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Settembre 2019 - numero 2 - anno XXXV


SOMMARIO La Casa informa

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Servizio Civile

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Cafè Alzheimer

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Parole in libertà

in primo piano ...

Progetti in rete

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Il torneo di bocce di Borgo Valsugana Progetto “Giovani all’opera” Il torneo di bocce di Borgo Valsugana - Pagina 9

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La mia esperienza di tirocinio

Ricordi

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Dal sogno di un bambino ….

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I girasoli

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Un vecchio orologiaio per amico

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La mia storia

Attività

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Laboratorio di cucina

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Bosco marino

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Verde in tour

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Iniziative e progetti al nucleo “Sorgente”

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E...state, lungo il percorso

In bacheca

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Eventi 2019

Cucinando… assaggiando - Pagina 13

Bosco marino - Pagina 19


EDITORIALE

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SERVIZIO CIVILE … UNA NUOVA OPPORTUNITA’ PRESSO L’APSP DI PERGINE di Giovanni dott. Bertoldi

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Direttore Generale A.P.S.P.

A.P.S.P. “S. Spirito Fondazione Montel” di Pergine Valsugana aggiunge alla sua già ampia offerta di servizi ai cittadini una nuova opportunità rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Grazie anche all’esperienza di questi ultimi anni del progetto attivato in collaborazione con l’ASIF Chimelli “Giovani all’opera”, l’Amministrazione dell’A.P.S.P. ha deciso di attivare e avviare l’iter per l’ottenimento da parte della Provincia Autonoma di Trento dell’accreditamento come organizzazione autorizzata a promuovere progetti di servizio civile.

Con determinazione del Dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia la natalità e le politiche giovanili n. 264 di data 07/08/2019, si è ottenuto l’accreditamento e la contestuale iscrizione all’albo degli enti e delle organizzazioni del Servizio civile universale provinciale.

Il Servizio civile rappresenta oggi un’opportunità per i giovani aventi le seguenti caratteristiche: 1. avvicinarsi al mondo del lavoro attraverso esperienze pratiche concrete, presso enti pubblici, no profit ed aziendali; 2. diventare cittadino attivo, quale riscoperta del proprio ruolo all’interno della società e della vita sociale comunitaria;


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LA CASA INFORMA/EDITORIALE

3. apprendere da professionisti del settore conoscenze e competenze utili per una futura attività lavorativa; 4. acquisire un’ampia formazione sia tecnico-professionale sia civile e sociale ed infine garantirsi una minima autonomia economica quale riconoscimento dall’attività e dell’impegno profuso. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi verranno elaborati dagli uffici amministrativi e dal servizio socio-animativo dell’A.P.S.P. i vari progetti che saranno poi pubblicizzati attraverso il bando provinciale che consentirà ai giovani interessati di aderire all’iniziativa. Gli operatori del servizio civile così individuati entreranno così a far parte del contesto organizzativo e lavorativo dell’A.P.S.P. e saranno assegnati, in base ai progetti ed in base alle attitudini e competenze individuali, ai diversi servizi presenti all'interno della R.S.A. con particolare attenzione ai servizi socio-educativi ed animativi che rappresentano sicuramente un’eccellenza di questa struttura. Con l’attivazione del servizio civile l’A.P.S.P. di Pergine dimostra ancora una volta di essere in prima linea per quanto riguarda l’offerta dei servizi e le opportunità, anche lavorative, che possono essere proposte alla comunità locale di riferimento.

INFO

Maggiori informazioni sul portale della PAT al seguente link: http://www.serviziocivile.provincia.tn.it/


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LA CASA INFORMA

CAFE’ ALZHEIMER a cura di Alessia Bonecher

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iamo pronti per riprendere gli appuntamenti del Cafè Alzheimer, dopo la pausa estiva nei mesi di luglio e agosto. Gli incontri di questo inizio 2019 sono stati vari e interessanti; ecco una breve narrazione degli argomenti trattati: Febbraio: due infermiere dipendenti della nostra Azienda si sono occupate di "Riflessologia plantare". L'incontro è stato molto utile, non solo per trovare strategie volte a favorire un rilassamento e un ascolto nelle persone malate di demenza, ma anche per tutte le persone presenti che, nel loro piccolo e nella loro quotidianità, hanno potuto conoscere un metodo nuovo per il proprio benessere! Marzo: l'Educatore Professionale Alessia ha proposto un incontro dal titolo: "L'approccio relazionale con il malato di Alzheimer – Leggere, accogliere e rilanciare il non verbale". L'incontro si è realizzato come uno scambio attivo con i partecipanti, mirato a conoscere, approfondire e confrontarsi sugli aspetti caratteristici della demenza e su alcune strategie utili nella relazione con il malato. Sono stati poposti alcuni esercizi dove ogni partecipante ha avuto la possibilità di sperimentarsi in

esercizi di role play, condividendo poi le emozioni provate. Aprile: con "L'evoluzione motoria nel deterioramento cognitivo" il nostro fisioterapista Michele Simoni ha proposto un incontro con l'obiettivo di spiegare come il deterioramento cognitivo e le funzioni motorie siano molto legate tra loro. L'aspetto motorio è sempre molto sentito. Maggio: autore, scrittore, clown esperto , attivo nel sociale e nella comunità, è Stefano Borile che con il titolo: "La mia malattia – storia di Rhose" ha presentato, attraverso dialoghi, poesia, narrativa e considerazioni sulla vita, la storia vera di una persona malata di demenza di Alzheimer e, ha raccontato, come la stessa, ha coinvolto emotivamente le persone vicine, talvolta stravolgendone le vite e talvolta portando riflessioni interiori profonde. Giugno: l'operatore cinofilo Enzo Vezzoli, che collabora con la nostra struttura, ha proposto un incontro dal titolo: "Noi e Loro" la gestione e la convivenza con una persona malata di Alzheimer. Tutti gli incontri si sono rivelati occasioni di crescita reciproca, di passaggio di informazioni, di scambio e condivisione.

Ci auguriamo che i prossimi appuntamenti possano essere altrettanto accattivanti... Vi aspettiamo numerosi!!!


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LA CASA INFORMA

PAROLE IN LIBERTA’ a cura di Erika Rizzi


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e parole sono importanti, ogni giorno ne vengono dette a centinaia e ci permettono di comunicare, di raccontarci ed interagire con chi ci sta vicino. Anche al Centro Diurno "Girasole" di parole ne vengono dette ed ascoltate tante e quasi ogni giorno con le attività cognitive ci alleniamo a mantenere questa capacità. Tra le definizioni di un cruciverba, il completare un proverbio, l'assemblare lettere, pensare a sinonimi e contrari, leggere un racconto o un articolo e creare catene di parole con le sillabe tutti assieme con concentrazione ed allegria, troviamo sempre la parola giusta! Spesso ci piace anche ricordare le parole nel nostro dialetto trentino, in questi casi il significato arriva in maniera più diretta e ci fa sentire a nostro agio come se stessimo chiacchierando a casa o con amici. Le parole che troviamo e nominiamo in queste attività non sono mai "sole" ; frequentemente, grazie a loro, creiamo dei ponti che ci fanno tornare alla mente ricordi ed emozioni. E' così che dalla semplice parola che indica il nome di una città rievochiamo viaggi (fatti o sognati), amici e parenti che vivono in altri luoghi e molto altro. Allo stesso modo nominare un oggetto o un attrezzo che utilizziamo nella vita di tutti i giorni ci fa pensare a momenti di vita trascorsi e ad aneddoti personali che vengono condivisi con il gruppo. Altre volte una parola ci dà il la per iniziare a cantare tutti assieme una canzone che la contiene nel suo testo e che ricordiamo a memoria. Spesso una parola ci permette di aprire quel cassettino della memoria e far emergere un ricordo ricco di emozioni. Con queste attività non teniamo quindi solamente allenati il linguaggio e la concentrazione, ma anche il piacere di raccontarsi, dialogare con con gli altri e condividere in gruppo qualche bel ricordo.

"Ogni parola ha una voce. Ascoltarla vuol dire conoscere gli incontri, i misteri, le disgrazie e le fortune che ne hanno segnato la strada. Perché ogni parola ha una storia da raccontare." Marco Balzano


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RICORDI

DAL SOGNO DI UN BAMBINO ALLO SBARCO SULLA LUNA: CORNACA DI UN EROE MODERNO a cura di Andrea Zuccatti

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hissà quanti piccoli alunni delle scuole elementari si sono trovati a rispondere, in uno dei temi in classe, alla domanda che impone la più ardita fantasia: "Cosa farai da grande?" Ricordo bene quel che scrissi io su quel foglio di quaderno, da bimbo, un po' di anni fa. Volevo fare il guardiano del fiume. Era una professione inesistente, un lavoro non codificato, inventato dalla mia immaginazione di bambino, la perfetta fusione tra la mia sensibilità ecologista e la mia fervida fantasia. Qualche anno dopo feci la stessa domanda ai lupetti che seguivo come capo scout. Le loro risposte, ricordo, non furono poi così brillanti, un po' troppo ancorate alla realtà, senza voli fantastici nel futuro. La settimana dopo, quindi, proposi loro un gioco ed un racconto. Nel gioco avrebbero disegnato la loro futura professione, con un'unica regola, doveva essere un lavoro inventato. Il racconto era la storia di un bambino, anche lui scout, che immaginò per il suo futuro un lavoro inesistente e la sua grinta fu talmente forte che lo portò proprio dove aveva immaginato, sulla luna. Quell'uomo era Neil Armstrong e questa è la sua storia. Nacque in Ohio il 5 agosto del 1930, figlio di un contabile e una casalinga, e presto ebbe due fratelli più giovani, June e Dean. La vita del piccolo Neil ruotava tutta intorno alla famiglia: a causa del lavoro del padre, revisore per lo Stato dell'Ohio, dovevano spostarsi in continuazione da una città all'altra, tanto che questo sviluppò nel carattere di Armstrong una certa ritrosia nel fare nuove amicizie e aprirsi completamente con gli altri. Quando Neil aveva 14 anni, la sua famiglia tornò a stabilirsi a Wapakoneta dove il giovane iniziò a

prendere lezioni di volo. A 15 anni aveva già il suo brevetto da pilota. In questo periodo il futuro astronauta fu anche scout, un'esperienza che lo segnerà a tal punto da portare con sé anche nel viaggio verso la luna il distintivo da lupetto. Crescendo iniziò gli studi in ingegneria, ma dovette interromperli per partire per la Guerra di Corea dove fu aviatore. Rientrato in America decise di finire gli esami e fra i corridoi dell'università conobbe sua moglie, da cui ebbe tre figli. Conseguito un master, Neil iniziò a lavorare in un gruppo che


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studiava velivoli che successivamente fu aggregato alla Nasa. Con l'agenzia spaziale continuò a volare, collaudare, progettare aerei, fino a iniziare il percorso di addestramento: nel 1962 divenne astronauta. Pochi mesi dopo il tragico incidente dell'Apollo 1, nel quale persero la vita gli astronauti che avrebbero dovuto compire la prima missione nello spazio, Armstrong si ritrovò insieme ad altri 17 astronauti. Il coordinatore degli astronauti della NASA esordì dicendo: "I ragazzi che voleranno nelle pri-

me missioni lunari sono quelli in questa stanza". Alla fine del periodo di formazione Armstrong si ritrovò comandante della spedizione che avrebbe tentato l'allunaggio. Due le date che cambiarono per sempre la sua vita: il 20 luglio 1969 e il giorno dopo. Nel giro di 48 ore Neil avrebbe raggiunto la luna e posato la prima orma pronunciando quelle parole indimenticabili: "Un piccolo passo per l'uomo, un gigantesco balzo per l'umanità". Soltanto diversi anni dopo, in alcune interviste e biografie, Armstrong confessò tutti i timori di fallire la missione: "Ero sollevato, estasiato ed estremamente sorpreso del successo che avevamo ottenuto". Rientrati sulla Terra, iniziò un altro capitolo della sua vita, il post luna di Armstrong: era diventato una celebrità. Quando il 25 agosto 2012 morì, a 82 anni, dopo le complicanze per un intervento chirurgico alle coronarie, la sua famiglia gli dedicò un lungo addio destinato ad essere ricordato: "Era un eroe schivo che servì con onore la sua patria. Piangiamo la morte di un uomo davvero buono, celebriamo anche la sua straordinaria vita, nella speranza che serva come esempio a tutti i giovani del mondo che possano lavorare duro affinché i loro sogni diventino realtà. Onorate il suo esempio di servizio, il traguardo e la modestia, e la prossima volta che doveste camminare all'aperto in una notte chiara e vedere la luna sorridervi, pensate a Neil Armstrong e fategli un occhiolino".


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PROGETTI DI RETE

LA NOSTRA PARTECIPAZIONE AL TORNEO DI BOCCE “MARCO BAUER”

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a cura del Servizio Animazione

rganizzato dall'APSP di Borgo Valsugana. La gara di bocce a squadre si è svolta secondo un calendario di incontri, le sfide si sono realizzate in un clima di amicizia e divertimento, di solidarietà e di allegria, ma con la giusta dose di adrenalina e gusto della sfida. Dopo alcune vittorie e una sconfitta, i nostri residenti si sono piazzati come terzi classificati. La squadra dei nostri giocatori: Renato Campregher Anna Maria Oss Bals Luciano Campeol Valter Svaldi Giueppe Addis

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"Come ogni anno l'Associazione Bocciofila di Borgo Valsugana, in collaborazione con le varie APSP del territorio (anche fuori provincia), organizza un torneo di bocce a cui partecipano alcuni residenti, un operatore di animazione e un volontario che presta servizio di socializzazione o con lavori manuali di vario genere, presso l'Ente. I volontari sono importanti perché possono dare ai residenti un incentivo per sentirsi uniti, qualsiasi sia la loro percezione delle cose, offrendo divertimento e dando la possibilità di esprimere la propria personalità. Tornando al torneo di bocce, per me, inaspettatamente, siamo saliti sul 3° gradino del podio; una gran bella soddisfazione! Peccato che, a parte il torneo che è una bella occasione per incontrarsi tutti, non si possa giocare qualche partita al di fuori dello stesso, come allenamento... Si spera nei nostri animatori, che possano organizzare qualche partita per tenerci in allenamento…Con ossequi si ringrazia il gruppo di animazione!" Renato


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RICORDI

I GIRASOLI a cura di Bruna Nadalini

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girasoli e Van Gogh, pittore nato del 1853 in Olanda e famoso in tutto il mondo per i suoi dipinti: nature morte, i girasoli e campi di grano, dipinse molti quadri ma i più famosi sono i girasoli. La sua formazione è legata al realismo paesaggistico dei pittori di allora, fra questi c’è Miller. Il suo colore preferito nella pittura è il giallo. La maggior parte delle sue opere richiama il colore giallo. Sono in stazione, ho appena convalidato il biglietto del treno, sto andando a Monaco di Baviera. Il treno in orario sta arrivando. Si ferma alla pensilina, salgo, cerco il numero del posto per sedermi. Il treno è un Eurocity, si aspetta un attimo e si riparte. Il posto è vicino al finestrino, posso osservare il paesaggio: campi coltivati, molti paesi, è tutto un susseguirsi dello stesso paesaggio, fin dopo aver attraversato due confini di stato. In Germania cambia un po’, prima di Monaco si apre la pianura, ed eccomi sono già in stazione. Scendo dal treno, fuori dalla stazione c’è un taxi che mi aspetta, destinazione la Pinacoteca. Percorsi i vari saloni, eccomi sono alla ricerca del quadro di Van Gogh, finalmente lo vedo esposto alla parete: I girasoli. Bellissimo quadro, realizzato dal pittore, il mio cuore palpita dall'emozione, mi scende pure una lacrima. Lo sfondo del dipinto è di un colore celeste, in modo di esaltare il vaso con all'interno i dodici girasoli, bellissimi, dipinti un


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po' storti, con qualche fiore appassito. Quel giallo, quel colore che tanto piaceva al pittore, gli riportava alla mente i girasoli della Provenza, un luogo dove lui aveva soggiornato. Non è l’unico dipinto di girasoli, ne ha dipinti degli altri. Guardando bene il dipinto vedo una tecnica di pittura strana, come dei graffi, picchiettava il dipinto con il manico del pennello. Mi sembra di toccarli con un dito, ma non posso perché come sfioro il quadro scatta un allarme. Mi trattengo, mi sembra di vedere il pittore tutto preso a tinteggiare la tela, con i suoi scatti veloci e sicuri, impastare il colore e stenderlo, picchiettarlo, magari modificare un piccolo sbaglio, ma lì sulla tela ora c’è il risultato. Quattro sono i colori del dipinto: il celeste, il pigmento del giallo cadmio, che lo utilizza in diversi dipinti, il marroncino e il verde. Tiro un sospiro di sollievo, sono lì, guardo il quadro, lo guardo ancora e penso a Van Gogh, al periodo in cui l’ha dipinto, l’anno è il 1888. Dentro di lui c’era, direi, un poeta della pittura. Nei suoi dipinti il colore primario è il giallo cadmio un pigmento, l’esplosione, la luce, non per niente la corolla del girasole si gira verso il sole e lo cerca… Qualcuno si avvicina, una mano mi sfiora la spalla, ho un tremito, la riconosco, è una persona che i girasoli li adora. Un tempo li aveva ricevuti in regalo per un avvenimento importante. Li mise all’interno di un vaso giallo posto sulla scrivania, era la conclusione di un lavoro impegnativo e importante per la sua vita, l’inizio per il suo futuro.

I girasoli di Van Gogh, Neve Pinakothek Monaco di Baviera


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ATTIVITA’

LABORATORIO DI CUCINA: STORIE, RICORDI E RICETTE! a cura del Laboratorio cucina di via Marconi

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on entusiasmo di tutti è iniziato il gruppo cucina in via Marconi e grazie all’uso della cucinetta fornita di tutto il necessario i piatti realizzati sono davvero squisiti. Uno dei primi piatti preparati sono state le tagliatelle al prosciutto e besciamella. Alcuni residenti hanno impastato, lavorato a mano e “tirato” con l’aiuto della macchinetta le tagliatella con la supervisione della nostra volontaria Augusta, altre hanno tagliato il prosciutto sottile e preparato la besciamella … un vero piatto di alta cucina.

TAGLIA

SBUCCIA


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Su indicazione e suggerimento delle nostre residenti abbiamo anche cucinato il “tortel de patate”, un classico piatto della cucina trentina che oltre ad essere risultato ottimo, ha anche riscosso un grande successo ed evocato ricordi …. Visto poi il caldo estivo, molto apprezzata è stata la macedonia di frutta fresca che abbiamo preparato. Alcuni hanno sbucciato e tagliato la frutta a pezzettini, e poi tutti assieme abbiamo gustato la frutta succosa e fresca.

Questa attività suscita ricordi ed emozioni e gratifica il palato ….

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A L O SC

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RICORDI

UN VECCHIO OROLOGIAIO PER AMICO ricordi di una settantenne a cura di Gabriella Bonvecchio Beber

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ono andata a vivere in Contrada Taliana (via Maier) all’età di circa un anno fino ai venti. Abitavo di fronte

alla casa di Albino, un uomo di mezza età, grassottello, coi capelli corti e ondulati, buono e mite con noi bambini e bambine che giocavamo per strada ore ed ore, senza alcun pericolo apparente. Non

c’erano infatti tante automobili che passavano, tutt’al più qualche cane sciolto e solitario che non faceva paura a nessuno. Si stava sulla via con un piede ben saldo a terra e l’altro appoggiato dietro, sulla facciata delle nostre vecchie case e da quella posizione si salutava la gente che passava e che ci parlava, guardavamo cani e gatti rincorrersi e saltellare, cavalli , muli ed asini trainanti carretti pieni d’erba, letame, prodotti dei campi e del bosco; si vedevano bimbi e bimbe passeggiare e così, messici in combriccola si incominciava a giocare a nascondino (”scondileoro”), lì nei passaggi fra via Maier e via Bortolamei (ora chiusi da portoni e porte private) o nei passaggi che dai portoni si arrivava nelle corti interne dalle quali noi provenivamo o sul vicolo al Castello (allora chiamato “androna”) o fra le due fontane a sud e a nord della stessa via Maier o in qualche anCasa Vipper, Via T. Maier (fotografia tratta da “Gli edifici di via marier a Pergine Valsugana” di Giovanna, degli Avancini)


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fratto delle case che configuravano la via. Ma il più bel posto era la bottega di Albino, l’orologiaio! La porta a vetri sempre cigolante, quasi ad essere il campanello d’allarme per i visitatori o clienti, apriva su un budello di sito lungo e stretto con pavimento d’assi; un bancone ligneo ad altezza petto d’uomo, separava il laboratorio dalla bottega vera e propria alle pareti della quale facevano bella mostra orologi di tutti i tipi: a cucù, da tavolo, da polso e giù in fondo, sull’unica parete orizzontale: lei, la pendola: regale nel suo portamento, alta, maestosa, ticchettante, racchiusa nel suo luminoso cristallo ornato di arabeschi metallici in simil oro. Sulla parete in fondo solo e sempre lei! Ebbene, si entrava chiedendo timidamente ad Albino il permesso di nasconderci lì, nei paraggi della pendola. Nei paraggi? Ma si, lì a fianco, con il pancino appiattito su una delle sue tre pareti libere, con la testolina rivolta verso il muro per non vedere chi entrava,

pensando così di non essere visti da nessuno. Il fiato stava in apnea per non rumoreggiare e dare così adito al nostro avversario di ascoltarci e scovarci… Eh si, l’avversario!... Entrava pure lui dalla porta cigolante e chiedeva il permesso all’orologiaio che si dimostrava sempre stupito alla richiesta: “C’è qui per caso la Gabriella?” “Ah, non saprei proprio, mi sembra di non averla vista oggi, ma datti da fare a cercarla!” Io me ne stavo immobile, senza fiato; Albino continuava il suo lavoro in perfetto silenzio e complicità, ma una manina mi toccava e a voce compiaciuta gridava: “Ti ho presa, sei prigioniera“. L`avversario correva sbellicandosi e saltellando dalla gioia fino alla “tana”. Avvilita per essere stata sconfitta, rasentando il fragile cristallo con il vestitino, ritornavo a respirare piano e a camminare lentamente verso la porta mentre Albino, guardandomi solo attraverso l’occhio racchiuso nel monoforo di legno, mi allungava una molla

spezzata dell’orologio in riparazione. “Usala come fermacapelli, sarai bellissima” e così, quasi rallegrata da quel dono, uscivo in strada per ricominciare a giocare. Ora l’avversario ero io e dovevo riuscire a scovare i miei antagonisti. A fianco della pendola ora era il loro turno ed anche loro uscivano dalla bottega sconfitti ma con la molla fra i capelli. Verso sera, al richiamo delle nostre mamme, si rientrava a casa, tutti col fermacapelli in testa, tutti sconfitti, ma premiati da Albino.


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RICORDI

LA MIA STORIA a cura della sig.ra Nerina

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a mia storia inizia così... correva l'anno 1945, siamo verso la fine della guerra,

io e due mie amiche stavamo chiacchierando in una campagna, nei pressi di Pergine, più precisamente nella piana del Cirè. Eravamo un gruppo di ragazzi, alcuni di noi accesero un fuoco per riscaldarci, viste le rigide temperature di quel mese di gennaio. Io e tre mie amiche eravamo molto concentrate sul discorso, stavamo discutendo sulla scelta della scuola, perché avevamo finito le scuole elementari. All'improvviso esplose una bomba da sotto terra, ricordo pezzi di terra e pietra che volarono da per tutto e una forte luce ci abbagliò. Eravamo a circa 7 metri dalla bomba e il rumore ci assordò. Io ero la ferita più grave e persi subito i sensi. Dopo un po' arrivarono dei soldati americani a soccorrerci, mi svegliai dal dolore, ricordo che provarono a sollevarmi in tre, la mia gamba era distrutta, femore frantumato e avevo schegge metalliche della bomba per tutta la gamba. In quel momento pensai di morire, ero molto agitata. Mi portarono subito all'ospedale di Trento e ad accogliermi ci furono diversi medici. Rimasi diversi mesi in ospedale sia in quello di Trento che a Borgo, dove fui assistita e curata. Quando tornai a casa le ferite facevano ancora molto male, così mio padre e mia sorella contattarono un grande medico che mi prese in cura presso l'ospedale Solarium, al Lido di Venezia, dove rimasi per diversi anni e dove mi fecero i primi interventi. Finite le cure, le ferite non erano ancora del tutto guarite, ma il dottore mi mandò comunque a casa. Mi mancava molto casa mia, ero nell'età dell'adolescenza e sentivo che questa esperienza mi aveva molto cambiata e toccata emotivamente. La mia vita infatti cambiò totalmente, restai poi sempre in lotta contro la depressione. All'ospedale di Venezia mi consigliarono, come cura, di trascorrere dei lunghi periodi al mare e in effetti questo mi portò beneficio, le ferite guarivano più in fretta e anche l'umore migliorava, grazie anche ad alcune amiche che mi accompagnavano. Pian piano iniziai ad appassionarmi al viaggio, dopo i 25 anni girai per tutta Italia e anche all'estero. Mi sono sempre guadagnata i miei viaggi, iniziai a lavorare da giovane in un negozio di Trento, il Chesani. Presso questo negozio si vendevano confezioni di abbagliamento per tutte le età. Ero conosciuta e apprezzata nel negozio. Quando mi sono sentita attiva, brava e capace, mi accorsi che anche il mio umore migliorava e il mio carattere diventava più sicuro.


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Nella mia vita mi appassionai a due cose in particolare: il canto , dove diventai membro attivo del coro Edera di Pergine, e l'interesse per l'Università della terza età. Grazie a queste passioni mi sono sempre tenuta attiva e stimolata verso nuove conoscenze. Nella mia vita ho sempre vissuto con i miei genitori, ai quali ero attaccata morbosamente; tutt'oggi li penso e prego per loro. Comunque nella vita si guarda sempre avanti e così feci... Arrivò poi il giorno del mio pensionamento... altro traguardo importante che però mi fece ricadere in depressione, soprattutto perché mi vennero a mancare il mio lavoro e le mie amicizie. Adesso che sono qui in questa casa, ripenso alle mie amiche, che chissà dove sono e cosa hanno fatto... Ad oggi desidero solo stare serena e poter raccontare la mia storia a più persone possibili, perché tutti possano imparare che anche quando la vita si fa dura e sembra non lasciare speranza, bisogna non arrendersi e cercare di rialzarsi, sempre. "


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ATTIVITA’

BOSCO MARINO a cura di Sonia Gottardi

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ra ora! Era ora che il bosco arrivasse anche in via Marconi: l'attività multisensoriale, graditissima in via Pive, è stata più volte richiesta anche in via Marconi ma fino ad ora non vi erano le congiunture di risorse per poterla fare. A dire il vero non è che la situazione sia migliorata, ma essendo giusto ed importante che entrambe le sedi possano beneficiarne, si è deciso di allestire una sala anche in via Marconi e di alternare gli interventi.


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Così ancora lo scorso settembre ci siamo interrogati con il gruppo di via Marconi su quale tema fosse meglio utilizzare. Sì perché un tema è necessario, la sala deve avere una prevalenza di colori sui toni del verde o blu (privilegiando le tonalità meno fredde) per rispettare le indicazioni della cromo-terapia, deve essere non troppo grande (funzione di nido), accogliente e calda. In via Pive abbiamo risposto a questi requisiti disegnando un bosco, ma le signore di via Marconi volevano qualcosa di diverso. Dopo un brain-storming partecipato, si è deciso per il mare ed il nome della sala avrebbe dovuto essere “Mare azzurro”. Iniziamo così a procurarci l'attrezzatura per la sala mare: i dispensatori di essenze per l'olfatto, teiera tazze con manicone e the speciale diverso dai piani per il gusto, radio e cd rilassanti per l'udito; per il tatto i trattamenti prevedranno massaggi non terapeutici rilassanti con la metodica del “Narturin Touch” o le prese energetiche. E la vista? Come possiamo inserire i colori del mare? Si decide di acquistare alcuni paraventi e dipingerli. Con le residenti di via Marconi smontiamo i pannelli e prepariamo il fondo, un lavoraccio coprire tutte quelle figure, alcune residenti ben sanno quante mani hanno dovuto dare. Poi alternando il lavoro in entrambe le strutture, pian piano passiamo dalle striscie in gradazione di blu, alle onde e finalmente appaiono mare e cielo corredato anche da alcune nuvole. Ci sono voluti vari mesi perchè abbiamo scelto di lavorare sempre con i residenti, e perciò potevamo utilizzare solo i tempi dei laboratori manuali, ma così arrivava anche ad asciugare la pittura. Siamo molto orgogliosi dei nostri paraventi che, anche se non sono certo all'altezza di un gran pittore, sono comunque il frutto delle nostre fatiche. Un grazie particolare per i paraventi va dato ai signori Renato e Olimpio. Dunque tutto pronto! Con la fisioterapista Sonia ci accingiamo a progettare i primi interventi in collaborazione con l’equipe di via Marconi ed iniziamo. I primi interventi tutto bene, le residenti erano incuriosite e piano piano hanno iniziato a conoscere la sala armonia al secondo piano che è stata trasformata e ribattezzata in sala “Mare azzurro”. Mare azzurro? Nessuno purtroppo chiama così la sala, la chiamano tutti bosco! Ma come bosco?!? e tutto il nostro lavoro a dipingere il mare? Ad attaccare le reti, le conchiglie e l'orologio a forma di timone? Urge un compromesso che identifichi la sala come “bosco” ... ma anche come “mare”. Mmmmh ma al mare non ci sono mica i boschetti di pini marini? Presto fatto la sala e il progetto si chiameranno “BOSCO MARINO” comprendendo cosi entrambe le esperienze “BOSCO” in via Pive e “BOSCO MARINO” in via Marconi.


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ATTIVITA’

VERDE IN TOUR a cura di Sonia Gottardi

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uest’anno la bella stagione si è fatta desiderare, ma per noi stranamente è stato un bene. Sì, perché abbiamo dovuto salutare il nostro meraviglioso “Pagliorto”, l’orto sinergico che curavamo nel giardino di via Pive. In previsione dei lavori abbiamo liberato lo spazio e spostato le piante … in Tour. Dopo lunga ponderazione con i nostri resi-

denti abbiamo deciso dove sarebbero andate a dimora le nostre piante. Non solo in un nucleo perché le piante da travasare erano tante ed inoltre era giusto che cercassimo loro un luogo altrettanto bello. Le piante di lavanda sono volate fino ai vasconi in fondo al terrazzamento del primo piano, vasche profonde dove c’è molta terra e potranno godere del sole del pomeriggio, in attesa di essere tagliate per i nostri sacchettini.


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Le spezie e le piante officinali sono andate a trovare le loro compagne nel giardino pensile del 4° piano. Lì, tra un kiwi, un gelsomino e un timo, hanno aggiunto i loro incantevoli profumi. Le nostre residenti si occupano di annaffiarle e quando sarà il momento si occuperanno della raccolta. Ma, ma …. e i nostri sassi? Quei sassi rotondi, bislunghi, bislacchi che contornavano le braccia del nostro logo che fine hanno fatto?

Tranquilli, alcuni sono stati riposti, altri recuperati in un nuovo, piccolo ma stupendo, giardino roccioso, in un’aiuola del primo piano. Lì, oltre ad alcune piante del “pagliorto”, hanno trovato casa anche delle stelle alpine e delle genziane, delle piante grasse e dei fiori; la nostra grande roccia su cui era fissato il nome è divenuta il lato della montagnola che sostiene il giardino roccioso e chissà che a lavori ultimati non possa tornare a casa, o forse no, perché sta benissimo dov’è.


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ATTIVITA’

INIZIATIVE E PROGETTI AL NUCLEO “SORGENTE” a cura di Alessia Bonecher UN PIEDE NEL MONDO: il progetto prevede di effettuare delle gite mensili con i residenti del nucleo Sorgente. Le destinazioni sono varie, principalmente volte a favorire un contatto con la comunità, con la natura e l'interazione in un ambiente esterno, ricco di stimoli e talvolta di ricordi. LABORATORI e ATTIVITÀ OCCUPAZIONALI: attraverso queste attività è possibile mantenere e sviluppare le abilità manuali individuali, che possono arricchire mente e corpo, ridurre l'espressione dei disturbi comportamentali e favorire la socializzazione. PROGETTO CLOWN C.R.I: nato a maggio 2019 come progetto sperimentale, condotto da operatori clown esperti e preparati nell'approccio alla demenza. L'obiettivo del progetto mira a ridurre o contenere la manifestazione del disturbo comportamentale, qualora presente. EMPATHY DOLLS: dopo un iniziale momento formativo condotto dal sig. Claudio Favaretto (esperto nella vendita di prodotti e giochi rivolti al mondo delle RSA), l'equipe del nucleo ha elaborato e proposto un progetto strutturato finalizzato a garantire benessere attraverso la relazione terapeutica con "Empathy Doll" (bambola empatica).

"Anche quando la più tenue luce pare essere solo un puntino nel buio, pensa che quella luce può illuminare la strada da percorrere e rendere un cammino faticoso,

un'esperienza che resta nel cuore" SPIRITUALITÀ E INTERIORITÀ A CURA DI DON ANTONIO BRUGNARA: dal mese di luglio è attivo un nuovo servizio di volontariato nell'area della spiritualità e dell'interiorità. Il volontario che si occupa di proporre settimanalmente al nucleo Sorgente questi incontri di supporto spirituale è Don Antonio Brugnara, parroco della Chiesa della Natività di Maria di Pergine. Con attenzione e dolcezza dedica ai nostri residenti momenti di ascolto, di preghiera e di piacevole condivisione di ricordi. SCAMBIO INTERGENERAZIONALE: il progetto è nato in collaborazione con la nostra volontaria Lena, che, grazie all’interazione con il centro giovani Kairos di Pergine, ha potuto organizzare insieme alle educatrici Anna e Alessia, due incontri presso il nucleo Sorgente. I ragazzi del centro si sono sperimentati nella relazione con l'anziano, le attività ideate sono risultate utili come mezzi per entrare in relazione e poter arrivare all'emotività delle nostre residenti. BEAUTY FARM: gli operatori dedicano attività individualizzate di cura e benessere alla persona, stimolando ogni residente alla cura di sè, attraverso la proposta di attività come: messa in piega, manicure, trucco, pedicure, massaggio nurturing touch,... L'obiettivo è quello di garantire un benessere psico fisico della persona. GRUPPO CUCINA: creare, ricordare, raccontare, condividere, fare, improvvisare, ripetere azioni fatte chissà quante altre volte in passato.... questo è il gruppo cucina! Ecco un piccolo assaggio di alcuni momenti passati al nucleo Sorgente… e... dopo le fatiche, si assaggia per davvero!


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PROGETTI DI RETE

PROGETTO “GIOVANI ALL’OPERA!” a cura del Servizio animazione

A

nche quest'anno abbiamo aderito al progetto Giovani all'opera! L'incontro tra giovane e anziano genera spesso esperienze positive per tutti. Ringraziamo di cuore tutti i ragazzi che hanno dato il loro contributo come volontari nel periodo estivo. Ecco l'articolo di Irene, una ragazza coinvolta nel progetto

L'azienda per i servizi all’infanzia e alla famiglia ASIF "Chimelli" ha offerto la possibilità ai giovani fra i 16 e i 25 anni di Pergine di partecipare a dei percorsi di volontariato nel periodo estivo. L’attività di volontariato si svolge per un totale di 40 ore, distribuite su 1 o 2 settimane, per permettere ai ragazzi di "cimentarsi" in attività che, per loro, non sono sicuramente all'”ordine del giorno”. Questo permette ai volontari di fare delle esperienze all’interno di determinate strutture, nelle quali possono mettere in pratica le loro competenze nel campo del rapporto con gli altri. Alcuni esempi di attività proposte sono: supporto nello svolgimento di attività nell’ambito delle colonie estiva, supporto alle attività didattiche e culturali, pulizia/manutenzione del verde e dell’attrezzatura presso il Centro Ekon a S. Cristoforo al Lago e animazione dei residenti della casa di riposo di Pergine. L’attività che io ho scelto consiste nell’animazione dei residenti dell'APSP "S. Spirito - Fondazione Montel". Durante il periodo di animazione si svolgono attività insieme ai residenti, quali passeggiate in paese, partecipazione a spettacoli con musica dal vivo e quindi si possono fare molte esperienze che aiutano anche nella crescita personale, perché insegnano un modo diverso di approcciarsi alle persone che appartengono ad un’altra generazione e che, talvolta, hanno delle limitazioni fisiche o di altro genere… Il tutto supervisionati e accompagnati da un fantastico team di animatori che sanno sempre aiutare e rallegrare la giornata nel migliore dei modi. È molto bello poter essere utili a delle persone che per la loro condizione si trovano ad affrontare la solitudine o la dipendenza dagli altri per poter svolgere un minimo di attività ricreativa. Ringrazio tutti di questa esperienza e spero di essere stata d’aiuto!

Irene Tomaselli


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PROGETTI DI RETE

LA MIA ESPERIENZA DI TIROCINIO a cura di Alessandro Fronza

B

uon giorno a tutti! Sono Alessandro e proven-

go da un paese vicino a Pergine: Civezzano. Mi piacerebbe raccontarvi brevemente la mia esperienza da tirocinante all’ A.P.S.P. “S. Spirito – Fondazione Montel” e ringraziare la direzione per avermi dato questa opportunità. Opportunità davvero molto importante da un punto di vista formativo per chi, come me, frequenta il corso di laurea triennale all’ Università di Rovereto per diventare Educatore Professionale Sanitario. Sempre di più si sente parlare di questa figura professionale e anche se chi negli anni addietro è entrato in contatto col mondo del volontariato e del sociale ha collaborato con educatori, solo recentemente questa figura professionale è tenuta, per esercitare la professione, ad iscriversi all’albo. Questo è molto importante perché in tal modo si garantisce all’interno dei diversi servizi alla persona, una metodologia, una mission e un codice deontologico comune e condiviso. Uno degli obbiettivi principali che, con molta passione e forte convinzione, i nostri docenti universitari ci insegnano a perseguire, è quello di facilitare la nascita di reti che uniscano le diverse persone, sia interne che esterne ai servizi, e trovare modi per valorizzare e far esprimere al meglio le capacità e le potenzialità di ognuno, per il raggiungimento di fini comuni. Aspetto, che qui all’ RSA di Pergine, ho potuto osservare concretamente giorno dopo giorno grazie all’azione e all’affiancamento dell’educatrice professionale Alessia Bonecher, mia supervisora di tirocinio, e al gruppo molto affiatato ed energico degli animatori. Un’esperienza che, al primo anno di università, vede impegnati noi studenti per 300 ore in un servizio alla persona, e ci dà la possibilità di sperimentarci (per davvero) e crescere da un punto di vista personale e metodologico. Un’altra componente fondamentale nel lavoro dell’educatore è il riconoscimento e la lettura dei bisogni dei singoli e dei gruppi, e progettare interventi atti a favorirne il benessere. Dopo un periodo iniziale nel quale mi sono concentrato a conoscere le diverse figure professionali e i molti servizi attivi in RSA, grazie alla guida e alla supervisione di Alessia, ho potuto cimentarmi e partecipare in prima persona alla progettazione e alla col-


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laborazione in alcuni progetti. Ad esempio, la terapia assistita dal cane, condotta dall’esperto Enzo Vezzoli, che si pone l’obbiettivo di far riscoprire all’individuo un senso di autoefficacia personale, in una fase della vita in cui esiste il rischio di chiudersi in sé stessi. Un’altra attività alla quale ho partecipato è stata la clown terapia, dove ho osservato una coppia di clown professionisti in una serie di colloqui individuali con i residenti. L’intesa esistente tra questi due esperti del sorriso mi ha incantato e vedere la loro abilità di entrare in relazione con “l’altro” e condividere un momento di gioia e leggerezza è stato per me un momento arricchente. Entrare in relazione: capacità fondamentale quando si sta in mezzo a tante persone e qui in RSA le occasioni di certo non mancano per fare pratica. Ho avuto la fortuna di assistere e condurre alcuni “gruppi discussione” durante le attività organizzate dall’animazione, dove si propongono argomenti che possano stimolare i ricordi e le preziose esperienze di vita dei nostri residenti. Quando mi è stato proposto per la prima volta, vedendo gli animatori farlo con disinvoltura, ho pensato fosse una passeggiata, invece vi assicuro che “è tutt’altro par di maniche”. Per fortuna ho avuto modo di osservare e di confrontarmi più volte con gli animatori e le loro indicazioni e consigli sono stati fondamentali per la buona riuscita delle attività. In poche parole, è stato un tirocinio che mi ha permesso di vedere l’altra faccia della medaglia. Mi spiego: in passato sono venuto a contatto e ho lavorato più volte in realtà con protagonisti i bambini e talvolta i ritmi in quell’ambito rendono difficile accorgersi di alcuni aspetti che, invece, in una casa di riposo saltano all’occhio. Non è difficile vedere un anziano che ricambia un tuo saluto con un sorriso o un semplice contatto e lo scambio di due parole con un grazie o la voglia che hanno di raccontarsi se si riesce a dargliene il tempo. Aspetti che in questa realtà ho potuto osservare e sperimentare e per questo, un grande grazie va a tutti i residenti con i quali sono entrato in contatto e che mi hanno stimolato a riflettere sull’importanza e la forza della gentilezza e dei piccoli gesti. Grazie ad Alessia che mi ha sempre prestato ascolto, aiutandomi ad arrivare in profondità nei diversi vissuti emotivi di questo tirocinio, favorendo così la mia crescita personale. Grazie anche a tutto il gruppo di animazione, in particolare a Giovanna e Giorgio con i quali ho avuto diversi momenti formativi, importanti per capire le finalità alla base delle attività animative. Grazie all’equipe del Nucleo Sorgente che da subito mi ha fatto sentire parte della squadra e a tutti gli altri professionisti con i quali ho collaborato. Un grande grazie all’amministrazione e alla direzione che hanno accettato la proposta dell’Università di attivare il tirocinio, permettendomi di vivere questa preziosa esperienza. Grazie grazie a tutti!!! Tornerò sicuramente a trovarvi.


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ATTIVITA’

E...STATE, LUNGO IL PERCORSO a cura del servizio Animazione

O

USCITE di PICCOLO GRUPPO IN PAESE: sia per la RSA di via Pive, sia per la RSA di via Marconi vengono programmate settimanalmente delle uscite di piccolo gruppo in paese. Appuntamento fisso è anche il giro al mercato contadino di Pergine (ogni giovedì mattina). Queste uscite sono occasioni di incontro, di socialità, di scambio, di apertura all'esterno e danno la possibilità ai nostri residenti di vivere dei momenti di "normalità".

perosità, socialità, apertura

al territorio, scambio intergenerazionale, rispetto delle scelte individuali, condivisione e coinvolgimento dei residenti sono solo alcuni dei valori e degli impegni che il servizio animazione mette quotidianamente nelle attività e nella relazione con i nostri residenti. In questo periodo estivo valorizziamo e incentiviamo settimanalmente le attività sul territorio, in particolare le gite e le usci-

GITE: nel periodo primaverile ed estivo sono state effettuate diverse gite di gruppo sia nella RSA di Pive sia nella RSA di via Marconi. Tra queste citiamo: la festa dell'amicizia a Levico Terme (siamo stati invitati dall'APSP Levico Curae), gita "lassù sull'altopiano di Pinè", gita al lago di Levico con anguriata, gita con pranzo tipico in val di sole a Mezzana, gita "tour in Alberè" e merenda al lago, gita alla Malga "Prà del Cuco" a Mala di S. Orsola.... purtroppo causa tempo instabile abbiamo dovuto rinunciare al graditissimo invito alla "festa dell'incontro" a cura dell'APSP Redenta Floriani, ma contiamo di poterci incontrare in altre occasioni...

te in paese. Restando in tema di apertura sul territorio, in corso d'anno abbiamo mantenuto relazioni e Ecco alcuni progetti e collaborazioni atcontatti con alcune Scuole e altri Servizi. tivi in corso d'anno: Il progetto "SCAMBIO INTERGENERAZIONALE" ha infatti l'obiettivo di promuovere incontri e relazioni nelle quali avviene uno scambio tra le diverse generazioni. Nelle RSA di via Pive e di via Marconi si sono svolti diversi incontri di scambio.


SIAMO STATI ACCOLTI:

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Il 16 maggio i nostri residenti della RSA di via Marconi hanno fatto visita ai bambini della scuola d'infanzia G.B 1 di Pergine V. ed insieme hanno collaborato nella realizzazione di un laboratorio per la costruzione di alcune bambole di stoffa. Il 23 maggio i nostri residenti della RSA di via Pive hanno fatto visita ai bambini della scuola d'infanzia G.B 1 di Pergine V. ed insieme hanno collaborato nella realizzazione di un laboratorio per la realizzazione di cappelli fatti con le foglie di castagno e nocciolo.

ABBIAMO ACCOLTO NELLE NOSTRE STRUTTURE: Nella RSA di via Pive, alcuni ragazzi del centro giovani Kairos di Pergine Valsugana hanno organizzato un pomeriggio di danza africana e lettura di racconti. Ad aprile, nella RSA di via Pive, abbiamo organizzato due Incontri con i bambini della scuola dell'infanzia G.B 1 di Pergine V. A maggio, nella RSA di via Marconi, abbiamo organizzato due Incontri con i bambini della scuola dell'infanzia G.B 1 di Pergine V. A giugno, nella RSA di via Marconi i nostri residenti hanno incontrato i bambini della scuola elementare di Madrano. Grazie alla preziosa guida delle maestre, i bambini hanno cantato nei piani delle canzoni in coro. Nel mese di giugno, nella RSA di via Pive, abbiamo organizzato un LABORATORIO MANUALE con i bambini della scuola Montessori di Pergine Valsugana. Queste esperienze e molte altre che abbiamo vissuto in questi mesi, si sono rivelate un arricchimento reciproco, le energie dei bimbi hanno incontrato la gioia dei nostri residenti, creando dei momenti unici.


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In bacheca

EVENTI 2019 a cura del servizio Animazione

L

a proposta degli eventi di quest'anno mira a dare continuità rispetto alle precedenti collaborazioni, ma , allo stesso tempo, a creare nuove reti e proporre iniziative ed eventi che possano rispondere a gusti, aspettative e preferenze di tutti. Gli eventi proposti spaziano dal teatro, alla musica, agli spettacoli di danza, ad eventi culturali ed eventi a carattere ricreativo. Ecco una carrellata di alcuni eventi promossi dal Servizio animazione:  Monologo: “Io e il Teatro” a cura di Alberto Losa;  Balli country con il gruppo “Let’s go”;  Concerto con il gruppo “The legn”;  Concerto con l’associazione "Cantare suonando", guidati del maestro Marco Porcelli;  Spettacolo “La soffitta di Trento” a cura di Emanuela Casapiccola e Stefano Debiasi;  Festa di Pentecoste con un pranzo in Alberè, con il prezioso aiuto degli alpini di Tenna;  Concerto con il coro “La Tor” di Caldonazzo;  Concerto con il Coro "Edera" di Pergine Valsugana;  Concerto con il Coro "fili d'Argento" di Borgo Valsugana;  Festa con musica in giardino con "il gelataio" che ha proposto un ricco assortimento di gelati per tutti i gusti; ... e molto altro vi aspetta nei prossimi mesi...

GRAZIE RINGRAZIAMO TUTTI I VOLONTARI CHE SETTIMANALMENTE DEDICANO CON PASSIONE IL LORO TEMPO AI NOSTRI RESIDENTI. Ricordiamo tutti i volontari che si occupano settimanalmente di attività come laboratori, uscite, attività manuali, attività relazionali individualizzate e di piccolo gruppo, attività a carattere religioso, attività a supporto del servizio di parrucchiera, attività ricreative e di svago. Invitiamo tutti i volontari , in seguito alle richieste raccolte nella riunione, ad iscriversi all’attività di formazione, gratuita, che sarà proposta nel corso dell’autunno.


staff

Comitato editoriale Presidente: Giovanni dott. Bertoldi Si ringraziano i nostri sponsor: Direttore: Cristina Bolgia

Cassa Rurale Alta Valsugana

In redazione: Fabrizio Cestari Giovanna Meneghini Andrea Zuccatti Cura redazionale e impostazione grafica: Cristina Bolgia Giovanna Meneghini Fotografie: Archivio Servizio animazione

Redazione presso: S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

38057 - Pergine Valsugana (TN) Via Marconi n. 4 tel. 0461/531002 fax 0461/532971 E-mail: redazioneilponte@apsp-pergine.it Sito: www.apsp-pergine.it

Stampa: Grafica Pasquali snc di Pasquali Paolo e Silvano www.graficapasquali.it

Distribuzione gratuita Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del periodico

ANCHE SU www.apsp-pergine.it


S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

Sede legale: Via Marconi n. 4 - 38057 Pergine Valsugana (TN) Tel. 0461/53 10 02 Fax 0461/53 29 71 www.apsp-pergine.it E-mail: amministrazione@apsp-pergine.it Sedi operative: Struttura Via Pive Via Pive n. 7 - 38057 Pergine Valsugana (TN) Struttura Via Marconi Via Marconi n. 55 - 38057 Pergine Valsugana (TN)

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Giornalino settembre 2019  

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