Lucio Pinetti è stato eletto nuovo Presidente di Confida, l’Associazione Nazionale della Distribuzione Automatica. I suoi quattro anni di mandato si svilupperanno in uno scenario e in un periodo decisamente critico per il futuro del vending, ma già a partire da oggi il settore ha bisogno di soluzioni immediate e di un impegno fattivo su molte problematiche. Ci sentiamo quindi in dovere, in quanto organo d’informazione settoriale, di evidenziare quali sono le principali tematiche che secondo noi dovrebbero essere affrontate da Confida e di rivolgere al Presidente un accorato appello affinché s’impegni in prima persona per garantire che l’Associazione (che ha l’onore e l’onere di presiedere) sarà in grado di dare alcune risposte concrete a questioni molto importanti.
Innanzitutto la comunicazione . Confida deve attuare ogni sforzo per comunicare all’esterno (istituzioni e mass media) il suo valore e i suoi valori. In una società fortemente condizionata dal potere dell’informazione, sarà cruciale investire grandi risorse e impegno in questo campo.
Una maggiore presenza e peso dell’Associazione a Roma, a Bruxelles e presso tutte le altre istituzioni, sarà sempre più decisiva, così come
sarà altrettanto cruciale rivolgere una maggiore attenzione a come il vending verrà “descritto” al grande pubblico dei consumatori dai mass media. Osservare con continuità il panorama della comunicazione e nel caso fosse necessario, intervenire tempestivamente, potrebbe essere un ottimo modo d’interpretare e risolvere la criticità di questa tematica.
Il rafforzamento della base associativa . La Camera di Commercio di Milano ci informa che ci sono oltre 2.700 imprese attive nel settore della vendita tramite distributori automatici. Solo il 15% è iscritta a Confida, un numero insufficiente se si vuole essere pienamente rappresentativi di un intero comparto aziendale. Adeguate politiche di allargamento della base associativa devono essere progettate, sviluppate e sostenute quanto prima dai nuovi organi decisionali.
Una maggiore attenzione ai nuovi mercati Non possiamo più essere solo l’associazione di alimenti e bevande, ma dobbiamo conquistare l’ancora poco esplorato territorio del “no food”. Dobbiamo essere convinti protagonisti anche di questi nuovi mercati dalle grandi potenzialità, dialogando con altre associazioni e con realtà diverse dalle nostre.
Sostenere iniziative volte all’ aumento della marginalità dell’intera filiera. Confida dovrà avere il coraggio di prendere posizione su temi delicatissimi come: gli appalti, i ristorni, la soglia minima di prezzo sotto alla quale non si può in nessun modo dare un adeguato servizio e abbattere definitivamente il muro di omertà che si è innalzato negli anni a difesa di grandi interessi, che hanno purtroppo favorito pochi e danneggiato molti.
Infine riteniamo essenziale che la difesa degli interessi associativi debba sempre venire prima di tutto. Chi lavora in Associazione deve togliersi definitivamente il cappello aziendale per mettersi quello di Confida. È impensabile cercare di difendere in quella sede la propria categoria o peggio ancora la propria azienda.
Il Presidente prima di chiunque, ma anche il Comitato di Presidenza, il Consiglio Direttivo, le Commissioni e le Delegazioni, dovranno sempre avere come interesse primo ed esclusivo il bene dell’Associazione.
NUMERO 45 APRILE 2010
>ORSOLA MALLOZZI DIRETTORE RESPONSABILE/ EDITOR IN CHIEF
>ALESSANDRO FONTANA DIRETTORE EDITORIALE/ EDITORIAL DIRECTOR
> NOEMI MARGAROLI HA COLLABORATO/ COLLABORATOR
> LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR
> ANDREA LOTTERO GRAPHIC DESIGN
> DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE/COMMERCIAL
LASERGRAFICA POLVER SRL >STAMPA/PRINTERS
D.A.ITALIA
>IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE
ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO - NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004
LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DELLE ILLUSTRAZIONI E DEGLI
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SOLO SE AUTORIZZATA
DALLA DIREZIONE. LA DIREZIONE NON ASSUME RESPONSABILITÀ
PER LE OPINIONI
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Sommario
Editoriale
Lettera aperta al Presidente di Confida 3
il Mercato del Vending - Torrefattori
Caffè Carraro, dal 1927 firma il Gusto 8
il Mercato del Vending - Produttori Fantastic Foods, snack innovativi per il vending 16
Speciale Associazione
>Assemblea Generale Confida, ecco com’è andata...
>Assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori Confida 23
Speciale Eventi
>Consumer & Retail Summit
>Paytec: un percorso di esperienza 46
Speciale Tecnica e Innovazione La Direzione Macchine Lavazza 61
Venditalia 2010: N&W sotto i riflettori 69
Da Itaca a Mitaca, una rivoluzione dietro una lettera in più 73
General Vending alla conquista della Capitale 77
Novità del vending
Mei insieme a Microtronic nel mondo dei sistemi cashless Wendi: la soluzione semplice per il “controllo di gestione” XL Energy Drink: gusto extra large per il vending italiano Case Dell’Acqua Cap, distributori automatici sostenibili Mars: comunicazione, novità ed esperienza al servizio del vending Remak: pasti caldi sempre e ovunque con la nuova FM1000 Salati Preziosi: snack salati per una pausa di gusto e leggerezza 78
Appuntamento in Fiera
Venditalia 2010: crescita di espositori in sfida alla congiuntura economica negativa 85
Caffè Carraro
Caffè Carraro, dal 1927 firma il Gusto.
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Il filo conduttore della storica torrefazione veneta Caffè Carraro è sempre stato l’entusiasmo per il proprio lavoro, la consapevolezza di saperlo fare bene e la volontà di continuare a migliorarsi. Molte le energie dedicate alla ricerca continua della qualità, perché l’azienda è convinta che la costante selezione delle migliori materie prime e l’eccellenza nelle singole fasi di lavorazione non siano sufficienti a garantire il raggiungimento della “Qualità Totale” ma che sia necessario anche il supporto di un valido sistema di coordinamento e controllo, nonché la formazione continua del personale. Caffè Carraro ha raggiunto questo obiettivo, che viene costantemente monitorato grazie alla continua analisi dei rischi di processo e dei punti critici di controllo. La certificazione UNI EN ISO 9001: 2008, conseguita oltre dieci anni fa, è il segno tangibile del suo impegno. Lo stesso impegno posto in azienda per la selezione del caffè verde e per la lavorazione viene trasmesso quotidianamente agli uomini della vendita, al fine di raggiungere e mantenere l’eccellenza anche nel servizio al cliente. L’intero impianto di produzione dello stabilimento di Schio, in provincia di Vicenza, è costruito con le più moderne tecnologie. Ogni singola fase del processo produttivo dallo stoccaggio del crudo alla tostatura, alla miscelatura, alla macinatura, fino al confezionamento è interamente automatizzata e sottoposta a severi controlli che hanno come fine la qualità finale del prodotto. Macchinari e software di produzione consentono poi una grande flessibilità dell’intero ciclo produttivo. La redazione di D.A. Italia, per approfondire la conoscenza di questa importante realtà, si è recata presso la sede dell’azienda e ha intervistato Giuseppe Zanandrea, titolare di Caffè Carraro.
Intervista con Giuseppe Zanandrea
Qual è il percorso professionale che l’ha portata ad investire e a lavorare in una storica torrefazione come Caffè Carraro? A ventidue anni, dopo la laurea, sono entrato in una nota società del settore tessile, Lanerossi (allora appartenente all’ENI) dove mi sono occupato per alcuni anni di controllo di gestione. In seguito sono passato ad una media impresa nel settore metalmeccanico. È stato un periodo importante per il completamento della mia formazione manageriale, sia amministrativa che commerciale. Queste esperienze mi hanno aiutato a maturare la decisione di cercare una piccola realtà locale che mi permettesse di cimentarmi come imprenditore e quindi, su suggerimento e con l’aiuto di un compagno di studi, ho acquisito Caffè Carraro nel 1986. È stata una fortunata casualità, perché in realtà cercavo un’attività nei due settori che meglio conoscevo: il tessile o il metalmeccanico. All’epoca Caffè Carraro era ancora gestita da Mario Carraro, che rappresentava la seconda generazione della famiglia fondatrice.
La mia attività è iniziata nel giugno 1986, in uno stabilimento di 1.000 mq nel centro di Schio. Dopo circa dieci anni ci siamo spostati in quello attuale che all’epoca sembrava grande, ma che oggi sta per essere ampliato per far posto a nuove lavorazioni e magazzini.
Ha proseguito l’attività mantenendo inalterati i valori e le tradizioni della famiglia Carraro? Sicuramente ci sono stati dei cambiamenti. In azienda abbiamo cercato di mantenere inalterata la filosofia di fondo, adeguando però l’organizzazione ai nuovi livelli di produzione. Io per primo ho dovuto imparare a conoscere il mondo del caffè e i risultati sono arrivati in breve tempo: se nel giugno 1986 tostavamo 60 quintali di caffè al mese, l’anno successivo eravamo già passati a 190. L’immagine dell’azienda e del prodotto Carraro era già positiva, legata a sessant’anni di serietà professionale. Abbiamo quindi mantenuto la struttura commerciale esistente e abbiamo continuato ad occuparci principalmente del canale bar, naturalmente evolvendoci. Per fare un esempio, anche se Tazza d’Oro è il nostro marchio principale nel settore bar, oggi Mario Carraro non lo riconoscerebbe più come un suo prodotto, perché ovviamente ci sono state delle continue evoluzioni verso un caffè più dolce, profumato e liquoroso. Abbiamo studiato nuove miscele e ci siamo concentrati sull’idea di realizzare non un solo buon prodotto, ma diversi ottimi prodotti a seconda delle modalità di consumo e della tipologia di consumatore. Forti del
nostro DNA di serietà commerciale acquisita e dimostrata in tanti decenni di lavoro, abbiamo percorso una nostra via anche nell’interpretare il lavoro quotidiano e la costruzione dei nostri prodotti sempre finalizzati a dare soddisfazione al consumatore finale sia per qualità percepita che per il miglior rapporto prezzo/qualità ottenibile in ogni momento di mercato. Senza trascurare la marginalità che deve dare soddisfazione all’intermediario, sia esso un distributore o un operatore professionale qual è quello del vending. Non abbiamo quindi mai rincorso i volumi o il prezzo più basso e siamo cresciuti quanto questo mercato ci ha concesso, ma sempre a modo nostro, con questa mentalità, che ho voluto trasmettere a tutti i miei collaboratori.
Chi sono i suoi più stretti collaboratori? Per fortuna sono tutti molto più giovani di me. Paolo Ghiro, che segue il canale vending; Giulio, mio figlio maggiore, che segue i mercati esteri e l’HORECA Italia; Damiano, mio genero, che si occupa del Marketing e del canale Retail. Ho poi validi capi area e agenti nel canale Bar e Retail, nonché un’ottima squadra interna capeggiata dal Responsabile Amministrativo e Finanziario e dal Responsabile Produzione e Logistica.
Sto addestrando per ultimo mio figlio Giacomo che, dopo alcuni anni di esperienza nelle varie funzioni aziendali interne, mi dovrà nel tempo sostituire nella selezione e nell’acquisto del caffè verde, nonché nella costruzione delle miscele. È il più giovane (ha 28 anni), ma si prepara ad assumere una responsabilità strategica in azienda in quanto la qualità parte dalla costante ricerca della migliore materia prima per ogni fascia di prodotto.
Quali considerazioni strategiche vi hanno portato ad approcciare anche il settore del vending? Abbiamo sempre guardato con grande interesse i mercati vicini al nostro core business. Nel momento in cui sono nati i discount siamo stati tra i primi ad inserirci in questo canale; poi abbiamo allargato e consolidato la nostra posizione nel bar e infine ci siamo dedicati al vending. La DA è un settore particolare, molto specifico e già quindici anni fa mi occupavo in prima persona dei clienti nel Triveneto, ma ho capito che ci sarebbe voluta una persona dedicata, quindi ho preferito aspettare perché non riuscivo a trovare un responsabile commerciale adatto. Circa tre anni e mezzo fa ho infine risolto anche questa importante questione, delegando la funzione a Paolo Ghiro.
Da quel momento ci siamo concentrati nell’acquisire e mantenere i clienti
attraverso un’azione commerciale attenta e costante. Oggi non possiamo dire di essere completamente soddisfatti dei volumi e del fatturato, ma stiamo raccogliendo dei risultati soddisfacenti in termini di riconoscibilità e apprezzamento dei nostri prodotti. Alcuni grandi nomi nel vending hanno dimostrato di saper conquistare e presidiare molto bene il territorio, a volte usando prodotti non eccellenti. Con alcuni di questi clienti abbiamo trovato difficoltà ad “entrare” in modo importante, ma la qualità e la costanza del nostro prodotto insieme ad un prezzo competitivo ci stanno dando ragione tra le piccole e medie gestioni: oggi ne annoveriamo una settantina sparse in tutta Italia.
Siete riusciti a trovare il giusto compromesso tra qualità e prezzo nel canale vending? In questo canale è il costo della materia prima a determinare i prezzi di vendita; sono infatti convinto che sul valore aggiunto siamo difficilmente battibili. Nel costo di trasformazione e commercializzazione ci sentiamo sicuramente davanti a nomi illustri e possiamo competere con chi oggi sta facendo i prezzi più bassi, sia per quanto riguarda la produzione che per la distribuzione e la logistica. Siamo infatti un’azienda tecnologicamente sempre molto all’avanguardia e investiamo di continuo in questo comparto. Ci sono anni in cui impieghiamo risorse maggiori rispetto a quanto consentirebbe il bilancio e di conseguenza gli utili ne risentono, ma poi risaliamo e investiamo di nuovo.
Relativamente al rapporto qualità/prezzo il concetto è questo: noi quotidianamente testiamo il caffè dei nostri competitor e ci rendiamo conto se ci sono dei caffè che non berremmo una seconda volta. Questo non è un concetto soggettivo come può sembrare, perché, grazie alla nostra esperienza nel vending in Italia e all’estero, abbiamo stabilito quella che può essere una qualità percepibile e se un caffè viene considerato da non bere una seconda volta, noi non lo produciamo. Purtroppo in Italia la soglia dei 3 euro al chilo non rappresenta nemmeno il miglior prezzo di mercato. Noi vendiamo attorno ai 3,50 euro al chilo e potremmo scendere, ma la qualità calerebbe di conseguenza.
Quali sono i “numeri” del vostro stabilimento produttivo? Il nuovo stabilimento di Schio si sviluppa su un’area di 10.000 mq con una superficie coperta di 6.600 mq in corso di ampliamento a 8.000 mq. L’intero impianto di produzione è costruito e aggiornato con le più moderne tecnologie.
“Coca-Cola, Coca-Cola zero, l’onda dinamica, la bottiglia contour, Fanta e Powerade sono marchi registrati della The Coca-Cola Company.
Ogni singola fase del processo produttivo è automatizzata e sottoposta a severi controlli che salvaguardano la qualità finale del prodotto. Anche il trasporto interno del caffè semilavorato è fatto in modo diverso ad ogni stadio della lavorazione, sempre per non compromettere la qualità finale del prodotto. L’impianto di stoccaggio del caffè verde ha una capacità totale di 540 tonnellate. L’area di tostatura, cuore del processo produttivo, ha una capacità produttiva di 3,5 t/h e 32 silos dedicati al caffè tostato tipo per tipo. La formazione delle miscele avviene con due miscelatori da 300 kg ciascuno. Il reparto di confezionamento può contare su 32 silos della capacità complessiva di circa 70 tonnellate, due linee di confezionamento per il grano e quattro per i pacchetti di caffè macinato sottovuoto complete di macchina per la produzione dei bipack/quadripack, di vassoiatrici, cartonatrici e forni per la termoretrazione; due linee per il confezionamento del caffè in cialde monodose complete di astucciatrice e vassoiatrice; tre linee per il confezionamento delle lattine (125 g, 250 g, 3.000 g) in atmosfera compensata.
Com’è composta la vostra gamma di prodotti per il vending? Abbiamo quattro miscele, Globo Rosso, Globo Verde, Globo Oro e Globo Equo Solidale Fair Trade. Molti clienti scelgono la nostra qualità base Globo Rosso, ma se analizziamo i dati di vendita, notiamo che realizziamo volumi molto interessanti anche con Globo Oro. Quest’ultima è la nostra miscela più pregiata, un ottimo caffè bar “vestito” per il vending che contiene il 70% di Arabica selezionati e il 30% di Robusta indiani e guatemaltechi.
Come vi ponete a livello di prezzo con il vostro prodotto vending qualitativamente più pregiato? Caffè Carraro offre un prodotto di qualità al giusto prezzo: la qualità Oro è sul mercato a 4,50 euro/kg. Bisogna essere coraggiosi per scegliere la qualità rispetto al prezzo basso e quindi pagare
anche 1,50 euro/kg in più. Il gestore che sa fare bene di conto, ma nel contempo ha una visione strategica del proprio lavoro un po’ diversa da quella dominante negli ultimi anni, vedrà ripagati i propri sforzi di compressione della marginalità e alla fine risulterà vincente sul mercato dei nuovi consumatori, sempre più informati, sempre più consapevoli, sempre più attenti agli aspetti qualitativi e salutistici.
Come avete risolto la criticità della crema con le miscele che contengono alte percentuali di Arabica? Oggi quello della cremosità è un falso problema, perché le macchine tecnologicamente sono molto migliorate dal punto di vista dell’estrazione, ma dobbiamo dire anche che se un 100% Arabica viene tostato, stagionato post tostatura e macinato nel modo ottimale, si ottiene la giusta dose di crema. Un tempo l’Arabica non garantiva la giusta dose di crema perché i gestori pretendevano di fare un caffè con 5 o 5,5 grammi di polvere, mentre oggi mediamente se ne utilizzano almeno 6,5. Non reputo un problema riconoscere che alcune partite di caffè hanno un difetto di crema, perché questo dipende in gran parte dal grado di stagionatura post tostatura. Noi lavoriamo tostando il caffè tipo per tipo, usando cicli di tostatura lenti e differenziati a seconda della tipologia di caffè; abbiamo molti silos per la stagionatura singola post tostatura e misceliamo e confezioniamo nei tempi giusti ogni singola partita. La resa finale in tazza in termini di cremosità spessa e compatta, di aroma gradevole e duraturo, di liquorosità dell’infuso, testimoniano la costante applicazione di questo metodo di lavoro, sicuramente più dispendioso, ma unico per far esprimere tutte le potenzialità offerte da una materia prima accuratamente selezionata.
In quale percentuale incide il vending nel fatturato di Caffè Carraro? Nel 2009 abbiamo superato i 23 milioni di fatturato: 10% estero, 10% vending e il resto diviso a metà tra bar e settore famiglia (GDO, discount, ecc.). Produciamo quattro/ cinque miscele per il bar e sei o sette per la GDO, che corrispondono a due precisi livelli qualitativi, oltre a quattro miscele dedicate al vending. È un processo numericamente complesso da gestire, perché ogni singola partita di prodotto viene confezionata dopo aver testato a campione un pack di quel lotto; quindi tutti i lotti vengono controllati e vidimati per la spedizione o, se non sono pronti, per il completamento della stagionatura.
Riuscite ad offrire un prodotto costante dodici mesi all’anno? Sì, anche se ciò implica dover
tenere un magazzino doppio nei periodi degli arrivi dei nuovi raccolti, normalmente un po’ “freschi” e che altererebbero la qualità finale del prodotto. In particolare nel vending abbiamo quattro miscele che ci impegnano sia in sede progettuale per la costruzione delle miscele, sia in produzione per il mantenimento nel tempo delle caratteristiche qualitative specifiche di ognuna di esse e ciò per due buoni motivi. Il primo è connesso al rapporto prezzo/qualità: mentre nel bar si possono usare caffè di altissima qualità senza preoccuparsi troppo del prezzo di vendita che è comunque elevato, nel vending il problema è quello di offrire un’alta qualità ad un prezzo molto basso. Il secondo motivo è legato alla diversa modalità di estrazione della tazzina di caffè: mentre nel bar la mano del barista può gestire di tazzina in tazzina i parametri di estrazione adeguandoli all’ambientazione e allo stato della miscela, nel distributore automatico il caffè è “abbandonato a se stesso” in condizioni ambientali spesso molto diverse da una postazione all’altra e deve comunque dare una resa in tazza costante. Non si tratta quindi solo di creare un gusto e un aroma, ma un caffè che, quando viene erogato dal distributore, sia sempre perfetto in termini di cremosità e di gusto.
Quando avete deciso di produrre anche le cialde in carta per il mercato OCS? Produciamo cialde in carta (standard ESE) da una decina d’anni. Abbiamo cominciato con la vendita attraverso il canale retail con tre miscele e poi abbiamo allargato la gamma anche nel vending, soprattutto all’estero. Da un po’ di tempo abbiamo inserito anche le capsule plastica compatibili con una buona parte delle macchine erogatrici oggi sul mercato.
Siete partner Fair Trade: come mai avete preso questa decisione? Abbiamo scelto di trasformare caffè di origine equo solidale per ottemperare a una esigenza di alcuni operatori vending, soprattutto esteri. All’inizio dobbiamo ammettere che non eravamo molto soddisfatti del prodotto, mentre oggi le tre origini che lavoriamo sono migliorate e riusciamo quindi a commercializzare un prodotto che si è evoluto positivamente anche in termini di gusto e funzionalità.
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Frutta da bere, qualità da vendere.
Santàl propone una gamma di prodotti ampia e variegata per il canale vending. Il nuovo assortimento
dalla prima colazione, con
novità anche per
Fantastic Foods Snack Innovativi per il Vending
Fantastic Foods è la filiale italiana di un’importante azienda australiana che offre ai consumatori un’ampia gamma di snack innovativi. Negli stabilimenti produttivi tutto è pensato per creare prodotti di alta qualità e nel rispetto della buona salute. Nel 2003 l’azienda ha presentato in Italia i cracker di riso Fantastic e nell’estate del 2005, sull’onda dei buoni risultati conseguiti, la gamma si è arricchita degli snack di riso. L’obiettivo dichiarato è sempre quello di proporre
Fantastic Foods continua ad investire e a crescere nel canale del vending, un motivo per cui la redazione di D.A. Italia si è recata presso la sede di Casaleone in provincia di Verona per intervistare Francesco Galletti, Responsabile Direzione Vendite e Marketing di Fantastic Foods. Fantastic Foods
ai consumatori sapori nuovi e gustosi, con un alto valore nutrizionale e nei formati che meglio soddisfano le esigenze della vita moderna.
Quando è iniziata la tua collaborazione con Fantastic Foods? Collaboro con Fantastic Foods dal 2006. Il mio primo obiettivo è stato di studiare e lanciare sul mercato italiano i Cup Noodles, pasti pronti a cui aggiungere l’acqua bollente per avere in soli tre minuti un tagliolino in brodo senza conservanti e a basso contenuto di grassi. È un prodotto che abbiamo testato anche nel vending, anche se in questo particolare canale distributivo, almeno fino ad oggi, non ha ancora trovato una sua collocazione.
Come mai avete deciso di investire su di un prodotto così particolare e lontano dalle abitudini di consumo alimentare italiane?
Da alcune ricerche di mercato che abbiamo commissionato è risultato che il prodotto era acerbo per il largo consumo, però abbiamo individuato un target di persone che andava alla ricerca di questo tipo di alimento e che lo ordinava addirittura dal Giappone. Sono gli amanti del mondo manga e dei fumetti stile giapponese, in cui si vedono sempre i protagonisti che si “abbuffano” utilizzando le bacchette. Abbiamo presentato i nostri Cup Noodles al Lucca Comics 2006 (evento dedicato al mondo dei fumetti) proprio per capire se sarebbero stati apprezzati dai consumatori esperti di questa
Intervista con
Francesco Galletti
tipologia di prodotto. Alla fine abbiamo venduto 15 mila consumazioni in quattro giorni. Oggi Lucca Comics è una fiera in cui vendiamo attorno alle 50 mila Cup. Il prodotto ha fatto un suo percorso e al momento si trova in varie insegne della GDO.
Come mai è così difficile collocarlo come referenza vending? Nel vending è stato testato da qualche operatore, ma il problema è l’aggiunta di 250 ml di acqua bollente. Anche con l’ausilio di macchine che erogano acqua calda ci sarebbero comunque problemi in caso di erogazione continuata ad almeno 70°. Questo ha fatto sì che, per ora, in questo canale Cup Noodles non possa trovare una collocazione.
Quali sono i prodotti che attualmente distribuisce Fantastic Foods? Avete qualche nuova referenza in arrivo? Fantastic Snack Australia è una grande multinazionale, una delle prime fornitrici di food della GDO australiana, con una varietà di prodotti incredibile, tra i quali i cracker e gli snack Fantastic che oggi commercializziamo nel vending italiano. Il cracker è il prodotto di punta dell’azienda e in Australia sono disponibili ben trenta varianti di gusto. La società italiana, dalla metà del 2007, ha iniziato
un processo di ristrutturazione interna e di sviluppo abbastanza rapido che ha portato al lancio di un nuovo prodotto: Fantastic Delites Rice Chips
Puoi descriverci questo prodotto? Delites Rice Chips è una patatina a base di riso destinata a rivoluzionare il mercato delle chips. È una delle poche novità (per non dire l’unica) di questo particolare segmento abbastanza statico da vari anni. Tra revisioni di packaging e sorprese all’interno del sacchetto, la patatina, anche se con forme diverse, ha sempre lo stesso contenuto nutrizionale. Fantastic Delites invece dà la sensazione, il gusto e la consistenza di una patatina, ma è al 55% a base di riso, non fritta e con un bassissimo contenuto di grassi saturi (inferiore all’1%). È disponibile in Italia in quattro gusti, scelti fra i dodici della gamma australiana: Chili, leggermente piccante; Sale e pepe, molto salato e con pepe macinato nell’impasto; Barbecue, il classico gusto ispirato alla salsa barbecue americana; Nacho Cheese, una consistenza tipo nachos perché ha metà farina di riso e metà farina di mais al gusto di formaggio.
È un prodotto senza glutine? Come il resto della gamma dei nostri prodotti, Delites Rice Chips è completamente privo di glutine, notificato dal
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Sono nate le pratiche capsule Mokasirs. Ancora più semplici da usare garantiscono la piena soddisfazione dei tuoi clienti grazie a miscele di altissima qualità. La stessa che trovi nel caffé in grani e nelle cialde Mokasirs. Offrirai una scelta talmente ampia da accontentare anche la clientela più esigente. Oltre a tre miscele di caffé sono disponibili anche le capsule di infusioni, ginseng, guaranà e mokaccino. Capsule Mokasirs: la qualità di sempre in una forma tutta nuova.
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Ministero della Salute come alimento adatto a chi deve escludere questa proteina dalla propria dieta. Attualmente è commercializzato anche nel canale delle farmacie, ma non riporta l’iscrizione “senza glutine” perché non vogliamo che questo diventi il mercato di riferimento.
Presentare sul mercato alimenti senza glutine può essere un valore aggiunto ma anche uno svantaggio, perché il prodotto viene a torto spesso identificato come poco gustoso e saporito. Voi avete avvertito questo problema? Ritengo che per mancanza d’informazione il celiaco sia ritenuto un malato, mentre una persona che ha un altro tipo di intolleranza, ad esempio alla soia, viene considerata una persona normalissima. L’importante lavoro svolto dalle associazioni dedicate a questa problematica hanno portato grandi vantaggi, ma hanno ugualmente creato una sorta di club che
l’Italia. Lo stesso gestore vede quella spirale come un’imposizione dove far morire dei prodotti che sa già che non avranno successo. Invece la realtà è che ci sono tanti prodotti per celiaci che sono realmente buonissimi, come il nostro.
Il core business di Fantastic Foods è la Grande Distribuzione: che sforzi avete fatto per tradurre nel mondo vending i vostri prodotti? Abbiamo approcciato il canale del vending quasi per caso. Sono infatti nate delle opportunità poiché varie persone ci hanno richiesto le monoporzioni che noi utilizzavamo a soli scopi promozionali nei supermercati. I sacchetti da 25 g sono arrivati ai rivenditori, che hanno iniziato ad ordinarli per valutarne le capacità di vendita, visto che rispondeva a determinate loro esigenze. Così abbiamo capito che i nostri prodotti potevano avere un mercato nel vending, senza fare uno sforzo
Il mercato del vending potrebbe diventare addirittura un valido test per la GDO? È esattamente così, perché ha un’elasticità maggiore come canale e non deve passare attraverso le grandi trattative delle centrali d’acquisto, come nella GDO. Il vending inoltre ci permette in tempi molto brevi
Avete modificato il formato per renderlo idoneo al canale vending? Stiamo facendo molti sforzi perché vogliamo che il packaging risponda ai requisiti richiesti dal settore, il cracker è diventato mini, la dimensione è diminuita per andare all’interno di un sacchetto che si è ridimensionato per poter girare su una sola spirale ed è passato da 25 g a 20 g. Abbiamo modificato il prezzo in modo da non far percepire l’informazione sbagliata: non è stata una sgrammatura a fini speculativi, ma per macchinabilità. Questo consentirà agli operatori di poter impegnare una sola spirale anziché due. Anche l’altezza delle bordature delle termosaldature è cambiata per far sì che le confezioni non si inceppino nella macchina. Abbiamo reso la grafica più accattivante grazie all’utilizzo del colore nero associato al dorato per comunicare che il nostro non è un semplice snack, ma un prodotto di qualità, a base di riso, realizzato con un processo tecnologico rilevante e con il giusto apporto nutrizionale.
Il packaging del vending è stato studiato solo per il mercato italiano? La casa madre ha utilizzato questo formato per altre iniziative?
Sì, siamo partiti con degli investimenti per studiare il prodotto in Italia e siamo rimasti sorpresi perché dopo un anno la multinazionale Fantastic Snack Australia ha lanciato vari multipack rivolti alla GDO, riutilizzando la nostra idea del formato da 20 g, risultata vincente anche per i consumatori di tanti altri mercati mondiali.
Dove vengono realizzati la produzione e il packaging dei prodotti? Tutte le nostre produzioni sono realizzate in uno stabilimento dedicato al mercato italiano che si trova a Melbourne, in Australia, con materie prime
autoctone di qualità. L’Australia è uno dei primi paesi al mondo per la produzione di cereali e da questo continente provengono i grani migliori. Alla domanda che spesso ci pongono: “Perché non producete in Italia?”
Rispondiamo in modo molto semplice: perché dovremmo importare dall’Australia le materie prime di alta qualità che utilizziamo oggi per mantenere gli stessi standard qualitativi e ciò farebbe venir meno il nostro vantaggio competitivo.
Quindi la scelta commerciale migliore è stata di ampliare, dedicare e tecnologizzare un intero abilimento per il mercato italiano. Questa struttura negli anni è diventata realmente all’avanguardia.
Come valuta il pubblico italiano il gusto dei vostri prodotti, affine al mondo anglosassone? Tutti i prodotti del mercato italiano vengono studiati in Italia, ma realizzati in Australia, quindi sono testati sui consumatori italiani e ovviamente il nostro approccio commerciale è quello di riadattare i gusti e i sapori attraverso molte ricerche di mercato, svolte in Italia su migliaia di soggetti e con migliaia di test di assaggio.
Riuscite a dare un prodotto di alta qualità e importato dall’Australia ad un prezzo compatibile col canale vending? Come produttori riusciamo a stabilire i prezzi in linea con le aspettative del mercato. Il nostro sforzo sta nel far capire che il prodotto a base di riso non può essere confrontabile con quello a base di grano, nel prezzo, nei contenuti nutrizionali e soprattutto nella tecnologia di produzione. Ad esempio: se un cracker di riso costa 20 euro/kg, uno di grano costa 3 euro/kg: una differenza enorme. Quindi
il consumatore deve innanzitutto valutare la valenza nutrizionale del prodotto a base di riso e acquistarlo anche per questo motivo.
Le nuove tendenze di consumo favoriscono la vostra tipologia di prodotto? Certo, come favoriscono i maggiori marchi del segmento, che con le loro strategie comunicative a impatto totale hanno iniziato a descrivere il prodotto a base di riso come un’alternativa gustosa, trendy e in linea con le migliori aspettative di gusto dei consumatori rispetto a prodotti più grassi. Oggi stiamo facendo un ottimo lavoro e continuiamo con crescite importanti nel mondo del vending che si avvicinano al 50% all’anno a volume. Ci stiamo sviluppando ad una velocità elevatissima e questo è la riprova che i nostri prezzi sono in linea con le aspettative.
Qual è la vostra posizione a riguardo agli OGM? Non si può offrire un prodotto di elevato contenuto qualitativo quando non si rispettano determinati standard come l’assenza totale di OGM, garantita in tutti i nostri prodotti. La nostra produzione in Australia segue anche standard di eco-compatibilità degli stabilimenti produttivi, per i quali siamo all’avanguardia; noi offriamo alimenti certificati dalla testa ai piedi e qualsiasi container che entri in Italia è accompagnato dalla documentazione “OGM free”.
Riuscite a spiegare tutti i vostri valori quando vendete i vostri prodotti? È veramente molto difficile. Noi ci battiamo per la lettura delle etichette, per il consumo consapevole, ma nel vending è molto difficile, a causa del vetro che fa da barriera tra consumatore e prodotto. Fortunatamente si iniziano a vedere le prime
macchine con display LCD, dove accanto alla pubblicità, ci si può informare meglio sul prodotto che si acquista.
Ho avvertito Venditalia 2008 come un punto di confine, perché ho sentito parlare le associazioni di progetti salute, di fresco, di trend legati alla ricerca di prodotti salutari a bassi contenuti di grassi, tematiche che nel vending non erano mai state trattate.Oggi i nostri clienti ci dicono di intraprendere con le varie associazioni, con i comuni, con le pubbliche amministrazioni, percorsi di salute, percorsi nelle scuole, cioè stanno andando al di là di quello a cui obbliga la legge. I nostri prodotti hanno un’etichetta totalmente studiata per il consumo d’impulso, con una confezione molto attraente che ne massimizza l’acquisto. Quando poi si compra e si consuma il prodotto, si nota un bollino verde con delle scritte che segnalano la quasi totale assenza di grassi saturi.
Come è strutturata la vostra rete vendita in Italia? C’è un Head Office Italia (essenzialmente la direzione in Italia), di cui faccio parte occupandomi della direzione vendita e marketing e dal dottor Nicola Rovai, che segue tutta l’area legata ad aspetti finanziari-amministrativi. La struttura della rete vendita è completata da due Sales Manager, di cui Maurizio Pucci, è anche il Responsabile Nazionale per il canale vending. Sotto i Sales Manager c’è tutta la rete di agenti: in alcuni casi agenzie, in altri singoli agenti plurimandatari, perché oggi non abbiamo ancora la dimensione per poter disporre di agenti diretti.
Parteciperete a Venditalia 2010? Sì, parteciperemo e ci potrete trovare al Pad. 2 –Stand C026. Proporremo come sempre gli assaggi dei prodotti Fantastic Foods perché la nostra prerogativa è quella di abbattere, attraverso la prova diretta, la diffidenza di coloro che ancora
sono un po’ restii all’idea di inserire nuovi prodotti e allontanarsi da quella che è la proposta classica e statica che per anni si è vista all’interno delle macchine vending.
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Assemblea Generale Confida, ecco com’è andata… Confida
di > Orsola Mallozzi
>>> Sabato 20 marzo tutti gli associati CONFIDA si sono dati appuntamento a Milano, nella sala plenaria del Grand Hotel Brun - che per grandezza e categoria è ormai diventata la sede consueta delle riunioni dell’Associazione - per l’Assemblea Generale, durante la quale si sono svolte l’assemblea elettiva dell’Associazione e le assemblee elettive dei singoli Gruppi Merceologici.
c i a l e A s s ciazio n e C onfi
>>> La sala era gremita, mai Assemblea Generale Confida ha avuto così grande partecipazione, intesa sia in senso numerico che in senso di attese e speranze per tutto ciò che sarebbe successo in quella giornata e nei giorni a venire per l’Associazione.
>>> Nei discorsi di tutti solo il desiderio del meglio, di vedere colei che rappresenta l’intera filiera in Italia e all’estero farsi forte e promotrice del bene dell’intero settore: imprese di fabbricazione distributori automatici, sistemi di pagamento e accessori; imprese di fabbricazione di prodotti utilizzati dalla DA; imprese di gestione; imprese di servizi e commercializzazione, nessuno escluso. La
Distribuzione Automatica ha saputo produrre nel 2008 un fatturato dichiarato di quasi 3 miliardi di euro, ha portato al servizio del cliente 2.280.000 distributori automatici e 35.000 addetti. Proprio per questo l’attività dell’Associazione in questi anni di congiuntura negativa è ancora più preziosa, anche se sicuramente più difficile e delicata: ulteriore motivo per cui i risultati delle elezioni per il nuovo quadriennio sono state più sofferte.
>>> L’emozione era tangibile, come la curiosità di molti, e traspariva anche dagli interventi di tutti i relatori a dimostrazione del grande valore di quest’Associazione che ormai ha superato i trent’anni di attività e che ha il diritto e il dovere di
perseguire sempre lo scopo comune.
>>> Tanti i partecipanti che la registrazione, la consegna delle schede ed il controllo delle numerose deleghe per la votazione hanno richiesto più tempo del previsto, facendo slittare le tempistiche comunicate nel programma, ma si sa, i momenti conviviali in un’Associazione non guastano…
>>> Riuniti nel salone, Piero Lazzari, Direttore Generale di Confida, dopo aver salutato i presenti, ha dato la parola al Presidente Vincenzo Scrigna che ha letto la Relazione di Presidenza
>>> Di seguito si sono svolti gli altri adempimenti di carattere statutario: l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2009 e la Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti. Il bilancio è stato approvato all’unanimità e molto velocemente, di certo non è stato l’argomento di riferimento della giornata e l’attenzione era costantemente rivolta ad altro.
>>> Lazzari subito dopo ha rotto lo schema della riunione per dedicare dei momenti ad una persona che ha contribuito in modo encomiabile e significativo alla crescita del Vending per le sue competenze e per la generosità del suo impegno nell’essere una colonna dell’Associazione; è stato capogruppo, presidente dell’Associazione, presidente della nostra associazione europea (EVA) e di tante commissioni di lavoro: Augusto Garulli. A lui CONFIDA ha consegnato una targa con riconoscenza e gratitudine. Forti e lunghi gli applausi di tutta la platea unita, che hanno scaldato l’ambiente.
>>> Il Direttore ha ripreso il corso dei lavori per procedere con il rinnovo della dirigenza Confida
che avrà la responsabilità di portare avanti le sfide; ha ricordato gli aspetti normativi statutari che sono stati tutti rispettati in questa occasione. Lazzari ha dichiarato aperte le elezioni, ma prima ha lasciato spazio a chi desiderava parlare.
>>> Giulio Totaro, delegato Confida della Lombardia, ha preso la parola e, per chi non lo conosceva, si è presentato come colui il quale durante le assemblee è solito chiedere delucidazioni e quindi, in questa occasione più che mai, ha sentito il dovere e l’obbligo d’intervenire per rivolgersi ai due candidati alla presidenza e chiedergli un ultimo incontro per realizzare l’unità interna dell’organizzazione. Totaro ha sottolineato che nessuno è depositario della verità ed è necessario lo sforzo di tutti se amiamo l’Associazione. Coesione interna e unità d’intenti: questo il suo augurio, sicuro che la ragionevolezza e la saggezza dei due candidati sarebbero prevalse sui legittimi interessi che ciascuno di loro esprime.
>>> Prima di procedere alle votazioni si chiede un’ultima parola ai due candidati: Lucio Pinetti è salito sul palco per esprimere le sue riflessioni e i suoi pensieri in merito alla propria candidatura. Vincenzo Scrigna ha confermato che il suo desiderio è di essere giudicato per quello che ha fatto e che non avrebbe avuto nessuna preclusione verso ciò che sarebbe accaduto.
Gruppi Merceologici e di Attività.
>>> Tornati in sala plenaria si è proseguito con la votazione del Presidente e dei componenti del Consiglio Direttivo. Lo spoglio delle schede ha richiesto molto tempo, a causa dell’elevato numero dei votanti, e il pranzo è stato provvidenziale per far passare più velocemente il tempo e per continuare a parlare dei vari argomenti che accomunano gli associati e i “colleghi” che per questioni logistiche è possibile vedere solo nelle occasioni assembleari. Alcuni dei presenti hanno dovuto abbandonare la riunione per rientrare nella propria città, per arrivare in tempo in aeroporto o per altri impegni, ma la maggior parte di loro ha mantenuto il cellulare sotto controllo, in attesa della chiamata di chi ancora in sala potesse comunicargli il responso delle votazioni.
>>> Lazzari ha ripreso la parola per dare le ultime direttive e ha invitato i soci a dividersi in base al Gruppo Merceologico e/o di Attività di appartenenza per procedere correttamente alle elezioni. Non si è fatta attendere molto la proclamazione degli eletti Rappresentanti dei
>>> Finalmente Andrea Borziani, Presidente del Collegio Revisori dei conti, legge i risultati: votanti 327, quorum 164, voti per Pinetti 166, voti per Scrigna 161. Lucio Pinetti è il nuovo Presidente CONFIDA. La differenza dei voti è minima, in sala si sono percepite emozione, sorpresa, gioia, delusione, speranza, comunque è per tutti un nuovo inizio che con forza, determinazione ed energia dovrà portare ai migliori risultati per l’Associazione. >>> Il salone del Grand Hotel dopo la proclamazione del nuovo Presidente si è svuotato, i giochi sono stati fatti, in pochi sono restati per apprendere le nomine dei Consiglieri, però nonostante la stanchezza provocata dall’attesa e dalla tensione della giornata c’era ancora tanta voglia di fare e di portare avanti un settore che con gioie e dolori è caro a tutti.
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Confida
Vincenzo Scrigna, una Presidenza
Dedita all’Associazione
Il Presidente uscente Vincenzo Scrigna, il lunedì seguente l’Assemblea Generale, ha scritto, a tutti i collaboratori che l’hanno seguito durante il suo mandato presidenziale e ai soci che ha rappresentato con dedizione in questi ultimi anni, un messaggio in cui ha sentitamente espresso la sua gratitudine, il grande impegno adoperato nel raggiungimento degli obiettivi dell’Associazione e l’augurio che coloro che guideranno Confida seguano i valori propri di un’associazione.
“Cari colleghi, a conclusione del mio mandato alla Presidenza della nostra Associazione desidero rivolgermi a ciascuno di voi per esprimervi la mia personale gratitudine per l’opportunità che ho avuto in questi anni di intenso quanto stimolante impegno associativo di poter conoscere una tale ricchezza di figure imprenditoriali e manageriali che sono il “valore” più autentico del nostro Settore economico.
Nella circostanza desidero anche riprendere un passaggio della mia relazione all’Assemblea Generale di ieri che rappresenta la sintesi del mio personale bilancio di questi anni trascorsi, prima alla Presidenza del Gruppo imprese di gestione e, a seguire, alla Presidenza dell’Associazione: “ho la grande soddisfazione di aver traghettato la nostra Organizzazione da un ruolo di marginalità ad un suo posizionamento di apprezzata visibilità e autorevolezza presso le Istituzioni e nell’ambito della rappresenta imprenditoriale del Paese”.
Un obiettivo che è stato raggiunto perché lo abbiamo guadagnato di giorno in giorno, presidiando ogni emergente situazione di criticità per il nostro Settore e per le singole
Categorie della “filiera”; lo abbiamo fatto affrontando le nuove sfide fino al punto di essere noi gli autorevoli proponenti delle soluzioni possibili e praticabili; soprattutto, lo abbiamo fatto agendo in modo unitario, con coerenza e con continuità, così come si richiede ad una “squadra vincente”.
Sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare. Ora si avvia, con ogni probabilità, una nuova fase di cambiamenti. Il mio augurio è che quanti avranno la responsabilità di portare avanti la nostra Associazione lo abbiano a fare con gli stessi “valori” di
partecipazione e unità, di responsabilità e trasparenza, di coerenza e continuità, che sono diventati il patrimonio più bello di questo nostro modo di “essere Associazione” e di “fare associazionismo”.
Un “patrimonio” che in questi anni è stato possibile arricchire grazie all’essenziale quanto preziosa collaborazione dei Presidenti dei Gruppi merceologici e di attività, del Consiglio Direttivo e dei Delegati territoriali. Tantissimi sono stati i momenti di autentica ed intensa collaborazione ma anche di gratificante amicizia.
Un grazie anche alla Struttura operativa che con dedizione e professionalità ha reso possibile sul piano organizzativo tutta la gran mole del lavoro svolto.
Sono certo che ciascuno di voi non farà venir meno la propria disponibilità al cambiamento, ai nuovi indirizzi che la Dirigenza di CONFIDA vorrà indicare per adeguarsi continuamente alle esigenze delle nostre imprese rispetto ad un contesto competitivo caratterizzato da una sempre maggiore criticità.
Da ultimo, non posso nascondervi che mi mancheranno le riunioni con voi, i momenti di confronto sulle nostre attività imprenditoriali, i momenti di discussione spesso accesa ma sempre costruttiva. Mi mancheranno soprattutto i momenti di autentica amicizia trascorsi insieme a voi dopo i convegni e le riunioni di lavoro.
Il nostro spirito imprenditoriale ci impone di guardare avanti e di lavorare per il futuro e per questo rivolgo al nuovo Presidente e alla nuova Dirigenza di CONFIDA l’augurio più fervido per una CONFIDA sempre più rappresentativa ed interprete autorevole del nostro meraviglioso Settore, di cui noi tutti siamo protagonisti e di cui noi tutti siamo legittimamente orgogliosi.”
È Lucio Pinetti il nuovo Presidente di CONFIDA per il prossimo quadriennio. Un incarico che lo vedrà alla guida della filiera del Vending italiano fino alla vigilia dell’EXPO 2015, leader di un comparto che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy. Pinetti è cresciuto professionalmente nel mondo delle materie plastiche, prima come ricercatore in un noto istituto di ricerca della Montedison, poi come funzionario di Unionplast, Associazione delle Imprese di trasformazione di materie plastiche (aderente a Confindustria) ove ha operato per quasi una decina d’anni. È stato inoltre Segretario Generale dell’Associazione dei riciclatori di materie plastiche sia Italiana che Europea, membro del Consiglio Direttivo
dell’Istituto Italiano Imballaggio, delle Commissioni Ambiente e Imballaggio di Confindustria, di Commissioni Tecniche UNI e di altri organi di rappresentanza. Dal 1997 al 2000 ha svolto il ruolo di Direttore Generale di Confida, prima sotto la presidenza Buttazzoni, poi sotto la presidenza Gastaldi. Nel 2001 ha lasciato l’Associazione per trasferirsi a Genova, dove ha iniziato una nuova vita da imprenditore. Prima in collaborazione con un’azienda del settore, poi dal 2003 con una propria società di gestione, che nel 2007 entra a far parte di Liomatic SpA, dove fino ad oggi è stato Responsabile delle Pubbliche Relazioni e Area Manager del Nord Ovest.
Lucio Pinetti
alla Presidenza del Vending Italiano
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>>> Appena appresa la notizia della sua elezione, la redazione di D.A. Italia ha coinvolto il neo Presidente in un’intervista che ha avuto luogo al termine del’Assemblea Generale nei salotti del Grand Hotel Brun, in un clima rilassato ma ancora pieno di emozione ed entusiasmo per il risultato raggiunto.
Quali i tuoi primi pensieri e le tue prime sensazioni quando hai saputo di essere il nuovo Presidente di CONFIDA? Il momento dell’elezione è sempre emozionante e magico, sicuramente l’ho vissuto e lo sto vivendo così anch’io. Si sapeva che non sarebbe stato facile, perché fin dall’inizio della campagna elettorale si sono formati due schieramenti contrapposti, entrambi molto importanti; quindi, quando è emersa la mia elezione e sono stati resi noti i risultati, è normale che tutti i sentimenti che in questi mesi ho provato ma che ho dovuto celare siano esplosi. Ho vissuto un momento di grandissima emozione e subito dopo però di grandissima responsabilità. La
consapevolezza di aver vinto sul filo di lana, cioè con uno scarto minimo di voti, aumenta la responsabilità verso il proprio incarico rispetto ad una vittoria o ad una sconfitta di larghissima maggioranza. Perciò il lavoro che devo svolgere è ancora più importante, perché per prima cosa è necessario ricompattare le fila della nostra Associazione, far capire che non siamo legati a diverse ideologie, ma semplicemente a interpretazioni diverse dello stesso modo di vedere e degli stessi obiettivi. Credo che questo punto vada affrontato immediatamente.
Come hai vissuto questa giornata elettorale?
Era del tutto evidente che questa assemblea sarebbe stata molto particolare. Ricordo che è la prima volta, da quando è nata CONFIDA, che si è vissuta un’elezione così sofferta, perché normalmente le elezioni del Presidente, come dovrebbe accadere solitamente nelle associazioni di categoria, vengono risolte prima del momento assembleare: è difficilissimo arrivare alla conta dei voti il giorno stesso dell’assemblea. Dall’inizio
bene finora, non c’è ragione di cambiare) l’altra il cambiamento (c’è ancora tanto da fare), sarà veramente facile trovare il punto di incontro nei prossimi mesi.
Cosa ne pensi dei tuoi collaboratori neoeletti? Sono convinto che la loro elezione sia stata uno dei successi di questa assemblea, perché abbiamo 15 nuovi consiglieri su 25 e questo dà un segno di rinnovamento importante. La compagine è perfettamente rappresentata: vi sono leve fresche ma autorevoli in tutte le categorie e a garanzia della continuità dei progetti portati avanti, abbiamo un discreto numero di consiglieri (10 su 25) che lo erano anche nel passato Direttivo. Sono molto contento per come è andata e sono convinto che avremo un Direttivo molto forte.
Credi che sia comune a tutti l’energia, la forza e la voglia d’impegnarsi? Assolutamente sì. Infatti proprio per sgombrare dagli ultimi possibili dubbi il fatto che possiamo perdere in efficacia, dobbiamo iniziare a lavorare subito concretamente sui progetti esistenti che è giusto portare a termine quanto prima e metterne in campo nuovi.
Qual è la prima cosa che farai come Presidente? La prima cosa che farò come Presidente sarà sicuramente mettermi a disposizione del Direttivo. Credo che questo sia il gesto più importante, perché un’associazione è fatta essenzialmente dal Consiglio Direttivo: il Presidente deve essere l’organo in
della presentazione della relazione del Presidente Scrigna fino alla nomina del nuovo Presidente e dei Consiglieri, la tensione si percepiva nell’aria, non era solamente un momento di celebrazione e di conclusione di un mandato. È stata un’assemblea difficile, anche nella declamazione del Presidente si è percepito un 50% di persone rumoreggianti e un 50% di entusiaste.
Pensi che questa tensione verrà superata? Questa tensione deve passare molto presto! È comprensibile che ci sia stata perché ognuno ha portato avanti il proprio candidato e il proprio modo di approcciare l’Associazione. Probabilmente alcuni concetti sono stati anche troppo stressati, la continuità e il cambiamento sono perfettamente conciliabili: può esistere un cambiamento rispettoso della continuità, che non può e non deve essere rottura, e la continuità non può non considerare il divenire del mercato, del contesto, della società. Io credo che se le basi delle due diverse candidature fossero proprio una la continuità (abbiamo lavorato
grado di fare da collante e da altoparlante di ciò che sono poi le deliberazioni del Consiglio. Quindi sarebbe presuntuoso dire che partirò con un progetto di qualsiasi natura: la prima cosa da fare è mettere sul piatto del Consiglio Direttivo tutte le idee che sono anche emerse durante questa campagna elettorale, analizzare e realizzare i programmi di tutti i candidati. Se proprio devo fornire un contributo personale, ritengo necessario muoverci quanto prima in direzione del consumatore; noi abbiamo bisogno di conquistarlo e sarà molto difficile, ma bisogna che sia proprio l’ultimo fruitore del nostro servizio, chi è più importante, chi accede ai distributori automatici, a percepire il nostro valore. A lui dobbiamo la nostra attenzione se vogliamo dare una svolta allo stato di benessere del nostro settore.
Qual è la tua opinione su Venditalia? Venditalia è un manifestazione di successo e credo che poco ci sia da fare perché si è molto ben lavorato. L’organizzazione di una fiera di questa portata è sempre da tenere in stretta osservazione, va vigilata costantemente perché è sempre presente il rischio di perdere occasioni, espositori, metrature e importanza sul terreno internazionale. Bisogna verificare col Presidente di Venditalia qual è la situazione attuale, qual è il progetto in essere e tutto ciò che potremmo fare per renderla ancora più importante; per esempio attraverso verifiche sul piano internazionale, collaborazioni, estensioni e iniziative collaterali. Venditalia deve essere tenuta sempre molto viva. Ora siamo a Milano e questa città sta dando delle
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grandi soddisfazioni, vedremo poi col Consiglio di Amministrazione di Venditalia ciò che è in essere ora e quello che magari cambierà domani.
I prossimi progetti? Sono tantissimi: sicuramente al di là degli importanti progetti che sono già impostati nell’Associazione e che riguardano i rapporti istituzionali (il rafforzamento dei rapporti istituzionali, la presentazione e le linee guida dei capitolati di appalto, gli aspetti annessi alla Qualità, la Carta dei Servizi), va portata a compimento una serie di programmi che dovrà essere perfezionata, se possibile, o semplicemente conclusa laddove non ci sono aree di miglioramento.
Di certo credo che uno degli aspetti fondamentali sia quello della comunicazione esterna: dovremmo affrontare un grande progetto su questa tematica perché sono convinto che è solo attraverso la giusta percezione del nostro settore all’esterno che riusciremo ad avere quella svolta che auspichiamo in termini di maggior soddisfazione per le nostre imprese rispetto al proprio operato sul mercato.
Sei uscito da Direttore dieci anni fa e ora sei entrato da Presidente… Sono due ruoli completamente diversi e sono naturalmente
orgoglioso, personalmente, di esser riuscito a compiere un percorso così importante. All’epoca ho avuto la fortuna di collaborare con due che ritengo tra i migliori presidenti che abbiamo avuto in CONFIDA: il Presidente Buttazzoni, che realmente ha fatto cambiare l’Associazione da un piccolo gruppo destrutturato, senza una struttura fissa, ad un’Associazione che ha cominciato ad avere una propria compagine (è nata anche Venditalia); l’altra presidenza è stata quella di Gastaldi, una persona assolutamente innovativa, molto dinamica, che ci ha permesso di dare un’impostazione all’Associazione, che è poi quella di oggi. Da quel momento in poi ci sono stati dei miglioramenti dal punto di vista della performance, però il grosso cambiamento è avvenuto allora. È stata creata la struttura di Venditalia, che in seguito ha avuto quei miglioramenti che le hanno consentito di portare a compimento dei progetti che probabilmente in precedenza sarebbe stato impossibile realizzare. Ora come Presidente sono onorato e consapevole della grande responsabilità che ho nel rappresentare aziende con carature importantissime sul panorama italiano, che sono presenti in tutte e quattro le categorie: dalle grandi imprese di fabbricazione di attrezzature, di prodotti, di servizi e di gestione.
In occasione della presentazione della mia candidatura in Assemblea ho affermato che tutte le categorie devono percepire pari dignità in Associazione, indipendentemente dagli equilibri e dai pesi politici: la soddisfazione deve essere uguale per tutti, quindi dovremo ottenere dei benefici per tutta la filiera, perché solo così il vending sarà forte sul mercato.
Cosa vorreste dall’Associazione? La cosa più importante oggi, indipendentemente dai vari progetti, è che questa percezione di grande partecipazione che si è vista in Assemblea, anche se per certi aspetti è stata oggetto di una forte
divisione di punti di vista, persista e continui ad incrementarsi. Per me è doveroso ringraziare il passato consiglio Direttivo e il Presidente Scrigna per il lavoro che è stato condotto, per i grandi risultati che sono stati ottenuti e confido realmente che questo patrimonio non vada perso anche in termini di disponibilità dei passati consiglieri, del passato Presidente rispetto alle nuove attività.
Vorrei anche ringraziare sentitamente tutti coloro che mi hanno supportato in questa lunga e difficile campagna perché sono convinto che le persone che hanno lavorato con me per aiutarmi a presentare la mia candidatura abbiano fatto moltissimo ed è solo grazie al lavoro di tutta la squadra che ha creduto in me e che ha portato avanti le mie idee e i miei progetti se oggi siamo riusciti ad ottenere questo risultato.
>>> Nei primi giorni del suo mandato, Lucio
Pinetti ha scritto una lettera agli associati CONFIDA, di seguito riportiamo il testo integrale:
Rinnovo
>>> In occasione dell’Assemblea Generale, ciascun Gruppo Merceologico e/o di Attività si è riunito in Assemblea per eleggere il proprio Presidente, il Vice Presidente e i Rappresentanti di competenza nel Consiglio Direttivo. I vari gruppi si sono riuniti singolarmente nelle sale riunioni situate accanto alla sala plenaria dove si stava svolgendo l’Assemblea per procedere alle votazioni, come da Statuto CONFIDA (art. 31, comma 6). Il primo a proclamare i propri eletti è stato il Gruppo Imprese di servizi e Commercializzazione, l’ultimo il Gruppo Imprese di Fabbricazione di prodotti alimentari e bevande utilizzati dalla Distribuzione Automatica. Comune denominatore degli eletti: la volontà e la determinazione di dedicarsi a CONFIDA e la consapevolezza del grande impegno che ciò richiederà.
Al termine dell’intensa giornata le cariche associative sono state così decise >>>
Presidente CONFIDA
Lucio Pinetti / Liomatic S.p.A.
Vice-Presidente CONFIDA
Luca Adriani / Fas International S.p.A.
“Cari Associati, con grande onore e forte senso di responsabilità accolgo l’incarico di Presidente di CONFIDA, conferitomi dall’Assemblea Generale dello scorso 20 marzo. Sono infatti particolarmente onorato di rappresentare un Settore che si contraddistingue e viene apprezzato per le capacità d’innovazione, efficienza e qualità dei propri imprenditori e manager.
AI contempo sento tutta la responsabilità che deriva da un “passaggio di consegne” che necessita di un grande impegno per sviluppare ulteriormente i progetti posti in essere in questi anni di proficuo lavoro dell’ Associazione.
Ci attendono inoltre nuove ed altrettanto ardue sfide, prima tra tutte l’attestazione del corretto valore del servizio che svolgiamo a beneficio del consumatore finale.
Un obiettivo che potremo raggiungere solo se sapremo esprimere una compattezza e una partecipazione di tutti gli attori della nostra filiera, coinvolgendo anche chi ancora oggi non è associato. Un traguardo ambizioso, ma non
impossibile grazie alle eccezionali competenze che il neo eletto Consiglio Direttivo ha il privilegio di esprimere e al patrimonio di successi raccolti in questi anni di intensa attività associativa. Certo è che il contesto macro-economico, caratterizzato dal crollo del prodotto interno lordo, da una consistente contrazione dei livelli occupazionali e da una accentuata diminuzione della propensione al consumo, soprattutto fuori casa, rende tutto quanto più complesso. Sicuramente sapremo insieme ricercare le modalità e le strategie più efficaci per affrontare e superare anche questa criticità. Ancora una volta saremo vincenti a condizione che la coesione sia totale. I diversi punti di vista non devono ostacolare il nostro processo, bensì ampliare i nostri orizzonti, arricchire di contenuti le nostre proposte e rendere incisive le nostre azioni. Nel rinnovarvi il più sentito ringraziamento per la fiducia che mi avete accordato, vogliate considerarmi a vostra disposizione per ogni esigenza e proposta che vorrete segnalarmi. In attesa di incontrarvi personalmente, vogliate con l’occasione gradire il mio più cordiale saluto.”
Gruppo Imprese di Gestione di distributori automatici di alimenti e bevande
Presidente > Cesare Spinelli / Spinel Caffè S.r.l.
Vice-Presidente > Gandolfo Mogavero / GM di Gandolfo Mogavero
Gruppo Imprese di Fabbricazione di distributori automatici ed accessori per gli stessi
Presidente > Luca Adriani / Fas International S.p.A.
Vice-Presidente > Massimo Milesi / M.P.R. Macchine per Ristorazione S.p.A.
Gruppo Imprese di Fabbricazione di prodotti alimentari e bevande utilizzati dalla Distribuzione Automatica
Presidente > Stefano Piccinini / S.E.M. S.p.A.
Vice-Presidente > Roberto Fanelli / Conserve Italia Soc. Coop a r.l.
Gruppo Imprese di servizi e Commercializzazione
Presidente > Alessandro Fontana / Art & Works S.r.l.
Vice-Presidente > Francesco Totaro / Assipost S.r.l.
Composizione Consiglio Direttivo
Presidente Confida > Lucio Pinetti / Liomatic S.p.A.
Presidente Gruppo Imprese di Gestione di distributori automatici di alimenti e bevande > Cesare Spinelli / Spinel Caffè S.r.l.
Presidente Gruppo Imprese di Fabbricazione di distributori automatici ed accessori per gli stessi > Luca Adriani / Fas International S.p.A.
Presidente Gruppo Imprese di Fabbricazione di prodotti alimentari e bevande utilizzati dalla Distribuzione Automatica > Stefano Piccinini / S.E.M. S.p.A.
Presidente Gruppo Imprese di servizi e Commercializzazione > Alessandro Fontana / Art & Works S.r.l.
Presidente Gruppo Giovani Imprenditori > Danilo Paolini / Gedap S.r.l.
Consiglieri
Congratulazioni Presidente Pinetti e buon lavoro a tutti gli eletti!
Rappresentanti Gruppo Imprese di Gestione di distributori automatici di alimenti e bevande:
Fioravante Allegrino / So.Ge.Da. S.r.l.
Gandolfo Mogavero / GM di Gandolfo Mogavero
Renato Pavero / Sellmat S.r.l.
Luigi Coghi / Demil S.p.A.
Marco Monaco / Gruppo Argenta S.p.A.
Alessandra Zamperini / Leomatic S.r.l. Vincenzo Scrigna / EOS s.r.l.
Massimo Trapletti / IVS Italia S.p.A.
Pierpaolo Turotti / Ovdamatic S.r.l.
Mario Mattiazzo / Automatic Service S.r.l.
Mario Toniutti / Gruppo Illiria S.p.A.
Bruno Mazzoleni / Serim S.r.l.
Rappresentanti Gruppo Imprese di Fabbricazione di distributori automatici ed accessori per gli stessi:
Massimo Milesi / M.P.R. Macchine per Ristorazione S.p.A.
Marco Carazzato / Comestero Group S.r.l.
Francesco Frova / N&W Global Vending S.p.A
Rappresentanti Gruppo Imprese di Fabbricazione di prodotti alimentari e bevande utilizzati dalla Distribuzione Automatica:
Lorenzo Bassi / Flo S.p.A.
Claudio Picci / Covim S.p.A
Angelo Romano / ProntoFoods S.p.A.
Rappresentanti Gruppo Imprese di servizi e Commercializzazione
Daniele Cicogna / Trivending S.p.A.
Confida
Assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori Confida
Venerdì 19 marzo, il giorno precedente l’Assemblea Generale CONFIDA, il Gruppo Giovani si è riunito per procedere all’elezioni dei suoi rappresentanti.
L’Ordine del Giorno prevedeva l’esame dei seguenti punti:
> Relazione del Presidente.
> Attività del Gruppo per l’anno 2010: corsi di formazione, visite aziendali e workshop – approfondimenti e proposte.
> Elezione del Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori.
> Elezione dei componenti il Consiglio Direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori.
L’incontro si è svolto in un clima sereno, vivace e collaborativo, che ha permesso lo sviluppo di tutte le attività in calendario.
Il Presidente Luca Zecchetti ha subito preso la parola: per lui il modo migliore di relazionarsi con il suo Gruppo è “passare al sodo” e parlare delle iniziative da portare avanti nel 2010, coinvolgendo tutti i presenti per avere le loro opinioni. Poter contare su molteplici e differenti punti di vista aiuta a sviluppare meglio i progetti da realizzare.
Confida Giovani Imprenditori
Workshop
Un lavoro importante, in cui il Gruppo Giovani crede molto e che coinvolge l’intera Associazione fornendo informazioni ed approfondimenti utili a tutti gli associati, anche ai più esperti. Hanno iniziato subito ad elaborare il progetto dalle sue fondamenta, chiedendosi cosa vogliono ottenere attraverso il workshop, qual è lo scopo finale e cosa questi approfondimenti possono trasmettere ad ognuno di loro. Quest’anno l’attenzione verrà rivolta all’ addetto al caricamento dei distributori automatici e di certo questo argomento favorirà la partecipazione degli associati CONFIDA.
Per ora vi è solo una bozza del progetto, ma presto verrà ampliamente affrontata e sviluppata. Il Gruppo non ha voluto tralasciare alcun aspetto e dalle loro parole è già possibile immaginare ciò che accadrà durante il convegno.
Hanno osservato e analizzato, con sguardo innovativo, come la storia e l’esperienza siano sicuramente importanti e non vadano mai dimenticate, ma che in egual misura va considerato fondamentale anche il contributo che possono dare le persone più giovani e da poco inserite nel contesto aziendale. Molti gli argomenti in gioco che devono essere adeguatamente affrontati: da come deve essere il rapporto con i propri operatori - questione fondamentale che aiuta a comprendere il grado di soddisfazione del cliente finale e a sviluppare nuovi metodi per potenziarlo - a quante delle loro informazioni vengono correttamente utilizzate; l’operatore rappresenta l’azienda all’esterno ed è lui che si confronta con i clienti, per questo è importante ascoltarlo e spronarlo, valorizzando il suo ruolo ricordandogli che non si trova in fondo alla piramide dell’organigramma aziendale, ma più probabilmente in cima.
Corsi di formazione
Tutti i corsi di formazione di CONFIDA sono sempre stati organizzati dal Gruppo Giovani unito nel condividerne il valore.
L’intento è di ripartire presto con la progettazione di questa attività; anche in questo caso sarà fondamentale per loro affrontare gli argomenti giusti e a proposito di innovazione, stanno valutando la possibilità di svolgere attività di team building, in cui si lega la formazione professionale a momenti ludici (per esempio sport, giochi, corsi e prove di gruppo) che aiutano a fare squadra, a confrontarsi e migliorarsi raggiungendo gli stessi obiettivi.
Visita aziendale
Nella programmazione delle varie attività del 2010 la consueta visita aziendale si svolgerà verso la fine dell’anno, anche in considerazione del tempo dedicato a Venditalia; l’appuntamento si svolgerà in concomitanza con l’Assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori.
Molte le aziende del settore che si sono proposte per accoglierli come ospiti, ognuna delle quali può vantare specifiche e interessanti caratteristiche.
Altrettanto interessante è la possibilità di visitare imprese esterne alla distribuzione automatica in grado di offrire ottimi spunti di riflessione da riportare nel nostro ambito lavorativo (es. aziende giovani e famose per l’organizzazione delle risorse umane e la gestione del personale; società con decenni di esperienza in settori affini da cui apprendere il sistema di vendita, il category, il marketing).
Quest’anno la scelta non sarà facile.
Marketing associativo
Attività a cui il Gruppo ha deciso di dedicarsi per incentivare e portare nuovi giovani a partecipare alle loro attività. Per invitare possibili candidati ad iscriversi è già stata realizzata una nuova brochure promozionale ed eliminata la quota associativa finora necessaria per entrare a far parte del Gruppo: oggi tutti gli i soci CONFIDA in regola con le quote associative possono far partecipare al Gruppo Giovani uno o più rappresentanti dai 18 ai 40 anni . Il Gruppo Giovani Imprenditori ad oggi è composto da 55 associati Originariamente i membri dovevano essere figli dei titolari di attività appartenenti al settore del vending, in seguito la partecipazione è stata allargata a qualsiasi persona al di sotto dei quarant’anni che in azienda esercitasse un ruolo importante. Come succede in molte associazioni, non è semplice portare i giovani all’interno del Gruppo, bisogna motivarli e mettere in evidenza i vantaggi che possono ottenere ricoprendo questa carica di rappresentanza.
Elezioni
In riferimento alle elezioni, gli organi direttivi del Gruppo Giovani Imprenditori, nominati dall’Assemblea, sono: il Presidente, il Vice Presidente e il Comitato Direttivo. Quest’ultimo è composto da un massimo di 11 membri. Per questo mandato il numero di candidati che si sono proposti per il rinnovo del Comitato Direttivo è stato di 12 persone. Luca Zecchetti, nel suo ruolo di Presidente, ha evidenziato l’importanza delle decisioni che vengono prese nei direttivi e la difficoltà di avere in queste occasioni una presenza costante di tutti e 11 i Consiglieri: per queste ragioni riterrebbe vantaggioso eleggere come membri del Consiglio i 12 candidati. Il numero è considerevole, ma lo è anche la responsabilità delle decisioni che dovranno prendere. L’Assemblea concorda e Zecchetti propone ufficialmente di modificare il regolamento del Gruppo Giovani per alzare il numero e per dare doppia valenza al voto del Presidente, affinché la quantità de i voti resti dispari. Quando il Gruppo Giovani si è costituito si è dato un regolamento, un proprio statuto in base al quale il Presidente viene
eletto dagli 11 consiglieri delegati e non dall’Assemblea. Il Gruppo si è sempre contraddistinto per il modo “snello” di operare, che antepone alla burocrazia il valore delle idee, l’aggregazione per maturare insieme riflessioni e condividere esperienze e la collaborazione. Tutte le attività proposte hanno sempre ottenuto un ottimo riscontro di partecipazione e questa decisione viene presa per aiutarli ad essere sempre più numerosi, coinvolti e coinvolgenti. Si sono svolti gli adempimenti secondo il regolamento: il Presidente ha comunicato la modifica che è stata messa a verbale e affinché abbia valore i 12 candidati devono essere eletti all’unanimità dall’Assemblea presente. Poco dopo, tutti i candidati vengono eletti per acclamazione, all’unanimità.
Si è passati poi alla votazione del nuovo presidente: Zecchetti ha chiesto se qualcun altro volesse proporsi per questo incarico, oltre al già candidato Danilo Paolini, ma il Gruppo è stato ancora una volta unito e per acclamazione ha eletto Paolini.
Lo stesso è avvenuto per il Vice-Presidente e l’incarico è stato affidato a Francesco Totaro
Per tutto il tempo l’Assemblea si è dimostrata allegra, unanime, reattiva e attiva, i lavori si sono svolti in un’atmosfera rilassata.
“Scambio della sedia” fra i due presidenti e Danilo Paolini ha tenuto un brevissimo discorso in cui ha affermato che ha deciso di far parte del Gruppo Giovani perché desiderava entrare in Associazione e riteneva consono farlo nel gruppo che più degli altri gli appartiene per età e per desiderio di aggregazione.
“Per due mandati la presidenza è stata affidata a Luca Zecchetti ed eguagliarlo sarà impossibile” - ha proseguito il neo Presidente - “per tutte le novità e i corsi di formazione che ha guidato. Spero di dare al meglio il mio contributo, però ho bisogno della collaborazione del Direttivo e di tutta l’Assemblea. Vivendo a Viterbo sono lontano dalla realtà della Lombardia, dove ci sono maggiori associati e maggiori partecipanti, per questo Francesco dovrà essermi di supporto insieme a voi”. L’Assemblea ha risposto con un caloroso applauso d’incoraggiamento per il nuovo Presidente e di affettuoso saluto per il Presidente uscente, ma non ha smesso di pensare al lavoro neanche in questa
occasione: dopo la gioia e la commozione seguite al discorso di Paolini, le argomentazioni sulle attività da svolgere sono state riprese e tra queste è stato ricordato anche il corso di formazione per i frigoristi. Foto di rito e poi tutti insieme a cena!
Il giorno seguente, durante l’Assemblea Generale, Luca Zecchetti ha ringraziato l’Associazione che in questi anni ha contribuito alla sua crescita professionale e personale e ha passato ufficialmente le consegne, davanti a tutti gli associati CONFIDA, a Danilo Paolini, convinto che il neoeletto Presidente del Gruppo Giovani proseguirà il lavoro svolto e forse farà anche meglio.
Composizione
Comitato Direttivo
Del Gruppo Giovani
Imprenditori
Presidente
Danilo Paolini / Gedap S.r.l.
Vice-Presidente
Francesco Totaro / Assipost S.r.l.
Consiglieri
Stefano Burzoni / Burzoni Vending snc
Lisa Cattarinuzzi / Gruppo Illiria S.p.A.
Alessandro Errigo / L’Eurotecnica s.r.l.
Mario Galano / ENNEGI di Nunzio Galano & C. s.a.s.
Raffaele Giusto / CAMI S.p.A.
Alex Gozzi / Demil S.p.A.
Anna Reina / G.D.A. s.r.l.
Gabriele Schellini / Gruppo Argenta S.p.A.
Luca Scrigna / Eos S.r.l.
Emanuele Spezzacatena / LA SUD VENDING
Il Sole 24 Ore
Consumer & Retail Summit
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In occasione dell’ultimo Consumer & Retail Summit de “Il Sole 24 Ore” tutti i relatori presenti hanno posto l’accento sul particolare periodo di crisi, sulle ripercussioni della recessione sui comportamenti d’acquisto e sulle possibili strade da percorrere per uscirne, come la necessaria introduzione di tecnologie innovative e del concetto di sostenibilità. Il ruolo della marca e delle insegne è ormai imprescindibile per soddisfare le richieste
di un consumatore sempre più evoluto e predisposto verso i nuovi canali e le nuove tecnologie. L’analisi degli esperti di note società di consulenza – che riportano fedelmente le dinamiche di mercato - e di docenti universitari offrono interessanti spunti di riflessione per tutti i comparti della distribuzione, non ultimo il vending, canale di vendita interattivo e congeniale ai consumatori di domani.
D.A. Italia propone di seguito alcuni atti del convegno.
Carta cestinata: raccolta sprecata
Intervento di Francesco Fumelli
SCS Consulting
Francesco Fumelli
II Processo di Acquisto
e la Sostenibilità
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Oggi il tema dell’attenzione all’ambiente è particolarmente sentito e dibattuto, viene cavalcato dai big player della distribuzione a livello internazionale e, più timidamente, anche a livello nazionale. Abbiamo svolto un’indagine che ha coinvolto i diversi comportamenti dei consumatori di fronte a contesti e stimoli differenti. Più precisamente abbiamo realizzato oltre mille interviste sul web e novecento interviste dirette in alcuni punti vendita di cinque diversi retailer: uno fortemente impegnato nella comunicazione sui temi della sostenibilità; due dediti ai temi ambientali da sempre, ma poco interessati alla comunicazione; altri due non focalizzati sui temi ambientali. Ci siamo concentrati su alcune caratteristiche particolari dei consumatori, tra cui la conoscenza spontanea del tema della sostenibilità, la frequenza d’acquisto di prodotti sostenibili, l’effettiva propensione all’acquisto (attraverso l’analisi della busta della spesa) e al cambiamento di abitudini nella direzione della sostenibilità; abbiamo inoltre tenuto conto di quanto i diversi retailer fossero influenti nel guidare all’acquisto. Si parla quindi di prodotti che hanno un basso impatto ambientale in termini di produzione, di utilizzo, di minore quantità di rifiuti da smaltire, prodotti a chilometro zero, cruelty free o realizzati nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Questi articoli sono conosciuti soprattutto nei punti vendita della prima e seconda categorie di retailer e solo marginalmente nella terza categoria.
Quindi possiamo dedurre che la comunicazione e l’impegno del retailer pagano e sensibilizzano il consumatore verso i temi della sostenibilità.
Quando abbiamo chiesto ai consumatori cosa acquistano abitualmente, i “campioni della sostenibilità” risultano l’8% del campione, mentre gli “attenti” il 34,6%; la maggioranza rientra invece nella categoria dei “possibilisti” (42,3%) e gli “scettici” sono il 15,1%.
Aprendo la busta della spesa le cose cambiano un pochino: i “campioni” scendono al 6,5%, gli “attenti” rimangono sostanzialmente invariati (34,7%), mentre aumentano coloro che sono interessati ma non acquistano (43,7%), stabile la percentuale degli “scettici”.
Quindi dall’analisi del rapporto interesse-acquisto emerge una percentuale molto alta di indecisi da convincere attraverso lo sviluppo della comunicazione e l’impegno concreto dei retailer, che come abbiamo visto hanno un certo potere d’influenza nel processo di acquisto.
I consumatori si rivelano inoltre già ben disposti e attenti verso i prodotti a basso impatto di utilizzo o con packaging ridotto, mentre i prodotti a chilometro zero e a basso impatto produttivo non sono ancora diffusi, quindi rappresentano un segmento su cui lavorare. Coloro che vorrebbero acquistare prodotti sostenibili ma non lo fanno lamentano una scarsa informazione (non conoscono i prodotti o non sanno dove trovarli) mentre per altri, in percentuali molto meno importanti, le ragioni sono più soggettive (non li trovano adeguati alle esigenze, hanno prezzo elevato, non credono alla sostenibilità dichiarata, li considerano di qualità inferiore).
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Molti consumatori hanno dimostrato di apprezzare le iniziative dei retailer per promuovere una maggiore attenzione verso l’impatto ambientale e la sostenibilità e chiedono che questo aspetto continui ad essere sviluppato; i consumatori sono inoltre disposti a cambiare insegna, premiando le insegne che si dimostreranno più sensibili verso le tematiche legate alla sostenibilità.
Ancora, tra i prodotti che il consumatore sarebbe disposto ad abbandonare in favore di quelli sostenibili, spiccano i detergenti e i prodotti per la persona, ma anche prodotti da forno e succhi di frutta, mentre agli ultimi posti tra le preferenze troviamo gli alimentari freschi, i condimenti e l’acqua. Solo il 5% degli intervistati non cambierebbe marca in nessun caso e in nessuna categoria di prodotto. In conclusione, possiamo affermare che una parte dei consumatori è già in linea con il consumo critico, mentre è possibile sviluppare un’altra fetta di mercato, rappresentato dal 40% del nostro campione, ad oggi poco guidato e male informato. Il retailer gioca un ruolo fondamentale nel rafforzare interesse e consapevolezza nel consumatore: la comunicazione, meglio se semplice ed efficace, paga, tramutandosi in maggiore propensione all’acquisto.
L’informazione genera consumatori sempre più consapevoli, attenti e critici, pronti a chiedere ulteriori azioni di miglioramento e un costante impegno da parte dell’insegna, pena il cambio di etichetta a favore di chi rispetta i parametri della sostenibilità.
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Intervento di Fabrizio Morandi
TNS Italia
La nostra società di business solution ha condotto la scorsa estate un field test in sei paesi europei, anche se oggi ci soffermeremo sui risultati che riguardano l’Italia. In generale, abbiamo osservato che la recessione economica preoccupa più del terrorismo o della guerra e che la crisi nazionale viene vista come conseguenza di una più ampia crisi internazionale.
Gli italiani hanno denunciato nel 2009 un reddito più basso rispetto a quello dell’anno precedente e hanno modificato le loro abitudini di spesa, privilegiando le uscite fisse (mutuo o affitto, spesa per alimentari, trasporto da/verso il luogo di lavoro) e riducendo in modo sensibile quelle non necessarie. In questo contesto la marca sopravvive, grazie al rapporto consolidato con il consumatore che non viene intaccato dal prezzo alto, nemmeno in tempo di crisi, anche se questo varia a seconda delle diverse categorie merceologiche e questo legame marcaconsumer dipende da molti driver, di cui le strategie di brand devono tenere conto.
È necessario quindi misurare la solidità del rapporto marca-consumatore attraverso: valutazione del brand; coinvolgimento; attitudine alle alternative; ambivalenza. Altrettanto utile è suddividere i consumatori in tre gruppi: uncommitted, ambivalente e committed
Questi tre driver sono trasversali rispetto ai posizionamenti di prezzo e interessano soprattutto articoli di largo consumo e cosmetici.
Fabrizio Morandi
Sostenere la Marca
in Tempi Difficili
I brand internazionali hanno saputo costruire con maggior successo il legame con il consumatore, soprattutto se parliamo di case produttrici di automobili o di prodotti di largo consumo. Essere brand che aspirano a mantenere alto lo standard qualitativo e ad ispirare fiducia si rivela determinante rispetto al mostrare che si comprendono i mutati bisogni del cliente o alla riduzione dei prezzi.
Tra i fattori che legano il consumatori al brand ci sono la fiducia trasmessa dal brand stesso, la costanza di qualità, la riconoscibilità e la richiesta di quel marchio: queste caratteristiche sono essenziali per chi è fidelizzato e si tratta di consumatori influenzati da questo legame nella percezione stessa del brand. I consumatori intervistati hanno inoltre espresso la loro opinione riguardo le abitudini di spesa in conseguenza della crisi e affermano di affrontare il presente con un diverso atteggiamento, più accorto, un comportamento che caratterizzerà le loro abitudini di acquisto future.
Un quinto del campione ha cominciato ad acquistare prodotti di brand a buon mercato e prevede di proseguire anche in futuro. Questo in generale, mentre nello specifico i consumatori affrontano la crisi con diversi atteggiamenti: se per alcuni è necessario adattarsi, per altri bisogna andare oltre e fare sacrifici, per altri ancora è giusto non fermarsi alla prima offerta ma vagliare e acquistare dal migliore, o continuare a comprare i brand migliori (che sono anche sinonimo di uno status) e avere fiducia per superare la crisi. Tra i pianificatori, cioè i consumatori più prudenti (40%) molti
acquistano razionalmente e puntano a marche più economiche (22%), sono soprattutto donne (55%) e continueranno a gestire meglio le loro finanze in futuro (44%): in questo senso la crisi viene vissuta anche come insegnamento.
Un’ultima considerazione riguarda i brand, che i consumatori considerano colpevoli di scarsa capacità di reazione di fronte alla recessione: una critica che gli addetti ai lavori dovrebbero ascoltare.
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Gianpaolo Fabris
Il consumatore all’ uscita del tunnel : falsi miti, nuove realtà
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Intervento di Giampaolo Fabris, professore ordinario di Sociologia dei Consumi, Università San Raffaele di Milano
La crisi c’è, inutile negarlo, all’uscita da questa situazione c’è chi lo farà meglio e chi peggio, ma in generale dobbiamo evitare atteggiamenti negativi. Dalla crisi emergeranno soluzioni nuove, per alcuni la crisi sarà un’occasione di crescita, quindi non serve aspettare il miracolo, ma bisogna innovare. Il delta tra reddito effettivo e reddito necessario è aumentato dal 2004 ad oggi e questo si traduce in una minore tendenza alla spesa intesa come spesa superflua: si acquista con maggiore attenzione e in funzione del lungo periodo. Non esiste più l’assioma prezzo alto = qualità/prezzo basso = rinuncia alla qualità. Il consumatore spende meglio, non meno e alcune note aziende si sono adeguate offrendo servizi e prodotti di qualità a prezzo contenuto. Se alcuni consumatori negli ultimi mesi hanno ridotto le spese (70%) altrettanti si apprestano a farlo nei prossimi mesi, ma con un’attenzione diversa: subentra infatti un fattore emotivo, che spinge a comprare in modo “furbo”, competente, perseguendo la qualità e il risparmio e cercando di ottenere il maggior numero di servizi e prodotti per il proprio benessere con il reddito a disposizione. Nel frattempo crollano le aspettative per il futuro: solo il 4,6% dei consumatori è ottimista e pensa che il futuro sarà migliore, mentre per il 36,5% mantenere lo status quo sarebbe già una vittoria. Oggi il
consumatore è sempre più attento, informato, difficile da accontentare. Le aziende hanno il compito di conquistare il consumatore, di seguirlo e soddisfarlo e dovrebbero fare un esame di coscienza: a lungo il consumatore è stato guidato, pilotato verso l’acquisto, era lui ad adattarsi al prodotto e non viceversa; le aziende perseverano in questo atteggiamento di superiorità, non hanno nemmeno il polso della situazione, infatti mentre i consumatori rivelano di essere complessivamente poco soddisfatti della capacità delle aziende di comprenderli e accontentarli, le aziende sono convinte del contrario! Emergono nuove tecnologie e nuovi canali di vendita ma anche un nuovo sistema di valori che ha poco a che fare con la recessione, che sarebbero emersi indipendentemente, ma che dalla crisi sono stati travolti e di conseguenza sono stati trascurati. Il concetto da inseguire è quello di “serendipity”, la capacità di trovare la soluzione adatta mentre si cerca qualcos’altro, mentre si innova e si rinnova. Il consumatore vecchio tipo, la massa, non esiste più, è un concetto da dimenticare: il consumatore di nuova generazione è sempre più individuo consapevole e orientato verso un consumo critico, che sta mutando in senso antropologico e che ha bisogni, desideri e che ha la sua esperienza. Il nuovo consumatore chiede maggiore innovazione ma anche informazione maggiore sui prodotti e sulle aziende oltre al sostegno nell’utilizzo dei nuovi canali. Quello di oggi è un consumatore insoddisfatto, che tende ad abbandonare la fedeltà alle marche che non sono in grado di stare al passo con il mutamento delle
sue esigenze. I produttori devono cominciare ad avere un nuovo atteggiamento, conoscere il cliente e capirlo, imparare da lui e dalla sua esperienza, non apprendendo su di lui ma da lui. Nessuno di noi ha la sfera di cristallo, ma ci sono dei trend già visibili, spunti per la ripresa all’uscita dal tunnel: il recupero di alcuni valori del passato (l’autenticità, un ritmo di vita più tranquillo); la riscoperta della natura; la trasparenza; l’etica; il consumo critico. Trend sociali emergenti e in aumento, insieme alla crescente attenzione alla durata nel tempo di un prodotto acquistato e alla ricerca di beni e servizi che abbiano un contenuto dal forte valore relazionale. L’attenzione ai temi ambientali ed etici qualificano positivamente l’azienda e il marchio agli occhi del consumatore che premia la capacità dell’azienda di garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, delle leggi, dell’ambiente, la trasparenza verso il consumatore, la difesa delle fasce socialmente deboli e così via. Non è buonismo diffuso: la tendenza generale indica che le aziende devono seguire questa strada per accontentare i clienti. In questo momento di crisi infatti il dato più grave è il silenzio del marketing che, impegnato a contrastare i competitor, non si relaziona in modo adeguato al consumatore, perdendo di vista gli importanti cambiamenti in atto.
Fabio Vacirca
La Rivoluzione Digitale : Prospettive ed Opportunità
Intervento di Fabio Vacirca, managing partner consumer goods & service Europe, Africa, Middle East and Latin America-Accenture
Il rinnovamento tecnologico e l’evoluzione dei consumatori hanno contribuito a creare un nuovo ecosistema che impone una reazione da parte delle aziende per non restare indietro. La tecnologia si evolve seguendo cicli di rinnovamento sempre più rapidi che incidono sulla vita e sulle abitudini dei consumatori; pensiamo ad esempio ai cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni, quando dalla radio siamo passati alla tv, poi al pc, al telefono cellulare e da lì internet, i social network, l’iphone, ecc. Anche l’atteggiamento del consumatore è mutato: se negli anni ’80 ha conosciuto una spinta generale alla modernizzazione, negli anni ’90 è diventato sempre più indulgente con se stesso, per poi ritornare dopo il duemila ai valori legati alla tradizione e alla ricerca del benessere, trasformatasi negli ultimi anni in ricerca di una dimensione più intima e domestica. Di conseguenza le aziende reagiscono adeguando la comunicazione e sperimentano canali di vendita sempre più vicini ai nuovi consumatori, ma tengono a fatica il passo. Negli ultimi tempi è evidente un ricorso maggiore alla comunicazione via web (banner pubblicitari, e-commerce) e al viral marketing, si dedicano maggiori risorse allo sviluppo di nuove esperienze d’acquisto più dirette e coinvolgenti, come l’experience store o il vending. Molte nuove forme di commercio, nuovi prodotti e canali innovativi
sono nati proprio in conseguenza a periodi di crisi economica, segno che una recessione deve essere uno stimolo per trovare nuove forme, investire e innovare. Spesso sono le innovazioni tecnologiche a ristabilire gli equilibri in attesa di un miglioramento generale dell’andamento del mercato e la rivoluzione digitale verso cui ci stiamo dirigendo potrà cambiare e ridefinire il ruolo del retailer: l’interazione tra mondo fisico e digitale può rappresentare per le aziende un’opportunità per soddisfare al meglio il consumatore e i suoi bisogni in continua evoluzione, grazie a una comunicazione migliore e tempestiva
Il vecchio schema piramidale aziendacomunicazione/retailer–consumatore ha lasciato il posto a un nuovo scenario in cui questi attori sono in interazione reciproca tra loro. Questo cambiamento è stato percepito dai cosiddetti high performer, i più rapidi a comprendere la necessità di puntare sul valore del marchio e di non deludere le aspettative del consumatore, che va seguito con efficienza e coerenza. Gli high performer si distinguono dalle altre aziende perché prendono l’iniziativa per primi, sono coerenti rispetto al marchio, alle caratteristiche del prodotto e al canale di distribuzione.
Le aziende devono cogliere le opportunità di interagire con il consumer, offrendogli nuove forme di attrazione, maggiori informazioni, nuove esperienze di consumo, supporto al suo stile di vita per rafforzare e consolidare il rapporto, infine valutare le sue reazioni, il grado di soddisfazione, il comportamento nel momento dell’acquisto. Tra le iniziative più interessanti viste recentemente
ci sono nuove forme di comunicazione e informazione (pannelli pubblicitari interattivi lungo le vie più trafficate delle metropoli asiatiche); il supporto attraverso applicazioni per pc o iphone; codici a barre su riviste per acquistare direttamente un capo d’abbigliamento visto su una pagina pubblicitaria (m-commerce); nuove forme di esperienza d’acquisto (passerella elettronica o gift card acquistabile tramite QR code); nuove forme di attrazione, come i concorsi tramite QR code direttamente dal prodotto acquistato alla vending machine.
Poter monitorare l’acquisto e interagire col consumatore portano a una maggiore conoscenza dei clienti e permettono di contestualizzare meglio le abitudini, di valutare eventuali iniziative promozionali o correggerle.
La tecnologia digitale oggi è il mezzo nel quale il consumatore trova risposta alle sue esigenze sempre diverse e per molti rappresenta il mezzo di comunicazione principale. Il consumatore ricorre sempre più spesso agli automatismi e ai nuovi canali di vendita e la rivoluzione digitale è apprezzata dal cliente, incuriosito e attratto, che riesce a risparmiare tempo, ad esempio acquistando direttamente al distributore automatico e al contempo può conoscere più da vicino il prodotto grazie a una comunicazione rapida e semplice.
I vantaggi sono naturalmente visibili anche per le aziende: recenti studi dimostrano infatti una maggiore efficacia dei canali alternativi e tecnologicamente avanzati rispetto a quelli tradizionali
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Speciale
Eventi & Road Show
Paytec: Un percorso di esperienza
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Il suggestivo Castello di Cruyllas è stato la perfetta ambientazione dell’incontro fra Paytec e gli operatori del vending siciliani. L’evento è stato organizzato dalla nota società produttrice di sistemi di pagamento in collaborazione con Eurofood Tra le mura del castello di Calatabiano, in provincia di Catania, dove recenti scavi hanno portato alla luce reperti risalenti al IV secolo a.C., si racchiude l’intera storia del Mediterraneo: un contesto magico in una posizione incantevole tra la valle dell’Alcantara e l’Etna che ha creato un set particolarmente coinvolgente per gli ospiti del meeting.
Il Castello di Cruyllas è un luogo che con la sua tradizione millenaria ha saputo costantemente rinnovarsi seguendo le esigenze del tempo per mantenere il proprio ruolo da protagonista con tutto il suo splendore; Paytec, allo stesso modo, ha saputo mantenere le radici nella sua tradizione e facendosi forte della propria lunga esperienza è sempre pronta a rinnovarsi, evolvendo nel corso degli anni con la più avanzata tecnologia.
D.A. Italia ha intervistato Marino Tanas , CEOAmministratore Delegato Paytec, sui motivi che l’hanno portato a scegliere di sperimentare per la prima volta un altro modo d’incontrare i gestori.
Speciale
Eventi & Road Show
Intervista con Marino Tanas
Qual è la mission di Paytec? Essere riconosciuti per qualità e per innovazione: questo è il nostro intento. Riteniamo importante saper leggere le necessità del mercato e dare delle soluzioni tempestive alle esigenze degli acquirenti “opinion leader” e degli utenti dei sistemi di pagamento elettronici (distributori e casse automatiche).
Attraverso quale percorso volete raggiungere i vostri obiettivi? Vogliamo mettere il cliente al centro della nostra attenzione e del nostro lavoro attraverso il servizio, l’assistenza pre e postvendita e gli sviluppi di prodotto. Desideriamo essere sempre in grado di proporre prodotti innovativi e d’avanguardia con un alto ROI, per questa ragione ci focalizziamo maggiormente sullo sviluppo di soluzioni con e per i clienti partner.
Quali sono stati i motivi per cui avete deciso di
organizzare questo incontro? Perché Paytec ha una visione del mercato globale e allo stesso tempo ritiene molto importante il rapporto con le realtà locali. Attraverso questo evento abbiamo avuto la possibilità di riunire per conoscere personalmente i gestori del nostro settore che operano in una bellissima regione, la Sicilia, che per distanza dalla nostra sede è più difficile incontrare.
Abbiamo voluto da un lato condividere con loro la nostra visione e dall’altra sentire in maniera
in
scambio d’informazioni bidirezionale fra Paytec e gli operatori del vending.
Che riscontri avete ottenuto da questo evento?
L’evento è andato bene e abbiamo avuto un riscontro immediato; ci ha fatto piacere constatare quanto siano tecnicamente preparati i gestori nell’utilizzo degli strumenti tradizionali, ma anche dei sistemi più innovativi.
diretta, per farne tesoro, le aspettative reali e le difficoltà dei gestori, per essere efficaci nel fornire soluzioni adeguate e allo stesso tempo avere una comune percezione di quali saranno i possibili sviluppi del mercato.
Considerati i risultati del meeting, quali sono i progetti futuri di Paytec?
un altro incontro in Puglia, in provincia di Brindisi, poi Venditalia 2010 prenderà completamente la nostra attenzione, come del resto quella di tutto il settore, ma dopo la fiera riprenderemo l’attività dei road show in altre regioni d’Italia.
dare un segnale di presenza più forte per uno
Speciale Tecnica&Innovazione
La Direzione Macchine
Una delle tappe più significative del percorso di sviluppo e innovazione nel settore del vending italiano, dalla sua fondazione negli anni ’50 fino ad oggi, è stata certamente la nascita e il consolidamento del mercato del monoporzionato.
Nel 2009, tra OCS e automatico, sono state erogate in Italia attraverso cialde o capsule quasi due miliardi di consumazioni, un numero impressionante che è stato possibile raggiungere soprattutto grazie al continuo impegno e alle politiche di investimento da parte di un importante brand italiano riconosciuto a livello internazionale: Lavazza. Per ottenere questo risultato è stato indispensabile un lavoro
di studio continuo nel quale sono stati coinvolti molteplici settori con specifiche funzioni: lo sviluppo tecnologico, la tecnologia delle bevande solubili, il potenziamento del mercato del vending, la ricerca scientifica, la technical intelligence e la quality assurance.
Vista l’importanza e il peso specifico che questo segmento di mercato ha per tutto il settore, la nostra redazione ha deciso di approfondire alcune tematiche tecniche legate al mondo dei sistemi del monoporzionato e ha focalizzato la propria attenzione sulla Direzione Macchine Lavazza e sul suo Technical Service (che sarà analizzato nel prossimo speciale).
La Direzione Macchine è un’area fondamentale all’interno di Lavazza e riveste un ruolo cruciale nel continuo processo di sviluppo tecnologico e di innovazione dei sistemi Lavazza. Progetta e realizza prodotti e servizi affidabili, di alta qualità, ottimizzando costi e tempi, definendo metodologie appropriate per la pianificazione e lo sviluppo ed attuando il sistema di validazione e di revisione delle fasi e sottofasi fondamentali del progetto. È un organizzazione guidata dall’ingegner Alberto Fantinato (Direttore della Direzione Macchine) al quale rispondono tutte le funzioni necessarie per gestire l’intero ciclo vita del prodotto: tra questi ricordiamo Technical Service (che sarà oggetto di uno speciale sul prossimo numero di D.A. Italia.)
Il Technical Service
> Assicura il miglior livello di servizio tecnico post-vendita (per l’Italia e l’Estero) alle aree di Business di competenza
> assicura lo sviluppo ed il mantenimento di contatti regolari con la clientela da parte della struttura tecnica
> garantisce attraverso le attività di formazione, secondo le specificità e le modalità di ogni singola area di business, un continuo aggiornamento e sviluppo delle competenze tecniche ed organizzative dei clienti
> progetta e realizza la documentazione tecnica
> progetta, sviluppa e coordina nuovi modelli di servizio confacenti alle strategie aziendali e migliora quelli esistenti, sia per l’Italia che per l’estero
> seleziona e qualifica in modo oggettivo i Centri di assistenza più convenienti e affidabili.
Le strategie e gli obiettivi
La distribuzione automatica opera in un periodo contraddistinto da cambiamenti radicali nei modelli di consumo, negli stili di vita e nei rapporti socio-economici.
Questo particolare scenario non è facile da affrontare e le performances ottenute fino ad oggi sono il risultato di grandi idee, di intuizioni, di decisioni strategiche, di importanti pensieri, di attività, di azioni quotidiane e di grandi sforzi individuali, portati avanti ogni giorno da tutto il gruppo di lavoro.
La costante evoluzione del mercato dei sistemi a capsula pone l’obiettivo alla Direzione Macchine di rimodellare i processi e l’organizzazione della propria struttura per meglio rispondere alle esigenze di sviluppo dei futuri piani strategici aziendali.
L’obiettivo principale è quindi quello di consolidare ulteriormente e rendere ancora più efficace l’organizzazione interna, strutturando un team che governi i processi, le attività ed i tempi e che segua tecniche e metodologie appropriate e condivise al fine di raggiungere le Best Practices.
Si potrà così ottenere:
> il rafforzamento del brand Lavazza attraverso l’innovazione
> la progettazione di prodotti e di servizi di assistenza tecnica affidabili e qualitativamente eccellenti
> l’ottimizzazione di tempi e costi di sviluppo
> l’applicazione di metodologie appropriate per la pianificazione, lo sviluppo e la realizzazione dei progetti
> la valutazione dell’affidabilità e della funzionalità del prodotto (attraverso i capitolati di test sperimentali e la documentazione tecnica di riferimento atti a identificare le caratteristiche dimensionali, dei materiali e i parametri di funzionamento delle macchine)
> il governo delle capacità produttive e qualitative dei fornitori grazie allo sviluppo di collaborazioni importanti - in ottica di partnership - che garantiscano il monitoraggio sistematico del livello di qualità:
- del prodotto in tutte le fasi di industrializzazione e di produzione
- del livello di qualità dell’ erogazione del servizio richiesto
> la definizione e la realizzazione dei più moderni ed efficienti criteri logistici e di programmazione tramite l’ottimizzazione delle scorte e dei magazzini
> l’implementazione di nuovi standard di servizio al cliente attraverso la definizione del sistema di qualificazione e certificazione delle reti di assistenza tecnica.
filtrata nell’acqua Qualità e Tecnologia
La gamma dei sistemi di filtrazione 3M non è solo per la riduzione di calcare, sapori, odori...
3M è soprattutto protezione del consumatore, attraverso l’impiego di tecnologie brevettate per il settore farmaceutico e miniaturizzate per il mercato del fuori casa: membrane filtranti da 0,2 micron e speciali carboni sinterizzati che riducono sensibilmente la presenza nell’acqua di composti organici volatili, metalli pesanti, cisti di protozoi parassiti, alghe, batteri e particelle non gradite nelle bevande calde o fredde
Ridotti costi di manutenzione e testate sanitarie con tecnologia brevettata SQC, sono gli altri ingredienti 3M per dare una risposta completa alle esigenze della clientela.
3M Purification è qualità e tecnologia:
• Protezione del consumatore
• Protezione delle apparecchiature
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• Risparmio energetico
Per ulteriori informazioni: www.3m.eu/filtration
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Il progetto Lean Six Sigma
Uno dei progetti più interessanti al quale sta lavorando la Direzione Macchine Lavazza è senz’altro il Lean Six Sigma, una strategia di miglioramento continuo che si focalizza sulla qualità di prodotto e sulla rapidità di processo. Nasce dalla sinergia di due metodi: il Six Sigma e la Lean Production che negli ultimi anni hanno contribuito ad una vera e propria svolta nella gestione dei processi industriali. Il Six Sigma si focalizza sulla variabilità, riducendo la difettosità di processo; la Lean Production contribuisce a tagliare sprechi, migliorando l’utilizzo delle risorse e dei tempi di ciclo.
Per approfondire l’argomento la nostra redazione si è recata a Settimo Torinese, nella sede della Direzione Macchine di Lavazza e ha intervistato l’ingegner Alberto Fantinato.
Cosa vi ha portato a decidere di implementare la metodologia Lean Six Sigma all’interno dei vostri processi industriali? La nostra area da qualche anno a questa parte ha intrapreso un importante percorso di qualità che è partito dalla Certificazione ISO 9001 del Technical Service, è passato dal Certificato SGS della
Direzione Macchine ed è arrivato alle prime fasi del progetto Lean Six Sigma. Innalzare gli standard qualitativi dei propri prodotti è ormai una caratteristica imprescindibile per il successo di un’impresa, soprattutto alla luce della globalizzazione dei mercati. Implementare metodi di miglioramento continuo, capaci di ottimizzare la performance dell’azienda attraverso metodologie come la Lean Production e il Six Sigma è il miglior modo per ottenere risultati effettivi all’interno dei processi industriali.
Che cosa significa applicare la metologia Six Sigma? La metodologia Six Sigma, sviluppata negli anni ‘80 da grandi multinazionali statunitensi, indica un programma di miglioramento basato sul controllo della variabilità statistica. L’obiettivo della metodologia è di raggiungere un controllo del processo così sviluppato da avere soltanto poche unità difettose per milione. La metodologia Six Sigma mira all’eliminazione dei difetti e degli sprechi e garantisce un impatto diretto sul cliente, inteso come fruitore del processo o del prodotto.
L’analisi statistica dei numeri riesce a darvi informazioni così precise sul processo produttivo e sulle possibilità di migliorarlo?
Assolutamente sì. I numeri parlano e ci danno numerosissime informazioni. Dobbiamo essere “Easy&Simple”, quindi cercare di impattare sui processi produttivi per renderli snelli. Con che cosa? Attraverso l’applicazione di tali metodologie si studia la variabilità, si analizzano le cause principali e si determinano i risultati di miglioramento (saving) rispetto alle azioni che si mettono in atto. Analizzare i numeri e calcolare preventivamente un possibile inconveniente vuol dire risparmio, perché l’approccio prevede la riduzione degli sprechi e consente di rendere più snelli i processi.
Quali sono le prime impressioni e i primi risultati dell’applicazione di questa metodologia? Il progetto è partito da poche settimane e le nostre prime impressioni sono quelle di essere di fronte ad un salto qualitativo decisivo. Oggi possiamo analizzare immediatamente i dati di andamento dei processi produttivi. Questo è un risultato fondamentale, perché riusciamo a capire in tempo reale le deviazioni e le tendenze del nostro processo.
Benvenuti nel mondo
Evoluto. Ecologico. Esperienziale. Un modo diverso di fare vending e creare nuove opportunità di business. Scoprite il mondo di possibilità che Bianchi Industry può o rirvi.
Venditalia 2010: N&W sotto i riflettori
Lo stand N&W attrae l’attenzione dei visitatori con una gamma di prodotti ampiamente rinnovata, importanti novità tecnologiche e la presentazione in anteprima assoluta del nuovo distributore Solista
Il panorama del Vending italiano resta vitale e dinamico, pur considerate le condizioni piuttosto complesse dovute a una situazione economica impegnativa. In questo particolare scenario N&W ha scelto la strada coraggiosa di proporre una serie di innovazioni, frutto di un attento esame delle tendenze in atto.
Le prospettive del Vending italiano
Da alcuni dati di mercato risulta che in Italia più dell’80% dei distributori è installato in luoghi di lavoro; in questo canale i modelli table top hanno una sempre maggiore diffusione. Viceversa, c’è ancora poca presenza di macchine per il vending nel settore grandi utenze (scuole, musei, metro, aeroporti, stazioni ferroviarie, stazioni di servizio, strade, stadi).
Per l’utente finale velocità e disponibilità sono gli elementi trainanti nella scelta dei distributori. Un fattore chiave particolarmente importante è costituito dall’innovazione tecnologica: i progressi in questo campo guidano l’intero settore e possono aumentare significativamente l’appeal delle macchine, soprattutto quando a un miglioramento del design, dell’interfaccia e delle funzionalità si accompagnano sistemi avanzati per la preparazione delle bevande, la conservazione e la distribuzione dei prodotti.
In estrema sintesi, i quattro fattori chiave per creare una potenziale crescita di mercato sono: proporre un’ampia gamma di distributori; offrire prodotti di alta qualità; curare l’ergonomia e il design delle macchine; proporre nuove tecnologie. Quattro regole d’oro in cui N&W crede e che continua ad applicare con successo in questi ultimi anni.
Una gamma di distributori di ultima generazione
Tra le numerose novità N&W sotto i riflettori troviamo: Samba che, oltre ai tradizionali snack, può erogare tutti i formati di lattine e bottiglie ed è in grado di offrire prodotti food grazie a una cella refrigerata regolabile fino a tre diverse temperature; la gamma Canto, che abbina a contenuti tecnici evoluti un design armonioso e una qualità alta e costante delle bevande erogate; l’ultimo nato, Canto P, appositamente studiato per garantire la massima sicurezza contro atti vandalici, è la soluzione per le locazioni pubbliche, in abbinamento con un’altra importante novità Necta: il distributore Rock Queste macchine possono essere dotate di un sistema di comunicazione assolutamente innovativo che permette di sfruttare meglio le potenzialità della telemetria: l’operatore può agire direttamente o in remoto sul distributore per raccogliere statistiche, verificare i flussi di cassa e gestire fasce promozionali. Inoltre il software della macchina permette di inviare direttamente tramite un unico gateway messaggi di allerta all’operatore in caso, per esempio, di vuoto prodotto o sotto scorta.
Solista, un’anteprima assoluta
Protagonista della scena è il lancio di un nuovo distributore, che debutta proprio in occasione di Venditalia 2010: Solista. Il nuovo modello completa
il rinnovamento della gamma Necta nella fascia dedicata alle locazioni più piccole. Solista va a inserirsi nel settore table top (accanto a Colibrì e Brio3) con una serie di prestazioni di alto livello in termini di capacità e tecnologia. È il primo distributore Necta di questa fascia a proporre la tecnologia Z4000 e il sistema Freemix per bevande solubili, fino a oggi riservate ai freestanding top di gamma. Il design è accattivante, arricchito da luci LED ed eleganti pannelli grafici, costituisce uno dei punti di forza di Solista, che mira a diventare il riferimento per il suo segmento di mercato.
Uno stand spettacolare e a “Impatto Zero®”
C’è grande attesa per lo stand di N&W a Venditalia 2010, che sicuramente, come ogni anno, costituirà un punto di incontro per i principali attori del mondo Vending italiano e internazionale. Concepito per esporre al meglio le numerose novità presentate, dotato di una zona d’accoglienza particolarmente confortevole, lo stand N&W quest’anno si contraddistingue anche per la scelta di aderire al progetto “Impatto Zero®” di LifeGate, la piattaforma di riferimento in Italia per il mondo eco-culturale. Avere uno stand a “Impatto Zero®” significa compensare le emissioni di anidride carbonica (CO2) generate dall’attività fieristica con la creazione di oltre 7.000 mq di nuove foreste nel Madagascar, con interventi di riqualificazione, conservazione e tutela a lungo termine di quest’area, che verrà monitorata costantemente da enti certificati.
Un modo semplice e concreto per ridare ossigeno al nostro pianeta. Del resto, la vocazione ecologica di N&W è tutt’altro che recente, come dimostra la Certificazione Ambientale ISO 14001 ottenuta da più di dieci anni, quando ancora nessuno parlava di tematiche verdi.
Appuntamento a Venditalia 2010.
Non resta dunque che visitare lo stand N&W a Venditalia 2010, dove il pubblico avrà modo di ammirare “dal vivo” le molte novità proposte e di confrontarsi con i manager del gruppo di Valbrembo sulle evoluzioni e le prospettive del mercato italiano del Vending.
Quando unisci due grandi prodotti di qualità, sai istintivamente cosa otterrai!
Combinando l’esperienza MEI nelle soluzioni di pagamento con monete e banconote con la competenza MICROTRONIC nella progettazione di sistemi senza contanti
abbiamo ottenuto un mix dinamico ed efficace!
La soluzione completa di pagamento .... ... la combinazione perfetta per moltiplicare i vostri profitti.
Visitateci a VENDITALIA per scoprire tutti i vantaggi che la nostra nuova metodologia apporterà alla vostra attività commerciale.
Mitaca
Da Itaca a Mitaca, una rivoluzione dietro una lettera in più
Edoardo Macchi , Presidente di Mitaca, Giacomo Biviano , Amministratore Delegato e Francesco Minerba Responsabile Marketing e Sviluppo Prodotto hanno illustrato alla redazione di D.A. Italia il panorama delle importanti novità dell’azienda.
Itaca ha un nome nuovo: Mitaca. Ma oltre al cambio della ragione sociale l’azienda sta vivendo momenti importanti: uno stabilimento appena terminato; un sito web recentemente pubblicato online; una gamma di capsule OCS completamente rivisitata; una seducente macchina per gli uffici di medie dimensioni che si aggiunge all’attuale gamma; una soluzione rivoluzionaria per il vending che utilizza capsule progettate appositamente per la distribuzione automatica.
Tante novità e tutte concentrate nel mese di aprile: riuscire ad apportare così tanti cambiamenti in pochissimo tempo avrà richiesto sicuramente tante energie, che sono state ripagate con la soddisfazione del traguardo raggiunto.
È la nuova ragione sociale. Un termine nato quasi per gioco ad aprile 2009, quando durante un brain storming i collaboratori dell’azienda stavano cercando di dare un nome alla macchina espresso che è stata poi lanciata nel giugno dello stesso anno.
Un nome che è piaciuto subito e che è stato rafforzato dal successo della prima macchina con questa denominazione. Poi la fortunata coincidenza di scoprire che Mitaca è anche il nome del secondo raccolto di caffè verde in Colombia, unico paese ad avere condizioni ambientali così favorevoli da poter avere due raccolti in un anno. Per i titolari e il management dell’azienda non vi è stato dubbio: il nome Mitaca andava esteso alla ragione sociale ed alla gamma prodotti.
Nuovo stabilimento
Il cambio di ragione sociale coincide con il cambio di stabilimento inaugurato il 12 aprile 2010. La nuova sede societaria è a Robecchetto con Induno-Frazione Malvaglio. Una posizione comoda a poca distanza dall’aeroporto di Malpensa e dalla nuova bretella che congiunge la A4 Milano – Torino (uscita Marcallo – Mesero) con la Milano Laghi.
Ecco i numeri della nuova sede:
> 5.000 metri quadri di produzione;
> 8 impianti di capsule già funzionanti;
> 400 milioni di capsule di capacità produttiva annuale;
> 600 metri quadri dedicati agli uffici posti al primo piano;
> 10 milioni di euro di investimento.
Il nuovo stabilimento, se attrezzato, ha una capacità produttiva potenziale pari ad un miliardo di capsule. Questo grazie all’utilizzo di impianti produttivi efficaci ed efficienti realizzati in collaborazione con la società Gima di Bologna.
Sito web
Dal sito produttivo a quello online. Tutte le informazioni sui prodotti e sull’azienda sono a disposizione all’indirizzo web www.mitaca.it; realizzato in italiano ed inglese, con una sezione riservata ai concessionari e agli importatori Mitaca.
Nel nuovo sito web si trova anche la mission aziendale di Mitaca: “Attraverso il nostro impegno, la nostra passione e le nostre conoscenze vogliamo offrire un caffè eccellente ed i migliori prodotti per la sua preparazione ai consumatori più esigenti negli uffici, nelle aziende o nei luoghi pubblici.” Sicuramente un obiettivo ambizioso, che richiede molto impegno e che Mitaca sta dimostrando di voler raggiungere rapidamente.
Prodotti illy
I prodotti di punta rimangono quelli a marchio illy, ma la gamma di capsule a marchio Mitaca rappresenta un’offerta gradevole ed allettante. Vale la pena ricordare che dalle sue origini Mitaca ha stretto una collaborazione con illycaffè, leader di qualità nella produzione di caffè espresso, mirata a sviluppare il segmento dell’Office Coffee Service e della DA in Italia e all’estero. Nel 2008 la collaborazione tra le due aziende si è ulteriormente rafforzata con l’ingresso di illycaffè nel capitale sociale di Mitaca.
Le capsule Mitaca
Le nuove capsule Mitaca a marchio Star Cup commercializzate fino ad oggi, prendono il nome Mitaca e una nuova veste grafica. Un’estetica più moderna e accattivante, ma soprattutto un maggior contenuto di servizio grazie alla confezione singola che sarà utilizzata per ogni referenza.
Sempre lo stesso nome, Mitaca, sarà riportato sulle capsule di bevande calde, anche queste riviste nell’estetica e confezionate individualmente.
Le macchine Mitaca
Un’azienda che usa il suo nuovo nome sulle capsule e sulle macchine; come dimostra anche la gamma macchine Mitaca per l’OCS con le sue grandi novità. Il prodotto, lanciato a giugno 2009 è stato rinominato Mitaca i1 ed è stato da poco affiancato dalla Mitaca i2: una macchina con due gruppi erogatori indipendenti ideata per rispondere alle esigenze di chi deve preparare in poco tempo più di un espresso. Un’altra novità rilevante, presentata ufficialmente proprio in occasione di Venditalia 2010, è Mitaca i3, macchina di punta per gli uffici medi e piccoli.
>> Quali sono le caratteristiche di questa macchina?
L’estetica è curata ed elegante, le dimensioni sono ideali per gli uffici fino a dieci persone, l’inserimento della capsula avviene comodamente dall’alto e senza nessuno sforzo. La quantità desiderata si sceglie sfiorando uno dei tre pulsanti di gomma morbida posti sul fronte della macchina e l’erogazione termina automaticamente. Il serbatoio ha una capacità di 2 litri, con possibilità d’installare un filtro Water&More, proposto a corredo della macchina.
>> Cosa fa la differenza?
Innanzitutto una fotocellula (come quella che ci evita di restare bloccati nei cancelli automatici)
che verifica il riempimento del cassetto di capsule esauste (45 circa) e blocca la macchina quando è necessario svuotare il contenitore. Questo evita il cattivo utilizzo della macchina e i possibili guasti. Inoltre, la macchina dispone di uno scaldatazze spazioso ed efficace che può essere acceso anche ad apparecchio spento, per dare la possibilità di gustare un ottimo caffè in tazza calda. Questo cambia nettamente la qualità del prodotto e farà sì che il consumatore sia invogliato ad avere la sua tazza anche in ufficio. All’estero è già così e dato che gli italiani amano la qualità del cibo e delle bevande, non tarderanno a capire la sostanziale differenza qualitativa, soprattutto per l’espresso, che si può avere utilizzando tazze di porcellana scaldate.
Mitaca i3 mira alla massima eccellenza della qualità della pausa caffè in ufficio e a diventare un riferimento per il settore OCS.
Mitaca e FAS
Avevamo anticipato - nella nostra intervista a Giacomo Biviano, Amministratore Delegato di Mitaca, nel numero 41 di D.A. Italia (novembre 2009) – la collaborazione tra Mitaca e FAS ed ora diamo la conferma ufficiale del loro importante progetto che verte sul lancio di una gamma di macchine vending per la nuova capsula di Mitaca. Una capsula di ultima generazione denominata Mitaca Professional System (MPS) disponibile sia a marchio illy sia a marchio Mitaca
Il primo distributore automatico ad utilizzare le capsule MPS sarà la Perla della FAS, presentata in anteprima in occasione di Venditalia 2010. La macchina è stata completamente rivista
nell’interno per l’inserimento di un nuovo sistema di gestione delle capsule e del gruppo di erogazione che offre la possibilità di gestire contemporaneamente cinque tipi di capsule
Questa soluzione, unita ai quattro contenitori di prodotti solubili, offre una grande flessibilità di scelta al cliente in termini di prezzi e di prodotti. La Perla MPS sarà seguita entro pochi mesi dalla Winning per capsule MPS, l’ultima nata in casa FAS destinata ai grossi consumi e ai luoghi pubblici.
E c’è dell’altro…
Durante la fiera, nello stand Mitaca (Pad. 1 – Stand D03 E04) vengono presentati mobili e accessori della linea SMART
A Malvaglio dicono che le novità non sono ancora finite e che hanno ancora qualche progetto importante che vedrà la luce nei prossimi anni. Torneremo a visitarli e vi faremo sapere.
General Vending
Alla Conquista della Capitale
È nata General Vending Roma e con la nuova filiale inizia un nuovo capitolo della storia del Gruppo di Solbiate Olona. Quella di Roma è l’ultima di una serie di aperture avvenute negli ultimi anni e per la rivendita lombarda ha un valore molto particolare: infatti, non solo avviene in un momento congiunturale delicato per il settore e per l’economia, ma rappresenta per General Vending una svolta determinante nello sviluppo del mercato del centro e sud Italia, perché sino ad oggi la società ha operato principalmente nel nord del Paese.
Per Nicola Amoruso, presidente di General Vending Spa, nel settore della distribuzione automatica la presenza sul territorio è indispensabile per il successo dell’attività e la decisione di inaugurare di una filiale in una zona strategica come Roma è nata proprio in quest’ottica: presidiare il territorio con una sede locale e poter proporre al gestore del centro e sud Italia il servizio “chiavi in mano” dell’alta qualità di GV.
La formula che General Vending Roma propone è quella che ha permesso alla società di affermarsi sul mercato: un servizio integrato di consulenza tecnica e commerciale unito a macchine, prodotti e accessori per la distribuzione automatica. L’intento è di offrire ai clienti l’esperienza maturata nel settore, che consente a GV di proporsi al gestore come un partner affidabile e sicuro, e la presenza in loco, che le permette di operare con tempestività ed efficienza sul territorio.
Per poter perseguire al meglio questi obiettivi, la sede è stata collocata strategicamente nella parte nord-orientale di Roma, a Guidonia-Montecelio; in
prossimità del Grande Raccordo Anulare, a 19 km dall’aeroporto di Ciampino e a 30 km dall’aeroporto Leonardo Da Vinci.
La guida della filiale è stata affidata al responsabile Marco Ranalli che, insieme ai servizi tecnici e commerciali, ha il compito di far conoscere ai gestori il marchio Luxury, la vasta gamma di prodotti per la ricarica firmata General Vending.
Novità | Novità
a MICROTRONIC nel mondo dei sistemi cashless
ancora più vasta di clienti i vantaggi che possiamo offrire. Entrambi i marchi sono noti al mercato per l’attenzione alla qualità e per l’affidabilità, pertanto siamo certi che la collaborazione non potrà che accrescere l’apprezzamento verso di noi da parte dei nostri clienti.” Mei
MEI e MICROTRONIC hanno annunciato di aver siglato un accordo per lo sviluppo di una gamma di sistemi cashless che verrà commercializzata da MEI con il marchio Cashflow™. Questo nuovo progetto unisce l’esperienza di MEI, leader mondiale nei sistemi di pagamento a contanti con oltre due milioni di unità installate in Europa, con la realtà più innovativa nel mondo del cashless, MICROTRONIC, forte di venticinque anni di esperienza nel settore e una rete commerciale presente in tutto il continente. MICROTRONIC vanta una vasta esperienza nell’ambito dei distributori automatici e delle architetture hardware, esperienza che ha consentito la realizzazione
WENDI è un dispositivo per il controllo e la gestione da remoto (via GPRS) delle apparecchiature per il vending, ideato due anni fa in seguito ad una ricerca condotta in merito al mercato della DA e dall’analisi delle metodologie di gestione delle apparecchiature.
Il sistema permette di supervisionare in tempo reale ogni macchina su cui è installato il dispositivo e, attraverso un’interfaccia web, rende possibile controllare in tempo reale ricariche e consumi, ricevere segnalazione del mancato utilizzo della macchina, gestire le scorte, pianificare i turni degli operatori addetti al rifornimento, ricevere alert in presenza di consumi anomali (cialde di altri fornitori) e ancora, analizzare statistiche e report, effettuare ricariche da remoto, bloccare l’erogazione dei prodotti. Il controllo
di soluzioni compatibili con l’intero parco macchine installato in Europa. Paul Theobald, Direttore Generale di MEI Europa, ha commentato: “Siamo felici di lavorare con Microtronic, di cui ammiriamo la capacità di produrre soluzioni all’avanguardia. Siamo impegnati a realizzare una gamma sempre più ampia di sistemi di pagamento per contribuire attivamente allo sviluppo dei profitti dei nostri clienti; siamo certi che unire le forze rappresenti la migliore risposta a questa sfida”. Bernard Wahli, Direttore Generale di MICROTRONIC, ha aggiunto: “Siamo orgogliosi della nostra tecnologia e credo fermamente che la partnership con MEI ci porterà a proporre ad una platea
GESTIONE
a distanza delle macchine è completo e garantisce un aumento della produttività oltre ad un enorme risparmio economico, conseguenza dell’ottimizzazione della gestione del personale. Alcune importanti rivendite siciliane stanno testando questo innovativo sistema di controllo riscontrando risultati soddisfacenti ottenuti grazie ad una migliore gestione delle risorse aziendali.
L’utilizzo di un’interfaccia web come quella presente in WENDI non prevede l’installazione di alcun software e necessita soltanto di una connessione ADSL. Il sistema installato comunica in tempo reale le battute effettuate permettendo al gestore di verificare l’andamento di una postazione attraverso degli alert liberamente configurabili in base alle esigenze. La produttività di ogni macchina è inoltre costantemente
monitorata tramite un’area interamente dedicata alla rendicontazione. Grazie a dei connettori software, WENDI permette di esportare tutti i dati necessari alla fatturazione direttamente all’interno di qualsiasi programma gestionale presente in azienda. La commercializzazione di WENDI partirà il prossimo maggio e prevede una formula a noleggio all inclusive che comprende: costo dell’hardware, utilizzo dei server e traffico dati.
WENDI è una tecnologia RESEC Spa, società con sedi a Milano e Ragusa, che produce, commercializza e gestisce dispositivi di sicurezza satellitare per autovetture di lusso e mezzi da lavoro, oltre ad un’applicazione web destinata alla gestione logistica delle flotte di veicoli.
Wendi > la soluzione semplice per il CONTROLLO DI
Novità | Novità
Da oggi la DA italiana ha un nuovo attore nel segmento delle bevande energetiche: XL Energy Drink, brand con sede in Polonia, che dopo i successi riscossi in ambito internazionale arriva nel nostro paese, proponendo la sua gamma di bevande anche nel vending.
La formula di XL Energy Drink contiene una miscela di vitamine del gruppo B che aiutano a mantenere l’agilità del sistema nervoso e migliorare la concentrazione, regalando una sensazione di maggiore energia, enfatizzata dalla presenza di caffeina e di taurina nella composizione. Ideale da gustare ad una temperatura compresa tra 5°C e 8°C, questo energy drink non contiene sostanze estratte da organismi animali. Tre le
versioni di gusto proposte:
XL ENERGY DRINK (classico): leggermente gassato, adatta nei momenti in cui si ha bisogno di energia, ideale ad esempio per gli studenti.
XL SUGAR FREE: pensato per tutti coloro che seguono regimi dietetici ipocalorici.
XL CRANBERRY ENERGY: per un ristoro immediato reso ancora più piacevole dal gusto salutare del mirtillo.
In fase di sviluppo un formato ad hoc per la distribuzione automatica, che si aggiungerà a ai pack attualmente in distribuzione da 250 cl e da 500 cl, entrambi compatibili con le vending machine più diffuse.
Case dell’acqua cap > distributori automatici sostenibili
Mentre molti parlano di attenzione per l’ambiente e di sostenibilità, i comuni dell’hinterland milanese si mobilitano e promuovono le Case dell’Acqua, moderni impianti automatici che erogano acqua naturale e frizzante proveniente dall’acquedotto cittadino.
Evoluzione delle tradizionali fontane, le Case dell’Acqua vengono realizzate in collaborazione con le amministrazioni comunali e sono di norma costruite all’interno di parchi e spazi verdi, studiate per inserirsi armonicamente nell’ambiente e per essere accessibili in un contesto protetto. L’impianto idraulico è stato realizzato da Drinkatering srl di Legnano, su progetto dell’ingegner Norberto Minotta, direttore
progettazione e realizzazione lavori di CAP Holding, principale fautrice del progetto. All’interno del distributore non è stato implementato alcun sistema filtrante, poiché l’acqua di rete è certificata da rigorosi controlli periodici e presenta caratteristiche chimico-fisiche che ne garantiscono qualità e purezza.
Ad oggi le Case dell’Acqua costruite in Lombardia sono circa ottanta e ciascuna di esse eroga in media 2500 litri al giorno, equivalenti a 1700 bottiglie da 1,5 l: i comuni coinvolti mirano al risparmio dei rifiuti da smaltire (è consigliato infatti l’impiego di contenitori in vetro), di mezzi pesanti in circolazione per il trasporto di bottiglie d’acqua e quindi d’inquinamento.
Le Case dell’Acqua sono realizzate da CAP Holding e dalle altre patrimoniali del servizio idrico in collaborazione con i comuni aderenti all’iniziativa, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini al consumo di acqua della rete idrica del territorio. CAP Holding, società a capitale pubblico, garantisce il servizio in un bacino di 1.800.000 abitanti, gestendo il patrimonio di reti e impianti, pianificando e realizzando gli investimenti e le opere di manutenzione straordinaria. I soci di CAP Holding sono 196 Comuni delle province di Milano, Lodi, Pavia, Monza e Brianza e le due Province di Milano e Lodi.
XL Energy Drink è un prodotto distribuito in esclusiva da CHI. FRA. srl, presente a Venditalia presso lo stand 04, Pad.1.
Novità | Novità
Mars > comunicazione, novità ed esperienza al servizio del vending
Dopo la novità del 2009, Balisto® ai cereali, a partire da febbraio le gomme da masticare Orbit® si sono aggiunte all’offerta vending di Mars Italia, già presente da anni nelle vending machine con gli snack dei marchi più noti: Mars®, Twix®, M&M’s®, Bounty®, Maltesers®, Snickers®, Balisto®. Orbit fa il suo ingresso nella DA nei pratici formati da 14 pezzi e con due varianti di gusto:
Orbit professional® White Spearmint, chewing gum alla menta per denti sani e Orbit Tabs Senza Zucchero Peppermint®, che aiuta a mantenere il bianco naturale dei denti grazie alla sua formula con microgranuli che contribuiscono a rimuovere i residui di cibo e regalano una prolungata sensazione di freschezza. Mars, tra i primi brand a commercializzare i suoi prodotti attraverso i distributori automatici, vanta una divisione vending specifica e autonoma, una rete commerciale completamente dedicata composta da operatori formati, in grado di offrire un servizio affidabile ed efficiente. L’azienda punta da sempre alla conoscenza approfondita del settore e alla comunicazione, volta a far percepire
l’unicità del brand e la qualità del prodotto, valori ancora più importanti nel vending e il marchio è per il consumatore sinonimo di fiducia. Pur non avendo prodotti creati ad hoc per la DA, Mars può contare su una vasta gamma di prodotti che vengono venduti esclusivamente attraverso le vending machine e che grazie alle loro caratteristiche possono essere distribuiti in qualsiasi momento dell’anno. Gli snack Mars, gustosi e ideali per una pausa appagante, sono riconoscibili grazie al packaging colorato e dalla grafica inconfondibile, che attira l’attenzione del consumatore alla ricerca di un attimo di piacere. Grazie agli investimenti nella comunicazione e alle caratteristiche di prodotto uniche, Mars Italia regi-
Remak > pasti caldi sempre e ovunque con la nuova FM1000
Remak srl di Reggio Emilia presenta in occasione di Venditalia il nuovo distributore automatico di piatti caldi FM1000. La macchina è dotata di un vano che ospita fino a 144 piatti di ogni genere, dal primo al dessert ed è in grado di offrire un pasto caldo e gustoso in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.
Nel distributore i piatti sono ben visibili, posizionati in uno scomparto trasparente che facilita la scelta dell’utente; una volta selezionato, la pietanza esce calda e fumante in tempi rapidissimi (da 25 a 50 secondi), pronta al consumo. La scelta è ampia: lasagne, gramigna con salsiccia, tortellini al burro, cordon bleu con spinaci, pollo con patate, riso alla cantonese, pesce, macedonia
di frutta, dolci a fette, confezionati in comode vaschette mono porzione trasparenti con posata e tovagliolo allegati.
stra numeri interessanti nelle locazioni di transito come nei luoghi di lavoro e di divertimento. L’azienda prevede per il futuro un incremento della sua presenza nella DA in postazioni aperte al pubblico (sempre più diffuse) e nei luoghi di sport e di svago, nelle quali continuerà a proporre la brandizzazione dei distributori, considerati un importante veicolo di comunicazione. Mars Italia è la consociata Mars Inc. che commercializza alcuni dei marchi del gruppo sul territorio italiano. Con sede ad Assago (Milano), 230 associati e un fatturato di oltre 300 milioni di euro, Mars Italia si è classificata al secondo posto nella classifica “Great Place to Work 2010” che identifica i migliori ambienti di lavoro in Italia.
FM1000 può essere collocato in ambienti diversi, è sicuro e resistente agli atti vandalici (permette il controllo attraverso un sistema di video sorveglianza) e alle intemperie. Il distributore automatico, grazie ad un dispositivo elettronico installato, è in grado di indicare e offrire ad un prezzo ridotto i prodotti prossimi alla scadenza: infatti, ogni volta che la macchina viene rifornita, registra la data di scadenza riportata sopra le confezioni, segnalando in seguito quelle rimaste invendute e proponendole al consumatore ad un prezzo più allettante, in modo da ridurre gli sprechi.
Tutti i piatti distribuiti da FM1000 sono pastorizzati freschi ed hanno una shelf-life che varia da 30 a 60 giorni, sono conservati ad una temperatura compresa tra 0 a 4 C° e riscaldati grazie al forno a microonde incorporato.
Questo distributore automatico funziona con sistema a chiave, ma accetta anche banconote o moneta, dà resto ed è dotato di un sistema GPRS per segnalare eventuali guasti (con la possibilità di riparare la macchina a distanza) o l’esaurimento delle scorte di prodotto. L’ingombro complessivo della macchina è di 1.520 mm x 1.000 mm x 2.050 mm e può essere personalizzato con il colore che si preferisce.
Novità | Novità
Salati Preziosi > snack salati per una pausa di gusto e leggerezza
Salati Preziosi presenta oggi un’importante novità che riguarda le patatine Rustiche della linea “Le Classiche” , riconoscibile dal caratteristico pack di colore rosso, impreziosito dalla banda dorata su cui viene presentata l’immagine del prodotto, presente nelle vending machine nel formato da 25 g.
Ottenute da patate selezionate, ad alto contenuto di amido, le cui fette vengono tagliate in modo da facilitare il processo di cottura, le Rustiche sono il risultato dell’esclusivo sistema di frittura in olio ricco di acido oleico, che riduce del 30% il contenuto di grassi e del 22% quello calorico rispetto alle tradizionali patatine in sacchetto (i valori si riferiscono alla singola confezione).
Croccanti e appetitose, insaporite dalla giusta quantità di sale iodato, queste patatine sono adatte a tutti coloro che desiderano regalarsi un momento di gusto senza rinunciare alla leggerezza.
L’azienda ligure propone un assortimento completo di prodotti fuori pasto e vanta una grande varietà di snack in sacchetto di diverse tipologie e formati, tra cui: patatine con sorpresa, patatine classiche, rustiche, ricche, linea light oltre a snack salati tra cui estrusi, croccantini, pellet e pop corn.
Tutti i prodotti Salati Preziosi vengono realizzati con materie prime naturali e genuine, trattate secondo ricette semplici e tradizionali, scelte per le elevate proprietà organoletti-
che e prive di OGM. La produzione avviene presso lo stabilimento Mitica Food di Melfi, controllato direttamente dal Gruppo Preziosi, nel quale si realizzano snack di qualità controllata e certificata attraverso processi aziendali che si svolgono nel totale rispetto dei requisiti delle normative UNI 22005:2008 e UNI EN ISO 9001:2005. Tutti gli snack Salati Preziosi sono privi di glutine.
Salati Preziosi, con le sue otto referenze studiate ad hoc per la distribuzione automatica, si è affermata tra i leader nel canale vending, registrando nel 2009 un incremento del 120% del fatturato, forte di sei milioni di sacchetti venduti nel corso dell’ultimo anno.
28/04 - 01/05 2010
PAD 1 - STAND B05
Qualitˆ ad occhi chiusi
Chi ha mai detto che il caff• dei distributori automatici, in grano o in cialda, deve essere meno buono di quello del bar?
Cambiano le modalitˆ del servizio, ma la qualitˆ del prodotto pu˜ essere la stessa; chi usa Caff• Carraro nel Vending lo constata ogni giorno, battuta dopo battuta.
Aggiungi VALORE alla tua offerta: PROPONI CAFFé CARRARO!
CAFF
Appuntamento in Fiera
La settima edizione di Venditalia, la principale fiera internazionale della distribuzione automatica, ha invaso i padiglioni 1 e 2 di FieraMilanoCity occupando gli stessi metri quadri dell’edizione precedente del 2008, ma con un incremento nel numero di espositori e una significativa presenza di aziende estere.
La congiuntura economica negativa ha condizionato solo in parte l’impegno finanziario da parte degli espositori in fiera, portandoli a razionalizzare i costi e ad acquistare in alcuni casi spazi inferiori rispetto alle edizioni del passato, ma non li ha scoraggiati a presenziare ad un evento così rilevante. Venditalia è l’occasione fondamentale per mostrare ai numerosi visitatori nazionali e internazionali i propri prodotti e i propri servizi e comunicare in maniera diretta con il mercato. Forse ancora di più che nelle precedenti edizione, quella del 2010 rappresenta un momento decisivo per il futuro del settore.
L’interesse riscontrato verso il mondo della distribuzione automatica è costantemente in crescita e sta divenendo sempre più evidente, lo testimonia la partecipazione alla manifestazione di big player a livello mondiale provenienti dal Largo Consumo. Nomi importanti quali Coca-Cola, Ferrero, Cafè Do Brasil –Kimbo, Gruppo Buondì Bistefani sono, infatti, new entry per Venditalia..
“L’adesione di importanti player ci onora e avvalora il processo di evoluzione che sta vivendo il Vending e l’attenzione sempre maggiore di cui gode da parte di aziende multinazionali - ha commentato Marco Monaco, Presidente di Venditalia - Una conferma che Venditalia rappresenta la fiera di riferimento per il settore, vetrina ormai irrinunciabile per fabbricanti e produttori che intendono presentare ai gestori i nuovi prodotti e le macchine innovative, frutto degli investimenti in Ricerca e Sviluppo mai abbandonati, neppure nei momenti di maggiore difficoltà. Anzi, ci risulta che proprio in questo periodo le imprese del settore abbiano concentrato gli sforzi e l’attenzione sull’innovazione e siano quindi oggi pronte per la ripresa che, secondo la maggior parte degli analisti, è ormai alle porte.”
L’ambizione di Venditalia è di diventare sempre più un punto di riferimento anche a livello internazionale, se nel 2008 le aziende straniere rappresentavano il 17% degli espositori, nel 2010 questa soglia sarà superata.
La Beverfood Edizioni, nota per i suoi preziosi annuari settoriali sul mondo del beverage (Infobirra, Bevitalia, Coffitalia), ha sviluppato il sito www.beverfood.com che è ormai diventato un vero e proprio portale, ricco di informazioni, immagini e documentazioni sull’intero settore: acque minerali, bibite, succhi, birre, vini e spumanti, superalcolici. Con 90.000 visite mese (oltre un milione su base annua) e circa 240.000 pagine viste mese, beverfood.com è ormai diventato un punto di riferimento obbligato per chiunque voglia tenersi documentato e aggiornato sul mondo delle bevande. Il sito era stato concepito inizialmente come supporto per gli Annuari del Bere Beverfood, per presentare su internet le pubblicazioni e, volendo, poterle ordinare on line. Nel tempo il sito si è sviluppato per svolgere anche una funzione di aggiornamento in tempo reale delle informazioni settoriali di base.
LE BEVERFOOD-NEWS
Il portale pubblica oltre 100 news settoriali al mese. Le news vengono elaborate sulla base delle informazioni fornite dalle aziende, di articoli pubblicati dalla stampa economica e settoriale, nazionale e internazionale, di informazioni e news segnalate dai vari siti e motori di ricerca. Le news sono facilmente consultabili in home page: basta cliccare sul titolo e si accede alla lettura completa della news. Inoltre settimanalmente vengono segnalati agli iscritti alla bevernews-letter (ca. 11.000 mail) le news pubblicate. Le news restano caricate sul sito a tempo indeterminato e possono, quindi, essere consultate anche a distanza di tempo attivando con parole chiave la funzione “cerca nel sito” in alto a sinistra della home page
LE DIRECTORIES AZIENDALI
Attualmente sono caricate nel portale le schede anagrafiche di ca. 10.000 aziende che a vario titolo operano nel settore (produttori, distributori, fornitori, ecc.) con l’indicazione del relativo sito su cui cliccare per approfondire tutte le informazioni sull’azienda cercata. Per la ricerca delle aziende si può procedere cliccando - nella homepage - sulla directory settoriale di appartenenza e, all’interno, cercare l’azienda per ordine alfabetico o per zona geografica; oppure attivando la funzione “cerca nel sito”
LE GUIDEONLINE
Le guideonline sono delle pubblicazioni virtuali di complemento agli annuari. Mentre l’annuario riporta e aggiorna annualmente l’intero mosaico informativo di ogni settore a 360°, le guideonline focalizzano in dettaglio alcuni aspetti di particolare interesse, come ad esempio le marche dei prodotti. Le guide possono essere scaricate gratuitamente dal portale cliccando sulla voce del menu “download”
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