1 | 15 febbraio 2024
Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS
Proposta Regolamento Europeo contro i ritardi di pagamento Le ragioni del no
Distributori Idrotermosanitari Bilanci 2022 Giorni crediti verso clienti Giorni debiti verso fornitori
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Flash Report Osservatorio Eco-Fin ITS ANGAISA ed. 2023
L’appunto
“Il prezzo rimane il principale fattore di attenzione per ciò che riguarda l’acquisto di prodotti sostenibili. La nuova edizione dell’indagine EY Future Consumer Index evidenzia che il 51% del campione italiano intraprende azioni ambientali solo quando ciò consente di risparmiare”. Stefano Vittucci – Retail & Consumer products leader EY Italia
Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it
È del settembre scorso la proposta di “Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”, che vede la sua origine nella dichiarata necessità di “garantire l’affidabilità dei flussi di pagamento per rendere l’economia dell’UE e in particolare le piccole e medie imprese più competitive”. L’ambito di applicazione del provvedimento (che, a differenza della Direttiva, per essere operativo non dovrebbe essere recepito dai singoli Stati membri) riguarda le transazioni commerciali fra imprese o tra imprese e Pubblica Amministrazione, e andrebbe a sostituire la Direttiva 2011/7/ UE, attuata in Italia con il Decreto Legislativo n. 192/2012. L’aspetto più “dirompente” contenuto nella proposta di Regolamento è indubbiamente quello che prevede un termine massimo e unico di pagamento pari a 30 giorni nei rapporti tra imprese (B2B) e nei rapporti tra imprese e PA (G2B), senza possibilità di deroghe contrattuali. Di fatto, se fosse approvata questa modalità, gli interessi di mora dovrebbero essere corrisposti automaticamente dal debitore al creditore una volta soddisfatte alcune condizioni di base previste dall’art. 5, tra le quali: adempimento del creditore a obblighi contrattuali e di legge, ricevimento fattura da parte del debitore, mancato rispetto del termine di pagamento. Gli interessi di mora, equivalenti al tasso di riferimento più otto punti percentuali, non sarebbero inoltre rinunciabili da parte del creditore. Qualsiasi clausola contrattuale atta a rendere inefficaci tali disposizioni, in tutto o in parte, sarebbe nulla. Toccherebbe comunque ai singoli Stati membri definire le sanzioni da applicare in
caso di violazione del nuovo Regolamento. Una applicazione rigorosa e generalizzata di queste disposizioni rischierebbe, peraltro, di produrre esattamente l’effetto contrario rispetto a quello auspicato. Il rischio concreto è quello di non tener conto degli equilibri di filiera e delle consuetudini legate alle modalità di funzionamento di determinati settori. Realtà consolidate in cui, ad esempio, le PMI si trovano a dover alimentare magazzini “importanti” per garantire l’offerta nei confronti della clientela privata e professionale, e spesso devono gestire lo squilibrio fra la media dei giorni crediti verso clienti e quella dei giorni debiti verso fornitori. Si tratta di problematiche che sono oggetto di confronto e dibattito a Bruxelles e anche a livello nazionale. A questo proposito Confcommercio, in sinergia con l’organizzazione europea Eurocommerce, ha messo a punto alcune proposte di modifica del Regolamento che sintetizzano le valutazioni critiche di molte associazioni di categoria aderenti, fra cui ANGAISA, sottolineando fra l’altro che “le regole attuali offrono quella flessibilità contrattuale necessaria per garantire ai settori del commercio al dettaglio e all’ingrosso di continuare a operare in maniera efficace ed efficiente”. Si tratta del resto, di posizioni che sono state sostanzialmente riprese anche dalla 4a Commissione permanente (Politiche dell’Unione Europea) del Senato, nella risoluzione del 22 novembre 2023. Nelle premesse, la Commissione sottolinea, fra l’altro, che è “condivisa la necessità di tutelare le imprese dagli effetti negativi dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, rafforzando la compesegue a pag.2
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titività dell’economia dell’Unione europea e favorendo lo sviluppo di una cultura di pagamento responsabile nei confronti delle PMI, considerato che i ritardi di pagamento rappresentano una delle cause principali di fallimento delle PMI per carenza di liquidità”. Entrando poi nel merito della proposta di Regolamento, la Commissione parlamentare sottolinea peraltro che: - non si condivide la scelta di definire per legge il termine massimo e inderogabile di pagamento, incidendo così in modo sproporzionato sulla libertà e l’autonomia contrattuale delle parti, posto che le tempistiche dei pagamenti costituiscono una delle diverse componenti dell’assetto contrattuale, rimesso alla libera contrat-
tazione delle parti, e consentono di adeguare e modulare i rapporti commerciali tra le imprese alle specifiche e differenti esigenze; - incide in modo sproporzionato sull’autonomia contrattuale anche il divieto assoluto di rinunciare al diritto agli interessi di mora, sottraendolo a un suo possibile utilizzo nell’ambito della dinamica negoziale; - la fissazione di un termine massimo inderogabile per il pagamento, pari a 30 giorni, produce di per sé alla sua scadenza, l’automatica messa in mora del debitore inadempiente, con evidenti riflessi anche sull’assoggettabilità dello stesso a procedure fallimentari che comportano, per il creditore, l’improbabilità di un adempi-
mento integrale; - l’eccessiva riduzione dei tempi massimi di pagamento, senza possibilità di eccezione, rischia di ottenere un effetto contrario a quello desiderato di aiutare l’economia, soffocando la liquidità delle piccole e medie imprese che devono far fronte ai pagamenti. ANGAISA si sta attivando, con altre organizzazioni del comparto, per evidenziare nelle sedi opportune – attraverso Confcommercio – le attuali criticità di questa proposta di Regolamento, e sta naturalmente seguendo con attenzione il relativo iter, per fornire ai Soci i nuovi aggiornamenti che si renderanno via via disponibili. Il Segretario Generale Dott. Corrado Oppizzi
• Per gli imballaggi in bioplastica compostabile il contributo passerà da 170 euro/ tonnellata a 130 euro/tonnellata. Le rimodulazioni avranno effetti anche sulle procedure forfettarie/semplificate per l’importazione di imballaggi pieni, che tornano a valori comunque inferiori a quelli del 2021. Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate passerà dai 70,00 euro/tonnellata a 69,00 euro/tonnellata dal 1° gennaio 2024 e a 98,00 euro/tonnellata dal 1° aprile 2024. A decorrere dal 1° aprile 2024 l’aliquota da applicare sul valore complessivo delle importazioni per i prodotti alimentari imballati passerà da 0,11% a 0,15% e per i prodotti non alimentari imballati da 0,06% a 0,08%. Per maggiori informazioni: https://www. conai.org/notizie/conai-la-congiuntura-economica-porta-allaumento-dei-contributi-ambientali-per-alluminio-carta-plastica-riduzione-invece-per-quelli-in-bioplastica/
Le principali novità sono: • Variazione del Contributo Ambientale CONAI per i materiali alluminio, carta, legno, plastica e plastica biodegradabile e compostabile. • Variazione dei contributi forfettari/aliquote per le procedure semplificate per gli imballaggi pieni importati. • Variazione dei valori del Contributo per altre procedure quali: - procedura semplificata mediante calcolo forfettario sul fatturato dell’anno precedente per importazione di imballaggi pieni; - procedura forfettizzata sulle etichette in alluminio, carta e plastica. • Sono state introdotte nuove semplificazioni procedurali, riservate in particolare: - al “piccolo commerciante” che acquista all’estero (sia UE sia extra UE) imballaggi vuoti da rivendere sul territorio nazionale (Circolare CONAI del 29.11.2018, conseguentemente aggiornata); - all’esportatore di imballaggi pieni (merci confezionate) destinati, sin dal momento del loro acquisto/importazione, a essere interamente esportati (Circolare CONAI dell’1.12.2021, conseguentemente aggiornata). • La soglia di Contributo Ambientale dichiarato con le procedure semplificate per import per poter accedere al rimborso sulle esportazioni di imballaggi pieni è stata aumentata da € 10.000 a 12.500, ampliando conseguentemente il target degli aventi diritto.
Diritto & Impresa Ambiente. CONAI. Aumento contributi ambientali per imballaggi alluminio, carta, plastica. Riduzione, invece, per imballaggi in bioplastica. Si informa che il CONAI, a seguito di una serie di rialzi dei costi legati alla raccolta dei rifiuti di imballaggio, ha approvato la richiesta di aumento del contributo ambientale presentata dai consorzi CIAL, COMIECO e COREPLA, per gli imballaggi in alluminio, carta e plastica al fine di assicurare il servizio di raccolta differenziata, riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio. Contestualmente, grazie al consolidamento della fase di start-up del Consorzio BIOREPACK, d’intesa con quest’ultimo, CONAI ha deciso una riduzione del contributo ambientale per gli imballaggi in bioplastica compostabile. Il contributo ambientale per i vari tipi di imballaggi è stato così determinato: • Per gli imballaggi in alluminio passerà da 7 euro/tonnellata a 12 euro/tonnellata; • Per gli imballaggi in carta passerà da 35 euro/tonnellata a 65 euro/tonnellata; • Per gli imballaggi in plastica il contributo medio passerà da 294 euro/tonnellata a 398 euro/tonnellata. Inoltre, per l’anno 2024 restano confermate le nove fasce in vigore dal 2023 e non subiranno aumenti le fasce A1.2 e A2, mentre la fascia A1.1 passerà da 20 a 24 euro/tonnellata, la fascia B1.1 passerà da 20 a 224 euro/ tonnellata e la fascia B1.2 passerà da 20 a 233 euro/tonnellata. Sempre a partire dal 1° aprile 2024, alcune tipologie di imballaggi cambieranno fascia di appartenenza;
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Ambiente. Contributo Ambientale CONAI. Disponibile la guida all’adesione e all’applicazione del contributo per il 2024. Si informa che sul sito www.conai.org è disponibile la versione digitale della Guida all’adesione e all’applicazione del Contributo Ambientale 2024. Si tratta del documento che contiene tutte le informazioni e le indicazioni affinché i soggetti interessati possano gestire al meglio gli adempimenti relativi alla partecipazione al sistema consortile e al Contributo Ambientale CONAI.
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Diritto & Impresa Da evidenziare, inoltre, le novità relative alla procedura di applicazione o esclusione del Contributo Ambientale CONAI sugli imballaggi in “cellulosa modificata chimicamente” e in “cellulosa rigenerata” a partire dal 1° aprile 2024 (Circolare CONAI del 28.11.2023). In sintesi, il Consiglio di Amministrazione del CONAI ha deliberato che: - per gli imballaggi in “cellulosa modificata chimicamente” si applica il CAC BIOPLASTICA se i prodotti sono in plastica biodegradabile e compostabile, mentre il CAC PLASTICA per tutti gli altri imballaggi in plastica ottenuti da cellulosa modificata chimicamente; - per gli imballaggi, invece, in “CELLULOSA RIGENERATA” si prevede l’esclusione del CAC indipendentemente dalla biodegradabilità, compostabilità, atteso che la cellulosa rigenerata risulta essere un materiale diverso dai 7 attualmente di competenza del sistema. Infine, si segnala che continua la fase sperimentale del progetto relativo alla nuova modalità dichiarativa semplificata del Contributo, che si basa sui dati desumibili dalle fatture elettroniche emesse dai consorziati che effettuano “prime cessioni di imballaggi”. Si ricorda che l’adesione al progetto è su base volontaria dei dichiaranti che ne fanno esplicitamente richiesta ed è subordinata alla integrazione delle fatture elettroniche con alcune informazioni che consentono l’esatta classificazione dell’imballaggio oggetto di fatturazione. Lavoro. Trattamento di fine rapporto. Indice Istat dicembre 2023. L’ISTAT, ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto di cui alla Legge 29 maggio 1982, n. 297, comunica che l’indice nazionale generale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, con base 2015=100, è risultato, per il mese di dicembre pari a 118,9. Previdenza. INPS. Compensi erogati a titolo di fringe benefit ai dipendenti cessati nell’anno 2023. L’INPS, con messaggio n. 32 del 4 gennaio 2024, fornisce indicazioni in merito alle tempistiche da rispettare da parte dei datori di lavoro nella trasmissione all’Istituto dei dati relativi ai compensi erogati a titolo di fringe benefit e di stock option al personale cessato nel corso dell’anno 2023. Al fine di consentire all’INPS di eseguire tempestivamente gli adempimenti ai quali è tenuto in qualità di sostituto d’imposta, i datori di lavoro interessati dovranno in-
viare entro e non oltre il 21 febbraio 2024 i dati relativi ai compensi per fringe benefit e stock option erogati nel corso del periodo di imposta 2023 al personale cessato dal servizio durante l’anno 2023. La trasmissione dovrà essere effettuata esclusivamente con modalità telematica. Previdenza. INPS. Esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico dei lavoratori dipendenti. L’INPS, con circolare n. 11 del 16 gennaio 2024, ha fornito indicazioni in merito all’esonero contributivo che la Legge n. 213/2023 (legge di Bilancio 2024) ha previsto, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, in favore dei lavoratori dipendenti. L’esonero in argomento è riconosciuto esclusivamente sulla quota dei contributi previdenziali per l’IVS (invalidità, vecchiaia superstiti) a carico dei lavoratori: • nella misura di 6 punti percentuali, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 692 euro, al netto del rateo di tredicesima; • nella misura di 7 punti percentuali, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 923 euro, al netto del rateo di tredicesima. Per quanto riguarda l’applicazione dell’esonero contributivo relativamente alla tredicesima mensilità, la legge di Bilancio 2024 prevede espressamente che tale esonero non abbia effetti sul rateo di tredicesima. Le soglie di retribuzione imponibile mensile previste dalla norma devono, quindi, essere considerate al netto di tale rateo. In ogni caso, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. L’agevolazione in esame non assume la natura di incentivo all’assunzione e non è sottoposta alla normativa sugli aiuti di Stato. L’esonero è cumulabile, per i periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024, con gli esoneri contributivi previsti a legislazione vigente, nei limiti della contribuzione complessivamente dovuta dal datore di lavoro. L’INPS precisa che la riduzione contributiva in esame, sia di 6 che di 7 punti percentuali, risulta alternativa alla decontribuzione per le lavoratrici madri con figli, di cui all’articolo 1, commi da 180 a 182, della legge di Bilancio 2024, pari al 100% dei contributi previdenziali a carico delle stesse fino ad un massimo di 3.000 euro annui, riparametrati su base
mensile. Resta fermo però, che dal mese successivo rispetto alla fruizione di una delle due fattispecie di esonero, si possa ricorrere alla diversa e alternativa misura per la quota a carico prevista in favore delle lavoratrici. Previdenza. Minimali e massimali di retribuzione anno 2024. L’INPS ha reso noti i valori dei minimali e dei massimali di retribuzione validi, a decorrere dal 1° gennaio 2024, ai fini del calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale. Di seguito, si evidenziano gli aspetti più rilevanti delle istruzioni operative emanate dall’Istituto. Minimali di retribuzione giornaliera per la generalità dei lavoratori dipendenti La retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi di previdenza e di assistenza non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivasse una retribuzione superiore a quella prevista dal contratto collettivo. In caso di pluralità di contratti collettivi riferiti alla medesima categoria, gli importi da considerare sono quelli stabiliti dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative nella categoria. Si ricorda che tale obbligo riguarda tutti i datori di lavoro, a prescindere dall’adesione alla disciplina della contrattazione collettiva. Considerato che, nell’anno 2023, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni calcolata dall’ISTAT è stata pari al 5,4%, si riportano i limiti di retribuzione giornaliera rivalutati, a valere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 2024. Si ricorda che non sussiste l’obbligo di osservare il minimale di retribuzione ai fini contributivi in caso di erogazione da parte del datore di lavoro di trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche di importo inferiore al predetto limite di minimo. Lavoratori a tempo parziale Anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale, i contributi devono essere calcolati su una retribuzione oraria non inferiore all’importo che si ottiene moltiplicando il minimale giornaliero di euro 56,87 per le giornate lavorative settimanali e dividendo il risultato ottenuto per le ore settimanali previste dai contratti nazionali di categoria. Nell’ipotesi di 40 ore settimanali il calcolo sarà: • € 56,87 x 6/40 = 8,53 €
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Mentre nelle ipotesi di 36 ore settimanali sarà invece: • € 56,87 x 5/36 = 7,90 € Quota di retribuzione soggetta all’aliquota aggiuntiva dell’1% Le quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, che per l’anno 2024 è pari a 55.008,00 euro, sono soggette all’applicazione dell’aliquota aggiuntiva dell’1%. Il contributo si applica nei casi di aliquote contributive pensionistiche a carico del lavoratore inferiori al 10%. Tale aliquota deve quindi essere applicata sulla parte di retribuzione eccedente il suindicato tetto retributivo che, rapportato a dodici mesi, risulta pari a 4.584,00 euro. Massimale annuo della base contributiva e pensionabile Per i lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie successive al 31 dicembre 1995 e per coloro che optano per
la pensione con il sistema contributivo, il massimale annuo della base contributiva e pensionabile, per l’anno 2024, risulta pari a 119.650,00 euro. Limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi Per l’anno 2024, il limite minimo di retribuzione per l’accreditamento della contribuzione obbligatoria e figurativa, fissato nella misura del 40% del trattamento minimo pensionistico, risulta pari a 239,44 euro settimanali e 12.451 euro annuali. Per tutti i dettagli, si rinvia alla Circolare n. 21 del 25 gennaio 2024. Previdenza. INPS. Nuova versione del portale per le visite mediche di controllo. L’INPS, con messaggio n. 4710 del 29 dicembre 2023, comunica che, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è stato rilasciato un nuovo servizio per i datori di lavoro, in materia di esecuzione delle visite mediche di controllo
ai lavoratori dipendenti in malattia. All’interno del Portale per le visite mediche di controllo, l’utente ha la possibilità di fruire delle seguenti funzionalità, raggruppate per tipologia di servizio: Servizi per la richiesta: • richiesta visita medica di controllo; • annullamento richiesta; • invio richieste multiple; • verifica invio richieste multiple; • gestione fatture. Servizi per l’esito: • consultazione dell’esito da parte dell’utente che ha inserito la richiesta; • consultazione dell’esito da parte del datore di lavoro qualora non sia lo stesso utente di cui al punto precedente; • stampa dell’esito; • consultazione esiti visite d’ufficio Polo Unico. Comunicazioni: • consultazione notizie e novità comunicate dall’INPS agli utenti del servizio.
Partner Accordo-quadro ANGAISA Ecoped – Ridomus.
Ricordiamo che è operativo l’accordo-quadro con ECOPED - RIDOMUS, in funzione del quale le aziende associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi erogati dai consorzi. I Consorzi ECOPED e RIDOMUS fanno parte del Sistema SAFE, Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari, insieme Ecopower, Consorzio nazionale per la gestione di accumulatori esausti e Pneulife, Consorzio che garantisce il ritiro dei PFU (pneumatici fuori uso) su tutto il territorio nazionale. ECOPED è il Consorzio Nazionale per la gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), pile, accumulatori (Ri.P.A.) e attrezzature sportive e tempo libero; RIDOMUS è il Consorzio dedicato alla gestione dei climatizzatori domestici e industriali a fine vita. Nati nel 2006 per volontà di un numeroso gruppo di produttori, hanno come obiettivo la corretta gestione dei RAEE domestici e professionali attraverso un collaudato sistema di raccolta presso centri di raccolta comunali, distributori di AEE e utilizzatori professionali di AEE. Il sistema dei Consorzi ECOPED e RIDOMUS attraverso il servizio denominato “Easy-RAEE” può offrire a tutte le aziende distributrici associate ad ANGAISA la gestio-
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ne completa degli aspetti burocratici legati ai diversi adempimenti previsti dalla normativa vigente, garantendo la raccolta dei RAEE ritirati presso i loro punti vendita ed il loro successivo trattamento presso gli impianti accreditati per la gestione dei RAEE. Accordo-quadro ANGAISA / VM Sistemi.
Grazie alla convenzione realizzata in collaborazione con VM SISTEMI, società del gruppo smeup, tutti i soci possono avvalersi di importanti opportunità in ambito tecnologico e digitale. smeup è una realtà del nord Italia che si occupa di accompagnare le aziende verso la trasformazione digitale adottando soluzioni software strategiche e infrastrutture IT dinamiche. VM Sistemi è l’azienda focalizzata nel fornire soluzioni ERP su misura per le imprese che operano nel settore della Distribuzione all’ingrosso, in particolare di: articoli idrotermosanitari, materiale elettrico, materiali e finiture per l’edilizia, articoli per la sicurezza e la videosorveglianza, ferramenta e utensilerie, rettifiche e ricambi. Le soluzioni ERP sono interamente sviluppate da VM Sistemi e vengono costantemente aggiornate per rispondere alle esigenze del mercato. Prevedono una serie di applicativi aggiuntivi a supporto della digita-
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lizzazione aziendale, completamente integrati per ottimizzare il processo, aumentare il servizio al Cliente finale, incrementare le vendite e tenere sotto controllo il business, sempre e ovunque. La Distribuzione all’ingrosso di Articoli ITS, Materiali per l’Edilizia e Showroom rappresenta uno dei settori più evoluti e complessi, caratterizzato da un forte dinamismo dei mercati e dei prodotti. Richiede soluzioni gestionali con specifiche funzionalità applicative in grado di rispondere velocemente ai cambiamenti funzionali e strategici. Per dare risposta a queste esigenze, VM Sistemi propone la soluzione gestionale ideale: Strike. Strike è la soluzione ERP su misura pensata esclusivamente per le imprese che commerciano Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno. La soluzione è caratterizzata da un’estrema parametrizzazione e da una totale adattabilità agli schemi organizzativi di ogni azienda. Continuamente aggiornata, è lo strumento adatto per rispondere ai cambiamenti del mercato, anticipando così le richieste di chi lo utilizza quotidianamente, come supporto alla crescita del proprio business. Le schede di presentazione delle convenzioni ANGAISA sono disponibili all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).