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Settembre 2018 - numero 2 - anno XXXIV


SOMMARIO La Casa informa

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Alzheimer Fest

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I nuovi menù

in primo piano ...

Progetti in rete

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Alzheimer fest … tutto l’anno

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La strada dei libri

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Il mio percorso di volontariato

Ricordi

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X agosto.: la notte di San Lorenzo

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Estate da nord a sud

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Montagna

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Emozioni e … ricordi

Uscite in paese - Pagina 7

Attività

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Uscite in paese

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Il nostro giardino in terrazzo

La strada dei libri - Pagina 17

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Noi del Centro Diurno

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Poesie e canzoni di una volta

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L’albero della vita

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I sapori e i profumi del cuore

In bacheca

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Ci siamo anche noi

Il libro della vita - Pagina 2235


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EDITORIALE

ALZHEIMER FEST: ci siamo anche noi! di Monica Pedrotti e Giulia Zampedri Coordinatrici A.P.S.P.

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Alzheimer Fest è una festa che coinvolge realtà sanitarie assistenziali, familiari, associazioni, medici, operatori ed artisti con l’obiettivo di sensibilizzare la società sui bisogni dei malati di Alzheimer o delle persone che hanno altre forme di demenza. Si svolgerà a Levico Terme dal 14 al 16 settembre 2018 in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento. Quest’anno, per la seconda edizione, la prima in Trentino, ha scelto come motto: ”La malattia non toglie di mezzo la vita”. Lo stesso presidente dell’omonima associazione, il giornalista Michele Farina, afferma che “vuole essere una cosa seria ma non seriosa” e ha scelto di realizzare un evento per quanto possibile gioioso, dove tutti possano partecipare, ma senza dimenticare quanto siano seri gli argomenti di cui si parla. Il programma dell’Alzheimer Fest, che può essere consultato online (http://www.alzheimerfest.it/), è molto ricco: il punto sulla ricerca e sulla medicina, il ruolo dei famigliari e di chi si prende cura delle persone colpite da forme di demenza, dignità e diritti, musica, arte, poesia, teatro, incontri, cibo, attività con gli animali. Anche l’A.P.S.P. S. Spirito, in collaborazione con l’A.P.S.P. S. Valentino di Levico Terme, ha sostenuto l’evento, avviando un progetto di sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione sul tema dell’Alzheimer. La finalità è di offrire ai cittadini e agli esercenti di attività commerciali e ricettive, la possibilità di avere informazioni sulla malattia e sulle corrette modalità di approccio con le persone affette da demenza per crescere in conoscenza, sensibilità e garantire un’accoglienza adeguata. In collaborazione con la Psicologa dott.ssa Paola Maria Taufer sono stati organizzati nel corso dell’estate due Caffè Alzheimer e un Pizza Alzheimer, concepiti come luogo di incontro aperto a tutti e in particolare ai malati di demenza, ai loro familiari e ai volontari, dove è possibile condividere e socializzare modalità nuove di approccio alla malattia, per vivere meglio le difficoltà correlate alla sua gestione. È stato infine previsto un momento formativo/informativo a cura della dott.ssa Elena Bortolomiol (Referente europea del modello Gentlecare®), rivolto agli operatori commerciali che si terrà presso Palazzo Hippoliti il 6 settembre alle ore 20, durante il quale saranno illustrate le modalità di approccio che permettono di relazionarsi con maggiore facilità con le persone affette da Alzheimer. Anche il “Nucleo Sorgente” dell’A.P.S.P. che accoglie persone affette da questa patologia, è stato coinvolto direttamente nella pubblicizzazione dell’evento. La signora Pompermaier Maria ha infatti partecipato assieme a Miss Italia 2017 Alice Rachele Arlanch ad uno spot di promozione dell’evento, che è stato proiettato il 14 giugno presso la "Sala Belli" del palazzo della Provincia Autonoma di Trento, alla presenza dell’Assessore alla Salute e Politiche sociali avv. Luca Zeni.


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LA CASA INFORMA

I NUOVI MENU’

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toria, tradizione, sperimentazione, creatività, armonia degli ingredienti e cen-

tralità dei sapori, sono queste le caratteristiche dei quattro nuovi menù estivi, in grado di soddisfare contemporaneamente le esigenze nutrizionali e le preferenze dei residenti. Nell’elaborazione dei nuovi menù si è cercato di introdurre delle ricette semplici, preparate con ingredienti stagionali e modalità di cottura che mantengono il più possibile inalterate le proprietà nutrizionali degli alimenti. La nuova proposta culinaria si inserisce in un progetto avviato a febbraio 2018, finalizzato al miglioramento dello stato nutrizionale del residente e alla riscoperta del piacere del gusto e del momento del pasto. In particolar modo, il progetto prevede la predisposizione di menù gustosi, appetibili e adatti a persone che richiedono specifici schemi dietetici per l’assunzione di alcuni farmaci, come ad esempio anticoagulanti orali, o per la presenza di disfagia. Il nuovo format dei menù consente, attraverso l’utilizzo di una simbologia specifica, di identificare le preparazioni vegetariane (  ), quelle non somministrabili a residenti che assumono anticoagulanti orali (  ) gli alimenti surgelati (

.. ) e le preparazioni indicate per disfagici (MENÙ DISFAGIA).

Le nuove ricette, frutto della collaborazione e dei suggerimenti forniti direttamente dai residenti stessi, restano fedeli alla filosofia di riproporre dei piatti legati alla tradizione trentina, capaci di suscitare l’emozione di cose dimenticate o perdute e fatta dei profumi e dei sapori antichi Per poter conciliare palatabilità e benessere si propongono ricette a base di verdure di stagione e cereali, alternanza di secondi piatti di carne e pesce con disponibilità di formaggi come alternativa a ogni pasto, mousse e frullati di frutta almeno tre volte a settimana e dolce al cucchiaio due volte a settimana. a cura di Giulia Zampedri (Coordinatrice A.P.S.P.)


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RICORDI

X AGOSTO: LA NOTTE DI SAN LORENZO a cura di Bruna Nadalini

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gosto, siamo a metà estate, la calura del giorno si fa sentire, anche se le giornate un po’ alla volta si accorciano, si sente il canto dei grilli e le cicale fanno i loro concerti, nel mio giardino i roseti sono ancora in fiore, dal gelsomino arrampicato al pergolato cade qualche fiore, il suo profumo è inebriante. Sono lì al riparo seduta vicino a un tavolo, sfoglio delle carte, mi ritorna alla mente che fra qualche giorno è San Lorenzo, precisamente il giorno 10.

E’ l’onomastico di una persona a me cara, all’anagrafe tanti anni fa venne registrato con il nome sopra citato senza le prime due lettere, nel registro della parrocchia, invece con il nome per esteso “altrimenti non si fa niente” disse il parroco in quegli anni bui della chiesa, dove tutto era peccato. Un po’ alla volta si fa sera, mi fermo in giardino, fa caldo, mi metto a sorseggiare una bibita, e guardo la volta celeste, tutta tempestata di stelle. Si narra che la notte di San Lorenzo quando cade una stella se si esprime un desiderio, si avveri...ma… Ora è buio, pure io aspetto che cada una stella, per esprimere il mio desiderio, ne avrei mille desideri, ma non vedo cadere nessuna stella. Guardo, guardo ancora, ora c’è silenzio intorno, sono con il naso all’insù, ma le stelle sono ferme, non ne cade una, non posso esprimere il mio desiderio. Ce ne sono un'infinità di stelle lassù che brillano, ma brillano solo. Le stelle cadenti, secondo la leggenda, sono le scintille di fuoco prodotte dalla graticola, dove muore martire San Lorenzo.


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ESTATE DA NORD A SUD a cura del servizio animazione

ANNA: RICORDI DAL MARE

Quando abitavo in Calabria andavo a raccogliere la legna con compare Biagio per usarla tutto l'inverno, l'estate invece lavoravo in campagna nella terra di nostra proprietà. Abitavo a pochi chilometri dal mare, ci si sarebbe potuti andare a piedi , ma io andavo in macchina con la mia mamma e le mie sorelle. Da bambina si andava al mare tutte le mattine mentre il pomeriggio era dedicato al riposo e ai giochi.

INES: RICORDI DALLA MONTAGNA

D'estate lavoravo in campagna e non c'erano le ferie. Al mare ci sono stata ma non mi è mai piaciuto, ho sempre preferito la montagna; mi piaceva Stramaiolo (Malga) anche se La Pontara è ancora più bella. Lasciavo i bambini da mia madre e andavo sù a piedi verso le quattro o le cinque del mattino e ritornavo a casa la sera. Si può andare sia d'estate che d'inverno, ma io penso che sia più bello andare d'estate. Andavo a raccogliere funghi “Ghe n'era de boni!”. Facevo anche il fieno per le nostre bestie, avevo mucche e galline che facevano uova per le mie bambine quando erano piccole.


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ATTIVITA’

USCITE IN PAESE a cura di Roberta e Clara

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rrivata la bella stagione, come ogni anno, i nostri Residenti richiedono fortemente le uscite in paese. Ogni martedì e giovedì mattina con il supporto di alcuni volontari e con i ragazzi del “progetto giovani”, si esce a passeggiare in centro per gustare un caffè e/o una bibita fresca al bar. Talvolta si aggregano anche famigliari che accompagnano i loro cari; per i nostri residenti queste uscite sono occasione di incontri speciali con amici o conoscenti che non vedono da tempo. Si divertono inoltre ad osservare e commentare il via vai e la vita piuttosto frenetica fuori dalla struttura; ci raccontano aneddoti e ricordi di tempi passati che ritornano alla memoria percorrendo vie o vedendo luoghi a loro famigliari.


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ATTIVITA’

IL NOSTRO GIARDINO IN TERRAZZO a cura del servizio animazione

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ome di consueto, anche quest’anno abbiamo curato il nostro giardino in terrazzo. Sul finire dell’inverno abbiamo dedicato un po' di tempo alla raccolta di idee e suggerimenti per programmare la semina e la cura delle piantine. Alcuni residenti hanno collaborato attivamente ed abbiamo avuto il supporto di volontari che ci hanno aiutato nella realizzazione di quello che ora è un bel giardino fiorito con tanti tipi di piante e fiori. E’ piacevole uscire al mattino sul terrazzo insieme ai nostri residenti e notare che sono soddisfatti ed orgogliosi del risultato. Sono molti anni, ormai, che nelle nostre belle terrazze al 2° piano della struttura di via Marconi e al 4° piano della struttura di via Pive, abbiamo iniziato a coltivare fiori e piante.


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PROGETTI IN RETE

ALZHEIMER FEST … TUTTO L’ANNO a cura di Paola Maria Taufer (Psicolaga A.P.S.P.)

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Alzheimer fest, evento nazionale itinerante che quest'anno si svolge a Levico Terme dal 14 al 16 settembre con la collaborazione della A.P.S.P. Santo Spirito-Fondazione Montel di Pergine Valsugana, è stato preceduto durante l'estate da una serie di iniziative rivolte alla popolazione. Sono stati organizzati alcuni Cafè Alzheimer, tenuti in locali pubblici e una Pizza Alzheimer, assoluta novità a Pergine, che hanno rappresentato momenti di incontro e di sensibilizzazione rispetto a questa malattia degenerativa, in un clima sereno e positivo. Questo è importante, perché quando si parla di Alzheimer si incontrano molte resistenze causate dalla paura e dalla disinformazione. Essere malati di Alzheimer significa perdere a poco a poco, non solo la propria memoria, ma anche la propria identità, e con essa il significato di molte azioni quotidiane. La persona malata viene privata di ricordi, linguaggio, capacità pratiche e assume spesso comportamenti aggressivi o passivi, non compresi dagli altri. In effetti, il problema che crea più sofferenza nel malato, ma di rimbalzo anche nei familiari, è di percepire la difficoltà di esprimersi e di farsi capire dagli altri. Ma se le funzioni cognitive peggiorano progressivamente, va sottolineato il fatto che l'aspetto emotivo, il linguaggio non verbale, ovvero gesti, sguardi, tono della voce, sorrisi sono sempre attivi e rimangono il canale di comunicazione primario fino allo stadio più avanzato della malattia. Negli incontri che ho tenuto a Pergine, ho incontrato e ascoltato le difficoltà dei familiari nel gestire il malato, suggerendo strategie di comportamento, ma ho anche messo in evidenza quanto sia importante trasmettere la propria vicinanza e il proprio affetto alla persona. Se sappiamo ascoltare, osservare con pazienza, possiamo capire molte cose del malato, mantenendo una possibilità di lettura dei sintomi, ma anche il piacere della relazione autentica con lui. Se abbiamo la pazienza e la forza d'animo di accettare una presenza emotiva vera e autentica dell'altro, otterremo importanti risultati non solo con questo particolare tipo di malattia ma con ogni persona che incontriamo, anche se con difficoltà ad esprimersi, facendo emergere la rabbia causata da questo deficit che si esprime attraverso comportamenti apparentemente incomprensibili, non viene persa la psiche. L' anima continua il suo corso anche senza la razionalità e la logica della mente deteriorata, perché sicuramente si serve della conoscenza del cuore. Un altro aspetto emerso nei Cafè è stato quello relativo alla paura di ammalarsi. Per questo si è discusso sulla genesi di molti sintomi, cercando di fare chiarezza: un caso sporadico di Alzheimer in famiglia non significa certezza di contrarre la malattia. Teniamo inoltre sempre presente che le nostre capacità cognitive non dipendono solo dai nostri geni, ma in larga parte dall'ambiente in cui viviamo. Per questo è importante stimolare la nostra mente quotidianamente, per


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esempio facendo cose nuove: manteniamo attive le connessioni neuronali! Avere troppa paura di contrarre una malattia è deleterio, non solo perché aumenta inutilmente il livello di ansia (e quindi abbassa la qualità della vita), ma anche perché, dato che il cervello si comporta similmente sia nel caso che io stia provando una certa esperienza, sia nel caso che io la immagini solamente, il corpo inizia a comportarsi di conseguenza, provocando una serie di sintomi a livello fisico, che però non hanno causa fisiologica. Evitiamo quindi di pensare subito alla malattia, ogniqualvolta sperimentiamo una defaillance: come ho più volte spiegato, servono errori ripetuti più volte, per valutare il problema. Conoscere per affrontare e gestire meglio una malattia che per molti risulta essere ancora misconosciuta e di cui, anche chi ne è in diverso grado coinvolto, ne ha una visione parziale: i Cafè Alzheimer e lo sportello Alzheimer sono due servizi gratuiti attivi presso la APSP di Pergine, che possono dare sostegno e, mettendo a dispozione un team multidisciplinare, possono fare chiarezza su molti dubbi.

Storia naturale (sintomi e segni clinici) Fase iniziale

Fase intermedia

Fase avanzata

Difficoltà nel ricordare eventi recenti

Deficit di memoria moderato-grave

Lieve disorientamento temporale

Disorientamento spazio-temporale

Completa perdita delle capacità cognitive con difficoltà nel riconoscere volti e luoghi familiari

Difficoltà nel trovare le parole

Evidente disturbo del linguaggio (espressione e comprensione)

Iniziale difficoltà in attività complesse della vita quotidiana, nelle relazioni sociali e sul lavoro Riduzione di iniziativa, difficoltà ad affrontare situazioni nuove Ansia, depressione Assenza di alterazioni motorie

Perdita del linguaggio (fino al mutismo)

Aprassia

Completa perdita dell’autonomia nelle ADL

Agnosia

Incontinenza sfinterica

Sintomi comportamentali

Rigidità, disturbi della deambulazione, crisi epilettiche, disfagia

Necessità di controllo e stimolo per la cura della propria persona, dipendenza nelle IADL

Durata media della malattia: 10 anni

Allettamento in fase terminale


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RICORDI

MONTAGNA a cura di Andrea Zuccatti

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uando ero piccolo l'aspetto che più mi stupiva del nonno era la sua conoscenza profonda della montagna. Le cime del Trentino non avevano per lui nessun segreto, tanto che avevo l'impressione che la mia famiglia, già numerosa, dovesse comprendere anche ciascuna delle vette del Lagorai e del Brenta e delle Dolomiti. Le chiamava per nome, le indicava delineandone l'aspetto e il carattere. Nei suoi occhi brillanti, quando raccontava delle sue escursioni, c'eran tutte le emozioni provate. C'era la montagna con più dolci declivi, con pascoli prosperosi e coste assolate e quella, al contrario, più silenziosa e impenetrabile, con aspre guglie, grigi e ghiaiosi canaloni. Così pian piano il bisogno della montagna si insinua nella vita della gente trentina, di padre in figlio o di nonno in nipote. Così penso sia stato per me. Si son fissati sin nelle più profonde circonvoluzioni cerebrali i profumi della natura, quello dolce e speziato del rododendro, o quello erbaceo dell'achillea, l'odore del bosco al mattino, quando le nebbie si innalzano dal suolo umido, quello del fieno che asciuga nei prati tagliati. Abbiamo appreso dove mettere i piedi attenti sul sentiero pietroso, quali nuvole impongono il ritorno precoce, foriere di temporali. Abbiamo bagnato i piedi stanchi nel gelido greto di un torrente, ci siam scottati al sole di aprile. Abbiamo raccolto il blu delle genziane, ci siam riempiti gli occhi dei purpurei fiori del larice a primavera, dei prati coperti di arnica, botton d'oro e giglio rosso. Tutti questi sono i piaceri che ci siam concessi, e quello più grande, quello di raggiungere la cima. Il desiderio di arrivare in vetta è un'aspirazione così lontana e difficile da realizzare, è lo scoprirsi in grado di superare tutti gli ostacoli e le difficoltà e annientare quindi i propri limiti. E finalmente eccolo lì, l'ultimo strappo prima della meta. E' lì che si respira l'aria della vittoria, dell'esaltazione, dell'estasi. E' lì che ci sentiamo più vicini all'eterno. Chi ci addita come persone limitate e chiuse non capisce che la forza della gente di montagna sta proprio


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in quel limite. E' il limite che ricerchiamo quando ritorniamo a casa dopo un viaggio, una sorta di area protetta che ci fa sentire a nostro agio. E' il tavolo di famiglia attorno al quale ci raduniamo a mangiare la polenta. E' il motivo del nostro spaesamento quando ci muoviamo in pianura o al mare e dell'impaccio di muoversi nelle grandi città . Il carattere chiuso è come la valle scavata cosÏ profondamente dal torrente. E' lo scrigno che custodisce valori e tradizioni millenarie. Ha la resilienza dei forti militari e delle trincee che segnano le creste. Ha la resistenza dell'agricoltura di montagna o dell'alpeggio. E' avvezzo al sacrificio e all'impegno come una scalata in bicicletta ai passi dolomitici, come lo scialpinismo e l'arrampicata. La montagna è custodita nei cuori dei nostri anziani. Sta nel cappello d'alpino indossato con fierezza da Emanuele, nella tenacia del cammino di Pia, nell'accento inconfondibile di Ierta. Ed alla sera sta nei pensieri di Rosina, che raggiunge le finestre affacciate sulla sua valle incantata e da ancora un prolungato sguardo prima di coricarsi.


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ATTIVITA’

NOI DEL CENTRO DIURNO a cura degli operatori del Centro Diurno

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opo aver più volte controllato la situazione metereologica, il 30 maggio abbiamo fissato la data per fare una gita a Montagnaga, al santuario della Comparsa. Quella mattina Cinzia e Clara hanno preparato gli zaini con del the, del caffè ed eventuali intrattenimenti in caso di mal tempo. Sono arrivate, poi, Laura, Fernanda e Raffaella, mancavano solo i nostri autisti, ed ecco arrivare i pulmini guidati da Giulia e Francesca. Mancava Milena perché era in ferie, che però abbiamo interpellato per alcuni dettagli tecnici. I nostri ospiti, tutti emozionati, sono saliti sul pulmino verso le 9:30 e via all’avventura. Poco prima delle 11.00 eravamo tutti sul prato della “Comparsa”, abbiamo intonato delle canzoni a Maria e poco dopo ci ha raggiunti don Carlo. Assieme abbiamo recitato il Santo Rosario e ad ogni decina esprimevamo le nostre intenzioni: chi ricordava i genitori, chi i figli, gli amici, i coniugi che ci hanno lasciati. Infine abbiamo pregato per tutti i residenti e gli operatori delle nostre strutture. È stato un bel momento di raccoglimento, anche perché si era unito a noi un gruppo di suore che erano lì in pellegrinaggio. Si sono scattate varie foto davanti all’altare, dove un’ospite aveva deposto un mazzo di fiori colti nel proprio giardino ed altre davanti alla statua dell’apparizione. Infine ci siamo recati al ristorante “La Comparsa” dove ci aspettava un buon pranzetto. Purtroppo verso le 15:00, malvolentieri, ci siamo preparati per il ritorno. Anche il tempo ci ha aiutati, infatti il sole ci ha accompagnati fino all’arrivo al Centro Diurno. Come siamo entrati, però, è arrivato un brutto temporale. Eravamo tutti entusiasti come dei bambini


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e poi ognuno a ricordarsi qualche piccolo episodio spiritoso della giornata. Ăˆ stata una bellissima esperienza, dobbiamo ringraziare i nostri utenti, che con preghiere e canti ci hanno fatto riscoprire dei valori che forse avevamo messo nel dimenticatoio.


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PROGETTI DI RETE

LA STRADA DEI LIBRI a cura di Simonetta Parrotto

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na strada di libri. Al posto delle auto e del traffico, un tappeto di pagine e parole. Sabato 30 giugno dalle ore 9. Costruiamo insieme l’allestimento dei libri della strada, già dalle 6 del mattino iniziano a posare i primi titoli… Ci sono oggetti che, per quanto possano essere vecchi e logori, difficilmente riusciamo a buttare via. Quando poi si ha a che fare con i libri, la decisione di separarsene diventa ancora più difficile. Nell’A.P.S.P. di Pergine i libri non mancano, ne abbiamo di tutti i generi e su tutti gli argomenti e tanti (la maggior parte ) ci vengono donati. Vecchi e nuovi volumi nelle vetrine ormai traboccanti di copie doppie o triple, enciclopedie impolverate, libri rotti o illibati. Da tempo si pensava di razionalizzarne la disposizione ma nessuna ci aveva mai messo mano per eliminare i volumi più vecchi o inutili, sembrava quasi di buttare via il pane (mia nonna mi diceva di baciarlo prima di buttarlo via) e non buttare il pane della mente. Un giorno ci siamo imbattuti per caso nell’iniziativa ideata da Federico Zappini “ Una strada di libri”. Una iniziativa bella, unica e originale. Una strada, via del Suffragio a Trento, ricoperta di libri che per due giorni hanno “rubato” il posto alle macchine regalando uno scorcio della strada storica davvero suggestivo. Abbiamo colto la palla al balzo e con Renato,


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ni tra sdraio, amache, altalene e tappetini, perché in piedi, sdraiati o seduti, l’importante è leggere. E ciò che è vecchio per noi è nuovo gli altri, per questo gli avventori potevano prendere liberamente ogni volume desiderato. In tanti hanno visitato il particolare evento. Nonostante questo tanti libri sono avanzati ma il pane della mente non si butta via. Gli organizzatori hanno scoperto che a Volterra esiste la “Compagnia Della Fortezza” che quest’anno festeggia i 30 anni dalla fondazione del laboratorio teatrale della casa di reclusione. Per questo evento hanno in mente un grande spettacolo ed hanno bisogno di tanti libri per la loro scenografia. Zappini ed altri volontari si un residente del secondo piano, abbiamo risono organizzati ed i libri sono giunti a Voltermesso in ordine la libreria della struttura di via ra. Pive. I volumi vecchi e logori li abbiamo riposti Abbiamo quindi baciato i nostri libri prima di negli immancabili scatoloni della “TENA” e salutarli con la certezza che abbiamo avuto la Francesca li ha consegnati a Federico Zappini. possibilità di rivivere più di una vita. Per due giorni i libri si sono alternati ai bologni-


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RICORDI

EMOZIONI E … RICORDI a cura di Renzo Rossi

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ell’ ormai lontano 2001, quando incominciai questo mio servizio per i residenti della Casa di Riposo, non pensavo certo che la cosa durasse per così tanto tempo! Invece eccomi ancora qui a raccontare questa mia fantastica esperienza che tanto ha significato per la mia crescita personale. Dapprima con timore e perplessità, aiutato e stimolato da Silvano Brol, pian piano mi sono approcciato a questo nuovo mondo (fino ad allora quasi sconosciuto), il mondo della terza e quarta età: mondo fatto di scoperte, di storie …. di sorrisi …. di tristezza ma soprattutto un mondo di emozioni e ricordi. Per me, via via, questo ha significato avere una maggiore sensibilità verso le problematiche delle persone anziane, persone sole, gli ammalati e per le famiglie che si trovano ad aver affrontare la malattia di fine vita, tanto che con altre persone, attente a questi aspetti, ho partecipato alla fondazione della Sezione AVULSS di Civezzano-Fornace-Pergine nel 2007. La mia attività, quindi, in seguito, è stata segnata da quanto man mano venivo ad apprendere durante la formazione che l’ AVULSS impartisce in modo permanente ai suoi associati.


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Ho trovato davanti ai miei occhi, ora abbastanza preparati, persone (il cui ricordo rimane indelebile) i cui visi sorridenti lasciavano trasparire interesse, gioia, tristezza … alle volte stupore per quanto io proponevo loro, leggendo libri magari letti in gioventù come Cuore, I promessi sposi, I Malavoglia ecc. o romanzi moderni come Il gabbiano Jonathan Livingstone, E venne chiamata 2 Cuori, Mille splendidi soli, Il Cacciatore di aquiloni, Wonder, Le Funne, Eredità, Tempesta e tantissimi altri, Aforismi della cultura occidentale ed orientale e pure poesie dei maggiori poeti italiani e soprattutto poesie dialettali che, si vedeva, toccavano il cuore e la memoria degli ascoltatori! Questi visi, per lo più vispi ed attenti, alle volte erano pure … dormienti ma che importa: il mio intento era ed è quello di suscitare in chi mi ascolta, foss’ anche per solo 5 minuti, un ricordo, un’ emozione per un momento della vita vissuta, per un caro che non c’è più, per qualcuno che ogni tanto fa visita. Ogni tanto, cerco di attirare l’ attenzione su quanto leggo per cercare di avviare una conversazione su qualche argomento che immagino possa essere di interesse collettivo e, qualche volta, anche personale, ma pur sempre collegato alla vita in comune come ormai è diventata la nostra esistenza. Mi è stato chiesto di illustrare la mia attività come Gruppo di Lettura all’ interno della Casa di Riposo e spero di aver trasmesso al lettore almeno un po’ della mia felicità nel sentirmi un pochino utile per la miglior vita dei residenti all’ interno di questa splendida organizzazione APSP di Pergine Valsugana.


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ATTIVITA’

POESIE E CANZONI DI UNA VOLTA SULLE LABBRA DI OGGI a cura di Garbiella Bonvecchio Beber

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on è stato il solito incontro fra Ospiti residenti e poeti locali o bravi lettori delle opere famose dei grandi poeti; quel giovedì 28 giugno sono stati “convocati” i classici poeti italiani Edmondo de Amicis (Liguria), Giosuè Carducci (Toscana), Angiolo Silvio Novaro (Liguria), nati dopo la seconda metà del 1800 e scomparsi entro la prima metà del 1900, perché per alcuni anni della loro vita hanno vissuto contemporaneamente con quella di alcuni Ospiti che ora sono residenti in Casa di Riposo di Pergine, senza mai conoscersi di persona naturalmente ! Le loro poesie come: “A mia madre”, “T’amo pio bove”,”La pioggerellina di marzo”, “San Martino agli irti colli”, sono state scritte ed, a quel tempo, appena divulgate negli ambienti scolastici quando Maria, Lucia e Luciano erano ragazzini, sicuramente scolari delle ultime classi elementari, dall’età fino ai 14 anni quando terminava l’obbligo. Poesie che hanno dovuto imparare per forza a memoria per ottenere un bel voto in pagella, ma considerato il grande potere emozionale che loro, poesie, hanno sul cuore e sul cervello umano, non sono mai state dimenticate, ma solo messe in uno dei cassetti della memoria, lì a riposare, per poter rivivere al primo richiamo positivo. Ed è stato proprio così: il “Gruppo dell’Amicizia” che ogni lunedì mattina si trova con la volontaria Gabriella nella grande sala del 4° piano di via Pive, ha tolto il lucchetto a quel cassetto e lo ha aperto. A ben 103 anni, a 96, a 94, Maria, Lucia e Luciano sono stati felici di declamare ai compagni del gruppo le poesie imparate sui banchi di scuola e mai più utilizzate davanti ad un pubblico. Così Gabriella ha pensato di organizzare una festa dal titolo: “ Poesie e canzoni di un tempo sulle labbra di oggi”. Suoi preziosi collaboratori sono stati la poetessa borghesana Bruna Sartori per la lettura integrale delle poesie successivamente recitate a memoria dagli Ospiti e l’animatore Giorgio Dalmaso per la ricerca e messa in on-


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da di video e canzoni adattate ai titoli delle poesie nonché per la musica della sua amatissima fisarmonica, strumento coinvolgente ed amato da ogni ascoltatore. Ed infine si desidera ricordare la performance della signorina Giovanna che al posto della recitazione di poesie si è cimentata nel canto dell’indimenticabile brano di Gianni Morandi intitolato “La fisarmonica”. Ancora un grande grazie ai “magnifici quattro” che hanno accolto l’invito ad intrattenere il folto pubblico (circa cinquanta persone fra Ospiti, familiari ed amici) superando con la diligenza e la forza degli studenti di un tempo quello che rappresentava la grande emozione e la commozione. I lunghi applausi sono stati la prova del loro impegno, della loro energia e del loro ancora forte senso di appartenenza alla vita. “Se diventare anziani significa essere come loro, anch’io voglio diventare vecchia”.


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ATTIVITA’

L’ALBERO DELLA VITA a cura di Simonetta Parrotto

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albero è l’elemento che più varia nelle diverse stagioni. Per questa ragione sono tante le affinità che possono esserci con le diverse fasi della vita. L’albero è legato alla terra con radici sempre più salde che permettono alla pianta di crescere. Il tronco crescendo si espone sempre di più all’aria e funge da tramite tra le radici e i rami che ben sorretti spingono verso il cielo. Infine le foglie che cambiano col cambiare delle stagioni. L’albero è dunque una metafora della vita e L’ALBERO DELLA VITA è un simbolo di tutto questo. Partendo da queste riflessioni, al secondo piano di via Pive, con Erina, Luciano ed Anita abbiamo dato il via ad un progetto molto particolare. Abbiamo deciso di preparare un cartellone speciale, il cartellone da utilizzare per festeggiare il compleanno di chi arriva all’ambita meta dei 100 anni. Abbiamo deciso di utilizzare della stoffa invece del cartoncino, “così dura di più!”, e il soggetto per un evento cosi importante non poteva che essere L’ALBERO DELLA VITA. La proposta è stata accolta con entusiasmo ma anche qualche timore: “non son bona”, “mi tremano le mani”. Abbiamo disegnato un bell’albero con radici profonde e spesse, un tronco saldo e ritorto perché lavorato dalle intemperie della vita, tanti rami e foglie e fiori a simboleggiare la bellezza di quando si raggiungono gli obiettivi più alti superando intemperie, parassiti, siccità e l’attacco degli animali. Talmente rapiti dal nostro lavoro, dall’albero e dal suo significato, abbiamo lavorato con crescente e costante impegno al punto che alla fine, ce ne siamo “innamorati”. E come in ogni vera storia d’amore è nata la paura del distacco. Con una democratica decisione Luciano, Anita ed Erina hanno deliberato che L’ALBERO DELLA VITA rimarrà ad abbellire il soggiorno del secondo piano e…al limite…se proprio... ”lo presteremo per un giorno a chi fa gli anni!”


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ATTIVITA’

I SAPORI E I PROFUMI DEL CUORE a cura del servizio animazione

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a primavera piovosa ci ha fatto sentire la voglia di uscire di casa. Così, appena arrivata l'estate, con le belle giornate di sole, abbiamo programmato le tanto desiderate gite; così, chi ai laghi o al castello, a Spera e alle Viote del Bondone, ne abbiamo avute per tutti i gusti. Un’uscita giornaliera piuttosto interessante è stata quella organizzata per il 30 luglio che ci ha visti impegnati nella visita all'azienda agricola Maso “Prà del Cuco” a Mala, dove abbiamo avuto l'opportunità di visitare la stalla e di assistere alla produzione del formaggio. Ad accoglierci, da subito, antichi odori: profumi di un tempo che hanno reso speciale questa giornata, intensa di emozioni dovute all'incontro e al contatto con gli animali e ai genuini sapori del cibo del maso che ci hanno fatto andare a ritroso nel tempo.


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PROGETTI DI RETE

IL MIO PERCORSO DI VOLONTARIATO 12 agosto 2018 Il mio percorso di volontariato dal 2016 fino ad oggi. Ho cominciato la mia prima esperienza di volontariato nell'anno 2016 quando avevo 14 anni, diventando volontaria della Croce Rossa Italiana del gruppo di Pergine. Subito mi sono sentita accolta ed apprezzata per quello che ero e quello che facevo all'interno dell'associazione, impegnandomi al massimo in ogni attività che mi veniva proposta. Ho trovato nei miei colleghi volontari molto più di semplici persone con le quali condividevo una passione bensì una seconda famiglia su cui potevo sempre contare. In Croce Rossa partecipo alle attività settori, come per esempio la Protezione Civile e il gruppo giovani di Pergine. Grazie a questa preziosa esperienza che ancora porto avanti ho colto l'importanza dei piccoli gesti che talvolta, pur essendo piccoli, sono proprio quelli più importanti e preziosi dal momento che vengono apprezzati dalle persone che ne hanno più bisogno. Dunque quest'estate, curiosa di intraprendere un altro tipo di esperienza, grazie al progetto "giovani" ho potuto cominciare un percorso di animazione dedicato agli ospiti presso la Casa di Riposo S. Spirito di Via Pive e Via Marconi. All'inizio molto titubante e timida mi sono fatta avanti. In principio ero affiancata dalle altre operatrici del servizio animazione che mi hanno saputo indirizzare sui metodi e le avvertenze con cui relazionarmi al meglio con gli ospiti delle residenze. Col tempo ho conosciuto i residenti delle strutture: delle persone davvero fantastiche che hanno saputo riempirmi il cuore d'amore e di gioia, con i loro sorrisi e i loro "grazie" pieni di sincera gratitudine. Imparavo pian piano a conoscerli grazie ai racconti di vita vissuta, durante le mattinate e i pomeriggi passati assieme, nei quali inevitabilmente mi sono affezionata a loro nell'arco di sole due settimane. Attività dopo attività il mio percorso stava purtroppo per terminare. Dunque decisi così, senza pensarci troppo, di non abbandonare questo mondo e diventare, dopo solo alcune settimane dalla conclusione della mia esperienza, volontaria a tutti gli effetti all'interno della casa di riposo nel settore animazione. Monika Gadler


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10 agosto 2018 Dal 30 luglio al 10 agosto abbiamo svolto un'attività di volontariato presso la Casa di Riposo S.Spirito (fondazione Montel) di Via Pive e Via Marconi. Durante l'arco delle due settimane ci siamo cimentati in diverse attività. Le principali sono: la tombola; il mercoledì pomeriggio, il cruciverba, i pomeriggi dedicati alla musica, i laboratori di cucina a cui noi abbiamo contribuito aiutando gli ospiti nella preparazione del pane e infine la cura dell'orto. Nel periodo trascorso nella struttura abbiamo avuto modo di interagire e conoscere molti ospiti con cui abbiamo passato la maggior parte del tempo e attraverso i loro racconti abbiamo potuto capire che persone erano e come sono ora. Per poter vivere al meglio l'esperienza siamo stati guidati dalle componenti del gruppo animazione, le quali, con la loro professionalità, ci hanno dato utili indicazioni e suggerimenti su come comportarci all'interno della struttura e con gli ospiti. Questa è stata per noi un' opportunità per comprendere come funziona questo ambiente lavorativo, e come viene gestita una casa di riposo, una struttura infatti molto efficiente e ben organizzata, che permette la permanenza degli ospiti nella residenza, grazie anche alle figure sanitarie al suo interno: medici, infermieri, O.S.S., ausiliari e il gruppo animazione.

Martina Fontanari & Dennis Mantovan


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In bacheca

CI SIAMO ANCHE NOI!!! di Giovanna Meneghini


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staff

Comitato editoriale Presidente: Giovanni dott. Bertoldi Si ringraziano i nostri sponsor: Direttore: Cristina Bolgia In redazione: Fabrizio Cestari Giovanna Meneghini Andrea Zuccatti

Anesi Flavio s.r.l. di Pergine Valsugana Endurance Impianti s.r.l. di Trento Pulinet Servizi s.r.l. di Baselga di Pinè Roat prodotti ittici s.r.l. di Mezzolombardo Cassa Rurale Alta Valsugana

Cura redazionale e impostazione grafica: Cristina Bolgia Giovanna Meneghini Fotografie: Archivio Servizio animazione

Redazione presso: S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

38057 - Pergine Valsugana (TN) Via Marconi n. 4 tel. 0461/531002 fax 0461/532971 E-mail: redazioneilponte@apsp-pergine.it Sito: www.apsp-pergine.it

Stampa: Grafica Pasquali snc di Pasquali Paolo e Silvano www.graficapasquali.it

Distribuzione gratuita Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del periodico

ANCHE SU www.apsp-pergine.it


S. Spirito - Fondazione Montel Azienda Pubblica di Servizi alla Persona

Sede legale: Via Marconi n. 4 - 38057 Pergine Valsugana (TN) Tel. 0461/53 10 02 Fax 0461/53 29 71 www.apsp-pergine.it E-mail: amministrazione@apsp-pergine.it Sedi operative: Struttura Via Pive Via Pive n. 7 - 38057 Pergine Valsugana (TN) Struttura Via Marconi Via Marconi n. 55 - 38057 Pergine Valsugana (TN)

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Giornalino Settembre 2018  

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