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un al b e ro s en z ’ o mb ra


Un albero senz’ombra


Un albero senz’ombra Giallo e celeste, gli azzurri e i rosa tea, e i verde menta e i rossi violetti. Colori di laguna al tramonto, di prati bagnati, di mattine d’aprile. Tavole tenui, gli acquerelli di Massimo Carta, in stesure trasparenti che lasciano intravedere la grana del foglio e insieme sembrano staccarsene. Ciò che l’artista scioglie nella sua delicata astrazione, sono le linee di un volto di donna, di un ginepro incurvato dal vento, di uno smilzo canneto. Tracce, presenze, impronte, diluite nel cromatismo dinamico di forme separate da piccoli spazi bianchi. Flessibili elementi di una composizione che segue un ritmo interno, scandito – come una sorta di respiro – dall’arrestarsi dei pennelli su un limite invisibile. Un filo di bianco separa ordinate ma sbilenche campiture orizzontali e l’apparire fugace di sagome leggere, appena accennate. Placide ripe di mare, la sabbia e le onde e le vele, e sempre l’acqua o il suo riflesso o anche solo il suo rumore. Figurazione larvata, quella di Massimo Carta, e quasi negata. In un impianto geometrico misteriosamente elastico,


egli realizza strutture cedevoli che si arrendono alla spinta del colore, si spostano, si slabbrano, seguono il gioco dei contrasti o delle sfumature, irregolari come le barbe frastagliate delle carte fatte a mano che predilige per i suoi lavori. Le tinte sono velate, i paesaggi caldi di una luminosità radiante che Massimo Carta, pittore mediterraneo e insulare, esalta con polvere d’oro e rapidi tocchi lucenti. La tecnica consolidata in anni d’esercizio e la lunga esperienza, non hanno seppellito la vitalità d’acquerelli guizzanti come pesci tropicali. Le immagini vibrano, il cromatismo felice le asseconda, i ritratti sono luoghi e i luoghi sono visi. Sensazioni e passaggi fissati allo zenit di giornate interminabili che pure non ignorano la luna, la seduzione del buio. Spesso l’artista scrive sui bordi dei fogli i versi di un poeta, nero di parole che sono la parte in ombra dei suoi paesaggi solari. L’inchiostro taglia la banda di colore, il segno grafico quasi incide i liquidi acquerelli. A passare discrete sui fogli, sono le liriche molto amate di Sergio Manca di Mores, una non strana incursione di un canto d’amore e di morte sui paesi di luce di Massimo Carta. Alessandra Menesini


Massimo Carta è nato a Cagliari il 9 novembre 1942, si è diplomato al liceo artistico nel 1961 e nel 1965 ha conseguito il diploma di laurea in scenografia e arredamento all’Accademia di Belle Arti di Roma. Allievo di Foiso Fois, Filippo Vado, Antonio Mura, Dino Fantini, Franco d’Aspro, Guido Vascellari, Sabino Jusco, inizia la sua attività di pittore nel 1968 con una mostra personale a Cagliari di olii e disegni. Nel 1980 inizia lo studio dell’acquerello. All’attività di pittura si è affiancata quella della comunicazione visiva e della grafica. Le sue opere abbelliscono gli ambienti di numerosi istituti e hotel della Sardegna – Capo Boi, Baia di Nora, Banco di Roma – e con i suoi acquerelli ha illustrato varie pubblicazioni tra cui "Il Gallo Blu" di Sergio Manca di Mores e "Occhi verdi tra chicchi di caffè" di Rossana Copez che illustra in maniera fiabesca l'avventura di vita del pittore cagliaritano. Il lavoro e parte delle le sue opere sono disponibili presso sul sito massimocarta.com


L’attività pittorica di Massimo Carta, ha inizio nel 1968 con una mostra personale presso la Galleria Lelii in via Einaudi. 1969 personale da Ermanno del Rio presentata da Foiso Fois 1970 personale presso l’hotel Cervo - Porto Cervo 1971 mostra per l’inaugurazione dell’Hotel Capo Boi con le serigrafie acquerellate per l’arredo delle camere. 1971 personale presso Chez Mitchell - Alghero 1972 personale presso la galleria di via Cima - Cagliari 1973 personale presso la galleria l’Incontro - Cagliari 1974 personale presso la galleria la Bacheca - Cagliari 1978 personale presso il Banco di Sardegna - Sassari 1980 personale presso la galleria la Bacheca - Cagliari 1986 personale e presentazione con Vittorino Fiori e Leandro Muoni del “Gallo Blu” - Cagliari 1987 personale e presentazione con Milena Milani del “Gallo Blu” - Venezia 1988 personale e presentazione con Antonio Romagnino del “Gallo Blu”


vivai Sgaravatti, Capoterra 1994 personale e presentazione con Pinuccio Sciola del libro “Occhi verdi fra chicchi di caffè” di Rossana Copez Monte granatico, S. Sperate 1996 personale presso la galleria la Bacheca - Cagliari


Acquerelli

Versi tratti da “Il Gallo Blu� di Sergio Manca di Mores e pubblicati per gentile concessione dell’editore Ettore Gasperini. Versi, occorre dirlo, scelti e isolati, con consapevole arbitrio, tra i dolenti e bellissimi che compongono il Gallo Blu. Poema che canta la vita, sotto il nero della morte e della guerra.


‌ Sono come il marinaio che ha fumato la pipa in ogni porto in questo mondo senza paralleli, alla ventura‌


‌ nelle cale verdi dei polipi, tirando a galla occhiate e calamari, bianco come salsedine contro la scorza nera degli scogli


Questa luna invita a immaginare le umili sirene che abbordavano scogli e bastimenti


Di luna i capelli la bocca gli occhi a me, come adesso che rievoco le belle urĂŹ, tremavano i ginocchi


‌ parole stellate, comete, segni di tropici


.. tutti i giorni, tutte le sere, non c’era tumulto, nella mia camera buia


PerchÊ non c’è male nel canto del noce? nel gesto dei rami? Io voglio solitudini folli


E’ voce di stelle pacatamente librate in un oceano di nuvole


E ora vado a cercare quel tronco annoso, quel pomeriggio di luglio tormentato dalle cicale


Canzone del cuore cantata stanotte nella camera nera sotto una trama leggera di luna meravigliata


Al nostro passaggio solo un gufo cuciva la notte, appeso a un albero


ritorna quel sole di cui avevi paura ed infittisce l’ombra sulle case di zucchero


Crema di timo, unguento di nocciolo, sono le tue parole, e le ricorderò


grafica e impaginazione Antonello Manca Stampa Arti Grafiche Pisano - Cagliari


un albero senz'ombra  

un albero senz'ombra acquerelli di massimo carta