importante, dalla semplice ristorazione si passa al concetto di catering, più esclusivo e d’avanguardia. In quegli anni a Milano, Lalla Jucker era la regina indiscussa degli eventi. Non c’era cena importante senza il suo servizio di alta cucina. Guardavamo a lei e al suo lavoro con molta stima e ammirazione. Il nostro riconoscimento è arrivato quando, a seguito di un contest per un esclusivo galà milanese, abbiamo vinto noi rispetto a Lalla Jucker che, in seguito, ci ha definiti suoi adorati e unici rivali.
valori. Le persone hanno iniziato a guardare solo al prezzo a discapito della qualità e del servizio. Persino chi poteva continuare a permettersi servizi esclusivi, si rivolgeva a società che offrivano il prezzo più basso. Un prosperare della non cultura. Un livellarsi a tutto. Iniziava la società del low cost. Noi invece continuiamo a rivolgerci a una clientela molto elitaria, proponendo il bello e tenendo fede ai valori di sempre. Manteniamo da sempre le tradizioni dell’educazione e del savoir faire. Com’è la vostra organizzazione lavorativa?
Abbiamo presentato un modo rivoluzionario di fare cucina, unendo la filosofia fusion a quella mediterranea e portando il finger food, le monoporzioni, agli eventi. Nel 2000 il grande sogno, l’apertura del Reve Cafè, in Via della Spiga a Milano. Un locale dove potevamo esprimere e mostrare a una clientela, piuttosto selezionata, l’arte culinaria di ispirazione fusion.
A livello lavorativo siamo piccoli, nel senso che abbiamo una struttura snella, ma facciamo cose da grandi. Lavoriamo per eventi da 8 o da 1500 persone con la stessa cura e dedizione. Io e Masa siamo gli organizzatori, poi abbiamo uno staff di cuochi fissi e camerieri per ogni evento. Per noi l’ospite è sempre al centro. Si vive dei clienti e della loro piena soddisfazione. L’arte di ospitare ci riporta a riti e modi di una volta, che devono essere mantenuti e tramandati. Ad esempio, si dice “si accomodi” e non “siediti”,” benvenuto” e non “ciao”, ci si rivolge dando del “lei” con rispetto, educazione e discrezione. Il nostro principale obiettivo è quello di mantenere la clientela ed espanderla: nessun cliente deve essere per alcun motivo allontanato o costretto ad andarsene e a non ritornare. A quel punto sapremo, con certezza, di essere degli eccellenti padroni di casa. Il successo allora, continuerà e crescerà sempre di più.
Oltre a essere food and event consulting, proponete anche un Ivan e Masa lifestyle sui social. Che utilizzo fate degli strumenti social? Abbiamo una pagina Facebook dove proponiamo, a scadenza settimanale, “i consigli di Ivan e Masa”. Ciò che mi è sempre piaciuto del “nostro catering” è quella passione, quel trasporto emotivo nella presentazione e nella descrizione dei piatti. Super specializzato nello specifico. Sono instancabile nel comunicare... Su FB e Instagram abbiamo la possibilità di aprirci a un pubblico più ampio, ma chi ci segue è una clientela molto elitaria. Ci rivolgiamo a una categoria di persone che hanno buon gusto e credono a cose vere come la cultura e l’estetica. Siamo stati, e lo siamo ancora, dei pionieri del bello.
Dagli esordi ad oggi, come si è evoluto il business del catering? Nel 2008 con la crisi abbiamo riscontrato un vero e proprio capovolgimento dei
luglio/agosto 2017
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