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Dono&Vita

BASTA SOLTANTO UNA TUA FIRMA PER AIUTARE LA RICERCA AVIS-TES

Puoi devolvere il tuo 5x1000 anche alle Avis provinciali: Abvs Belluno: C.F. 80003440259 - Avis Padova: C.F. 92066810281 Avis Rovigo: C.F. 93003660292 - Avis Treviso: C.F. 94004610260 Avis Venezia: 82006570277 - Avis Verona: C.F. 93031180230

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Tiratura e diffusione: 101.000 copie

Periodico trimestrale di Informazione e Promozione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue del Veneto e dell’Associazione Bellunese Volontari Sangue. visita il nostro sito: www.donoevita.it

D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2 NE/PD - Iscr. Reg. stampa n°06125 del 17/12/97 -

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Numero Nume Nu mero ro 1 - marzo mar arzo zo 2018 201 018 8

Pubblicazione Trimestrale - Registrazione Tribunale di Treviso n.494 del 25/6/92 ANNO XL - n.1 - marzo 2018 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale -

È confermata anche per il 2017 la possibilità di devolvere il 5 per mille delle proprie imposte all’Avis, compilando i modelli Cud, 730, Unico. Come lo scorso anno, con adesione di alcune Avis Provinciali e dell’Abvs, Avis regionale Veneto devolverà l’intera somma incassata per far proseguire i progetti di ricerca dei giovani biologi della Fondazione Tes, di cui Avis è socia fondatrice. Tes - Fondazione per la ricerca e la medicina della rigenerazione - ha sede a Padova e studia le cellule staminali, che si trovano anche nel sangue che doniamo. È anche uno dei compiti di Avis indicati nel nostro Statuto. I recenti risultati delle ricerche condotte in Veneto da Tes grazie ad Avis, specie per la cura dell’emofilia, confermano che si sta percorrendo la strada giusta. In totale trasparenza e con molte pubblicazioni scientifiche disponibili sul sito www.fondazionetes.it. Per permettere a Tes-Avis di continuare le ricerche dando speranza a tanti malati, basta porre la TUA FIRMA nel riquadro che indica il sostegno al volontariato nei modelli di dichiarazione, indicando il codice fiscale di Avis Regionale:

TES: le Cellule Staminali “super-eroine”

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Sommario L’EDITORIALE · Nelle nostre radici di solidarietà la vera spinta verso il futuro

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LA PAGINA DEL DIRETTORE · Storytelling, week surgery, front end, braistorming & company

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ATTUALITÀ TRASFUSIONALE · Emazie: 2017 anno d’equilibrio, preoccupa la raccolta plasma

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ATTUALITÀ · Mantenersi in equilibrio fra fabbisogni e donazioni · Pfas, dubbi e polemiche. Avis: niente confusione, grazie

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PIANETA PLASMA · Tutta Italia in convegno a Verona fa il punto sul Sistema Paese

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· Un sito “tutto plasma” del Cns e uno “scacciabufale” dell’Iss

pag. 15

FONDAZIONE TES E RICERCA pag. 16 pag. 17

DALLA REGIONALE · Comitato Etico: team di esperti per risolvere i dubbi associativi pag. 18

DALLA NAZIONALE · Ministra e associazioni firmano la Carta del Dono nazionale

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AVIS & SCUOLA · In provincia di Verona oltre 9mila gli studenti incontrati dall’Avis · “Lectio brevis”: presentato il format video della regionale · Progetto “scuola strategica” della Provinciale di Treviso · E Mirano in due Istituti superiori raccoglie oltre 120 idoneità

pag. 20 pag. 20 pag. 21 pag. 21

STORIE DI AVISINI · Schio: e le famiglie donano come fossero in... famiglia

REDAZIONE Via Ospedale, 1 - 31100 TREVISO - tel. 0422 346544 Cell. 320 4784837 - 320 4784832 e-mail: redazione.dono-vita@avis.it Presidente Avis Regionale Veneto e Direttore Editoriale: Giorgio Brunello Direttore Responsabile: Beppe Castellano - b.castellano@avis.it

Coordinamento grafico-editoriale: Costantino Gugliuzza

· Nata il 18 febbraio 1968, i 50 anni di Avis regionale Veneto

Collaboratori fissi e rubriche: Ottaviano Cereser (Il Bello del Veneto), Lisa Baesso (Alimentazione), Giovanni Lenzo (Attualità trasfusionale), Elena Galbiati e Laura Elia (Scuola).

Hanno collaborato a questo numero: Mauro Favret, Ada Sinigaglia, Laura Zanardo, Nelly Pellin, Mauro Garufo, Admo Venezia, Tito Livio Peressutti, Andrea Boscolo Cappon, Davide Del Negro, Vanda Pradal, Michela Maggiolo, Paola Dalli Cani, Stefano Costa, Luca Candini, Tiziano Graziottin.

Contributi fotografici©: Archivio Beppe Castellano, Ottaviano Cereser, Barbara Iannotta, Michela Rossato, Giornale di Vicenza.

pag. 22

da pag. 23

Chiuso in fotolito il 6 marzo 2018. Il prossimo numero uscirà a giugno 2018. IL MATERIALE VA INVIATO IN OGNI CASO ENTRO IL 30 APRILE 2018.

ALIMENTAZIONE E SALUTE · Chiare, fresche, dolci acque... limpide, ma non tutte uguali

BELLUNO: Barbara Iannotta, Giulia Frigimelica; PADOVA: Roberto Sartori; ROVIGO: Gianluca Munegato, Giovanni Chioldin; TREVISO: Paolo Dussin, Paolo Zanatta; VENEZIA: Giorgia Chiaro, Dario Piccolo, Manuela Fossa, Silvano Vello VERONA: Costantino Gugliuzza, Mario Lappa, Nereo Marchi. VICENZA: Enrico Iseppi.

Idea Grafica: Sara Pinali - Chiara Ridolfi - Verona Impaginazione: Art&Media - Castelfranco Veneto (TV) Fotolito: Verona Libri - San Giovanni Lupatoto Stampa: Elcograf - Verona Diffusione Editoriale: Prontopack - Zevio (VR)

SPECIALE

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PAGINE GIOVANI

Lettere e interventi vanno inviati, firmati, a: REDAZIONE DONO&VITA, Via Ospedale, 1 31100 TREVISO - mail: redazione.dono-vita@avis.it N.B. - Gli articoli delle AVIS Comunali DEVONO passare attraverso i redattori di ogni PROVINCIALE.

· Se essere già avisini poi ti fa donare anche una nuova vita · Gruppo giovani Provinciale Treviso: un 2018 pieno d’iniziative · A Peschiera la Scuola di Polizia è anche scuola di solidarietà

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Dono&Vita

IL TEMPIO DI TUTTI

Numero Nume Nu mero ro 1 - marzo mar arzo zo 2018 201 018 8

Periodico trimestrale di Informazione e Promozione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue del Veneto e dell’Associazione Bellunese Volontari Sangue. visita il nostro sito: www.donoevita.it

· Tempio chiuso in manutenzione straordinaria, diamo una mano! pag. 31

· TVPressing nuova stagione: “superare il tetto dei 100mila” · La primarera-estate dei giornalisti calciatori · Treviso: oltre 700 donatori al Palaverde per Volley e Basket · Terrossa-Roncà (Vr): Avis e Amatori volley per la fibrosi Marzo2018.indd 48-49

pag. 46 pag. 46 pag. 47 pag. 47

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· VICENZA da pag. 37 · BELLUNO a pag. 45

D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2 NE/PD - Iscr. Reg. stampa n°06125 del 17/12/97 -

· ROVIGO da pag. 32 · VENEZIA da pag. 34 · TREVISO da pag. 40 · VERONA da pag. 42

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LE SETTE SORELLE

AVIS & SPORT

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Editore - Segreteria - Amministrazione AVIS Regionale via Ospedale, 1 - 31100 Treviso tel. 0422 405088 - avis.veneto@avis.it

Redattori responsabili per le provinciali AVIS-ABVS

· Dal gel piastrinico bellunese isolate “super cellule” staminali · Come aiutare la ricerca con una semplice firma o click

47a Assemblea AVIS Veneto - 21 aprile 2018 Golf Club Hotel Paradiso - Castelnuovo del Garda - Peschiera (VR)

TIRATURA E DIFFUSIONE: 101.000 copie Distribuzione gratuita ai soci Avis-Abvs del Veneto e alle 3.400 sedi Avis comunali, provinciali, regionali in Italia.

Vice Direttore Esecutivo/Segreteria Redazione: Michela Rossato - m.rossato@avis.it

NOVITA’ SUL WEB

tra piano plasma, riforma del terzo settore e buone pratiche.

Dono&Vita Anno XL - n° 1- marzo 2018 Periodico di informazione e promozione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue e dell’Associazione Bellunese Volontari Sangue

TES: le Cellule Staminali “super-eroine”

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L’EDITORIALE

LA PAGINA DEL DIRETTORE

Nelle nostre radici di solidarietà la vera spinta verso il futuro

Storytelling, week surgery, front end, brainstorming & company

di Giorgio Brunello presidente Avis regionale

di Beppe Castellano

Q

L

uesto è il primo numero in cui festeggiamo i 50 anni dalla fondazione di Avis regionale Veneto e del suo impegno a favore della comunità. Un importante traguardo che si aggiunge a quelli delle altre Avis. Una grande squadra che sa di avere un importante passato alle spalle, ma che guarda al futuro sicura di continuare a fare bene ciò per cui esiste: assicurare ciò che serve agli ammalati e garantire a loro e ai donatori sicurezza e qualità. Non vogliamo celebrare, ma rinnovare il grande impegno per la comunità veneta, riflettere sul volontariato del dono, sul suo valore, sul futuro del volontariato tutto. L’impegno solidale deve essere al centro dell’agire di tutti coloro che si impegnano a favore dei più fragili, i malati, di chi si trova in stato di bisogno e, più in generale, testimoniare un impegno forte e costante a favore della comunità: un significato di grande rilevanza sociale. Abbiamo iniziato a farlo nel giorno del 50° anniversario, a Venezia. Qui proprio il 18 febbraio 1968 nacque la nostra Regionale. C’erano tutti i presidenti che l’hanno guidata: Vettoretti, Orcalli, Rosso, Bonotto, Argentoni, Foffano (vedi servizio a pag. 23). Assieme abbiamo ricordato i primi due che non ci sono più: Benedetti e Fabris. Erano con noi, anche idealmente, tutti i dirigenti regionali e i donatori che in questi 50 anni si sono impegnati per raggiungere i grandi risultati dell’Avis Veneto. In un importante momento di condivisione, abbiamo raccolto tanti suggerimenti: sempre più etica e solidarietà, maggiore attenzione agli ammalati, non perdere di vista i valori in cui crediamo. Abbiamo parlato dell’impegno di

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Avis per la comunità. Dopo le testimonianze di Oreste Ferrari, presidente Conferenza del volontariato e di Paolo Alfier del Forum Terzo Settore del Veneto, il prof. Massimo Santinello ci ha aiutato a capire che cosa è Avis oggi e che cosa è “essere comunità”. È l’orizzonte di senso che regola la convivenza in un luogo concreto e nella vita quotidiana di ciascuno, rimanda al noi, al bisogno di appartenenza, al mondo in cui siamo costretti a dividere con gli altri, dove costruiamo identità, abbiamo visione delle cose. La comunità non è un contratto basato sul reciproco vantaggio, ma un vincolo, anche biologico, basato sulla solidarietà naturale. Ad alimentare i legami non è l’individualismo, l’illusione dell’autonomia, ma la lealtà e l’occuparsi degli altri e che le buone relazioni sociali allungano la vita. Vi sono, però, segnali preoccupanti, la crescita delle diseguaglianze, la diminuzione dell’empatia, una cultura basata sull’individualismo, sul successo individuale, sull’orgoglio dell’autonomia. Esercitarsi alla gentilezza e alla gratitudine rende più felici e crea comunità solidali. Ha concluso Santinello: “Bisogna essere grati all’Avis per come ha soddisfatto alcuni bisogni della comunità: di sangue, di sicurezza, di empowerment. Forse il sogno dei padri fondatori non è ancora completamente realizzato, ma i risultati sono ben oltre le aspettative di chi ha iniziato”. È questo per tutti noi è un forte impegno, viviamolo con senso di responsabilità. Non possiamo, infine, non insistere su un punto: dobbiamo donare con maggiore frequenza. Voi che leggete lo fate già con continuità, ma dobbiamo trasmetterlo a tutti gli altri, soprattutto ai più giovani.

Approfondiremo ancora le possibili cause del calo delle donazioni; vero è che i controlli sanitari sono aumentati, si viaggia di più e le sospensioni pertanto sono aumentate, oltre al fatto che le condizioni lavorative sono più precarie. Gli sforzi che facciamo per trovare nuovi donatori perdono però molta parte della loro efficacia dopo l’idoneità.Pochi fanno la prima donazione e tra questi pochi diventano periodici. Che cosa possiamo fare per contrastare questo problema? Sappiamo che non dipende solo da noi, ma dall’attenzione che il personale sanitario ha nei confronti degli aspiranti donatori, dalla velocità di invio dei risultati degli esami, dalla nostra capacità di prestare la massima attenzione a questi nuovi avisini… Cerchiamo di essere al loro fianco sempre. E continuate a donare, cercandodi partecipate sempre più anche alla vita associativa, nelle Avis comunali dove c’è tanto impegno, tanta passione e voglia di costruire comunità. Come ci ricordano tutti, siamo una grande squadra, buona donazione a tutti!

o spunto m’è giunto da una lettera inviata a una Ulss del Veneto qualche anno fa. M’è capitata per caso fra le mani. Autore è un attempato signore in pensione, dotato di spirito, anche critico e linguisticamente “patriottico”. La condivido qui sotto con voi, omettendo luogo e nomi. Nel frattempo, infatti, la pessima abitudine di “non scriver come che te magni” è sempre più dilagante, in ogni luogo e settore. Si sa, fa più “figo” scrivere “pappagallando” gli anglosassoni. Quel che è peggio è che ciò accade in particolare nella sanità e nella... comunicazione. È di fine 2017 la 50ª edizione del Devoto-Oli. È uno dei vocabolari più prestigiosi e usati a scuola, ma che sarebbe utile da consultare sempre e da chiunque. Riporta 1.500 anglicismi “trendy”, inutili o abusati con, accanto, i corrispondenti vocaboli italiani più... “clear” per il popolo. Ma torniamo all’arguto signore... “Egregio Direttore Generale Ulss (Omissis). Qualche giorno fa, re-

candomi nell’Ospedale di (omissis), da Lei diretto, ho letto, presso gli sportelli situati all’ingresso, che, in occasione della festività del Santo Patrono, il 27 aprile, i servizi “Frontend” sarebbero rimasti chiusi al pubblico, per cui, a causa della mia scarsa conoscenza della lingua inglese, ho dovuto chiedere una traduzione. Lei, sig. Direttore, dovrebbe sapere meglio di me che è obbligatorio, presso gli Enti Pubblici dello Stato, l’uso della lingua italiana, anche e proprio perché non ci troviamo a Londra, negli Stati Uniti o in Australia, ma in Italia. Comprendo che ormai si rende indispensabile la traduzione nella lingua inglese e in altri idiomi, considerato l’elevato numero di cittadini stranieri presenti, ma spero che, come italiani, possiamo almeno usufruire del bilinguismo, come in Alto Adige, così che anche noi, poveri utenti incolti e superati, si possa finalmente capire che “Day Surgery” forse non è la Giornata del surgelato e il “Call Center” non

ha nulla a che vedere con il Centro per i Calli...”. Curioso come sono, ho girellato per il citato nosocomio, a cercar cartelli a distanza di 4 anni. Nonostante una gentile risposta dell’allora CEO (che non è “bimbo” in veneto): “provvederemo”, la situazione è forse peggiorata. Oltre al “Day” ho trovato pure la “week del surgelato” e altre amenità che non cito. A proposito, noi non siamo una JES (journalistic editorial staff), ma una semplice... Redazione. Che se si trova per programmare un numero non è in “braistorming”, ma in una “riunion de redasion”. E non chiamateci, per piacere, press-office. Quando dialoghiamo con i colleghi degli altri mass media, in nome e per conto di Avis regionale, diventiamo un semplice “Ufficio stampa” che, a volte, ha perfino il dono di “saper raccontare storie”. Vere, sovente molto belle. Precursore dello “storytelling”, permetteteci, è stato un certo Dante, fiorentino. Sant’Alighieri, aiutaci tu!

Ed ecco il volo della “colombina avisina” Elisa Costantini

N

el numero di settembre avevamo annunciato che, ad aprire il Carnevale di Venezia 2018, sarebbe stata un’amica e testimonial dell’Avis: Elisa Costantini. Atleta 19enne, “regatante” buranella, ha remato più volte nelle più importanti regate lagunari indossando la maglia Avis. Vi abbiamo già raccontato del suo secondo posto, assieme a Elena Costantini, alla Regata storica. Elisa era stata elettanel 2017 come “Maria” ufficiale che avrebbe aperto il Carnevale con il “volo” dal campanile. Eccovela, con gli auguri di nuovi successi. 1/2018 · DONO&VITA · 5

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ATTUALITÀ TRASFUSIONALE

Emazie: 2017 anno d’equilibrio, preoccupa la raccolta plasma di Giovanni Lenzo, direttore sanitario Avis Veneto

I

l dato complessivo della raccolta in Veneto di sangue intero al 31 dicembre dell’anno scorso è praticamente in linea con quello del 2016: 51 unità raccolte in meno nel 2017 che si ferma a 257.653. L’andamento della raccolta è stato molto diverso nei vari dipartimenti. I tre Dimt di Vicenza, Belluno e Padova sono infatti cresciuti rispettivamente del 4.8, 3.0 e 1.5% mentre in quattro dipartimenti (Rovigo, Verona, Venezia e Treviso) il calo donazionale è stato rispettivamente del 4.0 - 2.5 -1.8 e 0.7%. Le trasfusioni effettuate sono calate di 1355 unità a livello regionale, un calo che si è registrato in sei dipartimenti su sette. Solo la provincia di Vicenza è andata in controtendenza chiudendo con un consumo di 2700 sacche superiore al 2016 a fronte di un aumento del raccolto di 2046. Nel corso dell’anno, soprattutto nel primo semestre e per alcuni gruppi sanguigni, non abbiamo avuto l’autosufficienza e si sono dovute acquisire sacche da Trentino e Alto Adige. La programmazione discussa a livello regionale, condivisa dall’Associazione con i vari Capi dipartimento a settembre 2016, prevedeva nel 2017 di mantenere l’autosufficienza regionale e contribuire anche all’autosufficienza nazionale con 10mila 400 unità di globuli rossi. La nostra autosufficienza è stata sostanzialmente raggiunta. In tutto l’anno, per alcuni gruppi mancanti nel primo semestre, abbiamo importato da Trento e Bolzano 454 unità. Più deludente è il risultato del nostro contributo all’autosufficienza nazionale: si è fermato all’87% di quanto era stato preventivato e stabilito in accordo con il Crat (Centro regionale attività trasfusionali).

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Meno plasmaferesi (-8,7%) Un discorso a parte merita la raccolta di plasma: Le procedure a livello regionale sono calate dell’8.7% (in numeri assoluti ben 4164 in meno). Il piano nazionale plasma quinquennale prevede di incrementare la raccolta veneta del 2% entro il 2021, il numero di donazioni in Veneto ha avuto invece una netta flessione. Molti donatori, vista la richiesta di emazie, sono stati indirizzati alla donazione di

sangue intero per non mandare in sofferenza il sistema. Nonostante il calo delle donazioni di plasmaferesi, però, il conferimento all’industria per la la lavorazione e la trasformazione di farmaci plasmaderivati ha visto nel 2017 un incremento del 6.3%, circa 5.614 chili. Ciò è dovuto al fatto di aver inviato un analogo quantitativo di plasma da inattivare di cui avevamo scorte per il 2017. La situazione però preoccupa parecchio e se il trend non si modifi-

TABELLA 1

TABELLA 2

TABELLA 3

Tabella 1 indica le donazioni di sangue effettuate (“Raccolta”), la tabella 2 riporta i dati delle “emazie trasfuse”, in tabella 3 le donazioni in plasmaferesi del 2017.

cherà diventerà molto critica per il 2018. Non dimentichiamoci infatti dei problemi legati alla durata del prelievo. Con i nuovi volumi previsti (700 cc) la durata del prelievo si è allungata, riducendo il numero di procedure eseguibili negli orari di apertura dei Centri trasfusionali. In ogni occasione lo abbiamo detto e anche scritto su queste pagine: serve una maggiore flessibilità degli orari di apertura per la raccolta. Dove questo è stato fatto i risultati non sono tardati ad arrivare.

La situazione Avis Vediamo ora di analizzare com’è andata la raccolta per i soli donatori iscritti all’Avis. Il dato complessivo della raccolta di sangue intero segna un meno 1,13%. In numeri assoluti è un calo di 2107 unità rispetto al 2016, mentre per il plasma siamo a -6.96% sul 2016 pari a 2144 procedure. I dati sono decisamente preoccupanti per il sangue intero perché a livello regionale non si è assistito ad un calo, ma a una sostanziale tenuta. I dipartimenti in crescita sono gli stessi menzionati a inizio articolo. Cambiano le percentuali come sono diverse quelle dei dipartimenti in calo. Per il plasma la situazione è leggermente migliore rispetto a quella regionale ma non certamente in grado di recuperare il calo delle donazioni di sangue intero. Più volte ci siamo domandati quali possono essere la cause del calo delle donazioni, le risposte sono state esaminate e condivise la sfida che ci siamo dati per il 2018 è quella di recuperare la motivazione e il coinvolgimento dei nostri donatori di evitare che ci sia tanta dispersione soprattutto fra gli aspiranti donatori e i donatori effettivi in questa fase, infatti, è quella dove abbiamo la maggiore perdita di donatori, bisogna trasferire lo stimolo che ha mosso i cittadini ad avvicinarsi al volontariato nello spirito di confermare la volontà con la donazione periodica. Sono stati individuati i miglioramenti possibili sulla fidelizzazione e

TABELLA 5

nel corso del 2018 saranno attivati dei progetti specifici per ridurre la dispersione e la perdita della motivazioni a cui attualmente assistiamo. Per il 2018 è disponibile al momento solo il dato di donatori Avis. L’anno si è aperto in modo positivo.

Rispetto a gennaio 2017 abbiamo un più 328 donazioni di sangue intero e la raccolta plasma è sostanzialmente stabile. Rimbocchiamoci le maniche e insieme cerchiamo di confermare, o meglio, di incrementare i risultati di gennaio. 1/2018 · DONO&VITA · 7

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ATTUALITÀ

La sfida: tenersi in equilibrio fra fabbisogni e donazioni a cura di Beppe Castellano

L

’anno in corso sembra essere iniziato abbastanza tranquillamente, sul fronte delle donazioni e dei bisogni dei nostri ospedali. Come già riportato nelle pagine precedenti, infatti, il mese di gennaio sembra avere un trend di aumento dei prelievi, seppur non ovunque nel Veneto. I dati certificati del Crat (Coordinamento regionale attività trasfusionali) diretto dal dottor Antonio Breda, riferiti a gennaio e febbraio, al momento di andare in stampa non erano ancora disponibili. “Non abbiamo però segnalazioni di particolari difficoltà in nessuna parte del Veneto, in questo primo scorcio dell’anno in corso”, ci ha riferito lo stesso Antonio Breda, interpellato da Dono&Vita sulla situazione trasfusionale. Questo anche se a gennaio, in alcune regioni italiane, si è registrata una notevole carenza di sangue, tanto da far organizzare raccolte straordinarie. Arrivano però anche in Veneto segnali di non rallentamento dei fabbisogni di sangue, emocomponenti e derivati del plasma. Anzi. Di positivo c’è il caso di Padova. Nel 2017 per la prima volta il Dipartimento provinciale padovano ha visto scendere il suo deficit di sacche di sangue sotto la storica cifra di 8000. Solo 7979 sono state le emazie che Padova ha ricevuto dalle altre province. Come redazione abbiamo cercato di tastare il “polso” qui e là partecipando a qualche assemblea comunale o chiedendo dati pur non ancora definitivi. Abbiamo “testato” la situazione, però, in provincia di Verona. Qui, gentilmente, la direttrice del Dimt (Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale) dottoressa Lo-

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redana Martinelli, ci ha fornito i dati definitivi dei primi due mesi dell’anno. Verona è una provincia dove, da qualche anno, il fabbisogno di sangue sta crescendo in modo costante. L’anno scorso è andata calando invece la raccolta. Come si vede dalle tabelle delle pagine precedenti anche se Verona ha visto un rallentamento del trasfuso nel 2017, ha registrato un calo di donazioni più che doppio rispetto alla diminuzione del trasfuso. “Gennaio e in misura minore febbraio - ci ha detto la dott.ssa Mar-

tinelli - hanno visto un’inversione di tendenza nella raccolta. Il segno è positivo, più 123 donazioni a livello provinciale (1,19% in più di emazie rispetto al bimestre del 2017)”. Gran parte del merito, in questo caso, è dovuto alle Avis veronesi che hanno messo il “turbo” crescendo come donazioni del 6% a gennaio e del 4% a febbraio. Gli appelli di fine anno per recarsi a donare anche a gennaio, quindi, a quanto pare hanno dato i loro frutti. Non tutto è però oro. Verona infatti continua a veder crescere il proprio

fabbisogno di sangue in maniera costante. “I primi due mesi del 2018 - avverte la Martinelli - abbiamo acquisito dalle altre province 440 sacche di emazie. Un leggero rallentamento rispetto al 2017, stesso periodo, ma certamente anche quest’anno avremo ancora bisogno dell’aiuto di tutti. Le associazioni di donatori, i loro dirigenti e i donatori che quando vengono chiamati rispondono sempre stanno facendo ogni sforzo e i risultati si vedono, ma più di tanto non possiamo crescere”. Come vediamo nella prima tabella a pagina 8, infatti, l’indice di emazie raccolte rispetto agli abitanti residenti per Verona è il più elevato fra le cinque province più popolose. Margini di crescita fra le “grandi” province possono esserci, come raccolta/1000 abitanti, a Padova insieme a Venezia e Treviso. Quest’ultima, in particolare, può aspirare a incrementare il suo contributo, già notevole nel 2017 e 2016 all’autosufficienza regionale, mentre Venezia è impegnatissima a recuperare il calo di donazioni e il “gap” che nel 2017 l’ha vista acquisire fuori provincia circa 700 sacche. Per tornare nella Marca, con la ristrutturazione e l’ampliamento di alcune specialità all’Ospedale di Treviso e con il prossimo arrivo di alcune specialità dell’Istituto Oncologico Veneto a Castelfranco (previsto nel corso del 2018/inizio 2019) il fabbisogno di sangue è destinato a lievitare non poco. Minore potrà essere quindi il contributo che Treviso potrà dare ad altre province venete o extra regione. Gennaio già fa registrare un lieve calo nella raccolta. Probabilmente il “travaso” di specialità oncologiche verso Treviso, provenienti da Padova potrà alleviare via via lo storico deficit di quest’ultima provincia. Il fabbisogno sembra invece non fermarsi in provincia di Vicenza. La provincia berica nel 2017 ha visto un boom di trasfuso di oltre 2700 sacche. Anche un incremento della raccolta (+ 2046), ma non sufficiente a coprire il fabbisogno. Per quanto riguarda le Avis, qui, il trend

di aumento a gennaio sembra confermato. Fra le province che storicamente, pur piccole, riescono a inviare regolarmente sangue in Regione o in Italia, anche Rovigo ha fatto registrare un calo fisiologico nel 2017. Ma avendo sviluppato, come l’altra “piccola” Belluno, prima di molti altri un efficiente servizio di chiamata e prenotazione il Polesine sta già confermando a inizio 2018 la generosità tradizionale dei propri donatori. Di certo vitale è l’apporto dei Servizi di raccolta associativi che, pur dipendenti organizzativamente dal Servizio trasfusionale pubblico, sono gestiti direttamente dalle Avis provinciali. In Veneto le Provinciali che fanno raccolta diretta sono Treviso, Venezia e Padova. Nella tabella sopra l’apporto percentuale di raccolta associativa di emazie nelle tre province (in azzur-

ro più chiaro la raccolta nei Centri trasfusionali pubblici) che assieme raccolgono il 14% di tutto il sangue veneto. Abbiamo sentito il Servizio raccolta convenzionata (SRC) delle Avis della provincia di Venezia. I dati non ancora assestati del primo bimestre 2018, per quanto riguarda la sola raccolta associativa diretta, non sono esaltanti, ma consola il fatto che, a gennaio, anche Venezia registra una ripresina. “Come raccolta del SRC Venezia - ci dice Silvano Vello - si è dovuto registrare un calo di un centinaio di sacche. Mentre però le donazioni presso il centro trasfusionale dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre sostanzialmente tengono, il calo si è registrato nelle giornate di raccolta esterne sul territorio”. Complice sarebbe il nuovo sistema informatico gestionale, introdotto a fine 2017, che ha causato (prima di essere “a regime”) rallentamenti aumentando i tempi di attesa dei donatori nelle 16/20 uscite domenicali mensili. Le Assemblee provinciali Avis fra il 17 marzo (Padova) e il 24 marzo (Rovigo, Vicenza, Treviso, Venezia e Verona) e quella regionale (21 aprile a Peschiera) non mancheranno di disegnare un quadro più chiaro della tendenza di questo inizio 2018 e dei problemi sul tappeto da affrontare e risolvere. La sfida è sempre e solo una: tenere d’occhio ciò che serve agli ammalati e donare di conseguenza il più possibile con continuità e in modo mirato. 1/2018 · DONO&VITA · 9

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ATTUALITÀ

Pfas, tanti dubbi e polemiche Avis: niente confusione, grazie a cura di Beppe Castellano e Michela Rossato

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rima delle feste di Natale, ricorderete tutti, è scoppiata una polemica fra la Regione Veneto e il Ministero della Salute in merito ai Pfas. La diatriba, feroce sulla stampa, riguardava soprattutto, il metodo scelto dal Veneto per “depurare” il plasma dei cittadini: la plasmaferesi. Avis regionale non è entrata nel merito della questione inquinamento da Pfas o nel dibattito scientifico sulla bontà o meno della plasmafersi terapeutica per i Pfas. Non è suo compito. Tutte le associazioni di donatori a livello nazionale, Avis compresa, e la stessa Avis regionale sono intervenute sulla stampa quando incautamente la Regione Veneto, tramite comunicati riportati a titoli cubitali dalla stampa regionale, ha creato gran confusione nei nostri donatori, soprattutto di plasma. Con un comunicato stampa del 20 dicembre, che ha ottenuto grazie all’autorevolezza di Avis Veneto stesso spazio di certi titoli allarmistici, il presidente regionale Giorgio Brunello ha precisato l’opinione, basata sui fatti, di Avis. Riportiamo integralmente il comunicato. Su queste pagine, speriamo di fugare anche i dubbi di molti nostri associati della cosidetta “zona rossa” che comprende parte di tre province del Veneto e circa 10mila donatori di sangue delle varie associazioni.

La posizione di Avis Veneto “Qualche infelice intervento ha messo sullo stesso piano, in questi ultimi giorni, la plasmaferesi produttiva (il dono volontario, non remunerato, anonimo e gratuito di plasma) e la plasmaferesi terapeutica. Sulla stampa sono apparse affermazioni virgolettate, tratte da comunicati 10 · DONO&VITA · 1/2018

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stampa ufficiali della Regione, in cui si affermava testualmente che “il regime applicato in Veneto per la rimozione dei Pfas è di gran lunga meno invasivo di quello applicato nei donatori di sangue”… Per una corretta informazione, occorreva almeno aggiungere : “di molti Paesi Europei”. A differenza dell’Italia, dove è vietato per legge, in quei Paesi europei (Germania, Austria, Repubblica Ceca, ecc…) la donazione di plasma è a pagamento. Gestita da aziende private a scopo di lucro. I “datori” possono essere infatti sottoposti fino a oltre 100 procedure l’anno, addirittura ogni 2-3 giorni. In Italia ciò non è permesso. Per legge fra una donazione di plasma e l’altra devono trascorrere almeno 15 giorni. Questo per la tutela della salute del donatore. Le stesse Associazioni consigliano spesso un intervallo più lungo, puntando più sul numero di donatori attivi che sulle donazioni pro capite. A nome degli oltre 137mila soci di Avis e Abvs Veneto e delle loro famiglie, invitiamo caldamente tutte le Istituzioni a riportare il dialogo-confronto su un piano strettamente tecnico-scientifico e non politico. Come anche richiamato dal direttore del Centro regionale Sangue e dai direttori dei Dipartimenti provinciali di Medicina Trasfusionale in un loro documento ufficiale. Questo per rispetto sia degli ammalati sottoposti ogni giorno a plasmaferesi terapeutica per altre malattie, sia dei nostri concittadini veneti residenti nelle zone inquinate da Pfas, sia per rispettare la generosità dei donatori volontari avisini che ogni anno effettuano circa 34mila donazioni di plasma e pia-

I Donatori: “Ma è sicuro il nostro sangue”?

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iportiamo alcuni passaggi della lettera di un donatore giunta in redazione e di un presidente Avis inviata alla sua Provinciale sulla questione dono e Pfas. Sono un esempio di tante email, telefonate e richieste di spiegazioni giunte da donatori avisini che ci “tengono” alla salute, non solo propria, ma anche e soprattutto di coloro cui andrà il loro dono.

I dubbi dei donatori “Non capisco se si parla di “etica e responsabilità nell’agire e nel nostro essere donatori” senza menzionare - ci scrive un donatore - l’importante questione relativa ai Pfas che sta sconvolgendo la vita di parecchie famiglie venete (soprattutto dei comuni in zona rossa di cui Legnago fa parte). Mi chiedo se non sarebbe invece corretto garantire che il sangue e il plasma di noi donatori vengano controllati adeguatamente anche sotto questo aspetto al fine di garantire a chi lo riceve

la “buona” qualità degli stessi”. Ecco anche i dubbi di un presidente Avis in “zona rossa”: “Ormai sono insistenti le domande dei nostri donatori in merito alla qualità del sangue donato. La nostra Avis ha tra le sue fila donatori anche da Lonigo i quali, dopo gli screening effettuati dalla regione Veneto sulla presenza di Pfas nel sangue, si chiedono e ci chiedono delucidazioni sulla qualità del sangue donato. Stessa situazione potrebbe essere valida per i paesi della famosa “zona rossa” tra cui molti paesi del veronese, anche sede di alcune nostre Comunali. I donatori si sentono responsabili di avere un sangue “contaminato”. Che sangue doniamo ai malati? È sicuro?”.

La risposta del medico Abbiamo chiesto lumi alla dottoressa Loredana Martinelli, responsabile del Dipartimento trasfusionale provinciale di Verona: “Sono domande più che ap-

propriate e grazie ai donatori e ai dirigenti che se la pongono. Per quanto riguarda la donazione e le trasfusioni, non esistono problemi. La donazione di sangue intero viene scomposta in globuli rossi e plasma. I Pfas sono contenuti esclusivamente nel plasma. Sia scomposto dal sangue intero, sia ottenuto da plasmaferesi, il plasma viene inviato all’industria per la plasmaderivazione. Questa permette l’estrazione delle proteine e dei fattori della coagulazione. In ogni caso il plasma fresco da trasfondere per uso clinico nei nostri ospedali viene da Bussolengo e Verona. Anche se occorresse trasfondere plasma fresco raccolto da donatori di Legnago o San Bonifacio la quantità di Pfas contenuta nel plasma trasfuso sarebbe molto diluita nel’organismo ricevente, quindi irrisoria, e pertanto non porterebbe ad alcun danno per il ricevente”. Continuiamo a donare, insomma. Sangue e plasma sono e saranno sempre più indispensabili.

Plasmaferesi produttiva e plasmaferesi terapeutica strine tramite plasmaferesi e oltre 186mila donazioni di sangue intero. In media ogni giorno, feste comprese, oltre 800 donatori veneti vanno a donare per chi ha bisogno. Inutili allarmismi, strumentali ad altre vicende, confondono i nostri donatori e mettono a rischio l’approvvigionamento di una delle risorse “strategiche” per la Salute di tutti. Proprio in un periodo in cui le donazioni (in particolare di plasma) sono in calo rinnoviamo l’invito a donare. La donazione in Italia e in Veneto è la più sicura al mondo sia per i donatori, sia per i riceventi. Molti dei quali trascorreranno le festività nei nostri ospedali”.

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feresi deriva dal greco aphairesis: separare, sottrarre. Con plasmaferesi si intende, quindi, la metodica che separa il plasma dal sangue intero. Due i tipi di plasmaferesi: produttiva e terapeutica. - Produttiva: procedura eseguita su soggetti sani (i donatori) allo scopo di produrre emoderivati (sangue intero, plasma, piastrine, globuli rossi…) per utilizzo clinico. Si esegue con apparecchiature che prelevano il sangue dal donatore e ne separano le componenti ematiche, trattenendo quelle di cui si ha necessità (plasma, piastrine) e restituendo successivamente i restanti componenti, utilizzando un unico accesso venoso (vedi foto).

- Terapeutica: è eseguita su soggetti affetti da una patologia (pazienti) per “pulire” e asportare dal plasma l’eccesso di un determinato componente nocivo. La procedura prevede il paziente collegato a un’apparecchiatura attraverso due accessi venosi. Da un lato c’è il prelievo di sangue da depurare e dall’altro la reinfusione del sangue “pulito”. La componente cellulare (globuli rossi) viene reinfusa al paziente insieme a eventuali soluzioni sostitutive. La componente plasmatica viene convogliata in un sacca di scarto. Può essere sostituita con soluzioni diverse secondo la patologia del paziente: soluzione fisiologica con albumina umana purificata al 4% o plasma fresco congelato.

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PIANETA PLASMA

Tutt’Italia in convegno a Verona fa il punto sul “sistema Paese” a cura di Beppe Castellano

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a donazione di plasma non è una donazione di “serie B”, ma sta acquisendo sempre più importanza per il Servizio sanitario nazionale. Ce la farà l’Italia a essere autosufficiente nei prossimi dieci anni, per quanto riguarda i medicinali derivati dal plasma? E riuscirà, in un mondo sempre più rivolto verso il “mercato”, a continuare a fornire ai propri cittadini e non solo, plasmaderivati “etici”, perché donati da donatori volontari, periodici e non remunerati? Tutta l’Italia trasfusionale è arrivata sabato 20 gennaio a Verona, alla Gran Guardia, in un convegno organizzato da Avis regionale Veneto proprio per fare il punto della situazione del “sistema Plasma” nazionale. Un settore, quello dei medicinali plasmaderivati, che è sempre più attuale e soprattutto strategico, sia economicamente, sia sotto il profilo della salute dei cittadini. Lo hanno sottolineato più relatori - come il direttore del Centro nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno e Giorgio Brunello, presidente di Avis Veneto - affermando come nei prossimi dieci anni i medicinali salvavita derivati dal plasma

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umano saranno sempre più rari e preziosi vista la domanda mondiale in netta e costante ascesa. “Sotto il solo profilo economico - ha detto Brunello nella presentazione del Convegno - l’Agenzia di ricerche di mercato “Market Research Future” ha aggiornato proprio a gennaio 2018 le previsioni per il mercato globale dei medicinali plasmaderivati. Toccherà nel 2023 l’iperbolica cifra di 58,2 miliardi di dollari, con una crescita annua

percentuale (dal 2017) del 7,52%. Occorreranno sempre più medicinali plasmaderivati per curare molte malattie. Gli Stati che avranno disponibilità della materia prima, il plasma umano, saranno quindi al sicuro da oscillazioni e/o speculazioni di mercato e soprattutto potranno curare al meglio i propri ammalati, Con questo convegno Avis Veneto e Avis regionali dell’Accordo NAIP, vogliono fare il punto sull’autosufficienza “etica” dei plasmaderivati in Italia”. Se in molti Stati esteri, anche dell’Unione Europea, è permessa la donazione di plasma a pagamento, l’Italia ha sviluppato un sistema del tutto originale e unico in cui il plasma e i medicinali derivati non sono in alcun modo fonte di lucro. Le regioni oggi riunite in quattro “consorzi” (Naip, Ripp, Accordo e Planet) inviano, infatti, il plasma dei propri donatori alla trasformazione in aziende farmaceutiche specializzate, ma in conto lavorazione. Sia la materia prima, sia i prodotti derivati restano sempre e in

ogni caso - dalla vena del donatore a quella dell’ammalato - di “proprietà” del Servizio sanitario pubblico. Una formula “inventata” proprio in Veneto a metà degli anni ’80 e che è divenuta patrimonio di tutto il Paese. Un metodo che salvaguarda la sicurezza trasfusionale e il dono etico dei donatori, oltre a garantire che in nessun modo il sangue e plasma donati possano essere mercificati. L’Italia è su una buona strada per affrancarsi quasi del tutto dal mercato dei plasmaderivati, questo grazie soprattutto alla generosità di un milione e 700mila donatori volontari, non remunerati e periodici. Un sistema serio, infatti, si fonda non sull’improvvisazione e sull’emozione del momento, ma su una programmazione “solidale”. Nel corso del convegno sono stati messe a confronto le esperienze dei quattro accordi interregionali (con capofila Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia) con una tavola rotonda cui hanno partecipato i rispettivi responsabili dei Centri regionali sangue e i rappresentanti associativi delle Regioni. Con le nuove gare di assegnazione del conto lavorazione alle

aziende farmaceutiche, i risparmi in termini economici per le regioni potrebbero essere molto consistenti (si parla di 8 milioni annui per grandi regioni come Emilia e Veneto), così come la disponibilità di nuovi prodotti plasmaderivati. Si è fatto il punto della situazione dei vari Accordi interregionali e sull’iter delle gare per individuare, per ognuno, l’azienda che fornirà in c/lavorazione i medicinali. Sono intervenuti sia un associativo Avis di una Regionale aderente, sia il responsabile (se c’era) del Centro regionale sangue capofila. Vediamoli in breve...

NAIP - Veneto capofila, ha affidato la plasma-lavorazione (90% prezzo e 10% qualità) all’australiana CSL Behring che ha iniziato a ritirare plasma dai Centri trasfusionali da maggio del 2017. Pende sulla gara d’appalto un ricorso della Kedrion, italiana, che è arrivato fino al Consiglio di Stato, se ne attende sentenza. Antonio Breda del Crst Veneto ha difeso la Gara del Veneto definendola un “successo assoluto”. Il presidente di Avis Liguria, Alessandro Casale, ha invece messo in risalto - pur riconoscendo alcuni aspetti positivi - il famoso “pitSegue a pagina 14

Raccolta e conferimento plasma 2017 oltre le previsioni

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ià circolavano durante il convegno a Verona in via ufficiosa. Pochi giorni dopo, il 26 gennaio, il Centro nazionale sangue li ha resi noti ufficialmente i dati complessivi 2017 sulla raccolta e conferimento in c/ lavorazione del plasma italiano. Secondo il Piano quinquennale plasma, nel 2020 l’Italia dovrebbe arrivare a raccogliere e trasformare in farmaci 860mila chili di plasma. Sembrerebbe che siamo a già buon punto. L’asticella dell’obiettivo per il 2017, infatti, era posta a 816mila chili ed è stata addirittura superata arrivando a 827mila chili. Una crescita percentuale dell’1,8% rispetto al 2016. In verità ciò è do-

vuto principalmente all’incremento della quantità del plasma raccolto per ogni singola plasmaferesi. Se nel 2016, infatti, molte strutture trasfusionali non si erano subito adeguate ai nuovi “pesi” della sacca di

plasma donato (da 550 a 700 ml), nel 2017 praticamente tutti erano ormai “allineati”. In ogni caso praticamente tutte le regioni hanno superato l’80% del proprio obiettivo di raccolta plasma.

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NOVITÀ SUL WEB togramma etico” che non ci sarà sui prodotti e il mancato coinvolgimento delle associazioni nell’iter di aggiudicazione. RIPP - (capofila Emilia Romagna) ha concluso a fine 2017 l’assegnazione della gara (30% prezzo e 70% qualità) a un raggruppamento temporaneo di imprese (Kedrion-Italia e Grifols-Spagna). Anche in questo caso sono partiti subito i ricorsi delle aziende escluse, CLS Behring e Baxter, al Garante della Concorrenza. “Il sistema - ha detto Vanda Randi del Crs Emiliano - rischia così di restare fermo per troppo tempo. Noi abbiamo scelto di avere più prodotti a disposizione e il pittogramma etico”. Renzo Angeli, vicepresidente Avis Emilia romagna ha ribadito il concetto dell’eticità del dono in tutta la filiera. PLA.NET - Capofila è la Toscana. Come ha riferito Simona Carli del Crs Toscana, si stava per chiudere lil bando. Le buste sono state aperte il 31 gennaio, tre le ditte. Kedrion, Grifols, Baxter. “Nell’iter abbiamo coinvolto nel collegio tecnico - ha detto - tutti gli attori del sistema, Associazioni in testa. È fondamentale arrivare alla fine di tutte le gare. Con i ricorsi incrociati sulle prime gare espletate stiamo pagando solo le vacanze agli avvocati, paralizzando il sistema nazionale”. Della stessa lunghezza d’onda Luciano Franchi di Avis Toscana. ACCORDO - Capofila è la Lombardia che è ancora al palo. Sulla situazione, come ha amaramente denunciato al convegno Giampietro

ACCORDI INTERREGIONALI PLASMA Regioni aderenti e percentuale conferimento plasma c/lavorazione*

* Fonte dati 2017 Centro nazionale Sangue - elaborazione Redazione Dono&Vita ACCORDO

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30,25% (250.283 kg) kg) 30,25% (250.283 RIPP

RIPP Calabria, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia Calabria,24,90% Emilia Romagna, (206.067Puglia, kg) Sicilia

24,90% (206.067 kg) NAIP Abruzzo, Alto Adige, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Trentino, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto NAIP 23,55% (194.993 kg)

Abruzzo, Alto Adige, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Trentino, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto

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23,55% (194.993 kg)

Campania, Lazio, Marche, Toscana

21,30% (175.978 kg) PLA.NET

Campania, Lazio, Marche, Toscana

21,30% (175.978 kg)

Briola a nome di Avis Lombardia, non c’era alcuna notizia né tantomento la Regione ha mai interpellato le associazioni di donatori. Era assente, non a caso, il responsabile del Centro regionale sangue della Lombardia, Davide Rossi. Sarà comunque vitale, una volta che tutto il “sistema” sarà a regime, “organizzare un sistema di compensazione nazionale fra le quattro aggregazioni, per lo scambio etico a prezzi di costo dei vari prodotti ottenuti dal plasma umano”, ha affermato Brunello. Su questo gli ha fatto eco anche Luigi Ambroso, a nome della Federazione nazionale Associazioni Emofilici, che ha sottolineato la necessità della “continuità tera-

Ultim’ora: Consiglio di Stato “sblocca” la gara NAIP a sentenza della Terza Sezione del Consiglio di Stato è del 16 gennaio, ma è stata pubblicata il 28 febbraio, mentre stavamo per andare in stampa. In estrema sintesi il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar del Veneto che, su ricorso della Kedrion Spa, a luglio 2017 in pratica annullava l’assegnazione del conto lavorazione plasma delle 9 regioni NAIP alla CSL Behring.

ACCORDO

Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna

Un sito “tutto plasma” del Cns e uno “scaccia bufale” dell’Iss

L’appello al Consiglio di Statoera stato avanzato dalla Regione Veneto-Azienda Zero e dalla stessa CLS Behring che aveva vinto la famosa e da da più parti criticata gara pubblica indetta e gestita dal Veneto capofila. No comment dal responsabile Crat del Veneto, Antonio Breda: “Non ho detto nulla prima, non commento ora...”. Su Dono&Vita web un più ampio servizio.

peutica” degli emofilici che usano plasmaderivati mentre: “per quanto riguarda gli eventuali prodotti in surplus, particolare attenzione va dedicata ai progetti di cooperazione internazionale - in particolare nel campo dell’Emofilia - verso Paesi in via di sviluppo dove nessun tipo di cura può essere attuato per i pazienti emofilici in mancanza di fattori della coagulazione”. A chiudere il convegno, aperto dall’intervento dell’Assessore alla Salute del Veneto, Luca Coletto è stato il presidente nazionale dell’Avis Alberto Argentoni: “Che il plasma sia una risorsa etica e non commerciabile a fini di lucro è un principio cardine del sistema italiano. Ma anche se tale principio rientra nella Convenzione di Oviedo, non è una cosa condivisa da tutti gli Stati dell’UE (alcuni Stati dove vige la donazione di plasma a pagamento, per esempio, non l’hanno sottoscritta o recepita ufficialmente, ndr) e come Associazioni di volontariato troviamo grosse difficoltà nel difendere questi principi etici. Le lobby delle industrie premono sempre più sulla raccolta a pagamento, vista la richiesta di plasmaderivati in aumento nel mondo. Continueremo a ribadire in ogni sede come la donazione gratuita e volontaria sia la prima tutela di qualità e sicurezza”.

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he il plasma sia una donazione importante è stato ripetuto in più occasioni. Oggi lo ribadisce e ne spiega il perché il portale www.plasmaitalia.it attivato dal Centro nazionale sangue in collaborazione con Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa. La finalità del sito, che richiama il plasma con il suo colore giallo, è informare i cittadini, i donatori, i malati e tutti coloro che sono in qualche modo interessati dal settore, sull’intera filiera del plasma, dalla sua raccolta fino alla produzione di farmaci plasmaderivati. Oltre a spiegare che tipo di donazione sia, le sue differenze dalla donazione di sangue intero e la sua durata, il portale indica con una grafica sem-

plice e chiara, che tipo di farmaci si producono dal plasma, a chi e cosa servono, come sono attestate la loro sicurezza e qualità. Con i capitoli Programma nazio-

nale plasma e cooperazione internazionale c’è la possibilità di conoscere come funziona il sistema di autosufficienza nazionale e programmazione, di esportazione dei farmaci plasmaderivati eccedenti il fabbisogno nazionale ai Paesi che ne hanno bisogno, le normative che regolano il settore. In un altro spazio è data voce ai donatori, ai pazienti e alle istituzioni, alle video interviste, agli articoli e alle notizie sul tema plasma che troviamo sui social, tra le quali compare il servizio pubblicato da Dono&Vita web inerente il convegno organizzato dall’Avis regionale Veneto a Verona il 20 gennaio, che approfondiamo e avrete (speriamo) appena letto alle pagine 12-14 di questo numero.

“Balle” sanitarie in rete, se te le bevi non hai più scuse

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iero Angela, il giornalista-divulgatore scientifico più credibile in assoluto nel panorama informativo italiano, ha tenuto a battesimo il 28 febbraio il nuovo portale www.IssSalute.it fortemente voluto e realizzato dall’Istituto superiore di Sanità. È uno strumento utilissimo per i cittadini e per gli

operatori sanitari, per fare chiarezza nel delicato settore della salute e delle troppe false notizie che circolano in rete. Il portale presenta, infatti, una sezione fake news che ha collezionato già centinaia di informazioni ingannevoli corredate dalle spiegazioni scientifiche che ne evidenziano l’infondatezza. Sezione aggiornata a mano a mano che vengono segnalate le notizie, purtroppo spesso veicolate anche da sedicenti medici (o pseudo medici) in televisione. Bufale che poi determinano scelte di salute! Curiosi come sempre, come redazione siamo andati a sbirciare che cosa si scrive sul settore che ci riguarda da vicino: la donazione di sangue, organi e cellule staminali. Nella sezione “bufale” vi sono alcuni articoli, tutti ben documentati. Pensiamo che quanto prima cresceranno, anche questi, a dismisu-

ra. Le informazioni non corrette o fuorvianti anche sul tema sangue, infatti, purtroppo abbondano sui social. Molto interessante anche la sezione che riguarda direttamente la “donazione di sangue”. Vi si trovano dati e informazioni certificate dal Centro nazionale Sangue e dalle stesse associazioni. Vale la pena andarla a visitare anche per molti dirigenti associativi “addetti ai lavori” per poter poi indirizzare, oltre che sui siti Avis, i dubbiosi o indecisi. “Scendiamo in campo contro le bufale online - ha spiegato Walter Ricciardi, presidente Iss - Vogliamo offrire ai cittadini che sempre più spesso consultano il web per motivi di salute, trovando tutto e il contrario di tutto, un approdo sicuro, un punto di riferimento rigoroso e autorevole”. Sulla salute delle persone, siamo tutti d’accordo, non si scherza e non si lucra! 1/2018 · DONO&VITA · 15

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FONDAZIONE TES E RICERCA

Dal gel piastrinico bellunese isolate “supercellule” staminali

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a cura di Beppe Castellano e Michela Rossato

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el sangue umano circolano cellule staminali. E non solo ematopoietiche. Grazie alla ventennale esperienza del Centro trasfusionale di Belluno e del suo ex primario, Gaetano Caloprisco, che ha “inventato” il gel leucopiastrinico, i ricercatori della Fondazione Tes sono riusciti ad isolare anche cellule staminali multipotenti mesenchimali. La ricerca ha visto insieme Università di Padova, Dipartimento di scienze del Farmaco, Tes e il Servizio trasfusionale dell’Ulss 1 Dolomiti, supportata dall’Abvs e dalle Avis del Veneto. Pubblicata sul “Journal of cellular and molecular medicine” il 5 gennaio 2018, apre rivoluzionarie prospettive nell’uso delle cellule staminali come farmaci innovativi. Nella Sala degli affreschi del Palazzo della Provincia di Belluno, mercoledì 7 febbraio, la prof.ssa Rosa Di Liddo, responsabile del progetto, ha presentato la ricerca. Si è partiti dall’utilizzo del gel leucopiastrinico già utilizzato a livello clinico, per arrivare ad ottenere in modo “standardizzato” le cellule staminali multipotenti. Un modo ulteriore per valorizzare il dono generoso dei donatori volontari, periodici e non remunerati non solo di Belluno, ma dell’intero Veneto. “Abbiamo raggiunto un importante traguardo - ha detto il prof. Pier Paolo Parnigotto, presidente di Tes - ma siamo consapevoli che ci attende una ulteriore, fondamentale fase di ricerca. Il nuovo obiettivo è come indirizzare le nostre staminali, stimolandole a esprimere le loro potenzialità rigenerative su organi o tessuti danneggiati”. A introdurre la mattinata è stata Gina Bortot, presidente provinciale Abvs, che da anni sostiene il pro16 · DONO&VITA · 1/2018

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getto di Tes al Ct di Belluno. “Il riconoscimento internazionale per i risultati ottenuti è il segnale che la nostra fiducia è stata ben riposta e che tutti hanno lavorato al massimo e con entusiasmo. Ci sprona ancora di più sapere che questa non è altro che una tappa intermedia, che sono infinite le porte che questa ricerca ha aperto”. Ospiti Roberto Padrin, presidente della Provincia, nonché donatore di sangue, il dott. Giovanni Maria Pittoni, direttore sanitario Ulss 1, il dott. Stefano Capelli direttore della Struttura trasfusionale Ulss 1 e Giorgio Brunello, presidente dell’Avis regionale Veneto.

Cellule staminali multipotenti circolanti prima sentinelle poi “super eroine” trasformiste

“I risultati di oggi sono un esempio di quanto può fare la collaborazione tra associazioni, ricercatori, servizi, trasfusionali, cittadini - ha detto Brunello - questo è il modello dello spirito di volontariato, del gioco di squadra che mettendo insieme persone, risorse ed energie porta a risultati importanti per il bene di chi ha bisogno. Da Belluno, oggi, parte un’esperienza forte, importante con ricadute positive per tutti”. A moderare gli esperti il consigliere nazionale di Avis, Gino Foffano. Presenti anche il responsabile del Crat, Antonio Breda, lo stesso dott. Caloprisco, medici trasfusionisti e dirigenti associativi.

bbiamo chiesto alla Prof.ssa Rosa Di Liddo, responsabile della ricerca, di spiegarci in breve di che cosa si tratta e le applicazioni possibili. Qual’è la novità che ha permesso di pubblicare la ricerca sulla prestigiosa rivista scientifica? L’identificazione delle proprietà strutturali e funzionali delle cellule staminali circolanti nel sangue è un importante risultato. Abbiamo dimostrato che queste cellule hanno la potenzialità di migrare dal flusso sanguigno ai tessuti, di sviluppare effetti antinfiammatori e quindi di partecipare alla risposta rigenerativa tessutale. Quindi le staminali che possono contribuire alla riparazione di tessuti circolano già nel sangue? Sì. E grazie all’applicazione clinica del gel leuco-fibrino-piastrinico da anni utilizzata dal Servizio trasfusionale di Belluno siamo riusciti a dimostrare che le cellule con potenzialità rigenerative circolano nel sangue e, pertanto, rimangono “intrappolate” nel gel durante la sua preparazione. Unire clinica e ricerca di base è quanto di più esaltante ci possa essere nel nostro campo.

In pratica un lungo lavoro di ricerca e identificazione delle staminali circolanti che non sono, quindi, solo ematopoietiche... Infatti.. Il nostro studio ci porta a concludere che le cellule multipotenti circolano fisiologicamente nel sangue, anche se in misura ridottissima ed in stato di quiescenza. Dotate di particolari recettori, sono in grado di captare i segnali di stress dei tessuti che hanno subito lesioni e necessitano di essere “riparati”.

Sentinelle di guardia che danno l’allarme stimolando la produzione e l’arrivo delle “sorelle” che rigenereranno il tessuto. Come i supereroi di film e fumetti... Certo, può rendere come immagine. Hanno anche la potenzialità di attraversare la parete dei vasi ed intervenire laddove serve. Le applicazioni pratiche, quindi, in prospettiva grazie alla vostra scoperta? Essere riusciti a definire una procedura standard per isolare e moltiplicare in vitro le cellule multipotenti circolanti nel sangue di donatori potrà favorire lo sviluppo della terapia dell’autotrapianto ovvero la terapia con cellule staminali autoprodotte. Con un semplice prelievo. Le cellule potranno essere coltivate in laboratorio per aumentarne la numerosità necessaria per l’applicazione. Sarà possibile accelerare l’autoproduzione di cellule staminali “riparatrici” oltre la normale risposta dell’organismo? Di quanto? Se vogliamo usare un’altra metafora, sarebbe come far partire Usai Bolt alle olimpiadi sui cento metri piani con due metri di vantaggio sugli avversari.

Come aiutare la ricerca con una semplice firma o click

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uoi dare una mano a Tes? Alla progetto/schedaprogetto/30-422 ricerca che da anni anche le In questo modo Aviva CommuAvis del Veneto sostengono? nity Fund offre, infatti, la possibilità Ci sono due modi per farlo. di dare un sostegno economico a Il primo è devolvendo all’Avis (provinciale o regionale) il tuo 5 per mille, come riportato in ultima di copertina, che va interamente alla ricerca di Tes. Il secondo è votando entro il 29 marzo il progetto “Cellule staminali per la cura dell’emofilia A” attraverso il link https://community-fund-italia.aviva.com/voting/

piccoli e grandi progetti del non profit del territorio a sostegno della salute, con donazioni fino a 15mila euro.

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DALLA REGIONALE

DALLA NAZIONALE

Comitato Etico: team di esperti per risolvere i dubbi associativi

Ministra e associazioni firmano la “Carta del Dono” nazionale

di Mauro Favret, segretario Avis regionale

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ei un dirigente associativo o potresti diventarlo? Una delle cose a cui un dirigente va in contro in ogni momento sono le decisioni. La parola decidere deriva dal latino e significa “tagliare via”. Alle volte ti trovi a prendere decisioni da solo e alle volte le decisioni sono prese da un gruppo o meglio ancora dal Consiglio direttivo. Ma c’è un ma… quello che abbiamo tolto, cioè quello che abbiamo deciso di tagliare e di non fare, è stata una decisione giusta o sbagliata? Tutti vedranno quello che hai lasciato andare avanti, ma nessuno vedrà o esaminerà ciò che hai tra le cosiddette “cose da fare”. Ti sei mai chiesto, in un’occasione della vita, cosa sarebbe successo se avessi fatto diversamente una certa cosa? La storia che ti racconto è che tutti i giorni arrivano, sulla scrivania dei dirigenti, domande che non hanno una chiara risposta, come ad esempio: “Si può dare una borsa di studio in danaro a giovani meritevoli per incentivarli a fare la prima donazione di sangue?” Il punto è che qualcuno deve decidere per il si o per il no. Quel qualcuno potresti essere tu. Quando sei un dirigente hai la possibilità e alle volte il dovere di cassare un’iniziativa, ma sai che da qualche parte c’è un volontario che ha fatto quella proposta, un gruppo che magari ha reperito dei fondi per sostenerla e che nel caso venisse bocciata, potrebbero anche offendersi. Se non hai mai sentito un socio che in totale, buonissima fede ha proposto “diamo i soldi residui in cassa a qualche bisognoso” puoi fermarti a leggere qui, conserva però questo articolo, perché quando ti capiterà, ritornerai a… finire di leggerlo. La soluzione per te e per tutti i tuoi

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dubbi si chiama Comitato etico. È stato istituito lo scorso anno e nello specifico si occuperà di rispondere all’esigenza di capire se ciò che si è deciso, o fatto, sia etico oppure no. Ti chiederai: dov’è la fregatura? La fregatura è che tu prima decidi, poi chiedi la consulenza e poi, nel caso fosse indispensabile, puoi cambiare la decisione. Te la faccio più semplice. Il comitato non decide al posto tuo, che sei addetto a governare, ma ti aiuta a capire se le scelte fatte sono ok o se fanno acqua da qualche parte. Per fare questo, Avis regionale ha messo insieme una squadra che mi permetto di presentarti, così capisci che sono gli uomini giusti da interpellare se ti trovi di fronte alla domanda “questo cosa è più etico farla o non farla? Dov’è il confine tra giusto e sbagliato?” Il Comitato si è insediato in occasione del Consiglio regionale Avis del 9 febbraio scorso (foto sopra). È così composto: Carlo Foresti, Montorio (Vr), una lunga esperienza come consigliere in Avis Comunale, provinciale, regionale e nazionale (e verifica poteri un ventennio); Licia Sartori direttore dell’Unità di medicina legale all’Ulss 4 Alto vicentino;

Diego Vecchiato di Venezia, direttore regionale Relazioni e attività istituzionali e internazionali della Regione Veneto; Luca Goldin brigadiere capo dei Carabinieri di Monselice (Pd); Alfio Bolzonello, Treviso, con una lunga esperienza in Avis, al Centro servizi per il Volontariato e in altre realtà associative di Treviso, dirigente di Italgas si occupa di Veneto, Friuli ed Emilia Romagna. Il Comitato è un organo a disposizione delle Avis che ne avessero bisogno, ma prima d’interpellarlo, prova a consultare statuti e regolamenti, consiglieri e Consiglio. Al punto in cui proprio non sai dove “sbattere la testa”, ti propongo di seguire questi pochi, semplici passi: 1) contatta la segreteria regionale via email avis.veneto@avis.it; 2) esponi brevemente che tipo di scelta far valutare; 3) spiega a grandi linee perché secondo te statuti e regolamenti non sono chiari a riguardo o non affrontano il caso; 4) spiega in breve perché pensi che non sia di competenza dei Probiviri; 5) Attendi una risposta. Che aspetti? Controlla subito se ci sono nodi da sciogliere irrisolti e scrivici.

vis nazionale ha sottoscritto a Modena la “Carta del Dono”, a difesa dei valori del dono gratuito. Il documento fissa una serie di principi e impegni per la promozione del dono biologico (sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti) e per la tutela della sua natura libera, volontaria, consapevole, responsabile e non remunerata. “Su questo si concentra non solo l’azione delle Istituzioni e dei professionisti del settore sanitario - si legge infatti nella Carta, disponibile su www.avisveneto.it alla sezione news e documenti - ma anche l’impegno ricco e variegato della società civile che, attraverso il servizio volontario e costante delle Associazioni e Federazioni di cittadini, organizzate e competenti, sostengono la cultura del dono, la ricerca di nuovi donatori e l’aiuto ai pazienti riceventi. Questo impegno rappresenta una peculiarità e una ricchezza del nostro Paese”. Alla firma, il 24 febbraio presso la sede di Avis provinciale Modena, erano presenti il Ministro della sanità Beatrice Lorenzin, il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno e a quello del Centro

nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa, il presidente di Avis nazionale Alberto Argentoni, della Fidas Aldo Ozino Caligaris, la presidente di Aido nazionale Flavia Petrin, di Fratres, Admor, Adoces, Adisco e Croce Rossa. Hanno sottoscritto

la Carta anche le associazioni dei riceventi e malati che al dono devono le loro vite: i cardiotrapiantati, i trapiantati di fegato, di reni e gli emodializzati. In foto due momenti della giornata, grazie ad Avis provinciale di Modena.

Assemblee regionale e nazionale: dove e quando

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ssemblea regionale a Castelnuovo Del Garda-Peschiera. È prevista sabato 21 aprile, presso il Golf Club Hotel Paradiso a partire dalle ore 9, la 47ª assise associativa Avis Veneto per fare il punto sulla situazione trasfusionale. Un momento di confronto anche con le Istituzioni regionali. Sarà invece Lecce a ospitare dal 18 al 20 maggio l’assemblea na-

zionale. “Un sistema in evoluzione. Avis tra piano plasma, riforma del Terzo Settore e buone pratiche” è il tema dell’82ª edizione dell’appuntamento al quale partecipano dirigenti Avis da tutta Italia. Nutrita delegazione anche da Avis Veneto. Anche quest’anno, accanto all’assemblea “classica” sono previsti seminari interattivi per approfondire diverse tematiche associative. 1/2018 · DONO&VITA · 19

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AVIS & SCUOLA

In provincia di Verona oltre 9mila sono studenti incontrati dall’Avis

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rocede a pieno ritmo l’attività nelle scuole da parte di Avis provinciale di Verona. Un impegno che dura da anni con numeri in crescita. Nell’anno 2016/17, l’associazione ha incontrato oltre 9mila studenti di ogni ordine e grado, 1.600 dei quali delle superiori. “Fino a giugno incontreremo altre migliaia di studenti, in numero maggiore rispetto al passato - evidenzia Michela Maggiolo, presidente dell’Avis provinciale - È un impegno che svolgiamo da molto tempo con i nostri volontari e medici e pure attraverso l’adesione al progetto scuola di Avis Veneto che propone una serie d’iniziative specifiche adatte a diverse età. Tutte le attività, condotte da due educatori o operatori professionisti che hanno fatto un percorso formativo specifico, si svolgono in classe per un massimo di 25/30 alunni e hanno una durata di due ore”. Nella parte conclusiva degli incontri, è dato spazio ai volontari Avis per parlare dell’associazione, della donazione del sangue, dell’altruismo, della responsabilità e della

cittadinanza attiva. “Il contatto diretto con gli studenti rappresenta uno dei canali privilegiati per diffondere i valori della solidarietà e della generosità. Il nostro intervento - prosegue la Maggiolo - punta a ottenere i frutti maggiori nel lungo e breve periodo ed è il modo migliore per garantire il ricambio generazionale. Spesso i bambini delle scuole primarie danno grandi soddisfazioni, cercando di convincere i genitori a diventare donatori. Per quanto riguarda i ragazzi più grandi, li sproniamo a diventare essi stessi donatori al compimento della maggiore età. È nostro compito, poi, seguire questi giovani con più attenzione, specie nel passaggio tra scuola e università, dove molti si perdono”. Ai bambini delle scuole primarie vengono proposti “Fiabilas”, il gioco in scatola sul funzionamento e l’importanza del corpo umano; laboratori di pittura creativa e spettacoli di marionette per avvicinarli alla “cittadinanza attiva”. Le attività per gli studenti delle scuole medie riguardano un gioco di simulazione e il Teatro Immagine: tecnica basa-

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difficoltà e sfide che il senso del dono accoglie e propone. La dott. ssa Laura Elia, che ha progettato l’attività, ha incontrato una quarantina di volontari di diverse province, con esperienza associativa e di attività nelle scuole con Avis. Obiettivo era proprio raccogliere indicazioni e suggerimenti per una revisione dell’attività che accompagna (e sostiene) la visione del filmato. I partecipanti si sono mostrati molto attenti e capaci di coglierne il

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’impegno primario dell’Avis è promuovere la cultura della solidarietà e del dono del sangue e degli emocomponenti. Per raggiungere questo obiettivo è necessario promuovere il volontariato e la costruzione di una cultura sociale di condivisione. Il messaggio è rivolto a tutti, la mentalità del volontario si fonda infatti sull’impegno nella comunità: la presa di coscienza di essere in relazione è alla base di ogni azione solidaristica. È comunque prioritario poter sensibilizzare i giovani. Per far questo bisogna andare dove ora si stanno formando per affrontare la vita e diventare futuri cittadini attivi: la scuola. Non è una

novità, da sempre l’Avis è impegnata in questo settore con sempre nuove proposte per studenti di ogni ordine e grado. Il progetto “Scuola strategica” vede coinvolta tutta l’Avis della provincia di Treviso con una progettualità di collaborazione tra Avis comunali con l’obiettivo di raggiungere tutti gli istituti scolastici superiori del territorio. Così facendo, si mettono in relazione con gli studenti anche le Avis in comuni che non hanno istituti superiori e si dà supporto a chi li ha. Con l’azione sinergica di tanti, ma mai troppi, volontari che si sono messi in gioco, quelle che erano le poche forze a disposizione sono

diventate un gruppo che ha permesso di ottenere risultati davvero lusinghieri. Il percorso previsto dal progetto utilizza sia gli strumenti messi a disposizione da Avis Veneto, sia professionisti sanitari per fornire ai ragazzi tutte le informazioni utili per poter decidere con consapevolezza di diventare donatori. L’obiettivo strategico di questo progetto è duplice: il dialogo tra le Comunali e la possibilità di incontrare tutti gli studenti della nostra provincia. I giovani sono il segno concreto della continuità della nostra Associazione e la nostra finestra sul futuro. Avis Provinciale di Treviso

E Mirano in due Istituti superiori raccoglie oltre 120 idoneità ta sulla costruzione d’immagini con il corpo. Alle superiori proponiamo Giocavis, gioco di simulazione indiretta: ci si mette nei panni di qualcun altro, si esce dalle logiche del profitto personale per abbracciare la dimensione sociale del nostro vivere assieme agli altri e a favore degli altri. Accanto al Teatro Immagine c’è poi “Il gioco del prigioniero” per dimostrare come ci si può trovare in difficoltà e disagio, se i singoli protagonisti di un certo contesto agiscono e pensano solo guidati dalla ricerca di un proprio personale vantaggio. Ada Sinigalia

“Lectio brevis”: presentato il format-video di Avis alla formazione alla co-progettazione. I volontari del progetto Scuola Avis Veneto partecipano alla creazione di una nuova attività per gli istituti superiori, presentata il 26 febbraio presso il CSV di Padova. L’attività prevede la visione del filmato “Strade” (realizzato da un’equipe di professionisti, all’interno del progetto “Multimedialità e Cittadinanza”) per stimolare un dialogo, libero e non giudicante, su punti forti, ostacoli,

Il progetto “scuola strategica” della provinciale Treviso

senso, superando le aspettative degli organizzatori e dando contributi importanti per la stesura definitiva dell’attività. Il progetto Scuola Avis Veneto è nato con l’idea di riuscire a fare rete e di scambiare competenze e buone pratiche territoriali e questo incontro ha dimostrato che non solo è possibile collaborare e condividere, ma anche co-progettare le attività che ci permettono di incontrare i ragazzi e di promuovere il dono. Elena Galbiati

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’Avis comunale di Mirano già da qualche anno interviene nelle classi quinte degli istituti superiori del Comune per sensibilizzare i giovani alla donazione. Le superiori raccolgono un bacino di studenti provenienti da tutto il comprensorio del miranese e anche dalla Riviera del Brenta. L’attività prevede incontri degli studenti con nostri volontari e un medico. Duplice lo scopo: spiegare nel dettaglio la donazione, chi può donare, cause di un’esclusione temporanea e/o permanente, il perché della prima donazione differita… Si cerca insomma di insegnare ad aver meno paura di questo piccolo grande gesto che li renderà dei “super eroi”. Noi volontari, invece, cerchiamo di far emergere nei ragazzi il senso civico, la loro generosità e la voglia di donarsi agli altri, il valore della solidarietà, della cittadinanza attiva e del dono. A tutti lasciamo da compilare una promessa di donazione che viene poi liberamente sottoscritta e ritirata dai coordinatori di classe. Quest’anno sono stati coinvolti 700 ragazzi delle superiori, tra IIT 8 marzo-K. Lorenz e Itis Levi-Ponti. Presso gli stessi istituti si sono te-

nute le idoneità a gennaio e febbraio. Da tre anni le visite di idoneità vengono fatte direttamente a scuola con il supporto del dott. Ciappa (ex medico del Ct di Mirano) per agevolare i ragazzi. Prima la visita veniva effettuata di pomeriggio presso il Trasfusionale. Questa scelta ci ha

portato enormi risultati, riuscendo l’anno scorso ad ottenere 93 nuove idoneità e quest’anno ben 121! A rendersi disponibili in questa attività sono stati il presidente di Avis Mirano Giuliano Casotto, il tesoriere Renzo Franzoi, Gianna Bellinato e la sottoscritta. Laura Zanardo

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STORIE DI AVISINI

SPECIALE

Schio: e le famiglie donano come se fossero in... famiglia

Nata il 18 febbraio 1968 I 50 anni di Avis regionale Veneto

di Mauro Garufo

a cura di Michela Rossato

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n casa Marangon, a Schio, nel vicentino, le parole d’ordine sono condivisione e donazione! Condividere un gesto d’amore come quello di donare il sangue a chi ne ha più bisogno, è ormai considerata una tradizione di famiglia. Ha iniziato mamma Katia Fantina-

chivio elettronico gestito a livello nazionale e collegato a registri internazionali. Durante l’ultima donazione di “gruppo”, la famiglia si è informata molto sull’utilità del donare il sangue e sulla sua necessità: per assicurare le cure agli emofilici, per i

ti, di 45 anni, nel 1992 ed è ormai arrivata al traguardo delle 43 donazioni. L’ha seguita a ruota papà Michele, 49 anni, anch’egli donatore dal 1992, giunto alla soglia delle 22 donazioni. È quindi stata la volta delle figlie Minù di 19 anni e Laila di 18 anni, desiderose di seguire le orme dei propri genitori per tramandare quelli che sono i valori più importanti della vita e dell’aiutare il prossimo. Per la prima volta, non senza emozione, hanno donato tutti e quattro insieme, stesi l’uno accanto all’altro. Laila, oltre a fare la sua prima donazione, si è tipizzata per la donazione del midollo osseo, ovvero l’esame necessario per poter stabilire il grado di compatibilità tra un donatore e un paziente che necessita di un trapianto di sangue midollare con i successivi risultati che vengono poi inseriti in un ar-

trapianti degli organi, per curare gli ustionati, per ricavare dal plasma i cosiddetti farmaci salvavita. E se poi questo viene tramandato di padre in figlio è ancora più bello!

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“Nella nostra grande “famiglia” Avis sono molti i nuclei familiari iscritti, come i Marangon, che considerano questo gesto come un dovere morale per chi è in buona salute e un atto di civiltà verso chi ne ha bisogno - dichiara con orgoglio il presidente dell’Avis Schio-Altovicentino, Giulio Fabbri (sotto in foto al ristoro con i Maragon) - Ogni giorno, in Italia, migliaia di persone sopravvivono grazie a un gesto così semplice, ma così importante. Non indugiamo, perché “certe cose” non accadono solo agli altri. Gli “altri” siamo anche noi”. Laila e Minù hanno anche partecipato come testimonial agli incontri organizzati dall’Ulss negli istituti superiori del territorio. Nell’ambito del Progetto Salute hanno agito assieme a volontari Avis e Admo. La finalità è quella di sensibilizzare i più giovani sull’importanza e sulla corretta informazione circa la propria salute anche attraverso gesti semplici e solidali come può essere iniziare a diventare un volontario donatore di sangue.

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vis regionale Veneto è nata il 18 febbraio 1968, data della prima riunione di quello che sarebbe poi stato il Consiglio regionale dell’Avis, sulla base del vecchio Statuto associativo. La prima assemblea regionale si svolse a Padova il 16 aprile 1972. Il primo presidente dell’Avis regionale fu Luigi Benedetti di Venezia, sostituito nel settembre dello stesso anno da Dino Fabris di Cittadella (Pd) in carica fino al 1981. Dopo di lui i presidenti furono dal 1981 al 1987 Franco Vettoretti di Maser (Tv), dal 1987 al 1993 Gabriele Orcalli di Venezia, dal 1993 al 1998 Rino Rosso di Camposampiero (Pd), dal 1999 al 2004 Maurizio Bonotto di Visnà di Vazzola (Tv), dal 2005 al 2013 Alberto Argentoni di Eraclea (Ve), dal 2013 al 2017 Gino Foffano di Mogliano Veneto (Tv). Dal 4 maggio 2017 è presidente Giorgio Brunello di Venezia. All’Avis regionale aderivano le Avis provinciali di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Mancava invece Belluno, che aveva una sua associazione di donatori chiamata Abvs. La prima assemblea diede mandato all’allora consigliere nazionale Gaetano Zorzetto di contattare e cercare di far aderire, con la presenza di propri rappresentanti in consiglio regionale, l’Abvs. L’invito fu accolto dall’allora presidente Tommaso Roda e dal 1973 cominciò una stretta collaborazione fra le due associazioni. Nel 1975 fu ufficialmente sancito il definitivo inserimento dell’Abvs nell’Avis Veneto, con propri rappresentanti che partecipano a tutti gli organismi associativi della Regionale, in regime paritario con le altre provincie. Nel 1975 Roda, presidente dell’Abvs, fu eletto consigliere nazionale

Avis. Oggi l’Abvs è parte integrante dell’Avis regionale con la quale ha sottoscritto una convenzione che ne regolamenta i rapporti, pur mantenendo un proprio statuto e regolamento autonomi, mentre è affiliata all’Avis nazionale secondo

le modalità dello Statuto vigente. Oggi Avis Veneto conta oltre 137 mila soci, 131 mila dei quali donatori attivi, una media di 600 donazioni al giorno, 220 mila all’anno, 6 Avis provinciali, l’Abvs e oltre 300 Avis comunali ed equiparate. 1/2018 · DONO&VITA · 23

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Da Venezia partì tutto, esattamente 50 anni dopo si è tornati in laguna nella stessa data

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inquant’anni fa nasceva l’Avis regionale Veneto. Cinque decenni di impegno per il prossimo, di svariate attività, di “battaglie” per veder garantito il sangue a tutti, traguardi raggiunti e nuove sfide. A Venezia, alla Scuola Grande di San Teodoro, l’importante ricorrenza è stata ricordata proprio il 18 febbraio con un primo, doppio appuntamento. L’incontro con tutti i presidenti regionali che l’associazione l’hanno “vissuta” e guidata fino ai nostri giorni e una riflessione sui cambiamenti che, proprio a partire da quest’anno, coinvolgeranno tutto il mondo del volontariato e Avis con la riforma del Terzo Settore. Ad approfondire tale riflessione, oltre all’attuale presidente di Avis Veneto, Giorgio Brunello, sono intervenuti il prof. Massimo Santinello, docente di psicologia di comunità all’Università di Padova e Paolo Alfier del Forum del Terzo settore del Veneto. “I rapporti di interdipendenza, di fiducia, di gratitudine sono l’anima di una comunità - ha sottolineato Santinello - che è tale perché condivide aspetti significativi della propria esistenza”. Lo sanno bene i dirigenti Avis che più volte, nel ripercorrere la propria storia associativa, hanno citato i rapporti con

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i propri collaboratori tra i ricordi più importanti e più belli. “La fiducia ci rende vulnerabili ha continuato il docente - ma crea rapporti umani. Quelli che stanno venendo meno tra le nuove generazioni, che sono molto meno empatiche di un tempo”. I giovani sono più vicini tra loro virtualmente, ma più lontani da un punto di vista umano. Come sottolineato simpaticamente dallo scrittore Francesco Vidotto in video proiettato alla platea: “Occorre tornare a comunicare viso a viso, davanti a una fetta di pane e salame gustati in compagnia piuttosto che tramite un freddo messaggio via cellulare”. La nuova sfida per l’Avis è oggi trovare la chiave giusta per spingere al dono una generazione sin troppo “social”. Recuperando, probabilmente, proprio il rapporto umano. Perché senza donatori e volontari non si va da nessuna parte. “Cosa succederebbe se una mattina tutti i volontari, di ogni associazione, in ogni parte d’Italia, si fermassero? - si è chiesto Alfier quanti settori, non solo sanitari, si bloccherebbero?” Ci si scorda, a volte, che il volontariato, e quello del sangue in particolar modo, è parte fondamentale del tessuto sociale della nostra società. Ora ci attende una riforma

che per molti versi si propone di mettere ordine in un campo molto variegato di realtà associative diverse tra loro, con pesi e connotazioni diverse, e non sempre associazioni vere. “È un passaggio molto delicato, che coinvolge milioni di persone, chi il volontariato lo fa e chi è in difficoltà e ne beneficia - ha detto

regionale Veneto e rappresentanti di altre associazioni del dono, il past-president di Avis nazionale Vincenzo Saturni e quello della Fondazione Tes Pierpaolo Parnigotto. Attraverso le parole degli ex presidenti di Avis Veneto si è ripercorsa quindi la storia della più grande associazione di volontariato della regione, di come impegno e passione sono stati vissuti e hanno inciso sulla sua crescita.

“Attenti! Avis non diventi Spa” “Quante battaglie abbiamo combattuto perché il dono rimanesse

si riconoscevano nella Regionale), l’istituzione del Fondo inter-associativo per iniziative strategiche di sensibilizzazione”.

“L’avvio del Quarto Piano sangue” Tra i punti salienti del mandato di Maurizio Bonotto, che ha guidato l’Avis regionale dal 1999 al 2004 “il buon rapporto instaurato con la Regione e con l’assessorato alla sanità, la collaborazione con Bernardino Spaliviero per dare alla luce il quarto Piano Sangue, il rafforzamento del gemellaggio con Slovenia e Basilicata che abbiamo aiutato a diventare autosufficiente”.

“Ritrovare la luce dell’energia”

Alfier - compito del Forum del Terzo Settore è vigilare perché la riforma faccia le cose per bene, con i tempi e i modi giusti”. “Questa giornata e questi interventi sono l’occasione per riflettere sul grande valore del dono e ribadire che l’impegno solidale deve essere al centro dell’agire di tutti coloro che intendono impegnarsi a favore dei più fragili, gli ammalati, di chi si trova in stato di bisogno - ha detto Giorgio Brunello - e più in generale testimoniare un impegno forte, costante a favore della comunità, un significato di grande rilevanza sociale”. Tra gli ospiti anche Oreste Ferrari, presidente della Conferenza del volontariato del Veneto, Lamberto Cavallari, coordinatore dei Centri Servizi del Volontariato del Veneto, Bruno Pigozzo, referente del gruppo donatori di sangue del Consiglio

gratuito e anonimo - ha detto Franco Vettoretti, presidente dal 1981 all’87- vigilate perché Avis non diventi mai una Spa”.

“Il bello è non sapere a chi va” “Credo che la cosa più bella del dono del sangue sia non sapere a chi andrà - ha sottolineato Gabriele Orcalli, che ne ha ricevuto il testimone fino al 1993 - ricordando che ai miei tempi c’erano zone che raccoglievano troppo e altre che ne raccoglievano troppo poco, senza un sistema di domanda-offerta come oggi”.

Con Alberto Argentoni, presidente regionale dal 2014 al 2013, l’Avis ha aperto la via della cooperazione internazionale e della ricerca. “Avis Veneto ha sempre avuto una grande energia, brillando come una stella. Un’energia che ancora oggi conserva - ha affermato - ma che deve tornare a emanare forte anche all’esterno”.

“Continuità alla ricerca scientifica” Avis Veneto, da sempre punto di riferimento anche per le altre regioni, deve tornare ad essere un faro, dentro e fuori di sè. “La nostra è sempre stata un’associazione ad alta tensione - ha concluso Gino Foffano, presidente fino al 2017 e che ha dato grande continuità alla ricerca scientifica - combattente, pronta ad andare contro chi osa strumentalizzare il dono del sangue che è un dono intimo, d’amore”. Tante sono state le sfide, tanti i cambiamenti, tante le conquiste raggiunte. Così come le difficoltà, gli scontri accesi e le nottate a discutere, perché quando l’obiettivo finale è il malato, non ci si può e non ci si deve risparmiare. Avis Veneto, da sempre punto di riferimento anche per le altre regioni, deve tornare ad essere un faro, dentro e fuori di sé. Deve superare lo sgomento del cambiamento, osare con coraggio e “fantasia”. La grande sfida dell’amore per il prossimo… continua.

“1994: il rilancio di Dono&Vita” Il mandato del presidente Rino Rosso, dal 1993 al 1998 ha visto, invece: “la nascita del Piano Sangue regionale, il rilancio del periodico Dono&Vita che è servito anche ad unire le Avis provinciali (non tutte 1/2018 · DONO&VITA · 25

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UN PEZZO D’AUTORE PER IL 50°

ALIMENTAZIONE E SALUTE

Un bel “dono” dall’Altopiano Mario Rigoni Stern scrive l’Avis

Chiare, fresche, dolci acque... limpide, ma non tutte uguali a cura di Lisa Baesso biologa nutrizionista

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ario Rigoni Stern è stato uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento. Il suo romanzo più noto è “Il sergente nella neve” in cui parla in modo autobiografico della ritirata di Russia. Legatissimo alla sua Asiago (dov’è nato nel 1921 e morto nel 2008) e all’Altopiano, aveva una particolare sensibilità verso la natura e la montagna. Il giornalista Sergio Frigo nel sito www.iluoghidirigonistern.it: “Con la sua scrittura limpida e profonda, complessa, mai complicata, ha definito i contorni, consolidato i significati, impreziosito il volto di un’identità locale che ha sempre concepito come accessibile a tutti coloro che - pur vivendo nelle contraddizioni della contemporaneità avessero sguardo limpido e cuore puro”. Nei suoi scritti il senso di appar-

ari Avisini, in questo numero parlerò dell’acqua, l’elemento più importante per la nostra sopravvivenza. Impareremo, in particolare, a capire la differenza tra le varie acque in commercio per poter fare una scelta critica in base alle nostre reali esigenze. Ovviamente, possiamo bere sia l’acqua distribuita dalla rete idrica cittadina, detta “acqua potabile”, sia l’acqua definita “minerale”, acquistata normalmente in bottiglia.

Acqua potabile da rubinetto tenenza alla comunità e il rispetto per la natura e le persone, il senso dell’accoglienza e della condivisione. Da qui, quindi, questo scritto per i donatori e l’Avis di Asiago, che ha visto nascere e al quale era molto vicino. Scoperta questa chic-

ca nell’opuscolo per il 50° di Avis Asiago preparato da Andrea, figlio di uno dei fondatori e primo presidente Giovanni Pinaroli (in foto con Rigoni Stern), ne facciamo omaggio a tutti i donatori del Veneto per i 50 anni di Avis regionale.

DONARE. Vero inno letterario dedicato ai donatori di sangue

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o consultato ora quattro vocabolari per sapere come i linguisti definiscono il verbo transitivo “donare”. Con sfumature più o meno sottili dicono tutti la medesima cosa, ma chi fa professione di scrivere molte volte, anzi sempre, deve guardare anche alle sfumature e a queste sottigliezze, e scegliere quelle tra le definizioni che più si addicono al suo stato d’animo e alla situazione contingente. Ecco, allora, che per i donatori dell’Avis sceglierei questa: “Donare volontariamente, con assoluta liberalità, senza esigere nessuna ricompensa o restituzione”. E alla voce “sangue”? Non avevo mai notato come tanto spazio fosse dedicato a questo sostantivo. Ma tra tante definizioni scelgo questa che mi sembra la più sem26 · DONO&VITA · 1/2018

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plice: “Tessuto fluido, che circola nell’apparato cardiovascolare degli organismi superiori. È un liquido vischioso, opaco, di colore rosso scarlatto nelle arterie e rosso scuro nelle vene, il peso specifico ecc.”. Ma su questo sangue migliaia di migliaia di pagine sono state scritte in ogni lingua, e sin dall’antichità: trattati scientifici, e poi il sangue dei martiri di ogni fede, sangue di soldati, di rivoluzione, di sterminio, di vendetta, di mafia, di terrorismo, sangue sulle autostrade, sangue di incidenti sul lavoro. Quanto! Troppo sangue, essenza vitale, è stato irrorato sul nostro pianeta Terra: piccola aiola che ci fa tanto crudeli. Eppure… Eppure c’è anche chi il sangue lo dona con assoluta liberalità quando un altro simile qualsiasi ne ha bisogno, e niente chiede in

cambio. O, solo, una fratellanza o una cena annuale, o un bicchiere di vino alla domenica dopo la messa, ma non con i donatari bensì con i donatori. Ecco: migliaia e migliaia di pagine scritte sul sangue o su “fatti di sangue” e niente, o poco, su chi il sangue lo dona. Ma forse è meglio così perché tra loro vale il detto evangelico non sappia la mano destra quello che fa la sinistra; ma quando in treno, o sull’autobus, o al mercato, o sul lavoro incontrate uno o una che sul petto ha un piccolo distintivo dove da una mano distesa il sangue che cola viene raccolto da due mani protese, allora, guardatelo con profondo rispetto perché quella è una decorazione che più di ogni altra vale. DONARE - Mario Rigoni Stern

Per definizione, l’acqua potabile deve essere limpida, inodore, insapore, incolore ed innoqua, priva cioè di microrganismi patogeni e di sostanze chimiche nocive per l’uomo. I trattamenti per la potabilizzazione intervengono sui caratteri delle acque prelevate per ottenere un prodotto finale idoneo all’uso alimentare. Le ASL e i laboratori che controllano gli acquedotti effettuano analisi giornaliere, mensili e occasionali, per verificare la potabilità dell’acqua e la sua aderenza ai parametri chimico-fisici, organolettici e microbiologici stabiliti per legge. Rispetto alle acque in bottiglia, i vantaggi dell’uso di acqua di rubinetto sono molti, in particolare il minore impatto ambientale (uso di contenitori, trasporti, distribuzione), praticità nell’uso ed economicità. Dal punto di vista organolettico, l’acqua “di rubinetto” è notevolmente migliorata negli ultimi anni (in passato poteva avere un retrogusto di cloro, usato nel processo di potabilizzazione)

Acqua minerale in bottiglia Le acque minerali provengono da una o più sorgenti (naturali o appositamente perforate) e hanno ca-

ratteristiche particolari e proprietà salutari. Il riconoscimento di un’acqua minerale viene rilasciato dal Ministero della Salute con apposito decreto. Andiamo ora a capire la differenza tra le diverse acque che potete trovare al supermercato: Le “minerali” si classificano secondo il residuo fisso di sali minerali in: - Minimamente mineralizzate (residuo fisso ≤ 50 ), si tratta di acque definite “leggere” che favoriscono la diuresi e l’espulsione di piccoli calcoli renali. - Oligominerali (residuo fisso 51500), contengono poco sodio, sono perciò ideali per essere bevute a tavola ogni giorno. Tra i vari benefici svolgono anche un’ottima azione diuretica. In Italia queste acque sono quelle maggiormente diffuse, oltre il 61% di tutte quelle presenti sul territorio. - Mediominerali (residuo fisso 501-1500), questo tipo di acqua contiene un’alta percentuale di sali minerali. - Ricche di sali minerali (residuo fisso> 1500), sono acque molto ricche di sali, per questo sono spesso utilizzate a fini curativi e solamente

su consiglio medico. L’acqua che acquistiamo può essere anche classificata in base al particolare contenuto di un determinato sale minerale, per esempio acqua solfata (digestiva), clorurata, bicarbonata (diuretica), calcica (prevenzione dell’asteoporosi), magnesica (lassativa)... Vorrei segnalarvi che eventuali indicazioni di carattere terapeutico che potete trovate in etichetta, a norma di legge, sono provati da esami farmacologici. Sempre per legge, i differenti produttori devono precisare nell’etichetta se l’acqua è priva, parzialmente o totalmente, di anidride carbonica o se ne sia stata addizionata. Devono inoltre essere riportati i risultati delle analisi chimiche e chimico-fisiche aggiornati ogni cinque anni. Attenzione! Anche l’acqua scade! in etichetta trovate anche il termine minimo di conservazione. Come avrete oramai capito dunque la varietà di acque è molto ampia e in base alle vostre esigenze o patologie potete selezionare prodotti specifici e benefici. Leggete dunque bene le etichette riportate sulle bottiglie e “alla salute!” 1/2018 · DONO&VITA · 27

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PAGINE GIOVANI

Se essere già avisini poi ti fa donare anche una “nuova vita”

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on l’arrivo del nuovo anno è iniziato anche il progressivo e repentino riempimento delle pagine d’agenda a nome Avis. Anche quest’anno il Gruppo Giovani Provinciale di Treviso intende mettere in atto una serie di iniziative di sensibilizzazione alla donazione e di formazione per giovani avisini donatori e volontari. Ecco un breve elenco degli appuntamenti già fissati, sorvolando sulla consueta partecipazione a eventi e manifestazioni presso le Comunali del territorio che lo desiderino. Il Gruppo Giovani sarà all’evento tradizionale “Suoni di

di Manuela Fossa*

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entre scrivo Daniele, 32 anni, sta donando in aferesi le sue cellule staminali. Tra poche ore raggiungeranno il suo “gemello genetico” che aspetta questo trapianto di midollo come unica speranza di guarigione, come unica possibilità di riprendere in mano la propria vita. Ma Daniele non è certo l’unico generoso donatore di questo inizio anno. Febbraio è stato un mese strepitoso per Admo Venezia: ben tre giovani sono risultati compatibili con altrettanti malati in attesa di trapianto! E a rendere ancor più bella la notizia, è che Marco, Fabio e Daniele, questi i nomi dei tre giovani, aiutavano i malati anche prima, visto che tutti e tre sono anche donatori di sangue. Marco è iscritto all’Avis di Noventa di Piave, Fabio all’Avis Mestre Marghera e Daniele all’Avis di Zelarino Trivignano. Admo e Avis sono due identità ben distinte, ma la collaborazione porta grandi benefici e ottimi risultati. Non ha importanza se un donatore fa prima la visita di idoneità Avis o la tipizzazione Admo (così viene chiamato il semplice prelievo

Gruppo giovani Provinciale Treviso: un 2018 già programmato, pieno d’iniziative ed eventi

di sangue che si può fare tra i 18 e i 35 anni per iscriversi al Registro dei donatori di midollo detto anche sangue midollare. I giovani che si avvicinano a una delle associazioni del dono dimostrano già una spiccata sensibilità e questo facilita la loro adesione anche alle altre. È importante che tutti i giovani donatori Avis sappiano che, in tutti i Centri trasfusionali della provincia di Venezia, durante una qualsiasi donazione Avis è possibile richiedere anche il piccolo prelievo di sangue aggiuntivo per iscriversi ad Admo (associazione donatori midollo osseo). “Non voglio fare alcuna pubblicità a me come persona, ma ritengo che sia importante farla al gesto in sé e sto cercando di convincere amici e conoscenti dice Marco, 20 anni, giovanissimo, ma con una grande consapevolezza di quello che vuol dire donare sangue e essere iscritti a questo Registro. Il gesto di Fabio, 26 anni e giocatore di calcio dello Spinea oltre che presidente dell’associazione Uguale, forse grazie alle sue passioni, ha scatenato un tam tam mediatico non usuale per le nostre associazioni.

Marca” a Treviso; all’iniziativa ludico sportiva del 7 aprile a Caorle il cui protagonista sarà il Footgolf. A luglio è in programma la partecipa-

zione a MirabilAvis, evento dell’Avis Emilia Romagna presso il parco divertimenti Mirabilandia; durante l’estate all’Home festival a Treviso, poi alla Fiera 4 passi presso la sede della provincia di Treviso. Il Forum Giovani provinciale si terrà a Codognè il 17 novembre, in una veste rinnovata; saremo presenti ai forum giovani di Avis regionale e nazionale, oltre alle attività messe della Provinciale di Treviso. Tra una data e l’altra di queste poche elencate, ci mettiamo il cuore anche per altre attività di cui avrete presto notizia! Gruppo Giovani Avis provinciale Treviso

Da San Vito a San Michele... Giovani avisini donano anche sorrisi

“Sono stato un po’ travolto da tutto questo - dice - ma sono contento che tutta questa pubblicità possa contribuire a far capire ai giovani che la donazione di midollo è una donazione non invasiva e quasi banale”. Daniele, 32 anni, che fa regolarmente le sue donazioni di sangue, è stato sorpreso dalla telefonata che lo avvisava che era risultato compatibile per la donazione di midollo, dopo tanti anni di iscrizione ad Admo. “Non ho avuto alcun dubbio, come i giovani che l’hanno fatto prima di me, e anzi spero di potermi mettere a disposizione per portare la mia testimonianza dove ce ne fosse bisogno”. Grazie a questi meravigliosi ragazzi che, insieme fortunatamente a molti altri, possono aiutare le nostre associazioni a far capire con quanto poco si possa aiutare tantissimo chi quotidianamente ha bisogno delle donazioni di sangue e chi è in attesa di trovare un donatore di midollo compatibile per tornare a vivere.

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i sono presentati il 4 gennaio in otto, tutti insieme, per diventare donatori. Bel segnale quello che arriva dall’Avis di San Vito di Altivole (Tv) che ha portato

un gruppetto di giovani al Centro trasfusionale di Castelfranco per l’iter dell’idoneità. Ad accoglierli i volontari dell’Avis castellana, che hanno immortalato il momento, ottimo auspicio per il nuovo anno. Altri 5, invece, si sono presentati al Centro di Montebelluna.

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giovani dell’Avis di San Michele al Tagliamento “Italo Fantin” (Ve) hanno organizzato una serie di iniziative culturali, sportive e ludiche per sensibilizzare al dono del sangue il territorio comunale, contando sul nuovo gruppo giovani, formato da una ventina di volontari. Dicembre, in particolare, è stato molto attivo con il gemellaggio con

i volontari dell’AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma onlus) per la distribuzione nelle piazze delle stelle di Natale, iniziativa di volontariato nazionale che copre ormai 4.800 piazze in tutta Italia. A proseguire è stato realizzato il “laboratorio degli Elfi” di Babbo Natale, laboratorio di creazione di decorazioni in cui sono stati seguiti i più piccoli. Ancora, si sono impegnati con altre associazioni per la valorizzazione della vita, della ricerca e del campo sanitario.

* presidente Admo Venezia

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PAGINE GIOVANI

IL TEMPIO DI TUTTI

A Peschiera la Scuola di Polizia è anche scuola di... Solidarietà

Tempio chiuso in manutenzione straordinaria, diamo una mano! di Michela Rossato

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a Scuola allievi agenti di Polizia di Stato di Peschiera del Garda si riconferma “fucina di nuovi donatori”. Altri 61 futuri poliziotti (più di un terzo del totale del corso di quest’anno) hanno accolto l’annuale appello al dono, sottoponendosi all’iter per l’idoneità alla donazione o andando a donare (chi è già donatore). Un’iniziativa importante per incrementare il numero dei nuovi donatori. I giovani allievi arrivano da tutta Italia. Una volta conclusa la scuola, opereranno in diverse zone del Paese e potranno sensibilizzando, a loro volta, altri agenti, come sottolineato anche dalla dott.ssa Loredana Martinelli, direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Ulss 9 Scaligera. “È importante che anche le istituzioni contribuiscano a trasmettere il valore del dono, senza frontiere - ha detto - la maggior parte di questi ragazzi verrà mandata ad operare in sedi sparse in tutta Italia. Il nostro obiettivo non è solo farli donare sul nostro territorio, bensì fare in modo che anche quando verranno

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trasferiti continuino questa forma di volontariato, sensibilizzando altri colleghi”. Dodici allievi si sono sottoposti anche al prelievo per la donazione di midollo osseo. Come più volte scritto sul nostro periodico, che la segue sin dagli inizi, la collaborazione tra la Scuola e l’Avis comunale di Peschiera è nata nel 2004. Periodicamente, corso dopo corso, gli allievi si recano a gruppi al Centro trasfusionale di Bussolengo per idoneità e donazione. Quest’anno ad accompagnarli c’erano il presidente dell’Avis di

Peschiera Fiorenzo Zambelli, il vice sovrintendente Antonio Speciale capogruppo Avis presso la Scuola di Polizia (ormai una piccola Comunale, con tanto di labaro che forse vedremo all’Assemblea regionale) e il Direttore della Scuola Giampaolo Trevisi, donatore da vent’anni. Evidenti la soddisfazione, ma anche l’emozione di tutti. I dirigenti hanno voluto evidenziare, nel loro intervento, l’importanza di un simile gesto da parte delle forze dell’ordine, oltre che per gli agenti stessi, anche per l’opinione pubblica.

Un nostro collaboratore avisino “fratturato” per amor di Venezia

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l suo nome siamo abituati a leggerlo tra le “firme” di articoli da Venezia laguna, per lo più riguardanti attività e iniziative di giovani e scuola. Stavolta, oltre che sulla stampa del veneziano, ci finisce lui in un articolo di “Dono&Vita” e suo malgrado da protagonista! Davide Del Negro, 29 anni, consigliere della Comunale di Venezia, impegnato in più associazioni culturali, ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma per amor di Venezia si è improvvisato tutore dell’ordine. Andando al lavoro di prima matti-

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na ha sgridato due giovani turisti spagnoli che, in campo San Geremia, stavano facendo “i propri bisognini” sui muri. Per tutta risposta ha rimediato un forte calcio e una frattura alla mano sinistra mentre cercava di difendersi. Inseguito dai due mentre stava per andarsene, è stato nuovamente insultato, spinto e preso a calci. L’arrivo e l’aiuto di alcuni passanti ha evitato il peggio. A Davide, che ha pagato sulla propria pelle l’amore per la propria città e per il suo decoro, la solidarietà e l’abbraccio di tutta la redazione.

l Tempio internazionale del donatore di Pianezze di Valdobbiadene (Tv), simbolo per eccellenza del dono al prossimo che soffre, “ha chiuso le porte”. Un’indagine strutturale, resasi necessaria per gli evidenti segni di tempo, sole, pioggia e neve, ha portato alla decisione di una chiusura momentanea. Dopo 50 anni necessita di una manutenzione straordinaria. “Una scelta molto sofferta, alla quale non pensavamo di dover arrivare - ha dichiarato il presidente del Comitato Tempio, l’architetto Gianpaolo Bortolin, a dicembre scorso - ma necessaria per salvaguardare l’incolumità delle persone, vista l’impossibilità di una manutenzione straordinaria imminente. I contributi di cui disponiamo coprono appena le spese ordinarie e servono 220 mila euro che, nonostante gli appelli, non riusciamo a mettere insieme. Appello che rilanciamo. Qualcosa è già arrivato, ma non basta. È una grande ferita per noi tutti, ma soprattutto per i donatori di sangue, il cui gesto di generosità è qui rappresentato”.

Il Tempio, che si trova in provincia di Treviso e fa parte della diocesi di Padova, da 50 anni è meta suggestiva di migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero, di gruppi e associazioni (non solo di donatori) che lo scelgono anche per manifestazioni e ritrovi. Senza alcuna distinzione di sigla di appartenenza. Nel Comitato Tempio sono rappresentate tutte le associazioni dei donatori di sangue Avis, Abvs, Fidas, Fratres, oltre alla Parrocchia di Valdobbiadene. Dal momento

della chiusura si sono tenuti alcuni incontri tra le parti per salvare il Tempio, hanno partecipato anche i presidenti nazionali di Avis e Fidas. “Confidiamo nell’aiuto di tutti per restituire il Tempio ai donatori che con il loro contributo l’hanno creato mezzo secolo fa - sottolineano dal Comitato - Il Tempio è di tutti, uniamo le forze e non dimentichiamo ciò che i nostri padri hanno voluto e pazientemente costruito a perenne ricordo di chi ha donato, dona e donerà”.

Per contribuire concretamente ecco i riferimenti del Tempio

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er chi voglia contribuire alla manutenzione del Tempio e alla sua riapertura il conto corrente postale intestato al Comitato Tempio del donatore è il n.12332318. L’IBAN è il seguente: IT 58 I076 0112 0000 0001 2332318. Per avere informazioni in merito il cellulare da contattare è il 349 9359660. È disponibile anche il sito www.tempiodonatore.it ed è aperta una pagina facebook. A destra una foto di repertorio di una Festa di Avis provinciale a Pianezze.

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LE SETTE SORELLE: ROVIGO

Dalla collaborazione scuola-Avis la spinta a diventare donatrice pagine a cura di Redazione Rovigo

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ono Erica Prearo, ho 19 anni e ho da poco vissuto un percorso di arricchimento formativo scolastico con Avis, grazie ad uno stage organizzato dalla mia scuola superiore. Per due settimane ho avuto l’occasione di inserirmi nel mondo del volontariato, in particolar modo in attività presso l’Avis comunale di Rovigo. Questa è stata l’occasione che mi ha permesso di aprire gli occhi e comprendere la vera importanza della donazione di sangue. In me c’è sempre stato il desiderio di donare il sangue, ma è stata questa esperienza a farmi da trampolino di lancio. Ho capito che in realtà, dietro a un gesto solidale come questo, si scopre la grande forza d’animo di persone che hanno bisogno di questa semplice, ma al contempo vitale azione. Al momento della mia decisione di diventare donatrice, i volontari del Servizio civile e il mio tutor hanno contribuito a infondermi sicurezza e tranquillità, li ringrazio per questo. L’esperienza mi ha fatto crescere e riflettere molto, ho capito quanto un piccolo gesto d’amore, come la donazione di sangue, possa migliorare il prossimo e arricchire il nostro animo. Un buon dono a tutti, Erica.

Aperture Domenicali Il Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Ulss 5 Polesana, in accordo con la Provinciale, ha individuato le prossime date per la raccolta domenicale nei seguenti punti ospedalieri: 10 giugno Adria; 22 luglio Rovigo; 9 settembre Adria; 9 dicembre Adria. I donatori interessati sono invitati a contattare i numeri del Centro Unico di Chiamata di riferimento: Adria, Rovigo e Trecenta.

Uffici di chiamata Adria: c/o Ospedale ”S.M.R. degli Angeli”, Via G. Badini 44 Aperto dal lunedì al venerdi: 8-11 Tel./Fax 0426 40520 Rovigo: Via F. Maffei 5 Aperto dal lunedì al venerdì 9.30-12.30/16-18 - Tel.0425 31611 Trecenta: Via U. Grisetti 265 presso Ospedale “San Luca” Aperto dal lunedì al venerdì 10-14 il mercoledì 15-19 Tel./Fax 0425 590579

Tutto il volontariato in festa a Canda

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l mondo del volontariato in festa a Canda. Come da tradizione, infatti, si sono riunite alla sala polivalente di Runzi le associazioni del paese, per una festa insieme. Erano presenti tutti i presidenti e molti associati, il sindaco Alessandro Berta, il vicesindaco Roberto Tomasini e l’assessore Simona Padovani. Sulle grandi torte realizzate per l’occasione, c’erano tutti i loghi e i simboli delle diverse realtà: l’Avis, la biblioteca comunale, il gruppo scout, Soto le Tiglie, la Pro loco, la scuola materna e nido integrato, gli amici degli Scout, la compagnia teatrale “I Ruscoletti” e l’Ac Canda. Per l’Avis è stata l’occasione per consegnare le benemerenze ai soci presente, oltre al presidente locale Simone Balzani, anche la presidente di Avis provinciale Barbara Garbellini che ha sottolineato come il dono sia un valore trasversale che coinvolge tutti senza sapere a chi, dove e quando il dono arriverà. In questo la Provinciale di Rovigo può dirsi onorata di fornire un grande aiuto di sangue alla provincia di Cagliari. A conclusione della giornata, il sindaco Berta, donatore avisino, si è detto molto soddisfatto: “Siamo un paese piccolo col cuore grande. A Canda è difficile poter passare un fine settimana senza la

95 anni da “Leone” dell’Avis

I giovani nelle scuole primarie con il Bradipo e Cuorforte

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artiti alla grande, i giovani avisini e del Servizio Civile, in alcune delle scuole primarie della provincia. Fra gennaio e febbraio sono stati a Trecenta, Ceneselli, Lendinara, Ariano nel Polesine, Bagnolo di Po, Ramo Di Palo. Protagonisti il saggio Bradipo e il supereroe Cuorforte. Il progetto coprirà via via tutte le scuole della provincia che hanno aderito. 32 · DONO&VITA · 1/2018

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i di questa o quella ll presenza attiva associazione. Tutto ciò è un valore sicuramente aggiuntivo che ci rende onore e che crea comunità”.

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direttivi Avis e Aido di Costa di Rovigo desiderano ricordare il loro ex dirigente, spentosi all’età di 95 anni, Leone Galletto. Sempre presente agli appuntamenti associativi, sempre con il sorriso, sempre pronto ad affrontare le sfide. Noi della redazione di Rovigo abbiamo avuto anche la fortuna di condividere con lui l’esperienza pluriennale del Coro dei donatori Avis provinciale di Rovigo, sorto in

occasione del Giubileo del 2000. Quante persone sono passate nel suo negozietto di ciabattino o scarparo non solo per portare le proprie calzature a riparare, ma anche per ritirare le tessere di iscrizione all’Avis e all’Aido. Di Leone ricordiamo una bella frase, che suona come un invito: “Sono stato un donatore, ma moralmente lo sono ancora. Mi dispiace di non aver iniziato a 18 anni. Tu che sei giovane, pensaci!” 1/2018 · DONO&VITA · 33

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LE SETTE SORELLE: VENEZIA

Dobbiamo tornare a correre, in tutti i campi, su tutte le piste pagine a cura di Giorgia Chiaro

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nno difficile il 2017 per la Provinciale di Venezia: le donazioni sono calate di 2000 unità, un dato preoccupante. Positive invece le idoneità, più 300 quelle registrate nel 2017, rispetto al 2016. Un motivo di speranza. Purtroppo a complicare la situazione della raccolta ci si sono messi: virus (west nile, chikungunya, zika), influenze, nuovo questionario, blocchi del sistema, scarsità di personale, ritardi delle refertazioni. Ciò ha penalizzato molto raccolta, idoneità e prime donazioni dei nostri donatori. Situazioni che sono però solo in parte responsabili dei numeri negativi. La nostra Associazione deve essere in grado di reagire alle condizioni avverse! In questo primo anno di l’impegno nell’essere vicino alle Comunali per lavorare assieme ha assorbiti totalmente il nuovo Direttivo. Non ci sono state iniziative pubbliche o attività di formazione, ma si è preferito un lavoro di rapporto diretto con le Comunali: raccolta informazioni, allestimento di gruppi di lavoro legati ai Centri trasfusionali, lettura di situazioni “sul campo”. Particolare attenzione alla scuola con l’ottimo lavoro dei referenti: quasi tutte le Comunali aderiscono al progetto Avis-scuola. È iniziata la sperimentazione di alternanza scuola-lavoro. Risultati positivi per il progetto pilota: adesione di più istituti superiori e nuovo modo di coinvolgere studenti. Il cerchio si chiuderà quando raggiungeremo stessa misura e qualità, nei centri estivi. Dobbiamo continuare a seminare! L’accoglienza ai Centri trasfusionali si è consolidata. È iniziato un percorso di gruppo con le ragazze che operano. Condividere esperienze e conoscenze permette di 34 · DONO&VITA · 1/2018

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Evelina 19 anni - Studente e sportiva corre i 100 mt in 12”79

“Il mio record personale? 2 donazioni all’anno!”

Dona anche tu. Rivolgiti alla tua sezione locale. Per informazioni: www.avisprovincialevenezia.it - Tel. +39 041-950892

crescere tutti. I donatori apprezzano la presenza Avis nei Centri: accoglienza, informazione e disponibilità creano un ambiente sereno per donatori e personale. La raccolta dati, iniziata da poco, ci aiuterà a far meglio. In tre Centri è realtà la prenotazione che verrà estesa a tutti. Tutti donatori devono apprezzarne le potenzialità, complice la carenza di personale medico che ci ha fatto rallentare. Svilupperemo il progetto in collaborazione con il personale, migliorando tempi di attesa, rendendo più fruibile il servizio, conoscendo in anticipo numero di donatori ed eventuali criticità. Un nuovo progetto di comunicazione ci vedrà nel 2018 su giornali, web e manifesti stradali. La comunicazione deve essere continua, semplice e leggibile, deve parlare a tutti e avere l’elasticità per variare in base alle necessità, pur mantenendo un suo filo conduttore. Lavoreremo sulla comunicazione cercando di essere in tutte le realtà. Importante anche la formazione: i nostri dirigenti hanno bisogno di essere supportati, stimolati, coinvolti e formati. In attesa del pro-

Provinciale di Venezia

gramma formativo interregionale, stiamo pianificando incontri nel territorio, auspicando di coinvolgere i dirigenti associativi e anche i giovani donatori. Dobbiamo rivitalizzare il rapporto con il donatore, con una presenza visibile sul territorio. Durante le nostre attività non devono mai mancare le “schede di promessa di donazione”, primo strumento di contatto con il cittadino e di crescita associativa. Bisogna ri-scoprire la costanza nel percorso “promessa di donazione-idoneità-prima donazione”. Ogni Comunale deve avere all’interno del Consiglio un responsabile capace di comunicare con i giovani. In provincia i giovani ci sono, potrebbero essere di più, ma non riusciamo più a stimolarli e coinvolgerli. Come Direttivo è chiamato a costruire un gruppo giovani che non si basi sull’età, ma sulla voglia e la capacità di dialogare con le nuove generazioni. Contiamo sull’aiuto delle Comunali. È giovane chi riesce a parlare con i giovani, non solo chi può vantare l’età anaTito Livio Peressutti grafica. presidente Avis provinciale

Servizio prenotazione: in meno di un anno oltre 3.800 donatori iscritti sul sito dedicato

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ltre 3.800 donatori iscritti online e circa 160 prenotazioni a settimana presso il solo Centro raccolta dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Questi i dati salienti del servizio di prenotazione della donazione a un anno dall’avvio all’Angelo e, in via sperimentale, presso i centri di Portogruaro e San Donà di Piave. Da marzo 2017 i donatori possono prenotare giorno, ora e tipologia di donazione, registrandosi online su www.prenotaladonazione.it oppure, per i meno avvezzi alle tecnologie, telefonando alla segreteria di Avis provinciale di Venezia o di Avis Mestre Marghera (per i soci della comunale). Se attualmente risultano iscritti al portale 3.829 donatori (dati aggiornati al 15 febbraio 2018), in realtà a usufruire del servizio di prenotazione sono molti di più. Tantissimi, infatti, sono coloro che prenotano telefonando in segreteria, in modo da scambiare quattro chiacchiere e chiedere informazioni sui tempi di

sospensione, in particolare in caso di viaggi all’estero e assunzione di farmaci. Per le donazioni di sangue, il Centro raccolta mette a disposizione 4 posti ogni 15 minuti, per un totale di 28 appuntamenti al giorno, ai quali vanno aggiunti i 9 per le plasmaferesi (da sempre gestite su prenotazione). Ad oggi siamo arrivati a 160-170

prenotazioni a settimana. Coloro che si presentano senza prenotazione non vengono ovviamente mandati a casa, ma messi in coda. Prenotare conviene, quindi! Si evitano lunghe attese e, a regime e con il personale medico correttamente dimensionato, si ha la certezza di concludere tutto nel giro di 30-40 minuti.

Chioggia: quando non si dona solo sangue, ma anche sorrisi

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on di solo sangue, ci si può aspettare un dono dall’Avis, ma anche sotto forma di un sorriso per chi è costretto in ospedale in particolare quando tutti gli altri fanno festa. Per un giorno, i volontari dell’Avis di Chioggia si sono trasformati in Babbo Natale, invadendo le corsie dell’ospedale il 24 dicembre. Accompagnati da uno zampognaro, hanno intonato canti natalizi e distribuito piccoli regali ai degenti dei vari reparti, per diffondere l’atmosfera natalizia e donare un sorriso e una speranza in più. Sono stati naturalmente accolti con entusiasmo sia dai degenti, sia dal personale dei vari reparti dove passavano. Una iniziativa che

incarna pienamente i valori a cui si ispira l’Associazione, in primis quello del dono e dell’attenzione ai malati: donarsi agli altri è il regalo

che ha più valore ed è una gioia che può migliorare la vita a tutti. Il presidente Avis Chioggia Andrea Boscolo Cappon

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LE SETTE SORELLE: VICENZA

Sempre più attiva e in crescita l’Avis lagunare grazie a sport, giovani, concerti e scuola

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egli ultimi mesi l’Avis comunale di Venezia è stata presente agli eventi sportivi disseminati tra i Sestieri e le isole per promuovere il dono del sangue. Tra questi, la manifestazione di maggior rilievo è stata l’annuale Regata con un giovane equipaggio organizzata dall’Associazione Remiere Punta San Giobbe, alla presenza delle autorità cittadine. Altro evento che ha visto una nutrita partecipazione di sportivi è stata la corsa della Befana 2018 a Malamocco, amena zona del Lido di Venezia. Per non parlare dei concerti! Per la prima volta nella storia della Comunale di Venezia, infatti, Avis è stata presente a ben tre concerti in meno di 24 ore, in due luoghi diversi e prestigiosi della città, con grande soddisfazione anche per i numeri in platea. Il primo si è svolto nella Sala degli Angeli all’ospedale civile di Venezia, alla presenza del Direttore generale dell’Ulss 3 dott. Dal Ben. Gli altri due, che hanno visto la partecipazione attiva di ragazzi di un importante Istituto comprensivo cittadino, si sono svolti presso

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’entusiasmo autentico di quando era un giovane appena entrato in Avis non l’ha abbandonato di certo. Anche ora che ha accettato (sostituendo a gennaio Marco Gianesini) il non semplice incarico di presidente provinciale, Giovanni Vantin, 53 anni, da Castelgomberto, mantiene... “Lo spirito della Commissione regionale Giovani della metà degli anni ‘90 dice - Come gruppo coordinato da Gianni Penzo e Francesco Magarotto organizzavamo i primi forum giovani regionali in Italia, in modo molto “serio”, ma mai serioso. Iniziammo lì a far “rete” con i giovani avisini di altre regioni che arrivavano volentieri e numerosi ai nostri eventi. Come il forum di Asiago del ‘96. C’era un gran piacere nel fare qualcosa d’importante per gli altri, ma anche e soprattutto nello stare insieme, anche con idee diverse”. Ma i tempi sono così cambiati?

Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Tra i partecipanti il neo consigliere comunale Avis Fabio

Spinea: tandem Avis-Fidas

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Il nuovo presidente provinciale: “riscoprire lo spirito di squadra”

Reggio, insegnante di musica, che - è proprio il caso di dirlo - si è fatto... in tre! Davide Del Negro

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vis e Fidas insieme per sensibilizzare la cittadinanza alla donazione. Succede a Spinea, dove le due associazioni locali hanno deciso di collaborare per promuovere il dono del sangue in un momento in cui le scorte del Dimt di Venezia sono compromesse. In Piazzetta Donatori di sangue è quindi comparso uno striscione comune, ben visibile, che invita a diventare donatori: “Salva una vita, dona il sangue, diventa donatore”. Una piccola iniziativa promozionale comune che siamo sicuri sarà presto seguita da molte altre.

“Spero proprio di no, spero ci sia ancora il piacere di fare “squadra” a favore di chi soffre. Dopo quella stagione che mi ha fatto amare l’Avis, i casi della vita e gli impegni lavorativi mi hanno tenuto defilato da incarichi dirigenziali, ma non dalla donazione. Ora sono un po’ più libero di gestire il mio tempo, per questo ho accettato l’incarico di presidente provinciale, purché Gianesini desse la sua disponibilità come Vice. L’esecutivo è formato da avisini che rispecchiano un po’ tutta la provincia e che hanno voglia lavorare insieme per il bene dell’Avis e non solo dell’Avis”. Le prime cose che farai? “Intanto toccare con mano tutte le realtà del territorio, conoscere i dirigenti e i donatori, capire i problemi, imparare. Per questo sto partecipando a più assemblee comunali possibili (l’abbiamo infatti raggiunto a quella di Asiago, vedi sotto). Poi

vorrei che ci concentrassimo tutti su alcuni punti fondamentali: formazione, promozione anche verso i giovani, comunicazione, informazione interna ed esterna. Avis in provincia di Vicenza storicamente è “minoritaria”, ma solo come “numeri” e visibilità sui media. Non certo come cultura associativa e solidale, progettualità, capacità di dialogo e iniziative. Facendo “squadra” con le altre Provinciali e la Regionale, facendo circolare le idee, possiamo crescere e... far crescere anche gli altri nel rispetto reciproco. Beppe Castellano

A.A.A. - Avis Altopiano Asiago inizia in crescita il 50°

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l 5 aprile, ricorre il 50° “compleanno” dell’Avis Altopiano di Asiago. E miglior modo un’Avis non può avere, per festeggiare, che veder crescere le proprie donazioni. Gli oltre 700 donatori dei 7 Comuni dell’Altopiano, infatti, nel 2017 si sono superati, rispetto al 2016, donando per ben 1238 volte sangue (1102) e plasma (136). Il punto è stato fatto dal presidente Antonio Facco nell’assemblea del 24 febbraio cui ha partecipato anche il neo presidente provinciale Giovanni Vantin. Ad Asiago, il 24 marzo, si è svolta anche l’Assemblea provinciale mentre il “clou” dei festeggiamenti è previsto dal 20 al 22 aprile. Cronaca sul prossimo numero. 1/2018 · DONO&VITA · 37

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Schio chiude alla grande il suo 60°: donatori in crescita e sempre più apertura allo sport

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’Avis di Schio Altovicentino ha chiuso in bellezza il suo 60° anno di vita! L’importante traguardo è coinciso con un’annata molto positiva, con un totale di 6mila 869 donazioni, 3.871 donatori attivi (73 in più del 2016) dei quali più di un terzo donne e il 34 per cento con meno di 35 anni. Buono il numero dei nuovi iscritti: ben 362 nuovi iscritti, 55 in più rispetto all’anno precedente. Merito, senza dubbio, delle tante iniziative messe in campo nel territorio, in particolare nelle scuole e avvicinando i giovani attraverso lo sport. Tra le associazioni sportive dell’Alto Vicentino e in particolare della zona di Schio, è da segnalare l’Associazione Taekwondo Club Schio, diretta dal maestro Alessandro Vaccari, che nel 2018 festeggia i 40 anni della sua attività. La mission di tale associazione, nata per condividere valori di correttezza, etica professionale, rispetto e auto-controllo, rispecchia in pieno quelli che sono i valori della nostra associazione. Per questo motivo si è pensato di fornirle materiali utili per la propria attività e di sensibilizzazione al dono, a partire dal nostro striscione Avis! La società è ormai una realtà consolidata nel panorama dello sport nella zona di Schio ed è sempre presente in varie iniziative che coinvolgono la città. Ha ottenuto importanti risultati sportivi sia a livello nazionale che a livello europeo, con atleti vincitori di categorie e selezionati per la squadra nazionale. Attualmente l’atleta Erica Nicoli, cresciuta nella società, già sette volte campionessa italiana, è capitano della Nazionale di taekwondo. Tra le prossime iniziative c’è la partecipazione ai campionati interregionali veneti, che quest’anno vengono organizzati proprio dalla città di Schio e un’apertura della scuola ad ampio raggio. 38 · DONO&VITA · 1/2018

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Avis comunale di Malo-Monte di Malo

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ettembre 1967. In una sala di quello che era il vecchio ospedale di Malo, un gruppo numeroso di maladensi (provenienti dal mondo del lavoro, della scuola, della sanità, amministrazione pubblica e semplici cittadini) “dava vita” alla nostra Avis. Da allora molto si è fatto, grazie ai vari Consigli direttivi succedutesi che con grande impegno hanno promosso il valore del dono del sangue e non si sono mai scoraggiati, neanche davanti alla chiusura del centro raccolta sangue a Malo. Oggi Avis Malo-Monte di Malo conta circa mille soci ed è in con-

tinua crescita. Tanti i presidenti che si sono succeduti: da Severino Sola a Gaetano De Marchi, Lino Fabris, Vito Anzolin, Gianfranco Zilio, Se-

Premiate le associazioni di “Bassano Città del Dono”

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e associazioni del dono protagoniste al “Premio Città di Bassano”. Admo, Aido, Avis, Fidas e Rds sono state premiate il 19 gennaio al Cinema teatro “Da Ponte” di Bassano del Grappa, nell’ambito della festa del patrono San Bassiano. La cerimonia si tiene ogni anno per ringraziare le persone e le associazioni che si spendono per gli altri, che si sono distinte per meriti, idee, progetti. Accanto al prof. Paolo Pozzato, premiato per la cultura, al dott. Giulio Bigolin, ex primario del pronto soccorso di Bassano, per il sociale quest’anno sono quindi salite sul palco le associazioni. Sono quelle che si sono messe assieme e hanno dato vita al coordinamento “Bassano Città del dono”. Hanno così portato la cultura del dono del sangue, degli organi e del midollo osseo in tutte le classi quinte delle scuole superiori di Bassano del Grappa, Asiago, Nove e Marostica, con il patrocinio del comune bassanese e dell’ Ulss 7. Per la nostra associazione, ha ricevuto il premio dal sindaco Riccardo Poletto (donatore Avis, Admo,

Aido) il presidente della Comunale “Santa Croce” di Bassano Giuseppe Sciessere. “È stato un momento emozionante - ha dichiarato a Dono&Vita - che ci sprona a continuare per questa strada senza campanilismi, ma con il solo spirito di aiutare chi ha bisogno”. L’Avis di Bassano conta ad oggi 645 donatori e ha chiuso il 2017 con 724 donazioni totali. Particolare attenzione la dedica alle sue donatrici, che sono 200, tanto da riservare loro l’intera mattinata dell’8 marzo (festa della don-

na) e 25 novembre (giornata contro la violenza sulle donne). E da avere l’attrice Monica Vallerini tra le sue iscritte. Buona la presenza dei donatori di origine straniera, arrivati a 60, che dimostra che l’integrazione passa anche attraverso il volontariato. All’Avis bassanese che, pur giovane (ha solo sette anni) sta facendo un grande lavoro, è arrivato il plauso anche dal neo presidente dell’Avis provinciale di Vicenza, Giovanni Vantin, intervenuto all’assemblea di febbraio.

una storia di solidarietà lunga 50 anni e nata “dal basso” verino Coriele, Franco Cavion e l’attuale Fabio De Vicari. Avis Malo ha tanti progetti per il futuro, nel quale crede vivamente, sostenen-

do squadre sportive locali e tutti i giovani, con politiche di sensibilizzazione a sani stili di vita, a partire dalle scuole. Diverse iniziative sono in corso per questo traguardo, a cominciare dal libretto commemorativo del nostro 50esimo, consegnato gratuitamente a tutta la comunità nello scorso mese di dicembre e alla festa del 4 marzo. Ringraziamo tutti i nostri soci, collaboratori volontari che rendono grande la nostra associazione, che giorno dopo giorno promuovono la solidarietà nei confronti di tutti gli ammalati bisognosi di sangue. Lunga vita all’Avis Malo e alla solidarietà!

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LE SETTE SORELLE: TREVISO

Nel 2017 calo di nuovi donatori superiamo insieme le difficoltà di Vanda Pradal presidente Avis provinciale

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onare il sangue in modo volontario e gratuito è un segnale forte e importante in una società dai valori sempre più deboli. Consente di esaltare il valore della vita, di abbattere quelle barriere che troppo spesso ci dividono. Comporta una presa di coscienza e responsabilità della persona ed è un gesto di altruismo e solidarietà che non ha confini; l’ammalato non ha limiti geografici. Il 2017 è stato un anno impegnativo per tutta l’Avis della nostra provincia; l’impegno, da parte di tutti, per garantire l’autosufficienza sia interna, sia regionale e nazionale è stato costante e la risposta dei nostri donatori è stata puntuale. Va segnalata comunque una leggere flessione rispetto all’anno precedente (-2% circa), abbiamo comunque soddisfatto le diverse richieste pervenuteci. La prima sfida per l’anno in corso rimane quella di sostenere e aumentare il numero dei donatori, nel 2017 i nuovi donatori sono stati nr. 2.321, -378 rispetto al 2016. È inutile negarlo: difficoltà e proble-

mi ci sono, come in tutte le grandi associazioni del sociale nel nostro Paese. L’appello è rivolto ai giovani per un maggior impegno, non solo alla donazione, ma alla partecipazione fattiva nelle attività promosse dall’Avis ai vari livelli. Da parte nostra un impegno particolare quest’anno sarà rivolto proprio a loro, ai giovani, con nuovi percorsi di formazione dedicati ai social media. Condividere le attività è per noi fondamentale e indispensabile. Lo spirito di corpo è alla base del nostro stile di vita. Fare comunità e condividere la nostra missione: ecco i nostri obiettivi. E ancora, è indispensabile rinnovare le nostre motivazioni sull’appartenenza ad Avis nel ricordo di quanti hanno dedicato il loro tempo nei 90+1 anni dalla fondazione della nostra Associazione. C’è un altro aspetto che non deve essere sottovalutato. È quello del necessario e indispensabile sostegno delle strutture pubbliche alle nostre attività. Partnership tra pubblico, privato e non profit sono

modelli di successo. Non c’è dubbio. Le forme di partenariato pubblico-privato sono strumento di innovazione per lo sviluppo delle imprese e dei servizi sociali. Se parlare di dono oggi, che tutto è diventato monetizzabile, non è facile, parlare di dono del sangue lo è ancora di più. Donare il sangue è un atto di profonda umanità e rispetto. La nostra missione come Avis è coinvolgere sempre un maggior numero di persone a donarlo per non lasciare soli quanti si trovano in difficoltà.

San Valentino: novelli sposi castellani si donano una donazione

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i sono andati l’ultimo di Carnevale, martedì 13 febbraio, i due novelli sposi. Paola Conte e Christian Bortignon, avisini di Castelfranco, il loro “dono” l’hanno voluto insieme, prossimi alla festa degli innamorati. Poi sono partiti per il viaggio di nozze in Messico. Si erano sposati il sabato precedente, 10 febbraio, a Campigo. Eccoli nel momento della “donazione di coppia” festeggiati da due “testimoni”, ma non delle nozze. Avevano appena donato anch’essi.

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Tutti gli appuntamenti già previsti per il 2018

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a qualche anno Avis Provinciale sta proponendo eventi e/o incontri che nel tempo sono diventati una “tradizione” per le nostre realtà Comunali, per tale motivo ha calendarizzato, una serie di eventi associativi, seppur in momenti diversi di anno in anno, con l’inevitabile possibile sovrapposizione di altre manifestazioni a carattere locale. Con lo scopo di avere la massima partecipazione delle Comunali coinvolte nell’evento ed evitare che qualcuna non possa partecipare a causa di proprie manifestazioni concomitanti, già da gennaio la sede Provinciale di Avis ha diffuso presso tutte le proprie sedi Comunali una circolare che riporta le date fissate per le proprie attività, che di seguito ricordiamo: ASSEMBLEA PROVINCIALE che si svolgerà a Paderno del Grappa il 24 marzo, organizzato in collaborazione tra le 11 Avis della fascia pedemontana-asolana; DONO&SPORT: 25 febbraio e 11 marzo, due domeniche di sport

offerte da Avis provinciale ai nostri donatori al Palaverde (Villorba) per tifare le pantere di Imoco Volley e i biancazzurri di De Longhi Basket; INCONTRI DI ZONA: dal 11 al 15 giugno incontro con le Comunali per una analisi di metà anno, ospitata presso le sedi di Casier, Pederobba, Ponte di Piave, San Fior e Vedelago; GIORNATA PROVINCIALE DEL DONATORE: a Pianezze di Valdobbiadene il 2 settembre per la diciannovesima edizione, auspi-

E Cimadolmo finisce l’anno con SposInAvis

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l 30 dicembre scorso la giovane e attivissima consigliera Daniela Giacomazzi si è sposata con il suo Alex. Una testimonianza di giovani che si impegnano con passione nella vita e in particolare

nel volontariato. Alla nuova famiglia vanno i migliori auguri da parte di tutta l’Avis di Cimadolmo e anche da noi della redazione. Qua sotto i neo sposi “circondati” dai loro avisini.

cando che nel frattempo si sia reso nuovamente disponibile il Tempio Internazionale del Donatore; CONVEGNO CAORLE: 13-14 ottobre, una due-giorni di importante confronto su tematiche associative e sulla gestione dell’associazione, con il contributo di stimati professionisti della comunicazione e non solo; FORUM GIOVANI: Codognè 17 novembre, 5ª edizione di quello che ormai è essere diventato un appuntamento fisso per il nostro gruppo Giovani, per crescere insieme; CENA DI NATALE: 14 dicembre ospitati dalla comunale di Motta, occasione itinerante per scambiarsi gli auguri di Natale e ringraziare i Presidenti delle Avis comunali trevigiane per il lavoro svolto nell’anno; CONCERTO DI NATALE: 15 dicembre ospitati dalla comunale di San Biagio, altro appuntamento itinerante di Avis Provinciale per chiudere l’anno con la musica nel cuore. Non mancheranno inoltre momenti di confronto durante l’anno sempre su tematiche, più specifiche, riguardanti Avis (formazione, statuto ed altro ancora), né corsi di formazione su tematiche di tutti ii giorni (pubblic speaking, presenza nei gazebi, accoglienza, gestire interventi nelle scuole ecc.). Insomma, un altro anno a tutta manetta. 1/2018 · DONO&VITA · 41

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LE SETTE SORELLE: VERONA

Siamo entrati nell’anno del 60° Una tappa per crescere ancora pagine a cura della redazione di Verona

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’Avis provinciale di Verona festeggia quest’anno un traguardo importante: i suoi primi sessant’anni. È nata ufficialmente il 6 settembre 1958 con 23 avisini riuniti in assemblea che firmarono l’atto costitutivo alla presenza di un notaio ed elessero il primo Consiglio direttivo. Del percorso di Verona sede provinciale vi è traccia già nel 1933, quando la stessa veniva definita “in via di costituzione” con altre 18 Avis provinciali. Poi nel 1937 da Verona la richiesta ufficiale di adesione ad Avis, ma in tempi di autorizzazioni fasciste la risposta non arrivò. Passarono gli anni e nel 1958 Avis Verona fu costituita con Statuto “repubblicano”. All’epoca alcune Comunali erano già costituite, quali Verona (dal 1948), Malcesine (dal 1956) e Nogara (dal 1957). Col passare degli anni aumentava il numero delle Avis comunali veronesi e soprattutto dei donatori attivi. Nel 1968, per esempio, si era arrivati a 18 Comunali con 3.560 donatori e più di 7.000 donazioni. Allora si donava in alcuni ospedali di città e provincia, in ambulatori specifici e presso l’autoemoteca propria dell’Avis provinciale. Negli anni ‘70 ha inizio la grande comunicazione sociale: vengono

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realizzate le prime campagne nazionali per la sensibilizzazione alla donazione di sangue e dal 1968 al 1973 raddoppia il numero dei donatori e delle Avis. Negli anni ‘80 le Avis comunali veronesi sono più di 60, i donatori sono oltre 15.000 e 30.000 le donazioni effettuate. Non si usano più i flaconi, ma le sacche multiple. C’è l’avvento delle aferesi e si dona solo in ospedale, per tutelare i donatori e per un miglior utilizzo della “risorsa sangue”. Nel 2008 le Comunali veronesi sono 68, con quasi 20.500 donatori attivi e 40.500 donazioni effettuate (nel 2007). E nei dieci anni successivi cosa è successo? Sostanzialmente il numero dei donatori si è mantenuto, ma si sta assistendo purtroppo a una diminuzione delle donazioni (nel 2017 sono state poco più di 37.600). Questo nonostante continui un’intensa attività di sensibilizzazione, in più occasioni anche condivisa con le altre associazioni di donatori. Nel corso di questi primi sessant’anni, si sono succeduti alla guida della

Provinciale veronese 11 presidenti, compresa la sottoscritta in carica, e decine di consiglieri. È auspicabile che questa straordinaria storia dell’Avis provinciale di Verona possa essere non il punto d’arrivo, ma lo spunto per proseguire con slancio l’impegno nell’associazione da parte di tutti gli avisini, con la donazione periodica e responsabile, con l’obiettivo dell’autosufficienza provinciale, ma anche regionale e nazionale. È responsabilità di tutti salvaguardare lo spirito autentico della nostra associazione. Per iniziare a festeggiare i primi sessant’anni della nostra Provinciale vi aspettiamo il 22 aprile a Lazise, sulle sponde del lago di Garda, per trascorrere insieme una piacevole e divertente giornata, con eventi e intrattenimenti per grandi e bambini, oltre alla possibilità di degustare specialità tipiche di tutta la provincia in una location suggestiva. “Viva l’Avis, viva i donatori!”. Michela Maggiolo presidente Avis provinciale

Compleanno anche per Cazzano, con sindaca

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egalo speciale per l’Avis di Cazzano di Tramigna che, in controtendenza rispetto all’andamento provinciale, ha registrato nel suo ventennale donatori e donazioni in aumento rispetto al 2016. Un piccolo primato! Simpatica la storia di quest’Avis, in un certo senso nata una domenica, con una ventina di donatori partiti a piedi da Cazzano con destinazione il Centro trasfusionale dell’ospedale di San Bonifacio, dove si sottoposero al prelievo di idoneità. L’idea di Fabio Piubello, don Giorgio Tosi, Vittorio Verzè e Gina Rocca, iscritti all’Avis di Soave da una paio d’anni, era di dar vita a un’Avis nel proprio paese: con Maurizio Marchi e l’allora presidente provinciale Nereo Marchi, ci riuscirono e nacque l’Avis di Cazzano di Tramigna. “Un’associazione il cui fondatore è anche l’ultimo che ha donato”, dice Piubello. All’associazione si ribadisce come “il sangue sia meglio donarlo che riceverlo”. A guidare l’Avis locale, oggi, è Alberto Peloso, 32 anni, al suo secondo mandato. Ha raccolto il testimone da Dante Vantini che lo ricevette da Piubello. Una sorta di “triumvirato” dato che i tre lavorano sempre gomito a gomi-

to Attualmente i donatori sono 111 to. (sul totale di 1500 abitanti) e sono state 218 le sacche di sangue donate nel 2017. In occasione del ventennale, sono state consegnate le benemerenze e la tessera a ben 17 nuovi donatori. Nella foto da sinistra: gli ex presidenti Vantini e Piubello, Armando Viviani con la benemerenza conferita dall’Associazione insigniti onorificenze cavalleresche (assieme a Luigina Tassello e Rolando Burato), la sindaca Maria Luisa Guadin e il presidente Alberto Peloso.

AVVISO IMPORTANTE

Nella ricorrenza della festività del Santo Patrono LUNEDÌ 21 MAGGIO 2018 sarà sospeso il Servizio in tutte le sedi Trasfusionali della provincia di Verona

Paola Dalli Cani

E il gruppo rionale San Zeno di Verona arriva al 50°

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l gruppo rionale Avis San Zeno, facente parte della Comunale di Verona, ha celebrato il 50° anno di fondazione. L’evento è stata l’’occasione per una conviviale celebrazione, alla quale hanno preso parte anche tre dei soci fondatori del gruppo: Luciano Raniero, Paolo Ferrari e Vittorino Ferrari. A nome del Consiglio, l’attuale capogruppo Aldo Scevaroli, affiancato dalla presidente dell’Avis comunale di Verona Paola Silvestri, ha consegnato loro, non nascondendo emozione, una targa di ringraziamento. Andrea Catania, Barbara Iannotta

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LE SETTE SORELLE: BELLUNO

Dopo il Motor Bike, a maggio tocca a Palù

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tto padiglioni, cinque aree esterne, oltre 60 eventi tra gare esibizioni e test drive, 167.000 persone in quattro giorni: è stato questo il Motor Bike Expo 2018 di gennaio a Verona. Dodici volontari costantemente presenti, quattro band musicali, un palco per le esibizioni, 300 mq di Avis Village pronti ad accogliere chi è già donatore oppure cerca informazioni,

è stata la “presenza” di Avis. Uno spazio dove ognuno ha potuto lasciare o trovare un ricordo, una risposta, un saluto, ma soprattutto una domus che ininterrottamente da dieci anni riunisce, senza campanilismi e sotto un’unica bandiera, un insolito gruppo di persone che creano come per magia tanta allegria, serenità e voglia di Avis. Uno spazio dove, in base alle po-

tenzialità, le scarse risorse a disposizione non spaventano, nemmeno frenano, anzi rafforzano. È vero, c’è Avis provinciale Verona che fa gli onori di casa, c’è il gruppo Motopinguino-Avis provinciale di Modena sempre pronto a mettere in campo tutta la propria energia ed esperienza, ma in mezzo ci sono tante forze miste provenienti dai più disparati contesti avisini, coese in un unico gruppo. Anno dopo anno, il gruppo è sempre più numeroso, i nuovi donatori di sangue sempre tanti e gli spazi per Avis sempre maggiori. L’agenda del Motor Bike expo 2019 è già pronta, così come lo spazio per le Avis che vorranno aderire. Prossimo appuntamento per questo 2018, intanto, è il 13 maggio a Palù (Vr) con il MotorAvis, aperto a tutti i mezzi a 2 e 3 ruote, ad auto d’epoca e speciali. Info all’emai avispalu@libero.it, Motoravis facebook: metti mi piace su Avis Comunale Palù e Instagram.

Per il 60° di Bolzano Bellunese si fa squadra con entusiasmo

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’Abvs di Bolzano Bellunese ha organizzato una gita ai mercatini di Bressanone e Vipiteno. Giornata fredda dove il calore dei rapporti umani ha fatto sì che, a fine giornata, fossimo tutti infreddoliti, ma con un gran sorriso sulle labbra e tanta voglia di metterci in gioco anche nel 2018. Un momento di svago e shopping spensierato, tra prelibatezze da gustare, ornamenti natalizi e vin brulè per allontanare le basse temperature. È stato anche un momento di sensibilizzazione verso la donazione del sangue e verso la necessità di avere sempre un bel gruppo di volontari disposti a rimboccarsi le maniche e collabo-

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’edizione 2017 della maratona Telethon ha dimostrato per l’ennesima volta l’entusiasmo e la grande generosità degli italiani. Anche quest’anno, infatti, sono stati raccolti, in tutta Italia, oltre 31 milioni di euro che finanzieranno e continueranno a sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. Nel corso di un incontro a Verona con Rodolfo Schiavo, responsabile nazionale per la gestione dei rapporti Telethon con le associazioni, si è spiegato che i fondi raccolti in questi anni hanno sostenuto più di 2.600 progetti, con oltre 1.600 ricercatori coinvolti e più di 570 malattie studiate. Schiavo ha illustrato quanta strada si è riusciti a percorrere in questi anni, portando la ricerca oltre i

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confini dei laboratori scientifici per arrivare alla produzione di farmaci salvavita nella cura di alcune malattie genetiche, consentendo a chi ne era affetto di svolgere una vita il più normale possibile. Un ottimo risultato, raggiunto anche grazie al sostegno di numerosi partner tra cui Avis che, come ormai accade da ben sedici anni, ha organizzato ovunque, con i suoi volontari, tantissimi punti di raccolta. Dal 2001 ad oggi, grazie ad Avis sono stati raccolti, infatti, 5 milioni di euro. Molto attiva è stata, ancora una volta, la partecipazione delle Avis comunali della provincia di Verona (nella foto i volontari dell’Avis di Bussolengo), presente con varie manifestazioni e gazebo in molti supermercati. E grande, anco-

Bolzano Bellunese entra nella sessantina: tanti anni, tanti volontari, tanta esperienza e tanta, voglia di crescere ancora! Giulia Frigimelica

Doppio concerto a Belluno, ciaspodolomitica a Danta

Stefano Costa e Luca Candini

Provincia di Verona sugli scudi per la raccolta Telethon

rare per la buona riuscita delle varie iniziative. Questo lo spirito con cui si stanno progettando le attività per il 2018, anno in cui la sezione di

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l Serenissimo Natale... si è sdoppiato. Sono stati due gli appuntamenti del tradizionale evento di dicembre che, come sempre, è stato supportato anche dalla sezione di Belluno: il 19 dicembre al Teatro culturale di Belluno e il 21 al Palazzetto dello Sport di Ponte nelle Alpi. L’evento, un concerto per voci bianche e orchestra, è nato nel 2009 su iniziativa dell’Ufficio sco-

lastico regionale e da allora è cresciuto, si è sempre più consolidato fino a diventare un appuntamento fisso. Non è mancata l’occasione, per il segretario Paolo Foppa, di ricordare a grandi e piccini l’importanza del dono. rande partecipazione di appassionati delle ciaspe sull’altopiano di Danta per l’ottava edizione della Ciaspdo-

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lomitica. Oltre 500 le persone che hanno partecipato all’evento. Una giornata baciata dal sole e dalla neve, scesa copiosa nelle precedenti settimane. Grande soddisfazione anche della sezione locale dell’Abvs, tra l’altro la più “alta” del veneto (sul livello del mare e come latitudine), che ha collaborato fattivamente all’organizzazione. Barbara Iannotta

ra una volta, è stata la generosità dei cittadini, confermando che la nostra provincia raccoglie da sola circa il 46 per cento del totale della raccolta avisina in Veneto. 1/2018 · DONO&VITA · 45

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AVIS&SPORT

TvPressing, nuova stagione: “superare il tetto dei 100mila” a cura di Michela Rossato

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anno giocato sui campi sportivi del Marocco, con il logo Avis sulle maglie, i giornalisti-calciatori di TvPressing. Una delegazione di giornalisti trevigiani e veneziani ha visitato le città di Marrakesh e Agadir, nel nord-ovest del Marocco, per rinsaldare un legame di amicizia e collaborazione che la squadra ha da tempo instaurato con i rappresentanti della comunità marocchina del Veneto. L’occasione è stata la partecipazione al “Festival del cinema” di Agadir, dedicato quest’anno all’immigrazione: un momento importante di riflessione non solo sulle dinamiche legate ai flussi tra Africa ed Europa, ma in genere al tema spesso drammatico dello spostamento delle persone. “Dall’incontro e dalla conoscenza nasce il rispetto reciproco - sottolinea Abdallah Kherzaij, esponente di spicco della comunità marocchina in Veneto - e pensiamo sia particolarmente importante che persone che hanno il compito di informare conoscano “sul campo” la realtà del nostro Paese”. Della comitiva faceva parte anche Paolo Gatto, “regista” di Suoni di Marca, seguitissima kermesse musicale della Marca trevigiana. Pro-

prio nel corso di questo viaggio ha preso corpo l’idea di organizzare, nell’ambito della manifestazione, un evento destinato a raccogliere fondi per ragazze marocchine che sono state vittime di violenza nella loro patria. Una iniziativa significativa in un momento in cui in cui in Italia è caldissimo il dibattito sulla violenza di genere. A Treviso sarà organizzata a luglio, per questo motivo, una partita tra TvPressing e una selezione di immigrati di varie nazionalità, con varie iniziative collegate per la raccolta di fondi. “L’obiettivo che ci proponiamo spiegano il presidente di Tv Pressing, Tiziano Graziottin e Paolo Gatto - è di raccogliere una cifra adeguata per comprare un pulmi-

La primavera-estate dei giornalisti-calciatori

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cco i prossimi eventi di Tv Pressing fino a estate inoltrata. Cercheremo di seguirli come redazione di Dono&Vita. - 22 aprile partita Unesco a Pieve di Soligo (Tv); - 5 maggio partita per Telethon con la nazionale attori a Mirano (Ve); - 27 maggio partita con le vecchie 46 · DONO&VITA · 1/2018

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glorie dell’Opitergina a Oderzo (Tv); - 9 giugno torneo per la Croce Rossa a Feltre (Bl); - 16 giugno torneo per l’Anfass a San Donà di Piave (Ve); - Fine luglio partita nell’ambito di Suoni di Marca a Treviso, a favore delle ragazze vittime di violenza in Marocco.

no che permetta a queste ragazze, ora accolte in comunità alloggio, di spostarsi liberamente”. “Con questo e altri importanti eventi organizzati per i prossimi mesi contiamo di sfondare quest’anno il tetto dei 100mila euro (netti) maturati negli eventi organizzati da TvPressing o che ci hanno visto come partner”, continua Graziottin (foto sotto). Nel 2017, per esempio, sono stati raccolti 6.500 euro grazie alla partita con gli alpini di Conegliano (donati all’associazione “Oltre il labirinto” che segue i ragazzi autistici nel Trevigiano), altri 3.500 al torneo per l’Anfass di San Donà (Ve) e 1.500 con il torneo di Feltre per l’Ail (Associazione contro le leucemie).

Treviso: oltre 700 donatori Avis invadono il Palaverde per tifare le Pantere del Volley e Tvb Basket maschile

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n pubblico record al Palaverde di Villorba per la prima delle due giornate “Dono& Sport” organizzate da Avis provinciale di Treviso. Oltre 700 donatori hanno sostenuto - tra i 5mila tifosi - l’Imoco Volley, nonostante la caduta in casa. Quella di domenica 25 febbraio è stata una giornata di festa, divertimento e solidarietà per sensibilizzare al dono del sangue. Sul parquet, per la 20ª giornata di regolar season di volley A1, le Pantere dell’Imoco giocavano contro la Savino Dal Bene Scandicci. Il pubblico è stato accolto all’ingresso dall’arco gonfiabile Avis e dai palloncini con i colori delle squadre. Nel palazzetto i volontari dell’Avis provinciale sono stati impegnati a distribuire gadget e fornire informazioni sul dono del sangue. Le Pantere, grazie alla disponibilità della società, hanno indossato la maglia Avis all’ingresso in campo. Centinaia i donatori sugli spalti che, da novembre e fino al 18 febbraio, erano stati omaggiati di due biglietti, uno per sé e l’altro per un accompagna-

tore, con la speranza di avvicinarlo alla donazione. “Dono&Sport” si è ripetuto l’11 marzo, 24ª giornata A2 di pallacanestro maschile: la Tvb (Universo Treviso Basket) sempre a Villorba è scesa in campo contro gli emiliani della Kleb Basket Ferrara. Imoco, Tvb e Avis collaborano da anni considerando lo sport occasione di aggregazione per contribuire alla tutela della salute e alla promozione di corretti stili di vita, soprattutto tra i giovani. Scopo è avvicinare questi ultimi alla donazione del sangue e all’Avis, facendo leva sull’attrazione che lo sport esercita nel trevigiano.

“L’iniziativa è una finestra sul mondo della donazione di sangue e conferma che lo sport può essere un importante veicolo di valori. Partecipazione ed entusiasmo dei donatori sono cresciuti edizione dopo edizione, oggi siamo alla quarta - spiega Vanda Pradal, presidente della Provinciale di Treviso - Vogliamo sollecitare i nostri soci al dono costante e invitare chi ancora non è donatore a diventarlo. Nella Marca i donatori sono circa 33mila. È necessario averne di più - conclude la presidente - per assicurare il ricambio generazionale e non far mai mancare il sangue agli ospedali”.

Terrossa-Roncà (VR): Avis e Amatori Volley per la fibrosi cistica

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a Val d’Alpone adotta un progetto annuale di ricerca per la cura della fibrosi cistica e il primo aiuto arriva sotto rete: gli “Amatori Roncà” del volley donano al progetto “Strategie alternative per il ripristino funzionale... nuovi target per lo sviluppo di farmaci contro la fibrosi cistica” un contributo di mille euro. Per completare l’opera ne

servono altri 30mila, per garantire il lavoro di ricerca che vedrà impegnati i ricercatori. Katia Fornaro, anima del Gruppo di sostegno della Fondazione fibrosi cistica della Val d’Alpone, è rimasta senza parole quando, invitata in palestra a Roncà, ha scoperto di dover ricevere un dono. Oltre a buona parte dei pallavolisti, erano presenti il sindaco Roberto Turri e Luca Zanetti presidente dell’Avis Terrossa-Roncà. La squadra mista, in cui giocano giovani single, ma anche mamme e papà vicini ai 50 anni, per la sua attività ha ottenuto la concessione gratuita della palestra della scuola media. Il gruppo che da due anni ha sposato l’idea della Fondazione e che conta su

una ventina di giocatori, ha deciso che il dono fatto a loro dovesse essere destinato anche ad altri e così, visto che a far pratica sotto rete non si spende nulla, si sono autotassati per partecipare al progetto. A questa grande mobilitazione non poteva certo mancare l’Avis comunale di Terrossa-Roncà che ha sostenuto l’iniziativa e fatto dono delle maglie da gioco (vedi foto, al centro in rosso il Presidente dell’Avis). “Partecipare a questa iniziativa di solidarietà ha per noi una doppia finalità - sostiene il presidente Zanetti - oltre che condividere e sostenere il progetto e avere un forte legame con la comunità, ci offre l’occasione di promuovere la donazione di sangue”. 1/2018 · DONO&VITA · 47

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Dono&vitamarzo2018  

Primo numero 2018, e inizia il 50° di Avis Regionale Veneto

Dono&vitamarzo2018  

Primo numero 2018, e inizia il 50° di Avis Regionale Veneto

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