Vento di Ponente 03/2022 - Settembre

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“VENTO DI PONENTE” | ANNO V | DECRETO ACCOGLIMENTO ISCRIZIONE REGISTRO STAMPA N. CRONOL. 240/2018 DEL 26/01/2018 R.G. N. 111/2018, NUM. REG. STAMPA 2 TRIBUNALE DI IMPERIA | EDITO DA ANCE SERVIZI IMPERIA SRL | CONTIENE I.P. | DIRETTORE RESPONSABILE: FABRIZIO PEPINO

SETTEMBRE

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Un luogo che si chiama desiderio Il Ponente Ligure può diventare un posto dove vivere e lavorare oltre che essere meta turistica. A patto che risolva i suoi deficit, prima di tutto quello infrastrutturale. All’assemblea annuale di Confindustria Imperia è tornato d’attualità il progetto di viabilità via mare dell’Ance

La nostra azienda

Toso Edilizia Srl di Dolceacqua “Facciamo case per i cittadini del mondo”

2022



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Una veduta aerea del nuovo porto di Ventimiglia Cala del Forte, sede dell’Assemblea Generale Annuale 2022 di Confindustria Imperia svoltasi lo scorso 22 luglio

ENIO MARINO Presidente Ance Imperia

Società editrice e pubblicità: Ance Servizi Imperia Srl Viale Giacomo Matteotti, 32 18100 - Imperia (IM) Tel. 0183/650551 Fax 0183/64245 info@anceimperia.it

SETTEMBRE

03

2022

Direttore responsabile: Fabrizio Pepino Redazione e grafica: Autorivari studio associato Corso IV Novembre, 8 12100 – Cuneo (CN) Tel. 0171/601962 staff@autorivari.com Stampa tipografica: TipolitoEuropa di Botto Antonio & C. Snc Via degli Artigiani, 17 12100 - Cuneo (CN) Spedizione postale: PostaTARGET CATALOG Numero aut. NORD OVEST/00316/03.2018 Ufficio di accettazione/detentore: Cuneo CDM Registrazione Tribunale Imperia Decreto accoglimento iscrizione registro stampa n. cronol. 240/2018 del 26/01/2018 R.G. n. 111/2018, Num. Reg. Stampa 2 Chiusura: 13/09/2022

Lavoro. Integrativo nel segno della responsabilità

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Sviluppo. Ponente Ligure, un luogo che si chiama desiderio

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Attualità. Su Rivieracqua la scure del carobollette

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Infrastrutture/1. Le grandi opere continuano a restare buone intenzioni

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Infrastrutture/2. Il paradosso dei limiti di velocità sull’Aurelia Bis

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Riqualificazione/1. Ance Imperia vince la scommessa su La Pigna

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Riqualificazione/2. I primi risultati del progetto Dolceacqua 20-30

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#bloccadegrado. Sanremo on the road/1. In viaggio per le frazioni

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La nostra azienda. Toso Edilizia Srl. “Facciamo case per cittadini del mondo”

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Formazione/1. Il mercato del lavoro chiama, la Scuola Edile risponde

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Formazione/2. Cinque borse di studio per geometri neodiplomati (Cat)

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Banche e impresa. Cr Asti: “Le aziende vanno tutelate dall’instabilità di mercato” 30

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S O M M A R I O


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ASSOCIAZIONE NAZIONALE COSTRUTTORI EDILI L'Ance rappresenta l'industria italiana delle costruzioni. All'Ance aderiscono circa 20.000 imprese private in tutta Italia, specializzate in opere pubbliche, edilizia abitativa, commerciale e industriale, tutela ambientale, promozione edilizia e lavorazioni specialistiche. Il sistema associativo copre tutto il territorio nazionale ed è articolato in 96 Associazioni Territoriali e 20 Organismi Regionali. L'azione dell'Ance è diretta alla promozione e al rafforzamento dei valori imprenditoriali e del lavoro dell'industria edile e del suo indotto, e concorre al perseguimento degli interessi generali del Paese. Nel campo del lavoro, l'Ance gestisce insieme al sindacato una rete nazionale per la formazione (Scuole Edili), l'assistenza (Casse Edili) e la sicurezza dei lavoratori del settore (CPT). A livello internazionale l'Ance è presente stabilmente a Bruxelles e aderisce alle più importanti Federazioni internazionali delle costruzioni.

ANCE IMPERIA Via Matteotti 32 18100 Imperia Tel. 0183.650551 Fax 0183.64245

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Integrativo nel segno della responsabilità Nel contratto provinciale che segue il CCNL l’impegno di Ance per contrastare il carovita

“N

onostante le enormi difficoltà che le nostre aziende sono costrette ad affrontare ormai da mesi per via dell’insostenibile aumento dei costi dei materiali e dell’energia e il peso del cuneo fiscale, il senso di responsabilità nei confronti dei nostri lavoratori ci ha portato a sottoscrivere condizioni contrattuali migliorative che intendono aiutare le loro famiglie a contrastare il caro-vita”. Così il presidente di Ance Imperia Enio Marino sottolinea le ragioni dell’impegno economico che stanno alla base del nuovo Contratto Integrativo Provinciale di Lavoro per il settore dell’edilizia con le categorie sindacali edili della provincia (FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL) che i costruttori edili del Ponente Ligure hanno sottoscritto a fine luglio. Uno sforzo importante per le aziende del settore, a maggior ragione in questi tempi di “tempesta perfetta” a causa del lievitare delle spese che sono chiamate a sostenere per essere operative e, quindi, per garantire continuità di occupazione sul territorio. Un passo avanti importante, dunque, che arriva dopo quelli compiuti appena qualche mese fa con la firma del nuovo Contratto di Lavoro Nazionale per il Settore Edile che rispetto al CCNL precedente, prevede tra le altre cose anche un aumento dei trattamenti retributivi degli operai. Proprio quest’ultima voce del contratto, tuttavia, era stata accolta dagli imprenditori edili con non poche perplessità. Non tanto per l’aumento in quanto tale, che anzi può servire a difendere il potere d’acquisto delle famiglie, minacciato da un tasso

dell’inflazione che ad agosto ha segnato un

Paolo Ragazzo

aumento dell’8,4% su base annua (livello record dal 1985), quanto perché le aziende

Enio Marino

chiedevano a gran voce la defiscalizzazione,

PRESIDENTE ANCE IMPERIA

parziale o totale, di tali aumenti. Così non è stato e la pressione fiscale sugli imprenditori continua così a crescere vertiginosamente, mettendo a rischio la sostenibilità e la sopravvivenza delle aziende. Per 50 euro in più in busta paga ad ogni operaio di IV livello l’impresa sborsa 220 euro e tale cifra salirà addirittura a 360 euro quando l’aumento mensile sarà di 92 euro, ossia nel 2023. Non occorre essere “professionisti” dei numeri per capire che questo sistema di certo non premia le imprese virtuose in termini di regolarità e qualità del lavoro, ma anzi al contrario potrebbe provocare una riduzione importante degli organici medi delle aziende, avvantaggiando imprese concorrenti straniere a noi vicine, che possono lavorare a condizioni più vantaggiose proponendosi a costi inferiori. Eppure tutto ciò non ha frenato le aziende costruttrici del Ponente Ligure, rappresentate dall’Ance, che al tavolo del 29 luglio si sono accollate nuovi oneri: “Con il contratto integrativo abbiamo nuovamente dimostrato di saper fare la nostra parte per dare un contributo concreto agli operai del comparto, ma allo stesso modo gradiremmo essere oggetto anche noi di maggior attenzioni da parte dello Stato, a cui chiediamo anzitutto una drastica riduzione della pressione fiscale, così da poter essere competitivi sui mercati, investendo sempre più in sicurezza e formazione”, ha concluso Enio Marino.

L A V O R O

Il senso di responsabilità nei confronti dei nostri lavoratori ci ha portato a sottoscrivere condizioni contrattuali migliorative che intendono aiutare le loro famiglie, nonostante le enormi difficoltà che le nostre aziende sono costrette ad affrontare ormai da mesi


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Ponente Ligure, un luogo che si chiama desiderio La provincia di Imperia non è solo una meta turistica ambita, ma un territorio in cui vale la pena andare a vivere e lavorare Fabrizio Pepino

Gli ospiti della tavola rotonda dell’Assemblea Generale Annuale di Confindustria Imperia svoltasi lo scorso 22 luglio al porto Cala del Forte di Ventimiglia, hanno fatto emergere il potenziale in gran parte ancora inespresso di un angolo di Liguria che spesso viene sottavalutato

I

l Ponente Ligure non solo come meta turistica ambita, ma come luogo dove andare a vivere e lavorare. Il potenziale, in gran parte ancora inespresso, della provincia di Imperia è balzato fuori a chiare note durante la tavola rotonda dell’assemblea generale di Confindustria Imperia, svoltasi lo scorso 22 luglio nella suggestiva cornice del nuovo porto di Ventimiglia Cala del Forte, simbolo di resilienza e rinascita, appena realizzato dal vicino Porto di Monaco. “Vista dall’alto come da oltremare, questa non è una terra ai confini dell’impero ma al centro della macro regione europea, siamo il biglietto da visita per chi arriva in Italia dal Principato e dall’estero in generale. - ha detto la presidente di Confindustria Imperia, Barbara Amerio, chiamata in causa dal moderatore del dibattito Raoul De Forcade, giornalista de Il Sole 24 Ore -. La nostra industria è il turismo e su questo dobbiamo puntare prima di tutto per trarne i maggiori benefici possibili. Ma è ormai sotto gli occhi di tutti che sono sempre di più i turisti, provenienti soprattutto dai Paesi del Nord Europa e dotati di una certa capacità di spesa, che

vengono da noi non solo per andare in vacanza, ma anche per comprare casa, per passare dei periodi più lunghi o tornarci più frequentemente, fino a decidere di trasferirsi per vivere e lavorare”. Una lettura della situazione, quella fatta dalla numero uno degli industriali imperiesi, che ha trovato pieno riscontro nel parere di altri ospiti del confronto che pure non hanno le loro radici nel Ponente Ligure. “Abbiamo molta clientela nord europea che oltre a comprare il posto barca acquista casa nei paesi dell’entroterra - è intervenuto il direttore generale di Cala del Forte Marco Cornacchia, originario di Rimini - in quanto amano questo angolo dell’Italia per il clima, per la natura e per la comoda vicinanza a infrastrutture fortemente internazionalizzate come l’aeroporto di Nizza. Bisogna fare in fretta ad attrezzarsi per offrire loro alberghi di lusso e residenze chic, proprio come sta facendo ad esempio a monte del nuovo porto di Ventimiglia la società Marina Development Corporation”. “A me sembra che ci siano grandi opportunità per il Ponente Ligure - gli ha fatto eco il noto giornalistica economico e politico newyorkese Alan Friedman,


7 ospite d’onore dell’assemblea -, così come per tutta l’Italia a dire il vero, ma io vedo il rischio che non vengano colte a causa del campanilismo o dell’incompetenza. Il PNRR, ad esempio, mette a disposizione per un tempo limitato una quantità incredibile di soldi reali, ma io mi chiedo se i Comuni sono capaci di preparare progetti in grado di ottenerli, servono dei professionisti all’altezza. Oppure, a Trieste non esiste un trasporto veloce su mare verso Venezia perché tra le due città non corre buon sangue. I Sindaci al posto di farsi la guerra devono imparare a mettersi d’accordo e fare quadrato per cogliere le opportunità che ci sono prima che sia troppo tardi”. A fare una radiografia puntuale e attenta dell’Imperiese è stato invece un giovane ligure attualmente imprestato al governo di Abu Dhabi. “I primi interventi da fare per ripristinare la competitività del territorio riguardano le vistose carenze di infrastrutture materiali e virtuali, ovvero collegamenti viari e connessioni digitali - ha aggiunto il consulente per le politiche pubbliche Davide Cichero, originario di Arma di Taggia, dopo aver elencato le note criticità del territorio -. Ma c’è un altro fronte su cui siamo carenti e su cui bisogna investire in fretta, ovvero la formazione del capitale umano. Servono professionisti in linea con le esigenze

del mercato locale, che riguardano l’ospitalità turistica, la nautica da diporto, la produzione agroalimentare. Infine, servono anche professionisti della comunicazione che sappiano far conoscere il territorio al di fuori per quello che è veramente. All’estero quando si parla di Italian Riviera si pensa alla Liguria di Levante, c’è qualcosa che non funziona”. Ciliegina sulla torta, nel corso della tavola rotonda è affiorato un rinnovato interesse per il progetto di viabilità via mare lanciato da Ance Imperia nell’assemblea del 2018. Ad averlo inserito tra le idee interessanti a sviluppare è stata la stessa presidente di Confindustria Imperia Barbara Amerio, vedendo nell’autostrada del mare ideata dal presidente dei costruttori edili del Ponente Ligure Enio Marino una possibilità concreta per sopperire alle carenze viarie di un territorio che morfologicamente fatica a trovare spazi per costruire nuove strade. Il concetto è stato poi ripreso spontaneamente dallo stesso Alan Friedman, che ha intuito come l’idea di un’arteria che colleghi le città sulla costa senza gravare sulla viabilità ordinaria possa apparire semplice quanto geniale. I cerchi nell’acqua generati dal sasso gettato dagli edili quattro anni, fa continuano ad allargarsi e andare lontano…

Sul palco, moderati dal giornalista de “Il Sole 24 Ore” Raoul De Forcade, sono intervenuti il giornalista politico-economico Alan Friedman, la presidente di Confindustria Imperia Barbara Amerio, il direttore di Cala del Forte Marco Cornacchia e il consulente per le politiche pubbliche Davide Cichero. In platea “parterre de roi” di ospiti

S V I L U P P O


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Su Rivieracqua la scure del caro bollette Timori per la salute dell’azienda i cui costi energetici di 12 milioni di euro annui raddoppieranno nel 2022

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l vertiginoso aumento dei costi di produzione, soprattutto energetici, sta letteralmente mettendo in ginocchio le aziende e il nostro intero sistema Paese. Una “spada di Damocle” che è ancor più opprimente per chi già sta vivendo una situazione di difficoltà. È il caso di Rivieracqua che, secondo una recente stima, vedrà nel 2022 raddoppiati i costi relativi all’elettricità che quest’anno dovrebbero attestarsi intorno ai 12 milioni di euro. Un colpo durissimo che il presidente del Cda Gian Alberto Mangiante e il commissario ad hoc Gaia Checcucci tentano di attutire garantendo che stanno lavorando per adottare le adeguate contromisure e che le vie di uscita ci sono. Ma naturalmente un aumento così considerevole per un’azienda già così fortemente indebitata non può non preoccupare le oltre 300 aziende del territorio che, complessivamente, vantano un credito di circa 56 milioni la cui corresponsione

attendono da ormai molti anni. Una situazione che rischia anche di vanificare la recente modifica dello statuto dell’ormai ex consorzio di via Bresca, divenuto Società per azioni lo scorso 11 agosto. Un passaggio probabilmente inevitabile ai fini del reperimento dei fondi necessari a garantire da un lato la totale estinzione dei debiti, dall’altro una stabilità economica e finanziaria. Ma si tratta di un passaggio che, non va dimenticato, sconfessa completamente la volontà popolare espressa sull’acqua pubblica nei referenda del 12 e 13 giugno 2011. A tale riguardo, infatti, non sono mancate le polemiche con i sindacati sul piede di guerra che annunciano battaglie e promettono che la questione non finirà di certo così. Dal canto loro alcuni sindaci del territorio (non tutti erano d’accordo su questo passaggio) parlano di modifica necessaria per poter effettuare un rifinanziamento di capitali, siano essi pubblici o privati. Ed è giusto sottolineare come, tecni-

camente, una Spa possa comunque restare completamente pubblica, ma è del tutto evidente che la tavola per l’ingresso della componente privata è ormai apparecchiata. Toccherà al commissario Checcucci, attraverso una gara europea a doppio oggetto, individuare chi sarà ad entrare (verosimilmente con una quota del 49%) e portare una boccata di ossigeno nelle casse di Rivieracqua. Un passaggio cruciale che, speriamo, il caro bollette non vanifichi perché un percorso virtuoso la società lo ha già iniziato con il bilancio del 2021 approvato con un utile di 1,9 milioni. Un risultato ottimo, ottenuto anche grazie ad una serrata attività di recupero crediti che sta portando al saldo di migliaia di bollette mai pagate. L’inversione di tendenza da tempo auspicata è dunque finalmente iniziata e speriamo davvero non sia costretta ad arrestarsi a causa di bollette energetiche oggettivamente insostenibili. Sarebbe un vero peccato.

A T T U A L I T À

Fabio Rubero

Attenzione anche per le conseguenze della trasformazione da consorzio pubblico a società per azioni, che fa da anticamera all’ingresso di un socio privato di minoranza


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Le grandi opere continuano a restare buone intenzioni Il Pnrr e il Primt aprono possibilità concrete per trasformare i progetti in realtà, il dubbio è se la politica sarà in grado di farlo Gilberto Manfrin

Tra annunci e proclami, oggi i principali collegamenti in entrata e in uscita dal Ponente Ligure risultano interrotti o, per usare un eufemismo, non paragonabili a infrastrutture da terzo millennio

Il crono programma dei lavori annuncia il completamento della nuova galleria del colle di Tenda e del viadotto per il mese di ottobre 2023 in configurazione cantiere, mentre per la canna storica si andrà a giugno 2025. Al netto di nuovi ritardi

E

dire che ci sarebbe pure il PNRR, l’ormai famoso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato da Mario Draghi, a sottolineare la fondamentale importanza delle infrastrutture per l’Italia. Nella premessa di una delle sei missioni contenute nel piano si legge che “investire nelle infrastrutture è importante per due motivi: la produttività e la sostenibilità ambientale”. Già. Peccato poi che un celebre proverbio - “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” - riporti tutti con i piedi per terra. Perché tra annunci e proclami, oggi i principali collegamenti in entrata e in uscita dal Ponente Ligure risultano interrotti o, per usare un eufemismo, non paragonabili a infrastrutture da terzo millennio. Una situazione che continua a condizionare pesantemente lo sviluppo del potenziale turistico del territorio della provincia di Imperia. Ma qual è lo stato di salute in cui versano le grandi opere che interessano l’Imperiese, citate anche nel nuovo Piano regionale delle infrastrutture della mobilità e dei trasporti (Primt) da poco approvato dalla giunta regionale?

Aurelia bis Partiamo da lei, l’opera per eccellenza di cui necessita questo territorio, l’Aurelia bis. Ad oggi sono “in cantiere” quattro interventi di raddoppio della SS1, due molto importanti proprio a Ponente: la Variante di Imperia e la variante Sanremo-Ventimiglia entrambe in fase di progettazione, oltre ai tratti di La Spezia e Savona. Sulla carta, insomma, gli intenti ci sono, ma sono ancora troppe le fasi di progettazione, rispetto ai lavori veri e propri, di un’opera attesa da decenni e che permetterebbe di alleggerire il traffico sull’attuale tracciato dell’Aurelia in corrispondenza delle principali località della Liguria, dove lo sviluppo del potenziale turistico è minato alle fondamenta. Un totale di circa 50 chilometri di tracciato, 47 per l’esattezza, tra tratta realizzata e quella prevista. Non solo: a Sanremo il completamento dell’opera oltre ad essere in fase progettuale risulta senza copertura finanziaria; per la tratta di Imperia, che ha un progetto di fattibilità risalente al 2004, il costo è stimato in 640 milioni di euro. Non


11 pochi. Per Ventimiglia c’è uno stanziamento di 8 milioni per la progettazione preliminare e poi definitiva, ma per un reale finanziamento occorrerà aspettare tempi migliori.

SS 20 e tunnel di Tenda E poi la Statale 20 e il tunnel di Tenda. Due anni dopo il triste anniversario della tempesta Alex che tra il 2 e il 3 ottobre 2020 devastò la Val Roja e Vermenagna “mangiandosi” letteralmente i tornanti che sul lato francese conducevano all’imbocco del traforo, sono ripresi (a rilento) i lavori ed è scesa sotto il chilometro la distanza per ultimare gli scavi dell’opera. Confermati nel corso della Conferenza intergovernativa Italia-Francia del 6 settembre costi e timing di fine lavori: sono previsti 76 milioni di euro in più per il nuovo ponte a campata unica e le opere accessorie, per complessivi 255 milioni, mentre il crono programma dei lavori annuncia il completamento della nuova galleria e del viadotto per il mese di ottobre 2023 (in configurazione cantiere, cioè percorribile dalle auto, ma scortate da una sorta di safety car). Per la canna storica si andrà a giugno 2025. Al netto di nuovi ritardi.

Traforo Armo-Cantarana 20 luglio 2019. Le Camere di commercio di Cuneo e delle Riviere di Liguria invitano alla presentazione del progetto definitivo del traforo valico Armo-Cantarana, opera di prioritario interesse per le economie liguri e piemontesi, di cui popolazione, imprenditori e operatori economici attendono da

tempo la realizzazione e la piena funzionalità. A quell’evento partecipano anche i vertici del ministero alle Infrastrutture (Mit), Anas, Regione Piemonte, Provincia, Comuni di Imperia e Ormea. Dal Mit il progetto Armo-Cantarana, fiore all’occhiello di ammodernamento della SS28, era stato ritenuto degno di attenzione perché poteva rappresentare un’alternativa proprio al Colle di Tenda per quanto riguardava i traffici commerciali. Quindici mesi dopo, il progetto definitivo per la realizzazione del traforo supera l’esame a Roma venendo approvato in linea di massima dalla terza sezione del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, pur con richieste di perfezionamento in alcune parti. Di fatto è il via libera ad un’opera che è sulla bocca di tutti dal 1980, ma oggi, nonostante le classiche tiratine alla giacca del politico di turno, nulla si è mosso sul fronte dei lavori. La speranza è che l’opera entri nel piano decennale della programmazione di Anas. Il sogno, che tutte e tre facciano breccia nell’agenda politica del nuovo Governo. Proverbi permettendo.

I N F R A S T R U T T U R E

La speranza è che il progetto definitivo del traforo valico Armo-Cantarana entri nel piano decennale della programmazione di Anas


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Il paradosso dei limiti di velocità sull’Aurelia Bis Dove la strada ha quattro corsie non si possono superare i 70 km/h, dove ce ne sono solo due si possono fare gli 80 Alice Spagnolo

Il consigliere comunale di Sanremo Andrea Artioli ha chiesto lo stop all’attivazione dell’Autovelox almeno fin quando il limite di velocità nel tratto a doppia carreggiata non sarà alzato a 90 km/h

M

entre si cercano fondi nei meandri del PNRR e si realizzano nuovi progetti mirati al completamento dell’Aurelia Bis, il tratto di superstrada già esistente viene gestito in modo paradossale. Sì, perché nel tratto a due corsie per senso di marcia, quello che dovrebbe qualificare la “Bis” come una strada a scorrimento veloce, di veloce c’è solo il modo in cui si scattano le multe. Da Taggia fino alla parte

di Sanremo più a Est, infatti, si viaggia a un massimo di 70 chilometri all’ora e chi sgarra viene ripreso dalle telecamere dell’autovelox fisso posizionato all’altezza di Valle Armea e riceve, direttamente a casa, la tanto odiata sanzione per eccesso di velocità. Va bene che la sicurezza viene prima di tutto e che in Aurelia Bis di incidenti non ne sono mai mancati, ma in Italia, in teoria, sulla superstrada si possono raggiunge-

re i 90 chilometri orari, se non addirittura i 110 quando si tratta di strada extraurbana. Ma se questo non bastasse a definire l’Aurelia Bis un paradosso all’italiana, nel tratto più problematico e vetusto della strada, dove la carreggiata è unica per le due corsie di marcia, il limite di velocità invece che abbassarsi, inspiegabilmente si alza. Ricapitolando: dove la strada è più sicura perché le carreggiate sono separate


13 e l’automobilista ha ben due corsie a disposizione per senso di marcia, ci sono i 70 all’ora. Dove invece, in un tratto quasi completamente in galleria, la carreggiata si restringe e ospita una corsia per ogni senso di marcia, si può premere sull’acceleratore fino a raggiungere gli 80 km/h. La logica qual è? Vien spontaneo chiedersi. Una domanda che in molti si fanno ma alla quale, fino ad ora, nessuno ha risposto. A imporre i limiti è stata Anas, che ha inserito la limitazione massima di velocità prevista per il centro abitato, considerando l’Aurelia come “asse di scorrimento”: per cui, almeno sulla carta, i 70 all’ora sono legittimi. A lamentare la situazione, oltre a tanti privati cittadini, è stato il consigliere comunale di Sanremo Andrea Artioli (Liguria Popolare) che ha chiesto lo stop all’attivazione dell’autovelox almeno fin quando il limite di velocità, nel tratto a doppia carreggiata, non sarà alzato a 90 km/h. “Da statistiche della Polizia Municipale, il tratto di Aurelia Bis interessato dal maggior numero di incidenti stradali, anche con esiti mortali, è proprio quello a carreggiata unica - ha scritto Artioli in un ordine del giorno in consiglio comunale nel maggio scorso -.

Appare evidente come l’installazione dell’autovelox nel tratto di Valle Armea sia finalizzata a esigenze di cassa più che di sicurezza stradale”. Al momento, però, nulla è cambiato. Anche perché a decidere di posizionare l’autovelox non è stato il Comune di Sanremo, bensì la Provincia di Imperia. Ma se sull’installazione dell’autovelox si potrebbe sorvolare, in quanto scelta legittima di un ente pubblico quello di investire per garantire maggiore sicurezza stradale (e al contempo guadagnarci), a non trovare una spiegazione logica sono i limiti di velocità imposti. L’unica giustificazione plausibile è che gli operai abbiano invertito i cartelli posizionati nei due tratti di Aurelia Bis. Altrimenti, per dirla alla Fantozzi: “È una cagata pazzesca”.

Da Taggia fino alla parte di Sanremo più a Est si viaggia a un massimo di 70 chilometri all’ora e chi sgarra viene ripreso dalle telecamere dell’autovelox fisso posizionato all’altezza di Valle Armea. Dove invece la carreggiata è unica per le due corsie di marcia, il limite di velocità invece che abbassarsi, inspiegabilmente si alza

I N F R A S T R U T T U R E


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Ance Imperia vince la scommessa su La Pigna Il Ministero delle Infrastrutture conferma il finanziamento di 15 milioni per il recupero del centro storico medievale di Sanremo Fabio Rubero

Massimo Donzella ASSESSORE ALL’URBANISTICA COMUNE DI SANREMO

A

nce Imperia ci ha sempre creduto, mettendoci anche del suo sin dall’inizio affinché

quel sogno potesse diventare realtà e, alla fine, ha avuto ragione perché la riqualificazione de La Pigna, il centro storico medievale di Sanremo, si farà davvero.

L’anno scorso l’associazione dei costruttori aveva regalato al Comune la predisposizione delle schede di progetto degli edifici e la mappatura dei lavori

La partecipazione del Comune di Sanremo, di concerto con la Regione Liguria, IRE Liguria e ARTE Imperia, al bando del Ministero delle Infrastrutture “Programmi Innovativi per la Qualità Si tratta di una zona sino ad oggi caratterizzata da evidenti problemi di degrado e di difficile accessibilità ma che ora grazie anche ad ulteriori circa 15 milioni apportati da investitori privati che si aggiungono ai 15 del bando, potrà essere riqualificata e riorganizzata con evidenti vantaggi anche in termini di edilizia residenziale

dell’Abitare (di cui abbiamo dato notizia nel primo numero dello scorso anno di questa rivista, ndr) ha infatti dato i frutti sperati e il progetto di circa 15 milioni di euro finalizzato al rilancio

che si aggiungono ai 15 del bando, potrà essere riqualificata e riorganizzata con evidenti vantaggi anche in termini di edilizia residenziale”. Esulta anche Regione Liguria che al bando ha partecipato con tre diversi progetti (il numero massimo consentito, gli altri due riguardano le città di Genova e Sarzana ndr) che,

del quartiere verrà completamente

tra i circa trecento pervenuti, si sono

finanziato dai fondi ministeriali

classificati tutti nelle prime posizioni,

rientranti nell’ambito del PNRR.

ottenendo tutti e tre l’importo

“Si tratta di una straordinaria

massimo, ossia 15 milioni di euro. “Una

opportunità che va nella direzione

grandissima soddisfazione – spiega

dell’ormai imprescindibile equilibrio tra

Marco Scajola che negli uffici genovesi

tutela ambientale e sviluppo turistico –

di Piazza De Ferrari ha le deleghe

spiega Massimo Donzella, assessore ai

allUrbanistica e alla Pianificazione

Lavori pubblici del Comune di Sanremo.

territoriale. - La nostra è stata l’unica

- Anche perché, non dimentichiamo

regione ad avere completamente

che La Pigna è un’area anche

finanziati tutti i progetti presentati.

particolarmente strategica per la nostra

Un’autentica impresa resa possibile

città perché oltre ad essere la più antica

da un grandissimo lavoro di

è anche quella che, senza soluzione

programmazione e progettazione

di continuità, si tuffa letteralmente

comune”.

verso il mare. Una zona sino ad oggi

Ma esulta anche Ance Imperia che

caratterizzata da evidenti problemi di

alla realizzazione del progetto ha

degrado e di difficile accessibilità che

preso attivamente parte offrendo al

ora, grazie anche ad ulteriori circa 15

Comune di Sanremo la predisposizione

milioni apportati da investitori privati

delle schede di progetto degli edifici


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Nelle aziende edili imperiesi cresce l’aspettativa di poter poter essere protagoniste del virtuoso percorso che porta ala trasformazione di Sanremo in una città sempre più bella e vivibile

che sono stati inseriti nel bando di riqualificazione e preparando una mappatura completa dei lavori da realizzare, indicandone i relativi costi previsionali. Un contributo nel solco della continuità che da anni vede l’associazione che riunisce gli imprenditori edili imperiesi in prima linea nella lotta al degrado urbano e sempre aperta al dialogo e al confronto con enti e istituzioni locali, come conferma lo stesso Scajola. “Il nostro territorio ha una grande tradizione imprenditoriale che vogliamo portare avanti. Con Ance i rapporti sono ottimi come testimonia il grande lavoro comune che abbiamo recentemente svolto sul nuovo prezzario regionale, uno scoglio importante che lo scorso luglio abbiamo affrontato e superato,

condividendo il lavoro a 360 gradi. La nostra è una delle poche regioni italiane ad avere creato un tavolo istituzionale dove siedono tutte le controparti interessate al comparto edile tra cui, naturalmente, anche Ance Imperia. Soprattutto in questo difficile momento, in cui la crisi economica e la guerra condizionano il territorio, siamo vicini alle nostre imprese e al centro vogliamo mettere le possibilità di sviluppo. Nell’opera di riqualificazione de La Pigna auspichiamo che le imprese liguri abbiano il massimo coinvolgimento e il miglior ritorno economico possibile”. Parole importanti e impegnative alle quali, siamo certi, l’assessore Scajola, la Regione e tutti gli altri enti interessati faranno seguire fatti del medesimo tenore per fare sì che le aziende edili imperiesi siano anch’esse protagoniste nel virtuoso percorso che porta verso una Sanremo sempre più bella e vivibile.

Marco Scajola ASSESSORE URBANISTICA E POLITICHE ABITATIVE REGIONE LIGURIA

Il nostro territorio ha una grande tradizione imprenditoriale che vogliamo portare avanti. Con Ance i rapporti sono ottimi. Nell’opera di riqualificazione de La Pigna auspichiamo che le imprese liguri abbiano il massimo coinvolgimento e il miglior ritorno economico possibile

La Pigna è un’area particolarmente strategica per la città di Sanremo perché oltre ad essere la più antica è anche quella che, senza soluzione di continuità, si tuffa letteralmente verso il mare

RIQUALIFICAZIONE


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I primi risultati del progetto Dolceacqua 20-30 Passi avanti sulla pedonalizzazione di via della Liberazione e sulla sistemazione della pista ciclabile che porta al mare Anna Pellegrino

Si stanno concludendo i primi interventi per il potenziamento in chiave turistica e residenziale del centro della valle Nervia avviato dal sindaco Fulvio Gazzola nel 2020

Dolceacqua è oggi meta di turisti di ogni nazionalità che dalle città costiere si spingono nell’entroterra per scoprire i carrugi, il castello dei Doria e i segreti del borgo. Oltre alla sua storicità e bellezza naturale, la cittadina medievale è sede di diversi appuntamenti culturali di rilievo

S

ono ormai visibili i primi risultati concreti dell’ambizioso progetto “Dolceacqua 20-30” intrapreso dall’amministrazione comunale nel 2020 grazie ad ingenti finanziamenti pubblici e privati, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei turisti attraverso una serie di interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana, precisamente: il recupero e il riuso di edifici in funzione turistico-ricettiva, la riqualificazione attraverso la creazione di nuovi posteggi ed altre aree comuni e la costruzione di un nuovo plesso scolastico. “Nonostante il Covid e l’aumento dei prezzi, alcuni interventi previsti dal progetto sono già in via di conclusione - racconta Fulvio Gazzola, sindaco di Dolceacqua -. Ad esempio, la pedonalizzazione di via Liberazione che riprende i materiali della pavimentazione della

Ai nastri di partenza anche la realizzazione del nuovo edificio scolastico, mentre quello vecchio verrà trasformato in albergo. Nel 2023 il gemellaggio con il Principato di Monaco piazza adiacente, diventandone un proseguimento. Abbiamo previsto un arredo urbano in sintonia con i dehors delle attività commerciali e l’inserimento di piante e aiuole che creino punti d’ombra e mitighino l’effetto materico della pavimentazione in pietra”. Un altro progetto che sta per terminare è la sistemazione della pista ciclabile che collega il Comune di Dolceacqua con la costa, raggiungendo il Comune di Ventimiglia, fino al nuovo porto turi-


17 stico, ed il Comune di Bordighera. “Il percorso, che dalla costa risale lungo il torrente Nervia è già esistente, ma nel tratto finale di Dolceacqua erano necessari interventi di ripristino dell’asfalto e di protezione degli argini - continua il sindaco -. Dal mare a Dolceacqua ci sono circa 8 chilometri di pista ciclabile tra natura e angoli suggestivi: si parte dai campi sportivi comunali e si arriva nel centro di Camporosso. Da qui si costeggia la strada provinciale per un breve tratto e poi si supera il ponte Dell’Amicizia raggiungendo Nervia transitando in località Braie. Raggiunto il mare il percorso ciclabile continua su tutto il lungomare, direzione Ventimiglia o Bordighera”. Il progetto “Dolceacqua 20-30” prevede inoltre l’aumento di aree di parcheggio e garage, un problema sempre più pressante con l’aumento dei residenti e dei turisti. L’amministrazione, oltre a partecipare a diversi bandi, ha già definito le aree di interesse e sta cercando imprenditori che vogliano investire nella costruzione e realizzazione di tali strutture. Altro intervento importante è il nuovo edificio scolastico, che ospiterà la scuola materna, primaria e secondaria e sarà dotata di aule tecnologiche, biblioteca, palestra, campo sportivo, auditorium e mensa. “A causa dell’aumento dei costi la costruzione della palestra e della mensa non rientreranno nei lavori del secondo lotto, che inizieranno a fine settembre – spiega il sindaco Gazzola -. Ma abbiamo già inoltrato richiesta di inserire tali spese nei bandi relativi al PNRR. La realizzazione della nuova scuola ci consentirà di chiudere la vecchia e vendere il palazzo al fine di realizzarne un albergo, un passaggio importante per la città in cui attualmente non ne è presente nemmeno uno nonostante la forte presenza turistica”. Grazie alla sua bellezza senza tempo, Dolceacqua è oggi meta di turisti di ogni nazionalità che dalle città costiere

A fianco, il sindaco di Dolceacqua Fulvio Gazzola con il Principe Alberto e il sindaco di Monaco Marsan. Sotto, render della pedonalizzazione di via Liberazione con arredo urbano in sintonia con i dehors delle attività commerciali e l’inserimento di piante e aiuole.

si spingono nell’entroterra per scoprire i carrugi, il castello dei Doria e i segreti del borgo. Oltre alla sua storicità e bellezza naturale, la cittadina medievale è sede di diversi appuntamenti culturali di rilievo: “Stiamo lavorando su alcune mostre importanti che si terranno il prossimo anno: a novembre del 2023 sarà firmato il gemellaggio con il Principato di Monaco ma già da gennaio avvieremo diverse iniziative con l’obiettivo di far conoscere le due comunità”. Il 3 novembre 2023, infatti, verrà siglato il gemellaggio tra il Comune di Dolceacqua ed il Comune del Principato di Monaco, cinquecento anni dopo la firma della carta di fedeltà alla Famiglia Grimaldi firmato il 3 novembre 1523 dal sindaco di Dolceacqua nell’allora giardino degli Aranci nel Palazzo del Principe di Monaco. “Anche questa iniziativa rientra nell’ambizioso progetto di riqualificazione del borgo e ci auguriamo che possa anche amplificare l’attenzione di enti e finanziatori verso il progetto Dolceacqua 20-30” conclude il sindaco di Dolceacqua.

RIQUALIFICAZIONE



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Le frazioni di Sanremo hanno in comune l’asfalto colabrodo. Poi vengono incuria, sporcizia e cartelli di divieto o segnaletica varia messa un po’ ovunque come toppa per avvisare di un imminente pericolo, temporeggiando, o forse aggirando, il ripristino delle condizioni di sicurezza

Sanremo on the road/1 In viaggio per le frazioni La prima delle due puntate del nostro viaggio ci porta alla scoperta di Poggio, Verezzo, San Pietro e Coldirodi

S

e c’è qualcosa

salvato. E così se frana

frazioni di Sanremo in

che le frazioni di

una strada, si risolve

due puntate. La prima,

Sanremo hanno

con un bel cartello di

che pubblichiamo su

in comune è l’asfalto

“attenzione caduta

questo numero, parlerà

colabrodo. Poi vengono

massi”. Se l’asfalto

di Poggio, Verezzo, San

incuria, sporcizia e

è coperto da terra in

Pietro e Coldirodi, la

cartelli di divieto o

curva, invece che pulire

seconda di Bussana, San

segnaletica varia messa

c’è il segnale che indica

Romolo e San Giacomo.

un po’ ovunque come

“attenzione strada

Frazione dopo frazione,

toppa per avvisare di

scivolosa”. Se pioggia e

scoprirete come fare

un imminente pericolo,

massi si sono portati via

un giro nei dintorni di

temporeggiando, o forse

un pezzo di muro lato

Sanremo non costituisca

aggirando, il ripristino

strada, ecco al suo posto

davvero un bel biglietto

delle condizioni di

una bella transenna. E

da visita per una città

sicurezza. Insomma, a

via dicendo. Siccome

che vive soprattutto di

Sanremo sembra valere

sono molte, abbiamo

turismo. Non ci resta che

il buon saggio proverbio:

diviso il nostro viaggio

augurarvi buon viaggio

uomo avvisato mezzo

alla scoperta delle

e… allacciate le cinture!

Alice Spagnolo

Frazione dopo frazione, si scopre come fare un giro nei dintorni di Sanremo non costituisca un bel biglietto da visita per una città che vive soprattutto di turismo


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Poggio è conosciuta soprattutto per la discesa della Milano-Sanremo, affrontata a tutta velocità dai ciclisti che tentano il recupero prima dell’arrivo

POGGIO

in faccia ai bimbi

inciampare i bimbi e i

Il nostro tour comincia

piccoli. C’è poi un altro

loro nonni. Gli alberi

dalla frazione famosa

divieto: “non calpestare

sono anche al di fuori

soprattutto per la

le aiuole”, perché a

del parco, nel mezzo

discesa della Milano-

Sanremo al verde ci

di un parcheggio dalla

Sanremo, affrontata a

tengono, è evidente.

superficie dissestata a

tutta velocità dai ciclisti

Ci tengono talmente

causa delle radici. La

che tentano il recupero

tanto che mettono

segnaletica è storta,

prima dell’arrivo. A

divieti pure quando il

probabilmente per lo

Poggio c’è un parco

verde non c’è. E manco

giochi per bambini dove

le aiuole. Nel parco,

è vietato giocare con il

infatti, ci sono solo

pallone. E già questo è

enormi pini, inclinati

fuori da ogni logica. Ma

in modo innaturale. I

forse è una spiegazione

tronchi stanno in mezzo

valida a questo divieto

a cerchi con tanto di

c’è: in questo modo si

cordoli rialzati che

evita che i ragazzini più

sembrano essere stati

grandi tirino pallonate

messi lì apposta per far

stesso motivo, e dove proprio posteggiare risulterebbe pericoloso, il Comune ha risolto con coni a strisce bianche e rosse, sempre nell’ottica di avvisare l’automobilista poco attento perché, come ricordato in premessa, la prevenzione è importante. A Poggio si trovano anche le

Nel parco giochi per bambini di Poggio ci sono enormi pini inclinati in modo innaturale, cartelli segnaletici illeggibili perché collocati dietro i lampioni

indicazioni per Sanremo, ma sono vicine a un interessante spazio semi-aperto all’inizio di via Partigiano Grossi Bianchi: non si capisce bene cosa sia, né quale


21 funzione abbia, ma è certo che avrebbe bisogno di una pulizia profonda e una ripassata di pittura.

VEREZZO Andando a Verezzo, soprattutto in sella a uno scooter o ad una moto, bisogna stare ben saldi al manubrio o si rischia di cadere a terra a causa delle buche. Ma ne vale la pena, se non altro per ammirare la copertura di una vasca tenuta ferma con delle grosse pietre, una fontana senza rubinetto e un parapetto realizzato da una fila di transenne, di quelle che si vedono ai festini per fare la fila incolonnati verso la cassa. Con una transenna avanzata, poi, è stato coperto anche il tronco reciso di un albero, in modo da evitare che le auto ci finiscano sopra: insomma, se si volesse scrivere un manuale sui mille utilizzi delle transenne, Verezzo è il posto giusto. Se poi ci si vuole sedere, magari attendendo l’autobus, allora si ha la scelta tra una panchina un po’ datata o una vecchia sedia da ufficio. Il tutto vicino a cassonetti della spazzatura che, a giudicare dall’odore, si lavano solo quando piove.

SAN PIETRO Probabilmente è la più piccola delle frazioni a Est di Sanremo e ha l’asfalto così deteriorato che per non cadere bisogna affidarsi a Nostra Signora della Villetta, che attende in cima alla collina l’arrivo dei pellegrini. Transitando nell’unica via che attraversa San Pietro tra buche, erba spontanea e terra, più che in una strada sembra di guidare in un campo da golf, con vista aperta su Portosole. Fortunatamente la frazione si supera velocemente.

COLDIRODI Chiudiamo la prima parte del nostro viaggio con la prima frazione che si incontra venendo da Ponente, che è anche la più vasta e probabilmente la più popolata insieme a San Romolo. Sito sul crinale della collina che ha origine dal panoramico Capo Pino, il borgo è posto a 250 metri sul livello del mare e regala al visitatore una vista impagabile sulla costa. Già all’entrata della frazione, però, si notano i primi problemi. Sopra un cartello stradale che indica che non bisogna

Nelle due foto in alto, l’unica via che attraversa San Pietro tra buche, erba spontanea e terra. Nelle due foto sotto, in viaggio a Verezzo, sui cui si può scrivere un manuale sui mille utilizzi delle transenne

suonare il clacson che non si capisce perché è collocato ad altezza

# B L O C C A D E G R A D O


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del cimitero, dove non si fuma, non si corre, non Nei ditorni del cimitero di Coldirodi si possono trovare un bel materasso vista mare gettato sulla collina, una piccola stradina ricca di erba infestante in fondo alla quale c’è un cancello chiuso oltre a cassonetti strapieni di spazzatura

si canta, non si portano armi da caccia né “cose irriverenti” non meglio specificate. Non è scritto, ma tra i tanti divieti ci deve essere anche quello di svuotare i cassonetti, vista la quantità di rifiuti che fuoriescono dai bidoni. I parcheggi comunque

Coldirodi è la prima frazione che si incontra venendo da Ponente, la più vasta e probabilmente la più popolata insieme a San Romolo. Il borgo è posto a 250 metri sul livello del mare e regala al visitatore una vista impagabile sulla costa

non mancano. Nemmeno

aiuola, vi è un grosso

Chiuso anch’esso con

pino, con un ramo

tanto di catenaccio e

che sembra star su

lucchetto. Al visitatore,

per miracolo, pronto a

spaesato, non resta che

cadere da un momento

tornare da dove è venuto,

all’altro al primo soffio

risalire un auto, uscire

di vento. Subito entrati,

dal parcheggio e andare

sulla destra, c’è un

avanti, oppure fermarsi

grande parcheggio da

per una sosta su un bel

cui parte una stradina

materasso vista mare

che porta al camposanto.

gettato sulla collina. Ma

Ma una volta percorsa

per fortuna poche decine

tutta, superati cespugli

di metri dopo, ecco un

e rovi, si arriva di fronte

altro cancello che porta

a un cancello. Chiuso.

al cimitero, questa

Allora si torna indietro e

volta aperto. Appena

si trova una stradina più

arriva, il visitatore, si

scalini o dalla pericolosità

piccola ma ancora più

trova davanti a un bel

di una panchina sollevata

ricca di erba infestante

cartello indicante il

da terra nella parte

in fondo alla quale c’è

comportamento che si

anteriore e mancante di

un cancello più piccolo.

deve tenere all’interno

un’asse.

quelli per disabili, anche se in un paio di casi, più che parcheggiare, il povero portatore di handicap deve giocare una partita di Tetris, per cercare di incastrarsi tra gli stalli a strisce bianche e gli alberi. Una volta parcheggiato, comunque, per il visitatore continuano le insidie, date soprattutto dalle buche nell’asfalto, ma anche dalla mancanza di manutenzione di scale e

# B L O C C A D E G R A D O


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Un punto di forza è la presenza di maestranze che lavorano in azienda da molto tempo, con le quali nel tempo si è costruito un rapporto tale che si possono ormai considerare una sorta di famiglia allargata

Facciamo case per cittadini del mondo La Toso Edilizia Srl di Dolceacqua è specializzata nella realizzazione di abitazioni di pregio soprattutto per una clientela straniera Fabrizio Pepino

L’azienda è stata fondata nel 1977 da Giovanni e oggi è portata avanti da due dei suoi figli, Renato e Marco, mentre il primogenito Giampiero ha un’azienda di idraulica a Monaco

C

i sono storie che partono da lontano e che sembrano portare altrove rispetto a dove finiscono per approdare. Seduto all’ombra di un dehor a Dolceacqua, in una tranquilla e assolata mattinata di fine estate, di fronte alla splendida cartolina del ponte romanico sul Nervia che invita a entrare nel centro storico medievale da cui svetta il Castello dei Doria, ascolto il racconto che Renato fa dell’azienda edile che conduce con suo fratello Marco e che porta il cognome di famiglia. “La Toso Edilizia Srl è nata il 1° gennaio 1977, ma in realtà tutto è cominciato molto prima con mio papà Giovanni che faceva l’artigiano in Piemonte nel periodo estivo per poi spostarsi in Liguria in inverno, dove

essendo un foresto si adattava a fare un po’ di tutto, dall’aiutante cuoco ai lavori in campagna. Diceva sempre che guadagnava di più come tuttofare nel Ponente Ligure che non come piccolo imprenditore nell’Astigiano”. Ed è proprio durante un’estate al mare a Bordighera che Giovanni conosce quella che poi sarebbe diventata sua moglie. Sposatosi a soli 21 anni con Gabriella, nel 1973 apre a Dolceacqua un’azienda che si occupava di realizzare i rivestimenti in plastica per le damigiane di olio della Carli, attività il cui mercato crolla dopo pochi anni. È così che nel 1977 avvia con un socio l’attività della Toso Edilizia, occupandosi prevalentemente di realizzare vasche irrigue in cemento armato al servizio dell’agricoltura, ma


25 non era ancora questa la strada giusta su cui far crescere l’azienda. “Con il socio le cose non funzionavano, così mio papà decide di staccarsi e comincia a specializzarsi nelle costruzioni, soprattutto nelle seconde case che i Torinesi avevano da queste parti. Il primo ad aver iniziato ad aiutare papà come coadiuvante familiare è stato il primogenito Giampiero, che ha 9 anni più di me ma che poi si è sposato a Montecarlo dove ha una ditta di idraulica. I primi ricordi sono quelli delle estati passate in cantiere con mio fratello Marco, mentre i nostri amici erano a spiaggia”. Marco, finite le scuole, è il primo ad approdare definitivamente in azienda, mentre Renato prima di dedicarsi a tempo pieno alla Toso Edilizia si

ci ha lasciato entrare un po’ per volta in azienda fino a prenderla in mano e anche se ama il suo lavoro è stato un passaggio di consegne naturale, è

diploma Perito Agrario, porta a casa

uscito di scena senza far rumore per

la laurea triennale in Economia, un

lasciare spazio a noi due”.

master di primo livello e la laurea

Oggi la Toso Edilizia è un’impresa di

magistrale in Scienze economiche.

costruzioni che conta una quindicina

“La nostra grande fortuna è di

di dipendenti, titolari inclusi, e che

essere complementari. Marco si

realizza principalmente case di pregio

occupa di tutta la parte operativa

a Dolceacqua - dove si è occupata

di organizzazione dei cantieri,

anche di buona parte del restauro del

di gestione dei lavoratori, di

castello - soprattutto per una clientela

programmazione dei lavori, mentre io

straniera, principalmente olandesi,

sto dietro ai rapporti con i clienti, alle

norvegesi, belgi, tedeschi.

banche, all’amministrazione. Papà è

“Nella maggior parte dei casi si tratta

andato in pensione a 58 anni nel 2000,

di nuove costruzioni, in quanto oggi

L A

N O S T R A

A Z I E N D A

Giovanni Toso in mezzo ai figli Marco (a sinistra) e Renato mentre tiene in mano la targa per i 40 anni dell’azienda. Sotto, in posa davanti alle macchine da lavoro e un mezzo aziendale in transito davanti alla sede dell’impresa, dal cui ingresso si vede bene la facciata del Castello dei Doria di Dolceacqua.


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Il rapporto con la clientela inglese in Costa Azzurra ha portato l’azienda ad occuparsi del restauro conservativo della Chiesa Anglicana di Mentone

le restrizioni imposte dalla normativa antisismica rendono complicato e antieconomico recuperare l’esistente e alla fine clienti e architetti decidono di demolire e ricostruire. È un vero peccato perché si va a perdere il patrimonio storico del nostro territorio, ma è la situazione di fatto. Lavorare con gli stranieri poi ti porta a conoscere meglio i loro gusti. I tedeschi e i belgi, ad esempio, amano essere isolati e vogliono case immerse nella natura e lontane da tutto, mentre i norvegesi invece vogliono avere tutte le comodità a portata di mano e cercano case in pieno centro. Capita anche di costruire case per gli italiani, ma i budget sono molto più ridotti. Diciamo che con gli stranieri viaggiamo su progetti che in media

Quando uno straniero vuole costruire dalle nostre parti chiede consiglio ad un altro straniero e se uno ha lavorato bene la ruota gira e il lavoro arriva. In tanti casi lavoriamo addirittura senza preventivo, ma non abbiamo mai avuto cause con nessuno

valgono 1,5 milioni di euro l’uno. Per loro realizziamo circa 4 o 5 ville all’anno, quasi tutte con piscina, autorimessa, casa per gli ospiti”. Ma non ci sono solo ville nel portfolio della Toso Edilizia. Il rapporto con la clientela inglese in Costa Azzurra, ad esempio, ha portato l’azienda di Dolceacqua ad occuparsi del restauro conservativo della Chiesa Anglicana di Mentone, mentre il rapporto di fiducia nato con la A&A Fratelli Parodi Spa di Genova, gruppo leader mondiale nella produzione di oli non alimentari, ha consentito alla Toso di realizzare oltre 10mila metri quadrati di vasche per le alghe nel nuovo centro ricerche che hanno realizzato tra Dolceacqua e Camporosso. “La nostra presenza costante sul territorio è dovuta principalmente al passaparola tra i clienti stranieri, che in alcuni casi sono arrivati a noi dopo essersi bruciati con qualche altra azienda italiana. Quando uno straniero vuole costruire dalle nostre parti chiede consiglio ad un altro straniero e se uno ha lavorato bene la ruota gira e il lavoro arriva. In tanti casi lavoriamo addirittura senza preventivo, ma non abbiamo mai avuto cause con nessuno. Certo non bisogna approfittare della situazione, ci vuole nulla a perdere la fiducia di questo tipo di clientela”. Un altro punto di forza della Toso Edilizia è la presenza di maestranze


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che lavorano in azienda da oltre vent’anni, dipendenti con i quali nel tempo si è costruito un rapporto tale che si possono ormai considerare una sorta di famiglia allargata. Non a caso mentre continuo ad ascoltare il racconto della loro storia, una segretaria ci raggiunge dal vicino ufficio per autorizzare un’operazione bancaria direttamente dallo smartphone di Renato. “Di per sé in questi giorni siamo ancora chiusi, ma è venuta lo stesso in ufficio perché doveva fare delle cose. Con tanti collaboratori la fiducia è diventata tale che si sentono autorizzati a prendere decisioni e fare scelte anche senza di noi, io sono portato naturalmente a delegare, forse per questo lo stile aziendale è molto partecipativo. Noi ci fidiamo di loro e loro si fidano di noi. Anche dal punto di vista economico la situazione è equilibrata, nel senso che le differenze tra il guadagno nostro e quello dei nostri dipendenti non è significativa. Diciamo che ci sta bene così, anche perché di questi tempi bisogna fare molta attenzione a fare i conti e non restare scoperti. Lavorare per una clientela straniera fornisce determinate garanzie che non possono arrivare dai lavori pubblici, per i cui appalti abbiamo la Certificazione SOA che riusciamo a utilizzare poco in quanto i bandi prevedono quasi

Una delle tante ville di pregio che la Toso Edilizia Srl ha costruito intorno a Dolceacqua soprattutto per una clientela straniera proveniente dai Paesi del Nord Europa e dotata di una significativa capacità di spesa.

sempre ribassi che inevitabilmente hanno delle ricadute o sulla qualità del lavoro o sul margine di guadagno.”. È quasi l’ora di pranzo e nella porta della Toso Edilizia alle nostre spalle entra Iacopo, il primogenito di Renato, che il prossimo anno comincerà Ingegneria civile al Politecnico a Torino, mentre il fratello più piccolo sta facendo il terzo anno del Liceo Scientifico. Lucia, invece, la figlia di Marco fa ancora le scuole medie, ma guarda già con ammirazione il lavoro di suo papà aspirando addirittura in un futuro di farne parte. “Quest’estate Iacopo è venuto in cantiere cinque volte, se penso che io alla sua età piastrellavo già i bagni devo ammettere che oggi i nostri figli li viziamo, oppure semplicemente i tempi sono cambiati. Se mi guardo intorno non vedo angolo di Dolceacqua dove non abbiamo fatto qualcosa, di certo siamo avvantaggiati dal fatto di essere una delle imprese più storiche, ma la cosa veramente importante resta quella di continuare a trasmettere fiducia lavorando bene, questo è un valore che non cambia nel tempo”.

L A

Iacopo, il primogenito di Renato, comincia quest’anno Ingegneria civile al Politecnico a Torino, mentre il fratello più piccolo sta facendo il terzo anno del Liceo Scientifico. Lucia, invece, la figlia di Marco fa ancora le scuole medie, ma guarda già con ammirazione il lavoro di suo papà aspirando addirittura in un futuro di farne parte

N O S T R AT E A R Z R I EI N DR AI O T O


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Il mercato del lavoro chiama La Scuola Edile risponde Il Sei-Cpt di Imperia propone un corso gratuito per “Muratore in pietra e mattoni - Edilizia tradizionale e Innovativa” Francesca Braghero

I destinatari sono 12 giovani disoccupati, inoccupati e inattivi di età compresa tra i 18 e i 29 anni compiuti, residenti o domiciliati in Liguria, che abbiano assolto l’obbligo di istruzione. La figura professionale formata sarà in grado di eseguire opere murarie di vario genere ed altre lavorazioni connesse utilizzando correttamente i materiali da costruzione tradizionali, compositi e con inerti, ma anche tutte le altre attrezzature necessarie per le specifiche lavorazioni

U

n nuovo corso

in grado di eseguire opere

fondamentale figura

gratuito per

murarie di vario genere ed

professionale nel campo

“Muratore in

altre lavorazioni connesse

delle costruzioni edili

pietra e mattoni - Edilizia

utilizzando correttamente

all’interno dei cantieri, di

tradizionale e Innovativa”

i materiali da costruzione

cui ultimamente si nota

per rispondere alla

tradizionali (mattoni,

una carenza importante”.

carenza di manodopera

pietre, etc), compositi

Il corso avrà una durata

specializzata che

(piastre di gesso) e con

complessiva di 600 ore

arriva dal settore delle

inerti (sabbia, ghiaia, etc),

suddivise in formazione

costruzioni. È questa la

ma anche tutte le altre

teorica in aula (210 ore),

proposta formativa messa

attrezzature necessarie per

formazione pratica in

a punto dalla Scuola Edile

le specifiche lavorazioni.

laboratorio (90 ore) e

Imperiese nell’ottica

“Come da tradizione

formazione in alternanza

di avere una sempre

ormai consolidata, ci

presso un’impresa edile

proponiamo di rispondere

del Ponente Ligure (300

in modo celere e concreto

ore).

maggiore attenzione alle esigenze del territorio in termini di richiesta di lavoratori qualificati. La necessità di formare nuove figure in questo campo arriva al Sei-Cpt di Imperia direttamente dalle imprese edili del Ponente Ligure, che hanno più volte espresso la loro

alle reali necessità delle imprese del settore edile del nostro territorio spiega Andrea Veneziano, presidente del Sei-Cpt imperiese -. Da qui nasce il nuovo percorso formativo per muratore,

difficoltà a reperire operai già formati. I destinatari del corso sono 12 giovani disoccupati, inoccupati e inattivi di età compresa tra i 18 e i 29 anni compiuti, residenti o domiciliati in Liguria, che abbiano assolto l’obbligo di istruzione. La figura professionale formata sarà

“Tramite le offerte formative proposte dalla nostra scuola - aggiunge Francesco Castellaro, direttore del Sei-Cpt imperiese - oltre ad andare incontro alle reali esigenze delle aziende, ci proponiamo anche di aiutare i giovani

L’ottica è quella di avere sempre maggiore attenzione alle esigenze del territorio in termini di richiesta di lavoratori qualificati

disoccupati a trovare un impiego, non solo dando loro una buona preparazione che gli permetta di svolgere i propri compiti in autonomia e con la professionalità richiesta, ma offrendo a tutti i partecipanti l’opportunità


29 di farsi conoscere dalle imprese edili del territorio attraverso lo stage”. Il progetto formativo è cofinanziato dall’Unione Europea, nell’ambito delle operazioni relative ai percorsi di formazione in alternanza rivolte ai giovani under 30, all’interno del programma operativo Regione Liguria - Fondo Sociale Europeo 2014-2020 “Match Point”. Per accedere al corso, gli interessati devono presentare apposita

commissione composta da

domanda di iscrizione

uno psicologo, un esperto

presso la segreteria del

del settore edile e il tutor/

Sei-Cpt e sostenere una

coordinatore del corso.

prova attitudinale di

Per ulteriori informazioni

selezione che si terrà in

è possibile contattare il

sede alla presenza di una

numero 0183-710947.

CINQUE BORSE DI STUDIO PER GEOMETRI NEODIPLOMATI (CAT) Cinque borse di studio rivolte a giovani diplomati tecnici CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio) con l’obiettivo di sensibilizzare i futuri professionisti sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro in campo edile. La proposta, che arriva tramite un bando del Sei-Cpt, ente bilaterale per la formazione e la sicurezza del settore edile, ha come finalità principale quella di promuovere nei giovani geometri la cultura della sicurezza e, nello stesso tempo, offrire loro la possibilità di acquisire conoscenze pratiche in grado di avvicinarli al mondo del lavoro. Una delle cinque borse di studio è relativa ad un tirocinio della durata di tre mesi da svolgere presso l’Area Sicurezza del Sei-Cpt di Imperia, con indennità prevista di 500 euro mensili, mentre le restanti quattro prevedono un periodo di sei mesi di stage presso le imprese edili aderenti all’iniziativa ed iscritte alla Cassa Edile della provincia di Imperia, con un’indennità pari a 500 euro mensili, di cui 250 erogati dalla borsa di studio e 250 di cofinanziamento dell’impresa ospitante. Ecco i requisiti per candidarsi a partecipare al bando: diploma Tecnico CAT; età inferiore o uguale a 25 anni; residenza in provincia di Imperia; votazione di diploma superiore a 70/100; dichiarazione di impegno a partecipare ai tirocini previsti per un impegno di 40 ore settimanali. Le borse di studio, dell’importo complessivo unitario di 1.500 euro lordi, verranno assegnate a seguito selezione da parte della Commissione costituita all’interno del Sei-Cpt. Le domande di ammissione al bando devono essere presentate entro il 23 settembre 2022 compilando il form sul sito www.seicpt-imperia.it. Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 0183 710947 o scrivere una mail a infoareasicurezza@seicpt-imperia.it.

F O R M A Z I O N E


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Le aziende vanno tutelate dall’instabilità di mercato Il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti ha presentato la sua attività per le imprese lo scorso 28 giugno in Confindustria Imperia invitata da Ance Anna Pellegrino

Roberto Benassi DIRETTORE COMMERCIALE GRUPPO BANCA D’ASTI

Sempre più spesso, sono i nostri specialisti a recarsi presso l’azienda cliente per fornire servizi di consulenza e accompagnare le imprese nelle strategie di business più appropriate

S

ono tanti gli aspetti a cui deve porre attenzione un imprenditore per tutelare il suo lavoro e la sua azienda. Se n’è parlato giovedì 28 giugno nella sede di Confindustria Imperia con Ance e alcuni rappresentanti di Banca d’Asti. Ne abbiamo discusso con il Direttore Commerciale del gruppo bancario, Roberto Benassi. Direttore, come si pone una banca innovativa e di territorio in risposta all’instabile situazione dei mercati e della politica odierna? “In un mondo sempre più mutevole, una banca commerciale dev’essere attenta e sensibile alla situazione economica e sociale in cui si trova a operare e ai mutamenti che la caratterizzano. Deve rendersi veloce e flessibile, capace di adattarsi al proprio mercato e competere con eccellenza, puntando sulla relazione duratura con il cliente per costruire vantaggi economici reciproci”. Innovazione e attenzione

al cliente sono dunque due parole chiave importanti? “Sì, ma nell’elenco non devono mancare anche fedeltà, attenzione, ascolto verso il cliente e il territorio, sviluppo professionale e valorizzazione delle risorse umane interne.

L’istituto bancario ha a disposizione oltre 70 gestori di imprese, appositamente formati per seguire il cliente anche in ambiti non finanziari

Sono questi i valori che hanno caratterizzato la fondazione di Banca di Asti che oggi interpretiamo in chiave innovativa”. Con oltre 400.000 clienti e 209 filiali sul territorio, quanto è importante lo sviluppo delle risorse umane? “Negli ultimi sei anni la Banca ha visto ben sette nuove aperture (Genova, Brescia, Padova, Bergamo, Verona, Desenzano del Garda e Treviso) e l’assunzione di 372 nuovi giovani, di cui 44 in piena emergenza sanitaria e 94 nel 2022. Il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, in costante espansione, ha da sempre scelto di puntare su giovani motivati, propensi al

lavoro di squadra, alla crescita personale e al raggiungimento degli obiettivi”. Con l’apertura della filiale di Genova, il vostro Gruppo si è presentato alla Liguria. Anche le aziende della riviera di Ponente potranno accedere ai vostri servizi? “Oggigiorno la filiale fisica ha ancora un ruolo fondamentale ma, ormai da qualche anno, la banca mette a disposizione diversi servizi a distanza come la ‘filiale online’, un servizio dedicato all’acquisto e alla sottoscrizione di prodotti e servizi con firma digitale a cui si può accedere


31 tramite telefono, Whatsapp o E-mail, e come il numero verde a disposizione per informazioni commerciali su prodotti e servizi. Inoltre, sempre più spesso, sono i nostri specialisti a recarsi presso l’azienda cliente per fornire servizi di consulenza e accompagnare le imprese nelle strategie di business più appropriate. A fine giugno abbiamo presentato la nostra offerta corporate alle aziende di Imperia: una bella opportunità per far conoscere agli imprenditori edili imperiesi il nostro Gruppo che, pur avendo adottato un approccio severo e prudente a fronte dei potenziali impatti economici correlati alla pandemia, ha chiuso il bilancio

Parliamo di servizi prettamente bancari e finanziari? “Non solo. Vista la grande velocità che impone il mercato anche l’attività bancaria si sta trasformando: gli imprenditori hanno sempre più bisogno di un partner bancario che sia un consulente globale, non solo in ambito finanziario come è successo finora, ma anche e soprattutto in ambito strategico. Ecco perché da qualche anno il nostro gruppo ha dedicato particolare attenzione alla clientela corporate con diverse iniziative volte a fornire un supporto globale in ottica di partnership. Le imprese che si affidano a Banca di Asti hanno a disposizione oltre 70 gestori di imprese, appositamente

formati per seguire il cliente anche in ambiti non finanziari, spaziando dalla strategia e progettazione con l’analisi e l’ottimizzazione del business model, alla valutazione della posizione assicurativa per la protezione della persona e del patrimonio, senza dimenticare quei servizi più operativi come il noleggio a lungo termine della flotta aziendale e l’accesso a forme di risparmio sulla fornitura di gas e luce. La volontà della Banca è quella di offrire al cliente non soltanto un prodotto o un servizio bancario ma nuove opportunità di crescita e una consulenza globale di qualità che lo aiutino a destreggiarsi nell’instabilità politica ed economica dei nostri tempi”.

d’esercizio 2021 con un utile netto consolidato di 39,6 milioni di euro e conseguito un utile netto al 30 giugno 2022, pari a 20,3 milioni di euro, in crescita del 17,7% rispetto al risultato realizzato al 30 giugno 2021”.

Il presidente di Ance Imperia Enio Marino introduce l’incontro con i rappresentanti di Banca d’Asti svoltosi a fine giugno presso Confindustria Imperia

B A N C H E

E

I M P R E S A

Gli imprenditori hanno sempre più bisogno di un partner bancario che sia un consulente globale, non solo in ambito finanziario come è successo finora, ma anche e soprattutto in ambito strategico


in fo@a i p p or t e . co m w w w.a i p p ort e . c o m

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