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Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n° 48) art. 1, comma 2, DCB Brescia

LA VOCE DELLA COMPAGNIA DI S. ANGELA • BRESCIA

OTTOBRE • NOVEMBRE • DICEMBRE 2011

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VOCE

DELLA COMPAGNIA DI S. ANGELA DI BRESCIA

OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE 2011

4 Via F. Crispi, 23 - 25121 Brescia Tel. 030/295675-3757965 c/c postale n. 12816252 Nihil obstat quominus imprimatur Aut. del Trib. di Brescia n. 24/69 del 5 sett. 1969 Direttore responsabile: D. Antonio Fappani Tipografia: Alfa - Brescia Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 nยบ 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia


Santo Natale Andiamo fino a Betlemme Andiamo fino a Betlemme, come i pastori. L’importante è muoversi. Per Gesù Cristo vale la pena di lasciare tutto: ve lo assicuro. E se, invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilìtà di un bambino, con tutte le connotazioni della miseria, non ci venga il dubbio di aver sbagliato percorso. Perché, da quella notte, le fasce della debolezza e la mangiatoia della povertà sono divenuti i simboli nuovi della onnipotenza di Dio. Anzi, da quel Natale, il volto spaurito degli oppressi, le membra dei sofferenti, la solitudine degli infelici, l’amarezza di tutti gli ultimi della terra, sono divenuti il luogo dove Egli continua a vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo. E saremo beati se sapremo riconoscere il tempo della sua visita. Mettiamoci in cammino, senza paura. Il Natale di quest’anno ci farà trovare Gesù e, con Lui, il bandolo della nostra esistenza redenta, la festa di vivere, il gusto dell’essenziale, il sapore delle cose semplici, la fontana della pace, la gioia del dialogo, il piacere della collaborazione, la voglia dell’impegno storico, lo stupore della vera libertà, la tenerezza della preghiera. Allora, finalmente, non solo il cielo dei nostri presepi, ma anche quello della nostra anima sarà libero di smog, prìvo di segni di morte e illuminato di stelle. E dal nostro cuore, non più pietrificato dalle delusioni strariperà la speranza. S.E. Tonino Bello


La parola del Superiore

a lettera agli Ebrei esorta i discepoli di Gesù a “tener fisso lo sguardo su Gesù, iniziatore e perfezionatore della fede”. È un consiglio sempre valido per tutti, perché il tener fisso lo sguardo su Gesù aiuta in ogni circostanza a fare scelte coerenti per mantenere fede agli impegni assunti e per orientare i passi verso la meta desiderata. Infatti chi tiene lo sguardo su Gesù, cammina seguendo lo stesso Gesù lungo la via della santità. Il tener fisso lo sguardo su Gesù vale per le persone singole, per vivere un’autentica conversione; ma vale anche per le comunità. Vale dunque anche per la Compagnia, in questo momento in cui è chiamata ad elaborare quelle modifiche richieste per l’aggiornamento del Direttorio, e, in particolar modo, per impostare in modo più coinvolgente la pastorale vocazionale.

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“Fissiamo lo sguardo su Gesù Cristo: ieri, oggi e sempre”

† Vigilio Mario Olmi

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La parola del Superiore eniamo dunque fisso lo sguardo su Gesù, per poter essere fedeli al disegno che Dio ha sulla nostra Compagnia. Ciascuna procederà sicura verso nuove tappe lungo l’itinerario iniziato con il Battesimo, quando in Cristo si è diventati “nuova creatura”, segnati dal carattere del battesimo e della cresima, e quando si è risposto alla vocazione del Signore. Con la consacrazione secolare voi avete assunto i tratti di Cristo casto povero e obbediente, secondo le indicazioni date da S. Angela. Anche oggi intendiamo rinnovare i santi propositi, affidandoci all’azione dello Spirito Santo. Con la sua luce, si può valutare meglio le tappe raggiunte nella imitazione di Cristo Redentore e Sposo superando difficoltà e incertezze, e rendere concreta la vigilanza necessaria per poter procedere con passo spedito. Egli, anche in futuro, continuerà ad essere luce per le scelte da fare. In questo ci è particolarmente di esempio e di aiuto la Vergine Santissima: ella ha sempre tenuto lo sguardo e il cuore rivolti a Gesù. Essendo piena di grazia, conosce meglio ciò che si deve fare per deporre l’uomo vecchio e rivestirsi dell’uomo nuovo, per vivere in grazia di Dio come si conviene a chi, dopo esser diventata nuova creatura nel battesimo, è stata scelta ad essere una intatta sposa del Figliuol di Dio. E poiché Maria, fatta la scelta verginale, voleva essere tutta di Dio, ha accolto con piena disponibilità l’annuncio dell’Angelo e fu tutta per Gesù fino alla fine. Dedicò tutta la sua vita per Gesù, da quando lo accolse nel suo seno, lo diede alla luce e lo accompagnò negli anni della vita privata e pubblica, fino sul Calvario. Come non pensare al suo sguardo su Gesù ai piedi della croce, mentre una spada le trafiggeva l’anima? O mentre lo sentiva pregare: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”, o quando le affidava Giovanni con le parole: “Donna ecco tuo figlio”?

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La parola del Superiore enendo lo sguardo fisso su Gesù man mano cresceva in sapienza età e grazia, riandava alle parole di Elisabetta: “Beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore”, e con la stessa fede accompagnò gli Apostoli nell’attesa dello Spirito Santo, che li avrebbe dotati di quelle risorse richieste per iniziare la missione di predicare il vangelo a ogni creatura. A lei si sono ispirati coloro che nelle varie tappe della storia, hanno ricevuto dallo Spirito Santo nuovi carismi per avviare tante nuove esperienze di autentica vita cristiana. Tra le tante esperienze di chi ha assunto la verginità per il Regno, si pone la figura singolare di Angela Merici, che, continuando a vivere nel mondo, ha fondato la Compagnia di S. Orsola, composta da “elette ad essere le vere e intatte spose del Figliuol di Dio”. Le sue figlie perciò continuano a guardare a lei, per essere in grado di custodire, come lei, il tesoro con cuore puro nonostante le difficoltà del presente. Come lei desiderano far propri i sentimenti del Cuore di Cristo, ricordando l’ammonimento di Gesù: “Non chi dice: Signore, Signore!, ma chi fa la volontà del Padre mio” è degno del regno dei cieli. Pertanto anche voi come S. Angela, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, saprete superare anche in futuro le difficoltà che si presenteranno, e saprete compiere scelte di un autentico aggiornamento nella fedeltà al carisma di S. Angela. Fecero così anche le venerabili Sorelle Girelli, quando sotto l’azione dello Spirito Santo accolsero le indicazione del vescovo mons. G. Verzeri e fecero rinascere la Compagnia di S. Angela. Fecero così tutte quelle figlie che, sul loro esempio hanno mantenuto vivo il carisma, fiduciose nella guida prudente del Vescovo, venerato come superiore e amato come padre. E poiché sono vissute come vergini sagge, man mano concludevano la loro vita, hanno sentito la voce che diceva: “Veni sponsa Christi, accipe coronam quam tibi Dominus praeparavit in aeternum”.

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La parola del Superiore Comportiamoci anche noi come loro. Teniamo fisso lo sguardo su Gesù Cristo giorno per giorno sia partecipando all’Eucaristia, sia sostando nell’ascolto della Parola o davanti al tabernacolo. Con lo sguardo fisso su Gesù Cristo saremo in grado di leggere gli avvenimenti, discernere le voci che esprimono opinioni e proposte e, con la guida del Pastore della nostra Chiesa, sapremo “seguitar quello che è certo senza pericolo, che l’incerto con pericolo. Tenete l’antica strada ed usanza della Chiesa, ordinata e confermata da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Divino e fate vita nuova”. E mentre accogliamo riconoscenti l’esortazione della Madre, la invochiamo insieme alle venerabili Girelli, per essere fedeli, certi che Ella “è viva in mezzo a noi, che vuole e può aiutarci e farci del bene in ogni conto”.

“VOCE” si fa “PORTAVOCE” di tutta la Compagnia per augurare a ciascuno in particolare un Santo Natale e Buon Anno Nuovo 2012

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La parola della Superiora

arissime, proseguiamo l’approfondimento della Preghiera a Sant’Angela Merici Compatrona della nostra Città e Diocesi così come il Superiore ce l’ha offerta:

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Dalla preghiera a Sant’Angela compatrona

Con Te rendiamo grazie allo Spirito Santo che ha plasmato il tuo cuore secondo i sentimenti di Cristo, e Ti ha ispirato a suscitare nella Chiesa la novità della consacrazione verginale nel mondo e a promuovere nella società progetti e propositi di concordia e di pace Dobbiamo cogliere innanzitutto la grande forza della parola “novità”: la consacrazione nel mondo oggi condivisa da molti altri istituti secolari è e resta per noi Figlie di Sant’Angela l’impegno costante di una vita sempre rinnovata: “e fate via nuova”. Questa freschezza di vita non

Maria Teresa Pezzotti

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La parola della Superiora è una promessa fatta una volta per tutte, né una serena conquista che si perpetua spontaneamente nel tempo: è una quotidiana fatica, che impone ogni giorno una presa di coscienza e una verifica della propria fedeltà al Vangelo vissuto nelle azioni, negli incontri, nelle decisioni piccole e grandi, senza affanno e inquetudine, ma con apertura, comprensione, condivisione, capacità di superare pregiudizi e schemi mentali. Infatti questa virtù della novità, che veramente interpreta il carisma mericiano, ha come frutto la capacità non solo di porsi come strumento di pace, ma anche di sostenere propositi e alimentare progetti serenamente costruttivi a cominciare dall’ambiente quotidiano di lavoro e di preghiera, di incontri per poterli continuamente animare con pazienza e umiltà.

Ed ora a Te affidiamo la nostra Chiesa: pastori, consacrati e laici uniti nella fede e nell’amore siano sacramento di Cristo per quanti qui vivono ed operano, soffrono e sperano La nostra “Chiesa”: forse il clima diffuso di individualismo ha fatto dimenticare anche ai fedeli la responsabilità di ciascuno nei confronti della Chiesa, sia perché essa è la madre che custodisce la certezza della nostra fede ed i valori eterni a cui cerchiamo di informare la nostra condotta sia perché, per il battesimo, ciascuno di noi è un membro vivo della Chiesa. Possiamo dunque dire che la Chiesa siamo anche noi, ciascuna con il suo ruolo nella comunità dei fedeli, ciascuna anche con la forza viva della sua personalità, espressa da un’intelligenza che vuol comprendere, un cuore, che vuol amare, una volontà, che vuole seguire la strada indicata dalla Provvidenza. Il sentirsi dentro un cammino provvidenziale aiuta a meglio capire i compiti che a ciascuno Dio assegna.

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La parola della Superiora Qual è allora l’incarico specifico affidato a una consacrata nel mondo, a una Figlia di Sant’Angela? La consacraizone a Dio vissuta nella trama dei giorni accanto ai fratelli laici chiede di essere “sacramento di Cristo”, cioè segno visibile dell’invisibile, grande amore di chi ha accettato, rinunciato a una propria famiglia, di donarsi a tutti perché quanti “vivono e operano, soffrono e sperano” siano accolti e consolati, sostenuti “qui”, in questo luogo, in questo momento, con queste persone.

Con Te trepidiamo per i nostri fratelli che come ciechi non conoscono o non si curano di conoscere l’amore di Cristo Crocifisso e per i quali eri disposta a versare il tuo sangue La parola “trepidiamo” induce a una riflessione attenta che meglio fa capire l’atteggiamento veramente cristiano di fronte a tanta cecità, dovuta a superficialità o a mancanza di un senso o addirittura a presuntuosa cocciutaggine, dalla quale molti, intorno a noi, sembrano essere afflitti. Trepidare significa essere in ansia tra le opposte sollecitazioni del timore e della speranza, in attesa della realizzazione di qualche cosa di importante. E importante è senz’altro il recupero di un clima di più disponibile ascolto della Parola di Dio. Il VII e l’VIII Ricordo di Sant’Angela sono tutti ispirati a questa materna trepidazione che non ignora il male, ma non perde la fiducia in un futuro guidato dalla “paterna mano di Dio”. Se li rileggiamo con attenta meditazione, ci possono essere veramente di aiuto. L’augurio è “interiorizziamo” bene quanto il testo della preghiera offre, così da poter aiutare altri a conoscersi e a chiedere grazie a Sant’Angela.

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Alle sorelle ammalate

Sorelle carissime, il tempo scorre inesorabile, sembra ieri aver vissuto il mistero della Risurrezione, che già ci apprestiamo a rivivere la gioia della nascita di Gesù in questa misera terra. Questo grande Dono, che il Padre ha fatto a noi uomini e donne, per dimostrarci quanto ci ama ci porta a riflettere sul significato della nostra nascita. Dobbiamo riconoscere che la nostra vita ci è stata donata; tale riconoscenza ci deve rendere più umili e disponibili al perdono nella consapevolezza che il nostro operare è la conseguenza di quanto continuiamo a ricevere dal nostro Creatore. Non solo siamo state chiamate alla vita ma anche ad una alta vocazione, come dice S. Angela: “essendo voi state elette ad essere vere e intatte spose del figliolo di Dio; vogliate riconoscere quale ammirabile dignità sia questa ...”. Più volte il nostro Superiore, Mons. Olmi, ci ha prospettato come vivere questa dignità di spose: “È proprio della sposa porsi in atteggiamenti di ascolto per penetrare nel cuore, comprendere e condividere i sentimenti dello Sposo ... La risposta riconoscente della vergine consacrata si esprimerà ora nella preghiera della lode, ora nella purificazione, ora nel sacrificio… così da rendere la fedeltà, atteggiamento normale di chi tende alla piena comunione e attende con fiducia la gioia perenne della vita senza fine”. (da Spiritualità mericiana, cap. 1°). Anche in questo anno, parecchie sorelle sano state chiamate a vivere la vera gioia di stare per sempre con il Signore, reso questo possibile dalla loro fedeltà alla Regola e alla Grazia di Cristo Sposo che le ha aiutate a maturare la convinzione di essere testimoni di santità.

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Alle sorelle ammalate Lo scrittore cattolico Stalker così si esprime: “Dobbiamo nascere due volte per vivere ... dobbiamo nascere nella carne e poi nell’anima. Le due nascite sono come uno strappo. La prima proietta il corpo nel mondo, la seconda lancia l’anima fino al Cielo.” Ecco allora, che il Padre buono e misericordioso manda incontro a noi il suo Figlio. L’Incarnazione è la fonte della dignità della nostra vita di consacrate; noi siamo importanti agli occhi di Dio al punto tale che Lui ha voluto condividere la nostra sorte, venendo a liberarci dalle nostre paure, dalle nostre fragilità umane. ed è venuto a noi per portarci la Gioia che rende meno difficile il nostro fragile cammino, continuando tuttora a condividere la sua Gioia con tutta l’umanità e con noi, pur anziane ed inferme. Meditiamo le parole che l’Angelo Gabriele disse a Maria quando le annunciò che sarebbe diventata Madre del Figlio di Dio: “Ti saluto piena di Grazia, il Signore è con Te”. Al momento della nascita di Gesù gli Angeli annunciano ai pastori: “Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo…”. Maria ci insegna ad esultare e gioire, a ringraziare per il dono dell’Emanuele, del Dio con noi, della certezza che Dio ci accetta per quello che siamo. Soffermiamoci a rivedere la storia della nostra vita e ci accorgeremo di quanti interventi l’Amore di Dio ha fatto in noi. Buon Avvento e buon Natale! Fraternamente Enrica L.

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Spiritualità

Il silenzio dopo l’Omelia

Spiritualità

C’è silenzio e silenzio. C’è quello dell’inerzia. Esiste quello del singolo che si chiude nel suo individualismo e si isola. Quello frutto della distrazione che porta al sopore; quello dopo l’omelia è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato. Il significato e la funzione del silenzio nella celebrazione è molteplice proprio perché assume variegate tinte a secondo della natura sia dei singoli sacramenti o sacramentali in cui il silenzio è praticato, sia in rapporto ai differenti momenti nella celebrazione stessa. Esiste, di fatto, il silenzio concomitante a gestualità quali: l’imposizione delle mani sui nubendi, sugli ordinandi, sui malati, sulle oblate, su coloro che si devono benedire; la prostrazione delle Vergini, degli ordinandi, dei celebranti (Venerdì Santo); la genuflessione di adorazione al Santissimo Sacramento, dopo la proclamazione della Passione nella Settimana Santa. In genere questo silenzio sta a dire presenza e azione dello Spirito Santo. Anche il silenzio dopo l’omelia possiede una valenza in relazione allo Spirito Santo; ma una attenzione viene posta sulle necessità degli spazi di silenzio dopo l’omelia ricordandone i dinamismi da cui si comprende la inderogabilità del silenzio in causa. Il silenzio non è sospensione della celebrazione in atto, bensì è parte della celebrazione. Il silenzio è concreta ed ulteriore possibilità di superare un certo atteggiamento di estraneità o di semplice recezione-audizione della Parola di Dio proclamata e “attualizzata” dall’omelia. Il silenzio è celebrazione del dialogo tra il Dio Tripersonale e la persona del fedele che per natura stessa della liturgia è in posizione

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Spiritualità di inter-azione con gli altri fedeli che partecipano all’azione liturgica in atto. Il silenzio dopo l’omelia, caldeggiato dai testi liturgici, non deve snaturare il ritmo celebrativo. Il silenzio in causa è per promuovere la partecipazione attiva all’evento che si sta celebrando. Il silenzio è per l’interiorizzazione della Parola di Dio e per l’applicazione personalizzata dell’omelia. In tal modo si inizia ad avvicinarsi alla piena partecipazione: pari all’esordio della fruttificazione dell’annuncio ascoltato, accolto e non disperso o vanificato. Il silenzio dà modo ai fedeli di raccogliersi in esame di coscienza e smuoversi intimamente e proficuamente alla conversione. Il silenzio dà l’avvio a quel moto circolare tra la Parola di Dio-omelia, Fede, conversione fino all’età matura in Cristo. Il silenzio nella liturgia non è una cerimonia, né una sosta del celebrare; è piuttosto una sospensione di ogni gesto, parola,

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Spiritualità rito; un entrare nel cuore della celebrazione. Non è un punto morto, ma un momento culmine. Sta ad indicare la presenza e l’azione dello Spirito Santo; esse portano alla docilità, alla preghiera, all’adorazione, alla contemplazione, alla realizzazione, nella propria esistenza, di quanto lo Spirito suggerisce nell’intimo. Il silenzio liturgico, quindi, è richiamo alla disponibilità per l’azione dello Spirito. Egli parla nel silenzio; per sentirlo bisogna far silenzio. Riempirsi di silenzio è aprirsi allo Spirito Santo: per sentirlo, ascoltarlo, essergli docili e docibili. Il silenzio di adorazione e di contemplazione è la miglior apertura per accogliere la parola di Dio. Il silenzio è il primo gradino per vivere la parola del Signore. Il silenzio dopo l’annuncio della parola di Dio è via all’interiorizzazione e all’adeguamento della parola di Dio a noi e di noi alla parola di Dio. Il silenzio fa percepire la presenza del soffio dello Spirito. Egli lascia intuire tante cose e può soddisfare i bisogni di ciascun fedele, alimentando nel silenzio la ricerca e la riflessione su ciò di cui ognuno sente il bisogno per configurarsi a Cristo. Dove più profondo e intenso è il mistero, più alto è il silenzio, più operante è lo Spirito. Effettivamente, se la celebrazione liturgica non è segno dello Spirito, essa è nulla. La vera essenza dell’azione liturgica è l’essere epifania dello Spirito e dono dello Spirito con i suoi molteplici carismi. È nell’azione liturgica che i partecipanti devono essere in sintonia e in sinergia con lo Spirito, che attua la parola di Dio. Ed è appunto nella celebrazione che, sia personalmente sia comunitariamente, ogni fedele più facilmente dovrebbe essere docile allo Spirito per superare il fatto che i messaggi contenuti e trasmessi dalla Parola di Dio sono, per sé, disgiungibili dalla vita, non siano mai disgiunti. Rosa P.

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Spiritualità

Sull’esempio di Sant’Angela essere in grado di prendersi cura di donne sole È di moda oggi “farsi paladini di qualcuno”. Sant’Angela, sia per la sua concreta esperienza di vita, sia per l’innata scelta di farsi carico di colui che ha bisogno, ha orientato il suo agire verso persone e soprattutto in modo particolare verso donne “sole”, cioè non maritate. Il matrimonio, e perciò la vita di famiglia, ieri specialmente, era una garanzia di sicurezza, come del resto per molti altri lo diventava la vita consacrata, specialmente se diretta alla scelta del convento. Le donne “nubili” rappresentavano una categoria anomala e perciò alla balia di benpensanti, ma anche di maleintenzionati. Fece, quasi subito, alcune scelte di intervento ben precise: – conoscere con organicità la situazione di vita della persona della quale interessarsi – avere la certezza e l’informazione di come viveva nella realtà familiare o sociale di lavoro – individuare i bisogni a livello materiale, economico e morale – prendere contatti con le persone responsabili della vita della persona, senza creare contrasti, ma unicamente per offrire proposte di soluzione.

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Spiritualità Sant’Angela non temeva il confronto, pur essendo apparentemente fragile; non si lasciava condizionare dal ceto sociale delle persone da contattare e neppure era facile alla rinuncia: sapeva tornare all’attacco nel momento opportuno, anche cambiando metodo di approccio. Oggi la situazione è molto diversa. La persona sola, e soprattutto la donna, vive momenti di grande autonomia e libertà: di vita, di organizzazione del tempo, di divertimento, di lavoro... I singles sono molto spavaldi, sicuri ed autonomi. Ognuno, però, nella sua autonomia fa scelte specifiche: chi punta tutto sul lavoro, chi si concentra sul divertimento, altri ancora si dedicano a capofitto all’estetica(passeggiate a piedi, corse, palestra,ecc...). Tutti però hanno un desiderio: la compagnia di qualcuno per trascorrere certi momenti delicati della giornata, della settimana, delle vacanze... E spesso, nei colloqui, emerge ...la solitudine dei soli. Una solitudine spesso mascherata, una solitudine a volte di rottura, una solitudine spesso di insoddisfazione interiore che sfocia poi...nella depressione, nel bisogno del farmaco... Qui si innesta il lavoro e la scelta di chi vuole agire come Sant’Angela. In primo luogo è necessario essere vicini alle persone sole: con una telefonata, con un biglietto, con una visita, con un coinvolgimento diretto o indiretto in una attività (so che sei brava a …; mi puoi dare una mano?) Inoltre non bisogna temere di fare delle proposte ben precise: perchè non fai delle vacanze di servizio per un anno? Perchè non dedichi un fine settimana ad una comunità religiosa che gradirebbe la tua opera “artistica”? Se conosciamo le persone, riusciamo anche a caratterizzare le proposte fatte ed a renderle più incisive. Inizia così una azione di accompagnamento che rende “amici”.

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Spiritualità Gli antichi romani dicevano: Amicitia aut pares invenit, aut pares facit! L’amicizia o ci trova già simili o ci rende tali nel tempo. Scatta a questo punto la proposta dell’impegno per gli altri o, più precisamente, della consacrazione a Dio attraverso il servizio ai fratelli, pur rimanendo nel mondo, pur svolgendo una mansione lavorativa comune e dimorando nella nostra casa. Forse il vero carisma di Sant’Angela può essere oggi la salvezza per molte persone: uomini e donne soli, alla ricerca di un significato della loro vita. Certamente qualcosa va cambiato nella concretezza della quotidianità, forse alcune modalità vanno riviste e riaggiornate, forse certe linee di azione vanno ripensate, però nello spirito di Sant’Angela: essere apostoli nella quotidianità e nel mondo. La divisa può contare: serve di più l’animo del servizio. Il luogo di vita può essere di aiuto ed una salvaguardia: per le strade del mondo, a scuola, nelle corsie di ospedale, in un ufficio...si può parlare di vocazione e di consacrazione con più incisività e con più forza per trascinare a Cristo tanti incerti. Sant’Angela ci inciterebbe, oggi, a fare così. Prof. Angelo Metelli

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Attualità

"Ricercati” 60mila infermieri

Don Franco Frassine

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Ospedali, cliniche e ambulatori pubblici o privati sono alla ricerca di personale infermieristico e nonostante 6.730 infermieri stranieri che operano un po’ in tutto il Paese, la carenza di personale si fa sentire ovunque. In ltalia i medici sono 367.000, gli infermieri 350.000; 244.000 lavorano nelle strutture pubbliche, 104.400 in quelle private. I posti disponibili sono 60.000, lo stipendio medio mensile di un paramedico è di 1.600 euro. Gli infermieri laureati (dal 2001 per diventare infermiere è necessario frequentare un corso universitario di laurea triennale) sono 7.000. Ogni anno 17 mila operatori paramedici vanno in pensione, ma ne vengono assunti solo ottomila: fin qui le cifre. Perché questa crisi? ci si domanda. Da noi la figura dell’infermiere è da sempre considerata gregaria, relegata dall’immaginario collettivo a un


Attualità ruolo subalterno, semplice comparsa di fianco al vero protagonista della sanità: il medico. Da dieci anni, la certezza di ottenere un lavoro garantito è affidata a un percorso di studi universitari per il conseguimento della laurea in infermieristica; le iscrizioni alla facoltà superano i posti a disposizione, anche se sovente mancano le risorse per le scuole. Parrebbe la quadratura del cerchio, ma, spesso, l’iscrizione all’università è la seconda o la terza scelta: un ripiego. E si sa che gli studenti poco motivati non arrivano alla laurea: il lavoro è difficile, bisogna sceglierlo con convinzione, e anche gli stranieri, magari già preparati, vanno incontro a non poche difficoltà nei reparti. Il primo problema per gli stranieri, comunitari o no, è senz’altro la lingua. Nella professione, entrare in comunicazione coi malati è fondamentale per capire i bisogni, prevenirne le necessità e trasmettere le informazioni. “In che situazione può finire per trovarsi - afferma un’infermiera professionale - chi non parla l’italiano? Puoi essere preparato fin che vuoi, ma se non sai

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Attualità leggere le istruzioni per la somministrazione di un farmaco, non sai come fare”. Gran parte degli infermieri stranieri arriva in Italia attraverso agenzie di lavoro interinale che hanno sede nei Paesi di provenienza e che sono collegate con cooperative o agenzie italiane. A queste sì rivolgono le aziende ospedaliere - prevalentemente private- che hanno bisogno di coprire uno o più posti in organico: l’agenzia si fa carico di tutto, di trovare l’alloggio al candidato, di iscriverlo al Collegio infermieri della regione presso cui opererà. “Per ottenere l’iscrizione al Collegio, natura1mente - afferma un dirigente d’agenzia bisogna sostenere un esame”. In Lombardia queste agenzie reclutano quasi tutto il personale che si occupa dell’assistenza domiciliare, molti dei loro assistiti lavorano nelle case di riposo e nelle cliniche private; e la laurea o il diploma del personale straniero ottiene la validità da un’apposita commissione a Roma. Investire quindi sulla formazione di questa categoria, così necessaria, è evidentemente una priorità. “È” necessario che gli infermieri diventino un punto di riferimento per il paziente, una figura credibile, capace di dare risposte, orgogliosa del proprio ruolo. “Il personale motivato - afferma un dirigente scolastico - è quello forte della propria competenza, sulla cui formazione si è investito. Non sempre le facoltà d’infermieristica ottengono dalle aziende e dalle università risorse adeguate al compito. Se avessi più aule, potrei avere più studenti. Se ci fossero più studenti, ci sarebbero più infermieri”. Certo, questa laurea ottenuta degli infermieri, può modificare la valutazione finora data a questi benemeriti lavoratori. Alla professionalità usata, all’umanità palpabile, alla competenza riconosciuta, va aggiunto un altro valore poiché l’esercizio della medicina - sia pure riservata al settore specifico - è basato sulle conoscenze, sulla preparazione, quindi arricchisce e completa l’assistenza, anche quella dettata da sentimenti o da semplice prestazione da lavoro.

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Missioni ad extra

Dal Brasile Dal 12 al 28 luglio scorso sono state sulle orme di Sant’Angela Merici, visitando i luoghi nei quali la nostra Santa è vissuta e ha svolto la sua missione, Dalva e Regina due Figlie brasiliane della Compagnia di Sant’Angela. Maria Lindalva da Siva Santos e Regina Aleves di Souza vivono nella cittadina Sào Geraldo do Araguaia nella regione del Parà e svolgono la loro attività nella Parrocchia di Cristo Libertador. Hanno conosciuto la figura e il carisma di Sant’Angela negli anni in cui Fulvia e Lucia hanno lavorato con due sacerdoti bresciani, Don Giovanni Magoni e Mons. Piergiuseppe Conti, ora Vescovo di Macapà e in quel periodo vescovo di Conceição Do Araguaia. Da quell’ esperienza di collaborazione nella pastorale della parrocchia e della diocesi, Dalva e Regina hanno maturato la scelta della loro consacrazione laicale e di dare inizio alla Compagnia di Sant’Angela in Brasile. Dalva, aiutata e seguita nella formazione spirituale mericiana da Lucia e da Fulvia, in seguito ha coinvolto in questa nuovissima esperienza di consacrazione laicale Regina e un’altra giovane, Raimondinha. Il 31 gennaio 2010, Dalva ha emesso la sua professione perpetua. Questo fatto è di grande importanza perché ora la Compagnia è a tutti gli effetti presente nella Diocesi di Conceição Do Araguaia. A Dalva è affidata anche la formazione di Regina, che ha emesso la sua professione temporanea, sempre il 31 gennaio del 2010 alla presenza del Vescovo, e la formazione di Raimondinha che da un anno ha iniziato il suo cammino. Il Vescovo, contento di questa presenza di consacrate nel mondo, le sostiene spiritualmente e nell’azione pastorale a vasto raggio nella quale sono coinvolte a livello diocesano e a livello parrocchiale godendo la stima e la simpatia di molti. Durante i giorni trascorsi in Italia, Dalva e Regina hanno potuto

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Missioni ad extra toccare con mano, visitando i luoghi di Sant’Angela, l’esperienza, la spiritualità e le varie iniziative che la Compagnia svolge nella nostra Diocesi. A Brescia hanno trascorso alcuni giorni in Casa Sant’Angela, si sono potute raccogliere in preghiera nel Santuario che custodisce le spoglie mortali della Santa e condividere la vita delle nostre ‘angeline’. Accompagnate da Maria Teresa Pezzotti, la Superiora della Compagnia nella Diocesi di Brescia, hanno visitato a Desenzano e a Salò i luoghi in cui la Santa è vissuta. Più di una volta sono state presenti nei momenti liturgici nelle varie Chiese di Salò e in modo particolare nella Chiesa di San Bernardino frequentata da Sant’Angela nel suo soggiorno salodiano. Hanno poi visitato Roma con la sorpresa di trovare la statua di Sant’Angela nella basilica di

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Missioni ad extra San Pietro. Fatto curioso: hanno pure visto per la prima volta la neve in una passeggiata in alta montagna. Ciò che premeva loro era però di vedere e sperimentare concretamente l’esperienza di come le Figlie della Compagnia, nel nostro tempo, vivono la loro quotidianità secondo gli insegnamenti di Sant’Angela nelle loro pratiche religiose e nello svolgimento delle varie attività parrocchiali.. Nella loro missione in Brasile, le due Figlie di Sant’Angela non sono solo sostenute spiritualmente, ma anche con aiuti concreti da Brescia; infatti si deve alla Compagnia di Brescia la costruzione degli ambienti destinati alla loro attività pastorale. In questa rete di aiuti si inserisce anche la nostra Parrocchia di Salò, attraverso il gruppo missionario che ogniqualvolta ne ha disponibilità, non manca di rendersi presente in modo generoso manifestando la solidarietà dei salodiani. Prima della loro partenza per il Brasile, Dalva e Regina hanno incontrato il gruppo missionario di Salò manifestando il loro grazie per l’aiuto economico ricevuto e hanno parlato della loro esperienza di vita cristiana, di consacrazione nel mondo e delle loro attività in una terra così lontana da noi. Don Pierluigi Tomasoni Curato di Salò

arissime Figlie di Santa Angela Merici, all’inizio, quando decidemmo di venire in Italia, con l’appoggio della Compagnia di Santa Angela di Brescia per vedere proprio dal vivo i luoghi della nostra Santa, ci sembrava difficile e quasi impossibile: ma successe veramente e tutto è andato molto bene ed è stato bellissimo, graças a Deus (grazie a Dio). Il nostro sogno e il grande desiderio, che avevamo nel cuore, era soltanto quello di poter vivere alcuni giorni sulle pegadas (orme ) della

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Missioni ad extra testimonianza di Santa Angela attraverso le sue Figlie e, non ultimo, quello di rivedere le sorelle Fulvia e Lucia. Carissime, non sappiamo come esprimere l’emozione che abbiamo provato nel visitare il Santuario con il corpo della nostra Santa!!! è raffigurato proprio così nello stesso quadro che abbiamo appeso nella nostra casa, ma non è la stessa emozione che si prova! Da quando Maria Teresa e Lucia ci hanno accompagnato a visitare i luoghi, i simboli della storia di Santa Angela, noi abbiamo subito capito che Angela è sempre stata perseverante nel suo cammino ed ha sempre testimoniato con fermezza di essere veramente la Sposa di Cristo. La sua vita ha avuto tanti alti e bassi, ma mai in nessun momento si è persa d’animo e ha continuato, con tanta fede nel suo Sposo, la sua missione coraggiosa quanto nuova per quel tempo e per noi oggi nella nostra terra brasiliana. Carissime sorelle, ricordiamo con tanta tenerezza le Grezze dove è nata e vissuta con la sua famiglia e che sembra molto alle nostre case povere e semplici di San Geraldo. A Desenzano nel centro della piazza abbiamo visto con orgoglio la grande statua della Santa ergersi a patrona della città. Roma! Città eterna, maestosa, piena di ricordi antichi e troppo bella per raccontarla: è stata una continua sorpresa ... nella grande basilica di San Pietro con grande meraviglia abbiamo visto la nostra Santa Angela in una nicchia là in alto a sinistra dell’altare maggiore, siamo state a guardarla lungo tempo perchè ci sembrava volesse parlare ... Quante emozioni!!! Ricordiamo con gioia l’incontro con il nostro ex parroco di San Geraldo, don Giovanni Magoni, ora parroco di Montecchio, il quale ha voluto trascorrere insieme un giorno per ricordare gli anni di missione passati nella nostra terra. Ma la città di cui parliamo tanto è Brescia, ricca di Chiese, di ricordi e di simboli che ci dicono della nostra Santa Angela molto venerata dai bresciani fino a proclamarla compatrona della città. Ma la sorpresa è

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Missioni ad extra stata la “casa Sant’Angela, “la nostra casa..”, dove siamo state accolte con amore e tutte le volte che rientravamo ci sembrava di ritornare alla nostra casa. Sono stati per noi giorni indimenticabili sia quando la sera ci si riuniva per le preghiere, sia quando la mattina partecipavamo alla Santa Messa nel santuario, sia persino nell’ora dei pasti quando si conversava e si cantava felici di essere insieme a tante sorelle, Figlie di Santa Angela, nostra madre. L’incontro con le sorelle anziane della casa Girelli ci ha lasciato un ricordo commovente... Tutto abbiamo messo alla presenza di Gesù perché tutte noi facciamo parte della sua missione. Al nostro ritorno a casa la gente era lì ad accoglierci con tanto entusiasmo, desiderosa di sentire raccontare la nostra meravigliosa avventura. Ringraziamo il Signore per averci dato l’opportunità di passare alcuni giorni insieme a Fulvia e Lucia nella casa di Salò. Carissime, perdonateci se abbiamo dimenticato qualche cosa .... forse la ritroveremo nelle tantissime foto che abbiamo scattato. Questo viaggio ci ha lasciato molto più forti e sicure di aver fatto una scelta di vita, la migliore. Per questo non ci stancheremo mai di ringraziare il Signore. Con tanta nostalgia abbracciamo tutte. ad una ad una Dalva e Regina

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Cronaca

PELLEGRINANDO. A piedi da Brescia a Mantova Da una piccola storia, sulle orme di S. Angela, può sempre nascere qualcosa di buono Da otto anni un bel gruppo di persone della nostra comunità parrocchiale di Sant’Angela Merici di San Polo e altri amici, sta facendo con regolarità l’esperienza del pellegrinaggio a piedi camminando verso luoghi sacri della nostra provincia e di altre regioni italiane e europee. È iniziato tutto nel 2004 quasi per caso, dopo ripetute discussioni tra amici sulle modalità di affrontare il cammino di Santiago de Compostela, poi mai fatto in gruppo. Alla fine, tra coloro favorevoli a partire presto e subito e quelli contrari a partenze alla garibaldina, si raggiunse un compromesso: mettiamoci alla prova concretamente, simulando, a casa nostra, un paio di tappe del famoso Cammino . Considerato che si era nel mese di Maggio è stato proposto un itinerario mariano: camminare dal Santuario Madonna di Valverde di Rezzato a quello della Madonna del Frassino a Peschiera, con sosta al Mericianum di Desenzano in onore di Sant’Angela nostra patrona. Poco meno di 50 Km facili, facili, da fare tutti insieme…. ma alla partenza si presentarono solo due pellegrini che, per nulla scoraggiati, si incamminarono lungo un percorso che si rivelerà poi pieno di sorprese e di sviluppi impensabili. Dopo questa bella esperienza è stato naturale proporne altre, con un susseguirsi di percorsi sempre più ricchi di incontri e di occasioni di meditazione e preghiera, personale e di gruppo. Sorprendentemente le adesioni furono sempre più numerose. In modo particolare il cammino mericiano da Brescia a Desenzano- proposto ogni anno nel periodo quaresimale attirò sempre più persone, basti pensare che lo scorso 19 Marzo ad arrivare a Desenzano, a piedi, eravamo in più di 130

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Cronaca pellegrini, grazie anche alla forte partecipazione della comunità di Calcinato. È una tradizione, ormai, che da questa parrocchia, che vanta nel suo passato una importante presenza delle Figlie di Sant’Angela, si mettano in cammino moltissime persone, che si congiungono al gruppo di Brescia verso Salago di Bedizzole. Il colpo d’occhio è spettacolare: un fiume di gente si snoda per le colline moreniche dell’entroterra gardesano verso sant’Angela. A partire dal 2011 si è inaugurato con successo il pellegrinaggio del 27 di gennaio, festa di sant’Angela. Quel giorno i pellegrini partono dalla casa natale di Angela, alle Grezze di Desenzano, per arrivare nei luoghi in cui è morta ed è sepolta, nel chiostro e nella chiesa di S. Afra oggi S. Angela Merici, per la messa celebrata dal vescovo di Brescia. È bello vedere arrivare, nella chiesa piena di fedeli, questi pellegrini stanchi e, nonostante il freddo, sudati ma felici. Del resto non poteva essere diversamente, considerata l’importanza dei pellegrinaggi nella formazione del carisma di Angela e, dunque anche per la fondazione della Compagnia di S. Orsola. Infatti sant’Angela ha ampiamente praticata questa forma di devozione, soprattutto dopo il suo arrivo a Brescia nel 1516. La documentazione archivistica testimonia i suoi viaggi a Mantova, Cremona, Soncino, Varallo Sesia e poi ai luoghi santi della Cristianità: Gerusalemme e Roma. Riflettendo sui pellegrinaggi fatti da Sant’Angela ci è sembrato naturale pensare che la nostra personale esperienza di vita e di pellegrini poteva arricchirsi, ripercorrendo le stesse strade da lei fatte. Da qui la l’idea di creare un “circuito mericiano” che comprenda tutti gli itinerari fatti da quella grande pellegrina che fu la Merici. È nato così il primo pellegrinaggio a piedi da Brescia a Mantova, nel ricordo del primo “cammino” fatto da Angela nel 1522 per recarsi a pregare sulla tomba della Beata Osanna Andreasi. Così dal 6 al 9 ottobre di quest’anno una ventina di amici hanno percorso in quattro giorni circa 110 chilometri, dormendo e mangiando “alla buona”.

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Cronaca Durante il cammino ci siamo interrogati sulle motivazioni che avevano spinto Angela alla tomba della Beata Osanna Andreasi, morta stigmatizzata pochi anni prima. Possiamo supporre che avvertisse indubbiamente il richiamo della mistica mantovana, ma crediamo che oltre a questo ella fosse alla ricerca di una nuova definizione della propria vita spirituale, in parte già praticata e che forse cominciava ad intuire, ma che forse non riusciva ancora compiutamente ad esprimere e che probabilmente non poteva più essere contenuta nel modello del Terzordine di S.Francesco. Infatti, pur sapendo quanto di S. Francesco vi sia nella sua Regola, già in questo periodo la sua spiritualità cercava altre vie. Non si può dimenticare che anche da un punto di vista psicologico Angela dalla provincia è passata in città, è passata da una spiritualità raccolta ad una vita pubblica. Non stupisce quindi la sua

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Cronaca volontà di conoscere un altro modello di santità, incarnato da una terziaria come lei, sia pure domenicana, che era riuscita compiutamente a coniugare misticismo, il dono della profezia con una grande santità di vita praticata nel mondo. Nuova definizione della propria vita spirituale, spiritualità che cerca altre vie, conoscere altri modelli di santità: il comportamento di Angela fa riflettere. Lei, portatrice nel cuore della visione del Brodazzo e destinataria di una grande missione, sembra mettersi in un atteggiamento di conversione permanente per dare tutto lo spazio possibile alla sovranità del disegno di Dio sulla propria vita. Per questo al nostro cammino verso Mantova abbiamo voluto dare il titolo: “In cammino per dialogare, in dialogo per scoprire tracce di santità”. È un programma, sintetizzato nella preghiera composta dalla nostra Mariella: Ti preghiamo, Signore, che il nostro cammino non sia un vagare errabondo senza memoria né del luogo cui si tende né di quello cui tornare. Che il nostro segnare la strada, passo dopo passo, sia lasciare impronte, tracce di incontri che anticipano la meta, come ponti tra terra e cielo. Che il nostro vedere distratto e vago diventi guardare dritto gli occhi e il cuore dei nostri compagni per scoprire la bellezza e la forza che li abita. Che il nostro udire diventi ascoltare i sussurri più profondi del loro animo e gioire di questi tesori donati a piene mani. Che il nostro gustare diventi condividere preziosi ritagli di vita così da tessere, all’incrocio dei racconti, una Storia nuova. Che la stanchezza del cammino ci sveli

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Cronaca le nostre fragilità così da accogliere e abbracciare le debolezze del mondo. Che la bellezza della natura e dell’arte ci commuova al pensiero che è solo un infimo frammento del tuo immenso splendore. Che l’incontro col sacro ci apra alla sacralità di ogni incontro quotidiano. Che la passione d’amore di S. Angela ci contagi e ci restituisca la purezza dell’Amore più grande. Da una piccola storia tra amici, coltivando i buoni segni sempre presenti, può nascere qualcosa di buono. Ecco, ormai i cammini mericiani sono appuntamenti classici e attesi, ai quali si aggiungono altre iniziative e altri cammini di tipo meditativo, proposti in varie forme nel tempo, sempre con riferimento alla spiritualità di Sant’Angela e San Francesco. A tutti, buon cammino nella vita, sulla strada tracciata da Sant’Angela: l’appuntamento è al 27 di gennaio per ripercorrere la strada che sant’Angela ha compiuto per venire a Brescia e dare l’inizio al suo apostolato carismatico. Matteo Franceschini un rappresentante del gruppo! Amici di S. Angela” ed ora uno dei probiviri del Centro Mericiano

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Tra noi

In prossimità della Festa di S. Angela vi presentiamo il calendario delle manifestazioni della Settimana Mericiana – 21-28 gennaio 2012 SABATO 21

Ore 9.30-12.30 Chiesa Inferiore del Santuario di S. Angela Merici Convegno su: Educazione all’identità: la valorizzazione della personalità femminile Relatori: dott.ssa Cristiana Calcagna e Prof.ssa Irma Valetti Bonini

GIOVEDI’ 26 Ore 20.30 - Santuario di S. Angela Merici Veglia vocazionale Aperta a tutti VENERDI’ 27 FESTA DI S. ANGELA MERICI Sulle orme di S. Angela. Cammino da Desenzano a Brescia Pellegrinaggio organizzato dagli “Amici di S. Angela” Ore 17.00 - Inaugurazione della mostra didattico - pedagogica Acqua simbolo di Armonia e Amore per un nuovo umanesimo ispirato alla figura di S. Angela Ore 21.00 - Santuario di S. Angela Concerto SABATO 28 Ore 16.00 - Chiesa Inferiore del Santuario di S. Angela Merici Presentazione degli Atti del Convegno tenutosi nel novembre del 2010 su: La risposta femminile ai nuovi bisogni dell’età borghese. La rinascita delle Compagnie e degli Istituti secolari delle Orsoline fra Ottocento e primo Novecento

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Tra noi In preparazione alla Festa di S. Angela possono aiutarci nella nostra meditazione questi due scritti che ci sono pervenuti.

Pensieri davanti a S. Angela Signore, nel giorno in cui la Chiesa contempla la tua presenza nella vita dei Santi, ti ringraziamo per i semi di eternità che hai deposto in S. Angela Noi crediamo che i Santi sono dinanzi a Dio il profumo di Cristo (2 Cor 2,15). Noi oggi con te S. Angela li invochiamo, perché ci aiutino a vivere opere e giorni come un profumo di soave odore, un sacrificio gradito a Dio (Fil 4,18). S. Angela, il tuo programma di vita lo incontriamo presente in queste parole di S. Paolo: Per me il vivere é Cristo.... Non sono più io che vivo, ma é il Cristo. che vive in me (Fil 1,2 1; Gal 2,20). E ancora: Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto (Giov 12,24). In te S. Angela la vera luce é entrata in una fragile creatura, aprendoti alla speranza di un giorno eterno. In te incontriamo, capita e vissuta, la risurrezione di Cristo: sei rinata interiormente, hai deposto le spoglie dell’uomo vecchio (Ef 4,17-24), sei divenuta creatura nuova, figlia della luce limpida e trasparente del mattino di Pasqua. Per te la via della santità é stata per eccellenza libertà. È una via che porta alla piena realizzazione di sé. Grazie per averci detto che la santità non é un progetto per pochi privilegiati o per persone eccezionali, ma per tutti. Per meglio vivere la chiamata alla santità, ravviva in noi la memoria del nostro Battesimo, giorno in cui abbiamo accolto l’ eccomi della fede, abbiamo ricevuto la vita nuova in Cristo e il dono di appartenere alla Chiesa santa. Sia sempre operante in noi l’effusione pentecostale dei sette doni perché porti a perfezionamento la nostra conformazione a Cristo.

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Tra noi S. Angela aiutaci a ritrovare nella preghiera l’arte del pensare, la nervatura di ogni azione. La spiritualità cristiana, sia ricentrata sull’Eucaristia. La Chiesa sia sempre più assidua nell’ascolto, nella frazione del pane e nell’insegnamento degli Apostoli (Atti 2, 42). Più volte vivendo le vicende storiche agitate del tuo tempo, hai pregato il rosario dell’angoscia. Con il sereno ottimismo che sempre ti ha distinto, ci ricordi che al di là delle catene, nel creato e nell’umanità si possono incontrare armonie profonde che si compongono in un tessuto di suoni, di luci e di attese. Mentre siamo sospesi sul crinale tra pessimismo e speranza, ricordaci che si deve avanzare sempre, respirando la virtù teologale della speranza che coniuga in sé fiducia ed attesa, certezza e conquiste. Viviamo in un mondo stanco e senza ideali, nel quale non c’é più ardore ma grigiore, non c’é più attesa ma sopravvivenza, non c’é più gioia ma protesta, non c’é più creatività ma ripetizione. Superiamo ogni limite nella convinzione di essere liberi e intelligenti, in realtà ci scopriamo solo estremisti, illusi e frustati. Abbiamo bisogno di parole che risuonino efficaci anche per i nostri giorni esagerati nei quali impera l’eccesso del dire, del fare, del possedere. S. Angela ritorni in noi la fame e la sete di silenzio che ci educhi a incontrare una presenza intensa e solidale. Il silenzio in noi parli più forte delle lingue degli uomini e delle cose, il silenzio ci plasmi, ci emozioni e ci doni la gioia di vivere la purezza assoluta dell’abbandono alla volontà di Dio, per poi poter entrare con serenità e sicurezza nei rumori mondani. S. Angela ritorni in noi l’amore all’ascolto di una voce che non é linguaggio e parole umane ma é Parola di Dio (Salmo 19,2-5), Voce divina, il cui volto é Gesú Cristo, parola che inquieta, parola decisiva che spiega il senso ultimo e vero della realtà e della vita, parola che ci dona il respiro immenso e potente dello Spirito.

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Tra noi Siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio. Grazie alla tua preghiera fa che torniamo ad amare, a vivere la vita, dono di Dio, dono unico, irriproducibile, non manipolabile, dono che sta correndo il rischio di rinsecchirsi, di ridursi a tronco arido perché la vitalità piena della sua linfa sta venendo meno, per colpa della superbia scientifica e dell’egoismo umano. Agli uomini e alle donne che ricapitolano in sé tutta la miseria e la pena della generazione umana, agli uomini e alle donne espulsi dai luoghi sacri dell’intimità, agli uomini e alle donne che hanno perso la bellezza dei fiori per divenire piante carnivore, con voce alta e forte, indica la speranza dell’essere stati. donati alla vita per offrirsi alla luce e che la grazia di Dio sempre ci precede e ci illumina per liberarci dalIa schiavitù, anche nei luoghi più oscuri della vita e della storia. Tu che hai incontrato Gesú percorrendo la via della bellezza, per tua intercessione i giovani tornino a dar senso e gusto ai propri giorni camminando su questa strada, vivendo una vita piena, intensa che porti a compimento ogni conoscenza e potenzialità. La bellezza renda più nobile il loro cuore, più raccolta la loro mente, più limpidi i loro sentimenti. Fa che amino i gesti umili e modesti, i giorni spesso uguali e monotoni. Tienili lontani dalla superficialità, dalla banalità, dall’arroganza e dalla violenza; da ciò che é brutto, sguaiato e volgare. Ai giovani che cercano una voce, una mano, una presenza che permetta all’anima di respirare e al pensiero di riposare, indica Gesú Signore, vero uomo e vero Dio, eternamente presente, amico che si dona e si può conoscere là dove esso si rivela e agisce. Ricorda loro che Gesú Cristo incrocia le nostre strade, bussa alla porta del nostro cuore, si presenta all’improvviso, ma soprattutto ci viene incontro percorrendo la strada dei nostri tradimenti nei quali spesso e volentieri ci nascondiamo. Tu che ti sei rallegrata con quelli che sono nella gioia e con quelli che

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Tra noi sono nel pianto (Rom 12,15) sii accanto a coloro che tragicamente o lentamente sono lavorati dallo scalpello del dolore. Nel crepuscolo non dimentichino che la croce li sostiene e li conduce sin dal momento che l’abbracciano e la amano. Indica ai nostri ammalati la terapia di dormire con il viso rivolto verso est, per vedere nella luce che sorge ogni giorno il Vivente per sempre, che a loro va incontro. S. Angela aiutaci a rendere ragione della speranza che é in noi (1 Pt 3,15 ). S. Paolo ci ricorda che vedremo Dio. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa, ma allora vedremo faccia a faccia (1 Cor 13,12). E S. Giovanni conferma: Ciò che saremo non é stato ancora rivelato. Sappiamo, però, che noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come egli é (3,2) Tu che sei stata donata a noi dal cielo, con noi prega e lavora per riportare noi e il mondo al cielo. Amen Don Adriano

a realtà della vita e della morte ci appartiene. A ciascuna il coglierla: non la si può scansare a buon prezzo (a parte le battute più o meno superficiali), sta lì, dentro di noi e dinnanzi ai nostri occhi. Ci provoca, scuotendoci dal torpore della coscienza, parlando al cuore e alla ragione, ma noi indaffarati dal dinamismo

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Tra noi della vita di oggi, spesso non possiamo fermarci per riflettere, eppure serve essere certi di poche, grandi cose che contano davvero nella vita e nella morte! Quelle che non appariranno mai su nessuna testata giornalistica! La prima cosa è che nessuno è padrone della vita umana. Ma la santità che veramente è agganciata all’eternità, richiede di porre nel nostro vivere quotidiano, in tutto il suo contesto, una profonda, sincera apertura del cuore nell’accettazione di una vita in Cristo, per Cristo, in cui si verifica l’umiltà di Dio che evidenzia un Dio-Padre che si china e si pone a servizio dell’uomo, offrendo la vita del suo figlio Gesù. Possiamo anche chiederci se la vita vera inizia dal primo battito del cuore o dall’ultimo. Dal primo anche se l’itinerario è diverso! Infatti nella vita terrena sentiamo la fame, la sete e talora per continuare a vivere si deve lottare con grande fatica! Sicchè talvolta si può assaporare qualche barlume di gioia, tanto agognata dal cuore umano; è come una fioca luce a intermittenza. Ma dopo l’ultimo battito del cuore umano, c’è una viva felicità senza fine, che nessuno ci toglierà mai! Una realtà propria del cristianesimo, è la speranza della Vita, più forte della morte, e tuttavia rimane un salto “la Fede” frutto di un dono e al tempo stesso di una storia che esperimenta limiti e conflitti. Ma quando in nome di Cristo signore, si riesce a dominare i propri istinti, e dal proprio passato negativo ci si sente liberati perché si è ricevuto il perdono e si diventa capaci di di un vero amore gratuito verso Dio, se stessi e chiunque si trovi nella propria storia di vita quotidiana. La Santità allora fa breccia in tutto il nostro vivere farcito di autentico cristianesimo che ci può accompagnare oltre la parte della vita terrena. Un vivo augurio di …SANTITÀ! Mariuccia G.

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Tra noi

Nel Bollettino “La vita monteclarense, agosto settembre 2011”, abbiamo letto un pensiero di gratitudine rivolto alla nostra Consorella Adele Baratti. Anche noi ci uniamo alla gioia sua e della sua Comunità per il traguardo raggiunto.

Grazie, Adele! Durante la festa abbiamo avuto la gioia di consegnare un “premio” (la statuina di S. Pancrazio, patrono di Montichiari) alla nostra Adele Baratti che quest’anno ha celebrato 50 anni di vita consacrata nella Compagnia di S. Angela Merici. Durante la consegna abbiamo anche ricordato il suo lungo servizio di catechista sempre nella nostra parrocchia e la sua grande disponibilità per piccoli servizi come “corriere/fattorino”. Che il Signore la benedica ancora nella salute e nella sua umile testimonianza.

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Diario di Casa S. Angela

Diario di Casa S. Angela Agosto – settembre Anche negli ultimi mesi del 2011, Casa S. Angela ha avuto occasione di ospitare vari gruppi che hanno trovato un clima adatto per raccogliersi in preghiera davanti al Signore: • Nei mesi di settembre ed ottobre abbiamo accolto circa sessanta Consorelle per i due corsi di Esercizi Spirituali, nei quali la nostra Fabiana Ferrari ha rinnovato i suoi fermi propositi di ubbedienza, povertà e castità, con grande gioia nostra e dei suoi familiari. • Il 1° ottobre il Centro Mericiano ha tenuto l’Assemblea annuale dei Soci durante la quale si è relazionato sul lavoro fatto e sul programma del prossimo anno. • La Medicus Mundi ha organizzato presso Casa S. Angela un corso sulle malattie tropicali della durata di tre settimane. • Sono state ospiti di Casa S. Angela alcune Orsoline americane e della Federazione tedesca. • Alcuni professori di una scuola tedesca, guidati da Rosmarie B., sono stati ospitati in Casa S. Angela per alcuni giorni di formazione sulla figura e la pedagogia di S. Angela così da poterla trasmettere ai loro alunni. • In questo ultimo scorcio dell’anno sono previsti giornate di ritiro di alcuni gruppi in preparazione del S. Natale. Il nostro lavoro e quindi la nostra spiritualità è quella del quotidiano che sempre si mantiene desta in ogni stagione della vita. SPRECO di AMORE e di DEDIZIONE; SPRECO di DONO e di GRATUITÀ. Anche dalle Sorelle di Casa S. Angela un augurio a tutti coloro che leggono, in primo luogo alle Sorelle ammalate. Valentina B.

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Diario di Casa S. Angela

UNITE INSIEME (… pregate il Padrone della messe…) Tutta la Compagnia, attenta alla donna, prega per la scelta vocazionale. È la proposta della Commissione della promozione della Compagnia (Stefania, Letizia, Franca, Beatrice e Ina) che ha preparato il sussidio “Eccomi sono la serva del Signore”. Importante è che ogni Consorella ne faccia tesoro nella propria quotidiana preghiera.

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Le ricordiamo

Gheza Giannina Nata a Berzo Inferiore il 27 gennaio 1926 Consacrata nel 1959 – Deceduta il 15 agosto 2011 UNO SPRAZZO DI LUCE se n’è andato... Il 15 agosto ha visto spegnersi una lampada che per tanti anni ha fatto luce con la sua vita a tutta la comunità. Indimenticabili pure le amorose cure rivolte ai familiari. Finché la salute glielo ha concesso, ogni giorno ha sostato in preghiera ed adorazione nel nostro santuario dedicato a S. Maria Nascente, rivolgendo in particolare accorate suppliche alla cara Madonna Pellegrina e al Beato Innocenzo. In questi ultimi trent’anni, debilitata fisicamente, non potendo più raggiungere la chiesa verso la quale sentiva un forte richiamo, con sofferenza è stata costretta a rimanere in casa. È qui, però, che con tanta delicatezza d’animo, saggezza e riservatezza ha accolto le preoccupazioni, le gioie di tante persone. In lei in particolare hanno trovato un consiglio, un aiuto, un incoraggiamento giovani in difficoltà e mamme sofferenti. Era pronta, insieme al fratello Giacomo, ad accogliere tutti, a spalancare le porte ai sacerdoti, ai chierici che ha sostenuto nel loro cammino, divenendo loro sostegno e valido esempio. Possiamo dire che “ha adottato” sacerdoti ed in particolare il caro Padre Pierino Grappoli, missionario per quasi 60 anni in Indonesia e lì sepolto. Quando tornava in Italia, in casa Gheza ha ricevuto grande ospitalità ed affetto, era considerato un fratello. A lei inoltre siamo debitori per tutte quelle preghiere che a sera (e tante volte anche durante la notte) rivolgeva, oltre che a Dio Padre anche all’amatissimo Beato Innocenzo, stringendo tra le mani quel reliquario da lui “costruito” e più volte usato quando si recava a trovare gli ammalati. Grazie a lei un oggetto così prezioso è stato fonte di luce e di speranza. Tutta la comunità le è tanto grata e la ringrazia per i semi di bontà distribuiti un po’ ovunque. Siamo certi che dal cielo continuerà col suo dolcissimo sguardo a vegliare su di noi e a proteggerci. L. P. per la comunità di Berzo Inferiore

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Le ricordiamo

Bonassi Rita Nata a Sarezzo il 15 dicembre 12 1928 Consacrata nel 1964- deceduta il 18 ottobre 2011 Serena nella sua non facile situazione di salute, nel maggio 2010 ha programmato come ricevere l’unzione degli infermi. D’accordo con il suo Parroco per l’occasione ha celebrato la S. Messa nella sua casa con la presenza delle persone a lei care. Terminata la S. Messa, ha ricevuto l’Olio Santo, voleva farsi trovare preparata per l’incontro con lo Sposo. In qualche occasione della sua malattia, quando non era opportuno uscire da casa, le portavo la Comunione; prima della preparazione con le preghiere stabilite le chiedevo; “Chi guida la preghiera?” Coglieva al volo l’occasione, apriva il suo cuore come fosse sola con Gesù. La preghiera del cuore si alternava con il desiderio profondo di essere tutta per Lui, corpo, anima, intelligenza, volontà. A causa della fragilità si sentiva indegna, chiedeva al Signore il Suo Amore e nella stessa misura la Sua Misericordia. Valentina B. Ho avuto l’occasione più volte di portare la Comunione a Rita: come entravo in casa aprivo la teca… Lei si sedeva vicina al tavolo,… in atteggiamento di adorazione esclamava: “Che bello, anche oggi è venuto da me il mio Sposo! Maria Rosa P. Negli ultimi tempi, quando la salute non le permetteva di partecipare alle Congregazioni, la informavo sull’andamento della Compagnia perché si interessava sempre di tutto. Ora, che sei arrivata alla “meta”, prega per noi. Mary M. Responsabile del gruppo.

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Le ricordiamo

Andreis Maria Nata a Costa di Gargnano il 13 aprile 1913 Consacrata nel 1952 – Deceduta il 31 agosto 2011 Poche parole per esprimere il ricordo di Maria Andreis figlia di S. Angela Merici deceduta nella casa di riposo di Marone. Donna intelligente, umile, donna di piccola statura ma grande di cuore, donna capace di Amare DIO e il prossimo. Maria abitava a Salò, ma dopo la morte della sorella si trasferì a Tignale dove con altre due consorelle poteva pregare e vivere in compagnia pur mantenendo una certa autonomia. I suoi principali impegni furono quelli di collaborare nell’opera educativa per i bimbi della scuola materna, di visitare ammalati e anziani bisognosi di una parola di conforto, di impegno per la pulizia della Chiesa Parrocchiale e relativi paramenti sacri; ma di lei mi colpiva molto lo spirito di fraternità veramente esemplare con tutti, soprattutto con le sue consorelle, era sempre serena, disponibile ad ogni richiesta e a qualsiasi necessità. Nella

Murgioni Paola Nata a Villaputzu il 22 gennaio 1915 Consacrata nel 1951 – Deceduta il 28 ottobre 2011

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Le ricordiamo

Giuseppina Zogno Nel primo anniversario della scomparsa della nostra cara Giuseppina Zogno, proponiamo uno stralcio del suo testamento spirituale. Io, Giuseppina Zogno, “Nel giorno anniversario del mio battesimo, trasmetto, come testamento spirituale, alcuni pensieri che hanno illuminato e orientato la mia vita, perché possano servire come pista per il cammino di altri. La vita, e quella cristiana in ispecie, è un inestimabile dono di Dio, di cui non lo ringraziermeo mai a sufficienza. Prendo a prestito da Chiara, tenera pianticella di Francesco, della quale ho assunto il nome e nel cui spirito, per dono di Dio e libera risposta, ho scelto di vivere all’interno dell’I.S.M. la frase che sintetizza la mia vita e ne esprime il carattere di lode: “SII BENEDETTO, SIGNORE, CHE MI HAI CREATA!”. E poiché Egli, nella mia povera storia personale, fatta di debolezze e infedeltà al Suo porgetto, mi ha continuamente ri-creata, per rendere testimonianza al suo Amore mi sono proposta di accettare la morte dell’io e l’esilio del cuore, perché la grazia scenda abbondante su tutti (sui consacrati in ispecie) e il suo Regio venga! Ciò ho inteso fare in obbedienza alle sorprese più varie ed incalzanti che il Singore mi preparava invitandonmi a “DARE LA VITA PERCHÈ NASCA LA VITA”, ossia a continuare in me la Sua Messa per la salvezza del mondo”.

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Indice

Indice Santo Natale - Andiamo fino a Betlemme

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La parola del Superiore (S. Ecc. Mons. Vigilio Mario Olmi) “Fissiamo lo sguardo su Gesù Cristo: ieri, oggi e sempre” pag.

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La parola della Superiora (Maria Teresa Pezzotti) Dalla preghiera a Sant’Angela compatrona

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Alle sorelle ammalate (Enrica Lamberti)

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Attualità "Ricercati” 60mila infermieri (Don Franco Frassine) pag.

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Missioni ad extra

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Cronaca

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Tra noi Settimana Mericiana 21-28 gennaio 2012 Pensieri davanti a S. Angela (Don Adriano) (Mariuccia Goffi) Dal Bollettino “La vita monteclarense”

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Diario di Casa S. Angela

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Le ricordiamo

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Spiritualità Il silenzio dopo l’Omelia (Rosa Pollini) Sull’esempio di Sant’Angela essere in grado di prendersi cura di donne sole (Prof. Angelo Metelli)

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Compagnia di S. Orsola - Figlie di S. Angela


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VERGINITÀ CONSACRATA

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La Voce della Compagnia  

periodico di informazione religiosa della Compagnia di S. orsola di Brescia