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“Avvicinarsi” epistemologicamente equivale a slegare pensiero e realtà. Nella conoscenza “ravvicinata” la realtà perde in qualche modo la sua solidità, la sua costanza, la sua sostanza; e realtà e pensiero sprofondano nello stesso niente. Nel più vicino del vicino si può vedere solo quel che si vede toccando.

Eskaton. Il Telos dello sguardo di / by Luisa Cortesi con / with Luisa Cortesi da / from “Per Vedere” project di / by Massimo Barzagli


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Contenuti

Luisa Cortesi

Eskaton. Il Telos dello sguardo

Luca Bertolo

Di cosa si occupa l’artista

Vicky Falconer

Side-Lines

A. Sassolino

As Soon As Possible

Vittorio Corsini Esercizio 1


LUCA BERTOLO DI COSA SI OCCUPA L’ARTISTA

Il bisogno, in un sistema che si regge sulle comunicazioni veloci, di definirsi: quello si occupa di ecologia, quella recupera i lavori femminili, quelli si occupano di identità culturali postcoloniali.. Si può dire che Duchamp si occupava di vetri o di spose? Duccio si occupava di madonne? Picasso si occupava di prostitute o di massacri? Van Gogh di floricultura o architettura del paesaggio? Esempio del bell’articolo di André Rottmann su Florian Pumhösl (Artforum, settembre 2009): Prima una lunga e brillante introduzione dove rimarca che a partire dagli anni ‘60 il postcolonialismo ha delegittimato l’utopia modernista che si voleva universale etc etc, citando anche Hal Foster: “l’arte attuale vive tanto sulla scia della pittura e scultura moderniste quanto sulla scia della decostruzione postmodernista di queste forme”. A quel punto dell’articolo introduce l’artista austriaco Pumhösl e parla del suo lavoro per ben due pagine: le sue “complesse istallazioni” non solo chiariscono ulteriormente l’influenza del modernismo in vari campi (arte, design e architettura), but also provide insights into modernsism’s historicization and, specifically, into how the paradigms guiding its critique since the ‘60 have themselves turned into the conventions of the international infrastructure of contemporary art”. Viene da chiedersi se e quanto lo stesso artista lavori aspettandosi che escano articoli di questo genere... (cfr George Steiner contro l’interpretazione, e la letteratura di primo grado che nasce già ammiccando a quella di secondo grado). Quanti artisti attuali intendono il loro lavoro come didascalia o illustrazione di idee, analisi, interpretazioni? Fino a che punto inconsapevolmente? ... ... Esiste un’agenda dell’arte, come ce n’è una della politica internazionale? Credo di no. L’artista ricomincia ogni volta da capo. Segue la sua biografia: biologica, culturale, emotiva. Non può far altro...


Il caso Charms, 2009, olio su tela


Esiste un’agenda dell’arte, come ce n’è una della politica internazionale? Credo di no. L’artista ricomincia ogni volta da capo. Segue la sua biografia: biologica, culturale, emotiva. Non può far altro... In questo senso l’arte non evolve, come la scienza, per sostituzioni e miglioramenti, ma procede per aggiunte e oblii. È una staffetta, di una corsa infinita attorno un campo... Credo che gli artisti di oggi si sentano un po’ orfani. Un tempo era diverso: l’artista si occupava di creare il bello che illustrasse il bene: era una scusa, naturalmente, ma tanto bastava. Oggi, con la miriade di microspecializzazioni del sapere (sul modello della ricerca scientifica), gli artisti hanno davanti due alternative: fare i tuttologi (e uno se ne vergogna) oppure specializzarsi, che in genere significa andare a scavare nelle specializzazioni fatte da altri e riportare, di seconda mano, quel che trovano (sociologia, politica, antropologia, etnologia del costume, storia del design etc). Credo che la sfida più interessante sia la prima. Ma presa con il giusto tatto. In altre parole, l’artista, ogni artista, si occupa potenzialmente di tutto. Ma a differenza dello scienziato non sceglie di cosa occuparsi... (la famosa vocazione). ... ... Ma insomma, gli artisti generalisti (che comunque siamo quasi tutti noi) hanno o non hanno (creano o non creano) nuove idee?... Personalmente, posso dare una risposta precisa anche se parziale: in quanto pittore (anche se faccio altre cose) mi è chiara la diretta dipendenza tra la mia pratica e il sorgere di idee (pittoriche). C’è anche il famoso motto: Nulla dies sine linea, tradotta letteralmente, significa nessun giorno senza una linea. (Plinio il Vecchio, Storia Nat., 35). La frase è riferita al celebre pittore Apelle, che non lasciava passar giorno senza tratteggiare col pennello qualche linea. In questo la pratica artistica sembrerebbe assomigliare alla pratica sportiva (altro elemento che disgusterebbe la massa pseudointellettuale del mondo artistico). Ma la frase: mi si deve sciogliere la mano, non è una banale questione di articolazioni; piuttosto significa che pian piano, attraverso la mano, è il cervello che si mette a girare... Chi di voi si è trovato a disegnare con la massima concentrazione sa cosa vuol dire avere la testa nella punta della matita. ... ...


Et in arcadia ego, 2007-2009 oil on olio plastic


Vicky Falconer

SIDE-LINES

Il focus principale del suo lavoro risiede nella tensione insolubile tra l’ambiente e la propria iscrizione fenomenologica. Il lavoro rende visibile un qualcosa che potrebbe denominarsi come il traffico occulto della metafora, denominazione questa che puo’ corrispondere al termine coniato dallo psicoanalista francese Jacques Lacan di -estimità- (extimite’). Tale termine definisce qualcosa che consiste di e che insiste nel, ne’ dentro ne’ fuori. Infatti l’estimità non e’ il contrario di intimità, ma indica che l’intimità stessa non e’ altro che un corpo estraneo, non familiare. Questo e’ precisamente cio’ che questi dispositivi celibatari di Falconer sembrano poter delineare.


Untitled, silver gelatin print, wood, formica and glass frame, 2010


Lo spunto scelto dall'artista e' quello della finestra, una referenza specifica che in questo caso prende forma da un'immagine fotografica di una finestra della casa di Konstantin Melnikov a Mosca; uno degli architetti piu' influenti del movimento d'avanguardia russo. La casa consiste in due cilindri comunicanti e la facciata esterna di uno dei due e' perforata da una costellazione di finestre esagonali. Partendo da questo l'artista costruisce una strategia atta a dispiegare tutte le imbricazioni sinestetiche della luce che filtra da uno spazio esterno ad uno interno ed i relativi effetti di disseminazione allogena. Il video side-lines e' una riproposizione di questo processo nello studio dell'artista nel quale ha filmato il riverbero della luce nella sua relazione sia con gli oggetti all'interno (assemblaggi fatti ad-hoc dall'arista e configurazioni di materiali) sia con l'ambiente all'esterno ( le ombre astratte delle foglie di un albero nelle vicinanze). Si ingenera cosi' un'estimitĂ indiscernibile nella quale ogni coincidenza scopica collassa e collide senza soluzione di continuitĂ . Tutte le installazioni qui presentate sembrano essere soggette ad un impasse fenomenologico che disloca e conduce la percezione nel punto cieco della propria inesausta dromoscopia. A.S.


Untitled, photocopies on acetate, video projector, 2010


Arcangelo Sassolino

As Soon As Possible

" Le installazioni di Arcangelo Sassolino consistono in sistemi chiusi al cui interno si svolgono processi meccanici che rendono visibili gli effetti prodotti da forze estreme. Sassolino non nasconde ma rende visibili le singole componenti delle sue opere, in cui i processi hanno luogo costantemente, sebbene siano percepibili solo quando la materia reca tracce concrete dei loro effetti. Lo spettatore, osservando attentamente, può dedurre i rapporti di causalità tra i vari eventi che si ripetono. Con le sue installazioni l'artista esplora gli effetti dell'energia sulla materia. In una parte del suo lavoro questi processi avvengono a una velocità talmente elevata da poter cogliere solo l'esito finale, spesso distruttivo. In altre opere l'influsso dell'energia è violento ma costante, permettendo di concentrarsi sull'attesa del momento conclusivo".


Dilatazione pneumatica di una forza viva, 2010 Acciaio, vetro, gas


Vittorio Corsini Esercizio I

Una installazione composta da un unico elemento a forma di croce in plexiglas trasparente, collocato a parete, con 500 led rossi che si illuminano secondo un ciclo di 28 secondi, simile ad un respiro umano.


Vittorio Corsini, Esercizio 1 2010 Plexiglass,led,acciaio cm 200x200x17

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