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Anno XVI / Dicembre 2015 Poste Italiane Spa / Spedizione in A.P. 70% Periodico di finanza, cultura, società ed informazione della Banca di Credito Cooperativo Pordenonese

BCC Pordenonese

> Tempo di riforma - Pietro Roman. > Quale futuro - Gianfranco Pilosio. BCC giovani

> La Consulta dei giovani soci promuove il prestito d’onore. BCC informa

> Online il nuovo sito internet www.bccpn.it. BCC territorio

> I vigili del fuoco a Motta di Livenza. > I primi 50 anni della Casa dello Studente “Antonio Zanussi”. BCC arte

> Calendario BCC Pordenonese Stefano Jus e Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone.


editoriale Il tempo di un Caffè. In queste pagine un viaggio esclusivo dedicato ai soci BCC. Interessante e coinvolgente, un percorso nella realtà sociale del territorio e le sue proposte: la Fondazione ed il suo nuovo Cda, l’assemblea e la festa dei soci, i giovani cooperatori Young Bankers ed il prestito d'onore, il sito internet, gli sportelli intelligenti, ma anche molto altro. Un viaggio che porta i soci nel presente, nel passato, nel futuro, nel mondo dei giovani, dell’innovazione, del digitale, dell’ambiente, della letteratura, dell’arte, della musica, dell’Expo. Un viaggio anche nel passato, in occasione del centenario della prima guerra mondiale.

> PRESIDENTE / Tempo di riforma ................................4 > DIRETTORE GENERALE / Quale futuro ...................5

Un passato di guerra che fino a poco tempo fa, prima della strage di Parigi, qui in Europa consideravamo così distante. E che invece si è ripresentato in una delle sue forme più subdole, il terrorismo. Atti di violenza e crudeltà inaudite compiuti da giovani che hanno massacrato altri giovani più o meno della stessa età, di 19 nazioni diverse. Cinque righe scritte da Eugenia, ventisei anni, una laurea ed una specializzazione a Milano, che spiega come il panorama dei giovani sia cambiato in pochi giorni.

________BCC soci________

Viene in aiuto il senso del messaggio di un giovane padre rimasto con il figlio di 17 mesi dopo aver perso la moglie nella strage al Bataclan. “Non potete costringermi ad odiarvi, perché così l’avrete vinta. E nemmeno potrete costringere mio figlio, che vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai neppure il suo odio”.

> Una grande festa dei Soci BCC Pordenonese ...........10

> Una nuova cornice di regole intorno alla tua BCC .......6 > L’assemblea dei Soci BCC Pordenonese .....................8 > Festa Giovani Soci .....................................................11 > Fondazione BCC Pordenonese rinnova Consiglio di Amministrazione e Organo Direttivo ..................12 > La solidarietà va a scuola Scuola Primaria “D. Alighieri” di Pasiano ..................13 > Milano ed Expo Milano 2015

Marina Stroili

Il Caffè del Nordest Tribunale di Pordenone n. 461 del 23.3.2000 Anno XVI Dicembre 2015

Direttore editoriale - Gianfranco Pilosio Direttore responsabile - Marina Stroili

Impressioni e sensazioni ..........................................14

Redazione - Emanuela Loisotto mail - eloisotto@bccpn.it


la foto nel retro copertina e la presente sono di Lorenzo Franco Santin

______BCC giovani______

> RC auto 2.0 addio tagliando di carta ........................26 > Ristrutturazione digitale del mondo CartaBCC .........28

______BCC sostegno______

> Fondo pensione Aureo .............................................30 > Linea Green .............................................................32

______BCC territorio______ > L’obiettivo comune della Consulta

> Associazzano 2015: insieme si può ..........................56

Young Bankers è Cooperare! ...................................16

> Correre insieme per guardare lontano .....................58

> La consulta dei giovani promuove il prestito d'onore ..17 > BCC Generation - nuove convenzioni ........................18 > La nostra "Mezza" Maratona ....................................20

______BCC informa ______

________BCC arte________ > Anche la cultura diverte, musei e piazze piene .........33 > Pordenonelegge Edizione 2015 ...............................34 > Grest 2015 ...............................................................36 > I vigili del fuoco a Motta di Livenza ..........................38 > Il coro Polifonico S.Antonio Abate ...................40 > Genitori, il docu-film ................................................42 > Convegno territoriale di riflessione e proposta .........44

> Lorenzo Franco Santin - fotografo ............................60

> I primi 50 anni della Casa

> Calendario BCC 2016 Stefano Jus e Giovanni Antonio

dello Studente “Antonio Zanussi"............................46

de’ Sacchis detto il Pordenone .................................62

> Nuovo sportello virtuale 2.0

> La prima guerra mondiale di Fulvio Comin ...............48

San Martino di Campagna .......................................22

> La grande guerra a piedi di Nicolò Giraldi .................49

> Nuovo sportello self-service

> Il salesiano roveredano don Antonio Cojazzi

________inserti________

filiale di Azzano Decimo ........................................23

e la Sindone ............................................................50

> Posso e possiamo dirci fortunati ...........................66

> Online il nuovo sito internet www.bccpn.it .............24

> Giro ciclistico internazionale Regione FVG ....52

> Auguri di Natale .....................................................67

Segreteria di redazione Ufficio Comunicazione & Mktg BCC Pordenonese tel - 0434-636250

Stampa - www.sincromia.it


Pietro Roman / Presidente

Tempo di riforma Cari Soci, Il mondo bancario è in continua evoluzione. I tassi sono ridotti al lumicino, i margini sono sempre più residuali, i nuovi sistemi di pagamento avanzano in maniera pregnante, le modalità di erogazione dei servizi si trasformano inesorabilmente, i modelli di riferimento sin qui conosciuti non sono più adeguati. La Banca Centrale Europea detta regole sempre più articolate e complesse che ricadono pesantemente sulle nostre strutture organizzative. Da un lato siamo impegnati a garantire un sollecito adeguamento alle nuove norme e, dall’altro, a tagliare i costi improduttivi efficientando i processi, assicurando nel contempo qualità del servizio e della relazione. Per l’attesa riforma del Credito Cooperativo, richiesta dall’Unione Europea, è ormai una questione di tempo. Ci auguriamo che il Governo italiano possa, quanto prima, accogliere i dieci punti che sintetizzano la proposta elaborata dal nostro Sistema ed emani il conseguente provvedimento legislativo. Mi preme sottolineare che il primo punto della proposta presentata dal credito cooperativo, che recita “Il Socio BCC al centro”, si pone l’obiettivo di tutelare e promuovere l’identità e il ruolo delle banche di territorio a mutualità prevalente, valorizzando l’art. 2 dello Statuto di ogni BCC, Cassa Rurale o Cassa Raiffeisen, mantenendo, in pratica, nell’assemblea dei Soci di ciascuna BCC il potere di nomina dei membri degli organi di amministrazione e controllo. La nostra banca auspica che il Credito Cooperativo italiano, ed in particolare quello friulano, possa cogliere questa grande opportunità di convergere verso la realizzazione di un Gruppo unico, forte e coeso, capace di competere da protagonista nella nuova scena nazionale ed europea che si sta profilando. Le BCC unite, diventerebbero il terzo Gruppo bancario italiano per volumi ed il primo per apporto di capitale italiano, forti di un patrimonio genetico maturato in 130 anni di storia della cooperazione di credito. Dopo aver condiviso con voi queste mie riflessioni sul futuro del Credito Cooperativo, desidero formulare a voi Soci e ai Vostri cari i migliori auguri per un Natale sereno ed un anno di pace, di speranza e di misericordia.

San Martino al Tagliamento chiesa parrocchiale 1518

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Gianfranco Pilosio / Direttore Generale

Quale futuro Cari Soci, Sta per giungere al termine un altro anno assolutamente complesso che ha visto il susseguirsi di provvedimenti legislativi e di fatti che hanno ulteriormente mutato lo scenario bancario, già provato da tanti anni consecutivi di crisi economica. Anche nel nostro territorio non sono certo mancati gli effetti di questi provvedimenti, basti pensare all’impatto indotto dall’obbligo di trasformazione di alcune grosse banche popolari in Spa o alla difficoltà economica e finanziaria vissuta da Cooperative di Consumo della Regione. La perdurante crisi economica e la riduzione dei margini sono stati sicuramente la causa principale di alcune riorganizzazioni bancarie che hanno visto e vedranno la chiusura di numerosi sportelli e la conseguente grave perdita di migliaia di posti di lavoro. Anche l’organizzazione del territorio sta vivendo un profondo cambiamento caratterizzato dal venir meno del ruolo di riferimento di Istituzioni fino ad oggi riconosciute tali, basti pensare alla Provincia, alla Prefettura, alla Camera di Commercio Industria e Artigianato. È del tutto naturale che l’intera comunità si chieda quale futuro debba attendersi il nostro territorio. Pur in questo contesto istituzionale e competitivo, grazie alla vostra fiducia, nonché all’arrivo dell’attesa Riforma e alla lungimiranza del Credito Cooperativo che ha saputo mettere in campo strumenti di tutela del risparmio della clientela, come il Fondo Garanzia Obbligazionisti, la nostra Banca saprà sostenere un ruolo da protagonista e di riferimento per il territorio. Fermo restando l’attuale organico, proseguiremo nella trasformazione dell’approccio organizzativo, accompagnando gradualmente la clientela più evoluta all’utilizzo prevalente di procedure standardizzate ed automatiche, incrementando in questo modo il tempo disponibile da dedicare alla consulenza ed alla relazione con i soci, i clienti, i fornitori e tutti i portatori di interesse per il territorio. È con questo spirito che mi accingo, a nome anche di tutti i collaboratori, a formulare a Voi Soci e ai Vostri Cari i miei sinceri auguri di liete festività, con la certezza che sapremo ritrovarci nel nuovo anno per ripartire insieme con rinnovato entusiasmo.

Cortemaggiore chiesa dei Francescani 1529 - 30

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BCC soci

Una nuova cornice di regole intorno alla tua BCC

Facendo seguito al decreto Legislativo 16 novembre 2015, n. 180 e cogliendo le raccomandazioni del Governatore di Banca d’Italia la nostra Banca si sta adoperando per informare i propri Soci e Clienti sui rischi e sulle opportunità offerti dal nuovo quadro normativo e del BAIL-IN in particolare. È fondamentale capire che le banche non sono tutte uguali e che è importante prestare maggiore cura ai propri investimenti diversificandoli nel tempo e nello spazio. Premettiamo che il Parlamento europeo con l'emanazione delle direttive DGS (Deposit Guarantee Scheme), BRRD (Banking Recovery and Resolution Directive) e del regolamento SRM (Single Resolution Mechanism) intende costruire nell'Unione Europea un mercato unico dei servizi finanziari che sia efficiente, stabile e protetto. Nello specifico l'Unione Bancaria verrà realizzata e si fonderà su tre pilastri: 1- Vigilanza affidata alla Banca Centrale 2- Regole per gestire l'eventuale crisi di una banca 3- Schema comune di garanzia dei depositi

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Cos’è il BAIL-IN (o salvataggio interno)?

Come sono tutelati Soci e Clienti di BCC Pordenonese?

È uno strumento di risoluzione che permette all’Autorità competente di intervenire in caso di dissesto di un istituto bancario, garantendone la continuità operativa, al fine di salvaguardare l’interesse della collettività e indirettamente dell’intero sistema economico.

Oltre che sulla solidità della propria Banca, possono contare – unici nel panorama italiano – sul Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti fino ad un controvalore di 103.291 euro: i sottoscrittori di obbligazioni del nostro istituto godono di questa ulteriore garanzia.

Perché nasce il BAIL-IN?

Qual è la situazione di BCC Pordenonese ad oggi?

Nel recente passato abbiamo assistito in Europa a numerose crisi di istituti bancari (Dexia in Belgio, Hypo Alpe-Adria-Bank in Austria, RBS in Gran Bretagna, ING in Olanda, ecc.) risolte con l’intervento degli Stati a spese di tutti i contribuenti. La disciplina introdotta con la Direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) vuole rendere omogenee le normative nazionali, ridurre al massimo il rischio sistemico e l'effetto contagio coinvolgendo direttamente gli azionisti e obbligazionisti degli istituti nella risoluzione delle crisi.

Come funziona? In caso di crisi dell’istituto, prima dell’intervento di salvataggio pubblico, sono chiamati a intervenire con una possibile riduzione dei loro attivi, gli azionisti, gli obbligazionisti e i depositanti dei vari istituti nell’ordine appena esposto. Per i depositanti sono garantiti – e quindi esclusi dalla procedura – i primi 100.000 euro. Per questo motivo diventa fondamentale per ogni cliente capire la qualità della propria Banca e farsi seguire da un serio consulente per la diversificazione dei propri investimenti.

I bilanci della Banca e le attestazioni di tutti gli organi di controllo evidenziano la solidità della struttura ed una sana e prudente gestione aziendale. Ci troviamo pertanto in una posizione privilegiata nell’attuale panorama bancario italiano e locale, alquanto complesso e con situazioni talvolta di criticità. I nostri Clienti quindi possono contare sulla trasparenza, sulla solidità patrimoniale, su una adeguata struttura organizzativa ed un altrettanto adeguato sistema di controlli interni.

Quali indicatori ci aiutano a valutare la solidità di una banca? Una banca oggi è ritenuta sufficientemente solida se rispetta alcuni parametri patrimoniali definiti dagli organi di controllo che devono essere comunicati con cadenza trimestrale. BCC Pordenonese a settembre 2015 ha un Total Capital ratio del 13,10% contro un minimo richiesto del 10,1%.

Da quando decorre? La nuova normativa entrerà in vigore dal 01/01/2016.

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bcc soci

Emanuela Loisotto

Fiera di Pordenone

L’assemblea dei Soci BCC Pordenonese Oltre 500 Soci presenti alla scorsa assemblea ordinaria dei Soci della BCC Pordenonese, svoltasi al padiglione 8 della Fiera di Pordenone, per l’approvazione del bilancio.

oltre

500

presenti

2,2

mln di euro

Sono intervenuti oltre 500 soci, che hanno ascoltato la lettura dei dati di bilancio dai quali emerge il profilo di una banca solida e ben radicata nel territorio con 23 filiali, 2 Agenzie, 3 sportelli virtuali distribuiti nel territorio e a disposizione delle comunità. A livello regionale, si conferma prima tra le 15 BCC regionali.

di utili

Il Direttore Generale Pilosio ed il Presidente Roman, hanno ringraziato le molte autorità presenti, fra le quali il Vice Presidente della Regione Fvg, Sergio Bolzonello, il Presidente delle BCC del Fvg Graffi Brunoro, il Presidente Unione Confcooperative di Pordenone Virgilio Maiorano, il Presidente Unione Artigiani Silvano Pascolo ed il Sindaco di Azzano Decimo Marco Putto. Le diverse autorità, in particolare il Vice Presidente della Regione Bolzonello, hanno sottolineato l’importante ruolo di Partner di riferimento locale e regionale svolto in questi anni dalla Banca, che, nonostante la crisi, ha sempre cooperato a fianco delle istituzioni sostenendone la progettualità a beneficio del territorio e dell’economia reale. ”Ogni volta che la Regione o i territori hanno avuto necessità, BCC Pordeno8

nese è stata presente e concreta” ha concluso Sergio Bolzonello. Il Presidente Roman, dando lettura della relazione degli amministratori, ha evidenziato come l’operato della Banca abbia saputo attrarre nuovi clienti e soprattutto i giovani: +5% la raccolta da clientela, 459 nuovi soci e quasi 800 nuovi conti BCC Generation aperti negli ultimi due anni, per un utile di circa 2,2 milioni di euro. Numeri che parlano da soli e testimoniano la capacità della Banca di interpretare le nuove esigenze, in termini di prodotti e servizi, espresse dalla clientela e dalle imprese. I 2,2 milioni di euro di utile sono stati accantonati a riserva Legale per l’80,09%, mentre il 3% sono stati appostati al Fondo per lo

sviluppo della Cooperazione e 380 mila euro sono stati destinati al Fondo di beneficenza per consentire la prosecuzione dell’opera di sostegno alle iniziative locali di interesse sociale, culturale ed assistenziale anche tramite l’azione della “Fondazione Banca di Credito Cooperativo Pordenonese”. Il Vice Presidente Walter Lorenzon ha sottolineato il forte impegno sociale della Banca realizzato con ben 834 mila euro di contributi erogati. Complessivamente sono state sostenute 544 iniziative, distribuite fra Culto e Religione, Cultura ed Arte, Istituzioni locali, Assistenza, Scuola Università Lavoro, Sport e Ricreazione Volontariato Sociale, spesso dando un contributo anche progettuale e organizzativo.


834.000 euro

544

inizitive

contributi erogati

sostenute

L’intervento nel sociale è stato ulteriormente approfondito dal Presidente della Fondazione BCC Pordenonese, Giancarlo Zanchetta che ha esposto una breve panoramica delle attività sviluppate nel triennio e che hanno riguardato in prevalenza, progetti di assistenza agli anziani e persone in stato di disagio, istruzione e formazione dei giovani, interventi nelle scuole, interventi in campo sanitario, sostegno alla ricerca sulle malattie rare, contributi per l’acquisto di strumentazione tecnico sanitaria, sostegno alle nuove povertà alimentari e sociali del nostro territorio.

Il Vice Presidente Giuseppe Amadio ha sottolineato che l’orientamento strategico aziendale di fondo, si sostanzia in un’operatività volta a qualificare l’Azienda come Banca di relazione, Banca di comunità e del territorio, Banca sociale, ovvero una Banca al servizio delle persone, delle loro famiglie, delle loro imprese, della loro comunità, del loro territorio.

Alla luce di questa consapevolezza, ha evidenziato il Direttore Generale Pilosio, la Banca sente la necessità di realizzare una transizione marcata “da Banca di transazione a Banca di relazione”, attraverso una rivisitazione qualitativa e quantitativa della struttura organizzativa e azioni sviluppate in un’ottica di personalizzazione del servizio e qualità della relazione. Fra i punti all’ordine del giorno anche la nomina di un Sindaco effettivo e quella di un Sindaco supplente e sono risultati nominati il dott. Bernardi Vasco quale sindaco effettivo e il dott. Bressan Andrea quale sindaco supplente.

LA CONSULTA DEI GIOVANI SOCI “YOUNG BANKERS” Ampio spazio è stato riservato alla consulta dei giovani soci Young Bankers, presentata dalla referente Elisa Zanol, che ha dato la parola ai vari coordinatori interni. I Soci presenti hanno potuto apprezzare la valenza della progettualità dimostrata dai giovani Soci, impegnati su più fronti a realizzare opportunità e vantaggi concreti per i loro coetanei. Oltre ai referenti, Giulio Kowalski e Silvia Pivetta, Federico Martin, Chiara Manassero e Nicole

Zangrando ai singoli progetti hanno collaborato anche Viviana Ravagnolo, Giacomo Roman, Luca Del Ben, Luca Buttignol, Davide Piovesana, Giulia Chiarottin, Martina Modolo e il giovane Consigliere Alessandro Moro.Chi desidera essere aggiornato sulle attività della consulta, può visitare il sito www.young-bankers.it e la pagina facebook/Young Bankers o scrivere a youngbankers@bccpn.it.

SPECIALE RICONOSCIMENTO A OLTRE 100 SOCI L’assemblea è stata anche l’occasione per festeggiare insieme i 35 anni di adesione al Credito Cooperativo di ben 100 soci entrati nella compagine sociale delle Casse Rurali ed Artigiane di Azzano Decimo e di Pravisdomini,

nell’anno 1979, che sono stati invitati sul palco dove il Presidente Pietro Roman e il Direttore Generale Gianfranco Pilosio, insieme agli amministratori della BCC Pordenonese, hanno consegnato loro uno speciale riconoscimento.

Andreatta Giuseppe, Anodal Silvano, Bampo Maria Grazia, Bariviera Agostino Paolo, Belluz Antonio, Belluz Luigi, Bottos Valentino, Boz Claudio, Buttignol Antonio, Carli Gianfranco, Casonatto Maurizio, Casonatto Michele, Cella Renata, Ceolin Lucia, Chittaro Niveo, Coden Remo, Da Riol Maria Luisa, Del Bel Belluz Lino, Del Rizzo Isidoro, Dolcetti Corrado, Facca Maurizio Antonio, Furlanis Bruno, Giordano Sergio, Innocente Gino Vincenzo, Lorenzon Attilio, Lorenzon Carmelo, Lorenzon Rino, Lovisa Anna, Lovisa Sante, Lucon Augusto Enrico, Mascarin Gianni Giacomo, Maschietto Luigino, Mazzetti Arturo, Moretton Arnaldo, Pascot Bruno, Paviotti Remo, Plati Berardino Giuseppe, Presacco Claudio, Salvador Bruno Gino, Santarossa Eugenia, Stecca Maria, Trevisan Oscar, Valvasori Luciano, Vazzoler Angelo, Viel Silvio, Villanova Eugenio, Zanon Giuliano, Basso Angelo Primo, Corazza Piergiorgio, Cozzi Franco, Cuzzolin Romeo, De Bortoli Alberto, Doriguzzi Toia Renzo, Lena Rita, Marson Giuseppe, Mior Giovanni, Panighello Renzo, Peron Giovanni, Presot Aldo, Travanut Mauro, Trevisan Mario, Visintin Bruno, Andreatta Valentino, Bariviera Giuseppe, Bet Antonio, Boatto Maria Grazia, Burigat Rino, Chiarot Giselda, Del Col Giordano, Facca Fabio, Innocente Ivano Pietro, Moret Enore, Moret Mario, Pasut Giorgio, Peloi Liviana, Sist Rita, Turin Luigi, Zuccato Claudio, Bettin Zeno, Bottos Giannino, Dal Ben Rinaldo, Roman Aldo, Roman Osteno, Roman Pietro, Toniolo Franco, Paludet Bruno, Pizzinato Bruno, Stabile Rocco, Milanese Loris, Buriola Roberto, Gabbana Paolino, Marson Giuseppe, Marzinotto Luigi, Strasiotto Giovanni, Tumiotto Giorgio, Vendrame Mario, Zotto Giovanni, Toniolo Mario, Bottos Pietro, Borean Elio. 9


bcc soci

Emanuela Loisotto

Una grande festa dei Soci BCC Pordenonese sabato 16 maggio 2015 Fiera di Pordenone

oltre

3000 persone presenti

La festa del Socio è, un’occasione speciale molto attesa e sentita dalla BCC Pordenonese e sempre più anche dai Soci, perché rappresenta un momento di incontro e di festa tra persone che credono nei valori del credito cooperativo. Oltre 3000 persone, tra soci, famigliari e giovani, sono state accolte in un clima di gioiosa vitalità nei padiglioni del complesso fieristico di Pordenone festosamente allestiti per l’occasione. Anche quest’anno la Pro Loco di Taiedo e la Pro Loco di Cecchini hanno garantito un servi10

zio di ristorazione esemplare, celere e molto ben organizzato, grazie all’operosità di oltre 250 volontari cordiali e sorridenti, attenti alle esigenze di tutti gli ospiti. Lunghe tavolate hanno accolto persone di tutte le età per una cena informale, che seguiva la sorprendente e riuscitissima parentesi del “brindisi di benvenuto”, novità di quest’anno, sapientemente preparata con prodotti lattiero caseari dalla Latteria di Taiedo. Momento fortemente voluto dal Consiglio di Amministrazione quale ulteriore segno di attenzione e di coinvolgimento verso i Soci, veri protagonisti della cooperativa di credito.


Festa Giovani Soci

Molto ben riuscita anche la festa dei giovani Soci, rallegrata dal divertente intrattenimento del gruppo BaccoxBacco e dal contagioso entusiasmo dei giovani della consulta Young Bankers. Un’occasione per rafforzare i legami esistenti e crearne di nuovi, per condividere idee e raccogliere spunti per nuovi progetti, per sentirsi parte di una Banca cooperativa locale che offre spazio ai giovani perchÊ crede in loro. www.young-bankers.it 11


bcc soci

Didier Regini

Fondazione BCC Pordenonese rinnova Consiglio di Amministrazione e Organo Direttivo Dopo il primo triennio di vita la Fondazione BCC Pordenonese ha provveduto nei giorni scorsi a rinnovare i propri organi operativi come previsto dal proprio statuto. Il primo passo è stata la nomina dei componenti dell’Organo di Indirizzo da parte del socio fondatore che è la BCC Pordenonese e la successiva scelta dei membri rappresentanti la Provincia di Pordenone, il Comune di Pordenone, il Comune di Azzano Decimo, il Comune di Pravisdomini e il Comune di San Quirino. In tutto una compagine di 25 persone che hanno eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale e individuato i settori di intervento per il prossimo triennio che sono: 1. Assistenza agli anziani e alle persone prive in tutto o in parte di autonomia, anche mediante il sostegno ad istituti o istituzioni con

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specifiche finalità assistenziali, inclusa l’accoglienza residenziale; 2. Educazione, istruzione e formazione 3. Volontariato 4. Crescita, promozione culturale e formazione dei giovani; 5. Promozione e valorizzazione del territorio; 6. Disponibilità ad accettare il trasferimento alla Fondazione delle attività attualmente svolte dall’Associazione San Pietro Apostolo qualora ciò sia richiesto e possibile; 7. Salute Pubblica e Ricerca Scientifica; 8. Partecipazioni in istituzioni finanziarie anche internazionali con finalità di solidarietà e miglioramento delle condizioni sociali delle comunità locali.

Da sottolineare che da parte di tutti i componenti facenti parte di ogni organo della Fondazione BCC Pordenonese è stata espressa la volontà di rinunciare a qualsiasi gettone di presenza e di prestare la propria opera gratuitamente. Il Consiglio di Amministrazione composto da Caretta Giovanni Umberto, Casonatto Moira, De Carlo Giancarlo, Fantin Pietro, Pilosio Gianfranco, Verona Mauro e Zanchetta Giancarlo ha subito provveduto a nominare alla presidenza, per il secondo mandato consecutivo, il dinamico sig. Zanchetta supportato dal vice presidente sig. Verona. Riconfermato da parte dell’Organo di Indirizzo anche il Collegio Sindacale con Stefano Zigante presidente, Fabio Favaro e Valerio Pellegrini.


Scuola Primaria "D. Alighieri" di Pasiano

LA SOLIDARIETÀ VA A SCUOLA Nel nostro Paese l'integrazione dei bambini disabili è fiore all'occhiello. Infatti, attualmente l'Italia è l’unico paese in Europa che prevede l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap nelle sezioni e nelle classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado. Tale diritto è sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana e la sua attuazione è iniziata sul finire degli anni sessanta grazie alle sollecitazioni che pervenivano dalle famiglie degli alunni disabili. L' Itala può vantare di un 'esperienza di ormai trent'anni in questo campo a parti re dalla prima legge datata 1971 fino ad arrivare a quella più attuale, la Legge Quadro 104 del 1992. Nell'ottica dell'integrazione i l contesto scuola, insieme ai suoi diversi protagonisti, dovrebbe

essere un ambiente in grado di rispondere ai bisogni di tutti i bambini e in particolare dei bambini con bisogni speciali. Purtroppo i buoni propositi insiti nelle leggi devono fare i conti con ostacoli di vario genere. È il caso di Thomas un alunno speciale frequentante la Scuola Primaria "D. Alighieri" di Pasiano che ha bisogno di essere accudito nelle sue esigenze fisiche. Fino ad oggi l'attività di care è stata sempre garantita anche se in condizioni non idonee in termini di sicurezza. Considerati i continui e maggiori bisogni di Thomas e la carenza di aiuti statali, i l dirigente dell'Istituto Comprensivo "Cardinal Celso Costantini" di Pasiano, dott. Malachin Maurizio, si è prontamente adoperato per migliorare i l benessere del bambino e ha contattato la Fondazione BCC Pordenonese

presentando la problematica. Tale fondazione, infatti, persegue come obiettivo il miglioramento delle condizioni morali, culturali, psicofisiche, ambientali ed economiche delle persone appartenenti alle comunità locali attraverso i l sostegno di varie iniziative tra cui quelle relative alla salute e all'assistenza e ha fornito all'LC di Pasiano, in comodato d'uso, un lettino confortevole che è stato collocato in una stanza della Scuola Primaria di Pasiano. L'ausilio è arrivato verso metà ottobre e permetterà agli adulti che si occupano del bambino di lavorare in sicurezza e a T. di avere un presidio plurifunzionale adatto alle sue esigenze. La diversità all'interno della scuola rappresenta una sfida che coinvolge tutti i principali agenti di cambiamento. In questo caso c'è stato un buon lavoro di rete tra dirigente scolastico ed enti del territorio. Anche la famiglia è riconoscente verso tutti coloro che si sono adoperati per l'acquisto del lettino. Siamo sempre più convinti dell'importanza delle associazioni di volontariato che arrivano con impegno e gran cuore laddove la macchina burocratica si inceppa per garantire, come in questo caso, una positiva e piena integrazione.

www.fondazionebccpn.it

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bcc soci

Donatella Toppan con la collaborazione di Matteo Di Doi e Paola Della Rosa

Milano ed Expo Milano 2015 Impressioni e sensazioni

Appena lanciata la notizia del viaggio a Milano per visitare l'Expo a fine giugno le prenotazioni sono arrivate veloci ed in poco tempo abbiamo esaurito tutti i cinquanta posti, ma lo stesso è avvenuto per la visita di luglio e identico copione si è ripetuto per il viaggio organizzato a fine settembre. I nostri soci hanno ben rappresentato la curiosità e la voglia di "esserci" in questa Esposizione Universale il cui tema era "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Curiosità e voglia di esserci che hanno accomunato oltre 21 milioni di visitatori che hanno percorso il cardo ed il decumano nei 184 giorni di apertura dell'Esposizione. Dopo esserci organizzati un percorso ideale ci siamo presentati di buon ora ai tornelli ed è 14

iniziato il nostro "viaggio virtuale" in padiglioni di paesi che molti di noi non visiteranno mai, ma nei quali abbiamo avuto modo di vedere usi, tradizioni alimentari, caratteristiche dei sistemi agricoli e di pesca di popoli lontani, di distribuzione dell'acqua in paesi dove questa risorsa è "l'oro azzurro" o dei sistemi di approvvigionamento e di distribuzione delle derrate alimentari di paesi come il Qatar dove l'80% degli alimenti viene importato dall'estero. Durante la visita abbiamo avuto modo di prendere contatto e conoscenza di ambientazioni, notizie, informazioni molto varie e diversificate: dalla rete "solidale" del padiglione del Brasile alle coltivazioni con irrigazione a goccia di Israele; siamo rimasti affascinati dalle forme desertiche del padiglione degli Emirati all'interno del quale abbiamo potuto osservare i plastici delle

gigantesche e complesse opere realizzate in questo paese per sopperire alla scarsità d'acqua; abbiamo avuto modo di ascoltare dalle brave hostess del Kazakhstan l'evoluzione della regione del Mare d'Aral con la ruota del tempo che ben illustrava il disastro ecologico avvenuto negli ultimi 4 decenni con il prosciugamento di questo Mare a vantaggio della steppa circostante, la più grande steppa secca del mondo; abbiamo visto le tecniche adottate per estrarre le uova dagli storioni senza ucciderli ed assaggiato "il kumis", latte di giumenta fermentato, tipica bevanda kazaka. Affascinante il padiglione del Giappone con la sua parete esterna fatta di legno che consentiva di ridurre di un grado la temperatura molto elevata a cui erano esposte le numerose persone che componevano le lunghe file d'attesa; nel padiglione abbiamo avuto modo di vedere applicazioni altamente


tecnologiche con bellissimi effetti ottici, ma anche i piatti tipici del Giappone, gli strumenti di pesca e uno spettacolo con alcuni usi ed abitudini del popolo giapponese. Ma che dire del bianco e sinuoso padiglione della Corea il cui stile architettonico rappresentava l'onggi (giara tradizionale coreana). È stata personalmente l'occasione per riflettere sulle domande poste all'inizio del Padiglione: "cosa dobbiamo mangiare?", "come dobbiamo mangiare?”, "fino a quando possiamo mangiare in modo sostenibile?" e, vi posso assicurare, l'immagine del bimbo denutrito sotto un grande albero era molto più espressivo e significativo di tante parole. Apparentemente contradditorie sono state le scene successive tra due grandi braccia meccaniche ed altamente tecnologiche che mettevano in risalto la "sinfonia del cibo" con le stagioni, I colori dei cibi e gli ingredienti; dall'altra parte gli onggi nei quali i coreani fanno fermentare i cibi. Potremmo continuare per pagine e pagine con le sensazioni provate nel vedere il padiglione del Marocco con gli avvolgenti colori e profumi delle diverse zone climatiche del Paese, le emozioni provate nel padiglione Zero di fronte alla maestosa biblioteca con i cassetti del sapere o di fronte alla immensa massa di rifiuti che ben simboleggia gli sprechi di cibo di cui le civiltà avanzate sono colpevoli. Non possiamo non ricordare lo stupore prova-

to nella sala degli specchi del Padiglione Italia con un gioco d'immagini che catapultava il visitatore in un mondo magnifico in cui le bellezze dell'Italia erano le protagoniste assolute. Ma altrettanta emozione abbiamo provata nell'osservare da lontano il “nido” di Palazzo Italia che si illuminava all'imbrunire o nell'ammirare lo spettacolo di suoni e luci dell'Albero della Vita, icona indimenticabile dell’Expo 2015. Le due torride giornate trascorse, ad onor del vero, per diverse ore in coda e sotto il sole sono state all'insegna di una folla tutto sommato ordinata, composta, che si poteva dissetare nelle molteplici fontane-distributori, il tutto sotto l'occhio vigile e costante delle forze dell'ordine e supportati per informazioni e notizie da decine e decine di volontari. È doveroso ricordare anche l'opinione dei compagni di viaggio che hanno provato sensazioni ed emozioni diverse da chi scrive: qualcuno ha definito l'Expo come un "grande circo" oppure come "un mercato", uno "spot pubblicitario" dei diversi paesi. Al di là di tutto, Expo 2015 è stata una sfida per l’Italia e per i 140 paesi stranieri partecipanti che hanno realizzato ben 153 padiglioni espositivi lavorando fianco a fianco. Il viaggio a Milano non è stato però solo Expo ed infatti il primo giorno è iniziato con la visita

a Palazzo Reale dell'interessante "Mostra Leonardo" dove abbiamo potuto ammirare decine di disegni autografi da cui emergono evidenti l'ingegno e la creatività' di questo grandioso artista che visse a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro, un periodo fecondo ed importante della sua crescita artistica. Nel pomeriggio il gruppo si è diviso: qualcuno ha visitato il Duomo godendo di una magnifica veduta di Milano dalle guglie e...sotto un sole cocente, altri hanno optato per la Scala e altri ancora per una visita alla bellissima chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore con un vasto ciclo di affreschi di scuola leonardesca da poco restaurati. L'ultimo giorno è proseguito con la visita del Castello Sforzesco, della Basilica di Sant'Ambrogio ed un giro nella zona dei Navigli e nei nuovi ed avveniristici quartieri di Milano. Per il gruppo sono state tre belle giornate in cui persone di età, professioni ed esperienze diverse si sono conosciute, confrontate ed hanno potuto godere in armonia di Expo e di alcune delle grandi bellezze di cui è tanto ricco il nostro paese. Concludo con il motto delle Esposizioni Universali: “il sogno continua”, appuntamento a DUBAI-EMIRATI ARABI per l’Expo 2020 “Unire le menti, creare il futuro”. 15


BCC giovani

Elisa Zanol

L’obiettivo comune della Consulta Young Bankers è Cooperare! Cooperare significa lavorare insieme per raggiungere un OBIETTIVO COMUNE. L’anno 2015 è stato un anno intenso e impegnativo per la Consulta dei Giovani Soci, ma allo stesso tempo pieno di soddisfazione dovuta alla realizzazione delle attività presentate in Assemblea e ai risultati ottenuti attraverso la partecipazione di molti Giovani Soci ai nostri progetti. Inoltre, i lavori, che sono stati realizzati, hanno permesso a ogni singolo partecipante della Consulta di acquisire delle esperienze e competenze per arricchire se stesso e crescere come gruppo al fine di programmare altri eventi sempre più mirati a soddisfare le esigenze dei Giovani Soci. Brevemente riepiloghiamo i nostri lavori: Progetto Moving Generation: la nostra giovane socia Chiara Zuccato ha partecipato a uno stage di tre mesi in un’azienda in Lussemburgo continuando questa esperienza presso un’azienda del nostro territorio: BOFROST* ITALIA SPA. L’Azienda ha creduto nel nostro progetto rendendosi disponibile e accompagnando Chiara Zuccato nel suo percorso formativo per altri due mesi.

Due serate per il tuo futuro: evento seguito da Federico Martin, il quale ha organizzato, grazie alla partecipazione di docenti esperti, due incontri per imparare a scrivere un curriculum vitae, presentarsi a un colloquio di lavoro e conoscere alcune attività professionali. Missione di studio a Bruxelles: viaggio studio coordinato da Nicole Zangrando in collaborazione con BCC Manzano, Agro Bresciano e Basiliano. Otto Giovani Soci della BCC Pordenonese hanno avuto la possibilità apprendere i compiti dell’Unione Europea e del Credito Cooperativo e visitare gli uffici delle istituzioni come il Parlamento Europeo. Corso Business & Financial English progettato da Chiara Manassero, dedicato ai nostri Giovani Soci per il miglioramento del proprio livello di inglese specializzandosi nel linguaggio tecnico-commerciale. Il corso è stato tenuto da una docente madrelingua. Festa dei Giovani Soci: la nostra festa annuale dedicata ai Giovani Soci e ai loro amici. Una serata all’insegna del divertimento con musica, ballo e buffet.

2 incontri

per imparare a scrivere curriculum e presentarsi ad un colloquio di lavoro

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Prestito ad honorem: il progetto nasce da un’idea di Giulio Kowalski e Silvia Pivetta ed è stato possibile renderlo operativo grazie alle competenze della direzione generale e della struttura della banca. Il progetto è aperto a tutti i Giovani Soci universitari. Alcuni progetti saranno riproposti anche per l’anno 2016 accanto a nuove idee, sulle quali la Consulta sta già lavorando e pianificando. Infatti, a breve, sono previsti una “ciaspolata” tra Giovani Soci e una serata di informazione sull’uso dei social network. Durante l’anno, la Consulta ha potuto conoscere gruppi di Giovani Soci delle BCC di altre province e anche collaborare insieme a loro. Questa collaborazione sta allargando sempre più la propria rete di conoscenze per scambiare idee e attuare nuovi progetti. Infine, è importante ricordare che, la Consulta Young Bankers è nata per volontà del Consiglio di Amministrazione e della Direzione Generale con l’intento di sviluppare delle attività rivolte ai Giovani Soci della BCC Pordenonese. Una banca che investe sui giovani è una banca che investe sul futuro!


Tharim Stival

La consulta dei giovani promuove il prestito d'onore Nuova iniziativa a favore dei giovani soci della Banca di Credito Cooperativo Pordenonese! Su promozione della Consulta dei giovani soci Young Bankers, sempre attenta alle esigenze del comparto giovanile e con l’avallo del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, è stata promossa la concessione di una linea di finanziamento denominata “prestito d’onore” finalizzata al sostentamento del percorso di studio universitario dei giovani soci della BCC Pordenonese.

Tramite il prestito d’onore il giovane socio della BCC potrà attingere alla somma di denaro destinatagli ogni qualvolta ne abbia bisogno, tramite un’apertura di credito in conto corrente, a tasso zero, il cui importo è stabilito in base all’anno accademico frequentato. Infatti agli studenti, soci della BCC da almeno 6 mesi, frequentanti l’università e in regola con gli esami previsti dal rispettivo piano di studi, sarà concessa una apertura di credito di euro 2000, della durata di iniziali 18 mesi (anno accademico) rinnovabili ed incrementabili fino ad euro 5.000 negli anni successivi. Semplici ed agevoli anche le modalità di rimborso finale. L’unica garanzia richiesta è la fidejussione dei genitori del beneficiario senza alcun vincolo di reddito. Per avere maggiori informazioni e dettagli in merito a tempi, importi e condizioni, è possibile consultare il relativo foglio informativo disponibile nel sito internet www.bccpn.it, sezione trasparenza, o rivolgersi alla propria filiale di riferimento. Grazie a questa iniziativa che va ad aggiungersi ad altre come le borse di studio per i diplomati, lo stage di 6 mesi a Bruxelles per i laureati, i finanziamenti agevolati per i libri di testo scolastici o le tasse universitarie, giovani soci BCC Pordenonese sanno di poter contare su una Banca vicina ed attenta alle loro necessità, che premia il loro impegno scolastico e li aiuta a trasformare i sogni in obiettivi raggiungibili.

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BCC giovani

BCC Generation Siamo stati con Daniele Molmenti (Testimonial BCC Generation) anche a Punto d’Incontro 2015, Salone dedicato alla formazione al lavoro e all’orientamento presso Pordenone Fiere per incontrare i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado del territorio e illustrare la convenienza della linea BCC Generation e della BccGenerationCard.

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Nuove convenzioni

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Le convenzioni possono essere modificate o sospese nel tempo e nei contenuti. Tutti gli aggiornamenti e tutte le convenzioni saranno pubblicati online nel sito www.bccgeneration.it sezione convenzioni, e nella pagina facebook/Bcc Generation.

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BCC giovani

Ciro Di Cristo

La nostra “Mezza” Maratona Il lettore più attento avrà imparato a notare la grande dedizione e passione che i colleghi della Banca di Credito Cooperativo Pordenonese riservano a manifestazioni sportive di varia natura.

La Banca non smette di promuovere con favore la partecipazione dei propri collaboratori a questo tipo di iniziative. Perché tanta attenzione? Perché lo spirito di squadra è alla base di un’organizzazione che funziona bene. Perché delle persone che lottano insieme per un obiettivo comune sono in grado di lavorare meglio insieme. Perché l’aggregazione che si crea nel tempo libero è in grado di sviluppare sinergie importanti nel momento in cui si collabora sul luogo di lavoro. In definitiva, pertanto, tutte queste iniziative sono in grado di implementare la qualità del lavoro prodotto e, di conseguenza, il livello di servizio prestato al nostro territorio, ai nostri soci, ai nostri clienti.

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La Banca si migliora in molti modi. Ma si migliora soprattutto migliorando le persone. E persone migliori sono in grado di offrire un servizio migliore. Non va inoltre dimenticato che il grosso delle manifestazioni a cui la Banca di Credito Cooperativo Pordenonese prende parte hanno una finalità benefica, perché la nostra vocazione al sostegno di iniziative meritevoli è da sempre un faro che guida le nostre scelte. Con questo spirito, la mattina di sabato 26 settembre, un gruppo di collaboratori si è messo in viaggio verso la Toscana, per partecipare alla seconda edizione del Campionato Nazionale di Mezza Maratona del Credito Cooperativo che si sarebbe disputato il giorno seguente. La manifestazione, patrocinata dalla Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, era organizzata nell’ambito della “Fashion Marathon”, la Mezza Maratona del Valdarno Fiorentino che si corre nel “distretto della moda” prevalentemente nel comune di Reggello (Firenze). Numerose le Banche di Credito Cooperativo partecipanti, insieme ad altre società del Movimento: oltre alla BCC Pordenonese, gareggiavano BCC di Montepulciano, Sinergia, BCC di Pontassieve, Assicooper Toscana, Banca del Valdarno, Assimoco, Banca Valdichiana, BCC di Fiumicello, BCC di Cambiano, BCC di Castellana Grotte, Banco Emiliano Credito Cooperativo.


La manifestazione si è svolta in collaborazione con la Onlus “Regalami un Sorriso” che attraverso iniziative sportive raccoglie fondi da destinare a persone bisognose, in particolare contribuendo all’acquisto di attrezzature mediche e ha visto, tra i beneficiari della propria attività, anche il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. La nostra “spedizione” era formata da undici colleghi: Plinio Bertoldi, Franco De Colle, Patrick Della Siega, Ciro Di Cristo, Ivana Iacuzzi, Michele Mascarin, Michele Nocino, Giulia Nonis Falconi, Claudio Piccinin, Giorgio Sciardi, Flavio Trevisan. Al nostro arrivo siamo stati accolti con squisita ospitalità dall’eclettico direttore della BCC del Valdarno Fiorentino, Paolo Bracaglia, che è diventato praticamente un nostro amico, non facendo mancare la sua presenza in tutte le fasi più importanti della nostra trasferta toscana e facendoci subito respirare il clima di festa, sport e solidarietà che avremmo vissuto nelle ore successive. Accanto a queste cose, non va dimenticato che le manifestazioni sportive sono anche e soprattutto impegno, sacrificio, lavoro e obiettivi da raggiungere. La corsa è una metafora molto efficace dello spirito di chi pratica un’attività sportiva: strade da percorrere per arrivare ad un traguardo. C’è un inizio, un percorso, una fine. E spesso c’è anche un prima e un dopo. Perché lo sport può essere emozione. Una mezza maratona non si può raccontare. Bisogna correrla. Bisogna viverla. Bisogna sentire le gambe farsi pesanti. Ventuno chilometri e novantasette metri. Chi scrive era alla propria prima mezza maratona. La strada davanti. L’obiettivo alla fine. La fatica, il

sudore, la paura di non farcela. Un percorso inesplorato, fatto anche di dislivelli importanti. I chilometri che vengono lasciati alle spalle, passo dopo passo. E poi... l’emozione più grande: vedere un proprio compagno di squadra che ti viene incontro e corre insieme a te gli ultimi trecento metri, spingendoti idealmente fino al traguardo, quando la fatica ti ha stremato e la vista è più incerta, lui ti solleva e ti fa volare verso l’arrivo, dove i tuoi compagni che sono già arrivati ti incitano e ti applaudono. E a stento trattieni l’emozione. Per la cronaca, quel “lui” è il collega Claudio Piccinin, che con un ottimo tempo di 1:40:19 è stato il migliore della nostra squadra ed ha accompagnato molti di noi negli ultimi metri di gara. E ci piace sottolineare che tutti noi abbiamo completato il percorso nei tempi prestabiliti, nonostante più di qualcuno non si fosse mai cimentato su questa distanza. E dopo la fatica arrivano le soddisfazioni. Sì perché con orgoglio comunichiamo ai nostri Soci che la BCC Porde-nonese si è classificata al primo posto per punteggio tra le BCC presenti ed ha ottenuto un riconoscimento per essere stata la BCC che ha partecipato con il gruppo più numeroso. In questi casi in un attimo la fatica svanisce e lascia il posto alla gioia e alla festa. E si affronta il viaggio di ritorno con la consapevolezza, ognuno nel suo piccolo, di aver portato a termine un’impresa personale. Non una di quelle che cambiano il mondo… ma pur sempre un’impresa. E mentre i finestrini del pulmino lasciano scorrere gli scorci di un bellissimo tramonto italiano, si torna a casa con una coesione ed uno spirito di squadra che nei mesi a seguire cementerà rapporti a vantaggio di tutti: di noi stessi, della Banca, del territorio, dei Soci, dei Clienti.

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Emanuela Loisotto

Nuovo sportello virtuale 2.0 San Martino di Campagna

Dopo Corva, Fagnigola e Vallenoncello, ora siamo presenti anche a San Martino di Campagna, Piazza Risorgimento 10. Sono saliti così a quattro gli sportelli virtuali che BCC Pordenonese mette a disposizione della comunità. Perché a San Martino di Campagna? Perché la comunità di San Martino di Campagna, rimasta senza servizi a causa della chiusura dell’ufficio postale e dell’assenza di sportelli bancari, ha chiesto espressamente alla BCC di trovare una soluzione. Ecco perché è stato attivato lo sportello virtuale, pur con la consapevolezza che bisognava lavorare per risolvere anche problematiche strutturali come ad esempio l’inadeguatezza della locale rete dati. BCC Pordenonese non si è sottratta al suo compito di banca di riferimento per lo sviluppo e la salvaguardia del territorio, e questa iniziativa testimonia la sua volontà di essere partner finanziario delle famiglie, delle imprese e delle istituzioni locali. È questo un progetto che nasce tendendo una mano alle famiglie, agli anziani, alle realtà produttive locali e che può vivere, crescere e svilupparsi solo interagendo insieme alla comunità stessa. 22

Quale operatività è possibile presso lo sportello? Si possono effettuare le principali operazioni come versamento, prelevamento, esecuzione bonifici, pagamento bollettini e deleghe fiscali, operando in tutta riservatezza e sicurezza. È attivo anche il servizio bancomat e le connesse funzioni di saldo movimenti, ricariche carte Tasca e ricariche telefoniche. L’operatore è a disposizione anche in qualità di consulente, per offrire indicazioni e soluzioni alle diverse esigenze della clientela. Lo sportello è operativo, per i clienti BCC Pordenonese, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.00.


Nuovo sportello self-service filiale di Azzano Decimo Ulteriore investimento della BCC Pordenonese in innovazione del servizio e dell’offerta. In un momento come quello attuale, in cui la risorsa “tempo” è sempre più preziosa e capace di incidere nelle scelte di tutti i giorni, riscontrate le crescenti esigenze di maggiore flessibilità da parte della clientela che lavora durante il normale orario di apertura al pubblico, BCC Pordenonese risponde con la realizzazione di un nuovo sportello intelligente, che sposa le esigenze dei soci e dei clienti ed offre loro servizi con le seguenti caratteristiche:

Orario CONTINUATO dalle ore 7.40 alle 19.00, dal lunedì al venerdì ed aperto anche il SABATO mattina, dalle 7.40 alle 13.30.

Accessibilità Si può accedere ai locali dello sportello Self Service BCC Pordenonese, presso la filiale di Azzano Decimo, muniti della propria tessera BANCOMAT.

Servizi disponibili Versamenti di assegni bancari, assegni circolari, banconote e monete, oltre, naturalmente, alla possibilità di effettuare prelevamenti. Chi lo desidera può approcciarsi a questa nuova tecnologia, peraltro estremamente semplice e intuitiva, con l’ausilio e la tranquillità dell’accompagnamento di un operatore della filiale a disposizione della clientela, durante il normale orario di sportello. Inoltre, per agevolare la clientela residente nei 47 comuni di competenza, BCC Pordenonese mette a disposizione il servizio di prenotazione appuntamento con il proprio consulente di fiducia, davvero semplice, basta compilare il modulo contatti presente nel sito www.bccpn.it indicando un numero di telefono ed una fascia oraria in cui si desidera essere richiamati ed in tempi brevissimi l’appuntamento viene fissato.

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Emanuela Loisotto

È online il nuovo sito BCC Pordenonese Interamente rinnovato, ricco di informazioni. Nell’ottica del miglioramento continuo dei servizi offerti la BCC Pordenonese ha rinnovato integralmente il Sito internet, che rimane sempre consultabile all’indirizzo www.bccpn.it.

Anche la rivista Il caffè del nord est è ora sfogliabile online da qualsiasi dispositivo fisso o mobile ed è agevolmente accessibile dall’icona posta sulla fascia blu.

Il layout della nuova struttura migliora complessivamente la user experience dei Soci e Clienti della Banca, grazie ad un forte impatto visivo, immagini grandi, fresche ed immediate ed un nuovo albero di navigazione più intuitivo, con sviluppo tematiche a “fasce orizzontali” accessibili mediante l’ormai universale scrolling verticale.

Molte, quindi, le novità offerte da questa nuova piattaforma che riserva ampio spazio agli oltre 10.700 Soci, cui è dedicata una intera sezione ricca di approfondimenti ed iniziative riservate ed esclusive. Sempre presente anche il collegamento con il portale SpazioSoci.it il circuito regionale dove le aziende socie BCC possono farsi conoscere ed offrire i loro prodotti e servizi alle migliaia di Soci delle BCC del Fvg. La Banca, inoltre, continua a puntare sui giovani che possono fruire di spazi dedicati sia nel sito istituzionale, che nel sito dedicato, www.bccgeneration.it e nella fan page facebook/Bcc Generation personalizzata.

Sono ora disponibili nuovi strumenti utili (come il calcolo dell’Iban, del mutuo, del taeg e del codice fiscale), nuove sezioni, come ad esempio quella interamente dedicata alla sicurezza (informatica, carte e sportello bancomat), ed è in primo piano la funzione di geolocalizzazione delle filiali, delle agenzie e degli sportelli virtuali. Migliorano sensibilmente la fruibilità le nuove fasce orizzontali che consentono collegamenti diretti con le società del Gruppo Bancario Iccrea. È ora, infatti, più facile fare preventivi online (Polizza FormulaAuto e Moto e Prestiti personali Crediper, o scegliere la CartaBCC che più risponde alle proprie esigenze oltre ad avere evidenza, in tempo reale, delle innovazioni che provengono dal mondo del Credito Cooperativo Nazionale, come il neonato programma loyalty “PremiaTi” o il portale “ScontiRiservati”.

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È ancora più semplice ora chiedere informazioni o fissare un appuntamento in filiale, grazie ad un modulo guidato, disponibile nella sezione contatti e in tutte le schede prodotto del catalogo online, suddiviso per tipologia di clientela, giovani, famiglie e privati, imprese e Soci. Rimangono sempre in primo piano, nella colonna destra, i widget dei social network presidiati dalla banca (facebook, twitter e youtube) a testimonianza della volontà di comunicare con la propria clientela nella maniera più ampia e trasversale possibile.

La Banca continua a puntare sui giovani www.bccgeneration.it il sito dedicato a loro.


www.bccpn.it

Il layout della nuova struttura migliora complessivamente la User Experience dei Soci e Clienti della Banca.

Ma le novitĂ non finiscono qui, perchĂŠ il nuovo sito si presta ad aggiornamenti ed implementazioni continue che saranno via via pubblicate. Buona navigazione! 25


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RC Auto 2.0 addio tagliando di carta

(Fonte Vademecum Ania Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici)

Si informa che DAL 18 OTTOBRE 2015 si è conclusa la fase (iniziata nel 2012) di dematerializzazione del contrassegno RC Auto. Cos’è il contrassegno assicurativo? Il contrassegno assicurativo è quel tagliando cartaceo che certifica che un veicolo è assicurato per la responsabilità civile ed è in regola con i pagamenti; contiene, infatti, gli estremi della polizza: il nome e il marchio della compagnia, il numero di targa e il tipo di veicolo.

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Dal 18 ottobre, quindi, viene meno l’obbligo di esposizione del contrassegno di assicurazione in quanto il controllo dell’assicurazione obbligatoria sarà effettuato tramite targa dei veicoli interrogando l’archivio integrato dei veicoli immatricolati e assicurati istituito presso la Motorizzazione. Ricordiamo che le Forze dell’Ordine potranno collegarsi on line alla Banca Dati ANIA (dove le compagnie sono obbligate a trasmettere in tempo reale i dati delle polizze emesse ed incassate) e ottenere, attraverso un controllo delle targhe, il riscontro immediato sui veicoli non assicurati o analogamente attraverso la segnalazione dei dispositivi elettronici di rilevazione a distanza, quali Tutor nelle autostrade, Telepass, ZTL e Autovelox. Chi circola privo di copertura assicurativa per la responsabilità civile auto, commette un illecito (art. 193 del Codice della Strada ) per il quale è prevista una sanzione minima di € 841,00 e massima di € 3.366,00 oltre al sequestro del veicolo. Presso le nostre filiali è possibile consultare il vademecum Ania completo e avere maggiori informazioni al riguardo.


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Ristrutturazione digitale del mondo CartaBCC

Il mondo CartaBCC si rinnova, e con la seconda campagna di comunicazione CartaBCC “Quella giusta per te!” - avviata lo scorso settembre, parte anche la sua ristrutturazione digitale. Spot in TV, restyling del brand, un nuovo portale web, un programma di loyalty triennale e l’app per smartphone MyCartaBCC. Il mondo CartaBCC diventa un ecosistema di prodotti, servizi e vantaggi esclusivi e a ricordarcelo c’è il noto volto di Andrea Lo Cicero, campione del rugby nazionale e protagonista nella serie “Giardini da incubo”. Restyling digitale Le principali novità riguardano tutti i canali web di CartaBCC. Anzitutto, un nuovo portale web www.cartabcc.it , ottimizzato nei contenuti e nella navigazione e con una veste grafica completamente nuova: fotografica ed emozionale, in linea con le tendenze del mercato e con una logica di navigazione incentrata sui bisogni del cliente. Una piattaforma che diventa anche operativa e che si affianca alle BCC nell’acquisizione della nuova clientela, grazie alla nuova funzionalità del portale con cui si può richiedere la carta direttamente online. Anche la newsletter di CartaBCC viene ripensata, diventando un appuntamento settimanale pieno di news e contenuti sul mondo CartaBCC, per essere sempre aggiornati sulle novità. Importante novità è lo sviluppo della App MyCartaBCC, disponibile per IOS e Android, sia per tenere sotto controllo le operazioni e il saldo della propria carta, sia per ricevere continui aggiornamenti su tutte le novità 28

del mondo CartaBCC e del CartaBCC Club, oltre che sul programma di loyalty PremiaTi . PremiaTi è il programma di loyalty triennale dedicato ai titolari di carta di credito CartaBCC, privati e business, con adesione volontaria e gratuita, che premia la fedeltà della clientela con un ricco catalogo di premi fisici e digitali. L’iniziativa mira, tra l’altro, a incentivare l’utilizzo della carta di credito a sostituzione del contante e a offrire un valore aggiunto per i titolari fedeli di CartaBCC. Per avere maggiori informazioni e aderire al programma basta accedere all’Area Clienti sul portale di CartaBCC. Ad ogni euro di transazione effettuata i titolari riceveranno un punto CartaBCC. Inoltre, gli acquisti on-line effettuati su www.scontiriservati.it daranno diritto a ricevere 2 punti CartaBCC per ogni euro di spesa. L’attivazione del programma fornisce poi al titolare della carta un Welcome Bonus pari a 100 punti CartaBCC, e il saldo dei punti accumulati è consultabile, nell’“Area Clienti”, sul portale www.premiati.cartabcc.it e può essere facilmente verificato anche sull’App MyCartaBCC.


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Bcc Risparmio&Previdenza

Fondo pensione Aureo Siamo tutti consapevoli che lo Stato non può più garantire ai giovani lavoratori un reddito adeguato elle esigenze della vecchiaia, pertanto il risparmio accantonato durante la vita lavorativa, la così detta previdenza integrativa o complementare, dovrà integrare la pensione minima che lo Stato continuerà ad assicurare. Le forme pensionistiche complementari, come il Fondo Pensione Aperto Aureo, rappresentano un valido lo strumento per realizzare l’integrazione alla pensione pubblica. Aderendo alla previdenza complementare è possibile integrare la pensione obbligatoria costruendo un capitale in grado di generare una rendita che possa garantire un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento. Il sistema pensionistico pubblico presente in Italia è strutturato secondo il criterio della ripartizione: i contributi versati dai lavoratori vengono utilizzati per pagare le pensioni di coloro che sono attualmente in pensione. Con questa tipologia di sistema, il flusso delle entrate (i versamenti) deve essere in equilibrio con quello delle uscite (le pensioni pagate). L’aumento della vita media della popolazione ha fatto sì che le pensioni vengano pagate per un tempo maggiore del passato, mentre dall’altro lato la contrazione economica ha progressivamente diminuito le entrate contributive. Per far fronte a questa situazione e riequilibrare un sistema che sarebbe destinato al fallimento, nel corso degli ultimi 20 anni sono state attuate una serie di riforme strutturali volte a controllare la spesa pubblica per le pensioni e istituire un sistema di previdenza complemen-

tare che si affianchi a quello pubblico. In particolare: Sono stati innalzati i requisiti per raggiungere la pensione: età e numero di anni lavorativi. Dal 2012 la pensione viene calcolata sulla base del sistema di calcolo contributivo: l’importo della pensione varia in base ai contributi versati e non più rispetto agli ultimi redditi: quindi, i lavoratori che avrebbero usufruito di una pensione calcolata esclusivamente con il calcolo retributivo avranno una pensione in pro rata calcolata con entrambi i sistemi di calcolo. La pensione viene rivalutata unicamente sulla base dell’inflazione (cioè dell’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi). Per effetto delle riforme pensionistiche introdotte negli ultimi anni, l’ammontare delle future pensioni risulterà via via più basso in rapporto all’ultima retribuzione percepita (il cosiddetto “tasso di sostituzione”): per far fronte a questa tendenza, alla previdenza pubblica è stata affiancata la previdenza integrativa (o pensione integrativa). I contributi che il lavoratore versa nella forma pensionistica integrativa prescelta vengono accantonati e investiti nel Fondo Pensione. Al termine dell’attività lavorativa ogni lavoratore avrà accumulato un capitale che potrà essere convertito in una rendita vitalizia (pensione complementare) oppure in una prestazione “mista” costituita da una quota di pensione complementare nonché da una quota di capitale. I vantaggi derivanti dall’adesione ad una forma di previdenza complementare consistono in un risparmio fiscale immediato, una minore

fonte dei dati: relazione annuale Covip – appendice statistica e analisi statistiche Istat 30

tassazione sulla rendita o capitale, ottenimento presumibilmente di un rendimento maggiore del Tfr, flessibilità dei versamenti, impignorabilità e vantaggi successori. In Italia gli iscritti a forme di previdenza complementare alla fine del 2014 erano 6,540 milioni; al netto delle uscite, la crescita nell’anno è stata del 5,4 per cento (Covip, Relazione annuale 2014). I numeri sono in crescita, ma non è ancora sufficiente. Basti pensare che ancora solo il 16 per cento delle forze di lavoro con meno di 35 anni è iscritto a una forma pensionistica complementare, fino ad arrivare alla percentuale massima del 31% per i lavoratori tra 45 e 64 anni. Considerando la residenza degli iscritti, i tassi di partecipazione nel Nord Italia si attestano in media al 30 per cento. Livelli più elevati si registrano nelle regioni dove l’offerta previdenziale è completata da iniziative di tipo territoriale: 40-45 per cento in Valle d’Aosta e in Trentino Alto Adige; valori intorno al 30-32 per cento si osservano in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia e in Veneto; nelle altre regioni settentrionali il tasso di partecipazione è comunque non inferiore al 27 per cento. Nelle regioni centrali i tassi di adesione sono in media del 25 per cento, più elevati in Toscana dove superano il 28. Nel mezzogiorno, solo il 18 per cento delle forze di lavoro aderisce a forme di previdenza complementare. In tutte le regioni la partecipazione è al di sotto della media nazionale, con i livelli più bassi in Calabria e in Sardegna (intorno al 16 per cento in entrambe).


Il Fondo Pensione Aperto Aureo, nato nel 1998, conta oggi 59.492 iscritti con un patrimonio che supera i 343 milioni di euro. Il Fondo Pensione Aperto Aureo è un prodotto multicomparto (è dunque possibile per gli aderenti suddividere i contributi verso due o più comparti simultaneamente e nelle percentuali desiderate) con un servizio innovativo di Life Cycle che consente una serie di switch programmati tra i 4 comparti del Fondo, rendendo possibile costruire un piano previdenziale coerente con gli obbiettivi/necessità previdenziali di chi lo sottoscrive. Costruire la propria pensione integrativa non è un evento slegato dal resto delle attività quotidiane, ma è un progetto importante di vita sul quale gli eventi della quotidianità posso incidere sia positivamente che negativamente.

Per i figli e i giovani Oltre alla costruzione di una pensione complementare sono numerosi i vantaggi di cui beneficerà il figlio o il giovane tra cui: Quando andrà in pensione potrà sicuramente beneficiare di una riduzione della tassazione sulle somme accantonate dal 15% al 9% Cominceranno gli 8 anni necessari per richiedere anticipazione prima casa (75%) o per la soddisfazione di ulteriori sue esigenze (30%) Potrà beneficiare di un fondo già aperto nel momento in cui comincerà a lavorare Si potranno accantonare somme in un fondo che si rivaluta nel tempo Possibilità di reinvestire il risparmio fiscale Oltre alla costruzione di una pensione complementare per assicurare un futuro sereno a proprio figlio, i genitori potranno: Potrà accumulare ,grazie al beneficio fiscale molti più risparmi rispetto ad un altro strumento di investimento Godere della deduzione fiscale delle somme versate sul fondo pensione e vedere fin da subito un ritorno economico Possibilità di reinvestire il risparmio fiscale


BCC informa

Emanuela Loisotto

Linea Green BCC Pordenonese, da sempre sensibile al tema dell’ambiente e del risparmio energetico, della sicurezza e della salvaguardia degli immobili, offre ai suoi Soci e Clienti una linea di finanziamento dedicata a interventi di riqualificazione energetica degli edifici. L’iniziativa è volta a sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio con evidenti ripercussioni ambientali ed economiche, quali, ad esempio, il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e del comfort abitativo riducendo il divario rispetto agli standard europei, aumentando la possibilità di

risparmi, per le famiglie, fino al 20 per cento di energia oltre a ridare slancio all’edilizia locale e ai lavoratori dell’indotto.

fiscali vigenti, che unite agli interessanti finanziamenti proposi dalla nostra Banca possono rendere ancora più conveniente l’investimento.

I finanziamenti possono essere richiesti, da privati e da aziende, a fronte di interventi di riqualificazione energetica su immobili di proprietà, come la realizzazione di cappotti o il rifacimento dei tetti per migliorare l’isolamento, l’installazione di pannelli solari, la sostituzione di impianti di climatizzazione o di generatori di calore, ivi comprese le spese di consulenza e progettazione. Molti di questi interventi, possono inoltre beneficiare anche delle significative agevolazioni

Linea Green, presenta un iter semplificato, offre la possibilità del prefinanziamento oltre a coperture assicurative personalizzabili atte a soddisfare qualsiasi esigenza. Presso tutte le filiali della BCC Pordenonese si possono ricevere maggiori informazioni e conoscere nel dettaglio tutti i vantaggi dell’offerta Linea Green. Sempre in Filiale ed anche nel sito www.bccpn.it è possibile consultare i Fogli e i Fascicoli informativi.

Se hai in mente di fare un investimento nella tua abitazione o nell’immobile di proprietà, questo è il momento giusto!

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Clelia Delponte

250 eventi

Anche la cultura diverte, musei e piazze piene Ancora una volta l’Estate in Città ha saputo accompagnare la stagione estiva di residenti e ospiti con un calendario di 250 eventi, tutti molto apprezzati e seguiti dal pubblico, realizzato dal Comune di Pordenone, grazie al sostegno di istituzioni e realtà imprenditoriali della nostra provincia, tra cui BCC Pordenonese. Dal 26 giugno al 31 agosto grandi piazze, vicoli, giardini pubblici e privati, il teatro, la biblioteca, chiese, musei, palazzi storici e le sponde del fiume hanno fatto da scenografia a musica, cinema, teatro, letteratura, arte, poesia, sport, incontri, laboratori, animazioni. Prezioso l’apporto delle associazioni cittadine, sempre in prima fila con idee, proposte e la volontà di rendere vivace la nostra città, mettendosi al servizio della comunità. Gli spettacoli di maggior richiamo sono stati il concerto della tribute band ufficiale dei Pink Floyd (in solidarietà per Emergency), il concerto della band originale degli Inti-Illimani, il festival del Folklore Aviano Piancavallo, il concerto dei Blues Brothers e gli appuntamenti del Pordenone Blues Festival. Tra gli appuntamenti proposti in teatro particolarmente apprezzato è stato il concerto della Glenn Miller Orchestra. I Giovedì sotto le stelle hanno raggiunto pienamente il loro obiettivo richiamando molta gente

foto di

in centro in occasione dell’apertura serale dei negozi, così come è piaciuta l’apertura serale della Galleria Bertoia nelle stessa occasione, che ha dato modo di visitare la mostra di Kusterle in un’atmosfera particolare. I Papu sono stati sicuramente i grandi mattatori dell’Estate: non solo hanno fatto il tutto esaurito con una settimana di repliche nell’arena verde del castello di Torre con uno spettacolo di argomento storico (la vita e la figura di don Lozer), ma hanno anche riempito piazzetta Calderari assieme a Carla Manzon, con una produzione realizzata ad hoc per l’Estate in Città dedicata al valore delle bellezza e dell’arte con un approfondimento sul pittore Antonio de’ Sacchis. Pieno successo hanno anche registrato i percorsi al museo d’arte, a dimostrazione che si può fare cultura anche in modo informale e “leggero”. È stata premiata dal pubblico la formula che ha sposato musica e arte sulla terrazza della Galleria Pizzinato: i concerti Parco in Musica, che hanno valorizzato tre bravissime cantanti locali (Grena, Favot e Santarossa), hanno fatto il tutto esaurito. Da rilevare che venerdì 14 agosto, i tre appuntamenti in programma (folklore in piazza XX Settembre, Cinema in piazzetta Calderari, concerto in Galleria Pizzinato) hanno avuto tutti un pubblico numerosissimo. Se gli appuntamenti tradizionali e consolidati come i Concerti aperitivo del conservatorio Tomadini e la programmazione dedicata al cinema (tra film, fmk e cineconcerti) hanno avuto notevole seguito, le proposte più innovative (come il Blank, che ha aperto una finestra sulla creatività pordenonese, giovane e non solo, tra esposizioni e performance o l’anteprima di Maravee) non sono state da meno. Di particolare qualità il concerto di Elhaida Dani, che ha incantato tutti con la sua straordinaria voce. Tutto esaurito per le escursioni in battello sul Noncello, ma anche gli appuntamenti più di nicchia, come gli incontri sull’orientamento al Museo Naturale, hanno avuto notevole seguito. Altro polo di attrazione con la sua varietà di proposte è stata la Biblioteca Civica, con le attività rivolte ai bambini e alle famiglie (anche nei quartieri con Julia Artico) che sono state sempre molto frequentate.

Angelo Simonella 33


Pordenonelegge Edizione 2015

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Entusiasmo. È stata questa, la parola chiave del bilancio della XVI edizione di “pordenonelegge.it – Festa del libro con gli autori”. Oltre 130.000 presenze, più di 300 incontri, 460 autori e una quarantina di location perennemente esaurite e col pubblico assiepato intorno che spesso eguagliava quello che aveva trovato posto a sedere. Certamente quello 2015 è stato un pubblico impressionante per quantità: nei luoghi di incontro ma anche, in generale, nel contesto di una Festa del Libro che si svolge sotto i tendoni dei libri e per le strade del centro storico, fra una sede di appuntamento e l’altra. E l’edizione 2015 si è caratterizzata anche per essere stata un’edizione “sociale”. Sono state

ben 7.427 le app del festival scaricate per iphone e android con 350mila visualizzazioni di schermata nei soli 5 giorni dell’edizione 2015. Oltre 106mila visite sono state registrate al sito nei primi 20 giorni di settembre, la metà delle quali nei 5 giorni di pordenonelegge. Successo anche per gli eventi in streaming, con una media di accessi e visualizzazioni al di sopra delle 700 a serata, e tutte di lunghissima durata, segnale di una forte motivazione degli utenti e dell’interesse per i contenuti messi on line. E le visualizzazioni di pagina nei 5 giorni del festival sono state 238.921, con un incremento del 70,08% rispetto al periodo precedente. Per quanto riguarda il social wall del festival, nei 5 giorni del Festival è stato registrato un

totale di 14.199 post, con 12.275 tweet contenenti gli hashtag di pordenonelegge. Grande soddisfazione anche per la presenza dei ragazzi. Tutti gli appuntamenti a loro dedicati hanno registrato il sold out. Più di 7.600 i presenti, premiando la decisione degli organizzatori di incrementare il numero degli appuntamenti - quest’anno 50 - a loro dedicati. In questo quadro, grande successo anche per la nuova sezione “Viaggio in Italia” ideata e realizzata grazie a BCC Pordenonese dopo che per molti anni l’istituto aveva promosso la seguitissima “Mappa dei sentimenti”. Michela Zin Direttore Fondazione Pordenonelegge.it

Progetto Viaggio in Italia La globalizzazione fa sempre più somigliare i luoghi l’uno all’altro. Cambiano le città ma i negozi sono identici, identica la cartellonistica e le modalità di ristorazione. Grandi catene alberghiere o grandi marche di abbigliamento illuminano le piazze con i loro neon pubblicitari. Perfino i sapori sono simili ovunque, le medesime merci vengono vendute, con minime variazioni, nei supermercati di tutto il mondo. Assistiamo quindi a una colonizzazione del paesaggio e dell’immaginario, a cui da tempo si stanno cercando dei contravveleni per restituire la specificità ai singoli luoghi. Una delle risposte possibili è di considerare questi luoghi come paesaggi narrativi, recuperandone quindi l’identità attraverso la narrazione. Cosa è infatti una città se non un incrocio, un intreccio di storie, che nel corso di centinaia d’anni hanno sedimentato passioni, amori ed emozioni, che considerate insieme formano la linea rossa di uno specifico carattere? Se viviamo in un luogo abbiamo bisogno di narrarlo, non per confermare ciò che già sapevamo, ma per scoprirlo. Un luogo infatti si scopre solo attraverso la linfa della narrazione. La Parigi di balzac resta un luogo dell’anima, così come la New York degli scrittori minimalisti. È come se i grandi autori riuscissero a cogliere le storie minime e trasformarli in simboli di umanità. 34

Ed è proprio una riscoperta di luoghi e città quella che pordenonelegge ha proposto con Viaggio in Italia. Otto scrittori, hanno raccontato altrettante città e luoghi italiani raccogliendo un grande successo di pubblico che è rimasto affascinato da queste visoni anticonformiste di località ormai consunta dalla comunicazione da brochure turistica. Guido Conti ci ha portato a riscoprire il Po, il grande fiume italiano; Loredana Lipperini ha raccontato le Marche di Frontiera; Giuseppe Culicchia una Torino molto divertente; Antonio Pascale una Napoli centro di contraddizioni; mentre Sandra Petrignani ci ha fatto scoprire una Roma da flaneur culturale; e poi Sandro Onofri con la sua Sardegna, Mauro Corona con le montagne friulane e Tiziano Scarpa con Venezia. Otto luoghi nel segno di una riscoperta, appuntando il loro sguardo su elementi marginali ma carichi di significato, su memorie, scorci, provocazioni che hanno restituito al pubblico luoghi per ciò che sono in realtà: un luogo dove i destini umani si perdono e si ricompongono in un gioco fantasmagorico di storie. Alberto Garlini Curatore di Pordenonelegge.it


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SOSTIENE pordenonelegge

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Grest 2015

Anche quest’anno un grande successo per il Grest di Azzano Decimo, che si riconferma come una delle più belle realtà della parrocchia. I numeri sono, di anno in anno, sempre più impressionanti, e testimoniano la crescita costante del Grest; quest’anno gli animatori che si sono messi in gioco erano 90, per un totale di bambini iscritti pari a trecento. Assieme agli animatori abbiamo avuto la consueta, ma sempre importantissima e fondamentale, presenza delle “mamme” e dei “papà” Grest, genitori, adulti, nonni che si sono resi disponibili ad affiancare gli animatori, mettendo in campo la loro esperienza per essere validi elementi di aiuto e di consiglio. La struttura del Grest, consolidatasi nel tempo, rimane sempre la stessa ormai da sei anni: al momento iniziale di animazione sul palco, dove i bambini accompagnati da alcuni scatenati animatori, possono lanciarsi in balli e bans di gruppo, fanno seguito gli oramai classici laboratori. Ed è in questo momento che i nostri ragazzi possono esprimersi in tutte le sfaccettature delle loro abilità; passiamo dal laboratorio di gesso a quello di mosaico, sport per i bambini che amano muoversi all’aria aperta e cucire in fantasia per chi ama fare graziosi lavori a maglia, passando per murales, fotografia, giornalino e molti altri ancora. Gli animatori affiancano i ragazzi nella creazione di questi splendidi capolavori, offrendo loro un aiuto ma lasciandoli liberi di esprimersi in tutta la loro fantasia. È importante che i bambini possano sentirsi inseriti in un ambiente che li fa sentire a loro agio, dove possono sentirsi apprezzati e aiutati nel caso si trovassero in un momento di difficoltà, e in questo i nostri animatori si dimostrano sempre più bravi, anno dopo anno. Finiti i laboratori è il momento della merenda e di un po’ di gioco libero. I ragazzi possono stare in compagnia, parlarsi, conoscersi, passare dei momenti assieme all’aria aperta, momenti spensierati e felici, 36

che riempiono il loro ed il nostro cuore di una smisurata gioia. È poi il momento dei tornei. Ogni ragazzo, al momento della sua iscrizione, oltre ai laboratori che nelle tre settimana è interessato a frequentare, ha la possibilità di scegliere anche dei tornei, momenti in cui può dare libero sfogo a quelle che possono essere le sue passioni sportive e non. Anche qui l’offerta è varia e completa: abbiamo tornei di calcio, pallavolo, judo, basket, palla prigioniera, e per i meno sportivi dei fantastici tornei di giochi da tavolo, biliardino, hockey da tavolo, giochi saponati. Normalmente, durante le tre settimane di Grest si organizzano anche delle gite ed anche quest’anno ne abbiamo realizzata una, al parco acquatico di Caorle, un’esperienza come sempre molto divertente, sia per animatori che per bambini. Quest’anno il Grest di Azzano Decimo ha visto anche la presenza di due cosiddette “giornate speciali”; la prima è stata una giornata interamente dedicata al medioevo, dove i bambini, portandosi il pranzo al sacco, sono stati tutto il giorno in oratorio dove hanno potuto vivere esperienze uniche come lo spettacolo degli sbandieratori medievali, direttamente dal fantastico medioevo di Valvasone o come lo spettacolo della giostra sui cavalli. Una giornata indimenticabile, in cui ci siamo potuti immergere in un’epoca lontana, sognando ed immaginando cosa poteva voler dire vivere in un castello, combattere contro feroci draghi ed andare a caccia tra i boschi, armati unicamente di arco e frecce. Le giornate speciali non sono finite qua però, perché eccezionalmente l’edizione Grest 2015 ha visto la presenza anche di un’altra giornata, interamente dedicata allo Sport. Sono state invitate, all’interno del nostro oratorio, ma anche al campo sportivo e a Corva, le varie associazioni


Federico Presta

sportive che ormai da anni sono impegnate ad offrire ai nostri ragazzi la possibilità di cimentarsi nella pratica di uno sport, sempre attenti però anche a quel ruolo formativo e valoriale che solo lo sport sa trasmettere. I nostri ragazzi per tutto il giorno hanno così potuto provare esperienze sportive diverse, accompagnati dagli animatori e dai maestri delle varie discipline. Oltre all’amatissimo e sempre gettonatissimo calcio avevamo il ciclismo, la pallavolo, il Judo, l’atletica, il softball, il rugby e molti altri. Con questa giornata abbiamo voluto rimarcare quello che per noi è un concetto fondamentale: lo Sport, soprattutto quando si è bambini e ragazzi, non dev’essere relegato a mera competizione. Lo sport prima di tutto è crescita personale, è capacità di stare in gruppo rispettando regole ben precise, è e dovrà sempre essere divertimento. Questa giornata è stata una bella prova del fatto che nel nostro territorio ci sono molte società sportive sane, che antepongono il bene del bambino e non il risultato sportivo. Altro aspetto cruciale del nostro Grest è sicuramente quello della preghiera, della spiritualità. Quando mi chiedono quale sia la caratteristica principale di un animatore rispondo sempre: “avere un’anima”. Per avere un’anima intendo che l’animatore, oltre ad intrattenere il ragazzo, aspetto di certo importante, ha come prima priorità crescere il ragazzo nel suo spirito, essere un esempio. Non è un compito facile, ecco il motivo per il quale durante l’anno l’animatore si forma costantemente, attraverso corsi tenuti anche da professionisti del sociale, attraverso esperienze d’aiuto alla Mensa Caritas a Roma, attraverso viaggi estivi, l’ultimo nella fantastica isola di Ustica. Insomma non si è animatori solo tre settimane, si è animatori tutto l’anno, con il preciso compito di far crescere il bambino anche nella sua spiritualità, di essere testimoni di un Dio che ha indicato proprio i bambini come risorsa più preziosa che abbiamo al mondo. La lista dei grazie da fare quando si tirano le somme di un’esperienza tanto arricchente è infinita. Come animatore mi sento di ringraziare Don Aldo, Don Matteo, Don Jonhatan e Don Dino per avermi dato la possibilità di mettermi in gioco, assieme a tanti miei amici.

Un grazie va a tutti coloro che ci hanno aiutato nella realizzazione di questa splendida avventura, dai genitori dei ragazzi, passando dalle mamme e dai papà che hanno preso addirittura le ferie per poter venire a dare una mano, arrivando ai responsabili degli animatori e dell’oratorio. Un ringraziamento speciale va, alla BCC Pordenonese. I cappellini colorati con il logo BCC sono diventati un po’ il simbolo della “marea” che ogni giorno vedevamo varcare il cancello dell’oratorio, come uno spruzzo di colore in una tela che prima sembrava un po’ spenta e triste. È anche grazie a realtà come la BCC che il Grest può essere fatto. L’aiuto concreto che ci ha offerto è risultato fondamentale per la buona riuscita di questa esperienza e soprattutto ci ha permesso di offrire un servizio qualitativamente ottimo, con in testa solo ed unicamente il bene del ragazzo. È per questo che la mia, anzi, la nostra speranza è che questa collaborazione continui nel tempo, come simbolo che la parrocchia non è solo l’oratorio, ma tutte quelle realtà che mettono al primo posto il bene altrui.

Gli animatori hanno provato e donato a tutti un’ emozione speciale in occasione della sfilata realizzata in oratorio, davanti a tutta la comunità azzanese, con addosso gli abiti del matrimonio di mamme e papà! 37


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Antonio Lunardelli

I vigili del fuoco a Motta di Livenza

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Alluvione Motta 1966

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Automezzo storico

Gli incendi sono un grande problema per il nostro Paese, basti ricordare le migliaia di ettari di boschi bruciati ogni anno. Se oggi abbiamo il Corpo dei Vigili del Fuoco formato da uomini che con abnegazione mettono in pericolo le loro vite per la nostra sicurezza lo dobbiamo, tra l’altro, alla sensibilità dell’imperatore romano Augusto (dal 33 a.c. al 17 d.c.), che particolarmente interessato al problema, delegò un gruppo del suo esercito denominato “Militia Vigilum” a prevenire, reprimere e punire chi appiccava i frequenti incendi a Roma. Nell’età medioevale l’attività di estinzione incendi ha il carattere della spontaneità e del mutuo soccorso. Nell’epoca dei comuni, nel XII secolo, il servizio era svolto dai cittadini e in particolare dalle organizzazioni di Arti e Corporazioni. Un più efficace coordinamento venne attuato poi nel XVII secolo sotto la dominazione napoleonica. In seguito dopo il 1800 e fino ai primi anni del 1900 il servizio dei pompieri era a carattere locale dei singoli Comuni. Successivamente nel 1935, con regio decreto, venne istituito il Corpo Pompieri, organizzato su base provinciale, con distaccamenti nei centri più importanti, creando un’organizzazione stabile e generalizzata di ”servizi antincendio” su tutto il territorio nazionale. Il regio decreto del 1938 alla parola pompieri sostituì quella di vigili del fuoco. Il Corpo svolge un servizio pubblico strategico ed insostituibile, con compiti istituzionali molteplici: la salvaguardia di persone, animali 38

e beni, il soccorso tecnico urgente in occasione di incendi, terremoti, frane, piene ed alluvioni, o di altra pubblica utilità. Opera inoltre nel campo della prevenzione e vigilanza sull'applicazione della normativa stessa nei campi più disparati. Dal 1992 il Corpo è entrato a far parte, istituzionalmente, del Servizio Nazionale della Protezione Civile. Fin dagli inizi del secolo scorso, a Motta di Livenza il servizio antincendio era svolto dai pompieri in collaborazione con il Comune. Nel 1941 il personale fisso era di tre unità permanenti e di alcuni volontari. Nel 1944, causa i bombardamenti nella città di Motta di Livenza, i pompieri furono trasferiti momentaneamente a Oderzo. Al rientro in città ripresero posto nella sede in Piazza Castello. Nel 1960 la Provincia di Treviso costruì l’attuale sede operativa in Via Lepido Rocco, oggetto poi nel corso degli anni di opportune ristrutturazioni ed ammodernamenti. Il distaccamento di Motta di Livenza, denominato da inizio 2015 “Distretto Est”, è incorporato nel Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Treviso, a sua volta dipendente dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Ministero dell’Interno. Importante ricordare che l’attività istituzionale di soccorso reso alla popolazione del territorio di competenza, su richiesta dei comandi limitrofi, viene svolta anche fuori regione nel vicino Friuli Venezia Giulia, ad esempio nei Comuni di Prata di Pordenone, Pasiano e Pravisdomini.


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Automezzi e caserma Motta

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Automezzi e caserma Motta

La semplice cerimonia di consegna del computer al Distretto Est dei Vigili del Fuoco di Motta di Livenza, tra il consigliere di zona sig. Mauro Verona ed il capo distaccamento C.R. Ornello Casagrande.

Attualmente operano a Motta di Livenza 28 unità tra vigili del fuoco e capi-squadra, oltre a due capi reparto-coordinatori.

cidente occorso sull’autostrada A4 in prossimità del casello di Cessalto. Purtroppo lo spazio è tiranno per ricordare, le numerose azioni di intervento svolte, ma risulta in ogni caso facile associare l’attività istituzionale svolta dai Vigili del Fuoco con spirito di abnegazione, sacrificio, coraggio e generosità ai principi più alti ed ampi della cooperazione in generale, e quindi alla nostra Cooperativa di Credito. Entrambi agiscono, ognuno nel proprio campo d’azione, vicini e nell’interesse del territorio in cui operano.

Le azioni di soccorso concluse dai Vigili del Fuoco di Motta di Livenza, in media di 500 all’anno, sono di varia natura e complessità tecnico/ operative. Il personale transitato in servizio al distaccamento mottense è intervenuto nelle grandi catastrofi nazionali, dal dopo guerra ad oggi. Si ricordano tra gli altri, il disastro del Vajont (oltre 1.900 vittime), l’alluvione del 1966, il terremoto in Irpinia del 1980 ed il terremoto del 1976 in Friuli Venezia Giulia. Un particolare cenno di menzione va all’opera prestata dai “Nostri Vigili” del Fuoco quando il 5 novembre 1966, in piena notte, arrivò l'ondata di piena della Livenza che ruppe gli argini e invase case e fabbriche, edifici, vigneti e campi, seminando distruzione in tutto il mottense. Il livello di piena raggiunto quella notte fu di 7,64 metri. Da ricordare inoltre la notte del 27 novembre 2002 quando il livello dell’acqua raggiunse i 7,29 metri e solo grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, coadiuvati dalle Forze dell’Ordine e dai volontari, riuscirono ad evitare la rottura dell’argine destro della Livenza in prossimità del centro cittadino, evitando così un’immane catastrofe. Ai fini statistici si rammenta che il livello record raggiunto dalla Livenza, fu di 7,84 metri alle ore tre del 3 novembre 2010. Da citare anche l’intervento eseguito nel marzo del 2003 sul luogo di un devastante e pauroso in-

A dimostrazione della collaborazione e quale riconoscimento concreto, la nostra Banca ha avuto l’opportunità di donare al “Distretto Est” dei Vigili del Fuoco di Motta di Livenza un nuovo computer a supporto delle sempre crescenti necessità operative.

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Marina Stroili

Il coro Polifonico S.Antonio Abate di Cordenons

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Monica Malachin

Fondato nel 1997 come coro liturgico, il Polifonico S. Antonio Abate, si evolve subito in coro polifonico e inizia una vivace attività concertistica in rassegne e con scambi corali a livello nazionale e internazionale, curando con minuziosità la preparazione musicale e tecnica dei coristi. Partecipa come ambasciatore della Regione Friuli Venezia Giulia a molti concorsi sia nazionali che internazionali, distinguendosi in varie categorie e vincendo prestigiosi premi. Il Polifonico S. Antonio Abate ha compiuto tournée in Spagna, Francia, Repubblica Ceca, Austria, Germania, Slovenia, mette in scena opere con orchestre famose chiamando direttori titolati e importanti nel panorama musicale italiano. È stato riconosciuto Coro di interesse nazionale dal Ministero dei Beni e Attività Culturali. Numerosi gli incontri con artisti che hanno determinato la crescita musicale della formazione, tra gli altri si ricordano il compositore Maestro Orlando Dipiazza, che per il Coro ha scritto molte opere originali, il chitarrista Armando Corsi che ha inaugurato un percorso di commistione tra musica colta sacra e musica pop, la cantante Milva, Steve Woodbury, Ilario Lavrencic, Lorenzo Donati, Giorgio Mazzucato, Marco Berrini, Pavel Mercù, Luciano Turato, Pierpaolo Scattolin, Dario Tabia. Il Polifonico S. Antonio Abate annovera numerosi progetti policorali, in occasione dei quali giunge a visitare compositori e repertori noti e poco noti, vanta, inoltre l’esecuzione di prime assolute di opere di compositori moderni e contemporanei; in repertorio opere di O. Dipiazza, L. Donati, I. Koloss, F. Liszt, L. Janáček, F. Poulenc, C. Frank, G. Fauré, W. A. Mozart, C. Orff, A. Vivaldi, J.S. Bach. È da attribuire al Polifonico S. Antonio Abate l'ideazione e la realiz40

zazione della rassegna "Itinerari Sonori " che dal 2015 si trasforma in Festival Internazionale con cadenza biennale. Il Polifonico S. Antonio Abate ha partecipato al progetto Lupachino Carnefresca per Momenti Musicali d’Abruzzo ed inciso per l'etichetta Rainbow il Requiem KV 626 di W. A. Mozart per coro soli e strumenti antichi. Dalla sua fondazione è diretto da Monica Malachin. OGNI PROGETTO UN VIAGGIO DI PACE NEL TEMPO E ATTRAVERSO LO SPAZIO La musica può essere uno strumento di pace? C’è un coro di Cordenons, il Polifonico S. Antonio Abate, che lavora in questa direzione, per costruire reali ponti di dialogo tra le persone, per unire sensibilità diverse fuori da ogni retorica; in questa ricerca ogni progetto artistico del Coro diviene una storia e ogni storia diviene un viaggio, reale o metaforico, nei luoghi familiari, nella Regione, nell’Europa e nel resto del Mondo. I tempi che viviamo, tra i cambiamenti che attraversa il mondo globale, la crisi della politica, le contraddizioni e l’ingiustizia che dilagano, il moltiplicarsi delle guerre locali e l’irrompere del terrorismo nella vita quotidiana, impongono a tutti, con urgenza, una riflessione su come contribuire e avere cura della pace e della capacità di convivenza tra popoli rifondando la propria missione e rimodulando i propri progetti. Il Polifonico S. Antonio Abate ha quindi di recente intrecciato in un unico filo conduttore tutti i suoi progetti, sia le produzioni in proprio,


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concerto a Les Arcs Provence

foto di

Angelo Simonella

sia le collaborazioni: far si che la musica e il canto siano prima di tutto veicolo di messaggi pacifici e di dialogo, siano occasione per mettere in luce il valore e la dedizione dei musicisti. Sono tutti convinti, nel Polifonico, che la bellezza della musica colta, sacra o profana, di autori come Cesàr Frank, Johan Sebastian Bach, di contemporanei come Ola Gjeilo, Orlando Dipiazza e di molti altri, abbia un potere quasi taumaturgico e aiuti a superare molti momenti difficili. Note d’Europa e Itinerari Sonori in Terra Friulana sono i progetti 2015 che hanno portato il Polifonico S. Antonio Abate in un viaggio di pace, fisicamente e idealmente, nell’Europa. Partiti a marzo 2015 dal Duomo di Santa Maria Maggiore di Cordenons per raggiungere in luglio la Francia del Sud, invitati dal Festival International Choral en Provence a La Seyne sur Mer, a Les Arcs e a Cuers, per l’originale allestimento del Polifonico de “Le sette parole di Cristo sulla croce” di César Franck: una composizione di recentemente scoperta e eseguita solo una decina di volte al mondo. Un’opera particolarmente suggestiva per la grande cantabilità delle sue parti corali e solistiche e per la sapiente misura del testo. E poi a fine estate, in un “pellegrinaggio” serale tra le pievi affrescate della Pedemontana con il progetto della Provincia di Pordenone Musae 2015, perché la convivenza si costruisce anche nel conoscere la propria terra, nel saper comprendere la bellezza di alcuni luoghi che risuonano ancor più intensamente quando accolgono la musica. Note d’Europa è anche un concerto del Polifonico che narra, quasi in chiave storica, la musica dal Rinascimento al Barocco, dalla musica da camera e riservata alla potenza del canto cele-

brativo e sacro, perché ogni condizione umana e culturale trova la sua espressione musicale. In autunno, il viaggio è ripreso per portare il gusto della musica corale da Sacile a Gorizia, da Tarcento a Tarvisio con la XIV edizione di ITINERARI SONORI IN TERRA FRIULANA promosso dal Polifonico S. Antonio Abate, l’appuntamento internazionale che ogni due anni ospita compagini corali di eccellenza della Regione Friuli Venezia Giulia e delle vicine Slovenia e Carinzia. Il festival si caratterizza per l'estrema eterogeneità dei cori e delle voci che vi partecipano, dalle voci bianche ai gruppi, dagli ensemble maschili a quelli femminili e per l'assoluta libertà di stili e repertori: a ciascun coro viene chiesto di portare in programma il meglio che lo rappresenta, per repertorio, espressività, stili e tecnica. Una libera espressione che si trasforma sempre in potente narrazione di percorsi artistici e, come sottolineava il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, dove “la voce diventa, in ogni concerto, uno straordinario veicolo di promozione per raccontare le caratteristiche di ogni territorio e costruire così esperienze uniche e irripetibili”. Il Polifonico è già al lavoro per il biennio 2016 e 2017, a gennaio FIORISCE LA MUSICA il nuovo progetto con cadenza annuale che nel 2016 avrà come tema NECESSARIE ARMONIE, un concerto spettacolo, un evento messo in scena da un esperto regista di teatro, dove il Polifonico cercherà di dimostrare come la musica sia quella necessaria espressione che solo gli umani sono in grado di inventare, eseguire, elaborare, riprodurre, spiegare, cantare. 41


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Maria Cristina Strasiotto

Genitori il docu-film Genitori, il docu-film del regista Alberto Fasulo, presentato fuori concorso al Festival di Locarno, ora in visione nelle sale italiane, ha riscosso grande interesse di critica e pubblico. Al centro del dialogo, il racconto della quotidianità di un gruppo di genitori - fra problemi, dubbi, paure e speranze - e il bisogno di confrontarsi, di trovare risposte e soluzioni, ma anche di esprimere liberamente le proprie posizioni sui temi più impellenti. Le famiglie con una persona disabile sono famiglie disabili? Una domanda a cui tutti vorrebbero rispondere no ma, inevitabilmente, almeno qualche volta, ciascuno si è sentito disabile come il figlio, il fratello. Il film narra in modo splendido ed incisivo, senza artifici e retorica, il confronto profondo, diretto e sincero, con gli altri, e lo scambio di esperienze agisce come cura efficace per tutte le persone implicate. I temi affrontati sono quelli con cui ognuno di noi si confronta, tanto più chi vive l’emarginazione per la disabilità di un familiare. Il dolore, nel dichiarare inadeguatezza e disperazione, diventa potente messaggio di speranza, nell’esprimere le problematiche afferenti all’affettività e alla sessualità, al diritto all’inclusione, all’autonomia e al lavoro. Un racconto che ha trovato in sede di montaggio tutta la sensibilità del regista per proteggere i protagonisti da pietismi e far emergere i profili autentici di uomini e donne che vivono situazioni molto diverse fra loro e lottano per mettere le loro esperienze reciprocamente a servizio degli altri. Persone che di fronte a un problema della vita sanno combattere tutti i giorni contro i pregiudizi e contro le etichette per un presente dignitoso e per guardare con speranza al futuro. Nello spazio di una stanza, la telecamera discreta del regista entra nei

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vissuti familiari, con primi piani pieni di forza ed emozione, nel ritmo di una parlata libera e sincera, di un lessico semplice e incisivo, e restituisce, con grande rispetto, i loro drammi e affanni ma anche coraggio, tenacia e senso civico. Ecco che emerge la forza del gruppo per dare voce a un confronto dialettico con le istituzioni, con il sindaco della cittadina, per monitorare il cambiamento. La realtà raccontata esiste a San Vito al Tagliamento, è l’Associazione ”Vivere Insieme”, formata da un gruppo di familiari di persone diversamente abili, che negli ultimi 16 anni periodicamente si incontrano, in modo autonomo e autogestito, per dare forma alle proprie angosce e preoccupazioni, per trovare comprensione reciproca e sostegno, per aiutare se stessi e per prendersi cura degli altri. Alberto Fasulo ha saputo con questo film accendere una luce per innescare cambiamenti possibili e dare voce a chi non ce l’ha ancora, facendoci entrare, insieme ai protagonisti, nella testimonianza collettiva di fragilità e di umanità, con la disponibilità d’animo di saper ascoltare e poi, fuori di lì, con la consapevolezza e sensibilità di poter agire per cambiare le cose.


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SOSTIENE

Alberto Fasulo, sanvitese, classe 1976, ha esordito alla regia nel 2008 con l’opera “Rumore Bianco”, un film documentario dedicato al fiume Tagliamento e la sua storia, è vincitore del Marc’Aurelio d’Oro per il migliore film al Festival di Roma nel 2013, con il film “Tir”, sulla solitudine errante dei camionisti. “Genitori” è prodotto dalla casa cinematografica Nefertitifilm di San Vito al Tagliamento e da Rai Cinema, realizzato con il sostegno e il contributo del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, della Friuli Venezia Giulia Film Commission, del Rotary International Distretto 2060 e distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà, coinvolgendo associazioni, istituzioni e scuole. Fra i sostenitori c’è la BCC Pordenonese.

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Giorgio Tonolo presidente Asfe

Convegno territoriale di riflessione e proposta Il convegno svoltosi in sala consiliare della Provincia di Pordenone il 17 0ttobre 2015 sul tema “Educare insieme – prevenzione e infanzia” ha corrisposto in pieno agli obiettivi di chi l’ha organizzato. Il colpo d’occhio di una sala gremita e attentissima alle varie relazioni, tutte stimolanti, ha confermato l’attualità del tema dell’infanzia e della prevenzione infantile. Già in prolusione Luigi Pati, preside di Scienze della Formazione alla Cattolica di Milano, ha rilevato come il nostro contesto culturale debba ripensare il clima educativo in cui crescono i bambini. Per tutelarne pienamente i diritti, ha spiegato Fabia Mellina Bares, garante regionale dei diritti alla persona. Ma anche per promuoverne uno sviluppo sano dal punto di vista sanitario e psicologico, hanno aggiunto le pediatre Flavia Ceschin e Laura Fanti, che hanno evidenziato come la realtà del nostro territorio segnali nuovi assetti socioculturali, soprattutto in presenza di crescenti fenomeni immigratori.

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Una fase caratterizzante dell’incontro è stata dedicata a una panoramica densa di buone prassi esistenti nell’area pordenonese, sia nell’ambito del lavoro sociale intorno ai disturbi di apprendimento, come in quello delle adozioni e delle iniziative formative per gli educatori dell’infanzia. L’evento ha offerto anche l’occasione per far conoscere l’ente di promozione sociale che l’ha organizzato. L’ASFE (Associazione per lo Sviluppo della Formazione Educativa), sorta nel novembre 2013, ha già promosso un primo convegno “Educare insieme” nell’ottobre 2014. In questo secondo si ripresenta come una realtà ulteriormente cresciuta, per l’inserimento di vari componenti provenienti dal mondo scolastico, amministrativo sociale, sanitario e culturale educativo. Pertanto ha richiamato la sua triplice finalità operativa: l’informazione, attraverso un proprio sito (www.asfe.it), la formazione degli educatori e la sensibilizzazione sociale con eventi di riflessione e proposta.

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SOSTIENE


L’infanzia è per l’ASFE oggetto di attenzione primaria, mentre l’educazione resta sempre l’obiettivo principe di ogni prevenzione. Perché prodigarsi per chi si affaccia alla vita è creargli le precondizioni per un’esistenza serena. È accertato che le dimostrazioni di sensibilità degli adulti e la loro disponibilità a relazionarsi in modo attivo e propositivo possono lasciare un’impronta profonda nel futuro del bambino: con aspetti di sicurezza o insicurezza, di apertura agli altri o di chiusura difensiva, di organizzazione oppure di disorganizzazione personale e sociale.

L’ASFE pone davanti a sé ampi obiettivi di servizio sociale: operando per una cittadinanza attiva in rete per l’educazione, con progetti impegnativi, da attuare in collaborazione con altri soggetti sociali, sensibili alla causa. Il sindaco Claudio Pedrotti durante il convegno ha invitato, a insistere su questa linea, mentre il vicegovernatore Sergio Bolzonello, in un messaggio ai partecipanti, ha definito l’ASFE un riferimento importante per il territorio e, la sua opera, un impegno benemerito.

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I primi 50 anni della Casa dello Studente “Antonio Zanussi”

“Noi l’anniversario lo vogliamo vivere senza eventi speciali ma qualificando di particolare impegno le molte attività che caratterizzano annualmente la nostra istituzione – hanno affermato più volte nel corso dell’anno, all’unisono, don Luciano Padovese, fondatore nel 1965, e l’attuale presidente Gianfranco Favaro – una Casa che coinvolge quotidianamente oltre ottocento persone di tutte le età: caratteristica piuttosto unica che dura ormai, ininterrotta, da mezzo secolo”. Una vivacità pluriennale che è di per sè evento straordinario, sottolineato dalla comunità pordenonese con la consegna a metà aprile del Sigillo del Comune di Pordenone a don Padovese e con la dedica da parte del Teatro Verdi, di uno straordinario concerto della Gustav Mahler Jugendorchester, alla fine di agosto. Un anno in cui si sono susseguiti corsi, convegni, mostre d’arte, concerti, concorsi e festival internazionali, proposti dalle diverse associa46

zioni che operano in sinergia nella Casa: Presenza e Cultura, il Centro Iniziative Culturali Pordenone, l’IRSE, Istituto Regionale di Studi Europei, l’Università della Terza Eta’. E la quotidianità di un luogo aperto, di accoglienza, con strutture e attrezzature all’avanguardia, dalla mensa alle numerose sale incontri. Una gestione efficiente e trasparente, che negli anni si è guadagnata il sostegno delle istituzioni, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia e Comune, cui si aggiunsero sostegni di importanti istituti bancari, tra cui anche il coinvolgimento concreto della Banca di Credito Cooperativo Pordenonese. E tuttavia una giornata particolare c’è stata: sabato 21 novembre con la presentazione di un originale volume “Storia di persone. Storia di idee. 50 anni della Casa Zanussi a Pordenone”, caratterizzata da interventi istituzionali non convenzionali e una serata di festa con collaboratori vecchi e nuovi.


Curato da Luciano Padovese e Giuseppe Ragogna, il volume comprende un saggio di Ragogna sulle trasformazioni di “Quei Formidabili Anni Sessanta”, in cui è nata la Casa e sul pensiero e la caratura civica di tre personaggi rilevanti: gli industriali Lino Zanussi e Luciano Savio e il Vescovo Vittorio De Zanche, che furono determinanti anche per la nascita della Casa; una narrazione, “Casa Zanussi da allora a ora. Quasi un diario”, di Luciano Padovese, che racconta delle idee di partenza e dell’apporto di tantissime persone, rivelatesi indispensabili alla crescita della Casa. E inoltre quattro brevi testimonianze: “Una storia di relazioni”, di Maria Francesca Vassallo; “Voglia di più Europa ora e allora”, di Laura Zuzzi; “Solo per ringraziare. Cinquant’anni di Galleria Sagittaria”, di Giancarlo Pauletto; “L’incontro creativo incontro con una famiglia di tipografi”, di Carlo Sartor. Fa parte integrante del volume “Cinquanta Anni di racconto fotografico”, a cura di Laura Zuzzi, con moltissime foto dall’Archivio della Casa. “Sì, a quei tempi si macinava futuro in un’atmosfera contagiosa – esordisce il giornalista Ragogna nel suo ampio saggio - si costruiva, con coraggio, lungo una traiettoria alimentata dai sogni. Erano gli Anni Sessanta, un periodo straordinario anche per Pordenone, luogo considerato ai margini dei grandi giochi. In casi eccezionali finiva in qualche buco di cronaca, come terra di caserme. In periferia, quasi sempre, i cambiamenti arrivano dopo, praticamente di riflesso e attraverso un’intensità assai stemperata e anonima. Una volta tanto la città fu invece proiettata dentro il vortice degli avvenimenti, trascinata dalla creatività e dal carisma di alcuni personaggi ancora ricordati come un po’ “figli delle stelle”. Per lo più erano imprenditori capaci di scrutare e di interpretare i tempi nuovi, spesso lasciandosi coinvolgere dalle utopie, per poi ribaltare concretamente vecchi schemi organizzativi e illogiche subalternità territoriali” E nacque la Casa che aprì nell’ottobre del 1965, senza nessuna inaugurazione ufficiale ma subito con un affluire di studenti della città e del territorio, ad affollare la mensa e i diversi ambienti, a rendersi protagonisti di incontri, partendo dai loro interessi: la musica i primi cineforum. Accoglienza, creatività e impegno fin dall’inizio. Così Padovese nel ricordare i primissimi mesi¸ “ …incominciò una fatica grande, ma entusiasmante, per configurare l’attività di un centro culturale partendo da un concetto di cultura ampio e partecipativo. Obiettivo per altro ancora oggi attualissimo anche secondo gli orientamenti delle agenzie socio-culturali più sensibili e secondo le indicazioni di antropologi, sociologi, psicologi, ritenuti all’avanguardia, ma chiaramente contenuti nel vangelo e nei grandi da Aristotile ad Agostino e Tommaso d’Aquino. Non è spingendo che si

educa, ma attraendo. È la bellezza della proposta che può orientare, non la insistente pressione alle terga di chi si dimostra renitente. Si deve lavorare per favorire responsabilità personale e collettiva, e non solo raggiungere obiettivi rigidamente prefissati, finendo anche con il mortificare creatività e originalità oltre che libertà. In concreto, il nostro progetto prevedeva non un centro “doposcuola”, bensì una realtà viva in cui, pur con anche iniziative specifiche delle varie età, metteva tutti insieme nell’invito e nell’impegno per la promozione di certi valori: l’accoglienza e il rispetto reciproci; la cura dell’ambiente; l’apertura alla bellezza attraverso l’arte, la musica, il teatro, la lettura e l’approfondimento delle scienze; anche il gioco ordinato nel tempo libero; e pure la riflessione dello spirito, pur senza condizionamenti confessionali”. Nel ricevere il Sigillo della Città lo scorso 17 aprile, don Padovese ha espresso la sua gratitudine “…nella convinzione che il riconoscimento a me si riferisca al gran numero di persone e attività che ha caratterizzato – e ancora lo fa – cinquanta anni della Casa di Via Concordia , un grande incoraggiamento a un lavoro che , più che alla memoria del passato, è proteso al massimo impegno possibile per il futuro”. “LINOLAB”:ULTIMA NOVITA’ PER I 50 ANNI DELLA CASA RICORDANDO ANCHE I 100 ANNI DELLA ZANUSSI Si chiama LinoLab l’ultima iniziativa nata tra le mura del Centro Culturale Casa A. Zanussi di Pordenone, aperto ufficialmente sabato 14 novembre. Si tratta di un FabLab, laboratorio di fabbricazione digitale, al piano seminterrato, che vuole diventare un punto di riferimento per giovani e non solo che amano costruire prototipi e piccoli robot nonché cimentarsi in sperimentazioni che prevedono l'utilizzo pratico di schede elettroniche, stampanti 3D e altre macchine a controllo numerico. Nasce dalla collaborazione della Casa con il Crunchlab di San Dona' di Piave, con la direzione di Sebastiano Mestre, già curatore dell'area Makers presso Radioamatore Pordenone Fiere. Il nome LinoLab è un omaggio a Lino Zanussi, imprenditore sempre avanti rispetto ai suoi tempi, creando innovazione. Nel 1965, Lino ha voluto dedicare la Casa a suo padre Antonio, che nel 1916 aveva dato il via al suo laboratorio di artigiano creativo. Importante anniversario alle porte. 47


bcc territorio

Paola Tantulli

La prima guerra mondiale Nel Friuli Occidentale La Grande Guerra nella vita quotidiana. Il racconto della Prima Guerra Mondiale nel Friuli Occidentale. Storie e vicende dal 1915 al 1918, avvenute in una realtà che non era nemmeno ancora una provincia, ma posta a due passi dai principali fronti. Uomini, donne, bambini, comunità intere, i loro gesti quasi mai narrati dalla storiografia ufficiale. La quotidianità delle famiglie e dei civili di Pordenone, Ma- niago, Sacile, Porcia, San Vito, Spilim- bergo, e tutti i comuni attorno, città dove non arrivarono gli orrori delle trincee, ma tutta l’angoscia e la paura di intere generazioni chiamate ad andare al mas- sacro nel più grande conflitto che l’umanità avesse mai vissuto. Di questa guerra non voluta cerchiamo quindi, come possiamo, di raccontare quella che sconvolse come un tornado le genti che abitavano tra il Cellina e il Tagliamento perché è “rammendando” che si ricava la tela per intero. E tutta la tela è ciò che è stata questa guerra, non soltanto gli episodi eroici o supposti tali. Tutti sono stati eroi e tutti sono stati presi d’infilata da quel treno che si è messo in moto e che oggi, per fortuna, appare di nuovo arrugginito così com’era nel 1914. Speriamo che resti così! Fulvio Comin è giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani prima di diventare responsabile provinciale, per anni, dell’edizione di Pordenone del “Messaggero Veneto”. Ha quindi prestato la sua attività professionale per l’Agenzia Ansa, il “Sole/24 ore” e poi per la Rai. è socio del Rotary Club di Pordenone di cui è stato presidente nell’annata 20052006. Ha pubblicato: Storia dell’assistenza a Pordenone dal 1440 a oggi; Arte storia e ambiente nel Friuli Occidentale; Storia e storie di pordenonesi e due romanzi: Il volo della crisalide vincitore del premio letterario nazionale Città di Arona 2007; Viktor e il suo doppio. E poi Il “Sessantotto” del Mattiussi e con altri autori I piatti perduti. Ha scritto inoltre Storia di Pordenone e Storia di Maniago. Coniugato ha due figli. Vive e lavora a Pordenone. Nelle nostre collane sono usciti “I Sanvitesi”, “Storia di Maniago”, “Storia di Pordenone”, “Storia di Andreis”, “Vajont, il giorno dopo”. 48

Fulvio Comin

giornalista professionista Fulvio Comin è giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani prima di diventare responsabile provinciale, per anni, dell’edizione di Pordenone del “Messaggero Veneto”. Ha quindi prestato la sua attività professionale per l’Agenzia Ansa, il “Sole/24 ore” e poi per la Rai. è socio del Rotary Club di Pordenone di cui è stato presidente nell’annata 20052006. Ha pubblicato: Storia dell’assistenza a Pordenone dal 1440 a oggi; Arte storia e ambiente nel Friuli Occidentale; Storia e storie di pordenonesi e due romanzi: Il volo della crisalide vincitore del premio letterario nazionale Città di Arona 2007; Viktor e il suo doppio. E poi Il “Sessantotto” del Mattiussi e con altri autori I piatti perduti. Ha scritto inoltre Storia di Pordenone e Storia di Maniago. Coniugato ha due figli. Vive e lavora a Pordenone.


Edizioni Biblioteca dell’Immagine

La grande guerra a piedi

Da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale Prima guerra mondiale. Uno zaino, pochi soldi in tasca e la convinzione di voler camminare in solitaria per due mesi ripercorrendo la linea di fuoco della Prima guerra mondiale. Da Londra a Trieste, per vedere e osservare con i propri occhi, quello che è stato e quello che è rimasto. Alcuni ostacoli lungo il percorso, tante le persone incontrate, molti i cimeli raccolti lungo la strada, infinite le emozioni conservate. Un viaggio, soprattutto interiore, spinto dalla passione per la ricerca e per la Storia, lungo quel fronte che cent’anni fa chiamò a sé milioni di giovani, per non farli tornare mai più. L’autore decide di partire un tiepido sabato di maggio da Londra, con arrivo previsto per mercoledì 9 luglio in Piazza Unità d’Italia a Trieste, terra natale, terra contesa. Cammina in solitaria, senza realmente sentirsi mai da solo. Il dialogo con il bisnonno omonimo, fante austroungarico sul fronte russo, sarà costante. Un viaggio non solo fisico, ma nella memoria, nel passato, nella Storia. Queste pagine sono un resoconto in prima persona di come l’Europa reale, non quella politica delle grandi commemorazioni, guardi giorno dopo giorno, al terribile conflitto che la sconvolse, attraverso le voci e le testimonianze di chi quotidianamente continua a lottare per conservarne il ricordo.

Nicolò Giraldi giornalista pubblicista

Nicolò Giraldi è nato a Trieste nel 1984. È giornalista pubblicista dal 2009. Ha cominciato a pubblicare con La Voce del Popolo, quotidiano della comunità italiana in Slovenia e Croazia nel 2005, occupandosi soprattutto di corrispondenza dall’Italia. Figlio di esuli istriani, ha scritto tre brevi romanzi storici ed un racconto premiati presso il Concorso Internaziona- le di Arte e Cultura Istria Nobilissima. Laureato in Storia Moderna, negli ultimi due anni ha vissuto a Londra, città dove ha conseguito un Master presso la London School of Journalism. Ha firmato numerosi articoli per quotidiani del Gruppo Espresso. 49


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Sergio Gentilini

Il salesiano roveredano don Antonio Cojazzi e la Sindone In questo periodo la stampa rivolge particolare attenzione al Sacro lenzuolo, la Sindone, e alla sua Ostensione (avvenuta il 19 aprile). Sono comparse diverse interessanti e preziose pubblicazioni al riguardo: in particolare nel ‘Bollettino salesiano’ di aprile 2015 si afferma come nelle vicende della Sindone una parte di rilievo sia stata riservata ai salesiani, con un loro ampio contributo alla diffusione della conoscenza e del culto, ed anche di studio.

Forse non tutti sanno che dopo don Noguier, ideatore della fotografia della Sindone (siamo nel 1900) e primo salesiano studioso della Sindone, altri salesiani si posero a studiare e a diffondere la conoscenza della venerata reliquia: tra questi don Antonio Cojazzi, nato a Roveredo il 30 ottobre 1880, quarto di sette figli (anche i fratelli Enrico e Francesco, diventeranno salesiani). Laureato, sacerdote, insegnante e grande educatore, di don Toni è notissimo e famoso il libro su PierGiorgio Frassati, diffuso in tutto il mondo e tradotto in una ventina di lingue. Morì a 73 anni , di infarto, nell’ottobre del 1953 a Salsomaggiore, parrocchia di don Ersilio Tonini, dov’era stato chiamato per una serie di conferenze. Vero apostolo di Cristo, così fu elogiato autorevolmente da mons. Montini, pro-Segretario di Stato in Vaticano, il futuro Papa Paolo VI: era molto amato e molto seguìto: il suo nome associato a quello di PierGiorgio Frassati (di cui egli seppe fare splendido esempio

di giovanile virtù cattolica) è e sarà tra quelli più cari a quanti hanno lavorato per la rinascita cristiana del nostro Paese.

Don Antonio

Don Enrico

Don Francesco

Ancora un ‘ricordo’ da parte del futuro Papa Paolo VI: ordinato Sacerdote nel maggio 1920 poco dopo conobbe don Antonio Cojazzi “uno dei Salesiani più noti in Italia” che ha avuto il merito (secondo don Montini) di scuotere la pigrizia di un suo cugino, Luigi, aiutandolo a maturare una vocazione salesiana e missionaria; fu don Antonio, giovane prete, ad accompagnare il cugino Luigi dai salesiani a Valdocco, seguendolo poi sempre durante gli anni di ‘missione’ con grande interesse, sentendosi legato a don Bosco e alla sua Famiglia da una ‘affezione parentale’. Don Toni Cojazzi (e fratelli): una figura che dovrebbe ulteriormente essere studiata, approfondita e adeguatamente riproposta in sede roveredana, e non solo!


don Antonio nato a Roveredo in Piano (Pordenone) il 30/10/1880, deceduto a Torino il 27/10/1953

Una targa commemorativa è stata posta sulla facciata di casa Cojazzi a Roveredo, in piazza Roma, con ampia partecipazione di Autorità (tra questi il prof. Luigi GEDDA - Univ. di Roma), roveredani amici e conoscenti, domenica 23 nov. 1980 (nel primo centenario della nascita di don Antonio), a ricordo dei tre fratelli Cojazzi, Francesco, Enrico e Antonio.

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Lucio Caldo

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Giro ciclistico internazionale della Regione FVG

Per il secondo anno consecutivo, il Giro Ciclistico internazionale della Regione Friuli Venezia Giulia ha visto l’arrivo della prima tappa ad Azzano Decimo. È oramai un punto fisso, che il ciclismo internazionale che conta - della categoria Elite ed Under 23 - vetrina importante per tutti quegli atleti che vogliono passare al professionismo, dia spettacolo ed entusiasmi gli appassionati azzanesi con il traguardo nella nostra città. La partenza della tappa, giovedì 10 settembre, è avvenuta da Villa Santina, la carovana ha proseguito verso la prima salita di Colza, poi Sella Chianzutan, per proseguire a Vito d’Asio, Pinzano, Sequals, Arba, San Quirino, Cordenons, Azzano Decimo per concludere con 2 giri in circuito e l’arrivo in viale XXV Aprile dopo 163 km corsi alla media oraria di 43.960. 52


Il Belga Premont trionfa ad Azzano Decimo

Davanti al pubblico delle grandi occasioni ha vinto con un poderoso allungo nell’ultimo chilometro il belga Christophe PREMONT della squadra Veranda’s Willems Nella salita di Sella Chianzutan il gruppo forte di 125 corridori si è sgretolato in più gruppetti e, terminata la discesa verso Vito d’Asio, al comando si sono trovati 18 atleti, che nonostante il vento molto forte e le varie difficoltà altimetriche nel percorso, sono giunti all’arrivo di Azzano Decimo a disputarsi la vittoria di tappa e la conquista della prima maglia di capoclassifica del 52° Giro Ciclistico Internazionale della Regione FVG. Davanti al pubblico delle grandi occasioni ha vinto con un poderoso allungo nell’ultimo chilometro il belga Christophe PREMONT della squadra Veranda’s Willems cycling team che ha preceduto lo svizzero Colin Stussi, il friulano Seid LIZDE e il campione italiano elitè Gianluca Milani, a seguire i restanti 14 atleti. Il primo gruppo inseguitore è giunto con un ritardo di circa 2 minuti. Da segnalare che ben 23 corridori sono giunti fuori tempo massimo stante il percorso molto impegnativo, evento piuttosto raro alla 1^ tappa, per una gara ciclistica internazionale a tappe così importante.

La giuria internazionale, la stampa e tutta l’organizzazione dell’evento hanno trovato posto per svolgere la propria attività presso i locali messi a disposizione dalla nostra BCC Pordenonese, nella propria sede. Una Banca, sempre disponibile e attenta alle esigenze del territorio e vicina allo sport in particolare. Il 52° Giro ciclistico della Regione FVG al termine dei 3 giorni di gara è stato vinto dal compagno di squadra di PREMONT il belga Gaetan BILLE, che il prossimo anno passerà professionista nella formazione professional WANTY. Come da tradizione il nostro giro promuove grandi atleti, ricordiamo che il giro del Friuli è stato vinto nel passato da campioni come Gimondi, Chiappucci, Simoni, Polanc. 53


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Cristina De Trane

Associazzano 2015 Insieme si può

È con una novità che gli organizzatori dell’11° edizione di Associazzano – giornate dell’associazionismo e del volontariato, hanno voluto aprire la kermesse appena trascorsa e precisamente con una cena di gala a scopo benefico a favore dell’Area Giovani del CRO di Aviano. La splendida macchina organizzativa coordinata dalla curatrice dell’evento ha reso possibile la realizzazione della serata al Palaverde di Azzano Decimo, con oltre 270 partecipanti. Un doveroso grazie va a chi ha, sin da subito, creduto nell’iniziativa mettendo a disposizione tempo e risorse: il Giardino delle Api, Pro Loco di Azzano Decimo, Pro Loco di Cesena, Pro Loco di Fagnigola, Oratorio Don Bosco di Azzano Decimo, Alpini di Azzano Decimo e G.S.C. Capo di Sotto e gli straordinari camerieri della scuola alberghiera Lepido Rocco di Pramaggiore. La serata è stata intrattenuta musicalmente dal cantautore pordenonese Marco Anzovino e dai ragazzi del Progetto Giovani del Comune di Azzano Decimo. 56

L’intervento chiave della serata è stato lasciato al dott. Maurizio Mascarin, ideatore e responsabile dell’Area Giovani del CRO di Aviano, che con poche parole e molta sensibilità ha saputo coinvolgere ed emozionare i presenti. L’apertura dell’Area Giovani nel 2007 ha rappresentato in Italia la prima esperienza di cure specializzate oncologiche nella fascia d’età puerile, un modello attento a fornire cure moderne e delicate e a garantire un futuro normale per i bambini e ragazzi, con l’obiettivo di migliorare le cure e la qualità delle stesse. In conclusione un ringraziamento va rivolto a tutti quegli sponsor pubblici e privati che hanno sostenuto questa iniziativa, ed in particolare alla Banca di Credito Cooperativo Pordenonese, presente all’evento con tutto il consiglio di Amministrazione. In qualità di ideatrice ed organizzatrice dell’evento non mi rimane che dire INSIEME SI PUÒ … e noi possiamo dire di aver aiutato l’Area Giovani del CRO di Aviano con 5.000,00 euro che verranno consegnati nelle prossime settimane alla struttura.


All'Area Giovani del CRO di Aviano

5.000 euro

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Tullio Frau

BCC sostegno

Correre insieme per guardare lontano Il maratoneta sessantaduenne Tullio Frau, ci insegna che anche senza la vista, si può essere capaci di grandi imprese, fatte con il cuore.

Quando vado a correre con gli amici, via via che scorrono i chilometri, si parla di ogni argomento, dal più frivolo al più serio, ma spesso trascorriamo dei tratti di strada in silenzio, vuoi per la stanchezza, vuoi per chi sa quale altro motivo ma, in questi momenti di silenzio, la mia mente spesso torna indietro a quando ero bambino, alle difficoltà che mi creava la vista che mi stava abbandonando o a mio padre che abbandonava i campi per portarmi a Cagliari per l’ennesima visita oculistica. Non c’è nulla da fare per suo figlio diceva il medico, mentre lui si girava dall’altra parte con il fazzoletto in mano per asciugarsi una lacrima. Penso agli anni di collegio a Cagliari, alle interminabili estati trascorse in solitudine nel cortile di casa a Gonnoscodina, ormai la vista mi stava abbandonando del tutto e non potevo più partecipare alle scorribande nelle campagne con gli amici e il mondo si stava stringendo sempre più come un cerchio dove ero prigioniero. Poi torno con la mente ai giorni attuali, alla corsa, a tutto quello che la vita con il tempo mi ha regalato e mi sta ancora regalando, un lavoro, una famiglia, due figli, tantissimi amici che mi vogliono bene e la salute che, ringraziando dio, mi assiste. Un giorno, di ritorno dalla solita corsetta, appena arrivo a casa, senza nemmeno cambiarmi i vestiti sudati, presi il cellulare e decido di chiamare Raffaele (Brattoli). Appena mi risponde gli chiedo: “Cosa ne pensi, mi è venuta un’idea, perché non facciamo qualcosa per aiutare i bambini ciechi dei paesi disagiati?” quando mi sono recato a Zanzibar per la 100 km ho potuto constatare che in quell’isola ci sono delle realtà molto povere, bambini ciechi che non possono accedere all’istruzione e poi altre realtà. “Certo!” risponde lui.

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È nata proprio così l’idea di questa incredibile avventura! Molti i partner che l’hanno subito sostenuta: BCC Pordenonese, l'Unione ciechi e la Federazione dei sardi di Pordenone, nonché gli Azzano Runners, di cui faccio parte anch’io. Sono stati 429 km di solidarietà, lungo l'antica via Francigena (la via di San Francesco) con destinazione Roma. Nell'arco di sei giorni abbiamo percorso una media di circa 70 km al giorno. Alla fine della lunga corsa, il 20 maggio l’atteso incontro con Papa Francesco. Una maratona di solidarietà il cui scopo era raccogliere fondi necessari per l'acquisto di materiale didattico da destinare alla scuola per bambini non vedenti dell'isola di Zanzibar e per la scuola " Bethany School " a Meghalaya (India) che ospita oltre a bambini non vedenti anche pluriminorati e normodotati. Obiettivi raggiunti, in quanto sono stati consegnati 1500 euro alla Bethany School ed è stato acquistato materiale didattico per pari importo anche per la scuola di Zanzibar. Il materiale è stato poi recapitato grazie all’interessamento di un privato che lavora in loco ed ha messo a disposizione gratuitamente parte del suo container per il trasporto.


Finalmente intorno alle 9.50 compare il nostro Papa Francesco, l’emozione è indescrivibile, non credo ancora alle mie orecchie, lui era lì a pochi metri da me e tra me e il palco non c’era niente. Una sensazione indescrivibile mi pervade ma poi la funzione termina e restiamo in attesa che passi davanti ad ogni uno di noi. Arriva finalmente il mio turno, sono imbambolato, incredulo; dovevo, anzi avrei dovuto dirgli tante cose. Mi alzo in piedi ma lui dolcemente mi sussurra di sedermi, mi impone la sua mano sinistra sulla testa e con il pollice traccia il segno della croce sulla mia fronte, poi mi prende la mano sinistra, io gli stringo la sua destra tra le mie, gliela bacio e mi alzo. Metto tra le sue mani la maglia con le nostre 7 firme che simboleggia il nostro messaggio di pace e solidarietà,

forse quella maglia sarà stata subito accatastata tra le mille donazioni, non sarà certamente quella ad attirare la sua attenzione. Resta comunque il fatto che tra le sue mani si è posata una delle maglie indossate da noi e questo ci basta. Il gesto, l’intenzione, la buona volontà, la fede e tutti i buoni sentimenti che un uomo può custodire, tutto questo è quello che ho messo nelle sue mani e tutto ciò farà si che tra qualche mese dei bambini sfortunati potranno sorridere anche grazie al nostro gesto, alle nostre fatiche, al nostro sudore, alla nostra caparbietà e alla nostra forza di volontà. Tutto questo perché: CON LE DIFFICOLTÀ SI RAGGIUNGONO LE STELLE, E LA VOLONTA’ NON HA BARRIERE.

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bcc arte

Lorenzo Franco Santin

Gruppo del Cavallo, Piancavallo (PN)

nell’immagine

Monfalcon di Forni, Forni di Sopra (UD)

Lorenzo Franco Santin Nasce 26 anni fa a San Vito al Tagliamento e vive ad Azzano Decimo. Scopre la fotografia sette anni fa attraverso un percorso da autodidatta. Inizialmente essa rappresenta un hobby a cui dedicare il tempo libero, fino a diventare ricerca di tempo libero da dedicare alla fotografia. Tre anni fa si avvicina alla montagna, dapprima nella sua espressione più semplice, attraverso escursioni di qualche ora, poi con tempo e dedizione la complessità delle escursioni aumenta notevolmente. A quel punto la montagna coltiva la fotografia e la fotografia coltiva la voglia di monta-

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gna e comincia così il suo avvicinamento alla natura, a piccoli passi e sotto tutti gli aspetti, fotografici e non. Il tempo a disposizione però è limitato perché condizionato dal lavoro, gli unici momenti in cui riesce a dedicarsi alla sua passione sono i fine settimana. Anche le condizioni metereologiche condizionano spesso le sue scelte, ma la brama di passare la notte “lassù” è sempre viva. Spesso gli capita di passare il sabato notte in un luogo e spostarsi per il tramonto della domenica, nella speranza di ottenere qualche scatto buono. Lorenzo ottiene riconoscimenti in alcuni siti web e vince concorsi fotografici, espone al Museo di Storia Naturale di Pordenone in una mostra


nell’immagine

Treno del Leone, Cimolais (PN)

personale (luglio e agosto 2014) e a New York (settembre 2014) in una mostra collettiva. Ora si dedica a tempo pieno alla fotografia naturalistica e sportiva. Ha un progetto attivo di promozione e valorizzazione della nostra Regione e sta preparando un ambizioso progetto all’estero per il prossimo anno. Nel mese di ottobre una sua suggestiva selezione di foto, frutto di numerose escursioni in Friuli Venezia Giulia, è stata esposta nei locali della nostra filiale di Azzano Decimo. Le fotografie di Lorenzo Franco Santin raccontano la magia della nostra terra.

Ăˆ possibile contattare il fotografo info@lorenzofrancosantin.com Tel. +39 340 9092048 facebook.com/lorenzo.f.santin Instagram mooploop lorenzofrancosantin 61


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Intento in cose de prospectiva

Libro d'artista Stefano Jus

STEFANO JUS Nasce a Pordenone nel 1963. Si forma artisticamente con la figura del padre Duilio. Dal 1984 al 1993 realizza dipinti murali di grande formato nel Pordenonese e le vetrate di alcune chiese venete e friulane. Parallelamente dal’85 il percorso pittorico è stato visibile nelle mostre personali e collettive organizzate in Italia e all’estero ricevendo premi a Padova, Udine, Singapore e Dessau. Nel 1995 fonda GIOCOFORMA, studio laboratorio per la produzione di giocattoli e oggetti d’arredo. Dal 2000 espone delle sculture lignee di grande formato in diversi comuni del Pordeonese ed interviene con pittura, scultura, mosaico in alcuni spazi pubblici del territorio regionale. Firma diversi progetti musivi realizzati nel territorio europeo tramite la Scuola Mosaicisti del Friuli dove insegna disegno e colore. Recentemente ha prodotto diversi libri d’artista tra cui quelli su Gherardo Freschi, Harry Bertoia e Giovanni Antonio de’ Sacchis detto “Il Pordenone”. 62

Calendario BCC Pordenonese 2016 idea e progetto Doris Palmisano


Matteo Palmisano

Calendario BCC 2016 Stefano Jus e Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone In occasione dei 500 anni dalla realizzazione dell'olio su tela "Madonna della Misericordia" di Giovanni Antonio de' Sacchis detto Il Pordenone, tuttora visitabile presso il Duomo di Pordenone, BCC Pordenonese ha colto all'istante la disponibilità dell'artista Stefano Jus, di presentare ai suoi oltre diecimila soci, attraverso il Calendario ed il biglietto di auguri, alcuni aspetti del Maestro. Stefano Jus ha concepito e realizzato due anni or sono il libro d’artista “Intento in cose de prospectiva” dedicato alla figura di Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone. Il progetto è stato autofinanziato e prodotto grazie al sostegno di 52 singoli committenti amanti dell’arte, della storia e della propria terra.

no accanto a figure come Michelangelo, Caravaggio, Tiziano e ricordato dal grande storico aretino, Giorgio Vasari, come «il più raro e celebre [...] nell’invenzione delle storie, nel disegno, nella bravura, nella pratica de’ colori, nel lavoro a fresco, nella velocità, nel rilievo grande et in ogni altra cosa delle nostre arti».

Grazie a dei cooperatori, quindi, abbiamo conosciuto questo artista e grazie alla BCC quest’opera trova ora, attraverso 12 tavole sapientemente estratte, nuovo slancio e nuova vita.

In attesa di una “Mostra” che si rispetti, del Giovanni Antonio de’ Sacchis nella sua Pordenone (Udine nel 1939 e Villa Manin nel 1984), con questo calendario, senza che nessuno se ne abbia a male, BCC Pordenonese coglie l’occasione per rendervi tutti complici della prima mostra in riva al Noncello a lui dedicata: restituiamo onore a questo artista e partecipiamo tutti alla creazione di questa “esposizione collettiva”.

Stefano Jus ha concepito il libro d’artista ed una singolare video performance tratta da esso come occasione per divulgare ed incuriosire alla riscoperta di una figura di così alto livello, ma poco conosciuta. Da pittore e insegnante qual è, condivide con noi un viaggio attraverso tecniche, riflessioni e suggestioni. Il libro, così come il calendario, sono un costante invito ad andare di persona in tour nel nostro territorio, così come in quello limitrofo, sino a Venezia, Cremona e così via alla ricerca delle opere del Pordenone. «Nessuno può possedere in una foto quell’esperienza, innanzitutto spaziale e tridimensionale, degli affreschi del Pordenone» dice Jus. È questo il gesto gentile di un artista che, invece di intrappolare un Maestro nelle foto di un catalogo, utilizza queste pagine come chiave di accesso ad un’esperienza fatta di luce e spazio. Si racconta del Pordenone come di un Maestro del rinascimento italia-

Vi chiediamo di affiggere sul muro della vostra cucina e del vostro ufficio questo calendario per dar vita così ad una delle oltre diecimila location della tanto attesa mostra dedicata al Pordenone intitolata, non a caso, ora e per sempre “Intento in cose de prospectiva”. Forse ci voleva la sensibilità di un artista come Stefano Jus per fare una mostra nello stile proprio del Pordenone ricreando così quell’illusione prospettica ed architettonica di un’esposizione a casa propria come entrata per gli abbonati a quel museo a cielo aperto che sono le innumerevoli chiese e cappelle disseminate sul nostro incredibile territorio. Invitate, dunque, i vostri amici e conoscenti ed inaugurate insieme a noi il 1° gennaio 2016 questa mostra nei vostri spazi. Brindate al nuovo anno e alla prima mostra a casa vostra e del Pordenone nella sua città! 63


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Il Pordenone, Italia Il disegno della mappa di Jus ricostruisce i luoghi che hanno visto la presenza del Pordenone e delle sue opere durante la sua vita come monito ed invito alla scoperta di queste ambasciate culturali della nostra cittĂ in tutta Italia. In queste pagine riassumiamo una selezione dei particolari delle tavole del libro d'artista di Stefano Jus riproposte nel Calendario BCC Pordenonese 2016.

Pordenone - Duomo Madonna della Misericordia - 1516 64


In viaggio con il Pordenone BCC Pordenonese invita a riscoprire il nostro territorio Pordenone - Museo Civico 1525

Pinzano - Chiesa di San Martino 1527

Rorai Garnde - Chiesa parrocchiale 1516

Treviso - Chiesa di San Pietro 1516 - 1525

Treviso - Duomo 1520

Cortemaggiore - Chiesa dei Francescani 1529 - 30

Valeriano - Chiesa di Santo Stefano 1506

Villanova di Pordenone - Chiesa di San Ulderico 1514 - 16

Cremona - Duomo 1520

San Martino al Tagliamento Chiesa parrocchiale - 1518

Venezia - Chiesa di San Giovanni Elemosinaro 1535 - 38 65


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Eugenia Petrillo

Posso e possiamo dirci fortunati Nessuno di noi nel nostro territorio è stato direttamente coinvolto. Siamo sani e salvi ad ascoltare l'esperienza degli altri ed a piangere la morte di Valeria Solesin. E questo è potersi dire fortunati, nella capitale di uno dei paesi più importanti al mondo, in una delle città più importanti al mondo: non essere stati nel posto sbagliato al momento sbagliato, essere incolumi e al sicuro.

Inutile cercare di esprimere quello che si sta vivendo e provando. Noi siamo cittadini italiani, ma anche francesi, tedeschi e spagnoli: siamo cittadini europei e non possiamo, non dobbiamo tacere. Il dolore che si prova è immenso, e noi ci uniamo a tutti, come se avessero attaccato Roma, come se a morire fossero stati i nostri concittadini, i nostri amici, i nostri familiari perché in parte lo sono. Abbiamo visto al telegiornale persone in lacrime, abbiamo visto l’intero mondo risvegliarsi piangendo quasi a mezzanotte. Non si può vivere nel terrore, non si può essere ostaggi di un ristretto gruppo di persone. Quel venerdì poche persone sono riuscite a mettere in ginocchio un intero paese. La freddezza e la pianificazione di questi attacchi è disarmante, sapevano dove e come colpire. La violenza ha vinto ancora una volta e ancora di più sulla libertà. La nostra libertà, la libertà di tutti. La libertà di poter vivere serenamente, di andare fuori a cena, andare ad un concerto o di tifare per la propria nazionale. È proprio questo il punto: ad essere stata attaccata non è semplicemente una città, ma la città libera, costruita sui valori occidentali e liberali che ci appartengono e ci apparterranno sempre ovunque avremo la fortuna di essere nella nostra vita. La libertà è il nostro valore da difendere. Gli studenti da tutto il mondo sono sconvolti perché il dolore unisce tutti i cuori e tutte le culture senza distinzione di nazionalità o religione. "La libertà è il nostro valore da difendere" Eugenia studia presso Università Cattolica di Milano Master in ideazione televisiva, cinematografica e media digitali.

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Il Caffè del Nordest - Dicembre 2015  

Il Caffè del Nordest - Dicembre 2015  

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