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ANGAISA Informa n. 522 del 16 novembre 2022

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16 | 30 novembre 2022

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS Popolazione (in milioni) Proiezione anno 2050 India Cina USA Nigeria Pakistan Indonesia Brasile Congo Russia Italia

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(Nazioni Unite – World Population Prospects)

L’appunto

“Ci stiamo attivando affinché i crediti esistenti in qualche modo possano essere ancora scontati, cercheremo di creare ulteriore spazio per le aziende di credito che hanno manifestato pubblicamente il disagio rispetto a una situazione insostenibile” Giancarlo Giorgetti Ministro dell’Economia

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Bonus edilizi e superbonus verso cambiamenti strutturali

È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto “aiuti quater”, già approvato giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri e i cui contenuti sono stati ampiamente ripresi dai principali quotidiani e media nazionali. Questo provvedimento abbassa l’aliquota del superbonus dal 110% al 90%, a partire dal 1° gennaio 2023. Per poter beneficiare del 110% sarà necessario aver presentato entro il prossimo 25 novembre la comunicazione asseverata per il superbonus (Cilas), ma entro la data in vigore del nuovo decreto, i condomini dovranno aver già deliberato l’approvazione dell’esecuzione dei lavori. Di fatto si tratta quasi di una “mission impossible”, e alcune forze politiche hanno già preannunciato un intervento per far slittare di almeno un mese l’operatività delle nuove modifiche, al fine di non penalizzare cittadini e imprese, a cominciare da chi ha deliberato degli interventi e stipulato i relativi contratti”. Da parte di numerose organizzazioni imprenditoriali è partito forte il richiamo, nei confronti del Governo, a non sottovalutare gli effetti distorsivi che un provvedimento così repentino andrebbe a produrre sul mercato dell’edilizia nel suo complesso. Cambiare le regola in corsa – come la stessa ANGAISA non ha mancato di sottolineare in diverse occasioni - determina confusione e incertezza, mentre si dovrebbe lavorare da subito per definire un quadro di riferimento normativo stabile e affidabile nel medio-lungo periodo. Oltre all’aliquota del 90%, le novità preannunciate riguardano le abitazioni unifamiliari (cd. “villette”). In questo caso, il superbonus resterebbe operativo per chi, al 30.09.22, ha già completato il 30% dei lavori a cui fare riferimento e che potrebbe contare sul termine del 31.03.23 per ultimare gli interventi. I nuovi interventi sulle villette potrebbero beneficiare del superbonus ridotto al 90%, ma a determinate condizioni: innanzi-

tutto l’unità immobiliare dovrà essere adibita ad abitazione principale (escludendo quindi le seconde case); inoltre, dovranno essere rispettati determinati limiti legati al reddito famigliare. Si fa riferimento innanzitutto a un reddito lordo annuo pari a 15mila euro, da prendere in considerazione però solo nel caso di nuclei monopersonali; altrimenti il limite reddituale deve essere calcolato dividendo i guadagli complessivi della famiglia per un denominatore proporzionale al numero dei componenti. Il progressivo ridimensionamento del superbonus era in realtà già previsto dalla legge di bilancio 2022, che aveva stabilito il passaggio del superbonus al 70% con riferimento alle spese sostenute nel 2024 e quindi al 65% per quanto riguarda le spese sostenute nel 2025. Del resto, nei giorni scorsi il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva puntato l’indice contro una situazione ritenuta ormai insostenibile per i conti pubblici, con un superbonus che andrebbe a sforare di 37,8 miliardi rispetto agli stanziamenti messi a bilancio per il periodo 2023-2026. A questo si aggiunge il sostanziale blocco delle acquisizioni di crediti da parte delle banche e di Poste italiane, ancora impegnate a smaltire un consistente “pregresso”. La possibilità di attivare la “quarta cessione” da parte delle banche, nei confronti dei propri correntisti, titolari di partita IVA, non ha ancora sortito, per ora, gli effetti sperati. L’associazione sta monitorando con la massima attenzione gli attesi sviluppi sul fronte normativo, con l’obiettivo di fornire ai distributori associati indicazioni operative utili per gestire al meglio, nelle prossime settimane, il rapporto con la clientela privata e professionale. Un primo webinar di approfondimento si terrà giovedì 1° dicembre, dalle ore 16.00 alle 18.00 circa (per informazioni: formazione@angaisa.it). Il Segretario Generale Dott. Corrado Oppizzi

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Diritto & Impresa Fisco. Decreto “Aiuti-bis”. Fringe benefit oltre euro 600,00. Chiarimenti. Si ricorda che l’art. 51, co. 3, TUIR prevede che “non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d’imposta a euro 258,23; se il predetto valore è superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito”. Attesa la straordinaria necessità e urgenza di adottare misure per contenere il costo dell’energia elettrica e del gas naturale nonché per contrastare l’emergenza idrica, il cd. decreto “Aiuti-bis” ha disposto, esclusivamente per il periodo d’imposta 2022, che il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, nonché le somme erogate o rimborsate al medesimo dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini IRPEF nel limite complessivo di euro 600,00, in deroga a quanto previsto dal suddetto art. 51, co. 3, TUIR (art.12, Dl. n. 115/2022). Con la circolare n. 35 del 4 novembre 2022, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’ambito applicativo dell’articolo 12 del decreto “Aiuti-bis”. Ambito soggettivo In merito all’ambito soggettivo di applicazione della norma, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la stessa si applica ai titolari di redditi di lavoro dipendente e di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali il reddito è determinato secondo le disposizioni contenute nell’art. 51 del TUIR. Inoltre, i fringe benefit in esame possono essere corrisposti dal datore di lavoro anche ad personam. Ambito oggettivo In deroga a quanto previsto dall’art. 51, co. 3, TUIR, esclusivamente per il periodo d’imposta 2022: • sono incluse tra i fringe benefit concessi ai lavoratori dipendenti anche le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale; • il limite massimo di non concorrenza al reddito di lavoro dipendente dei beni ceduti e dei servizi prestati, nonché delle somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche, è innalzato da euro 258,23 a euro 600,00. Rientrano nella nozione di reddito di lavoro dipendente anche i beni ceduti e i servizi prestati al coniuge del lavoratore o ai familiari indicati nell’art. 12 del TUIR, nonché i beni e i servizi per i quali venga attribuito il diritto di ottenerli da terzi. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che per utenze domestiche si intendono quelle relative a immobili a uso abitativo posseduti

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o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari, a prescindere che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio, a condizione che ne sostengano effettivamente le relative spese. Vi rientrano, quindi, anche le utenze per uso domestico intestate al condominio (ad esempio quelle idriche o di riscaldamento) che vengono ripartite fra i condomini e quelle per le quali, pur essendo intestate al proprietario dell’immobile (locatore), nel contratto di locazione è prevista espressamente una forma di addebito analitico e non forfetario a carico del lavoratore (locatario) o dei propri coniuge e familiari, sempre a condizione che tali soggetti sostengano effettivamente la relativa spesa. In tutti i casi, il fringe benefit spetta solo per la parte effettivamente rimasta a carico del beneficiario e senza possibilità di usufruirne due volte. Spetta al datore di lavoro acquisire e conservare, per eventuali controlli, la documentazione per giustificare la somma spesa e la sua inclusione nel limite di cui all’art. 51, co. 3, TUIR. Viene chiarito, inoltre, che il datore di lavoro può, in alternativa, acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale il lavoratore richiedente attesti di essere in possesso della documentazione comprovante il pagamento delle utenze domestiche, di cui riporti gli elementi necessari per identificarle, quali ad esempio il numero e l’intestatario della fattura, la tipologia di utenza, l’importo pagato, la data e le modalità di pagamento. In ogni caso, al fine di evitare che si fruisca più volte del beneficio in relazione alle medesime spese, è necessario che il datore di lavoro acquisisca anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la circostanza che le medesime fatture non siano già state oggetto di richiesta di rimborso, totale o parziale, non solo presso il medesimo datore di lavoro, ma anche presso altri. Resta fermo che tutta la documentazione indicata nella predetta dichiarazione sostitutiva deve essere conservata dal dipendente in caso di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria. Superamento del limite massimo di euro 600,00 L’Agenzia delle Entrate ha specificato che, come evidenziato nelle relazioni illustrativa e tecnica riguardanti il decreto “Aiuti-bis”, la disciplina applicabile è quella dell’art. 51, co. 3, TUIR e che la deroga a tale comma, riguarda esclusivamente il limite massimo di esenzione e le tipologie di fringe benefit concessi al lavoratore, senza comportare, con ciò, alcuna modifica al funzionamento del regime di tassazione in caso di superamento dei limiti di non concorrenza. Pertanto, nel caso in cui, in sede di conguaglio, il valore dei beni o dei servizi prestati, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pa-

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gamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, risultino superiori al limite di euro 600,00, il datore di lavoro deve assoggettare a tassazione l’intero importo corrisposto, vale a dire anche la quota di valore inferiore al medesimo limite. Per tutti i dettagli vi rimandiamo alla circolare n. 35 del 4 novembre 2022 n. 35. Fisco. Iper ammortamento. Investimenti sostitutivi. Sospensione nella fase di disconnessione. Si ricorda che la Legge di bilancio 2017 (art. 1, co. da 9 -13, L. n. 232/2016) ha introdotto la disciplina del c.d. “iper ammortamento”, che prevede, ai soli fini delle imposte sui redditi, e con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing, la possibilità, per i soli titolari di reddito d’impresa, di maggiorare del 150 per cento, ai fini fiscali, il costo di acquisizione per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, ad elevatissima tecnologia e interconnessi tra loro, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale in chiave “4.0”, elencati nell’Allegato A annesso alla Legge di bilancio 2017. La Legge di bilancio 2018 ha prorogato, da ultimo, l’agevolazione, anche se con modifiche in merito alla misura della maggiorazione, per gli investimenti effettuati entro: • il 31.12.2019; • ovvero entro il 31.12.2020, a condizione che entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20%. In tema di “investimenti sostitutivi”, la Legge di bilancio 2018 (art. 1, co. 35, L. n. 205/2017) ha disposto che se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell’agevolazione, non viene meno la fruizione delle residue quote del beneficio, così come originariamente determinate, a condizione che, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa: a) sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dal predetto allegato A; b) attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione. Nel caso in cui il costo di acquisizione del nuovo bene sia inferiore a quello del bene sostituito, la fruizione del beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento. Con la risposta in esame, l’Agenzia delle Entrate ha analizzato un’operazione che consiste nell’interruzione dell’interconnessione di alcuni beni agevolati che si intendono sostituire (“beni sostituiti”), a cui seguiranno la loro disinstallazione e dismissione


Diritto & Impresa e la successiva sostituzione con beni “sostitutivi” più performanti. In particolare, nel corso del periodo d’imposta 2022 sono iniziate, e si concluderanno, le operazioni di smontaggio e di disconnessione dei beni “sostituiti”, mentre nel periodo d’imposta 2023 si procederà sia al realizzo a titolo oneroso dei beni “sostituiti” sia alla loro sostituzione mediante l’acquisizione, l’installazione e l’interconnessione dei nuovi beni “sostitutivi”. Per tutti i dettagli vi rimandiamo alla risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 532 del 31 ottobre 2022. Lavoro. Accertamento sanzionatorio di mancata attuazione dell’obbligo formativo da parte del lavoratore in costanza delle integrazioni salariali straordinarie. Il Ministero del Lavoro ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 28 ottobre scorso, il Decreto 2 agosto 2022 che definisce criteri e modalità per l’irrogazione di specifiche sanzioni al lavoratore beneficiario di trattamenti di integrazione salariale che non aderisca alle iniziative di formazione e di riqualificazione previste dall’articolo 25-ter del D.Lgs. n. 148/2015, introdotto dalla Legge di Bilancio 2022. Il Decreto prevede che, in assenza di giustificato motivo fornito dal lavoratore, la mancata partecipazione alle suddette iniziative di formazione o riqualificazione, si applicano le seguenti sanzioni: • la mancata partecipazione, nella misura compresa tra il 25% ed il 50% delle ore complessive previste per ognuno dei corsi proposti, comporta l’irrogazione della sanzione corrispondente alla decurtazione di un terzo delle mensilità del trattamento di integrazione salariale straordinario, ferma restando la sanzione minima individuata dall’art. 25-ter, comma 3, del D.Lgs. n.148/2015, consistente nella decurtazione di una mensilità di trattamento di integrazione salariale; • la mancata partecipazione, nella misura compresa tra il 50% e l’80% delle ore complessive previste per ognuno dei corsi proposti, comporta l’irrogazione della sanzione corrispondente alla decurtazione della metà delle mensilità del trattamento di integrazione salariale straordinario, ferma restando la sanzione minima individuata dall’art. 25-ter, comma 3, consistente nella decurtazione di una mensilità di trattamento di integrazione salariale; • la mancata partecipazione, in misura superiore all’80% delle ore complessive previste per ognuno dei corsi proposti, comporta l’irrogazione della sanzione corrispondente alla decadenza dal trattamento di integrazione salariale. Il Decreto specifica, inoltre, che il giustificato motivo di mancata partecipazione alle iniziative di formazione e di riqualificazione ricorre

unicamente nei seguenti casi: • documentato stato di malattia o di infortunio; • servizio civile o di leva o richiamo alle armi; • stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge; • citazioni in tribunale, a qualsiasi titolo, dietro esibizione dell’ordine di comparire da parte del magistrato; • gravi motivi familiari documentati e/o certificati; • casi di limitazione legale della mobilità personale; • ogni altro comprovato impedimento oggettivo e/o causa di forza maggiore, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al soggetto di partecipare alle iniziative di formazione e/o riqualificazione, senza possibilità di alcuna valutazione di carattere soggettivo o discrezionale da parte di quest’ultimo. Con riferimento ai trattamenti di CIGS, il servizio ispettivo territorialmente competente, qualora, dopo aver accertato il concreto svolgimento della formazione secondo il programma aziendale presentato, rilevi dai registri dell’ente erogatore della formazione assenze ingiustificate, provvederà alla contestazione della sanzione corrispondente limitatamente ai lavoratori inadempienti, dandone comunicazione alla sede territoriale competente dell’INPS, ai fini dell’applicazione della sanzione prevista. Relativamente ai trattamenti straordinari assicurati dai Fondi di solidarietà di cui agli articoli 26, 27, 29 e 40 del D.Lgs. n. 148/2015, il servizio ispettivo territorialmente competente accerterà anche il concreto svolgimento della formazione secondo il programma contenuto nell’accordo sindacale, nell’esame congiunto o nell’ambito degli atti di cui alle procedure sindacali prodromiche all’accesso all’assegno di integrazione salariale. Anche in questi casi, qualora dai registri dell’ente erogatore della formazione risultino assenze ingiustificate, l’organo ispettivo provvederà alla contestazione della sanzione corrispondente, limitatamente ai lavoratori inadempienti, dandone comunicazione alla sede territoriale competente dell’INPS, ai fini dell’applicazione della sanzione prevista. Previdenza. INPS. Esonero contributivo per le lavoratrici madri che rientrano nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo di maternità. L’INPS, con messaggio n. 4042 del 9 novembre scorso, fornisce ulteriori chiarimenti in merito all’applicazione dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali, nella misura del 50%, a carico delle lavoratrici madri dipendenti dal settore privato, a decorrere dalla data del rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo di maternità, per un periodo

massimo di un anno. L’INPS, ad integrazione delle istruzioni già fornite con circolare n. 102/2022 precisa che anche le possibili cause che posticipino il rientro effettivo al lavoro (quali, a titolo esemplificativo, ferie, malattia, permessi retribuiti), determinano lo slittamento in avanti del giorno di decorrenza dell’esonero. Devono essere però soddisfatte due condizioni: • il rientro effettivo al lavoro deve verificarsi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022; • deve esserci continuatività tra il congedo obbligatorio di maternità (anche se seguito da un periodo di congedo facoltativo) e i periodi di assenza (per congedo facoltativo, ferie, permessi, malattia). L’esonero dovrà essere calcolato dalla data di effettivo rientro, e di conseguenza gli eventuali periodi di ferie, permessi o altri tipi di congedo, fruiti senza soluzione di continuità rispetto al congedo obbligatorio (quindi prima del rientro effettivo) non sono oggetto di esonero: il relativo imponibile non comporta il diritto all’agevolazione. Lo sgravio in questione è cumulabile, oltre che con altre agevolazioni che insistono sulla contribuzione dovuta dal datore di lavoro, anche con l’esonero sulla quota IVS prevista per il 2022 dall’art. 1, comma 121, Legge di Bilancio 2022, incrementato dallo 0,8 per cento al 2 per cento dall’art. 20, c. 1 del Decreto Aiuti bis per i periodi di paga 1° luglio - 31 dicembre 2022. Riguardo alla portabilità dell’esonero, laddove la lavoratrice sia rientrata nel posto di lavoro a seguito dell’astensione per maternità e successivamente sia cambiato il datore di lavoro, l’Istituto prevede varie ipotesi: • se il precedente rapporto incentivato e il nuovo non dovessero essere continuativi (ad esempio, dimissioni e nuova assunzione; scadenza di un contratto a termine e nuova assunzione), l’esonero non potrà essere riconosciuto; • se il precedente rapporto incentivato e il nuovo dovessero essere continuativi (ad esempio, trasferimento d’azienda; cessione di contratto), l’esonero verrà applicato poiché si tratterebbe della prosecuzione dello stesso rapporto di lavoro; • nel caso in cui, invece, la lavoratrice non dovesse rientrare affatto sul posto di lavoro l’esonero potrà essere riconosciuto presso il nuovo datore di lavoro che assume la lavoratrice a partire dal primo rientro effettivo dall’astensione. Previdenza. INPS. Indicazioni sull’aumento dell’esonero dei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti. L’INPS, con messaggio n. 4009 del 7 novembre scorso, fornisce chiarimenti in merito alla compilazione dei flussi UniEmens riguardanti segue a pag.4

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Diritto & Impresa continua da pag.3

l’esonero contributivo previsto dalla Legge di bilancio 2022. In particolare, l’INPS si sofferma sulla gestione degli adempimenti previdenziali relativi all’aumento di 1,2 punti percentuali introdotto dal Decreto Aiuti Bis che, all’articolo 20, comma 1, ha stabilito: “Per i periodi di paga dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, compresi la tredicesima o i relativi

ratei erogati nei predetti periodi di paga, l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è incrementato di 1,2 punti percentuali”. Con il messaggio in commento l’INPS chiarisce che l’integrazione dell’1,2%, relativa ai ratei della tredicesima mensilità, viene riconosciuta anche sui mesi di competenza da gennaio 2022

a giugno 2022, e fornisce le modalità operative utili alla compilazione del flusso UniEmens, distinguendole a seconda che il datore di lavoro abbia o meno erogato nei mesi di luglio, agosto e settembre 2022 i ratei di tredicesima riguardanti il periodo compreso tra gennaio e settembre 2022. L’Istituto spiega inoltre la procedura da seguire nei casi in cui l’erogazione della tredicesima avvenga su mesi diversi da dicembre.

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E’ stato rinnovato l’accordo quadro tra ANGAISA e ECOPOLIETILENE, consorzio avente personalità giuridica e operante senza scopo di lucro sul territorio nazionale, al fine di razionalizzare, organizzare e gestire la raccolta e il trattamento dei rifiuti di beni in polietilene destinati allo smaltimento, grazie al quale i distributori e i produttori associati potranno avvalersi di condizioni agevolate per assolvere agli obblighi previsti dalla normativa vigente. A tale proposito, ricordiamo che, ai sensi dell’art. 234 del decreto legislativo n. 152/2006, tanto i produttori o importatori, quanto i distributori di beni in polietilene sono tenuti ad aderire a un consorzio o “sistema alternativo”, aventi caratteristiche analoghe a quelle di ECOPOLIETILENE, il cui Statuto è stato formalmente approvato dal Ministero dell’Ambiente nel giugno 2020. E’ inoltre previsto che i produttori/importatori presentino periodicamente al Consorzio o sistema alternativo al quale hanno aderito, una dichiarazione relativa ai quantitativi di beni in polietilene immessi nel mercato nazionale, sulla cui base verrà determinato il contributo ambientale da corrispondere. Accordo-quadro ANGAISA / CRIBIS

E’ operativo l’accordo-quadro in funzione del quale le aziende associate ANGAISA potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi erogati da Cribis, società del Gruppo CRIF fortemente specializzata nella fornitura di informazioni economiche e commerciali e servizi per lo sviluppo del business in Italia e all’estero. CRIBIS garantisce i più elevati standard qualitativi e la massima copertura nelle informazioni economiche e commerciali sul 100% delle aziende italiane

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Accordo quadro ANGAISA / Informatica Centro

L’accordo-quadro sottoscritto da ANGAISA consente alle aziende associate di avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi erogati da Informatica Centro, un leader di settore in Soluzioni software ERP ed e-commerce. Informatica Centro Srl è nata nel 1989 e opera in Italia da oltre 30 anni avvalendosi di una solida struttura diretta e indiretta fatta di Consulenti e Partner storici con i quali sviluppa e rinnova le soluzioni. L’Azienda è focalizzata sullo sviluppo tecnologico e funzionale di Soluzioni ERP, e-commerce, DMS, CRM, B.I. ed è dotata di un centro di ricerca e sviluppo interno che sperimenta continuamente le nuove tecnologie, di un team dedicato allo sviluppo degli standard applicativi e di una importante squadra dedita alla consulenza, formazione e assistenza dei Clienti. A completare l’area tecnica, l’ufficio sistemistico eroga servizi altamente professionali ai soli Clienti che utilizzano le soluzioni aziendali, mentre per le grandissime infrastrutture è attiva una collaborazione con un Partner di eccellenza nazionale. Informatica Centro ha indirizzato tutto il suo know-how unicamente verso lo sviluppo, la vendita e l’assistenza di soluzioni ERP ed e-commerce per l’impresa distributiva (ingrosso e dettaglio), lasciando in secondo ordine la vendita delle infrastrutture hardware e lo sviluppo di soluzione per il settore manifatturiero. Le schede di presentazione delle convenzioni ANGAISA sono disponibili all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).


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