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MARE NOSTRUM CITTÀ EUROPEA E GLOBALIZZAZIONE

ANTONIO ANGELILLO SOSTENIBILITÀ E PAESAGGIO NELL’EUROPA CONTEMPORANEA GIOVEDÌ, 10 NOVEMBRE 2011 ORE 20.00

CONFERENZE 2011/2012

ACCADEMIA DI ARCHITETTURA MENDRISIO


Sviluppo sostenibile

Lo sviluppo sostenibile è un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale. Tale processo lega quindi, in un rapporto di interdipendenza, la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali alla dimensione economica, sociale ed istituzionale, al fine di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, evitando di compromettere la capacità delle future di soddisfare i propri.


Le tappe fondamentali a livello internazionale

- Stoccolma 1972, Conferenza ONU sull’Ambiente Umano - IUCN 1980, Strategia Mondiale per la Conservazione - Commissione Mondiale su Sviluppo e Ambiente 1983 e Rap porto Brundtland 1987 - Rio de Janeiro 1992, Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo - Programma d’azione Agenda 21 - Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici - Italia 1993, Piano Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile - Aalborg 1994, 1° Conferenza Europea sulle Città Sostenibili


Le tappe fondamentali a livello internazionale

- Lisbona 1996, 2° Conferenza Europea sulle Città Sostenibili - Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici 1997, Protocollo di Kyoto - Hannover 2000, 3° Conferenza Europea sulle Città Sostenibili - Unione Europea 2001, VI Piano d’Azione Ambientale 2002/2010 - Johannesburg 2002, Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile


La Convezione Europea del Paesaggio

“Paesaggio” designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.


La Convezione Europea del Paesaggio


Architettura del paesaggio e consapevolezza ambientale

A partire dai movimenti degli anni ’60 l’interesse dell’architettura del paesaggio si è spostato dai giardini privati e parchi urbani a temi ambientali. L’artificializzazione del mondo richiede l’impiego di tecnologie per il suo mantenimento: qualità dell’intervento, introduzioni di specialismi, etica e senso del progetto contemporaneo.


Architettura del paesaggio e consapevolezza ambientale

Interventi in aree protette, rinaturalizzazioni, ricostruzioni di biotopi, ecc. Architettura del paesaggio estesa dal territorio alla cittĂ  entra in competizione professionale con la progettazione urbana.


Bilancio ambientale e impronta ecologica come misura dello sviluppo sostenibile locale

La pressione antropica in aree di elevato valore ecologico riduce i livelli di biodiversità. Valutazione dell’interferenza di nuovi progetti con le reti ambientali.


Bilancio ambientale e impronta ecologica come misura dello sviluppo sostenibile locale

Impiego di materiali e tecniche costruttive a basso impatto ambientale (abbassamaento dei livelli di CO2, riduzione di energia nei cantieri, nella produzione e nel trasporto dei materiali edilizi). Il recupero dei suoli precedentemente impiegati per attività estrattive, diventa un’importante tema di progetto sul paesaggio a lungo termine.


Il disegno degli spazi aperti della metropoli

Da “Verde urbanoâ€? come retino dei piani funzionalisti a preesistenza ambientale. Sistema di relazioni tra strutture geomorfologiche, idrogeologiche, botaniche da riorganizzare in relazione alle nuove esigenze di urbanitĂ .


Il disegno degli spazi aperti della metropoli

Nelle metropoli la campagna circostante viene inglobata nell’ambito urbano come “polmone verde” in forma di parco agricolo. Trasposizione delle condizioni di urbanità nell’ambito rurale comprese le modalità di fruizione e l’impiego di modelli tipologici progettuali.


Crisi dello spazio pubblico o crisi della politica?

Perdita di un nucleo di valori collettivi e condivisi del concetto di spazio pubblico come luogo di rappresentazione del potere e del controllo sociale. Spazi condivisi dalle diverse comunitĂ  urbane, sovrapposizione, spesso conflittuale, spazio/temporale nella fruizioni negli spazi ereditati dalla cittĂ  moderna.


Crisi dello spazio pubblico o crisi della politica?

L’aumento del livello della qualità della vita significa avere un maggior investimento e sfruttamento intensivo degli spazi centrali e interstiziali (parcheggi, retri di supermercati, aree infra-condominiali, roof garden, bordi di fiumi, sottopassaggi). Il progetto non segue modelli tipologici predefiniti (giardino, piazza) ma mette in scena l’”effetto città” con progetti “site specific”, installazioni, ecc.


Città VS Campagna

Il dinamico mercato immobiliare intorno alle principali città ha reso la campagna un terreno in attesa di essere costruito, terra di nessuno, deposito di infrastrutture (aeroporti, nodi, interscambi) e grandi attrezzature (inceneritori, discariche, ecc.) funzionali alla vita e alla città. I punti di contatto tra i bordi delle periferie urbane e l’inizio del territorio rurale, luoghi marginali e degradati per entrambe le realtà, sono strategici in una visione metropolitana, per riequilibrare il rapporto tra città e campagna.


Città VS Campagna

Nuove possibilità offerte dall’abbandono di grandi aree industriali. La campagna, depositaria della cultura produttiva locale, è legata ora al destino dell’agricoltura europea. Nell’immaginario collettivo la campagna non ha più un ruolo strettamente produttivo, ma è fruibile a fini di svago e tempo libero.


Abitare la campagna

Nell’area metropolitana non vi è più distinzione tra urbano e rurale in quanto il modello comportamentale si è unificato. L’Agricoltore non ha più l’esclusiva sulla campagna, siamo tutti abitanti dela città. Dove cessa l’urbanizzazione a corona della città il nuovo orizzonte immobiliare è la campagna.


Abitare la campagna

Spazio per la ricerca di nuovi modelli residenziali insediativi capaci di far coesistere alloggi dal confort moderno e riduzione di consumo di suolo, efficienza dei trasporti e potenziamento dei servizi. L’immissione di nuovi soggetti sociali nella campagna costituisce un nuovo mercato e incentiva le produzioni agricole locali. L’inserimento di funzioni di tipo metropolitano all’interno della campagna (tempo libero, riabilitazione ospedaliera, convegnistica, ricezione) eleva gli standard di servizi.


Un nuovo ruolo per l’agricoltura europea

L’agricoltura ha un ruolo marginale nell’economia occidentale (PIL USA 1%. Italia 2,3%). Tuttavia in termini territoriali occupa il 90% del paesaggio in Italia/Europa. Le biotecnologie impiegate per le produzioni intensive sono funzionali ai mercati finanziari non alle collettività locali. Quello che si coltiva in sede locale viene deciso periodicamente a partire dalla Borsa di Chicago e dagli incentivi comunitari. La produzione intensiva comporta la perdita di fertilità fino a forme di desertificazione anche all’interno di zone ricche d’acqua come la Pianura Padana.


Un nuovo ruolo per l’agricoltura europea

Il paesaggio viene modificato non solo dalle infrastrutture ma anche e soprattutto dalle modalità di produzione agricola che ne alterano ad esempio le strutture irrigue. Ricerca di un nuovo ruolo per l’agricoltura europea che vive di sussidi per il 50% al fine del mantenimento della struttura sociale della campagna e di manutenzione del territorio. Politica europea per il mantenimento delle filiere alimentari locali (Marchi DOP; DOCG, IGP, ecc). Politica di incentivi per la diversificazione delle entrate economiche delle azienda agricole (energie rinnovabili, agriturismo, trasformazione alimentare, ecc).


Agricoltura periurbana come forma di resistenza attiva

Risparmiate dall’urbanizzazione, sopravvivono e resistono con tenacia attorno ai centri urbani, unità agricole di piccole dimensioni in cui permane la produzione tradizionale /artigianale precedente all’industrializzazione ad uso intensivo della piena campagna.


Agricoltura periurbana come forma di resistenza attiva

Le fattorie diventano un’opportunità di produzione e consumo alternativo alla grande distribuzione, disponendo di un prossimo mercato ricco dell’area metropolitana. Opportunità a fini didattici. Riduzione dei costi di trasporto e mediazione (Chilometro zero). Valorizzazione dei prodotti e delle filiere corte locali. Fenomeni spontanei di gruppi di acquisto solidale e Farm market.


Orti nel paesaggio urbano

Fenomeno sociale preso in considerazione dalle amministrazioni pubbliche. Risposta sociale alla crisi ma anche all’aumento del tempo libero, controllo dei territori, benessere della popolazione anziana.


Orti nel paesaggio urbano

Si originano in modo spontaneo in terreni abbandonati, di scarto, spesso di bassa qualitĂ  ambientale. Connotano tratti di paesaggio urbano.


Il piacere di vivere i paesaggi: turismi sostenibili

Turismo come fenomeno globale, seconda industria mondiale dopo l’estrazione e il trattamento del petrolio. Metà della popolazione del mondo si muove ogni anno, un sesto fuori dal proprio paese. Responsabile dell’emissione del 50% di CO2. Turismo: balneare, culturale, sportivo, ecologico, convegnistico ecc.


Il piacere di vivere i paesaggi: turismi sostenibili

Il turismo modifica le culture locali che si orientano verso ciò che il turista ricerca. Snaturamento e perdita di autenticità dei centri storici e dei paesaggi. Connessione turismo/filiere della produzione agricola tradizionale/ paesaggio. Diversificazione dei flussi che richiede capacità di previsione e di progetto delle infrastrutture (accessibilità alle mete turistiche, parcheggi, impianti di risalita, strutture per l’ospitalità)


Il disegno delle infrastrutture come parte del paesaggio

Le infrastrutture gestiscono i flussi di merci e persone / trasporto di fluidi e di energia.


Il disegno delle infrastrutture come parte del paesaggio

La presenza di infrastrutture è insita nella storia almeno quanto la presenza dell’agricoltura, basti pensare ai viadotti romani. Come mai ora vengono pensati come estranei e conflittuali nel paesaggio? Possibilità di un rapporto dialogico?


Consumo di suolo: vero spreco per l’occidente

Il suolo agricolo è una risorsa scarsa, eppure in occidente viene sprecato per estendere le reti urbane. L’edilizia occupa un suolo che è stato reso fertile da secoli di bonifiche e drenaggi, adatto alle coltivazioni grazie a sapienti sistemi di irrigazione. In fase di “urbanizzazione” si cancella l’eredità della cultura materiale locale.


Consumo di suolo: vero spreco per l’Europa

La terra è anche materiale edilizio (impronta ecologica della “terra crudaâ€? vicina allo zero) ottimale sia per la manutenzione del territorio (argini e dighe), sia per infrastrutture che per uso edilizio. Bisogna tenere in considerazione che circa un terzo della popolazione del pianeta vive ancora in case di terra cruda.


Energie rinnovabili: una sfida per il paesaggio

Il declino del fossile e la crescita percentuale delle rinnovabili: la riconversione dell’industria dell’energia sfrutta i territori ora in modo diverso, alla ricerca delle risorse naturali (acqua, sole, vento, terra, biomasse) Emergono nuovi problemi di impatto ma anche opportunità di progetto degli impianti per l’utilizzo delle nuove fonti all’interno del paesaggio: coltivazioni intensive per biodisel, parchi eolici, dighe e canali per microturbine, campi fotovoltaici, ecc.


L’acqua nella progettazione urbana

La sua presenza/assenza ha determinato la fortuna di intere civiltà sia per l’impiego in agricoltura sia ad uso civile, ma soprattutto come principale via di trasporto. Per la città l’acqua rappresenta anche un pericolo. I corsi d’acqua sono stati regimentati, regolati, canalizzati. La città l’ha usata per la pulizia, per produrre energia per la sua attività manifatturiera, non meno come ornamento.


L’acqua nella progettazione urbana

Acqua non più come elemento del pittoresco urbano ma unificante e strutturante il sistema ambientale, per l’importanza nella biodiversità che ne deriva. Depurazione e controllo del ciclo dell’acqua all’interno dei bacini delle grandi aree metropolitane.


Cambiamenti climatici e paesaggi

Effetti del cambio climatico: forme di erosione del suolo a causa di intense precipitazioni, discontinuità della piovosità, incremento di zone aride nel pianeta, eccesso d’acqua in alcuni periodi che comporta rischi idrogeologici. Studio per il rallentamento dell’acqua, maggior attenzione a pericoli di smottamenti, ecc. Cambiamento dei sistemi di irrigazione nell’agricoltura o cambiamento di culture agricole. Eustatismo: L’aumento del livello del mare induce al ripensamento di intere aree di recenti bonifiche (Paesi Bassi, Delta del Po) i cui costi energetici di mantenimento ormai non sono più affrontabili.


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Sostenibilità e paesaggio nell'Europa contemporanea