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Guida ArcobaLeo 1

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GUIDA PER L’INSEGNANTE 1

NUOVE INDICAZIONI 2025

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto n. 221 del 9 dicembre 2025 vengono introdotte le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

A una prima lettura sembra non venir meno l’impianto complessivo delle Indicazioni 2012: la centralità dello studente, la didattica per competenze, l’idea di scuola come ambiente di apprendimento attivo, la definizione del profilo dello studente. Viene inoltre sottolineata la centralità della persona e l’alleanza educativa tra la scuola e la famiglia.

Le nuove Indicazioni sembrano voler rendere più visibile, più osservabile, più documentabile ciò che gli alunni devono saper fare. Gli obiettivi risultano più esplicitati, le richieste più definite, le competenze maggiormente ancorate a evidenze concrete.

Una lettura più approfondita rivela, altresì, un deciso cambiamento che emerge già nella premessa PERSONA – SCUOLA – FAMIGLIA, che restituisce l’idea di scuola sottesa all’intero documento e che si coglie già nella diversa formulazione del capitolo che nelle Indicazioni 2012 era denominato CULTURA, SCUOLA, PERSONA.

In quasi tutte le discipline si nota una maggiore formalizzazione. In Italiano emerge una più netta attenzione alla competenza argomentativa e alla consapevolezza linguistica, con un’attenzione specifica alla memorizzazione poetica, al riassunto e alla calligrafia. In Matematica si osserva una sistematizzazione più evidente dei processi e delle rappresentazioni. In Tecnologia appare un salto deciso verso la dimensione digitale e progettuale. In Educazione motoria si rileva una valorizzazione più esplicita della dimensione sociale e civica del movimento, riconoscendone il ruolo fondamentale nella formazione globale delle alunne e degli alunni.

In alcune discipline – in particolare la Storia – non si tratta soltanto di una maggiore chiarezza, ma di una vera anticipazione disciplinare. Là dove le Indicazioni 2012 costruivano con lentezza la coscienza temporale a partire dall’esperienza vissuta, le nuove Indicazioni sembrano avviare prima la formalizzazione della disciplina. Non viene negata la gradualità, ma viene compressa. Non viene eliminato il percorso dal tempo personale al tempo storico, ma viene accelerato, ponendo al tempo stesso, fin dalle prime classi, la costruzione dell’identità nazionale.

Le Indicazioni 2025 mantengono la prospettiva delle competenze, ribadiscono la centralità del laboratorio, insistono su cittadinanza, sostenibilità, digitale, sull’uso critico delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Tuttavia spostano

l’attenzione dal primato del processo al primato dell’evidenza del risultato. Si passa, in qualche modo, da una fiducia nella maturazione progressiva a una richiesta di maggiore visibilità dell’apprendimento.

Il rischio da evitare è quello di cadere nel nozionismo, anche se, in premessa, le stesse Indicazioni 2025, nel paragrafo intitolato Non multa, sed multum, esplicitano chiaramente che:

«Non occorre insegnare tante cose (di italiano, di arte, di musica, di matematica, di tecnologia ecc.) non sempre comprese dagli studenti, ma poche ed essenziali conoscenze, approfondite in aula con grande accuratezza e dovizia di esperienze di apprendimento».

La scuola che emerge è una scuola più consapevole della necessità di rendere conto, più attenta alla documentazione, più connessa alle trasformazioni sociali e tecnologiche. È una scuola che prova a tenere insieme formazione della persona e richieste di competenza e che pone l’accento sul ruolo del docente come magister.

La sfida, però, non è nel testo. È nell’interpretazione professionale e didattica.

Le Indicazioni non determinano automaticamente la didattica: offrono un quadro. Sta alle scuole elaborare il proprio curricolo di Istituto. Sta alla competenza del docente evitare che la maggiore esplicitazione si trasformi in anticipazione forzata. Sta ai docenti custodire la gradualità dello sviluppo cognitivo dentro un impianto più formalizzato, per fare in modo che la precisione degli obiettivi non riduca la ricchezza dell’esperienza.

La domanda non è se le Indicazioni 2025 siano migliori o peggiori delle precedenti. La domanda è un’altra: come possiamo abitare questo nuovo testo senza perdere la profondità pedagogica costruita negli anni?

Se sapremo leggere le Indicazioni 2025 non come un vincolo, ma come uno strumento, nell’ambito dell’autonomia organizzativa e didattica riconosciuta alla scuola e nel rispetto dei traguardi comuni aventi carattere di prescrittività a garanzia dell’unitarietà del sistema nazionale di educazione e di istruzione, allora esse potranno diventare un’occasione di riflessione professionale. Se invece le interpreteremo solo come elenco di obiettivi da raggiungere, rischieremo di smarrire quella lentezza educativa che è la condizione stessa dell’apprendimento autentico.

Ed è questa la sfida che la scuola e i docenti sono chiamati oggi ad affrontare.

INDICAZIONI A CONFRONTO

Nelle tabelle seguenti vengono sintetizzati alcuni aspetti generali e alcuni aspetti relativi alle singole discipline, ponendo a confronto le Indicazioni 2012 e le indicazioni 2025.

2012 2025

IMPIANTO CULTURALE

STRUTTURA

Centralità dello sviluppo della persona e del curricolo verticale. Premesse culturali e pedagogiche esplicitate nel capitolo CULTURA, SCUOLA, PERSONA

Competenze chiave – profilo dello studente – traguardi per lo sviluppo delle competenze (prescrittivi) – obiettivi di apprendimento suddivisi per nuclei tematici per ogni disciplina al termine delle classi III e V

Maggiore esplicitazione di competenze e traguardi osservabili. Premesse culturali e pedagogiche esplicitate nel capitolo PERSONA, SCUOLA, FAMIGLIA

Struttura simile ma più analitica: profilo dello studente con le competenze chiave – obiettivi generali del processo formativo per ogni competenza chiave –competenze (per disciplina) attese al termine della classe V – obiettivi specifici di apprendimento (prescrittivi) al termine delle classi III e V con relativi nuclei fondanti – conoscenze

COMPETENZE

VALUTAZIONE

INCLUSIONE

DIGITALE

EDUCAZIONI TRASVERSALI

LINGUAGGIO DEL TESTO

Competenze chiave europee

Orientata a processi e competenze

Forte attenzione

Presente ma marginale

Implicite o diffuse

Narrativo e pedagogico

Più esplicito allineamento alle competenze UE aggiornate

La valutazione: un atto di valorizzazione

Confermata e ampliata (personalizzazione, BES, contesti)

Rafforzato: cittadinanza digitale e uso consapevole delle tecnologie

Più esplicite: cittadinanza, sostenibilità, affettività

Più prescrittivo e operativo

ITALIANO (lingua e letteratura)

Cosa resta invariato Cosa cambia

Finalità della disciplina

Oralità

Lettura

Scrittura

Riflessione linguistica

Centralità della competenza comunicativa e della lingua come strumento di pensiero

Conversazione e ascolto attivo

Comprensione del testo

Maggiore enfasi sulla competenza argomentativa e critica

Più strutturazione dell’interazione e della discussione. Memorizzazione di poesie

Maggiore attenzione a inferenze, pensiero critico, testi complessi

Produzione di testi vari Focus su argomentazione e pensiero critico – scrittura come “forma del pensare” e riassunto. Attenzione alla calligrafia

Centralità della grammatica implicita e funzionale

Testi digitali Presenza marginale

LINGUA INGLESE

Finalità della disciplina

Oralità

Lessico

Strutture linguistiche

Contesto comunicativo

Cultura

Più uso consapevole

Literacy digitale esplicitata

Cosa resta invariato Cosa cambia

Sviluppo della competenza comunicativa di base

Centralità dell’ascolto e della produzione orale

Acquisizione graduale di vocaboli legati all’esperienza

Introduzione implicita e contestualizzata

Situazioni quotidiane e familiari

Avvio alla dimensione interculturale

Maggiore enfasi sull’uso funzionale e situato della lingua – accento sulla competenza multilinguistica

Interazioni più strutturate e non –solo riproduttive

Maggiore sistematicità nell’ampliamento lessicale

Maggiore esplicitazione delle strutture e consapevolezza metalinguistica

Maggiore apertura a contesti reali e interculturali

Più integrazione della cittadinanza globale

STORIA

Finalità della disciplina

Cosa resta invariato

Formazione del senso del tempo e della memoria

Centralità del tempo Tempo come asse portante

Narrazione

Uso delle fonti

Gradualità

Ripartizione cronologica

Presenza delle fonti come elemento metodologico

Contenuti storici

Progressione: tempo personale - familiare - storico

Cosa cambia

Maggiore enfasi sulla competenza disciplinare storica – disciplina orientata in senso identitario ed eurocentrico

Introduzione più precoce del tempo storico organizzato

Narrazione orientata alla ricostruzione storica

Anticipazione della classificazione e analisi sistematica delle fonti – meno uso critico delle fonti e orientamento verso pratiche trasmissive e contenutistiche

Progressione accelerata verso la storia come disciplina

Cambia la ripartizione per le classi III – IV – V

Contenuti finalizzati alla costruzione di appartenenza nazionale nelle classi I e II. Più contenuti in classe III. Classi IV e V: estensione dell’arco temporale

GEOGRAFIA

Finalità della disciplina

Spazio vissuto

Carte e rappresentazioni

Ambiente

Cosa resta invariato Cosa cambia

Orientamento nello spazio Maggiore lettura sistemica del territorio

Centralità dell’esperienza

Più precoce apertura alla dimensione globale

Uso progressivo delle mappe Maggiore formalizzazione dei linguaggi cartografici – accento sull’osservazione diretta

Relazione uomo-territorio

Cittadinanza Dimensione implicita

Forte integrazione alla sostenibilità e alla consapevolezza degli effetti del cambiamento climatico

Più esplicita e strutturata

Istruzione integrata matematico-scientifico-tecnologica (per superare la frammentarietà dei saperi).

STEM

“L’istruzione ed educazione matematica, scientifica e tecnologica, arricchite da un approccio integrato e interdisciplinare, rappresentano una risorsa strategica per perseguire l’obiettivo di formare cittadini in grado di leggere e orientarsi nella complessità e di progettare il futuro”.

MATEMATICA

Cosa resta invariato Cosa cambia

Finalità Problem solving centrale

Numero

Spazio e figure

Dati e previsioni

Strategie

Modellizzazione

Costruzione del senso del numero

Esperienza concreta e manipolativa

Introduzione alla statistica

Valorizzazione dei procedimenti personali

Presente implicitamente

Nuclei

Maggiore formalizzazione dei processi

Anticipazione di strutture e rappresentazioni più astratte

Maggiore sistematizzazione del linguaggio geometrico

Più enfasi su analisi, dati e interpretazione

Richiesta più esplicita di confronto tra strategie

Esplicitata come competenza, come processo per tradurre un problema in un modello

Introduzione del nucleo “Informatica”, come avvio al pensiero computazionale e valorizzazione dell’errore come occasione per rafforzare strategie metacognitive

SCIENZE

Cosa resta invariato Cosa cambia

Approccio investigativo

Finalità

Metodo Osservazione ed esperienza diretta

Laboratorio e sperimentazione

Maggiore attenzione a competenze scientifiche formalizzate

Strutturazione più esplicita del metodo scientifico

Esperienza

Ambiente

Corpo e salute

Linguaggio scientifico

Nuclei

Studio del mondo naturale

Educazione scientifica di base

Introduzione graduale

Più documentazione e verbalizzazione dei processi –più interdisciplinarietà

Forte integrazione della sostenibilità, più educazione ambientale

Più connessione con salute, benessere e cittadinanza

Maggiore precisione terminologica anticipata

Ampliamento dei nuclei tematici e relativi OSA (espansione di fisica e chimica)

TECNOLOGIA

Cosa resta invariato Cosa cambia

Sviluppo del pensiero tecnico e operativo

Finalità della disciplina

Manipolazione

Progettazione

Strumenti

Digitale

Educazione tecnologica

Centralità dell’esperienza concreta

Realizzazione di oggetti semplici

Uso consapevole di strumenti e materiali

Introduzione di strumenti digitali di base

Comprensione del mondo artificiale

Maggiore connessione con competenze digitali e problem solving; integrazione con l’informatica. Il focus è la progettazione e la gestione di sistemi

Più integrazione tra manualità e progettazione

Maggiore esplicitazione del processo progettuale

Più attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità

Integrazione più strutturata delle competenze digitali Aggiunta del nucleo Informatica

Più connessione con cittadinanza digitale (consapevolezza critica) e ambientale

MUSICA

Finalità

Cosa resta invariato Cosa cambia

Educazione all’ascolto, all’espressione e alla partecipazione musicale

Ascolto Esperienza sonora diretta

Canto e ritmo

Produzione

Linguaggio musicale

Cultura musicale

Introduzione graduale

Esperienza culturale

ARTE E IMMAGINE

Finalità

Espressività

Fruizione

Tecniche

Digitale

Maggiore valorizzazione della musica come linguaggio strutturato e patrimonio culturale

Maggiore analisi e classificazione

Maggiore consapevolezza strutturale

Maggiore formalizzazione

Più valorizzazione del patrimonio

Cosa resta invariato Cosa cambia

Sviluppo della capacità espressiva e della sensibilità estetica

Centralità della produzione personale

Osservazione dell’opera

Esperienza laboratoriale

Presenza limitata

Maggiore enfasi sulla consapevolezza dei linguaggi visivi e sul patrimonio culturale

Maggiore attenzione alla consapevolezza dei linguaggi –più connessioni interdisciplinari

Più analisi guidata del patrimonio culturale

Maggiore sistematicità nelle tecniche

Integrazione dei linguaggi visivi digitali

EDUCAZIONE MOTORIA

Cosa resta invariato Cosa cambia

Finalità della disciplina

Corpo e schema corporeo

Coordinazione e abilità motorie

Gioco

Regole

Salute e benessere

Dimensione relazionale

Sviluppo armonico della persona attraverso il movimento

Consolidamento degli schemi motori di base

Sviluppo progressivo delle capacità motorie

Centralità del gioco motorio

Interiorizzazione delle regole attraverso l’esperienza

Educazione a stili di vita sani

Maggiore esplicitazione del valore formativo e sociale dello sport

Più attenzione alla consapevolezza corporea e all’autovalutazione

Maggiore sistematicità nella progressione delle abilità

Maggiore valorizzazione del gioco-sport strutturato

Più enfasi su fair play, responsabilità e cittadinanza attiva

Maggiore integrazione con educazione alla salute e prevenzione

Collaborazione e rispetto

Più esplicitazione delle competenze sociali e inclusive

RIFERIMENTI NORMATIVI PER IL CURRICOLO

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto n. 221 del 9 dicembre 2025, vengono introdotte nella scuola italiana le nuove “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”.

Pertanto, dall’anno scolastico 2026/2027, le nuove Indicazioni nazionali saranno in vigore nelle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado; di conseguenza le scuole dovranno procedere in prima attuazione e con gradualità alla rielaborazione del curricolo d’Istituto.

1. Idea di scuola

Dalle nuove Indicazioni emerge un’idea di scuola in cui la persona è il centro dell’azione educativa. L’alunno è considerato nella sua interezza: non solo come soggetto cognitivo, ma come individuo che cresce nelle dimensioni affettive, relazionali, etiche e sociali. La scuola diventa così il luogo in cui ciascuno costruisce la propria identità, impara a stare in relazione con gli altri e a partecipare alla vita della comunità.

Questa scuola non è isolata, ma si configura come comunità educante, inserita in una rete di relazioni che coinvolge famiglia, territorio e altri soggetti sociali. L’educazione è vista come un processo condiviso, che richiede una alleanza stabile tra scuola e famiglia, fondata su fiducia, dialogo e corresponsabilità.

Allo stesso tempo, la scuola si presenta come presidio di un nuovo umanesimo, capace di integrare saperi umanistici, scientifici e tecnologici per promuovere lo sviluppo delle competenze e dei talenti di tutti. Il talento non è privilegio di pochi, ma possibilità diffusa, che può emergere in contesti educativi capaci di valorizzare ogni studente.

In questa prospettiva, la scuola assume anche un compito fondamentale di inclusione ed equità, impegnandosi a rimuovere gli ostacoli che limitano il pieno sviluppo della persona e a garantire pari opportunità di apprendimento. Diventa inoltre luogo in cui si educa alla libertà, al rispetto, alla cittadinanza, preparando gli studenti ad abitare in modo consapevole una realtà complessa, globale e tecnologica.

2. Ruolo del docente: professionista e magister

All’interno di questa visione, il docente assume un ruolo centrale. Non è tanto trasmettitore di saperi, quanto “magister”, cioè guida autorevole capace di orientare il percorso formativo dello studente.

L’autorevolezza del docente non si fonda su una posizione gerarchica, ma sulla sua competenza culturale, pedagogica e relazionale. Egli è chiamato a suscitare il desiderio di apprendere, a dare senso ai contenuti, a diventare punto di riferimento significativo per gli studenti. La relazione educativa diventa quindi elemento essenziale del processo di insegnamento-apprendimento.

Il docente è anche un mediatore: tra lo studente e i saperi, tra scuola e famiglia, tra individuo e comunità. Deve saper leggere i bisogni degli alunni, comprenderne i contesti di provenienza, valorizzarne le differenze e accompagnarli nel percorso di crescita.

A ciò si aggiunge una forte dimensione professionale: il docente opera all’interno di una comunità collegiale, progetta insieme ai colleghi, condivide scelte educative e didattiche, contribuisce alla costruzione di un ambiente scolastico coerente e significativo. La sua libertà di insegnamento si realizza infatti dentro una responsabilità più ampia, che include la personalizzazione dei percorsi e l’impegno per l’inclusione.

In sintesi, il docente è chiamato a essere insieme:

• guida educativa autorevole

• progettista di percorsi e ambienti di apprendimento

• mediatore culturale e relazionale

• professionista riflessivo e collaborativo

3. Implicazioni metodologiche e didattiche

Questa visione di scuola e di docente ha conseguenze sulle pratiche didattiche. Innanzitutto, l’alunno è riconosciuto come soggetto attivo del proprio apprendimento. Pertanto, la didattica non può essere prevalentemente trasmissiva, ma deve diventare attiva, laboratoriale e partecipativa. L’apprendimento si costruisce attraverso esperienze, attività concrete, lavoro cooperativo e situazioni significative che coinvolgono direttamente gli studenti, rendendoli protagonisti.

In questo quadro, il docente è chiamato a progettare ambienti di apprendimento flessibili, capaci di adattarsi ai bisogni della classe: spazi organizzati per attività diverse, laboratori, utilizzo di ambienti esterni, momenti di lavoro individuale e collaborativo. La classe diventa così un contesto dinamico, in cui si apprende facendo, discutendo, esplorando.

Un principio metodologico fondamentale che emerge è quello del “non multa, sed multum”, cioè “non molte cose, ma in profondità”. Questo orientamento invita a superare una didattica centrata sulla quantità dei contenuti per privilegiare la qualità e la significatività degli apprendimenti. Non si tratta di accumulare nozioni, ma di selezionare nuclei essenziali dei saperi e lavorarli in modo approfondito, favorendo comprensione, riflessione e capacità di trasferimento. Per il docente questo significa operare scelte consapevoli nel curricolo, rallentare i ritmi quando necessario, dare spazio alla rielaborazione, alla discussione, alla costruzione del senso.

Strettamente connesso a questo principio è il tema della personalizzazione. La didattica deve adattarsi alle caratteristiche degli alunni, valorizzando le differenze e garantendo a tutti reali opportunità di apprendimento. L’inclusione diventa così un criterio guida dell’azione didattica quotidiana: progettare attività accessibili, diversificare le proposte, utilizzare strategie e strumenti flessibili, affinché ogni studente possa partecipare attivamente.

Grande attenzione è riservata anche alla dimensione relazionale ed emotiva. L’apprendimento non è solo un fatto cognitivo, ma si sviluppa all’interno di relazioni significative. Il docente è quindi chiamato a promuovere esperienze che sviluppino empatia, rispetto, collaborazione, integrando queste dimensioni in tutte le discipline e nella vita quotidiana della classe.

Per quanto riguarda strumenti e linguaggi, emerge la necessità di un uso critico e consapevole delle tecnologie digitali. La scuola non rifiuta il digitale, ma lo integra in modo equilibrato, evitando sia un rifiuto pregiudiziale sia un uso eccessivo e dispersivo. In questo senso, il principio del “non multa, sed multum” richiama anche il rischio di una didattica “multimediale” intesa solo come moltiplicazione di stimoli e strumenti: l’uso delle tecnologie deve essere mirato, intenzionale e guidato dal docente, al servizio della comprensione e non della frammentazione dell’attenzione.

Accanto al digitale, viene ribadita con forza la centralità di pratiche fondamentali come la scrittura, intesa non solo come abilità tecnica, ma come strumento per organizzare il pensiero, riflettere e comprendere. Attività come la riscrittura e il riassunto assumono un valore strategico proprio perché permettono di lavorare in profondità sui contenuti, in coerenza con il principio del “multum”.

Infine, la didattica è chiamata a promuovere autonomia e responsabilità, educando gli studenti alla libertà attraverso l’esperienza concreta delle regole, del confronto e della partecipazione. Le regole non sono semplici vincoli, ma strumenti che aiutano a costruire consapevolezza, senso del limite e rispetto reciproco.

In conclusione

Le Indicazioni richiedono una scuola che formi persone e non solo studenti, e una didattica che non si limiti a trasmettere contenuti, ma che costruisca esperienze di apprendimento significative, inclusive e orientate allo sviluppo integrale della persona

Interdisciplinarità ed educazione civica

È importante riconoscere un ruolo centrale all’interdisciplinarità, indispensabile per superare la frammentazione dei saperi e favorire una visione unitaria della conoscenza. Le discipline mantengono la propria specificità, ma sono chiamate a dialogare tra loro attorno a nuclei tematici, problemi, esperienze e competenze comuni, così da aiutare gli alunni a cogliere connessioni, significati e rapporti con la realtà. In questa prospettiva, il curricolo non si costruisce per giustapposizione di contenuti, ma attraverso percorsi condivisi tra docenti, capaci di integrare conoscenze, abilità e atteggiamenti. L’interdisciplinarità diventa quindi una scelta metodologica coerente con il principio del “non multa, sed multum”: meno contenuti isolati e più approfondimento, riflessione e trasferimento delle conoscenze in contesti significativi. All’interno di questo quadro, l’educazione civica assume una funzione trasversale e unificante. Essa si realizza concretamente attraverso esperienze, comportamenti, regole condivise, partecipazione e riflessione critica. I temi della cittadinanza, della Costituzione, della sostenibilità, del rispetto delle differenze, dell’uso consapevole del digitale e della responsabilità verso sé stessi e gli altri diventano occasioni per costruire percorsi interdisciplinari. In questo modo la scuola non si limita a trasmettere conoscenze, ma educa alla formazione di cittadini consapevoli, autonomi e responsabili, capaci di partecipare attivamente alla vita sociale e democratica.

L’ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO DI SCUOLA

Un dispositivo per ‘pensare’ l’insegnamento

L’organizzazione del curricolo rappresenta un vero e proprio strumento per pensare e progettare l’insegnamento, all’interno dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Le conoscenze sono intese come base indispensabile per lo sviluppo delle competenze previste nel Profilo dello studente.

Il curricolo non è un semplice elenco di contenuti, ma un dispositivo dinamico che le scuole sono chiamate a progettare, realizzare, monitorare e valutare collegialmente, con l’obiettivo di promuovere apprendimenti significativi attraverso i saperi fondamentali. In questo processo assume un ruolo decisivo la professionalità docente, che deve essere solida, riflessiva e fondata sulla collegialità. Il lavoro degli insegnanti non può essere individuale, ma richiede una costruzione condivisa, sostenuta anche da una formazione continua, che includa non solo competenze disciplinari, ma anche relazionali, didattiche e valutative. Ogni scuola è chiamata a elaborare un curricolo verticale di istituto, inserito nel PTOF, coerente con il Profilo dello studente, con gli obiettivi generali del processo formativo, con gli obiettivi specifici di apprendimento e con le competenze disciplinari attese. Tale progettazione avviene nel rispetto dell’autonomia scolastica e in relazione al contesto territoriale. In sintesi, il curricolo diventa uno strumento fondamentale per dare unità, coerenza e intenzionalità all’azione educativa, valorizzando sia i saperi sia lo sviluppo integrale dello studente.

CHECKLIST OPERATIVA PER LA COSTRUZIONE DEL CURRICOLO E PER LA PROGETTAZIONE DIDATTICA

Come sintetizzato nello schema 1, presente nelle Nuove Indicazioni, la progettazione didattica deve tenere in considerazione i seguenti aspetti:

• Il Profilo dello studente e le competenze al termine del Primo Ciclo di istruzione; L’elenco delle competenze è frutto del D.M. n. 14 del 30 gennaio 2024 con integrazioni tratte dalla Raccomandazione Europea 4.6.2018 C 189/11, dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER) e dal DigComp 2.2.

• Gli obiettivi generali del processo formativo per ogni competenza chiave.

• Il senso della disciplina (Perché si studia).

• Le competenze (per disciplina) attese al temine della classe V.

• Gli obiettivi specifici di apprendimento (prescrittivi) al termine delle classi III e V con relativi nuclei fondanti

• Le Conoscenze

• La Valutazione

Schema n. 1

Perché si studia la disciplina

• Contestualizzazione: l'importanza dello studio della disciplina nella formazione integrale dei discenti

• Riferimenti culturali che orientano la progettazione del curricolo

Profilo dello studente con le competenze chiave

Obiettivi specifici di apprendimento, competenze, conoscenze.

Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni (prescrittivi come da D.P.R. 275/1999).

• Competenze attese coerenti rispetto alle competenze chiave - D.M. 14/2024

• Conoscenze

Obiettivi generali del processo formativo (scegliere e adeguare alla realtà della classe di riferimento quegli obiettivi educativi generali che siano ritenuti più pertinenti ad essa)

Perché si studia (il senso della disciplina)

Competenze attese al termine della classe V

LA DISCIPLINA

• Nuclei fondanti

Obiettivi specifici di apprendimento Conoscenze

• • Al termine della classe III (selezionare gli obiettivi per la classe di riferimento)

Al termine della classe V (selezionare gli obiettivi per la classe di riferimento) (selezionare le conoscenze per la classe di riferimento)

Verifica delle conoscenze e valutazione delle competenze

1. PROFILO DELLO STUDENTE E COMPETENZE CHIAVE

“Il profilo descrive, in forma essenziale, le competenze riferite alle discipline di insegnamento e al pieno esercizio della cittadinanza che uno studente/una studentessa dovrebbe dimostrare di possedere al termine del primo ciclo di istruzione”.

Competenze chiave europee:

1. Competenza alfabetica funzionale

2. Competenza multilinguistica

3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria (Nel primo ciclo la competenza di ‘ingegneria’ va intesa come competenza tecnologico-informatica)

4. Competenza digitale

5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare

6. Competenza in materia di cittadinanza

7. Competenza imprenditoriale

8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

Domanda guida: che tipo di persona voglio contribuire a formare?

• Ho chiaro il profilo finale dello studente (autonomo, critico, responsabile, competente)?

• Sto progettando in funzione delle competenze chiave europee, non solo dei contenuti?

• Le mie attività sviluppano: pensiero critico capacità relazionali autonomia cittadinanza attiva

• Sto collegando la mia disciplina alle altre per una visione unitaria del sapere?

Operativamente in classe:

• propongo compiti che richiedono uso integrato di conoscenze e abilità

• favorisco discussione, argomentazione, riflessione

• collego sempre ciò che insegno alla realtà

2. OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO

“Gli obiettivi del processo formativo rappresentano una declinazione operativa delle competenze indicate nel Profilo dello studente al termine del primo ciclo. Organizzati per aree di competenza e articolati per ciascun grado scolastico, essi costituiscono uno strumento fondamentale per guidare l’annuale progettazione educativo-didattica collegiale del consiglio di classe, la formulazione del sintetico giudizio intermedio e finale sul grado di sviluppo della maturazione complessiva dell’alunno, la certificazione delle competenze dell’alunno alla fine di ognuno dei due gradi scolastici.

All’inizio di ogni anno scolastico, per ciascuna delle otto competenze, il team docente sceglierà e adeguerà alla realtà della propria classe quegli obiettivi educativi generali che siano ritenuti più pertinenti ad essa.”

Domanda guida: quale sviluppo della persona sto promuovendo?

• Le mie attività tengono conto di tutte le dimensioni: cognitiva emotiva relazionale etica

• Sto educando a: libertà responsabile rispetto partecipazione

• Creo occasioni per: collaborare scegliere assumersi responsabilità

Operativamente:

• prevedo momenti di confronto e lavoro di gruppo

• valorizzo il punto di vista degli studenti

• costruisco un clima di classe sereno e fiducioso

3. COMPETENZE DISCIPLINARI ATTESE AL TERMNE DELLA CLASSE V

Domanda guida: quali competenze voglio che gli alunni dimostrino al termine del percorso?

• Sto progettando a partire dalle competenze attese, non dagli argomenti?

• Le attività che propongo permettono agli alunni di: usare ciò che sanno trasferire conoscenze in contesti nuovi risolvere problemi

• Sto prevedendo compiti autentici?

Operativamente:

• costruisco prove che richiedano applicazione e non solo ripetizione

• utilizzo situazioni reali o verosimili

• osservo come gli alunni utilizzano ciò che apprendono

4. OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (CLASSI III E V)

Domanda guida: cosa devono sapere e saper fare passo dopo passo?

• Ho individuato con chiarezza gli obiettivi prescrittivi?

• Sto lavorando sui nuclei fondanti della disciplina (e non su contenuti marginali)?

• Sto applicando il principio del “non multa, sed multum”?

• Evito: sovraccarico di contenuti frammentazione superficialità

• Favorisco: comprensione profonda rielaborazione connessioni tra saperi

Operativamente:

• seleziono pochi contenuti essenziali

• dedico tempo alla spiegazione, esercitazione, riflessione

• uso strategie come: riassunto riscrittura

discussione guidata

5. CONOSCENZE

Domanda guida: quali contenuti sono davvero necessari?

• Le conoscenze che propongo sono: essenziali significative coerenti con gli obiettivi

• Sono funzionali allo sviluppo di competenze (non fini a se stesse)?

• Le collego a: esperienze concrete contesti reali altre discipline

Operativamente:

• evito elenchi nozionistici

• costruisco mappe, schemi, quadri di sintesi

• aiuto gli alunni a organizzare il sapere

6. METODOLOGIA, DIDATTICA E PRINCIPIO “NON MULTA SED MULTUM”

Domanda guida: come insegno?

• Utilizzo una didattica: attiva laboratoriale cooperativa

• Gli studenti sono: coinvolti partecipi responsabili

• Alterno: spiegazione attività pratica riflessione

• Evito l’effetto “tutto e subito” e il sovraccarico?

Operativamente:

• lavori di gruppo

• problem solving

• attività laboratoriali

• uso di diversi linguaggi (verbale, grafico, corporeo)

7. INCLUSIONE E PERSONALIZZAZIONE

Domanda guida: sto permettendo a tutti di apprendere?

• Le attività sono accessibili a tutti?

Prevedo: livelli diversi di difficoltà strumenti compensativi modalità diversificate

• Valorizzo le differenze come risorsa?

Operativamente:

• differenzio consegne e materiali

• uso immagini, schemi, supporti

• favorisco il lavoro cooperativo

8. TECNOLOGIE

Domanda guida: come uso il digitale?

• Uso le tecnologie in modo: intenzionale critico non dispersivo

• Le tecnologie aiutano davvero a capire meglio?

Operativamente:

• uso pochi strumenti ma bene

• alterno digitale e attività concrete (scrittura a mano, lettura)

• mantengo il controllo didattico come docente

9. VALUTAZIONE: un atto di valorizzazione

La valutazione, nelle nuove Indicazioni, assume un significato profondamente rinnovato: non è intesa come semplice misurazione degli apprendimenti, ma come un atto educativo di valorizzazione della persona. Essa accompagna lo studente nel suo percorso di crescita, contribuendo alla costruzione della sua identità e alla consapevolezza delle proprie potenzialità.

In questa prospettiva, la valutazione non si limita a rilevare ciò che l’alunno sa o sa fare, ma diventa uno strumento capace di mettere in luce progressi, difficoltà e possibilità di sviluppo, promuovendo anche l’autovalutazione. Si configura quindi come parte integrante del processo di insegnamento-apprendimento, e non come momento separato o conclusivo.

Un elemento centrale è la distinzione tra valutazione formativa e valutazione sommativa La prima, continua e in itinere, ha la funzione di orientare e sostenere l’apprendimento attraverso il feedback, permettendo allo studente di migliorare e al docente di regolare la propria didattica. La seconda interviene invece al termine di un percorso per restituire un quadro complessivo delle competenze e delle conoscenze acquisite. Tuttavia, il documento sottolinea con forza la necessità di superare una visione esclusivamente sommativa e selettiva, privilegiando una valutazione che valorizzi il processo e non solo il risultato.

La valutazione si articola in diverse forme — iniziale, diagnostica, formativa, finale, autovalutativa e metacognitiva — tutte finalizzate a cogliere l’apprendimento nel suo divenire. In questo senso, assume particolare importanza la dimensione metacognitiva, che aiuta gli studenti a riflettere sui propri punti di forza e sulle aree di miglioramento, sviluppando consapevolezza e autonomia.

Dal punto di vista didattico, diventa fondamentale valutare non solo le conoscenze, ma soprattutto le competenze, intese come capacità di utilizzare saperi, abilità e atteggiamenti in contesti significativi. Ciò richiede di tradurre gli obiettivi di apprendimento in prove concrete e osservabili, con criteri chiari, capaci di distinguere tra conoscenze superficiali e comprensioni profonde.

Un ruolo decisivo è svolto dall’osservazione sistematica e dalla documentazione, che permettono di raccogliere dati significativi sul percorso degli alunni. L’uso di strumenti come rubriche, griglie e indicatori rende la valutazione più trasparente, condivisa e fondata su criteri espliciti.

La valutazione, inoltre, non è un atto individuale, ma un processo collegiale: il confronto tra docenti consente di costruire criteri comuni, garantendo coerenza ed equità. Allo stesso tempo, essa deve essere comunicata in modo chiaro alle famiglie, evitando appesantimenti burocratici e favorendo una reale comprensione del percorso dello studente.

Infine, la certificazione delle competenze rappresenta il momento di sintesi del percorso formativo, ma non si riduce a un atto formale: essa restituisce un’immagine complessiva dello studente e contribuisce a orientarlo verso il futuro.

Il docente deve quindi prevedere verifiche delle conoscenze (sempre in funzione formativa) e valutazione delle competenze, prevedendo compiti di realtà e compiti autentici.

In sintesi, la valutazione diventa uno strumento fondamentale per promuovere l’apprendimento, sostenere la crescita personale e migliorare la didattica, in una logica di accompagnamento continuo e di valorizzazione di ogni studente.

Domanda guida: cosa e come valuto?

• Valuto: competenze (non solo conoscenze) processi (non solo risultati)

• Uso la valutazione per: orientare migliorare motivare

Operativamente:

• prove oggettive per le verifiche disciplinari (es: test vero-falso; test a scelta multipla; test con risposte aperte; testi da completare, ecc.)

• prove per valutare le competenze: compiti di realtà – compiti autentici e relative rubriche di valutazione

• eterovalutazione: osservazioni sistematiche

• autovalutazione

• feedback formativi

ITALIANO (lingua e letteratura)

Perché si studia

Lingua

Studiare l’italiano significa comprendere e valorizzare i meccanismi che regolano il funzionamento della lingua, ponendo l’attenzione sulle regole e sulla sintassi, e distinguendo questo approccio da una didattica che considera la lingua solo come fenomeno spontaneo. Il linguaggio costituisce il primo strumento di comunicazione e di accesso alla conoscenza: permette di esplorare il mondo, organizzare il pensiero e riflettere sull’esperienza e sul sapere tramandato di generazione in generazione. La scuola ha il compito di valorizzare questo patrimonio, con particolare attenzione alla lingua scritta, trasmettendola nelle forme riconosciute come legittime dalla comunità colta e sottolineando il valore dell’adeguatezza linguistica, che è insieme un vantaggio per chi comunica e un dovere sociale verso gli altri. Fin dai primi anni della scuola primaria si acquisiscono gli strumenti dell’alfabetizzazione di base, necessari per leggere e scrivere correttamente, e successivamente si avvia il percorso verso l’alfabetizzazione funzionale, con particolare attenzione alla competenza metalinguistica e alla grammatica come insieme di regole da usare per adattare la lingua alle diverse situazioni comunicative, sia scritte sia orali. L’ortografia va consolidata in modo sicuro e naturale, così come la scrittura in corsivo, mentre esercizi di riassunto e la memorizzazione di poesie aiutano gli studenti a riportare concetti essenziali, organizzare le informazioni in modo logico, sviluppare memoria, attenzione, concentrazione e sensibilità linguistica. Attraverso attività di ricezione, produzione, interazione e mediazione, la scuola promuove la competenza e la consapevolezza dell’importanza dell’adeguatezza linguistica e formale in contesti diversi, operando in modo trasversale in tutte le discipline.

Letteratura

L’insegnamento della letteratura nel primo ciclo scolastico ha come obiettivo principale far prendere gusto alla lettura e fornire agli studenti strumenti per conoscere meglio sé stessi e il mondo. Al centro dell’apprendimento ci sono i testi, sui quali gli studenti sviluppano capacità di comprensione e interpretazione. La letteratura permette di entrare in contatto con i pensieri, le emozioni e i desideri degli autori del passato, aiutando a riconoscere un’umanità comune e a non sentirsi soli nel proprio percorso di crescita. Leggere testi del patrimonio letterario italiano e straniero, selezionati in base al livello di maturità degli studenti, stimola la discussione, il confronto di punti di vista e la formulazione di ipotesi interpretative. La letteratura non è un oggetto statico da contemplare, ma una realtà viva che si trasforma a seconda di chi la legge: a scuola, gli studenti, guidati dall’insegnante, diventano parte attiva di questa lettura critica, discutendo e approfondendo i testi proposti. Non è necessario diventare piccoli critici letterari o conoscere tutti i passaggi della storia della letteratura; ciò che conta è leggere, scrivere, apprezzare e discutere i testi con competenza e, se possibile, con piacere e curiosità. Inoltre, la conoscenza della letteratura fornisce strumenti utili anche per affrontare testi non letterari, come articoli di giornale o discorsi politici, contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli e capaci di giudizio critico.

Competenze attese al termine della classe V

Lingua e letteratura

• Acquisire in maniera sicura l’alfabetizzazione di base e arricchire il lessico. La capacità di leggere e scrivere, così come di comprendere e parlare, è obiettivo fondamentale da tutti riconosciuto come prioritario, così come arricchire il repertorio lessicale esplorando campi semantici, significati propri e figurati; illustrare la ricchezza polisemica delle parole, ricavare dal contesto significati meno noti o ignoti, esaminare sinonimi e contrari in particolare mediante esempi concreti.

• Riflettere sulla lingua a partire dagli usi comuni. Iniziare la riflessione sulla lingua partendo dagli usi comuni. A partire da questi promuovere l’apprendimento di conoscenze metalinguistiche, lessicali e grammaticali, sociolinguistiche e pragmatiche.

• Comprendere, parlare, ascoltare. Comprendere testi ed enunciati trasmessi in forma scritta e orale, essendo in grado di identificare il senso globale e le informazioni particolari, gli snodi dell’argomentazione, le intenzioni dell’emittente. Essere in grado di condividere le proprie impressioni e le proprie idee con gli altri; maturare una buona capacità di ascolto: ascolto dei testi letti ad alta voce dall’insegnante e ascolto delle parole dei compagni, nel rispetto dei turni di parola e delle opinioni degli altri.

• Leggere, interpretare, esporre. Essere in grado di comprendere un testo letto da soli o dall’insegnante, cogliendone gli elementi principali e le finalità (descrivere, narrare, fornire istruzioni, ecc.); con l’aiuto dell’insegnante, cominciare a capire ciò che caratterizza come ‘letterario’ un determinato testo. Saper riferire in merito a ciò che si è ascoltato, letto, studiato, anche con l’aiuto di tabelle, mappe, immagini e supporti informatici. Saper memorizzare testi poetici.

• Scrivere. Essere in grado di applicare le conoscenze fondamentali relative all’organizzazione logico-sintattica della frase semplice, alle parti del discorso e ai principali connettivi; essere in grado di produrre testi di vario tipo, che illustrino le proprie esperienze di vita, gli oggetti, i luoghi e le persone che popolano il proprio ambiente, anche prendendo spunto da testi elementari (serie di immagini, trafiletti, aforismi, brevissimi racconti) che potranno essere sintetizzati e rielaborati; essere in grado di riassumere testi semplici in maniera chiara e ordinata; abituarsi ad essere precisi nella redazione di testi scritti: la naturale creatività è un’attitudine da difendere e coltivare, ma è bene che, quando un testo diventa ‘pubblico’, cioè quando viene condiviso con l’insegnante e i compagni, aderisca a certe elementari norme formali (grafia comprensibile, chiara strutturazione del testo, rispetto dei margini, ecc.), delle quali è necessario appropriarsi sin dai primi anni dell’istruzione.

ITALIANO

NUCLEI FONDANTI

• Alfabeto

• Scrittura

• Grafia dell’italiano

• Interpunzione, segni grafici e paragrafematici

• Tempi e modi verbali

• Ascolto e dialogo

• Lettura e interpretazione

• Produzione di testi

• Memorizzazione di testi

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Alfabeto

Enunciare nell’ordine convenzionale le lettere dell’alfabeto italiano integrate da quelle assunte da altre lingue (J, K, W, X, Y), per un totale di 26 lettere.

Scrittura.

Scrivere con grafia manuale sia in stampatello sia in corsivo. Saper leggere i caratteri tipografici usati nei libri di testo e di lettura.

Grafia dell’italiano.

Scrivere e conoscere i fonemi e grafemi difficili per la reciproca mancata corrispondenza biunivoca: ad esempio conoscere l’uso dell’accento che distingue <è> verbo da <e> congiunzione, l’uso di <h> che distingue graficamente il verbo <ho> dalla congiunzione <o>; utilizzare la divisione in sillabe.

Interpunzione, segni grafici e paragrafematici. Usare i segni paragrafematici, nella loro funzione sintattica e testuale, in particolare i seguenti: punto, punto e virgola, virgola, due punti, virgolette per introdurre il discorso diretto, punto esclamativo, punto interrogativo e ‘a capo’; conoscere la funzione dell’apostrofo come segno di elisione (spesso confuso con l’accento) e le regole dell’accento grafico e dell’elisione.

Tempi e modi verbali

Conoscere e adoperare correttamente i tempi e i modi verbali, a cominciare dall’indicativo per indicare il presente, il futuro e le gradazioni del passato.

Ascolto e dialogo

Essere in grado di comprendere e dare semplici istruzioni su un’attività che lo studente conosce bene; saper interagire in una conversazione formulando domande e dando risposte pertinenti intorno ad argomenti di cui abbia diretta esperienza; essere in grado di raccontare oralmente un’esperienza personale o una storia immaginaria rispettando l’ordine logico e cronologico.

Lettura e interpretazione. Leggere in silenzio e ad alta voce; comprendere il significato di brevi testi scritti riconoscendone la funzione (descrivere, narrare, fornire istruzioni, ecc.) e individuandone gli elementi essenziali (personaggi, luoghi, tempi);

Produzione di testi

Saper registrare e organizzare dati e istruzioni; saper produrre facili testi di tipo descrittivo e narrativo.

Memorizzazione di testi

Saper memorizzare testi poetici; apprendere semplici tecniche di memorizzazione di testi come mappe mentali.

CONOSCENZE

Lingua

1. Struttura della lingua

• Livelli linguistici: fonetico, lessicale, morfologico, sintattico e testuale.

• Comprensione della funzione comunicativa dei diversi elementi della frase.

• Importanza del verbo come chiave per cogliere la struttura della frase.

2. Grammatica e classi di parole

• Conoscenza delle principali classi di parole (nome, verbo, aggettivo, ecc.) tramite osservazione di esempi concreti.

• Comprensione funzionale della terminologia linguistica in relazione al suo uso reale e alla comunicazione.

• Distinzione tra termini come parola, lettera, frase e il loro ruolo nella scrittura.

• Rapporto tra soggetto e verbo nella frase, inclusa la flessibilità della posizione del soggetto (es. “A me piace lo sport”).

3. Metodi di apprendimento

• Apprendimento tramite esercizi pratici, osservazione induttiva e manipolazione di espressioni linguistiche.

• Introduzione della terminologia linguistica senza eccessi definitori, partendo da usi reali.

• Attività calate in situazioni comunicative concrete, non artificiose.

Letteratura

1. Testi e generi

• Lettura di testi letterari per l’infanzia, inclusi:

Testi in prosa e in verso (filastrocche, slogan, scioglilingua, canzoni).

Haiku e componimenti poetici brevi per stimolare sintesi e creatività.

Poesia accessibile anche di autori “da grandi” (es. Saba, Valeri, Gozzano, Govoni, Pascoli, Penna, Lamarque).

Lettura di fiabe, fumetti, racconti lunghi, romanzi brevi o lunghi, di avventura o magia (es. Zanna Bianca, Harry Potter).

2. Sviluppo della lettura

• Abitudine alla lettura integrale di almeno due libri brevi l’anno, favorendo curiosità e comprensione globale del testo.

• Lettura mediata dall’insegnante, eventualmente con supporto di immagini e filmati.

• Discussione collettiva sui testi letti, riflettendo su ritmo, musicalità, rime, evocazioni e interpretazioni possibili.

3. Scrittura e produzione di testi

Stimolo alla produzione di testi creativi o descrittivi di idee, sentimenti, esperienze personali.

Esercizi pratici di scrittura ispirati dai testi letti, senza coercizione o schede rigide. Analisi dei testi in piccoli gruppi per sviluppare prime competenze di comprensione e riflessione critica.

LINGUA INGLESE

Perché si studia

Lingua

Studiare l’inglese oggi significa aprirsi alla comunicazione con il mondo, possedere uno strumento di scambio linguistico e culturale che favorisce la comprensione reciproca e la cooperazione internazionale. L’apprendimento di una nuova lingua contribuisce a sviluppare abilità cognitive come memoria, concentrazione, pensiero critico e capacità di risolvere problemi, ma favorisce anche competenze relazionali, empatia, autoriflessione e adattabilità a nuove situazioni. Inoltre, conoscere l’inglese aumenta la sensibilità verso altre culture, stimolando l’apertura e il rispetto per contesti culturali diversi.

L’insegnamento dell’inglese supera il modello trasmissivo basato sulla memorizzazione isolata di strutture linguistiche, privilegiando un approccio comunicativo e contestualizzato. In questo modo gli studenti sviluppano una visione complessa del mondo, considerando relazioni, contesti e dimensioni diverse, acquisendo capacità di pensiero critico e multidimensionale. Fin dai primi anni della scuola primaria, l’esposizione alla lingua avviene in modo naturale e motivante, attraverso attività ludiche, canzoni, immagini e routine quotidiane. Successivamente, dalla terza classe in poi, si introducono progressivamente lettura e scrittura, collegando suoni e simboli e sviluppando competenze metacognitive per l’autoregolazione dell’apprendimento.

Attraverso un approccio comunicativo e immersivo, l’insegnante stimola l’espressione in lingua inglese, favorendo sicurezza, motivazione e consapevolezza dell’importanza della lingua nella vita quotidiana e nel percorso di crescita personale. L’apprendimento dell’inglese, infine, promuove competenze trasversali fondamentali per il futuro degli studenti, come collaborazione, risoluzione di problemi, interazione in contesti multiculturali e integrazione con altre discipline, comprese quelle digitali e legate alla sostenibilità.

Cultura e contenuti letterari

Conoscere l’inglese permette anche di accedere a diverse espressioni culturali: cinema, teatro, musica, letteratura e altre forme artistiche dei Paesi anglofoni. L’approfondimento della lingua offre agli studenti gli strumenti per comprendere criticamente informazioni culturali e scientifiche, facilitando la riflessione interculturale e lo sviluppo di empatia, rispetto e capacità di mediazione verso individui e contesti di culture diverse. In questo senso, l’apprendimento dell’inglese non è solo pratico, ma anche educativo, fornendo chiavi di accesso a una cittadinanza globale più consapevole e inclusiva.

Competenze attese al termine della classe V

Lingua e letteratura

• Comprendere e rispondere a stimoli orali e scritti

Utilizzare strategie di ascolto e lettura per comprendere e rispondere a messaggi relativi a contesti quotidiani, personali e familiari.

• Utilizzare il lessico e le strutture linguistiche di base per la comunicazione quotidiana

Impiegare un repertorio lessicale e strutture linguistiche di base per esprimere bisogni, desideri e informazioni in situazioni comuni.

• Interagire in contesti sociali

Partecipare attivamente a giochi e attività di gruppo utilizzando espressioni in lingua inglese appropriate al contesto .

• Riconoscere e comprendere elementi culturali

Identificare e confrontare aspetti culturali dei paesi anglofoni, ivi compresa la loro natura multietnica, comprendendone le differenze e le similitudini con la propria cultura.

• Utilizzare una corretta pronuncia e intonazione

Sviluppare un adeguato sistema fonologico e l’uso di elementi prosodici dell’inglese, tali da consentire di esprimersi in modo chiaro e comprensibile.

NUCLEI FONDANTI

• Ascolto (comprensione orale)

• Parlato (produzione e interazione orale)

• Lettura (comprensione scritta)

• Scrittura (produzione scritta)

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Ascolto (comprensione orale)

• Individuare e produrre suoni.

• Abbinare suoni e parole (fonemi-grafemi).

• Conoscere e comprendere vocaboli, istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano, relativi a sé stessi, ai compagni, alla famiglia.

• Individuare, numerare e classificare gli oggetti.

Parlato (produzione e interazione orale)

• Produrre frasi riferite ad oggetti, luoghi, persone, situazioni note.

• Interagire con un compagno per presentarsi e/o giocare, utilizzando espressioni e frasi memorizzate adatte alla situazione.

Lettura (comprensione scritta)

• Comprendere testi di cartoline, biglietti e brevi messaggi, accompagnati preferibilmente da supporti visivi o sonori, cogliendo parole e frasi già acquisite a livello orale.

• Individuare, numerare e classificare gli oggetti. Scrittura (produzione scritta)

• Scrivere parole e semplici frasi di uso quotidiano attinenti alle attività svolte in classe e a interessi personali e del gruppo.

• Individuare, numerare e classificare gli oggetti.

Scrittura (produzione scritta)

• Scrivere parole e semplici frasi di uso quotidiano attinenti alle attività svolte in classe e a interessi personali e del gruppo.

• Individuare, numerare e classificare gli oggetti.

1. Fonologia e scrittura

• Alfabetizzazione: apprendimento dell’alfabeto inglese.

• Principali fonemi della lingua inglese e loro associazione ai grafemi.

• Riconoscimento e riproduzione di suoni, parole e semplici strutture linguistiche.

• Capacità di leggere e scrivere testi brevi di uso quotidiano.

• Sviluppo graduale della scrittura e della lettura in contesti significativi.

2. Funzioni comunicative e interazioni di base

• Saluti, presentazioni e scambi di informazioni personali.

• Comprensione e risposta a istruzioni semplici.

• Partecipazione a conversazioni di base: chiedere e dare permessi, esprimere gusti e preferenze.

• Descrizione di persone, luoghi e oggetti in contesti quotidiani.

3. Lessico

• Vocabolario iniziale: colori, numeri, oggetti comuni, ambienti familiari e scolastici.

• Vocabolario ampliato: tempo atmosferico, orari, giorni, mesi, stagioni.

• Termini per descrivere persone e luoghi.

• Vocabolario più articolato: sistema monetario inglese e americano, alimentazione, vita quotidiana.

4. Strutture grammaticali

• Uso del Present Simple dei verbi principali: to be, to have, can.

• Verbi di uso comune al Present Simple e Present Continuous

• Pronomi personali soggetto.

• Aggettivi possessivi, dimostrativi e interrogativi.

• Formulazione di frasi semplici per comunicare efficacemente.

• Indicazione a riferimenti di quadro di riferimento: QCER e QCERVC per la selezione completa di strutture lessico-grammaticali.

5. Comprensione e produzione

• Ascolto e lettura di testi brevi e semplici.

• Scrittura di frasi e testi di base legati a situazioni quotidiane.

• Partecipazione attiva a scambi comunicativi semplici.

6. Cultura, civiltà e lifestyle

• Conoscenza di principali festività, tradizioni e caratteristiche culturali dei Paesi anglofoni.

• Riconoscimento della realtà multietnica e multiculturale.

• Uso di materiali autentici, racconti, giochi ed esercizi interattivi per sviluppare curiosità e apertura verso le diversità linguistiche e culturali.

CONOSCENZE

STORIA

Perché si studia

Studiare storia significa comprendere la dimensione del tempo umano e i processi che hanno modellato le società. La storia, come intesa dalla tradizione occidentale, non è semplicemente la raccolta cronologica dei fatti, ma il pensiero critico su di essi: indagare le cause, i contesti culturali, sociali, religiosi, economici e geografici che li hanno prodotti, valutare le conseguenze e riflettere sul loro significato. Questo approccio ha permesso alla cultura occidentale di conoscere, interpretare e, nei secoli, influenzare il mondo. L’osservazione e la narrazione della storia hanno radici profonde: fin dal V secolo a.C., gli storici greci come Erodoto e Tucidide e, successivamente, la storiografia romana hanno posto le basi di un metodo che lega conoscenza dei fatti e riflessione sulle dinamiche sociali, politiche ed economiche. Con l’avvento del Cristianesimo, la storia acquisì una dimensione morale e un senso di percorso umano verso la salvezza, mentre dal Seicento, con la progressiva laicizzazione, il fine della storia si orienta verso il progresso materiale e morale. Nel XIX secolo, la storia diventa strumento per comprendere i diritti dell’uomo, la crescita economica e la cittadinanza, rafforzando la relazione tra conoscenza del passato e consapevolezza politica. Insegnare storia significa fornire agli studenti gli strumenti per comprendere come si formano le civiltà, come si strutturano le società e come le idee e le emozioni influenzano gli eventi. La storia aiuta anche a sviluppare giudizio morale, riflessione critica e senso di responsabilità verso il presente e il futuro, favorendo la consapevolezza che ogni generazione contribuisce a costruire la storia.

Nella scuola primaria, l’insegnamento della storia mira a far maturare negli alunni la conoscenza delle origini della civiltà occidentale e della storia nazionale, con l’obiettivo di rafforzare l’identità personale e la cittadinanza, e allo stesso tempo di facilitare l’integrazione degli alunni provenienti da altre culture, favorendo la comprensione dell’identità storico-culturale del Paese in cui vivono. Nei primi due anni, l’attenzione è rivolta a far familiarizzare gli alunni con la dimensione del passato, i luoghi e la percezione del tempo, utilizzando strumenti come linee del tempo e concetti di ciclicità e periodizzazione. Solo a partire dal terzo anno si entra nello studio vero e proprio della storia, partendo dal mondo antico e approfondendo le vicende greche e romane, strettamente intrecciate e fondamentali per comprendere lo sviluppo della civiltà occidentale.

In sintesi, la storia si studia per comprendere il passato, interpretare il presente e orientarsi nel futuro, sviluppando capacità critiche, consapevolezza civica e senso morale, in un percorso educativo che unisce conoscenza, narrazione e riflessione.

Competenze attese al termine della classe V

• Conoscenza storica. Acquisire una conoscenza dei principali fatti, processi e personaggi storici, comprendendo il loro significato nel contesto storico.

• Collocazione temporale e spaziale. Collocare correttamente i fatti, i processi e i personaggi storici nella giusta successione cronologica e nel relativo contesto spaziale; riconoscere nel presente aspetti riconducibili al passato.

• Capacità di sintesi. Riassumere appropriatamente testi e narrazioni individuandone i tratti essenziali e delineando mappe concettuali.

• Comunicazione delle conoscenze . Esporre oralmente o per iscritto le conoscenze storiche acquisite, raccontando in modo logico e coerente eventi e processi storici, utilizzando un linguaggio appropriato.

STORIA

• Descrivere il proprio contesto ambientale

• Acquisire familiarità con le caratteristiche della vita pubblica italiana

• Acquisire la consapevolezza della profondità del tempo storico

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

• Descrivere il proprio contesto ambientale. Acquisire familiarità con la realtà del proprio paese, della propria città, del proprio quartiere; comprendere il significato della linea del tempo.

• Acquisire familiarità con le caratteristiche della vita pubblica italiana. Enunciare alcuni principi della Costituzione; essere informati circa alcune regole base del governo nazionale e locale.

• Acquisire la consapevolezza della profondità del tempo storico. Conoscere l’inizio della vita dell’uomo sulla terra e le prime forme della cultura umana; conoscere per grandi linee lo sviluppo delle civiltà mediterranee e del vicino Oriente.

I e II anno

• La mia famiglia.

• La mia città, paese, quartiere: i luoghi più importanti (uffici pubblici, luoghi d’arte, monumenti, piazze e il loro significato).

• Personaggi e vicende ricavati da Bibbia, Iliade, Odissea, Eneide (in forma molto semplificata) per conoscere le radici della cultura occidentale.

• L’Italia: sua raffigurazione geografica per ricercare sulla carta geografica luoghi conosciuti o sentiti nominare dagli alunni.

• L’Italia: il mare, la montagna, la campagna, nell’esperienza degli alunni.

• Chi governa il tuo comune e che cosa decide.

• Il racconto in breve della nascita dell’Italia: da molti Stati regionali ad una nazione libera e indipendente.

• Mameli e l’inno nazionale (spiegazione del contenuto), poesie e canti del Risorgimento.

• Racconti ricavati dalle vicende del Risorgimento e della Resistenza a scelta degli insegnanti e collegati a riferimenti territoriali e all’esperienza dei bambini (es. di contenuti: Piccola vedetta lombarda, i martiri del Belfiore, le 5 Giornate di Milano, Anita Garibaldi, Salvo d’Acquisto, altri protagonisti di eroismo e di virtù civili nella Resistenza).

• Essere cittadini: nozioni basilari sul significato di Costituzione, diritti, elezioni e tasse.

III anno

• La comparsa dell’uomo sulla Terra.

• Le fasi iniziali della civilizzazione: dall’età della pietra alla rivoluzione neolitica.

• La nascita e l’importanza della scrittura.

• Vari tipi di scrittura.

• Le civiltà dell’antichità nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente.

CONOSCENZE

GEOGRAFIA

Perché si studia

Studiare geografia significa comprendere il mondo in cui viviamo, collocarsi nello spazio e sviluppare una piena consapevolezza di cittadinanza. La geografia contribuisce alla formazione di persone autonome, capaci di muoversi nella realtà e di comprendere le relazioni tra gli esseri umani, tra le comunità e con l’ambiente naturale, analizzando le diverse scale geografiche: dallo spazio vissuto quotidianamente, come il quartiere o il comune, fino alla regione, all’Italia, all’Europa e al mondo.

Attraverso la geografia, gli studenti apprendono a pensare spazialmente e a comprendere come le comunità si rapportano all’ambiente, interpretando paesaggi, territori e dinamiche locali e globali. I concetti chiave della disciplina — come paesaggio, transcalarità e territorializzazione — consentono di leggere il mondo come un insieme di relazioni materiali e immateriali, collegando le realtà locali a quelle globali. L’insegnamento della geografia mette al centro competenze di orientamento, linguaggio, osservazione del territorio, relazioni e dinamiche sociali ed economiche, e organizzazione regionale.

Fin dalla scuola primaria, è essenziale sviluppare nei bambini la capacità di conoscere i luoghi della propria identità — città, regioni, mari, fiumi, montagne — e di confrontarli con contesti più ampi, come l’Europa, il Mediterraneo e il resto del pianeta. Questa conoscenza favorisce l’integrazione culturale e sociale, stimola la consapevolezza dell’interdipendenza tra persone e territori, e promuove un senso di responsabilità verso l’ambiente.

La geografia insegna anche a osservare e rispettare gli ambienti naturali, promuovendo esperienze all’aperto che favoriscono l’apprendimento pratico e lo sviluppo di un’intelligenza naturalistica. Gli studenti imparano a confrontare punti di vista diversi, mettendo in relazione la propria esperienza con quella di altri esseri viventi e comunità, sviluppando così sensibilità ecologica e coscienza ambientale.

Infine, la disciplina fornisce strumenti per rappresentare e interpretare lo spazio attraverso la cartografia, le fotografie, i dati statistici, i sistemi informativi geografici (GIS) e le rappresentazioni digitali. Questi strumenti consentono agli alunni di osservare, confrontare e comprendere realtà vicine e lontane, stimolando curiosità, capacità analitiche e una visione critica dei fenomeni geografici e delle interazioni tra uomo e ambiente.

Competenze attese al termine della classe V

• Esplorare l’ambiente con curiosità: collocarsi nell’ambiente circostante, individuandone gli elementi significativi.

• Sapersi orientare nel proprio spazio di vita e cultura quale componente di una reale cittadinanza, utilizzando con consapevolezza i principali dati ed elementi della geografia fisica ed umana dell’Italia (regioni, città, mari, monti, fiumi, …), in un contesto europeo e mondiale. Identificare monti, fiumi, laghi, mari di un determinato territorio.

• Sapersi orientare nello spazio geografico attestando conoscenza degli elementi fondamentali della geografia fisica: comprendere il ruolo della posizione geografica, utilizzare punti di riferimento occasionali e fissi, indicatori topologici, punti cardinali, bussola e carte anche digitali per denominare e comprendere funzioni e regole degli spazi vissuti e degli spazi geografici, riconoscere e apprezzare la diversità territoriale di paesaggi e culture. Localizzare e descrivere regioni fisiche, storiche e politiche a scala locale, nazionale e mondiale, individuando relazioni e collegamenti tra territori a scale diverse.

• Rappresentare e comunicare gli spazi quotidiani: riconoscere funzioni, valori e criticità degli spazi dei luoghi vissuti ed esplorati da rappresentare e comunicare, utilizzando disegni, testi e rappresentazioni cartografiche semplificate.

• Leggere e interpretare il paesaggio: partendo dalla lettura e interpretazione di carte geografiche (fisiche, politiche, storiche e tematiche, alle diverse scale) e altre forme di rappresentazione anche digitale, analizzare aspetti fisici (es. monti, laghi, fiumi, mari ecc.) e antropici (es. case, strade, dighe, impianti industriali ecc.) del territorio italiano, individuare elementi chiave di un territorio ed evidenziare le relazioni tra società e ambiente.

GEOGRAFIA

NUCLEI FONDANTI

• Orientamento

• Linguaggio

• Paesaggio e territorio

• Relazioni dinamiche

• Organizzazione territoriale

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Orientamento

• Conoscere le funzioni e le regole d’uso degli spazi scolastici al fine di orientarsi con sicurezza e autonomia al proprio interno.

• Descrivere percorsi e posizioni, riconoscere punti cardinali tramite l’osservazione (sole e ombre) e l’uso della bussola.

• Orientarsi nello spazio noto utilizzando punti di riferimento personali e comunicando i percorsi verbalmente o attraverso il disegno di semplici carte soggettive.

Linguaggio

• Conoscere e utilizzare i concetti per descrivere i principali caratteri fisici e antropici del proprio territorio e dei paesaggi italiani.

• Descrivere e rappresentare luoghi noti (gli spazi della scuola, del quartiere) attraverso disegni, descrizioni e cartografie, utilizzando operatori topologici.

• Iniziare la lettura di carte geografiche con legenda alla scala locale e italiana.

Paesaggio e territorio

• Conoscere i principali elementi della geografia fisica italiana (fiumi, mari, monti, laghi…) e saperli opportunamente collocare su una carta geografica.

• Conoscere e comprendere in modo intuitivo i concetti di paesaggio e territorio.

• Identificare elementi fisici e antropici di paesaggi e territori, - es. i 60 siti Unesco presenti su tutto il territorio italiano - individuando le trasformazioni dell’ambiente dovute alle attività umane.

Relazioni e dinamiche

• Sviluppare il senso del luogo: fare esperienza della dimensione sociale e culturale dei luoghi e dei paesaggi, riconoscendo il legame emozionale e il proprio vissuto personale.

• Osservare in un territorio le relazioni tra comunità umane e ambiente (es. rapporto con animali, boschi, fiumi, mari, vulcani...), anche distinguendo situazioni positive, rischi e criticità.

• Riconoscere il ruolo degli spazi nella vita sociale: comprendere come gli spazi influiscano sulla convivenza e sulla realizzazione di progetti individuali e collettivi.

• Conoscere, comprendere e rispettare le funzioni e le norme d’uso di luoghi pubblici e scolastici per una corretta convivenza sociale.

Organizzazione territoriale

• Sapere opportunamente localizzare su una carta geografica le Regioni italiane e le principali città italiane.

• Riconoscere e descrivere ambienti e paesaggi caratteristici del proprio territorio e dell’Italia.

• Conoscere gli elementi peculiari della penisola italiana e dei territori insulari: articolazione costiera, arco alpino, aree interne, isole e arcipelaghi.

• Conoscere la posizione del proprio territorio e dell’Italia in relazione all’Europa e al Mediterraneo.

1. Spazio personale

• Lo spazio personale, la funzione e l’uso degli spazi a partire dallo spazio vissuto: lo spazio scolastico, il quartiere, la città, il territorio vicino (anche inteso come subregione fisica o culturale).

2. Orientamento spaziale

• Orientamento spaziale attraverso punti di riferimento, percorsi disegnati e verbalizzati, concetti topologici (indicatori spaziali).

• Punti cardinali in base al sole e alla bussola, carte geografiche anche digitali.

3. Sistemi naturali e antropici

• Sistemi naturali (es. morfologia, idrografia, clima, suolo, flora e fauna) e antropici (es. spazi abitati, vie di comunicazione, attività economiche, organizzazione politicoamministrativa dal comune, alla regione, allo stato, alle organizzazioni sovranazionali) e loro interazioni.

• Esempi di paesaggi e territori italiani ed europei.

• Caratteristiche fisico-politiche e socio-culturali generali a scala europea e planetaria.

4. Linguaggio e strumenti cartografici

• Linguaggio cartografico (visione zenitale, simbologia, riduzione, scala); cartografia (anche digitale) e cartografia storica; dati statistici, immagini, fonti per descrivere un paesaggio, un continente, uno stato o una regione.

5. Italia e suo territorio

• Approfondimento dell’Italia e del suo territorio: conoscenza dei più significativi elementi di geografia umana (regioni e principali città) e dei più significativi elementi fisici (mari, fiumi, laghi, ghiacciai, montagne…) localizzati sulla carta geografica.

• Morfologia e idrografia, confini, suddivisione politico-amministrativa, popolazione, aree urbane e rurali, attività economiche, diversità sociale e culturale, divari territoriali.

• Aspetti qualitativi (es. valori paesaggistici e degrado del paesaggio).

• Problemi ambientali (sismicità, vulcanismo, rischio idrogeologico, erosione costiera, desertificazione, subsidenza) e antropici (diversità economiche e sociali, elementi demografici e invecchiamento della popolazione).

6. Aspetti del territorio

• Relazioni tra comunità umane ed elementi fisici (es. montagne, fiumi, mari), denominazione, trasformazione dell’ambiente naturale e sfruttamento delle risorse.

• Strutturazione degli spazi (es. funzioni, regole, organizzazione, accessibilità, spazi pubblici e privati); ruolo degli spazi nella vita personale e associata.

• Spazi come risorse per realizzare progetti di vita individuali e sociali e di convivenza civile.

CONOSCENZE

AREA STEM

L’istruzione integrata in ambito matematico, scientifico e tecnologico, nota come STEM, ha l’obiettivo di formare cittadini capaci di comprendere e orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo e di progettare il futuro in modo consapevole. L’approccio didattico privilegiato è quello laboratoriale, che trasforma la classe in un “laboratorio di idee”, dove azione, collaborazione e riflessione si intrecciano per favorire un apprendimento significativo. Gli studenti non sono fruitori passivi di conoscenze, ma soggetti attivi: osservano, sperimentano, formulano ipotesi, progettano, raccolgono dati, discutono e traggono conclusioni, sviluppando competenze interdisciplinari e collaborative.

L’insegnamento delle discipline STEM integra abilità pratiche e strumenti culturali. Gli alunni imparano a contare, misurare, rappresentare dati, osservare simmetrie, comprendere fenomeni scientifici, introdursi alla programmazione informatica, ma al tempo stesso collegano queste abilità alla storia del pensiero matematico, scientifico e tecnologico, comprendendo il ruolo di queste discipline nello sviluppo della civiltà e nella vita quotidiana. La contestualizzazione storica e culturale delle scoperte scientifiche aiuta gli studenti a capire che errori e ostacoli non sono fallimenti, ma opportunità di crescita e strumenti per sviluppare il pensiero critico e creativo.

L’approccio STEM mira a sviluppare capacità di problem solving, modellizzazione, intuizione, analisi e progettazione, valorizzando la creatività e l’immaginazione come parte integrante della formazione scientifica. La didattica stimola anche la capacità di prendere decisioni motivate, affrontare situazioni complesse e interpretare i fenomeni del mondo naturale e tecnologico con strumenti sempre più sofisticati, inclusi quelli digitali e informatici. L’introduzione precoce dell’informatica consente agli alunni di familiarizzare con la gestione e l’elaborazione delle informazioni in modo sicuro e responsabile, fornendo una prospettiva culturale che integra matematica, scienze e tecnologia con le altre discipline, comprese quelle umanistiche e artistiche.

Fin dalla scuola primaria si pongono le basi per sviluppare il pensiero astratto e la capacità di osservare e rappresentare il mondo reale attraverso esperimenti, strumenti di misura, modelli geometrici e interpretazioni numeriche dei fenomeni. L’attenzione è posta su esperienze concrete che partono dal tangibile per arrivare progressivamente all’astratto, consolidando le competenze cognitive e la fiducia necessaria per affrontare sfide più complesse in futuro. In questa fase si sviluppano anche l’orientamento, inteso come processo dinamico e continuo, e la consapevolezza dell’importanza della collaborazione e dell’inclusione, evitando stereotipi di genere e promuovendo un approccio sereno e motivante alle discipline STEM.

Innovazioni nell’insegnamento STEM

Informatica fin dalla scuola primaria

L’introduzione dell’informatica sin dai primi anni della scuola primaria ha lo scopo di fornire agli alunni competenze fondamentali per vivere in un mondo digitale. Fin da piccoli, gli studenti acquisiscono le basi concettuali della disciplina, imparano a operare con strumenti tecnologici in modo sicuro e responsabile e sviluppano consapevolezza delle regole che governano l’uso della tecnologia, secondo quanto indicato dalla Raccomandazione C/2024/1030 del Consiglio dell’Unione Europea del novembre 2023.

Visione integrata delle discipline scientifiche

L’approccio STEM promuove una visione del sapere matematico-scientifico come rete integrata di competenze. La matematica fornisce strumenti per modellizzare fenomeni e ragionare in modo logico e argomentativo, mentre l’informatica consente di osservare i fenomeni naturali e artificiali da prospettive nuove. L’integrazione con le altre discipline scientifiche e tecnologiche permette agli alunni di affrontare problemi complessi, riconoscendo come conoscenze diverse possano completarsi e arricchirsi reciprocamente.

Didattica laboratoriale

Il potenziamento di attività sperimentali e laboratoriali rappresenta un elemento centrale dell’insegnamento STEM. L’approccio laboratoriale stimola l’indagine, incoraggia la curiosità e favorisce lo sviluppo di un atteggiamento positivo verso la matematica, le scienze e la tecnologia. Attraverso esperimenti e attività pratiche, gli studenti imparano a ragionare in maniera critica e a mettere in relazione teoria e pratica, preparandosi ad affrontare il mondo con spirito di ricerca e autonomia.

Educazione civica e sostenibilità

Le discipline STEM contribuiscono anche allo sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva. La matematica e le scienze forniscono strumenti per comprendere problemi ambientali, analizzare dati, valutare le conseguenze delle azioni umane e progettare soluzioni sostenibili. In questo modo, gli alunni imparano a partecipare alla vita pubblica con consapevolezza e senso critico, comprendendo l’importanza della tutela delle risorse naturali e della responsabilità individuale e collettiva.

Prospettiva storica e inclusione

Infine, l’innovazione dell’insegnamento STEM comprende un’attenzione alla prospettiva storica, che consente di comprendere come le scoperte scientifiche si siano sviluppate nel tempo e nelle diverse tradizioni culturali. La conoscenza della storia delle discipline scientifiche arricchisce il significato dei concetti appresi e aiuta gli studenti a riconoscere i percorsi, le difficoltà e i successi che hanno portato alla costruzione della conoscenza moderna. Particolare attenzione viene posta alla valorizzazione del contributo delle scienziate e alla decostruzione dei pregiudizi di genere, promuovendo una visione equa e inclusiva della scienza e avvicinando le alunne alle discipline tecnologiche e scientifiche.

MATEMATICA

Perché si studia

La matematica, insieme alle discipline scientifiche e tecnologiche, svolge un ruolo fondamentale nella formazione del cittadino, poiché sviluppa il pensiero critico, la capacità di ragionamento logico e l’autonomia decisionale. Nonostante la sua importanza, molti studenti – in particolare le studentesse – percepiscono la matematica come difficile o poco interessante, influenzati da stereotipi e pregiudizi che la considerano estranea alla vita quotidiana. In realtà, la matematica è una disciplina dinamica, in continua evoluzione, che connette passato, presente e futuro, e permette di comprendere, interpretare e modellizzare la realtà. La sua storia e le sue applicazioni, dalla geometria euclidea alla fisica quantistica, mostrano come il rigore logico e l’astrazione possano tradursi in strumenti concreti e universali.

Oltre alla sua funzione strumentale, la matematica possiede un valore culturale e creativo: stimola la curiosità, l’immaginazione e la capacità di pensare fuori dagli schemi, valorizzando l’eleganza dei teoremi, il rigore delle dimostrazioni e la bellezza nascosta nei fenomeni naturali. Essa contribuisce anche allo sviluppo delle competenze di educazione finanziaria, permettendo agli studenti di comprendere concetti come il risparmio, la pianificazione e il consumo consapevole, favorendo così una cittadinanza attiva e responsabile.

L’insegnamento della matematica integra aspetti pratici e teorici: da un lato consente di modellizzare situazioni reali e risolvere problemi concreti; dall’altro stimola la riflessione astratta e la speculazione, rafforzando un pensiero critico e creativo. La disciplina si collega inoltre ad altre aree del sapere, incluse le arti e le discipline umanistiche, creando un ponte tra l’area STEM e la cultura umanistica e favorendo una comprensione più ampia della realtà e del pensiero umano.

L’informatica, strettamente legata alla matematica, introduce gli studenti al mondo digitale, fornendo strumenti per elaborare dati, progettare algoritmi e comprendere procedure automatizzate. Fin dalla scuola primaria, essa stimola la curiosità e l’esplorazione attraverso attività adeguate all’età, preparando gli studenti a collaborare in un contesto interdisciplinare con matematica e tecnologia, affinando la capacità di concettualizzare, automatizzare e applicare il pensiero logico a problemi concreti.

In sintesi, matematica e informatica non sono solo strumenti per risolvere problemi, ma percorsi culturali e cognitivi che sviluppano pensiero critico, creatività e competenze pratiche, formando cittadini consapevoli, curiosi e capaci di affrontare con autonomia le sfide della società contemporanea.

Competenze attese al termine della classe V

• Individuare e formulare problemi di adeguata complessità, partendo da situazioni concrete o domande significative, e cercare strategie per risolverli.

• Affrontare e risolvere problemi matematici, anche legati a contesti reali di adeguata complessità, utilizzando strategie personali, confrontandole e discutendole con i compagni.

• Formulare giudizi e prendere decisioni raccogliendo e selezionando dati per ottenere informazioni, costruendo rappresentazioni di dati attraverso tabelle e grafici e ricavando informazioni dalla lettura dei dati rappresentati. Stimare e quantificare, in casi semplici, situazioni di incertezza

• Leggere, comprendere e produrre testi che coinvolgono aspetti logici e matematici dimostrando di saper identificare e padroneggiare rappresentazioni diverse dello stesso oggetto matematico e saper passare da una rappresentazione all’altra.

• Padroneggiare con sicurezza calcoli scritti e mentali e stime con i numeri naturali con e senza uso di strumenti come le calcolatrici valutando l’opportunità di quando ricorrere ad essi. Operare in casi semplici con le frazioni. Rappresentare e classificare forme e figure nel piano e nello spazio, in base alle loro proprietà geometriche; utilizzare correttamente e consapevolmente la carta, strumenti per il disegno (riga, squadra, compasso) per costruire figure geometriche e realizzare modelli concreti.

• Assumere una consapevolezza storica ossia collocare l’evoluzione dei concetti matematici nel tempo anche in relazione alle diverse culture e civiltà.

Per Informatica:

• Esprimere informazioni mediante dati di varia natura e codificare tali dati anche digitalmente. Descrivere procedure per lo svolgimento di compiti pratici mediante algoritmi.

• Scrivere e comprendere semplici programmi, espressi in elementari linguaggi di programmazione a scopo didattico, e valutarne l’adeguatezza rispetto al compito che si vuole automatizzare.

MATEMATICA

NUCLEI FONDANTI

• Numeri

• Spazio e figure

• Relazioni, dati e previsioni

• Informatica

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Numeri

• Contare oggetti o eventi per mezzo di segni, a voce o mentalmente, in modo progressivo e regressivo; leggere e scrivere i numeri naturali, riconoscendo i due aspetti cardinale e ordinale. Leggere e scrivere numeri razionali in notazione decimale, avendo consapevolezza della notazione posizionale.

• Confrontare, ordinare e rappresentare i numeri naturali sulla retta.

• Eseguire semplici addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni con i numeri naturali, verbalizzare le procedure di calcolo e argomentare per giustificarle.

• Eseguire semplici addizioni e sottrazioni con i numeri decimali in contesti reali (ad esempio monete, misure). Conoscere le tabelline della moltiplicazione dei numeri fino a dieci.

Spazio e figure

• Eseguire e descrivere un semplice percorso partendo dalla descrizione verbale o dal disegno e fornire istruzioni per far compiere un percorso desiderato.

• Riconoscere, denominare e descrivere le principali figure geometriche secondo determinate caratteristiche (ad esempio numero di lati, ampiezza degli angoli, simmetrie…).

• Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali che rappresentano oggetti matematici sia del piano sia dello spazio. Misurare lunghezze, superfici con opportuni strumenti di misura e usando unità di misura standardizzate e non.

Relazioni, dati e previsioni

• Classificare numeri, figure e oggetti in base alle proprietà e ricorrendo a rappresentazioni opportune a seconda del contesto.

• Misurare grandezze (lunghezze, tempo, ecc.) utilizzando diversi strumenti e unità di misura.

Per Informatica:

• Scegliere ed utilizzare oggetti o simboli per rappresentare informazioni. Descrivere a parole attività della vita quotidiana tramite sequenze di passi precisi e non ambigui e saperle eseguire.

• Scrivere semplici programmi e verificare, mediante la loro esecuzione, se svolgono il compito previsto ed eventualmente correggerli.

CONOSCENZE

1. Numeri

• Il numero naturale nei tre aspetti: cardinale, ordinale e ricorsivo.

• Scrittura dei numeri in notazione posizionale decimale.

• Numeri naturali e decimali e la loro rappresentazione sulla retta.

• Frazioni.

• Sistemi di notazione dei numeri che sono o sono stati in uso in luoghi, tempi e culture diverse da quella occidentale.

• Tabelline della moltiplicazione fino al numero 10.

• Operazioni aritmetiche: addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione con numeri naturali, interi e frazioni, e le loro proprietà.

• Divisibilità e criteri di divisibilità: multipli e divisori.

• Massimo comune divisore e minimo comune multiplo.

• Numeri primi.

2. Spazio e figure

• Posizione di oggetti nello spazio.

• Distanze e volumi a partire dal proprio corpo.

• Binomi topologici: sopra/sotto, davanti/dietro, destra/sinistra, dentro/fuori.

• Punti di riferimento e descrizione di un percorso.

• Prima classificazione e misurazione di figure geometriche.

• Principali grandezze (lunghezze, tempo, ecc.) e loro unità di misura.

• Proprietà delle figure geometriche: simmetrie, angoli, perimetri e aree.

• Trasformazioni geometriche: isometrie e similitudini.

3. Relazioni, dati, previsioni e funzioni

• Il piano cartesiano.

• La retta nel piano cartesiano.

• Diagrammi, schemi e tabelle per rappresentare e leggere dati e relazioni.

• Evento.

• Frequenza di un dato, moda, mediana e media aritmetica di insiemi di dati.

4. Informatica

• Rappresentazione di dati e informazioni e la loro differenza.

• Concetto di algoritmo e sua esecuzione rigorosa.

• Strutture di controllo fondamentali di un linguaggio di programmazione e reazione agli eventi.

• Controllo di correttezza dei programmi.

SCIENZE

Perché si studia

Lo studio delle scienze rappresenta un elemento fondamentale per il progresso della società, perché si basa sull’osservazione della realtà, sull’astrazione, sulla formulazione di ipotesi e sulla verifica sperimentale dei modelli. Fin dalla scuola primaria, l’insegnamento delle scienze, integrato con la matematica, è essenziale non solo per sviluppare il pensiero logico, critico e argomentativo, ma anche per rafforzare la padronanza della lingua, la fiducia in sé stessi e la capacità di prendere decisioni consapevoli su temi rilevanti a livello globale.

Le attività laboratoriali rivestono un ruolo centrale, poiché stimolano l’apprendimento attivo, valorizzano i talenti individuali e favoriscono la creatività, l’immaginazione e la curiosità verso l’esplorazione del mondo naturale, fisico e biologico. Comprendere e applicare il metodo scientifico aiuta gli studenti a riconoscere il valore dell’errore come occasione di crescita, a elaborare concetti e relazioni basati sull’osservazione, e a sviluppare capacità di analisi, sintesi e argomentazione critica.

L’insegnamento scientifico promuove l’interdisciplinarità, favorisce collegamenti con le arti e la musica, e prepara gli studenti a una visione consapevole delle risorse energetiche e ambientali, sensibilizzandoli alla sostenibilità. In questo modo, le scienze contribuiscono alla formazione di cittadini responsabili, capaci di affrontare le sfide di una società in continua evoluzione, e a sviluppare una percezione positiva della scienza, della tecnologia e delle potenzialità umane.

Competenze attese al termine della classe V

• Osservare e interpretare i fenomeni naturali con curiosità scientifica, formulando domande, individuando relazioni tra grandezze misurabili e utilizzando un linguaggio appropriato.

• Comprendere la struttura e il funzionamento degli ecosistemi, riconoscendo le interazioni tra elementi naturali e tra uomo e ambiente, e sviluppando un atteggiamento di cura verso l’ambiente.

• Adottare comportamenti responsabili per la salute, attraverso lo sviluppo di abitudini alimentari corrette e stili di vita sani e rispettosi della propria salute.

SCIENZE

NUCLEI FONDANTI

• Esplorazione e osservazione della natura

• Materia e trasformazioni

• Esperimenti sui fenomeni fisici

• Esseri viventi e corpo umano

• Scienza e ambiente

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Esplorazione e osservazione della natura

• Osservare direttamente minerali, fossili, rocce, piante, funghi, animali e microorganismi, raccogliendo campioni, e utilizzando, ove disponibili, adeguati strumenti di indagine, per descriverne le caratteristiche e classificarli in base a criteri come forma, colore, struttura e habitat.

• Osservare il susseguirsi delle stagioni realizzando registrazioni periodiche dei cambiamenti nelle piante, nelle temperature, nella posizione del sole rispetto all’orizzonte locale in vari momenti della giornata.

• Osservare il movimento apparente del sole lungo l’arco della giornata attraverso l’ombra prodotta da un albero o da un bastone piantato nel terreno e utilizzare il cambiamento dell’ombra come strumento per misurare lo scorrere del tempo.

Materia e trasformazioni

• Identificare e classificare oggetti e materiali in base alle loro proprietà percepite (colore, forma, durezza, trasparenza, ecc.).

• Sperimentare la conservazione della quantità di materia per deformazione e per cambiamenti di stato (es. fusione del ghiaccio) e registrare le osservazioni attraverso disegni o tabelle.

Esperimenti sui fenomeni fisici

• Sperimentare diversi tipi di moto e situazioni di equilibrio degli oggetti su piani orizzontali e inclinati e confrontare mediante un dinamometro la forza necessaria per sollevare verticalmente un oggetto o per spostarlo lungo un piano orizzontale.

• Effettuare misure dirette di volume di liquidi e misure indirette del volume di oggetti solidi immersi in liquidi.

• Osservare e descrivere il comportamento delle calamite su diversi materiali, riconoscendo le proprietà di attrazione e repulsione e di orientamento nello spazio.

• Comprendere che il suono non è materia ma è il risultato di una vibrazione che si trasmette attraverso la materia, sperimentando la vibrazione delle corde di uno strumento musicale, parlando vicino a un palloncino gonfio o utilizzando diapason e bicchieri d’acqua per osservare come le vibrazioni producono suoni diversi.

• Riconoscere la propagazione rettilinea della luce anche attraverso l’osservazione delle proprietà delle ombre.

Esseri viventi e corpo umano

• Riconoscere le principali caratteristiche dei viventi e le loro diverse modalità di vita.

• Descrivere le sensazioni corporee fondamentali (fame, sete, dolore, movimento, caldo, freddo) per riconoscere la complessità del proprio organismo e comprenderne il funzionamento.

• Riconoscere le parti principali del corpo umano, nei suoi diversi organi e apparati, con particolare attenzione agli organi di senso e alla loro funzione nella percezione dell’ambiente.

• Sviluppare abitudini alimentari e stili di vita sani e rispettosi della propria salute.

Scienza e ambiente

• Riflettere su come le proprie azioni influenzano l’ambiente, riconoscendo l’importanza di comportamenti responsabili a scuola e nella natura per la tutela degli ecosistemi.

1. Ambiente e scienze della Terra

• Paesaggi naturali e antropici.

• Elementi dell’ambiente: suolo, acqua e il suo ciclo, aria, piante, funghi, animali, microrganismi.

• Minerali, rocce e fossili.

2. Ambiente e biologia

• Viventi e non viventi.

• Caratteristiche peculiari dell’organizzazione di un vivente.

• Componenti biotiche e abiotiche degli ecosistemi ed equilibrio naturale.

• Cicli di materia e flussi di energia negli ecosistemi; reti trofiche.

• Piante, animali, funghi, microrganismi: caratteristiche anatomiche e fisiologiche.

• Principi basilari delle classificazioni.

• Struttura e funzioni del corpo umano; funzioni riproduttive.

3. Astronomia e fenomeni naturali

• Movimento apparente del Sole e della Luna.

• Fasi lunari.

• Ciclo delle maree.

• Ciclo delle stagioni e alternanza del dì e della notte.

4. Fisica e fenomeni naturali

• Moti e oscillazioni.

• Gravità: peso e massa.

• Densità: galleggiamento.

• Pressione: proprietà dell’aria.

• Calore e temperatura: equilibrio termico.

• Forza ed energia.

• Suoni: vibrazioni, propagazione delle vibrazioni e loro percezione come suoni.

• Luce: propagazione rettilinea, riflessione, diffusione, rifrazione, meccanismo della visione, colori.

• Fenomeni elettrici e magnetici.

5. Chimica e proprietà dei materiali

• Sostanze e miscugli e le loro proprietà.

• Stati della materia e cambiamenti di stato.

• Trasformazioni chimiche (a livello fenomenologico e macroscopico).

CONOSCENZE

TECNOLOGIA

Perché si studia

La tecnologia si configura come l’applicazione organizzata dei risultati delle discipline scientifiche per raggiungere scopi concreti e utili. La disciplina ha come finalità principale lo sviluppo della cultura tecnica, ossia la capacità di comprendere strumenti, processi e sistemi tecnologici, promuovendo negli studenti un atteggiamento critico e consapevole verso le tecnologie che incontrano nella vita quotidiana. Essa favorisce inoltre una visione sistemica, che collega l’osservazione dei fenomeni, la costruzione di modelli teorici e la loro applicazione pratica, consentendo agli alunni di comprendere la tecnologia non come fine a sé stessa, ma come mezzo per risolvere problemi e raggiungere obiettivi concreti. Nella scuola primaria, l’insegnamento della tecnologia punta ad avvicinare gli alunni a un uso consapevole degli strumenti attraverso esperienze pratiche sicure, integrate con attività di laboratorio ed esperimenti che stimolino l’osservazione, la progettazione e l’applicazione. In questo modo si gettano le basi cognitive per affrontare la complessità dei sistemi tecnologici e per comprendere le interconnessioni tra tecnologia, scienze, matematica e informatica.

Un ruolo centrale è attribuito anche all’informatica e alla cittadinanza digitale: gli studenti imparano a comprendere il funzionamento dei sistemi informatici e dei loro limiti, a usare le piattaforme digitali in modo sicuro e responsabile, a gestire i dati e a interagire con gli altri rispettando regole civiche. È sottolineata l’importanza di mantenere il controllo umano nelle decisioni basate su sistemi informatici che possano avere impatti significativi. Attraverso questo percorso, gli studenti sviluppano competenze fondamentali: osservare e analizzare fenomeni tecnologici, progettare, trasformare e produrre in contesti sicuri, comprendere il legame tra teoria e pratica, usare strumenti tecnologici e digitali in modo critico e creativo, e integrare conoscenze di tecnologia, scienze, matematica e informatica per affrontare problemi reali. In sintesi, la disciplina contribuisce a formare cittadini consapevoli, capaci di utilizzare le tecnologie in modo intelligente, responsabile e creativo.

Competenze attese al termine della classe V

• Comprendere e spiegare il funzionamento di dispositivi tecnologici semplici e alcuni processi di trasformazione di risorse e di consumo di energia e il relativo impatto ambientale e iniziare a riconoscere in modo critico le caratteristiche, le funzioni e i limiti della tecnologia attuale.

• Essere in grado di utilizzare, concepire e realizzare semplici modelli e oggetti funzionali, anche tenendo conto dei principi di sostenibilità e funzionalità, e di produrre semplici rappresentazioni grafiche del proprio operato utilizzando elementi del disegno tecnico o strumenti multimediali.

• Comprendere e saper risolvere problemi tecnici elementari, anche contribuendo attivamente a progetti di gruppo.

• Saper ricavare informazioni utili su proprietà e caratteristiche di beni o servizi leggendo etichette, volantini o altra documentazione tecnica e commerciale.

• Orientarsi tra i diversi mezzi di comunicazione ed essere in grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni.

Per Informatica:

• Riconoscere la presenza dei computer nella vita quotidiana e distinguere Internet come rete di comunicazione dai servizi e contenuti forniti.

• Comprendere le regole fondamentali per un utilizzo sicuro e socialmente responsabile della tecnologia informatica e usarla per scegliere ed usare contenuti digitali.

• Sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti delle applicazioni informatiche riconoscendone le potenzialità come strumenti di espressione personale nella vita quotidiana.

TECNOLOGIA

NUCLEI FONDANTI

• Vedere e osservare

• Prevedere e immaginare

• Intervenire e trasformare

• Informatica

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Vedere e osservare

• Osservare e classificare elementi artificiali presenti nell’ambiente scolastico e urbano.

• Descrivere e rappresentare (attraverso disegni, schemi o modellini) semplici processi di trasformazione dell’energia e dei materiali, riflettendo sugli effetti ambientali di tali trasformazioni.

• Prevedere e immaginare.

• Ideare e costruire semplici modelli, descrivendo le fasi di realizzazione.

• Misurare grandezze ambientali (lunghezze, temperatura, luce) con strumenti semplici e registrare i dati.

• Intervenire e trasformare.

• Effettuare prove e esperienze sulle proprietà dei materiali più comuni.

• Eseguire interventi di decorazione, riparazione e manutenzione del proprio corredo scolastico.

Per Informatica:

• Riconoscere la presenza delle tecnologie informatiche nella vita comune, comprendendo l’importanza di usarle rispettando gli altri e proteggendo i dati personali, sapendo identificare figure adulte di riferimento a cui rivolgersi in caso di situazioni problematiche.

• Creare, selezionare e usare semplici testi o disegni, usando strumenti informatici.

1. Tecnologia e oggetti di uso comune

• I bisogni primari dell’uomo, gli oggetti, gli strumenti e le macchine che li soddisfano.

• Oggetti e utensili di uso comune e le loro funzioni.

• Caratteristiche e potenzialità tecnologiche degli strumenti d’uso più comuni.

• Modalità d’uso in sicurezza degli strumenti più comuni.

2. Produzione e sviluppo tecnologico

• Produzione e trasformazione.

• Utilizzo e sviluppo di semplici modelli della tecnologia.

3. Informatica

• Principali componenti hardware e software e principali funzioni di un dispositivo digitale.

• Notazione binaria.

• Internet e i suoi servizi.

• Autenticazione e protezione dell’accesso ai dispositivi.

• Valore dei dati e importanza di proteggere i dati personali.

• “Codici segreti” per tutelare la riservatezza.

• Uso responsabile e rispettoso di tecnologie informatiche, dati digitali e servizi su rete, sapendo come riportare agli adulti di riferimento eventuali problematiche.

• Creazione e modifica di semplici contenuti digitali e multimediali usando semplici applicazioni informatiche, per raccontare storie o esperienze personali.

CONOSCENZE

MUSICA

Perché si studia

La musica rappresenta un patrimonio di inestimabile valore per l’Italia, che grazie ai suoi compositori e interpreti ha lasciato un’impronta storica riconosciuta a livello mondiale. Lo studio della musica si configura non solo come apprendimento di contenuti e tecniche, ma come un vero e proprio strumento educativo che coinvolge molteplici dimensioni: cognitivo-culturale, critico-estetica, linguistico-comunicativa, emotivo-affettiva, relazionale-sociale, identitaria e interculturale, nonché cinestetico-corporea. In altre parole, la musica contribuisce a sviluppare capacità di rappresentazione simbolica della realtà, pensiero critico, autonomia di giudizio, espressione e comunicazione musicale, gestione delle emozioni, cooperazione e consapevolezza della propria identità culturale in dialogo con altre culture, oltre alla coordinazione e al controllo corporeo.

Le più recenti evidenze neuroscientifiche confermano l’importanza di questa disciplina, mostrando come ascolto, pratica e comprensione musicale stimolino simultaneamente diverse aree cerebrali coinvolte nella cognizione, nelle emozioni, nel movimento e nelle interazioni sociali, sottolineando il suo impatto sullo sviluppo neurologico e sul benessere complessivo. Per questo, investire nell’educazione musicale fin dalla scuola dell’infanzia è essenziale: la musica diventa uno strumento privilegiato per l’apprendimento linguistico, l’espressione emotiva, la comunicazione e la socializzazione, favorendo la prevenzione del disagio, la cooperazione e la riduzione della dispersione scolastica. La pratica corale, in particolare, rappresenta un’occasione per sviluppare senso di comunità, rispetto delle regole, confronto con gli altri e accettazione della diversità.

Nel corso della scuola primaria e secondaria, l’educazione musicale promuove la conoscenza, l’ascolto e la comprensione della musica, la pratica del canto e degli strumenti musicali in modo inclusivo e graduale, favorendo l’interazione con altre discipline per stimolare il pensiero critico, la creatività e le competenze sensoriali, cognitive, espressive e relazionali. Particolare attenzione viene data all’esperienza diretta con la musica attraverso attività come laboratori, ascolto guidato, passeggiate e paesaggi sonori, partecipazione a concerti, interazione con musicisti, lettura e interpretazione dei brani, introduzione alla pratica vocale, corale e strumentale. In chiave interculturale, lo studio della musica permette di confrontarsi con tradizioni di epoche e culture diverse, rafforzando la consapevolezza del patrimonio musicale nazionale e globale e affinando le competenze estetiche ed espressive degli studenti. In sintesi, la musica si configura come disciplina fondamentale per la formazione completa del cittadino, integrando apprendimento cognitivo, sviluppo emotivo, senso estetico, socialità e identità culturale.

Competenze attese al termine della classe V

• Ascolto critico e interpretazione del suono: comprendere e interpretare messaggi sonori e musicali.

• Ritmo, movimento ed espressione corporea: coordinare movimento e ritmo in risposta alla musica.

• Alfabetizzazione, creatività, produzione musicale: classificare, conoscere, esplorare strumenti musicali diversi e partecipare attivamente a pratiche corali e di musica d’insieme.

• Sensibilità estetica, analisi critica e contesto culturale: sviluppare la capacità di apprezzare la bellezza e l’espressività della musica, riconoscere le emozioni e i sentimenti espressi attraverso la musica, anche in riferimento al contesto storico e culturale in cui sono inscritte, e analizzare la struttura e gli elementi musicali.

MUSICA

NUCLEI FONDANTI

• Percezione, ascolto e analisi

• Alfabetizzazione e grammatica musicale

• Creatività, esecuzione e interpretazione

• Ritmo, movimento ed espressione corporea

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Percezione, ascolto e analisi

• Ascoltare e riconoscere suoni diversi.

• Riconoscere e descrivere le caratteristiche dei suoni (altezza, intensità, durata, timbro).

• Ascoltare attivamente brani musicali e riconoscerne le principali proprietà e strutture.

Alfabetizzazione e grammatica musicale

• Introdurre prime forme di rappresentazione grafica della musica (partiture grafiche, notazioni analogiche e spontanee).

• Creatività, esecuzione e interpretazione

• Creare semplici ritmi con voce, corpo e strumenti.

• Partecipare al canto corale e a semplici attività di musica d’insieme.

Ritmo, movimento ed espressione corporea

• Seguire il ritmo con il movimento del corpo.

CONOSCENZE

1. Repertorio musicale

• Ascolto e conoscenza di brani significativi di diverse epoche e stili.

2. Notazione musicale

• Simboli per ritmi e melodie.

3. Strumenti musicali

• Classificazione e caratteristiche degli strumenti musicali.

4. Canto corale

• Brani semplici con accompagnamento ritmico-motorio.

5. Ambienti sonori

• Proprietà e qualità principali degli ambienti sonori.

6. Storia della musica

• Conoscenza dei principali lineamenti della storia della musica.

7. Forma musicale

• Conoscere e riconoscere i principali assetti formali (AB, ABA, strofa/ritornello, ecc.).

• Conoscere i principi costitutivi della forma musicale (melodia, polifonia, imitazione, ostinato, ecc.).

ARTE E IMMAGINE

Perché si studia

L’insegnamento di Arte e Immagine accompagna i bambini e i ragazzi lungo tutto il primo ciclo scolastico, seguendo il loro sviluppo naturale e rappresentando una componente fondamentale del curricolo. La disciplina, insieme alla musica, appartiene all’ambito dei saperi estetici, offrendo un linguaggio universale per esplorare emozioni, idee e culture, attraverso lo sviluppo della creatività e l’apprendimento della tecnica. I saperi estetici si intrecciano con quelli scientifici, ma si esprimono attraverso simboli, metafore e linguaggi visivi che valorizzano aspetti emozionali, poetici e talvolta indefiniti delle facoltà umane, dando voce a ciò che spesso le parole non riescono a esprimere. In questo contesto, la storia dell’arte diventa centrale, poiché consente di comprendere come l’uomo, attraverso l’immaginazione creativa, abbia costruito una memoria condivisa fatta di pensieri, sentimenti e ideali collettivi. Le opere d’arte, i manufatti, l’architettura, il design e perfino il cinema raccontano sempre due aspetti: quello storico e sociale legato al tempo e al luogo in cui sono stati creati, e quello poetico e simbolico, che esprime la creatività e invita all’interpretazione. La scuola valorizza entrambe le dimensioni, attraverso l’osservazione diretta del patrimonio artistico, laboratori pratici inclusivi, visite a musei e centri storici, e confronti tra culture diverse, promuovendo così una cittadinanza attiva e consapevole.

La pratica artistica, tradizionale e contemporanea, costituisce un momento cruciale per sviluppare manualità, motricità fine, espressività e autonomia. Tecniche come disegno, modellazione, pittura, fotografia, videoarte e strumenti digitali consentono di unire l’esperienza manuale con le nuove tecnologie, alfabetizzando gli studenti ai linguaggi visivi tradizionali e contemporanei. In particolare, la calligrafia aiuta a integrare mente e mano, favorendo concentrazione, espressività personale e comprensione di tradizioni culturali diverse. Arte e Immagine educa anche alla lettura critica dei messaggi visivi della società contemporanea, aiutando a distinguere tra ciò che ha valore artistico e ciò che è mero linguaggio di massa o pubblicitario. L’insegnamento della disciplina, privilegiando metodologie attive e laboratoriali, permette agli studenti di osservare, analizzare, interpretare e produrre opere, sviluppando competenze tecniche, espressive, cognitive ed emotive. Attraverso il gioco simbolico, la sperimentazione e la narrazione visiva, gli alunni imparano a collegare il patrimonio locale a quello globale, confrontare culture diverse e usare il linguaggio visivo per comunicare idee ed emozioni.

In sintesi, Arte e Immagine promuove lo sviluppo della creatività e delle capacità espressive, alfabetizza ai saperi estetici, approfondisce la conoscenza del patrimonio artistico e culturale, stimola la crescita cognitiva ed emotiva e favorisce la formazione di cittadini consapevoli, capaci di tutelare e dialogare con le arti e le culture diverse.

Competenze attese al termine della classe V

• Espressività/Produzione

Esprimere emozioni, idee personali e creatività attraverso la creazione di elaborati (es. disegni, collage ispirati a un dipinto o a un fregio locale) e l’applicazione di tecniche semplici (es. chiaroscuro, prospettiva intuitiva), offrendo risposte personali ai compiti proposti in laboratori inclusivi che accolgano diversi stili di apprendimento, valutandone poi l’efficacia comunicativa.

• Comunicazione

Esprimere il proprio mondo e la propria identità attraverso un linguaggio visivo che sappia integrare forme simboliche e metaforiche, arricchito dalla conoscenza dell’arte tradizionale e contemporanea, per promuovere la consapevolezza di sé attraverso l’espressione personale.

• Osservazione/Lettura

Osservare e commentare testi visivi, sia propriamente artistici sia appartenenti alla cultura visiva quotidiana (es. dipinti, video), individuandone significati di base (es. emozioni) e aspetti formali (es. equilibrio, ritmo), usando il codice comunicativo (es. colori caldi per emozioni, inquadrature per narrazione); esplorare semplici contesti delle opere (es. chi le ha create, in che periodo), collegandole al proprio vissuto attraverso riflessioni personali.

• Analisi/Interpretazione/Comprensione

Riconoscere il contesto storico-culturale, collegandolo al proprio vissuto, osservando opere, in particolare locali (es. un monumento o una scultura); confrontare opere artistiche di culture diverse (es. un dipinto italiano e un mandala orientale) per sviluppare il rispetto e la valorizzazione della diversità culturale, applicando semplici criteri di analisi critica; riconoscere il valore dei beni artistici e l’importanza di rispettarli, sviluppando un approccio consapevole alla loro tutela.

ARTE E IMMAGINE

NUCLEI FONDANTI

• Espressività/ Produzione

• Comunicazione

• Osservazione/ Lettura

• Analisi/ Interpretazione/ Comprensione

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Espressività/Produzione

• Sperimentare la calligrafia di base (es. corsivo italiano) attraverso esercizi di motricità fine (es. tracciamento di lettere singole con pennarelli a punta calligrafica), per sviluppare un segno fluido e leggibile, integrando semplici motivi decorativi ispirati al patrimonio locale o a tradizioni diverse.

• Sperimentare tecniche di base (es. pastelli, tempera, collage) e materiali plastici (es. pasta di sale, plastiline) per creare piccoli elaborati.

• Disegnare forme semplici umane, animali, vegetali ed architettoniche (es. archi, colonne), anche fantastiche, per rappresentare oggetti o storie, con tratti definiti.

• Esercitare abilità manuali di base, come l’impugnatura della matita, per tracciare segni chiari e leggibili, in contesti inclusivi.

• Creare elaborati ispirandosi a opere artistiche locali, per coltivare la propria originalità attraverso tecniche semplici, promuovendo consapevolezza storica ed identitaria.

• Assemblare o integrare negli elaborati piccoli oggetti, anche personali, per realizzare composizioni estetiche o narrative, descrittive o fantastiche.

• Utilizzare app di disegno accessibili o fotocamere di tablet per creare immagini statiche, animazioni in stopmotion o brevi video, integrando materiali analogici (es. disegni, modellazioni) per progetti narrativi che reinterpretano opere d’arte o patrimoni locali.

Comunicazione

• Usare colori, linee, forme e materiali per esprimere emozioni, idee personali e racconti, anche ispirandosi a immagini e registri espressivi desunti dall’arte, promuovendo così l’originalità dell’espressione personale.

Osservazione/Lettura

• Riconoscere semplici testi visivi e audiovisivi (es. dipinti, illustrazioni, cartoni animati), descrivendone gli elementi compositivi e formali principali (es. colori, forme, effetti di luce e ombra) e il contesto di base (es. cosa rappresentano, chi li ha creati), individuandone il codice comunicativo essenziale (es. colori per emozioni, forme per azioni).

• Osservare un semplice oggetto illuminato da una singola fonte di luce (es. lampadina, sole) individuandone le principali ombre proprie e portate (riferendosi ad esempio al sole presente nel disegno spontaneo per introdurre alla percezione visiva del chiaroscuro).

• Analizzare un dipinto, un’illustrazione o un cartone animato per descriverne elementi, colori e forme, individuandone il contesto espressivo e narrativo.

Analisi/Interpretazione/Comprensione

• Identificare opere o oggetti artistici e artigianali del proprio ambiente o di altre culture, nominandone le caratteristiche principali.

1. Elementi formali

Elementi formali base (es. colori, forme, soggetti) di opere artistiche e altri testi figurativi, costruttivi e audiovisivi (es. disegno, pittura, scultura, architettura, fotografia, cinema, video).

2. Basi del disegno

Linee, proporzioni, spazi, equilibrio, prospettiva semplice.

Linee di contorno, campiture di colore, luci e ombre.

Motivi decorativi e calligrafici.

3. Calligrafia

Elementi di calligrafia di base (es. corsivo italiano, proporzioni delle lettere, fluidità del segno).

Cenni a tradizioni calligrafiche storiche e interculturali (es. manoscritti medievali, calligrafia araba).

4. Tecniche artistiche

Tecniche semplici di pittura (acquerello o tempera su carta).

Pastelli (matite colorate, pastelli a cera per campiture).

Collage (con carta colorata o ritagli di immagini esistenti e colla vinilica).

Fotografia base (scatti con tablet).

Assemblaggi (con materiali di recupero o piccoli oggetti, anche personali).

Modellazione (argilla o plastilina per forme tridimensionali).

5. Immagini e cultura

Ruolo delle immagini nella cultura popolare, antica e contemporanea.

Principali opere e tradizioni artistiche del proprio territorio (es. opere pittoriche, scultoree o artigianali locali), italiane e di altre culture, antiche e contemporanee (es. mandala orientali, illustrazioni contemporanee).

6. Storia dell’arte

Cenni su movimenti artistici locali, nazionali ed internazionali.

Stili storici antichi (es. gotico, rosoni delle cattedrali), barocchi (es. luce e ombra nei dipinti di Caravaggio) e moderni (es. cubismo, forme geometriche di Severini).

CONOSCENZE

EDUCAZIONE MOTORIA

Perché si studia

L’educazione motoria nella scuola primaria rappresenta l’applicazione educativa delle scienze motorie e sportive, un ambito interdisciplinare che integra conoscenze sul corpo, il movimento, le scienze umane, sociali e biomediche. Il loro scopo è promuovere uno sviluppo armonico e consapevole degli alunni, considerando non solo l’aspetto motorio, ma anche quello cognitivo, emotivo e sociale.

Il percorso educativo si sviluppa lungo cinque dimensioni interconnesse: stili di vita attivi e sani, abilità motorie, capacità cognitive, competenze sociali e gestione delle emozioni. L’educazione motoria valorizza la complessità del movimento, stimola l’autonomia e favorisce la costruzione di stili di vita attivi fin dalla scuola, promuovendo benessere, inclusione e cittadinanza attiva. Attraverso il gioco, la pratica sportiva e le attività motorie strutturate, gli alunni imparano a conoscere il proprio corpo, a gestire le emozioni, a relazionarsi con gli altri e a sviluppare resilienza, motivazione e senso di autoefficacia.

La disciplina sostiene anche lo sviluppo delle funzioni esecutive e delle soft skills, favorendo la flessibilità cognitiva, la memoria di lavoro e la capacità di adattamento ai diversi contesti. Le attività didattiche prevedono esperienze in aula, all’aperto e in contesti naturali o urbani, pause attive, mobilità attiva e outdoor education, per stimolare la varietà e la ricchezza del movimento quotidiano. L’inserimento del docente specialista in educazione motoria nella scuola primaria consente di approfondire e ampliare l’esperienza motoria, garantendo attenzione alle diverse abilità e ai bisogni educativi speciali.

Gli obiettivi principali si articolano nello sviluppo di tre ambiti: le abilità motorie e tattico-strategiche nel gioco e nelle attività sportive, le componenti della fitness per affrontare le attività quotidiane con vigore e piacere, e la promozione di uno stile di vita attivo anche al di fuori della scuola. In parallelo, l’educazione motoria contribuisce alla crescita personale e interpersonale, alla gestione delle emozioni, alla regolazione dei conflitti, al rispetto delle regole e alla costruzione di competenze trasversali fondamentali per la vita.

In sintesi, l’educazione motoria accompagna lo sviluppo integrale dell’alunno, promuovendo salute, benessere, autonomia, consapevolezza del corpo e capacità di vivere in modo attivo e armonico nella società.

Competenze attese al termine della classe V

• Avere cura e rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente come presupposto di uno stile di vita sano.

• Essere consapevole di sé attraverso la padronanza dei movimenti e la percezione del proprio corpo, delle possibilità motorie e dei suoi linguaggi.

• Adeguare le modalità esecutive a differenti proposte motorie.

• Agire rispettando i criteri di base di sicurezza per sé e per gli altri, sia nel movimento che nell’uso degli attrezzi.

• Esprimersi nell’ambito motorio valorizzando le proprie potenzialità.

EDUCAZIONE MOTORIA

NUCLEI FONDANTI

• Dimensione degli stili di vita attivi e sani

• Dimensione motoria

• Dimensione cognitiva

• Dimensione sociale

• Dimensione emotivorelazionale

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Al termine della classe III

Dimensione degli stili di vita attivi e sani:

• Partecipare alle differenti tipologie di attività motoria proposte.

• Utilizzare in modo attivo i tempi scolastici dedicati alla ricreazione, alle pause e alle situazioni in cui è possibile muoversi.

Dimensione motoria:

• Acquisire le abilità motorie fondamentali.

• Esercitare abilità ed elementari tattiche praticabili nelle attività di gioco.

• Assumere progressiva consapevolezza delle modalità espressive e comunicative del corpo.

Dimensione cognitiva:

• Comprendere, ricordare e rispettare le regole delle attività proposte.

• Strutturare una relazione positiva con l’ambiente di apprendimento.

• Mettere in pratica i principî di una sana alimentazione. Dimensione sociale:

• Interagire in maniera collaborativa e rispettosa con tutti i compagni.

• Dimensione emotivo-relazionale.

• Manifestare e modulare le proprie emozioni.

• Mostrare empatia per compagne e compagni.

1. Giochi e attività motorie

• Giochi di esplorazione, coordinazione, collaborazione, di complessità crescente, con e senza attrezzi.

• Giochi di regole.

• Esercizi e percorsi a corpo libero, con piccoli e grandi attrezzi.

• Esperienze di comunicazione non verbale.

• Attività legate alla motricità fine.

• Esercizi che stimolino la lateralità, la coordinazione, l’equilibrio e la destrezza.

• Attività di percezione corporea, movimenti coreografici, drammatizzazioni con il corpo e parti di esso, posture e azioni mediate dalla musica.

• Attività in ambiente naturale e urbano finalizzate ad apprendimenti motori.

2. Inclusione e attenzione ai bisogni speciali

• Le attività saranno sempre proposte con specifica attenzione ai bisogni educativi speciali presenti nel gruppo classe.

3. Abilità motorie fondamentali

• Intese come movimenti che forniscono le basi per l’apprendimento di azioni complesse nei diversi contesti dell’attività motoria.

• Richieste per la pratica dei contenuti: movimenti locomotori, posturali ed espressivi, relativi al rapporto con gli altri, con l’ambiente e con gli oggetti, con particolare riferimento alla coordinazione spaziale e temporale.

CONOSCENZE

LA NUOVA VALUTAZIONE

NELLA SCUOLA PRIMARIA

L’orizzonte normativo a cui fare riferimento è definito dall’O.M. n. 3/2025. La nota MIM 2867/2025 evidenzia che tale “ordinanza ministeriale rammenta, preliminarmente, la prospettiva formativa e di miglioramento continuo del processo formativo e dei risultati di apprendimento degli alunni. Richiamando quanto previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo n. 62/2017, si afferma che la valutazione documenta lo sviluppo dell’identità personale dell’alunno e promuove l’autovalutazione di ciascuno in relazione all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze, concorrendo, insieme alla valutazione del processo formativo, al graduale raggiungimento dei traguardi di competenza definiti dalle Indicazioni nazionali per il curricolo in coerenza con gli obiettivi di apprendimento declinati nel curricolo di istituto”.

Normativa di riferimento

• Legge n. 150 del 1° ottobre 2024, convertita con modifiche dall’Ordinanza

Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, nota MIM 2867 del 23/01/2025

• D.Lgs. n. 62/2017

L’attività valutativa consente, in quest’ottica, di dare valore al percorso di costruzione delle conoscenze degli alunni, di promuovere lo sviluppo delle potenzialità individuali a partire dai livelli di apprendimento effettivamente raggiunti e di sostenere la motivazione verso un miglioramento continuo, finalizzato al successo formativo e scolastico.

La valutazione PER l’apprendimento

Tale normativa delinea un sistema valutativo che valorizza i processi cognitivi, metacognitivi, emotivi e sociali attraverso cui si manifestano i risultati scolastici.

• Indicazioni Nazionali per il curricolo Valutazione

L’ottica è quella della valutazione per l’apprendimento, una valutazione “autentica”, “formativa”: è autentica e formativa perché è simile al reale, chiede agli studenti di ri-costruire la disciplina, richiede capacità di giudizio; inoltre, le informazioni raccolte servono anche a rimodulare l’insegnamento in base ai bisogni educativi reali degli alunni e ai loro stili di apprendimento. Le attività didattiche vengono così adattate a ciò che è stato osservato, puntando su ciò che può essere potenziato.

La valutazione formativa come strumento per orientare la didattica

Pertanto, la valutazione formativa:

• intende promuovere gli apprendimenti degli alunni risvegliando in loro la consapevolezza di cosa accade quando si impara;

• fornisce all’insegnante informazioni utili per migliorare il percorso di apprendimento di ciascun bambino garantendogli il successo formativo;

• sviluppa un atteggiamento riflessivo da parte dell’insegnante che valorizza gli obiettivi raggiunti dal bambino e lo invita ad individuare nuove risorse per riuscire ad accrescere le sue competenze;

• permette agli insegnanti di valutare l’efficacia della loro azione didattica al fine di elaborare nuove piste di lavoro per facilitare l’acquisizione degli apprendimenti da parte degli alunni con l’utilizzo di strategie e metodologie diversificate e coerenti con gli obiettivi programmati;

• considera l’errore dentro il processo di apprendimento come un ostacolo da superare.

La valutazione diventa così strumento di crescita personale, documenta lo sviluppo dell’identità di ciascun alunno e favorisce la consapevolezza e l’autovalutazione rispetto a conoscenze, abilità e competenze.

Le nuove

disposizioni e i giudizi sintetici

Le nuove disposizioni riguardano la valutazione delle discipline previste dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica (Legge 20 agosto 2019, n. 92).

Con l’Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, è stato stabilito che la valutazione periodica e finale degli apprendimenti nelle classi della scuola primaria venga espressa attraverso un giudizio sintetico accompagnato da una descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti.

I giudizi sintetici da riportare nel documento di valutazione sono articolati in una scala di sei livelli decrescenti:

• Ottimo

• Distinto

• Buono

• Discreto

• Sufficiente

• Non sufficiente

Le Indicazioni Nazionali rappresentano il principale punto di riferimento per individuare gli obiettivi di apprendimento da valutare periodicamente e a fine anno. Nella progettazione annuale, tali obiettivi possono essere riformulati in modo da risultare osservabili e contenere sia l’azione cognitiva sia i contenuti disciplinari.

L'Allegato A e le aree di osservazione

Per garantire chiarezza e trasparenza, l’Allegato A dell’O.M. n. 3/2025 descrive i sei giudizi sintetici:

GIUDIZIO SINTETICO

OTTIMO

DISTINTO

BUONO

DISCRETO

SUFFICIENTE

NON SUFFICIENTE

DESCRIZIONE DEL GIUDIZIO

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza.

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale.

Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi anche difficili. Si esprime correttamente, con proprietà di linguaggio e capacità di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza.

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi.

Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con parziale autonomia e consapevolezza.

È in grado di utilizzare alcune conoscenze, abilità e competenze per svolgere compiti e risolvere problemi non particolarmente complessi. Si esprime correttamente, con un lessico semplice e adeguato al contesto.

L’alunno svolge le attività principalmente sotto la guida e con il supporto del docente.

È in grado di applicare alcune conoscenze e abilità per svolgere semplici compiti e problemi, solo se già affrontati in precedenza. Si esprime con un lessico limitato e con qualche incertezza.

L’alunno non riesce abitualmente a svolgere le attività proposte, anche se guidato dal docente. Applica solo saltuariamente conoscenze e abilità per svolgere alcuni semplici compiti. Si esprime con incertezza e in maniera non adeguata al contesto.

Tale allegato, come evidenziato nella premessa dell’OM 3/2025, non è “facoltativo e integrabile, in quanto si ritiene necessario garantire l’uniformità delle procedure valutative a livello territoriale”.

Inoltre, vengono considerate diverse aree di osservazione, come esplicitato nella nota MIM 2867 del 23/01/2025:

• padronanza e uso dei contenuti disciplinari, abilità e competenze acquisite;

• uso appropriato del linguaggio specifico;

• grado di autonomia;

• continuità nello svolgimento delle attività, anche in relazione alla difficoltà;

• capacità di espressione e rielaborazione personale.

Pertanto, il giudizio sintetico espresso per ciascuna disciplina non si riduce alla somma dei singoli risultati, ma tiene conto dei processi cognitivi, del progresso e della continua evoluzione degli apprendimenti.

I modelli possibili

La nota MIM del 23/01/2025 specifica che “Ciascuna istituzione scolastica può adottare l’impostazione e la soluzione grafica che ritiene più funzionale a una chiara e trasparente comunicazione alle famiglie della valutazione periodica e finale degli apprendimenti disciplinari” e propone due esempi possibili per l’adeguamento del documento di valutazione.

ESEMPIO n. 1

Il documento di valutazione riporta per ciascuna disciplina il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A.

Giudizio

Disciplina

Matematica

Italiano OTTIMO

Descrizione del giudizio

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi. Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale. Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

ESEMPIO n. 2

In questa proposta il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A possono essere integrati con i principali obiettivi di apprendimento disciplinari che ciascuna istituzione scolastica ha individuato nel curricolo d’istituto per la specifica disciplina e per l’anno di corso di riferimento.

Classe Prima ∞ Italiano

Disciplina Giudizio sintetico

Italiano OTTIMO

Descrizione del giudizio Obiettivi di apprendimento

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale. Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

Classe Terza ∞ Matematica

Disciplina

Giudizio sintetico

• Leggere e comprendere brevi testi di vario tipo mostrando di saperne cogliere il senso globale e le informazioni essenziali.

• Scrivere un breve testo con frasi semplici e compiute rispettando le principali convenzioni ortografiche.

• Ascoltare e comprendere testi di vario tipo, individuando gli elementi essenziali.

Matematica BUONO

Descrizione del giudizio Obiettivi di apprendimento

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi. Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

• Leggere, scrivere e confrontare numeri decimali.

• Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali anche nello spazio.

• Classificare numeri, figure, oggetti in base a una o più proprietà.

La valutazione in itinere e modalità di accertamento degli apprendimenti

Per quanto riguarda la valutazione in itinere, spetta ai singoli docenti scegliere le modalità di raccolta degli elementi più significativi, utili a formulare la valutazione periodica e finale.

Tali elementi devono restituire in modo chiaro e comprensibile agli alunni e alle famiglie il livello di padronanza dei contenuti verificati, nel rispetto dei criteri e delle modalità definiti dal Collegio dei docenti e inseriti nel PTOF.

La valutazione in itinere, espressa nelle forme ritenute più opportune, registra il progresso degli apprendimenti e consente ai docenti di adattare la progettazione curricolare, personalizzando e individualizzando i percorsi.

Occorre chiarire che l'accertamento degli apprendimenti disciplinari si effettua mediante:

1 Verifiche nel corso dell'attività didattica

2 Osservazioni sistematiche sulla partecipazione alle attività della classe (osservazione dall’esterno)

3 Autovalutazione (osservazione dall’interno) (autovalutazione e osservazioni sistematiche permettono di conoscere e verificare le modalità di apprendimento di ogni singolo alunno)

1 Verifiche nel corso dell’attività didattica

La seguente scheda per la rilevazione degli apprendimenti che viene proposta in questa guida ha la finalità di aiutare il docente a:

• raccogliere le evidenze relative allo svolgimento delle prove di verifica, in base alle aree di osservazione previste

• formulare il giudizio sintetico

Attività | Italiano | Comprensione del testo

IL GATTO PEPE

PEPE È UN GATTO E VIVE NELLA FATTORIA.

PEPE SI DIVERTE A FARE GLI SCHERZI AGLI ALTRI ANIMALI.

TIRA LA CODA DEL MAIALE E IL MAIALE GLI DICE:

– LASCIAMI IN PACE, GATTACCIO!

STRAPPA QUALCHE PIUMA ALLE GALLINE E LE GALLINE

SCAPPANO TUTTE ARRUFFATE.

SPAVENTA LE OCHE E RINCORRE I CONIGLI.

E PER FINIRE SPORCA TUTTA LA BIANCHERIA STESA AL

SOLE AD ASCIUGARE.

POI TORNA A CASA TUTTO CONTENTO E BEVE IL SUO

LATTE. MA GLI ANIMALI DELLA FATTORIA SONO MOLTO

ARRABBIATI.

M.S. Macchia, Il gatto Pepe, Fabbri

• SEGNA CON UNA X SOLO LE FRASI GIUSTE.

PEPE È UN GATTO

PEPE È UN MAIALE

PEPE VIVE IN UN BOSCO

PEPE TIRA LA CODA DEL CANE

PEPE RINCORRE I CONIGLI

PEPE È ARRABBIATO

GLI ANIMALI DELLA FATTORIA SONO ARRABBIATI

VALUTAZIONE DELLA PROVA: Il gatto Pepe

Competenza attesa di riferimento

Obiettivo specifico che si vuole verificare

Strumento utilizzato

• Comprendere, parlare, ascoltare. Comprendere testi ed enunciati trasmessi in forma scritta e orale, essendo in grado di identificare il senso globale e le informazioni particolari, gli snodi dell’argomentazione, le intenzioni dell’emittente.

• Leggere, interpretare, esporre. Essere in grado di comprendere un testo letto da soli o dall’insegnante, cogliendone gli elementi principali e le finalità (descrivere, narrare, fornire istruzioni, ecc.) con l’aiuto dell’insegnante.

• Lettura e interpretazione. Leggere in silenzio e ad alta voce; comprendere il significato di brevi testi scritti.

Test a scelta multipla

In questa prova si chiede all’alunno di leggere un testo e di indicare le risposte corrette. Durante lo svolgimento della prova, il docente osserverà:

• se l’alunno utilizza con padronanza i contenuti disciplinari, le abilità e le competenze maturate

• se l’alunno è in grado di utilizzare il linguaggio specifico della disciplina

• se l’alunno lavora in autonomia o meno, se ha bisogno del supporto del docente e/o dei compagni, ponendo domande o chiedendo aiuto

• se la prova è svolta in modo continuo o non continuo (solo se la prova – o una prova simile – sia stata proposta più volte)

• se l’alunno ha capacità di espressione e rielaborazione personale

Indica con una x.

Aree di osservazione

• Padronanza e utilizzo dei contenuti disciplinari, delle abilità e delle competenze maturate

• Uso del linguaggio specifico

• Autonomia

• Continuità nello svolgimento delle attività anche in relazione al grado di difficoltà delle stesse

• Capacità di espressione e rielaborazione personale

L’osservazione delle suddette aree guiderà il docente ad assegnare il giudizio sintetico (tabella successiva), secondo quanto previsto dall’OM n. 3/2025:

DISCIPLINA

OBIETTIVO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO

ITALIANO

Lettura e interpretazione. Leggere in silenzio e ad alta voce; comprendere il significato di brevi testi scritti

DESCRIZIONE DEL GIUDIZIO

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza.

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale. Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi anche difficili.

Si esprime correttamente, con proprietà di linguaggio e capacità di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza.

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi.

Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con parziale autonomia e consapevolezza.

È in grado di utilizzare alcune conoscenze, abilità e competenze per svolgere compiti e risolvere problemi non particolarmente complessi.

Si esprime correttamente, con un lessico semplice e adeguato al contesto.

L’alunno svolge le attività principalmente sotto la guida e con il supporto del docente.

È in grado di applicare alcune conoscenze e abilità per svolgere semplici compiti e problemi, solo se già affrontati in precedenza.

Si esprime con un lessico limitato e con qualche incertezza.

L’alunno non riesce abitualmente a svolgere le attività proposte, anche se guidato dal docente. Applica solo saltuariamente conoscenze e abilità per svolgere alcuni semplici compiti.

Si esprime con incertezza e in maniera non adeguata al contesto.

GIUDIZIO SINTETICO

DISTINTO

BUONO

DISCRETO

SUFFICIENTE

OTTIMO

2 Osservazioni sistematiche sulla partecipazione alle attività della classe

Gli strumenti attraverso cui effettuare le osservazioni sistematiche sulla partecipazione alle attività della classe possono essere diversi – griglie o protocolli strutturati, semistrutturati o non strutturati e partecipati, questionari e interviste – e devono riferirsi ad aspetti specifici che caratterizzano la prestazione, quali:

• autonomia: è capace di reperire da solo strumenti o materiali necessari e di usarli in modo efficace;

• relazione: interagisce con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima propositivo;

• partecipazione: collabora, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo;

• responsabilità: rispetta i temi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta;

• flessibilità: reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte divergenti, con soluzioni funzionali, con utilizzo originale di materiali, ecc.;

• consapevolezza: è consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

RUBRICA PER L’OSSERVAZIONE

La rubrica presente nella prossima pagina permette, pertanto, di rilevare le modalità di apprendimento di ogni singolo alunno, attraverso gli indicatori della’autonomia, della relazione, della partecipazione, della responsabilità, della flessibilità e della consapevolezza.

PROVA ALUNNO

AUTONOMIA

RELAZIONE

PARTECIPAZIONE

È capace di reperire da solo strumenti o materiali necessari e di usarli in modo efficace.

È capace di reperire strumenti o materiali necessari e di usarli in modo soddisfacente.

È capace di reperire semplici strumenti o materiali necessari e di usarli in modo opportuno.

RESPONSABILITÀ

Interagisce con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima positivo.

Collabora, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo.

Interagisce in modo soddisfacente con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima positivo.

Collabora in modo soddisfacente, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta.

Interagisce con i compagni, creando un clima sufficientemente positivo.

È capace di reperire semplici strumenti o materiali necessari e di usarli in modo opportuno, con l’aiuto dei compagni o dell’insegnante.

Occorre stimolarlo perché interagisca con i compagni in modo propositivo.

FLESSIBILITÀ

CONSAPEVOLEZZA

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte divergenti, con soluzioni funzionali, con utilizzo originale di materiali, ecc.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta in modo soddisfacente.

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte divergenti, con soluzioni funzionali, con utilizzo originale di materiali, ecc., in modo soddisfacente.

È sufficientemente collaborativo, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta, con sufficiente senso di responsabilità.

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con soluzioni funzionali.

Occorre stimolarlo perché abbia un atteggiamento collaborativo, per chiedere e offrire il proprio contributo.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta, con l’aiuto dei compagni o dell’insegnante.

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con soluzioni standard.

È del tutto consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

È consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

È sufficientemente consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

Occorre invitarlo a riflettere, perché sia consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

3 Autovalutazione

Autovalutarsi significa compiere un’operazione metacognitiva: significa operare un distanziamento dal proprio io, oggettivare la propria esperienza, il proprio vissuto e guardarlo come altro da sé. “Si tratta di far raccontare allo stesso alunno quali sono stati gli aspetti più interessanti per lui e perché, quali sono state le difficoltà che ha incontrato e in che modo le abbia superate, fargli descrivere la successione delle operazioni compiute evidenziando gli errori più frequenti e i possibili miglioramenti e, infine, far esprimere l’autovalutazione non solo del prodotto, ma anche del processo produttivo adottato. La valutazione attraverso la narrazione assume una funzione riflessiva e metacognitiva nel senso che guida il soggetto ad assumere la consapevolezza di come avviene l’apprendimento.” (Linee Guida per la certificazione delle competenze).

Attraverso l’autovalutazione viene portato alla luce il percorso compiuto dall’alunno. L’auto-valutazione consente di rilevare:

• il significato del proprio operato che porta alla consapevolezza delle prestazioni e ai processi cognitivi e operativi posti in essere

• le intenzioni sottese allo svolgimento dell’attività

• le emozioni presenti relativamente all’atteggiamento nei confronti dell’esperienza

• la propria idea di sé e il livello di autostima

L’autovalutazione può essere effettuata attraverso narrazioni, autobiografie, questionari di auto-percezione o auto-descrizione.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

L’integrazione scolastica e sociale dei soggetti in situazione di disabilità è stata il frutto di un processo difficoltoso che ha trovato un punto d’arrivo nella Legge-quadro n. 104/1992, che riconosce all’alunno disabile il diritto a una piena integrazione e a una promozione globale “nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società”. Allora si guardava soprattutto a disabili sensoriali e solo più tardi c’è stata un’apertura nei confronti dei deficit motori, come le cerebropatie o le distrofie muscolari, e verso disabilità caratterizzate da ritardo mentale e da tratti clinici particolari, come la Sindrome di Down.

Oggi la ricerca scientifica ha permesso di individuare disturbi dell’apprendimento e disabilità che un tempo non venivano riconosciuti. Vengono indicati con l’acronimo B.E.S. (bisogni educativi speciali).

Chi lavora nella scuola sa bene che la realtà del disagio scolastico, rappresentata con l’acronimo B.E.S., è molto variegata e complessa. In ogni classe, infatti, ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione. Le ragioni sono molteplici: dallo svantaggio sociale e culturale ai disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, ma anche bambini stranieri che non conoscono ancora la lingua e la cultura italiana.

Tutti questi soggetti rappresentano la nuova frontiera dell’integrazione/inclusione che la scuola deve affrontare attuando processi di ripensamento e di adattamento educativodidattico, al fine di divenire sempre più accogliente e conforme alle necessità formative di tutti i soggetti, nella consapevolezza che ogni alunno in classe costituisce una risorsa per tutto il contesto scolastico, così come si afferma nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione

In casi come questi, i bisogni educativi normali (sviluppo competenze, appartenenza sociale, autostima, autonomia ecc.) diventano bisogni educativi speciali che non è possibile soddisfare senza un percorso di personalizzazione dell’apprendimento (come previsto dalla Legge 53/2003 per gli alunni con disabilità).

Nel tentativo di costruire un quadro organizzativo che favorisca gli interventi di supporto a situazioni di disagio il MIUR ha identificato tre sotto-categorie di alunni con B.E.S.

1. Alunni con disabilità, per il cui riconoscimento è necessaria la presentazione della certificazione ai sensi della legge 104/92.

2. Alunni con disturbi evolutivi specifici, tra cui si inseriscono: D.S.A. – disturbi specifici dell’apprendimento (per il cui riconoscimento è necessario presentare la diagnosi di D.S.A. ai sensi della legge 170/2010); deficit di linguaggio; deficit delle abilità non verbali; deficit della coordinazione motoria; ADHD – deficit di attenzione e iperattività.

3. Alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico

Nei casi in cui non sia espressamente prevista la certificazione con diagnosi del disturbo, sta agli insegnanti individuare il bisogno educativo speciale, facendo riferimento al concetto di funzionamento educativo-apprenditivo presente nel modello ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’INTERVENTO DIDATTICO: GLI STRUMENTI

Nei casi di alunni con bisogni educativi speciali, lo strumento privilegiato per l’intervento didattico è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e stabilire i criteri di valutazione degli apprendimenti. Il PDP non deve essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA, ma come lo strumento in cui si potranno, per esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico-strumentale (Direttiva Ministeriale BES – 27 dicembre 2013).

L’INTERVENTO DIDATTICO: LE MODALITÀ

Le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento del luglio 2011, al fine di promuovere l’apprendimento di ciascuno, fanno riflettere sulla differenza tra didattica individualizzata e didattica personalizzata

La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze, anche nell’ambito delle strategie compensative e del metodo di studio.

La didattica personalizzata, invece, calibra l’offerta didattica e le modalità relazionali, sulla specificità e unicità a livello personale dei bisogni educativi. La didattica personalizzata mira cioè a favorire l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno e lo sviluppo consapevole delle sue preferenze e del suo talento. Per promuovere le potenzialità, il successo formativo e un apprendimento significativo in ogni alunno la didattica personalizzata si avvale di una varietà di metodologie e strategie didattiche: uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali ecc.); attenzione agli stili di apprendimento; calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti.

GLI STRUMENTI COMPENSATIVI E LE MISURE DISPENSATIVE

La legge 170/2010 (art.5 lettera b) richiama le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire “l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”.

Il DM 5669/2011 precisa che “le scuole – con determinazioni assunte dai consigli di classe, risultanti dall’esame della documentazione clinica presentata dalle famiglie e sulla base di considerazioni di carattere psico-pedagogico e didattico – possono avvalersi per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della L.170/2010”.

Gli strumenti compensativi consentono all’alunno di controbilanciare le carenze funzionali determinate dal disturbo. Non incidono sul contenuto, ma possono avere importanti ripercussioni sulla velocità e/o sulla correttezza dell’esecuzione della prestazione richiesta dall’insegnante. Sono strumenti compensativi: la tavola pitagorica, la tabella delle misure e delle formule, la calcolatrice, il PC, i dizionari di lingua straniera computerizzati, le tabelle, i traduttori ecc.

Le misure dispensative invece evitano allo studente di cimentarsi in forme di attività che sono destinate al sicuro fallimento, indipendentemente dall’impegno del soggetto. Sono misure dispensative per esempio: tempi più lunghi per le prove scritte, organizzazione di interrogazioni programmate, assegnazione di compiti a casa in misura ridotta, dispensa da attività in cui la lettura è valutata, dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura... È bene sottolineare che in ogni caso, non si potrà accedere alla dispensa dalle prove scritte di lingua straniera se non in presenza di uno specifico disturbo clinicamente diagnosticato.

VERIFICA E VALUTAZIONE

In relazione alla valutazione, è necessario richiamare alcune indicazioni proprio in funzione delle peculiarità individuali di ciascuno studente a cui la Direttiva fa più volte riferimento. Pur non facendo cenno al tema delle verifiche periodiche, è implicito che la scuola deve porre attenzione al fatto che le verifiche per gli studenti BES:

• siano preventivamente calendarizzate sulla base di un funzionale confronto fra i docenti del Consiglio di classe;

• vengano effettuate in relazione al PDP (se presente) e con l’uso degli strumenti compensativi e/o le misure dispensative (se previsti);

• possano essere uguali, semplificate o differenziate rispetto a quelle previste per la classe, sulla base di quanto declinato nel PEI.

La valutazione degli studenti con bisogni educativi speciali richiede di porre al centro alcuni principi guida:

• è necessario distinguere monitoraggio, controllo, verifica e valutazione degli apprendimenti;

• è indispensabile che la valutazione non sia solo sommativa ma anche, e soprattutto, formativa.

La valutazione deve inoltre tener conto:

• della situazione di partenza;

• dei risultati raggiunti dallo studente nel suo personale percorso di apprendimento;

• dei risultati riconducibili ai livelli essenziali degli apprendimenti previsti per la classe frequentata e per il grado di scuola di riferimento;

• delle competenze acquisite nel percorso di apprendimento.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

La normativa prevede che, oltre al PTOF, ogni scuola abbia un Piano Annuale per l’Inclusività (PAI) per individuare interventi e opportunità formative con particolare attenzione ai bisogni di alunni con disagio. Al termine di ogni anno scolastico, con il supporto di un Gruppo di istituto per l’inclusività, il PAI viene rivisto e aggiornato per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno successivo. Prima di cominciare a lavorarci ricordiamo:

I principi della pedagogia inclusiva

• Tutti possono imparare

• Ognuno è speciale

• La diversità è un punto di forza

• L’apprendimento si intensifica con la cooperazione sinergica delle agenzie educative

Le caratteristiche della didattica inclusiva

Le differenze non sono uno svantaggio ma una risorsa, non solo quelle nel modo di apprendere degli alunni ma anche quelle nel modo di insegnare dei docenti.

Le differenze vengono accolte, stimolate, valorizzate come strumenti di lavoro e occasioni di crescita.

Gli obiettivi della didattica inclusiva

• Far raggiungere a tutti gli alunni il massimo grado possibile di apprendimento.

• Promuovere la partecipazione sociale di tutti gli alunni attraverso la valorizzazione delle differenze.

LE SCELTE DIDATTICHE CHE FAVORISCONO L’INCLUSIONE

Mettere l’alunno/a al centro del processo così che sia protagonista attivo della costruzione della propria conoscenza.

Valorizzare ciò che l’alunno/a sa/sa fare per arrivare a nuove conoscenze/abilità/competenze.

Aiutare a riflettere su ciò che si apprende e su come lo si apprende.

Rispettare i tempi di sviluppo dei singoli alunni.

Promuovere l’apprendimento cooperativo attraverso lavori di gruppo (piccolo o grande), tutoring.

Promuovere l’apprendimento per scoperta, lavorare con una didattica laboratoriale-esperienziale.

Non è l’alunno/a che si adatta all’attività didattica, ma i materiali e gli strumenti che vengono adattati ai bisogni dell’alunno/a.

L’alunno/a si sente accolto/a e trova motivazione per proseguire nell’apprendimento.

L’alunno/a prende consapevolezza delle proprie azioni e dei propri processi cognitivi e impara a strutturare un metodo di studio.

L’alunno/a non subisce inutili frustrazioni e non si demotiva, non perde autostima.

Nel piccolo gruppo si crea un clima collaborativo.

L’alunno/a si sente supportato/a, coinvolto/a e inserito/a in un gruppo di pari. La possibilità di condividere il proprio sapere/saper fare rafforza l’autostima e la motivazione.

La ricerca di una soluzione a problemi concreti sviluppa la capacità di analisi, sintesi e scelta.

L’alunno/a sente che l’apprendimento è finalizzato. Mette in atto il suo sapere. Sviluppa un pensiero creativo.

IL PROGETTO ARCOBALEO

Il Progetto Arcobaleo, ideato per accompagnare il triennio della scuola primaria, propone un percorso didattico lineare, chiaro, completo e flessibile. Si adatta alle esigenze di ogni insegnante e gruppo classe, rispondendo in modo efficace ai bisogni educativi sempre più complessi della scuola di oggi.

La struttura progettuale dei volumi presenta un continuum educativo, frutto di studio e sperimentazione: richiama elementi tradizionali, ma li ripropone con un forte impatto innovativo, valorizzando l’aspetto emotivo e il ruolo centrale di bambini e bambine. I materiali abbracciano diverse metodologie, integrando le necessità e le richieste diversificate degli/ delle insegnanti, e sono progettati per garantire coerenza, continuità e riferimenti chiari lungo tutto il triennio.

Il Progetto nasce da scelte metodologiche sperimentate sul campo, frutto dell’esperienza concreta, e integra strategie didattiche quali la didattica laboratoriale e l’apprendimento cooperativo

Attraverso proposte didattiche coinvolgenti, il Progetto punta a:

• Sviluppare motivazione, curiosità e desiderio di apprendere;

• Accompagnare ogni alunno/a nel proprio percorso di crescita, rispettandone tempi e ritmi;

• Stimolare la partecipazione attiva e la costruzione dell’autonomia;

• Offrire strumenti per un apprendimento cooperativo, esperienziale e consapevole

Il Progetto propone un approccio metodologico solido, orientato allo sviluppo delle competenze linguistiche, sociali e disciplinari, ponendo attenzione alla dimensione emotiva e relazionale del bambino.

Punti chiave del metodo:

• Percorsi che partono dall’esperienza concreta e quotidiana;

• Stimolo alla lettura consapevole e alla produzione scritta;

• Attività mirate allo sviluppo di consapevolezza di sé e delle proprie emozioni;

• Proposte operative per stimolare il problem solving;

• Educazione civica integrata nei percorsi disciplinari;

• Potenziamento della cooperazione tra pari e del lavoro di gruppo

I volumi, costruiti su questa struttura, rappresentano un continuum educativo che unisce tradizione e innovazione, valorizza la dimensione ludica ed emotiva, e mette al centro i bambini e le bambine come veri protagonisti dell’apprendimento

Nei volumi del progetto Arcobaleo per le classi prima, seconda e terza, le emozioni rappresentano un elemento centrale del percorso didattico. I bambini le scoprono già nel Metodo, ascoltando le storie di Arcobaleo e attraverso sezioni dedicate agli affetti e alle emozioni presenti nei volumi di lettura, che guidano la riflessione e la rielaborazione personale

Oltre a lavorare sulle emozioni, i volumi includono attività legate alle life skills, favorendo lo sviluppo di competenze comportamentali

In questo modo, l’apprendimento linguistico si integra con lo sviluppo personale e relazionale, aiutando i bambini a comprendere sé stessi e gli altri, e ad affrontare situazioni della vita quotidiana in maniera più consapevole

Nei volumi sono presenti pagine di verifica con autovalutazione che permettono agli alunni di monitorare i propri progressi e di acquisire maggiore consapevolezza del percorso svolto. Gradualmente si approfondiscono i percorsi di comprensione del testo con uno sguardo alle prove INVALSI (in letture di seconda).

Si affrontano le diverse tipologie testuali con attività strutturate di analisi, esercizi di produzione scritta guidata e una sezione dedicata al riassunto, per sviluppare capacità di sintesi e rielaborazione personale.

Il percorso è arricchito da sezioni dedicate alle stagioni e alle feste, con testi e attività tematiche che valorizzano la ciclicità del tempo, le tradizioni e creano collegamenti interdisciplinari.

Nei volumi sono presenti, inoltre, il laboratorio di ascolto, con attività specifiche per potenziare l’attenzione, la comprensione orale e la rielaborazione delle informazioni e proposte di compiti di realtà, finalizzati a promuovere l’applicazione concreta e consapevole delle conoscenze acquisite in contesti significativi.

Particolare attenzione è riservata anche a testi legati all’affettività e alla gentilezza, per favorire la crescita emotiva, l’educazione alle relazioni positive e lo sviluppo dell’empatia

Nei volumi di Matematica, sin dalla prima classe, i bambini e le bambine sono accompagnati alla scoperta degli argomenti disciplinari attraverso un’impostazione ludica e accattivante, volta all’acquisizione di un metodo di studio personale e all’esercizio delle capacità logiche e di problem solving. Per tutte le classi, sono presenti pagine di informatica adatte alle loro età per favorire l’acquisizione della forma mentis e del linguaggio della programmazione.

Nei tre volumi sono presenti specifiche pagine dedicate all’educazione finanziaria, in coerenza con le Indicazioni Nazionali 2025, che promuovono lo sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e consapevole. Le proposte, presentate in forma ludica e laboratoriale, favoriscono l’acquisizione graduale di comportamenti responsabili e consapevoli, collegando la matematica alla vita quotidiana.

Il percorso didattico della matematica si fonda sulla didattica laboratoriale, privilegiando l’operatività, la manipolazione e la scoperta guidata. Ogni unità di apprendimento si conclude con esercizi di consolidamento, verifiche e pagine di autovalutazione, strumenti utili per promuovere consapevolezza e responsabilità nel processo di apprendimento.

GLI ALBI ILLUSTRATI

Un ruolo centrale nel percorso didattico è svolto dagli albi illustrati presenti nei volumi delle tre classi, scelti come strumenti privilegiati per accompagnare gli alunni nella scoperta della lettura e nella costruzione progressiva delle competenze linguistiche ed espressive.

Sostengono l’avvio alla letto-scrittura (nei volumi Metodo 1a, Discipline 1a)

• Favoriscono la motivazione alla lettura.

• Rafforzano la comprensione orale.

• Aiutano gli alunni e le alunne ad anticipare e comprendere il significato del testo grazie al supporto delle immagini.

• Accompagnano gradualmente l’acquisizione della strumentalità della lettura.

• Ampliano il lessico.

• Consolidano la comprensione del testo narrativo.

• Guidano alla comprensione del testo.

• Stimolano alla riformulazione orale del testo.

• Creano collegamenti interdisciplinari.

Favoriscono autonomia e pensiero critico (nel volume Letture 3a)

• Sviluppano la comprensione del testo.

• Stimolano la capacità di individuare tema e struttura narrativa anche attraverso immagini.

• Promuovono la scrittura creativa.

• Introducono il compito di realtà.

IL PERSONAGGIO GUIDA

Il Progetto si fonda sulla presenza di un personaggio guida che rappresenta il fulcro narrativo e metodologico dell’intero percorso: Arcobaleo, un gatto dalla coda speciale che cambia colore in base alle emozioni che prova.

La scelta di un personaggio stabile e ricorrente non risponde a una semplice esigenza narrativa, ma a una precisa intenzionalità pedagogica. Arcobaleo costituisce un forte filo conduttore che garantisce coerenza, continuità e riconoscibilità lungo tutto il triennio, offrendo ai bambini un punto di riferimento costante nel loro percorso di crescita.

Attraverso le sue esperienze quotidiane — fatte di scoperte, conquiste, piccoli conflitti e momenti di condivisione con i compagni — il personaggio diventa mediatore privilegiato per l’educazione alle emozioni e per lo sviluppo delle competenze relazionali. Il cambiamento di colore della sua coda rappresenta uno strumento simbolico immediato che facilita il riconoscimento, la verbalizzazione e la gestione degli stati d’animo, promuovendo consapevolezza di sé e intelligenza emotiva

Le storie di Arcobaleo, presenti nel volume del metodo e di matematica, non sono un semplice elemento narrativo, ma uno strumento didattico strutturato, integrato nelle strategie metodologiche del Progetto. Esse favoriscono motivazione, partecipazione attiva, inclusione e costruzione di un clima di classe sereno e ricco di fantasia

Il divertimento diventa un veicolo straordinario per l’apprendimento, perché stimola la curiosità, l’immaginazione e la motivazione intrinseca: quando bambini e bambine si divertono, sono più propensi a esplorare, a porre domande e a sperimentare nuove idee.

I volumi del progetto

Classe PRIMA

Metodo a scelta

Classe SECONDA

Classe TERZA

PER L'INSEGNANTE E LA CLASSE

Classe prima

Classe seconda
Classe terza

Presentazione del Progetto

I percorsi disciplinari sono strutturati per favorire nei bambini e nelle bambine l’acquisizione di competenze trasferibili e applicabili in contesti diversi

CLASSI PRIME E SECONDE

Italiano

Nelle classi prime e seconde della scuola primaria l’insegnamento dell’italiano si concentra soprattutto sulla lettura e sulla scrittura, considerate competenze fondamentali per tutti gli apprendimenti successivi.

In classe prima è essenziale acquisire le strumentalità di base: i bambini imparano a riconoscere le lettere, a unire i suoni, a leggere sillabe, parole e frasi semplici. La lettura guidata, proposta attraverso testi brevi e chiari, favorisce un apprendimento graduale e rassicurante. Anche la scrittura prende avvio da attività semplici e strutturate, come scrivere parole e frasi e produrre brevi pensieri, per consolidare le prime competenze ortografiche e grafiche.

In classe seconda si lavora sul consolidamento della correttezza e della scorrevolezza nella lettura e nella scrittura. Parallelamente, gli alunni vengono avviati alla comprensione del testo: imparano a cogliere il significato di ciò che leggono, a rispondere a domande, a rielaborare e a raccontare con parole proprie. Si introducono inoltre le prime tipologie testuali, come brevi racconti, descrizioni e testi legati all’esperienza personale, ampliando progressivamente le competenze linguistiche.

In questo modo, passo dopo passo, gli alunni e le alunne sviluppano sicurezza, autonomia e consapevolezza linguistica, imparando a utilizzare la lingua italiana in modo sempre più efficace e intenzionale.

Matematica

I volumi dedicati alla Matematica sono strutturati in coerenza con le Indicazioni Nazionali 2025, ponendo al centro lo sviluppo del pensiero logico, critico e creativo dell’alunno. I contenuti e le attività, accuratamente graduate, accompagnano progressivamente alla costruzione del concetto di numero, al consolidamento delle abilità di calcolo e alla comprensione delle relazioni matematiche, promuovendo un apprendimento significativo e consapevole.

Particolare attenzione è dedicata alle pagine di informatica in chiave ludica, pensate per avvicinare gli alunni al pensiero computazionale attraverso giochi, sfide, percorsi e semplici attività unplugged. In linea con le Indicazioni Nazionali 2025, tali attività favoriscono lo sviluppo della capacità di pianificare strategie, individuare sequenze, formulare ipotesi e verificare soluzioni, integrando competenze matematiche e digitali in un’ottica interdisciplinare.

Nel volume di prima, l’introduzione dei numeri e dei principali nuclei tematici avviene attraverso uno storytelling coinvolgente: il personaggio guida Arcobaleo accompagna bambine e bambini in un percorso narrativo che rende l’apprendimento motivante e accessibile. La dimensione fantastica e narrativa favorisce l’aggancio emotivo, facilita la comprensione dei concetti astratti e sostiene la costruzione graduale delle competenze numeriche.

Discipline

Nelle classi prime e seconde, l’insegnamento delle discipline prende avvio dall’esperienza diretta del bambino, dai suoi vissuti, dalle situazioni concrete e dall’esplorazione dell’ambiente. Le attività proposte privilegiano l’osservazione, la scoperta, l’uso dei linguaggi verbali e non verbali, favorendo un apprendimento attivo e significativo. Le discipline vengono affrontate in modo integrato e laboratoriale, promuovendo la curiosità, la partecipazione attiva e la costruzione di significati condivisi. In questa fase, particolare attenzione è rivolta allo sviluppo delle competenze di base, delle abilità comunicative e relazionali e alla progressiva autonomia operativa

In storia si promuove l’organizzazione del tempo attraverso successioni, prime linee del tempo e semplici relazioni di causa–effetto e testi e laboratori interdisciplinari, per conoscere le radici della cultura occidentale (Indicazioni Nazionali 2025). Non si tratta solo di conoscere la storia o le tradizioni, ma di far vivere ai bambini esperienze concrete per comprendere chi siamo e da dove veniamo Attraverso lo studio di tradizioni locali, racconti storici e miti classici, i bambini imparano a riconoscere e valorizzare il patrimonio culturale, riflettendo sull’importanza della collaborazione e dei valori condivisi. Le attività pratiche e i laboratori li aiutano anche a collegare la propria identità a quella del gruppo classe e della nazione, comprendendo che la loro storia personale fa parte di una storia più ampia, fatta di responsabilità, rispetto e partecipazione.

In geografia si sviluppa la comprensione dello spazio mediante l’osservazione dell’ambiente, l’uso di immagini e di indicatori spaziali e si favorisce la conoscenza dei paesaggi del proprio territorio (Indicazioni Nazionali 2025)

In Scienze e Tecnologia il percorso si sviluppa a partire dal vissuto esperienziale dei bambini, in piena coerenza con le Indicazioni Nazionali 2025, che per le prime tre classi della scuola primaria valorizzano l’osservazione diretta, l’esplorazione dell’ambiente e la costruzione progressiva di semplici modelli interpretativi della realtà. Nelle classi prima e seconda le attività sono centrate sull’esperienza concreta e sensoriale: attraverso i cinque sensi, i bambini sono guidati a osservare, descrivere e confrontare oggetti e fenomeni, sviluppando curiosità, capacità di porre domande e prime abilità di classificazione. L’approccio laboratoriale favorisce l’acquisizione di un linguaggio scientifico essenziale e la maturazione di atteggiamenti di attenzione e rispetto verso l’ambiente. In linea con le Indicazioni Nazionali 2025, si promuove la capacità di osservare somiglianze e differenze, formulare semplici ipotesi e verificare attraverso esperienze guidate, rafforzando il metodo dell’indagine scientifica in forma elementare.

CLASSE TERZA

A partire dalla classe terza, si propone un percorso più strutturato, rigoroso e graduale, che accompagna l’alunno/a verso una maggiore consapevolezza dei processi di apprendimento.

Italiano

Le attività proposte in questa disciplina accompagnano l’alunno/a verso una maggiore consapevolezza dei processi di apprendimento. Sono state ideate per stimolare la fantasia di alunne e alunni, offrendo loro diverse opportunità per esprimersi liberamente e sviluppare il proprio pensiero creativo.

Particolare attenzione viene dedicata ai riassunti di testi espressivi e informativi, strumenti fondamentali per sviluppare comprensione, organizzazione delle informazioni e capacità di sintesi

In parallelo, viene stimolata in modo mirato la crescita delle competenze lessicali, attraverso esercizi strutturati e attività coinvolgenti che aiutano a padroneggiare nuovi vocaboli e a utilizzarli con sicurezza

L’obiettivo finale è accompagnare la classe in un percorso di crescita linguistica solida e strutturata, capace di consolidare le basi per le altre discipline e di supportare un apprendimento consapevole e autonomo

Matematica

Le proposte didattiche sono finalizzate a sviluppare le capacità logiche attraverso classificazioni, relazioni, confronti e generalizzazioni, e a potenziare le competenze di problem solving, presentando situazioni problematiche diversificate, legate al vissuto e via via più articolate.

Particolare rilievo assumono le pagine di informatica in chiave ludica, integrate nel percorso matematico per promuovere il pensiero computazionale. Attraverso attività di coding, giochi di logica, percorsi guidati, sequenze e semplici algoritmi, le alunne e gli alunni sono stimolati a pianificare strategie, individuare procedure corrette e verificare soluzioni. In linea con le Indicazioni Nazionali 2025, tali proposte favoriscono l’integrazione tra competenze matematiche e digitali, rafforzando capacità di analisi, previsione e controllo dell’errore in un contesto motivante e inclusivo.

Il volume è arricchito da molteplici attività proposte nel quaderno degli esercizi, collocato al termine del testo, che offre percorsi di rinforzo, recupero e potenziamento. Sono inoltre presenti numerosi STEM LAB, proposte laboratoriali volte a integrare matematica, scienze e tecnologia in compiti operativi e sfidanti, e compiti di realtà, che collegano i contenuti disciplinari a situazioni autentiche, promuovendo l’applicazione concreta delle conoscenze e lo sviluppo di competenze trasversali. L’intero percorso accompagna l’alunno verso una maggiore autonomia operativa e cognitiva, consolidando le basi per un apprendimento matematico consapevole, critico e orientato alla realtà, in piena coerenza con il profilo delle competenze attese al termine della classe terza primaria.

Discipline

Le attività vengono affrontate con una progressiva sistematizzazione dei contenuti e con l’introduzione consapevole del lessico disciplinare specifico, permettendo allo studente di comprendere non solo i fatti storici, ma anche le connessioni tra le diverse civiltà e contesti geografici attraverso la lettura delle carte geo-storiche

In storia, l’insegnamento si propone di conoscere l’inizio della vita dell’uomo sulla Terra e le prime forme della cultura umana, così come di acquisire, per grandi linee, la conoscenza dello sviluppo delle civiltà. Particolare attenzione viene riservata alle civiltà sviluppate lungo i grandi fiumi – come quelle della Mesopotamia, dell’Egitto, della Valle dell’Indo e della Cina – e alle civiltà dei popoli del mare, attivi nel Mediterraneo

In geografia, a partire dalla classe terza, gli alunni e le alunne imparano a conoscere il territorio e il mondo che li circonda. Imparano a orientarsi leggendo le carte per capire dove si trovano i luoghi; apprendono il lessico geografico per usare parole corrette quando parlano del territorio; osservano il paesaggio e il territorio, cioè le parti naturali (come fiumi e montagne) e quelle create dall’uomo (come case e città); comprendono le relazioni e le dinamiche, cioè come le persone e l’ambiente si influenzano tra loro; e scoprono il sistema territoriale, cioè come sono collegati luoghi, persone e natura, e l’organizzazione territoriale, cioè come le persone usano e sistemano lo spazio per vivere, muoversi e lavorare

In scienze e tecnologia l’attenzione si concentra sulla conoscenza del ciclo vitale degli organismi, sulle relazioni tra viventi e ambiente e sui primi concetti di trasformazione e cambiamento nel tempo. Le alunne e gli alunni sono accompagnati a comprendere che i fenomeni naturali seguono regolarità osservabili e che la scienza offre strumenti per interpretarli in modo razionale e sistematico. La dimensione della Tecnologia, come previsto dalle Indicazioni Nazionali 2025, si integra costantemente con il percorso scientifico. Le proposte didattiche valorizzano l’approccio laboratoriale e cooperativo, favorendo l’osservazione sistematica, la raccolta di dati, la rappresentazione mediante semplici tabelle o schemi e l’uso di strumenti analogici e digitali. In questo modo, Scienze e Tecnologia contribuiscono allo sviluppo integrato delle competenze scientifiche, tecnologiche e digitali, promuovendo nei bambini atteggiamenti di curiosità, spirito critico e responsabilità verso il mondo che li circonda.

Il Progetto offre una ricca varietà di strumenti per facilitare l’insegnamento e supportare gli alunni nel processo di apprendimento:

• verifiche formative e prove INVALSI, compiti di realtà;

• attività di autovalutazione, per allenare alla riflessione personale e all’autoregolazione;

• rubriche per guidare i bambini nel potenziamento delle competenze.

Punti di Forza del Progetto

Esperienza concreta

L’apprendimento parte sempre da situazioni reali vissute dai bambini, rendendo il gioco e le attività significative, motivanti e facilmente collegabili alla loro quotidianità.

Motivazione e coinvolgimento

Un personaggio guida affettivo accompagna i bambini in ogni attività, stimolando curiosità, partecipazione e interesse, e rendendo l’apprendimento divertente e coinvolgente.

Didattica inclusiva

Il percorso è flessibile e adattabile a diversi stili di apprendimento, tempi individuali e bisogni specifici, valorizzando le potenzialità di ciascun bambino.

Interdisciplinarità

Le attività collegano diverse discipline, offrendo ai bambini una visione integrata della realtà e favorendo il trasferimento di competenze tra contesti diversi.

Competenze trasversali e problem solving

Le attività sviluppano autonomia, creatività, problem solving, capacità di collaborare e applicare le abilità in contesti reali, dai laboratori interdisciplinari ai compiti di realtà e alle esperienze STEAM.

Educazione emotiva

Percorsi mirati a sviluppare consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, empatia e qualità relazionali, per crescere sicuri e cooperativi.

Pensiero critico e riflessione

Testi, mappe, rubriche, illustrazioni e attività operative stimolano analisi, curiosità, confronto e ragionamento, incoraggiando i bambini a riflettere sulle proprie esperienze.

Continuità educativa

Un progetto unitario e coerente che accompagna tutto il triennio con percorsi graduali, favorendo progressione e consolidamento delle competenze.

Valutazione efficace

Si osservano e valorizzano i processi oltre ai prodotti, attraverso strumenti diversificati e mirati, per sostenere la crescita globale di ogni bambino.

LIBER360

Libro Digitale Ardea

Liber360 è la piattaforma digitale che rivoluziona il modo di vivere i libri scolastici. Si tratta di un ambiente didattico all'avanguardia, pensato per offrire un'esperienza immersiva e completa, integrando strumenti digitali, contenuti multimediali e tecnologie inclusive. Grazie all'accesso da qualsiasi browser, sia su computer che su tablet e smartphone, studenti e insegnanti possono consultare il libro digitale in qualunque momento e luogo, rendendo l’apprendimento più flessibile, dinamico e accessibile.

Testo Accessibile

Con la funzione Testo Accessibile, ogni lettore può personalizzare la modalità di lettura secondo le proprie esigenze. È possibile ingrandire il testo per una migliore leggibilità, selezionare un font più leggibile per chi ha difficoltà di lettura o disturbi specifici dell'apprendimento e cambiare il colore dello sfondo per ridurre l’affaticamento visivo. Ma non solo: l'intero contenuto del libro può essere ascoltato grazie alla funzione di sintesi vocale, ideale per studenti con bisogni educativi speciali o per chi apprende meglio attraverso l’ascolto. Inoltre, la possibilità di tradurre il testo in oltre 10 lingue rende questo strumento perfetto anche per studenti non italofoni o per contesti scolastici multiculturali.

Cerca. Disegna. Evidenzia

Si può esplorare il contenuto del libro in modo ancora più interattivo: il lettore può cercare facilmente qualsiasi parola all'interno del testo, disegnare direttamente sulle pagine e mettere in evidenza le parti più importanti. Strumenti pensati per rendere lo studio più intuitivo, personalizzato e coinvolgente.

Attività interattive

Ogni volume digitale è arricchito da una varietà di contenuti multimediali e interattivi, progettati per rendere l’apprendimento più stimolante e approfondito. All’interno del libro si trovano esercizi digitali con correzione automatica, video esplicativi, canzoni educative, file audio, animazioni e materiali di approfondimento, tutti pensati per coinvolgere gli studenti e consolidare le competenze in modo attivo. Questi contenuti sono perfettamente integrati con le edizioni cartacee, garantendo continuità didattica e facilitando l’uso in aula e a casa.

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Il progetto didattico ∞ Classe 1a

ACCOGLIENZA

La scuola dell’infanzia rappresenta una fase fondamentale per lo sviluppo delle competenze di base necessarie ai successivi apprendimenti scolastici. All’ingresso nella scuola primaria, i bambini e le bambine presentano livelli di competenza spesso eterogenei, determinati da differenti percorsi educativi, da scelte metodologiche diverse e dai naturali tempi e stili di apprendimento individuali.

Per questo motivo risulta indispensabile effettuare uno screening iniziale, finalizzato a rilevare la presenza dei prerequisiti e a fornire all’insegnante informazioni utili per una progettazione didattica mirata e inclusiva. Progettare attività basandosi su un alunno “standard” risulta infatti poco efficace, poiché non tiene conto delle reali diversità presenti in classe, né delle situazioni di difficoltà né delle possibili eccellenze. Partire dai punti di partenza effettivi di ciascun bambino significa valorizzare la centralità nel processo di apprendimento e favorire lo sviluppo armonico delle competenze.

In questo delicato momento iniziale, i bambini e le bambine iniziano la loro avventura insieme al simpatico gatto Arcobaleo, una presenza rassicurante e giocosa che li accompagna fin dai primi giorni di scuola, aiutandoli a sentirsi accolti, coinvolti e motivati. Il personaggio guida contribuisce a creare un clima sereno e positivo, rendendo l’ingresso nel nuovo contesto scolastico più graduale e rassicurante.

Il volume assume particolare importanza sia dal punto di vista dell’apprendimento sia del benessere emotivo degli alunni. Attraverso le proposte guidate da Arcobaleo, i bambini si sentono liberi di esprimersi ed esplorare senza il timore del giudizio o del fallimento, favorendo la costruzione di un ambiente sicuro e positivo. Le attività iniziali, mediate dal personaggio, facilitano inoltre la socializzazione e l’integrazione del gruppo classe, sostenendo la nascita di relazioni significative.

Particolare attenzione è rivolta anche ai bambini e alle bambine che presentano difficoltà individuali o che provengono da contesti complessi. Un’accoglienza attenta e personalizzata, resa più leggera e coinvolgente dalla presenza di Arcobaleo, consente all’insegnante di individuare precocemente eventuali bisogni e di offrire il supporto necessario, promuovendo un clima realmente inclusivo. Le attività proposte fungono infine da apripista, permettendo di avviare una pre-osservazione delle conoscenze in modo naturale, graduale e sereno.

METODO

Il metodo proposto offre diverse esperienze di apprendimento per la classe prima, con un’attenzione particolare all’alfabetizzazione linguistica. Si fonda sul metodo fono-sillabico, riconosciuto come il più idoneo a favorire l’apprendimento della letto-scrittura, in quanto prevede la corrispondenza grafema/fonema, la fusione sillabica e la progressiva costruzione delle parole

Fin dai primi giorni di scuola, il simpatico gatto Arcobaleo accompagna bambini e bambine in una scoperta giocosa dello storytelling, in cui storie, parole e suoni si intrecciano dando vita a esperienze scolastiche coinvolgenti e motivanti.

Il volume si apre con un albo illustrato particolarmente accattivante che racconta la storia di Arcobaleo, letta dall’insegnante.

Tale proposta integra tre diversi canali di apprendimento:

• la via uditiva, che allena all’ascolto e alla comprensione del testo;

• la via visiva, legata alla percezione e all’osservazione delle immagini;

• la via grafo-motoria, che prepara bambini e bambine all’avvio della scrittura.

Le storie di Arcobaleo che accompagnano l’intero percorso di apprendimento della letto-scrittura non solo catturano l’interesse dei bambini, ma stimolano curiosità ed emozioni in modo naturale, favorendo nello stesso tempo osservazione, riflessione e comprensione per promuovere processi di apprendimento efficaci.

Le attività, proposte con difficoltà graduale, si sviluppano su sei pagine e prevedono stimolazioni visive, fonetiche e grafiche che favoriscono e rinforzano l’apprendimento. Le vocali, le consonanti, i suoni più complessi sono sempre accompagnati da disegni accurati e motivanti, pensati per stimolare e facilitare i processi di apprendimento.

I suoni complessi sono introdotti dalle filastrocche, uno strumento didattico di grande valore educativo. Il ritmo, la ripetizione e la rima rendono l’apprendimento naturale e piacevole, allenano la memoria, arricchiscono il lessico e favoriscono la partecipazione emotiva. Attraverso le filastrocche, i bambini interiorizzano i suoni, si muovono nel ritmo delle parole e apprendono senza accorgersene, perché ogni apprendimento risulta più efficace quando è accompagnato da un’emozione positiva.

In entrambe le versioni del volume sono presenti pagine di verifica, completate da momenti di autovalutazione dell’alunno. Anche questi passaggi assumono una dimensione ludica: ogni bambino può rivedere ciò che ha imparato, riconoscere i propri progressi e individuare le sfide ancora da affrontare. In questo modo, la riflessione sull’apprendimento avviene in modo sereno e motivante, preparando i bambini alle tappe successive con maggiore consapevolezza e autonomia

QUADERNO DI SCRITTURA

Il Quaderno di Scrittura è stato progettato per essere utilizzato in integrazione con il Metodo, con l’obiettivo di consolidare la scrittura nei quattro caratteri e nello stampato, accompagnando bambini e bambine in un percorso graduale e rispettoso dei tempi di apprendimento individuali.

Per abituare i bambini a scrivere correttamente il quaderno propone inizialmente pagine di pregrafismo, pensate per sviluppare la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale

Segue una sezione dedicata interamente allo stampato maiuscolo, che permette di consolidare la forma delle lettere e il controllo del gesto grafico.

Successivamente vengono introdotti esercizi specifici, le cosiddette “stradine” del cielo, del prato e della terra, che aiutano i bambini a orientarsi nello spazio grafico e a collocare correttamente le lettere all’interno delle righe. A queste si affiancano ulteriori pagine di allenamento della mano, finalizzate a rinforzare la precisione del tratto e la capacità di scrivere nello spazio corretto del rigo.

La presentazione del corsivo avviene sempre all’interno delle righe e in continuità con il lavoro sui quattro caratteri, favorendo un passaggio naturale e consapevole dallo stampato al corsivo. In questo modo, il bambino acquisisce gradualmente sicurezza e fluidità nel gesto grafico.

In tutte le pagine del volume è inoltre previsto il completamento delle parole in base alla lettera proposta, attività che rafforza il legame tra scrittura e letto-scrittura, sostenendo il riconoscimento delle lettere, la composizione delle parole e la comprensione del loro significato.

Grazie a una struttura chiara e progressiva, il Quaderno di Scrittura garantisce l’acquisizione delle abilità di base della letto-scrittura, trasformando l’apprendimento della scrittura in un’esperienza ordinata, efficace e motivante

Prima parte stampato

Seconda parte corsivo

LETTURE E GRAMMATICA

Le prime letture proposte nel percorso didattico sono strettamente collegate al volume del Metodo e risultano più accessibili e stimolanti per i bambini e le bambine. Le prime pagine del volume presentano storie illustrate del personaggio guida, che stimola i bambini e le bambine a partecipare attivamente alla lettura, creando un’esperienza motivante e coinvolgente. L’obiettivo principale è far sì che i bambini si sentano parte di un mondo narrativo che li invita a scoprire, ad esplorare e ad esprimere i propri pensieri e sentimenti.

Il percorso didattico privilegia le attività di comprensione del testo, stimolando il bambino e la bambina a sviluppare le sue competenze linguistiche, ma anche le sue capacità di espressione orale. Le attività di gruppo sono fondamentali per valorizzare l’apprendimento cooperativo e la dimensione sociale dell’attività scolastica. I bambini e le bambine, infatti, hanno l’opportunità di confrontarsi, raccontarsi e collaborare nella lettura, rafforzando l’acquisizione di abilità sociali e comunicative che rappresentano un aspetto fondamentale del loro percorso di crescita

I primi testi proposti, prevalentemente visivi accompagnati da didascalie, sono in stampato maiuscolo per facilitare il riconoscimento delle lettere e dei suoni. Gradualmente, si introducono i testi in stampato minuscolo, seguendo una progressione che aiuta il bambino a consolidare la propria lettura. Le letture sono graduate in base alla lunghezza e alla difficoltà, così che il bambino possa progredire in modo naturale e non sentirsi sopraffatto.

Le letture non sono solo un'opportunità per conoscere storie e personaggi, ma anche per immergersi nel mondo della fantasia e della realtà. I testi propongono scene quotidiane che il bambino può riconoscere nel proprio vissuto, ma anche viaggi immaginari che stimolano la sua creatività. I temi trattati spaziano dalla natura all’amicizia, dalla scuola agli affetti, passando attraverso emozioni, stagioni e feste, argomenti che sono vicini alla sua esperienza quotidiana.

Il volume presenta anche importanti richiami all’Educazione Civica, permettendo di riflettere su temi di vario genere, come il rispetto per gli altri e la gentilezza. Questi temi offrono uno spunto per parlare di valori e comportamenti responsabili, in modo che i bambini possano comprendere l’importanza di relazionarsi positivamente con l’ambiente sociale che li circonda.

I percorsi tematici proposti sono legati non solo alla realtà e agli interessi dei bambini, ma anche alle loro esperienze emozionali. Si affrontano i temi legati alle stagioni e alle feste con attività per stimolare la creatività e collegamenti interdisciplinari

In questo contesto, il piacere di ascoltare diventa una parte essenziale dell’apprendimento: stimola la concentrazione e la riflessione. Inoltre, per monitorare il processo di apprendimento, sono presenti verifiche che incoraggiano l’autovalutazione affinché ciascun alunno/a possa riflettere sui propri progressi

Al termine del volume della prima classe, viene introdotto un percorso di grammatica, che stimola la riflessione sulle regole della lingua italiana. Questo percorso è pensato per rendere più consapevole il bambino delle strutture linguistiche e per permettergli di approcciarsi con curiosità e naturalezza alle regole grammaticali.

In questo cammino, le illustrazioni giocano un ruolo cruciale: non sono solo un complemento visivo, ma diventano una parte integrante dell’apprendimento. Ogni pagina, infatti, è pensata per stimolare la curiosità e la fantasia del bambino, invitandolo a esplorare immagini che richiamano i temi trattati nel testo e che lo aiutano a visualizzare le situazioni descritte

Concludendo, questo percorso educativo offre una visione integrata delle letture, delle emozioni e delle attività pratiche, mettendo al centro il bambino come protagonista attivo del proprio apprendimento. La gradualità delle letture, il legame con il Metodo, le storie e gli affetti garantiscono un percorso didattico coinvolgente e ricco di stimoli per i piccoli lettori.

DISCIPLINE

I percorsi di Storia e Geografia prendono spunto dalla realtà e dal vissuto dei bambini. Le pagine relative al tempo avviano i piccoli, in maniera semplice, graduale e operativa, a comprendere i concetti di ciclicità e di durata, all’analisi del rapporto di successione, di contemporaneità e di causa-effetto. Nel volume sono presenti pagine sulla storia personale della propria famiglia, con uno sguardo al tempo dei nonni e ai loro giocattoli. È inoltre presente un albo illustrato “L’ARCA DI NOÈ”, per conoscere i personaggi e le vicende tratti dalla Bibbia, al fine di esplorare le radici della cultura occidentale. La storia trattata nell’albo viene approfondita con un laboratorio interdisciplinare che include rimandi a Matematica, Arte, Musica ed Educazione Civica, creando un percorso integrato e stimolante.

Le pagine relative allo spazio hanno l’obiettivo di stimolare negli alunni la conoscenza dello spazio vissuto e la capacità di descriverlo e rappresentarlo, utilizzando correttamente gli indicatori spaziali

Anche il percorso di Scienze e Tecnologia si sviluppa a partire dal vissuto esperienziale dei bambini, in piena coerenza con le Indicazioni Nazionali 2025, che per il primo biennio della scuola primaria valorizzano l’osservazione diretta, l’esplorazione dell’ambiente e la costruzione progressiva di semplici modelli interpretativi della realtà. L’obiettivo è promuovere fin dai primi anni un atteggiamento curioso e investigativo, fondato sull’esperienza concreta e sulla riflessione guidata. Il volume offre numerosi esperimenti semplici e strutturati, realizzabili in classe con materiali facilmente reperibili. Particolare attenzione è dedicata alla Tecnologia, intesa – secondo le Indicazioni Nazionali 2025 – come ambito strettamente connesso all’esperienza quotidiana degli alunni. Il volume propone attività mirate alla conoscenza e all’uso consapevole di semplici dispositivi digitali (come tablet, computer, LIM o altri strumenti presenti nel contesto scolastico), guidando i bambini a riconoscerne le funzioni principali e le modalità di utilizzo corretto e sicuro.

Sono presenti anche pagine di Educazione Civica, con particolare attenzione al rispetto delle regole, dell’ambiente e della salute

MATEMATICA E INFORMATICA + ESERCIZIARIO

Il volume dedicato alla Matematica è progettato in coerenza con le Indicazioni Nazionali 2025, che per la scuola primaria sottolineano l’importanza di sviluppare il pensiero logico, la capacità di argomentazione, il problem solving e l’integrazione tra competenze matematiche e digitali. I contenuti e le attività, organizzati in modo graduale e progressivo, accompagnano gli alunni nella costruzione del numero, nella comprensione delle operazioni, nell’esplorazione dello spazio e delle figure e nell’avvio alla raccolta e rappresentazione dei dati.

L’intero percorso è introdotto e accompagnato da uno storytelling coinvolgente: il personaggio guida Arcobaleo accompagna bambine e bambini nella scoperta dei numeri e dei diversi argomenti disciplinari. Attraverso racconti, situazioni narrative e piccole sfide ambientate nel suo mondo, i concetti matematici prendono forma in contesti significativi e motivanti. La narrazione favorisce l’aggancio emotivo e la comprensione dei contenuti, in linea con le Indicazioni Nazionali 2025 che valorizzano l’apprendimento contestualizzato e la costruzione di significato.

Ampio spazio è dedicato alle pagine di informatica in chiave ludica, che propongono attività di pensiero computazionale, giochi di logica, esercizi su sequenze e algoritmi, favorendo l’integrazione tra matematica e competenze digitali. In questo modo gli alunni imparano a pianificare procedure, verificare soluzioni e riflettere sugli errori, sviluppando un approccio consapevole e strategico

Il percorso didattico si fonda sulla didattica laboratoriale: l’apprendimento passa attraverso l’esperienza, la manipolazione, il confronto e la verbalizzazione dei procedimenti. Ogni unità di apprendimento si conclude con esercizi di consolidamento, verifiche e box di autovalutazione.

Nel volume è inserito un ricco eserciziario, collocato al termine del testo, che offre ulteriori attività di rinforzo, recupero e potenziamento, consentendo all’insegnante di personalizzare il percorso didattico. Una sezione speciale, MatemArte, arricchisce il percorso: le bambine e i bambini scoprono il legame tra logica e arte, sviluppando creatività e senso estetico insieme alle competenze matematiche.

Completano la proposta le attività STEM LAB e i compiti di realtà, che favoriscono l’integrazione tra discipline e l’applicazione concreta delle conoscenze in contesti autentici. Il volume si configura così come uno strumento completo e innovativo, capace di coniugare rigore metodologico, dimensione narrativa e apertura alle competenze digitali e creative richieste dalla scuola di oggi.

VERIFICHE

Il quaderno delle verifiche permette, con vari tipi di prove, di rilevare i livelli di partenza e le competenze pregresse degli alunni, di effettuare una valutazione formativa iniziale, intermedia e finale degli apprendimenti disciplinari conseguiti dagli alunni nel corso dell’intero anno scolastico.

La verifica iniziale permette agli insegnanti di valutare e calibrare i loro interventi sulla base delle specificità degli alunni in formazione.

La verifica intermedia fornisce le informazioni necessarie per indirizzare, modificare, rendere più efficace il processo di apprendimento e valutare i progressi compiuti dagli alunni, individuando eventuali aree di difficoltà su cui intervenire.

La verifica finale permette di individuare i punti di forza e i punti di debolezza del percorso didattico, fornendo un quadro completo dell'efficacia dell'intero percorso di apprendimento.

PROGRAMMAZIONE

ITALIANO CLASSE PRIMA

In prima classe l’obiettivo è imparare a leggere, scrivere e parlare in modo chiaro e corretto, sviluppando gradualmente le competenze di base della lingua italiana. Gli alunni apprendono a riconoscere e denominare le lettere dell’alfabeto, distinguere vocali e consonanti, utilizzare correttamente suoni e grafemi. Parallelamente si esercitano nella scrittura in stampatello e si avviano al corsivo, curando postura, impugnatura e uso dello spazio sul foglio.

Viene favorita la comprensione e la produzione di brevi testi, l’ascolto attento di messaggi orali e brevi storie, e la partecipazione a conversazioni, rispettando i turni di parola. Attraverso la memorizzazione di filastrocche, poesie e testi semplici, gli alunni sviluppano memoria, attenzione e capacità di espressione orale in modo progressivo. Il percorso permette di consolidare le prime regole ortografiche, distinguere nomi, articoli e verbi, utilizzare frasi semplici e comprensibili, e familiarizzare con la punteggiatura. L’approccio è concreto e laboratoriale, privilegiando esperienze dirette, attività guidate e momenti di produzione autonoma, in linea con le Indicazioni Nazionali 2025, per promuovere competenze linguistiche solide e il piacere di comunicare attraverso la lingua.

NUCLEI FONDANTI OBIETTIVI

Enunciare l’alfabeto in ordine.

Alfabeto

Scrittura

Grafia dell’italiano

Riconoscere e denominare le lettere. Distinguere vocali e consonanti.

Scrivere in stampatello.

Avviarsi al corsivo.

Riprodurre lettere, sillabe e parole. Curare postura e impugnatura.

Scrivere parole rispettando le prime regole ortografiche.

Riconoscere suoni e grafemi. Dividere parole in sillabe.

Interpunzione, segni grafici e uso della lingua

Usare i principali segni di punteggiatura. Riconoscere nome, articolo e verbo. Comprendere e costruire frasi semplici.

Riconoscere il verbo.

Tempi verbali

Ascolto e dialogo

Usare il tempo presente e passato nella conversazione con l’adulto. Usare semplici forme verbali.

Ascoltare e comprendere messaggi. Partecipare a conversazioni. Esprimersi in modo chiaro. Ascoltare brevi storie.

Alfabeto italiano (26 lettere).

Lettere straniere (J, K, W, X, Y).

Vocali e consonanti.

Suoni e forme delle lettere.

Stampato maiuscolo/minuscolo.

Avvio al corsivo.

Grafia delle lettere. Postura corretta.

Impugnatura corretta.

Uso dello spazio nel foglio.

Fonemi e grafemi. Corrispondenza suono-segno.

Sillaba.

Convenzioni ortografiche di base.

Uso di è/e, ho/o.

Suoni difficili.

Punto e virgola.

Uso della lettera maiuscola. Nome, articolo, verbo. Frase minima (“chi fa” e “che cosa fa”).

Verbo come azione. Tempo presente e passato. Frase minima.

Regole della conversazione. Turni di parola. Elementi fondamentali del racconto (personaggi, luoghi, tempi).

Memorizzazione e oralità espressiva

Lettura e interpretazione

Produzione di testi

Memorizzare filastrocche, poesie e testi brevi.

Usare semplici tecniche di memorizzazione.

Esporre oralmente in modo espressivo.

Leggere ad alta voce.

Leggere brevi testi. Comprendere il significato globale di semplici testi.

Scrivere parole e semplici frasi.

Produrre brevi testi guidati. Organizzare idee in sequenza.

PROGRAMMAZIONE

STORIA CLASSE PRIMA

Filastrocche e testi poetici brevi. Strategie di memorizzazione.

Comprensione globale dei testi. Tecniche di lettura. Comprensione globale e riconoscimento di personaggi, luoghi e tempi.

Struttura della frase. Sequenze temporali. Connettivi semplici. Lessico di base.

L’insegnamento della storia in classe prima ha come scopo far comprendere il concetto di tempo, distinguendo successione, ciclicità e contemporaneità, e a rappresentare in modo semplice le esperienze vissute, acquisendo strumenti per ordinare e comunicare eventi nel presente, nel passato e nel futuro.

Ha inoltre come obiettivo principale far acquisire la consapevolezza della propria storia personale e familiare. Attraverso esperienze concrete, osservazioni, attività quotidiane e narrazioni semplici, i bambini sviluppano capacità di osservare, memorizzare e raccontare eventi. Le narrazioni tratte dalla Bibbia vengono utilizzate per conoscere le radici della cultura occidentale e comprendere valori e vicende significative del passato.

Il percorso educativo favorisce lo sviluppo di competenze di osservazione, memoria, narrazione e rappresentazione, in linea con le Indicazioni Nazionali 2025, promuovendo un approccio attivo e partecipativo, fondato sull’esperienza diretta e sul coinvolgimento in attività interdisciplinari.

Usare indicatori temporali (prima, dopo, infine, adesso) e ordinare eventi secondo successione, ciclicità e contemporaneità. Comprendere la durata delle azioni quotidiane.

Comprendere il significato della linea del tempo

Riconoscere e rappresentare il tempo ciclico (giorno, settimana, mese, stagione, anno).

Raccontare la propria storia personale e familiare.

Individuare differenze tra passato e presente.

Descrivere la quotidianità familiare del passato.

Ascoltare e raccontare vicende bibliche, riconoscendo personaggi, azioni e valori.

Sequenze temporali: prima, dopo, infine, adesso.

Concetti di successione, ciclicità, contemporaneità e durata delle azioni. Tempo ciclico: giorno, settimana, mese, stagione, anno.

Tipologia di famiglia, ieri e oggi.

Attività quotidiane del passato. Personaggi e vicende della Bibbia (Es: L’Arca di Noè).

Elementi narrativi: personaggi, luogo, tempo, azioni.

Valori trasmessi: collaborazione, rispetto per la natura.

Attività interdisciplinari: italiano, arte, musica.

PROGRAMMAZIONE GEOGRAFIA CLASSE PRIMA

L’insegnamento della geografia nella classe prima della scuola primaria, in coerenza con le nuove Indicazioni Nazionali 2025, si fonda sull’esperienza diretta degli alunni e sull’esplorazione degli spazi vissuti.

Attraverso attività concrete, percorsi, osservazioni e rappresentazioni, gli alunni sviluppano progressivamente la capacità di orientarsi nello spazio, descrivere ambienti familiari e comprendere le prime relazioni tra luoghi e funzioni. I contenuti affrontati – dalle parole dello spazio ai percorsi, dagli ambienti della casa e della scuola fino ai primi elementi della città –contribuiscono alla costruzione dei nuclei fondanti della disciplina: orientamento, linguaggio della geo-graficità, paesaggio e sistema territoriale.

In questo percorso si integra in modo trasversale l’Educazione civica, attraverso la riflessione sulle regole di comportamento negli spazi condivisi (scuola, strada), promuovendo atteggiamenti responsabili e la consapevolezza dell’importanza delle norme per una convivenza civile e sicura.

NUCLEI FONDANTI

Orientamento

Linguaggio della geograficità

Orientarsi nello spazio usando indicatori topologici.

Eseguire semplici percorsi. Definire la posizione di un oggetto in un reticolo.

Interpretare l’ambiente circostante in base agli indicatori spaziali e alla rappresentazione grafica.

Rappresentare un oggetto da prospettive diverse.

Riconoscere e descrivere ambienti quotidiani.

Indicatori spaziali (sopra/sotto, vicino/ lontano).

Percorsi nello spazio rappresentato e riconoscimento degli elementi.

Posizione di un oggetto in un reticolo.

Rappresentazione e descrizione.

Diversi modi di guardare un oggetto.

Paesaggio e territorio

Relazioni e dinamiche

Distinguere spazi aperti e chiusi. Comprendere la funzione degli spazi vissuti.

Riconoscere luoghi della città e funzioni. Adottare comportamenti corretti.

Conoscere e rispettare funzioni e norme d’uso dei luoghi pubblici e scolastici per una convivenza corretta.

Spazi di casa, scuola e città; le loro funzioni e caratteristiche.

Funzioni degli ambienti. Regole di comportamento.

Funzioni e norme dei luoghi pubblici e scolastici. Norme di convivenza sociale.

PROGRAMMAZIONE

ARTE E IMMAGINE CLASSE PRIMA

Nel corso della classe prima della scuola primaria, l’insegnamento di Arte e Immagine si fonda sull’esperienza diretta, sul fare e sulla naturale propensione dei bambini all’espressione grafico-pittorica. Il percorso didattico è organizzato in riferimento ai nuclei fondanti dell’espressività/produzione, comunicazione, osservazione/lettura e comprensione/interpretazione, promuovendo lo sviluppo progressivo delle capacità espressive, comunicative e percettive. Gli alunni e le alunne vengono accompagnati a osservare e leggere immagini semplici, a riconoscere colori, forme e personaggi e a descrivere ciò che vedono attraverso l’osservazione delle immagini che accompagnano i libri di testo. Il percorso favorisce, inoltre, la capacità di esprimere emozioni suscitate dalle immagini e di coglierne il significato globale, avviandoli a una prima forma di comprensione e interpretazione del linguaggio visivo.

NUCLEI FONDANTI

Espressività / Produzione

Comunicazione

Esprimere emozioni e vissuti attraverso il disegno.

Sperimentare tecniche semplici attraverso la realizzazione di manufatti creativi.

Realizzare elaborati personali in attività legate alle stagioni e alle feste.

Raccontare esperienze attraverso immagini. Rappresentare personaggi noti in modo grafico-pittorico anche nelle attività legate alle feste.

Disegno libero.

Semplici manufatti creativi.

Uso di colori, carta, colla e pennarelli. Attività legate alle stagioni e alle feste.

Uso dei colori in modo appropriato. Rappresentazione di personaggi noti.

Osservazione / Lettura

Comprensione / Interpretazione

Osservare e leggere immagini semplici. Descrivere ciò che si vede utilizzando elementi base del linguaggio visivo. Riconoscere i colori delle stagioni attraverso immagini e rappresentazioni. Sviluppare l’osservazione delle immagini che accompagnano i libri di testo.

Esprimere emozioni legate alle immagini. Raccontare il significato semplice delle immagini e ciò che rappresentano.

Lettura di immagini semplici. Riconoscimento di colori e personaggi. I colori delle stagioni.

Osservazione delle immagini che accompagnano i libri di testo.

Emozioni legate alle immagini. Significato semplice delle immagini.

PROGRAMMAZIONE MATEMATICA

CLASSE PRIMA

L’insegnamento della matematica per la classe prima della scuola primaria si inserisce nel quadro delle Indicazioni Nazionali 2025, ponendo al centro lo sviluppo del pensiero logico-matematico in un’ottica inclusiva e progressiva. La finalità è guidare ogni bambino verso una prima alfabetizzazione matematica solida e significativa. L’apprendimento viene concepito come un processo attivo, in cui l’alunno/a costruisce conoscenze attraverso esperienze concrete, esplorazione e confronto. Particolare attenzione è dedicata alla dimensione laboratoriale e all’uso di materiali strutturati e non, per favorire la comprensione dei concetti fondamentali. Il percorso valorizza le competenze di base, come il contare, il confrontare, il classificare e il rappresentare, integrandole con lo sviluppo del linguaggio matematico. Si promuove inoltre la capacità di problem solving attraverso situazioni significative e vicine all’esperienza quotidiana degli alunni. Il nucleo dell’informatica, novità delle Indicazioni Nazionali 2025, ha la finalità di sviluppare il pensiero computazionale, attraverso attività semplici di sequenze e classificazioni.

NUCLEI

Numeri

Confrontare quantità attraverso corrispondenze tra gli elementi.

Leggere e scrivere i numeri da 0 a 20.

Operare con i numeri noti. Riconoscere la sequenza numerica da 0 a 20 e operare sulla linea dei numeri fino a 20.

Utilizzare correttamente i termini

“maggiore”, “minore”, “uguale” e stabilire una relazione d’ordine tra numeri con i simboli.

Ordinare i numeri in ordine crescente e in ordine decrescente.

Conoscere i numeri ordinali.

Operare con l’addizione e la sottrazione in situazioni rappresentate graficamente.

Acquisire il concetto di decina.

Formare le coppie additive del 10.

Eseguire addizioni e sottrazioni con le immagini, con le dita, con materiali vari e sulla linea dei numeri.

Effettuare e registrare raggruppamenti in basi diverse.

Raggruppare per operare cambi. Rappresentare sull’abaco i numeri noti. Eseguire operazioni su tabelle a doppia entrata, in schemi e catene numeriche. Comprendere che l’addizione e la sottrazione sono operazioni inverse.

Uso dei più comuni quantificatori.

Confronto di quantità (di più, di meno).

La relazione tanti-quanti.

Conteggio di oggetti (figure, cannucce, palline, tappi ecc.).

Costruzione della linea dei numeri.

Scrittura e lettura dei numeri naturali da 0 a 20.

Concetto di maggiore, minore, uguale.

Uso in ambiti diversi delle espressioni “precedente” e “successivo”.

La decina e la sua rappresentazione sull’abaco, in tabella e con materiale strutturato.

Il valore posizionale del numero.

I numeri ordinali.

Primo approccio ad addizione e sottrazione in contesti concreti.

Addizioni e sottrazioni con l’uso di materiale strutturato e non.

Il numero per confrontare e ordinare raggruppamenti di oggetti.

Giochi di raggruppamento con basi diverse.

Giochi in gruppo.

Spazio e figure

Riconoscere linee aperte e linee chiuse.

Acquisire il concetto di confine e regione.

Individuare e rappresentare con vettori il verso e la direzione di un percorso.

Eseguire percorsi sul reticolo.

Individuare la posizione di un punto o di un oggetto nel piano mediante coordinate. Riconoscere figure geometriche solide e figure geometriche piane.

Individuare e produrre simmetrie.

Esercizi di discriminazione tra linee aperte e linee chiuse, regioni e confini.

Individuazione nel mondo circostante e nel disegno delle principali figure del piano e dello spazio.

Arte e geometria. Giochi in gruppo.

Relazioni, dati e previsioni

Risolvere semplici problemi aritmetici con addizione o sottrazione, anche con l’ausilio di immagini.

Individuare grandezze misurabili ed effettuare confronti.

Stabilire una relazione d’ordine tra più elementi.

Misurare lunghezze, pesi, capacità con unità arbitrarie.

Conoscere e utilizzare l’euro. Individuare elementi con una caratteristica in comune.

Riconoscere l’elemento estraneo. Operare con insiemi eterogenei. Individuare la relazione di appartenenza/non appartenenza.

Stabilire e riconoscere relazioni e rappresentarle in tabella.

Leggere, interpretare e analizzare dati statistici al fine di completare semplici istogrammi e ideogrammi.

Attività di problem solving

Confronti e misurazioni in base a lunghezza, peso e capacità.

Le misurazioni per conteggio con oggetti di uso quotidiano.

Conoscenza e utilizzo dell’euro in semplici contesti.

Classificazione di oggetti e persone in base ad una caratteristica comune. Riconoscimento dell’elemento intruso.

Raccolta di dati e creazione di un istogramma.

Organizzazione di dati con semplici ideogrammi.

Lettura, comprensione e completamento di semplici rappresentazioni di dati statistici.

Informatica

Scegliere ed utilizzare oggetti o simboli per rappresentare informazioni.

Descrivere a parole attività della vita quotidiana tramite sequenze precise e saperle eseguire.

Rappresentazione di dati e informazioni.

L’algoritmo.

Esecuzione e rappresentazione grafica di semplici percorsi, anche mediante codici.

Giochi con percorsi e su piano quadrettato.

PROGRAMMAZIONE SCIENZE CLASSE PRIMA

L’insegnamento delle scienze in classe prima, in coerenza con le Indicazioni Nazionali 2025, mira a sviluppare nei bambini un primo approccio al pensiero scientifico attraverso l’osservazione diretta e l’esperienza concreta. L’apprendimento si fonda sulla curiosità e sull’esplorazione dell’ambiente circostante, valorizzando le domande spontanee degli alunni come punto di partenza del percorso didattico. Le attività proposte privilegiano un approccio laboratoriale, basato su semplici esperimenti, manipolazione e classificazione, per favorire la costruzione di conoscenze significative. Si promuove lo sviluppo del linguaggio scientifico di base e la capacità di descrivere fenomeni in modo semplice ma corretto. Particolare attenzione è dedicata alla sostenibilità, incoraggiando atteggiamenti responsabili verso il mondo naturale.

Esplorazione e osservazione della natura

Materia e trasformazioni

Osservare, analizzare e interpretare fenomeni appartenenti alla realtà naturale.

Identificare e classificare oggetti e materiali in base alle loro proprietà percepite.

Esperimenti sui fenomeni fisici

Esseri viventi e corpo umano

Identificare e classificare oggetti e materiali in base alle loro proprietà.

Riconoscere le parti principali del corpo umano, con particolare attenzione agli organi di senso e alla loro funzione nella percezione dell’ambiente.

Riconoscere le principali caratteristiche dei viventi e le loro diverse modalità di vita.

Caratteristiche specifiche di alcuni animali rispetto al modo di spostarsi in base all’ambiente di vita e al modo di riprodursi.

Oggetti e materiali.

Classificazione di oggetti secondo il materiale e la funzione. Giochi di gruppo.

Semplici esperimenti attraverso i cinque sensi.

Esperimenti di semina in condizioni ambientali differenti.

I cinque sensi.

Osservazione del colore, della forma e della dimensione di vari oggetti.

Distinzione e riconoscimento di suoni e rumori.

Distinzione e riconoscimento di sapori. Distinzione di differenti tipi di odore. Distinzione e classificazione di sensazioni tattili differenti (ruvido, liscio, caldo, freddo...).

Le caratteristiche macroscopiche dei viventi.

La distinzione tra animali e vegetali. Il ciclo vitale della pianta e dell’animale. L’albero e le sue parti.

Scienza e ambiente

Riflettere su come le proprie azioni influenzano l’ambiente.

La raccolta differenziata.

PROGRAMMAZIONE TECNOLOGIA CLASSE PRIMA

La programmazione di tecnologia per la classe prima della scuola primaria intende avvicinare le bambine e i bambini al mondo degli oggetti, degli strumenti e dei processi tecnologici presenti nella vita quotidiana. L’apprendimento si basa su esperienze concrete, manipolazione e osservazione, favorendo la scoperta delle funzioni e delle caratteristiche dei materiali e degli strumenti. Particolare attenzione è dedicata alla prima conoscenza con i dispositivi digitali, utilizzati in modo guidato per sviluppare abilità di base e consapevolezza d’uso. Il percorso promuove lo sviluppo di abilità operative e progettuali attraverso attività laboratoriali semplici, stimolando curiosità, creatività e capacità di problem solving.

NUCLEI FONDANTI

Vedere e osservare

Prevedere e immaginare

Intervenire e trasformare

Osservare e classificare elementi artificiali presenti nell’ambiente scolastico e urbano.

Individuare i principali materiali di cui sono fatti gli oggetti della quotidianità.

Ideare e costruire semplici modelli, descrivendo le fasi di realizzazione.

Effettuare prove ed esperienze sulle proprietà dei materiali più comuni.

Oggetti e materiali del proprio corredo scolastico e di uso quotidiano.

Giochi, disegni e indovinelli.

Semplici esperimenti.

Informatica

Riconoscere usi dell’Informatica e delle sue tecnologie nella vita comune.

I più comuni dispositivi digitali nella vita quotidiana.

PROGRAMMAZIONE EDUCAZIONE CIVICA CLASSE PRIMA

L’educazione civica rappresenta un ambito formativo fondamentale nella scuola primaria, in quanto contribuisce allo sviluppo di competenze sociali, civiche e di cittadinanza attiva fin dai primi anni di scolarizzazione. Secondo le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 e gli aggiornamenti introdotti dal D.M. 183/2024, essa assume un ruolo trasversale all’interno del curricolo, integrandosi con tutte le discipline e favorendo un apprendimento significativo e contestualizzato. Dal punto di vista normativo, l’insegnamento dell’educazione civica è stato introdotto con la Legge 92/2019, che ne stabilisce l’obbligatorietà per un minimo di 33 ore annue e ne definisce i nuclei tematici fondamentali.

L’educazione civica non si configura come disciplina autonoma, ma come insegnamento trasversale. Ciò implica una progettazione condivisa tra i docenti, finalizzata a collegare i contenuti civici con le diverse aree disciplinari.

Nuclei tematici fondamentali

Come previsto dalla normativa, l’insegnamento si articola attorno a tre nuclei principali:

Costituzione e legalità

Introduzione ai principi fondamentali della Costituzione italiana, ai diritti e ai doveri, alle regole della convivenza civile.

Sviluppo sostenibile

Educazione ambientale, rispetto del territorio, uso consapevole delle risorse e riferimento agli obiettivi dell’Agenda 2030.

Cittadinanza digitale

Uso responsabile delle tecnologie, sicurezza in rete, sviluppo del pensiero critico rispetto alle informazioni digitali.

L’approccio trasversale all’educazione civica, se progettato in modo intenzionale, contribuisce allo sviluppo del pensiero critico e della capacità di risolvere problemi, alla maturazione di consapevolezza sociale e responsabilità, a stimolare creatività e apertura al confronto, a generare capacità di collaborazione e partecipazione attiva In coerenza con la normativa vigente (Legge 92/2019 e D.M. 183/2024), l’educazione civica è oggetto di valutazione periodica e finale. Essa contribuisce alla valutazione globale dell’alunno, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze di cittadinanza.

NUCLEI FONDANTI OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Scoprire le proprie emozioni, prendersi cura di sé e rispettare le differenze e le uguaglianze degli altri.

Impegnarsi a rispettare le principali regole di convivenza.

Costituzione e legalità

Sviluppo sostenibile

Esprimere correttamente le proprie idee utilizzando linguaggi adeguati ai vari contesti.

Rispettare le principali norme del codice stradale.

CONOSCENZE

Le parole della gentilezza.

Le principali regole di convivenza. Il rispetto delle regole negli spazi pubblici e privati.

Le prime basilari norme del codice stradale.

Riflettere sull’importanza del valore del rispetto di persone, animali e della natura e l’importanza di prendersi cura dell’ambiente.

Scoprire il significato della raccolta differenziata, del recupero dei rifiuti, del riciclo e mettere in atto comportamenti adeguati.

Il rispetto e la cura per le piante e gli animali.

I cambiamenti climatici e le loro conseguenze.

I concetti di spreco, rifiuto, consumo intelligente. Il riciclo.

Cittadinanza digitale

Utilizzare diversi tipi di device per comunicare.

Utilizzare giochi multimediali.

I differenti device (smartphone, computer, tablet, LIM).

IDEE E MATERIALI PER L’ACCOGLIENZA

Il primo giorno di scuola per le bambine e i bambini della prima classe è un momento unico e significativo, che resterà nella loro memoria. Alcuni arrivano con curiosità e entusiasmo, altri con un po’ di timore. Spetta alla docente o al docente fare in modo che questa esperienza sia tranquilla e accogliente, trasmettendo fiducia e serenità a tutti, soprattutto a chi potrebbe sentirsi un po’ a disagio.

Per questo è fondamentale preparare con cura l’aula. Il primo giorno può facilmente trasformarsi in una festa a sorpresa: si possono allestire festoni colorati di benvenuto, segnaposto decorati, coccarde personalizzate da consegnare ai bambini, e un grande cartellone con il personaggio guida Arcobaleo e i suoi amici per dare un volto familiare e rassicurante. Per rendere ancora più speciale l’ambiente, si possono predisporre simpatiche copertine per i quaderni, con i disegni dei personaggi guida e dei loro amici, in modo che ogni bambino si senta accolto e parte del gruppo.

Inoltre, si può creare un cartellone delle emozioni con varie faccine che rappresentano stati d’animo diversi così da permettere a ciascuno di esprimere come si sente in questo primo giorno. Tutto ciò aiuta i bambini e le bambine a riconoscere le proprie emozioni e a condividere i propri vissuti con gli altri.

Filastrocca di benvenuto

BENVENUTI, SONO LA SCUOLA

Scuola nuova, nuova scuola, ogni bimbo ha il cuore in gola. Incomincia l’avventura …è normale aver paura.

Ma la scuola dice in rima ai bambini della prima:

Benvenuti, son la scuola, mi sentivo molto sola

però, adesso che vi trovo, incomincia un anno nuovo con le voci e le risate, le pareti colorate, i disegni e i cartelloni, le parole e le canzoni, le addizioni, i pensierini… Benvenuti bei bambini!

Maria Loretta Giraldo

LA CANZONE DI ARCOBALEO

Inizia settembre, comincia la scuola un gatto arancione è lì nell'aiuola attende i bambini vicino al cancello è agile e dolce e fa un bel saltello.

Ormai è amico di tutti i bambini

gli danno la pappa gli fanno i grattini. Regala ogni giorno un’emozione

ArcobaLeo è il suo nome.

Ritornello

Arcobaleo ha una coda speciale funziona in un modo assai originale quando sente una forte emozione avviene una strana trasformazione.

Se sente nell'aria felicità

Di giallo la coda si colorerà rossa diventa se la rabbia si accende

Se invece è la calma, si fa tutta verde

La paura di viola la fa colorare di blu la tristezza la fa diventare.

E se l'ansia arriva improvvisamente

La coda è di un arancio splendente ma poi se d'azzurro è diventata

è la sorpresa che l'ha colorata.

Ritornello

Arcobaleo ha una coda davvero speciale funziona in un modo assai originale quando lui sente una forte emozione avviene una strana trasformazione.

IL SEGNAPOSTO DI ARCOBALEO

Questo segnaposto è pensato per essere utilizzato il primo giorno di scuola come strumento di accoglienza e conoscenza reciproca.

Può essere posizionato sul banco di ciascun bambino per favorire l’identificazione del posto e facilitare la memorizzazione dei nomi all’interno del gruppo classe.

Sulle linee tratteggiate l’alunno scrive il proprio nome.

L’attività si arricchisce con una componente espressiva: il bambino è invitato a colorare la coda del personaggio scegliendo liberamente i colori, in modo da rappresentare l’emozione che sta vivendo (gioia, curiosità, timore, entusiasmo…).

MI CHIAMO ARCOBALEO e TU?

ARCOBALEO

TOPINO

RAGNETTO

UCCELLINA E FARFALLA

IL MIO QUADERNO DI ITALIANO

NOME

CLASSE SEZIONE

IL MIO QUADERNO DI MATEMATICA

NOME

CLASSE SEZIONE

IL MIO QUADERNO DI STORIA

NOME

CLASSE SEZIONE

IL MIO QUADERNO DI GEOGRAFIA

NOME

CLASSE SEZIONE

IL MIO QUADERNO DI SCIENZE

NOME

CLASSE SEZIONE

Caro/a insegnante, il percorso proposto in questa sezione non si limita a proporre giochi per i bambini: ogni attività è corredata da obiettivi educativi chiari, pensati per stimolare competenze motorie, linguistiche, cognitive e relazionali.

Questi esercizi offrono strumenti concreti per osservare, comprendere e valorizzare le potenzialità di ciascun bambino, facilitando una progettazione didattica mirata, inclusiva e personalizzata.

Le attività sono pensate per favorire un approccio globale e multisensoriale all’apprendimento, in cui corpo, movimento, sensi, linguaggio, tempo e spazio diventano canali privilegiati per costruire conoscenze, rafforzare la fiducia in sé e garantire un percorso di apprendimento sicuro e consapevole.

Un percorso per accogliere, scoprire e imparare in classe prima.

Nei primi giorni di scuola, il gioco rappresenta una risorsa pedagogica fondamentale per favorire un ingresso sereno e motivante nel nuovo percorso scolastico. È attraverso il gioco che i bambini esplorano, comunicano, sperimentano e apprendono in modo naturale, sviluppando competenze motorie, linguistiche, relazionali e cognitive. Le quattro aree proposte — giochi fonologici, giochi per conoscere il sé corporeo, giochi di esplorazione sensoriale e giochi per scoprire il tempo e lo spazio — costituiscono un itinerario educativo integrato che accompagna i bambini nella scoperta di sé e del mondo circostante.

Ogni categoria di gioco propone attività semplici ma significative, pensate per stimolare curiosità, attenzione e partecipazione attiva, gettando così le basi per un apprendimento sicuro e consapevole.

Per l’insegnante, queste esperienze rappresentano non solo strumenti ludici, ma vere e proprie occasioni di osservazione e progettazione educativa: consentono di rilevare competenze di base, modalità relazionali, tempi di attenzione e stili di apprendimento, facilitando così una programmazione didattica mirata e personalizzata.

Attraverso questi giochi, l’insegnante promuove un approccio globale e multisensoriale all’apprendimento, in cui il corpo, i sensi, il linguaggio e il movimento diventano canali privilegiati per costruire conoscenze, rafforzare la fiducia in sé e garantire un percorso di apprendimento sicuro.

Il gioco, dunque, non è un momento di pausa dall’apprendimento, ma uno spazio educativo pienamente significativo, in cui si gettano le basi per lo sviluppo armonico e l’acquisizione delle competenze fondamentali in un contesto sicuro e inclusivo. Questa sezione intende offrire uno strumento operativo utile per programmare attività inclusive, creative e formative, capaci di sostenere il bambino nel suo percorso di crescita personale e scolastica, nel rispetto dei suoi tempi, delle sue potenzialità e del suo modo unico di scoprire il mondo.

Le autrici
Rosa Dattolico, Tiziana Trotta, Viviana Hutter

PRIMI GIORNI DI SCUOLA

I pedagogisti sottolineano da decenni l’importanza del gioco nei primi giorni di scuola come strumento educativo fondamentale, non solo ricreativo. Ecco i punti principali basati sulle riflessioni di diversi studiosi:

Gioco come apprendimento naturale

Jean Piaget (psicologo e pedagogista svizzero) evidenziava che i bambini costruiscono conoscenze attraverso l’esperienza concreta e il gioco simbolico. Nei primi anni di scuola, il gioco permette di sperimentare regole, concetti e relazioni in modo spontaneo, sviluppando autonomia e capacità di problem solving.

Lev Vygotskij (psicologo russo) sosteneva che il gioco è una “zona di sviluppo prossimale”, dove il bambino può raggiungere competenze nuove grazie al supporto dell’adulto o dei pari, consolidando la sicurezza nell’apprendimento.

Sviluppo globale e multisensoriale

Pedagogisti come Maria Montessori e Emmi Pikler hanno sottolineato il valore dell’approccio sensoriale e corporeo: attraverso il gioco motorio e manipolativo, i bambini conoscono il proprio corpo, acquisiscono sicurezza e coordinazione e costruiscono le prime competenze cognitive e sociali.

Il gioco favorisce la relazione tra i sensi, il movimento e il linguaggio, essenziale per creare basi solide per l’apprendimento.

Accoglienza e inclusione

Studiosi moderni di didattica inclusiva, come Loris Malaguzzi (fondatore delle scuole dell’infanzia Reggio Emilia), evidenziano come il gioco sia uno strumento di accoglienza e osservazione, in grado di valorizzare i tempi, le potenzialità e i diversi stili di apprendimento dei bambini.

Il gioco permette di osservare le emozioni, le relazioni e le competenze emergenti, fornendo indicazioni preziose per una progettazione educativa personalizzata e sicura.

Gioco e sicurezza nell’apprendimento

I pedagogisti concordano sul fatto che il gioco strutturato e guidato dai docenti non è solo divertimento: è un contesto sicuro in cui il bambino sperimenta, sbaglia, riprova e impara. Attraverso attività ludiche, i bambini acquisiscono fiducia in sé e negli altri, imparano a rispettare regole, a gestire emozioni e a sviluppare capacità cognitive di base, tutte condizioni essenziali per un apprendimento duraturo e sicuro.

GIOCHI FONOLOGICI

I primi giorni di scuola rappresentano un momento fondamentale per costruire un clima sereno, accogliente e motivante, in cui ogni bambino possa sentirsi riconosciuto, ascoltato e parte integrante del gruppo classe. In questa fase iniziale è importante proporre attività che favoriscano la conoscenza reciproca, rafforzino l’identità personale e promuovano il senso di appartenenza.

I giochi fonologici si inseriscono in questo contesto come strumenti privilegiati per accogliere i bambini e avviarli, in modo naturale e ludico, al percorso di letto-scrittura. Attraverso attività di ascolto, manipolazione dei suoni, segmentazione sillabica e giochi con i nomi, i bambini sviluppano gradualmente competenze fondamentali come l’attenzione uditiva e la consapevolezza fonologica, prerequisiti indispensabili per l’apprendimento della lettura e della scrittura.

Il lavoro sui nomi propri, in particolare, assume un valore significativo nei primi giorni: permette di valorizzare l’identità di ciascuno, facilitare la memorizzazione dei nomi dei compagni e creare occasioni di interazione positiva all’interno del gruppo.

Attraverso proposte dinamiche, inclusive e coinvolgenti, i giochi fonologici contribuiscono quindi non solo allo sviluppo linguistico, ma anche alla costruzione di un clima di fiducia e collaborazione, ponendo solide basi per il successivo percorso di apprendimento.

IL DETECTIVE DEI SUONI

• I bambini chiudono gli occhi.

• L’insegnante produce un suono (campanello, battito di mani, matita sul banco).

• I bambini indovinano il suono.

Sviluppare attenzione uditiva.

CAMMINA SE SENTI…

“Cammina se senti una parola lunga”

“Batti le mani se senti una parola corta”

Esempi: Sole (2 sillabe); Coccodrillo (4 sillabe).

Introdurre il concetto di lunghezza sillabica.

BATTI LE SILLABE

Pronunciare il nome dei bambini battendo le mani:

LU-CA (2 battiti)

MAR-TI-NA (3 battiti)

Acquisire il concetto di identità e di appartenenza.

LA SCATOLA DELLE RIME

Metti nella scatola i disegni che terminano nello stesso suono.

• PALLA

• STELLA

Scoprire parole in rima.

SALTA SE SENTI…

• Salta se la parola inizia con P.

• Stai fermo se non inizia con P.

Esempi: PANE

• TAZZA

• PADELLA

Riconoscere il suono iniziale delle parole.

PERCORSO SILLABICO

Un cerchio per ogni sillaba.

I bambini saltano nei cerchi pronunciando le sillabe che compongono ciascuna parola.

MA-RE

SO-LE

RA-MO

RO-SA

Coordinare movimento e linguaggio.

MA-TI-TA

BA-NA-NA

SE-MA-FO-RO

PA-TA-TI-NA

ATTIVITÀ DI ACCOGLIENZA FONOLOGICA CON I NOMI

Nei primi giorni funziona benissimo lavorare sui nomi dei bambini:

Qual è il primo suono del tuo nome?

Chi ha il nome che inizia come il tuo?

Chi ha il nome più lungo?

Riconoscere il suono iniziale del proprio nome e di quello dei compagni.

GIOCHI PER CONOSCERE

IL SÉ CORPOREO

Nei primi giorni di scuola è fondamentale accompagnare i bambini in un percorso di scoperta e riconoscimento di sé, ponendo attenzione non solo alla dimensione relazionale e linguistica, ma anche a quella corporea. Il corpo rappresenta il primo strumento di conoscenza, comunicazione ed espressione: attraverso di esso il bambino esplora l’ambiente, entra in relazione con gli altri e costruisce la propria identità.

Le attività finalizzate alla conoscenza del sé corporeo favoriscono la presa di consapevolezza delle diverse parti del corpo, delle possibilità di movimento, della postura e dell’equilibrio. Allo stesso tempo, promuovono l’ascolto, l’attenzione, l’autoregolazione e la capacità di osservare e rispettare l’altro.

Attraverso giochi motori strutturati e momenti di esplorazione guidata, i bambini imparano a riconoscersi, a nominare le parti del corpo, a coordinare i movimenti e a sperimentare il piacere di muoversi insieme in un clima sereno e collaborativo. Queste esperienze contribuiscono alla costruzione di un’immagine positiva di sé e rafforzano il senso di appartenenza al gruppo classe.

Le proposte operative che seguono intendono dunque offrire occasioni di scoperta, espressione e relazione, ponendo le basi per uno sviluppo armonico della persona nella sua globalità.

IL CORPO DICE

• L’insegnante dà semplici consegne motorie:

• “Tocca la testa”, “Batti le mani”, “Solleva un piede”.

• Se l’insegnante dice “Tocca il naso”, i bambini devono restare fermi. Riconoscere e nominare le parti del corpo. Coordinare ascolto e movimento.

SEGUI LE IMPRONTE

• Sul pavimento vengono posizionate impronte di piedi o mani (anche disegnate su fogli).

• I bambini devono seguire il percorso appoggiando correttamente le parti del corpo indicate.

Rafforzare schema corporeo e lateralità.

IO SONO COSÌ

• I bambini si mettono in cerchio. A turno, ognuno dice il proprio nome e indica (o tocca) una parte del corpo dicendo: “Io sono [nome] e questo è il mio [es. naso]”. Gli altri ripetono: “Ciao [nome], questo è il tuo [naso]”.

Conoscere e nominare le parti del corpo.

Prendere consapevolezza di sé e degli altri. Favorire la socializzazione.

IL PALLONCINO CHE SI GONFIA

• I bambini immaginano di essere un palloncino:

• Inspirano lentamente “gonfiandosi”.

• Espirano “sgonfiandosi”.

• Si può accompagnare con movimenti delle braccia.

Favorire consapevolezza del respiro. Promuovere rilassamento e calma.

SPECCHIO,

SPECCHIO

• A coppie, un bambino fa dei movimenti lenti (es. alza un braccio, si piega, gira la testa) e l’altro lo imita come fosse uno specchio. Poi si invertono i ruoli.

Osservare e riprodurre movimenti. Sviluppare coordinazione e attenzione.

Aumentare la consapevolezza corporea.

COSTRUIAMO IL NOSTRO CORPO

• L’insegnante dà istruzioni graduali per “costruire” il corpo con il movimento: “Poggia i piedi a terra... senti le gambe forti... immagina di allungare la schiena...”. Alla fine i bambini “rappresentano” una statua con tutto il corpo.

Percepire postura ed equilibrio. Migliorare la percezione corporea. Favorire la concentrazione e la calma.

STATUE IN MOVIMENTO

• Con la musica i bambini si muovono liberamente nello spazio.

• Quando la musica si ferma, devono trasformarsi in una statua (in equilibrio su un piede, con le braccia in alto, ecc.).

Controllare il corpo nello spazio.

GIOCHI DI ESPLORAZIONE

SENSORIALE

Il bambino conosce il mondo prima di tutto attraverso il corpo. Fin dalla nascita, i sensi rappresentano il principale canale di apprendimento e di relazione con l’ambiente. Toccare, osservare, ascoltare, annusare e assaggiare non sono semplici azioni quotidiane, ma esperienze fondamentali che permettono al bambino di costruire conoscenze, sviluppare competenze e dare significato alla realtà che lo circonda.

L’educazione sensoriale riveste un ruolo centrale perché favorisce uno sviluppo armonico e globale del bambino. Attraverso la stimolazione dei cinque sensi — vista, udito, tatto, olfatto e gusto — si promuove non solo la percezione, ma anche la capacità di attenzione, concentrazione, memoria, linguaggio e pensiero logico.

Il percorso proposto nasce con l’obiettivo di offrire ai bambini esperienze concrete, dirette e coinvolgenti, nelle quali possano esplorare, sperimentare e verbalizzare le proprie percezioni. Ogni attività è strutturata in forma ludica, poiché il gioco rappresenta il mezzo privilegiato di apprendimento.

LA VISTA ∞ EDUCARE LO SGUARDO

La vista è uno dei sensi maggiormente utilizzati nella quotidianità. Attraverso essa il bambino riconosce colori, forme, dimensioni, movimenti e dettagli. Per stimolare questo senso si propongono attività come:

• Caccia ai colori, in cui i bambini devono individuare oggetti di uno specifico colore nell’ambiente scolastico;

• Gioco delle forme, per classificare oggetti in base alla loro struttura (cerchio, quadrato, triangolo);

• Trova le differenze, per sviluppare attenzione e capacità di osservazione. Favorire la discriminazione visiva, l’attenzione ai particolari e la capacità di categorizzazione.

L’UDITO ∞ IMPARARE AD ASCOLTARE

L’udito permette al bambino di distinguere suoni e rumori, riconoscere voci, percepire ritmi e melodie. Le attività proposte includono:

• Indovina il suono, attraverso l’ascolto di registrazioni (suoni della natura, animali, oggetti);

• Da dove viene il suono?, per sviluppare l’orientamento spaziale uditivo;

• Giochi ritmici, con battito di mani o strumenti musicali;

• Silenzio e ascolto, per imparare a percepire anche i suoni più lievi.

Affinare la capacità di ascolto attivo, migliorare la concentrazione e stimolare la memoria uditiva.

IL TATTO ∞ IL SACCHETTO MAGICO

I bambini infilano la mano in un sacchetto opaco e cercano di indovinare l’oggetto contenuto usando solo il tatto (es. una palla, un cucchiaio, una spugna…).

Materiali: sacchetti di stoffa, oggetti di varie forme e materiali.

Sviluppare il senso del tatto.

L’OLFATTO ∞ INDOVINA L’ODORE

L’insegnante presenta piccoli contenitori con odori familiari (cannella, limone, caffè, sapone…) che i bambini devono annusare e riconoscere.

Materiali: contenitori chiusi con fori, ingredienti profumati.

Stimolare l’olfatto.

IL GUSTO ∞ ESPLORARE I SAPORI

Il gusto permette di distinguere i principali sapori: dolce, salato, acido e amaro. Le attività possono includere:

• piccoli assaggi guidati di frutta o alimenti semplici;

• classificazione dei cibi in base al sapore;

• confronto tra sapori diversi.

Favorire l’ampliamento del vocabolario sensoriale.

GIOCHI PER SCOPRIRE IL TEMPO

La scoperta del tempo rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo cognitivo del bambino. Nei primi anni di vita, il tempo non viene percepito come un concetto astratto, ma attraverso l’esperienza concreta: l’attesa del proprio turno, la successione delle azioni quotidiane, il ritmo dei movimenti, l’alternarsi di prima e dopo.

Proporre attività ludiche e motorie permette ai bambini di vivere il tempo con il corpo, attraverso il movimento, l’ascolto e l’interazione con gli altri. Il gioco diventa così uno strumento privilegiato per comprendere concetti come sequenza, durata, velocità, attesa e contemporaneità.

Le seguenti proposte didattiche sono pensate per aiutare i bambini a esplorare il concetto di tempo in modo attivo, coinvolgente e significativo, favorendo lo sviluppo della coordinazione, dell’attenzione e della capacità di rispettare regole e turni.

LA STAFFETTA DEL TEMPO

I bambini sono divisi in piccoli gruppi. Ogni squadra deve svolgere una serie di azioni in ordine temporale, come:

• Camminare fino a un cono

• Saltare dentro un cerchio

• Tornare indietro di corsa

Il secondo bambino parte solo dopo che il primo ha finito.

Materiali: coni, cerchi, ostacoli leggeri.

Sviluppare il concetto di successione e attesa.

IL RITMO DEL TEMPO

I bambini si muovono nello spazio seguendo il battito ritmico di un tamburello (o battito delle mani).

Battito lento: camminano lentamente

Battito veloce: corrono o saltellano

Stop: si fermano

Il ritmo cambia in modo imprevedibile.

Materiali: tamburello o battito delle mani

Percepire la durata e la velocità dei movimenti.

LA MACCHINA DEL TEMPO

L’insegnante racconta una breve storia in cui i bambini devono interpretare delle azioni in una sequenza temporale, ad esempio: “Prima vi svegliate, poi vi lavate, dopo andate a scuola” - e i bambini mimano le azioni seguendo l’ordine.

Comprendere narrazioni temporali.

GIOCHI PER ESPLORARE LO SPAZIO

Nei primi anni di scuola, il movimento è uno strumento privilegiato per comprendere lo spazio che ci circonda e il rapporto con gli altri. Attraverso giochi motori guidati, i bambini imparano a esplorare lo spazio in modo sicuro e controllato, a riconoscere la distanza dagli altri e a muoversi senza urtare o ostacolare i compagni.

Le attività proposte favoriscono anche lo sviluppo degli schemi motori di base in contesti dinamici, permettendo ai bambini di camminare, correre, saltare, fermarsi e cambiare direzione in modo consapevole. Allo stesso tempo, imparano a seguire regole e turni, collaborando attivamente con i compagni e vivendo il movimento come un’esperienza ludica e sociale. In questo modo, il gioco diventa non solo un momento di divertimento, ma anche uno strumento concreto per sviluppare coordinazione, attenzione, consapevolezza dello spazio e rispetto reciproco.

IL SEMAFORO PAZZO

I bambini si muovono liberamente nello spazio (camminano, corrono, saltellano, ecc.). L’insegnante (o un bambino a turno) fa il segnale del semaforo:

Verde: via libera → si corre (o cammina velocemente)

Giallo: attenzione → si cammina lentamente

Rosso: stop → ci si ferma immobili

Esplorare lo spazio in modo controllato.

TRENINO VAGABONDO

I bambini si muovono liberamente nello spazio. L’insegnante chiama un bambino che diventa la “locomotiva”. Tutti gli altri si mettono in fila dietro di lui formando un trenino. Il trenino si muove nello spazio, seguendo il ritmo indicato dall’insegnante (marcia lenta, veloce, stop, ecc.). Muoversi nello spazio in relazione agli altri.

IL GATTO E I TOPOLINI

Un bambino è il gatto, gli altri sono i topolini. I topolini si muovono nello spazio liberamente. Quando il gatto si avvicina per prenderli, devono correre a cercare un rifugio (saltare dentro ai cerchi predisposti sul pavimento). Quando un topolino viene preso, diventa il nuovo gatto. Percepire lo spazio personale e collettivo.

I RANOCCHIETTI GIOCHERELLONI

I bambini sono ranocchietti che saltano allegramente nel prato (muovendosi in tutto lo spazio con salti). A un certo punto l’insegnante indica lo stagno: i ranocchietti devono attraversarlo saltando da un “sasso” all’altro, uno dietro l’altro in fila.

Percepire e rispettare lo spazio occupato dagli altri.

BRANI DI ASCOLTO

L’ALBERO TRISTE

LETTURE 1 ∞ PAGINA 10

Nel giardino c’era un piccolo albero. Era autunno e le foglie cadevano piano. Il vento le portava via, una dopo l’altra.

Il piccolo albero le vedeva andar via e diventava sempre più triste.

— Sto perdendo tutte le mie foglie e presto resterò solo — sospirò.

Il cuore del piccolo albero era pieno di malinconia.

Un passerotto vide il piccolo albero che piangeva in silenzio e si posò sul suo ramo.

— Non essere triste — cinguettò. — In autunno tutti gli alberi perdono le foglie. Ma in primavera ne nasceranno di nuove!

Il piccolo albero sorrise. Il vento soffiò ancora… ma lui non aveva più paura.

AL MERCATINO DI NATALE

LETTURE 1 ∞ PAGINA 36

Oggi è un giorno speciale per Matteo. È la vigilia di Natale. Come ogni anno, va con i nonni al mercatino di Natale, nella piazza del paese. Quando arriva in piazza, resta a bocca aperta. Ci sono tante bancarelle: colorate, luminose, piene di cose belle! C’è musica natalizia e tutti sorridono.

Matteo cammina piano, mano nella mano con il nonno e la nonna. Guarda le sfere per l’albero, le statuine del presepe, i giocattoli e le caramelle colorate.

Ma oggi Matteo ha un’idea nel cuore. Vuole fare una sorpresa ai nonni.

Ha tenuto da parte alcuni soldini, dentro il suo salvadanaio a forma di orsetto. Vuole comprare un regalo solo per loro!

A un tratto vede una bancarella con delle cornici di legno. Matteo ne sceglie una a forma di cuore. Il signore della bancarella gliela incarta con un bel fiocco rosso.

Matteo si gira, sorride e dice: — È per voi, nonni! Buon Natale!

I nonni si commuovono e abbracciano forte Matteo.

È PRIMAVERA

LETTURE 1 ∞ PAGINA 78

Finalmente è primavera, i fiori fanno capolino. Mara, con la sua cagnolina Cloe, attraversa il prato.

A un tratto Cloe vede una coccinella che cammina sullo stelo di una margherita e si avvicina curiosa.

— La margherita è molto bella! — esclama Mara, rivolgendosi alla mamma, e sorride nel vedere Cloe attratta dal grazioso insetto.

— Guarda mamma, la coccinella sembra un minuscolo gioiello! — dice Mara sottovoce, come se temesse di spaventarla.

— In primavera tutto sembra più magico — risponde la mamma.

Proprio in quel momento un soffio di vento fa ondeggiare la margherita e la coccinella spicca il volo, lasciando Cloe a fissare il cielo.

LE LUCCIOLE

LETTURE 1 ∞ PAGINA 104

— Mamma, mamma, corri, vieni a vedere! — gridò Mariella con entusiasmo.

— Cosa c’è?

— Guarda mamma, vieni alla finestra! In giardino ci sono tante piccole stelle che volano!

— Come sono belle — rispose la mamma — ma non sono stelle.

— Sono animaletti, piccoli e luminosi. Si vedono sempre nelle sere d’estate.

— E come si chiamano, mamma?

— Lucciole. Si chiamano lucciole.

— Posso scendere in giardino, mamma? O sono pericolose? Pungono?

— Non sono affatto pericolose. Vai pure.

Mariella scese tutta contenta in giardino.

PERCORSI DIDATTICI

ACCENDIAMO LA FANTASIA

Il percorso didattico "Accendiamo la fantasia" si basa sulle Indicazioni nazionali 2025, che promuovono un apprendimento attivo, creativo e inclusivo. Favorisce lo sviluppo della fantasia e della creatività, strumenti fondamentali per il linguaggio, la narrazione e l’espressione personale. I bambini e le bambine esplorano storie e personaggi, come Arcobaleo, Topo Timo e Uccellina Uma, mediante lettura, illustrazione e giochi.

Grazie a queste attività, i piccoli imparano a osservare, ascoltare e raccontare, sviluppando capacità critiche e immaginative. Il percorso valorizza le diversità e incoraggia la collaborazione, permettendo a ciascun bambino di esprimere liberamente le proprie idee ed emozioni. In questo modo, la fantasia diventa uno strumento concreto per crescere, sperimentare e conoscere il mondo che li circonda.

COLORIAMO LE EMOZIONI

Il percorso didattico guida i bambini alla scoperta del proprio mondo emotivo attraverso il linguaggio immediato dei colori.

Con l’aiuto di Arcobaleo, i bambini imparano a riconoscere e a dare un nome a ciò che provano.

Attività laboratoriali, artistiche e narrative rendono l’esperienza coinvolgente e adatta a tutti, favorendo l’espressione anche dei più timidi. Un elemento importante del percorso è l’introduzione della mindfulness, proposta in modo semplice e adatto all’eta.

ALLENIAMO LA GENTILEZZA

Questo percorso guida i bambini di classe a sviluppare relazioni positive attraverso l’uso consapevole delle parole e dei comportamenti gentili. Le attività proposte aiutano a riconoscere ed esprimere le emozioni, favoriscono l'empatia e promuovono la pratica della gentilezza, contribuendo a creare un clima di classe accogliente e collaborativo.

GIOCHIAMO

CON LE STEAM

In questo percorso il gattino Arcobaleo e i suoi amici guidano i bambini attraverso attività legate alle emozioni, ciascuna associata a una sfida STEAM. L’approccio è esperienziale e basato sul gioco, che permette ai bambini di apprendere vivendo direttamente concetti come logica e creatività. Le attività, svolte in piccoli gruppi, favoriscono inclusione, collaborazione e sviluppo delle competenze.

Accendiamo la fantasia

Le Nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (2025) delineano una visione di scuola centrata sullo sviluppo integrale della persona, in cui apprendimento, esperienza, relazione ed espressione sono profondamente intrecciati.

Le Indicazioni sottolineano che il curricolo deve:

• valorizzare i processi di apprendimento, non solo i risultati;

• promuovere la partecipazione attiva degli alunni;

• riconoscere il valore dell’immaginazione, del pensiero divergente e della creatività;

• offrire ambienti di apprendimento inclusivi, stimolanti e flessibili.

In questa prospettiva, la scuola primaria – e in particolare la classe prima – è chiamata a costruire contesti educativi capaci di accompagnare il bambino nel passaggio dall’esperienza spontanea a forme via via più consapevoli di conoscenza, senza interrompere il bisogno di esplorare, giocare, immaginare e creare.

Le Indicazioni 2025 attribuiscono all’insegnante il ruolo di guida educativa e culturale, capace di:

• osservare e valorizzare le potenzialità di ciascun bambino;

• progettare esperienze significative;

• sostenere la curiosità, la motivazione e il piacere di apprendere;

• favorire l’uso di linguaggi diversi per esprimere pensieri, emozioni e conoscenze.

In tale quadro, la progettazione didattica assume una dimensione laboratoriale, nella quale fantasia e creatività diventano strumenti essenziali per costruire apprendimenti autentici e duraturi.

Nel percorso delineato dalle Indicazioni 2025, fantasia e creatività non sono attività aggiuntive o marginali, ma dimensioni trasversali che attraversano tutti gli ambiti del curricolo.

Dal punto di vista pedagogico, è utile distinguere – pur nella loro stretta connessione – i due concetti:

• la fantasia è la capacità di immaginare, di creare rappresentazioni mentali, di “andare oltre” l’esperienza immediata, rielaborando la realtà attraverso il gioco simbolico, la narrazione e l’invenzione;

• la creatività è la capacità di trasformare ciò che si immagina in espressioni concrete, originali e significative, utilizzando linguaggi diversi (verbale, grafico, corporeo, espressivo).

In tale prospettiva, fantasia e creatività diventano leve per:

• potenziare competenze linguistiche e narrative;

• sostenere la capacità di pensiero divergente;

• stimolare l’espressione personale e il dialogo con gli altri;

• promuovere la curiosità cognitiva come motore dell’apprendimento.

La fantasia, pertanto, alimenta il pensiero; la creatività lo rende visibile, condivisibile e comunicabile. Entrambe sono fondamentali per sostenere lo sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e sociale del bambino.

Le scelte educative proposte dalle Indicazioni 2025 trovano solide basi nei contributi di numerosi studiosi.

Lev S. Vygotskij evidenzia come l’immaginazione sia una funzione essenziale dello sviluppo infantile, strettamente legata all’esperienza e al linguaggio. Attraverso il gioco simbolico e la fantasia, il bambino interiorizza regole, costruisce significati e sviluppa forme di pensiero sempre più complesse.

Jerome Bruner riconosce nella narrazione una modalità fondamentale di conoscenza. Il pensiero narrativo, sostenuto dall’immaginazione, permette al bambino di organizzare l’esperienza, attribuire senso agli eventi e sviluppare motivazione all’apprendimento.

Jean Piaget individua nel pensiero simbolico una tappa centrale dello sviluppo cognitivo. La rappresentazione, l’uso di immagini mentali e il gioco creativo consentono al bambino di strutturare nuovi schemi di conoscenza.

Maria Montessori sottolinea l’importanza di un ambiente educativo ricco e stimolante, in cui l’esperienza concreta e la libertà di esplorazione favoriscono autonomia, immaginazione e creatività.

Howard Gardner, attraverso la teoria delle intelligenze multiple, mette in luce la necessità di offrire molteplici canali espressivi, affinché ogni bambino possa sviluppare le proprie potenzialità creative.

Bruno Munari considera la creatività un processo che si costruisce attraverso l’esperienza, la sperimentazione e il fare, valorizzando curiosità, osservazione e capacità di trasformazione.

Gianni Rodari, infine, colloca la fantasia al centro dell’educazione linguistica e culturale, affermando che essa è una competenza da coltivare consapevolmente, poiché consente al bambino di pensare in modo libero, critico e originale.

Il Progetto intende:

• valorizzare l’immaginazione come risorsa educativa;

• promuovere esperienze di apprendimento attivo e laboratoriale;

• sostenere lo sviluppo del linguaggio, della narrazione e dell’espressione personale;

• favorire inclusione, partecipazione e rispetto dei diversi stili di apprendimento.

Nella classe prima, Accendiamo la fantasia accompagna il bambino nel suo ingresso nel mondo della scuola primaria, offrendo occasioni per esplorare, inventare, raccontare e creare, in un clima educativo che riconosce l’immaginazione come strumento fondamentale di conoscenza e crescita.

Obiettivi del percorso

• Sviluppare la capacità di ascolto e comprensione attraverso la partecipazione a momenti di lettura e narrazione.

• Osservare immagini e comprendere semplici situazioni.

Ricaduta educativa

I bambini e le bambine imparano a esprimersi liberamente, a raccontare storie in coppia e a rispettare i turni di parola. Sviluppano la capacità di ascoltare gli altri, comprendere semplici narrazioni e arricchire il proprio linguaggio.

Attraverso le attività proposte, acquisiscono maggiore fiducia nelle proprie capacità espressive, imparano a collaborare e a condividere idee ed emozioni.

La narrazione favorisce, inoltre, la socializzazione, il rispetto reciproco e la partecipazione attiva, contribuendo alla crescita personale e relazionale di ciascun bambino e di ciascuna bambina.

Attività previste nel percorso

Espressione grafica: Colorare i personaggi e il luogo della storia; Educazione percettiva: Saper associare i colori; Ascolto e comprensione: Ascoltare attentamente la storia riconoscendo le emozioni dei personaggi e le proprie;

Memoria e linguaggio: Memorizzare una breve filastrocca; Espressività linguistico-motoria: Mimare una filastrocca; Educazione fisica: Partecipare a giochi motori rispettando regole e turni; Fantasia narrativa: Raccontare piccole storie illustrate sviluppando il linguaggio e l’immaginazione.

L'insegnante legge, io ascolto

UNA PASSEGGIATA NEL BOSCO

È UNA SPLENDIDA GIORNATA E

ARCOBALEO, TOPINO E UCCELLINA

DECIDONO DI FARE UNA

PASSEGGIATA NEL BOSCHETTO

POCO DISTANTE DALLA SCUOLA.

UN PO’ DI ARIA BUONA CI FARÀ

VENIRE L’APPETITO! – DICE ALLEGRO

ARCOBALEO.

– INDOSSO IL CAPPOTTINO

ROSSO COSÌ NON MI AMMALO! –

ESCLAMA TOPINO.

- SEI IL SOLITO FREDDOLOSO! – INTERVIENE

UCCELLINA CON UN DOLCE CINGUETTIO.

I TRE AMICI INIZIANO A CAMMINARE SOTTO

GLI ALBERI ALTI E PROFUMATI. IL SOLE

FILTRA TRA LE FOGLIE E IL BOSCO È PIENO

DI SUONI.

– GUARDATE! – ESCLAMA STUPITO

TOPINO. – UNA FARFALLA COLORATA!

ARCOBALEO SORRIDE: – CHE BELLO,

POSSIAMO SEGUIRLA PER VEDERE DOVE VA!

MENTRE CAMMINANO, TOPINO

ALZA LO SGUARDO E SCOPRE UNO

SCOIATTOLO CHE SALTA TRA I RAMI

E, DOPO UN PO’, AGGRAPPATO AL RAMO PIÙ ROBUSTO, SI DONDOLA

A TESTA IN GIU’.

DOPO AVER CAMMINATO UN PO’, ARCOBALEO SCOPRE UN CARRETTO

DEI GELATI E UN SIMPATICO GELATAIO

CHE OFFRE A CIASCUNO DI LORO

UN CONO GIGANTESCO. QUELLO DI

TOPINO E DI ARCOBALEO SPARISCE IN UN SECONDO!

TOPINO È FELICE, RINGRAZIA IL

GELATAIO E POI DÀ UN BACIO

CHE PROFUMA DI CIOCCOLATO A UCCELLINA.

E COSÌ, TRA RISATE E BRICIOLE DI

CIALDA, I TRE AMICI CONTINUANO LA LORO PASSEGGIATA ALLA RICERCA

DI NUOVE SCOPERTE.

I PERSONAGGI DELLA STORIA ∞ 1

• COME TI SEMBRANO I TRE AMICI: TRISTI O FELICI?

I PERSONAGGI DELLA STORIA ∞ 2

• Ripassa con la matita le linee segmentate e colora.

LE CARTE DELLA STORIA

I bambini osservano le carte e rispondono alle domande. Poi raccontano in coppia la storia.

• Dove vanno i tre amici?

• Cosa indossa Topino?

• Quali animali vedono nel bosco?

• Cosa offre il gelataio ai tre amici?

Nuove Indicazioni Nazionali ▷ Allenare la memoria

UNA PASSEGGIATA NEL BOSCO

• In coppia, recitate a turno la filastrocca: uno inizia e, dopo averla recitata, l’altro ricomincia.

UCCELLINA, LEO E TOPINO VANNO NEL BOSCO DI BUON MATTINO.

SENTONO IL CANTO DEGLI UCCELLINI,

CHE FANNO MILLE CONCERTINI.

UNA FARFALLA VOLA SU E GIÙ, I TRE AMICI LA SEGUONO... NON C’È PIÙ!

GUARDANO NEL CIELO, C’È SOLO IL SOLE, E UNO SCOIATTOLO CHE FA CAPRIOLE.

PIÙ AVANTI C’È UNA SORPRESA:

UN GELATAIO È LÌ IN ATTESA.

DONA UN GELATO AI TRE AMICI

CHE SALTELLANO, SONO FELICI.

• Colora il disegno della filastrocca scegliendo i colori giusti per i personaggi e il bosco.

Strofa 1

MIMIAMO LA FILASTROCCA

Quando l'insegnante pronuncia:

“Uccellina, Arcobaleo e Topino”

I bambini fanno un gesto di abbraccio.

“vanno nel bosco di buon mattino”

I bambini camminano saltellando.

“Sentono il canto degli uccellini”

I bambini muovono le mani in aria delicatamente.

“Che fanno mille concertini”

I bambini si muovono a piccoli passi veloci

Strofa 2

Quando l'insegnante pronuncia:

“Una farfalla vola su e giù”

I bambini muovono le mani in alto e in basso.

“I tre amici la seguono… non c’è più!”

I bambini camminano, poi fanno una pausa guardandosi attorno: la farfalla è sparita.

Ritornello finale

Quando l'insegnante pronuncia:

“Un gelataio è lì in attesa”

I bambini fanno un gesto invitante con la mano, come se stessero chiamando il gelataio.

“Dona un gelato ai tre amici”

I bambini devono mimare con entrambe le mani l'atto di prendere un cono gelato e portarlo alla bocca.

“che saltellano, sono felici”

I bambini sorridono, fanno un piccolo salto di gioia e allargano le braccia.

TUTTI IN PALESTRA

L’ALBERO DEL BOSCO

• Dividere gli alunni in due squadre e posizionare al centro una piccola asta che simboleggia un albero del bosco.

• L’insegnante chiama un numero.

• Il bambino corrispondente al numero imita l’animale richiesto e corre verso l’albero.

• Durante il ritorno, un bambino della squadra avversa nominato dall'insegnante, cerca di toccarlo, se il bambino non viene toccato, guadagna un punto per la sua squadra. Se viene toccato, il punto va all’altra squadra.

• Il gioco continua fino al raggiungimento di un numero prestabilito di punti.

SCOIATTOLI E UCCELLINI

• Dividere la classe in due gruppi: uno sarà degli scoiattoli e l’altro degli uccellini.

• Gli uccellini si posizionano dietro la linea di fondo, mentre gli scoiattoli si sdraiano proni (a pancia in giù) sulla linea centrale, ciascuno con una pallina che rappresenta una ghianda.

• Al via, gli uccellini camminano in punta di piedi per prendere le ghiande.

• Quando l’insegnante dice: “Si svegliano gli scoiattoli!”, gli scoiattoli si alzano e cercano di toccare gli uccellini.

• Gli uccellini che vengono toccati diventano scoiattoli e si uniscono agli altri sulla linea centrale.

• Il gioco continua fino a un tempo stabilito dall’insegnante.

• Vince la squadra degli scoiattoli se hanno toccato più uccellini.

• Vince la squadra degli uccellini se sono riusciti a evitare di essere catturati.

Ora che conosciamo Arcobaleo, Topino e Uccellina, possiamo immaginare insieme cosa potrebbe accadere loro in nuove storie.

DAL DENTISTA

• COLORA E RACCONTA.

• Dove si trovano Arcobaleo e Topino?

• Perché hanno le guance gonfie?

• Cosa hanno nelle tasche?

• Come ti sembrano i due amici, sereni o spaventati?

IL COMPLEANNO DI TOPINO

• COLORA E RACCONTA.

• Quante candeline spegne Topino?

• Chi scatta la foto al simpatico Topino?

• Chi c’è vicino al festeggiato?

IL PALLONCINO ROSSO

• COLORA E RACCONTA.

• La bambina è felice o triste?

• Dov’è il palloncino?

• Chi aiuta la bambina?

• Come si sente poi la bambina? Perché?

GIOCHIAMO CON LE STEAM

L’insegnamento delle STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts, Mathematics) attraverso il gioco rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per promuovere apprendimenti significativi, inclusivi e duraturi.

Le Indicazioni Nazionali 2025 sottolineano l’importanza di:

• sviluppare il pensiero critico e creativo

• promuovere il problem solving

• favorire la competenza matematica, scientifica e tecnologica

• sostenere la dimensione laboratoriale ed esperienziale

• valorizzare le competenze digitali e collaborative

Le Indicazioni Nazionali 2025 sottolineano ancora l’importanza di mettere in relazione le discipline e promuovere percorsi che superino la frammentazione delle materie tradizionali; partire dall’esperienza e dai contesti reali dei bambini per costruire competenze durature; favorire l’educazione alla cittadinanza attiva, all’inclusione, alla sostenibilità e all’uso creativo delle tecnologie e promuovere il pensiero computazionale, critico e creativo fin dai primi anni della scuola primaria.

Le STEAM, in quanto approccio trasversale, incarnano precisamente questi principi: integrano scienze, tecnologia, matematica e arte in un unico percorso di apprendimento significativo per i bambini, favorendo il think-make-reflect (pensa, fai, rifletti) attraverso il gioco.

Il gioco non è solo uno strumento motivazionale, ma un vero e proprio strumento didattico che stimola curiosità e scoperta, consente di apprendere per tentativi ed errori, favorisce cooperazione e comunicazione e integra emozione e cognizione.

Perché la “A” di ARTS nelle STEAM?

La lettera A (Arti) non è un elemento accessorio o estetico fine a sé stesso. Ha un valore fondamentale per l’apprendimento integrato perché:

• favorisce la creatività e l’espressione personale, componenti chiave dello sviluppo cognitivo e affettivo nei primi anni di scuola.

• sostiene il pensiero divergente, cioè la capacità di generare idee originali e molteplici soluzioni.

• collega le discipline scientifiche e matematiche alla dimensione umana e culturale, rendendo l’esperienza significativa e motivante per i bambini.

• valorizza linguaggi diversi (visuale, corporeo, musicale), fondamentali per la scuola primaria, in cui l’apprendimento passa ancora attraverso il corpo, il fare e la rappresentazione spontanea.

Nella classe prima, la dimensione artistica è linguaggio e conoscenza. Il bambino conosce il mondo attraverso il corpo, il segno, il colore, il suono, la narrazione. Il disegno, la drammatizzazione, la costruzione plastica e la musica non sono attività semplicemente ricreative, ma strumenti cognitivi attraverso cui il bambino organizza il pensiero. Le arti allenano il pensiero divergente perché aiutano a immaginare soluzioni diverse, ad accettare l’errore come possibilità, a trasformare un’idea in prodotto. Questo è essenziale anche nei processi scientifici e matematici: ogni problema richiede creatività, ipotesi, tentativi.

Le arti permettono di collegare scienza e matematica alla dimensione emotiva e culturale. Un ponte costruito con materiali di recupero non è solo un esercizio di equilibrio: diventa una storia, un’ambientazione, un’esperienza condivisa. I linguaggi artistici promuovono inclusione, offrendo molteplici modalità espressive, favorendo la partecipazione di tutti gli alunni, nel rispetto delle differenze.

Le neuroscienze educative mostrano come apprendimento motorio, creativo ed emotivo siano strettamente connessi. L’arte rende l’esperienza STEAM più profonda e duratura.

Nel percorso “Giochiamo con le STEAM”, il personaggio guida è Arcobaleo, il gattino con la coda arcobaleno che cambia colore in base alle emozioni. Ogni colore rappresenta uno stato d’animo e introduce una sfida STEAM diversa. Insieme ai suoi amici accompagna la classe in un percorso strutturato che integra logica e creatività, emozione e cognizione, esplorazione e tecnologia, cooperazione e autonomia. L'approccio proposto non è trasmissivo, ma esperienziale. In classe prima, il bambino non deve infatti "studiare" la fisica o la logica, deve viverle. Il gioco è lo strumento principe: attraverso la narrazione di Arcobaleo e dei suoi amici, trasformiamo l'errore in un'ipotesi e la curiosità in un metodo di indagine. Ogni attività è pensata per essere svolta in piccoli gruppi, favorendo l'inclusione e lo scambio di competenze linguistiche e logiche.

Suggerimenti per la gestione della classe

Diario delle scoperte: ogni bambino dovrebbe avere un piccolo quaderno su cui disegnare cosa si aspetta che accada prima di ogni esperimento (Predict) e cosa è successo davvero (Observe).

Circle time: al termine di ogni attività, sedetevi in cerchio con la classe e chiedete ad esempio: "Cosa abbiamo fatto oggi? Che cosa abbiamo imparato? Quale materiale è stato più difficile da usare?".

Il kit degli errori: create una scatola chiamata "La scatola delle nuove idee". Qui vanno conservati i manufatti dei progetti che si sono rotti o non hanno funzionato. Spiegate ai bambini che sono i più preziosi perché ci insegnano cosa cambiare e come migliorare.

IL LATTE CHE SCAPPA

1 L'insegnante introduce la situazione

Stamattina Arcobaleo si stava lavando e ha toccato il latte nella ciotola con la zampina insaponata. I colori della coda sono scappati! Cerchiamo di capire insieme cosa è successo.

2 Cosa serve?

• Piatto fondo;

• latte intero;

• coloranti alimentari liquidi;

3 Cosa Fare?

1. Versate il latte nel piatto.

• cotton fioc;

• detersivo per piatti.

2. Aggiungete gocce di diversi colori al centro.

3. Chiedete ai bambini: "Cosa succederà se tocchiamo il colore col sapone?".

4. Fate intingere il cotton fioc nel sapone e toccate il centro del piatto.

4 L'intuizione STEAM

Il sapone rompe la "pelle" del latte, creando un movimento vorticoso che trascina i colori e creando un arcobaleno nel latte. L’effetto per i bambini sarà stupefacente e con un semplice esperimento si potrà introdurre il concetto di tensione superficiale.

LA TORRE DI MARSHMALLOW DI NINA

1 L'insegnante introduce la situazione

Nina la cagnolina è un’instancabile costruttrice. Oggi vuole costruire un osservatorio alto per vedere se arriva Arcobaleo. Come possiamo rendere una struttura alta ma stabile?

2 Cosa serve?

• Spaghetti o bucatini;

• marshmallow;

3 Cosa Fare?

1. Dividete la classe in gruppi di 3.

• immagini di torri da mostrare alla LIM;

• tappi.

2. Mostrate le immagini di torri realizzate da bambini.

3. Distribuite il materiale.

4. Dite che la sfida è costruire la torre più alta che regga un piccolo tappo in cima.

4 L'intuizione STEAM

I bambini scopriranno che la forma del triangolo è molto più stabile del quadrato (triangolazione). Lo scopo di questa sfida è inoltre trasmettere l’importanza e il valore della cooperazione e collaborazione.

A partire da una semplice prova, si offre la possibilità di riflettere sulle dinamiche di gruppo che si affrontano quando un team di lavoro si muove per un obiettivo comune, rispondendo ai diversi bisogni e alle differenti opinioni di tutti i membri del gruppo.

LO XILOFONO D'ACQUA DI UCCELLINA

1 L'insegnante introduce la situazione

Uccellina vuole comporre una melodia per svegliare Arcobaleo, ma ha solo dei barattoli di vetro. Come può cambiare il suono?

2 Cosa serve?

• 5 bicchieri di vetro identici;

• acqua;

3 Cosa Fare?

• coloranti alimentari (i colori della coda di Arcobaleo);

• un cucchiaio di metallo.

1. Riempite i bicchieri con quantità d’acqua crescenti (vuoto, 1/4, 1/2, 3/4, pieno).

2. Aggiungete un colore diverso in ogni barattolo.

3. Fate colpire delicatamente i vetri con il cucchiaio.

4 L'intuizione STEAM

Questo esperimento permette ai bambini di esplorare l’acustica: riempiendo contenitori con diversi livelli d’acqua e colpendoli, noteranno che maggiore è la quantità d’acqua, più basso (grave) è il suono. La massa d’acqua rallenta la vibrazione, dimostrando che i suoni si propagano e cambiano a seconda del mezzo.

IL PARACADUTE DI FARFALLINA

1 L'insegnante introduce la situazione

Farfallina deve scendere da un albero altissimo senza usare le ali. Costruiamo un sistema per farla atterrare dolcemente?

2 Cosa serve?

• sacchetti della spesa biodegradabili;

• filo di lana;

• forbici;

3 Cosa Fare?

1. Ritagliate un quadrato di plastica.

• un tappo di sughero che rappresenta Farfallina;

• nastro adesivo.

2. Forate i quattro angoli e legate dei fili di lana lunghi uguali.

3. Uniteli al tappo di sughero.

4. Lanciatelo dall’alto.

4 L'intuizione STEAM

La resistenza dell’aria contrasta la forza di gravità. Provate a fare un buco al centro del paracadute e chiedete ai bambini cosa cambia. Molti diranno che cadrà a terra velocemente perché “l’aria scappa”. In realtà il paracadute scenderà in modo molto più stabile. Senza il buco, l’aria in eccesso scivola fuori dai bordi facendo dondolare Farfallina bruscamente. Con il buco l’aria esce in modo ordinato dal centro, mantenendo il paracadute dritto e sicuro.

IL DOMINO DELLE EMOZIONI

DI ARCOBALEO

1 L'insegnante introduce la situazione

Stamattina Arcobaleo si è svegliato con la coda tutta arruffata e i colori rimescolati! Si sente un po’ felice, un po’ sorpreso e un po’ calmo, ma i colori non sanno più a quale emozione appartengono. Ragnetto ha deciso di aiutarlo creando un gioco di incastri. Solo collegando il numero giusto al colore giusto, la coda di Arcobaleo tornerà splendente!

2 Cosa serve?

• Tessere del domino (ritagliabili);

• colla;

3 Cosa Fare?

• forbici;

• cartoncino di recupero.

1. I bambini ritagliano le tessere e le incollano sul cartoncino.

2. Si distribuiscono 6 tessere a testa.

3. A turno, bisogna poggiare una tessera che corrisponda o al colore/emozione o al numero di pallini. Esempio: Se a terra c’è “Arcobaleo Giallo (Felicità)”, posso attaccare una tessera che ha il colore giallo oppure una tessera che ha il numero di pallini corrispondente alla felicità (secondo il codice stabilito).

4. Vince la squadra che riesce ad attaccare più tessere.

4 L'intuizione

STEAM

Oltre al gioco libero, proponete una sfida di seriazione: “Riuscite a mettere le tessere in fila dalla più ‘triste’ (pochi pallini) alla più ‘felice’ (tanti pallini)?” Questo aiuta a visualizzare concretamente la linea dei numeri. L’attività di ritaglio e costruzione delle tessere è un esercizio di motricità fine, il loro primo “compito da ingegnere”.

5 Variante: riciclo creativo

Invece di stampare su carta le tessere, chiedete ai bambini di cercare a casa dei tappi di plastica di questi 5 colori. Possono incollare i tappi su strisce di cartone di recupero per creare un domino 3D tattile, utilissimo per l’inclusione di bambini con disabilità sensoriali o difficoltà motorie.

• COLORA LA TESSERA CON IL COLORE GIUSTO.

TRISTEZZA

FELICITÀ

TRISTEZZA RABBIA

CALMA
SORPRESA RABBIA
FELICITÀ
CALMA
SORPRESA
SORPRESA

IL CODICE SEGRETO DEI COLORI

Da appendere in classe durante il gioco.

1 = BLU UN PO’ DI TRISTEZZA

2 = ROSSO RABBIA

3 = VERDE CALMA

4 = AZZURRO SORPRESA

5 = GIALLO SUPER FELICITÀ!

LA BILANCIA DI NINA

1 L'insegnante introduce la situazione

Nina deve dividere le crocchette in parti uguali con Arcobaleo, ma non ha una bilancia per pesarle. Costruiamone una “fai-da-te” per aiutare i nostri amici.

2 Cosa serve?

• Una gruccia per abiti;

• due bicchieri di carta;

• spago;

• oggetti vari (gomme, temperini, tappi).

3 Cosa Fare?

1. Forate i due bicchieri e inserite un filo di spago.

2. Appendete i due bicchieri alle estremità della gruccia con lo spago.

3. Fissate la gruccia a un supporto stabile.

4. Chiedete ai bambini di indovinare quale oggetto pesa di più prima di inserirlo nei bicchieri.

4 L'intuizione STEAM

Molto spesso i bambini confondono la grandezza (volume) con il peso (massa). Pensano che un oggetto grande sia necessariamente più pesante di uno piccolo. Questa attività serve a scardinare questo pregiudizio cognitivo attraverso l’esperienza diretta. Utilizzeremo il metodo comparativo: non misuriamo “quanto pesa”, ma “cosa pesa quanto cosa”. Questa attività è fondamentale per accostare i bambini al concetto concreto di grandezza. In classe prima, la bilancia non serve a leggere i grammi, ma a comprendere la relazione tra gli oggetti.

AL MERCATO CON FARFALLINA

1 L'insegnante introduce la situazione

Farfallina ha deciso che nel suo prato non si usano monete di metallo, ma petali colorati. Costruiamo insieme un mercatino e proviamo a usare questa moneta “petalosa”.

2 Cosa Fare?

Ogni bambino e bambina riceve un set di monete-petalo da colorare e ritagliare. Prima di iniziare il gioco, la classe deve costruire il mercato.

• La bancarella: utilizzate grandi scatole di cartone da decorare con disegni di fiori e foglie. Ogni gruppo di 4 bambini gestisce una bancarella.

• La merce: i bambini possono mettere in vendita oggetti della classe (una gomma, una matita, un sasso decorato) o piccoli manufatti creati con materiale di riciclo.

• I prezzi: ogni oggetto deve avere un cartellino con un numero di petali (da 1 a 10).

3 I ruoli dei giocatori:

1. Venditori: devono controllare che i petali ricevuti corrispondano al prezzo indicato.

2. Compratori: devono pianificare i loro acquisti. “Se ho 5 petali, posso comprare la matita che ne costa 3 e il sasso che ne costa 2?”.

Incoraggiate i bambini a discutere e a contrattare sul prezzo: “Costa troppo! Puoi vendermelo per un petalo in meno?”.

4 L'intuizione STEAM

Questa proposta non è solo un gioco simbolico di compravendita. È una situazione-problema interdisciplinare che integra in modo naturale tutte le dimensioni STEAM. È una micro-simulazione della realtà in cui si attuano gestione delle risorse, scelta consapevole e pianificazione. È un primo passo verso l’educazione finanziaria di base, lo sviluppo del pensiero strategico e della competenza matematica autentica.

LE MONETE-PETALO

Ritaglia i petali lungo i bordi. Colorali come preferisci: ogni colore può rappresentare un valore diverso.

IL PERCORSO AD OSTACOLI

1 L'insegnante introduce la situazione

Topino deve portare un pacco regalo ad Arcobaleo, ma la strada è piena di ostacoli, sono solidi geometrici!

2 Cosa serve?

• scatole di varie forme (cubi, cilindri, piramidi);

• scotch colorato;

3 Cosa Fare?

• cucchiai di plastica;

• palline;

• immagine di Arcobaleo (fotocopiabile).

1. Create un percorso sul pavimento usando scotch colorato.

2. Disponete le scatole lungo il percorso al termine del quale metterete un’immagine di Arcobaleo.

3. Date ad ogni bambino/a un cucchiaio con una pallina.

4. I bambini devono attraversare il percorso trasportando la pallina sul cucchiaio, ma devono farlo eseguendo il comando dell’insegnante: “gira attorno ai cilindri senza farli rotolare”, “scavalca i cubi” e così via.

4 L'intuizione STEAM

Questa attività è il cuore del passaggio dalla geometria teorica alla geometria esperienziale In classe prima, i bambini vivono ancora in una fase in cui la percezione del proprio corpo nello spazio è fondamentale per lo sviluppo delle funzioni logiche. Per un bambino di sei anni, un “cubo” è solo una parola finché non ci gira intorno o non prova a impilarlo. L’obiettivo di questa attività è insegnare a distinguere le proprietà dei solidi attraverso il movimento. Un cilindro rotola, un cubo resta fermo.

LA SAGOMA DI ARCOBALEO

LA CIOTOLA DI ARCOBALEO

1 L'insegnante introduce la situazione

Arcobaleo ha un po’ di fame, ma la sua coda magica oggi è diventata un’antenna robotica! Per muovere le zampe, ha bisogno che qualcuno inserisca i codici giusti. Se gli diciamo "Vai alla ciotola", lui resta fermo. Dobbiamo dirgli esattamente quanti passi fare e quando girare. Siete pronti a diventare i suoi programmatori?

2 Cosa serve?

• Immagine di Arcobaleo (fotocopiabile);

• scotch colorato;

• una ciotola;

3 Cosa Fare?

• ostacoli (es. uno zaino);

• frecce direzionali da ritagliare (che trovi nella pagina accanto).

1. Creare una griglia 5 x 5 sul pavimento dell’aula con scotch colorato.

2. Mettere la ciotola in un quadrato della griglia.

3. Distribuire i ruoli: programmatore (bambino che decide la sequenza di frecce), Arcobaleo (bambino con immagine di Arcobaleo che si muove sulla griglia seguendo solo le frecce), controllore (bambino che verifica che Arcobaleo rispetti i comandi).

4. Iniziate con percorsi semplici (solo avanti e destra), poi aumentate la difficoltà richiedendo sequenze di 4-6 comandi. Esempio:

∞ Avanti

∞ Gira a destra

∞ Avanti

∞ Prendi la ciotola

4 Suggerimento: “L’Errore è Divertente”

Se il bambino Arcobaleo finisce fuori dalla griglia perché il programmatore ha dato il comando sbagliato, fate fare un suono buffo a tutta la classe (es. “Bip-Bop”). Poi chiedete al programmatore: “In quale riga del tuo codice c’è il bug?”. Questo trasforma l’analisi dell’errore in un gioco di analisi logica.

5 L'intuizione STEAM

Passiamo dal movimento fisico all’astrazione. Il bambino capisce che un simbolo (la freccia) sostituisce un’azione reale. Questo è lo stesso processo mentale necessario per leggere o per associare un numero a una quantità.

GIRA A DESTRA

GIRA A SINISTRA

PRENDI LA CIOTOLA

IL ROBOT DI TOPINO

1 L'insegnante introduce la situazione

Topino ha avuto un’idea geniale! È stanco di fare tutto da solo e sogna un robot aiutante che lo aiuti a trasportare il formaggio, aprire porte e muoversi veloce, ma non sa costruirlo. “Bambini, possiamo progettare e costruire il robot di Topino?”.

2 Cosa serve?

• Scatole di cartone;

• rotoli di carta;

• tappi di plastica (snodi);

• fermacampioni;

• elastici;

• cannucce;

3 Cosa Fare?

1. In circle time, chiedete ai bambini cos’è un robot, a cosa serve, lasciandoli liberi di raccontare le proprie esperienze.

2. Dividete i bambini in piccoli gruppi e chiedete loro di disegnare un robot per Topino.

• colla;

• nastro adesivo;

• forbici;

• carta colorata;

• fogli bianchi A4;

• pennarelli.

3. Chiedete ai bambini di costruire il loro robot utilizzando il materiale che avrete predisposto su un tavolo. I bambini dovranno decidere cosa può essere utile per il loro progetto.

4. Al termine dei lavori, ogni gruppo dovrà presentare il suo robot alla classe, dicendo come si chiama, quali compiti svolge e come è stato costruito.

4 L'intuizione STEAM

L’attività permette ai bambini di vivere un’esperienza completa di progettazione, costruzione e riflessione. Il punto di forza dell’attività è la sua natura autentica: i bambini non eseguono istruzioni, ma rispondono a un bisogno (aiutare Topino) attraverso una soluzione progettata da loro. Costruire il robot significa accompagnare i bambini in un’esperienza completa di apprendimento: non solo fare, ma pensare, immaginare, provare, sbagliare, migliorare È in questo processo che nasce il vero apprendimento STEAM.

LA LETTERA DI ARCOBALEO

“MIAO! ANZI... MISSIONE COMPIUTA!

GRAZIE PER AVER GIOCATO CON ME, CON NINA, TOPINO

E TUTTI I MIEI AMICI. IN QUESTE SETTIMANE MI AVETE

AIUTATO A COSTRUIRE PONTI, A PESARE CROCCHETTE, A FAR VOLARE PARACADUTE E A PROGRAMMARE I MIEI

PASSI.

HO SCOPERTO UNA COSA BELLISSIMA: LA MIA CODA

CAMBIA COLORE NON SOLO PER LE EMOZIONI, MA

ANCHE PER LO STUPORE DI OGNI NUOVA SCOPERTA!

RICORDATE SEMPRE: NON IMPORTA SE UN ESPERIMENTO NON RIESCE AL PRIMO COLPO. UNO SCIENZIATO È

SOLO UN BAMBINO CURIOSO CHE NON SMETTE MAI DI

PROVARE E DI CHIEDERSI IL PERCHÉ DELLE COSE.

CONTINUATE A GUARDARE IL MONDO CON GLI OCCHI

GRANDI E LA MENTE APERTA. LA PROSSIMA AVVENTURA È PROPRIO DIETRO L’ANGOLO. ARRIVEDERCI IN SECONDA CLASSE!

CON AFFETTO,

ARCOBALEO E LA BANDA DELLE STEAM

COLORIAMO LE EMOZIONI

Il percorso didattico “Coloriamo le emozioni” accompagna i bambini e le bambine delle classi prime alla scoperta del proprio mondo emotivo attraverso un linguaggio naturale e immediato: il colore

Nei primi anni della scuola primaria, i bambini vivono emozioni intense ma non sempre possiedono gli strumenti per riconoscerle, nominarle e condividerle. Il percorso nasce proprio per offrire esperienze semplici, coinvolgenti e significative.

Protagonista è Arcobaleo, un tenero gattino con una coda speciale che cambia colore in base alle emozioni:

• colori caldi e brillanti per la gioia;

• blu o grigio per la tristezza;

• rosso per la rabbia;

• tonalità morbide come verde o azzurro nei momenti di calma.

Arcobaleo diventa così un mediatore emotivo: attraverso la sua coda colorata, i bambini possono osservare, riconoscere e raccontare ciò che provano. Il colore facilita l’espressione anche dei bambini più timidi, permettendo a tutti di partecipare.

Il percorso si sviluppa attraverso attività laboratoriali, artistiche e narrative: disegni, giochi con i colori e storie aiutano i bambini a dare forma alle emozioni e a riflettere su esperienze quotidiane, favorendo la condivisione e il confronto.

Un aspetto centrale è lo sviluppo dell’empatia: i bambini imparano a riconoscere che anche gli altri provano emozioni, talvolta diverse dalle proprie. Attività come circle time e giochi di ruolo favoriscono l’ascolto reciproco e il rispetto.

L’insegnante guida il percorso creando un ambiente accogliente e non giudicante, in cui ogni emozione può essere espressa liberamente.

È importante valorizzare ogni intervento, promuovere l’ascolto reciproco e sostenere i bambini nel trovare parole e immagini per raccontarsi.

Mindfulness e pratiche quotidiane

Un elemento importante del percorso è l’introduzione della mindfulness, proposta in modo semplice e adatto all’età.

La mindfulness può essere definita come la capacità di portare attenzione al momento presente, con curiosità e senza giudicare ciò che si prova.

I bambini imparano gradualmente a fermarsi, ascoltarsi e riconoscere ciò che accade dentro di loro, attraverso brevi attività di respirazione, ascolto del corpo e momenti di rilassamento guidato.

L’insegnante puo proporre brevi storie immaginate, magari legate ad Arcobaleo: un prato colorato, una coda che cambia lentamente colore, una luce che si diffonde nel corpo.

Queste attivita favoriscono rilassamento e immaginazione.

Ogni giorno puo essere dedicato uno spazio a un gesto gentile: dire qualcosa di bello a un compagno, ringraziare, aiutare qualcuno. Questo rafforza il legame tra consapevolezza interiore e comportamento.

Queste pratiche, inserite nella routine quotidiana, aiutano a migliorare la concentrazione, a ridurre l’impulsività e a creare un clima di classe sereno. Non esiste un modo giusto o sbagliato di praticare: l’obiettivo è offrire uno spazio di esperienza e scoperta.

Obiettivi del percorso

• Riconoscere e nominare le principali emozioni.

• Esprimere le emozioni attraverso diversi linguaggi.

• Sviluppare la consapevolezza di sé.

• Promuovere atteggiamenti empatici e relazioni positive.

Ricaduta educativa

• Favorire la crescita personale e relazionale dei bambini.

• Imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni.

• Sviluppare empatia e rispetto.

• Costruire un clima di classe sereno e collaborativo.

LE EMOZIONI DI ARCOBALEO

• COLORARE LA CODA CON IL COLORE GIUSTO

GIOIA

PAURA
RABBIA

TRISTEZZA

NOIA

LA RUOTA DELLE EMOZIONI

Oggi iniziamo un viaggio molto speciale… un viaggio dentro di noi!

Ogni giorno proviamo tante emozioni: a volte siamo felici, altre volte tristi, a volte ci sentiamo arrabbiati o abbiamo paura. Tutte queste emozioni sono importanti, perché ci aiutano a capire come stiamo. Guardate questa ruota, è la ruota delle emozioni. Ogni spicchio rappresenta un’emozione diversa.

• COLORA GLI SPICCHI SECONDO LE INDICAZIONI.

LE EMOZIONI DEGLI AMICI DI ARCOBALEO

Con questa scheda intro:

• I bambini e le bambine conoscono tutti i personaggi, le emozioni e le differenze.

• Possono iniziare a collegare colori, gesti ed emozioni.

• Riescono a percepire le proprie emozioni e a rappresentarle attraverso il disegno.

Personaggio

Rex Gioia Giallo

Milo Tristezza Blu

Topino Rabbia Rosso

Uccellina Paura Viola

Energico, socievole, non sta mai fermo, ama condividere momenti felici.

Una zampa corta, cieco da un occhio, riflessivo, timido, empatico, ama raccontare storie.

A volte esplode facilmente, ma poi riflette e trova soluzioni creative.

Timida, ha bisogno di certezze, osserva i dettagli con attenzione.

Tina Calma Verde

Ragnetto Ansia Arancione

Farfalla Noia Grigio

Paziente, metodica, ama seguire passi precisi, aiuta gli altri a rilassarsi.

Molto sensibile, sente forte le emozioni degli altri, a volte si preoccupa troppo.

Curiosa, esplora tutto, a volte si annoia facilmente, ama cambiare prospettiva.

Coloriamo la GIOIA

Storia da leggere o far ascoltare

Musica in sottofondo ∞ Mozart - Eine kleine Nachtmusik

Rex e la gioia

Nel cortile della scuola Rex, il cane randagio amico di Leo, aveva trovato una vecchia palla colorata. Era tutta un po’ sgonfia, ma a lui sembrava perfetta per giocare. Provò a farla rotolare con il naso, poi la spinse con le zampe e iniziò a correre avanti e indietro tutto contento. Rideva, abbaiava e saltava così tanto che l’Uccellina si fermò sul ramo a guardarlo. «Vuoi giocare?» chiese Rex scodinzolando. All’inizio nessuno rispose. Topino stava sistemando i suoi chicchi, Ragnetto lavorava alla ragnatela, Milo osservava da lontano. Rex continuò a giocare lo stesso. La palla rotolava, lui correva, cadeva, si rialzava e rideva ancora. Dopo un po’, Topino si avvicinò, poi arrivò anche Tina, intanto Ragnetto scese dal muro, e Milo tutto allegro raggiunse il gruppo. In poco tempo il cortile si riempì di risate, salti e corse. Leo osservava la scena e la sua coda diventò gialla, luminosa come il sole, perché la gioia di Rex stava contagiando tutti. Rex si fermò un momento, con il fiato corto e gli occhi brillanti: si sentiva leggero, come se nel petto sentisse il calore del sole. La gioia è proprio così: quando arriva, fa venire voglia di correre, ridere e stare insieme.

• DOVE SENTI LA GIOIA (CUORE, PANCIA, TESTA…)? COLORA.

• DISEGNA UNA COSA CHE TI RENDE FELICE.

• QUANDO TI SENTI MOLTO CONTENTO/A COSA FAI? RACCONTA A VOCE.

Attività di Mindfulness

Respira come Rex

• Chiudi gli occhi.

• Immagina una luce gialla dentro il petto, come un piccolo sole.

• Inspira lentamente contando fino a 3. Espira lentamente contando fino a 4. Ripeti 5 volte.

• Disegna Rex con accanto un piccolo sole che rappresenta la gioia.

Coloriamo la TRISTEZZA

Storia da leggere o far ascoltare

Musica in sottofondo ∞ Chopin – Prelude op. 28 n.4

Milo e la tristezza

Quel pomeriggio il cortile era pieno di voci e di movimento. Rex correva, Topino raccoglieva sassolini e Uccellina saltava da un ramo all’altro. Milo invece non giocava. Camminava lentamente lungo il muretto, guardando per terra come se stesse cercando qualcosa. Si fermava, osservava tra l’erba, poi riprendeva a camminare piano. Leo gli si avvicinò.

«Hai perso qualcosa?» chiese. Milo annuì.

«Avevo una pallina piccola e liscia. La tengo sempre con me, ma ora non la trovo più». Leo si sedette accanto a lui.

«Era importante?» chiese.

«Me l’aveva data la Signora Bianca, che si prendeva cura di me e dei miei fratelli, prima di trasferirsi in un'altra città».

Leo non disse nulla e si sedette accanto a lui. Poco dopo arrivò anche Rex, che smise di correre, e poi Topino, Tina e Ragnetto. Tutti si misero a cercare tra l’erba, sotto la panchina, vicino al muro, ma della pallina non c’era traccia. La coda di Leo diventò lentamente di colore indaco, perché la tristezza di Milo si sentiva nell’aria. Milo si sedette e abbassò lo sguardo. Dentro di lui c’era una sensazione pesante, come quando qualcosa manca e non può tornare. Rex si sedette vicino a lui senza parlare. Topino gli portò un sassolino liscio, Tina gli sfiorò piano la zampa e Uccellina restò sul ramo in silenzio. Milo alzò gli occhi e li guardò uno per uno. La pallina non c’era più, ma lui non era solo e grazie ai suoi amici la tristezza diventò sempre più leggera.

• DISEGNA UNA COSA CHE TI FA SENTIRE TRISTE.

• TI È MAI SUCCESSO DI PERDERE QUALCOSA A CUI TENEVI? RACCONTA.

• COSA TI AIUTA QUANDO SEI TRISTE? CERCHIA.

DISEGNARE UN AMICO GIOCARE

STARE IN SILENZIO UN ABBRACCIO PARLARE CON QUALCUNO

Attività di Mindfulness

Respira come Milo

• A volte la tristezza arriva quando perdiamo qualcosa, quando qualcuno ci manca o quando ci sentiamo soli.

• Metti una mano sul petto, dove senti battere il cuore.

• Inspira lentamente contando fino a 3. Espira lentamente contando fino a 4. Ripeti 5 volte.

• Adesso immagina che dentro il tuo cuore ci sia una piccola luce.

• Ogni volta che respiri, la luce diventa un po’ più calda e più forte.

• Quella luce è fatta di cose che ti aiutano quando sei triste: un amico, un abbraccio, una parola gentile, un ricordo bello.

Coloriamo la RABBIA

Storia da leggere o far ascoltare

Musica

in sottofondo

∞ Beethoven Op. 129

Topino e la rabbia

Topino aveva trovato nel cortile della scuola un piccolo mucchio di chicchi di grano dorati: gli sembravano perfetti, così decise di conservarli nella sua tana, ma per farli entrare tutti doveva metterli uno sull’altro. Così iniziò a fare qualche prova e a costruire una torre alta, perfetta e stabile. Ogni chicco era posato con cura, uno sopra l’altro. Stava quasi per finire quando un gruppo di formichine indaffarate attraversò il prato proprio sotto la torre. PATAPUM!… I chicchi caddero tutti a terra, uno per volta.

“Ma che rabbia!” urlò Topino, stringendo i pugni e battendo le zampette sul prato. Il suo cuore batteva forte e sentì un calore intenso salire fino alle orecchie.

Leo osservò la scena e immediatamente la sua coda diventò rossa, perché la rabbia di Topino era così intensa che sembrava colorare l’aria. Topino allora chiuse gli occhi e inspirò profondamente per qualche secondo, poi con calma e determinazione raccolse ogni chicco, uno per uno, e ricostruì la torre. Questa volta era ancora più alta e stabile e la guardò soddisfatto: la rabbia si era trasformata in un sorriso.

• COLORA DOVE

SENTE SECONDO TE

LA RABBIA TOPINO.

• DISEGNA QUALCOSA CHE TI FA ARRABBIARE.

• COME MANDI VIA LA RABBIA? RACCONTA A VOCE.

Attività di Mindfulness

Respira come Topino

• Chiudi gli occhi o guarda la figura di Topino.

• Immagina il calore rosso della rabbia che sale come una piccola palla dentro il petto.

• Inspira lentamente contando fino a 3, trattieni 1 secondo, poi espira contando fino a 4.

• Ripeti 5 volte, sentendo la rabbia “scendere” con il respiro.

• Disegna una piccola nuvola sopra Topino che rappresenta la rabbia che si allontana.

Coloriamo la PAURA

Storia da leggere o far ascoltare

Musica in sottofondo ∞ Grieg - In the Hall of the Mountain King (inizio lento)

Uccellina e la paura

Uccellina era posata sul ramo più basso di un albero. Di solito volava da un ramo all’altro senza fermarsi mai, ma quel giorno restava immobile. Leo si accorse che la sua amica non si muoveva e si avvicinò all’albero.

«Uccellina, perché non voli?» chiese alzando lo sguardo.

Lei rimase in silenzio per un momento, poi rispose: «Ho paura».

«Paura di cosa?» domandò Leo.

Uccellina guardò il ramo più alto e disse:

«Ieri sono salita fin lassù, ma il vento ha iniziato a soffiare forte e mi sono spaventata. Pensavo di essere portata via. Adesso non riesco più a volare in alto come prima».

In quel momento la coda di Leo diventò viola, come il cielo quando sta per arrivare il temporale.

Tina disse: «Non devi arrivare subito in cima. Puoi provare un po’ alla volta».

Uccellina fece un piccolo salto e tornò subito sul ramo. «Il cuore mi batte fortissimo» disse. «Respira piano» suggerì Tina. «Poi riprova».

Uccellina chiuse gli occhi, fece un respiro e batté le ali. Saltò su un ramo un po’ più alto. Restò ferma qualche secondo, poi fece un altro piccolo volo. Continuò così finché non arrivò in cima all’albero e sentì che la paura era sparita.

«Ce l’ho fatta!» disse.

• DISEGNA QUALCOSA CHE TI FA PAURA.

• COSA HAI DISEGNATO?

• COSA TI AIUTA QUANDO HAI PAURA? COLORA LE FRASI.

• UN AMICO

• UN ABBRACCIO

• RESPIRARE • PARLARE

Attività di Mindfulness

• Guarda la figura di Uccellina.

• Metti una mano sul petto.

• Senti il cuore che batte.

• Inspira lentamente contando fino a 3.

• Espira lentamente contando fino a 4.

SALTARE

BALLARE

URLARE

UN CAPPOTTO

• Immagina un colore viola intorno a te, come un cielo che ti protegge.

• Ogni respiro rende il blu più grande e più sicuro.

• Disegna Uccellina con vicino qualcosa che la fa sentire al sicuro

Coloriamo la CALMA

Storia da leggere o far ascoltare

Musica in sottofondo ∞ Bach – Aria sulla quarta corda

Tina e la calma

Nel cortile della scuola quel giorno c’era molta agitazione. Era il compleanno di Lalla, la farfallina rosa, e tutti volevano essere presenti. Rex correva veloce dietro alla palla, Topino spostava i chicchi da una parte all’altra e Ragnetto cercava di sistemare la ragnatela. Anche Uccellina volava avanti e indietro parlando senza smettere mai. In mezzo a tutto quel movimento, Tina camminava piano. Troppo piano! Faceva un passo, poi si fermava, poi ne faceva un altro. Rex le passò accanto correndo e disse: «Dai Tina, muoviti! Così non arriverai mai!»

Topino aggiunse: «Sbrigati, dobbiamo finire in fretta!»

Tina non rispose. Si fermò vicino all’aiuola, chiuse gli occhi per un momento e fece un respiro lento. Poi ne fece un altro. Leo la osservava e, mentre tutti continuavano a correre, la sua coda diventò lentamente verde, come l’erba del prato. Dopo un po’, Rex si stancò di correre. Topino fece cadere tutti i chicchi perché andava troppo veloce. Ragnetto si fermò perché non riusciva a sistemare bene la ragnatela. Allora si avvicinarono a Tina, che stava ancora lì, tranquilla.

«Come fai a stare così calma?» chiese Uccellina.

Tina aprì gli occhi e sorrise.

«Quando faccio le cose piano, riesco a farle meglio. E il cuore non corre troppo.»

Gli amici provarono a respirare come lei. Il cortile sembrò diventare più silenzioso e dentro di loro tutto diventò leggero e tranquillo.

• DISEGNA UN POSTO DOVE TI SENTI TRANQUILLO/A.

• COSA FAI QUANDO VUOI CALMARTI? DISEGNA E RACCONTA.

Attività di Mindfulness

Respira come Tina

• Guarda la figura di Tina.

• Metti una mano sulla pancia.

• Inspira lentamente contando fino a 3.

• Espira lentamente contando fino a 4.

• Immagina che dentro di te ci sia un colore verde, come un prato tranquillo.

• Ogni respiro rende il verde più grande e più calmo.

• Disegna vicino a Tina qualcosa che ti fa sentire tranquillo.

Coloriamo l'ANSIA

Storia da leggere o far ascoltare

Musica in sottofondo ∞ Il volo del calabrone – di Nikolaj Rimskij-Korsakov

Ragnetto e l’ansia

Nel cortile della scuola Ragnetto stava lavorando alla sua ragnatela. Di solito costruiva con calma, ma quel giorno tirava un filo, lo staccava, lo rifaceva, poi lo toglieva di nuovo.

Topino lo osservò per un po’ e poi disse: «Ragnetto, ma perché la rifai sempre?».

Ragnetto sospirò. «Non viene bene… e invece deve essere perfetta, ma non ci riesco!».

Rex guardò la ragnatela e disse: «A me sembra già bella.» «No!» rispose Ragnetto. «È storta, è lenta, è sbagliata, devo farla meglio!»

Leo osservava la scena e la sua coda divenne lentamente arancione. «Prova a fare una cosa alla volta» disse Tina. «Solo un filo. Poi respira. Poi un altro filo.»

Ragnetto restò fermo per qualche secondo. Fece un respiro lento. Poi tirò un filo, con attenzione. Questa volta non lo strappò. Fece un altro respiro, poi tirò un altro filo.

Rex disse: «Adesso sì che viene bene.»

Topino annuì. «Hai ragione, è davvero bella.»

Ragnetto guardò la ragnatela e per la prima volta non la strappò. Dentro sentiva ancora un po’ di agitazione, ma non correva più così veloce.

• DISEGNA QUALCOSA CHE TI FA SENTIRE PREOCCUPATO.

• QUANDO TI SENTI AGITATO COSA SUCCEDE? COLORA LE FRASI.

• IL CUORE BATTE FORTE

• SORRIDO

• HO MAL DI PANCIA

• PENSO TROPPO

• MI STENDO AL SOLE

• MI MUOVO TANTO

• NON RIESCO A STARE FERMO

• MI RILASSO

• HO PAURA DI SBAGLIARE

• VADO A DORMIRE

• COSA TI AIUTA FARE QUANDO SEI PREOCCUPATO?

Attività di Mindfulness

• Quando sei agitato, i pensieri corrono veloci come fili intrecciati. Possiamo fermarci e rimettere i fili in ordine.

• Metti una mano sulla pancia.

• Inspira lentamente contando fino a 3. Espira lentamente contando fino a 4. Ripeti 5 volte.

• Adesso immagina di essere Ragnetto e di costruire la ragnatela piano piano. Un filo alla volta. Un respiro alla volta.

Coloriamo la NOIA

Storia da leggere o far ascoltare

Musica in sottofondo ∞ Gymnopédie No.1 – di Erik Satie

Lalla Farfalla e la noia

Nel giardino della scuola Lalla Farfalla volava di qua e di là. Di solito amava esplorare e giocare, ma quel giorno nulla riusciva a catturare il suo interesse. Topino la guardò e disse: «Lalla, perché non resti mai ferma?»

Lalla sbuffò e rispose: «Perché mi annoio, tutto sembra sempre uguale.»

Rex smise di giocare con la palla e si avvicinò: «Vuoi giocare con me?»

«No, mi annoio anche a giocare» disse Lalla scuotendo le ali.

Leo li osservava e la sua coda diventò lentamente grigia, come quando il cielo è fermo e non succede niente.

Uccellina volò vicino a lei: «Quando mi succede, provo a guardare meglio quello che ho intorno.»

Topino aggiunse: «Io quando mi annoio invento qualcosa.»

Lalla restò in silenzio poi prese un petalo caduto e lo posò su una foglia, poi ne aggiunse un altro, e un altro ancora: «Ecco una barca!» disse.

Topino portò i sassolini, Ragnetto tirò un filo, Uccellina lasciò una piuma.

Lalla sorrise: «Grazie amici! Insieme a voi non mi annoio più.»

• DISEGNA UN MOMENTO IN CUI TI ANNOI.

• COSA POSSO FARE QUANDO MI ANNOIO? COLORA.

GIOCARE DISEGNARE RESPIRARE

GUARDARMI INTORNO PARLARE CON QUALCUNO

LEGGERE ASCOLTARE MUSICA

FARE UN LAVORO MANUALE MUOVERMI PIANO

Attività di Mindfulness

• Guarda la figura di Lalla Farfalla.

• Quando ti annoi sembra che non succeda niente, ma se guardi bene puoi scoprire tante cose nuove.

• Osserva il cortile in silenzio per qualche secondo. Trova: 3 cose di uno stesso colore, 2 cose che non avevi mai notato, 1 cosa che ti piace.

• Disegnale sul quaderno.

I DOBBLE DELLE EMOZIONI

• COLORA SOLO LE FACCINE DELLA GIOIA.

• COLORA SOLO LE FACCINE DELLA TRISTEZZA.

• COLORA SOLO LE FACCINE DELLA RABBIA.

• COLORA SOLO LE FACCINE DELLA PAURA.

ALLENIAMO LA GENTILEZZA

Il percorso didattico “Alleniamo la gentilezza” accompagna i bambini e le bambine delle classi prime nello sviluppo delle competenze relazionali attraverso attività quotidiane e concrete.

La gentilezza non è solo un valore da trasmettere, ma un’abilità da esercitare nel tempo, come la lettura o il calcolo. I bambini vengono guidati a riconoscere l’importanza di parole e gesti gentili nella costruzione di relazioni positive e nella vita di classe. Fin dai primi giorni di scuola, è fondamentale creare un ambiente in cui ciascun alunno si senta accolto, rispettato e parte del gruppo.

Protagonista del percorso è Arcobaleo, il gattino dalla coda magica. Si illumina con parole gentili e gesti di cura, mentre si spegne o si scurisce in presenza di conflitti o comportamenti poco rispettosi. Così i bambini possono osservare il legame tra emozioni, parole e relazioni.

Gentilezza e vita quotidiana

Le attività proposte mirano a integrare la gentilezza nella routine quotidiana della classe. Attraverso giochi, racconti e conversazioni guidate, i bambini imparano a riconoscere comportamenti rispettosi e a metterli in pratica: dire “per favore”, “grazie” o “scusa”, aiutare un compagno, condividere materiali e ascoltare gli altri.

Si lavora anche sul riconoscimento delle proprie emozioni prima di reagire, incoraggiando espressioni adeguate di rabbia, frustrazione o tristezza, ad esempio:

“Sono arrabbiato perché…”

“Mi sono sentito triste quando…”

Brevi momenti di riflessione o semplici pratiche di consapevolezza aiutano i bambini a fermarsi, ascoltarsi e scegliere parole e gesti gentili, favorendo la regolazione emotiva e la riduzione dei comportamenti impulsivi. L’insegnante gioca un ruolo fondamentale come modello di comunicazione rispettosa, valorizzando le buone pratiche e guidando i bambini nell’applicazione quotidiana della gentilezza.

Parole gentili, emozioni e relazioni

I bambini imparano gradualmente che ciò che dicono e come lo dicono può influenzare profondamente gli altri e il clima della classe.

Attraverso l’esperienza quotidiana, riflettono sull’importanza di scegliere parole rispettose, di ascoltare i compagni e di riconoscere le emozioni proprie e altrui. In questo modo sviluppano maggiore consapevolezza comunicativa e costruiscono relazioni basate sulla collaborazione, sull’empatia e sul rispetto reciproco.

Le attività proposte includono:

• riconoscere parole che fanno stare bene e parole che fanno stare male;

• trasformare frasi negative in frasi gentili;

• raccontare esperienze in cui una parola ha fatto la differenza.

Attraverso queste esperienze, i bambini sviluppano attenzione e consapevolezza nel proprio modo di comunicare, imparando a scegliere parole rispettose e inclusive. Attività di gruppo come “il fiore delle parole gentili”o “le impronte della gentilezza” favoriscono il senso di appartenenza e la costruzione di relazioni positive.

Obiettivi del percorso

• Sviluppare la consapevolezza dell’impatto delle parole sulle emozioni proprie e altrui.

• Promuovere l’uso di parole gentili e comportamenti rispettosi nella vita quotidiana.

• Favorire l’autoregolazione emotiva e la gestione di emozioni difficili come rabbia o frustrazione.

• Rafforzare le competenze relazionali e la collaborazione all’interno del gruppo classe.

• Stimolare l’empatia, la capacità di comprendere e rispettare le emozioni degli altri.

Ricaduta educativa

• Migliorare il clima della classe, rendendolo più sereno e collaborativo.

• Aiutare i bambini a costruire relazioni positive e sostenibili.

• Favorire lo sviluppo di competenze socio-emotive utili nella vita quotidiana.

• Incentivare la riflessione prima di parlare e a scegliere comportamenti consapevoli.

• Rinforzare il legame tra emozioni, linguaggio e azioni concrete, creando routine positive e consapevoli.

Alleniamo la Gentilezza

Leggi o ascolta la storia

Leo, Nina e la palla rossa

ERA UNA BELLA MATTINA IN CITTÀ.

I BAMBINI E LE BAMBINE DEL QUARTIERE

GIOCAVANO IN PIAZZA

CON UNA PALLA ROSSA. SALTAVANO

E RIDEVANO FELICI.

ALL’IMPROVVISO UN BAMBINO E

UNA BAMBINA PRESERO LA PALLA

NELLO STESSO MOMENTO.

NON SAPEVANO CHI DOVEVA

TENERLA E INIZIARONO A LITIGARE.

PROPRIO ALLORA ARRIVÒ LEO, IL

GATTINO ARANCIONE.

STAVA PASSEGGIANDO VICINO ALLA FONTANA, SENTÌ LE LORO VOCI E SI AVVICINÒ PIANO PIANO.

FECE UN PICCOLO MIAGOLIO E QUALCHE SALTELLO, GUARDANDOLI CON OCCHI DOLCI.

I BAMBINI SI FERMARONO E LO GUARDARONO SORPRESI.

POI COMPARVE ANCHE UNA CAGNOLINA PICCOLA E MARRONE.

CORREVA TRA I BAMBINI E ABBAIAVA FELICE.

LEO LE FECE UN CENNO CON LA ZAMPETTA, COME PER DIRE:

- AIUTAMI A FARLI GIOCARE TUTTI INSIEME.

LEO SI MISE AL CENTRO DEL CERCHIO E GIRÒ INTORNO ALLA

PALLA CON CALMA.

MIAGOLAVA DOLCEMENTE, COME PER DIRE: - ASPETTATE UN MOMENTO…

I BAMBINI LO GUARDARONO E PIAN PIANO SMISERO DI LITIGARE.

LEO SI AVVICINÒ AL PRIMO BAMBINO E GLI FECE LE FUSA

SULLA MANO.

POI FECE LO STESSO CON UNA BAMBINA.

ALLORA TUTTI CAPIRONO CHE NON SERVE LITIGARE:

BASTA ASPETTARE IL PROPRIO TURNO.

LEO GUARDÒ LA PALLA E FECE UN PICCOLO GESTO CON LA ZAMPA.

I BAMBINI RIPRESERO A GIOCARE INSIEME.

SI LANCIAVANO LA PALLA A TURNO E SI INCORAGGIAVANO.

ANCHE LA CAGNOLINA GIOCAVA CON LORO, CORRENDO

FELICE ACCANTO AL GRUPPO.

QUANDO IL GIOCO FINÌ, TUTTI ACCAREZZARONO LEO E LA

SUA NUOVA AMICA A QUATTRO ZAMPE.

- IO MI CHIAMO NINA! -, DISSE LA CAGNOLINA.

I BAMBINI TORNARONO A GIOCARE FELICI.

AVEVANO CAPITO CHE ASCOLTARSI, ASPETTARE E AIUTARSI RENDE OGNI GIOCO PIÙ BELLO.

LEO SI SDRAIÒ SOTTO UN ALBERO E FECE LE FUSA.

ERA CONTENTO: UN PICCOLO GESTO GENTILE PUÒ FAR FINIRE UN LITIGIO E TRASFORMARLO IN UN MOMENTO

FELICE PER TUTTI.

METTO IN ORDINE LA STORIA

• METTI IN ORDINE NUMERANDO DA 1 A 5.

ENTRO NELLA STORIA

• DISEGNA LA SCENA CHE TI È PIACIUTA DI PIÙ.

MI È PIACIUTO QUANDO…

Per l'insegnante

Per i bambini di sei anni la gentilezza non è un valore astratto, ma un’esperienza che si costruisce attraverso il clima emotivo e relazionale. Questa attività serve a creare un tempo sospeso, non performativo, in cui la storia diventa uno spazio condiviso. Senza questo passaggio iniziale, le attività successive rischiano di essere vissute come esercizi scolastici e non come esperienze significative.

DIAMO UN NOME ALLE EMOZIONI

• COLLEGA OGNI PERSONAGGIO ALL’EMOZIONE GIUSTA.

Per l'insegnante

RABBIA

FELICITÀ

La pagina aiuta i bambini a riconoscere e nominare le emozioni di base, collegandole a situazioni concrete della storia.

È utile accettare anche risposte diverse, purché motivate in modo semplice.

Si possono usare colori, faccine oppure immagini-emozione, in base ai bisogni della classe.

CALMA

QUANDO CAMBIA L’EMOZIONE

• DISEGNA LEO E NINA DURANTE IL LITIGIO.

• DISEGNA LEO E NINA QUANDO TORNA LA CALMA.

• COMPLETA.

ANCH’IO POSSO ESSERE GENTILE

• PENSA A UN GESTO GENTILE CHE PUOI FARE A SCUOLA. DISEGNALO NEL RIQUADRO.

Per l'insegnante

Per i bambini piccoli la gentilezza deve essere concreta, quotidiana e realizzabile. Questa attività aiuta a distinguere tra gesti gentili “grandi” e gesti gentili possibili, alla portata di tutti.

PAROLE GENTILI

• COLORA SOLO LE PAROLE GENTILI.

COMPLETA.

LE IMPRONTE DELLA GENTILEZZA

Ogni gesto che facciamo lascia un’impronta. Proviamo a vedere che impronte vogliamo lasciare nella nostra classe.

Cosa fare?

• Distribuire a ciascun bambino una sagoma.

• Chiedere di disegnare o scrivere un gesto gentile su ogni impronta.

• Incollare tutte le impronte sul cartellone o sul muro della classe, ma anche come sentiero per terra.

• Osservare il percorso che si crea.

Impronta da fotocopiare

MI MUOVO CON GENTILEZZA

• METTI UNA X SUI

COMPORTAMENTI GENTILI.

LE REGOLE CHE CI FANNO STARE BENE

I bambini vivono le regole come imposizioni esterne. Costruirle insieme permette di comprenderne il senso profondo: non servono a limitare, ma a proteggere il benessere di tutti. In questo modo la gentilezza diventa una responsabilità condivisa.

• OSSERVA LE IMMAGINI. IN QUALE CLASSE SI STA MEGLIO? PERCHÉ?

• SCRIVI INSIEME AI COMPAGNI LE REGOLE DELLA VOSTRA CLASSE.

QUANDO NASCE UN LITIGIO...

Il conflitto fa parte della vita di classe e non può essere evitato, ma può essere compreso e gestito. Questa attività offre ai bambini uno schema semplice e ripetibile per affrontare i litigi, trasformandoli in occasioni di apprendimento e crescita.

Materiali

• Scatola o contenitore;

• Cartoncini;

• Pennarelli.

Preparazione del docente

• Preparare una “scatola dei litigi”.

• Scrivere su alcuni cartoncini situazioni tipiche di classe.

Cosa fare?

• Estrarre una situazione dalla scatola.

• Chiedere: “Cosa sta succedendo?”.

• Riflettere su cosa provano i personaggi.

• Proporre insieme soluzioni gentili.

• Scegliere quella più adatta.

Chiusura dell’attività

“Anche nei litigi possiamo scegliere come comportarci”.

Cosa osservare

• Capacità di immedesimazione.

• Varietà delle soluzioni proposte.

Possibili adattamenti

• Situazioni reali portate dai bambini.

• Uso di immagini.

Collegamento con le altre attività

Consolida il lavoro su emozioni, parole e comportamenti.

CAMBIARE LA STORIA: IMMAGINARE UN FINALE GENTILE

Immaginare finali alternativi sviluppa il pensiero creativo e la responsabilità personale. I bambini comprendono che le storie, come la realtà, possono cambiare grazie alle scelte

Storia di partenza

Il disegno rovinato

IN CLASSE C’È SILENZIO E I BAMBINI STANNO COLORANDO.

MIA È MOLTO CONCENTRATA E STA FINENDO IL SUO

DISEGNO. SORRIDE: LE PIACE TANTO.

MARCO SI ALZA PER PRENDERE UN PENNARELLO E PASSA

VICINO AL BANCO DI MIA. SENZA VOLERLO TOCCA IL FOGLIO.

IL DISEGNO SI SPOSTA, IL PENNARELLO SCIVOLA E UNA RIGA

ATTRAVERSA IL FOGLIO.

MIA GUARDA IL DISEGNO E IL SORRISO SPARISCE.

– NON STAI MAI ATTENTO!

MARCO SI FERMA E ABBASSA LO SGUARDO.

I DUE BAMBINI RESTANO IN SILENZIO. NON SANNO COSA FARE.

• RISPONDI.

• Cosa potrebbe dire Marco?

• Cosa potrebbe dire Mia?

• DISEGNA COME FINISCE LA STORIA QUANDO I PERSONAGGI FANNO UNA SCELTA GENTILE.

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