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Arpa Campania Ambiente n. 17/2018

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L’INTERVISTA

Parco Nazionale del Vesuvio: parla il Presidente

I CANTIERI DI NAPOLI PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE In vista della Settimana europea, abbiamo intervistato l’assessore Calabrese

È nel bellissimo Palazzo Mediceo, situato nella parte alta di Ottaviano, che ha sede l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Pollice a pag.3 NATURA & BIODIVERSITÀ

Trasformare in risorsa i residui di “Posidonia” La Posidonia oceanica, pianta acquatica del Mediterraneo, forma delle praterie sottomarine che hanno una notevole importanza ecologica, esercitando una notevole azione nella protezione della linea di costa dall’erosione. Buonfanti a pag.8

SCIENZA & TECNOLOGIA

C’è un lago sotto la superficie di Marte

Una ricerca tutta italiana ha scoperto un'enorme riserva di acqua liquida sotto la superficie marziana in corrispondenza del Polo Sud. Questa, si trova a un chilometro e mezzo di profondità, e si estende trasversalmente per 20 km...

Nel corso di un convegno che si è tenuto a fine giugno alla Stazione marittima, il sindaco Luigi de Magistris ha parlato di Napoli come “città della mobilità sostenibile”. Cosa significa in concreto? Abbiamo chiesto a Mario Calabrese, assessore competente per materia, di raccontarci alcune delle principali novità in arrivo, in tema di trasporti nel capoluogo campano. L’occasione è offerta dalla Settimana europea della mobilità sostenibile, in programma dal 16 al 22 settembre. Mosca pagg. 6 e 7

Il laboratorio Arpac “legionella”: i dati 2017

I bird garden a beneficio dell’avifauna

La malattia del legionario è tornata fortemente alla ribalta in Italia negli ultimi mesi a seguito dell’epidemia di 52 casi che ha causato quattro decessi a Bresso, in provincia di Milano, a luglio. È degli ultimi giorni, d’altronde, il caso delle polmoniti in provincia di Brescia, con un picco di accessi al pronto soccorso per il quale si sospetta un contagio da legionella Rossi a pag.4

I cosiddetti “bird garden” rappresentano una delle più innovative e singolari declinazioni del concetto tradizionale di giardino concepito in perfetta armonia con la natura. Principale obiettivo di chi li realizza è quello di portare gli uccelli a posarsi (e nidificare) sui rami di arbusti e cespugli appositamente scelti per richiamarli.

Maisto a pag.10

Palumbo a pag.11

AMBIENTE & TENDENZE

Laser food: frutta e verdura marchiata laser

AMBIENTE & SALUTE

AMBIENTE & TRADIZIONE

Gli integratori a base di acetilcolina

Ponti e dintorni: il “Ponte Cristino” Fu costruito sul fiume Calore nel comune di Solopaca

Mentre cresce il livello delle polemiche e delle attese (delle famiglie delle povere vittime degli sfollati) a Genova, il tema dei ponti si presta ancora ad altri approfondimenti legati al nostro territorio... Abbrunzo a pag.17

NATUR@MENTE

Legati alla campagna e ti nutri di emozioni

Clemente a pag.13

De Crescenzo-Lanza a pag.14

I nobili e i borghesi, nei tempi passati, usavano trascorrere parte dell’anno in residenze di campagna, così da poter vivere all’aria aperta e sperimentare un mondo che in città gli era precluso. Con il trascorrere dei secoli le località montane e il mare hanno rimpiazzato questo modello di villeggiatura e la campagna è finita per diventare un luogo di semplice produzione agricola. Da non molti anni a questa parte, noi figli sostenibili abbiamo riscoperto la campagna, come lo spazio vivente delle nostre tradizioni per appagare l’ incessante desiderio di ritrovare un ambiente più naturale... Tafuro a pag.19


DISSESTO DEL SUOLO: FONDI PER LA CAMPANIA IN ARRIVO DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE Fondamentale avviare le progettazioni e velocizzare la pubblicazione delle gare Il ministero dell'Ambiente ha finanziato un nuovo stralcio del fondo di rotazione per la progettazione di interventi contro il dissesto idrogeologico, assegnando circa 20 milioni di euro a quattro regioni: Campania, Sicilia, Lazio e Umbria, che permetteranno ai rispettivi presidenti, in qualità di Commissari di Governo, di portare avanti opere per oltre 660 milioni sul territorio. In Campania sono state finanziate 54 progettazioni per oltre 12 milioni di euro, in grado di attivare opere per circa 365 milioni di euro. Tra gli interventi sovvenzionati la progettazione dell'azione di mitigazione del rischio idrogeologico della foce del Volturno e del Litorale Domizio (Caserta) con 434mila euro, opera da 35 milioni di euro complessivi, mentre altri 256mila euro sono stati destinati alla progettazione del risanamento idrogeologico del Comune di Volturara Irpina (Avellino), opera da oltre 29 milioni di euro. Inoltre, tra i tanti comuni ammessi, due importanti finanziamenti com-

prendono la città di Napoli: uno per il completamento della conca di Agnano e l’altro per l’adeguamento del collettore Arena Sant’Antonio di Soccavo, per un totale di circa 250 mila euro di progettazione. Questi due interventi interessano in particolare la riqualificazione del bacino che insiste sull’area di Bagnoli ex Italsider. Dieci poi gli interventi per i comuni della provincia di Benevento, otto per quella di Salerno, tra cui il comune di Amalfi per il risanamento dei costoni sulla strada amalfitana. Gli interventi sono stati individuati sulla base della graduatoria del Sistema RENDIS e sulla base delle priorità individuate per il rischio imminente. Si tratta di un importante finanziamento per i comuni campani. Fondamentale sarà avviare le progettazioni e velocizzare la pubblicazione delle gare per i lavori in modo da avviare quanto prima gli interventi su costoni, acquedotti e spiagge. La Regione metterà a disposizione dei comuni in supporto tecnico necessario.

“JTI CLEAN WAY”: CILENTO PROTAGONISTA NELLA DIFESA DELL’AMBIENTE Un tour in automobile a impatto zero da Paestum a Sapri Nei primi giorni di settembre il Cilento è stato meta di un viaggio particolare, un tour a impatto zero all'insegna della sostenibilità ambientale che ha toccato tredici località certificate Bandiera Blu e Spighe Verdi, raccontando l'impegno dalle comunità locali a difesa dell'ambiente. Si tratta del progetto "Jti Clean Way" di Fee Italia (Foundation for Environmental Education) e Jti (Japan Tobacco International), uno dei maggiori produttori di tabacco a livello internazionale. Il viaggio è partito da Capaccio-Paestum, località che per il quarto anno consecutivo si è aggiudicata la Bandiera Blu e ha fatto tappa ad Agropoli, Comune insignito del duplice riconoscimento di Bandiera Blu e Spighe Verdi, proseguendo poi per le località Bandiera Blu di Castellabate, Montecorice, San Mauro Cilento, Pollica (Acciaroli), Casal Velino e Ascea. Ha poi raggiunto Pisciotta, Centola-Palinuro, Ispani, Vi-

bonati e si è concluso a Sapri. Il travel blogger Alessandro Marras e l'Account Manager della Community IgersCampania, Raffaele Monaco, a bordo di una Nissan Leaf 100% elettrica (che ha consentito di abbattere le emissioni di anidride carbonica), hanno attraversato il litorale tirrenico del Cilento collegando virtualmente i Comuni che hanno valorizzato e investito in sostenibilità nella gestione del proprio territorio con il coinvolgimento di istituzioni, imprese e cittadini e che hanno per questo ottenuto nel 2018 le eco-label di Bandiera Blu o Spighe Verdi. Tra le principali azioni virtuose celebrate dal progetto, la promozione di programmi per favorire uno stile di vita sano, l'installazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, la protezione dell'area dunale e delle piante tipiche, l'investimento dei proventi dell'imposta di soggiorno in servizi gratuiti per i turisti. G.M.


L’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Intervista al Presidente Agostino Casillo Tina Pollice È nel bellissimo Palazzo Mediceo, situato nella parte alta di Ottaviano, che ha sede l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Dalla stradina medioevale di Via Palazzo Principe attraverso vicoletti lastricati in pietra lavica oltrepassando la Chiesa di San Michele si giunge al Palazzo che fu costruito intorno all’anno 1000, in piena età longobarda, sui resti di una villa romana e trasformato in residenza signorile dal carattere rinascimentale da Bernardetto de’ Medici che nel 1567 ne fece la sua dimora. Ad attenderci il più giovane Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino Casillo. Presidente che cos’è un ente parco? Da circa 2 anni mi sono reso conto che la popolazione ignora che cosa sia e come funziona un ente parco. Pensano sia solo una grande villa comunale ignorando che esso, annunciato con legge quadro per le aree protette 394 del 1991 e istituito con Decreto del Presidente della Repubblica il 5 giugno 1995, nasce per coniugare tutela ambientale e sviluppo sostenibile, per conservare i valori del territorio, dell’ambiente e la loro integrazione con l’uomo, per salvaguardare le specie animali e vegetali nonché le singolarità geologiche e per promuovere le attività di

educazione ambientale, di formazione e di ricerca scientifica. Parchi intesi come laboratori per nuove politiche di sviluppo sostenibile, turismo sostenibile, agricoltura d’eccellenza e con la funzione primaria di educatori ambientali. E.P.N.V. è tra i parchi nazionali il più piccolo con i suoi 8400 ettari di terreno fertilissimo con un ricchissimo patrimonio naturalistico, ma, con una impressionante pressione antropica. Colpisce per la notevole presenza di specie floristiche e faunistiche rapportati alla sua ridotta estensione con 612 specie appartenenti al mondo vegetale e 227 specie al mondo animale. Il Parco include e si sviluppa intorno al Vesuvio che è il tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco il Monte Somma, oggi spento, entro il quale si trova un cono più piccolo, il Vesuvio, ancora attivo. Dai cognoli del Monte Somma allo spettacolo del Gran Cono, dalla riserva Tirone Alto-Vesuvio a Punta Nasone e alla Valle del Gigante, il complesso Somma-Vesuvio è unico in termini naturalistici e di biodiversità. Da ambientalista convinto a Presidente, che cosa significa lavorare per l’Ente Parco Vesuvio, e, che cosa prova. Orgoglio. Sono orgoglioso di lavorare per e nella mia terra. Sono orgoglioso della opportunità di poter coordinare e

orientare alla soluzione delle criticità di un Parco così complesso, naturalmente sento anche grande la responsabilità che deriva dalla gestione di un progetto così ambizioso. Con l’istituzione del Parco è cominciata la desistenza alle aggressioni, all’abusivismo ed anche allo smaltimento dei rifiuti che avevano caratterizzato gli anni 80. Abbiamo creato collaborazioni istituzionali per fronteggiare non solo la carenza di organico, ma anche per il rispetto della legalità con uno stanziamento di 500mila euro all’anno con i Comuni e la Procura della Repubblica. È ancora vivo il ricordo dei roventi roghi dell’estate 2017 interessando ettari di

zone boschive del Vesuvio. A distanza di un anno che cosa è stato fatto? Il nostro territorio ha risposto e dimostrato grande resilienza. Sui 2500 ettari di territorio interessato dagli incendi uno studio, commissionato alla facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, ha rilevato che i danni più gravi sono circoscritti solo su 500 ettari di terreno e che il territorio sta rispondendo egregiamente. Il Parco è stato dotato di un innovativo sistema di videosorveglianza che utilizza sofisticate tecnologie con 35 punti di ripresa situati sull’intero territorio dei 13 Comuni del Parco Nazionale del Vesuvio a cui vanno aggiunti 10 lettori di targhe installati in punti strategici che permettono di individuare il flusso veicolare in ingresso e uscita. Le riprese sono effettuate con telecamere a fuoco fisso in tecnologia day&amp, night colore a 3MegaPixel e telecamere Dome motorizzate con capacità di zoom ottico 42x programmate con ronda elettronica per agevolare la visione di insieme soprattutto delle aree a monte. La ricezione principale è presso il Palazzo Mediceo e nelle due sale operative presso il Reparto Carabinieri Forestali del Parco Nazionale del Vesuvio a San Sebastiano al Vesuvio e presso la Stazione Carabinieri Parco di Ottaviano. Con risorse economiche dell’Ente abbiamo fornito ai vigili del fuoco fuoristrada con moduli antincendi per poter giungere ai punti più impervi. Per il 2019 contiamo di dotare

i Carabinieri Forestali di droni con termocamere e di avvalerci della Protezione Civile dei Comuni non solo per la sorveglianza del territorio ma soprattutto per prevenire incendi. Gli incendi del 2017 hanno penalizzato il flusso turistico (circa 600.000 visitatori) mentre i dati per il 2018 mostrano il recupero del 10% perso con 700.000 presenze ed in crescita. Abbiamo partecipato al Bando Ministero Ambiente con 2 progetti per la rinaturalizzazione con l’inserimento di specie autoctone e di più specie per far ripartire il bosco autoctono. Dopo Pompei il complesso Somma-Vesuvio è il sito più visitato in Campania ed anche gli altri sentieri cominciano ad essere conosciuti dai turisti grazie anche agli investimenti nella comunicazione col nuovo sito web pensato per gli smartphone, la presenza su tutti i social network con una comunità digitale che conta centinaia di migliaia di persone. A suo avviso è possibile associare la funzione dell’Ente Parco, posto a salvaguardia del bene comune, e la ricerca del profitto economico da parte dello Stato? Sì, la P.A. deve puntare sull’innovazione e sulle tecnologie favorendo la nascita di imprese green e imparare a fare profitto pulito e sostenibile dei nostri beni ed il nostro cratere è esempio di come sono utilizzati i fondi per la sostenibilità di tutto il territorio. Grazie Presidente ed avanti così.


Il laboratorio Arpac “legionella”: i dati 2017 L’attività della struttura agenziale presentata alla conferenza Esgli a Lione: 87 i siti ispezionati in un anno Anna Maria Rossi La malattia del legionario è tornata fortemente alla ribalta in Italia negli ultimi mesi a seguito dell’epidemia di 52 casi che ha causato quattro decessi a Bresso, in provincia di Milano, a luglio. È degli ultimi giorni, d’altronde, il caso delle polmoniti in provincia di Brescia, con un picco di accessi al pronto soccorso per il quale si sospetta un contagio da legionella. Il quadro clinico della legionellosi è rappresentato infatti da una severa polmonite, provocata dall’inalazione di aerosol di acqua contaminata dal batterio Legionella pneumophila. L’Arpa Campania dal 2001 è particolarmente attenta a questa problematica attraverso le attività del Laboratorio di riferimento regionale per la legionellosi istituito nel Dipartimento provinciale di Salerno. Il laboratorio ricerca la fonte ambientale causa di contagio, prelevando campioni di acqua, aerosol, biofilm nei punti critici degli impianti termoidraulici e di condizionamento degli edifici frequentati dai pazienti che hanno contratto la malattia. Il laboratorio è accreditato dal 2012 secondo la norma UNI EN ISO / IEC 17025 per la ricerca e tipizzazione di Legionella spp. nella matrice acquosa, avendo

adottato il metodo descritto nella UNI EN ISO 11731:2017. A Lione dal 28 al 30 agosto 2018 si è svolta la 5a Conferenza dello ESCMID Study Group for Legionella Infections (ESGLI) fino al 2011 denominato European Working Group for Legionella Infections (EWGLI) e che dal 1986 riunisce scienziati europei e mondiali, esperti di legionella per un proficuo confronto tecnico-scientifico. Fin dal 2008 l’Arpa Campania ha preso parte a questo interessante appuntamento annuale della comunità scientifica internazionale per condividere esperienze e conoscenze multidisciplinari.I temi principali affrontati durante il meeting di Lione hanno riguardato: il trend della malattia in Europa nel 2017, gli outbreaks (epidemie in Europa nel 2017), gli aspetti clinici e diagnostici, l’interazione ospite-microbo e microbo-ambiente, infine la prevenzione, la sorveglianza ambientale e clinica e le strategie di controllo. Il Laboratorio regionale di riferimento della Campania ha presentato un poster dal titolo “Activity of Legionella Regional Reference Laboratory: report of the year 2017”, in cui alla platea internazionale di esperti sono stati presentati i dati di un anno di attività del laboratorio. In Campania nel 2017 sono stati notificati al Laboratorio 116 casi

L’attività del Laboratorio di riferimento regionale per la legionellosi nel 2017. Inteventi post-bonifica.

di legionellosi con 5 decessi così suddivisi: 71 associati ai viaggi, 13 nosocomiali e 32 comunitari. Il Laboratorio ha ispezionato 87 siti: 51 hotel, 14 strutture sanitarie, 18 abitazioni e 4 sedi lavorative. Dei 51 hotel, 27 sono risultati positivi con una contaminazione di Legionella sierogruppo 1 (Lp.1) – il genotipo più aggressivo - pari al 68% e di altri tipi di legionelle (Lp3, Lp5,

L’attività del Laboratorio di riferimento regionale per la legionellosi nel 2017. Interventi di primo controllo

Lp6 e Lp8) in percentuale più basse. Delle 14 strutture sanitarie, 7 sono risultate positive prevalentemente per la presenza di Lp.1 e solo in una struttura è stata isolata Lp.8. Mentre le sedi di lavoro controllate non hanno presentato contaminazione da Legionella, tre abitazioni sono risultate positive. La fonte di contaminazione era attribuibile in due casi alle cisterne per la riserva d'acqua esposte al sole e nel terzo all'utilizzo della doccia idromassaggio, in cui è stato evidenziata un'elevatissima concentrazione di batteri (30000 UFC/L), che ha

causato la morte di una signora di 67 anni. Riteniamo, quindi, importante sensibilizzare i cittadini sulle insidie di questo germe che può facilmente nascondersi nelle nostre case: occorre conoscerne l'habitat e mettere in pratica un'efficacia prevenzione. L’Agenzia collabora alla sorveglianza ambientale preventiva della legionella in diverse strutture sanitarie campane, tra cui le aziende ospedaliere Giuseppe Moscati di Avellino e Gaetano Rummo di Benevento e i 12 presìdi ospedalieri dell’Asl di Salerno.


Educazione ambientale in Arpac Si riparte con il nuovo anno scolastico Anna Gaudioso La Giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore all'Istruzione Lucia Fortini, ha fissato al 12 settembre l’inizio dell'anno scolastico 2018/2019. Così mercoledì scorso in tutte le scuole della Campania il suono della campanella ha ripreso la sua funzione, festeggiando il ritorno degli alunni nelle aule dopo la stagione estiva. Un’estate che non sempre ha regalato bel tempo, ma comunque è trascorsa, e ora è tempo di riprendere i percorsi di vita e gli impegni sospesi. Anche il settore Educazione ambientale di Arpa Campania riprende i suoi percorsi di educazione ambientale. Difatti l’agenzia dà particolare importanza ai programmi di sensibilizzazione in materia ambientale, per cui riconosce nel ruolo dell’informazione, della formazione e dell’educazione il presupposto per avviare la svolta verso un futuro sostenibile. Lo scorso giugno abbiamo chiuso un percorso informativo-formativo-educativo cha ha reso possibile un coinvolgimento soddisfacente degli alunni, un incontro tra competenze, voglia di apprendere e partecipare: un percorso di educazione ambientale e alla

salute, che si è tenuto nei plessi Sant’Anna e Cafiero del V istituto comprensivo di Nocera Inferiore. Si è partiti dall’orto aromatico, facendo conoscere ai ragazzi la preziosità delle spezie, cosa contengono, a cosa possono essere utili, come poterle usare e quali effetti benefici possono avere sulla nostra salute. I nostri incontri nelle scuole di ogni ordine e grado ci hanno

fatto rilevare una grande sensibilità da parte dei ragazzi, e la loro voglia di partecipare, capire e cercare di rendere il più possibile fattibili i loro sforzi per un futuro più sicuro e più sostenibile. Per quest’anno scolastico, Arpac ha in cantiere iniziative su varie tematiche ambientali, cercando di avvalersi della collaborazione delle varie competenze educative pre-

senti all’interno delle scuole e così poter contribuire allo sviluppo, nelle giovani generazioni, di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente. Le iniziative sono finalizzate alla promozione di comportamenti più consapevoli e rispettosi nei confronti dell’ambiente, oltre che all'acquisizione di buone pratiche. Tra le tematiche da affron-

tare, ci sono energia, aria, acqua, cambiamenti climatici, inquinamento elettromagnetico, rifiuti, riuso, economia circolare, agricoltura, alimentazione sostenibile, orto e biodiversità. Sul tema della biodiversità, lo scorso anno scolastico con i ragazzi del plesso Sant’Anna della I classe - sezione C, del V Comprensivo di Nocera Inferiore, abbiamo svolto un percorso, realizzando il nostro primo incontro nella Giornata Nazionale degli Alberi, dando risalto alla funzione dell’albero di assorbire l’anidride carbonica e rilasciare ossigeno, prevenire il dissesto idrogeologico e proteggere la biodiversità. Il percorso informativo educativo che abbiamo portato avanti aveva come titolo “gli alberi della memoria”. Abbiamo parlato del nocciolo, visto che tanti anni fa c’erano molti alberi che delineavano le strade lungo il tragitto Nocera – Salerno, che oggi non ci sono più, almeno nelle quantità e posizioni del passato. Insieme abbiamo piantato un albero di nocciolo nel giardino della scuola: simbolo, per questo territorio, di una memoria ritrovata.


In vista della Settimana europea, abbiamo intervistato l’assessore Calabrese: «i tempi della metro si dimezzeranno»

I cantieri di Napoli per la mobilità sostenibile Nei prossimi anni previsto l’avvio della linea 6. La linea 1 arriverà a Capodichino Luigi Mosca Nel corso di un convegno che si è tenuto a fine giugno alla Stazione marittima, il sindaco Luigi de Magistris ha parlato di Napoli come “città della mobilità sostenibile”. Cosa significa in

concreto? Abbiamo chiesto a Mario Calabrese, assessore competente per materia, di raccontarci alcune delle principali novità in arrivo, in tema di trasporti nel capoluogo campano. L’occasione è offerta dalla Settimana europea della mobilità sostenibile, in

La stazione della metropolitana al Centro direzionale. Progetto di Benedetta Miralles Tagliabue

programma dal 16 al 22 settembre. Professore, a che punto è l’approvazione del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile? «Il cosiddetto “livello direttore” del Piano, che contiene gli obiettivi strategici e le azioni necessarie, è stato approvato due anni fa dalla Giunta dopo una fase di concertazione e condivisione tra tecnici pianificatori, decisori e portatori di interesse. Poi si è aperto un ulteriore iter che comprende, tra l’altro, la valutazione ambientale strategica. Il documento deve infine essere sottoposto a un’ulteriore fase di concertazione ai fini dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio comunale. L’obiettivo è di chiudere tutto entro il 2019». Qual è la filosofia alla base del Piano? «C’è molta attenzione per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Il cardine del sistema sarà il trasporto collettivo e sarà sempre più incentivata la mobilità ciclo-pedonale e la sharing mobility, la mobilità condivisa. La città poi dovrà estendere l’esperienza che si sta facendo con le stazioni della metropolitana, stazioni non solo funzionali ma anche belle. Con questa esperienza si è dimostrato che un sistema di trasporto bello non solo attrae un maggior numero di utenti, ma è anche un elemento di riqualificazione del territorio, di valorizzazione dell’immagine della città. Questo concetto andrà esteso,

La nuova stazione “Duomo” della metropolitana di Napoli, progettata da Massimiliano Fuksas

oltre alle stazioni di nuova costruzione, anche ai nostri parcheggi, alla riqualificazione delle nostre strade. In altre parole si partirà dall’“a-b-c”, ossia da una mobilità attiva, condivisa e bella». Nell’ultimo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, curato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, la terza città d’Italia risulta indietro su molti indicatori del trasporto pubblico locale: per dirne una, Milano conta 68 convogli di metropolitana ogni 100mila abitanti, Napoli appena 5. «È vero, su questo indicatore il confronto è impietoso. Ma bisognerebbe considerare anche i contributi che le Regioni destinano al trasporto locale, di diversa entità nelle due realtà. Ad ogni modo, a Napoli si sta lavorando per intensificare ed estendere il servizio offerto dalla metropolitana. Sono stati acquistati dodici nuovi elettrotreni a sei carrozze, che dovrebbero entrare in esercizio tra la fine del 2019 e il 2020. I tempi di attesa della linea 1, attualmente anche superiori ai dieci minuti, tenderanno a dimezzarsi: un passo avanti notevole». Come si sta estendendo la rete su ferro? «Si prevede che entro l’anno prossimo entreranno in esercizio le nuove stazioni Duomo e Centro direzionale. Entro il 2023, con il completamento delle stazioni Poggioreale, Tribunale e Capodichino, la linea 1 arriverà all’aeroporto. Così Napoli avrà porto, stazione centrale e aeroporto collegati dalla stessa linea su ferro: un caso più unico che raro in Europa. È stato poi definito il programma per chiudere l’anello della linea 1, con il prolungamento da Capodichino a Piscinola. Altra novità storica, nel 2019 entrerà in funzione la linea 6, prima da Fuorigrotta a piazza San Pasquale, poi nel 2020 fino a piazza Municipio». Segue a pagina 7


segue da pagina 6 La città ha la capacità operativa per gestire queste novità? «Si pone senz’altro il problema di adeguare l’Anm con un incremento di personale in grado di condurre i mezzi. Non solo per i nuovi treni, ma anche per i nuovi autobus: si pensi che entro pochi mesi avremo a disposizione 56 nuovi autobus acquistati grazie ai fondi del PON Metro 2014-2020. Con l’avvio della linea 6, poi, auspichiamo contributi finanziari ulteriori da parte della Regione. Il bacino di utenza che gravita su Napoli, come evidenziato dagli studi condotti dall’Università di Milano «Bicocca», si estende fino al basso Lazio. Ogni giorno sono circa 400mila gli utenti che, per motivi di studio e lavoro, entrano in città. È come se ogni giorno il triplo dell’intera città di Salerno si spostasse a Napoli». Tra i capoluoghi di provincia, Napoli ha il record di automobili classificate come “euro 0”, quasi il 30% di tutte quelle intestate ai privati: un parco auto obsoleto, che incide negativamente sulla qualità dell’aria. Si ha una stima di quanto le novità che ha raccontato potrebbero ridurre il traffico cittadino? «Oggi circa il 42% degli spostamenti che interessano la città sono effettuati utilizzando l'automobile. Nel 2001 la percentuale era del 44%. In termini assoluti stiamo parlando di una riduzione di circa 45mila spostamentigiorno che non vengono più fatti con l’auto. Il rapporto Inrix Traffic Score-

La nuova stazione della metropolitana a Capodichino progettata da Richard Rogers

card 2017, confrontando le misure del livello di congestione del traffico, rivela che nella città di Napoli si è registrata una significativa riduzione del tempo perso nel traffico. Il capoluogo campano, infatti, migliora dal 2015 al 2016, a livello mondiale, di circa 20 posizioni.

Inrix attribuisce questa riduzione della congestione alla crescita della rete metropolitana. Con l’apertura delle prossime stazioni il fenomeno non potrà che migliorare». In futuro si potrà parlare di Napoli come modello per la mobilità soste-

nibile? «Questo al momento resta un auspicio. C’è ancora molto da lavorare, anche perché, per noti problemi finanziari, per molti anni si è potuto investire poco, se non sull’ampliamento delle reti. La direzione però è quella giusta».

Arpa CAMPANIA AMBIENTE del 15 settembre 2018 - Anno XIV, N.17 Edizione chiusa dalla redazione il 14 settembre 2018 DIRETTORE EDITORIALE

Luigi Stefano Sorvino DIRETTORE RESPONSABILE

Pietro Funaro CAPOREDATTORI

Salvatore Lanza, Fabiana Liguori, Giulia Martelli IN REDAZIONE

Cristina Abbrunzo, Anna Gaudioso, Luigi Mosca, Andrea Tafuro GRAFICA E IMPAGINAZIONE

Savino Cuomo HANNO COLLABORATO

I. Buonfanti, F. Clemente, F. De Capua, G. De Crescenzo, R. Funaro, B. Giordano, R. Maisto, A. Palumbo, A. Paparo, T. Pollice, A. Rossi SEGRETARIA AMMINISTRATIVA

Carla Gavini DIRETTORE AMMINISTRATIVO

Pietro Vasaturo EDITORE Arpa Campania Via Vicinale Santa Maria del Pianto Centro Polifunzionale Torre 1 80143 Napoli REDAZIONE Via Vicinale Santa Maria del Pianto Centro Polifunzionale Torre 1- 80143 Napoli Phone: 081.23.26.405/427/451 Fax: 081. 23.26.481 e-mail: rivista@arpacampania.it magazinearpacampania@libero.it Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Napoli n.07 del 2 febbraio 2005 distribuzione gratuita. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne la rettifica o la cancellazione scrivendo a: ArpaCampania Ambiente,Via Vicinale Santa Maria del Pianto, Centro Polifunzionale, Torre 1-80143 Napoli. Informativa Legge 675/96 tutela dei dati personali.

La nuova stazione “Duomo” della metropolitana di Napoli, progettata da Massimiliano Fuksas


Trasformare in risorsa i residui di “Posidonia” Tonnellate di questa pianta acquatica utilizzate in agricoltura e nei vivai Ilaria Buonfanti La Posidonia oceanica, pianta acquatica del Mediterraneo, forma delle praterie sottomarine che hanno una notevole importanza ecologica, esercitando una notevole azione nella protezione della linea di costa dall’erosione. Al suo interno vivono molti organismi animali e vegetali che nella prateria trovano nutrimento e protezione. Il posidonieto è considerato un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere. Ogni anno però le spiagge subiscono una vera e propria invasione di “Posidonia” spiaggiata. Il fenomeno dello spiaggiamento dei residui di posidonia è percepito da sempre come un problema che crea disagi per cittadini, bagnanti, gestori degli stabilimenti balneari e infine per i Comuni alle prese con la raccolta delle biomasse spiaggiate. Il problema è estremamente rilevante per gli amministratori dei comuni costieri che, costretti a costose attività di pulizia e smaltimento, possono provocare danni agli ecosi-

stemi costieri in assenza di linee guida definite che riguardano le modalità di intervento e gestione dei residui di posidonia. Negli anni, numerosi studi hanno cercato di cercato di identificare le modalità di corretta gestione delle biomasse spiaggiate analizzando ogni singolo caso di accumulo di residui e testando l’utilizzo di questo materiale, in abbina-

mento con altri residui organici, come ammendante e fertilizzate per i terreni agricoli e per l’ortofloricoltura. Sono stati condotti anche studi sulle altre possibilità di utilizzo di queste biomasse. Fra questi il loro uso per la stabilizzazione delle dune costiere. Prima di tutto è stata necessaria un’analisi e una valutazione diretta degli aspetti

legati alla problematica dello spiaggiamento e relativamente allo stato di salute delle praterie di posidonia. Le aree individuate sono state differenziate in base alle diverse condizioni ambientali in grado di influenzare la quantità e la qualità degli accumuli. Nei siti campione è stato effettuato il monitoraggio dei parametri fisici e biologici delle praterie di

“posidonia oceanica” e realizzati i rilievi diretti sui residui vegetali spiaggiati. Dopo la raccolta della pianta acquatica spiaggiata sono iniziati alcuni trattamenti volti ad eliminare la sabbia e il sale per aumentare l’attitudine dei residui al riutilizzo in agricoltura. L’eliminazione dei residui sabbiosi dalle piante è servita anche per ridurre l’impatto sull’ecosistema costiero e il peso del materiale. Sono state realizzate poi alcune prove sperimentali di essiccamento solare e di abbattimento della carica salina ad opera dei soli agenti atmosferici (sole e pioggia) mediante lo stoccaggio temporaneo della biomassa in apposite aree in Puglia. Il progetto ha mostrato come poter ridurre l’impatto ambientale delle biomasse spiaggiate trasformando un materiale di scarto in risorsa in un’ottica di economia circolare promossa dalla Commissione Europea In particolare quindi, la Posidonia è stata riutilizzata come ammendante agricolo e/o come substrato nei vivai di colture orticole.

Accertata la presenza di microplastica nei molluschi Bruno Giordano Sino ad oggi le microplastiche e il loro carico di sostanze inquinanti erano state trovate negli stomaci dei pesci più grandi, ma, lo studio di Greenpeace ha rinvenuto queste sostanze anche nei molluschi. “Sono stati identificati diversi tipi di polimeri, la maggior parte di essi è fatta di “polietilene” (PE), il polimero con cui viene prodotta la maggior parte del packaging e dei prodotti usa e getta. I risultati ottenuti confermano ancora una volta che l’ingestione di microplastiche da parte degli organismi marini è un fenomeno, purtroppo, abbastanza diffuso e sottolineano la rilevanza ambientale del problema dei rifiuti plastici in mare. Diviene urgente, quindi, che la ricerca scientifica acquisisca nuove conoscenze e contribuisca a sensibilizzare la

coscienza di tutti su questa tematica emergente e grave”. È quanto afferma Stefania Gorbi, docente di Biologia Applicata alla Università Politecnica delle Marche, sullo studio di Greenpeace che ha raccolto dati sulle microplastiche ingerite da pesci e molluschi nei nostri mari. Nei siti di Genova, Grosseto, Isola del Giglio, Ventotene e Napoli sono stati analizzati più di 200 organismi marini tra pesci e invertebrati comunemente consumati e pescati in Italia, quali acciughe, triglie, merluzzi, scorfani, gamberi e cozze. Quello che più preoccupa è la rapida evoluzione di questo problema e la graduale trasformazione delle microplastiche in nanoplastiche, particelle ancora più piccole, che, se ingerite dai pesci possono trasferirsi nei tessuti ed essere quindi ingerite anche

dall’uomo, con rischi per la salute ancora sconosciuti. L’inquinamento marino derivante dalla plastica e dai contaminanti ad essa associati rappresenta un problema enorme su cui bisogna intervenire subito, partendo dalla drastica riduzione della sua produzione e dall’eliminazione della plastica usa getta e degli imballaggi. Il problema però non è tanto riciclare, o meglio non basta solo riciclare la plastica che si usa, perché spesso alcuni componenti non possono neanche essere riutilizzati, occorre iniziare a non usare più alcuni prodotti usa e getta, e fare serie politiche per incentivare o punire l’uso di questi, come è successo per esempio alle isole Tremiti il cui sindaco Antonio Fentini con un’ordinanza ha vietato l’uso dei prodotti usa e getta come piatti, posate e bicchieri.


I ghiacciai alpini sono in pericolo Uno studio ne registra l’agonia a causa del clima Anna Paparo Il riscaldamento globale sta mietendo sempre più vittime. Ora è la volta dei ghiacciai alpini, che, secondo la diagnosi del Dottor Roberto Dinale, vicedirettore dell’ufficio idrologico della provincia di Bolzano, non sono ancora dei veri propri “malati terminali”, ma sono sulla buona strada per estinguersi definitivamente. In pratica, sono in fortissima agonia. A sostegno di questa tesi ci sono delle foto, che mostrano come i ghiacciai si siano ritirati di molto, raggiungendo dati compresi tra il sessanta e il settanta per cento, a partire dall'ultimo massimo che è stato raggiunto nella seconda metà del 1800 durante la piccola età glaciale. Comunque basta davvero poco per accorgersi della situazione disastrosa a cui si sta andando incontro: mettendo a confronto immagini che riproducono ghiacciai di venti anni fa con una scattata oggi è praticamente evidente il processo di distruzione che si sta attuando senza freni. Diciamo che potremmo definire i ghiacciai come una vera e propria cartina tornasole utile a registrare gli effetti evidenti e catastrofici del ri-

scaldamento globale e, più in generale, del climate change. Come ha sottolineato il glaciologo, «il 2018 è un anno particolarmente negativo per i ghiacciai. Stimiamo che entro fine settembre la perdita complessiva di spessore sarà di circa due metri rispetto all'anno scorso, mentre in un anno normale le perdite sono generalmente di circa un metro e solo un anno ogni dieci il bilancio di massa risulta positivo». Il trend negativo ormai sembra inarrestabile. «Anche se oggi azzerassimo le emissioni di gas serra, solo tra alcuni secoli ne potremmo tranne dei benefici», spiega Dinale. Questo avrà pesanti effetti sulle risorse idriche e di conseguenza sull'agricoltura. A ciò va aggiunto il lavoro che è stato portato avanti dall’Università degli studi di Milano, creando il “Catasto dei ghiacciai italiani”. Un progetto alquanto importante che ha permesso la realizzazione del censimento di tutti gli apparati glaciali delle montagne italiane dalle Alpi Marittime alle Alpi Giulie, più gli Appennini. Si dispone così di un inventario aggiornato del patrimonio glaciale italiano, sia come nu-

mero di corpi glaciali sia come superficie. Quest’ultima è risultata di trecento sessantotto chilometri quadrati – l’equivalente del Lago di Garda – distribuiti in novecentotre ghiacciai. Si deve tenere presente che un ghiacciaio nasce, si evolve e si estingue sulla base del rapporto fra la sua alimentazione, ovvero la neve invernale, e la perdita di massa estiva, ossia la fusione. La sua evoluzione dipende da quelli che sono i parametri meteo-climatici. Si può quindi definire un indicatore molto efficace delle tendenze climatiche e può veramente essere considerato il simbolo e il sintomo dell’attuale tendenza al riscaldamento globale. Con lo studio di Dinale e con il catasto dei ghiacciai, ci troviamo di fronte a un vero e proprio allarme rosso che spinge tutti noi a prendere atto di quanto sia pericoloso permettere al riscaldamento globale e i cambiamenti climatici di prendere il sopravvento. Insomma, pessime notizie per i ghiacciai alpini che rischiano addirittura l’estinzione e per questo c’è bisogno di un intervento reale e concreto per tamponare quanto più possibile i danni.

EMERGENZA CLIMA

Lo stretto legame tra insetti e coltivazioni Il riscaldamento globale porterà a una drammatica riduzione delle rese di frumento, riso e mais a causa dell’aumento delle popolazioni di insetti, infatti, per ogni grado Celsius di aumento delle temperature medie l’incremento delle perdite dovute ai parassiti varierebbe fra il 10 e il 25 per cento, a seconda della coltura e della regione di produzione. In termini assoluti, un aumento di 2 °C, una volta raggiunto, si tradurrebbe per i tre cereali in una perdita rispettivamente di 59, 92, e 62 milioni di tonnellate all’anno. Secondo le analisi dei ricercatori, il crollo delle rese di frumento, riso e mais, che da soli forniscono il 42 per cento del consumo totale di calorie in tutto il mondo, sarebbe particolarmente marcato nei paesi delle regioni temperate, che ne sono anche i più importanti produttori. Negli Stati Uniti, il maggiore produttore mondiale di mais, le perdite nei raccolti di questo cereale dovute agli insetti potrebbero aumentare del 40 per cento rispetto a quelle attuali. E nei paesi europei le cose potrebbero andare anche peggio, con un aumento della perdita di frumento fra il 50 e il 100 per cento mentre in Italia l’aumento delle perdite potrebbe oscillare attorno al 41 per cento. Percentualmente più contenuto sarebbe il danno alle colture di riso nei suoi maggiori paesi produttori: Cina e India, dove da una perdita media attuale rispettivamente dell’ 11,3 e del 18 per cento del raccolto, si passerebbe al 14,7 e al 20 per cento. Per spiegare la differente incidenza dell’aumento delle temperature nei diversi paesi bisogna considerare che la distruttività degli insetti dipende da due fenomeni. Da un lato c’è l’aumento delle temperature, che accelera il metabolismo degli insetti rendendoli più voraci, dall’altro c’è l’andamento demografico delle loro popolazioni. Se la temperatura è ottimale, il loro numero cresce rapidamente, ma se il clima è troppo freddo o troppo caldo, la crescita è più lenta. Questi risultati impongono di prevedere significativi cambiamenti nelle pratiche di coltivazione, come l’introduzione di nuove rotazioni delle colture per mantenere la resa a fronte dell’aumento della pressione dei parassiti. È peraltro probabile che negli ambienti agricoli a coltura intensiva, le misure di adattamento richiedano un maggiore uso di pesticidi, che però andrebbe a discapito della salute e dell’ambiente, con anche un elevato rischio di si sviluppo di resistenze ai pesticidi. R.M.


C’è un lago sotto la superficie di Marte É stato scoperto grazie a MARSIS, un sofisticato strumento radar italiano Rosario Maisto Una ricerca tutta italiana ha scoperto un'enorme riserva di acqua liquida sotto la superficie marziana in corrispondenza del Polo Sud. Questa, si trova a un chilometro e mezzo di profondità, e si estende trasversalmente per 20 km sotto la calotta polare meridionale di Marte, un lago sub-glaciale rilevato dalla sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (ESA). La presenza di acqua su Marte

è oggetto di studio da decenni, si sa che nell’atmosfera del pianeta sono presenti piccole concentrazioni di vapore acqueo e che la superficie marziana è punteggiata da strati di ghiaccio. In corrispondenza dei poli, inoltre, si osservano spesse coltri glaciali, simili a quelle terrestri e proprio la similitudine con le condizioni osservate sulla Terra ha portato più di trent’anni fa alle prime ipotesi sulla presenza di acqua allo stato liquido sotto la superficie

del Pianeta Rosso. Il modello è quello dei laghi sub-glaciali antartici e anche se le temperature scendono molto al di sotto di 0 °C, l’enorme pressione esercitata da strati di chilometri di ghiaccio modifica il punto di fusione dell’acqua. Ciò rende plausibile la presenza di laghi di acqua liquida alla base delle coltri glaciali e permette anche di spiegare lo scivolamento dei ghiacciai con un basso coefficiente di attrito rispetto alla superficie su cui sono posati. Le misurazioni effettuate in Antartide, infatti, hanno confermato sperimentalmente questo modello e per verificare se lo stesso tipo di stratificazione possa essere presente anche su Marte, gli studiosi hanno usato il Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding (MARSIS), un sofisticato strumento radar italiano montato sul Mars Express, per monitorare la regione del Planum Australe, in corrispondenza del Polo Sud di Marte. Dall’analisi di 29 serie di campionamenti della zona è emersa un’improvvisa discontinuità a circa 1,5 km di pro-

fondità che si estende in senso orizzontale per 20 km. Il profilo radar di quest’area è proprio simile a quella dei laghi sub-glaciali scoperti in Antartide e in Groenlandia, ora quindi rimane solo da spiegare se effettivamente il punto di fusione dell’acqua in quelle condizioni - temperatura intorno a -74 °C, e la pressione di 1,5 km di coltre glaciale sovrastante - sia talmente basso da giustificare la presenza di acqua liquida. L’ipotesi è che nell’acqua marziana siano di-

sciolti sali di magnesio, calcio e sodio, presenti nelle rocce di Marte, che rendono l’acqua salmastra, abbassandone ulteriormente la temperatura di solidificazione. La scoperta dei ricercatori italiani è importante anche in prospettiva, perché definisce un metodo di ricerca che potrà essere applicato in futuro, facendo luce anche sulle trasformazioni geologiche e così contribuire a una ricostruzione sempre più accurata del lungo passato del Pianeta Rosso.

Tatuaggi hi-tech che proteggono la pelle Questi dispositivi rilevano quando l’esposizione al sole è pericolosa per la nostra salute Tatuaggi alla moda, tribali, nomi in cinese, date di nascita. Quando vediamo o sentiamo parlare di tatuaggi, sono queste le principali immagini che ci vengono in mente. Ma la tecnologia supera tutto ciò che è nel nostro immaginario. Siamo di fronte a qualcosa di rivoluzionario. Un tatuaggio programmabile in grado di avvisarci quando il sole sta diventando pericoloso per la nostra pelle e la nostra salute. Un dispositivo hitech sui generis messo a punto dal team di ricercatori di LogicInk, azienda con sede a San Francisco. Applicati come un tatuaggio temporaneo, le varie tipologie di stickers LogicInk sono programmate per rilevare il sudore, il microbioma della pelle e l’ambiente circostante fornendo un feedback in tempo reale. I sensori, con-

tenuti nell'inchiostro, captano e trasmettono informazioni sull’idratazione, la concentrazione di alcol nel sangue ma anche l’esposizione ai dannosi raggi UV. Questi ultimi sono particolarmente nocivi e responsabili di favorire il cancro della pelle. Il dispositivo si presenta con due cerchi sull’autoadesivo che cambiano colore in base all’esposizione UV sia in un momento preciso che nel corso della giornata. Lo stickers cambia colore se ci esponiamo al sole. Il cerchio esterno diventa completamente rosa quando abbiamo raggiunto il massimo dell’esposizione – livello considerato sicuro in base ai parametri dell’OMS. Mentre, il cerchio interno passa dal bianco al rosa scuro a seconda della quantità di esposizione a cui ci stiamo sottoponendo in

quel momento. Quindi, dai dati emanati dal dispositivo sappiamo quando è necessario applicare la protezione solare o metterci all’ombra. Questi particolari tatuaggi sono già presenti sul mercato e sono del tutto impermeabili. Particolarmente preziosi dunque per contrastare i danni che il sole arreca alla pelle, quali invecchiamento prematuro e aumento del rischio di tumori. Primo fra tutti il melanoma. La LogicInk ha lanciato, di recente, una campagna su Kickstarter per raccogliere fondi destinati alla produzione di atri dispositivi all’avanguardia. In particolare, l’attenzione si è focalizzata su quelli che rilevano i livelli di idratazione, la concentrazione di alcol nel sangue, la temperatura e la presenza di inquinanti atmosferici nocivi. F.C.


I BIRD GARDEN A BENEFICIO DELL’AVIFAUNA Nascono per portare gli uccelli a nidificare sui rami appositamente scelti per richiamarli Antonio Palumbo I cosiddetti “bird garden” rappresentano una delle più innovative e singolari declinazioni del concetto tradizionale di giardino concepito in perfetta armonia con la natura. Principale obiettivo di chi li realizza è quello di portare gli uccelli a posarsi (e nidificare) sui rami di arbusti e cespugli appositamente scelti per richiamarli. Per progettare adeguatamente un bird garden è necessario prestare particolare attenzione alla scelta delle piante. Da questo punto di vista, a differenza di quanto si può ritenere, pensare, allestire e mantenere uno spazio verde a beneficio dell’avifauna - salvaguardando comunque le valenze estetiche che esso deve presentare - richiedela realizzazione di un vero e proprio “giardino naturale”: tale espressione fu adoperata per la prima volta nell’Inghilterra del 1881 da William Robinson, il quale, con il suo “The wild garden”, scandalizzò più di un benpensante giardiniere della tradizione anglosassone, proponendo nella composizione dei giardini l’utilizzo di erbacce ed arbusti come se fossero spontanei del luogo. Questo concetto, oggi consolidato, di “giardino naturale”può applicarsi ad un luogo dove l’impostazione progettuale del paesaggio e la gestione degli spazi aperti non siano in conflitto con la natura ma si rivelino invece in grado di instaurare uno stretto rapporto con essa. Un bird garden, pertanto, non è un ‘giardino formale’, bensì il frutto di un approfondito lavoro di ricerca finalizzato ad evidenziare ed esaltare gli aspetti locali più caratteristici, con un risultato più naturale, più spontaneo e più rilassante: un giardino, dunque, armonicamente inserito nella situazione climatica in cui la sua vegetazione vive e costituito da tutte quelle essenze che crescono spontaneamente nella zona, in modo che la cura e la manutenzionene risultino nondimeno semplificate. Il primo esempio di conduzione naturalistica a beneficio dei volatili sperimentata su un territorio privato lo dobbiamo, ovviamente, ad un inglese, Sir

Charles Waterton dello Yorkshire, il quale, nei primi anni dell’Ottocento, sistemò i suoi terreni al solo fine di migliorare la qualità della vita degli uccelli che vi abitavano: all’epoca Waterton fu consideratopoco più che un eccentrico, ma, in effetti, anticipò di molto tutti i “naturalisti” dei decenni successivi, gestendo un territorio a partire da presupposti di natura ecologica. Per realizzare un giardino o uno spazio verde dedicato in particolare agli uccelli è necessario simulare o ricreare diversi ambienti ecotonali di transizione, cioè quelle fasce interposte tra un habitat ed un altro che sono le più ricche di biodiversità. La transizione tra alberi, arbusti, prati e zone umide è in grado di offrire habitat differenziati alle specie tipiche di tutti questi ambienti spesso separati, così che molte tipologie di uccelli possono convivere in intervalli più ristretti: il graduale passaggio tra un ambiente e l’altro, anche su aree limitate, arricchisce la variabilità faunistica, offrendo un’ampia gamma di “nicchie ecologiche” a molteplici organismi interdipendenti.

Nella scelta delle specie vegetali occorrerà privilegiare certamente quelle autoctone. Riguardo agli alberi, per i quali è molto significativa l’età, l’approccio può essere simile, tenendo conto che il massimo valore biologico di una pianta- che misura la capacità dell’esemplare di ospitare un’ampia varietà di organismi - sarà espresso soltanto con la sua maturità (che, generalmente, comincia dopo i 50 anni di vita).


La Giornata Nazionale sulla SLA: per “un contributo versato con gusto” In centocinquanta piazze sarà possibile acquistare un buon vino per sostenere i pazienti e le loro famiglie Fabiana Liguori Domenica 16 settembre, in occasione della Giornata Nazionale sulla SLA, in 150 piazze italiane sarà possibile aderire all’iniziativa “Un contributo versato con gusto” promossa dall’AISLA - Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. Con soli 10 euro, infatti, si potrà “acquistare” una bottiglia di vino Barbera d’Asti DOCG che alcuni volontari proporranno sotto gli stands allestiti in strada, grazie al sostegno di Regione Piemonte, del Consorzio Barbera d'Asti e vini del Monferrato, della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dell’Unione Industriale della Provincia di Asti e di DMO Piemonte Marketing. Per l’occasione sono state scelte alcune delle tipologie più pregiate della Barbera D’Asti: le 15 cantine selezionate tra 276 produttori di 169 Comuni delle provincie di Asti e Alessandria, forniranno 15.000 bottiglie. I vini destinati alla causa hanno otte-

nuto una valutazione superiore agli 85/100, a testimonianza della loro grande qualità. I fondi raccolti saranno utilizzati dall’AISLA, presente sul territorio italiano con 63 rappresentanze territoriali e 300 volontari in 19 regioni, per portare avanti e ampliare il progetto “Operazione Sollievo” che consiste nel sostenere gratuitamente le persone che combattono contro questa malattia con aiuti in denaro o fornendo attrezzature e strumenti specializzati (letti ospedalieri, comunicatori), consulenze legali o fiscali e così via. Spesso le famiglie colpite non sono in grado di affrontare e sostenere da sole gli incombenti oneri economici e organizzativi relativi a un’assistenza domiciliare, con Operazione Sollievo, avviata nel 2013, l’AISLA ha aiutato 300 nuclei familiari destinando oltre 560.000 euro raccolti grazie alle donazioni della Giornata Nazionale: “Grazie alla partecipazione della gente e all’incontro nelle

In Campania ATRIPALDA (AV) Piazza Umberto I BENEVENTO Piazza Carlo Torre CASERTA Via Mazzini, largo San Sebastiano CASTEL SAN GIORGIO (SA) Piazza della Concordia NAPOLI Piazza Giovanni Bovio SALERNO Via Lungomare Trieste

Il primo registro nazionale sulla SLA, un obiettivo ambizioso ma possibile Dal 9 al 29 settembre 2018 sarà attivo il numero di SMS solidale: 45584. Mandando un messaggio di testo sarà possibile donare 2 euro dal cellulare o 5 euro da rete fissa per sostenere il progetto (già avviato) per la realizzazione del primo registro nazionale SLA, finalizzato a raccogliere i dati anagrafici, genetici e clinici delle persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica. Un utilissimo strumento per una migliore conoscenza della malattia, una più efficace presa in carico dei pazienti e per accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti di cura.

piazze potremo dare altre risposte serie ai bisogni di tante persone e accendere ancora una volta i riflettori sulle tante necessità degli ammalati che spesso non sono adeguatamente seguiti dal sistema sanitario e socio-assistenziale. In molti territori italiani continuiamo a registrare ritardi nell’erogazione del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza e l’assenza di riscontri tempestivi e coerenti rispetto al quotidiano bisogno di cura. Le famiglie che sono costrette a convivere con la SLA, soprattutto nella fase avanzata della malattia, non possono gestire la propria vita con risposte episodiche e frammentarie” ha commentato Massimo Mauro, presidente dell’Associazione. Iniziative come quella organizzata dall’AISLA sono fondamentali per spingere Istituzioni e cittadini a riflettere sulle carenze e le negligenze ancora in essere nei confronti di una grossa porzione di italiani che ogni giorno assiste un proprio caro. Tante le pro-

blematiche, le paure, le urgenze e le vite da ricostruire. Chi governa ha il dovere di “stringere” queste famiglie e averne cura mettendo dispo-

sizione risorse economiche, elasticità e competenza burocratica, nuove tecnologie e una grande dose di buon senso.


Gli integratori a base di acetilcolina Molti non sanno che sono più efficaci quelli che vanno a migliorare la biochimica del cervello Fabiana Clemente Acetilcolina, primo neurotrasmettitore - scoperto quasi un secolo fa - che entra in gioco per mantenere viva la nostra memoria, ma non solo. Non è semplice spiegare come agisce nel nostro corpo ma è interessante conoscere gli effetti. Prodotta dall’organismo serve a trasferire gli impulsi nervosi in diverse parti del sistema nervoso, sia di quello centrale, sia di quello periferico. A secernere questa sostanza sono dei neuroni detti propriamente colinergici. L’acetilcolina è il trasmettitore di tutti i nervi che controllano la muscolatura volontaria, produce quindi un effetto eccitatorio a questo livello, mentre sul sistema parasimpatico ne fa uno opposto. È più che altro inibitorio. Ciò significa che rallenta la frequenza cardiaca, stimolando la secrezione delle ghiandole bronchiali, salivari, gastriche e pancreatiche. Altro effetto dell’acetilcolina è l’aumento della peristalsi intestinale e di altre funzioni digestive. Molti non sanno che gli integratori più efficaci sono quelli che vanno a migliorare la biochimica del cervello. Ad esempio che fanno aumentare i livelli di acetilcolina, fondamentale per memoria, concentrazione e apprendimento. Infatti, le persone con un basso livello di questa sostanza non sono al top della forma. Tra gli integratori che sposano tale causa c’è l’Acetil L carni-

tina. Questa sostanza da un lato agisce combattendo i radicali liberi nel sistema nervoso, dall’altro favorisce la formazione di acetilcolina. Questo neurotrasmettitore è affiancato alla dopamina, soprattutto quando si parla della malattia di Parkinson. La dopamina è in grado di inibire la secrezione di acetilcolina nello striato. Quando manca dopamina e si ha una iperattività di neuroni colinergici, si possono notare sintomi caratteristici della malattia di Parkinson. Nel cervello questo neurotrasmettitore è importante perché influisce su comportamento, cognizione, movimento volontario, motivazione, sonno, umore, attenzione, memoria di lavoro e di apprendimento. Troviamo la dopamina usata anche come un farmaco che va ad agire proprio sul sistema nervoso simpatico, producendo effetti come aumento della frequenza cardiaca e pressione del sangue. Ci sono diversi modi per aumentare acetilcolina e ottenere i suoi numerosi benefici. Uno tra questi è il consumo di alimenti ricchi di colina. Prodotti caseari, uova, fegato di manzo o pollo, frutti di mare, crusca d’avena. In molti casi, anche una dieta ricca di colina possono non sollevare i livelli dell'acetilcolina abbastanza da promuovere la memoria e l'apprendimento. In questi casi, appositi integratori presenti in commercio possono contribuire in modo significativo.

L'olio d'oliva fa bene ai diabetici Condire i cibi con le giuste dosi aiuta a ridurre i picchi di glicemia dopo i pasti Rosa Funaro L’olio d’oliva, punto cardine della dieta mediterranea e da tempo celebrato da diversi studi scientifici per le sue proprietà salutari, è secondo alcuni ricercatori anche un utile strumento a tavola per contrastare e tenere bassi i picchi di glicemia dopo i pasti. Tale peculiarità, di grande importanza soprattutto per i diabetici, è resa possibile da una piccola molecola, l’“Oleuropeina”, presente proprio in olive e foglie d’ulivo. L’artefice della scoperta è stato Francesco Violi del Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche dell’Università La Sapienza di Roma,

grazie a una ricerca condotta su un gruppo di volontari sani che durante un pasto tipico della dieta mediterranea hanno assunto 20 milligrammi di “Oleuropeina” o un placebo. Dopo due ore dal pranzo, la glicemia era bassa soltanto in chi aveva preso la molecola. I valori erano peraltro del tutto identici a quelli prima del pasto, a indicare che la molecola evita quegli sbalzi di glicemia che, si manifestano solitamente dopo aver mangiato (soprattutto nei diabetici) e determinano una presenza altalenante di zuccheri nel sangue. Tale presenza è molto rischiosa, compromette infatti la salute dei vasi. I picchi di zucchero

nel sangue stimolano inoltre la produzione dell’insulina e questo, a lungo andare, può favorire la comparsa del diabete in chi è predisposto. In chi già ne soffre, l’effetto è comunque prezioso, come osserva Violi: «Numerose analisi hanno dimostrato per esempio che i picchi di glucosio e colesterolo dopo i pasti sono potenzialmente dannosi nei pazienti a rischio di complicanze aterosclerotiche come i diabetici; ridurne l’entità potrebbe pertanto dare notevoli vantaggi nella cura dell’arteriosclerosi e delle sue complicanze come infarto e ictus». Lo studio è stato pubblicato sul British Journal of Clinical Pharmacology.


Ponti e dintorni: il “Ponte Cristino” Fu costruito sul fiume Calore nel comune di Solopaca Gennaro De Crescenzo Salvatore Lanza Mentre cresce il livello delle polemiche e delle attese (delle famiglie delle povere vittime degli sfollati) a Genova, il tema dei ponti si presta ancora ad altri approfondimenti legati al nostro territorio e, dopo aver affrontato la storia del ponte sul Garigliano, diamo un occhio al cosiddetto "Ponte Cristino" (o "Maria Cristina", dal nome della moglie di Ferdinando II di Borbone, madre dell'ultimo re delle Due Sicilie, Francesco II). Fu costruito sul fiume Calore nel Comune di Solopaca. Il progetto, anche in questo caso, era di Luigi Giura, l'uomo dei progetti più avveniristici del Regno. I primi tentativi per unire la Valle Telesina al Taburno furono realizzati nel Seicento ma con esiti negativi legati soprattutto alle piene e alla portata invernale delle acque. Altri tentativi risalgono agli inizi dell'Ottocento, quando si cercò di utilizzare pilastri e murature preesistenti con una struttura in legno. Inutili anche i successivi tentativi di costruire piloni e altre strutture fino al 1828: le province del Molise e di Terra di Lavoro si accordarono per le spese finalizzate alla costruzione di un nuovo ponte e chiesero al re Ferdinando II l'adozione degli stessi criteri utilizzati per il ponte che allora si era iniziato a costruire sul Garigliano. Il Re accettò ed incaricò del-

l'opera lo stesso progettista, l'ingegnere Luigi Giura che decise, però, dopo gli opportuni rilievi, di non costruire il ponte dove c'erano già i piloni ma di spostarsi a oltre 1 km di distanza (il suolo roccioso delle sponde avrebbe assicurato un solido ancoraggio per un ponte pensile). I lavori cominciarono nel luglio del 1832 e non subirono imprevisti grazie agli studi puntualissimi del Giura che arrivò addirittura a calcolare gli effetti che le variazioni di temperatura avrebbero avuto sulle catene di ferro. Nel marzo del 1835 il ponte pensile sul Calore era completato (lievissime le oscillazioni riscontrate nelle prove di resistenza).

Il 5 aprile l'inaugurazione alla presenza della famiglia reale, dei ministri e delle autorità locali con la partecipazione di una popolazione in festa. In mancanza della attuale segnaletica e con l'intento apprezzabilissimo (e più che mai attuale) di assicurare la sicurezza, al ponte fu assegnato un custode che impediva il passaggio di mezzi superiori alle 2,5 tonnellate. Nel 1852, a seguito di una alluvione, il ponte subì gravi danni ma venne prontamente riparato. Il 4 ottobre del 1943 i tedeschi distrussero l'antico ponte pensile causando pure la morte di diverse persone. La ricostruzione avvenne nello stesso sito della precedente architettura

ma con una struttura completamente diversa ed in cemento armato (fu inaugurato solo nel 1947). Una traccia del passato è in uno dei pilastri: si tratta di una lapide in latino del 1935. "Ferdinando II, Re delle Due Sicilie e di Gerusalemme, nato per il bene pubblico, affinché, essendosi rotta l'accorciatoia del Calore, non fosse impedito ai popoli il vicendevole miglioramento, per lunghe dispendiose vie, ordinò che fosse fatto immediatamente un ponte, a cominciare da quello già costruito e che corresse non sopra piloni ed arcate, con pietre conce, ma realizzato artisticamente, con una struttura di legno e di bronzo, con sotto tese delle in-

telaiature, pendente nell'aria, “immobilmente” fermo, con danaro raccolto dai Campani e dai Sanniti, gareggiante per magnificenza e per eleganti ornamenti con il ponte di Ferdinando. Ed essendo completato in ogni parte, il re stesso, avendolo inaugurato con solenne rito, per il primo, fra tutti, senza alcun incidente, circondato dalla regia cavalleria, con buon augurio, essendo passato oltre fra gli applausi e le liete acclamazioni dei popoli, lo consacrò; e, avendolo insignito dell'augusto nome della fiorentissima sua consorte Cristina, lo consegnò all'immortalità. 5 aprile 1835". Una sintesi, insomma, di storia e di orgoglio...


L’Acquedotto Carolino e i Ponti della Valle Tutta l’Europa restò meravigliata dall’ambizioso progetto L’Acquedotto Carolino, prende il nome dal sovrano Carlo di Borbone che lo commissionò al grande architetto Luigi Vanvitelli, per portare acqua corrente alla Reggia di Caserta e ai popoli della Campania. “E veramente poteassi attignere a fonti e correnti più prossime; se non che, la circostante regione non ne avrebbe abbondevolmente somministrate; ed oltre a ciò, quel monarca il quale nell’edificare ebbe animi e concetti veramente regii, per abbellimento delle casertane delizie voleva una cascata, e voleva che l’acqua da per sè potesse al più alto del palagio salire, perchè agevol fosse di là a tutte le stanze distribuirla: indi la necessità, considerata l’elevazione generale del sito, di raccoglierla da tal punto che alla ragion del livello si consentisse. Laonde ei fu uopo andare a pigliarla alle radici del Taburno, monte confine tra la Campania ed il Sannio, e da dieci fonti adunatala, e di altri ramicelli camin facendo ingrossata, per coperto canale condurla sino alla Cascata, attraversando montagne, traghettando fiumi, cavalcando vallate”. “Ma seguitiamo , comeché correndo, nel suo tortuoso viaggio di oltre a ventun miglio questo regio acquidotto. Incomincia da sublime

pianura, base al fianco meridionale del monte Taburno, la quale declive per lungo tratto, finisce nella valle Caudina. Per grande spazio quello procede entro un terreno di brecciuola tenacemente conglutinata. Sette palmi è alto, quattro e 3/4 largo nell’interna parte. Di poi si abbatte in una pelude ove fu mestieri piantare fitte ed alte palizzate. Passando per quel campo, che

a cagione dal tremar che fa sotto i passi vien chiamato il Tremolo, di un’altra metà di palmo si allarga, e poi lungamente in una terra tufacea pure sopra sode palizzate cammina. Giunto al fiume Faenza, lo trapassa al di sopra di un ponte di tre archi, e per 280 palmi è scoverto: qui si dilata sino a cinque palmi; e semplicissima iscrizione, ripetuta nelle due fronti dell’arco

medio, i nomi di Carlo e di Amalia e l’anno 1754 consegna alla memoria”. Questo brano tratto dal Poliorama Pittoresco descrive la grandezza dell’Opera ancora oggi maestosa ed impetuosa. L'acquedotto Carolino (noto anche come acquedotto di Vanvitelli o “Ponti della Valle di Maddaloni”) come si legge nella cronaca, è nato per alimentare il complesso delle ma-

nifatture di San Leucio (dove si producevano le migliori sete del mondo) e per fornire anche l'apporto idrico alla Reggia di Caserta e ai suoi dintorni, prelevando l'acqua alle falde del Monte Taburno(dalle sorgenti del Fizzo, nel territorio di Bucciano), e trasportandola lungo un percorso di quasi quaranta chilometri. Ci sono voluti circa venti anni per realizzare l’intera l'opera e il supporto tecnico dei più stimati studiosi e matematici del tempo. Tutta l’Europa restò meravigliata dal progetto, tanto da essere riconosciuta come una delle opere di maggiore interesse architettonico di tutto il XVIII secolo. Le condotte in ferro furono realizzate nelle ferriere, costruite appositamente dal Vanvitelli, in Calabria, lungo il corso della fiumara Assi (Guardavalle, oggi provincia di Catanzaro), le quali furono parte costituente delle Regie ferriere di Stilo. Le ferriere utilizzarono come minerale la limonite estratta dalle miniere di Pazzano e Bivongi. I lavori iniziati nel 1753 furono completati nel 1770 con una spesa complessiva di circa seicentomiladucati. Terremoti, eruzioni, una guerra mondiale etc etc… Quella meraviglia la possiamo ancora ammirare.


Green Drop Award: le pellicole green La terra del vulcano islandese Laki presente al Festival del Cinema di Venezia La Mostra del Cinema di Venezia anche quest’anno lascia spazio alla sua vena ecologista con il Green Drop Award, il trofeo da assegnare alla pellicola più green in concorso alla kermesse cinematografica più famosa al mondo. Novità assoluta di quest’anno è che il premio è arricchito dalla terra del vulcano islandese Laki. Promotrice dell'iniziativa, la Ong Green Cross Italia, filiale del network fondato da Mikhail Gorbaciov, che per la settima edizione sbarca al Lido per testimoniare il ruolo fondamentale del cinema per la difesa dell'ambiente. La cerimonia di premiazione è avvenuta il sette settembre. Ad assegnare il premio c’è stata la giuria, presieduta dall’attore Paolo Conticini, affiancato da Nevina Satta, direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission e dal giornalista Marco Fratoddi. And the winner is… “AT ETERNITY’S GATE” del regista Julian

Schnabel, che con il suo protagonista, Willem Dafoe, porta sul grande schermo gli ultimi, tormentati anni del pittore olandese Vincent Van Gogh. «Il cinema e le arti sono mezzi straordinari per raggiungere il grande pubblico e spiegare l'importanza dei temi ambien-

tali - ha dichiarato l’attore e giurato Conticini - Il Green Drop Award svolge questo ruolo e chiede a ciascuno di noi di fare la sua parte con azioni, comportamenti, scelte». Quest’anno si è voluto accendere i riflettori sul tema dei cambiamenti climatici e sui ri-

schi che corrono l'uomo e l'ambiente. Così ha spiegato il presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio. L'eruzione anche di un singolo vulcano, la plastica negli oceani, l'incidente a una centrale nucleare o ad un sito industriale possono mettere a rischio la sopravvivenza

di tutti. Con una lista impegnativa di opere in concorso, tra cui ha avuto la meglio quella che ripercorre la vita di uno degli artisti più importanti di tutti i tempi, non poteva mancare un trofeo altrettanto particolare ed unico nel suo genere. Basti pensare che la terra contenuta nella goccia di vetro realizzata dal maestro vetraio di Murano Simone Cenedese è stata raccolta in collaborazione con La Settimana del Pianeta Terra ed è certificata dal Dipartimento di Scienze pure e applicate dell'Università di Urbino, ricorda Green Cross. Il vulcano Laki è un simbolo della bellezza e della fragilità del nostro Pianeta. La grande eruzione di 235 anni fa sconvolse il mondo a tutte le latitudini. Soltanto Laki poteva rappresentare al meglio il messaggio di salvaguardia del pianeta lanciato dal premio Green Drop Award. A.P.

Dal 26 al 28 settembre 2018

Si terrà a Succivo l’edizione 2018 di questa fantastica manifestazione

Aperte le iscrizioni a ScienzaInsieme!

Festambiente Terra Felix: cultura e sostenibilità

Ricercatori, tecnici ed esperti di ISPRA stanno lavorando per ScienzaInsieme, il progetto di divulgazione scientifica, a cui Ispra aderisce insieme ad altri Enti di Ricerca e Università. Dal 26 al 28 settembre tutti i dipendenti ISPRA e il pubblico esterno

(scuole, famiglie e chiunque lo desideri) potranno conoscere più da vicino le attività dell’Istituto. Come? Con mostre, question time, dimostrazioni scientifiche dal vivo, visite ai laboratori e aperiscienza sotto le stelle. (Iscrizioni sul sito www.isprambiente.gov.it)

Seminari di studio, dibattiti, workshop, degustazioni di prodotti tipici spettacoli e mostre artistico culturali animeranno le giornate dell’ edizione 2018 di Festambiente che si terrà il 21-22-23 settembre prossimo a Succivo (CE) nel suggestivo casale di Teverolaccio. Festambiente Terra Felix incarna il festival del buon vivere per la promozione delle eccellenze della regione Campania per mettere in mostra prodotti, mestieri, arte, cultura, personaggi, storia, volontariato e tutto quanto rende unica e particolare questa terra. Ospiti internazionali si confronteranno sui temi dello sviluppo sostenibile, della vivibilità, dei prodotti di qualità e sull’importanza dell’impegno dei volontari nella tutela del territorio. L’originalità di questi ecofestival, oramai diffusi in tutta Italia, sta nel ricreare prototipi di villaggi ecologici, dalla ristorazione agli spazi espositivi al programma culturale, infatti, tutto converge

verso stili di vita sostenibili. Una bussola per orientare cittadini, governi e aziende verso scelte sempre più consapevoli negli acquisti, nel modo di spostarsi, di gestire i rifiuti e le risorse comuni come acqua ed energia; ripensare città e territori come luoghi sempre più vivibili per tutti non è impossibile. Tra le buone pratiche degli ecofestival l’utilizzo di acqua depurata servita nelle caraffe (eliminate le bottiglie di plastica!) e di stoviglie in mater-bi, materiale organico biodegradabile (alternativa sostenibile alle stoviglie di plastica). Inoltre, il consumo di

cibi biologici freschi e prodotti locali e l’utilizzo per la stampa dei materiali e per altro uso interno alle manifestazioni di carta a basso impatto o proveniente da materiale riciclato. Infine, i rifiuti prodotti all’interno delle feste si raccolgono differenziati, si riusano e si smaltiscono correttamente. All’appuntamento di Succivo non mancherà la musica con i concerti gratuiti di Lello Tramma, dei Foja e di Gianni Aversano Trio & Damadakà mentre l'evento finale, tradizionalmente dedicato alle risate, avrà per protagonista Ciro Giustiniani. G.M.


Laser food: frutta e verdura marchiata laser Addio ad imballaggi di plastica ed etichette adesive in gran parte d’Europa Cristina Abbrunzo L’edizione 2018 della Giornata Mondiale dell’Ambiente, celebrata lo scorso giugno, è stata dedicata alla plastica. Uno dei materiali più dannosi e inquinanti del nostro Pianeta. Attraverso lo slogan #BeatPlasticPollution si è infatti voluta attirare l’attenzione del grande pubblico sulla necessità di dire basta all’uso smodato della plastica. Negli ultimi anni, a fronte del cambiamento degli stili di vita e delle abitudini di consumo, della crescita del numero di persone che mangia abitualmente fuori casa, e della richiesta in costante aumento di alimenti e bevande confezionate comode e convenienti, si sta assistendo ad un aumento vertiginoso nella quantità di imballaggi utilizzati per offrire ai consumatori cibi già preparati o pre-confezionati . E se da un lato questi svolgono l’utile funzione di proteggere i prodotti e prolungarne la cosiddetta shelf-life, il rovescio della medaglia è che migliaia e migliaia di imballaggi plastici vengono gettati via, trasformandosi in rifiuti dopo un utilizzo di soli

pochi minuti. Frutta e verdura imballate in vaschette di polistirolo, salumi e fette di formaggio confezionate singolarmente utilizzando il film plastico, e si potrebbe continuare così ancora a lungo. E non va meglio quando si parla di prodotti biologici. In base alla normativa europea, infatti, i prodotti biologici devono essere etichettati in maniera speciale, di modo tale

che i consumatori possano distinguerli da quelli tradizionali. E ciò si traduce spesso nel fatto che i clienti che cercano di essere più ecologici acquistando prodotti biologici, finiscono anche per comprare merci avvolte in plastica aggiuntiva, etichettate con carta e colla adesiva. Perciò piuttosto che pensare a nuove e alternative tipologie di imballaggio che siano il più

possibile plastic-free, da alcuni anni un’azienda spagnola sta mettendo in atto un’idea geniale e rivoluzionaria: eliminare completamente il packaging realizzando uno strumento in grado di incidere, con un raggio laser della giusta intensità, direttamente la superficie del prodotto (al momento quelli del settore ortofrutticolo, nello specifico). Il sistema si chiama

Scoby: l’alternativa alla plastica Naturale, compostabile e commestibile si prepara come un thè È considerato sin da tempi antichi un elisir di lunga vita per l’azione benefica che eserciterebbe sull’organismo garantendo il mantenimento di un sano stato di salute. È il kombucha, una bevanda fermentata a base di thè originaria della Cina. Le sue origini risalirebbero al 250 a.c., alla dinastia Qin. Proprio in Cina il kombucha era molto diffuso perché considerato bevanda utile a far rimanere in equilibrio stomaco e milza favorendo in questo modo i processi digestivi. Solo successivamente il kombucha è arrivato nel Vecchio Continente diffondendosi in Russia e nell’Europa dell’Est a partire dalla fine dell’Ottocento. Questa bevanda si ottiene

dalla simbiosi tra microorganismi, acido acetico e lievito: questo permette l’avvio di un processo di fermentazione durante il quale il lievito trasforma lo zucchero in anidride carbonica e alcol. I restanti microorganismi trasformano la restante parte in cellulosa, sostanza che permette la crescita del kombucha stesso for-

mando la massa gelatinosa, lo Scoby (Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast), una massa solida di colore chiaro a base, appunto, di lieviti e batteri. Roza Janusz, una studentessa di design polacca, ha chiamato Scoby la sua proposta di alternativa alla plastica, creata proprio sull'omonimo metodo

di fermentazione alla base del famoso thè kombucha. Per ovviare alle confezioni in plastica, insomma, secondo la Janusz, si può coltivare una membrana organica a partire da batteri fermentati e lievito: una membrana che può essere utilizzata per conservare una varietà di alimenti leggeri come semi o noci, ma anche insalate. Durante la fermentazione, si formano degli strati di materiale, in un processo simile alla crescita delle cipolle, che permette di ottenere un film completamente naturale, edibile e compostabile che può essere coltivato dagli agricoltori stessi per avvolgere i loro prodotti e portarli sul mercato senza generare rifiuti. C.A.

Laser Mark, pluripremiata tecnologia di etichettatura laser sviluppata dall'azienda spagnola Laser Food, con sede a Valencia. I numerosi premi ricevuti in questi anni riconoscono a livello europeo i notevoli benefici sia ambientali sia economici che l'utilizzo di tale sistema, pensato per essere una valida alternativa alle tradizionali etichette di carta (più costose e dannose per l'ambiente in termini di spreco di carta ed emissioni di CO2), garantisce alle aziende del settore ortofrutticolo. Laser Mark funziona tramite la rimozione del pigmento da una zona minuscola della superficie del frutto ed applicando un agente di contrasto che permette ai produttori di incidere qualsiasi forma del logo. Laser Mark agisce al meglio con i prodotti completamente naturali, senza danneggiare la superficie del frutto così come l'interno dello stesso. Ciò significa che il valore commerciale del prodotto non viene modificato. In pochi anni questa innovativa idea si è sviluppata a macchia d’olio e, anche se la società ha sede a Valencia, in Spagna, Jaime Sanfélix, direttore di Laser Food, assicura che il sistema ha più successo all'estero, dato che rappresenta il 90% della sua attività. I primi a testare su larga scala questa tecnologia, sono stati il grossista olandese Nature&More e la catena di supermercati svedesi Ica. Seguiti poco dopo, nel Regno Unito, dalla famosa azienda Marks & Spencer. Ma oltre a Svezia, Olanda e Regno Unito ci sono già molti negozi di alimentari, sparsi in giro per l’Europa, che mirano a ridurre gli imballaggi di plastica, sostituendo gli adesivi di plastica sulla frutta con il marchio a laser, per generare enormi risparmi di emissioni di packaging, di energia e CO2. L'azienda offre un servizio su misura per le singole esigenze di ogni cliente e sta lavorando già per accordi con diversi operatori in Francia, Polonia e Italia. Ma ha intenzione di muoversi anche nei mercati più lontani, tra cui Brasile, Australia e Cile.


Le procedure di affidamento degli incarichi legali I principi fissati nel nuovo parere del Consiglio di Stato Felicia De Capua L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), esercitando il potere di regolazione ai sensi dell’art. 213 del Codice dei contratti pubblici, ha elaborato le Linee guida per l’affidamento dei servizi legali, finalizzate a fornire indicazioni alle stazioni appaltanti. Ciò in ragione dei dubbi interpretativi sollevati dagli operatori del settore a seguito all’entrata in vigore del citato codice, e, nondimeno, in ragione della riscontrata disomogeneità dei procedimenti amministrativi seguiti per l’affidamento dei predetti servizi. Il Consiglio di Stato, già intervenuto con il Parere 1 aprile 2016, n. 855, su dette Linee Guida, si è espresso con nuovo Parere 3 agosto 2018, n. 2017, a distanza di un anno esatto dall’ultima richiesta dell’ANAC del 3/8/2017. Il Collegio con il suddetto parere, articolato in dieci paragrafi, fissa i seguenti principi: possibilità delle amministrazioni di affidare i servizi legali tramite contratto di appalto di servizi, se relativi ad attività non quantificabili nella loro consistenza, ma riferibili a prestazioni continuative “organizzate sulla base dei bisogni dell’ente”; ricorso a contratto d’opera intellettuale, quale ordinaria modalità attraverso cui i servizi legali vengono prestati; ricorso all’affidamento diretto

dell’incarico professionale, quale modalità eccezionale. In particolare, i rilievi segnalati dalla Commissione speciale si sostanziano, in primo luogo, nella rilevata opportunità di ricorrere al contratto di appalto dei servizi legali, in presenza di un contenzioso non occasionale e di dimensioni importanti, incaricando professionisti che, nelle forme attualmente consentite dall’ordinamento (es. professionisti associati), siano in grado di assicurare, per le plurime competenze di cui dispongono, una complessiva attività di consulenza legale. In tal caso la scelta dei professionisti associati cui affidare la gestione del contenzioso dovrà

avvenire secondo forme procedimentali semplificate afferenti, in particolare, alle modalità di pubblicità. In merito alle procedure di conferimento dell’incarico legale, il Consiglio concorda con l’indicazione rivolta alle stazioni appaltanti, già contenuta nelle linee guida, di predisporre un elenco di professionisti dal quale attingere per settore di competenza, costituito mediante una procedura trasparente e aperta, resa pubblica mediante il sito istituzionale dell’ente appaltante. Al riguardo, però, lo stesso Consiglio ha ritenuto opportuno rendere alcune precisazioni: in primo luogo, suggerisce la pre-

disposizione di un elenco “ristretto” di professionisti idoneo, tuttavia, a garantire un effettivo confronto concorrenziale; ravvede, poi, la necessità che i criteri di selezione si basino sulla valutazione del curriculum professionale e delle esperienze in relazione alla competenza funzionale. In definitiva, i giudici amministrativi, auspicano l’eliminazione del criterio dell’estrazione a sorte, utilizzato da alcuni enti, e l’introduzione del “criterio dell’equa ripartizione”, che può sottendere il principio della rotazione, consentendo al contempo “l’attribuzione ragionata degli incarichi in funzione della loro natura, delle caratteristi-

che del professionista”. Con riferimento, a seguire, all’affidamento diretto dell’incarico, il Consiglio di Stato nel confermare che si tratta di una modalità eccezionale di affidamento dei servizi legali, aggiunge come non tutta la casistica indicata nelle linee guida in esame sia condivisibile. In particolare non valgono a motivare l’affidamento diretto le ragioni di urgenza né la consequenzialità/complementarietà con altri incarichi attinenti alla medesima materia oggetto del servizio legale in affidamento. In proposito, viene quindi precisato come “la particolarità che possa giustificare l’affidamento diretto deve essere diversa e strettamente collegata alla natura della controversia”. In conclusione Palazzo Spada concorda con l’ANAC nel ritenere il contratto d’opera professionale “escluso” dal campo di applicazione del codice in esame, ma non “estraneo”, in quanto sottoposto al rispetto dei principi generali del codice stesso: economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità, principi che impongono “la procedimentalizzazione nella scelta del professionista al quale affidare l’incarico legale, evitando scelte fiduciarie ovvero motivate dalla “chiara fama” (spesso non dimostrata) del professionista”.

Viaggio nelle leggi ambientali RIFIUTI Ai fini della configurabilità del reato di attività di trasporto di rifiuti, rileva la concreta attività posta in essere in assenza dei prescritti titoli abilitativi, che può essere svolta anche di fatto o in modo secondario, purché non sia caratterizzata da assoluta occasionalità. Sicché, il carattere non occasionale della condotta di trasporto illecito di rifiuti può essere desunto anche da indici sintomatici, quali la provenienza del rifiuto, la eterogeneità, la loro quantità, le caratteristiche del rifiuto indicative di precedenti attività preliminari di prelievo, raggruppamento, cernita, deposito, l'usura di parti del mezzo di trasporto dimostrativa di

una precedente ed analoga utilizzazione di trasporto illecito di rifiuti. Nella specie, è stato possibile desumere la non occasionalità del trasporto di rifiuti dall'usura del cassone del mezzo, già verosimilmente utilizzato anche in altre occasioni per la medesima e illecita attività. Corte di Cassazione Penale, Sez. 3, Sentenza n.38859 del 23/08/2018 DIRITTO DEGLI ALIMENTI Il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione è configurabile quando si accerti che le concrete modalità della condotta siano idonee a determinare il pericolo di un danno o deteriora-

mento dell'alimento, senza che rilevi a tal fine la produzione di un danno alla salute, attesa la sua natura di reato a tutela del c.d. ordine alimentare, volto ad assicurare che il prodotto giunga al consumo con le garanzie igieni-

che imposte dalla sua natura. Il cattivo stato di conservazione degli alimenti si verifica in quelle situazioni in cui le sostanze, pur potendo essere ancora genuine e sane, si presentino mal conservate, e cioè preparate, confezionate o

messe in vendita senza l'osservanza delle prescrizioni dirette a prevenire il pericolo di una loro precoce degradazione, contaminazione o comunque alterazione del prodotto. Tale stato può essere accertato senza necessità di specifiche analisi di laboratorio, ma sulla base di dati obiettivi, come ad esempio il verbale ispettivo, la documentazione fotografica, o mediante la prova testimoniale; ed è ravvisabile nel caso di evidente inosservanza di cautele igieniche e tecniche necessarie ad assicurare che le sostanze alimentari si mantengano in condizioni adeguate per la successiva. Corte di Cassazione Penale, Sez. 3, Sentenza n.39037 del 28/08/2018. A.T.


LEGATI ALLA CAMPAGNA E TI NUTRI DI EMOZIONI Uomo riprenditi in mano il futuro: per il bene Tuo e della Terra Andrea Tafuro I nobili e i borghesi, nei tempi passati, usavano trascorrere parte dell’anno in residenze di campagna, così da poter vivere all’aria aperta e sperimentare un mondo che in città gli era precluso. Con il trascorrere dei secoli le località montane e il mare hanno rimpiazzato questo modello di villeggiatura e la campagna è finita per diventare un luogo di semplice produzione agricola. Da non molti anni a questa parte, noi figli sostenibili abbiamo riscoperto la campagna, come lo spazio vivente delle nostre tradizioni per appagare l’ incessante desiderio di ritrovare un ambiente più naturale e meno forgiato dall’uomo e dalle sue pretese. Dopo decenni di immunit è nato il fenomeno dell’agriturismo, che in un’accezione nobile si potrebbe definire come il tentativo di riconnettere i contadini con la gente di città attraverso il fascino di un ambiente mai scomparso. Le cascine, le masserie, le case coloniche, i poderi, le aziende agricole si sono attrezzate nel migliore dei modi per offrire ospitalità. Un, seppur breve, soggiorno in una di queste strutture è un’esperienza unica e indimenticabile, che permette di assaggiare cibi genuini e introvabili nei supermercati, offre la possibilità di rilassarsi visitando luoghi suggestivi o semplicemente chiacchierando con chi vi abita. L’ultima volta che i miei figli hanno vissuto un’esperienza del genere è stato esaltante, perché finalmente hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino quei protagonisti della natura che spesso hanno visto solo sulle pagine di un libro o in un cartone animato, come gli animali da cortile. Ho goduto nel vederli apprendere di come funziona un frantoio, come si cura l’ambiente della cantina, come fare il pane e produrre il formaggio. Ma, di contro, se analizziamo il fenomeno da un punto strettamente turistico/economico salta subito all’occhio la deleteria tendenza ad omologare tali strutture alle nostre vituperate abitudini, così nascono sempre di più luoghi dotati di ogni comfort che sviano dalla diver-

sità che invece dovrebbero farvi incontrare. Il contadino che c’è in me, sa bene che la fatica e il sudore e molto spesso il declino dell’architettura delle strutture sono parte fondamentale della mia amata campagna nolana. Nietzsche proclamava il ritorno alla terra in opposizione al cielo, che indicava come il luogo dell’ingannevole illusione soprannaturale. Ma io sono il testimone, vivente e non smentibile, che esso più di altri avvicina l’essere umano al trascendente, anche se non in modo così immediato. Ricordo ancora con passione, quando ho percorso la via Francigena da Genova a Roma, mi trovava su una strada sterrata in aperta cam-

pagna, nella zona di Lucca, camminavo tra campi di grano e lunghi filari di vigneti e ne ricevevo forti sensazioni ed emozioni ma, di per sé, nulla di più. Dopo ore di cammino mi sono accorto di non aver ancora alzato o abbassato lo sguardo sulle spighe bionde e rigonfie o sugli accennati grappoli di uva, i miei pensieri avevano preso il sopravvento e continuato il loro corso e così mi sono trascinato dietro il mio lavoro, piuttosto che quella situazione irrisolta con i compagni di calcetto. Capisco non è facile staccare la spina e immergersi nella realtà altra che sto attraversando. Ascoltare il silenzio della campagna toscana, il prato, il bosco in lontananza è alquanto arduo. So perfettamente cosa

fare, ho bisogno di rieducarmi alla bellezza della campagna, non viverla soltanto come luogo estetico o il posto delle agognate grandi abbuffate debitamente innaffiate, occorre rallentare sempre di più. E’vero siete in continua lotta con il tempo ed escogitate mille astuzie tecnologiche per governarlo e piegarlo alle vostre esigenze. Comprate i macchinoni per giungere alla meta sognata nel più breve lasso di tempo e per fare più in fretta non vi incontrate più di persona, ma vi mandate messaggi. Bla bla bla, sono tutti sedativi, il tempo il vostro tempo non si cura di voi prosegue e si consuma. L’industrializzazione dell’agricoltura ha provato, forse riuscendoci, ad imprimere alla terra i pro-

pri ritmi. La tentazione di far timbrare il cartellino a vacche e peperoni è dietro l’angolo, sapete bene che è una tentazione che alla lunga non premia. Non temete non sono ne un ingenuo, ne un naturista… mi vergogno in tenuta adamitica… è sensato pensare che per il turista/cittadino che si accosta alla campagna, è indispensabile imparare che è questo il luogo dove si riscoprono tempi che si credevano smarriti: tempo per respirare, tempo per ascoltare. Tra i miei ricordi ci sono gli alberi di albicocche che zio Felice a Cicala aveva nel suo podere. Ai miei occhi sembrava non finire mai il tempo del raccolto e i suoi frutti gialli, enormi e dolcissimi, cascavano a terra come doni del cielo. Gli alberi possiamo anche dire che, in un certo qual modo, rimandano a Dio. Ma, continuando nella narrazione del mio viaggio sono arrivato a Lucca, ecco scopro la mia campagna, perché inizio a pregare, ho travato ristoro per il corpo, rimedio allo stress e mi godo i grandi spazi aperti, il tempo a misura d’uomo, gli alberi e gli animali… tutti i simboli e richiami per incontrare Dio. Osservando la natura riscopro furente dentro di me la saggezza che sa distinguere le cose che contano da quelle che passano. I fiori di campo mi restituiscono la libertà delle cose del mondo, quella libertà che spinse san Francesco d’Assisi a restituire al padre le ricche vesti, per seguire le rondini del


Il 22 e il 23 settembre 2018 tornano nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2018). Il tema dell’edizione di quest’anno è: “L’Arte di condividere”. Saranno organizzate per l’occasione alcune visite guidate e iniziative speciali. Sono previste aperture di luoghi abitualmente chiusi al pubblico e aperture straordinarie serali al costo simbolico di 1 euro. Questi gli appuntamenti in Campania: Avellino La memoria della cultura - Visita guidata Aquilonia, Museo etnografico "Beniamino Tartaglia" Il racconto di una società contadina e artigiana nella sua quotidianità umile e dignitosa, concreta e ingegnosa. Il restauro archeologico - Incontro/Presentazione Bisaccia, Museo civico archeologico Laboratorio per conoscere e imparare le varie fasi del restauro di alcuni reperti archeologici con i restauratori Serena Metozzi e Teresa Peluso La Cavillosa – Presentazione/Visita guidata Andretta, Museo della civiltà contadina e artigiana Un evento quasi interamente al femminile che comprende un incontro all’Auditorium e una visita guidata al Museo. Una mostra-omaggio ad Almodovar, aprirà i battenti. Io sono la guida! – La cultura è condivisione Avellino, Museo irpino Il museo come luogo di incontro interculturale. Nell’ambito della due giorni un gruppo di giovani “guide per un giorno” di differenti nazionalità accoglieranno e guideranno i visitatori all’interno della Sezione Risorgimentale del Museo. Benevento Le immagini antiche di Montevergine - mostra iconografica Mercogliano, Biblioteca Statale del Monumento nazionale Benevento “CIBUS, a tavola per condividere” – Visita guidata Benevento, Museo del Sannio Giornate del Patrimonio a Sant'Agata de' Goti – Rievocazione, itinerari naturalistici e visita guidata Sant'Agata de' Goti, Chiesa di San Francesco Caserta Il Teatro ritrovato - Convegno/Escursione Pietravairano, Municipio In calendario il convegno “Il Teatro ritrovato. Per la valorizzazione del complesso archeologico del Monte San Nicola”. Domenica 23 settembre è prevista un’escursione nell’area di Pietravairano con alcune esibizioni artistiche. Capua apre all’Europa i monumenti nascosti Capua, Chiesa di San Salvatore a Corte Con il Touring Club Italiano sarà possibile effettuare un tour e godere delle bellezze storico architettoniche della città. Sono previste performance di poesie e musica dal vivo.

quale il visitatore ha la possibilità di compiere un viaggio nel tempo immergendosi in una realtà parallela e virtuale ai tempi della terribile eruzione del Vesuvio datata 79 d.C. Le collezioni private: dalle dimore ai musei - Incontro Napoli, Palazzo Donn'Anna la Fondazione De Felice apre le porte del Teatro di Palazzo Donn'Anna. Sotto lo spazio "condiviso" delle volte barocche del Teatro si snoderà il racconto su " Le collezioni private: dalle dimore ai musei". Pagine di musica barocca, eseguita da giovani talenti partenopei, accompagneranno le conversazioni. La chiesa delle anime “pezzentelle” – Visita guidata Napoli, Complesso museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco Nel cuore del centro antico, la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco aprirà i battenti al pubblico. Fluxus. Arte e cinema in flusso continuo – Visita guidata Napoli, Madre - museo d’arte contemporanea Donnaregina Diverse iniziative in programma al Madre. Sabato 22 è prevista una visita tematica alle mostre in corso e alle collezioni. Nessun dorma! – Visita guidata Napoli, Madre - museo d’arte contemporanea Donnaregina Dall’atrio al terrazzo, dalle scale ai cortili, dal primo al secondo piano del museo Madre: una visita che coinvolge i visitatori, esplorando lo spazio-tempo dell’istituzione museale. La Madonna delle ciliegie. Un riposo nella fuga in Egitto Napoli, Certosa e Museo di San Martino In occasione delle Giornate Europee, verrà pubblicato e presentato il quaderno della mostra iconografica “La Madonna delle ciliegie. Un riposo nella fuga in Egitto” che si è svolta lo scorso inverno alla Certosa. Pietrarsa in famiglia – Visita guidata Napoli, Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa Il Museo di Pietrarsa propone “Pietrarsa in famiglia”, un’offerta speciale per tutti i nuclei familiari composti da due adulti e due bambini: un biglietto ridotto che permetterà di visitare uno dei più suggestivi musei presenti sul territorio italiano. Un affascinante viaggio nel tempo tra le locomotive e i treni che hanno unito l’Italia dal 1839 ai nostri giorni. Sulle tracce dei santi patroni veri e presunti – Visita guidata Pozzuoli, Museo diocesano La bellezza da condividere del Parco archeologico Ercolano, Parco archeologico Il Parco offre ai visitatori la magia dei suoi paesaggi notturni con la scenografia di protagonisti quali il Vesuvio a Est, Capri, il Golfo e Napoli a Est e Nord, con visite guidate ai monumenti da parte del personale del sito dalle 20 alle 23. Conferenza: “L’architettura e le arti” con Peter Greenaway Napoli, Museo archeologico nazionale di Napoli Introducono il Direttore Paolo Giulierini e il professore Uberto Siola

Il Museo della seta – Visita guidata Caserta, Complesso monumentale del Belvedere di San Leucio All’interno del Complesso, sarà possibile visitare il Museo della seta, che contiene tutti i macchinari e attrezzature dell’epoca utilizzate nelle fasi della lavorazione serica.

Passeggiate musicali napoletane - Concerto Napoli, Biblioteca Universitaria di Napoli Nell’ambito del Festival “Spinacorona. Passeggiate musicali napoletane”, la Biblioteca ospiterà il concerto del trio strumentale: Susanna Bertuccioli, arpa; Simonide Braconi, viola; Marco Zoni, flauto.

Napoli L'Arte di condividere: apertura straordinaria Napoli, Biblioteca nazionale "Vittorio Emanuele III" Sarà possibile visitare le sale monumentali che ospitano le storiche collezioni librarie. In esposizione pregiati documenti, manoscritti, edizioni a stampa, incisioni di grande interesse. Performance teatrali.

Il Teatro e il Museo Memus – Visita guidata Napoli, Teatro San Carlo Sono in programma visite guidate per ammirare la bellezza del Taetro San Carlo, il Teatro d’Opera più antico d’Europa e del museo MEMUS: luogo di memoria e innovazione, dove è in corso la mostra “Rossini, furore napoletano”.

Insula del Duomo – Visita guidata/mostra Nola, Museo diocesano di Nola Sarà possibile visitare la fabbrica più importante della città, tra i sottotetti, il campanile e altri luoghi solitamente inaccessibili. Nell’occasione, inoltre, sarà inaugurata la mostra “Il Mosaico dell’aquila: da Nola a Capua/da Capua a Nola”. MAV: il reale e l’immaginario – Visita guidata Ercolano, MAV - Museo Archeologico Virtuale Visita guidata al Mav, un museo tecnologico in 5D, nel

Napoli, Museo archeologico nazionale di Napoli Che cosa sono i metalli e qual’è la loro origine? Le miniere dai tempi antichi ai giorni nostri – Incontro Napoli, Museo archeologico nazionale di Napoli Il Museo archeologico ospiterà un interessante convegno dedicato all’evoluzione della ricerca mineraria dall’antichità ai giorni nostri e all’importanza dei vari tipi di metalli per l’umanità. L'Arte di condividere, a Capodimonte - Visita guidata Napoli, Museo di Capodimonte Sabato 22 settembre è prevista un’apertura straordinaria a 1 euro con visite guidate gratuite a cura dei Servizi Educativi del Museo, con performance teatrali e musicali nelle sale del Museo a cura dell'Associazione MusiCapodimonte Dall'antica Neapolis alla Napoli post bellica – Tour guidato Napoli, Area archeologica del Complesso di San Lorenzo Maggiore Un Museo da Favola – Incontri fantastici e percorsi itineranti Napoli, Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa Grandi e piccini sono invitati a scoprire la storia dei treni e delle Ferrovie attraverso percorsi guidati che conciliano il piacere della conoscenza con il fascino della narrazione di favole. Mostra: Pompei e Ercolano: visioni di una scoperta Napoli, Museo archeologico nazionale Visita guidata a cura di Caterina Martucci Alessandro Farnese il condottiero – Visita guidata Napoli, Museo archeologico nazionale a cura di Assunta Iengo Salerno Le collezioni del museo - Apertura straordinaria Teggiano, Museo diocesano "San Pietro" Il museo diocesano “San Pietro” che ospita una collezione di dipinti, sculture ed oggetti liturgici, riguardanti il patrimonio mobile ecclesiastico diocesano, apre le porte ai visitatori. Culture e tradizioni nel Vallo di Diano – Incontro/ Visite guidate Sala Consilina, Cappella San Giuseppe Un ciclo di approfondimenti storici a cura dell'Associazione Torquato Tasso che organizza una serie di visite guidate per ammirare il patrimonio culturale presente sul territorio. La “Psyché” dei popoli – Visita guidata Salerno, Museo archeologico provinciale Attraverso una visita guidata con il dottor Achille Mazzeo si andrà alla scoperta dei miti, delle credenze e delle usanze degli antichi. Il silenzio - valore territoriale del Cilento – Visita guidata Perdifumo, Museo vichiano Un affascinante percorso sensoriale nei luoghi vichiani attraverso la condivisione del silenzio e l’ascolto della musica del ‘600 creando degli intervalli, delle pause tra il suono della musica ed il suono del silenzio. Il Complesso Monumentale della Santissima Pietà – Apertura/Mostra Teggiano, Complesso Monumentale della Santissima Pietà Il Comune di Teggiano aderisce alle Giornate Europee con l’apertura del dito della SS. Pietà e della mostra d'arte ivi allestita dal titolo "Colori, una parte di noi" con le opere di Pasquale Corvino e Rosa Penna. Arte e Paesaggi nel Cilento Antico – Apertura/Visita guidata Agropoli, Museo Acropolis Il museo della Fondazione Giambattista Vico apre i battenti per uno speciale dedicato al pittore cilentano Paolo De Matteis.

I laboratorio per famiglie sugli orologi solari – Visita guidata Napoli, Museo archeologico nazionale di Napoli Con l’aiuto di plastici che riproducono antichi orologi solari orizzontali, verticali e conici, accompagnati da racconti illustrati, impareremo a leggere le ore del sole in compagnia di Augusto, Papa Gregorio e tanti altri personaggi.

Viaggio dalla preistoria al contemporaneo – Itinerario Salerno, Museo archeologico provinciale Domenica 23, al Museo Archeologico provinciale, si realizzerà un percorso per bambini alla scoperta delle antiche pitture rupestri fino ad arrivare alla moderna Street Art. In calendario anche dei laboratori didattici.

I soffitti del Mann tra arte e storia – Visita guidata Napoli, Museo archeologico nazionale di Napoli a cura di Elena Camerlingo

Visita alla Pinacoteca Salerno, Pinacoteca provinciale Domenica 23 è in programma una visita guidata nella quale si analizzeranno i quadri non dal punto di vista tecnico ma del significato e dei simboli.

Il laboratorio di restauro del MANN – Visita guidata


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