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La vertigine del gioco

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Lo spazio urbano ha influenzato considerevolmente lo sviluppo delle teorie e delle pratiche situazioniste e la città, il luogo della vita quotidiana, degli scambi e della condivisione della collettività, è stata in parte ispirazione e teatro delle loro azioni. Le tecniche utilizzate dai membri dell’Internazionale situazionista, contro il sistema e l’alienazione, sono molteplici ma tutte unite da un filo conduttore: la rappresentazione. Rappresentare significa mostrare e diffondere delle idee, ma è anche un’attività che serve a trasportare l’individuo nella sfera ludica.

Una costante all’interno dell’Internazionale situazionista è il gioco. Che cos’è il gioco? E che cosa significa giocare per i situazionisti? Il gioco è il motore della loro teoriapratica rivoluzionaria, poiché esso è un elemento fondamentale nell’evoluzione e nella vita degli esseri. Il gioco è creazione, divertimento, tensione, tattica. Proprio la teoria rivoluzionaria dell’Internazionale situazionista è nata dal gioco, così come il movimento stesso, e si inserisce trasversalmente in molteplici ambiti: dall’arte alla politica, dall’architettura all’urbanismo, dall’economia al sociale, dalla filosofia alla poesia, dalla letteratura ai media dell’epoca.

Con postfazione di Marco Fellini

Letizia Goretti

La vertigine del gioco

II edizione, rivista e aggiornata

gennaio 2026

ISBN 9791259531384

Progetto grafico Margherita Ferrari

Editore Anteferma Edizioni S.r.l. via Asolo 12, Conegliano, TV edizioni@anteferma.it

Copyright Questo lavoro è distribuito sotto Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale– No opere derivate 4.0 Internazionale

A noi

A Gianfranco, in ricordo dei bei momenti trascorsi insieme, con il rammarico che non siano durati più a lungo.

Indice

Note dell’autrice

Introduzione

Il movimento e il suo doppio

Sulle tracce dell’Internazionale situazionista

Lo scandale de Notre-Dame. La provocazione come «gesto sociale»

Un incontro fortuito

La scissione. Lettrismo e Internazionale lettrista

La poetica dell’IL

Intermezzo. Costruire un nuovo mondo

Costruire situazioni. L’homo ludens in azione

La nascita dell’IS. Una situazione costruita

Una nuova (contro) cultura

Occorre cambiare il mondo. I mezzi e le prospettive dell’IS

Arte per tutti. La société sans classes a trouvé ses artistes

Costruire ambienti. Le décor e la città

Intermezzo. Sezione tedesca e scandinava

Manifestare anziché mostrare

Reinventare la cultura, rovesciare il mondo

Il gioco come simbolo dell’IS

La rappresentazione. Il fil rouge

La funzione critica della rappresentazione.

L’influenza di Bertolt Brecht e di Luigi Pirandello

Il gioco dello specchio

Intermezzo. L’ambiente sonoro

Visibile e leggibile. Il détournement

La potenza creatrice del gioco

La vertigine del gioco situazionista

Vecchi e nuovi campi d’azione

Poesia. Un impeto puro

Intermezzo. La bande dessinée

Liberare le passioni. La rivoluzione come festa e come gioco

La maschera e il gioco-serio situazionista

L’epilogo del movimento e il superamento

dell’arte e della politica

Post fata resurgam

Conclusione. L’IS e il gioco

Note dell'autrice

Il presente libro è una versione corretta e riveduta della prima edizione pubblicata nel 2021. Pur rimanendo fedele alla prima versione, il contesto e gli anni passati hanno reso necessarie alcune attualizzazioni e la riscrittura di alcuni passaggi.

I testi in lingua originale (documenti, manoscritti, interviste radiofoniche, ecc.) sono stati tradotti in italiano dall’autrice.

Per quanto concerne le traduzioni provenienti da edizioni italiane sono state utilizzate le traduzioni dell’edizione consultata, salvo nei casi in cui sono state modificate in aderenza all’originale.

I titoli delle opere e degli articoli sono in lingua originale, solo in alcuni casi specifici sono stati tradotti in italiano.

I termini noti del “vocabolario” situazionista, come deriva, psicogeografia, détournement, costruzione di situazione, vita quotidiana, società dello spettacolo, non sono riportati tra caporali.

Il metodo di citazione utilizzato si basa sul sistema di riferimento bibliografico autore-anno (harvard), fatta eccezione:

• per la corrispondenza, proveniente dai volumi editi dalla casa editrice Fayard, è stato inserito il titolo dell’opera, l’anno e le relative pagine (i.e. Correspondance, vol. I, 1999, p. 1);

• per gli articoli della rivista I.S., provenienti dall’edizione italiana Nautilus, riporto il nome della rivista, il numero e la data di pubblicazione, la data del volume e le relative pagine (i.e. I.S., 1, [giugno 1958], 1994, p. 1). In alcuni casi sono

stati utilizzati gli articoli originali per cui la citazione avrà solamente la data di pubblicazione della rivista (i.e. I.S., 1, giugno 1958, p. 1);

• per gli articoli del bollettino Potlatch è stato riportato in nota l’autore (se l’articolo è firmato), il titolo, il numero, la data, e tra parentesi l’edizione in cui sono riprodotti (i.e. On détruit la rue Sauvage, Potlatch, 7, 3 agosto 1954 (Debord, 2006, p. 148).

L’elenco dei singoli articoli del bollettino Potlatch e della rivista

I.S. non sono riportati in bibliografia.

L’indicazione del materiale d’archivio è solamente in nota a piè di pagina, così come tutto il materiale video (documentari, film, ecc.) e siti internet.

Il metodo utilizzato per indicare i documenti d’archivio è il seguente: cognome, nome autore. Titolo documento o descrizione del documento (anno). Acronimo dell’archivio, Nome Archivio, collocazione. Città: Nome ente di conservazione (i.e. Ivain, Gilles. Introduction au Continent Contrescarpe (1954). FGD, fonds Guy Debord, Naf 28603, dossier Chtcheglov. Paris: Bibliothèque nationale de France). Alcuni documenti sono senza autore.

Infine, il movimento Internazionale lettrista (Internationale lettriste) sarà abbreviato in IL, mentre la rivista in I.L. La stessa abbreviazione vale per l’Internazionale situazionista (Internationale situationniste) che diventerà IS, mentre quella della rivista sarà I.S.

Introduzione

Sono passati quasi settant’anni dalla mitica nascita dell’Internazionale situazionista (IS)1, l’ultima avanguardia del XX secolo – così ribattezzata dal filosofo Mario Perniola –, e ancora oggi il movimento e i suoi protagonisti continuano a far parlare di sé, le loro teorie continuano a circolare e ad arricchire il dibatto critico in differenti ambiti: dall’arte all’economia, dall’architettura all’urbanistica, dalla critica della società alla critica dei sistemi, e oltre.

Questo libro non vuole essere una storia esaustiva dell’IS: sul mercato esistono già dei buoni libri di riferimento – anche se alcuni sono datati – e sarebbe inutile ripetersi.

L’intento è invece di osservare il movimento da un altro punto di vista. Sulla base di uno spoglio nuovo di documenti in buona parte editi e alcuni inediti2, lo studio ripercorre la storia del

1 L’Internazionale situazionista è stata fondata ufficialmente il 28 luglio 1957 in Italia, a Cosio di Arroscia, un paesino nell’entroterra ligure. Per la storia completa si veda il capitolo 1: La nascita dell’IS. Una situazione costruita.

2 Documenti inediti al momento del mio dottorato e della prima pubblicazione del libro.

movimento situazionista attraverso il fenomeno del gioco e della rappresentazione non solo figurativa ma anche letteraria.

Questa nuova lettura necessita comunque di un passaggio storico dei due movimenti antecedenti, il Lettrismo e l’Internazionale lettrista, e un confronto con le pratiche di questi gruppi. Dopodiché la storia prosegue ripercorrendo le tappe più importanti dell’IS, gli eventi più popolari e i meno noti, focalizzando l’attenzione sul gioco e il suo funzionamento all’interno del gruppo. Il gioco, concepito come atto creativo defunzionalizzato e come metafora, è la chiave per una reinterpretazione del movimento.

Premetto che non è stato facile scrivere un libro sull’IS, non solo a causa della mole di testi presenti sul mercato, ma perché la storia del movimento è piuttosto intricata e il loro pensiero si inserisce in campi differenti.

L’IS è un movimento singolare rispetto a fenomeni predecessori come il Dadaismo, il Surrealismo o il Lettrismo, poiché l’IS non si è occupato solamente di arte e di letteratura ma dell’essere umano e dei fenomeni sociali, e delle strutture del sistema, ponendo delle solide basi per una critica della società e dell’organizzazione in cui vive. Lo sguardo dell’IS è stato presente – e contemporaneamente proiettato in avanti – con una particolare attenzione alla condizione umana, all’effetto dei media e delle nuove tecnologie dell’epoca per la diffusione di informazioni. Benché questo movimento sia il “risultato” degli anni ’50-’60, esso è ancora di estrema attualità e per certi aspetti riflette una sensibilità a noi ancora contemporanea. Si pensi alla teoria dell’urbanismo unitario, alla critica al mercato dell’arte oppure al concetto di società dello spettacolo, in seguito posto al centro del celebre libro di Guy Debord. Ai nostri giorni si studiano le teorie dell’IS, che in alcuni casi sono state ri-attualizzate da artisti o da collettivi, con particolare attenzione alle pratiche di abbandono del focus consumistico e capitalistico – ma che a volte diventano funzionali per lo stesso sistema –, identificabili con i termini di deriva e détournement. Nell’uscita dai sentieri del profitto, il gioco in quanto voluta sottrazione di tempo “produttivo” e abbandono della realtà per

entrare in un’altra dimensione, si dimostra un elemento determinante per il movimento e per le sue azioni, così come lo è per lo sviluppo dell’essere umano.

Ma il gioco non è un elemento all’interno delle pratiche utilizzate dal movimento situazionista, come il détournement, la deriva, la costruzione di situazione, ecc., ma è un vero e proprio atto creativo e di unione, un generatore, una strategia, un diversivo, un metodo di apprendimento e tanto altro. La sua importanza sociale e nella teoria rivoluzionaria, sperimentata dai membri stessi, riflette l’attualità e l’ambiguità del gioco: un fenomeno del mondo e della vita ma che si pone, apparentemente, al di fuori di essi o su piani differenti. Possiamo affermare che l’interpretazione e l’utilizzo del gioco da parte dei situazionisti sono un’attestazione della complessità di questo fenomeno che ancora oggi risulta enigmatico, malgrado la sua presenza – preponderante e silente – su molteplici ambiti.

La vertigine del gioco situazionista si manifesta in tutta la sua intensità nella volontà di distruzione della stabilità del sistema e delle sue strutture. Un’azione dall’effetto inebriante, ma che non ha nulla a vedere con il panico e lo smarrimento: è passione pura. Il gioco è il “simbolo” del movimento nella sua totalità, ne è l’elemento portante. Ed è proprio su questa affermazione che si cercherà di riflettere in queste pagine.

Nonostante siano passati quattro anni dalla pubblicazione della prima edizione, la rilettura del movimento attraverso il fenomeno del gioco rimane un punto di vista originale, che aiuta a vedere il movimento per quello che è stato ma anche quello che è diventato e la sua l’eredità.

L’IS ha lasciato dietro di sé un bagaglio critico, un modo di pensare e di vivere che è stato colto negli anni da gruppi collettivi o da singoli individui, facendo vivere il loro pensiero fino ai nostri giorni, adattandolo al contesto e ai cambiamenti inevitabili della società.

Ma che cos’è il gioco se non un’interpretazione del mondo e della vita?

gennaio 2026 stampato da Digital Team, Fano

Letizia Goretti ha conseguito un dottorato in Cultura visuale presso l’Università Iuav di Venezia, con il riconoscimento del marchio Doctor Europaeus, in collaborazione con l’Université ParisNanterre. Dal 2016 è membro del comitato editoriale e photo editor di OFFICINA*, rivista scientifica dedicata ad architettura, ambiente e tecnologia, per la quale cura anche la rubrica fotografica “Souvenir”. Nel 2019, durante l’ultimo anno di dottorato, ha partecipato all’École de Printemps di Montréal con un intervento sulle interazioni tra le pratiche dell’Internazionale situazionista e lo spazio urbano. Dal 2020 al 2023 è stata ricercatrice associata presso la Bibliothèque nationale de France (BnF – sede dell’Arsenal), dove ha condotto un progetto sull’archivio della storica Suzanne Citron, intitolato Déconstruire pourreconstruire:lapenséeetl’engagement dansl’apprentissage(etpasseulement)de Suzanne Citron. Nel 2024, con l’Éditions de l’Atelier, ha curato la pubblicazione dell’opera inedita di Citron, Légatairessanshéritage. Penséespourunautremonde. Vive e lavora a Parigi come fotografa e ricercatrice indipendente.

17,00 €

ISBN 979-12-5953-138-4

I situazionisti sono stati degli specialisti del gioco, un fenomeno inebriante e misterioso, capace di creare dei gruppi e dei valori, di arricchire gli individui, di divertire pure essendo serio.

Che ruolo ha il gioco nel movimento? Qual è il rapporto tra i situazionisti e il gioco?

L’impeto puro del gioco – la vertigine – si riflette nell’azione dell’Internazionale situazionista e nella “totalità” del movimento: dalla creazione allo sviluppo, dalla teoria all’azione.

Nell’Internazionale situazionista tutto è gioco.

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