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STORIE Volume 1

2017

SCANDINAVIA · RUSSIA TUNISiA · PAMIR · USA AUSTRALIA · Balcani IRAN · INDIA · TREFFEN


INCONTRI INASPETTATI Testo e foto Alessandro Forni

Era stata la sua natura selvaggia a imprimere dentro di me un ricordo indelebile quando, dieci anni fa, avevo visitato la Scandinavia in camper. L’obiettivo di questo nuovo viaggio era, quindi, immergermi nuovamente nel suo fascino, ripercorrendola dopo tanto tempo in sella alla mia moto, dimenticando le comodità del camper per vivere un’esperienza più intensa e avventurosa.

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Storie di VIAGGIO

S

ono partito dal porto di Tallinn alle 7 del mattino: anche se ho lasciato l’Italia da diversi giorni sono convinto che la vera linea di partenza sia proprio questo traghetto che mi culla dolcemente mentre navigo verso la Finlandia. Sbarcato sulla costa finlandese cerco di entrare in sintonia con questa terra, ma purtroppo la prima impressione non è buona: mi sembra di essere arrivato in un luogo monotono, abitato da persone indifferenti. Fortunatamente mi bastano pochi giorni di permanenza per ricredermi. Nel Koli National Park vago sulle strade sterrate ormai da mezz’ora, sotto una pioggerella fine, mentre cerco un posto dove poter fare campeggio libero. Ad un certo punto, da una moto che mi si è accostata, mi fanno cenno di fermarmi: la guidatrice inizia a parlarmi, e in men che non si dica lei e il fidanzato mi invitano a passare la notte nel cottage in mezzo al bosco nel quale si fermeranno anche loro. In un primo momento mi irrigidisco, soppesando la proposta, ma ben presto realizzo che sono proprio queste le occasioni di socializzazione che, durante un viaggio, non bisogna proprio farsi sfuggire. Mentre sono seduto a tavola con loro, entrambi finlandesi e sotto i trent’anni, capisco che in questo minuscolo cottage ho due nuovi amici, e che gli incontri davvero non fanno che accrescere ancora di più la bellezza di queste terre. Una lezione importante, quella appena affrontata, che mi spinge a rivedere totalmente il mio approccio all’avventura e alla scoperta. Abbandono le strade

Panoramica delle case colorate di Meham

Chiesa di legno Borgund stavkyrkje del XIIsecolo


Scandianvia

Samediggi, parlamento dei Sami in Finlandia vicino a Inari principali, e decido di buttarmi in quelle secondarie, spesso sterrate: è su queste lingue di terra che inizio a intravedere il vero volto della Finlandia, costituito da un susseguirsi infinito di laghi, foreste e di persone con un cuore grande. L’unico handicap? Le tante, troppe zanzare. I giorni scorrono in fretta, mentre procedo sempre verso nord, tenendo come punto di riferimento prima la E63 e poi la E75, fino al momento in cui raggiungo un bivio, poco a nord di Inari. Da lì si aprono due strade: la prima che porta a Capo Nord, e la seconda che conduce verso la mia meta. Il Faro di Slettnes, la lanterna più a nord dell’Europa continentale, sarà il mio punto di arrivo, il mio obiettivo finale. Sono ben consapevole di trovarmi al di sopra del Circolo Polare Artico, ma prendere questa direzione è davvero come uscire dal mondo, muovendosi in direzione dell’ignoto. Questa solitudine è spaventosa e allo stesso tempo fantastica: chilometri e chilometri di nulla, nei quali mi ritrovo a guidare tra altipiani rocciosi e fiordi dai colori meravigliosi.

Una lezione importante, quella appena affrontata, che mi spinge a rivedere totalmente il mio approccio all’avventura Ed è lì, in mezzo alla natura selvaggia, alla sua potenza non ancora dominata dalla brutalità dell’uomo, che ho le sensazione di penetrare nel vero nord: non quello commerciale delle crociere e delle tratte battute dal turismo di massa “che corre freneticamente verso Capo Nord”, ma quello della scoperta vera, dell’avventura più entusiasmante. A collegare un paesino all’altro ci pensano alcune strade che sembrano proiettare indietro nel tempo, creando dei veri e propri paesaggi lunari: gli unici segni di vita che incontro durante la mia risalita sono rappresentati dalle renne, da qualche falco e da altri piccoli animali che attraversano la strada. Le automobili sono rare, e osservare il loro moto in questi luoghi - che per gran parte dell’anno sono un vero e proprio inferno bianco - mi fa riflettere su quanto sia difficile sopravvivere in queste terre. Qui le persone sono schive, ma mai indifferenti: per timidezza non invitano mai spontaneamente a casa 2017 - Vol. I www.seipercento.it

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loro, ma se glielo chiedi, abbattendo tutte le barriere, subito si fanno in quattro per te. Basta rompere il ghiaccio, e farsi avanti con la curiosità, il trasporto e il desiderio di condivisione tipico del viaggiatore si riesce ad abbattere ogni muro. Lasciata da parte la riservatezza dimostrano subito di volerti conoscere, così come io voglio conoscere loro. Dopo chilometri e chilometri – immerso in questa solitudine senza tempo - avvisto all’orizzonte una città che sognavo da tempo di poter visitare: è Mehamn, una tipica cittadina dell’estremo Nord tutta colorata, nella quale le case si alternano creando una scala cromatica che scalda la vista e il cuore.

Dopo chilometri e chilometri – immerso in questa solitudine senza tempo Dopo i tanti chilometri percorsi per arrivare fin qui tutto mi sembra quasi surreale: senza più un obiettivo per il quale combattere mi sento quasi smarrito. E non è la prima volta che provo questa curiosa sensazione: si ripropone quando raggiungo degli obiettivi sognati a lungo, quando il petto si riempie di orgoglio e fiducia in me stesso. Anche questa volta ho creduto nelle mie capacità, e ce l’ho fatta. Il viaggio, però, nonostante tutto deve proseguire: mancano ancora un po’ di chilometri al faro di Slettnes, e mentre guido lotto per trattenere l’euforia. Che scoppia quando, procedendo ancora verso nord, vedo la torre bianca e rossa stagliarsi contro l’orizzonte: sono in fibrillazione, con gli occhi pieni di meraviglia, ma ancora una volta capisco che è il contatto umano a rendere unico anche il momento più indimenticabile. Il faro, e il suo immenso fascino, non bastano: appena sceso dalla moto inizio subito a socializzare con gli altri viaggiatori, per fissare e rendere indelebili quei momenti di conquista e di soddisfazione personale. Il giorno seguente lascio la penisola di Capenorkinn e il suo faro, per continuare il viaggio che mi porta a Lakselv, dove mi rendo dolorosamente conto di quello che mi sono lasciato alle spalle: il piccolo centro abitato rappresenta In alto: sosta forzata per l’ecccessiva pioggia, lungo un tratto di strada adibito a pista di atterragio di emerenza sulle strade secondarie Finlandesi. 88

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In alto: lungo le strade secondarie delle risole Lofoten A destra: elicottero URSS nella regione finlandese dei laghi.


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uno snodo importante per i turisti che vanno a Capo Nord, ma la magia si è dissolta. L’incantesimo dei luoghi remoti è svanito, lasciando il posto al turismo di massa. Arrivare a Capo Nord non è emozionante, e mi spinge a riflettere. Dentro di me sono convinto che se avessi intrapreso questo lungo viaggio solo per raggiungere un luogo così commerciale sarei stato tormentato dalla sensazione di aver sprecato tempo e benzina. La maggior parte dei viaggiatori ha attraversato tutta l’Europa solo per arrivare in quel punto, magari senza accorgersi delle meraviglie che ha tralasciato lungo la frenetica conquista del nord, magari senza un vero contatto umano con gli abitanti delle terre attraversate. Il giorno dopo mi dirigo verso sud, lungo sulla mitica dorsale della Norvegia, la E6, alla ricerca delle sensazioni e dei luoghi che mi avevano tanto colpito nei giorni precedenti. Arrivato sull’isola Sejnia, tra la nebbia e il sole, riesco finalmente a trovare di nuovo quelle emozioni: avendo cercato invano un posto dove piantare la tenda, ed essendo ormai scoraggiato, decido di fermare un signore in mezzo


Storie di VIAGGIO

alla strada. Bastano un paio di battute, e un po’ di facciatosta, per ottenere il permesso di campeggiare nel suo giardino. L’uomo ha accettato senza nemmeno pensarci troppo, e decide persino di offrirmi la cena. Durante il pasto scopro che la moglie e i figli stanno visitando Milano, la mia città, proprio in questi giorni, e penso a quanto infinite e grandiose possano essere le coincidenze. Questa fortunata serie di incontri è continuata anche sulle isole Vesteralen e Lofoten, e poi a sud quasi fino a Oslo, dove però era necessario allontanarsi un po’ dalla strada principale per riuscire a trovare qualcuno disposto a ospitare un intruso. Tutte le sere, mentre calava la sera, mi chiedevo perché avrei dovuto fare campeggio libero in un posto sperduto, da solo, quando invece avrei potuto facilmente trovare qualcuno con cui poter parlare, condividere le emozioni di questo viaggio. Anche quando non riesco a trovare una persona a cui chiedere ospitalità cerco la compagnia di altri viaggiatori: in questo modo ho cenato con tre ragazzi norvegesi e con due signori sloveni che avevano appena appena messo a frutto la loro nuova canna da pesca, e avevano deciso di preparare – e condividere con me - una gustosa cena a base di pesce cucinato sul fuoco. In questo modo riesco a far sì che ogni giorno sia ricco di nuovi incontri, di nuovi stimoli e di nuove storie. Continuo a viaggiare verso sud tra pioggia e sole, tra il giardino di un privato generoso e una cena in riva al mare, cercando di non tralasciare i posti più belli della Norvegia, cercando di riempire con esperienze autentiche le zone più turistiche di questa terra. Arrivo vicino a Bergen, dove per quasi cinque giorni la pioggia mi perseguita impedendomi di ammirarne le bellezze naturalistiche. Ma in fondo che importa, non perdo tempo ad interrogarmi su quello che sarebbe potuto essere, e mi godo il presente. La mattina del sesto giorno decido di prendere il traghetto che collega Kristiansand con Hirtshals, in Danimarca. Mentre la nave parte ripenso a quelle strade deserte, all’ospitalità degli scandinavi e cosa mi ha insegnato questo grande viaggio, mentre la malinconia inizia a farsi sentire. Per placarla stringo una promessa con me stesso, e decido che tornerò in queste terre fra una decina di anni, o magari in sella ad una bicicletta. Questa avventura, insomma, è stata un’ immersione nella natura incontaminata, una grande lezione di umanità e di consapevolezza dei miei limiti. Un bellissimo viaggio che non ha rappresentato solo la conquista di una meta, quanto piuttosto un’immersione di vita, e scoperta, nel cuore della Scandinavia e del suo popolo. ∞

In alto: wild camping lungo la mitica E6 in Norvegia, con uno splendido arcobaleno. A destra: cena al Faro di Slettnes, il più a nord d’Europa Pagina a fianco: la straordinaria passeggiata lungo il Trekking Vindhellavegen. 90

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INFORMAZIONI Km precorsi : 12.000 km (Circa) Periodo: 2 Luglio 2016 – 7 agosto 2016 Budget : 1550€ Moto : Transalp XL650 V Clima: la pioggia è da mettere in conto, il meteo può cambiare di ora in ora. Itinerario : Italia – Svizzera – Austria – Germania – Repubblica Ceca – Polonia – Lituania – Lettonia - Estonia – Traghetto (Tallin – Helsinki) – Finlandia – Norvegia – Traghetto (Kristiansuand – Hirtshals) – Danimarca – Germania – Lictestain – Svizzera – Italia Sistemazioni: in campeggi autorizzati e campeggio libero. Il campeggio libero è permesso a 150m dalle proprietà private. In Finlandia i campeggi costano come da noi, in Norvegia sono più cari e spesso l’utilizzo dell’acqua calda va pagata a parte. Cibo: frutta e verdura sono care e vendute al pezzo. I prodotti surgelati vanno per la maggiore. È facile trovare pasta e sughi pronti. L’acqua è potabile ovunque, il miglior modo per trovarla è andare nei distributori di benzina. Essendo popoli molto ecologisti, al supermercato le confezioni monodose costano sempre di più rispetto a quelle formato famiglia. Il bancomat e le carte di credito sono accettate ovunque, ricordatevi di farle attivare per l’uso all’estero. Non è strano che gli scandinavi usino la carta anche per importi bassi. Non ci sono tasse o altro per gli stranieri che usano le carte di credito. Rifornimenti: i benzinai sono tutti a self service. In Norvegia quando si paga nei giorni non lavorativi viene scalato dal conto una quota fissa di denaro, la differenza viene restituita il primo giorno lavorativo. Pedaggi: esistono solo 2-3 ponti e tunnel che sono a pagamento per le moto in Norvegia. Se non si vuole spendere troppo in traghetti a corto raggio bisogna programmare bene l’itinerario. Libro consigliato: “Il sogno del lupo” - Ario Sciolari Sito: www.borntobefreeitaly.it

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"Storie" articolo Alessandro Forni  

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