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Dicembre 2012 - numero 3 - anno XXVIII


SOMMARIO La Casa informa

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Sostegno alla non autosufficienza

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Intervista a ...

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La festa del volontariato in un click

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Al poeta … Giorgio Mottesi

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Auguri dalla Casa

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Auguri dal Centro Diurno

in anteprima ...

inaugurazione mostra - Pagina 19

MDDI

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Pet-therapy e medical

Progetti

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Mestieri con la valigia

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Mestieri con la valigia/racconto

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Ballando con il cuore I presepi - Pagina 23

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Ricordi in arte

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Che bel pomeriggio

Ricordi

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Lo sfoiò

A stretto giro di posta

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Grazie per darmi l’opportunità di vivere …

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Piccoli pensieri

La festa del volontariato - Pagina 5


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EDITORIALE

SOSTEGNO ALLA NON AUTOSUFFICIENZA

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di GIOVANNI BERTOLDI

domiciliari acquistabili utilizzando l’assegno di cura. Le RSA, capillarmente presenti su tutto il territorio provinciale, in collaborazione a un recente studio condotto dal con le Cooperative sociali operanti nello sociologo NADIO DELAI sono emersi intestesso ambito, si pongono quindi come sogressanti, ma allo stesso tempo preoccupanti, getti in grado, assieme all’UVM, di coordinascenari relativi all’evoluzione della popolaziore il piano di cura degli assegnatari dell’assene anziana e del numero delle persone non gno di cura. autosufficienti in provincia di Trento nei prosUna prima proposta riguarda l’informazione e simi 20/30 anni. Nel 2030 si stima un aumenla formazione al CARE GIVER (persona to degli anziani ultra 65enni pari al 48%, inche si prende in carico l’anziano non autocremento che dovrebbe essere confermato sufficiente) al fine di dare tutte le nozioni sia anche per le persone non autosufficienti. Ogdi tipo assistenziale ma anche di natura giurigi la provincia autonoma di Trento spende dico-normativa al fine di garantire una ade123 milioni di euro per il finanziamento delle guata assistenza al non autosufficiente. RSA, che proiettato al 2030 ragUn secondo grande progetto rigiungerebbe la cifra record di 182 guarda la promozione di un Con la milioni di euro. È chiaro che in pronto intervento assistenziale questo sistema socio-economico in grado di intervenire al domicilio Legge Provinciale e di fronte a queste prospettive nei casi di urgenza. demografiche l’ente pubblico don. 15 del 2012 Una terza e ultima proposta rivrà adottare strategie efficaci ed guarda l’assunzione in capo alla economicamente sostenibili per è stato introdotto RSA e/o alla Cooperativa sociale l’assistenza agli anziani non autodi CASE MANAl’assegno di cura dell’incarico sufficienti. GER, ossia di quel soggetto che Con la legge provinciale n. 15 del definisce il piano assistenziale quale nuovo 2012 è stato introdotto l’assegno individualizzato e il piano di cura aiuto alla non di cura quale nuovo aiuto alla non attivando di volta in volta le risorautosufficienza. L’assegno di cuse e i servizi che si dovessero autosufficienza ra consiste in una somma di derendere necessari. naro utilizzabile per fronteggiare Di fronte a questa sfida tutti i le spese legate all’assistenza, di importo vasoggetti, ente pubblico, soggetti erogatori di riabile in relazione alla gravità dello stato di servizi, volontariato, famiglia, ... dovranno non autosufficienza ed alla condizioni econofare la propria parte. È chiaro che la nostra mica della persona richiedente e della sua RSA si è già attivata in tal senso promuovenfamiglia. Avranno diritto al nuovo assegno di do progetti e proposte di servizi domiciliari cura le persone che già percepiscono l’inassieme a C.R.P. (Cooperazione Reciproca dennità di accompagnamento residenti in Pergine) e alle associazioni di volontariato. provincia di Trento da almeno 3 anni. L’impegno nostro sarà sempre quello di proDa un tavolo di lavoro costituito da UPIPA muovere e garantire la qualità e il benessere (Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistendegli Ospiti residenti e in prospettiva futura za ) e ConSolida (Cooperative Sociali Trentianche dalle persone assistite al proprio done ) sono emerse alcune proposte di servizi micilio.


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LA CASA INFORMA

INTERVISTA A ...

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a nostra conoscenza delle strutture dell’APSP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) e dei suoi dipendenti continua con tre nuove carte d’identità. L’identikit che vi presentiamo con questo numero del Ponte è quello delle coordinatrici: Sandra Moser, Lucia Zampedri e Monica Pedrotti. La nostra azienda è molto grande e ha, quindi, la necessità di reggersi su più colonne portanti. La suddivisione dei nuclei è la seguente: Sandra Moser: primo e secondo piano della struttura di via Pive; Monica Pedrotti: terzo e quarto piano della struttura di via Pive; Lucia Zampedri: struttura di via Marconi. Il ruolo del coordinamento è, appunto, quello di organizzare i vari gruppi di lavoro e le unità assistenziali. L’impegno, costante e preciso, mira all’organizzazione operativa delle attività dei reparti con il fine ultimo della presa in carico completa ed efficiente dei bisogni assistenziali dell’ospite. Per il conseguimento di tale scopo è necessaria una figura professionale che sia collante tra il personale sanitario, quello assistenziale e l’amministrazione della struttura. L’attenzione delle coordinatrici è mirata, in particolar modo, alla sorveglianza igienico-sanitaria riferita alla sicurezza dell’ambiente e degli strumenti operativi, all’impostazione dei progetti individualizzati (PAI) e a quelli di nucleo e generali dell’azienda. Le coordinatrici vegliano sull’andamento generale dei servizi e dei nuclei portando proposte valide per la riorganizzazione degli stessi al fine del raggiungimento della massima qualità e del migliore livello di performance e sviluppo del personale.

CONTATTI Sandra Moser - coordinamento 1° e 2° piano di via Pive Indirizzo: Via Pive n. 7 - 38057 – PERGINE VALSUGANA Telefono: 0461/531002 int. 0218 - Fax: 0461/532971 E-mail: sandra.moser@apsp-pergine.it Monica Pedrotti - coordinamento 3°, 4° piano e nucleo “Sorgente” di via Pive Indirizzo: Via Pive n. 7 - 38057 – PERGINE VALSUGANA Telefono: 0461/531002 int. 0209 - Fax: 0461/532971 E-mail: monica.pedrotti@apsp-pergine.it Lucia Zampedri - coordinamento struttura di via Marconi Indirizzo: Via Marconi n. 55 - 38057 – PERGINE VALSUGANA Telefono: 0461/531002 int. 0302 - Fax: 0461/532971 E-mail: lucia.zampedri@apsp-pergine.it


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Carta d’identità

… in 5 domande Da quanto tempo lavora in questa azienda? Sandra: da 30 anni Monica: dal 1995 Lucia: poco più di due anni Che lavoro le sarebbe piaciuto fare quando era bambina? Sandra: l’ostetrica o l’infermiera Monica: la pittrice Lucia: qualsiasi lavoro da effettuare a contatto con le persone Quali sono le soddisfazioni più grandi della sua vita? Sandra: la serenità a casa e sul lavoro Monica: la mia famiglia Lucia: in primis avere i miei due figli che sono la mia forza, avere una cerchia familiare ed amicale con la quale condivido il mio tempo libero e il mio affetto. In seguito aver saputo costruire un percorso di studi e lavorativo nelle professioni sanitarie, che mi ha sempre gratificato. Ho iniziato proprio dalla base, come ausiliaria ed in seguito ho approfondito gli studi sino a divenire infermiera. La professione infermieristica la ho effettua-

ta prevalentemente in azienda sanitaria, in particolare nella psichiatria: Questo ambito mi ha arricchita dal punto di vista emotivo e relazionale. Ho svolto attività di docenza per molti anni presso le scuole OSS ed anche questo percorso mi ha dato tante soddisfazioni 3 oggetti di cui non può fare a meno: Sandra: occhiali, automobile e scarpe da ginnastica Monica: un libro, l’orologio e la macchina fotografica Lucia: il cellulare, non avendo neanche il fisso a casa, il computer che utilizzo molto anche per lavoro

Cognome: MOSER Nome: SANDRA Età: 53 ANNI Professione: COORDINATORE SOCIO SANITARIO

Cognome: PEDROTTI Nome: MONICA Età: 40 ANNI Professione: COORDINATORE SOCIO SANITARIO

Che cosa fa nel tempo libero (sport, passioni, hobby)? Sandra: escursioni in montagna, lavori di ricamo e a maglia Monica: leggo, passeggio nel bosco con il mio cane e cucino Lucia: Leggo molto, amo fare passeggiate, amo viaggiare. Amo stare con familiari e amici

Cognome: ZAMPEDRI Nome: LUCIA Età: 50 ANNI Professione: COORDINATORE SOCIO SANITARIO


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La Casa Informa/La mostra

LA FESTA DEL VOLONTARIATO IN UN CLIK di Cristina Bolgia e Giovanna Meneghini

Martedì 23 ottobre 2012

La vostra disponibilità è un tesoro per tutti noi.


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LA CASA INFORMA

AL POETA … GIORGIO MOTTESI di Lino Beber Per ricordare il poeta perginese Giorgio Mottesi (1943-2001), venerdì 9 e sabato 10 novembre presso la sala polivalente della A.P.S.P. “S. Spirito” è stato presentato lo spettacolo

“Ancora ‘n emozion” con proiezione di un originale video curato da Alessandro Bencivenga, musica dal vivo al pianoforte di Nadia Osler e recite di sue poesie tratte in particolare dal volume “En bocher su Perzen”. È stato coinvolto anche il Coro Castel Pergine diretto da Giorgio Dalmaso, che figura anche nel cast degli attori recitanti: Carmen Carli, Giovanna Meneghini, Silvia Sparapani, Lino Beber, Renzo Rossi e Mauro Lunelli sotto l’attenta regia di Elio Carlin coadiuvato da P.S.A. Pergine.

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l titolo dello spettacolo è quello del quinto libro di Giorgio Mottesi pubblicato l’anno scorso in occasione della festa patronale; i precedenti libri sono “En bocher su Perzen” del 1985, “Algeri ancoi forsi doman” del 2001, “Fate en piaza [Satire]” del

2002 e il libretto “Giorgio Mottesi Poeta schietto” sempre del 2002. Nel volume “Ancora ‘n emozion” il maestro Claudio Morelli di Canezza ha raccolto le poesie che Giorgio non arrivò a pubblicare: in massima parte scritte in dialetto trentinoperginese, ma alcune anche in italiano. Nelle poesie di Giorgio si ritrovano tutte le

tematiche e i ritmi che hanno fatto di lui un poeta ben riconoscibile e apprezzato nel panorama della poesia della nostra regione: l’amore, l’indignazione verso i soprusi e le ingiustizie, la nostalgia per i tempi passati, le riflessioni sulla morte, la sensibilità verso la natura e l’ambiente, le ricorrenze con lo spirito religioso che le ac-


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compagna. Non mancano poi le poesie beffarde e goliardiche che sono una delle caratteristiche della poetica di Giorgio e che hanno contribuito non poco a farlo conoscere e apprezzare. Siccome Giorgio è stato un uomo dalla personalità molto complessa e multiforme, che non si è limitato solo alla poesia, ma ha cercato di

esprimersi, come del resto sanno molti suoi estimatori, anche con la pittura e la scultura, nel volume “Ancora ‘n emozion” sono state inserite alcune delle sue opere: una selezione di quadri e sculture in legno realizzate con l’entusiasmo e l’esigenza di un autodidatta ispirato. Le immagini sono state scelte dal noto pittore Carlo Gi-

rardi, amico del poeta, che per l’occasione ha anche realizzato la copertina del libro. Giorgio è un poeta vero: lo dimostrano alcune sue poesie che hanno saputo attraversare il tempo.


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MDDI

PET-THERAPY E MEDICAL: il cane al servizio dell’uomo

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di Gemma, Teresa, Enzo e Diego

apo ed Ariel sono noti da anni a numerosi nostri ospiti con i quali hanno passato momenti significativi dal punto di vista emozionale fatti di scambi di affettuosità, carezze e leccate in sintonia con i modi espressivi dell’uomo e del cane, ma anche momenti di fatica soprattutto per anziani impegnati e stimolati ad esercizi che solo un cane può indurre, evocando delle risorse ed energie sopite. All’interno della nostra APSP, sempre attenta ad erogare servizi qualitativamente elevati e a nuove iniziative a favore di persone soggettivamente in difficoltà, opera anche la MDDI (Medical Detection Dogs Italia). E’ un ulteriore servizio, già presentato precedentemente, non erogato direttamente dalla Casa di Riposo, ma che trova ivi la propria sede grazie alla sensibilità della stessa e all’intervento economico della Cassa Rurale di Pergine che ne finanzia l’attività. La Medical Detection Dogs Italia inizia questo mese l’attività operativa testando, con i propri cani Gleen e Lucy, campioni di urina per escludere la presenza di cellule tumorali. E’ un servizio che rientra in altri già erogati da “Occhio alla salute” e che sarà esteso prossimamente ad ampie fasce di popolazione. Un servizio che non sarà di diagnosi ma un’indicazione a proseguire gli accertamenti in caso di positività del test. La collaborazione della RSA e della Cassa Rurale di Pergine, tramite la propria associazione Cooperazione Reciproca Pergine, ci ha consentito di raggiungere l’ambizioso obiettivo di avere i primi cani in Italia preparati per il test olfattivo sulle urine. Il fatto, ampiamente riportato dalla stampa nazionale quotidiana e da riviste settimanali, ha trovato anche spazi al telegiornale di RAI1, RAI2 e RAI3 e nella rubrica TV7, con un servizio sui cani da tumore ed ampie riprese della nostra APSP. Tutto ciò ci ha ulteriormente responsabilizzati e stimolati ad impegnarci in un settore difficile, nuovo, che può però concorrere alla prevenzione e alla “diagnosi precoce”. Lapo ed Ariel vogliono esprimere i loro auguri soprattutto al Nucleo Sorgente con il quale hanno contatti più frequenti ma anche a tutti coloro che hanno conosciuto, Lucy e Gleen a tutti coloro che frequentano la nostra APSP.


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EMOZIONI DI NATALE 1 dicembre 2012 - 31 dicembre 2012 sabato 1 dicembre ore 16.30 - S. BARBARA S. Messa nella cappella della sede di via Marconi solennizzata dalla Corale di Canezza

giovedì 20 dicembre ore 17.00 - DONI SOTTO L’ALBERO Agli Ospiti della Casa promosso dalle Amministrazioni Comunali nella sala polivalente della sede di via Marconi

ore 17.30 - INAUGURAZIONE “EMOZIONI DI lunedì 24 dicembre NATALE” ore 15.00 - LA BANDINA Mostra dei presepi realizzati dal laboratorio A cura della Banda cittadina “Da cosa nasce cosa” nel cavedio 1° piano della sede di via Pive nella sala polivalente della sede di via Marconi ore 16.00 - LA BANDINA A cura della Banda cittadina nella sala polivalente della sede di via Marconi domenica 9 dicembre ore 16.00 - EMOZIONI DI NATALE Concerto del coro Calicantus ore 16.00 - LA NASCITA DI GESU’ nella sala polivalente della sede di via Pive A cura del laboratorio teatrale dell’APSP nella sala polivalente della sede di via Pive giovedì 13 dicembre ore 17.00 - LA NASCITA DI GESU’ A cura del laboratorio teatrale dell’APSP ore 15.00 - ARRIVA SANTA LUCIA A cura del Circolo Pensionati Anziani di nella sala polivalente della sede di via Marconi Pergine nei nuclei della sede di via Pive martedì 25 dicembre ore 09.00 - S. MESSA DI NATALE nella cappella della sede di via Pive ore 16.30 - ARRIVA SANTA LUCIA A cura del Circolo Pensionati Anziani di Pergine ore 10.30 - S. MESSA DI NATALE nella sala polivalente della sede di via Marconi nella cappella della sede di via Marconi ore 16.30 - CONCERTO DI NATALE A cura della Scuola Musicale C. Moser sala polivalente della sede di via Pive sabato 15 dicembre ore 10.30 - CONCERTINO DI NATALE A cura della scuola Don Milani nella sala polivalente della sede di via Marconi lunedì 17 dicembre ore 17.00 - INAUGURAZIONE Mostra mercato “Sferruzzando per la scuola di Mirandola” Centro Commerciale “Shop Center Valsugana” giovedì 20 dicembre ore 16.00 - DONI SOTTO L’ALBERO Agli Ospiti della Casa promosso dalle Amministrazioni Comunali nei nuclei della sede di via Pive

mercoledì 26 dicembre ore 09.00 - S. MESSA nella cappella della sede di via Pive ore 15.30 - NATALE INSIEME Incontro augurale tra Ospiti e famigliari in entrambe le sedi lunedì 31 dicembre ore 16.30 - TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO S. Messa con Te Deum di Ringraziamento nella cappella della sede di via Marconi ore 17.00 - FESTA DI FINE ANNO Serata danzante con “Ballando con il cuore” nella sala polivalente della sede di via Marconi


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Progetti/ RACCONTO

Sorrisi in bianco e nero di Gabriella Bonvecchio

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ncora una volta i cardini del cancello di ferro ruotavano sotto il carico di un giovane appoggiatovi fra una inferriata e l’altra provocando uno stridore che avrebbe potuto attrarre lo sguardo di quella ragazza che, impettita, vi passava davanti, come di consuetudine a quell’ora, per il ritorno a casa dal giro della posta. Lei infatti era la portalettere supplente del padre, vecchio uomo di carattere che aveva perfino partecipato alla “marcia su Roma” nel ’22, anno prima della nascita di lei e, strano a dirsi, anche di quel ragazzo che faceva quel giro di cancello, da tanti giorni ormai, al suo passaggio. Nemmeno la parvenza di uno sguardo, nemmeno un cenno di saluto a quel forestiero lì sullo stradone che portava fin sotto casa sua, ma io seppi che le batteva forte il cuore perché quel rumore lo sentiva almeno venti pedalate prima di arrivarvi e perché da sufficientemente lontano lo guardava bene quel forestiero della sua età, lì a dondolarsi e a guardarla senza importunarla mai. Poteva essere stata una bella ragazza: capelli mori, lunghi, permanentati alla moda; corporatura magra e di bell’altezza; i suoi occhi forse erano grossi e un po’ sporgenti per via del tiroidismo; i suoi zigomi tipici della gente mochena per i suoi avi della “Valle”, ma le gambe no! Diritte, ben modellate coi polpacci ridotti a due “cipolloni” per lo sforzo delle salite alle ultime case frazionali perginesi. Finalmente un chiodo! Conficcato ben bene nel tubolare della ruota anteriore della sua bicicletta e così: Laura appiedata col mezzo a spinta, sfinita sotto il sole di tarda estate, borsa della posta vuota per la consegna effettuata. Quella foratura generò l’impulso generoso, ma non del tutto disinteressato di Gino, che in pochi balzi fu già al di là dello stradone per mettersi a disposizione di lei, che a quel punto, accettò un passaggio in canna alla bici da maschio fino alla sua abitazione; il primo grazie, il primo sorriso, il loro primo arrivederci dal presagio più ovvio, più

scontato. Perché quel forestiero a Pergine? Lì in quella casa dove viveva solo una donna con le sue due figliolette? Risposta lineare, obbligatoriamente necessaria: tempo di guerra, bombardamenti a tappeto su tutta Trento, fuggi-fuggi generale, spirito di sopravvivenza dal motto interiore: imbocca la prima strada e allontanati dalla zona in cui vivi; scampa le bombe, salvati lontano e leggero da ogni cosa per correre di più; forse troverai qualcuno che ti aprirà la sua porta, che ti offrirà un pavimento per dormire ed un pane per sfamarti. Così da Trento fino alla periferia perginese dove una povera famiglia piena di bambini e di miseria accolse il giovane, ultimo della figliolanza e i suoi vecchi genitori. Sullo stradone già c’era la famiglia di suo fratello, in guerra lontano, le sue due figliolette e la sua seconda moglie, perché la prima gli era morta di parto, lì nella casa dal cancello di ferro. Per qualche tempo i due ragazzi si “parlarono”, si frequentarono, fecero progetti, ma era il tempo della forza opprimente della miseria e gli scarsi mestieri squalificati non permettevano una vita decorosa; i debiti per tirare avanti erano come sassi che schiacciavano coscienza e orgoglio. Così il pensiero fisso di emigrare in un paese scono-


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sciuto a fare fortuna, quella per una vita ben vissunostro paese. La sua severa decisione: “Torno in ta, ben spesa, ben sopportata: il Belgio, a Retinne, Italia con lei, ti aspetteremo presto, la Provvidenza come in quel di Charleroi e delle Marcinelle altri scorgerà anche la nostra famiglia, il Signore Iddio Trentini, nel nero isolato e desolato dove la levatunon dimentica nessuno; al mondo ci siamo anche ra umana la si scordava, dove l’altare della fatica noi con la nostra povertà, la nostra giovinezza, la di bestia era innalzato in ogni fessura, in ogni cuninostra dignità; ci sarà un’occasione, una combinacolo, in ogni lastra, dove ogni turno di lavoro era zione! Coltiviamo questa speranza!” Venimmo acun turno di solitudine, dove la polvere nera entrava colte nella casa materna fra zii appena sposati o nei polmoni vetrificandoli inesorabilmente. E dopo troppo giovani e i nonni: brava gente che lavorava i turni: solo, in un’abitazione lignea alta e stretta e senza accumulare, senza giudicare, senza recrivuota di ogni sorriso, vuota di parole italiane e minare. La benevolenza del vecchio fascista ha vuota di lei! Pergine 18 settembre 1948. Matrimofatto in modo che la figlia andasse al servizio di nio per procura; nonno paterno al posto di mio pacerti marchesi e che io, dall’alba al tramonto venisdre, sorrisi in bianco e nero in un interno di famisi accudita dai parenti, ma che alla sera, solo alla glia; tristezza e rancore nel cuore dei parenti di lei, sera, avessi potuto accarezzare il suo viso, giocatanta felicità nel suo, già all’estero con lui, il forere con le sue mani, sentire il buon odore dei suoi stiero sul cancello che da Liegi le inviò a mezzo baci leggeri fra i miei capelli sottili di bimba. Poi il posta la sua promessa dorata. ritorno di mio padre: solo! Nella Laura aveva preso il primo treno famiglia dei suoi, poveri vecchi “Torno in Italia con lei, della sua vita all’età di quindici ansfollati di guerra in quella casa poti aspetteremo presto, ni, quand’era una pastorella giù vera giù nella radura ai piedi del nelle radure verdi accanto all’alveo Cimirlo. Un congiungimento forzala Provvidenza scorgerà del torrente Fersina, per andare al tamente separato, ma per poco: il anche la nostra famiglia, servizio dei signori di Roma, che reperimento di un alloggio fatiscenil Signore Iddio non sovente villeggiavano al paese. te, definito casa, nella contrada Solo dopo pochi mesi di vita tor- dimentica nessuno; al mondo eretta dal Clesio, la più vecchia e mentata, la fasulla motivazione la battagliera strada di Pergine dove ci siamo anche noi con la riporta a casa, fra il profumo dei le miserie erano al pari delle nonostra povertà, la filari della vigna, al caldo degli anistre, dove la carità era quotidiana mali della stalla, nell’amore dei nostra giovinezza, la nostra per gli altri e per noi che non potesuoi. Dieci anni dopo, venticin- dignità; ci sarà un’occasione, vamo permetterci quasi niente. quenne, infilata la fede al dito, coNella mia vita di bimba, di ragazza, una combinazione! Coltiviamo me obbligavano ancora le leggi di donna, ho viaggiato di pari pasquesta speranza!” fasciste nel dopoguerra, con un so con compagni, docenti, colleghi biglietto di sola andata, solitaria, e datori dalle grandi capacità propartì ed arrivò in Belgio: un abbracfessionali ed umane; ho saputo cio mai scordato, un pianto impastato di felicità, di cogliere diverse occasioni in cui le persone mi incertezze, di gran voglia di vivergli insieme. Il hanno educata al vivere, aiutata a maturare, valupancione crebbe subito con il lavoro di domestica tata, benvoluta, nonostante avessi incontrato capi da certi direttori delle miniere in procinto di partire e capesse e persone così grette e meschine che per il Congo belga; le prime doglie: le mani di lei mi hanno delusa. Da sempre il cerchio della mia avvinghiate per così tanto tempo a quelle del suo vita quadra nella sequenza fra il bene e il male, fra uomo da fargli pronunciare: “L’ho partorita io queil bianco e il nero, fra il potere ed il dovere, fra un sta mia prima figlia, lasciatemi riposare per carità”. per favore ed un grazie. E mi va bene così. Mia Mani straniere di donna mi hanno lavata, vestita e madre e mio padre stanno sempre insieme; noi posata nelle braccia di mia madre; mani straniere figli li andiamo a trovare spesso per salutarli, per di uomo mi hanno vezzeggiata, cullata e riposta ringraziarli di essere stati i nostri genitori, per avernelle mani di mia madre. Chi partì per il Congo mi ci insegnato ad essere resistenti davanti all’imposavrebbe voluta laggiù con i miei genitori; chi restò sibile del momento, a voler capire ed amare la in Belgio mi avrebbe voluta là per sempre, anche gente, a guardare un poco più in alto per non moda sola, ma nulla di tutto ciò avvenne. Mia madre rire nella miseria materiale e spirituale e loro, diepativa troppo la nostalgia e soffriva per quel metro al mazzetto di fiori e la candela sempre accestiere del suo uomo; pensava che in quel modo, o sa, ci sorridono dalla foto in bianco e nero nel loro forse meglio, si sarebbe potuto vivere anche nel cimitero italiano ...


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La Casa Informa/AUGURI

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. M. T. Calcuttta

Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Direttore e tutto il personale dipendente augurano ad ospiti, familiari, volontari e amici un sereno Natale.

Buone feste


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A Natale ogni augurio è speciale, nel nostro cuore abbiamo custodito per voi salute, pace e serenità per l'anno che verrà! Residenti e Operatori del 1° piano di via Pive

Riandando con il pensiero agli anni della gioventù, ricordiamo le gioiose attese del Natale che si vivevano con semplicità pensando all'immenso dono di Gesù, disceso sulla terra per portare pace e serenità a tutte le persone. Pensando al prossimo Natale desideriamo riproporre la semplicità vissuta costruendo con le nostre mani e l'aiuto di alcuni operatori i personaggi del presepio che allestiremo nella nostra struttura. Nell'invitare tutti a visitarlo, auguriamo che questo Natale sia occasione per ognuno per impegnarsi a riscoprire i valori che danno senso, gioia e serenità alla vita. Auguri! I Residenti di via Marconi

Poco posto si tiene quando ci si vuol bene. E’ un nostro impegno quotidiano il cercare di rendere casa il nostro nucleo, sia da parte degli operatori sia da parte dei Residenti, c’è l’impegno di prestare attenzione all’altro e di facilitare una quotidianità affettuosa. Ed è con questo spirito di condivisione e calore che vogliamo augurare a tutti buone feste. Questa massima, detta da una nostra residente nello stringersi in ascensore per recarsi ad una attività, rende perfettamente l’atmosfera che si vive al 4° piano di via Pive

E’ freddo, è umido, le ossa scricchiolano di più, la neve copre tutto, la notte scende presto…ma i nostri auguri illuminino e scaldino i vostri cuori! Buon Natale! Il Comitato Editoriale


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PROGETTO

BALLANDO CON IL CUORE di Giovanna Meneghini

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ercoledì 19 settembre 2012 ha preso il via “Ballando con il cuore” con la presentazione del progetto in tutte le sue fasi. Il Progetto prevede una fase di presentazione, una di formazione culturale , una pratica ed in fine una di restituzione; prende spunto da una iniziativa sanitaria sperimentata a Monte San Pietro (Bologna) che ha come obiettivo la prevenzione dei rischi cardiovascolari utilizzando il ballo come strumento per l'assunzione di corretti stili di vita. Nel nostro caso l'obiettivo è quello di utilizzare il ballo dando maggior importanza all'aspetto sociale e ludicoricreativo, senza però trascurare l'aspetto di prevenzione legato al movimento. Lo slogan infatti è: “Ballare allegramente per sta-

re bene di corpo e di mente...” Giovedì 11 settembre 2012 la seconda fase con la serata culturale a cura del dottor Lino Beber che ha parlato di prevenzione da un punto di vista medico-sanitario e dell'importanza del movimento come stile di vita. I ballerini di “Danzamania” hanno chiuso esponendo il programma e gli obiettivi del corso, fornendo delle conoscenze di base sui balli che si affronteranno nel percorso. Giovedì 25 ottobre finalmente è partita la prima edizione del corso di ballo. Circa 30 persone si sono divertite imparando le prime fasi di riscaldamento ed il passo base del valzer lento

“Ballar


re allegramente per stare bene di corpo e di mente...�


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PROGETTO

RICORDI IN ARTE di Cristina Bolgia e Giovanna Meneghini Mostra delle opere realizzate nell’ambito di un progetto di interscambio culturale e generazionale con gli studenti dell’Istituto della Arti di Trento e Rovereto, liceo “A. Vittoria” di Trento e con la collaborazione dei residenti dell’A.P.S.P. “S. Spirito - Fondazione Montel” di Pergine Valsugana. Il lavoro ha permesso agli ospiti di esprimere ricordi, emozioni e sensazioni favorendo la propria autorealizzazione e partecipazione attiva alla vita sociale, e agli studenti di venire a contatto con le memorie storiche dei tempi passati.


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RICORDI

LO SFOIO’ dagli ospiti di via Marconi

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lcuni eventi proposti nella sala comune al 2° piano in via Marconi riscontrano un particolare interesse da parte dei residenti. Uno di questi è lo “sfoiò” , proposto quest'anno per la seconda volta visto il gradimento ottenuto dalla prima edizione. Lo sfoiò era un momento particolare vissuto da quasi tutti i nostri residenti nella loro gioventù; non era solo un momento di lavoro per preparare le pannocchie da appendere ad essiccare, ma era anche un'occasione di incontro e festa con musica, balli e, non meno importante, con l'apertura della botte del vino novello che accompagnava le castagne lesse o arrostite. Abbiamo riproposto lo sfoiò, rispettando le vecchie usanze, in allegria con musica, balli e, dopo aver preparato le pannocchie, sorseggiando in compagnia una bibita accompagnata da una fetta di torta tradizionale. Anche in questa occasione abbiamo potuto apprezzare l'aiuto, l'interesse e la partecipazione di alcuni volontari che hanno attivamente collaborato alla riuscita di questa attività anche fornendo gentilmente il materiale necessario, un grazie a loro di vero cuore.


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Ăˆ “ ...ci scappava anche qualche bacio, magari il primo timido bacio, di nascosto dai genitori; baci che si ricordano con particolare dolcezza e piacevole nostalgiaâ€?


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PROGETTI

CHE BEL POMERIGGIO dagli operatori e animatori di via Marconi

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n pomeriggio di inizio novembre, su proposta dell’operatrice Casagranda Laura, alcuni operatori si sono ritrovati al secondo piano di via Marconi per partecipare a un laboratorio creativo, legato a dei progetti che permettano l’abbellimento dei vari nuclei, in occasione delle imminenti festività. Molti gli ospiti che hanno partecipato entusiasti all’iniziativa e che hanno collaborato in base alle loro capacità e abilità, o intervenendo con consigli e suggerimenti. Gli operatori presenti hanno prestato servizio di volontariato e tutti si sono divertiti e impegnati. Tutti i lavori, personaggi del presepe, capanne e campanelle, sono state realizzate con materiale di riciclo per un consapevole rispetto dell’ambiente. Durante il pomeriggio abbiamo ricevuto la visita inaspettata, ma molto gradita, del direttore e del presidente, che hanno apprezzato l’iniziativa. E’ stato per tutti un pomeriggio divertente e collaborativo, che ha coinvolto varie persone e che tutti, compresi gli Ospiti, hanno molto apprezzato ed è per questo che al più presto si proporrà un altro pomeriggio, non solo di lavoro, ma anche di grande allegria.

Il laboratorio


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La Casa Informa/AUGURI DAL CENTRO DIURNO

LA BAMBOLA MICHELA

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a me zia Ema quela “del Pont”, l’era la me gudaza del batezo e la me

feva sempre bèi regai de Nadal. En del 68-70 ho ciapà da Gesù Bambino, la Bambola Michela. Una bambola MERAVIGLIOSA, capelli biondi, lunghi e mossi, sulla schiena il vano per la batteria e l’inserimento del dischetto, sulla pancia dei fori da dove fuoriusciva la musica, e al posto del “boton dela gudaza” un pulsantino per avviare la musica. Le mie amichette “sbavavano” alla vista di questa meraviglia. Io l’ho sempre conservata come una reliquia in bella mostra sopra ad una mensola. Poi sono diventata grande, i miei pensieri si sono rivolti altrove, ma la bambola era sempre lì. Alla nascita del mio secondo nipote maschio come per incanto la bambola sparì. Mia madre, a mia insaputa, gliela aveva regalata. Un giorno recatami a far visita al mio nipotino ho visto in camera ciò che non avrei mai voluto vedere, la bambola Michela aveva subito lo scalpo e diverse contusioni in tutto il corpo. Il sangue mi si è raggelato nelle vene.

MI RICORO BENISSIMO CHE PER UN MESE NON HO RIVOLTO LA PAROLA A MIA MADRE.

Tutti i salmi finiscono in gloria… ma non nel mio caso.


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DIZÈMBRE Squerzeva la nef tuti i cuerti e pradi bianchi pareva deserti, passava ‘l sliton en le strade e ghèra fontane ‘n giazade. Se feva de tut per divertirse finida la scola se neva de corsa a slitarse, de nef se fea sù l’omenèt po’, tuti contenti bagolaven dal fret, tornaven a casa con tant de buganze sol l’acqua de magio la deva speranze. Meteven el dodese la sal nel piatèl e con Santa Luzia vegnìa l’asenèl, levaven bonora al cantar del gal ma ghèra lì nèspoi come regal.. Nadal l’era ‘l pez fat su ‘n del tinèl con soto ‘l presepi con el bambinèl.

“Dizèmbre è una poesia nata e costruita durante il gruppo di lettura e discussione dagli utenti del Centro Diurno”


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A STRETTO GIRO DI POSTA

Grazie

per darmi l’opportunità di vivere queste emozioni … di Fiorenza Mazzucchi (Girella) Sabato pomeriggio. Di nuovo in Trentino. Strano essere qui dopo tante settimane a Milano. A brevissimo tornerò nella metropoli, ma oggi, oggi c’è servizio in RSA a Pergine ed ho VOGLIA di andare, per rivedere i nonnini e per rivedere i miei nasini rossi trentini, che sono una delle cose che più mi mancano, nella mia nuova vita milanese. E allora si parte! Questo giorno mi riserva un servizio che ha avuto momenti di emozioni forti, che spiccavano su una base di serena positività dall’inizio alla fine. E allora eccomi qui, per condividere con voi tutti, ciò che Girella ha vissuto e condiviso con Freccetta, Boccolo e Mezzosoldo e ciò che Fiorenza ha condiviso con Manuela, Giovanna e Ernesto. Troppo lungo sarebbe raccontare tutto quanto vissuto, e allora vorrei semplicemente descrivervi i momenti che mi hanno regalato le emozioni più intense. Secondo piano, saletta, una ventina di nonnini. E’ il momento dei canti. Nonnini, animatori, clown: un coro unico che canta ‘La Valsugana’, e ‘Quel Mazzolin di Fiori’. Io e Boccolo ci avviciniamo ad un signore che porta un cappello elegante. Un saluto, un sorriso, e il signor B. inizia subito a parlare, parlare, parlare, parlare. Un fiume di ricordi, di esperienze, di vissuti. Quant’è bello ascoltarlo, non serve che noi parliamo, anzi non dobbiamo proprio parlare. Noi è sufficiente che ASCOLTIAMO semplicemente. E i suoi occhi si illuminano mentre ci racconta. Dopo qualche minuto lo salutiamo, per andare a parlare con altri nonnini nella sala. Il ‘coro’ dei clown/nonnini/animatori intona “Il Signore delle Cime”, io quasi per caso alzo lo sguardo ed incrocio quello del signor B. che PIANGE, e si nasconde dietro la tesa del cappello, per non farsi vedere. D’impulso mi avvicino, e lo avvolgo in un abbraccio. Lui mi prende il viso, la mano, e continua a piangere. Freccetta si avvicina anche lei. Dopo un attimo, il signor B. si asciuga le lacrime, ci guarda, occhi negli occhi, e inizia a raccontarci che quella canzone gli ricorda quando lui faceva parte del coro parrocchiale, e partecipava alla vita del suo paese.


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Davanti ai suoi occhi passano i fotogrammi della sua vita, e quei fotogrammi li passa pari pari a noi, con le sue parole, i suoi sguardi, le sue mani nelle nostre. Sono lacrime di gioia, le sue, per i bei ricordi che quella canzone gli ha suscitato. E quelle lacrime si trasformano in un fiume di emozioni che da lui passa in noi e ci inonda i cuori. La canzone termina. Tempo di andare, tempo di salutare, e il signor B. guarda prima Freccetta, poi me, e ci dice ‘Grazie, grazie di essere qui’. Lo dice con le parole. Lo trasmette con lo sguardo e con i suoi occhi lucidi. Lo comunica con la sua mano che tocca il nostro braccio. Lui dice ‘Grazie’ a noi, ed io dico ‘Grazie’ a lui, nel mio cuore. Ed esco portando con me un pezzetto della vita di una persona che si è raccontata, e un po’ delle sue lacrime di gioia. Quarto piano, Nucleo Sorgente. Entriamo tutti e quattro, pronti a cantare e sorridere. Un’operatrice si avvicina e mi indica un signore, un ospite nuovo del Nucleo, seduto da solo, in disparte, che sta cullando una bambola. L’operatrice mi chiede: “Per favore puoi provare ad avvicinare quel signore? E’ un po’ ‘difficile’. E ricorda di NON toccarlo. Parlagli ma NON TOCCARLO.” Vado da lui, mi avvicino in punta dei piedi, sempre assicurandomi di essere “in contatto diretto di sguardo” con i miei compagni clown. Il signor G. inizialmente non mi guarda, sta cullando la sua bambola, nel suo mondo. Io lo guardo sorridendo, e lui nota il mio naso rosso. Subito viene attirato dal mio naso, e prova a schiacciarlo. Lascio fare, e pian piano mi avvicino di più. 5, 10, 15, 20 minuti fatti di sorrisi, di toccate al mio naso, di discorsi di cui non capisco il senso. Parla una lingua indecifrabile, fatta di frasi sconnesse e parole senza un contesto logico. Io lo ascolto e sorrido. Ascolto e sorrido. All’inizio sto attenta a non toccarlo, memore dell’avviso dell’operatrice. Poi, a un certo punto è più forte di me: lui mi tocca il naso rosso, io sfioro il suo naso, prima con le dita, poi con il mio nasino rosso, naso contro naso. E lui, lui sorride! Un lieve sorriso ma c’è! ..non oso esagerare, mi avvicino ancor di più, pian piano e lui continua a parlare nella sua lingua a me incomprensibile. Arriva il momento dei saluti. Altri ospiti ci aspet-


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A stretto giro di posta

Piccoli pensieri Piccoli pensieri dedicati agli Ospiti della Casa e alle Persone che la vivono. Prendi un colore dell'arcobaleno portalo nella tua anima e regala al tuo sorriso il più bello dei suoi colori! Se ti viene voglia di ridere, fallo: non preoccuparti di dove sei e con chi stai. Non c'è lacrima più dolce di quella che scivola giù a corteggiare un sorriso mai troppo grande. Io dipingerò il mondo ogni giorno, con un sorriso. Per quanto mi sarà possibile metterò i miei sentimenti in poesia e lascerò che le più belle emozioni raggiungano il cuore ... per te!

Con gli auguri per un Natale Sereno e un felice Anno Nuovo, I Dottor Clown della Croce Rossa

tano. Ma io NON POSSO andarmene senza avergli dato un BACIO. Sapete tutti che Girella vuole sempre baciare i suoi adorati nonnini… Stavolta però sono in dubbio. 30 secondi di ‘ingarbugliamento di pensieri’ nella mia mente: “Seguo il mio istinto e lo bacio? O seguo il consiglio dell’operatrice ed evito il contatto?” Cuore contro mente, istinto contro razionalità e vince il cuore! Con delicatezza gli accarezzo il viso, mi avvicino, e lo bacio su una guancia. Mi allontano un po', aspettandomi una sua reazione improvvisa e di rifiuto, e invece i suoi occhi si sciolgono, diventano lucidi, mi prende il braccio ed inizia ad accarezzarmelo, e poi mi dice: “Grazie, queste sono le cose che fanno bene”. Ero talmente stupefatta che pensavo di essermelo immaginato, ma lui lo ripete un’altra volta: “QUESTE SONO LE COSE CHE FANNO BENE", e lo dice nella NOSTRA lingua, non più parole sconnesse e frasi senza senso. Lo ringrazio, lo ribacio, e vado via. Vado via perché in quel momento erano le MIE lacrime a voler sgorgare. Fuggo letteralmente dal Nucleo, assieme a Boccolo. Appena fuori dalla porta, guardo Boccolo e non c’è bisogno di parole, lei mi avvolge in un lungo, caldo e confortevole abbraccio. Tutta la burrasca di emozioni che avevo dentro si placa. Potenza di un abbraccio! Mille altri sono stati i momenti di emozione e di sorrisi, in questa giornata. Ma termino qui, con un GRAZIE di cuore per darmi l'opportunità di vivere queste emozioni.....


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Natale 2012  

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