Sulle orme di Angela

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Sulle orme di Angela

Casa Sant’Angela Brescia 24 aprile 2005


Angela Merici i giorni e i luoghi Nata a Desenzano del Garda intorno al 1474 Angela Merici trascorre gli anni della giovinezza tra Desen-zano, dove vive con la famiglia, e Salò dove, perduta la sorella e i genitori, sui 17 anni, forse con il terzo fratello, si reca ospite degli zii materni. La sua vita, a Salò, scorre tra le faccende di casa: setacciare la farina, impastare il pane, fare il bucato, attingere l'acqua. E' Giacomo Tribesco, canonico lateranense, che ce lo racconta: un testimone che ha raccolto queste confidenze dalla viva voce di Angela A Salò Angela si fa Terziaria Francescana. Così può accostarsi con più frequenza ai sacramenti e può giustificare di fronte ai familiari i suoi digiuni e le sue penitenze. Torna presto a Desenzano, dove vive del suo lavoro: ancora nel 1523, quando da otto anni avrà lasciato la natia Desenzano per portarsi a Brescia, lei conserverà, in sua proprietà, un campo. Qui Angela riceve l'annuncio della sua missione. Un giorno, al tempo della mietitura, le viene una processione di angeli e vergini che si distende tra cielo e terra: Dio si sarebbe servito di lei per fondare una Compagnia di vergini che "si doveva dilatar". Nel 1516 i suoi superiori francescani la inviano a Brescia, presso madonna Caterina Patengola che ha perduto marito e figli: lascia Desenzano con nel cuore la sua città, la sua gente, il suo linguaggio, il colore del suo lago, i campi, le stelle e, soprattutto, questa voce che


le annunciava un futuro di fondazione. Lei si lascia condurre dalle circostanze che la vogliono a Brescia. Brescia l'attende per la missione che Dio le ha affidato: la fondazione della prima istituzione di vita consacrata secolare; la incarnazione della spiritualità del quotidiano in una istituzione di vita consacrata del tutto nuova a quel tempo; una vita che unisce azione e contemplazione, una vita in cui, "l'altezza della contemplazione non leva le fazzende, né le fazzende impedissen il gusto celeste. Né la luce celeste toglie le opere". Così si esprimerà il segretario di Angela. Angela rimane presso Caterina Patengola per qualche tempo, poi per ben dodici anni è ospite di Giovan Antonio Romano che l'aveva conosciuta in casa Patengola, successivamentei dopo una parentesi a Cremona - per qualche mese è nella casa dell'agronomo Agostino Gallo. Finalmente - dopo una sosta presso San Barnaba - si trasferisce vicino alla Chiesa di Sant'Afra. In attesa del momento di Dio, Angela, a Brescia, si fa tutta a tutti. Non si dedica a un'opera specifica di bene, ma ai piccoli come ai grandi porta la sua parola di fede, di conforto, di pace. E' donna di intensa vita ascetica e di azione; ed è donna concreta nella sua vita privata e nei suoi rapporti sociali. Incontra i potenti del tempo come Francesco II Sforza e Luigi Alessandro Gonzaga; da lei vanno predicatori e teologi per essere illuminati sulla Sacra Scrittura; a lei ricorre la gente per aiuto e consiglio.


Da Brescia, Angela si assenta per andare in pellegrinaggio. I pellegrinaggi, allora, erano principalmente una forma di penitenza. Mantova la vede pellegrina alla tomba di Osanna Andreasi, terziaria domenicana , morta nel 1505, il cui culto era stato autorizzato da Leone X nel 1514. La accompagna Giovan Antonio Romano. Var allo (Vercelli) l'accoglierà una prima volta in data che non conosciamo, e una seconda volta nell'agosto del 1532. Sul colle a ridosso del villaggio - l'attuale Sacro Monte - un frate francescano, già Custode di Terra Santa, Bernardino Caimi, si era proposto di ricostruire i luoghi santi di Gerusalemme ed aveva incominciato ad attuare quel progetto ancora nel 1491. Roma: vi andò, con tutta probabilità, nel 1525, "desiderosa di visitare quelle santissime reliquie" avverte Romano nella sua deposizione giurata il 21 giugno 1568 - e fece quel viaggio con due sacerdoti (cfr MTS p. 537). Agostino Gallo ci fa notare che vi andò dopo essere ritornata a Brescia dal suo pellegrinaggio a Gerusalemme. Del viaggio in Terra Sant a ci dà notizie di prima mano Giovan Antonio Romano che, avendo da molti anni il desiderio di visitare quei santi luoghi di Gerusalemme, ne fece parola a Angela, la quale "sommamente" lo pregò che non andasse senza di lei. Poteva essere l'anno 1524. Angela, con suo cugino germano, Bartolomeo figlio di Biancoso de' Bianchi, si accompagnò a Romano e fecero il pellegrinaggio. Si imbarcarono - se si tratta del 1524 - il 26 maggio Del viaggio d'andata Giovan Antonio Romano segnala solo una tappa, quella al porto della Canea sulla costa nord-ovest dell'isola di Creta. Qui


Angela aveva perduto "quasi del tutto la vista". Non ci lascia sempre Romano - testimonianza alcuna sulla visita a Gerusalemme e sui luoghi santi, né sull'aspetto spirituale del pellegrinaggio. Il notaio Nazari però, che - come detto sopra - ha raccolto nel 1568 le testimonianze di Angela, dopo aver giustificata la quasi cecità di Angela con "la fumosità del mare" e "le incommodità del viaggio" ,aggiunge: "fu menata per tutti quelli santi luoghi, notificandoli ciò che erano là dove de uno in uno vi faceva caldissime orationi. Ma quando giunse al luogo nel quale fu crucifisso il Redemptore del mondo, allhora ella pianse longamente prostrata in genocchione, baciando più et più volte quella beatissima terra che fu fatta degna di ricevere il preziosissimo sangue di Gesù (…)" Dopo un viaggio di ritorno avventuroso e una sosta a Venezia, finalmente Angela ritornò a Brescia. Era il 25 novembre, giorno di santa Caterina. I testimoni, sentiti dal notaio Giovanni Battista Nazari nel 1568, raccontano che da lei andava la gente a chiedere consiglio per fare testamento, o a chiedere un parere sui figli da maritare, o aiuto per mettere pace in famiglia. E lei attinge luce e forza nell'accostarsi all'Eucarestia "tutti quei dì che poteva" ci dice Agostino Gallo Preghiera, digiuno, penitenza, contatti umani i più disparati, segnano gli anni di Angela a Brescia e affinano il suo animo; e la preparano all'ora di Dio: il 25 novembre 1535, a Brescia, Angela darà avvio ufficiale alla "Compagnia di sant'Orsola".


Angela per i membri della "Compagnia" detta una Regola che è un capolavoro di saggezza e di sapienza; una Regola in un prologo e undici capitoli intrisi di profonda e specifica spiritualità. E per le responsabili detta i Ricordi e il Testamento che raccoglie i suoi legati spirituali. Scritti questi che rivolge a loro, colonnelle e matrone, perché loro guardino alle vergini della Compagnia con animo materno e le governino con rispetto e amore; e colgano i segni dei tempi; e siano certe dell'aiuto di Dio. Scritti questi, dettati con un tale intuito pedagogico che, nel tempo, daranno luogo a una pedagogia mericiana portata avanti dalle seguaci della Santa. Una pedagogia che vuole rispetto della persona, amore materno, attenzione alle situazioni concrete, e che mette al primo posto l'essere con mente e cuore alla presenza di Dio. Angela muore a Brescia il 27 gennaio 1540. Siamo nel 2001. Sono trascorsi 461 anni da quel giorno in cui lei si spegneva alle ore 21 e mezza, secondo le indicazioni di quel tempo, cioè intorno alle nostre 3 e mezza del pomeriggio. All'indomani, 28 gennaio, alle nostre ore 10 del mattino, veniva portata in Sant'Afra - oggi santuario di sant'Angela in Via Crispi -. Vi fu portata con tanta solennità e gente come se si fosse trattato di un gran signore. Così si esprime, il cronista Pandolfo Nassino, che motiva questa solennità e questa folla di gente sottolineando che "Madre Sur Anzola a tutti predicava la fede del sumo Dio"


In cammino nei luoghi di S. Angela Il Centro Mericiano

Entrata del Centro

Santuario di S. Angela

Lapide del Santuario

Tomba di S. Angela

Il Centro Mericiano comprende • L 'attuale Santuario di Sant'Angela Merici che corrisponde alla antica Chiesa di sant'Afra (1580 su disegno del Bagnadore), che fu parrocchia fino al bombardamento del 2 Marzo 1945. Completamente distrutta da questo tragico evento, Sant'Afra risorse dalle sue rovine ad opera delle Figlie di Sant'Angela e delle Orsoline, fu inaugurata nel 1956 e dedicata a Sant'Angela, divenendo suo Santuario. Nella cappella a destra sono conservate le spoglie di sant'Angela. • La primitiva chiesa di Sant'Afra - che è sotterranea - dove, secondo il Doneda, il 25 Novembre 1535, festa di Santa Caterina di Alessandria, sant'Angela fondò la Compagnia di s. Orsola con le prime ventotto Compagne. Qui si recava la Santa a pregare sulle tombe dei Martiri bresciani e qui volle


essere sepolta. Le spoglie vi rimasero fino al 1777, e dal 1943 al 1945. • Due chiostri. Uno è conservato, d'epoca 1400, con ingresso da Piazza Moretto 3. Poco distante, sul lato sinistro, c'è una porta murata dove, sullo stipite, una scritta evidenzia l'ingresso del monastero dei Canonici Lateranensi, i quali reggevano la Chiesa al tempo di sant' Angela. L 'altro chiostro (1580 Bagnadore) ha l'ingresso da Via F. Crispi 23. È stato ricostruito dopo il bombardamento del 1945. È il luogo del primo cimitero cristiano all'aperto, chiamato di San Latino. Mette in comunicazione il Santuario con la Cripta e conduce alle stanzette (pure ricostruite dopo la guerra), dove sant'Angela visse gli ultimi otto anni della sua vita, dettò la Regola (in dodici capitoli) e gli altri scritti: Legati e Ricordi, e dove fu eletta "Madre e Maestra" della Compagnia il 18 Marzo 1537 e morì il 27 gennaio 1540. Sede dell'Associazione Centro Mericiano fondata il 9 Maggio 1984 con Statuto. Si propone di ricercare - raccogliere - conservare il patrimonio documentale - religioso - culturale che riguarda il pensiero e l'opera di sant'Angela.

La ex chiesa di S. Barnaba

Auditorium S. Barnaba

E' la Chiesa dove sant' Angela, in preghiera durante l'Eucaristia, ebbe il fenomeno della levitazione. Si conserva autentica la facciata, mentre l'interno è destinato ad auditorium. Angela ha dimorato vicino, nell'allora immenso monastero agostiniano, un po' di tempo prima di stabilirsi definitivamente a sant'Afra nel 1532.


La chiesa di S. Clemente

Chiesa di S. Clemente

Chiesa di S. Clemente

S. Orsola

S. Caterina

Vi si accede da Via Agostino Gallo attraverso il vicolo s. Clemente. La chiesa fu costruita su una antica cappella dedicata a Santa Cecilia. Questa cappella poggiava presumibilmente su ruderi di un antico tempio pagano. Al tempo di sant'Angela era parrocchia. Fu frequentata dalla Santa soprattutto nei due anni (1530-1532) durante i quali visse ospite presso Agostino Gallo. Vi si ammirano tre quadri del Moretto in cui si evidenzia la spiritualità di Sant'Angela. Il primo, entrando, è a destra e raffigura cinque Vergini Martiri: S. Cecilia, S. Lucia, S. Agata, S. Agnese, S. Barbara (Il viso di S. Barbara è quello della moglie del Moretto). La tela del primo altare a sinistra raffigura Sant'Orsola col vessillo della Verginità e del Martirio, attorniata da un gruppo di Vergini. La tela del secondo altare a sinistra raffigura la Madonna con alla destra Santa Caterina d'Alessandria cui Gesù Bambino mette l'anello. Potrebbe essere l'interpretazione dell'ideale di sant' Angela che vuole le sue Figlie vergini, disposte al martirio e "vere" spose del Figliol di Dio. In questa Chiesa si trova la tomba sepolcrale di Alessandro Bonvicino detto Moretto.


La casa di Agostino Gallo

Casa di Agostino Gallo

La lapide sulla facciata

Si trova di fronte alla chiesa di S. Clemente. Ne dà testimonianza la lapide posta in facciata. Qui sant'Angela fu ospite di Agostino Gallo nel 1530 di ritorno da Cremona dove, con la famiglia Gallo, era sfollata per sfuggire ai gravissimi disordini di Brescia. Fu Ippolita Gallo, amica e seguace di sant'Angela, a chiedere al fratello di far esulare con sé anche Angela Merici.

La ex chiesa di S. Benedetto

Facciata S. Benedetto

Ingresso

È la chiesa dove le prime Figlie di sant'Angela convenivano il primo venerdì d'ogni mese per ricevere la Comunione tutte insieme, dallo stesso Padre della Compagnia, secondo la Regola. Oggi la chiesetta è in un deplorevole stato di abbandono. 15


La Rotonda o Duomo Vecchio

Il Duomo Vecchio

Il Duomo Vecchio

Interno

Altare Maggiore

La Rotonda era la Cattedrale del tempo di Sant'Angela. Vi è conservata la tomba del Card. Francesco Cornaro, il Vescovo di Brescia al tempo dell'approvazione della Regola di Sant' Angela da parte del Vicario Generale Lorenzo Muzio. I Canonici di questa cattedrale avrebbero voluto seppellire qui anche Sant'Angela. In una casa dell' attuale piazza Paolo VI, di fronte alla Rotonda, vi era l'Oratorio dove Sant'Angela, per concessione di Elisabetta Prato, riuniva le prime Figlie per la formazione.

Corsetto S. Agata

Corsetto S. Agata

Corsetto S. Agata

Corsetto S. Agata foto storica

Dove sant' Angela abitò oltre una decina d'anni presso la casa di Antonio Romano


La Chiesa di S. Agata

Chiesa di S. Agata

Chiesa di S. Agata Mappa ottocentesca

Ingresso

Dove pregò sant' Angela.

La Chiesa di S. Francesco

Chiesa di S. Francesco

Rosone

Campanile

Chiostro S. Francesco

E' la chiesa bresciana meglio conservata dell'età romanica. Vi è annesso il convento dei Francescani Conventuali, con seminario. Pregevole il chiostro. Nel pavimento del portico, a ridosso della sagrestia, si notano parecchie lapidi sepolcrali: anche sant' Angela avrebbe dovuto essere sepolta qui, secondo la Regola del Terz'Ordine Francescano cui lei apparteneva. Certamente sant'Angela frequentò questa chiesa. In essa, sul lato sinistro entrando, si trova la quarta cappella tutta dedicata a Sant'Angela con una tela al centro che la ritrae pellegrina e con affreschi pregevoli alle pareti laterali ove sono raffigurate scene della "visione" di Brudazzo e del viaggio in Terrasanta.


La Chiesa di S. Alessandro Martire

Chiesa di S. Alessandro

Via Moretto

Nel 1516 Sant'Angela venne a Brescia in casa Patengola, nei pressi della suddetta chiesa, allora retta dai Servi di Maria.


Per guidare il cammino

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Il Centro Mericiano La ex chiesa di S. Barnaba La chiesa di S. Clemente La casa di Agostino Gallo La ex chiesa di S. Benedetto La Rotonda o Duomo Vecchio Corsetto S. Agata La chiesa di S. Agata La chiesa di S. Francesco La chiesa di S. Alessandro


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