Kimbo la pausa caffè diventa un momento unico. Anche al lavoro.
Dall’esperienza Kimbo, una gamma pensata esclusivamente per voi, per farvi portare nei luoghi di lavoro il gusto autentico di un caffè eccellente. Distributori automatici professionali, cialde e capsule: un’offerta completa per un risultato sempre perfetto. Così la pausa caffè si trasforma ogni volta in un Coffee Hour.
I temi della responsabilità sociale, dello sviluppo sostenibile, del consumo consapevole e della solidarietà, sono ormai diventati alcuni degli argomenti favoriti della politica e delle più illuminate strategie aziendali. Oggi infatti sono veramente pochi i progetti di un certo peso che si possono permettere di non tenere conto del loro impatto sulla società, sull'economia e sull'ambiente. Anzi, se non sono più che mirati a soddisfare i bisogni etici di un pubblico sempre più informato e attento, sono destinati a fallire ancora prima di partire.
Troppo spesso però l'attenzione al valore aggiunto dell'etica è più teorica che pratica e il mondo delle buone intenzioni e delle belle parole non sempre trova una corrispondenza nel mondo dei fatti e dell'attuazione concreta dei progetti.
Anche per questo la nostra testata ha deciso di abbandonare il mondo dei buoni propositi e stringere un accordo concreto con CESVI, un'importante organizzazione che si occupa da anni e con grandi risultati di solidarietà e sviluppo sostenibile.
Già a partire da questo numero sarà pubblicata una presentazione della loro struttura e illustreremo quale missione, visione e valori siano alla base del loro operato. Ovviamente seguiremo attraverso una continua e fattiva collaborazione alcuni dei loro progetti e daremo ampio spazio alla loro comunicazione.
Questa unione di intenti non ha nessuna colorazione politica o religiosa. CESVI è del tutto indipendente e i soli legami che la contraddistinguono sono quelli con la sua vasta comunità di volontari e di sostenitori. Tutto l'operato di CESVI viene descritto con precisione da uno strumento di rendicontazione annuale di tutte le attività svolte dalla Fondazione sotto il profilo narrativo, gestionale ed economico-finanziario. La redazione di un Bilancio integrato è un grande esempio di serietà e consente di poter verificare con precisione gli interventi effettuati, le fonti di finanziamento, i risultati effettivi e i programmi intrapresi.
Oltre alla comune vicinanza su alcuni ineludibili temi di solidarietà, focalizzeremo la nostra comune attenzione su argomenti a noi più vicini come la sicurezza alimentare, questione che il CESVI sta affrontando da alcuni anni e per il quale ha elaborato una Policy settoriale specifica, sintetizzando in una pubblicazione ad hoc i riferimenti etici e culturali che sono alla base della creazione dei loro articolati piani di Food Security.
Questo numero di D.A. Italia sarà distribuito poche settimane prima delle vacanze di Natale e, a nome di tutta la redazione della rivista, auguro a tutti i nostri lettori Buone Feste e un Felice Anno Nuovo. La speranza che il 2011 porti maggiore serenità a tutti e che sia un anno migliore del precedente, non vuole essere solo l'usuale messaggio benaugurante. Abbiamo realmente bisogno tutti di almeno un anno di pace e armonia.
NUMERO 52 DICEMBRE 2010
>ORSOLA MALLOZZI DIRETTORE RESPONSABILE/ EDITOR IN CHIEF
>ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE/ EDITORIAL DIRECTOR
> LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
> ANDREA LOTTERO GRAPHIC DESIGN
> DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE/COMMERCIAL
> NOEMI MARGAROLI HA COLLABORATO/ COLLABORATOR
LASERGRAFICA POLVER SRL >STAMPA/PRINTERS
D.A.ITALIA
>IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
>ISCRIZIONE AL R.O.C.: 11412
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LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ PER LE OPINIONI
ESPRESSE DAGLI AUTORI DEI TESTI REDAZIONALI E PUBBLICITARI.
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Sommario
Editoriale
Il bene non si può farlo male 3
CESVI, dall’emergenza allo sviluppo 8
Speciale Ambiente
15
20
48
Il Rapporto Socio-Ambientale 2009 di Coca-Cola HBC Italia
Speciale Vending Paris - Vending Paris 2010 Bianchi Vending Group / Bitx / Fas / Ingenico Italia / Lavazza / Mei / N&W / rheavendors group / Saeco
Speciale Triesespresso - Nuovo record di presenze al 5° Triestespresso Expo
>AntharesCoffeePrize
>Caffè alla Papaya, l’Energy Coffee di Univerciok
>Gli aromi del caffè: corsi di degustazione alla scoperta del migliore espresso
Speciale Eventi & Road Show
>Verso Basilea 3: nuovi accordi internazionali di vigilanza bancaria 60
72
>Kimbo Coffee Hour Lounge un mese d’incontri al caffè
>Le nuove sfide del futuro di Caffè Ròko
>Top Management Forum 2010: il Risk Management nelle aziende italiane
Speciale Associazione Confida
>Il Vending eccellenza del Made in Italy
>Obbligo per le aziende di valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato
>Vending Cruise 2011: manifesto del Vending italiano
Novità del Vending
80
84 uove nding Fru ore sportivo con or on le proteine delle uova
Gruppo Argenta presenta le sue nuove acquisizioni: Brekky e CoffeeShow.it Conserve Italia: nuova era nel vending con i Fruit Drink Derbyblue White Force Premium: l’integratore sportivo con le proteine delle uova a misura di vending
Speciale Libri
>Da BEVERFOOD il nuovo annuario
>Bere al femminile
>“La degustazione del caffè”: l’arte dell’espresso italiano in un libro
presso i dell’espre o in un libro COFFITALILIA 11
□ PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO ATTRAVERSO / CREDIT CARD BY:
INFORMATIVA - DISCLOSURE DATI INDICATI NELLA PRESENTE
Cesvi dall’ Emergenza
allo Sviluppo
Solidarietà olidariet
CESVI è un’organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, che ha come obiettivo la cooperazione con il mondo povero attraverso progetti concreti di solidarietà. Nel pensiero dei fondatori, lo sviluppo non si esporta, deve essere autonomo e far leva sul genius loci e per realizzarsi ha bisogno della partecipazione dei beneficiari mediante la mobilitazione delle loro organizzazioni locali.
CESVI affronta ogni tipo d’emergenza e ricostruisce la società civile dopo guerre e calamità in tutti i continenti; implementa progetti di lotta alla povertà, attraverso iniziative di sviluppo sostenibile, facendo leva sulle risorse locali e sulla mobilitazione delle popolazioni beneficiarie.
e on età. rta, ci e dei sce la inenti; ziative ocali e ta all la accesso mentare; tibil
Le aree d’intervento primarie sono: salute e lotta alle pandemie (AIDS e Malaria); tutela dell’infanzia (con la realizzazione delle Case del Sorriso); progetti di accesso e purificazione dell’acqua e di sicurezza alimentare ambiente, gestione delle risorse e sviluppo sostenibile; impresa sociale; emergenze e aiuto umanitario
Intervista con Luca Fumagalli > Corporate Relations Manager CESVI
Come descrivereste CESVI? CESVI (Cooperazione e Sviluppo) è una fondazione di partecipazione ONG e ONLUS nata nel 1985, con sede a Bergamo. Il cuore di questa organizzazione sono i progetti di cooperazione allo sviluppo nei paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia. La particolarità di CESVI è quella di avere un approccio integrato e trasversale verso le cause di povertà e sottosviluppo di alcuni paesi, che prevede la partecipazione diretta dei beneficiari, delle comunità con cui lavoriamo. Non offriamo assistenzialismo, ma volani di sviluppo.
Cosa caratterizza i vostri progetti? La soste-
Safina è la prima mamma sieropositiva dello Zimbabwe che nel 2001 ha partecipato al progetto Cesvi di prevenzione della trasmissione maternoinfantile dell’HIV. Dopo di lei altre 20.000 giovani mamme hanno seguito il suo coraggioso esempio per dare la vita a un bimbo sano. - Foto di Giovanni Diffidenti -
nibilità dei nostri progetti è una caratteristica fondamentale, perché il nostro obiettivo è rendere autonome le realtà in cui operiamo e dalle quali, terminato il lavoro, ce ne andremo. Le molte attività di cui si occupa CESVI hanno un tratto comune: le comunità locali vengono coinvolte in tutti i nostri progetti e i nostri operatori devono cercare di trasferire loro un know how che rimanga nel tempo
Abbiamo centinaia di progetti in corso in vari paesi mondo e ci occupiamo di povertà, di malnutrizione e di sanità. Il tema dell’AIDS è quello su cui abbiamo lavorato maggiormente, anche in termini di
comunicazione e sensibilizzazione in Italia.
Come sviluppate le vostre attività? Come accennato, l’obiettivo primario di CESVI non è quello di “fare elemosina”, ma di realizzare iniziative di sviluppo sostenibile, avvalendosi delle risorse locali e puntando sulla mobilitazione delle popolazioni beneficiarie. Il metodo del food for work è stato utilizzato in Laos, consentendo la costruzione di strade e opere pubbliche. In Cambogia stiamo riorganizzando il sistema sanitario del paese nella lotta contro la malaria, la dengue e la malnutrizione infantile. Attraverso cliniche mobili il nostro staff è in grado di raggiungere anche i villaggi più isolati
Foto di Valeria Turrisi
Realizzate anche progetti “economici”. Molti progetti sono stati portati a termine nel settore del microcredito / soprattutto a favore delle donne / in Vietnam, India, Palestina, Uruguay, Perù e Marocco. Negli ultimi anni, inoltre stiamo investendo molte risorse nella creazione di imprese sociali, in particolare in America Latina (tre imprese sociali di successo sono già attive a Lima, in Perù)
Un altro settore strategico è quello relativo all’infanzia, attraverso la creazione di Case del Sorriso: oasi di serenità dove i bambini (poverissimi, spesso costretti a lavorare o orfani a causa dello tsunami) possono trovare nutrimento, cure, assistenza medica, educazione all’igiene ambientale e personale, possibilità di studiare e di trascorrere il tempo libero.
Le Case attualmente esistenti si trovano in Zimbabwe, Sudafrica, Brasile, Perù e India.
Di quali altri temi s’interessa la vostra organizzazione? Oltre alla prevenzione delle malattie e allo sviluppo sostenibile dell’economia, la sicurezza alimentare e l’approvvigioname m nto i idrico sono temi che un ’organizzazione che lotta contro la povertà non può prescindere. Abbiamo sempre un approccio “integrato”: parlare di sicurezza alimentare secondo noi non vuol dire organizzarci per distribuire sacchi di farina, perché la scarsità di alimenti è un aspetto concatenato a tanti altri, come la mancanza d’infrastrutture o di acqua, l’assenza di conoscenze in ambito agricolo o la debolezza dell’economia di un paese.
ste un tasso di scolarizzazione basso delle donne esiste un alto tasso di insicurezza alimentare dei figli e in generale della famiglia, quindi occuparsi di sicurezza alimentare vuol dire anche lavorare sull’educazione delle donne, sul loro diritto allo studio e al lavoro
Sicurezza alimentare non significa semplicemente distribuzione di cibo e di sementi, è qualcosa di più complesso.
Lavoriamo anche in ambito sanitario, più precisamente dedicandoci alla salute e maternoinfantile e sul poteenziaammento delle strutture sanitarie in contesti di guerra o di grossa povertà. Tendiamo a non costruire mai strutture nuove o di ultima generazione, il che non vuol dire fare una politica della salute scadente, significa piuttosto fare in modo che queste strutture sanitarie restino in piedi a lungo e che venga impiegato personale sanitario locale formato.
Partiamo dal livello sanitario del posto e cerchiamo di lavorare su quello. In particolare collaboriamo con il settore sanitario pubblico, perché è in quell’ambito che bisogna fare sviluppo.
Come offrite il vostro supporto nelle emergenze? Grazzie ie a alle e 63 s sedi estere situate in 31 paesi, CEESVSVI I è in grado d d’interviene in n tutti i contineenti per affrontarre ogni tipo di
e emmergenz lattie e e end e tuberc sub-sah t ti (attu Uganda a alle e c terrem Pakist terre
za: dalla carestia al a le grandi madeemiche e (specialmente malaria, AIDS olosi nel Sud-Est asiatico e nell’Africa ariana), da d ll’assistenza agli sfoollaalmente nei campi profughi del Nord , del Congo RD e della Somalia) fino catastrofi i natturali (ad esempio: il oto in Perù del 2007, il terremoto in an del 2005 e le alluvioni del 2010, il mo ad Haiti nel gennaio 2010).
N Nel l n niizzz
C Cor La più cris c la s m
1997 7 CESVI è stato o la prrima a o orgaaz a ione e occidentale ad d operrare in i ea a d del Nord c con p personaale l propriio. Corea del Nord / ancora oggi il Paese isolato del mondo / era stremata dalla si economica e da anni di carestia. Sendo le Nazioni Unite, che hanno parato della più grave crisi umanitaria del ecolo scorso, un nordcoreano su dieci moriva di fame
vostro ruolo nella ricostruzione?
Quando la fase dell’emergenza si conclude, C CESV S I s’impegna nella ricostruzione con l’obiettivo di dare vita, nel tempo, a veri e propri progetti di sviluppo. Ciò è avvenuto, ad esempio, dopo le guerre che hanno devastato i Balcani negli anni '90 (oggi operiamo in Bosnia Erzegovina per favorire l’imprenditoria giovanile e in Albania nel settore vitivinicolo e zootecnico) e dopo la tragedia dello Tsunami In India, CESVI ha trasformato l’emergenza del maremoto in una grande opportunità per lavorare a favore dell’infanzia nel lungo periodo e così ha creato, nel Tamil Nadu, dieci Case d del e Sorriso
appiamo anche che dove esi-
Quanto sono importanti per CESVI le tematiche ambientali? Molto, infatti CESVI ha realizzato progetti di gestione delle risorse naturali in aree del pianeta particolarmente delicate proprio dal punto di vista ambientale. In Thailandia ha rilanciato l’economia dei villaggi di pescatori della minoranza Malay, proteggendo la striscia costiera che va dalla barriera corallina alla foresta di mangrovie. Progetti di tutela e sviluppo delle comunità native sono tuttora in corso nell’Amazzonia peruviana e nello Zimbabwe, dove / insieme a importanti organismi internazionali tra cui WWF e IUCN / ci stiamo occupando della nascita del Gran Limpopo, il parco transfrontaliero più grande del mondo (al confine con Mozambico e Sudafrica). In Nepal, stiamo supportando le autorità locali nella gestione sostenibile del Parco Nazionale dell’Everest alla luce dei nuovi fenomeni legati alla globalizzazione, tra i quali in primo luogo la crescita del turismo.
Quanto contano per CESVI le donazioni di privati o di aziende? L’importanza delle donazioni private per noi è fondamentale, ci permette di far partire progetti che non avrebbero finanziamenti pubblici. La fondazione riceve aiuti pubblici ma i grandi finanziatori solitamente concedono effettivamente l’80% circa di quanto approvato. Un’organizzazione come la nostra per stare in piedi ha bisogno di donazioni che vengono dalle imprese o dai singoli individui. Il budget di CESVI è composto al 75% da proventi pubblici ben differenziati e da un 25% di donazioni private, senza le quali probabilmente la struttura affonderebbe.
In che modo vengono investite le donazioni e come garantite trasparenza ai vostri finanziatori? CESVVI lavora molto sulla trasparenza e sull’efficienza della macchina Siamo stati la
prima asssociazione n in Ittaliia a c ceertificare il l bilanncio e a d dotarsi d di in i dici d di misu s raazi z one dell’efficiennza. Nel 2001 il FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) ci ha assegnato l’Oscaar r di B Bilancio, un premio alla trasparenza di un’organizzazione no profit che si è dotata di un accountability di tipo aziendale.
importante che i donatori possano verificare in che modo viene riutilizzato il denaro che hanno elargito. Ci siamo attestati intorno al 10% di quanto necessario a livello di spesa generale per far funzionare l’apparato.
Ovviamente paghiamo qualche conseguenza in questo senso: ad esempio abbiamo un ’unica sede in Italia. Abbiamo deciso di contenere i costi e cerchiamo di arrivare alle persone attraverso altri canali: CESVI è un’organizzazione nazionale può contare su un database di 200 mila sostenitori in Italia, 70 mila dei quali hanno donato nel corso dell’ultimo anno CESVVI I ha rafforzato al massimo i canali di comunicazione non fisici, in particolare internet, abbiamo una community dei nostri sostenitori, un’area riservata dedicata ai donatori, uno spazio in cui possono esprimersi anche dando un loro parere sulle nostre attività. Abbiamo un bimestrale, Passaparola, che racconta i nostri progetti, un’intensa attività di comunicazione
Come scegliete i progetti e i territori in cui realizzarli? I progetti vengono scelti a seconda della gravità di un problema presente o di una situazione di emergenza. Attualmente abbiamo trenta riflettori accesi su altrettanti paesi, tra i ltrettanti più insofferenti da un punto di vi di vista economico e sociale. Lavoriamo in contesti di guer guerra come l’Afghanistan, in situazioni politiche molto de o delicate come nel Myanmar o, in passato, la Corea
del Nord, ovviamente senza fare attività di lobby politica, consapevoli di muoverci all’interno di dittature, dalle quali saremmo estromessi senza troppi complimenti Le nostre attività in questi contesti riguardano lo sviluppo agricolo, la salvaguardia della salute della popolazione, la protezione dell’infanzia, ma con un approccio votato più al bisogno che al diritto. Siamo presenti in caso di grandi tragedie naturali, dopo grandi catastrofi: c ’ eravamo dopo lo tsunami, dopo il terremoto ad Haiti e in Pakistan, con progetti di lungo periodo. In Pakistan ad esempio stiamo arginando l’emergenza distribuendo generi di prima necessità, ma abbiamo già presentato progetti per avviare l’attività di ricostruzione, per incoraggiare la ripresa economica e lo sviluppo agricolo, ricorrendo alla formula caash for r wor o k: tutto quello viene ricostruito viene realizzato coinvolgendo direttamente le comunità locali nel lavoro, in modo che possiamo garantire uno stipendio a queste persone e al tempo stesso responsabilizzarle.
In che modo riuscite a sensibilizzare i privati e le aziende verso questi temi? Il nostrro è un apprrocccio moolto o positivo, che fa della a s solidarietà qualcosa c che deve diventare un’a ’ bituu- ve dive di d ne e e n non o un n gesto er eroico
Per quanto riguarda l’opinione pubblica in genera- opinione pubb le cerchiamo di raccontare il nostro lavoro puntan- ntare il nostro do sugli effetti benefici della nostra presenza. efici della nostr Il nostro stile d di i com cazione, l nostro o m mes e - municazione, il saggio, è semp m re votato a raccontare che rac ogni aiuto, ancche iù pic permette t d di il più piccolo, ottenere risultaati iortanti, p ò fare la dif- può ferenza. Per fare un esempio, nel caso dell’AIDS n ca con 10€ abbiamo potuto fare il test anti-AIDS, con a abbiamo potuto acquistare un trattamento 100€ retroattivo che garantisce la sa farmacologico garantisce salute del neonato in caso di madre sieropos sieropositiva.
Nel caso della malaria, una zanzariera che vale pochi euro è in grado di ridurre del 50% le possibilità di contrarre il virus della malattia.
Poniamo il problema e accanto proponiamo sempre la soluzione.
Con le aziende il confronto è molto positivo. Nel rapporto con le aziende non si tratta semplicemente di raccogliere fondi, quanto di affacciarsi ai clienti o ai dipendenti, quindi moltiplicare la possibilità di persone che vengono raggiunte, avere finanziamenti per la comunicazione e in alcuni casi beni materiali direttamente donati dall’azienda. Come organizzazione abbiamo “boicottato il boicottaggio”, nel senso che, invece di lavorare con liste di proscrizione, preferiamo lavorare sulla base di principi fondamentali che devono es sere rispettati: trasparenza, integrità verso il nostro principale azionista, che è la persona che aiutiamo, mutuo beneficio, sono per noi
Case history
valori basilari
Piuttosto che seguire una logica di giudizio, dall’alto di un piedistallo e classificare le aziende come “buone” o “cattive”, ci poniamo in una condizione di garanzia e, al tavolo di lavoro con le aziende, tuteliamo quelli che sono i nostri principi e i nostri valori, cerchiamo una contaminazione pur difendendo i nostri interessi.
Il canale del vending è un potenziale collaboratore per CESVI? Fa parte del nostro DNA andare alla ricerca di nuovi canali di comunicazione, perché abbiamo bisogno di trovare nuove formule di solidarietà e di raccolta fondi e quindi trovare degli strumenti che portino il gesto di solidarietà nel quotidiano, che rendano semplice e piacevole donare, che siano alla portata di tutti.
Pensiamo
questo e che possa avere uno straordinario effetto moltiplicatore del messaggio di solidarietà di cui CESVI è portatore.
I numeri del vostro settore portano a pensare che un semplice messaggio di solidarietà possa essere moltiplicato all’ennesima potenza attraverso un canale come questo, che si sta sviluppando anche da un punto di vista tecnologico e che in prospettiva può veramente rendere semplice raccontare al meglio i nostri progetti.
Ovviamente tutto deve essere integrato rispetto ad altri canali di comunicazione: quello che viene fatto da CESVI nel vending verrà riportato dal nostro sito web, dalle nostre comunicazioni, deve poter viaggiare e arrivare in altri luoghi, perché tutti questi progetti necessitano di un approfondimento e ad ogni gesto spontaneo, “di pancia” poi segue una spiegazione “di
che il vending ci possa permettere di
fare anche
Nel 2001 CESVI operava nello Zimbabwe portando avanti un’attività di gestione agricola e di sviluppo delle risorse naturali in un’area protetta e ci rendevamo conto che l’AIDS stava mietendo migliaia di vittime (un terzo della popolazione dello Zimbabwe era colpita dal virus) persone su cui noi contavamo per mandare avanti il progetto. Quindi ci siamo fermati e abbiamo meditato di intervenire direttamente sul tema dell’AIDS, un’emergenza che non poteva essere taciuta e abbiamo deciso d’intervenie con un’attività di prevenzione che avesse una valenza simbolica forte. Parlare di AIDS in Zimbabwe in quel periodo significava superare lo stigma sociale che c’era nei confronti della malattia: le
mentre a livello sociale veniva vissuto come una malattia diabolica, per cui nessuno dichiarava di esserne affetto, pena l’allontanamento dal contesto familiare e dalla comunità. Naturalmente comunicazione, prevenzione e test sarebbero stati essenziali.
Ci siamo dedicati ad una particolare attività di prevenzione dell’AIDS da madre a neonato, perché ritenevamo che questo tipo di lavoro avesse una valenza simbolica importantissima, perché andavamo a lavorare in termini culturali e di sensibilizzazione su madri che pur di dare la possibilità al proprio figlio di nascere sano avrebbero avuto la forza di combattere il pregiudizio sociale. Il fatto di far nascere dei bambini sani inoltre lanciava un
messaggio comunitario molto forte. Abbiamo somministrato alle puerpere una terapia farmacologia non ancora testata, un trattamento antiretrovirale, prima del parto e al bambino in un ospedale occidentale o magari africano entro i diciotto mesi dalla nascita. Il trattamento non era mai stato testato in un contesto rurale, fuori dagli ospedali e non era ancora sperimentato a livello pubblico, da parte dell’OMS. Oltre a questo abbiamo fornito alle madri alcune nozioni di base per prevenire contagi al neonato soprattutto durante l’allattamento. Terapia e prevenzione hanno permesso di abbattere il rischio di contagio del 50%. Abbiamo messo in piedi l’intero progetto con alcuni medici che già da tempo lavoravano in Africa, senza supporto da parte di un ente pubblico. A quel punto CESVI ha lanciato una campagna di sensibilizzazione in Italia su
C ase h i s t ory
atti i i vità governative n negavano l’ ’esiisttenzza a de d l viirrus me a t
testa ”
F oto di Giovanni Dif fi denti e Cristina Francesconi
questo tema. Nel 2001 anche in Italia, anche in Europa, L’AIDS veniva visto come la malattia di “chi se lo va a cercare”, quindi abbiamo preferito parlare della possibilità di far nascere bambini sani. La campagna di comunicazione “Fermiamo l’AIDS sul nascere”, è nata seguendo la logica di pubblicità positiva che ci contraddistingue. Abbiamo scelto di lavorare sul simbolo del fiocco, mostrando un fiocco nero che può ritornare ad essere azzurro o rosa, abbiamo selezionato dei testimonial che il pubblico recepiva in modo positivo. Con la collaborazione di un noto operatore telefonico abbiamo lanciato per la prima volta nel 2002 l’SMS solidale, in partnership con la trasmissione “Zelig” e questa
visibilità ci ha permesso di raccogliere 5 milioni di euro da destinare a questo progetto. Con questi fondi CESVI ha ottenuto successi importanti sia nello Zimbabwe che in altri paesi, tra cui Congo, Sudafrica, Swaziland, fino a che l’OMS, l’ONU, l’UE, il Ministero Affari Esteri sono diventati nostri finanziatori e il progetto ha potuto contare su un appoggio pubblico. La storia di questo progetto è stata raccontata attraverso la vicenda di Takunda, il bambino nato da Safina, la prima donna sieropositiva che si è fatta trattare con questo farmaco. Safina ha portato allo scoperto la propria malattia, è stata allontanata dalla sua casa, accolta nelle nostre strutture e ha dato alla luce questo bam-
bino sano, che per noi è diventato un messaggio di grande speranza e che ha sensibilizzato molte persone. Tutti i nostri progetti nascono cercando di lavorare non tanto sull’assistenza sanitaria, quanto su dinamiche di prevenzione e di esperienze che diventano esempi: la prima 1000 donne trattate hanno cominciato a diffondere la notizia spontaneamente all’interno delle comunità. 200mila persone hanno voluto farsi testare e questo significa aver innescato qualcosa che probabilmente non ha risolto il problema immediato delle persone infette, ma che ha creato un circolo virtuoso, cioè l’unica opportunità per lavorare contro i grandi numeri delle epidemie.
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009 ha raccolto 23.519.775 € di fondi (quasi 5 milioni di euro di donazioni private). Le iniziative nei paesi poveri sono andate a beneficio direttamente di oltre 2 milioni 700 mila persone e hanno impiegato 899 collaboratori locali per un totale di 126 partner locali, con l’intervento di 135 espatriati in 63 sedi estere. I progetti realizzati sono stati 140 in 31
paesi destinatari
Lo staff centrale era di 44 persone, affiancato da 450 volontari I progetti di aiuto allo sviluppo e interventi in caso di emergenza si sono svolti in Africa (47% dei fondi), Asia (32%), America Latina (9%), Medio Oriente (1%) e Balcani (3%) mentre in Italia è attiva con progetti di educazione allo sviluppo (6%).
I Numeri di Cesvi nel 2009
il Rapporto Socio-Ambientale 2009
Presente sul territorio italiano con sei stabilimenti per la produzione, due impianti dedicati all’imbottigliamento, un centro di assistenza tecnica per il ricondizionamento e la manutenzione degli apparecchi per
la refrigerazione e cinque depositi, Coca-Cola HBC Italia garantisce la distribuzione dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company
Negli ultimi tempi l’interesse cre-
scente per i temi della sostenibilità , della responsabilità sociale e dell’ ambiente e la diffusa consapevolezza dell’importanza di questi valori per uno sviluppo duraturo hanno imposto un maggiore impe-
> Stefano Bosi Fioravanti
gno da parte delle aziende, che hanno iniziato a pubblicare, sempre più numerose, rapporti di sostenibilità.
Coca-Cola HBC Italia ha più volte dichiarato come ricoprire un ruolo attivo nella società fosse l’essenza stessa del proprio modo di essere azienda e, coerente con la sua mission, per il sesto anno consecutivo ha reso pubblico il Rapporto Socio-Ambientale dell’azienda, che fornisce un resoconto delle principali attività svolte nel 2009.
Rispetto agli scorsi anni, l’edizione 2009 del Rapporto porta con sé una novità, conseguenza dell’evoluzione societaria: Coca-Cola HBC Italia ha infatti acquisito negli ultimi anni Fonti del Vulture , Eurmatik e Socib , ora incluse nell’analisi annuale.
Impatto Ambientale e Risparmio Energetico:
Nel corso del 2009 l’azienda ha avviato un progetto sulla riduzione del materiale utilizzato per i tappi, che porterà a un decremento nella quantità di PET pari a circa 1.800 tonnellate entro la fine del 2010. L’obiettivo annuale previsto per il 2009 è stato raggiunto: la modifica alla chiusura della bottiglia è stata applicata con successo alla linea da mezzo litro.
Nel corso del 2010, il progetto sarà esteso a tutti gli impianti produttivi e sarà applicato anche agli altri formati di bottiglia, mentre le etichette verranno ridotte del 21% e le nuove bottiglie da 2 litri di Acqua Lilia oggi hanno un peso inferiore di 6 grammi rispetto alle precedenti. L’alleggerimento delle nuove bottiglie consentirà di utilizzare 300 tonnellate in meno di plastica ogni anno.
Inoltre, Coca Cola HBC Italia partecipa attivamente a un percorso di studio, ricerca e valutazione attraverso Assobibe, volto all’introduzione del PET riciclato in ambito alimentare, promosso
da enti ed istituzioni di riferimento in campo sanitario.
In seno al progetto Energy Saving, sono stati realizzati ulteriori interventi volti alla riduzione dei consumi energetici degli impianti. In concreto, sono stati installati nuovi macchinari ad alta efficienza e sono stati condotti interventi di automazione delle linee di produzione.
Per effetto degli interventi migliorativi sull’efficienza del ciclo produttivo, il consumo energetico per la produzione di un litro di bevanda a marchio
The Coca-Cola Company è in diminuzione rispetto al 2008. In riduzione del 28% anche il numero di sistemi contenenti gas lesivi dell’ozono sulle apparecchiature refrigeranti dislocate sul territorio, sostituiti da sistemi di refrigerazione contenenti HFC e CO2.
Educazione Ambientale e Progetti di Solidarietà:
Durante la difficile fase di gestione dell’emergenza successiva al terremoto in Abruzzo, Coca Cola
> Martina Messori
> Alessandra Mascetti
Italia ha messo a disposizione della Protezione Civile e della Croce Rossa il magazzino dello stabilimento di Oricola (AQ), come centro di raccolta viveri e beni di prima necessità, distribuendo inoltre acqua, succhi di frutta e bibite alla popolazione colpita dal sisma.
Missione Eco Tribù è il progetto nato con l’obiettivo di rendere i bambini protagonisti nella tutela delle risorse idriche a casa e nel proprio quartiere. Circa 100.000 bambini hanno seguito un divertente percorso didattico pensato per gli alunni delle scuole elementari italiane che prevedeva la realizzazione di 12 attività di gioco-studio da svolgere sia in classe che sul proprio territorio. I bambini hanno avuto l’occasione di dimostrare il loro impegno e la loro creatività nel comunicare a tutti il giusto valore delle risorse locali, partecipando a un concorso appositamente organizzato: per ogni classe che, al termine, ha inviato il proprio lavoro, Coca-Coca HBC Italia ha stanziato una donazione a favore del Parco nazionale della Majella
Fondazione Coca-Cola HBC Italia ha potuto donare più di 20.000 euro alla onlus In-Oltre grazie
a The Media Running Challenge, la gara podistica organizzata per il secondo anno nella splendida cornice del Parco Sempione a Milano, che ha visto la partecipazione di 1.200 iscritti.
Assetto Aziendale
A seguito dell’acquisizione di Socib avvenuta nel corso del 2008 da parte di Coca-Cola Hellenic, Coca-Cola HBC Italia ha avviato un importante e delicato percorso di integrazione dei nuovi dipendenti e delle nuove strutture al proprio interno. A completamento del processo di ristrutturazione, nei prossimi anni sono previsti importanti investimenti di sviluppo industriale dello stabilimento di Marcianise (CE) e di adeguamento e miglioramento delle linee produttive presenti nello stabilimento di Elmas (CA). Come conseguenza dell’acquisizione il numero complessivo dei dipendenti di Coca-Cola HBC Italia è aumentato del 19% rispetto all’anno precedente così come il tasso di sindacalizzazione aziendale.
Nel primo semestre del 2009, circa 2.000 persone
hanno partecipato ai corsi di introduzione alla Leadership Pipeline: con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del proprio potenziale e migliorare le performance attraverso una maggiore conoscenza nell’uso dei processi e degli strumenti di sviluppo messi a disposizione da Coca-Cola HBC Italia.
In vista dell’introduzione di Wave2, nuova piattaforma gestionale che permetterà ai 28 paesi del Gruppo Coca-Cola di parlare una sola lingua, tutti i processi aziendali sono stati studiati e ridisegnati con l’obiettivo di fornire un supporto pratico e concreto allo svolgimento delle attività.
Su questa base, la maggior parte degli investimenti è stata destinata ad attività di formazione specifica: oltre 60.000 ore di lezione, per un totale di 782 aule di formazione e 5.620 partecipazioni.
Nel corso dei Total Quality Day, appuntamenti ormai consueti dedicati all’informazione e alla formazione nell’ambito della qualità, dell’ambiente e della sicurezza, sono stati organizzati numerosi interventi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in collaborazione con 118 e Vigili del Fuoco
> Eleonora Barbassi
> Paolo Mappelli
> Paolo Mappelli
Coca Cola HBC Italia ritiene fondamentale anche l’educazione al corretto uso delle macchine per garantire lo svolgimento sicuro delle attività lavorative.
A tale proposito, 45 addetti del TS&E sono stati coinvolti in Percorsi di Sicurezza, un corso relativo all’uso in sicurezza di tutte le strumentazioni utilizzate.
Comunicazione e Strategie
Commerciali:
Coinvolgendo direttamente la propria rete vendite, Coca-Cola HBC Italia ha partecipato a una gara insieme ai suoi clienti della GDO con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori sull’importanza del corretto riutilizzo del vetro.
Sei le campagne di comunicazione selezionate per aggiudicarsi il premio Golden Bottle Award, assegnato nel gennaio 2010. Alla campagna di sensibilizzazione per il riutilizzo del vetro si è affiancata l’iniziativa “Tu ricicli, Coca- Cola ti premia”, volta a promuovere il riciclo delle bottiglie in PET e dei materiali di imballaggio in genere: all'acquisto
di bottigliette Coca-Cola il consumatore è stato premiato con una borsa in PET riciclato contenente un pieghevole informativo realizzato in collaborazione con COREPLA
Maggiore attenzione ai prezzi: per affrontare la crisi, l’azienda ha ridotto i prezzi di alcune bevande in collaborazione con numerosi esercizi pubblici, attraverso l’operazione Prezzo Positivo
Produzione e Vendite:
All’interno dell’Established Market, ambito del Gruppo Coca-Cola Hellenic in cui rientrano sette paesi europei fra cui l’Italia, Coca-Cola HBC Italia ricopre il primo posto per volume di vendita, calcolato in milioni di unità: i litri di bevande a marchio The Coca-Cola Company prodotti in Italia sono in aumento del 32% rispetto al 2008 a seguito dell’acquisizione di due impianti di produzione e imbottigliamento, così come i litri di acqua minerale imbottigliata, in crescita del 10%. Il Rapporto Socio-Ambientale non ha soltanto lo scopo di fotografare l’esistente, ma anche di
fornire qualche accenno sul futuro. Molte le iniziative intraprese nel 2010 in tema di formazione, sostenibilità, risparmio energetico e riduzione degli imballaggi; nuove campagne di comunicazione, sensibilizzazione e solidarietà, attività svolte a tutela delle risorse; realizzazione e avvio di impianti di cogenerazione presso gli stabilimenti di Nogara (VR), Gaglianico (BI) e Oricola (AQ). Alcuni esempi che rendono l’idea del percorso intrapreso dall’azienda, che spiega così la sua interpretazione del concetto di responsabilità sociale d’impresa. Il documento ufficiale completo, scaricabile dal sito web della società, è illustrato da studenti dell’Istituto Europeo di Design di Milano, con cui Coca-Cola HBC Italia ha stretto una collaborazione che ha portato, tra l’altro, all’assegnazione di una borsa di studio all’autore della tavola migliore. Il testo, concepito per raccontare il ruolo attivo dell’azienda nella società offre visibilità e spazio ai professionisti di domani, valorizzandone il talento, avvicinando scuola e impresa.
Il Rapporto Socio-Ambientale di Coca-Cola HBC Italia aderisce al progetto Impatto Zero® di LifeGate
> Irene Spallanzani
> Martina Messori
Speciale Vending Paris
10.779 > visitatori (21% internazionali); 200 > marchi rappresentati (30% internazionali); più di 40 > innovazioni presentate; 11 > banconi di degustazione nel ristorante del vending; 12 > conferenze a cui hanno partecipato circa 400 > persone: questi i numeri di Vending Paris 2010, la manifestazione fieristica francese del vending che si è svolta a Paris Expo Porte de Versailles, dal 27 al 29 ottobre scorsi.
Estremamente rilevante la presenza del Made in Italy, molti i visitatori e gli espositori provenienti dal nostro paese che hanno colto l’occasione dell’appuntamento francese per presentare agli operatori del settore della DA e al pubblico molte novità.
Vending canteen è il nome dell’area che è stata dedicata ad un ristorante completamente automatico; un concetto originale che ha presentato innovazioni nel design, nella tecnologia e nelle proposte, con oltre 102 prodotti selezionati.
Vending canteen ha attirato molti visitatori che hanno potuto provare le macchine più recenti e assaggiare diverse varietà di prodotti in un ambiente conviviale.
Alcune delle proposte di maggior attrattiva sono state i box di pasta, i piatti pronti caldi, i prodotti biologici e i frullati. Numerosa la partecipazione alle conferenze, dove professionisti del
settore ed esperti hanno illustrato la situazione del mercato del vending in Francia e in tutto il mondo, facendo emergere soluzioni concrete per una serie di problematiche. Sono stati trattati temi legati alla nutrizione, allo sviluppo sostenibile, alle nuove tecnologie e alla qualità. Infine, il 29 ottobre si è tenuto l'International Business Day che ha messo sotto i riflettori la distribuzione automatica internazionale.
Questo evento, sponsorizzato da EVA, è stato un’opportunità per le associazioni nazionali del settore provenienti da tutta Europa (Confida, Navsa, BDV, ACV, ecc.) per presentare il proprio lavoro nell’ambito del rispettivo mercato. Durante la conferenza si è svolta una sessione plenaria sul mercato del vending in Europa guidata da Catherine Piana, Direttore Generale di EVA e una tavola rotonda europea che ha riunito gli operatori del settore del vending.
Speciale Vending Paris
Bianchi Vending Group per Vedere Oltre
Bianchi ha presentato in occasione di Vending Paris 2010 numerose novità che, oltre a creare una nuova e maggiore interattività fra il consumatore finale e il vending nei canali tradizionali, spostano le frontiere del mercato della DA offrendo moderne opportunità di business. Orientamento al cliente, affidabilità, rispetto per l’ambiente, qualità e innovazione tecnologica sono infatti i punti di forza del Gruppo e i valori fondanti dell’azienda, tradotti nelle innovative soluzioni realizzate per il settore.
Per capire meglio le nuove proposte del Gruppo di Zingonia messe in campo dal team R&D guidato dal responsabile Andrea Zonelli, la nostra redazione ha incontrato a Parigi Gemma Donati, marketing manager Bianchi Vending Group Spa, che ha illustrato nuovi prodotti:
> BVM 681 Touch&Go: una macchina a spirali che introduce l’innovativo concetto di interfaccia con il consumatore. È caratterizzata dal rivoluzionario sistema touch screen, uno schermo 42” con l’interfaccia utente sviluppato con una tecnologia simile a quella dei più moderni smartphone dotati di schermo tattile. Questa tecnologia, che sostituisce la tradizionale vetrina e tastiera, permette un’interazione semplice e intuitiva tra macchina e utente: un vero e proprio “scaffale interattivo”. L’immagine realistica del prodotto quindi diventa tasto di selezione e permette la scelta con un semplice tocco. La differenza fondamentale, rispetto all’esperienza di acquisto tradizionale da un distributore a vetrina, sta nel fatto che si potrà scegliere non solo in base al prodotto visualizzato ma anche grazie alla descrizione dei contenuti. Il tasto “more” infatti fornisce informazioni aggiuntive riguardo la composizione del prodotto, i valori nutrizionali di un alimento o le specifiche tecniche nel caso di apparecchi tecnologici e accessori e di abbinare ad essi video e spot pubblicitari. Inoltre, premendo un tasto dedicato, è possibile spostare nella parte bassa del touch screen l’area selezione e comunicazione, in modo che disabili o persone che hanno difficoltà a raggiungere la parte alta dello schermo siano facilitate durante l’acquisto. Grazie ad un sensore la macchina rileva la presenza di una persona e dalla modalità standby con immagine pubblicitaria o video passa a proporre la videata iniziale della selezione prodotti, pronta a interagire nuovamente.
> Lei 700 Touch è l’ultima evoluzione di LEI 700. È la più recente macchina del caldo, top di gamma di casa Bianchi, sviluppata integrando la stessa tecnologia applicata a BVM Touch&Go ma con uno schermo più piccolo, da 22”. Come macchina master, oltre al menu di selezione delle bevande calde, propone anche le selezioni delle macchine a spirali slave e può proporre promozioni e veri propri menu che abbinano le bevande agli snack. Anche nella Lei 700 Touch lo schermo riproduce informazioni nutrizionali o tecniche relative ai prodotti selezionati. Questa funzione può favorire interessanti operazioni di co-marketing con le case produttrici.
> Lei Print con Sony è il progetto portato avanti da Sony e BVG per lo sviluppo di una macchina che stampa e distribuisce fotografie. Il risultato di questo incontro è un prodotto sempre più evoluto: oggi la stampante Sony dialoga con LEI 700, grazie all’integrazione dell’elettronica dei due apparecchi. Alla free standing LEI è stato affiancato un modulo slave con stampante Sony per stampare fotografie in
alta risoluzione direttamente da file caricati tramite chiave usb, scheda micro-SD o dispositivo bluetooth nello stesso momento in cui si prende un caffè. Una volta selezionato il servizio, la macchina fornirà un codice PIN da riportare direttamente sulla tastiera della macchina del caldo, che accetterà l’importo da corrispondere. I formati disponibili per le foto sono due: 10x13 (formato classico) o 20x25, per un costo base di 0,30 €.
“In una nostra locazione abbiamo registrato una media di 700 fotografie stampate a settimana e l’azienda accanto ha richiesto una macchina uguale. Ci arrivano continuamente suggerimenti da parte di clienti che ci chiedono di far corrispondere all’acquisto di un prodotto una foto in omaggio, mentre altri hanno chiesto l’erogazione di un premio ogni 100 foto. Le idee sono tante e stiamo lavorando ad uno sviluppo ulteriore di questo progetto per offrire sempre nuovi servizi a gestori ed utenti finali. / Ha raccontato Gemma Donati, che ha poi aggiunto / La stampa di fotografie è soprattutto femminile: abbiamo appurato che sono le donne ad usufruire maggiormente del servizio”. È previsto a breve un ulteriore restyling della macchina, che verrà proposta nella versione in vetro temprato nero, con bordi in argento, che richiama il design elegante delle console per videogiochi.
“Questa macchina nata per le fotografie, permette anche di installare software per le ricariche telefoniche o per stampare documenti direttamente da una periferica USB. Crediamo molto in questo progetto, perché offre un servizio diverso, in più a chi prende il caffè, attirando l’utente verso la macchina e di conseguenza generando vendite addizionali” / ha concluso Gemma Donati.
> Lei 200 è l’attesa table top che replica il design accattivante ed elegante della semi-automatica Lei Sa, in versione 200 bicchieri automatici, caffè in grani, zucchero e quattro contenitori per solubili. Lei 200, nella versione presentata a Parigi, è stata equipaggiata di un piccolo schermo da 6” (al posto del tradizionale lexan) che ne ha esaltato la linea moderna.
> Infine, Duo “I am the one”, che racchiude due macchine in una. Duo è un concept innovativo per l’erogazione di caffè e bevande calde insieme ad acqua fredda liscia o gassata. La macchina, dal design sobrio, moderno e minimal è versatile e si adatta a qualsiasi location, grazie alla sua ampia possibilità di personalizzazione e al suo aspetto elegante. Duo è stata realizzata nel rispetto della natura: il concetto “due in uno”, la macchina e i prodotti distribuiti rientrano pienamente nella visione eco adottata da Bianchi, che punta all’innovazione tecnologica al servizio dell’ambiente e del risparmio energetico. La macchina ha avuto un riscontro di pubblico positivo durante la fiera francese.
> Lei 200
Speciale
Vending Paris
Bitx for Vending Paris 2010
Your Voice S.p.A . si occupa di servizi di comunicazione multicanale per conto di grandi aziende del mondo delle telecomunicazioni. Nel corso degli anni ha sviluppato una piattaforma software in grado di effettuare chiamate telefoniche automatizzate a migliaia di persone in contemporanea. Questo tipo di attività è fortemente compatibile, dal punto di vista tecnologico, con il mondo della telemetria, perché trasforma la capacità di dialogare con migliaia di persone nella possibilità di far comunicare tra loro dispositivi elettronici. Per questa ragione, da circa tre anni, parte della struttura è stata dedicata allo sviluppo del cosiddetto mercato “machine to machine”, con l’iniziativa Bitx . Il vending è stato il primo settore approcciato e ha fornito riscontri commerciali immediati.
“In occasione di Venditalia abbiamo presentato il nostro sistema di telemetria per il vending e abbiamo affrontato con soddisfazione il grande pubblico del settore in Italia / ha affermato Nicola Scardi , direttore marketing Your Voice S.p.A. / ed ora abbiamo scelto di partecipare a Vending Paris per confrontarci e renderci conto delle pos sibilità di espansione all’estero del nostro business. Abbiamo partecipato in qualità di ospiti di uno dei nostri partner commerciali, Saeco, e abbiamo presentato al mercato francese la nostra soluzione di telemetria, Bitx for Vending, che permette di gestire e di monitorare a distanza apparecchi per la distribuzione automatica, incrementando l’efficienza e i profitti delle società di gestione. I padiglioni fiera sono stati meno frequentati di quanto sperassimo, complice la situazione degli scioperi in Francia, ma chi si è avvicinato a noi lo ha fatto consapevole del tipo di prodotto che proponiamo e dei vantaggi che può ottenere dalla nostra tecnologia”.
Il sistema di telemetria Bitx è nato per far dialogare tra loro anche macchine di diversi produttori, per agevolare i gestori con un parco macchine eterogeneo. Il vending è un settore nel quale più rapidamente di altri si è compreso che gli standard e l’interoperabilità tra sistemi diversi sono elementi che possono favorire lo sviluppo dell’intero mercato e tutti i principali fabbricanti guardano con favore la possibilità di collaborare con aziende come Bitx per realizzare un prodotto completo da offrire ai propri clienti.
Bitx for Vending è un sistema collaudato e installato già su molte macchine; inoltre ne viene garantita la compatibilità con diversi software gestionali, è quindi in grado di espandere le funzionalità del programma gestionale già presente, senza costringere il gestore a sostituirlo. Il sistema di telemetria offre la possibilità di avere dati certi per elaborare strategie commerciali o per migliorare l’efficienza dell’attività di gestione.
“In Italia il prodotto ha dei buoni ritmi di crescita, siamo soddisfatti. / ha concluso Scardi / Adesso ci stiamo affacciando al mercato europeo, abbiamo già avuto qualche contatto in Francia e in Spagna e stiamo valutando la possibilità di partecipare alla prossima edizione di Eu’Vend, a Colonia”.
Speciale Vending Paris
Fas , la Nuova Evoluzione delle Vending Machine
FAS ha partecipato a Vending Paris 2010 presentando al pubblico le sue molteplici novità di prodotto e le nuove tecnologie integrate, che hanno reso ancora più efficienti e semplici da utilizzare gli innovativi distributori automatici dell’azienda di Schio. Le soluzioni FAS sono frutto del lavoro di ricerca e sviluppo dell’azienda, da sempre impegnata a seguire le tendenze del mercato e a soddisfare le richieste dei clienti e dei consumatori finali.
All’interno di uno stand diviso in aree dedicate, sono state proposte al pubblico i prodotti FAS per la distribuzione di bevande e alimenti caldi, fra cui segnaliamo:
Just Now , macchina per snack e prodotti caldi con forno a microonde a 1000 watt integrato o complementare, è il distributore che permette di scegliere se consumare alimenti a temperatura ambiente o caldi e che riscalda in un tempo compreso tra 10 e 20 secondi snack e altri alimenti confezionati. Posizionando Just Now accanto ad una macchina per bevande calde in modalità slave, è possibile prendere un caffè o un cappuccino al distributore e accompagnarlo con una brioche calda, proprio come al bar. Dal punto di vista tecnico, la macchina funziona come un qualsiasi distributore a spirale ma, unico nel genere, eroga prodotti riscaldati Anche se qualcuno ricorderà di aver osservato da vicino Just Now nel corso dell’ultima edizione di Venditalia, va puntualizzato che la macchina negli ultimi mesi è stata sviluppata e perfezionata e che ai prodotti inizialmente inseriti e testati,
FAS ha aggiunto piatti pronti a marchio MONTANA . Tutti i prodotti sono confezionati in porzioni abbondanti con un pack studiato ad hoc per la distribuzione attraverso la macchina
a spirali ed hanno tempi di cottura molto rapidi.
EASY 6000, la nuova macchina a dischi con sportelli per il prelievo del prodotto motorizzati, display LCD e diapositive retro illuminate. Gli 8 dischi interni sono estraibili e facilitano le operazioni di manutenzione e caricamento della macchina. FAS ha inoltre pensato ad una soluzione in cui EASY 6000, affiancata ad un modulo slave che supporta due forni a microonde professionali di semplice utilizzo. I due apparecchi collegati direttamente tra di loro eviteranno qualsiasi rischio legato ad una gestione non corretta da parte dell’utente, che non dovrà fare altro che selezionare il prodotto dalla macchina, attendere il passaggio delle informazioni da un dispositivo all’altro e ritirare il piatto caldo rinvenuto, senza dover impostare o azionare altri comandi. EASY 6000 risolve le difficoltà legate all’erogazione dei prodotti che non possono essere venduti attraverso i distributori a spirale e si presta in particolare ad essere installata all’interno di locazioni in cui sia necessario predisporre una mensa di dimensioni ridotte.
In materia di nuovi accorgimenti a livello tecnologico, FAS ha introdotto alcune soluzioni tese a migliorare e facilitare l’interazione tra il consumatore finale e la macchina, intesa non solo come canale di vendita, ma anche come strumento di comunicazione:
con la barra display cassetti per distributori a spirale linea FAST/FASTER , in pochi secondi le attuali etichette vengono sostituite semplicemente da una barra retroilluminata che mette in rilievo, in corrispondenza del prodotto, prezzo e numero di selezione, oltre a riportare altre informazioni, che ad esempio riguardano sconti per fasce orarie.
Il nuovo display grafico 240x128 permette di scrivere i caratteri in maniera più visibile, e allo stesso tempo incorpora animazioni e parti grafiche. Il cliente avrà così la possibilità di personalizzare il proprio logo e di creare messaggi ad hoc da rivolgere ai consumatori.
EASY KEYBOARD , la tastiera di selezione retro illuminata concepita per semplificare l’approccio al distributore. L’utilizzo della pulsantiera sarà molto più semplice ed immediato per il consumatore, che
potrà selezionare il prodotto dalla macchina a spirale in modo intuitivo.
In tema di TELEMETRIA, grazie a un accordo con Prosa, FAS ha potenziato il servizio telemetrico VeBox in modo da sfruttare le nuove caratteristiche delle macchine da remoto, come la barra display cassetti. VeBox è un servizio telemetrico allinclusive: le sue centraline si trovano montate a richiesta sulle macchine senza costi aggiuntivi. Con un piccolo canone mensile permette di tenere sotto controllo via web l’andamento della locazione, fornendo analisi vendite per elaborare strategie di marketing ed incrementare i guadagni. Consente inoltre di gestire tutto il ciclo manutentivo delle macchine nelle locazioni, analizzare le scorte e gestire gli approvvigionamenti e la totale gestione del ciclo cassa. Le centraline VeBox si basano sul formato EVADTS reperito per mezzo sia del protocollo DDCMP che del protocollo DEX-UCS, ma prevedono l'interazione simultanea anche con periferiche diverse con protocolli MDB o Executive quali gettoniere e lettori di banconote. anutenzare le
Speciale Vending Paris
Ingenico Italia , 10 Anni di Grandi Risultati
In occasione di Vending Paris 2010, Gruppo Ingenico, leader nei sistemi di pagamento elettronico, ha presentato Ingenico CAD30VendingPass, una soluzione di pagamento integrata per i distributori automatici realizzata in collaborazione con RATP, azienda del trasporto pubblico della capitale francese.
Il sistema è dedicato alla gestione delle carte contactless Calypso, impiegate nel mondo dei trasporti e detenute da circa 8 milioni di utenti.
Le card Calypso sono multi-servizio e permettono di effettuare il pagamento per la rete dei mezzi di trasporto della città di Parigi, il noleggio di biciclette (Velib) e l’acquisto di prodotti dai distributori automatici dell’area urbana.
Nel corso della manifestazione, Ingenico ha dato da testare ai visitatori la nuova soluzione all’interno di Vending Canteen, l’area di ristoro automatizzata allestita all’interno dei padiglioni della fiera.
I terminali per il pagamento Ingenico CAD30VendingPass, integrati nei distributori installati, hanno dato prova di grande versatilità, dimostrando la facile gestione di tutte le carte di pagamento disponibili sul mercato / tra cui Calypso, PayPass, Paywave, Mifare, NFC / da parte dei prodotti Ingenico.
La partecipazione a Vending Paris ha coinciso con un importante traguardo per la società: lo scorso 19 ottobre, infatti, Ingenico Italia ha festeggiato i suoi primi dieci anni di attività
L’ingegner Luciano Cavazzana , direttore generale Ingenico Italia , ha così commentato il compleanno dell’azienda:
"Quando nel 2000, con alcuni collaboratori, ho lanciato questa sfida, ero ottimista sulla capacità di raggiungere presto risultati importanti. Diventare il primo fornitore di terminali POS in Italia ci inorgoglisce e allo stesso tempo ci pone in una posizione di estrema responsabilità / e ha poi aggiunto / Il ruolo di Ingenico dovrà necessariamente cambiare nei prossimi anni: da semplice fornitore di hardware a solido partner nei progetti più innovativi e supporto fidato per tutte le innovazioni tecnologiche che caratterizzeranno la crescita del nostro mercato. Siamo pronti a metterci di nuovo in gioco e ad affrontare questa nuova e affascinante sfida".
Ingenico Italia in soli 10 anni ha saputo af-
fermarsi fino a diventare la prima azienda di sistemi elettronici di pagamento in Italia con oltre 1.600.000 unità di terminali venduti. Il successo dell’azienda è il frutto del lavoro di un team solido, formato da giovani professionisti con precedenti esperienze nel settore, che hanno saputo creare le basi per lo sviluppo di prodotti affidabili e di soluzioni innovative.
Ingenico Italia è la consociata italiana del Gruppo Ingenico , che opera nel settore bancario fornendo terminali in grado di gestire presso gli esercizi commerciali tutte le transazioni di pagamento svolte con carte di credito, di debito, privative e contactless. La società fornisce servizi di progettazione, assistenza tecnica, logistica e post-vendita su tutti i terminali installati avvalendosi della collaborazione della propria controllata Epos Italia , società di servizi specializzata nella gestione di apparati bancari. Ingenico S.A e Epos Italia sono certificate ISO9001:2008.
Speciale Vending Paris
Lavazza , la garanzia di un Espresso Sempre Perfetto
Presente da oltre vent’anni nel settore della DA con i sistemi Espresso Point e BLUE , Lavazza non si ferma mai e grazie all’instancabile attività di ricerca e sviluppo propone soluzioni sempre nuove per permettere a tutti di concedersi il piacere di un espresso a regola d’arte in ogni luogo e in ogni momento.
“Con la sperimentazione, l’innovazione e la cura del prodotto abbiamo perseguito la ricerca della qualità per consentire a tutti e ovunque di farsi interpreti di quell’arte italiana dell’espresso. Le nostre macchine nei luoghi di lavoro sono diventate punto di aggregazione sociale, rispecchiano il vissuto del caffè all’italiana: non solo bevanda, ma veicolo di interscambio e di valori umani. Come spiegano anche i sociologi, la macchinetta del caffè è stata il primo vero social network!”, ha dichiarato Giuseppe Lavazza , vice-presidente del Gruppo.
Se il mercato è in continua evoluzione, la continua ricerca dell’eccellenza, di cui si fa promotrice Lavazza, ne fa una delle aziende più dinamiche sul territorio italiano.
“In linea con la strategia dell'azienda che si basa sull'espresso, sull'Away from Home e sull'espansione internazionale, vogliamo
confermare la nostra leadership nell’espresso italiano e ribadire il valore fondamentale che il canale vending ricopre all’interno del mondo del caffè. Ci siamo iscritti a tutte le associazioni di categoria europee per continuare a farci portavoce del segmento, sempre più simbolo dell’eccellenza Made in Italy. / Ha affermato Giampaolo Arpe , direttore Away From Home Business Emea Lavazza / Vogliamo inoltre da una parte proseguire il percorso d’innovazione per quanto riguarda le macchine e i prodotti, dall’altra rafforzare il modello di business migliorando ulteriormente le sinergie già in atto con i gestori”
> Le Macchine
Lavazza ha presentato a Vending Paris 2010 due novità assolute che vanno ad arricchire l’ampia gamma BLUE: LB Preziosa e LB 1200 Galactica
> LB 1200 Galactica è la vera rivoluzione nel mondo dell’OCS, grazie ai suoi due brevetti esclusivi Lavazza. LB 1200 è infatti la prima macchina ad avere il sistema latte integrato grazie all’erogazione caffè in due zone distinte per caffè e cappuccino e presenta una novità assoluta riguardante il processo cappuccino: la nuova macchina è dotata di un esclusivo agitatore all’interno del quale passa il vapore, garantendo così una schiuma perfetta e un successivo ciclo ottimale di sterilizzazione dello strumento.
> LB Preziosa è una macchina dal design accattivante, realizzata con l’utilizzo di materiali nobili / come il vetro color notte utilizzato per la scocca / e progettata con un interfaccia utente a sfioramento, in linea con le tendenze del momento. LB Preziosa presenta inoltre svariati accorgimenti tecnici che ne consentono un semplice utilizzo: sistema scarico automatico della capsula, controllo della temperatura della caldaia, serbatoio interno con sensori per il livello dell’acqua.
Anche per le cialde di caffè, Lavazza ha sorpreso i visitatori presentando e facendo degustare due nuove miscele particolarmente ricercate.
> LUXO è la nuova gamma di cialde per Espresso Point composta da due prodotti unici, pensati per i clienti più esigenti e per la prima volta racchiusi in una speciale confezione monocialda studiata appositamente per preservarne tutto il gusto, l’aroma e la freschezza. LUXO n°10 è la miscela 100% Arabica che unisce le più pregiate qualità di India e Brasile donando un espresso equilibrato, rotondo, dal gusto dolce e dalla crema vellutata.
LUXO n°59 è la pregiata miscela di Arabica dal Brasile e dal Centro America e di Robusta dall’India la cui particolare tostatura offre un espresso dal gusto raffinato e cioccolatato, con una crema consistente e un retrogusto persistente.
> VeryB è la linea di miscele estremamente pregiate e raffinate, studiate ad hoc per l’innovativo sistema Lavazza BLUE, con cui Lavazza vuole offrire ai gestori la possibilità di arricchire e differenziare l’offerta attraverso due prodotti esclusivi:
Magnifico , una pregiata miscela 100% Arabica che nasce da una speciale tostatura dei migliori Arabica di India e Brasile che offrono una resa in tazza dolce e profumata, persistente nel retrogusto e vellutata nella crema;
Supremo , una miscela corposa e intensa creata con l’Arabica dal Brasile e dal Centro America e la Robusta dall’India, una tostatura marcata ma addolcita da cicli lunghi e progressivi che danno vita a un gusto persistente e un aroma tondo e liquoroso. ui ita % aae e un do e l i-
Speciale Vending Paris
MEI Capitalizza i Successi
MEI, in oltre 30 anni di storia, ha abituato i propri clienti a novità in grado di rivoluzionare il modo in cui i gestori svolgono la propria attività. Ultima, in ordine di tempo, è il sistema CF8000
Basato sul CF7000, la macchina rendiresto venduta in più di un milione unità in tutto il mondo, il nuovo CF8000 rivoluziona la funzione del sistema di pagamento che, da semplice dispositivo di gestione del contante, diventa “il cuore” del distributore automatico. CF7000, nonostante sia stata lanciata più di cinque anni fa, è ad oggi ancora considerata un prodotto nuovo, estremamente affidabile e funzionale. I gestori hanno contribuito con alcuni suggerimenti ad arricchire il prodotto e renderlo ancora più funzionale alle esigenze moderne: semplificazione delle operazioni di raccolta dati audit; sviluppo di una soluzione completa per il controllo e la protezione del contante all'interno della macchina; riduzione dei costi ed integrazione di un'opzione cashless.
La risposta a queste richieste è il nuovo sistema CF8000, la soluzione completa per la gestione del contante.
> Semplificazione dell'Audit
Il processo di gestione dei dati del distributore automatico, sebbene sia stato codificato nel protocollo EVA/DTS già da molti anni, è stato adottato in modo frammentario e con strumenti non del tutto standard.
Pur variando da gestore a gestore, la procedura di recupero e verifica dei dati audit, si basa sulle seguenti azioni: il caricatore apre lo sportello macchina e ne registra la posizione manualmente o mediante un lettore di codici a barre e procede alla registrazione della lettura del conta colpi. Oppure, qualora si disponga di un dispositivo por-
tatile (terminale palmare o strumento proprietario) si interroga il distributore o il sistema di pagamento. Il personale addetto raccoglie a questo punto il contante e ne annota il punto vendita di provenienza per consentire la riconciliazione, in sede, di incasso e venduto.
Maggiore è il numero di passaggi manuali più alta è la probabilità di perdita d'informazioni. L’eterogeneità del parco installato rende ancora più elevata la probabilità di errore. Anche quando la procedura viene eseguita correttamente, le informazioni sono spesso incomplete. Ad esempio, alcune macchine non segnalano puntualmente quanto contante è presente nella rendiresto e alcuni sistemi di pagamento non sono in grado di registrare quali selezioni sono state effettuate (difficoltà price holding). Il nuovo sistema CF8000 permette di ovviare a tutti questi inconvenienti. EVA/DTS è uno standard sviluppato per il settore della distribuzione automatica e creato appositamente per controllare e verificare la coerenza delle operazioni di audit. MEI vanta un’esperienza completa in questo ambito, infatti è stata la prima ad implementare, sin dagli anni ‘90, la verifica della coerenza sul contante secondo il protocollo EVA/DTS. CF8000 rappresenta un ulteriore passo avanti. La nuova funzionalità di Data Merge consente di acquisire tutte le informazioni della macchina e di condensarle in un unico file. Per la prima volta è possibile raccogliere tutti i dati del distributore automatico (compresi eventi diagnostici e stato di funzionamento), insieme alle informazioni del sistema di pagamento a moneta, banconota o chiave, in un'unica operazione di recupero dati statistici. La semplicità della procedura, riduce al minimo la probabilità di errori da parte degli operatori. Il file risultante, nel formato standard EVA-DTS, è in grado di essere gestito da qualsiasi sistema
software esistente.
MEI collabora con i tutti i più importanti fornitori di software gestionali europei per rendere l'implementazione di questo sistema trasparente ed immediato.
La raccolta dati è disponibile in diverse modalità: il metodo più economico basato su standard USB (mediante una semplice chiavetta), Irda e, per la prima volta, Bluetooth
"Abbiamo optato per il protocollo USB / ha commentato Mario Majo, direttore commerciale MEI Italia / perché si tratta di uno standard ormai ampiamente diffuso ed economico che ci consente non solo di rilevare i dati, ma anche di programmare l’unità rispondendo finalmente alla richiesta dei gestori di eliminare qualunque dispositivo proprietario. Riteniamo tuttavia che la tecnologia Bluetooth rappresenti la strada verso il futuro. La tecnologia Irda è di fatto superata e limiterà sempre di più la scelta dei dispositivi futuri. Il bluetooth è il modo più semplice per eliminare gli errori nelle raccolte audit e rendere la procedura automatica. Possiamo immaginare un processo in cui l'operatore raggiunga la macchina per caricarla e la procedura di raccolta audit venga automaticamente avviata in background. La maggior parte dei cellulari dispone della funzione Bluetooth, quindi i dati raccolti possono anche essere inviati al deposito, prima che l'addetto si allontani dalla postazione".
MEI sostiene una procedura di verifica identica per ogni macchina ma, al tempo stesso, comprende la non sostenibilità economica della sostituzione del parco rendiresto con la nuova proposta. Per ovviare a questo inconveniente, ha sviluppato il modulo VAM (Vending Audit Module) della serie CashFlow, una soluzione per l’aggiornamento del parco macchine installato che è in grado di fornire le stesse funzionalità del sistema CF8000 su tutte le macchine dotate di rendiresto compatibili con EVA/DTS, ambito in cui sono chiaramente inclusi tutti i prodotti MEI serie CF690 e CF7000.
> Controllo del Contante
Per risolvere definitivamente il problema degli ammanchi occorre uno stretto controllo di cassa e soprattutto dei tubi rendiresto. Le unità CF7000 impiegano la tecnologia sonar per monitorare co-
stantemente il livello del contante nei tubi; il sistema CF8000 rappresenta il passo successivo. Ogni unità CF8000 è dotata di un orologio a bordo e, qualora vengano rivelate situazioni anomale o di ammanco, l'evento viene registrato, con riferimento di data e ora, nel file di audit. L'orologio consente inoltre di registrare in maniera accurata ogni visita effettuata presso la macchina.
> Riduzione dei Costi
I consumatori desiderano di poter utilizzare differenti metodi di pagamento. I gestori riconoscono che l'integrazione di sistemi a chiave incrementa le vendite della macchina e offre una maggiore flessibilità nella definizione dei prezzi. Il problema principale dell’installazione di un sistema di pagamento di tipo rendiresto e un sistema senza contanti è l’incremento sensibile del costo della macchina.
MEI ha risolto il problema integrando il sistema a chiave nell'unità CF8000, riducendo i componenti duplicati al minimo, per offrire la soluzione con e senza contante più vantaggiosa.
"Riteniamo che questo approccio integrato consenta ai gestori di ottenere un risparmio di 100 euro ad installazione", ha proseguito Majo
La soluzione cashless integrata è solo uno degli articoli della nuova linea cashless Mei-pay, una suite completa di soluzioni cashless ottenuta dalla collaborazione con MICROTRONIC. La linea Mei-pay è costituita da sistemi cashless basati su tecnologia Mifare.
"Ancora una volta, MEI ha voluto offrire ai propri clienti la libertà di un open standard, anziché condizionarli all’utilizzo di un sistema proprietario come accade con gli altri fornitori di sistemi cashless. / Ha concluso Mario Majo / Abbiamo scelto MICROTRONIC perché, oltre ad avere le competenze di settore necessarie, condivide con noi valori quali qualità e affidabilità. MEI è estremamente grata ai propri clienti per il supporto dimostrato, questo ci ha permesso di raggiungere il traguardo di vendita di 1 milione di unità CF7000 e al tempo stesso consentito di investire nel nuovo sistema CF8000 e realizzare una soluzione di pagamento completa. La nostra missione è sempre quella di aiutare i gestori ad aumentare i profitti.”
non richiedono trattamenti speciali e non contengono metalli pesanti biodegradano completamente in tutte le situazioni di smaltimento mantengono le stesse caratteristiche tecniche senza nessuna alterazione meccanica, dimensionale o visiva lo stesso risultato nei test di utilizzo la stessa scadenza in normali condizioni di conservazione
Speciale Vending Paris
N&W
Punta sull'
Innovazione
> Con una gamma di prodotti ampiamente rinnovata, l’azienda di Valbrembo ha proposto a Vending Paris 2010 diverse soluzioni che mirano a soddisfare le esigenze di un mercato in costante evoluzione.
N&W ha presentato in anteprima sul mercato francese il nuovo table top Solista, che va ad arricchire la gamma H&C Necta. Un distributore dal design accattivante e raffinato che garantisce ottime prestazioni grazie all’uso di tecnologie sino ad ora riservate ai distributori freestanding.
Per la prima volta sono stati mostrati Concerto e Melodia, la nuova coppia di freestanding Necta dedicati alle medie locazioni, che ha suscitato l’attenzione dei visitatori.
D’interesse la postazione dedicata a Canto Touchscreen: la soluzione, applicata per l’occasione al distributore Canto, propone un nuovo concetto di pannello selezione a schermo tattile moderno, interattivo e tecnologicamente all’avanguardia.
Queste macchine, presentate in fiera all'interno di una scenografia creata ad hoc per simulare un ambiente urbano, possono essere dotate di un sistema di comunicazione assolutamente innovativo che permette di sfruttare meglio le potenzialità della telemetria: l’operatore può agire direttamente o in remoto sul distributore per raccogliere statistiche, verificare i flussi di cassa e gestire fasce promozionali. Inoltre il software della macchina permette di inviare direttamente tramite un unico gateway messaggi di allerta all’operatore in caso, per esempio, di vuoto prodotto o sotto scorta.
I visitatori hanno preso visione anche delle novità a marchio SGL per il segmento
OCS, tra le quali Capsy e la nuovissima
Podsy , una macchina da caffè elegante e versatile che si adatta perfettamente a locazioni quali uffici e sale riunioni.
Protagoniste nello stand anche le macchine di ultima generazione: Canto (disponibile anche nella versione Classic con una nuova interfaccia), Samba e Diesis, nonché Rock e Canto P, i due modelli destinati alle locazioni pubbliche, a prova di vandalismo. La gamma Canto abbina a contenuti tecnici evoluti un design armonioso e una qualità alta e costante delle bevande erogate. Samba, oltre ai tradizionali snack, può erogare tutti i formati di lattine e bottiglie ed è in grado di offrire prodotti food, grazie a una cella refrigerata regolabile fino a tre diverse temperature. Il recente Canto P appositamente studiato per garantire la massima sicurezza contro atti vandalici, è la soluzione ideale per le locazioni pubbliche, in abbinamento con un’altra grande novità Necta, il distributore Rock labile nto , ssima e idede to con ock k
Come per Venditalia 2010 , anche per Vending Paris , N&W ha scelto di proporre uno stand a “Impatto Zero®” , il progetto firmato LifeGate (la piattaforma di riferimento in Italia per il mondo eco-culturale) che permette di compensare le emissioni di anidride carbonica generate dall’attività fieristica con la creazione di oltre 7.000 mq di nuove foreste nel Madagascar, con interventi di riqualificazione, conservazione e tutela a lungo termine di quest’area, che verrà monitorata costantemente da enti certificati. Un modo semplice e concreto per ridare ossigeno al nostro pianeta.
Del resto, la vocazione ecologica di N&W è tutt’altro che recente, come dimostra la Certificazione Ambientale ISO 14001 ottenuta più di 10 anni fa, quando ancora poco si parlava di tematiche verdi.
Vocazione che si riflette nella gamma prodotti: a Parigi è stato presentato anche Snakky Max HE , un modello ad alta efficienza energetica che permette di risparmiare sui consumi garantendo eccellenti prestazioni.
N&W ha scelto Vending Paris per mostrare in anteprima il nuovo sito web, previsto on line entro la primavera 2011, caratterizzato da una grafica elegante e pulita, dalla facilità di navigazione e dall’immediatezza nel reperire le informazioni e le schede prodotto.
N&W stila un bilancio positivo per Vending Paris 2010 e si prepara fin da ora al prossimo appuntamento in fiera.
> Podsy
> Rock e Canto
> Canto, Samba e Diesis
Speciale Vending Paris
rheavendors group l’Eleganza Made
in Italy
Nello stand rheavendors, dall'aspetto particolarmente elegante e high-tech, la novità assoluta per la maggior parte dei visitatori è stata CAFFÈ EUROPA MULTIMEDIA, una macchina che introduce la logica interattiva del video nel mercato midlow price, e contiene inoltre due colonne bicchieri.
Per la prima volta il mercato francese ha conosciuto CINO XS COMPACT, la table-top professionistica, intuitiva e compatta, di cui è prevista anche una versione con cappuccinatore. Debutto francese anche per SNACK EUROPA nella versione food & snack a 2°C. Poiché si è ancora nell’anno del cinquantenario rheavendors, come già qualche mese fa a Venditalia, un lato dello stand presentava una selezione di distributori prodotti dall'azienda nei suoi primi 50 anni di continua ricerca estetica e funzionale.
Inedita la presenza nello stand del mago Frank Truong, che ha regalato momenti di divertimento ai visitatori con giochi di magia con le carte.
“Per dirla con franchezza, è stato l’unico momento veramente magico di Vending Paris. / Ha commentato Carlo Majer, vice-presidente e amministratore delegato rheavendors group / Perché sugli altri fronti, tra scioperi generali (imprevedibili) e vacanze scolastiche (queste sì prevedibili) di fine ottobre, l'afflusso di visitatori francesi e internazionali è stato un all-time low, ponendo seri interrogativi sull’attualità della formula di Vending Paris e di altre manifestazioni simili, in questi tempi di trasformazione”.
> CAFFÈ EUROPA MULTIMEDIA
Dopo aver introdotto la filosofia del doppio bicchiere nel mercato mid-low cost, Caffè Europa appare oggi in una versione ulteriormente innovativa con video LCD 10,4" , che può essere utilizzato per il passaggio di video-clip pubblicitari o per fornire informazioni alimentari sui prodotti erogati e non solo. Caffè Europa è una freestanding adatta alla medie postazioni, e può servire espresso all’ italiana con l’utilizzo del bicchiere di diametro 57 mm.
> CAFFÈ EUROPA TOUCH PANEL MULTIMEDIA
Un passo ancora più in là è stato fatto con il lancio di questa versione di Caffè Europa, dotata di touch panel centrale per la selezione bevanda, e di un video LCD 5,7" laterale per la visione di filmati pubblicitari o informativi.
Una configurazione di interfaccia inedita in questo segmento di mercato, che guida e coinvolge l’utente nella scelta della selezione.
L’ultima nata della gamma table-top rheavendors , Cino xs compact è stata concepita per essere elegante ed estremamente funzionale, grazie alle dimensioni ridotte, alle sue linee essenziali ed ai suoi 10 pulsanti selezione.
Un distributore pensato anche per il mercato ho.re. ca, grazie alla versione con cappuccinatore per un cappuccino espresso con latte fresco.
L’opzione your private coffee fornisce la possibilità di utilizzare una monodose di caffè macinato a scelta del cliente, tramite uno sportello situato sul coperchio della macchina.
Cino xs compact offre inoltre un modulo multifunzione che può includere serbatoio acqua, depuratore, dispenser bicchieri e cassetto per zucchero e palette.
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rheavendors apre la campagna di Russia con una nuova filiale a Mosca
rheavendors group ha aperto la sua prima filiale in Russia.
La nascita della decima sede estera riconferma lo spirito globale della società.
“rheavendors group è un'azienda a management familiare che da sempre dedica molta attenzione ai suoi clienti. / ha commentato Carlo Majer , vice-presidente della società / Abbiamo aperto una nuova sede in Russia per offrire un servizio più completo e rapido alla nostra clientela già esistente e per confermare il nostro primato in quel grande paese”.
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La filiale di Mosca sarà diretta da Michael Zyabkin-Bodunov , manager di grande esperienza nel settore e si trova nell'antica sede della Mosfilm , l'azienda cinematografica sovietica, per cui hanno lavorato fra gli altri grandi registi come Eizenstein e Tarkovsky
Speciale Vending Paris
Saeco , idee con Passione
> Con i suoi 250 mq, lo stand Saeco ha attirato molti visitatori interessati alle novità proposte: Atlante 500 , Corallo e Aliseo nella versione Slave ; Atlante 700 nelle due versioni Cold e per bevande aromatizzate ;
Phedra Horeca Cappuccino abbinata al frigorifero Astra
Atlante 500, freestanding hot sorella minore della versione 700, ha riscosso grande successo. Con un’elevata capacità (fino a 550 bicchieri) e una vasta scelta di bevande (fino a 39 prodotti differenti) è perfetta per le locazioni di medie dimensioni. È disponibile nelle versioni Espresso con doppio macinino, Espresso mono macinino e Instant. Ha lo stesso elegante design di Atlante 700 e le stesse rivoluzionarie innovazioni: il sistema Saeco Rotating Plate, molto apprezzato dai gestori e il nuovo sistema di erogazione
polveri Saeco Easy Dry
Il sistema Saeco Rotating Plate permette un accesso frontale e diretto ai principali componenti. La piastra principale viene semplicemente ruotata di 180°, così pulizia e manutenzione diventano immediate, con evidente risparmio di tempo e denaro.
Il nuovo sistema di erogazione polveri Saeco Easy Dry previene l'alterazione qualitativa del prodotto e riduce le operazioni di manutenzione e quindi i costi di service.
“...Ora selezionare frutta,
La gamma più completa di snack per ripartire con energia e gusto: la qualità Noberasco in 4 varianti alla frutta e 2 novità al cioccolato.
Le freestanding snack & food, Corallo e Aliseo , rispettivamente a 6 e a 8 spirali e con 6 e 7 cassetti estraibili, sono state presentate nella versione Slave per abbinamento alla versione Master delle freestanding hot Cristallo 600 e Atlante 500/700 con un unico sistema di pagamento installato sul distributore master.
È stata inoltre proposta Atlante 700 in tre versioni inedite, grazie alla semplice applicazione di tre diversi kit. Il kit frigosciroppi e il kit solubili freddi , che prevedono anche un gruppo frigorifero, trasformano Atlante in due versioni Cold per erogare non solo bevande calde, ma anche bevande fredde da sciroppi o da polveri.
Il kit sciroppi per aromatizzare caffè e bevande consente ad Atlante 700 di erogare bevande calde aromatizzate con sciroppi ai vari gusti: vaniglia, nocciola, cocco, cioccolato, caramello, ginseng, ecc.
Molto apprezzata anche l’estrema versatilità di Phedra Horeca Cappuccino , elegante table-top semi-automatica che garantisce elevate performance in uno spazio ridotto, ideale per applicazioni Ho.Re.Ca. e piccole locazioni.
Può erogare fino a 8 prodotti differenti e abbinata al frigorifero Astra prepara cappuccini e bevande a base di latte fresco. La macchina è disponibile anche nella versione Instant.
Speciale Triestespresso
Nuovo Record di Presenze al 5 ° Triestespresso Expo
La quinta edizione del Triestespresso Expo ha accreditato la città di Trieste capitale mondiale del caffè espresso e volano economico grazie ai 5 milioni di euro d’indotto economico per il territorio. La fiera, svoltasi dal 28 al 30 ottobre, si è chiusa facendo registrare un nuovo record di presenze e con il riscontro positivo di espositori, produttori e visitatori arrivati da varie parti del mondo. Per tre giorni la filiera del caffè espresso è stata protagonista dell’appuntamento triestino e i numeri di questo evento internazionale ne fotografano bene la portata e l’importanza.
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visitatori (stimati 8.000) provenienti da 86 paesi (stimati 80) hanno fatto superare ampiamente i numeri della precedente edizione del 2008, evidenziando una crescita del 24,2%. Inoltre i 230 espositori, provenienti da 22 nazioni (Austria, Burundi, Cina, Colombia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Guatemala, India, Indonesia, Israele, Italia, Polonia, Portogallo, Russia, Ruanda, Slovenia, Sud Corea, Svizzera, USA, Vietnam e Yemen), hanno chiuso contratti per milioni di euro e aperto nuovi canali commerciali.
Nato nel 2000, Triestespresso Expo ha fatto registrare un continuo trend di crescita arrivando alla completa saturazione delle aree espositive nell’edizione di quest’anno, per la quale
sono stati utilizzati tutti gli 11mila mq del comprensorio fieristico di Montebello. La quinta edizione della fiera biennale è stata caratterizzata anche da una giornata aperta al pubblico che ha dato la possibilità ai visitatori non professionali di girare tra gli stand degli espositori.
“Questa edizione del Triestespresso Expo / ha commentato Franco Bazzara dell’Associazione Caffè Trieste / si è caratterizzata per la qualità e la capacità produttiva di tutti gli attori presenti. Si è trattato della migliore edizione di TriestEspresso per quanto riguarda il giro d’affari che è riuscita a produrre soprattutto in considerazione del complesso momento economico che anche questo comparto sta vivendo. Ritengo sia fondamentale continuare su questo binario per non far perdere a Trieste l’ormai accreditato ruolo di capitale mondiale del caffè espresso”.
Nel corso della manifestazione si è tenuta anche la quarta Partnership fra Musei europei del caffè. Dopo quello con Museum für Kaffeetechnik-Probat Werke in Germania nel 2004, con Caferama-Badilatti in Svizzera nel 2006, con Kaffee Kompetenz Zentrum di Vienna nel 2008, ora è stata la volta del Musée de l'Aventure Peugeot a Trieste.
La società francese è nata esattamente due secoli fa quale fabbrica di lame, seghe per legnami e macinini da caffè.
Speciale Triestespresso
AntharesCoffeePrize
Triestespressso 2010 ha ospitato il concorso AntharesCoffeePrize. Il concorso, alla prima edizione, ha premiato opere originali di arte digitale, prodotte da artisti professionisti e dilettanti, che avevano come tema il caffè. La redazione di D.A. Italia, presente alla manifestazione, ha intervistato Mary Mercuri, organizzatrice del concorso e Responsabile Commerciale di Anthares srl, società triestina di spedizione del caffè crudo a livello internazionale.
Com’è nata l’idea di AntharesCoffeePrize?
Anthares è da sempre una sostenitrice dell’arte in ogni sua forma. La nostra sensibilità alle più varie forme d’arte ha portato la nostra azienda a fondare il Club Anthares , che si occupa di concorsi letterari e che ha istituito un premio internazionale di poesia. Anthares è un’azienda che si occupa di spedizione di caffè: ci è sembrato naturale, quin di, unire l’amore per l’arte alla materia prima che meglio conosciamo. Il caffè inoltre è molto amato e si presta al consumo di gruppo, anche quando si discute di progetti professionali e artistici lo si fa più volentieri davanti ad una tazza di buon caffè.
Quando è stato indetto il bando di concorso? L’idea è nata quest’anno. Dopo diverse discussioni abbiamo deciso di concentrarci sulle opere di arte grafica digitale nella sua più ampia declinazione. La scelta è stata motivata principalmente dal fatto che, rivolgendoci agli artisti di tutto il mondo, avremmo dovuto scegliere un linguaggio universale e diretto come è l’immagine. Per la stessa ragione abbiamo privilegiato una modalità di consegna molto veloce.
A chi è stato rivolto il bando? Il concorso è stato pensato per chiunque avesse la passione per il caffè e desiderasse esprimerla attraverso una realizzazione grafica o fotografica. È risultato anche un felice incontro fra la prima forma di arte comunicativa dell’umanità (l’immagine) e l’ultima (internet).
Come avete diffuso la notizia? La diffusione del concorso è avvenuta attraverso testate giornalistiche, radio, notiziari sul web e in generale tramite tutti i canali connessi al mondo del caffè: associazioni, siti internet e fiere del settore.
Quali paesi sono stati coinvolti? Naturalmente l’Italia e l’Europa, ma grazie ad internet siamo arrivati anche in altri continenti. Abbiamo avuto una risposta lusinghiera alla nostra iniziativa con iscrizioni pervenute da Italia, Austria, Germania, Ungheria e perfino dall’Australia.
Quanti artisti hanno partecipato alle selezioni? In tutto abbiamo avuto 49 iscritti e sono state presentate 108 opere digitali, elaborazioni grafiche e fotografie, ma anche due cortometraggi.
Chi ha valutato il materiale? Una giuria composta da tre artisti triestini ha giudicato le opere e successivamente abbiamo contattato i vincitori.
I giurati scelti sono Alfredo Davoli, artista di arte grafica, Emiliano Bazzanella, artista di arte contemporanea e Marino Sterle, fotografo.
In cosa consisteva il premio? Il primo classificato ha vinto un premio di 1.500 €, il secondo 1.000 € ed il terzo 500 €. Per tutti e tre anche un trofeo in cristallo. I vincitori delle menzioni speciali hanno ricevuto una targa.
Siete soddisfatti di questa prima edizione di AntharesCoffeePrize? Sì, nonostante l’enorme lavoro di organizzazione, inizialmente sottovalutato.
La manifestazione è stata realizzata curando ogni dettaglio, arricchita da due musicisti che hanno intonato canzoni sul tema del caffè e presentata
da due conduttori. Il risultato è stato soddisfacente, abbiamo offerto ai partecipanti uno spettacolo piacevole.
A livello personale posso dire che questo concorso mi ha gratificata molto, ha reso ancora più completo e piacevole il mio lavoro.
I VINCITORI DEL CONCORSO:
1°
La prossima edizione è già allo studio? Abbiamo già cominciato. La premiazione del prossimo concorso si svolgerà durate il SIC a Milano, quindi ci stiamo già muovendo perché tutto si svolga nei tempi previsti. Cercheremo di curare ancora di più la diffusione del concorso per rendere la partecipazione più estesa.
classificato Elisabetta Pizzato, per il complesso delle opere, per l’originalità e l’ironia nel far capire l’importanza di questa bevanda di uso comune diffusa ormai in tutto il mondo e di averla presentata simile ad un'esposizione di quadri in una sala d’arte contemporanea.
2°
classificato Francesca
Zinno, per l’abilità tecnica dell’uso sapiente della luce e del computer capace di trasmettere all’osservatore una sensazione di calore, bellezza e dinamismo.
3°
classificato Debora Parola, per il complesso delle opere per aver saputo unire la tecnica al divertimento, dimostrando che l’artista può creare comunicando sentimenti positivi in un perfetto equilibrio tra forme e spazi.
Menzioni speciali della giuria alle opere:
“Bici” di Antonio Barbera
“Morning Flying” di Vincenzo Corrado
“Ballerina” di Nicola Russo
Caffè alla Papaya , l'Energy Coffee di Univerciock
TriestEspresso ha visto fra i suoi protagonisti Univerciok, che con la golosità e la qualità dei suoi prodotti ha saputo attrarre un folto numero di visitatori al proprio stand.
Molta curiosità ha destato un nuovo prodotto esclusivo della linea Energy Coffee: un preparato in polvere al Caffè e alla Papaya Fermentata
Una piacevole bevanda alternativa da assumere in ogni momento della giornata dal gusto bilanciato di caffè e papaya. Prodotto con estratto naturale di papaya fermentata per essere l’elisir naturale per il nostro corpo.
La papaya è un frutto noto per le qualità nutrizionali e per il potere energizzante e stimolante del sistema
immunitario. Se assunto in forma di estratto s’impedisce che il contenuto nutrizionale della papaya si trasformi durante il processo digestivo e in parte si perda. Con la liofilizzazione tutti i principi attivi del frutto fresco rimangono inalterati. La papaya è cardiotonica, antibatterica, lassativa, aiuta la circolazione, accresce le difese antiossidanti ed immunitarie dell’organismo, riducendo i radicali liberi, lo stress ossidativo e i sintomi ad esso correlati, aiutando così ad intervenire sull’invecchiamento cellulare.
Univerciok è sinonimo di qualità e professionalità fin dal 1983. Avviata come piccola azienda artigianale per la produzione di semilavorati dolciari, oggi annovera una posizione di rilievo nel settore Food & Beverage. È consolidata in molte aree del mercato nazionale ed opera in molti stati esteri grazie al suo prezioso know how di prodotti semilavorati in polvere e liquidi.
L´accurata scelta delle materie prime, l´attenzione costante durante tutte le fasi di lavorazione, gli investimenti continui nella ricerca e nell´innovazione e l´attento servizio offerto alla clientela, sono da sempre gli standard che costituiscono i punti di forza della crescita dell’azienda.
Semplicità e rapidità di preparazione dei prodotti per il consumo finale, con l’aggiunta di ingredienti di facile reperibilità e di basso costo (quali acqua e latte), soddisfano le esigenze di ogni esercizio. Inoltre i prodotti Univerciok sono disponibili in differenti grammature, varie confezioni e molteplici gusti.
Speciale Triestespresso
Gli Aromi del Caffè: corsi di degustazione
alla scoperta
del Miglior Espresso
Il 29 e 30 ottobre, nell’ambito di TriestEspresso 2010 si sono svolte due giornate di corsi sul tema “Gli aromi del Caffè”, organizzati dall’Università del Caffè di Trieste
Alcuni esperti hanno insegnato a trenta iscritti (per prenotarsi è stato messo a disposizione un indirizzo mail direttamente sul sito web della fiera) i segreti della bevanda nera, dalla coltivazione della pianta alla lavorazione dei chicchi fino all’aroma dell’espresso, guidandoli in un percorso che ha ripercorso le tappe della realizzazione di un caffè, attraverso informazioni e immagini ma anche degustazioni e test olfattivi Teoria e pratica si sono incontrate dando vita ad un’esperienza unica di scoperta e di assaggio, che ha reso i partecipanti più “esperti” di fronte alla tazzina di tutti i giorni.
I docenti hanno seguito gli allievi entusiasti in una serie di assaggi coinvolgendoli attivamente in un’atmosfera di divertimento, facendo sperimentare a ciascuno cosa significa degustare e conquistando la platea con consigli pratici e pillole di cultura riguardo al caffè.
Le lezioni-degustazioni che si sono svolte nei giorni del salone triestino sono un esempio dell’attività dell’Università del Caffè, che ha sede nel capoluogo giuliano, vera e propria capitale europea del caffè. I corsi, aperti a tutti, nascono con l’intenzione di accompagnare il consumatore alla ricerca della qualità e dell’eccellenza, fornendogli informazioni utili a dare un nome alle sensazioni provate nel momento del consumo e rendendolo allo stesso tempo più attento e consapevole verso ciò che sceglie di bere
L’Università del Caffè di Trieste nasce nel 2000 come centro di eccellenza creato da illycaffè , con lo scopo di promuovere e diffondere la cultura del caffè di qualità attraverso lo scambio di idee ed esperienze. Produttori e professionisti del comparto trovano nell’Università la migliore formazione e validi strumenti di aggiornamento costante, ma le lezioni sono aperte anche ai semplici estimatori del caffè, del the e del cacao.
Le miscele più pregiate, le qualità di the e caffè esistenti, le curiosità e le provenienze delle materie prime, i processi di lavorazione, di produzione e di erogazione/infusione vengono spiegati e trasmessi ai partecipanti da personale qualificato, che anima corsi e degustazioni, anche attraverso eventi e serate a tema organizzate fuori dalle aule universitarie.
Kimbo Coffe Hour Lounge > 61
Caffè Ròko > 65
Top Management Forum 2010 > 68
Verso Basilea 3 - 7° Annual Economia e Finanza > 70
Kimbo Coffee Hour Lounge per Incontri al Caffè
Un tour, un temporary store e due mesi di iniziative per esaltare il piacere dell’incontro attorno ad una tazzina di caffè Kimbo : così è stato portato il Coffee Hour del caffè dell’autentica tradizione napoletana direttamente nelle piazze Italiane.
Oltre 50 giornate di appuntamenti si sono tenute fra i mesi di settembre e novembre, tutte dedicate all’aroma del caffè Kimbo , con tanti ospiti del mondo dello spettacolo e protagonisti del gusto e
dell’alimentazione. Piazze storiche delle città di Napoli, Roma, Firenze, Padova, Treviso, Torino e Milano per ospitare “Dialoghi sul caffè” e un casting. È questo il mix scelto da Kimbo per spiegare all'Italia che il caffè è molto più di una bevanda:
Èil cuore pulsante di una rete di emozioni e valori che già da soli diventano uno spettacolo da condividere.
A patto naturalmente che sia un buon caffè della tradizione napoletana come Kimbo
Kimbo Coffee Hour è un concept che fa leva sulla capacità del caffè di offrire un’esperienza piacevolissima, da assaporare e da condividere. Il tour è partito a fine settembre da piazza dei Martiri a Napoli, proprio dalla città dove il marchio Kimbo è nato, cresciuto e viene vissuto come patrimonio della “cultura del caffè” partenopea.
Ospite del primo degli "Incontri del Divano Rosso", che in ciascuna città ha accolto personaggi collegati dalla passione per Napoli o per il caffè, è stato Luciano De Crescenzo, un napoletano considerato un'autorità in materia di caffè, argomento anche del suo recente libro “Il Caffè sospeso”.
Nei pomeriggi il Divano Rosso è stato a disposizione del pubblico per una serie di divertenti giochi che sono diventati occasioni d’incontro. A seguire il casting: una semplice prova d'attore destinata a selezionare un volto per i prossimi spot Kimbo.
Nel nome di una bevanda capace di unire l'Italia da sud a nord, il tour è proseguito poi per le altre città fino ad arrivare all'ultima tappa di Milano che si è trasformata nell'inaugurazione della Kimbo Coffee Hour Lounge, uno spazio che fino a metà novembre si è animato di eventi quotidiani tutti uniti dall'aroma del caffè. Negli spazi della location si sono conosciuti e apprezzati: scrittori ispirati dal e al caffè, musica classica con proposte di autori napoletani, pièce teatrali e tutti i segreti del caffè, con barman e chef capaci di proporlo in tante combinazioni diverse. Tutto in un ambiente esaltato da aroma e relax, tant'è vero che in un'area dedicata della KCH Lounge erano a disposizione del pubblico le buone letture dei volumi dalla piccola biblioteca sul caffè.
Ad inaugurare lo spazio milanese è stato il programma radiofonico Il Ruggito del Coniglio, con una trasmissione in diretta dalla KCH Lounge, scelta perché capace di creare con milioni di ascoltatori lo stesso feeling alla base del concetto di Kimbo Coffè Hour. Per un mese la trasmissione ha diffuso radiopromozioni Kimbo Coffee Hour realizzate dai conduttori Marco che hanno contribuito a
P Presta e Antonello D Dose ch h hannno n c conontr t ibuuito o a richiamaare i il l pu p bblico s l ul u l le t tap a pe p d l el t touour. r
> Luisa Corna
> Andrea G. Pinketts
> Tony Esposito
> Silvana Giacobini
Perla coffee machines
Le Nuove Sfide del Futuro di Caffè Ròko
Sabato 23 ottobre, Medcaffè Srl ha organizzato a Marcianise (CE) un importante evento per presentare il suo nuovo progetto di franchising: Caffè Ròko coffee point
Michele De Lucia , fondatore e anima di Medcaffè, ha illustrato agli oltre cento gestori presenti e provenienti da tutto il centro sud Italia, le caratteristiche innovative di questa interessante proposta.
Medcaffè nasce nel 2003 e con umiltà, dedizione e professionalità, si è imposta sul mercato riuscendo a crescere negli ultimi quattro anni con tassi superiori al 40% annuo.
Il concept del negozio, offerto con la formula del franchising, è semplice, elegante e di forte impatto. La visibilità del prodotto è immediata, grazie anche ad un magazzino visibile ed estremamente pratico. Gli spazi sono modulari e gestibili in modo flessibile. La sensazione che si ha ad un primo sguardo
è la forte identificazione con il brand Caffè Ròko
Quattro le miscele disponibili in cialde e in capsule: Med, Classica, Gold e Dek, con prezzi chiari e trasparenti.
Il packaging è uno degli aspetti più curati del progetto ed è stato appositamente pensato per la famiglia e gli ambienti domestici, ma in grado di distinguersi per rappresentare la qualità del prodotto e per arredare il negozio.
Le caratteristiche più innovative del progetto possono essere sintetizzate nell'abolizione del comodato d’uso gratuito (c'è però la possibilità di concedere la macchina a noleggio a canone fisso mensile per due anni con basso costo di riscatto) e nella necessità di veicolare la clientela alla vendita della macchina con promozioni e assoluta chiarezza dei prezzi.
I costi dell'investimento sono molto contenuti (circa 20.000 euro per la proposta "base") e comprendono:
> i mobili e gli arredi
> la grafica
> l'utilizzo del brand e della comunicazione
> le insegne
> la progettazione tecnica (fee d’ingresso)
> la ristrutturazione del locale
> l’illuminazione
> la vetrina
> l'allestimento del prodotto (prima fornitura)
> le utenze
> l'hardware
Medcafè si è anche impegnata ad offrire convenzioni con fornitori e professionisti e un'intensa attività di comunicazione.
Puntando su un'alta immagine a basso costo e sull'esclusività del prodotto (i negozi saranno tutti monomarca), Michele De Lucia si è detto convinto di raggiungere numeri molto importanti. Già cinque negozi sono in apertura nelle prossime settimane e circa venti nei prossimi mesi.
Top Management Forum 2010 Risk Management nelle aziende italiane
Marizza
> Paolo
Sempre più spesso si parla di gestione dei rischi legati all’impresa, al lavoro in azienda e all’importanza di analizzare ed individuare i rischi aziendali, di elaborare metodi efficaci per gestirli e limitarli o annullarli. Tutte le operazioni volte a prevenire guasti, perdite di dati, sabotaggi, intrusioni, incidenti, truffe e furti, ma anche e soprattutto pericoli per le persone si definiscono sistemi per la gestione del rischio , o più semplicemente risk management e si traducono in predisposizione di procedure, strategie e dispositivi di protezione all’interno dell’azienda volte a garantire i migliori risultati in termini di efficienza produttiva e sicurezza personale.
In merito all’argomento, lo scorso 17 novembre, nell’ambito del Top Management Forum 2010, organizzato da Knowità e tenutosi presso Hotel Melià di Milano, ha avuto luogo il workshop dedicato al Risk Management a cura di Assiteca, società milanese di broker assicurativi.
Oltre ai risultati dell’indagine, che hanno definito una vera e propria mappa delle criticità per le imprese nel nostro paese, sono state presentate le case history delle aziende finaliste del Premio Assiteca, alla sua prima edizione. Partecipanti e componenti del Comitato Tecnico Scientifico hanno espresso il proprio voto e le aziende vincitrici, Carind srl (per la categoria piccole medie imprese) e Fastweb SpA (categoria grandi imprese), hanno ricevuto il riconoscimento durante la sessione plenaria dell’evento.
L’indagine, attraverso i dati raccolti con un questionario mirato rivolto ad un campione rappresentativo di 250 aziende, ha evidenziato limiti ed eccellenze per quanto riguarda prevenzione, rischi e responsabilità in tema di sicurezza sul lavoro, fattori sempre più critici per le realtà imprenditoriali del nostro paese.
Il campione dell’indagine include piccole e medie imprese (58% in totale di cui il 40% con un fatturato tra i 10 e i 25 milioni di euro e il 19% tra i 25 e i 50) e grandi aziende (42% in totale di cui il 15% tra i 50 e i 100 milioni di euro, l’11% dai 100 ai 250 milioni e il 15% oltre i 250) operanti in Italia nei settori industria (62%), commercio (10%) e servizi (28%). Il 38% delle aziende è del nord-ovest, il 30% del nord-est, il 19% del centro e il rimanente 13% ha sede al sud e nelle isole.
Alberto Floreani, docente di Finanza delle Imprese di Assicurazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha introdotto il tema del giorno con un approfondimento dal titolo:
”L a gestione del rischio nelle imprese italiane: i risultati dell’indagine
“Il modello a cui si guarda quando si parla di gestione del rischio è quello dei sistemi presenti nelle banche o nelle compagnie di assicurazione, poi applicato alla propria azienda. Questo sistema segue uno schema preciso, un processo che si articola in: definizione degli obiettivi, assessment
(valutazione del rischio) e trattamento del rischio, ovvero la scelta delle soluzioni da adottare.
Dallo studio emerge che le aziende virtuose, quelle che cioè operano in un regime di corretta gestione del rischio, attuano in prevalenza uno schema che prevede: un organo di governo a supervisionare il processo; un sistema organizzato di gestione del rischio; organi di supporto e di controllo che applicano le disposizioni stabilite direttamente sul campo. È necessario che questi elementi esistano ed operino strettamente connessi tra loro per garantire un risultato complessivo soddisfacente. Tra le tipologie di rischio individuate, la più sentita è quella legata al personale, seguita da quella legata ai rischi informatici: nelle aziende italiane, quindi, si presta grande attenzione al fattore risorse umane. Il 55% delle società intervistate ricorre ad un sistema di gestione del rischio integrato, ovvero interno all’intero sistema azienda; il 24% ne ha implementato uno solo per determinate tipologie di rischio (sistema semintegrato), mentre il 13% ne sta valutando l’introduzione.
Oltre la metà delle aziende incarica il titolare o un responsabile di alto livello (AD, DG, CEO) di supervisionare il sistema di gestione del rischio, mentre il 18% sceglie un’altra figura interna all’organico. Significativa la percentuale di risk manager, 11% attualmente rilevata: in crescita quindi le aziende che comprendono l’importanza di un soggetto competente
Il dato è ancora più interessante se si tiene presente che sono soprattutto le piccole e medie imprese a scegliere di avere una figura dedicata alla gestione del rischio.
Ancora, in termini di strumenti di valutazione, il 44% del campione ha dichiarato di ricorrere a strumenti sia qualitativi che quantitativi (statistici), mentre il 32% afferma di non utilizzare nessuno strumento in particolare: curiosamente il dato implica una non valutazione, quindi una mancanza totale di sistemi di risk management, in contrasto con il dato relativo alle aziende che non hanno implementato un sistema di gestione rischi (8%).
Solo l’8% del campione ha ammesso di non aver mai valutato un sistema di risk management per la propria attività.
Infine, per la realizzazione di programmi assicurativi, le aziende si rivolgono a collaboratori esterni (da affiancare al personale interno) nel 50% dei casi, mentre il 24% delle aziende svolge il compito all’interno della struttura e il 26% esternalizza completamente la funzione.
L’ultimo dato emergente riguarda proprio il criterio di selezione dei collaboratori esterni: il 44% delle aziende che hanno partecipato
Inoltre, il 54% delle aziende sviluppa un sistema interno (con o senza riferimento a linee guida standard) mentre il restante 46% si affida a consulenti esterni (con o senza riferimento a linee guide standard).
nee imento a li rifer mentre da restante nsulenti ffida co af o senza esterni andard)st
lente che offre il servizio a costi contenuti, terminante è dato dalla capacità del broker
alla pratica di risk management che l’azienda ha
all’inchiesta ammette di scegliere il consulente che offre il servizio a costi mentre il 38% afferma che l’elemento determinante è dato dalla del broker assicurativo di fornire un adeguato supporto che l’azienda ha definito”.
Verso Basilea 3 Nuovi Accordi Internazionali Vigilanza Bancaria
7° Annual Economia & Finanza Gruppo 24 ORE
L’accordo sui requisiti minimi di capitale firmato a Basilea (città sede della Banca Centrale Europea) nel 2004 ed entrato in vigore dal 2007, meglio noto come Basilea 2, è un accordo internazionale di vigilanza, riguardante i requisiti patrimoniali degli istituti di credito. In base a questo accordo, le banche dei paesi aderenti dovranno accantonare quote di capitale in proporzione al rischio derivante dai rapporti di credito assunti, valutato attraverso lo strumento del rating. A seguito della recente crisi finanziaria che ha colpito alcuni importanti istituti di credito, è stata elaborata una nuova versione dell'accordo, Basilea 3, che entrerà in vigore gradualmente a partire dal 2013 (la piena attuazione è prevista per il 1° gennaio 2019).
Basilea 3 impone requisiti patrimoniali più severi per l'operatività delle banche, in modo che gli istituti abbiano maggiori risorse a disposizione per affrontare momenti di crisi come quella degli ultimi anni, che ha messo in ginocchio il sistema finanziario internazionale.
Basilea 3 è stato l’argomento di punta del 7°
Annual Economia e Finanza del Gruppo 24 ORE, prestigioso appuntamento annuale per gli addetti ai lavori, nel quale non sono mancati ospiti illustri e relatori di rilevanza nazionale, che quest’anno ha affrontato lo spinoso problema relativo al futuro delle imprese italiane (citiamo la presenza di Riccardo Illy, rappresentante del comparto caffè e dell’eccellenza Made in Italy).
Intervenuto nel corso del summit, Paolo Marizza, Associate Partner Financial Innovations SpA, ha presentato ai partecipanti la relazione dal titolo: “Verso Basilea 3: gli impatti sul costo del credito e sul sistema economico”, nella quale ha spiegato quali saranno gli effetti della nuova regolamentazione bancaria e quali cambiamenti sostanziali comporterà il passaggio dalle precedenti condizioni ai nuovi accordi. Di seguito alcuni passaggi del suo intervento.
“Con gli accordi di Basilea 2, attualmente in vigore, un’azienda che richieda un finanziamento viene valutata sulla base di criteri prestabiliti, attraverso cioè un coefficiente di rating. In base a questo tipo di valutazione si stabilisce quanto l’azienda sia
>
Paolo
Marizza
affidabile e quale sia il costo del denaro da essa sostenuto. Nel definire i parametri per l’assegnazione del rating è fondamentale per gli istituti di credito la valutazione della capacità dell’impresa di compensare il proprio capitale e il capitale in prestito sulla base di un indice di riferimento, dato dal rapporto tra R.O.E. (return on equity) e R.O.I. (return on investment). Questo rapporto tra la redditività del capitale proprio dell’azienda e del capitale di terzi è a sua volta sensibilmente influenzato dal leverage, ovvero l’effetto moltiplicatore causato del tasso d’interesse del capitale finanziato. La scelta delle modalità di assegnazione dei livelli di rischiosità viene stabilita dalle sedi centrali delle banche senza possibilità per le singole filiali di decisioni autonome e questo ha come conseguenza due criticità: in primis, la difficoltà per le imprese di pianificare una strategia economica aziendale, a causa della variabilità estrema dei tassi d’interesse. In secondo luogo la genericità con la quale vengono definiti i parametri, che non tengono alcun conto ad esempio della situazione in cui un’azienda si trova ad operare: ad esempio, si possono davvero valutare allo stesso modo un’azienda lombarda ed una calabrese?
I nuovi parametri stabiliti con Basilea 3 dovrebbero aiutare a superare gli ostacoli legati ad una scarsa rilevanza per gli aspetti locali dell’economia, rendendo non più flessibile, ma più idonea la valutazione delle singole realtà imprenditoriali. Il ritorno ad una valutazione locale della capacità di affidamento genera però il problema opposto, perché ripropone il rischio di una gestione cliente-
lare del credito, che implica la possibilità da parte del singolo di esercitare un’influenza più o meno determinante nei confronti dell’istituto erogante.
Naturalmente è più difficile correggere un sistema di norme già vigente e ritenuto poco idoneo che progettarne uno più efficace partendo da zero. Da tempo il sistema Basilea 2 ha mostrato i suoi punti deboli e non era difficile prevedere la necessità di un riallineamento dei parametri a criteri più applicabili alla realtà. Basilea 3, che richiederà comunque una spesa in termini di tempo e di costi necessari alla sua integrazione, imporrà requisiti patrimoniali più severi per l'operatività delle banche, in modo che gli istituti di credito arrivino ad avere maggiori risorse nel caso di una crisi come quella dei mutui, che ha messo in ginocchio l’intero sistema finanziario internazionale negli ultimi anni. Per settimane le trattative tra le autorità di vigilanza sul settore creditizio si sono concentrate in particolare sulle risorse con cui rafforzare la solidità delle banche e sui tempi previsti per reperire questi fondi. In particolare ogni banca dovrà detenere, a regime, un capitale di alta qualità pari al 7% dei propri asset (ovvero azioni, obbligazioni, liquidità) a rischio, contro il 2% indicato dall'attuale regolamento.
Più concretamente, Basilea 3 prevede tre principali novità:
> aumento del parametro costituito dal Core Tier 1 (componente principale del capitale di una banca), che dovrà alzarsi al 6% contro
l'attuale 4%
> riduzione del rapporto tra rischi e patrimonio
> maggiore previsione, per ottenere la stabilità delle banche e garantire consistenti livelli di liquidità. Le innovazioni di Basilea 3 in tema di liquidità prevedono, tra gli altri requisiti, la costituzione di una riserva di liquidità sufficiente a fronteggiare uno scenario di crisi acuta della durata di 30 giorni.
Le nuove norme potrebbero obbligare gli istituti di credito a raccogliere centinaia di miliardi di dollari di capitale fresco nei prossimi anni ma, per alleggerire il carico di impegno che le banche si troveranno ad assumere, le autorità di regolamentazione hanno concesso un periodo di transizione per adeguarsi: i nuovi accordi infatti, che verranno applicati a partire dal primo gennaio 2013, entreranno in vigore integralmente solo nel 2019.
Attraverso Basilea 3 e l’introduzione dei nuovi requisiti si cerca dunque di incentivare le banche ad adottare strategie di business meno rischiose delle precedenti e a garantirne l’autosostentamento in caso di crisi finanziarie, per impedire che si torni a fare ricorso al denaro dei correntisti. L’introduzione delle nuove norme di regolamentazione interbancaria è vista con diffidenza proprio da parte degli istituti di credito, i quali temono che i nuovi criteri potrebbero limitare il flusso di denaro da prestare alle imprese e rallentare quindi la crescita economica sia in Europa che negli USA”.
Il Vending Eccellenza del Made in Italy> 73
Rischio Stress Lavoro-Correlato > 77
Vending Cruise 2011 > 79
il Vending Eccellenza del
Made in Italy
Giovedì 18 novembre 2010, presso Palazzo Serbelloni, sede del Circolo della Stampa di Milano, si è tenuto il workshop “Il vending eccellenza del Made in Italy – Promozione e tutela del Made in Italy e delle opere di ingegno” organizzato da Confida. Scopo dell’incontro è stato fornire agli associati gli strumenti per districarsi nel complesso di norme e procedure vigenti a tutela della proprietà industriale ed intellettuale e di ricordare l’importanza della tutela dei prodotti e delle merci, questione di primaria importanza per le aziende che si trovano a difendersi da imitazioni e contraffazioni dei loro prodotti. Il marchio continua infatti ad essere percepito come sinonimo di originalità e qualità e il “made in Italy” si traduce sul mercato internazionale in garanzia di professionalità, qualità ed affidabilità che aggiunge valore al prodotto.
L’Associazione di categoria prosegue così la sua opera di valorizzazione del settore anche attraverso la formazione e l’approfondimento di temi di interesse per le aziende italiane della distribuzione automatica, nell’ottica di promuovere una corretta cultura dell’innovazione, della collaborazione con le istituzioni, della concorrenza e della competitività.
Ad aprire i lavori il Presidente Lucio Pinetti, moderatore del convegno, che ha dato il benvenuto alla platea, introdotto gli argomenti del giorno e presentato i relatori intervenuti, ricordando che il vending è un’eccellenza italiana da comunicare ora più che mai all’esterno del settore anche attraverso le occasioni di confronto create da Confida.
L’avvocato Giovanni Maria Rossoni, Direttore Generale Politica Commerciale Internazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, ha pre-
sentato la relazione dal titolo “La tutela del Made in Italy nelle politiche commerciali - l’azione dello stato italiano e le competenze dell’Unione Europea”.
La presentazione ha delineato il quadro delle competenze della Comunità Europea in tema di politiche commerciali internazionali e segnalato il vuoto normativo circa l’obbligo di indicare il paese di fabbricazione di un prodotto. Il progetto di una legge comunitaria sull’obbligo del made in, arenatosi in sede europea è stato ripreso a livello nazionale, attraverso vari tentativi d’introdurre un reato a tutela del made in Italy: il più recente, dell’agosto 2009, prevede una sanzioni a fronte di infrazioni del decreto, che obbliga ad apporre la dicitura made in Italy ai prodotti realizzati interamente o in parte in Italia. Naturalmente ogni forma di tutela del made in applicata in Italia viene vissuta come imposizione dagli altri paesi co-
munitari, motivo per cui ad oggi è stato impossibile trovare una normativa comunitaria condivisa e soddisfacente per la tutela della produzione e per cui la normativa italiana può essere facilmente arginata non appena la merce attraversa le frontiere nazionali. Infine, Rossoni ha ricordato la legge europea sull’etichettatura obbligatoria dell’origine per i prodotti importati da paesi extraeuropei, approvata nel 2008 che sancisce, a tutela dei consumatori, l’etichettatura dei prodotti destinati al consumo finale, che ha incluso i principali prodotti di successo della manifattura italiana e che ha rappresentato una vittoria significativa per la tutela del made in Italy.
A seguire, Domenico Laforgia, Magnifico Rettore dell’Università del Salento di Lecce, ha parlato della commistione tra mondo accademico e impresa nel suo intervento “Il contributo del sistema universitario: dal laboratorio al vending”, di cui riportiamo il contenuto.
“Uno degli aspetti troppo spesso trascurato nel nostro paese è il contributo che può essere dato dal mondo accademico alla nazione e scopo del nostro lavoro è proprio quello di cercare di unire università ed impresa. Le difficoltà, che nasco-
no da profonde differenze, come una differente concezione dei tempi e delle scadenze di lavoro e i diversi obiettivi da raggiungere, sono soprattutto difficoltà in termini di comunicazione, dovute alla scarsa conoscenza reciproca. Eppure università ed impresa sono unite dal comune intento della ricerca, che può essere scientifica e includere scoperte teoriche; tecnologica, che si traduce in innovazione; industriale, ossia innovazione che trova applicazione pratica. L’industria vive rincorrendo il prodotto giusto da realizzare in urgenza, per soddisfare bisogni immediati e deve affrontare le difficoltà di costi di gestione di personale che spesso impediscono la possibilità di formare al meglio i propri dipendenti, senza peraltro poter contare su aiuti pubblici o agevolazioni in questo senso. Le università, di contro, spesso viste come unità singole, sono parte di un sistema, di una rete organizzata che poggia su un sistema funzionale di comunicazione, che unifica gli atenei tra loro a livello regionale e nazionale, mettendoli a loro volta in contatto con i sistemi di formazione internazionali. La soluzione ideale è trovare il giusto punto d’incontro, lavorare congiuntamente per raggiungere la competitività, puntando al
trasferimento dell’innovazioni tecnologica, ai nuovi prodotti e ai nuovi processi. È necessario applicare un modello funzionale di comunicazione che aiuti mondo universitario ed impresa a dialogare e a cercare insieme soluzioni utili ai problemi, ciascuno mettendo sul tavolo la propria esperienza e le proprie competenze. L’università può e deve essere supporto all’impresa, deve essere “usata”. Questo è più che mai fondamentale in un momento di crisi come quello attraversato, che molte imprese italiane hanno scelto con successo di affrontare puntando su qualità, innovazione, efficienza operativa, obiettivi espliciti e definiti, tutela e valorizzazione della proprietà intellettuale. “Innovare” spesso si contrappone a “risparmiare”: molte imprese scelgono di delocalizzare la produzione per ridurre i costi, ma questo funziona solo all’interno di sistemi chiusi, in paesi in cui il potere d’acquisto è molto basso; la delocalizzazione e si deve tradurre in un progetto di internazionalizzazione strategico, non può restare uno strumento di taglio dei costi aziendali. Il vending made in Italy resterà competitivo se saprà sfruttare i risultati della ricerca scientifica ed universitaria italiana per puntare sull’innovazione, natural-
mente investendo in questo senso; se limiterà la delocalizzazione e si affaccerà al mercato extraeuropeo; infine, se arginerà i fenomeni di trasferimento di know.-how e di perdita di qualità, di immagine. Ricordo inoltre che la ricerca scientifica è una medaglia a due facce: se da una parte aggiunge valore e aumenta il potenziale innovativo, dall’altra richiede maggior tempo di sviluppo del prodotto e presenta dei rischi in termini di compatibilità con le esigenze aziendali. In ultimo, mi rivolgo a voi, imprenditori, vi chiedo di non perdere la vostra capacità di sognare, di progettare sul lungo periodo, perché in questo modo la ricerca universitaria sarà in grado di supportarvi nel migliore dei modi e di darvi un contributo strategico per collocarvi al momento giusto sul mercato in una posizione di forza”.
Il terzo intervento del workshop, a cura dell’ingegner Giovanni Bruni, European Patent Attorney, ha avuto come argomento la tutela dei prodotti originali, tema affrontato nella relazione “La tutela della proprietà intellettuale”, nel corso della quale ha approfondito gli aspetti della tutela del marchio, della forma e del design di prodotto, oltre a dare
utili strumenti per districarsi nel complesso mondo delle domande di brevetto, riassumendo le normative vigenti in Italia ed in Europa in materia. Definiti i concetti di novità, originalità ed industrialità di un’innovazione, Bruni ha spiegato il ruolo e le funzioni del consulente esperto di intellectual property e quali siano i costi da sostenere per la difesa del brand e dei prodotti sviluppati, ricordandone l’enorme valore strategico per un’azienda.
Luca Adriani, Presidente del Gruppo di Imprese di Fabbricazione di distributori automatici Confida, ha concluso il convegno illustrando ai presenti alcune considerazioni circa l’industria del vending ed il ruolo del nostro paese nel circuito europeo della distribuzione automatica sulla base di dati statistici. Di seguito le sue parole rivolte agli associati:
“La mia relazione si basa sui dati relativi al mercato europeo nell’anno 2008, raccolti da Evmma e Confida e fotografa la situazione del settore nel periodo pre-crisi. Il 2009 si è chiuso con una flessione dei volumi pari al -30%, mentre nel primo semestre del 2010 siamo risaliti al -23%. A mio parere l’unica strada da percorrere per risalire è innovare, con il contributo di
tutte le parti della filiera. Nel 2008 l’Italia si posizionava al primo posto in Europa per numero di distributori automatici acquistati all’interno del paese, con quasi 7 macchine su 10 vendute nel continente sono state prodotte in Italia (69% del totale). Per quanto riguarda i brevetti, nel 2010 l’Italia si è posizionata al 9° posto mondiale per numero di domande presentate (non un risultato eccellente, se si considera che a precederci ci sono paesi con prodotto interno lordo inferiore al nostro) e rappresenta il 3% circa delle domande di brevetto mondiali. Le domande di brevetto si concentrano nel nord-ovest della nazione, probabilmente a causa di una maggiore concentrazione delle aziende in questa zona del paese. I dati non vogliono attribuire responsabilità né creare alibi, ma interrogare il settore rispetto alla scarsa iniziativa in termini di innovazione e di brevetto di nuovi sistemi e prodotti. Sulla base di queste considerazioni, annuncio l’intenzione di supportare le imprese italiane del vending, con l’appoggio di Confida, per sviluppare nuovi progetti e innovazioni, perché il settore, relativamente giovane, possa crescere, anche con il supporto del mondo universitario e della ricerca”.
Obbligo per le Aziende di Valutazione del
Rischio Stress Lavoro - Correlato
I rischi legati al lavoro e alla sicurezza di dipendenti e collaboratori sono da tempo argomento di dibattito all’interno degli spazi di confronto offerti da Confida, come il recente Workshop “Fare i conti con la gestione”, tenutosi lo scorso luglio, durante il quale Bruno Scacchi, consulente del lavoro, è intervenuto parlando di prevenzione dei rischi sul lavoro e di costi della sicurezza. L’argomento, di strettissima attualità, è stato più volte citato anche nel corso del Top Management Forum 2010 organizzato da Knowità, che si è occupato di sistemi di gestione dei rischi aziendali (per approfondire, leggere servizio alle pp. 68-69), tra i quali, appunto, la responsabilità di vigilare sui pericoli dello stress legato ai ritmi, alle condizioni o all’ambiente di lavoro, comunemente definiti come rischi da stress lavoro-correlato
Nei giorni scorsi è stata confermata la data del 31 dicembre 2010 per la decorrenza dell'obbligo previsto dall'art. 28 comma l-bis del D.Lgs. 81/2008, che riguarda l'avvio dell'attività di valutazione del rischio stress lavoro-correlato
Apartire dal nuovo anno, dunque, l’azienda dovrà essere in grado di valutare i pericoli conseguenti a ritmi, condizioni, orari o ambiente di lavoro non idonei al soggetto lavoratore e dotarsi di strumenti per l’individuazione e la risoluzione del problema.
La programmazione dell'intervento, da definire insieme al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (cioè la persona prescelta dal datore di lavoro perché avente i requisiti attitudinali e le capacità tecniche adeguate a ricoprire la funzione), al Responsabile dei Lavoratori e al medico competente, dovrà contenere un esplicito riferimento al percorso individuato secondo le seguenti fasi:
Fase 1 > valutazione preliminare di carattere oggettivo (necessaria)
Fase 2 > valutazione successiva da attivare nel caso di problematiche riscontrate (eventuale)
La valutazione preliminare, più precisamente, riguarda la rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili come appartenenti almeno a tre distinti gruppi, ovvero eventi sentinella, fattori di contenuto del lavoro, fattori di contesto del lavoro.
In questa prima fase l’indagine può essere condotta utilizzando liste di controllo (facilmente reperibili sui siti specializzati) che consentano una valutazione oggettiva dei fattori di rischio. Le operazioni di prevenzione possono essere affidate anche ai soggetti aziendali addetti alla prevenzione. Nel caso in cui la prima fase di analisi non porti alla luce elementi di rischio da stress lavoro-correlato, il datore di lavoro sarà tenuto semplicemente ad annotare i risultati dell’indagine preventiva conoscitiva sul Documento di Valutazione dei Rischi e a monitorarne le evoluzioni nel tempo. Nel caso in cui le liste di controllo impiegate abbiano fatto emergere specifiche problematiche, il datore di lavoro sarà tenuto procedere ad approfondimenti più specifici e soggettivi, adottando misure volte alla risoluzione del problema riscontrato, ricorrendo preferibilmente al supporto di consulenti e professionisti del settore qualificati.
Vending Cruise 2011 Manifesto del Vending Italiano
Venditalia Servizi e CONFIDA stanno organizzando un evento unico nel suo genere nel quale far emergere la forza dirompente del sistema vending italiano: la Vending Cruise. Fabbricanti, produttori e gestori parteciperanno alla crociera acquistando cabine per invitare clienti e fornitori e presentare le ultime novità commerciali. Durante i giorni di navigazione Venditalia Servizi e CONFIDA organizzeranno una serie di eventi e metteranno a disposizione dei partecipanti diversi servizi e occasioni promozionali, come ad esempio la possibilità di invitare a bordo degli ospiti durante le soste in Spagna e in Francia, di fare incontri business one-to-one, di far stampare pagine pubblicitarie e pubblicazioni degli eventi organizzati sul giornale di bordo "Today" e di organizzare eventi a terra (visite guidate, incontri business, accordi con le associazioni estere, etc.).
“Il Vending Italiano è detentore dei più alti standard tecnologici e delle più rilevanti innovazioni. / Ha dichiarato Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA / Ciò che forse oggi ancora
manca al nostro comparto è la capacità di “fare sistema”, ovvero la piena condivisione di una politica strategica di settore. Il nostro valore deve essere affermato al di là dei nostri confini, non solo territoriali, ma anche economici e sociali. Questa la principale ragione per cui, ora più che mai, è necessario trasmettere, primo tra tutti al consumatore finale, che il vending è un moderno canale di distribuzione, capace di rispondere alle principali esigenze del consumo fuori casa (e non solo), con livelli qualitativi che possono uguagliare, se non superare, canali di vendita alternativi e somministrazione di beni, in particolare alimentari. Affinché questo fondamentale messaggio arrivi ai nostri interlocutori, occorre un forte impegno in comunicazione. Da qui, tra gli altri e numerosi progetti di comunicazione associativa che Confida sta attualmente promovendo, la volontà di organizzare la VENDING CRUISE. Lungi dall’essere un mero momento ludico fine a se stesso, l’evento rappresenta il Manifesto del Vending Italiano, la piena attestazione del suo valore, la capacità di essere protagonisti ovunque e di portare questo
messaggio di valore e leadership direttamente e senza mediazioni nel mondo”.
La Vending Cruise vuole essere inoltre un forte strumento di aggregazione di filiera ed uno speciale amplificatore mediatico, una prestigiosa fiera itinerante, un momento di studio e approfondimento, di condivisione politica e di forte comunicazione.
Nei quattro giorni di navigazione il tema del valore, sia del settore che delle aziende presenti, verrà declinato in svariate attività. Workshop e seminari, organizzati dagli sponsor, potranno trattare i principali temi di attualità per il settore. Gli stand e le aree espositive testimonieranno la valenza del know how e le principali innovazioni. Una campagna promozionale dell’evento nel mondo (corredata da tutti i loghi dei main sponsor) rivendicherà il ruolo da protagonista del vending italiano. A bordo della nave, inoltre, sarà presente una folta rappresentanza di giornalisti e opinion leader che potranno respirare il vero clima del vending, ancora troppo lontano dalla visione semplicistica di chi
non conosce il settore. Ogni main sponsor potrà avere incontri diretti e riservati con i giornalisti italiani e stranieri, affinché ciascuno possa affermare il proprio ruolo e i propri plus.
Durante la crociera, grazie anche alle risorse economiche che essa produrrà con la partecipazione delle aziende sponsor, verrà presentata in anteprima la campagna di comunicazione di massa che CONFIDA sta progettando per promuovere attraverso i principali mass media la valorizzazione del vending, che sarà appunto realizzabile anche grazie ai proventi derivanti dalla Vending Cruise
“Sono consapevole che la reperibilità di risorse, non solo economiche, sia oggi difficile per molte imprese del nostro settore / ha concluso Pinetti / ma sono assolutamente certo che la Vending Cruise, per quanto può rappresentare, sia davvero l’evento che può “traghettarci” dalle torbide acque della crisi a quelle limpide del profitto. Sono certo che saremo in molti, perché solo tutti insieme possiamo ridisegnare il nostro futuro”.
Novità | Novità
Gruppo Argenta > presenta le sue nuove acquisizioni: Brekky e CoffeeShow.it
Gruppo Argenta ha annunciato nei giorni scorsi l’acquisizione di Brekky, la più importante catena italiana di negozi automatizzati in franchising e di CoffeeShow.it, distributore esclusivo del marchio Nespresso Business Solution nel segmento OCS.
“Nel corso dei primi nove mesi del 2010 Argenta, seppur in una condizione di mercato non favorevole dal punto di vista dell’occupazione e della crescita dei consumi, ha registrato risultati positivi rispetto al 2009” - ha spiegato Luciano Iannuzzi, Amministratore Delegato di Argenta, che ha inoltre dichiarato - “Siamo soddisfatti del lavoro svolto nell’ultimo anno: abbiamo rivisto il nostro modello di business, concentrandoci sulle attività core e intervenendo sulla struttura organizzativa attraverso la centralizzazione e la razionalizzazione di molteplici attività. Abbiamo inoltre inserito nuovi manager e talenti nelle aree critiche, vinto nuovi appalti pubblici e acquisito importanti clienti nell’industria e, non da ultimo, abbiamo incrementato gli investimenti per migliorare servizio e qualità ai nostri
clienti. Sono certo che grazie all’acquisizione di nuovi modelli di business e alle sinergie che andremo a sviluppare con Brekky e Coffeeshow.it, accelereremo la nostra crescita e l’aumento della quota di mercato in segmenti ad alta potenzialità come quello dei consumi fuori casa e del caffè in cialda negli uffici”.
CoffeeShow.it, grande realtà dell’hinterland milanese nel segmento OCS, nasce nel 2007 e si rivolge alle aziende del nord e centro Italia attraverso la fornitura di macchine a cialde. La società di Parabiago, oltre alle capsule Lavazza Blue, distribuisce in esclusiva i prodotti a marchio Nespresso in Piemonte e in parte della Toscana e vanta un portafoglio clienti che annovera oltre 3.500 imprese.
“Sono entusiasta di entrare a far parte di Argenta” - ha commentato Francesco Mastrocinque, fondatore di CoffeeShow. it - “Siamo certi che insieme potremo raggiungere eccellenti risultati nel breve e lungo termine con formule di business innovative e sempre più vicine alle esigenze del cliente”
Brekky è la prima catena di negozi automatizzati in franchising riconosciuta da AssoFranchising. L’acquisizione dell’azienda permette ad Argenta l’ingresso all’interno di un mercato in ascesa, una formula sempre più presente nel nostro paese. Infatti, al primo negozio automatico, "25H Brekky serviti da solo", che ha registrato in poco tempo ottimi risultati di crescita, sono stati affiancati i “Brekky Point”, chioschi automatici da collocare in spazi pubblici non serviti dal vending tradizionale e in luoghi di elevata circolazione automobilistica, in quanto unità totalmente autonome.
“Siamo molto contenti di entrare a fare parte di Argenta” - ha dichiarato anche Mauro Frabetti, l’imprenditore che ha ideato la formula Brekky - “Siamo certi che insieme, potremo accelerare la nostra crescita in Italia e abbiamo l’obiettivo di raggiungere quota 200 punti vendita entro il 2012”
L’acquisizione di Brekky aiuterà Gruppo Argenta a gettare le basi per futuri negozi monomarca Bargenta, da collocarsi nelle principali città italiane.
Novità | Novità
Conserve Italia > Nuova era nel vending con i Fruit Drink Derbyblue
Conserve Italia presenta la nuova linea di bevande alla frutta non gasate pensate per la distribuzione automatica.
L’azienda bolognese, già presente nel canale con il marchio Derbyblue nel formato da mezzo litro, ha interamente riformulato il progetto per meglio recepire i requisiti richiesti dai consumatori ma anche dagli stessi gestori vending.
La nuova linea da mezzo litro poggia infatti su una bottiglia rigida e simmetrica, perfettamente impilabile nelle macchine del freddo chiuse, totalmente rivestita da un coloratissimo sleever a grafica bi-facciale,
che permette al prodotto posizionato all’interno delle vetrine dei distributori misti di essere immediatamente identificato e di attirare l’attenzione del consumatore per la vivacità e il sapiente uso delle tonalità di colore.
La formulazione della ricetta è a basso tenore di frutta (12%), per mediare l’esigenza di un gusto ben connotato e il giusto effetto dissetante che si cerca in questa categorie di bevande. L’aggiunta di aromi naturali rinfrescanti rende i gusti proposti piacevolmente “ghiacciati” al palato, in quello che viene descritto come effetto ICE e che dà il nome alla linea di prodotti.
I gusti offerti sono i top seller del mercato (arancia bionda-carota, arancia rossa, multi frutti), con l’aggiunta dei “frutti rossi”, che oggi trovano grande riscontro nei gusti del consumatore per le note proprietà benefiche e antiossidanti.
Il prodotto è in distribuzione dai primi di dicembre e va a rifinire l’offerta di succhi e bevande di Conserve Italia ormai molto completa, che include proposte più bevibili ( Derbyblue ), succhi a maggior percentuale di frutta ( Yoga ) e referenze molto innovative e apprezzate dal cliente finale ( AQ antiossidanti e Frullati 100% frutta).
Novità | Novità
White Force Premium > l’integratore sportivo con le proteine delle uova a misura di vending
Da Gruppo Eurovo di Imola, la più grande realtà europea nel settore delle uova e degli ovoderivati, nasce Whiteforce Premium, integratore sportivo a base di albume, vitamine e minerali, che da oggi sarà possibile trovare all’interno dei distributori automatici di palestre, centri sportivi e centri benessere.
Whiteforce Premium è un prodotto completamente nuovo nel panorama della distribuzione automatica. Ogni bustina da 30 g contiene infatti l’80% di proteine delle uova -presenti naturalmente nell’albume granulato istantaneo alla base del prodotto- e unisce alla praticità del formato ridotto la qualità e le proprietà benefiche dell’uovo. Il contenuto della bustina, da diluire in acqua non gassata o latte o da aggiungere a frullati e frappè, è semplice e veloce da preparare.
Whiteforce Premium è disponibile nei gusti Cacao e Vaniglia
e, appena lanciato nel canale della DA, viene distribuito in alcune locazioni dell’Emilia Romagna.
“L’idea di avvicinarci al vending è nata per andare incontro alle esigenze di chi pratica l’attività sportiva in palestra ma anche sport estremi, come trekking o climbing e deve trasportare sostanze nutrienti che non abbiano confezioni troppo pesanti o ingombranti”, spiega Andrea Castronovo, Product Manager Gruppo Eurovo, che aggiunge: “Abbiamo quindi pensato che il modo più immediato per portare questo prodotto al cliente finale fosse proprio il vending. Siamo completamente nuovi a questo canale e siamo convinti che per la sua crescente diffusione e per la qualità del prodotto che proponiamo otterremo un buon riscontro di mercato. Le prime rotazioni hanno confermato le nostre più rosee previsioni e speriamo di migliorare ulteriormente i risultati già positivi
ottenuti nei canali tradizionali”.
Whiteforce Premium è il risultato di una ricerca avanzata che ha avuto come obiettivo quello di ottenere la migliore lavorabilità della materia prima naturale e una soddisfacente ergonomia del formato rispettando la dose giornaliera raccomandata dagli esperti. All’interno del distributore attirerà l’attenzione l’insolita bustina nera sigillata ermeticamente con scritte di colore bianco e giallo in evidenza: una grafica accattivante e d'impatto, che assicura l’immediato riconoscimento del prodotto a chi è pratico d'integratori sportivi e che incuriosirà gli avventori dei distributori automatici.
In conclusione, Castronovo ha parlato dei progetti futuri di Eurovo, anticipando che ci sono “molti progetti in cantiere sui formati tascabili dei nostri prodotti più amati, con alcune idee di pack veramente innovative”
Speciale Libri
Libro
DPlanet Coffee e il Suo Nuovo
”la Degustazione del Caffè”
opo i precedenti “Caffè Espresso” e “La filiera del caffè”, successo internazionale giunto alla terza ristampa, i fratelli Franco e Mauro Bazzara, titolari dell’azienda triestina Planet Coffe srl, hanno presentato in anteprima a TriestEspresso Expo 2010 il loro terzo libro, “La Degustazione del Caffè”, scritto in seguito alle richieste di alcune note aziende internazionali del settore.
Circa 400 pagine di testi in italiano e inglese, oltre 300 fotografie, illustrazioni inedite e tavole disegnate sono state realizzate per “spiegare” il caffè in modo semplice ed esauriente e insegnare l’arte della degustazione e la storia dell’espresso, dalla pianta alla tazzina.
lavorazione, tostatura e produzione delle miscele con sezioni dedicate anche al metodo di degustazione e alle molteplici soluzioni per preparare il caffè nei diversi paesi del mondo.
Il volume ripercorre la storia della degustazione del caffè, ne descrive le tipologie, illustrando origine,
L’esperienza sensoriale che accompagna il momento del caffè, rendendo la pausa un vero e proprio piacere coinvolge tutti: per questo motivo il libro dei fratelli Bazzara non si rivolge solo agli addetti ai lavori ma anche ai semplici estimatori della bevanda nera.
Intento dichiarato degli autori è quello di offrire attraverso questa pubblicazione un’ulteriore strumento di approfondimento e di consapevolezza ai professionisti del caffè e agli
operatori della filiera. In quest’ottica, presso la sede di Planet Coffe srl è stato creato un centro di formazione per esperti dell’espresso, nel quale viene trasmesso il patrimonio di conoscenze sul caffè italiano, eccellenza del Made in Italy da difendere, approfondire e insegnare, per preservarne l’identità e per aumentare la competitività di chi lavora nel settore, sfruttando sempre al meglio le potenzialità del prodotto.
Franco e Mauro Bazzara anche in questo modo, oltre che con l’attività di famiglia ,vogliono portare avanti la tradizione triestina nell’ambito della produzione di miscele pregiate di caffè.
Speciale Libri
Da Beverfood il Nuovo Annuario Coffitalia ® 2010-2011
> COFFITALIA ® 2010-2011 è la seconda edizione dell’annuario di settore che Beverfood dedica al mondo del caffè, un business di grande rilievo che nel nostro paese esprime un giro d’affari prossimo ai 3 miliardi di euro, di cui più di 600 destinati all’es tero, con oltre 700 produttori e circa 7.000 addetti. Il nuovo annuario ricostruisce e aggiorna l’intera filiera del settore ed è articolato in cin que diverse sezioni:
Mercati> si apre con un servizio di Marco Muraca sul business internazionale del caffè, fornendo l’informativa essenziale sugli aspetti relativi a produzione di caffè verde, esportazioni e importazioni, consumi, dinamiche dei prezzi e player internazionali. Segue il Profilo del Mercato Italiano del Caffè, con una panoramica sulle importazioni, la produzione le esportazioni ed i consumi, con un’analisi più specifica nell’area del consumi domestici, in quella dei consumi ho.re. ca e vending e nello speciale comparto del caffè porzionato, in forte effervescenza. A complemento delle analisi di mercato, seguono degli articoli di cultura caffeicola dedicati alla torrefazione del caffè (uno a
cura dei Fratelli Bazzara, l’altro a cura di Luigi Odello) e sui musei del caffè (con una nota di presentazione di Gianni Pistrini).
Produttori & Torrefatttori> è la parte più corposa del volume e si apre con la rubrica alfabetica dei produttori cui segue, per ognuna delle regioni italiane, la descrizione delle aziende attive sul territorio. Per ciascun produttore censito vengono fornite le informazioni anagrafiche, geografiche, telefoniche, l'indirizzo di posta elettronica e il sito internet e, dove possibile, anche altre informazioni sull’attività societaria, il management e i marchi prodotti e/o commercializzati. Coffitalia® è l’unica pubblicazione sul mercato che fornisce la mappatura completa di tutti i produttori operanti nel settore del caffè in Italia.
base dei dati Confida, cui seguono le schede informative di sintesi dei primi 22 gruppi del settore operanti nel nostro paese.
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Special sulle catene di caffetteria e sul vending> questa sezione è dedicata alle catene di caffetterie e alla DA (compreso l’OCS). Dopo una panoramica sul mercato delle catene di coffee shop segue un'essenziale presentazione delle 40 catene o insegne già operative in Italia, di cui alcune facenti riferimento a multinazionali, altre a gruppi specializzati nella ristorazione e altre promosse direttamente dalle aziende torrefattrici. Per quanto riguarda il vending è illustrato il quadro informativo settoriale aggiornato sulla
Fornitori specializzati> in questa sezione vengono censite e segnalate tutte le aziende che a vario titolo producono e forniscono impianti, macchine, beni e sevizi al mondo della produzione e della distribuzione e vendita di caffè. Dopo alcuni focus su importanti imprese di fornitura specializzata e la rubrica alfabetica di tutti i fornitori, si parte con le schede delle 74 aziende che operano nell’area della commercializzazione internazionale del caffè a cui segue quella di 220 aziende che operano nel settore della produzione di macchine del caffè, impianti DA e relativi ricambi e accessori. La mappatura dei fornitori si completa con le schede di circa 120 fornitori di impianti per la lavorazione del caffè, 42 fornitori di packaging, oltre 100 fornitori di arredi e materiali per i punti di vendita e di accessori per l'erogazione, 56 fornitori di servizi per la produzione e la distribuzione.
Per saperne di più> in questa ultima sezione vengono riportate le schede informative essenziali delle associazioni settoriali operanti a livello internazionale, in Italia e nei principali mercati nazionali europei e di altri continenti. Vengono inoltre segnalate le principali manifestazioni fieristiche che riguardano il settore ed infine le principali riviste che si occupano del mondo del caffè.
Speciale Libri
Bere al Femminile
Chi sono e cosa bevono le italiane? L’indagine realizzata da CDA , Consorzio Distributori Alimentari , dimostra che l’evoluzione del beverage è una prospettiva "al femminile" e ne svela i rituali di consumo.
Donne, beato chi le capisce! Troppo spesso trascurate dal business delle bevande, chi sono e cosa bevono oggi le donne in Italia? A questa domanda ha voluto rispondere il CDA (Consorzio Distributori Alimentari) presentando i risultati della prima ricerca italiana dedicata al tema del bere al femminile
Il Consorzio Distributori Alimentari è il più importante gruppo indipendente di distributori di bevande che da solo rappresenta oltre il 15% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari e ha deciso di realizzare il libro dal titolo “L’evoluzione del beverage. Una prospettiva al femminile” , partendo dai risultati dell’indagine realizzata dalla società milanese Lorien Consulting.
spazio”. Eppure, oggi, le risorse umane al femminile che operano all’interno delle aziende sono in aumento costante e la loro presenza risulta quanto mai indispensabile in un futuro in cui proprio le donne avranno sempre più la possibilità di imprimere al mondo e alla società una direzione più incline ai loro bisogni, alle loro opinioni, ai loro desideri.
L’evoluzione del beverage
UNA PROSPETTIVA AL FEMMINILE
“Da sempre, partendo dall’idea che si tratti di “mestiere” prevalentemente, se non addirittura esclusivamente maschile, la componente femminile delle aziende che fanno parte del mondo del beverage ed in particolare del canale Ho.Re.Ca / ha spiegato Lucio Roncoroni , Direttore Generale CDA / rappresenta un’opportunità alla quale è stato dedicato pochissimo
“Proprio partendo da questa consapevolezza e dalla certezza che nel beverage nessuno avesse mai pensato ad “un’idea al femminile” / ha proseguito Roncoroni / abbiamo voluto colmare questa lacuna, dedicando il biennio 2010/2011 ad una serie di progetti al femminile di cui questa ricerca vuole essere il punto di partenza”.
La Ricerca
Realizzata per CDA da Lorien Consulting di Milano nel corso dei primi mesi del 2010 su un campione di 800 donne , la ricerca fotografa in maniera quanto più possibile completa il mondo delle donne in Italia e il loro rapporto con il bere, cercando di andare al di là degli stereotipi e analizzandone gli aspetti principali e le abitudini diffuse.
Oggi in Italia le donne superano gli uomini di circa 1 milione e mezzo con un’età media di circa 44 anni ed una speranza di vita di 84. Penalizzate a livello lavorativo sia in termini di disoccupazione che di trattamento contrattuale, le donne italiane sono sempre più “mature”: se il 23% della popolazione femminile ha un'età compresa tra i 15 e i 35 anni, infatti, oltre il 35% ha invece superato i 55 anni
“Prima il dovere, poi il piacere” sembra essere il detto preferito delle italiane, con pulizie di casa (61,8%) e spesa (26,9%) ai primi posti tra le occupazioni svolte quotidianamente, mentre oltre il 60% cena fuori meno di una volta alla settimana, così come il 46% delle donne si dedica allo shopping (o anche solo ad osservare le vetrine) meno di una volta alla settimana. Al primo posto tra le attività e gli interessi preferiti stare con la famiglia (oltre l’80%) e viaggiare (54,5%), se possibile sempre con i familiari, mentre tra le meno gradite trionfano la politica, la lettura di quotidiani e la Tv.
Un posto speciale spetta al rapporto tra la donna e il bere.
Le bevande, sempre meno bene complementare rispetto al cibo, sono oggi oggetto di attenta analisi da parte delle consumatrici, che ne analizzano le etichette, studiando provenienza, apporto calorico ed alcolicità. Oltre il 50% delle italiane rientra infatti nella categoria delle “salutiste moderate”, coloro cioè che riescono a conciliare l’attenzione a ciò che mangiano e bevono, pur senza stravolgere le proprie abitudini.
L’acqua, quella naturale in particolare, risulta la “bevanda donna” per eccellenza: l’80% associa infatti proprio l’acqua alla parola bere. Preferita dal 72% delle intervistate, è seguita nell’ordine delle preferenze femminili da caffè (28,6%), acqua gassata (20,3%), succhi di frutta (20%), the e tisane (11,4%). Agli ultimi posti in fatto di gradimento troviamo invece gli alcolici: liquori, cocktail, vino e birra.
Ma l’analisi non si ferma qui. Se è vero che per le donne il bere non è solo “semplice dissetarsi”, ma è momento di vita e di socializzazione, la ricerca di CDA suddivide la popolazione femminile in 4 differenti categorie, individuate combinando due fattori chiave come la socievolezza e l’attenzione alla salute (cluster analysis):
> le attive socialmente rappresentano circa il
21% del totale. Hanno in genere tra i 18 e i 32 anni, escono con gli amici, frequentano locali, organizzano aperitivi e serate, bevono alcolico ma leggero e sono informate sulle ultime tendenze. Tra le bevande preferite, le bibite gassate e i cocktail alcolici, che consumano nei locali come pub e discoteche;
> le edoniste sfiorano il 20%. Tra i 41 e i 50 anni, separate o divorziate, con titolo di studio elevato e ottimo livello professionale, amano cenare fuori, associando il bere al cibo. Prediligono vino, liquori e birra di qualità e partecipano a manifestazioni enogastronomiche e corsi. Per loro i luoghi del bere sono soprattutto enoteche e ristoranti;
> le attente sono invece il 20,6% del totale. Hanno in genere tra i 33 e i 50 anni, sono particolarmente informate su ciò che bevono, e scelgono bevande naturali e salutari. Amano l’acqua gassata e i succhi di frutta e per loro il bere si concentra tra le mura domestiche e più saltuariamente al ristorante;
> le salutiste rappresentano la quota più elevata, quasi il 40% del totale. Tra i 33 e i 50, sposate con figli, attente alla casa, non bevono affatto alcolici e scelgono per sé e per le proprie famiglie solo bevande naturali. Le loro bevande sono l’acqua naturale e le bevande calde, da consumare in casa, in ufficio, in palestra…
ein futuro invece cosa accadrà?
La tendenza è quella di un progressivo invecchiamento della popolazione, di un incremento degli stranieri e di una concentrazione dei giovani nelle città universitarie, fattori che porteranno quindi rispettivamente ad un maggiore salutismo o edonismo di qualità, all’introduzione di nuove abitudini e prodotti e alla nascita di nuovi luoghi chiave in fatto di mode e tendenze
Il libro si conclude con le storie di otto donne, otto volontarie appartenenti alle diverse categorie individuate, che hanno accettato di raccontarsi, descrivendo in particolare il proprio rapporto con il mondo del bere. Ne emerge un quadro complesso, con importanti ed inaspettate curiosità.
“Ciò che risulta particolarmente evidente / ha concluso Lucio Roncoroni / è la differenza tra l’universo dei consumi femminile e quello maschile, non tanto per ciò che si beve, ma per come si beve”.
Nel caso delle donne in effetti sembrerebbe più opportuno parlare non tanto di consumi, quanto piuttosto di rituali di consumo al femminile: bere non significa solo dissetarsi, socializzare, trascorrere il tempo libero. L’atto del bere si carica invece di contenuti più profondi, bere è vivere emozioni, passioni, speranze e sogni, è l’affermazione del proprio essere donna. Fondamentale infine è l’aspetto della condivisione: bere fra donne infatti è molto meglio. sa, in ufficio, in palestra è molto
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sapore e qualità Noberasco”
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