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Si comincia di solito (tra i 5 e i 15 giorni di vita) con quello più impegnativo che però regala immagini del tenero momento in cui state facendo conoscenza con il vostro cucciolo e lui se ne sta ancora nella magica posizione fetale. Un secondo incontro può avvenire intorno ai 4 mesi, quando le guance iniziano ad impolparsi e finalmente la fase ‘colichette e brufolini’ è

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In questi immagini Carlotta ritratta a 8 mesi

l primo anno di vita di un essere umano è caratterizzato da cambiamenti così rapidi che gli appuntamenti con il fotografo dovrebbero essere 4.


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passata, ma se proprio dobbiamo essere obiettivi ancora non ci sono state delle evoluzioni così grandi, soprattutto nei movimenti. Il terzo appuntamento va programmato verso i 7/8 mesi: a questa età il bimbo è in grado di stare seduto, se messo steso a pancia in giù si alza sulle braccia e cerca di rotolarsi. Infine arriva l’ultima tappa, che generalmente corrisponde al primo anno o, comunque, quando il bambino inizia a camminare.

Come tutti anche il fotografo professionista ha le sue preferenze e, in termini di soggetti da fotografare, da anni ormai ho capito che i miei preferiti sono i bambini intorno agli 8 mesi. Le forme morbide e burrose, la capacità di stupirsi e di cambiare espressione un numero infinito di volte, la dolcezza disarmante e due immensi occhi aperti sul mondo, queste sono le caratteristiche che adoro e che si tramutano in foto straordinarie, di quelle che non vi stancherete mai di guardare! Il servizio fotografico con bimbi di questa età, lo devo ammettere, è una corsa contro il tempo perché si stancano di tutto e lo fanno anche molto velocemente, ma vi assicuro che l’essere messi a dura prova dalla loro mente affamata di novità viene grandemente ricompensata dalla moltitudine di espressioni fantastiche e di sorrisi 6 I KNOCK THE EIGHT


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genuini. Durante questa sessione fotografica sarebbe importate la presenza di entrambi i genitori, o quantomeno di un genitore e di un’altra persona con il quale il piccolo ha confidenza. Questo mi sarà di molto aiuto perché mentre una persona vigila sui movimenti del piccolo (soprattutto al fine di evitare che cada o che si faccia male) l’altra mi può fare da spalla nell’attirare la sua attenzione, permettendomi di avere il soggetto in diverse posizioni ed espressioni. Sono le burrosità dei bimbi di

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8 mesi, quelle che più adoro fotografare: forme in grado di instillare un sentimento di tenerezza anche nel più burbero

TIPS Nella borsa che preparate per venire in studio ricordatevi di mettere capi dai colori soft e dai tessuti materici. Personalmente amo molto le trame un po’ grezze, il taglio vivo e i colori pastello. Se il bimbo ha un pupazzetto preferito potrebbe essere bello averne il ricordo in una foto… non dimenticate di portarlo!

degli esseri umani che tuttavia se ne andranno presto, cominciando a mutare con i primi gattonamenti e poi con i primi passi… sono convinta che sarebbe un vero peccato non avere una manciata di fotografie che ritraggano tanta fugace meraviglia. Per cogliere al meglio tutta la loro bellezza amo ritrarli con pochi abiti addosso e prediligo cose comode che non limitino i loro movimenti da bebè… non potrei mai rinunciare alla tipica posizione con i piedini in bocca per colpa di un paio di jeans troppo stretti!


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Vi racconto cosa succede dietro le quinte di un servizio di moda bambino. A novembre ho scattato la campagna SS 18 della linea di Elisabetta Franchi dedicata alle bambine. Il concept di questo servizio fotografico è stato proposto da Domenico Galluzzi, creativo pugliese che ha ideato un set giocoso ma attento alla personalità della collezione ‘La mia bambina’: ricco di dettagli dorati, palloncini, stelline, altalene e meravigliosi personaggi in cartapesta.

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1.Capi e accessori della collezione 2.Momenti di trucco e video di backstage (per vedere il video intero www.elisabettafranchi.com/ it_it/campaign/la-mia-bambina-ss18) 3.La costruzione del set 4.Anna, una delle modelle, al trucco 5.Cambio di outfit 6.Momenti di gioco 7.Ultimi ritocchi al set e alla modella 8.Provini delle immagini scelte 9.Foto di gruppo dello staff

foto di ANNA BUSSOLOTTO - backstage di LEO BROWN

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pesso il backstage delle immagini pubblicitarie che vediamo nei giornali di moda sono inimmaginabili per il pubblico , perchè dietro ad una fotografia perfetta si nascondono settimane di lavoro, di staff da 15 persone e tanta dedizione. Mi piacerebbe rendervi partecipi di tanto lavoro e raccontarvi brevemente come questa campagna ha preso forma! Tutto comincia con la creazione di un concept adatto al marchio 14 I KNOCK THE EIGHT

e alla collezione. In questo caso la linea ‘La mia Bambina’ di Elisabetta Franchi richiedeva un perfetto equilibrio tra l’infanzia spensierata e la passione per il bello e la moda. Un mondo fantastico dove le bambine amano essere comode e poter giocare liberamente, ma che allo stesso tempo non vogliono rinunciare a bellissimi abiti ricchi di dettagli, confezionati con tessuti preziosi. Trovato il concept lo si sottopone al cliente per l’approvazione finale, dopodichè entra in ballo il producer, una figura specializzata che, in constante comunicazione


con il fotografo, si occupa di convocare tutti i professionisti che lavoreranno al progetto, di individuare la location e di reperire tutto quello che può essere necessario quel giorno. Da un disegno su carta si passa così alla creazione dei ‘props’ di scena e alla progettazione della luce giusta, ( in questo caso mi sono avvalsa di un bravissimo direttore della fotografia: Giovanni Andreotta) si cercano le modelle nelle agenzie specializzate in bambini e si comincia pian piano a dare forma al tutto. Il giorno del servizio fotografico la tensione è alta, ma tutte le persone presenti sul set concorrono alla buona riuscita del lavoro, facendo in modo che le protagoniste della scena diano il meglio di sé interpretando abiti e richieste del fotografo, ma comunque divertendosi. Perché in fin dei conti sono bambine e in quanto tali, sono convinta, devono comunque vivere questa esperienza come un gioco.

DOMENICO GALLUZZI Nasce professionalmente nel Graphic Design, vi si specializza e ne sperimenta i vari canali di comunicazione. Successivamente esplora altri ambiti e si esprime con vigore nella scenografia, nella pittura e nella scultura, dimensioni artistiche che lo nutriranno di espressioni nuove, di creatività e che lo invoglierannno ad affacciarsi anche all’illustrazione per il Fashion Design.

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Inizio a prendere sul serio la fotografia in età adulta, e sento subito la necessità di formarmi in una scuola professionale. Mi sono diplomata in Fotografia e Arti Visive all’ISFAV di Padova. È sui banchi di questa scuola che scopro la passione per la Moda e soprattutto per il Ritratto. Il lavoro che presento all’esame

di diploma è una galleria di foto che cercano di cogliere la bellezza femminile nel momento più meraviglioso: la gravidanza. A posare per me è mia sorella: la prima di una lunga serie di modelle attraverso le quali esplorerò nel corso degli anni il tema della maternità e dell’infanzia. Dopo il diploma inizio a lavorare come fotografa di eventi, fino a che apro il primo studio con sala di posa per dedicarmi al ritratto, soprattutto di bambini. Parallelamente comincio a scattare immagini per cataloghi e pubblicità di strutture turistiche sia in Italia che all’estero. Nel 2011 inizio la prima collaborazione con Style Piccoli per i redazionali di moda e contemporaneamente vengo ingaggiata per i cataloghi e i look book di vari marchi di abbigliamento 0-12. Sono trai primi fotografi in Italia

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ad offrire ritratti di neonati e le mie immagini iniziano a comparire in riviste specialistiche. Nel 2012 IMAGE Mag mi dedica un’ampia intervista nella sua prima uscita; seguono 4 pagine di intervista su Spazio Italia, la rivista di bordo di Air Dolomiti; Digitale Camera nel 2014 presenta il mio lavoro in un articolo di 8 pagine. Ed ancora: Rai Tre, nella rubrica Costume e Società, manda in onda un servizio in cui spiego la mia filosofia di scatto mentre lavoro nel mio studio al ritratto di una famiglia. Infine, la rivista francese Photo Professional mi riserva ampio spazio nello speciale Portrait, dedicato al ritratto. Conferenze e progetti speciali consolidano la mia reputazione di ritrattista. Nel 2013 Canon mi invita a parlare di ritratto a Roma durante il Photoshow e a Milano al Fotografica. Nello stesso anno mi viene commissionato dall’ospedale di Treviso un


reportage per la mostra in onore dei 100 anni del reparto di pediatria. Nel 2015 il mio scatto iconico, un neonato che dorme su un tronco, viene battuto all’asta da Sotheby’s alla Triennale di Milano in ambito di una raccolta fondi per l’associazione Caf Onlus. La mia opera viene selezionata insieme a quelle di fotografi del calibro di Oliviero Toscani, Gabriele Basilico, Luca Campigotto, Francesco Jodice, Marco Glaviano, Otto Betmann, Carlo Borlenghi, Gian Paolo Barbieri, Maurizio Galimberti. Oggi, dopo 18 anni di lavoro, ho capito che la fotografia cresce in me giorno per giorno, dopo ogni incontro, dopo ogni mostra, dopo ogni bel film, e che lo spessore di un fotografo va a pari passo con la sua sensibilità interiore.

nel ritratto che nella moda, ho il privilegio di poter ritrarre l’essenza più incontaminata dell’essere umano, ma al contempo sono consapevole di non poter richiedere oltre ciò che il bimbo mi vuole dare. Per questo motivo il segreto di tutto sta nell’empatia. Entrare in contatto con il tuo soggetto è, nel bene o nel male, l’unico mezzo per creare un’immagine che abbia davvero qualcosa da dire.

ritratti con LeicaS, una macchina di medio formato con delle ottiche straordinarie, che mi consente di catturare il dettaglio più piccolo mantenendo una morbidezza e un’atmosfera che mi emozionano ogni volta. Questa scelta di qualità estrema si completa con stampe giclèe realizzate a mano per poter garantire al mio cliente un prodotto Fine Art degno di chiamarsi tale.

Parlo poco di attrezzatura perché penso che sia solo uno strumento al servizio della mente del fotografo, ma non nascondo di aver deciso di scattare i miei

Chi decide di regalarsi un ritratto merita il massimo e io lavoro con costanza e amore perchè ciò possa accadere.

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intervista

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COSA TI HA SPINTO A FARTI RITRARRE? Sono un medico legale e a fronte della mia attività lavorativa mi ritrovo spesso davanti a situazioni di grave sofferenza. Non si può rimanere indifferenti quando i pazienti ti raccontano come è cambiata la loro vita in seguito a un lutto, ad un sinistro stradale o dopo una malattia estremamente invalidante. Queste situazioni possono sovvertire totalmente l’essere umano sia nella propria fisicità che nella propria capacità di relazionarsi con i propri cari e con il mondo esterno al nucleo familiare. Questa condizione mi ha indotto a pensare a qualcosa di positivo per me stessa e per le persone che amo ossia mio figlio e mio marito. Ho pensato quindi di regalare ad Edoardo un book fotografico rappresentativo di una fase della mia vita che ritengo straordinaria: sono in salute, gioisco di tanto amore che mi avvolge e protegge, mi sento particolarmente gratificata della vita e dalla mia carriera professionale. Il mio intento è di lasciare nel cuore e 20 I KNOCK THE EIGHT

nella mente di Edoardo queste immagini che Anna mi ha regalato dalle quali traspare la mia gioia e la mia voglia di vivere. QUALI MOMENTI DEL RITRATTO TI SONO PIACIUTI DI PIÙ? In realtà non ve n’è uno in particolare: tutto è stato straordinariamente eccitante. Desideravo proprio che con i suoi scatti riuscisse a entrare nel mio cuore e nella mia anima. È stato un gioco bellissimo sia nella preparazione del servizio fotografico che durante lo stesso:

ricordo che mi sono molto divertita e ridevo tantissimo… Per un paio d’ore hai la sensazione di vivere come una diva del cinema… In buona sostanza sei la principessa della favola ove tutti sono ai tuoi piedi e ti ammirano. 3 AGGETTIVI PER DEFINIRE COME TI SEI SENTITA DURANTE E DOPO LO SHOOTING Durante la sessione fotografica mi sono sentita “strana”… È come se avessi liberato la mia anima e che il mio cuore potesse parlare al mondo. Certamente


Anna è riuscita durante gli scatti a farmi sentire bella, affascinante, sicura di me. I sentimenti al termine e nei giorni successivi alla shooting sono stati decisamente particolari. Credetemi: la mente, nei giorni successivi, mi riportava ad ogni minuto di quelle due ore trascorse con Anna. Tutt’ora ricordo perfettamente quell’esperienza, perché l’ho vissuta con il cuore e con l’anima. Indubbiamente la capacità di Anna di farmi sentire a mio agio e soprattutto di creare uno stacco tra me e il mondo all’esterno ha permesso la realizzazione di tutto ciò. A CHI CONSIGLIERESTI QUESTA ESPERIENZA? Consiglierei questa esperienza a tutte le donne che vogliono fare un regalo sia a se stesse, che ai propri cari. Si regala l’immagine del proprio cuore, della voglia di vivere, di tutto quell’amore che appartiene a quella splendida creatura che si chiama donna e mamma. QUALI SUPPORTI HAI SCELTO E QUALE AMI DI PIÙ? Indubbiamente quello che amo di più è il libro, dal momento che racconta l’esperienza nella sua totalità. Dalla preparazione ad ogni scatto, ad ogni sguardo, ciascun particolare diventa un momento indelebile, la prova tangibile dell’emozione che stavo vivendo. Non posso che ringraziare infinitamente Anna per tutto questo e darvi quest’ultimo messaggio: è solo vivendo quest’esperienza che potete comprendere ciò che ho cercato di raccontarvi. Le parole sono riduttive e certamente non esaustive per descriverla… Vivetela per Voi stesse. KNOCK THE EIGHT | 21


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adphoto ritratti su commissione +39 349 52 18 608 www.annabussolotto.com info@annabussolotto.com

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Magazine della studio fotografico delle fotografa Anna Bussolotto. Ritratti, fineart, viaggi...una visione di quel che accade in studio e an...

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