprimerti attraverso l’arte? O.T.: Bello! Ho tanti progetti, ed una visibilità in aumento. I clienti finora mi hanno seguito di tecnica in tecnica, quindi il mio unico problema è che ci siano solo 24 ore in una giornata… V.C.: Olivier so che stai attualmente lavorando a tre progetti di nuove tecniche artistiche, parlacene... O.T.: Una tecnica è già visibile: l’immagine è composta da scarabocchi fatti da un robot disegnatore (creato su misura a Roma), che usa una semplice penna: mi piace il contrasto. La seconda tecnica porterà quadri di luce, per completare il Nailshading fatto d’ombra. La terza, porterà alla creazione di sculture piatte. V.C.: Raccontaci la storia dell’opera “Grace Kelly” e dell’omaggio al Principe... O.T.: Fortunata coincidenza, sentire della visita a Megève del principe Alberto quando avevo appena completato il ritratto di Grace Kelly in textportrait: avendo il piacere di riceverlo nella mia galleria, mi è sembrato

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Nel mio lavoro, amo mettere a punto tecniche che portino un vantaggio reale, aprire percorsi ancora inesplorati… Mi piace creare opere che cambiano in base alla distanza e all’asse da cui le guardiamo, diventando un vero e proprio contenuto da scoprire.

Qui sopra: Charlie Chaplin Textportrait anno 2017 misure 75x75 e 117x117 cm. A sinistra, un dettaglio dell’opera

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“ ” biancoscuro

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Lavorare sulle ombre ha qualcosa di magico, è gratificante vedere la reazione delle persone che scoprono il Nailshading

Qui sopra l’artista Olivier Tops mentre realizza un’opera di nailshading art

Qui sotto l’artista Olivier Tops riceve nel suo atelier a Megève il Principe Alberto II di Monaco

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naturale offrirgli la numero uno, che vive ora al Palazzo di Monaco. Molto bella la dedica del principe sulla numero due, che conservo per la mia collezione privata: “Molto toccato dalla vostra opera meravigliosa in omaggio a mia madre. Con tutte le mie congratulazioni, la mia gratitudine ed il mio riconoscimento”. V.C.: Questo è il momento della domanda che faccio ad ogni Artista: quale consiglio daresti ad un giovane che si approccia all’Arte? O.T.: Non mollare! Se l’arte è dentro di te, cercala, trovala, e quando sei pronto e sicuro (non prima!) accantona il resto e buttati: vivere della propria passione non è per tutti, ma quando ci si riesce è gioia pura. V.C.: Dove potremmo ammirare le tue opere prossimamente? O.T.: Questo autunno sarò di nuovo presente al MAG di Montreux dal 7 all’11 novembre. Per la stagione invernale potete trovarmi a Megève, in Francia, nel mio studio/galleria. Non espongo in gallerie da 8 anni poiché non ho trovato quella giusta, ma soprattutto perché amo molto il contatto diretto coi clienti. V.C.: Siamo molto felici per te! L’ultima

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domanda, qual’è il tuo motto? O.T.: “Semplicità ed efficienza” – che non seguo molto nel mio lavoro - e “la vita è bella”. Olivier ti ringrazio per il tempo che mi hai concesso, è stato un vero piacere poter chiacchierare con te. s l

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Olivier Tops (Megève, 1971) Artista francese, ma italiano d’adozione (la sua vita si divide tra Megève, Roma e l’isola Mauritius), è figlio e nipote di fotografi. Catturato dalla fotografia sin dall’infanzia, lavora per 17 anni nella boutique di famiglia a Megève. Olivier è un viaggiatore instancabile, girerà il mondo dal 2006 al 2010 per trovare il suo punto di vista. Allo stesso tempo è catturato dalla bellezza di New York che lo spinge ad evolversi verso un lavoro “più grafico”. L’artista esplora diversi stili, prospettive alla ricerca del geometricamente corretto. New York, Parigi, Londra, Roma e Mauritius sono i luoghi che lo hanno ispirato di più. Nel 2010 Olivier vince il concorso internazionale giovani talenti SFR “La vérité par l’image”. Olivier ha vinto questo premio grazie a un reportage del 2008, sui tibetani esiliati in Nepal e India, in cui è stato in grado di fotografare il Dalai Lama. La giuria era presieduta da Marc Riboud, un fotoreporter di Magnum. Sempre nel 2010 abbandona le gallerie, per aprire la propria a Megève. Nel 2011 è la nascita della serie di pezzi unici di “l’uomo rosso”, personaggio che scopre il mondo. Lavorare in due dimensioni stava diventando troppo stretto per i suoi sogni creativi, nel 2012 l’artista inventa la sua prima tecnica, un nuovo approccio all’arte: nasce il “Nailshading”, a metà strada tra una scultura e un dipinto, questa tecnica si basa su migliaia di chiodi e ombre. Nel 2015 arriva la “Smart Art”: una tecnica innovativa, interattiva e multimediale. Usando uno smartphone si possono scoprire mondi nascosti all’interno di ciascun QR. L’artista lavora dalla fine del 2016 sul Textportrait, una “Pop Art aumentata” che non ha bisogno della tecnologia per consegnare il messaggio. Anche il nipote di Sir Winston Churchill, ha apprezzato il tributo “Smart Art” dedicato a quel grande uomo. Dopo aver reso omaggio a Grace Kelly, l’artista offre la copia n. 1 al Principe Alberto II di Monaco il quale ha ricevuto personalmente l’omaggio dedicato a sua madre. Il dipinto è ora nel Palazzo Reale di Monaco. Nel 2017 ha avuto luogo la sua prima retrospettiva su 10 anni di opere a Megève: 74 pezzi esposti durante 3 mesi di esposizione, in 250 m2.

[1] Coca-Cola Nailshading Art 29x55 cm. anno 2013 composto da 2300 chiodi [2] Dalì Nailshading Art 53x53 cm. anno 2014 composto da 2500 chiodi [3] Homage Roy Lieschtenstein Nailshading Art 53x53 cm. anno 2013 composto da 3650 chiodi [4] Steve McQueen Textportrait 117x117 cm. anno 2016 [5] TV 80’s Smart Art (interactiva) 75x75 cm. anno 2016 [6] Piazza del popolo (Roma) stampa d’arte su tela e acrilico 70x100 cm. anno 2012

INFO Atelier “Olivier Tops” 132 Rue d’Arly 74120 Megève – France (vicino a Chamonix) Aperto d’estate ed inverno www.tops.art instagram.com/olivier.tops [6]

Il Direttore di BIANCOSCURO Vincenzo Chetta con Olivier Tops a Monte-Carlo, in occasione della cerimonia del BIANCOSCURO Art Contest 2018.

VIDEO Olivier Tops - Nailshading Art youtu.be/KVYV0WZrrW0rW0

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Portofino e Villa Beatrice - acrilico su tela - 2017 - 60x90 cm.

Guglielmo Meltzeid

Studio e Galleria a Pianezza (Torino) e Santa Margerita Ligure (Genova)

gmeltzeid@gmail.com

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meltzeid.com


Markus Willi

www.markuswilli.com

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fiera d'arte co 14a fiera d'arte contemthparanea 14 contemporar th 14 contemporary art fair a 14

Montreux Musi c & Convention Centre 7 - 11.11.2018 mag-swiss.com

Mi\G

1000 et une nuit legno di noce anno 2018, 196x40x41 cm.

Montreux Musi cMontreux & Convention C Art Gallery 7 - 11.11.2018 mag-swiss.com Salon d'art contemporain

Leo Giampaolo taurusleo@libero.it

“Illusione notturna” e “Scena perduta”, opere in esposizione a Montreux dal 7 all’11 novembre 2018

fiera d'arte contemparanea th contemporary art fair

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Scena perduta, olio su tela, 2012, 70x50 cm.

ntreux Musi c & Convention Centre 1.11.2018 mag-swiss.com

Illusione notturna, olio su tela, 2012, 70x50 cm.

Mi\G

14a fiera d'arte conte 14th contemporary ar Montreux Art Gallery Salon d'art contemporain

Montreux Musi c & Convention Centre 7 - 11.11.2018 mag-swiss.com


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Con il vento in faccia! La conquista della libertà su due ruote

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orreva l’anno 1969 quando, negli Stati Uniti d’America, uscì per la prima volta nelle sale cinematografiche il film Easy Rider del regista Dennis Lee Hopper, che volle raccontare lo splendido e surreale viaggio di due motociclisti sui loro chopper da Los Angeles alla Louisiana, con Peter Fonda nei panni di Wyatt “Capitan America” e Jack Nicholson nei panni di George Hanson. Si intitola “Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte” la mostra allestita presso la Reggia di Venaria Reale a Torino, dal 18 luglio di quest’anno. L’esposizione è un racconto assolutamente inedito, sull’estetica e sul fascino della motocicletta

che, incontra in modo molto particolare, il mondo dell’arte e della cultura. Un viaggio tra letteratura, cinema, arti visive e fotografia, protagonista assoluta la motocicletta, che in questo caso, non è soltanto un oggetto “mitico” e rivoluzionario, ma diventa una vera e propria metafora della libertà, della trasgressione e della ricerca di sè. La mostra nasce da un’idea della Direzione del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude ed è stata sviluppata da tre curatori: Luca Beatrice per la selezione delle opere d’arte contemporanea, Stefano Fassone per la scelta e il reperimento delle motociclette e Arnaldo Colasanti per l’approfondimento nella letteratura italiana e internazionale.

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Nella prima sezione della mostra si affronta il dialogo dello stile, della forma e del design italiano, nella seconda sezione scopriamo la tecnologia giapponese con i suoi modelli di Honda, Suzuki, Yamaha e Kawasaki. Procedendo, troviamo la sezione dedicata al Mal d’Africa, con la corsa avvenuta sul percorso Parigi-Dakar del 1979, troviamo il tema della velocità e successivamente l’esperienza inglese. Nella settima sezione le Harley-Davidson e la Panhead aprono letteralmente le porte all’on the road americano, e si prosegue con “Terra, Fango e Libertà”, “Fuori strada” e, nell’ultima “La moto e A destra: Alighiero Boetti - Rosso Guzzi 1971, pittura industriale su metallo, 25x25 cm. Courtesy Gian Enzo Sperone © Alighiero Boetti by SIAE 2018

In queste due pagine, alcune viste del percorso espositivo della mostra Easy Rider

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Sopra: Andy Rementer - Biker 2015, olio su tela, 122x76 cm. Courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano Sotto: una vista del percorso espositivo della mostra Easy Rider

il cinema”. Accanto ai modelli di motocicletta, saranno esposte diverse opere di Antonio Ligabue in cui si evidenzia la sua passione per le due ruote, come si può notare nell’opera “Autoritratto con moto” del 1953 in cui è a cavallo della sua Moto Guzzi rossa (presente all’interno del circuito espositivo). Andando avanti, troviamo Mario Merz con “Accellerazione = sogno”, Alighiero Boetti con “Rosso Guzzi” e “Rosso Gilera”, Pino Pascali con “Motociclista” e “Nove metri di pozzanghere”, Giulio Vangi con “Veio”: quadri, sculture, fotografie che raccontano la conquista della libertà su due ruote. Il catalogo è edito da Arthemisia Books con i testi dei curatori, i contributi di Alessandra Castellani, Franco Daudo, Pietro Grossi, Giorgio Sarti, Ted Simon, le interviste di Tim Marlow a Paul Simonon e quelle di Moreno Pisto ai campioni Valentino Rossi e Giacomo Agostini. L’esposizione, sarà aperta al pubblico fino al 24 febbraio, e sicuramente terrà alta la voglia di voler evadere dalla monotonia e di andare lontano, su di una motocicletta, attraverso orizzonti sconfinati. Citando George Hanson: “Non hanno paura di voi, hanno paura di quello che voi rappresentate per loro: la libertà.” Mario Gambatesa

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EASY RIDER

Il mito della motocicletta come Arte 18 luglio 2018 – 24 febbraio 2019 Reggia di Venaria, Venaria Reale INFO T. +39 011 4992333 Da martedì a venerdì 10.00-18.00 Sabato, domenica e festivi 10.00-19.30 Dal 16 ottobre: da martedì a venerdì 09.00-17.00 Sabato, domenica e festivi 09.00-19.30 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.lavenaria.it

Roberto Parodi e Luca Beatrice durante l’inaugurazione della mostra Easy Rider

English info

EASY RIDER Il mito della motocicletta come Arte Reggia di Venaria, Venaria Reale July 18, 2018 – February 24, 2019

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otorcycles make us dream. Their bold shapes, the melody of the motor and the bright colours of the gas tanks represent freedom, escape from the world, a race beyond infinity. They are true artistic creations that reveal the inspiration of those who design them and transform our concept of agility and movement. The are believed to have been invented in 1885 though their aesthetic developed after the Second World War, and in less than 150 years of history some makes and models have earned a place in the collective imagination, from Italian companies such as Ducati and Moto Guzzi, by way of British genius and Japanese efficiency, to finally cross the ocean to the American legend of the Harley Davidson. A journey around the world to discover the stories that made great what Pirsig called “a system of concepts worked out in steel”. Exactly twenty years after The Art of the Motorcycle, the great exhibition at the Guggenheim Museum in New York that set a record for visitors, Arthemisia and Consorzio delle Residenze Reali Sabaude offer the world of motorcycles the exhibition Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte. With the patronage of the City of Turin, curated by Luca Beatrice, Arnaldo Colasanti and Stefano Fassone, and hosted at the Reggia di Venaria in the halls of the Citroniera delle Scuderie Juvarriane from 18 July 2018 to 24 February 2019. Many motorcycle models are on display at Venaria, and several evoke legendary films, like the chopper from Easy Rider and the Triumph Bonneville Steve McQueen rode in The Great Escape. Then there are grand prix racers, Giacomo Agostini’s MV Agusta, Valentino Rossi’s Yamaha and Casey Stoner’s Ducati. Others are vehicles inseparable from travel and adventure: Bettinelli’s legendary Vespa, which travelled 24,000 km from Rome to Saigon, specials that crossed the sandy desert in the Paris-Dakar, as well as enduro, trials and strips of asphalt. And there’s an important new element: over fifty motorcycle models create a dialogue with contemporary works of art, including explicit references and indirect suggestions. The artists include names such as Antonio Ligabue with Autoritratto con Moto (Self-Portrait with Motorcycle, 1953), Mario Merz with Accelerazione = Sogno (Acceleration = Dream), a historic installation exhibited in various museums since 1972, Pino Pascali with 9 mq di pozzanghere (9 Square Metres of Puddles), realized in 1967, one year before his death. And there are others: Alighiero Boetti, Rosso Guzzi (Guzzi Red) and Rosso Gilera (Gilera Red, 1971), the large sculpture Vejo by Giuliano Vangi (2010), Gianni Piacentino’s unpublished photographs High Speed Memories (1971-1976) which testify to his participation in sidecar races and the sculpture Self Portrait Race (1991-1993). We find a grain of authenticity in the paintings of Paul Simonon, former bass player from The Clash, a passionate motorcycle collector. The exhibition Easy Rider tells an extraordinary story that has become a legend: with style, speed and performance, the motorcycle has fuelled the legend of the journey, the conquest of freedom, solitude where nothing separates you from the landscape as you cross it flying on two wheels. s l

Giuliano Vangi - Veio 2010, scultura in bronzo, 182x145x1130 cm. Studio Copernico, Milano © Giovanni Ricci Novara, Parigi

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Musica per gli Occhi Experience A Meda, dal 27 ottobre al 18 novembre 2018 Sopra: un rendering del progetto dell’installazione “The Wall” di Mattia Consonni “Musica per gli Occhi Experience” dal 27/10 al 18/11/2018 Sala Civica Radio - MEDA A destra l’artista Mattia Consonni durante la sua mostra personale a Roma nelle Sale del Bramante

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rande attesa per l’apertura della nuova grande mostra dedicata all’arte di Mattia Consonni, ai più conosciuto come “Musica per gli occhi”. La mostra personale di Consonni arriva dopo un anno ricco di soddisfazioni artistiche, e soprattutto dopo un anno di lavoro esclusivo sulla pianificazione dell’installazione esterna, progettata magistralmente da Mattia. “The Wall” prevede il rivestimento in vinili della superficie esterna dell'edificio in cui è ubicata la “Sala Civica Radio” di Meda, nello specifico, la facciata più estesa e visibile sul territorio cittadino. L'opera site-specific è un omaggio all'omonimo album “The Wall” della rock band Pink Floyd, gruppo a cui l'artista si è ispirato per la realizzazione di molte delle sue opere. “The Wall” di Consonni Mattia ha un

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forte potere evocativo così come l’opera musicale tende a trasmettere, soprattutto nel momento in cui si viene a conoscenza dell’aspetto più intimista e autobiografico dell’album. Tuttavia, mentre nell’opera musicale il protagonista è lo stesso autore che narra attraverso i brani la sua storia e la sua condizione di isolamento dal pubblico, dai fans e soprattutto dettato da un disagio psicologico ed emotivo, nell’installazione di Consonni il muro di dischi in vinile rappresenta un rifugio aperto al pubblico, per tutti, in cui ascoltare e “vedere” musica, un’oasi di ristoro per l’anima, uno spazio non fisico in cui attingere. La musica come strumento di conforto, benessere e serenità. La superficie all’esterno della struttura (al cui interno sarà allestita una mostra dal titolo “Musica per gli Occhi Experience” tra le più complete mai realizzate su Consonni), considerata per essere rivestita dall’installazione in vinili, è pari a 158 m2 e comprende la facciata dell’ingresso a partire da circa 3 metri dal suolo per poi

arrivare fino al tetto, ricoprendo tutta la superficie esterna con circa 2500 dischi in vinile. Una installazione di questo tipo è occasione per conoscere il lato razionale e metodico di Mattia, che ha previsto un

Sopra: Bolero tela, smalto e vinile, 100x100 cm. Ispirato dall’omonimo brano “Bolero” (dall’album “Io sono qui” di Claudio Baglioni - 1995) Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per ascoltare il pezzo

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Demon’s Eye tela, smalto e vinile, 80x80 cm. Ispirato dall’omonimo brano “Demon’s Eye” (dall’album “Fireball” dei Deep Purple - 1971)

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Every Time I Look At You tela, smalto e vinile, 80x80 cm. Ispirato dall’omonimo brano “Every time I look at you” (dall’album “Revenge” dei Kiss - 1992)

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Burning Bridges tela, smalto e vinile, 80x80 cm. Ispirato dall’omonimo brano “Burning Bridges” (dall’album “Oscured by clouds” dei Pink Floyd - 1972 )

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montaggio preventivo dei singoli vinili su moduli di rete metallica, questi saranno successivamente ancorati a catene e ganci portanti. Una grande opera dal sapore monumentale, che siamo certi creerà forti emozioni al pubblico. L’imponente opera prevede anche una illuminazione ad hoc, che valorizzerà tutti gli elementi che la compongono, anche la sera. The Wall e Musica per gli Occhi Experience vogliono valorizzare il concetto “musica” come strumento di sollievo, una gratificazione che l’artista vuole trasmettere con le sue opere. All’ingresso della Sala Civica Radio, troveremo ad accoglierci angoli salotto e dettagli che possano far sentire il pubblico in un ambiente confortevole, come quello di casa, con a disposizione una playlist di brani musicali molto varia ed eterogenea, ed un angolo ristoro. All’interno saranno circa 100 le opere, tra tele e più contenute installazioni, presenti nella sala “Franco Cassina” al piano terra della struttura. Proprio qui, nella sala interna, avremo il piacere di poter ammirare un'altra superba installazione, creata nel 2016, alloggiata a terra, riproposta su più ampia scala: “Don’t touch near the water”, ispirato dall’omonimo brano dei Beach Boys. Un mare di dischi in vinile su cui non si potrà accedere direttamente, ma attraverso una passatoia in legno costruita ad hoc; tale opera, come la canzone, è volta a sensibilizzare il maggior numero di persone possibile rispetto all’emergenza rappresentata dall’inquinamento acquatico. L’opera avrà una superficie di circa 110 metri quadri e verranno utilizzati oltre 1800 vinili. Queste sono solo alcune delle opere d’arte che potremo ammirare a “Musica per gli Occhi Experience”, una mostra da non perdere, e da vivere in pieno, per lasciarsi trasportare là, dove il ritmo dell’Arte di Mattia Consonni, ci vuole accompagnare. Vincenzo Chetta Qui a sinistra il laboratorio di Mattia Consonni

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[1] Lucy in the Sky With Diamonds Tela, smalto e vinile, 80x80 cm. Ispirato dall’omonimo brano “Lucy in The Sky with Diamonds” (Dall’album “Yellow Submarine” dei Beatles - 1967)

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MATTIA CONSONNI

Musica per gli Occhi Experience 27 ottobre - 18 novembre 2018 Sala Civica Radio, Meda (MB) INFO info@musicapergliocchi.com Preview su invito 26 ottobre - 18.30 Vernissage 27 ottobre - 18.30

[2] Bufalo Bill Tela, smalto, vinili e musicassetta, 80x80 cm. Ispirato dall’omonimo brano e album “Bufalo Bill” di Francesco De Gregori - 1976

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INSTAGRAM mattiaconsonni

FACEBOOK Musica per gli occhi

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[3] Pescatore Tela, rete metallica, smalto e vinili, 80x80 cm. Ispirato dall’omonimo brano “Pescatore” (Dall’album “Certi momenti” di Pierangelo Bertoli - 1980) Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per ascoltare il pezzo

[4] Disamistade Tela, smalto e vinili, 70x100 cm. Ispirato dall’omonimo brano “Disamistade” (Dall’album “Anime salve” di Fabrizio De Andrè - 1996) Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per ascoltare il pezzo

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Da Tiziano a Van Dyck Il mondo antico diventa moderno

“U

Sopra: Antoon van Dyck - Testa di carattere 1613-21 olio su tela, 64,7x50,5 cm In basso a destra: Tiziano - Gentiluomo 53enne 1558, olio su tela, 114x94 cm In alto a destra: Sebastiano Bombelli - Procuratore Veneziano 1685-90, olio su tela, 102,5x89 cm

n percorso che dal Rinascimento, conduce al Manierismo, fino a lambire i confini del Barocco...” Con queste parole viene definita la mostra “Da Tiziano a Van Dick. Il volto del ‘500”: l’esposizione è organizzata nella splendida Ca’ dei Carraresi a Treviso, una famiglia che, originaria dell’epoca post-longobarda, crebbe di notevole importanza fino ad assumere le redini della signoria cittadina di Padova, tra il 1300 ed il 1400. Nel Cinquecento, l’Italia si vide ridotta ad un campo di battaglia a causa della Riforma protestante, della Controriforma cattolica e, di lí a poco, a causa dell’imminente perdita dell’equilibrio politico. Se il Cinquecento, fu un secolo destabilizzante politicamente, possiamo dire che artisticamente ebbe invece dei notevoli risultati, tanto da diventare il periodo di massima diffusione dell’arte italiana in Europa. Proprio nella Città dei Papi, si ampliò il collezionismo per le opere d’arte classica (il cui inizio si data nel ‘400 a Firenze), diventando il centro per la diffusione delle arti e della cultura. La mostra, aperta al pubblico dallo scorso 26 settembre, mira quindi a mettere in risalto le opere di numerosi artisti, attraverso la suddivisione in sei sezioni: la prima e la seconda mettono in analisi un corpus di opere della pittura veneta, partendo dall’importante Bottega dei Bellini fino ad arrivare ad artisti di rilievo come Giorgione, Tintoretto, Palma il Giovane, Ludovico Pozzoserrato, Sebastiano del Piombo e Tiziano, di cui è possibile ammirare tra le altre opere, il “Ritratto di Ottavio Farnese”. Proseguendo, nella terza e quarta sezione troviamo le vicende artistiche contemporanee sia della Lombardia che del Centro Italia. La quinta sezione inve-

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ce, guarda agli artisti d’Oltralpe, a quelle influenze fiamminghe che si innestavano nelle arti figurative del Nord Italia, ad esempio troviamo, il “Ritratto di Gentiluomo” del tedesco Hans von Aachen e la “Testa di Carattere” di Van Dyck, solo per citarne alcuni; nella sesta ed ultima sezione, troviamo un analisi sulle vicende artistiche del Barocco, l’esplosione dei colori con Paolo Veronese e Sebastiano Bombelli, ottimo pittore e ritrattista. Tutti i dipinti in esposizione provengono da una storica collezione nata nel 1956 per volere di Giuseppe Alessandra, grande appassionato d’arte. La mostra, aperta al pubblico fino al 3 febbraio del 2019, affonda la sua visione soprattutto nella cultura veneta, ripercorrendo un discorso artistico che, oltre ad affascinare, farà riscoprire la storia di quest’arte, confrontata con la tradizione tosco-romana e napoletana. Tre secoli di storia che creano un risalto evolutivo artistico di grande impatto visivo, non solo in Italia, ma in tutta Europa. L’uomo è al centro del mondo e l’arte è al centro dell’uomo, in quel preciso istante in cui la rinascita, epica e rivoluzionaria, spinse l’essere umano a compiere ricerche e scoperte sorprendenti: un vero e proprio spirito di conquista che diede al mondo la giusta rotta verso un’evoluzione più grande. Mario Gambatesa

DA TIZIANO A VAN DYCK Il Volto del ‘500

26 settembre 2018 – 03 febbraio 2019 Casa dei Carraresi, Treviso INFO T. +39 0422 513150 mostre@artikaeventi.com Dal martedì al venerdì 09.00-18.00 Sabato, domenica e festivi 10.00-20.00 01 gennaio 2019 14.00-20.00 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.artikaeventi.com

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Tra fato e divinità La Collezione di Fondazione Cariplo, in mostra a Mantova

I Biagio Poli (Biagio Lombardo?) Tempesta marina 1650 - 1680 circa olio su tela, 132x213 cm. Mantova Complesso Museale Palazzo Ducale

l Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, ospita la mostra “Fato e destino. Tra mito e contemporaneità”, allestita nell’Appartamento della Rustica, curata da Renata Casarin, vicedirettore del Complesso Museale Palazzo Ducale Mantova, e Lucia Molino, responsabile della Collezione Fondazione Cariplo, in collaborazione con Michela Zurla. Questa è la sesta tappa del tour Open che sta portando il patrimonio artistico della Fondazione Cariplo in tutta la Lombardia, nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola. L’esposizione presenta circa settanta opere, che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla grafica al mosaico, tra cui spiccano capolavori di età romana, di Domenico Fetti, Angelo Morbelli, Gustav Klimt e Adolfo Wildt.

Attraverso un itinerario che dall’antichità arriva fino ai giorni nostri, prendono forma in modo inaspettato quegli enigmi universali sui quali l’uomo si interroga da sempre. Il percorso espositivo è suddiviso in dieci sezioni; si apre con “Verità celate”, ovvero quelle nascoste nel profondo di ogni uomo e quelle insite nei segreti del cosmo. Qui troviamo una Sfinge a rappresentare l’esigenza di ogni individuo di investigare se stesso. La rassegna prosegue con “Interrogare la sorte”, sezione che documenta l’attitudine di ogni essere umano ad acquisire il potere divino di conoscere il passato e di prevedere il futuro, attraverso opere come “Ritratto di donna con moneta”, dipinto da un pittore toscano nella seconda metà XVII secolo. In “Interrogare il cielo” viene rappresentata la predisposizione a seguire gli

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insegnamenti divini; si prosegue con un confronto tra la vita e la morte con Angelo Morbelli in “Sogno e realtà”, o “Trittico della vita”; le “Signore in riva al mare” di Luigi Gioli interrogano la vastità degli abissi. Arriviamo dunque al tema della “Natura madre e matrigna” che inquieta l’uomo del XVIII secolo: il furore degli agenti atmosferici come nella drammatica “Tempesta marina” di Biagio Poli ed il furore, di segno ben diverso, mostrato dalla “Battaglia” di Francesco Simonini. Le opere della sezione “Tra sonno e morPittore romano Maddalena in estasi 1730 - 1750, olio su tela, 115x95 cm. Milano, Collezione privata

te” condividono, pur nella loro differenza, una postura che mima l’abbandono all’oblio, comune al sonno e alla morte. Nel “Nudo di donna” di Klimt, una figura femminile è quasi riversa sul suo giaciglio, eppure è sospesa in un mondo onirico che l’allontana sempre di più dalla vita. “La risalita dalla terra al cielo”, intesa in una prospettiva di speranza, è resa visibile dalle opere che concludono il percorso espositivo: “Cattedrale” del gruppo ravennate CaCo3 e “Icone” di Sonia Costantini, alludono ad un possibile varco da rintracciare dentro l’orizzonte umano, espressione di un’aspirazione tutta umana. Nel catalogo troviamo il saggio della curatrice, Renata Casarin, che interpreta tutto questo alla luce del pensiero filosofico, estetico, religioso, psicanalitico, scientifico e storico: una perfetta visione d’insieme. Rebecca Maniti FATO E DESTINO

Tra mito e contemporaneità 08 settembre 2018 – 06 gennaio 2019 Palazzo Ducale, Mantova INFO T. +39 0376 352100 pal-mn@beniculturali.it Da martedì a domenica 10.00-18.00

Chiuso il lunedì Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.mantovaducale.beniculturali.it

Francesca Morlacchi w w w . f r a n c e s c a m o r l a c c h i . i t

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Follow your dreams tempera acrilica su tela 2017 50x70 cm.

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L’arte a Gubbio

Mello - Madonna dei Consoli - Gubbio, Palazzo dei Consoli

Il secolo magico della pittura italiana Il tempo a Gubbio si è fermato, la città conserva intatto il suo splendido aspetto medievale, con le chiese ed i palazzi in pietra che spiccano contro il verde dell'Appennino...

«O

h!», diss’io lui, «Non se’ tu Oderisi, l’onor d’Agobbio e l’onor di quell’arte ch’alluminar chiamata è in Parisi?». «Frate», diss’elli, «Più ridon le carte che pen-

nelleggia Franco Bolognese; l’onore è tutto or suo, e mio in parte». Furono questi i versi che Dante dedicò a Oderisi da Gubbio, miniaturista della seconda metà del 1200. Si intitola “Gubbio ai tempi di Giotto” la mostra, aperta al pubblico dal 7 luglio scorso, allestita

presso tre differenti sedi: Palazzo dei Consoli dove è presente una cospicua collezione archeologica, Palazzo Ducale costruito verso la fine del 1400 per il Duca Federico da Montefeltro e il Museo Diocesano, costruito a partire dalla fine del XII secolo, che rappresenta uno dei monumenti più importanti di Gubbio. La mostra vuole restituire l’immagine di una città di grande rilievo politico e culturale nel panorama italiano, a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, esponendo il patrimonio figurativo, sia civile che religioso. Proprio per l’occasione, sono stati restaurati dipinti ed opere che, nel corso della storia, sono andati dispersi (dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati), riconsegnando a Gubbio, un grandissimo corpus di opere, dei pittori eugubini destinate ad altre città Umbre. All’interno delle sedi espositive quindi, troviamo artisti come Guido di Oderisi, il Maestro dei Corali di Gubbio, Pietro Lorenzetti con il “Trittico, Madonna col Bambino”, Mello da Gubbio con la “Madonna dei Consoli” e la “Pala di Agna-

Pietro Lorenzetti - Trittico - Gubbio, Palazzo Ducale

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GUBBIO AL TEMPO DI GIOTTO Tesori d’arte nella terra di Oderisi

no”, Guiduccio Palmerucci con “Madonna con il Bambino” e molti altri che, in seguito, si affiancarono a Giunta Pisano e a Giotto. L’esposizione, aperta fino al 4 novembre 2018, curata da Giordana Benazzi, Elvio Lunghi ed Enrica Neri Lusanna, è promossa dal Comune di Gubbio, dal Polo Museale dell’Umbria, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, dalla Chiesa Eugubina e dalla Regione Umbria. Un percorso unico ed originale, da intraprendere nella Gubbio medioevale, in cui l’arte ha posto le sue radici per molto tempo, realizzando l’incredibile, nell’unica terra in cui vivono più Dei e Santi che uomini. Mario Gambatesa

07 luglio – 04 novembre 2018 Varie sedi, Gubbio INFO T. +39 06 32 810967 Tutti i giorni 10.00-19.00

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www.gubbioaltempodigiotto.it

In alto: Mello da Gubbio - Pala di Agnano Gubbio, Museo Diocesano Qui a sinistra: Guiduccio Palmerucci tondo ricavato da polittico Gubbio, Museo Civico

Rugamexperience “Confronta la vita con l’arte”

L

a mostra evento dal titolo “Confronta la vita con l’Arte”, a cura di Sandro Ravagnani, presenta, dal 13 al 21 ottobre le opere dell’artista Ruggero Gamba in arte RUGAM nella sede cinquecentesca della Galleria Spazio Diaz, nel centro di Como. Promossa nell’ambito del progetto culturale dal titolo Rugamexperience, vuole raccontare tutta l’attività di Rugam attraverso una mostra, una masterclass ed una serie di visite guidate alla presenza dell’artista. Diviso in più sezioni espositive, Rugamexperience comprende la mostra delle opere artistiche in un percorso tra pittura ad olio e acquerello, oltre che i progetti creativi più significativi, seguendo tutte le fasi di progettazione: dalla loro nascita fino al processo di realizzazione nell’ambito delle molteplici attività svolte. In esposizione, oltre ai bozzetti e ai documenti originali, sono presenti anche i manifesti della cartellonistica pubblicitaria e della comunicazione visiva realizzati da Ruggero Gamba, fino alla progettazione di oggettistica nell’Industrial Design, con la presentazione di numerosi

prototipi brevettati “pièces uniques”. Curioso ed energico, Rugam si è spinto oltre quando l’artigianato diventava Design e Industrial Design, e immaginare significava realizzare e scoprire che tutto era possibile. E per Rugam fu appunto così: pittore, progettista, industrial designer, cartellonista, uomo di comunicazione e di grande spessore culturale, Rugam si è fatto apprezzare in tutti i campi della creatività collaborando con le più prestigiose aziende italiane e internazionali al lancio di prodotti, per i quali ha realizzato numerosi prototipi. Col passare degli anni, ha realizzato decine di progetti anche nell’ambito della comunicazione e del messaggio pubblicitario, significativo connubio nell’importante ruolo di Marketing Manager ricoperto successivamente in The Walt Disney Company, ma senza mai dimenticare il suo ruolo di artista e pittore. L’Arte è sempre stata la sua prima e grande passione. Flavio Ennante

RUGAMEXPERIENCE “Confronta la vita con l’arte” Dal 13 al 21 ottobre 2018 Galleria Spazio Diaz via Armando Diaz 58 - Como

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www.rugamexperience.it

Ruggero Gamba - Bozzetto Originale 3D Industrial Design - 35x50 cm.

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Max Beckmann Tutte le tecniche del grande artista tedesco

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0 dipinti, 15 acquarelli, 80 grafiche e 3 sculture: saranno presentati dal 28 ottobre nella grande mostra antologica realizzata dal Museo d’arte Mendrisio per Max Beckmann. Si potranno riscoprire i principali capitoli dell’opera di questo maestro unico, con un percorso artistico che ci accompagna attraverso tutte le tecniche da lui utilizzate. Max Beckmann è uno dei massimi Maestri dell’arte moderna, ma la sua opera non è conosciuta in ambito culturale italiano: l’unica mostra degna di nota si tenne nel 1996 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nonostante la sua maestria pittorica, plastica e grafica, le sue opere (inquietanti, enigmatiche e sensuali) continuano ad essere una sfida per l’osservatore. Beckmann ha toccato grandi vette e conosciuto fasi di abissale declino; raggiunse precocemente la celebrità con una pittura ancora legata a uno stile tradizionale e tardo-impressionista, ma lo shock fisico e psichico causato dalla Prima Guerra mondiale lo spinse al confronto con la pittura modernista, soprattutto francese. Trasferitosi a Francoforte, giunse di nuovo alla celebrità durante gli anni Venti, ma già nel 1933 i nazionalsocialisti lo costrinsero a lasciare l’incarico di insegnamento e ben presto ricadde nell’anonimità. La sua epoca e la sua vita, compresa tra fama e marginalità, trovano espressione in opere impressionanti, spesso enigmatiche e cariche di simboli, caratte-

Max Beckmann - Autoritratto su sfondo verde con camicia verde 1938-1939, olio su tela, 65.5x50 cm. Museum der Bildenden Künste Leipzig. Nachlass Mathilde Q. Beckmann Sotto: Max Beckmann - Siesta 1924-1931, olio su tela, 35x95 cm. Collezione privata

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rizzate da grande sicurezza nell’uso del colore. Gli ultimi anni (vissuti in America, in esilio) gli apportano una rinnovata celebrità e videro il suo stile evolvere verso una maggiore sintesi, con l’uso di colori più intensi. Di recente, il curatore della mostra, Gohr, in un libro che sarà edito parallelamente alla mostra di Mendrisio, con un approccio inedito, si è soffermato su alcuni elementi centrali della sua opera per mettere in evidenza la forma e il pensiero dell’artista. Mostra e catalogo consentono di capire come ogni elemento abbia un significato profondo nell’arte beckmanniana e faccia parte di un complesso di simboli. Gli

autoritratti costituiscono un’impressionante testimonianza biografica e storica contemporanea, mentre la parte complessa del suo lavoro è costituita da invenzioni di stampo mitologico e allegorico, che spesso si presentano come particolarmente enigmatiche. Tra gli artisti del XX secolo, Max Beckmann è uno di quelli che più ha intensamente vissuto, sentito e sofferto il proprio tempo. La fama, l’esilio, l’ostracismo, e poi un nuovo apprezzamento nel corso degli ultimi anni della sua vita, rispecchiano il destino dell’arte moderna e dei suoi creatori nella l prima metà del secolo. s

Il fulmine- tempera su cartoncino, 2017, 50x35 cm.

Max Beckmann - Dietro le quinte (Portfolio: Jahrmarkt) 1921, puntasecca, 20,8x30,5 cm. Buchheim Museum der Phantasie, Bernried am Starnberger See

Eugenio Barillà eugenio.barilla

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“Il suono, energia vitale che anima l’inanimato” Roberto Pugliese alla Fondazione Arnaldo Pomodoro

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a personale di Roberto Pugliese (Napoli, 1982) è il secondo appuntamento del nuovo ciclo delle Project Room della Fondazione Arnaldo Pomodoro, che mette a disposizione di giovani artisti i propri spazi e le proprie straordinarie opportunità di fruizione dell’ar-

te, per raccontare al pubblico le ultime tendenze della scultura contemporanea. Il curatore della mostra, Flavio Arensi, ha costruito un progetto in tre atti: La stanza di Proust, pretesto per guardare gli accadimenti della società e dell’uomo attraverso suoni, immagini, stimoli, al contempo assenze e pre-

senze, del passato e del futuro. La mostra “Concerto per architettura” di Roberto Pugliese, appuntamento intermedio del vasto progetto espositivo, si pone quale scultura sonora che anima la Project Room, sfruttandone, in modo assolutamente inedito, spazi ed ambienti, incredibilmente ricchi di opportunità

Roberto Pugliese - Score 2016, stampa digitale su plexiglas, cavo in acciaio armonico, ferro, alluminio, 50x140x20 cm. Ph. Michele Alberto Sereni, Courtesy Studio la Città – Verona

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Roberto Pugliese - Risonanti pressioni materiche 2014, Ed. 2_3, trombe acustiche in ceramica, plexiglass, composizione sonora, sistema di riproduzione audio, 60x60x35 cm. Ph. Michele Alberto Sereni, Courtesy Studio la Città – Verona

creative. In tale ambito, le piante architettoniche sono servite per rielaborare alcuni valori numerici, in seguito assegnati a una serie di algoritmi genetici e funzioni complesse; questi processi, con una relazione acustico matematica, sono stati utilizzati per generare materiale sonoro, rielaborato, in ultimo, da Pugliese, e registrato in occasione dell’inaugurazione della mostra. Ne deriva l’opera d’arte, in forma di scultura sonora, che viene diffusa negli spazi della Fondazione per tutta la durata della rassegna. In tale contesto e in virtù della sua stessa natura, l’opera si pone a sfruttare, mirabilmente, le risonanze dell’architettura che la ospita e a “restituire allo spazio la sua stessa voce”. Ad affiancarla, altre suggestive sculture sonore che ben esemplificano la ricerca dell’artista, come Score (2016) e Risonanti pressioni materiche (2014), in cui la musica da lui composta viene emessa da una serie di piccole

English

ROBERTO PUGLIESE Concerto per Architettura

Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano 19 September - 19 October 2018 From September 19 to October 19, 2018, the Fondazione Arnaldo Pomodoro in Milano is holding the solo exhibition of Roberto Pugliese (Naples, 1982), entitled Concerto per Architettura (Concert for Architecture). This exhibition is the Foundation’s second appointment with the new Project Room cycle, which gives young curators and artists the chance to make use of the Foundation’s spaces and knowhow to bring the latest contemporary trends in sculpture to the public eye. The Project Room 2018 has been entrusted to Flavio Arensi, who has created Proust’s Room, a project in three acts which provides an opportunity to wa-

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tch society’s and human events through sounds, absences and presences, of the past like the future. The three phases that follow each other in this room make up a single reflection on the role of sculpture in this historical moment. As Arensi states, “with the work of the three artists involved in the Project Room 2018 we are trying to regain the idea of an enlarged conscience which no longer uses the most traditional sculptural techniques but rather seeks out the deepest concepts through technology and space”. After Donato Piccolo’s solo show, the second act of the Proust’s Room features the Neapolitan artist Roberto Pugliese, who has conceived Concerto per Architettura, an audio composition created especially for the Project Room spaces, whose architectural plans have been used to reprocess some numerical values which were afterwards assigned to a se-

ries of genetic algorithms and complex functions. These processes, thanks to an acoustic-mathematical relationship, were used to generate the sound material later reworked by Pugliese. The result is a sound sculpture which, spreading through the Foundation’s spaces, makes the most of the architectural resonances in such a way to give the space back its own “voice”. Robert Pugliese’s Concerto per Architettura will be performed as a concert on the opening night (18 September, at 6 pm), then recorded and replayed for the entire duration of the exhibition through an installation specially designed by the artist, flanked by two other of Pugliese’s typical sound sculptures, Score (2016) and Risonanti pressioni materiche (2014), where the sound composed by Pugliese is emitted by a series of small “trumpets” placed next to each other.

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Roberto Pugliese - Acustiche tensioni matematiche 2017, speaker, cavi audio, cavi in metallo, ferro, alluminio, composizione audio 245x285x48 cm. Courtesy Studio la Città – Verona. Ph. Michele Alberto Sereni

trombe acustiche in ceramica, poste l’una accanto all’altra. “Con i tre artisti coinvolti nelle Project Room 2018” - sottolinea Flavio Arensi - “intendiamo re-

cuperare, attraverso il loro lavoro, l’idea di una coscienza allargata che non usa i mezzi più tradizionali della scultura, ma che ne ricerca i concetti più profondi attraverso

Roberto Pugliese - Fluide propagazioni alchemiche 2014 , vetro, liquidi, speakers subacquei, sistema di riproduzione audio, composizione musicale . Courtesy Studio la Città – Verona. Ph. Michele Alberto Sereni

la tecnologia e lo spazio”. Aperta al pubblico fino al 19 ottobre, è un’esperienza artistica da non perdere. Lucia Garnero ROBERTO PUGLIESE Concerto per Architettura

19 settembre - 19 ottobre 2018 Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano INFO T. +39.02.89.075.394. info@fondazionearnaldopomodoro.it Da martedì a venerdì 2° sabato del mese 11.00 - 13.00 / 14.00 - 19.00 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito www.fondazionearnaldopomodoro.it

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Ercole e il mito Alla Reggia di Venaria

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i è inaugurata lo scorso settembre, alla Reggia di Venaria, la mostra “Ercole e il mito”, che illustra la figura dell’eroe mitologico greco, attraverso un’articolata selezione di oltre 70 opere, tra ritrovamenti archeologici, gioielli, opere d’arte applicata, dipinti e sculture, dall’antichità classica al Novecento. Il percorso si apre con una sezione che ripercorre l’origine del mito in epoca pagana, con una serie di ritrovamenti archeologici di grande pregio e raffinatezza, realizzate

nella regione greca dell’Attica. La mostra prosegue con la diffusione della rappresentazione della leggenda erculea in ambito romano. Si analizza poi passaggio tra il mito pagano di Ercole ed il suo divenire semidio nel Medioevo, in cui la forza straordinaria ed il carattere esemplare sono associati a quelli del Salvatore. Tante le sfumatura su Ercole che vengono raccontate in questo progetto espositivo, interessante e ricco, per una visione davvero completa. Flavio Ennante

Eracle stante con i pomi delle Esperidi, 100 a.C. circa, bronzo, altezza 63 cm. Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig2

ERCOLE E IL SUO MITO

13 settembre 2018 – 10 marzo 2019 Reggia di Venaria, Venaria Reale INFO T. +39 011 4992333 Fino al 14 ottobre Da martedì a venerdì 10.00-18.00 Sabato, domenica e festivi 10.00-19.30 Dal 15 ottobre Da martedì a venerdì 09.00-17.00 Sabato, domenica e festivi 09.00-18.30 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.lavenaria.it Eracle tra letteratura e ideologia, Cratere apulo attribuito al Pittore di Dario, 340/330 a. C. ca., altezza 64,5 cm. Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig

Eracle disputa ad Apollo il tripode di Delfi, anfora attica a figure nere attribuita al Pittore di Antimene, 510 a. C. ca., altezza 47,2 cm. Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig

DIEGO RACCONI

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SH_01 - tecnica mista su tela - 50x50 cm.

www.diegoracconi.com Opera in esposizione ed in asta ad ottobre, con pubblicazione su catalogo della Galleria, presso: Borromeo Studio d’Arte Via Piave, 3B - Senago - MI www.asteborromeo.com


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RE.USE L’Arte accoglie le tematiche ambientali

“ ” A

Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea. 87 opere di 58 artisti, tra cui Marcel Duchamp, Man Ray, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Alberto Burri, Christo, Mimmo Rotella, Tony Cragg e Damien Hirst.

partire dal 27 ottobre, Treviso ospiterà la mostra “RE. USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea”. A cura di Valerio Dehò, l’esposizione è composta da 87 opere di 58 artisti internazionali e sarà dislocata in tre diversi spazi espositivi della città, di cui due sedi museali, quali il Museo di Santa Caterina e il Museo Casa Robegan, ed uno privato, il piano Nobile di Ca’ dei Ricchi. RE.USE è un progetto ideato dall’Associazione TRA,

Tony Cragg - Buildings. La Gaia Collection

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realizzato in coorganizzazione con il Comune di Treviso e con la collaborazione dei Musei Civici, inoltre vanta il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Veneto. La mostra traccia un viaggio nella storia dell’arte e nella cultura artistica, dal Novecento fino ai nostri giorni, per guardare in dettaglio come il tema del riuso è stato affrontato nelle varie decadi e dai vari artisti e come questo grande tema continua a produrre opere e a stimolare la creatività delle attuali generazioni, ricopren-

Francesco Bocchini, L’impero dei sensi e degli applauditori sempre ciechi, 2017, meccanismo a parete, olio su lamiera di ferro, 48x52x12cm. Courtesy l’Artista

do un ruolo attivo e propositivo per comunicare al pubblico valori condivisi socialmente rilevanti. Non a caso, questa mostra vedrà la luce nella città di Treviso, attenta alle tematiche ambientali, e sarà accolta nelle sedi più prestigiose della città, tra cui la Sala Ipogea e l’Ala Foffano del Museo Santa Caterina, recentemente restaurate. Attraverso le opere di grandi artisti come Marcel Duchamp, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Alberto Burri, Mimmo Rotella, Tony Cragg, Christo e Damien Hirst, solo

Giovanni Albanese - Professionista 2012, ferro, legno, luce stroboscopica. Credit Simond d’Exea

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A sinistra: Damien Hirst Dead End Jobs 1993. La Gaia Collection

RE.USE

Scarti, oggetti ed ecologia nell’arte contemporanea 27 ottobre 2018 – 10 febbraio 2019 Varie sedi, Treviso INFO T. +39 422 419990 re.use@trevisoricercaarte.org Orari Museo Santa Caterina Da martedì a domenica 10.00/12.30 - 14.30/18.00 Orari Ca’ dei Ricchi 10.00/13.00 - 15.00/19.00

per citarne alcuni, l’esposizione si propone di documentare in un arco cronologico che va dai primi decenni del Novecento fino ai giorni nostri, il rapporto continuo che l’arte ha avuto con gli oggetti d’uso comune e con gli

scarti. La mostra sarà, quindi, un vero e proprio viaggio per ammirare la nascita, l’evoluzione e lo stato attuale del concetto di riutilizzo con finalità etica ed estetica nel mondo dell’arte moderna e l contemporanea. s

Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito www.trevisoricercaarte.org/re-use

Pino Nania

“Ricordo indelebile” - 2018 - alluminio smaltato su tondo nero in legno, 90x75x0,7 cm.

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pittore scultore grafico


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L’affascinante legame tra Arte e Magia In mostra gli Artisti stregati dal fascino dell’esoterismo

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rte, magia ed esoterismo: sono i punti cardine della mostra che ripercorre i rapporti tra le correnti esoteriche in voga tra il 1880 e gli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale e la loro influenza sulle arti figurative europee, dal movimento simbolista alle successive avanguardie storiche. “Arte e Magia”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con l’Accademia dei Concordi ed il Comune di Rovigo, curata da Francesco Parisi, sarà visitabile sino alla fine di gennaio prossimo. A partire dalla Francia e dal Belgio, l’influenza della cultura esoterica sulle arti figurative si diffuse ben presto in tutta Europa, intrecciandosi con la letteratura e coinvolgendo i maggiori protagonisti del simbolismo internazionale, da Arnold Böcklin a Gaetano Previati. La Teosofia di Blavatsky e le teorie ermetiche in generale, ebbero un ruolo protagonista nella genesi dell’astrattismo all’interno del movimento del Bauhaus, influenzando l’opera di artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Piet Mondrian e Wassily Kandinsky. In Italia il legame con le simbologie esoteriche influenzerà anche le ricerche sull’astrattismo di Giacomo Balla, Arnaldo Ginna e Julius Evola, ed in parallelo ne rimasero affascinati scrittori

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come D’Annunzio, Campana e Pirandello. Il progetto espositivo si svela in otto sezioni (dal Rinascimento all’Illuminismo), ciascuna introdotta da un’opera storica. Lo spettatore si troverà coinvolto in un vero e proprio percorso iniziatico, la prima sezione è titolata infatti “Enigma, invito al silenzio”, e mostra quel gesto della mano o del dito davanti alla bocca, che simboleggia l’invito a mantenere segrete quelle istruzioni apprese durante i rituali (ne è esempio Kienerk con “Il Silenzio”). Si passa poi ad indagare la componente esoterica nell’architettura (dall’Art Nouveau alle avanguardie storiche, incluso il Bauhaus), e si procede verso l’illuminazione iniziatica: la rappresentazione di aure e raggi (“Psyche, Cosmo, Aura”), che poco dopo si trasformarono in forme definite, archetipi che concretizzarono l’inconscio collettivo (triangoli, cerchi, sfere, quadrati magici). Da lì alla rappresentazione del Diavolo e delle Streghe il passo fu breve: troviamo la strega, già icona del Liberty decadente, (Luis Ricardo Faléro in “La Sorcière”), gli animali notturni, misteriosi e affascinanti, e le più disparate forme demoniache. La sezione successiva apre al mondo delle sedute spiritiche e dunque al “disegno automatico”, e prosegue presentando “Ex Oriente Lux” (motto della Teosofia), “Monte Verità” (luogo in cui si concentrava un movimento che praticava il “rifiuto del mondo”) e “Sâr Mérodack e il Salon de la Rose+Croix”. L’esposizione si conclude con l’interessante “Il segno magico. Esoterismo e occultismo nella grafica e nell’illustrazione”. Vivamente consigliato il catalogo (edito da Silvana Editoriale), ricco di interessanti testi ed approfondimenti, sull’affascinante legame tra Arte e Magia. Daniela Malabaila

Mauro Genova “FLAVIA” acrilico su tela, 2016, 60x45 cm.

ROMEO MANZONI

ARTE E MAGIA

Esoterismi nella pittura europea dal Simbolismo alle Avanguardie Storiche 29 settembre 2018 – 27 gennaio 2018 Palazzo Roverella, Rovigo INFO T. +39 0425 460093 Da lunedì a venerdì 09.00-19.00 Sabato e festivi 09.00-20.00

Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.palazzoroverella.com Nella pagina precedente, in alto: Giorgio Kienerk, Il Silenzio (pannello centrale del trittico L’enigma umano), 1900, Pavia, Musei Civici Quadreria dell’Ottocento Nella pagina precedente, in basso: Marcel Lenoir, Le Monstre, 1897, Chateau de Montricoux Musée Marcel Lenoir

Vecchio pescatore - 2018, tecnica mista su vetro acrilico, 40x40 cm.

“Se vuoi rendere felice un uomo, dagli la possibiltà e la gioia di fare quello che più desidera; una vita trascorsa sul lago ha segnato il tuo volto, ma non il tuo cuore.” Romeo Manzoni

romeo.manzoni@bluewin.ch

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biancoscuro

Cielo e terra

L’arte ambientale di Isabella Rigamonti e Peter Hide 311065

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a Chiesa di San Biagio, luogo di spiritualità da anni prestato al mondo dell’arte, rappresenta il palcoscenico perfetto per presentare il lavoro artistico di Peter Hide 311065 e Isabella Rigamonti. Qui la solidità della pietra, “la materia”, la leggerezza della copertura, “lo spazio e la luce”, si fondono e diventano parte integrante e componente espressiva della rappresentazione di questi due artisti. Peter Hide 311065 cosparge la chiesa con uno strato di banconote accartocciate, invita a camminarvi dentro e sembra quasi sentirsi il loro fruscio. Con la materia a lui più cara, il denaro, evoca l’oscurità che la sua ricerca ossessiva genera, il suo è il fruscio del male del mondo e l’oscurità in cui si può precipitare. Isabella Rigamonti con le sue fotografie, in cui alterna il bian-

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co e nero e il colore, ci parla dell’immensità del cielo e della luce, dell’infinita possibilità di cambiamento e di miglioramento che abbiamo, della nostra unicità, e attraverso il cielo collega l’uomo al Divino. In questo spazio in cui tutto sembra mutevole, la coppia di artisti parla di umanità e divino senza rappresentarli. L’uno richiama le passioni ed i mali terreni e gioca con l’apparente solidità del denaro, mentre l’altra ci parla di spiritualità e di luce di redenzione. Sono terra e cielo in un unico spazio dal fascino indiscusso, un esercizio di arte ambientale in cui ognuno di noi è chiamato a farvi parte. L’evento è il settimo site specific realizzato da animaminima contemporanea, in collaborazione con il Comune di Triuggio, la galleria Villa Contemporanea di Monza e l’Associazione StreetArtPiù. La mostra è curata da Vittorio

Raschetti (che ne ha curato anche il testo critico) e Felice Terrabuio, e sarà visitabile 24 ore su 24 sino l al 4 novembre. s

Sopra da sinistra: Vittorio Raschetti, Felice Terrabuio, Isabella Rigamonti, Peter Hide 311065, Iride Enza Funari (Vice Sindaco di Triuggio) e Pietro Giovanni Cicardi (Sindaco di Triuggio) Sotto, alcuni istanti della presentazione ufficiale della mostra alla Chiesa di San Biagio a Triuggio

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Floriano Bodini

SIMONETTA

P A G A N O

L’Artista celebrato con un grande evento in tre diverse sedi espositive

U

n grande evento d’arte si terrà dal 6 ottobre 2018 al 12 gennaio 2019, in tre sedi espositive in collegamento tra loro attraverso la figura dell’Artista Floriano Bodini (Gemonio, 8 gennaio 1933 – Milano, 2 luglio 2005), scultore, incisore e medaglista, presente con numerosissime opere in musei e collezioni pubbliche e private, artista che ha realizzato monumenti in vari contesti nazionali e internazionali. Questo progetto è stato ideato dal critico d’arte Fabrizia Buzio Negri, che scrisse la presentazione critica nella monografia tedesca “Zivilcourage” dedicata al monumento di Hannover di Bodini. Nel ventennale dell’inaugurazione del Monumento “I sette di Gottinga” dello scultore Floriano Bodini per la Piazza del Parlamento di Hannover, Fabrizia Buzio Negri in collaborazione con Renato Galbusera (docente Accademia di Brera), Sara Bodini (figlia del Maestro), Musei Civici di Varese/Castello di Masnago, Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio, Associazione Amici del Museo Bodini, ha deciso di realizzare un evento di forte rilievo in tre sedi tra loro collegate idealmente in un unico grande progetto. Ai Musei Civici di Varese e Castello di Masnago, si terrà la prima mostra: “Dal Realismo Esistenziale alla Nuova Figurazione. Gli Anni Cinquanta/Sessanta”, mentre presso lo Spazio Eventi del Palazzo Pirelli di Milano si terrà “I Sette di Gottinga nella contemporaneità. Floriano Bodini Maestro di libertà”. Al Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio, dal 13 ottobre 2018 al 12 gen-

Dalla raccolta “PHYSYS - INTRECCI”

naio 2019, sarà possibile visitare “Zivilcourage”, mostra la cui prima parte intende ripercorrere in maniera ampia l’iter creativo dello scultore Floriano Bodini, impegnato in un tema altamente morale. Attraverso disegni, foto, bozzetti e con un contorno di artisti a lui affini per amicizia e per tematica, si riafferma con forza la scelta della libertà, l senza compromessi. s

In alto: Floriano Bodini - Medaglia Hannover, 1998 Qui sotto: Romagnoni Bepi - Soldato che spara 1954, olio su tavola, 65x80 cm. In basso: Una vista del Monumento “I Sette di Gottinga” di Floriano Bodini ad Hannover

Primavera acrilico su tela, 2015, 80x85 cm.

“Natura” è la totalità delle cose che esistono, che nascono, vivono e muoiono, il suo intrinseco principio di vita e di movimento, ovvero il suo archè: “Physis”. Il mondo della vita sulla nostra terra che si offre al nostro sguardo, oggetto della nostra esperienza quotidiana, di cui noi siamo parte.

Libertà acrilico su tela, 2015, 90x120 cm.

spagano969@gmail.com

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Fritz Koenig: non solo “The Sphere” La più grande mostra personale mai dedicata, ad uno scultore, a Firenze

U Fritz Koenig Paar - Coppia 1990, ferro Fondazione Fritz e Maria Koenig

ltimi giorni per poter ammirare la più grande retrospettiva di Fritz Koenig, a Firenze, in particolare agli Uffizi e al Giardino di Boboli. Per la prima volta vengono presentate tutte le fasi creative di Koenig, inclusa quella particolarmente interessante: quarant’anni di opere create nella seconda metà della sua vita, quando si era completamente ritirato dal mercato e dal business dell’arte. Koenig è sicuramente il più importante scultore tedesco della seconda metà del XX secolo, ma è negli Stati Uniti che ha riscontrato maggiore successo, con acquisti già alla fine degli anni Cinquanta e all’inizio degli anni Sessanta da parte di Peggy Guggenheim, del MoMA e anche

Panorama di Firenze dal Giardino di Boboli con le opere di Fritz Koenig. Da sinistra: Großer St. Martin Grande San Martino 1963/1964 Große Flora V Grande Flora V 1977/1978

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del Minnesota Museum of Art, fino alla commissione epocale della Kugelkaryatide (la Sfera) per la piazza del World Trade Center a New York (l’opera, restaurata dopo i fatti dell’11 settembre 2001, attualmente è lì, a Ground Zero). Questa è la prima mostra monografica dopo la sua morte: il bronzo, la pietra, il corten delle monumentali sculture di Koenig ritmano gli spazi. Le loro forme, lisce o ruvide, spesso sono apparentemente instabili e padrone di uno studiato disequilibrio. Le opere sono perfettamente integrate negli spazi verdi del Giardino di Boboli e nelle sale della Galleria degli Uffizi: un’occasione straordinaria per poter ammirare una collezione davvero molto completa del suo lavoro. Rebecca Maniti

A sinistra: Fritz Koenig Nächtlicher Ritt - Cavalcata notturna 1986, bronzo Fondazione Fritz e Maria Koenig Sotto: Fritz Koenig Holocaust - Olocausto 1994, inchiostro di china Collezione privata

FRITZ KOENIG 1924-2017 - La Retrospettiva

21 giugno – 7 ottobre 2018 Gli Uffizi / Giardino di Boboli, Firenze INFO T. +39 055.290383 firenzemusei@operalaboratori.com Gli Uffizi Da martedì a domenica 08.15-18.50 Giardino di Boboli Tutti i giorni 08.15-18.30 (chiuso 1° e ultimo lunedì del mese) Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.uffizi.it

marco ferrari mrc.ferrari@libero.it www.marcoferrariartist.com BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE Ordina la versione cartacea o PDF su https://artshop.biancoscuro.it

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Jan Fabre Il cavaliere della disperazione e guerriero della bellezza

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rtista, coreografo, regista teatrale e scenografo: Jan Fabre è considerato una delle menti più innovative nel panorama artistico internazionale. Di origine belga, Fabre è un artista alla ricerca di un modo per oltrepassare le barriere espressive. Nella sua vita ha realizzato numerosi progetti, ricordiamone solo alcuni, come quelli proposti alla Biennale di Venezia del 1984 in cui ha presentato “The power of theatrical madness” (della durata

di quattro ore, conferma ancora di più il suo stile eccessivo e crudele), o come quello del 2011 con l’opera “Pietas”, riproponendo, in chiave del tutto contemporanea, l’omonima opera di Michelangelo. Trasgressivo e provocatore, Jan Fabre, gode di riconoscimenti in tutto il mondo, il suo linguaggio surreale, del tutto fuori da ogni logica, ci trasporta in un mondo popolato da corpi che definiscono la loro esistenza, attraverso un atto di equilibrio permanente sulla sottile linea tra la vita e la morte.

L’universo trasportato da una tartaruga 2014, silicone, pigmenti, metallo, 31x22,9x31 cm. Credits by Angelos Bvba

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Fino al 22 dicembre prossimo, a Milano, è possibile visitare “I Castelli nell’Ora Blu”, installazioni allestite presso il Building, la Basilica di Sant’Eustorgio e la Cappella Portinari. Le opere sono esposte al pubblico per la prima volta, perchè appartenenti alla collezione privata di Fabre. Una di queste opere si intitola “Tivoli”, è del 1990, e mostra il castello di Tivoli completamente ricoperto da fogli disegnati con una bic blu, che ha lasciato trasformarsi alla luce e alle intemperie. Una perfomance architettonica filmata giorno e notte dall’artista. L’Ora Blu, un momento di totale silenzio e perfetta simmetria in natura, in cui i processi di metamorfosi si compiono. In contemporanea, ad Agrigento e a Monreale, possiamo visitare “Ecstasy e Oracles” che, fino al 4 novembre 2018, porta in mostra una sorprendente selezione di lavori inediti. Sono oltre 50 le opere esposte, realizzate tra il 1982 e il 2016, disegni a matita e penna bic, sculture, performance e mosaici. L’esposizione, si sviluppa in luoghi di inestimabile valore storico e artistico: la Valle dei Templi ad Agrigento e il meraviglioso complesso monumentale della Cattedrale a Monreale. La visione Wise Persian Looking Straigh Forward (Mink) 2018, inchiostro bic, gesso, pelliccia

Tartaruga in un paese sconosciuto 2014, silicone, pigmenti, metallo, polimeri, 31x22,7x20,5 cm. Credits by Angelos Bvba

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dell’arte per Jan Fabre, ha lo scopo di scendere in difesa della bellezza e della fragilità dell’arte... Lui, d’altronde, è un cavaliere senza macchia, contemporaneo. Mario Gambatesa

Sopra: Castles in the Hour Blue - 1989, penna bic su carta con part di phyllium giganteum (“insetto-foglia”) A sinistra: Tivoli IV - 1990, cibachrome

JAN FABRE – ECSTASY & ORACLES 07 luglio – 04 novembre 2018 Varie sedi, Agrigento / Monreale

Agrigento: Da lunedì a venerdì 08.30-23.00 Sabato e domenica 08.30-24.00 Monreale: Da lunedì a sabato 08.30-12.30/ 14.30-16.45 Domenica 08.00-09.15/ 14.30-16.45 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.mondomostre.it JAN FABRE - I CASTELLI NELL’ORA BLU

22 settembre – 22 dicembre 2019 Building/Basilica di Sant’Eustorgio/Cappella Portinari, Milano Building: Da martedì a sabato 10.00-19.00 Basilica di Sant’Eustorgio/Cappella Portinari: Tutti i giorni 10.00-17.30 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.building-gallery.com

Loredana Boldini loredana@loredanaboldini.it www.loredanaboldini.it instagram - l_bold28graphic

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RIVISTA d’ARTE

YIN e YANG - tecnica mista su tela con fondo a stucco - 2018 - 70x80 cm.

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P a p p a l a r d o

Nuovi orizzonti - 2018 - tecnica mista su tela - 50x60 cm.

info@nunziapappalardo.it

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w w w. n u n z i a p a p p a l a rd o . i t


biancoscuro

BIaNCOSCURO art contest Tutti i vincitori del BIANCOSCURO Art Contest 2018 8 settembre 2018 - Cerimonia di premiazione a Monte-Carlo, Principato di Monaco presso l’esclusivo Monte-Carlo Bay. Presenti gli artisti per ritirare la certificazione. Al seguito della videoproiezione delle opere in gara, sono stati conferiti i premi “Copertina”, “Mostra Personale”, “ArtManagement” ed i premi “Mostra Collettiva”.

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anche quest’anno le votazioni delle opere in concorso al BIANCOSCURO Art Contest sono state impegnative. Talento e buona tecnica, spesso a far passare le ultime selezioni, per solo qualche punto, sono state le singole votazioni su creatività, tecnica ed esecuzione. Anche nel 2018 abbiamo scelto di visionare le opere dal vivo, sicuramente un grande impegno di tempo e spazio, ma ripagato dalla gioia nel vedere concretamente le opere, e non solo attraverso lo schermo di un computer. Stretto riserbo sui risultati fino all’ultimo, i vincitori sono stati annunciati solo nella serata della cerimonia di premiazione, l’8 settembre a Monte-Carlo, presso le sale del prestigioso Monte-Carlo Bay. A veder riconosciuto il loro impegno in questa splendida cornice, tutti gli artisti iscritti, i quali hanno potuto ritirare l’attestato di parte-

cipazione e stringere la mano alla giuria. Doverosi i complimenti a tutto lo staff che lavora dietro le quinte per far sì che l’organizzazione di tutto il concorso sia perfetta. Novità 2018 è stato il Party Vip con dinner cocktail, accompagnato da pregiati vini francesi. Una festa nella festa che ha sollevato anche chi non aveva vinto uno dei premi in palio, creando un momento di vera condivisione fra tutti i partecipanti. Il Direttore Vincenzo Chetta ha voluto aggiungere:“Vogliamo ringraziare anche chi, non venendo selezionato nella prima fase del concorso, o non vincendo uno dei premi in palio, si è comunque complimentato con la Giuria, per l’attento lavoro svolto. Questo ci rende molto orgogliosi”. Un concorso con basi solide, ormai punto cardinale nella società artistica, trampolino e conferma della buona arte contemporanea. Flavio Ennante

Un ringraziamento a tutti i partecipanti, che rimarranno pubblicati sul sito artcontest.biancoscuro.it sino alla prossima edizione del concorso: arrivederci ad aprile 2019!

Sopra alcuni momenti della cerimonia di conferimento attestati e premiazione vincitori A sinistra nella foto (da sinistra): Lucia Garnero,Daniela Malabaila, Vincenzo Chetta, Franco Crugnola e Isabella Rigamonti

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BIaNCOSCURO art contest PITTURA

RAINER SCHOCH “Generation young and old”

SCULTURA GRAFICA I 4 vincitori del PREMIO COPERTINA

SONJA VISHNUDART “Love is pain freedom or liberty”

FOTOGRAFIA

OLIVIER TOPS “Grace Kelly” FEDERICA MARIN “Identità contemporanee”

I 4 vincitori del PREMIO MOSTRA PERSONALE

DRO “Ricami di fiori”

KARIN MONSCHAUER “Fantasiealfabet” STEFANO BARATTINI “Escape from reality”

GIANNI DEPAOLI “Brandelli d’ Italia”

I 4 vincitori del PREMIO ART MANAGEMENT

YULIANUS YAPS “VV 25”

FEDERICO GESSI “Strutturazione CVII”

FEDERICO ODELLO “Listening to the gods”

I vincitori del PREMIO MOSTRA COLLETTIVA

MONOMAX “Bosco della mente”

Roberta Mari, Rosa Maria Falciola, Ed Moret, Salvatore Alessi, Mauro Masin, Laura Tarabocchia, Leonardo Rossi, Pierpaolo Mancinelli, Roberto Parmagnani, Michela Valenti, Giuseppe Portella, Pepel, Gramoz Mukja, Chris Thomas, Laurent Pheulpin, Rita Vitaloni, Patrizia Dottori.

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A ND NE CO IO SE DIZ E

PAVIA ART TALENT

MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA

ACCESSIBILE

REGALA L’ARTE A NATALE ORARI SABATO 10/20 DOMENICA 10/20 SEGRETERIA DEA SERVIZI 0382 483430

DIRETTORE ARTISTICO GIOVANNI ZUCCA

PATPAVIA.IT

1-2/12/2018

PAVIA

PALAZZO ESPOSIZIONI P.LE EUROPA INGRESSO GRATUITO


biancoscuro

BIaNCOSCURO art contest Alcuni momenti della cerimonia di premiazione

Sopra alcuni momenti della Premiazione. A partire da sinistra con il Direttore Vincenzo Chetta: Sonja VisnhudArt, Olivier Tops, Gianni Depaoli, Federica Marin, Rainer Schoch, Stefano Barattini, Ornella De Rosa, Massimo Soldi, Mauro Masin, Ed Moret, Salvatore Alessi, Rita Vitaloni, Roberta Mari, Rosa Maria Falciola e Michela Valenti.

Alcuni momenti del party BIANCOSCURO

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Gianluca Seregni Esporrà al MAG di Montreux dal 7 all’11 novembre 2018

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Pittore e scultore nato a Monza nel 1963, si occupa di restauro e conservazione. Le sue prime esposizioni risalgono ai primi anni ‘80, da allora ha potuto consolidare una poetica espressiva interiore contemporanea. Ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Vive e lavora a Milano.

14a fiera d'arte contemparanea 14th contemporary art fair

Mi\G

INVISIBLE SIGN tecnica mista su tela Montreux50×70 Art Gallery cm. Salon d'art contemporain

Montreux Musi c & Convention Centre 7 - 11.11.2018 mag-swiss.com

Alessandro

Cinardo

www.alessandrocinardo.com

Le sue opere in esposizione a Montreux dal 7 all’11 novembre 2018

fiera d'arte contemparanea h contemporary art fair Forma 5, olio su cartone telato, 2018, 35x50 cm.

reux Musi c & Convention Centre .11.2018 mag-swiss.com

Forma 3, olio su cartone telato, 2017, 35x50 cm.

Mi\G

14a fiera d'arte contem 14th contemporary art Montreux Art Gallery Salon d'art contemporain

Montreux Musi c & Convention Centre 7 - 11.11.2018 mag-swiss.com


biancoscuro

Berlin ArtWeek 2018

ArtBerlin e Positions Berlin insieme al Tempelhof flughafen

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erlino tra il 26 ed il 30 settembre 2018 si è trasformata in una galleria a cielo aperto. La città, già profondamente abbracciata dalla creatività in ogni sua forma, ha ampliato la già vasta scelta tra appuntamenti fissi e nuovi eventi. La manifestazione è stata un grande successo come sempre, anche grazie al sostegno della città, infatti la Settimana dell’Arte di Berlino è resa possibile dal sostegno del Dipartimento per la cultura e l’Europa del Senato e dal Dipartimento per l’economia, l’energia e le imprese pubbliche del Senato e realizzato con il sostegno di GASAG AG. Kulturprojekte Berlin è invece responsabile per il coordinamento e la comunicazione. La Berlin Art Week è un punto saliente del calendario artistico contemporaneo nella capitale tedesca. La ricca varietà del programma è resa possibile dalla collaborazione congiunta di istituzioni, gallerie, artisti, collezionisti privati e spazi di progetto e attira l’attenzione internazionale. Per la settima volta, la città ha ospitato fiere d’arte, inaugurazioni di mostre, cerimonie di premiazione, film d’artista e numerosi eventi speciali. I visitatori hanno potuto far parte, anche attivamente, di esibizioni di grandi dimensioni di artisti affermati, oltre che di innumerevoli presentazioni di ogni genere su nuovi artisti. Ancora una volta, l’attenzione principale è stata rivolta alle fiere d’arte berlin e Positions Berlin Art Fair, che quest’anno hanno presentato entrambe li loro progetti espositivi negli hangar dell’ex aeroporto di Tempelhof. Uno speciale focus sulla fotografia è stato introdotto con gli EMOP Opening Days di EMOP Berlin - European Month of Photography 2018 al C/O di Berlino. Quest’anno, hanno fatto parte della Berlin Art Week 2018: art berlin, Positions Berlin Art Fair, Akademie der Künste, Berliner Festspiele / Immersion,

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Berlinische Galerie, C / O Berlin, Dadgalerie, Berliner Festspiele / Gropius Bau, HAU Hebbel am Ufer, Haus am Waldsee , Haus der Kulturen der Welt, KINDL - Centro per l’arte contemporanea, KW Institute for Contemporary Art, sala dei collezionisti, Nationalgalerie - Staatliche Museen zu Berlin / Hamburger Bahnhof, neue Gesellschaft für bildende Kunst (nGbK), Neuer Berliner Kunstverein (nbk), PalaisPopulaire e Schering Stiftung. Assolutamente imperdibili le mostre personali di Lee Bul al Gropius Bau, di Agnieszka Polska all’Hamburger Bahnhof, di Julian Charrière alla Berlinische Galerie, e poi Nicholas Nixon al C/O Berlin, Karin Sander presso Haus am Waldsee, Lawrence Abu Hamdan al Daadgalerie, Cecilia Jonsson nello spazio di progetto della Schering Stiftung, e Evelyn Taocheng Wang al KW Institute for Contemporary Art. Il prossimo anno sarà di nuovo Berlin Art Week, sempre a settembre, sempre a Berlino, con l’auspicio di una nuova voglia di ricerca e sperimentazione, non solo negli artisti, ma soprattutto nei curatori e negli organizzatori. Rebecca Maniti

BAW ‘18 // Flughafen_Tempelhof BAW ‘18 // Berliner Festspiele Immersion:The New Infinity

BAW ‘18 // The moment is eternity - works from the Olbricht Collection. Me Collectors room

BAW ‘18 // Lee Bul - ViaNegativa - Gropius Bau -

BAW ‘18 // Harald Metzkes Bilderkeller Akademie der Künste BAW ‘18 // The moment is eternity - works from the Olbricht Collection. Me Collectors room

BAW ‘18 // Eva&Adele - PalaisPopulaire Berlin

BAW ‘18 // KW - Archivio di Esen Karol

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biancoscuro

Montreux ART Gallery 2018 La 14esima edizione del Salone dell’Arte svizzero

F Da sinistra il Sindaco di Montreux Laurent Wehrli, il Direttore di BIANCOSCURO Vincenzo Chetta e JeanFrançois Gailloud Presidente del MAG

Da sinistra il Presidente del MAG Jean-François Gailloud, il Direttore di BIANCOSCURO Vincenzo Chetta e l ‘Assessore alla Cultura di Montreux Jean-Baptiste Piemontesi

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inalmente l’attesa è finita, poche settimane e si aprirà la quattordicesima edizione del Salone dell’Arte di Montreux. Dal 7 all’11 novembre 2018 si terrà MAG - Montreux Art Gallery, ormai famosa fiera d’arte contemporanea, ospitata come sempre al 2M2C, sulle rive del lago di Ginevra. MAG presenterà una ricca selezione di Gallerie (più di cinquanta) ed artisti indipendenti, provenienti da Europa, America, Asia e Medio Oriente. Non mancheranno le mostre tematiche, la zona dedicata alla Street Art ed il consueto concorso interno fra gli espositori per l’assegnazione dei Premi MAG. Sicuramente sarà un successo per Jean-François Gailloud e Marie-Hélène Heusgem. Flavio Ennante

Media

Partne

r uro.it

artmagazine.biancosc

BIANCOSCURO sarà pre-

sente tra le gallerie con la sua Contemporary Selected Artist, esponendo le opere di:

Serafino Botticelli, Michaela Bräunche, Alessandro Cinardo, Khrissy, Rosa Maria Falciola, Serge Gauya, Leo Giampaolo, Magda Hanna, Federica Marin, Antonio Melchiorre, Karin Monschauer, Gramoz Mukja, Sigrun Neumann, Laurent Pheulpin, Gian Reverberi, Giacomo Sansoni, Gianluca Giuseppe Seregni, Olivier Tops, Michela Valenti, Sonia VishnudArt, Markus Willi, Gianna Zanafredi. Tra gli Artisti esporrà singolarmente Gianni Depaoli, vincitore nella sezione scultura del BIANCOSCURO ART CONTEST 2018.

A sinistra: un momento della scorsa edizione del Montreux Art Gallery 2017. Da sinistra, MarieHélène Heusgem e Jean-François Gailloud, rispettivamente Direttore e Presidente del MAG con Jean-François Réveillard vincitore del BAC’17 e Vincenzo Chetta, Direttore di BIANCOSCURO

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biancoscuro Ecco gli artisti che esporranno al MAG 2018 con BIANCOSCURO

VishnudArt “Libration” 2018, bronzo.

Monschauer “Vortice”, tecnica digitale su tela, 90x90 cm. Tops “Freddy Mercury” 2016, stencil grafico su tela, 50x70 cm.

Willi “1000 et une nuit” 2018, legno di noce, 196x40x41 cm.

Seregni “Invisible sign”, tecnica mista su tela , 50x70cm .

Marin “Identità contemporanee” 2018 fotografia digitale, 50x60 cm. Valenti “Lo Spilungone” 2018, tecnica mista, h.55cm.

Pheulpin “Corbata” 2011 photography, 80x40 cm.

Falciola “Rosa in rosa” 2018, tecnica mista su cartone, ø 40 cm.

Reverberi “Forma 8”, abete rosso 32x27x15 cm.

Zanafredi “Composizione n.31” 2016, tecnica mista su tela, 120x80 cm. Bräunche “Essentials” 2017, tecnica mista, 100x100 cm.

Cinardo ”Forma 3“ 2017, olio su cartone telato, 35x50 cm.

Magda, “Embrace” 2008, tecnica mista con fiori, 31x41 cm.

Khrissy “Imagine” 2018, digital fine art photography, 70x120cm.

Leo ”Illusione notturna” 2012, olio su tela, 70x50 cm.

Melchiorre “Senza titolo”, tecnica mista

Gauya “Gauyaticon 2”, acrilico su tela 50x50 cm.

Sansoni “Immaggggina!” 2018, tecnica mista su tavola, 29x49 cm.

Sineu “Odyssee” 2014/2015, acrilico, 140x70 cm.

Mukja “Sogno libero” 2018, filo blu e tavola, 14x15,5x10,5 cm.

Botticelli “Senza titolo” 2016, olio su tela, 42,2x14,2 cm.

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Ritratto di donna - 2017,olio su tavola, 50x70 cm.

EDOARDO

FERRARI

edoardomaria.ferrari@gmail.com

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biancoscuro

Lake Como Design Fair Una fiera, ma col sapore di una mostra d’altri tempi

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i deve a Margherita Ratti (Editrice di design, Direttrice artistica della Galerie Italienne), la nuova concezione di fiera legata al Design. Le storiche sale del Ridotto del Teatro Sociale di Como hanno aperto, per la prima volta al pubblico, per Lake Como Design Fair, lo scorso settembre. Un’originale scelta di oggetti e complementi, logicamente in vendita come in ogni manifestazione fieristica, ma tessuti in un allestimento dal sapore museale, gli oggetti di design e le grafiche sono presentati in maniera quasi teatrale. La location sicuramente affascina, per visitare l’esposizione si passa di sala in sala, trovando ogni volta colori e suggestioni diverse. Nella sala Bianca una selezione di sedute ricrea una platea immaginaria, mentre nella sala Turca abbiamo ammirato vasi e contenitori di forme, decori e usi differenti. In sala Pasta ecco l’oggetto ormai dimenticato: il paravento, e poi, in sala Zodiaco, opere grafiche su carta, incisioni, serigrafie e libri d’artista, che dialogano con le pareti decorate a mano. Nulla è stato lasciato al caso in questo evento, neanche lounge e bookshop, progettati appositamente da Draga&Aurel, in collaborazione con Demosmobilia e Battilossi. Lake Como Design Fair fa parte di un’operazione culturale più ampia, voluta dall’associazione Wonderlake Como, che ha l’obiettivo di sostenere e valorizzare le bellezze del lago, accompagnando il pubblico alla scoperta di luoghi storici del territorio. Daniela Malabaila Teatro Sociale Como Sala Zodiaco ©Francesco Arena

English info

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he historical Teatro Sociale Como opens its doors to the public on the occasion of the first Lake Como Design Fair: a wholly new event bringing together the works of Italian and international designers, editors and galleries. The fair will feature an original selection of objects and furniture, curated by Margherita Ratti, leading the visitor on a journey through the foyer and the main rooms of the theatre, creating a dialogue with the external architecture where rationalist buildings such as the ex Casa del Fascio interact with the adjacent cathedral and the theatre itself. In the Sala Bianca, a selection of seats are arranged in parallel lines like an imaginary theatre parterre. The Sala Turca hosts a collection of vases and containers of all shapes, sizes and forms. In the Sala Pasta, an arrangement of screens delinate the space and articulate the visitors’ presence. The Sala Zodiaco exhibits a selection of works on paper, silkscreen prints, engravings, artists’ books and multiples, immersed in it’s hand-painted walls. Each work on display is also available for purchase. A site specific project for the lounge bar and the bookshop has been created by the designers Draga&Aurel, in collaboration with Demosmobilia and Battilossi. Lake Como Design Fair is part of a cultural initiative from Wonderlake Como Association, aiming to support and promote awareness of the beauty and heritage of Lake Como, while seeking to encourage people to discover the historical sites of the area. The selected objects and furniture by designers, architects and artists have a link to the surroundings in which they will be presented, the Teatro Sociale. Divided into three categories (chairs, vases and screens), each work was created by both emerging and established designers le, Paolo Gonzato, and others. In the exhibition rooms, the intentionally minimal scenography will allow for a dialogue between the objects and the interior setting of the theatre that hosts them.

Perfect Documents - La Chaise Musicale hommage a Boris Vian Morten Løbner Espersen - MLE09 Courtesy of Officine Saffi, Milano

Maarten Stuer-Stool, Courtesy of Atelier Jespers, Bruxelles ©Pascal Vangysel

Pierre Gonalons Editions Studiolo chairs -cupressus sempervirens ©Romaric Tisserand

Teatro Sociale Como Sala Bianca ©Francesco Arena

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Contemporary Art Fair Zurich A settembre si è svolta la 20ª edizione

ner Media Part artmagazine.biancoscuro.it

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l Contemporary Art Fair Zurich, si è confermato anche quest’anno uno dei più importanti appuntamenti per l’Arte a Zurigo. Sarà per la nuova location (come l’anno scorso, la 20ª edizione della kermesse si è tenuta al PULS 5), sarà per la varietà di opere esposte (hanno partecipato artisti e gallerie da ben 20 diversi Stati), ma questo ventennale è stato sicuramente da festeggiare. Tra le opere, da ricordare quelle di Nadia Heitmar, Alexandra Von Burg, Massimo Cedrini e JfR. Una fiera d’arte imperdibile, in cui si può misurare davvero l’andamento del mercato, di nuovo l in crescita, finalmente! s A sinistra, alcuni momenti dei visitatori negli stand ad Art Zurich

JFR live @ Art Zurich ‘18

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ean-François Rèveillard, artista svizzero nato a Parigi, ha esposto alla 20ª edizione di Art Zurich. L’artista ama definirsi un “Cross Media Picture Maker”, è fortemente coinvolto nei media digitali, difatti ha presentato a Zurigo la sua nuova installazione crossmedia *COLORS*, opera che consegna

un messaggio di speranza per il futuro, facendo cadere i colori per riportare la vita e la libertà, qui e ora, di fronte a ogni ingiustizia, razzismo, omofobia, antisemitismo e ignoranza atto della nostra civiltà. Ospite speciale il pianista Suguru Ito, che si è esibito live durante le perfol mance JFR. s

JfR 3D sculptures *COLORS*

Suguru Ito

INFO Jean-François Reveillard aka JfR www.yoorart.com Facebook.com/jfr.dbc Twitter.com/yoorart Instagram.com/jfr_yoorart 92 90

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Da Marbella a Zurigo con Excellence Art Gallery E dopo Art Zurich, un’importante novità

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a ventesima edizione di Art Zurich 2018 ha visto tra gli espositori la Excellence Art Gallery, rappresentata dall’artista e proprietario Massimo Cedrini e dal direttore artistico Giuseppe Carnevale, curatore della selezione delle opere. Tra gli artisti presenti nello stand n.20, non potevano mancare i rappresentanti spagnoli: Consuelo Buesa, con l’opera “Pablo Ruiz Picasso”, un’opera dai forti accenti cromatici; Javier Jimenez (artista originario di Malaga tra i più giovani del gruppo Excellence Art Gallery) con le opere di atmosfera surrealista “Tecnologia Perversa” e “Metamorfosi Universale”. L’artista argentina Betiana Bradas ha presentato l’opera “Strange” (una tela ridotta in strisce verticali che incuriosisce per l’assoluta originalità), mentre lo svizzero Bien Tran espone opere dalla forte ispirazione al surrealismo daliliano, una rivistitazione in chiave ironica con l’artista stesso che prende parte alla scena, rappresentandosi, come faceva Hitchcock nei suoi celebri film. Concludono il gruppo dei sei artisti esposti, Massimo Cedrini (con le opere “Rational Dualism” e “L’amico più vero”, nelle quali ancora una volta l’artista dirige la sua spasmodica attenzione al mondo animale cercando di riaffermare quell’atavico equilibrio tra uomo e natura), e l’artista tedesca di origini russe Ekatherina Savtchenko (“Pegasus” e “Under the wather music”, opere che ricordano le figure della Grecia mitologica, stanno riscuotendo un gran consenso artistico in Svezia oltre che a New York e a Pechino). [5]

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Novità in arrivo per la galleria, infatti tra poco ci sarà l’apertura del secondo spazio d’arte, sempre a Marbella: una superficie espositiva di ben 250 mq, con bar e ristorante interni, per plasmare l’arte culinaria della buona cucina italiana con una più ampia offerta artistica. L’inaugurazione ufficiale è prevista per l’8 dicembre, con una nuova rassegna a cui parteciperanno 20 artisti provenienti da tutto il mondo. Tutto è pronto per la nuova sede nella più prestigiosa area commerciale della cittadina denominata l “Golden Mile”. s INFO Excellence Art Gallery www.excellenceartgallery.com Instagram.com/excellenceartgallery Facebook.com/excellenceartgallery

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[1] Il gallerista Massimo Cedrini ed il direttore artistico Giuseppe Carnevale [2] Pablo Ruiz Picasso" dell'artista spagnola Consuelo Buesa [3] Un istante dei visitatori allo stand [4] Le opere di Massimo Cedrini e Ekatherina Savtchenko. [5] Massimo Cedrini e Giuseppe Carnevale di Excellence Art Gallery [6] Gli artisti Bien Tran e Betiana Bradas con Massimo Cedrini e Giuseppe Carnevale [3]

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ART Salzburg Contemporary A Salisburgo l’arte moderna e contemporanea in parallelo alla “Classic Expo”

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Bild: Roman Träxler

opo aver avuto un grande sucfter having a great take-off at the cesso lo scorso anno, la seconda Exhibition Centre of Salzburg edizione della fiera d’arte interlast year, the second edition of nazionale ART Salzburg Contempo- the international art fair ART Salburg ART SALZBURG CONTEMPORARY & rary presenta un programma internazioContemporary will present a multifaANTIQUES INTERNATIONAL nale di alto livello. ceted and high-class international pro“È, ed è sempre stato, importante per noi gram. “It is and has always been imporCENTRO FIERA DI SALISBURGO che i visitatori delle nostre fiere non solo tant to us that the visitors of our fairs can possano sperimentare e godere di artisti not only experience and enjoy well-known fiera internazionale d’arte contemporanea, ben conosciuti e caratteristici del mercapositions and artistic characteristics of the classico moderno & antiquariato | 19° – 21° secolo to austriaco, ma anche avere una vivida Austrian art market, but also get a vivid In contemporanea alla più importante fiera austriaca di auto d‘epoca. impressione della diversità sul mercato inimpression of the diversity on the internawww.art-salzburg-contemporary.com ternazionale dell’arte”, sottolinea Johantional art market”, emphasizes Johanna na Penz, organizzatore e direttore della Penz, the organizer and director of the fiera. fair. Un aspetto importante è il giusto mix di An important aspect is the right mix grandi nomi affermati, ad esempio ar- of big established names, for example, tisti della Pop Art come Andy Warhol, Pop Art artists like Andy Warhol, Roy Roy Lichtenstein e Tom Wesselmann Lichtenstein and Tom Wesselmann con figure di alto livello come Alex Katz with top-class figures like Alex Katz or o Damien Hirst e giovani artisti con- Damien Hirst and younger contempotemporanei, che si stanno attualmente rary artists, who are currently establiaffermando su un livello internaziona- shing themselves on an international le, come Heiner Meyer, Drago Prelog, level, such as Heiner Meyer, Drago Russell Young, Robert Longo, Sonia Prelog, Russell Young, Robert Longo, Delauny, Anke Eilergerhard o Sam Sonia Delauny, Anke Eilergerhard or Francis o Mia Florentine Weiss, spiega Sam Francis or Mia Florentine Weiss, Penz. explains Penz. Dopo il suo lancio lo scorso anno, la After its launch last year, the second ediseconda edizione di ART Salzburg tion of the ART Salburg ContempoContemporary avrà luogo dal 19 al 21 rary will take place from 19 to 21 Octoottobre nella sala 1 del Salzburg Exhi- ber in hall 1 of the Salzburg Exhibition bition Centre, in concomitanza con Centre, in fact, at the same time as the l’esposizione di auto d’epoca CLASSIC classic car exhibition CLASSIC EXPO. EXPO. “Una perfetta sinergia”, afferma “A perfect synergy”, says ART director fermamente il direttore artistico Penz. Penz staunchly. Both of us address relaEntrambe hanno simile target di visitato- ted target groups and will therefore perri, le esposizioni quindi, si completano e fectly complement and stimulate each l l si stimolano perfettamente l’un l’altra. s other. s

19 – 21 OTTOBRE 2018

ART_Salzburg_Okt.2018_Inserat_BIANCOSCURO_NEU_210x297.indd 1

Andy Warhol - Flowers, 1970 Courtesy of Galerie Haas & Gschwandtner

Keith Haring - Pop Shop I,1987 Courtesy of Galerie Haas & Gschwandtner

ART Salzburg Contemporary Roy Lichtenstein - Crak!, 1963-64 Courtesy of Galerie Haas & Gschwandtner Mia Fiorentine Weiss, O.T.,2017 Courtesy of ArtDepot

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Fair for contemporary art, classical modernism & antiques Fair Day: 19 th to 21 th October 2018

18.09.18 18:44

Opening Event: 18th October 2018 Messezentrum Salzburg Am Messezentrum 1 A-5020 Salzburg

Art Salzburg, main entry

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Artissima 2018 La venticinquesima edizione!

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rtissima celebra il suo venticinquesimo anniversario inaugurando giovedì 1 novembre. Diretta per il secondo anno da Ilaria Bonacossa, aprirà le porte ai suoi 50.000 visitatori previsti dal 2 al 4 novembre presso l’OVAL di Torino. Riconosciuta a livello internazionale per l’attenzione alla sperimentazione e come trampolino di lancio per artisti emergenti e gallerie di ricerca, Artissima è un appuntamento unico, che attrae ogni anno collezionisti, professionisti del settore e appassionati. La fiera, dedicata esclusivamente al contemporaneo, si riconferma come la preferita da curatori, direttori di istituzioni e fondazioni e patron di musei provenienti da tutto il mondo. Il fil rouge della venticinquesima edizione sarà “il tempo” inteso non come statica cristallizzazione del ricordo e della celebrazione, ma proposto come flusso dinamico, in grado di imprimere il ritmo del cambiamento, preservando la sospensione temporale dell’emozione dell’opera d’arte. La forza innovatrice di Artissima si riflette su tutta la città di Torino, grazie alla collaborazione attiva con numerose istituzioni pubbliche, musei, fondazioni e gallerie. La fiera riafferma la propria forza dinamica contribuendo alla crescita del mercato, stimolando il collezionismo attento alla ricerca. Importanti novità nell’edizione 2018, Sound, infatti, è la nuova sezione dedicata alle indagini sonore contemporanee. Allestita presso le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino presenta 15 progetti monografici dedicati al suono, selezionati da un duo internazionale di curatori: Yann Chateigné Tytelman, curatore e critico d’arte a Berlino e professore associato di storia e teoria dell’arte e Nicola Ricciardi, direttore artistico, OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino. Confermata la sezione Art Editions & Multiples, nata nel 2012, ospita gallerie specializzate in edizioni e multipli di artisti, da quest’anno si apre a project space e spazi no profit. Le sezioni di Artissima 2018 diventano quindi otto di cui quattro selezionate dal comitato delle gallerie della fiera: Main Section, che raccoglie le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale. New Entries, sezione riservata alle gallerie emergenti sulla scena internazionale. Dialogue, sezione dedicata a progetti specifici in cui le opere di due o tre artisti vengono messe in stretta relazione tra loro. Art Editions & Multiples, ospita gallerie specializzate in edizioni e multipli di artisti.

Artisssima 2018 - Main Section Galleria Franco Noero

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Artisssima 2018 - Main Section Galleria Raffaella Cortese Michael Fliri “The light never sees a shadow” 2018

Quattro invece le sezioni curate da board di curatori e direttori di musei internazionali: Present Future, Back to the Future, Disegni e Sound. Confermate anche partnership con eccellenze locali attive nella ridefinizione della creatività contemporanea come il Festival di Musica Elettronica Club to Club. Artissima conferma quindi la sua natura sperimentale in sinergia con ricerche trasversali dedicate alla musica e alle performance, con progetti in collaborazione con il Castello di Rivoli, GAM, Camera, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Sardi e la OGR-Officine Grandi Riparazioni. L’obiettivo è quello di creare un’istantanea della città di Torino valorizzando le risorse stesse della città. Vincenzo Chetta

RUGAMEXPERIENCE Confronta la vita con l’arte

Sabato 13 - domenica 21 ottobre 2018 Galleria Spazio Diaz via Armando Diaz 58, Como

www.rugamexperience.it


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Chester Arts Fair 2018 Showcasing world exclusive Art

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hester Arts Fair tornerà per il settimo anno consecutivo al Racecourse di Chester, dal 16 al 18 novembre 2018. La più grande fiera dedicata agli artisti indipendenti del Regno Unito avrà un sacco di novità in serbo per l’edizione 2018, con l’arrivo di oltre 120 artisti britannici e internazionali che esporranno numerose opere pittoriche, scultoree, ceramiche, fotografiche e opere a tecnica mista. Completa la fiera un programma di conferenze e live di artisti che offre ai visitatori l’opportunità di sperimentare e comprendere il processo di creatività artistica partendo dalla fonte personale di ispirazione degli artisti. Gli highlight della Chester Art Fair sono opere d’arte di Damien Hirst, Tracey Emin e Mark Quinn a cura di Drang Gallery. David Harper, presentatore di antiquariato della BBC TV ospiterà un’asta d’arte benefica in fiera, raccogliendo fondi per La Contessa Carità. Lesley Woodhead, responsabile del Fundraising dell’Ospedale Countess of Chester, ha commentato: “Siamo entusiasti che gli artisti abbiano donato generosamente per raccogliere fondi per The Memory Lane Project. Saranno in vendita pezzi di artisti premiati come Frances Ackland-Snow, Jody Craddock e Carne Griffiths”. La co-direttrice della fiera d’arte, Laura O’Hare, afferma: “Chester Art Fair consente ai visitatori di accedere a opere d’arte altamente collezionabili e opere d’arte originali accessibili da alcuni dei più importanti artisti internazionali di oggi a una gamma di prezzi. La fiera è lieta di sostenere il progetto Memory Lane con l’asta d’arte”. La fiera aprirà venerdì 16 novembre con una Charity VIP Preview per l’ospedale Countess of Chester. Durante il fine settimana, la Chester Art Fair sarà visitabile sabato 18 e domenica 19 novembre dalle 10.30 alle 17.00. Per i biglietti ed il catalogo ufficiale vil sita il sito www.chesterartsfair.co.uk. s

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he Deepbridge Chester Arts Fair will return for the seventh consecutive year at Chester Racecourse from 16th to 18th November 2018. The UK’s largest artist art fair will have plenty in store for everyone with the arrival of over 120 British and international artists showcasing thousands of pieces of art, including Paintings, Sculpture, Ceramics, Photography and Mixed Media artwork. A full programme of talks and live demonstrations by well-recognised artists will offer visitors the opportunity to experience and gain an understanding of the process of creating art as well as the artists’ personal source of inspiration. Highlights include guest artwork from the Drang Gallery by Damien Hirst, Tracey Emin and Mark Quinn. David Harper, BBC TV antiques presenter will be hosting a charity art auction at the Fair, raising money for The Countess Charity. Lesley Woodhead, Head of Fundraising at the Countess of Chester Hospital commented “We are excited that artists have donated generously to raise funds for The Memory Lane Project. Pieces from award-winning artists including Frances Ackland-Snow, Jody Craddock and Carne Griffiths will be on sale”. Art Fair Co-Director Laura O’Hare states, “Chester Art Fair allows visitors access to highly collectible investment art as well as original affordable art by some of today’s leading international artists at a range of prices. The Fair is delighted to be supporting The Memory Lane Project with the art auction”. The Fair will open Friday 16th November with a Charity VIP Preview for the Countess of Chester Hospital. Over the weekend, the Fair is open Saturday 18th and Sunday 19th November from 10:30am to 17:00. For tickets and official catalogue visit l www.chesterartsfair.co.uk. s

[1] James Buttifant - Sunny (some showers later!) - Art Auction [2] Tracey Emin True Love Always Wins [3] Marc Quinn Heliosphere [4] David Harper - Thespians - Charity Art Auction [5] Damien Hirst Mantra Diamond Dusted. INFO www.chesterartsfair.co.uk Tel: +44 01244 952020 Email: info@blackmango.co.uk

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ArtVerona Art Project Fair

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rtVerona presenta la sua 14a edizione, dal 12 al 15 ottobre 2018. Per il secondo anno della direzione artistica di Adriana Polveroni, il tema è Utopia, inteso come orizzonte teorico e spinta concreta di un progetto rivolto al sistema dell’arte italiano. #backtoitaly è lo sguardo che la fiera rivolge per far emergere le relazioni virtuose tra gallerie, artisti, collezionisti, musei e imprese, in un territorio, come quello di Verona, capace di esprimere, anche a livello internazionale, le qualità del nostro Paese. Questo impegno è premiato dal consolidamento delle domande di adesione, con un sensibile incremento sul 2017. Saranno 145 le gallerie delle diverse sezioni, tra moderno e contemporaneo: oltre alla Main Section, Grand Tour, rivolta a gallerie che puntano allo scambio tra Italia e estero, e le sezioni più sperimentali: Raw Zone e Scouting. La presentazione delle giovani proposte è affidata a Free Stage con un artista internazionale in veste di curatore, Adrian Paci, invitato a presentare la ricerca di artisti non ancora rappresentati da una galleria: il duo Chiaralice Rizzi (1982) e Alessandro Laita (1979) e Leonardo Pellicanò (1994). Protagonista delle novità del sistema di ArtVerona, che unisce gallerie, artisti, collezionisti, istituzioni, realtà indipendenti, è anche il mondo dell’impresa, da sempre interlocutore privilegiato della fiera. Il rapporto con i collezionisti è una priorità di ArtVerona che si esprime nel corso di tutto l’anno grazie alla collaborazione con il Consorzio Collezionisti delle Pianure, guidato da Antonio Grulli, espressione dell’imprenditoria che ha fat-

145 gallerie, moderno & contemporaneo Collezionismo sempre più al centro. Adrian Paci presenta la sezione Free Stage to del Nord Est un luogo d’eccellenza del Made in Italy, con adesioni da tutta la Penisola. È partito così il “viaggio in Italia” di Collezionismo al Centro: dopo Bologna, seguiranno Napoli, Roma e Verona, in settembre. L’analisi del collezionismo italiano si traduce nel racconto di Critical Collecting, progetto editoriale di Antonio Grulli, ma anche nel confronto dal vivo degli appuntamenti in fiera di ArtVeronaTalk, a cura di Paola Tognon. Ulteriore novità è A disposizione, il nuovo fondo di acquisizione di Veronafiere per l’arte, del valore di 10.000 €. Confermati gli altri premi e riconoscimenti: si annunciano nuove adesioni per Level 0, progetto sostenuto da AGSM attraverso il quale i direttori dei principali musei italiani scelgono un artista in fiera da esporre nei propri spazi. Si confermano il Premio Icona, il Premio Fotografia Under 35, sostenuto dall’imprenditore e fotografo Riccardo Aichner, il Sustainable Art Prize, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, Display, il premio i9 – spazi indipendenti sostenuto da AMIA. Confermato anche il Gruppo Privato di Acquisizioni. Nel segno della collaborazione che ha sempre distinto le attività di ArtVerona in città, anche quest’anno sarà presentato un programma di iniziative Art & the City. Il programma vedrà anche un omaggio a Hidetoshi Nagasawa, il grande artista giapponese scomparso di recente che aveva scelto l’Italia per vivere e lavorare, un’iniziativa che assume quindi un significato speciale per una fiera come ArtVerona che ha scelto di l valorizzare in primo luogo l’Italia. s

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[1] L’opening di ArtVerona 2017. [2] Inside ArtVerona 2017 - i8 spazi indipendenti Courtesy @Radioarte @Anita @Tile Project Space @Polisonum. [3] Una vista del padiglione 11 di ArtVerona 2017. [4] Una vista del padiglione 12 di ArtVerona 2017. [5] Inside ArtVerona 2017, Pad.11. Courtesy @10 A.M. Art ©CaterinaParona. [6] Inside ArtVerona 2017, Pad.11. Courtesy @davideplaudetto ©CaterinaParona [7] Inside ArtVerona 2017, Pad.12. Courtesy @AnalixForever @Gianluigi Maria Masucci ©CaterinaParona. [7]

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Fiera Contemporanea A Cesena la 22ª edizione

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omagna Fiere conferma la scelta di Cesena come quartiere per la 22ª edizione di Contemporanea, mostra mercato d’arte moderna e contemporanea. La Fiera si svolgerà da venerdì 26 a lunedì 29 ottobre 2018. Il rinnovamento e la crescita quest’anno passeranno attraverso la sinergia tra la direzione artistica, le gallerie, l’amministrazione comunale e un’ampia rete di partner pubblici e privati. La Fiera sarà anticipata da un evento culturale che porterà Contemporanea a interagire con la città di Cesena e i suoi edifici storici: la mostra “Plastiche Cromie - Marco Lodola e Giovanna Fra”, a cura di Mirabili Arte d’Abitare, investirà sin dal 12 ottobre tutta la città. Le opere dei due artisti pavesi saranno visibili presso Palazzo Romagnoli, nonché presso alcuni selezionati negozi del centro. L’apice della nuova concezione di Contemporanea sarà la sorprendente ed esclusiva mostra “Andy Warhol - Vip Society”. L’evento, porterà in Fiera il genio

del Maestro indiscusso della Pop-Art in un contesto interamente dedicato al glamour, alla dissacrazione, alla sperimentazione delle Factory, all’eccesso mondano della New York di fine anni ’70 e dei suoi locali notturni quali lo “Studio 54”, reso celeberrimo dalla presenza fissa di tutto il jet set statunitense, ma ancor più dalle contaminazioni tra arte, tecnologia, musica e spettacolo di cui Warhol era al contempo mente ed emblema. Immancabile come sempre l’artista Ignazio Fresu che presenterà il suo nuovo progetto: “Come le foglie”. A dare ulteriore valore alla proposta di gallerie e artisti presenti a Contemporanea, il critico d’arte Vittorio Sgarbi visiterà la rassegna ponendo il suo sguardo attento sulle nuove proposte e sulle grandi opere esposte in fiera. Sarà lui a tenere a battesimo gli eventi collaterali che in questa edizione suggellano un rinnovamento profondo, una decisa spinta verso una proposta di alto spessore e al conteml po alla portata del “grande pubblico”. s

Dall’alto alcune immagini di Contemporanea 2017. Qui sopra l’installazione di Ignazio Fresu “Come le foglie.

Francesco Vattuone

f v a t t u o @ g m a i l . c o m

Sopra: Refrigerio gennaio 2018, olio su cartone telato, 60x40 cm.

A sinistra: La coppia nell'auto marzo 2018, olio su cartone telato, 60x40 cm.

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Arte Padova 2018

Dal 16 al 19 novembre a Padova Fiere

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nche quest’anno i Padiglioni 1, 7 e 8 di Padova Fiere accoglieranno la 29ª edizione di ArtePadova, una tra le più longeve manifestazioni nel mondo dell’Arte in Italia, che avrà luogo dal 16 al 19 novembre 2018. Quattro giorni all’insegna dell’arte, con oltre 15.000 opere in mostra su 28.000 mq di superficie, la partecipazione di oltre 300 espositori e una media di 26.000 visitatori per anno, in uno dei distretti fieristici più produttivi d’Europa dalla forte risonanza nazionale e internazionale. Per i collezionisti che vogliono puntare su artisti storicizzati, la mostra presenterà una selezione di grandi interpreti dell’arte italiana del ‘900, come Lucio Fontana, Mario Sironi, Achille Perilli, Arnaldo Pomodoro, Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Isgrò, Agostino Bonalumi, Carla Accardi, Tano Festa, Franco Angeli, Michelangelo Pistoletto e Alighiero Boetti. ArtePadova già in passato si è infatti distinta per saper intercettare le nuove tendenze del mercato, ad esempio lanciando il gruppo d’avanguardia giapponese Gutai, di cui anche quest’anno si potranno ammirare opere selezionate, ma anche promuovendo i Maestri dell’Estroflessione come Enrico Castellani, Agostino Bonalumi e Turi

Simeti, i cui lavori saranno anch’essi presenti in questa imminente edizione. Non solo firme nazionali ma anche internazionali, come quella di Nobuyoshi Araki, considerato il più spregiudicato e osannato fotografo contemporaneo giapponese. ArtePadova è anche Contemporary Art Talent Show, sezione riservata a gallerie, associazioni, artisti indipendenti che presentano opere d’arte dal costo inferiore ai 5000 euro, arricchita quest’anno dal Premio C.A.T. e dalla 2a edizione del Premio Mediolanum, confermando ancora una volta la volontà di ArtePadova di promuovere il domani dell’arte. Una rassegna arricchita da eventi collaterali, conferenze e performance dal vivo, attesa ogni anno da un numero considerevole di operatori, visitatori, investitori e collezionisti provenienti da ogni angolo d’Italia ed Europa che porterà questa edizione ad essere oltre che terreno di scambio anche terreno di semina e fermentazione di idee, progetti, conoscenze, abitudini consolidate e nuove rivolte al prodotto artistico. Per visitare ArtePadova è possibile scaricare il biglietto ridotto speciale a solo 1€ compilando il form all’indirizzo: l www.artepadova.com/biglietto-ridotto s

Alcune immagini della scorsa edizione di Arte Padova

ArtParma Fair Il ritorno ad un padiglione dedicato

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i rinnova anche questo autunno l'appuntamento con ArtParma fair, fiera dedicata all’arte moderna e contemporanea. L’evento si svolgerà nei giorni 29-30 settembre e 5-6-7 ottobre 2018 in concomitanza con Mercanteinfiera, la più grande fiera dell’antiquariato d’Europa, che conta decine di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero e Mercanteinauto, il tutto visitabile con un unico biglietto d’ingresso. ArtParma fair, continua a rappresenta un importante momento di scambio e di confronto per collezionisti e gallerie, un appuntamento immancabile per nuovi collezionisti alla ricerca dell’opera su cui fare il primo investimento, un’occasione per esperti del settore alla ricerca di nuovi talenti destinati a crescere nel tempo. Contemporary Art Talent Show (CATS) è invece un’opportunità per tutti gli artisti emergenti

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che ambiscono ad entrare ed affermarsi nel mercato dell’arte, godendo del feedback mediatico che solo le fiere di livello assicurano. CATS è l’occasione per investire su talento e creatività, per soddisfare un collezionismo colto e sofisticato, dando la possibilità di porre sotto una nuova luce il fare arte nella contemporaneo, con soluzioni innovative, alternative ed installazioni inconsuete. Ad evidenziare la mission di CATS, far conoscere i nuovi talenti, debutta in questa edizione il premio collegato alla fiera, al quale potranno accedere tutti gli artisti espositori: il Premio C.A.T. La folta platea di Gallerie d’Arte d’Italia, pone la città emiliana ad essere centro di autorevoli correnti della pittura, design, fotografia, delle arti grafiche e scultoree. Speriamo che il ritorno al padiglione 7 sia di buon l auspicio per la riuscita dell’evento. s Alcune immagini della scorsa edizione di Art Parma Fair

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Art Fair

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Fiere, manifestazioni ed esposizioni internazionali

Italia

BERGAMO Bergamo Arte Fiera gennaio 2019 www.bergamoartefiera.it BOLOGNA Arte Fiera 1-4 febbraio 2019 www.artefiera.it

MILANO MiArt 5-7 aprile 2019 www.miart.it

Pavia Art Talent 1-2 dicembre 2018 www.patpavia.it Affordable Art Fair 25-27 gennaio 2019 www.affordableartfair.com Grand Art 9-11 novembre 2018 www.grandart.it StepArtFair 26-28 ottobre 2018 www.stepartfair.com

FORLI’-CESENA Vernice ArtFair 15-17 marzo 2019 www.verniceartfair.it

PAVIA PaviArt 15-17 marzo 2019 www.paviart.it

MONTICHIARI (BS) Expo Arte 10-12 maggio 2019 www.expoartemontichiari.it

FIERA F CONTEMPORANEA

TORINO Artissima 2-4 novembre 2018 www.artissima.art

GENOVA Arte Genova 15-18 febbraio 2019 www.artegenova.com

BARCELONA (E) Loop Fair november 15-17, 2018 www.loop-barcelona.com

Paratissima 2-4 novembre 2018 www.paratissima.it VENEZIA La Biennale di Venezia 11 mag.- 24 nov. 2019 www.labiennale.org

Liste Basel june 10-16, 2019 www.liste.ch BERLIN (D) Berlin Art Week septemberRELEASE 26-30, 2018 PRESS www.berlinartweek.de | FEBRUARY | 6 | 2014 BASEL Art Berlin

PADOVA Arte Padova 16-19 novembre 2018 www.artepadova.com

PARMA ArtParma 29-30 sett. e 5-7 ott. 2018 www.artparmafair.it PER INFORMAZIONI: SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: +39 049 8800305

100

AMSTERDAM (NL) Affordable Art Fair oct. 31-nov. 4, 2018 www.affordableartfair.com

BASEL (CH) Art Basel june 13-16, 2019 www.artbasel.com

XXII edizione Arte moderna e contemporanea

Arte Forlì-Cesena Contemporanea 26-29 ottobre 2018 www.fieracontemporanea.it

Europe

Premier of galleries at Art september line-up 27-30, 2018

www.artberlinfair.com

VERONA ArtVerona 12-15 ottobre 2018 www.artverona.it VICENZA ArteVicenza 13-14 aprile 2019 www.artevicenza.net

Art Basel today announced detail place June 19 to June 22, 2014. Th present works ranging from the M most contemporary artists of toda will present a geographically dive year Statements, Art Basel's secto alongside the Galleries sector, giv placement within the show.

Positions Berlin september 27-30, 2018 With Statements being located in Ha renowned Basel architects Herzog & www.positions.de

for the Magazines sector and the au

While galleries from Europe will con BIANCOSCURO exhibitors and artists from across the RIVISTA d’ARTE strong selection of exhibitors with sp Ordina la versione cartacea o PDF su https://artshop.biancoscuro.it The participating galleries have exhi


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BRUXELLES (B) Art Brussels april 25-28, 2019 www.artbrussels.com

MADRID (E) Art Madrid feb. 27 - mar.3, 2019 www.art-madrid.com

Brafa jan. 26-feb. 3, 2019 www.brafa.be

MARBELLA (E) Art Marbella july, 2019 www.marbellafair.com

CHESTER (ENG) Chester Arts Fair november 16-18, 2018 www.chesterartsfair.co.uk COLOGNE (D) Art Cologne april 11-14, 2019 www.artcologne.com

MONTE-CARLO (MC) Art Monte-Carlo april 26-28, 2019 www.artmontecarlo.ch MONTREUX (CH) Montreux Art Gallery november 7-11, 2018 www.mag-swiss.com

GENEVE (CH) Art Genève jan. 31-feb. 3, 2019 www.artgeneve.ch KARLSRUHE (D) Art Karlsruhe february 21-24, 2019 www.art-karlsruhe.de INNSBRUCK (A) Art Innsbruck january 17-20, 2019 www.art-innsbruck.at

PARIS (F) Fiac october 18-21, 2018 www.fiac.com Art Paris april 4-7, 2019 www.artparis.com

ISTANBUL (TR) CI contemporary istanbul – 20 GENNAIO 2019 september, 2019 O FIERA INNSBRUCK contemporaryistanbul.com

nsbruck.com

VIENNA (A) LONDON (ENG) Vienna Contemporary Frieze London september 27-30, 2018 october 4-7, 2018 www.viennacontemporary.at www.frieze.com ART SALZBURG CONTEMPORARY & ANTIQUES INTERNATIONAL ZURICH (CH) London Art19 Fair– 21 OTTOBRE Art International 2018 Zurich CENTRO FIERA DI SALISBURGO january 16-20, 2019 september 26-29, 2019 www.londonartfair.co.uk www.art-zurich.com Bild: Roman Träxler

rincipale A

CHICAGO (USA) Expo Chicago september 27-30, 2018 www.expochicago.com DUBAI (UAE) Art Dubai march 20-23, 2019 www.artdubai.ae

HONG KONG (CN) Art Basel march 29-31, 2019 www.artbasel.com Affordable Art Fair may, 17-19, 2019 www.affordableartfair.com MEXICO CITY (MEX) Zona MACO february 6-10, 2019 www.zonamaco.com

SALZBURG (A) Art Salzburg october 19-21, 2018 art-salzburg-contemporary.com

A INTERNAZIONALE CONTEMPORANEA | 19°– 21° SECOLO

11.00 – 1900 – 1700

World

fiera internazionale d’arte contemporanea, classico moderno & antiquariato | 19° – 21° secolo

MIAMI BEACH (USA) Art Basel december 6-9, 2018 www.artbasel.com

MOSCOW (RUS) Cosmoscow september, 2019 www.cosmoscow.com

NEW DELHI (IND) India Art Fair jan. 31 - feb. 3, 2019 www.indiaartfair.in NEW YORK (USA) Art NewYork may 2-5, 2019 www.artnyfair.com ArtExpo NewYork april 4-7, 2019 www.artexponewyork.com

Affordable Art Fair september 26-30, 2018 www.affordableartfair.com SINGAPORE (SGP) Affordable Art Fair november 16-18, 2018 www.affordableartfair.com TOKYO (J) Art Fair Tokyo march, 2019 www.artfairtokyo.com TORONTO (CDN) Art Toronto october 26-29, 2018 www.arttoronto.ca VANCOUVER (CDN) Art! Vancouver april 25-28, 2019 www.artvancouver.net

Per visualizzare l’elenco completo aggiornato in tempo reale inquadra con il tuo smartphone il codice QR e collegati al sito www.biancoscuro.it/art-fairs

In contemporanea alla più importante

fiera austriaca di auto d‘epoca. BIANCOSCURO

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101 18.09.18 18:44


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Con quell’Essere spiraliforme tra le mani che tentava di uscire dalla sua casa, quando gli ultimi raggi erano sul filo del mare, vidi apparire dall’altra parte di quell’altare un vecchio uomo. Aveva corti capelli del colore dell’oro, profonde rughe, occhi azzurri che spiccavano sulla carnagione olivastra e tratti tipici di quegli abitanti. Chinandosi verso di me, mi appoggiò sul capo una corona di fiori che aveva raccolto dal centro dell’ahu. Stranamente lo lasciai fare, non mi spaventava, aveva un atteggiamento molto femminile. L’aria profumava delle tiaree, così intensamente da farti sentire all’interno di un eden primordiale. Dopo attimi di silenzio, sedendosi iniziò a parlare: “I nostri Avi, attraverso i Tahu’a offrivano agli Atua degli oggetti, per ottenere Mana, perché essa è parte degli Atua. Ed è la Forza che sovrintende tutte le cose, proveniente dall’unico Essere che tutto ha generato: Ta’aroa Dangma. Essa era, ed è, in Ta’Abzu, ma ora è anche qui, nella sua prima Terra TU, il suo luogo naturale. Per fare questo serviva, e serve, un Marae, come quello davanti a noi, un cerchio di pietre coralline con disposti al suo interno dei doni: una conchiglia, una farfalla, dei fiori e la forte presenza dell’acqua. Da qui possiamo anche osservare i moti ciclici del Sole, della Luna e delle stelle, sai ci indicano qualcosa di molto importante... Tu sei una viaggiatrice dello Spazio-Tempo e se vuoi ti farò da guida per i prossimi giorni.” Assonnata e frastornata, annuendo con la testa accettai, l’appuntamento fu per la mattina seguente. L’indomani trovai quell’uomo ad aspettarmi davanti al villaggio e iniziammo l’esplorazione delle Isole, da quel momento i miei occhi videro con una luce diversa le cose della realtà. Iniziai a trovare le prime risposte a quelle domande, prodotto della curiosità, dell’intelligenza e di quella lontana vicenda…

Eravamo di fronte a un Terrazzamento Piramidale, mentre il sole scendeva all’orizzonte e si specchiava nei profondi occhi neri della donna che era di fianco a me. Prima di andarsene, spostando i suoi lunghi e lucenti capelli corvini mi lasciò nelle mani un dono: una conchiglia a forma di cuore. Ancora annebbiata dalla differenza del fuso orario non compresi immediatamente l’importanza del gesto. Mi disse: “Bienvenue dans la dernière terre, una guida ti accompagnerà a visitarla aspettala qui, fra poco conoscerai la tua Kahuna.”

Laggiù, nel triangolo della terra degli uomini, nell’Oceano Pacifico con ai suoi vertici la Nuova Zelanda, le Hawaii, l’Isola di Pasqua, e nel mezzo gli Arcipelaghi Polinesiani: anni fa ne sedevo quasi al centro, ero all’Arahurahu marae a Tahiti. Luoghi in cui i nostri antichi antenati, attraverso i moti ciclici del Sole e della Luna, ci indicarono qualcosa di molto importante. Ma erano così diversi da ciò che siamo oggi? E quali erano stati i loro percorsi per arrivare qui? Qual’era il senso del loro Vivere che ci hanno tramandato?

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[7ª puntata]

nel cuore del mito di Paul Gauguin

Oceano Pacifico: il Triangolo della terra degli uomini

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L

a Polinesia Francese è formata da cinque arcipelaghi di 118 Isole, di origine vulcanica o corallina (atolli), qui citerò solo quelle indispensabili al racconto: le Isole della Società, definite del Vento (Tahiti, Moorea e Tetiaroa) e quelle Sottovento (Raiatea, Bora Bora e Maupiti); le Isole Tuamotu (Fakarava, Rangiroa, Aho); le Isole Australi (Rapa Iti), le Isole Marchesi (la terra degli uomini: Hiva Oa, Nuku Hiva) e le Isole Gambier (Moruroa, Marutea). Se volete le solite informazioni, vi consiglio di guardare le guide turistiche, noi qui introdurremo l’Origine del mito, quello sopravvissuto nella sua vergine natura e tramandato verbalmente tramite la corda della saggezza Aka. Le prime oratrici Kahuna parlavano sottovoce di IAO o IO ovvero la realtà, chiamata anche Ala il percorso, intrecciata dalla corda Aka che mette in relazione e lega le cose a Lei intrinseche, che poi si manifestano. Per i popoli del Pacifico esiste un codice fondamentale: l’Aka, che è all’origine di tutte le dimensioni Spazio-Temporali della Realtà e nel quale fluisce il Mana A e I, la forza vitale del Bi-Uni-Verso. Il codice è un mezzo: fili cavi attraverso cui scorre all’infinito la fonte. Ad ogni nodo delle trame intrecciate, questa forze prendono forma, un “io”. Un nodo, equivale ad un punto, più punti formano il Libro – Codice, le parole della Terra. Quella scrittura creativa (CreAttiva) simbolica, per connettere, comunicare, e quindi essere, la troviamo anche in Africa presso il popolo Lega del Congo, per loro è la Corda della Saggezza, chiamata Mutanga). Per noi, è quel filo presente in ogni mia opera. Per restare in tema, ricordo che negli articoli precedenti abbiamo già introdotto vari Punti, oggi inseriremo il 10 Punto di questa nostra linea Aka: “Il Mito è arte, non è una religione, ma una concezione storica. La religione è una fede ed è sacra, intoccabile e personale. Diversamente la mitologia è un racconto tramandato verbalmente di fatti accaduti e riguarda la collettività. Viene presa in visione dal metodo scientifico, ovvero dalla comparazione e dalla confutazione per diventare realtà. Sono due cose

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diametralmente diverse e non vanno confuse.” Nella cultura polinesiana, nonostante i divieti dati dai conquistatori che importarono la civilizzazione, il mito venne tramandato dalla sua nascita da madre in figlia (come molte culture Africane), e tuttora, se non nascono femmine in famiglia, il primo nato è allevato come tale. Solo in un secondo tempo si narra furono passate da Padre in Figlio. Oggi è un sapere, considerato storia dai locali, quindi per loro è molto più di una credenza personale. Attualmente si esprime nelle loro usanze quotidiane e viene mostrato ai turisti con fiera identità. Narrano attraverso la cultura dell’arte una storia dimenticata ed uniscono la singolarità con la pluralità dell’esistenza. Nel corso del tempo, questa antica saggezza ispirò numerosi artisti del vecchio mondo diventando parte integrante delle loro produzioni artistiche simboliche. Questo avvenne per il pittore francese Paul Gauguin, il quale trascorse una parte della sua vita in Polinesia, prima sull’isola di Tahiti poi in quella di Hiva Oa, in cui trapassò nel 1903 alla giovane età di 55 anni. Ma cosa colpì, realmente, nel profondo, Gauguin? Come prima meta ci recammo al museo a lui dedicato a Tahiti, immerso nel verde di bellissimi giardini botanici. La differenza tra un turista ed un viaggiatore si gioca sempre nella visita agli istituti culturali territoriali. Qui gli aspetti di vita delle popolazioni locali sono rappresentati da antichi reperti, in particolare dai Tiki e tra alcuni documenti originali di Paul Gauguin (in uno dei suoi schizzi trovai aspetti simbolici rilevanti, che ritroviamo nelle pitture rupestri in ogni angolo del mondo). La tipicità di questo storico artista era nella sua capacità di cogliere l’istante transitorio della realtà, attraverso un simbolismo ancestrale che ne raccontava la trasformazione del suo divenire. Colse l’ingegno registrativo impressionista da cui era partito, per poi filtrarlo e trasformarlo, ampliandolo, nella sintesi delle emozioni che creano il racconto della storia, divenendo un precursore del fauvismo e dell’espressionismo di quella libertà che porterà alle avanguardie. È evidente che fu in queste terre che trovò l’ispirazioPolinesia © Photo by Adele Arati

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ne simbolica che lo portò lontano, negli ultimi anni spesso ammetteva: “La civiltà mi sta lentamente abbandonando.” Ma che valenza ebbe al fine della sua realtà, l’incontro con le culture polinesiane, fino a condurlo a trapassare a Hiva Oa ? Molto significativa è la sua opera “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, 18971898, un olio su tela, oggi al Museum of Fine Arts, di Boston, in cui lasciò dipinto ciò che non si poteva dire con le parole. Nel 1901 in quell’ultima isola a circa millequattrocento chilometri a nord-est di Tahiti, scrisse ininterrottamente, dando vita a testi che non solo spiegavano gli intendimenti dei suoi dipinti, ma che definivano il mito incontrato laggiù. Parole che andarono distrutte alla sua morte, anche se i simboli parietali preistorici, le sue Opere e i Tiki rimasero intatti.

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A sinistra, Adele Arati dopo l’incontro con la sua Kahuna.

[...] continua sul prossimo numero di BIANCOSCURO

Testi LiberaMente tratti dai miei Futuri Romanzi Fanta ma Scientifici e dalle mie Opere; il racconto è inventato, il mito è quello ascoltato dai locali e i riferimenti scientifici sono reali.

Poi la guida mi portò laggiù a Hiva Oa a visitare i Tiki, e navigando in un mare cristallino, sostando lungo le barriere coralline, accompagnata da Emiri e dalla mia conchiglia, andammo verso qualcosa d’inaspettato… Adele Arati

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Fernand Greco Un “clin d’oeil” alla nostra rivista: la nuova serie di opere intitolata BIANCOSCURO

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e esporrà per la prima volta a Montreux: le opere della serie “BIANCOSCURO”, così intitolate per rendere omaggio alla nostra rivista. Fernando ha, come si dice in Francia, fatto un “clin d’oeil” alla nostra pubblicazione, creando opere pittoriche e scultoree con un tema comune che riprende il nostro nome. Nome sul quale Greco ha ragionato parecchio, arrivando alla conclusione che : “lI mondo è davvero così: biancoscuro!”. Fanno parte di questa nuova interessante serie, anche opere scultoree monumentali, tuttora in lavorazione e quindi, come ama dire l’artista “ancora nella sua officina creativa”. Della sua tesi di laurea sul tetano per il Dottorato in medicina, ha mantenuto la passione per i vecchi arnesi arrugginiti ai quali riesce a dare nuova vita, creando in questo caso opere a volte nere, a volte bianche, che con un sagace gioco d’ombre creano seconde opere che si proiettano a seconda dell’illuminazione. Greco fonde conoscenze, linguaggi, forme artistiche in un unico calderone e da questo estrapola arte unica, la sua, ed è per questo che in queste opere emerge la sua passione. L’utilizzo del solo colore nero sul fondo bianco per realizzare queste opere vuole essere d’incoraggiamento alla nuova generazione, a non aver paura del colore. Vincenzo Chetta INFO fernand.greco@wanadoo.fr http://fernandgreco.weebly.com Le opere di Fernando Greco sono in permanenza presso: Galerie BOST - Valence (Francia) Baz’art des mots - Hauterives (Francia) Ets Bonhomme - Montélier (Francia) La Gazzetta - Grenoble Voiron (Francia)

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Karin Monschauer: matematicità La sua Arte sarà in scena al MAG 2018

É

stato un 2018 artisticamente denso e pieno di soddisfazioni per la talentuosa Karin Monschauer. Mostre e riconoscimenti di pregio, la vittoria al BIANCOSCURO Art Contest 2018 nella sezione grafica, e ora una grande esposizione al MAG di Montreux dal 7 all’11 novembre. La sua Arte digitale si sta imponendo nella società artistica, facendo dimenticare, anche ai più tradizionalisti, le consuete sterili critiche sul mondo della digitalArt, ormai consolidata nel panorama artistico internazionale. C’è da dire che ci sono tanti modi per affrontare l’arte digitale, e se ai più superficiali osservatori sembra una tecnica “facile”, posso assicuEnglish info

K

arin Monschauer was born in Luxembourg in 1960 and is passionate about embroidery. In 1988, she began creating polychromatic geometric compositions on canvas with the art of embroidery. In recent years, she abandoned the half cross stitch technique to devote herself to digital art.

rare che non lo è affatto. Nulla nasce dal caso, come non è casuale il paesaggio ritratto ad olio, non lo è neanche un’opera matematica creata con un medium digitale. Dietro l’espressione di Karin, ci sono anni di studi in campo scientifico-matematico ed una grande esperienza nel creare, concretamente, trame e orditi. Osservando le sue opere, si notato immediatamente queste due sue caratteristiche principali; lascia che il suo subconscio elabori intricatri intrecci di colore (scelti, non casuali), campiture piene e decise dalle forme altrettando determinate. La sua creatività matematica sfocia quasi nel Pop, soprattutto in alcune sue opere dal ritmo definito e ripetitivo: un plotone di forme geometriche che marcia, a volte verso il centro, a volte verso i lati, confini dell’opera stessa. Sembra quasi di vederli muovere, all’unisono, questi segni colorati pieni di vita (propria). In opere come “Vortice”, la ripetività della forma non trasla in un moto a luogo, ma gira su stessa, creando una girandola, un vortice, di colore, che implode naturalemente in un centro gravitazionale. Anch’esso, matematico. Vincenzo Chetta

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[1] Karin Monschauer - Vortice arte digitale su tela, 2018, 90x90 cm.

INFO Facebook.com/KarMonArtista www.karinmonschauer.ch

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[2] Karin Monschauer - Senza titolo arte digitale su tela, 2018, 50x50 cm. [3] Karin Monschauer - Senza titolo arte digitale su tela, 2018, 50x50 cm.

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Antonio Melchiorre - STUDIO D’ARTE MELCHIORRE - VIA ROSSINI 45/A - PUSIANO (CO)


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Tina Lupo Il sottile gioco della Simbologia

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’è un metodo che più di altri riesce a conseguire il massimo avvicinamento fra arte e misticismo esoterico. È quello di tenere, quanto più ampio possibile e mobile, il campo semantico che intercorre fra la forma che significa e ciò che, attraverso tale forma, può essere significato. Tutta la produzione artistica di Tina Lupo, che si manifesti in pittura o in scultura, dove probabilmente ha conseguito i suoi esiti maggiori, mi sembra configurata come una persistente, instancabile simbologia di carattere religioso. Quale religione, ci si chiederà? E qui che comincia il gioco imbastito dalla Lupo; nessuna in particolare, oppure tutte quante, intendendole nel senso generico di qualsiasi anelito spirituale che il genere umano rivolga in direzione dell’assoluto. Quali simboli allora? Anche in questo caso, nessuno più lecitamente di altri. Piuttosto, tutti quelli a cui, in combinazione più spesso che isolatamente, l’artista riconosce la possibilità di esprimere quell’anelito dell’umanità a cui prima si è alluso. Basta vederle, però, le creazioni immaginifiche della Lupo, figlie allo stesso modo dell’archeologia più arcana come del Primitivismo simbolista o

Tina Lupo - “Gli Sposi e il corteo” - 1990

del Surrealismo, provenienti da un atelier che potrebbe assomigliare all’antro di un mago o alla cella di un supremo sacerdote in cui l’artista per rendersi conto che una precisa religione, in quelle opere, esiste. È quella che crede non tanto all’impianto ideologico di cui la Lupo si serve, per esempio, nell’elaborazione del ciclo Cosmos Cronos (la rivelazione di un ordine supremo, d’ordine evidentemente divino, del quale si auspica l’affermazione, infrangendo l’attuale tirannia del Caos), ma all’eterna immarcescibile funzione mitopoieuta dell’arte. Laddove insomma, c’è arte ed uno slancio di spirito che lo sottende, c’è la possibilità di riconoscere nella risultanza estetica di tale combinazione, qualora sia in grado di farlo, una proposta di sacralità. La riprova di ciò, è che riusciamo a cogliere perfettamente la sacralità delle opere della Lupo indipendentemente dal fatto di conoscere il presupposto religioso a cui si affidano, scivolando liberamente fra conscio e inconscio, fra storia e metastoria, come la Lupo ci invita a fare, chiedendoci di seguirla nel suo viaggio fra i meandri più intricati della mente. Vittorio Sgarbi

www.kultrunmuseym.it 109


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Odyssee, acrilico, 2014/2015, 140x70 cm.

Sigrun Neumann www.sigrun-neumann-sineu.com

Viaggiatrice tra le culture, ha vissuto in Marocco, Algeria, Tunisia, India, Indonesia, Egitto, Cipro, Francia. La sua arte ed i suoi temi sono ispirati a luce, colori, musica e persone. Per lei, l’arte è interscambio tra le culture ed il loro approccio. Arte a livello degli occhi. “L’arte avvicina le culture degli altri e rende comprensibile lo straniero. L’arte non conosce confini...”

Art not war acrilico - graffitiArt 2015/2016

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Bernhard Witsch The “Rust Baron”, il Barone della ruggine

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e opere saldate e arrugginite di Bernhard Witsch sono un’espressione dei suoi giochi intellettuali all’interno del tema dell’essere umano. L’evoluzione, la sua esistenza, la condotta e tutto ciò che fa, la realtà e i sogni, la gioia e la paura, l’intero spettro dell’essere umano. Witsch, il “Barone della ruggine”, è divertente o serio, ma sempre con un cenno a una creazione. Con dadi, bulloni, piatti e altri piccoli pezzi di metallo, grazie alla saldatrice, crea corpi femminili e maschili, che rimangono incompleti, perché nessun essere umano è perfetto. Con la scultura “Where Are My Ways?” l’artista ha voluto simboleggiare i continui alti e bassi dell’esistenza umana e la ricerca di un’esistenza sicura e significante. “Where Are My Ways?” consiste in un torso femminile incompleto ed un monociclo senza sella, un atto di difficile equilibrio: un essere umano incompleto su un mezzo di locomozione incompleto che affronta una lunga distanza. In questo momento storico, lo sforzo di creare a se stessi un’esistenza sicura e, quindi, il fondamento di una vita sana, è proprio così: doloroso. La ruggine illustra la quantità significativa di tempo che può passare prima che un obiettivo, o le fasi in esso, possano essere raggiunti. La scultura “Where Are My Roots?” simboleggia da un lato, l’essere cosmopolita e dall’altro, il popolo di oggi, privo di radici. Questo, inoltre, pone la domanda: dove abbiamo le nostre radici e dove possiamo o vogliamo metterle? Dove potremo fare i nostri sforzi? Le persone alla ricerca di un solido fondamento dell’essere, cioè “Where Are My Roots?”.

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he welded and rusted works of Bernhard Witsch are an expression of his intellectual games within the topic of the human being. The evolution, its existence, conduct and everything it does, the reality and dreams, joy and fear – the entire spectrum of mankind. Witsch, the “Rust Baron”, is either humorous or serious, but always with a nod to a creation. He pieces nuts and bolts, plates and other small pieces of metal together with the welding equipment, assembling them into feminine and masculine bodies, which remain incomplete, because no human being is perfect. With the sculpture “Where Are My Ways?” the artist wanted to symbolize the constant ups and downs in the human existence and the quest for a secure and meaningful existence. “Where Are My Ways?” consists of an incomplete female torso and a unicycle without saddle. What a difficult balancing act that is: an incomplete human being on an incomplete means of locomotion coping with a long distance. In this day and age, the effort to create oneself a secure existence and, therefore, the foundation of a healthy life is so painful and agonizing. The rust illustrates the significant amount of time that can pass by before a goal, or the stages therein, can be achieved. The sculpture “Where Are My Roots?” symbolizes, on the one hand, the cosmopolitan and, on the other hand, the rootless people of today – depending on your point of view. That, in addition, poses the question: Where do we have our roots and where can we or want to put them down? Where will we make our efforts? People on the search for a sound foundation of being, that is “Where Are My Roots?”.

Penso che l’arte sia molto importante, le persone che la ritengono poco importante non hanno mai provato a vivere senza.

I think that art is very important, people who believe it is unimportant because they have never tried to live without.

Nato il 30 marzo 1961, mi battezzarono senza il mio permesso, ma con piena soddisfazione con il nome “Bernhard Witsch”. Tutto ciò è accaduto a Telfs, dove vivo e lavoro ancora. Ho lavorato per anni come meccanico e, qualche anno fa, ho deciso, di dedicare le mie conoscenze e abilità al metallo e al mondo delle arti. È così che l’Arte è diventata la mia vita e passione. Le numerose mostre nazionali e internazionali mantengono me e la mia creatività sempre pronti all’azione.

Born on 30st March 1961, they baptized me without my permission but to my fullest satisfaction to the name of “Bernhard Witsch”. This all happened in Telfs where I still live and work. Talking about work: after many years of machine fitting I decided, some years ago, to dedicate my whole knowledge and skills about metal to the world of arts. This is how Art became my life and passion. Numerous national and international exhibitions keep me and my creativity on my toes.

BERNHARD WITSCH – The Rust Baron Metal Designer Telfs – Austria www.art-by-wb.com

[1] Wedding dress, welded steel disc, 2016 h.160 cm. [2] Horny women, welded steel disc, 2018, h.140 cm. [3] Where are my roots, welded steel disc, 2017, h. 130 cm. At the 57. Biennale Venezia in Palazzo Mora, with Gallerie ArtInnovation [4] Where are may ways, welded steel disc, 2017, h. 127 cm. At the 57. Biennale Venezia in Palazzo Mora, with Gallerie ArtInnovation

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FLORA

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TECHNIQUE,

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L ANGAGE,

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ST YLE...

Mostre recenti

Galleria Farini - Bologna dal 15 al 25 settembre 2018

Mostre in corso 1-8 ottobre 2018 Arthill Gallery - Londra 8-21 ottobre 2018 Gemluc Art - Monte-Carlo 19-21 ottobre 2018 Arte Milano Factory - Milano 3 novembre-2 dicembre 2018 Grandes signatures Beaux Arts du midi dela France - Villemur sur Tarn (France) UNIVERS GALACTIQUE 3 - tecnica mista su tela, 116x80 cm.

INFO www.flora-artiste-peintre.fr 112

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Wolfgang Müller

Symbiose - olio su tela - 2011 - 80x65 cm.

L’Artista nel suo atelier

Selektion - olio su tela - 2016 - 100x120 cm-

w w w. w o l f g a n g - m u e l l e r- a r t . d e


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Glenda Safonte Ecco la vincitrice del Cuore d’Artista

G Sotto: il momento della premiazione e l’opera vincitrice del concorso Salvami olio su tela, 30x40 cm. In centro: In cerca di luce olio su tela A destra: In cortile olio su tela, 50x70 cm.

lenda Safonte, pittrice autodidatta, nasce in provincia di Caltanissetta negli anni ‘70, città nella quale ancora vive e lavora. Anche se attratta dall’arte e dal disegno sin dall’infanzia, non ha mai frequentato scuole o ambienti legati al mondo artistico, ma l’innata passione non l’ha mai abbandonata. Innamorata del colore, è sempre alla ricerca di una tecnica esclusiva, personale, ma sarà solo nel 2015 che Safonte trova modi e tempi per affacciarsi al mondo con la propria vena artistica. Inizialmente infatti, si è approcciata alla pittura, vivendola come un fatto privato durante il quale, estraniandosi dal mondo, perdeva di vista i confini dello spazio e del tempo, dipingendo per sé e basta. Ha poi finalmente deciso di mettersi alla prova in concorsi e mostre, immergendosi nell’arte e nella magia che la circonda, con l’augurio che chiunque, accostandosi alle sue opere, potesse “sentire”, anche se solo per un momento, un’emozione. Dopo la sua prima

www.glendasafonte.it

mostra collettiva “L’arte si Mostra”, svolta a Palazzo Ferrajoli a Roma, ha partecipato al suo primo concorso artistico, “Un cuore d’artista”, svoltasi a Castelbuono questa estate. L’esperienza si è conclusa con un successo, si è classificata infatti al terzo posto. Diverse sue opere sono state selezionate per importanti eventi artistici: a settembre ha partecipato al Festival dell’arte figurativa e dell’iperrealismo; ad ottobre sarà presente alla III Biennale d’Arte Contemporanea a Salerno; e poi la vedremo a “Arte Milano- The factory 2018”, e alla XII Biennale Internazionale d’arte contemporanea a Firenze, del 2019. Chi ben comincia è a metà dell’opera, e Safonte sta l iniziando una carriera di tutto rispetto. s

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SILVIA BATTISTI www.silviabattisti.com

battisti.silviag@gmail.com

Incertezza - 2015, acrilico e metallo su tela, 60x60 cm.

"Come per il lavoro di un alchimista minuzioso e metodico, ma attento anche a non disperdere ogni minimo impulso e sommovimento dell'istinto e dell'intuizione casuale, ecco che sincerità ed autenticità, memoria ed emozione, sono i materiali con i quali si alimenta l'immaginario della nostra pittrice. E grazie ai quali, nella metafora larga consentita dalla suggestività del

gesto creativo, la realtà del nostro tempo, con le sue contraddizioni e le sue incongruenze, ci appare insieme così dolce e così crudele, così semplice e, al tempo stesso, così complessa e inarrivabile, al punto che si ha l'impressione di poterla comprendere, come qui, solo con gli strumenti della poesia." Giorgio Seveso

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Alla ricerca “... dell’improvvisa rivelazione di un istante” La Casa dei Tre Oci rende omaggio a Willy Ronis

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al 6 settembre 2018, l’evento espositivo “Willy Ronis. Fotografie 1934-1998” arriva alla Casa dei Tre Oci di Venezia con la più completa retrospettiva mai tenuta in Italia di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento. La mostra raccoglie un gran numero di

scatti e documenti: complessivamente 120 fotografie vintage accanto ad una decina di immagini dedicate a Venezia, libri e lettere. Della città lagunare, Ronis compone un ritratto rarefatto e poetico; le sue immagini assorbono e restituiscono senza filtri il volto della città. Curata da da Matthieu Rivallin e coprodotta dal Jeu de Paume

di Parigi e dalla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, Ministry of culture – France, con la partecipazione della Fondazione di Venezia, la mostra si concluderà il 6 gennaio 2019. Willy Ronis, esponente della corrente umanista francese, pone sempre, al centro dei suoi scatti, la condizione umana e la semplicità: la vita di tutti i gior-

Willy Ronis - Fondamente Nuove Venise, 1959. Ministère de la Culture - Médiathèque de l’architecture et du patrimoine Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis

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WILLY RONIS Photographs 1934-1998 Venezia, Casa dei Tre Oci 6 September 2018 - 6 january 2019 From 6 September 2018 to 6 January 2019, the Casa dei Tre Oci in Venice will be paying tribute to the great French photographer Willy Ronis (1910-2009) with the most complete retrospective show ever to be held in Italy. Curated by Matthieu Rivallin and produced together with the Jeu de Paume in Paris and the Médiathèque de l’architecture et dupatrimoine, Ministry of culture – France, with the participation of the Fondazine di Venezia, and organised by Civita Tre Venezie, the exhibition will present 120 vintage images, among which about ten previously unexhibited ones devoted to Venice, which will range over the whole career of one of the major interpreters of twentieth century photography and a protagonist of the French humanist tradition together with such masters as Brassaï, Gilles Caron, Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue, and Marc Riboud. Even though never having been codified by a programmatic manifesto, the humanist movement demonstrated its interest in the human condition and the most simple and humble aspects of everyday life in order to discover a universal existential meaning. Through his images, Ronis developed a kind of series of micro-tales, with their starting point in the people and situations found on the streets and in everyday life and that led him to be captivated by reality and to observe the fraternity of peoples. His photos correspond to a certain extent to an optimistic vision of the human condition, Ronis never tried to hide social injustice, and he was deeply interested in the poorest classes. His sensitivity in the face of everyday battles for survival in a precarious professional and social context, reveals that his political convictions as a militant communist led him to active involvement through the production and circulation of images of the workers’ condition and battles. His images and his texts tell of an artist who first of all wanted to explore the world, secretly spying on it, and patiently waiting for it to reveal its mysteries. To his eyes it was more important to receive the images than to go in search of them, to absorb the external world rather than to capture it and, from this point, to construct its story.

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Willy Ronis - Autoportrait aux flashes - Paris, 1951, Ministère de la Culture Médiathèque de l’architecture et du patrimoine - Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis

Willy Ronis - Nu au tricot rayé - Paris, 1970, Ministère de la Culture Médiathèque de l’architecture et du patrimoine - Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis

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ni, le persone e la loro umiltà sono i protagonisti delle sue immagini, fonte di un significato esistenziale universale. Più che catturare la vita con la macchina fotografica, Ronis vuole innanzitutto farla sua, diventandone parte integrante fino a scomparire. “Le mie sono fotografie che potrebbero fare tutti. Io sono un uomo qualunque che va in giro e fissa il riflesso dello spettacolo della strada”, diceva. Quella di Ronis è una una passione profonda per la narrazione aneddotica, sviluppata negli anni andando a caccia di immagini; ed è proprio in tal modo che, nella rivelazione di un istante, un attimo si stacca dal flusso temporale, per diventare... “significato”. Lucia Garnero Sopra: Willy Ronis - Le Petit Parisien 1952, Ministère de la Culture Médiathèque de l’architecture et du patrimoine Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis

A sinistra: Willy Ronis - Usine Lorraine-Escaut Sedan, 1959, Ministère de la Culture Médiathèque de l’architecture et du patrimoine Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis

WILLY RONIS Fotografie 1934-1998

6 settembre 2018 - 6 gennaio 2019 Casa dei Tre Oci, Venezia INFO T. +39.041.24.12.332 info@treoci.org Tutti i giorni 10.00 - 19.00 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

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Un parigino a Pavia 90 anni di Elliott Erwitt

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Elliott Erwitt - USA. New York. 1974 © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

pre il 13 ottobre prossimo la grande mostra celebrativa dedicata a Elliott Erwitt, presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia. Erwitt è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, l’evento è organizzato proprio in occasione del suo novantesimo compleanno. “Icons” (curata da Biba Giacchetti, organizzata e prodotta da ViDi, con Civita Mostre e SudEst57 in collaborazione con la Fondazione Teatro Fraschini e il Comune di Pavia – Settore Cultura, Turismo, Istru-

zione, Politiche giovanili) raccoglie settanta dei suoi scatti più famosi, offrendo così al visitatore uno spaccato della storia e del costume del Novecento, attraverso la sua tipica ironia. Indimenticabili la sua Jackie Kennedy durante il funerale del marito, così come lo scatto di Muhammad Alì e Joe Frazier, o ancora quello del fidanzamento di Grace Kelly con il principe Ranieri di Monaco. Nel percorso espositivo s’incontrano, inoltre, i famosi ritratti di Che Guevara, di Marlene Dietrich e Marilyn Monroe. A Pavia, non manca l’Erwitt più ironico, come testimoniano le immagini

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ELLIOTT ERWITT. ICONS del matrimonio di Bratsk, o quelle dei suoi cani. Chiude idealmente la rassegna una collezione di autoritratti che racconta come il celebre fotografo ami prendersi gioco anche di se stesso, oltre che una sezione con i giornali e le pubblicazioni originali su cui comparvero per la prima volta le sue immagini. Interessante il catalogo edito da Sudest57, con spunti che faranno scoprire alcuni segreti delle immagini di Erwitt. Flavio Ennante

13 ottobre 2018 – 27 gennaio 2019 Scuderie del Castello Visconteo, Pavia INFO T. +39 02.36638600

Maria Cavaggioni

Da martedì a venerdì 10.00-13.00/14.00-18.00 Sabato e domenica 10.00-20.00

Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.scuderiepavia.com

A destra: Elliott Erwitt, USA. New York. 1999 © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS Elliott Erwitt, New York, 1956, American actress Marilyn Monroe © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS In basso: Elliott Erwitt, USA. North Carolina. 1950 © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

La finestra olio su tela, 2018, 70x90 cm.

Non è come pensi,

è come senti.

Senza meta olio su tela, 2016, 60x80 cm.

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maria.cavaggioni@gmail.com 121


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La fotografia è POP

Da documento a opera d’Arte

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a mostra “CAMERA POP. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co” ripercorre la storia della trasformazione del documento fotografico in opera d’arte, giunta al culmine negli anni ‘60. Fino al 13 gennaio, a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, saranno esposte oltre 120 opere tra quadri, fotografie, collages, grafiche, che illustrano la varietà e la straordinaria vivacità di questa grande vicenda. La mostra è curata da Walter Guadagnini (Direttore di CAMERA e grande esperto di Pop Art), è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza; la programmazione espositiva e culturale è, inoltre, sostenuta dalla Compagnia di San Paolo. La Pop Art è stata un fenomeno mondiale, diffusosi molto rapidamente. È sufficiente pensare al più celebre e celebrato rappresentante di questa tendenza, Andy Warhol, le cui opere derivano, per la grande maggioranza dei casi, da fotografie (la celeberrima “Marilyn”, la serie delle “Sedie elettriche”, tutti i ritratti alle celebrità del tempo), e che ha scattato migliaia di fotografie, conferendo alla riproduzione meccanica della realtà un ruolo centrale nella definizione della

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Mario Schifano - Futurismo Rivisitato 1967, spray, smalto su tela e perspex, 110x130 cm. Collezione privata. Courtesy Fondazione Marconi, Milano. Fotografia di Fabio Mantegna © Mario Schifano by SIAE 2018.

sua poetica. Da ricordare che l’opera di Richard Hamilton “Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing” del 1956, che è in mostra, considerata come la prima opera compiutamente Pop della storia, sia un collage fotografico. Così come in Italia il più celebre rappresentante di questa tendenza, Mario Schifano, ha sempre operato attraverso e con la macchina fotografica. Allo stesso tempo, l’affermazione della cultura Pop ha liberato ener-

gie sorprendenti anche all’interno del mondo dei fotografi, che si sono misurati direttamente non solo con il panorama visivo contemporaneo, ma anche con le logiche della trasformazione del documento in opera d’arte. Tra i protagonisti presenti in mostra, oltre a quelli già ricordati, si possono citare gli americani Robert Rauschenberg, Jim Dine, Ed Ruscha, Joe Goode, Ray Johnson, Rosalyn Drexler; gli inglesi Peter Blake, Allen Jones, Joe Tilson, Da-

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vid Hockney, Gerald Laing, Derek Boshier; i tedeschi Sigmar Polke, Wolf Vostell; gli italiani Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Gianni Bertini, Claudio Cintoli, Sebastiano Vassalli e tanti altri. Tra i fotografi, si sottolinea la presenza di Ugo Mulas (a cui viene dedicata un’intera sala, dove sono esposte le serie realizzate negli Stati Uniti e quella della Biennale di Venezia del 1964) e di Tony Evans, fotografo dei protagoni-

sti della Swinging London dei primissimi anni Sessanta. La mostra si avvale di prestiti provenienti da istituzioni italiane e straniere, da collezioni e fondazioni private, in un impegno considerato come il maggiore, in termini organizzativi, affrontato da CAMERA dalla sua nascita ad oggi. Un approccio alla Pop Art da non tralasciare, un progetto espositivo che interesserà anche i più esperti di quella corrente arl tistica. s

CAMERA POP La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co 21 settembre 2018 – 13 gennaio 2019 CAMERA, Torino INFO camera@camera.to Lunedì 11.00-19.00 Da mercoledì a domenica 11.00-19.00 Giovedì 11.00-21.00 Chiuso il martedì Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito

www.camera.to

IMAGINE - 70X120cm - Digital Fine Art Photography Lambda Digital C type Dibond mounting. 2018

Andy Warhol - Marylin Monroe 1967, porfolio di 10 - serigrafia, edizioni da 250. Collezione Lanfranchi, Celerina (CH). © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018.

KHRISSY Photographer

www.khrissyphotography.com


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La fotografia di Scianna Il caos della vita

Non sono più sicuro, una volta lo ero, che si possa migliorare il mondo con una fotografia. Rimango convinto, però, del fatto che le cattive fotografie lo peggiorino.

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l 22 settembre 2018, negli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, si è aperta al pubblico la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra, e organizzata da Civita Mostre. Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento. Scianna è uno tra i più grandi maestri della fotografia, ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie temati-

Ferdinando Scianna

che (l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare)tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In esposizione 50 anni di esperienze: “La memoria” (Bagheria, la Sicilia, le feste religiose), “Il racconto” (Lourdes, i bambini, Kami, il dolore), “Ossessioni” (Il sonno, le cose, uombra, bestie, gli specchi), “Il viaggio” (America, deambulazioni, i luoghi), “Ritratti, riti e miti” (Le cerimonie, donne, Marpessa). L’audioguida (in italiano e in inglese), è realizzata dallo stesso fotografo che racconta in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e non solo. Un vero e proprio racconto parallelo, che consentirà di conoscere da vicino il suo percorso umano e di fotografo. La mostra è corredata da un grande catal logo pubblicato da Marsilio Editori. s FERDINANDO SCIANNA il viaggio il racconto la memoria 22 settembre 2018 – 06 gennaio 2019 Musei San Domenico, Forlì

Da martedì a venerdì 09.30-18.30 Sabato, domenica e festivi 10.00-19.00 Inquadra con il tuo smartphone il codice QR per collegarti al sito www.mostraferdinandoscianna.it

Qui accanto: Varanasi, 1972 © Ferdinando Scianna A destra: New York, 1985 © Ferdinando Scianna

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Prossimamente Picasso. Metamorfosi Gauguin e gli Impressionisti Da Magritte a Duchamp Hokusai Hiroshige

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