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TI È MAI SUCCESSO ? Ti è mai successo di sentirti al centro Al centro di ogni cosa al centro di quest’universo E mentre il mondo gira lascialo girare Che tanto pensi di esser l’unico a poterlo fare Sei così al centro che se vuoi lo puoi anche fermare Cambiarne il senso della direzione per tornare Nei luoghi e il tempo in cui Hai perso ali, sogni e cuore A me è successo e ora so volare Ti è mai successo di sentirti altrove I piedi fermi a terra e l’anima leggera andare Andare via lontano e oltre dove immaginare non ha più limiti Hai un nuovo mondo da inventare Sei così altrove che non riesci neanche più a tornare Ma non ti importa perché è troppo bello da restare Nei luoghi e il tempo in cui hai trovato ali, sogni e cuore A me è successo e ora so viaggiare Oltre questa stupida rabbia per niente / Oltre l’odio che sputa la gente Sulla vita che è meno importante / Di tutto l’orgoglio che non serve a niente Oltre i muri e i confini del mondo / Verso un cielo più alto e profondo Delle cose che ognuno rincorre E non se ne accorge che non sono niente / Che non sono niente Ti è mai successo di guardare il mare / Fissare un punto all’orizzonte e dire: ”È questo il modo in cui vorrei scappare Andando avanti sempre avanti senza mai arrivare” In fondo in fondo è questo il senso del nostro vagare Felicità è qualcosa da cercare senza mai trovare Gettarsi in acqua e non temere di annegare A me è successo e ora so volare... Volare... Volare / Oltre questa stupida rabbia per niente Oltre l’odio che sputa la gente Sulla vita che è meno importante / Di tutto l’orgoglio che non serve a niente Oltre i muri e i confini del mondo / Verso un cielo più alto e profondo Delle cose che ognuno rincorre / E non se ne accorge che non sono niente

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CONOSCO DELLE BARCHE… Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza. Conosco delle barche che arrugginiscono in porto per non aver mai rischiato una vela fuori. Conosco delle barche che si dimenticano di partire, hanno paura del mare a furia di invecchiare e le onde non le hanno mai portate altrove... il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare. Conosco delle barche talmente incatenate che hanno disimparato come liberarsi. Conosco delle barche che restano ad ondeggiare per essere veramente sicure di non capovolgersi. Conosco delle barche che vanno in gruppo ad affrontare il vento forte al di là della paura. Conosco delle barche che si graffiano un po’ sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco. Conosco delle barche che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora ogni giorno della loro vita, e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare. Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti. Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi.

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murales

Che non sono niente / Che non sono niente / Che non sono niente Ti è mai successo di voler tornare A tutto quello che credevi fosse da fuggire E non sapere proprio come fare Ci fosse almeno un modo uno per ricominciare Pensare in fondo che non era così male Che amore è se non hai niente più da odiare Restare in bilico è meglio che cadere A me è successo amore e ora so restare NEGRAMARO (Una storia semplice)


Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano. JACQUES BREL

PRIMA

CHE TI CERCASSI

Prima che io ti cercassi tu hai disegnato il mio volto sul palmo della tua mano. Prima che io ti scegliessi tu hai custodito il mio nome nel battito del tuo cuore. Prima che io ti seguissi tu hai orientato il mio sguardo nel solco della tua voce. Poi ti sei fatto fratello nella solitudine dell’uomo, perché mi sapessi figlio, perché mi sapessi figlio. Poi ti sei fatto maestro nella fragilità del peccato, perché scoprissi, perché scoprissi l’amore. Poi sei morto, poi risorto nel tempo della gioia di pasqua, perché abitassi l’eterno, perché abitassi l’eterno. Contemplerò in me la tua bellezza: io canterò per te la tua giustizia. Dal mio silenzio sorgerà la lode: benedirò la tua misericordia. Ti prenderai fedele cura di me, così com’è per i gigli del mio campo. Sarò la luce, io sarò il sale, per la mia vita, dentro la tua terra. Affido a te la libertà sognata, accogli tu la volontà sincera, consegno a te la memoria, consegno a te il desiderio. Tu donami l’amore, tu donami l’amore: mi basterà, mi basterà.

SHEKINAH (Voce di lode, Uberti – Bentivoglio, Rugginenti)

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NELLA CLESSIDRA DEL TEMPO Sole cocente e polvere Soffia il vento dall’est Vedo la gente correre presa dallo stress Cosa mai sarà che ci affanna e ci sollecita? Perché mai dentro di noi c’è questa ansietà? ....... Sabbia che scivola è questa vita Nella clessidra del tempo! Come la nuvola della rugiada Che si dissolve in un attimo È scritto dentro noi il suo segreto Luce sul nostro domani Piccola formula piena di vita Che lascia il segno nell’anima ....... Solo il cuore il cuore che ama Sa donare la felicità È la gente la gente che ama Il futuro dell’umanità GEN ROSSO/GEN VERDE (One stage One world)

FINO ALLE RADICI In ogni cosa voglio andare fino all’essenza. Nel lavoro, nella ricerca della strada, nel tumulto del cuore. Fino all’essenza dei giorni passati, fino alla loro ragione, fino ai motivi, fino alle radici, fino al midollo. BORIS PASTERNAK (1890-1960, Russia)

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MURALES canzoni di autore, preghiera e poesia