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A scuola di salute Ottobre 2017

Nonna, raccontami una storia Istituto per la Salute del Bambino e dell’Adolescente


Indice

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Nonna, raccontami una storia Pag. 3

Nonno, andiamo al parco? Pag. 4

Una storia per crescere: favorire il piacere dell’ascolto e quello della lettura Pag. 6

Aiuto! Mio figlio ha i pidocchi Pag. 8

A scuola... in salute! Pag. 12

Coordinamento editoriale: A.G. Ugazio, N. Zamperini Comitato di redazione: G. Morino, A. Reale, A. Tozzi, A. Turchetta, S. Vicari Segreteria: M. Mathieu


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Nonna, di NICOLA ZAMPERINI

raccontami una storia Genitori, baby sitter, amici e confidenti. Ai nonni, nella famiglia contemporanea, sono affidati tutti questi ruoli, spesso tutti insieme. Una funzione di collante di importanza fondamentale, soprattutto per i bambini. È per questo che il nostro numero di ottobre è dedicato proprio ai nonni e al loro ruolo all’interno della famiglia. Il primo dei due approfondimenti di Simonetta Gentile ci racconta come sia cambiata la loro funzione negli ultimi anni e come sia cresciuto il valore all’interno del nucleo familiare.

Ma ottobre è anche il mese in cui si ricomincia a fare sul serio tra i banchi di scuola. Ed è per questo che, nel nostro magazine, troverete anche due approfondimenti sul tema. Il primo, a firma del Dott. Antonino Reale, fa chiarezza sui pidocchi, argomento che può causare ‘grattacapi’ (perdonateci il gioco di parole) anche ai genitori più attenti. C’è poi un approfondimento, che chiude il numero, sull’igiene scolastica e tutti i consigli per una scuola in salute. Buona lettura!

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Nonno,

di SIMONETTA GENTILE

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andiamo al parco? Il legame con i nipoti si basa, principalmente, sul piacere dello stare insieme. Ma sempre di più ai nonni viene affidato il ruolo di sostituire i genitori

Viviamo in un periodo di grandi trasformazioni. Anche lo sviluppo psicologico dei bambini e le relazioni familiari sono influenzati da nuovi assetti economici, culturali e sociali. IL LEGAME TRA NONNI E NIPOTI... Da sempre il legame tra nonni e nipoti è caratterizzato da forte attaccamento e amore reciproco, che può essere ancora più intenso e gratificante di quello che nella loro età genitoriale avevano stabilito con i propri figli. Questo perché, nel legame con i nipoti, gran parte delle ansie e delle problematiche personali

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risultano ormai elaborate e possono lasciare il posto al semplice piacere dello stare insieme al bambino, giocare, trasmettere le proprie conoscenze, gioire dell’affetto che si riceve, liberi da incombenze rigide e schemi precostituiti. …E IL RUOLO DEI GENITORI Tuttavia, a causa della crisi economica, si assiste oggi alla necessità da parte dei nonni di dover assumere spesso il ruolo del baby sitter. Nelle famiglie, infatti, le mamme sono sempre più impegnate nel lavoro ed entrambi i genitori sono assenti duranti la giornata.

I nonni quindi si trovano a dover supplire all’assenza provvedendo ai bisogni concreti del bambino: accompagnarlo a scuola o a fare sport, aiutarlo a fare i compiti, preparargli da mangiare. Un fattore che limita quella funzione di semplice piacere del gioco e dello stare insieme, facendo sentire i nonni pressati e stanchi. Tuttavia, dai report Statistici (Eurispes) si evidenzia come i nonni moderni siano dinamici e contribuiscano positivamente all’educazione dei nipoti, purché conservino la giusta discrezione nel non invadere il campo dei genitori.


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DALLA PARTE DEI NONNI Negli ultimi anni si sta assistendo a un aumento delle separazioni conflittuali delle coppie con conseguente influenza sullo sviluppo psicologico dei bambini. Spesso, infatti, i figli sono purtroppo vittime di queste situazioni, contesi tra i genitori e a volte anche tra le famiglie di origine e dai nonni. La legislazione ha sentito l’esigenza di salvaguardare l’importanza della figura dei nonni nella crescita psicologica dei nipoti formulando una legge (legge n. 54/2006) relativa all’articolo c.c. 155 in cui si sancisce che, nei casi di separazioni conflittuali, i genitori non possono impedire che i figli frequentino i nonni, a meno che non ne sia provata la nocività in casi specifici. 5


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Il termine italiano favola deriva dal termine latino “fabula”, derivante a sua volta dal verbo “for, faris, fatus sum, fari” = dire, raccontare. Il termine latino “fabula” indicava in origine una narrazione di fatti inventati, spesso di natura leggendaria e/o mitica. Va infatti specificato che con il termine favola, dai primi secoli d.C. fino alla fine del XVIII secolo, si qualificarono anche i miti. Ad esempio nel Saggio sulle favole e sulla loro storia dell’astronomo francese Jean Sylvain Bailly, con fables (ovvero “favole”) si faceva riferimento alle antiche leggende mitiche, soprattutto d’origine greca e romana.

FOCUS ON

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Una storia per crescere:

di SIMONETTA GENTILE

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favorire il piacere dell’ascolto e quello della lettura Leggere e raccontare storie rappresenta un momento significativo nella relazione con il bambino, e fa bene a tutti, a chi legge e a chi ascolta Fin dall’antichità, in tutte le culture la narrazione e la lettura di storie ad alta voce ha rappresentato uno strumento in grado di svolgere molti e diversi ruoli: divertimento, trasmissione di eventi e di valori, sperimentazione di emozioni, stimolazione del pensiero. Lo stesso accade nel bambino, durante il suo cammino evolutivo, quando ascolta una storia, una favola, con i suoi intrecci, personaggi, colpi di scena. COSA VUOL DIRE RACCONTARE UNA FAVOLA L’adulto che legge ad alta voce per un bambino lo conduce attraverso un percorso che mette in moto una gamma di funzioni e capacità fondamentali per lo sviluppo: immaginazione, memoria, attenzione, concentrazione. Inoltre, arricchisce il suo linguaggio, favorisce la comprensione dei rapporti di causa-effetto e spazio-tempo. Quando a leggere poi è un genitore o una persona affettivamente significativa per il bambino, come può essere un nonno, questo momento può divenire molto significativo dal punto di vista della relazione,

una sorta di appuntamento, uno dei “rituali” che scandiscono l’intimità della vita familiare, con un suo tempo e un suo spazio. Anche quando il bambino sarà poi in grado di leggere da solo, questo rito non perderà il suo fascino, in quanto non è un ascolto passivo ma un momento di piacere condiviso. Chi legge storie a un bambino dà grande valore alla parola, alla comunicazione e al suo potere (di evocare sensazioni, affetti, emozioni) e può costituire un ponte fra il bambino e il libro, facilitando la loro relazione e stimolando la successiva capacità autonoma di leggere. Per coltivare la passione per la lettura sarà importante anche che il bambino abbia disponibilità di libri in casa, che possa familiarizzare con essi (per i più piccoli anche attraverso un contatto fisico, sensoriale), affinché i libri diventino un oggetto del suo quotidiano. Leggere e raccontare storie fa bene a chi le ascolta ma anche a chi le racconta. L’adulto che legge per un bambino rientra in contatto con la propria infanzia e con la sua dimensione fantastica. 7


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di ANTONINO REALE

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Aiuto!

Mio figlio ha i pidocchi Con la riapertura delle scuole riprende l’eterna sfida contro i pidocchi: quali armi per affrontarla e come vincerla! COSA SONO I PIDOCCHI? I pidocchi sono parassiti che abitano il cuoio capelluto e che, nutrendosi del sangue dell’ospite, sopravvivono adesi fino a 6 settimane. Le femmine depongono ogni giorno circa 10 uova, o lendini, che si schiudono dopo 1 o 2 settimane. Le infestazioni da pidocchi, le pediculosi, sono frequenti in età scolare e, contrariamente a quanto si crede, non dipendono dalla scarsa pulizia dei capelli. La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto tra bambini, poiché i pidocchi non volano ma tendono a strisciare. COSA CAUSANO? Il tipico sintomo, che compare alcune settimane dopo l’infestazione è il prurito a livello della nuca e dietro le orecchie. 8

COME POTERLI RICONOSCERE? Mettete il bambino alla luce, separando i capelli in piccole ciocche per meglio analizzarli: l’insetto adulto, di circa 2-3 mm di lunghezza, è di colore grigio, simile ai semi di sesamo; le lendini, di più frequente riscontro, sono di forma ovale, lunghe meno di 1 mm, di colore bianco-giallastro e ben adese alla radice dei capelli, differenziandosi così dalle scagliette di forfora che invece si staccano molto facilmente. COME COMBATTERLI? Per ridurne la diffusione, controllate di frequente i bambini, specie se sono stati segnalati casi di pediculosi a scuola. Quando si è certi di aver individuato il parassita, è necessario utilizzare shampoo o lozioni a base di piretrina, pirme-


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trina o malatione, perché sono in grado di uccidere sia pidocchi che lendini. Gli insetticidi utilizzati, se rispettate le modalità d’uso, non presentano tossicità. Dopo il trattamento, sciacquate il capo con acqua non troppo calda, per evitare la vasodilatazione dei capillari e il possibile assorbimento del prodotto attraverso la cute. Effettuate una seconda applicazione a distanza di una settimana per ottimizzare l’eradicazione. Solo di rado queste sostanze possono causare dermatiti da contatto o allergie respiratorie e, per tale motivo, non bisogna comunque abusarne. È inoltre opportuno non utilizzarle in donne in gravidanza o in bambini con meno di due anni. Per rimuovere i pidocchi adulti e le lendini residui, spazzolate, con pettini a

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denti fini, piccole ciocche di capelli bagnati 2-3 volte a settimana per alcune settimane, dalla radice alle punte e viceversa, pulendo il pettine con un fazzoletto a ogni gesto. I capelli vanno quindi asciugati con aria calda che aiuta a uccidere i parassiti, sensibili al calore. Non di rado può capitare che compaia una nuova infestazione dopo il trattamento, o perché non è stato effettuato correttamente, o per la presenza dei pidocchi in classe o in famiglia. In quest’ultimo caso, è prudente controllare, ed eventualmente trattare, l’intera classe o tutti i familiari con contatti stretti. Infine, è consigliabile lavare in lavatrice con acqua calda o lasciare all’aria aperta per 2 giorni lenzuola, cappelli e tutti gli indumenti che potrebbero essere ancora infestati. 9


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Pidocchi:

come combatterli Per ridurre la diffusione, controllate di frequente i bambini, specie se sono stati segnalati casi di pediculosi a scuola. Quando si è certi di aver individuato il parassita, è necessario utilizzare shampoo o lozioni a base di piretrina, pirmetrina o malatione.

Dopo il trattamento, sciacquate il capo con acqua non troppo calda.

Per rimuovere i pidocchi adulti e le lendini residui, spazzolate, con pettini a denti fini, piccole ciocche di capelli bagnati 2-3 volte a settimana per alcune settimane, dalla radice alle punte e viceversa, pulendo il pettine con un fazzoletto ad ogni gesto. I capelli vanno quindi asciugati con aria calda che aiuta ad uccidere i parassiti, sensibili al calore.

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Magazine

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di ALBERTO G. UGAZIO

A scuola… L’igiene L ’igiene sscolastica colastica ssii o occupa ccupa d dii u un n ssettore ettore m molto olto a ampio mpio della vita dalla progettazione dii e edifici d ella v ita sscolastica: colastic ca: d alla p rogettazione d difici alla promozione sscolastici colastici ssalubri alub bri e ssicuri icurri ffino ino a lla p romozione degli dii v vita più mantenersi d egli sstili tili d ita p iù ffavorevoli avorevoli per m anttenerrsi iin n ssalute alute

Fin F in nd dalla alla sc scuola cuola materna materna, a, d dobbiamo obbiamo iinsegnare nsegnare a aii b bambini ambini che mani molto Un buon c he llavarsi avarsi lle em ani è m ollto iimportante. mporta ante. U nb uo on llavaggio avaggiio delle mani evita gran parte delle malattie che d elle man ni e vita g ran p arte d elle m alattie iinfettive nfettiive c he ssono ono o così frequenti almeno fino aii 6 6-7 anni: c osì fre equenti a lm meno fi fin no a -7 a nni: rraffreddore, aff ffrreddore, ssindromi indromi influenzali, diarrea. essenziale lavarsi bene mani: in nfl fluen nzali, d iarrea. È e ssenziale lav varsi b ene lle em ani: dopo che andati bagno; d opo c he ssii è a ndati in b agno o; prima dii p pranzo; p rima d ranzo; d opo a ver g iocato c on g ltri b ambini. dopo aver giocato con glili a altri bambini.

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Usarre ffazzoletti Usare azzoletti di di c carta arta ““usa usa e g getta” etta”” raccomandando bambino dii g gettarli nel cestino raccomandando al al b ambino d ettarli n el c estino dei una utilizzati. dii sstoffa dei rifiuti rifiuti un na vvolta olta u tiliz zzati. I ffazzoletti a z zo l e t t i d toff ffa a tenuti in più più n ttasca asca e utilizzati u t i l i z z at i p iù e p iù vvolte olte non termini dii iigiene. non sono sono certo certo ll’ideale ’ideale iin n te ermin ni d gien ne.

Le L e mense mense scolastiche scolastiche offrono off ffrrono generalmente generalmente un un menù menù ssano ano ed ed equilibrato. bambini che equilibrato. Troppo Troppo sspesso pesso i b ambini c he rifiutano gradiscono quel che rifi fiu utano o non non g radiscono q uel c he ssii offre proprio quelli off ffrre lloro oro a sscuola cuola ssono ono p ro p r i o q uelli che più bisogno: che ne ne avrebbero a v re b b e ro p iù b isogno: ssono ono abituati alle merendine confezionate, alle a b i t u at i a lle m e re n d i n e c o nfe z i o n at e , a lle fritture, alle bevande zuccherate, alle f r i t t u re , a lle be eva ande z u c c h e r at e , a lle barrette. davvero che b a r re t t e . È d avvero iimportante mportante c he i genitori con genitori collaborino collaborino c on la la sscuola cuola e ssii ispirino mense ispirino ai ai menù menù delle delle buone buone em ense scolastiche per scolastiche p er iimpostare m p o s t a re un’alimentazione più anche casa. un’a alimentazione p iù ssana ana a nche a c asa.

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Pe Per er ten tenere nere sott sotto to c controllo ontrollo i p pidocchi, idocchi, la am misura isura p più iù e efficace ffic ffi cace ssii è dimostrata l’osservazione attenta dei capelli del cuoio d imostrata l’o osserrvazione a ttenta d ei c apelli e d el c uoio capelluto da parte dei genitori almeno c apellutto d ap arte d ei g en nitori a lmen no ttre re vvolte olte a ssettimana. ettimana. che venga condotta utilizzando È iimportante mporttante ec he ll’osservazione ’osservazione ven nga c ondotta u tilizzando lluce uce diffusa permette molto meglio della diretta dii sscoprire d iff ffu usa che ch he p ermette m olto m eglio d ella lluce uce d iretta d coprire i pidocchi uova. p idocchi e lle eu ova.

A scuola… 14


La L a scuola scuola è anche eu un’ottima n’ottiima o occasione ccasio one ep per er ffarsi arsii una bella camminata mattine magari una b ella cam mminata a tutte tuttte lle em atttine eem agari anche pomeriggio. Con mamma papà anche di pomerig ggio. C on m amma o p apà sse e il bambino piccolo, da quando diventa più bambino è picc colo, d a ssolo olo q uando d iventa p iù grande. Ed occasione non soltanto grande. E d è un’ottima o ccasione n on solt tanto per bambino dei genitori. Stiamo per la la ssalute alute del bam mbino o e de ei g enitori. S tia amo camminando, non c’è non c’è camm minando, n on c ’è è ttelevisione, ele evisione, n on c ’è il PC Ce neppure c’è nemmeno n eppure iill ttablet, ablett, non c ’è èn emmeno lla a rradio. adio. Occasione per una bella chiacchierata. Occasione iideale deale p er farsi u na b ella ch hia acch h i e r at a .

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