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LE CIEL EST NU Alexandra se déshabille Cosa di me esiste Alexandra si sveste

Il mio percorso artistico cammina per sete di risposte a domande che la lingua e le esperienze non hanno ancora saputo formulare, convincendomi. Cerco quelle risposte, o almeno qualche indizio, nelle mie rappresentazioni pittoriche o visive. Nei movimenti dei tratti e nella relazione tra le sfumature dei colori. Ogni quadro o serie di quadri inizia con interrogativi di necessità filosofica che vanno incontro alla pratica della vita dell'essere umano che sono. Cos'è l'identità, Può il passato essere interrotto, Cosa di me esiste, Qual'è la potenza di una maschera. Alcune delle questioni intorno alle quali agiscono i miei quadri. Ho cominciato con l'uso del linguaggio fotografico nel cinema, studiando e facendo pratica come direttore della fotografia, per poi interessarmi alla rappresentazione della vita di alcuni paesi dell'Africa e ai suoi messaggi subliminali, per approdare alla falegnameria, il restauro di manufatti lignei e alla pittura in quanto pratica della cura degli oggetti carichi di significato e di bellezza. Oggi abito e lavoro a Strasburgo. Nutro il mio panorama artistico tra la collaborazione con l'equipe di pittori che producono le scenografie per il teatro dell'Opera e la mia ricerca personale. La mostra "LE CIEL EST NU - Alexandra se déshabille" ha visto esposte le mie opere più recenti, con l'aggiunta di un contributo sonoro importante. Suoni d'ambiente, estratti di testi, registrazioni musicali, dialogano con la musica dal vivo di una pianista. La penombra in sala fa emergere quanto la musica e la scrittura siano indissolubilmente legati alla pittura. Tendere verso la partecipazione emotiva e intellettuale dei partecipanti rimane il mio obiettivo principale, allergica a quella impacciata separazione tra artista creatore e spettatore nel ruolo di testimone assente.


«Alexandra si sveste», 2019

Gesso, acrilico, gessetti, carboncino, legno, carta, tessuto [ 138 x 97 cm // L'opera comprende la tela senza alcuna struttura che sarà presentata appesa verticalmente, completata dalle diverse interpretazioni dello stesso volto, appese al di sopra della tela. ]

Il soggetto rappresentato è Alexandra David-Néel poco prima di intraprendere le sue molteplici avventure. Personaggio storico vissuto tra il 1868 e il 1969 resta per me una fonte d'ispirazione inesauribile, in quanto donna, alla ricerca di risposte a domande sulla condizione umana, esploratrice rivolta alle arti come la musica, la scrittura, il viaggio, e l'invisibile. Femminista, anarchica, prima buddista, ricercatrice, giornalista, scrittrice, cantante d'opera, viaggiatrice, sono alcune delle innumerevoli espressioni del suo sé. E' per questo motivo che volendo rappresentarla in un momento cruciale della sua vita, non mi è stato possibile racchiuderla in una sola tela. Il suo volto, metafora dei suoi infiniti orizzonti, viaggia fuori dal quadro, in piccoli formati in cui si racconta di una sguardo di una donna che si rinnova insieme al mondo che incontra. Il telo dipinto che resta "indietro" ricorda tutti i lacci della sua società di appartenenza, modelli già tracciati, obblighi a lei estranei. < Dove andremo mai, soli, a piedi e senza bagagli? Se lo chiede, senza poterlo indovinare, intuendo qualche spedizione azzardata e sono sicura che i nomi dei passanti enigmatici che, per qualche notte, hanno dormito sotto il suo tetto, saranno pronunciati nelle sue preghiere. Che possano avverarsi le speranze che gli sono care! Che sia benedetto per il calore confortante con il quale la sua amicizia avvolge la mia partenza per la Roma dei lama! > Viaggio di una parigina a Lhasa - Alexandra David-Néel


«Alexandra David-Néel», 2017

Acrilico, grafite, carboncino, colori a olio, olio di lino, legno 60 x 47 x 1,5 cm

“ Il y a trois façons de vivre: par les sens, par la raison ou l’esprit et par le sentiment… Je suis ce qui fut, ce qui est et ce qui sera et nul n’a jamais levé mon voile…” "Ce monde est un mirage et nous ne sommes que des ombres"

” Ci sono tre modi di vivere: attraverso i sensi, la ragione o lo spirito e attraverso i sentimenti... Io sono quello che sono stata, quello che sono e quello che saro’ e niente ha mai scoperto il mio velo...” ” Questo mondo è un miraggio e noi siamo delle ombre ”

Queste sono le due citazioni di Alexandra David-Néel che mi conducono in una sensazione di sospensione, la stessa che traspare da questo ritratto. La base solida del legno e di uno strato di acrilico fanno da sfondo alle linee fluide dei colori a olio, confini di colore trasparente che si mescolano al tratto pastoso e denso del carboncino. Il ritratto della donna che più ispira il mio percorso personale e artistico, in questa quadro è rappresentata come donna in potenza. Al centro lo sguardo di un'adolescente che proietta la sua determinazione verso il futuro, tra una sete di sapere senza compromessi e l'affermazione della sua visione critica del mondo.


A la mer-e, domination et horizons La serie dal titolo " À la mer-e, dominio e orizzonti " indaga attraverso composizioni di piccolo formato come gli orizzonti di ogni individuo siano parzialmente modificati dalle dinamiche relazionali che ci crescono intorno. A partire da uno scatto fotografico datato 1903 appartenente alla mia famiglia, considero l'elemento del dominio nelle relazioni umane come un carattere di natura "ereditaria", appreso per prossimità, ma non necessario alla costruzione di un legame. Un esempio. L’azione di una madre, generatrice di propri e altrui orizzonti, immersa in una logica culturale di dominio: la replica di un modello o la sua rottura?

La tecnica: La Cianotipia è una tecnica di stampa fotografica antica (1842). Il suo inventore: l’astronomo John Hershel. Un supporto imbevuto di una miscela di sostanze chimiche a contatto con un negativo viene esposto ai raggi ultravioletti. Sottoponendo poi il supporto a uno sviluppo classico, per immersione in acqua, l’immagine del negativo comparirà caratterizzata dalle sole gradazioni della tinta CIANO, colore che potrà essere modificato per immersione in altri liquidi tannici come il té. Una delle variabili più importanti da considerare in questo processo è la scelta del supporto. Consideriamo grano, spessore, composizione, colore. La carta ha subito diversi bagni d'acqua e ha reagito a diversi stadi in diversi composti chimici. Il risultato finale è totalmente nuovo e non riproducibile.

Serie “A la mer-e, domination et horizons „ 2018


« L’altalena » 2018 //Serie A la mer-e, domination et horizons

( Collage ) Riproduzione fotografica in cianotipia, carta, legno, acrilici 16 x 27,5 x 2,5 cm

Stretti insieme nello spazio di un'unica finestra, una figura femminile e un bambino, fanno da sfondo a una stilizzata altalena di carta. Al loro fianco la rappresentazione di un orizzonte visivo, quello del figlio che, gambe parallele al terreno, si ritrova sospeso, libero per un momento dalla presa della madre, e con il volto di fronte al cielo. Il movimento di andata e ritorno dell'altalena è la metafora scelta per rappresentare lo scenario n. 5 di una relazione tra due individui, una madre e suo figlio. In questo caso l'elemento del dominio si manifesta nell'esercizio di un ciclo: dalla produzione di un distacco controllato al ritorno verso una presa sicura. L'orizzonte della prima finestra è quello del figlio, che si trova libero a metà, spinto verso il suo futuro da una forza materna che non sa lasciarlo andare completamente. La figura femminile resta in perenne secondo piano, ancorata a un ruolo di sostenitrice. Il cammino dell'individuo che subisce questa altalena poggia su basi terrene instabili ed è spettatore di un orizzonte dotato di ampiezza orizzontale ma non verticale.


« Se tu m’ ami » 2018 //Serie A la mer-e, domination et horizons

( Collage ) Riproduzione fotografica in cianotipia, carta, legno, acrilici 16 x 22,5 x 2,5 cm

Ferma e distante nella sua posa, la donna ha gli occhi liquidi e opachi, privi di ogni dettaglio, proprio come l'orizzonte che le sta accanto, blu intenso e perso. Nel secondo quadro il bambino si ritrova solo, accennato in uno sfondo troppo pesante e compresso in uno spazio troppo piccolo. E' il suo orizzonte che conquista il campo, un luogo buio, che spinge su una linea sottile per ora non ancora caricata di colore. Anche se questo caso rappresenta il binomio più duro di una relazione in cui il dominio ha ridotto enormemente il campo visivo di entrambi, la presenza di una striscia rosa intenso, rappresentazione della forza femminile, è l'elemento propulsore che se detonato può liberare ogni individuo dalla sua condizione di cecità.


SERIE Rue des Aveugles, 2018

Gessetti, carboncino, gesso liquido, sanguigna, grafite, matite

La serie "Rue des Aveugles" comincia il suo viaggio con l’obiettivo di esplorare il bisogno e il tentativo di ogni individuo di riconoscersi e definirsi.

« Che cos’è l’identità ?» Il linguaggio pittorico è per me un alleato prezioso: attraverso i tratti e le sfumature è in grado di evocare una delle nostre parti più autentiche.

Attraverso una serie di ritratti ho voluto rappresentare la relazione tra due livelli: il nostro sguardo allo specchio, immerso nella creazione di un'immagine sociale, e il nostro sguardo connesso a uno spazio intimo che si svela solo nel momento in cui allontaniamo la realtà che ci circonda. Lo spazio che intercorre tra due punti di osservazione è uno spazio di creazione, nel quale può nascere un dialogo: pittore - dipinto, fotografo - soggetto, sé sociale - sé privato. Il soggetto di ogni ritratto è stato dipinto in due pose: allo specchio e in posizione di chiusura. La sovrapposizione dei due "sguardi" fa trasparire una nuova immagine che parla di relazione, e soprattutto di quella relazione indissolubile che intercorre tra spettatore e oggetto osservato.


Crescita //Disegno in Polvere Opera d’arte creata per l’ed. 2015 del Fuori Salone di Milano, presentata alla mostra collettiva “Goodesign Natural circle” presso la Cascina Cuccagna. Soggetto: SEZIONE ORIZZONTALE DI UNO DEI CINQUECENTO ALBERI ABBATTUTI IN PIAZZA FRATTINI A MILANO NELLA PRIMAVERA DEL 2015 PER FARE SPAZIO ALLA NUOVA LINEA METROPOLITANA.

Gesso di Bologna, polvere di legno, cocciopesto, olio di lino, gommalacca, fondi di caffé, curcuma, fili d’erba, grafite, carboncino - 180 x 180 cm Le cellule che compongono il fusto di un albero fanno squadra. E non esiste una cellula che possa dirsi uguale a un’altra. Ognuna si adatta alle esigenze del momento perchè tutte sanno che continuare a vivere dipende dalla conquista di nuovo spazio e di nuova luce. In primavera disegnano la loro crescita attraverso anelli concentrici chiari, mentre in autunno decrescono segnando strade scure che portano all’arresto del periodo invernale. L’albero è fermo in un punto, mentre le sue cellule scelgono una forma e una posizione adattandosi ai mutamenti atmosferici. Il risultato ai nostri occhi è una mappa in cui l’uomo può perdersi tra curve, chiaroscuri, bassorilievi e fessure. Il movimento delle cellule è impercettibile, inesorabile, fino a che la natura glielo consente o i progetti dell’uomo glielo permettono. Il soggetto di questo disegno in polvere ha vissuto in un punto di Piazza Frattini a Milano fino a marzo 2015, mentre il percorso della nuova metropolitana è previsto nei pressi delle sue radici. A questo la pianta non può adattarsi, o meglio, con questo la metropolitana non può pensare di integrarsi. Per rispettare la grazia dei movimenti che le cellule disegnano e la logica di integrazione a cui rimandano ho pensato a un dipinto REVERSIBILE, come si fa per gli interventi di restauro ligneo. Si scelgono prodotti di origine vegetale o animale perchè rimovibili senza intaccare l’originalità del legno. Il dipinto se immerso in acqua calda scompare.

«Crescita – disegno in polvere», 2015


La maschera, 2019 tempere, gesso, grafite, carboncino, matite, carta

< L'extraordinaire commence à l'instant où je m'arrête > Maurice Blanchot

Decidere d'indossare una maschera che possa coprire il volto e si abbini al gioco delle stravaganze d'abito. Ecco che quando ci si sospende per essere qualcos'altro tutto può accadere, anche di scoprire il più profondo sé. Questo ritratto rappresenta la forza di uno sguardo che punta dritto a te. Attraverso i buchi di una maschera, i tuoi occhi scrutano senza imbarazzo, e possiedo il potere di aprire infiniti spazi.


/ Alexandra si sveste gessetti, carboncino, gesso liquido 20 x 22,5 cm


/ Alexandra si sveste gessetti, carboncino, gesso liquido 21 x 21 cm


/ Alexandra si sveste grafite, matite, carboncino 8 x 8 cm

Abbiamo bisogno di spazio e di competere con il movimento per realizzare atti di creazione. Il gioco che forma oscillazioni continue tra dentro e fuori di sé, tra passato e presente personale, può lasciarsi interrompere dalla realtà del viaggio. Se la necessità più forte di ogni individuo è potersi esprimere, osservo e sperimento come la libertà di movimento sia in alcuni casi obbligatoria per assolvere alla propria libertà di espressione. L'esempio che testimonia questa libertà e le sue conseguenti creazioni, è incarnato da Alexandra David Neel, colei che ha trovato il modo di mostrarsi ogni volta in una nuova forma, nonostante tutte le limitazioni del suo tempo. Scrittura, viaggio, ricerca, canto, spiritualità, alcuni dei suoi campi di azione.


VITTIME CONTRO DEI

Siamo tutti vittime. Passivamente vittime di quello che non ci diciamo e che non diciamo. Di quello che non decidiamo di cambiare. Della paura, del suo egoismo e della sua prepotenza. Passivamente vittime della libertĂ . Sentiti libero di accendere la luce quando non riesci a respirare e di spegnerla quando vuoi farlo. Sarai il dubbio, la coscienza e l'azione. E amare significherĂ  essere ogni cosa.

Annalisa Mantovani

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MOSTRA Pittura di Annalisa Mantovani: LE CIEL EST NU - Alexandra se déshabille //2019  

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