MIRABILIA | Bato solo exhibition catalogue | April 21 - May 25 2022

Page 1

BATO

MIRABILIA


Cover | In copertina

Bato, Gallo e Leviatano, composizione grafica.

© RvB Arts edition Ogni riproduzione anche pa rziale è vietata None of the contents may be riproduced Tutti i diritti riservati/ all rights reserved Finito di stampare nell’aprile 2022 Printed in April 2022

2


BATO MIRABILIA

21 aprile 2022 - 25 maggio 2022

Exhibition and catalogue of the exhibition | Catalogo, organizzazione e produzione mostra

Von Buren Contemporary

Introductory essays | Testi critici

Danilo Pette Marta Spano

Von Buren Contemporary | Via Giulia 13 | Roma info www.vonburencontemporary.com | www.bato.it

3


Paul Klee famously wrote that “art does not reproduce the visible; rather it makes visible”. It is a statement, I think, that fits perfectly with the creative world of Roman artist Bato. I remember the day I first met Bato as clearly as if it were yesterday. We were introduced by a fellow artist who was convinced that we were a perfect match. At the time, Bato was feeling thoroughly disillusioned with the traditional Italian gallery scene, while I, an upcoming gallerist, was constantly on the lookout for new talents. The works that Bato brought to show me that day were small, spontaneous sketches of jazz musicians captured during their nocturnal performances. I was immediately struck by his instinctive ability to distil identity and personality into a few, swift strokes of the pen - the minimum necessary to see every detail in the mind’s eye. That meeting signalled the start of our collaboration and, eventually, the organisation of one of my gallery’s most successful exhibits, Jungle - the very same exhibition that subsequently, I’m proud to say, was hosted by the Tonino Guerra Museum in Santarcangelo di Romagna. During this ‘journey’, I was able to learn about Bato’s work at increasingly deeper levels. Before, I was accustomed to the technique of artists who ‘build up’ their paintings from the canvas whereas Bato’s creative process is precisely the opposite. Starting from ‘full’ study drawings, Bato slowly, bit by bit, ‘detracts’ from the image until what is left is the essence of his subject. Achieved not with more but with less. Each single line and stroke of colour in a Bato painting is invested with meaning and purpose, and furthermore offers no possibility of pentimenti. Any superfluous form or detail is left out while every little blot and bleed is worth lingering over. A natural draftsman who experiments with and masters various techniques and mediums, Bato’s work encompasses sculptures, in bronze, iron, steel, resin and clay; etchings, and even animated videos. While the medium may change, Bato’s signature qualities remain the same: harmony, elegance and playfulness. Looking at a Bato creation is like looking into an aquarium where the world is weightless, vital and free, and time is absolutely irrelevant. Returning to Klee’s definition, Bato’s work transcends simple object recognition, shunning direct imitation and instead rendering visible with Zen-like perceptiveness the stripped-down spirit of his subject.

Michele von Büren, Bato and the art of less. RvB Arts Gallery, 2020

4


Una famosa frase di Paul Klee recita che “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. È un’affermazione, credo, che si adatta perfettamente al mondo creativo dell’artista romano Bato. Ricordo chiaramente il primo giorno in cui incontrai Bato, come se fosse ieri. Fu un collega artista a presentarci, convinto che ci saremmo intesi perfettamente. A quel tempo, Bato provava un completo disincanto rispetto alla scena della tradizionale galleria italiana, mentre io, una gallerista emergente, ero costantemente alla ricerca di nuovi talenti. Le opere che Bato mi portò per mostrarmi quel giorno erano piccoli schizzi spontanei di musicisti jazz catturati durante le loro esibizioni notturne. Sono rimasta subito colpita dalla sua capacità istintiva di distillare identità e personalità con pochi e rapidi tratti di penna - il minimo necessario per vedere ogni dettaglio con gli occhi della mente. Quell’incontro ha segnato l’inizio della nostra collaborazione e, più tardi, l’organizzazione di una delle mostre di maggior successo della mia galleria, Jungle - la stessa mostra che in seguito, sono orgogliosa di dire, è stata ospitata dal Museo Tonino Guerra di Santarcangelo di Romagna. Durante questo “viaggio”, ho potuto conoscere il lavoro di Bato a livelli sempre più profondi. Prima ero abituata alla tecnica degli artisti che “costruiscono” i loro quadri dalla tela, mentre il processo creativo di Bato è esattamente l’opposto. Partendo da disegni di studio “completi”, Bato lentamente, pezzo dopo pezzo, lavora per sottrazione sull’immagine, fino a far rimanere l’essenza del suo soggetto. Ottenuta asportando invece che aggiungendo. Ogni singola linea e pennellata di colore in un dipinto di Bato è investita di significato e scopo, e inoltre non offre possibilità di pentimenti. Ogni forma o dettaglio superfluo viene tralasciato, mentre vale la pena soffermarsi su ogni piccola macchia e sgocciolatura. Disegnatore dal talento innato, che sperimenta e padroneggia varie tecniche e mezzi, il lavoro di Bato comprende sculture, in bronzo, ferro, acciaio, resina e argilla; incisioni, e persino video animati. Sebbene il mezzo possa cambiare, le qualità distintive di Bato rimangono le stesse: armonia, eleganza e giocosità. Guardare una creazione di Bato è come guardare in un acquario dove il mondo è senza peso, vitale e libero, e il tempo è assolutamente irrilevante. Ritornando alla definizione di Klee, il lavoro di Bato trascende il semplice riconoscimento degli oggetti, rifuggendo dall’imitazione diretta e rendendo invece visibile, con una percettività zen, lo spirito essenziale del suo soggetto.

Michele von Büren, Bato e l’arte del meno. RvB Arts Gallery, 2020

5


6


BATO MIRABILIA

7


Testi

Mirabilia è un viaggio, un’esplorazione di forme e colori in chiave fantastica, una dimensione in cui visioni, idee, ricordi, storie e creature misteriose si esprimono liberamente destando curiosità e meraviglia. La cartografia medievale, il Romanzo di Alessandro - la raccolta di racconti leggendari sulla vita di Alessandro Magno, la Genesi biblica piuttosto che La Lettera del Prete Gianni sono il punto di partenza delle nuove opere di Bato, lo start per un viaggio verso terre lontane abitate da animali reali quanto immaginari che, tra il XII e XIII secolo, portarono alla realizzazione dei Bestiari, antologie di un immaginario che ancora oggi affascina. Eredi di un’antichissima tradizione, amici, antagonisti, allegorie di vizi e virtù umane e quindi portatori di una dimensione dalla carica simbolico-moraleggiante molto forte, gli animali diventano i protagonisti del bestiario contemporaneo tracciato da Bato: figure instabili, dai volumi negati e scaturite da un gesto veloce ma meditato, emergono con essenziale eleganza e armonia dalla superficie bianca della tela; qui, non c’è posto per aggiustamenti, sovrapposizioni, ripensamenti poiché tutto poggia su un equilibrio ponderato, misurato dove l’immediatezza del gesto è solo apparente. La leggerezza pittorica cede il passo alla concretezza della materia nelle sculture di orsi, leoni e coccodrilli: i volumi vengono recuperati e chiamati ad abitare lo spazio attraverso l’essenzialità di linee flessuose ed eleganti, eco delle loro controparti pittoriche. Trascendendo dalla diretta imitazione come dal semplice riconoscimento dei soggetti, la concretezza della realtà, per l’artista, diviene l’occasione per realizzare composizioni di colori e segni che si intrecciano, al fine di dare nuove forme a quell’universo animale oggetto di un immaginario e di una cultura antichi, in cui dimensione favolistica e fantastica, credenze religiose e popolari, conoscenze scientifiche e naturalistiche si mescolano, offrendo un creato idilliaco, mitologico e al contempo lontano e temibile che Bato sottopone a una sintesi affilata e precisa in grado di valorizzare il fulcro delle cose. Un’essenzialità che non preclude la possibilità di viaggiare, di perdersi in un racconto, di scegliere se avere di esso una visione d’insieme oppure di soffermarsi per cogliere un particolare, una macchia, la brillantezza di un colore impiegato in modo non realistico, avendo comunque la certezza che i Mirabilia osservati non solo saranno in grado di raccontarci qualcosa ma anche di indicarci la via verso un mondo altro, senza peso, pieno di vita, in cui il tempo reale e il tempo della storia sono sospesi. Infatti, l’essenza delle forme, resa visibile dai tratti guizzanti e sinuosi di Bato, restituisce la possibilità di fermarsi e ascoltare la storia che quegli animali raccontano, accompagnando l’osservatore nel suo percorso come nel Medioevo i Mirabilia accompagnavano i viaggiatori tra le meraviglie di una città. Mirabilia trasla nel presente una visione contemporanea, nuova della dimensione del viaggio, rende visibile l’intima sostanza della natura e dei suoi abitanti, offre l’occasione di esplorare terre lontane, un microcosmo

8

al confine tra dimensione umana e dimensione animale, tra fantasia e realtà. Marta Spanò, Mirabilia. Aprile 2022

Stavo con Harry Potter a casa di Jack Nicholson, dopo una giornata a scaricare frutta e verdura. Il pokerino era andato bene, io e Jack avevamo ripulito il giovane Potter e poi Jack aveva ripulito in parte me. Quando l’orologio batte l’una, Potter si butta disperato la faccia nelle mani, e Jack, sbronzo fradicio, sbotta rabbioso: “Fuori dai coglioni voi due!” Non ce lo facciamo ripetere. Potter, davanti a me, affronta la vita con un andatura provata, una falcata delusa. Poveraccio. Capita a tutti prima o poi. Va a gonfie vele e di colpo... niente. Il trucco non funziona più. E gli APPLAUSE diventano BUUUU. Harry singhiozza nel mantello mentre deambula a stento. “Non ci pensare, ragazzo... lascia perdere” gli dico. Lui si gira, mi guarda e indica una scopa appoggiata al muro. “Vuoi uno strappo?” “No” “Allora tieni. E’ un invito. Vacci solo quando sei pronto.” Mi ruota sotto il naso le dita della mano e gli spunta all’anulare un bigliettino. Poi salta in groppa alla scopa e si perde nella notte. Guardo il biglietto alla luce lunare. MIRABILIA c’è scritto, e sotto un indirizzo. Giorni dopo mi trovo a scaricare frutta e verdura per pochi cents, come sempre; ma stavolta guarda il caso dalle parti indicate sul bigliettino. Proprio a due passi, come fosse un segnale, una chiamata. Di tanti posti, proprio da lì era arrivata una richiesta urgente di scarico frutta e verzura, proprio da lì si era resa necessaria la mia figura professionale. Allora inizio a pensare alle parole di Potter: ‘vacci solo quando sei pronto’ Ero pronto a lasciare l’ortofrutta, a cui dovevo tutto? Che faccio? Resto nel ramo carico/scarico di rape-zucchine-arance-banane, o mi butto nella mirabilia che è proprio qui a due passi? I campi coltivati o il circo. Voi che fareste? Vabbè, non so che fareste voi, ma io metto a terra l’ennesima cassetta di zucchine romanesche e dico al collega “Ho chiuso” Quello mi guarda, prende le zucchine da terra e mi fa “Stai bene, amico...” e poi scompare nel buio di un supermarket.


Gli volto le spalle, raggiungo il civico ed entro. E chi ti trovo lì? Rullo di tamburi Il Bato. Se non ricordo male, Quarto Round. ding-ding Dopo grandi derive alla macchia, Jazz e Risorgimenti, e ancora nuove conquiste di forme a stampo floro faunesco ... eccotelo di nuovo qui. Se la fa con l’occulto adesso, con le bestie feroci e magiche, con le Scritture Sacre, con le cose antiche e possenti. BATO l’illuminATO. Parte tranquillo, senza pretese: giusto un 200per150 di Adamo che nomina gli animali. Un’entrata a gamba tesa sulla modernità. Eppure Bato sta là. Non si perde d’occhio un istante, è proprio presente, sono le sue melodie. Con quelle prosciuga le tante lungaggini delle didascalie, essicca i tomi delle enciclopedie. E l’Adamo Batoide è un direttore d’orchestra che forse suona il clarino, e traccia nell’aria due nodi fumosi e stregati, che hanno calamitati tutti i felini, le bisce, gli uccelli, gli ovini e i bovini. Tutte le Bestie di Bato: le tigri teste di C e le chiome fiorite leonine, i cocchi bardati di ori con musi a moschetto, gli orsi e i pennuti, i tori a Micene e Adamo che tutti li tiene, con scarpe col tacco, muso proteso, Orfeo e le Sirene. E poi boom. Ti arriva in faccia una balena azzurra sparata a tutta forza dagli abissi alla superficie, con colpi di coda e pinne di drago. E’ un mostro pescoso con testa di guantone, imbattuto Campione dei Sette Mari, con Giona nell’angolo a fargli da secondo. E’ un destro bluastro che mi apre la guardia e che proprio non ho visto arrivare. E infatti il parasole me lo fa saltare. L’occhiale parasole, intendo. Uno per Bato. Ci sa fare. Questa mostra di mostri è iniziatica. Ogni pezzo è una prova che va superata. Si è infilato nella storia più antica mai raccontata, l’Era Beata. Non esclusivo utilizzo dell’essere umano. E quindi via con gli dei e con gli gnomi, gli eroi bellicosi, le armi di fuochi perenni e venti impetuosi. E sotto le bestie si mangiano attorcigliate. E’ lì che ci porta stavolta, nel duro girone; tra rosso unicorno che carica in spinta anteriore e prende la mira, con tanto di goccia di sangue sul corno di siringa caricata a molla-vite-spirale. Le mappe del posto si fanno ambigue, seguono rotte navali più antiche del mare, non più la forma di sfere, ma cerchi di terre contornate da terre, popolate di gente da fare impressione, Gog e Magog, Battisti e Mogol, i draghi marini, Scilla Cariddi, Ciclopi, Vampiri. Le mappe li riportano tutti, coordinate alla mano,

ma nessuno è mai andato a verificare, e chi l’ha fatto non è tornato, o si è perduto in mezzo al mare. E sull’orlo dell’annegamento si apre il Leviatano, come un tarassaco a sei steli micidiali, sui quali non ti azzardi a soffiare, Padrone della Terra e Padrone del Mare. Ti salva un compare fraterno, un drago sempiterno che scintilla variopinto, e più lo guardi che scintilla più gli viene la voglia di staccarti a morsi la testa. Tu avverti il pericolo ma lo guardi, ci pensi su: forse è meglio finire in pasto a questo mostro qui, Schytalis il belloccio, e la faccio finita. Ma la fine la puoi decidere solo per i percorsi senza importanza. Qui è una mattanza, si esce un po’ ciancicati. Pasifae la Famigerata ti viene a curar le ferite, come amica, manco a dirlo: pare abbia alte aspettative nei suoi amanti (il trucco di Dedalo è un vero cavallo di Troia). Poi segui la corrente e approdi nel deserto caldo della Pangea preistorica, e un piede di bronzo si erge cotto a puntino dal sole, e sotto il suo possessore che striscia per terra per tutta la vita, coprendosi la testa con l’enorme estremità. “Amico Sciapode” ti viene da dirgli “Sei sicuro di volerla coprire quella testaccia che ti ritrovi? Ti pare questo il modo di coprirsi dal sole?” Poi però non gli dici niente, e quello ti indica delle selve orrende, e fosse per me tornerei alle zucchine, ma il percorso iniziatico non aspetta i cretini. In mezzo alle selve c’è un gallo, un gatto e un re dentro una palla, sorretta da argani di vascelli vicini. Il nome del gallo e del gatto non li conosco, ma il nome del Re sì, perché non esiste nome più noto del suo. Neanche ‘Michael Jackson’, neanche ‘Bergoglio’, ‘Kennedy’, ‘Rolling Stones’... Se la batte coi pesi massimi proprio, con i Gesù Cristo e nomi del genere, altro che... E’ Alessandro, che non contento della conquista di tutte le terre emerse all’epoca conosciute, si diletta alla conquista degli abissi, con tanto di gatto, gallo, tuta palombaro con becco respiratorio, un marchingegno conico e filo dorato. Neanche il tempo di asciugarsi e il Grande Re balza in carro alato, Grifo guidato, marcato a matita e azzurro dentato. Nessun regno resiste al Grande Re. Tutto è riunito in uno, lunga vita al dio della vita. Che le leggende si facciano pietra: i leoni bruniti resuscitati, strofinati tanto da cavarne l’oro, l’orsa che a colpi di muso plasma il suo erede, e Pasifae e il suo Minotauro da un lato, e un Drago Coccodrillato dall’altro, si ergono a statue imperiose, colonne di Porta Fantasma che custodisce il grande segreto: la vibrazione, che tutto riassetta e tutto scompone. E vibri di Mirabilia alla mostra del Bato. Speriamo solo che, a furia di dipingere mostri, non corra il rischio di diventare lui stesso, un dipinto. Danilo Pette, L’ILLUMI-BATO. Aprile 2022

9


10


DIPINTI

11


Corsa del Leviatano| 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 100x195 cm 12


Unicorno | 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 100x196 cm 13


Alessandro Magno con gatto e gallo | 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 130x100 cm 14


Sciapode | 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 100x80 cm 15


16


Adamo nomina gli animali | 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 150x200 cm | Coll. priv. 17


Balena gigante | 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 194x94 cm 18


Ibis scarlatti | 2019 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 100x100 cm | Coll. priv. 19


20


Leone dalla barba bianca | 2019 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 169x106 cm 21


Leviatano | 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 96x135 cm 22


Alessandro Magno vola con i grifoni | 2022 | Mixed media on canvas | Tecnica mista su tela | 95x160 cm 23


24


SCULTURE

25


Drago verde 2022 Gesso acrilico smaltato | Glazed acrylic plaster 100 x 26 x 39 cm | 39.4 x 10.2 x 15.3 in € 2,000 Drago Verde | 2022 | Glazed acrylic plaster | Gesso acrilico smaltato | 100x26x39 cm 26


Pasifae 2022 Gesso acrilico smaltato | Glazed acrylic plaster 81 x 43 x14 cm | 32 x 17 x 5.5 in € 1,800 Pasifae | 2022 | Glazed acrylic plaster | Gesso acrilico smaltato | 81x43x14 cm 27


Maschera Coccodrillo / Drago 2021 Poliuretano e gesso acrilico | Polyurethane and acrylic plaster 100 x 26 x 39 cm | 39.4 x 10.2 x 15.7 in € 1,500

Maschera Coccodrillo/Drago | 2021 | Polyurethane and acrylic plaster | Poliuretano e gesso acrilico | 20x9x13 cm 28


Pasifae 2021 Gesso armato | Reinforced plaster 81 x 43 x 14 cm | 31.9 x 17 x 5.5 in € 1,500

Pasifae | 2021 | Reinforced plaster | Gesso armato | 81x43x14 cm 29


Maschera Minotauro 2021 Poliuretano e gesso acrilico | Polyurethane and acrylic plaster 55 x 43 x 25 cm | 21.6 x 17 x 9.8 in € 1,500

Maschera Minotauro | 2021 | Polyurethane and acrylic plaster | Poliuretano e gesso acrilico | 55x43x25 cm 30


Cavallo 2021 Gesso armato | Reinforced plaster 85 x 35 x 40 cm | 33.5 x 13.8 x 15.7 in € 1,500

Testa di cavallo | 2021 | Reinforced plaster | Gesso armato | 18x8x9 cm 31


Uovo di leoncino | 2022 | Bronzo lucidato a specchio | Polished bronze | 5,5x4,5x8.5 cm Uovo di leone | 2022 | Bronzo lucidato a specchio | Polished bronze | 13x11,5x16 cm 32


BATO was born in Rome in 1977. He holds a degree in Literature and Philosophy and a diploma in art from Rome’s Liceo Artistico Sperimentale Alberto Savinio. In 2019-2020, Bato’s solo exhibition “Jungle” featuring his latest animal paintings and sculptures was held in the Tonino Guerra Museum in Santarcangelo di Romagna. Bato depicts the very essence of his subject matter in a fluid and spontaneous manner. Stimulated by his interest in jazz, improvisation and gestural painting are key features of his working method. His jungle works draw inspiration from an in-depth study of zoology and the wild but also his love of the literary works of adventure writers such as Rudyard Kipling and Emilio Salgari. His subjects include lions, tigers, elephants, crocodiles and gorillas, simplified into essential forms using expressive colour and energetic lines or transformed into a stylized range of sculpted creations in bronze, iron, resin and wax. BATO nasce nel 1977 a Roma, dove vive e lavora. Durante i suoi studi liceali e universitari, alla costante ricerca di stimoli e idee, sperimenta diversi mezzi espressivi. Conseguita la laurea in Lettere e Filosofia decide di seguire la sua vocazione di sempre, dedicandosi completamente alla pittura. Nel 2019-2020, il Museo Tonino Guerra di Santarcangelo di Romagna ha ospitato la mostra personale di Bato dal titolo “Giungla” dove l’artista ha tracciato il suo personale bestiario: un immaginario surreale che trae ispirazione dalla lettura di numerose fonti scientifiche e dalle opere di alcuni scrittori d’avventura, tra cui Rudyard Kipling, Emilio Salgari e Herman Melville. Lo stile di Bato si caratterizza per la sua capacità di non rinunciare alla forma ma trasformarla in segno, un segno rapido, incisivo ed elegante, steso su vaste campiture bianche. Animali, paesaggi, avvenimenti e ricordi di viaggio sono le fonti d’ispirazione a cui attinge per creare le sue composizioni. Nonostante il senso di apparente immediatezza che le tele comunicano, il processo creativo di Bato prevede elaborati studi, schizzi e bozze, che gli permettono di creare una composizione equilibrata e armonica nella sua essenzialità, come se si trattasse di un’improvvisazione calcolata che non lascia spazio a ripensamenti. Se le opere su tela vanno nella direzione della semplificazione e dello svuotamento della forma, fino a ridurla al suo contorno, le sculture – un nuovo capitolo della ricerca artistica di Bato – ne rappresentano invece la controparte volumetrica, con evidenti richiami tra i due.

Info & contacts

E-mail: bato.arte@gmail.com Mob: + 3 9 3 2 9 1 5 9 57 72 Site: www.bato.it

33


Showroom Via Giulia 13, 00186 ROMA Info Michele von Büren Mob: +39 335 1633518 E-mail: info@vonburencontemporary.com Sito: www.vonburencontemporary.com

34


Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.