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ANGAISA Informa n. 521 del 1 novembre 2022

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1 | 15 novembre 2022

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS Osservatorio Vendite ANGAISA Dati settembre 2022

Incremento fatturati Distribuzione ITS Confronto Settembre 2022/settembre 2021: +30,07% Primi 9 mesi 2022/9 mesi 2021: +25,73% (campione n. 124 aziende associate)

L’appunto

“Oggi, rispetto ai primi mesi del 2021, una famiglia spende per quanto riguarda le bollette di luce e gas una cifra triplicata: la spesa è infatti passata da 616 a 1.963 euro per l’energia elettrica e da 1.428 a 4.400 euro per il gas”. Osservatorio SOStariffe

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Al Convegno ANGAISA gli scenari del Mercato ITS, per un settore che insegue nuove certezze

Si avvicina la fine dell’anno e, come sempre, quella del Convegno ANGAISA si propone come una occasione imperdibile - per tutti gli operatori del settore – di analisi e confronto sugli scenari del mercato attuale e del futuro prossimo, un mercato certamente segnato dalle molte vicissitudini legate prima all’emergenza pandemica e poi ad una crescita senza precedenti dei fatturati, trainata dalla domanda innescata dai bonus edilizi. Abbiamo avuto a che fare con un mercato “drogato”? Per quanto potrà durare? Sono interrogativi ai quali, il prossimo 30 novembre, diversi relatori cercheranno di dare risposta, nella consapevolezza che sono ancora molte le “variabili esterne” che potranno incidere pesantemente sul futuro dell’edilizia e delle filiere collegate. Sembra inevitabile un progressivo ridimensionamento delle agevolazioni fiscali che hanno sostenuto il comparto a partire dal secondo semestre 2020, ma anche una eventuale revisione strutturale dei loro meccanismi – purché accompagnata da un quadro normativo chiaro e stabile -potrebbe rivelarsi, nel lungo periodo, sostanzialmente positiva. Nomisma presenterà al Convegno i risultati di una indagine condotta su un campione rappresentativo di famiglie italiane, con un quadro di sintesi nazionale e approfondimenti specifici dedicati alle province di Milano, Roma e Palermo; l’obiettivo è quello di mettere a fuoco ciò che le famiglie hanno fatto in concreto nei mesi scorsi per ristrutturare la propria casa e qual è attualmente la loro propensione verso futuri investimenti. I contenuti del contributo Nomisma verranno successivamente messi a disposizione di tutti i congressisti.

La tradizionale relazione del Direttore CRESME Lorenzo Bellicini sarà complementare e terrà conto di tutte le componenti di carattere esogeno ed endogeno, da prendere in considerazione per cercare di “tracciare la rotta” in ottica 2023. Il “filo rosso” dedicato al Mercato prevede anche un intervento del Presidente ANGAISA Maurizio Lo Re, che si soffermerà sui più recenti dati dell’Osservatorio Vendite e sulle anticipazioni dedicate ai dati previsionali contenuti nel “Flash Report dell’Osservatorio Eco-Fin ITS”. Toccherà a Sebastiano Barisoni, Vicedirettore Esecutivo di Radio 24 e moderatore del Convegno ANGAISA tirare le fila e garantire una “regia” effervescente e ricca di spunti e riflessioni. Ricordiamo che l’evento - “ITS 2023, ritorno alla stabilità? Scenari, tendenze, incognite del post emergenza” - è realizzato in collaborazione con le aziende Soci Sostenitori Ariston, Fantini Cosmi, Ferrari, General Fittings, Tece Italia e Toshiba e con la partecipazione di Blu&Rosso (media partner) e di IdroLAB (partner tecnologico). Il Convegno si terrà mercoledì 30 novembre 2022 – dalle ore 09.00 alle 13.30 circa, presso l’auditorium del MiCo Milano Congressi in via Colleoni, gate 12 A (i desk riservati alle registrazioni dei congressisti saranno attivi a partire dalle ore 08.30). E’ necessario confermare online la propria partecipazione (gratuita per tutte le aziende associate), compilando l’apposito form entro il prossimo 18 novembre. Il Segretario Generale Dott. Corrado Oppizzi

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Diritto & Impresa Fisco. Split payment. Pubblicati gli elenchi aggiornati per l’anno 2023. Come noto, lo split payment prevede che l’IVA addebitata dal cedente o prestatore nelle fatture debba essere versata dal cessionario o committente direttamente all’Erario, anziché al fornitore, scindendo il pagamento del corrispettivo da quello della relativa imposta. Nella fattura elettronica, l’applicazione dello split payment si segnala riportando il valore “S” (scissione dei pagamenti) nel campo “Esigibilità IVA”. La scissione dei pagamenti si applica alle operazioni effettuate nei confronti: • delle Amministrazioni Pubbliche (art. 1, co. 2, L. n.196/2009) e presenti nell’elenco “IPA” consultabile all’indirizzo www. indicepa.gov.it; • di enti, fondazioni e società (art. 17-ter, co. 1-bis, D.P.R. n. 633/1972), individuati dal Dipartimento delle Finanze con appositi elenchi pubblicati entro il 20 ottobre di ciascun anno, con effetti a valere per l’anno successivo. Sul sito internet del Dipartimento delle Finanze sono stati pubblicati gli elenchi, aggiornati al 20 ottobre 2022, che individuano le società, gli enti e le fondazioni, nei cui confronti si applicherà il meccanismo dello split payment per l’anno 2023. In conformità a tale quadro normativo, il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato i seguenti elenchi per l’anno 2023 aggiornati al 20 ottobre 2022: • società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai Ministeri (art. 2359, co. 1, n. 2 c.c.); • enti o società controllate dalle Amministrazioni centrali; • enti o società controllate dalle Amministrazioni locali; • enti o società controllate dagli Enti nazionali di previdenza e assistenza; • enti, fondazioni o società partecipate per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, dalle Amministrazioni Pubbliche; • società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana. Per ciascun soggetto presente negli elenchi è indicato: • il codice fiscale; • la denominazione; • la data di decorrenza dell’inclusione. L’aggiornamento degli elenchi avviene in via continuativa nel corso dell’anno. Di conseguenza, la disciplina dello split payment deve ritenersi applicabile o non più applicabile dalla data di aggiornamento dell’elenco. In presenza di un cessionario o committente potenzialmente destinata-

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rio dello split payment, è necessario che il cedente o prestatore verifichi, prima dell’emissione di ciascuna fattura, se il cliente è stato incluso nei predetti elenchi ovvero ne è fuoriuscito. Peraltro, se il soggetto passivo agisce in modo coerente rispetto agli elenchi, non assumono rilievo eventuali variazioni sopravvenute. Salvo le società quotate nell’indice FTSE MIB, i soggetti interessati possono segnalare eventuali mancate o errate inclusioni negli elenchi al Dipartimento delle Finanze, il quale provvederà ad aggiornarli, se necessario. Le richieste di inclusione ed esclusione dagli elenchi devono essere inviate utilizzando esclusivamente l’apposito modulo. Occorre fornire idonea documentazione a supporto dell’istanza presentata, inclusa obbligatoriamente una visura camerale. Lavoro. Differimento termine comunicazioni di lavoro agile. Il Ministero del Lavoro, con comunicato del 25 ottobre scorso, informa che il termine per le comunicazioni di lavoro agile, precedentemente fissato al 1° novembre, si intende differito al 1° dicembre 2022. L’articolo 23, comma 1, della Legge n. 81/2017, (come modificato dall’articolo 41 bis del D.L. n. 73/2022, convertito con modificazioni in Legge n. 122/2022) stabilisce che dal 1° settembre 2022, il datore di lavoro comunica in via telematica al Ministero del Lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile, secondo le modalità definite dal D.M. n. 149/2022. In fase di prima applicazione delle nuove modalità, il termine, entro cui i datori di lavoro dovevano effettuare le comunicazioni di lavoro agile, era stato prorogato al 1° novembre 2022 al fine di permettere l’adeguamento dei sistemi informatici dei datori di lavoro relativamente all’utilizzo dei servizi Rest di invio delle comunicazioni, modalità alternativa all’uso dell’applicativo web. Per richieste di supporto relative all’attivazione della modalità massiva REST, i datori di lavoro dovranno inviare una richiesta di contatto tramite un form disponibile nell’URP online del Ministero del Lavoro. Lavoro. Licenziamenti e negoziazione assistita. Novità del d.lgs. n. 149/2022 (c.d. Riforma Cartabia). È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre 2022, il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, che riformando il processo civile, interviene anche sulle controversie in materia di lavoro. In particolare, il decreto ha previsto nuove procedure sia riguardo ai licenziamenti con

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reintegro nel posto di lavoro che la negoziazione assistita. Controversie in materia di licenziamento Per quanto riguarda i licenziamenti, il decreto, all’art. 3, comma 32, ha introdotto l’art. 441-bis del Codice di procedura civile, attribuendo un carattere prioritario alle trattazioni e decisioni delle controversie aventi ad oggetto l’impugnazione dei licenziamenti nelle quali è proposta domanda di reintegrazione nel posto di lavoro, anche quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto. In relazione al rispetto dei termini del procedimento, si prevede che il giudice abbia la facoltà di ridurli fino alla metà, fermo restando che tra la data di notificazione al convenuto o al terzo chiamato e quella dell’udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di 20 giorni. In tal caso, il termine per la costituzione del convenuto o del terzo chiamato è ridotto della metà. In relazione alle esigenze di celerità, il giudice dispone la trattazione congiunta o la separazione di eventuali domande connesse e riconvenzionali, assicurando in ogni caso la concentrazione della fase istruttoria e di quella decisoria in relazione alle domande di reintegrazione nel posto di lavoro. A tal fine, il giudice riserva particolari giorni, anche ravvicinati, nel calendario delle udienze. Viene, poi, introdotto, l’art. 441-ter c.p.c., riguardante le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione dei licenziamenti dei soci delle cooperative. Nello specifico, anche le questioni relative al rapporto associativo vengono assoggettate alle norme di cui agli artt. 409 e seguenti c.p.c. (controversie in materia di lavoro). Infine, viene introdotto l’art. 441-quater c.p.c., secondo cui le azioni di nullità dei licenziamenti discriminatori possono essere proposte, qualora ne ricorrano i presupposti, con i riti speciali (si veda, ad esempio, l’art. 38, d.lgs. 198/2006 riguardante le pari opportunità, e l’art. 28, d.lgs. 150/2011). La proposizione della domanda preclude la possibilità di agire successivamente in giudizio con rito diverso rispetto a quello scelto. Da tener conto, inoltre, che, ai sensi del nuovo art. 144-quater del c.p.c., la trattazione prioritaria dei procedimenti sopra elencati viene favorita e verificata dal presidente di sezione e dal dirigente dell’ufficio giudiziario, che effettuerà anche estrazioni statistiche che consentano di valutare la durata media dei processi di cui all’art. 441bis del codice, in confronto con la durata degli altri processi in materia di lavoro. Negoziazione assistita nelle controversie di lavoro Per quanto riguarda la negoziazione assisti-


Diritto & Impresa ta, il decreto, con l’art. 9, in modifica del DL 132/2014, convertito, con modificazioni, dalla legge 162/2014, ha introdotto l’art. 2-ter, prevedendo tale procedura anche nei casi di controversie in materia di lavoro di cui all’art. 409 c.p.c. – abrogando, inoltre, il divieto imposto ai sensi dell’art. 2, comma 2, lett. b), del DL 132/2014 – fermo restando quanto disposto all’art. 412-ter del codice in materia di conciliazione in sede sindacale. Nello specifico, è prevista la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita per la composizione delle controversie in materia di lavoro, senza che ciò costituisca condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Ciascuna parte è assistita da almeno un avvocato e può essere assistita anche da un consulente del lavoro. All’accordo raggiunto si applica l’articolo 2113, quarto comma, cod. civ., ovvero l’esclusione dalle norme in materia di rinunzie e transazioni che hanno per oggetto diritti inderogabili del lavoratore. Infine, su sollecitazione della nostra Confederazione, è stato previsto l’obbligo di trasmissione, a cura di una delle due parti, dell’accordo ad uno degli organismi abilitati alla certificazione dei contratti di lavoro di cui all’art. 76, d.lgs. 276/2003, tra i quali rientrano gli enti bilaterali. Previdenza. INPS. Indennità una tantum lavoratori dipendenti. Nuovi chiarimenti. Messaggio n. 3805/2022. Con il messaggio n. 3805/2022, l’INPS ha fornito ulteriori chiarimenti relativamente all’indennità una tantum di 200 euro prevista dall’articolo 31 del Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 91/2022) in favore dei lavoratori dipendenti. In particolare, richiamando quanto precisato nella precedente circolare n. 73 del 24 giugno 2022 - ossia che l’indennità una tantum in argomento deve essere erogata “anche laddove la retribuzione del mese di luglio 2022 risulti azzerata in virtù di eventi tutelati (ad esempio, in ragione della sospensione del rapporto di lavoro, gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro - CIGO/CIGS, FIS o Fondi di solidarietà, CISOA o i congedi)” – l’Istituto ha chiarito che tra gli eventi tutelati sono ricompresi altresì: • l’aspettativa sindacale (legge n. 300/1970); • l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale (articolo 4, comma 4, D.L. n. 44/2021, convertito, con modificazioni, dalla n. 76/2021);

• l’aspettativa o il congedo previsti dai CCNL di settore. L’INPS chiarisce, inoltre, che l’indennità in esame spetta anche ai lavoratori che, seppure destinatari dell’esonero contributivo dello 0,8% della quota a carico del lavoratore (in quanto percettori di una retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali inferiore o uguale a 2.692 euro) per contratti di lavoro iniziati prima del 24 giugno 2022, non abbiano in concreto beneficiato di tale esonero in virtù di un abbattimento totale della contribuzione datoriale e di quella a carico del lavoratore. Al riguardo, l’INPS porta l’esempio dell’aliquota della contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale ridotta a zero, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone svantaggiate dalle cooperative sociali (articolo 4, L. n. 381/1991). Viene infine chiarito che nelle ipotesi in cui i datori di lavoro non avessero erogato l’indennità con la retribuzione di luglio 2022, nonostante il diritto dei lavoratori a percepirla, (ad esempio con riferimento alle fattispecie sopra richiamate ovvero per motivi gestionali determinati, esemplificativamente, da una tardiva dichiarazione resa dal parte del lavoratore) potranno provvedervi tramite flusso regolarizzativo sulla competenza del mese di luglio 2022, da effettuarsi con le consuete modalità in uso, entro e non oltre il 30 dicembre 2022. Su tale ultimo punto, occorre tenere presente che il flusso regolarizzativo di competenza del mese di luglio 2022 annulla e sostituisce l’eventuale flusso inviato in precedenza per il medesimo mese di competenza. Per maggiori informazioni si invita a prendere visione del messaggio INPS. Previdenza. INPS. Istruzioni su erogazione indennità una tantum per lavoratori dipendenti prevista dal decreto Aiuti-ter. L’INPS, con circolare n. 116 del 17 ottobre scorso, ha fornito le istruzioni per il riconoscimento da parte dei datori di lavoro dell’indennità una tantum, pari a 150 euro, disciplinata dal Decreto Aiuti-ter (D.L. n.144/2022, articolo18) in favore dei lavoratori dipendenti. Beneficiari Lavoratori dipendenti, anche somministrati, ad esclusione dei lavoratori domestici. Requisiti Retribuzione imponibile ai fini previdenziali, nella competenza del mese di novembre 2022, non eccedente i 1.538 euro, anche in presenza di copertura figurativa parziale. L’indennità è riconosciuta anche in caso di retribuzione azzerata per eventi tutelati (ad esempio, CIGO/ CIGS, Assegno di integrazione salariale ga-

rantito dal FIS o dai Fondi di solidarietà e CISOA, percepiti in ragione della sospensione del rapporto di lavoro, o congedi parentali). Diversamente, l’indennità non può essere concessa qualora la retribuzione risulti azzerata a causa della sospensione del rapporto di lavoro per eventi, previsti dalla legge o dalla contrattazione, non coperti da contribuzione figurativa a carico dell’Istituto (ad esempio, aspettativa non retribuita). Erogazione dell’indennità L’indennità, pari a 150 euro, anche per contratti a tempo parziale, è concessa automaticamente dal datore di lavoro, previa acquisizione di una dichiarazione rilasciata dal lavoratore in merito alla non titolarità delle prestazioni previste dall’art. 19, commi 1 e 16, del Decreto Aiuti-ter (indennità una tantum per i pensionati e per i nuclei familiari beneficiari del reddito di cittadinanza). L’indennità spetta una sola volta; pertanto, in presenza di più rapporti di lavoro, il lavoratore presenterà tale dichiarazione unicamente al datore di lavoro che effettuerà il pagamento dell’indennità. L’indennità è erogata, in sussistenza di rapporto di lavoro (determinato o indeterminato), nel mese di novembre con la retribuzione di competenza del mese di novembre 2022 (anche se erogata a dicembre 2022), tramite denuncia UniEmens entro il 31 dicembre 2022. L’Istituto ha chiarito che l’indennità in argomento è concessa anche a specifiche categorie di lavoratori rientranti nella platea dei destinatari dell’indennità prevista dallo stesso Decreto Aiuti-ter all’articolo 19, commi 13 e 14, ossia lavoratori stagionali, a tempo determinato (esclusi gli operai agricoli), intermittenti e iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo. Pertanto, il datore di lavoro è tenuto a riconoscere automaticamente l’indennità prevista dall’articolo 18 del decreto in parola anche ai lavoratori sopra richiamati, se in forza nel mese di novembre 2022, indipendentemente dalla verifica e dalla sussistenza dei requisiti di cui ai commi 13 e 14 dell’articolo 19, relativi alle giornate lavorate/contributi versati e al reddito 2021. Conguaglio L’indennità anticipata ai lavoratori sarà recuperata dai datori di lavoro nella denuncia di competenza del mese di novembre 2022. Qualora, per lo stesso lavoratore, la compensazione dell’indennità venga effettuata da più datori di lavoro, l’Istituto provvederà a trasmettere a ciascun datore di lavoro interessato una comunicazione sulla quota parte dell’indebita compensazione, per la restituzione in favore dell’INPS e per il recupero verso il dipendente, secondo le istruzioni che verranno fornite con successivo messaggio. segue a pag.4

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Diritto & Impresa continua da pag.3

Trasporti. Ulteriore proroga della riduzione delle accise sui carburanti e dell’IVA al 5% per il metano d’autotrazione. Per effetto di due distinti provvedimenti, vengono estese complessivamente fino al prossimo 18 novembre, la riduzione temporanea delle accise sui carburanti nonché l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta al 5% sul gas naturale - Metano impiegato per autotrazione, già in vigore. In particolare, le misure sono state disposte dal decreto del Ministro dell’Economia e Finanze di concerto con il Ministro della Transizione Ecologica del 19 ottobre 2022, per il periodo dal 1° al 3 novembre pp.vv. e dal D.L. n. 153/2022 che proroga ulteriormente tali disposizioni per il periodo dal 4 novembre al 18 novembre 2022. Entrambi i provvedimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 247 del 21 ottobre scorso. In particolare, si applicheranno le seguenti aliquote d’accisa, già attualmente in essere: • Benzina: 47,84 centesimi di euro per litro; • Gasolio per autotrazione: 36,74 centesimi di euro per litro; • GPL per autotrazione: 18,261 centesimi di euro per chilo; • Gas Naturale-Metano per autotrazione:

zero euro per metro cubo. Si conferma, inoltre, che per effetto dei citati provvedimenti, anche per il periodo decorrente dal 1° novembre al 18 novembre pp.vv., non troverà applicazione l’aliquota di accisa del gasolio commerciale usato come carburante (n. 4-bis Tabella A allegata al D.lgs. n. 504/1995), attraverso il meccanismo dei rimborsi periodici in favore degli autotrasportatori. Il Decreto Legge dispone, altresì, che per la corretta applicazione delle esposte aliquote d’accisa, gli esercenti i depositi commerciali dei richiamati prodotti energetici e gli esercenti gli impianti di distribuzione stradale di carburanti saranno tenuti a trasmettere, entro il prossimo 28 novembre, all’ufficio competente dell’Agenzia delle Dogane, a mezzo di posta elettronica certificata (art. 19-bis D.lgs. n. 504/1995), ovvero per via telematica utilizzando i moduli già predisposti dall’Agenzia delle Dogane (art. 8, comma 6, D.L. n. 115/2022), i dati relativi ai quantitativi degli esposti carburanti giacenti nei relativi depositi e impianti, alla data del 18 novembre 2022. Si precisa, a riguardo, che tale comunicazione non sarà dovuta nel caso di successiva ulteriore proroga delle riduzioni temporanee di accise e IVA, oltre la data del 18 novembre 2022. Al di fuori di tale evenienza, in caso di mancata comunicazione ovvero di invio

di dati incompleti o non veritieri, troverà applicazione la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 ad euro 3.000 (art. 50, comma 1, D.lgs. n.504/1995). Al fine di prevenire il rischio di manovre speculative derivanti dalla esposta rideterminazione delle aliquote d’accisa, nonché dalla diminuzione dell’aliquota IVA sul gas naturale per autotrazione, il Garante della sorveglianza dei prezzi continuerà ad avvalersi della collaborazione dei Ministeri, degli enti e degli organismi indicati all’art. 2, comma 199, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Istat, Unioncamere, Camere di Commercio), nonché del supporto operativo della guardia di Finanza, per monitorare l’andamento dei prezzi, anche relativi alla vendita al pubblico dei richiamati prodotti energetici, praticati nell’ambito dell’intera filiera commerciale. Infine, si prevede che il Corpo della Guardia di Finanza abbia accesso diretto, anche in forma massiva, ai dati inerenti le giacenze di prodotto sopra riportate e ai dati contenuti nel documento amministrativo semplificato telematico e segnala all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per l’adozione dei provvedimenti di competenza, eventuali elementi rilevati sintomatici di condotte lesive della concorrenza, o di pratiche commerciali scorrette.

A seguito dell’introduzione del divieto di cessione parziale e della tracciabilità delle cessioni dei crediti relativi al Superbonus e agli altri bonus edilizi, come potranno avvenire le cessioni dei crediti successive al primo esercizio dell’opzione (prima cessione o sconto in fattura)? Il comma 1-quater dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, introdotto in sede di conversione del decreto Sostegni-ter (decreto-legge n. 4 del 2022), ha stabilito che i crediti derivanti dall’esercizio delle opzioni (prima cessione o sconto in fattura) relative al Superbonus e agli altri bonus edilizi non possono formare oggetto di cessioni parziali successive; a tal fine, al credito è attribuito un codice identificativo univoco da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni. In proposito, si rende noto che, in fase di caricamento sulla Piattaforma, i crediti derivanti dalle prime cessioni o dagli sconti in fattura saranno suddivisi, come di consueto, in rate annuali di pari importo, in base alla tipologia di detrazione e all’anno di sostenimento della spesa. A ciascuna rata annuale sarà

attribuito un codice univoco, visibile sulla Piattaforma, che ai fini della tracciatura delle operazioni verrà indicato nelle eventuali successive cessioni delle singole rate. Il divieto di cessione parziale si intende riferito all’importo delle singole rate annuali in cui è stato suddiviso il credito ceduto da ciascun soggetto titolare della detrazione; pertanto, le cessioni successive potranno avere ad oggetto (per l’intero importo) anche solo una o alcune delle rate di cui è composto il credito; le altre rate (sempre per l’intero importo) potranno essere cedute anche in momenti successivi, ovvero utilizzate in compensazione tramite modello F24 (in tale ultima eventualità, anche in modo frazionato). Invece, le singole rate non potranno essere oggetto di cessione parziale o in più soluzioni. Le suddette disposizioni si applicano ai crediti derivanti dalle prime cessioni e dagli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° maggio 2022, che saranno caricati, come di consueto, entro il giorno 10 del mese successivo (10 giugno 2022). Fonte: Agenzia delle Entrate

FAQ. Superbonus 110% In caso di interventi eseguiti su varie unità immobiliari distintamente accatastate, possedute da un unico proprietario, come deve essere compilata la comunicazione per l’esercizio dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, di cui all’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020? Nel caso descritto, devono essere compilate e inviate, per ogni intervento e per ciascuna unità immobiliare, altrettante distinte comunicazioni. In alternativa, se la tipologia di intervento e i relativi limiti di spesa risultano compatibili con il caso di specie, è possibile compilare e inviare una sola comunicazione, del tipo previsto per il condominio minimo senza amministratore, indicando nel frontespizio il codice fiscale del proprietario come condomino incaricato della trasmissione. Compilare coerentemente i quadri A, B, C (sezione II) e D della comunicazione, indicando, tra l’altro, il codice fiscale del proprietario come beneficiario della detrazione ceduta, le varie unità immobiliari e i relativi dati catastali.

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