Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS Investimenti per Superbonus 110% ammessi a detrazione Mln € - dati al 31/08/22 Condomini Edifici unifamiliari Unità indipendenti Totale
20.657,503 15.164,658 7.195,568 43.018,493
Fonte: Sole24Ore/dati Mite-Enea
L’appunto
“La casa in prospettiva si trasformerà in una piattaforma per la fornitura di servizi fisici e digitali per l’abitare. L’abitazione sarà una grande app, un ecosistema di servizi che integrano l’esperienza abitativa e le aree della sfera privata con quelle del co-working (lavoro a distanza) e della dimensione virtuale”. Joseph Di Pasquale - Architetto
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Caro energia e addizionali straordinarie: ANGAISA scrive ai Soci Sostenitori Industrie
Nei giorni scorsi, l’associazione ha ritenuto opportuno trasmettere a tutti i produttori Soci Sostenitori una lettera, al fine di evidenziare le conseguenze negative, sotto il profilo gestionale e commerciale, subite dalle aziende distributrici del settore a seguito dell’improvviso inserimento in fattura di una nuova voce, identificata come “addizionale straordinaria”, legata all’aumento dei costi energetici.
Gent.mi Soci, l’ulteriore peggioramento della crisi energetica in atto, e le pesanti conseguenze economiche che stanno interessando l’intero ciclo produttivo, hanno portato diverse industrie a rivedere, purtroppo senza alcun tipo di preavviso e talvolta “con decorrenza immediata”, le condizioni di vendita riservate ai loro clienti distributori. Siamo perfettamente consapevoli della gravità dell’attuale quadro congiunturale e delle dinamiche in corso, difficilmente controllabili, di cui prendiamo atto. Le nuove condizioni commerciali sono state riviste a volte semplicemente aggiornando i prezzi di listino, come avviene normalmente ed è avvenuto nei mesi scorsi, a seguito della nuova e in parte imprevista spirale inflazionistica. In altri casi, i fornitori hanno ritenuto opportuno identificare i nuovi oneri come “addizionale straordinaria” (energy surcharge) generalizzata, calcolata in percentuale sull’intero importo di ogni singola fattura. Come ci è stato segnalato da diverse aziende distributrici associate, questa modalità sta creando una serie di difficoltà operative sia a livello amministrativo che commerciale, rendendo estremamente complessa (se non aleatoria) la corretta definizione dei prezzi di vendita per la propria clientela privata e professionale. Andrebbe infatti stimata puntualmente l’effettiva incidenza dell’addizionale energetica rispetto a ogni singola vendita, cosa che non può essere gestita mediante le normali funzionalità dei software gestionali utilizzati dalle nostre aziende, da quelle più piccole a quelle più strutturate. Invitiamo quindi tutti i nostri Soci Sostenitori Industrie a tenere conto di queste problematiche (niente affatto banali!) nella ridefinizione delle proprie politiche commerciali, al fine di non introdurre – sia pure involontariamente – nuovi fattori di confusione e incertezza in un mercato già fin troppo complesso e instabile. Riteniamo che anche e soprattutto di fronte a nuove “emergenze”, il rapporto di partnership tra le imprese della produzione e della distribuzione dovrebbe rappresentare un valore aggiunto da tutelare e valorizzare ulteriormente. Vi segnaliamo che questa comunicazione sarà veicolata nei prossimi giorni anche a tutte le principali associazioni di categoria della produzione ITS. Augurandoci di poter contare sulla vostra fattiva collaborazione, inviamo i nostri più cordiali saluti. Il Segretario Generale Il Presidente Corrado Oppizzi Maurizio Lo Re
ANGAISA Informa del 1 ottobre 2022
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Diritto & Impresa Commercio. Indici ISTAT. Locazione di immobili urbani ad uso non abitativo. Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 24 settembre 2022 è stato pubblicato il comunicato ISTAT concernente l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di agosto 2022, necessario per l’aggiornamento del canone di locazione degli immobili ai sensi della Legge 392/78 ed ai sensi della Legge 449/97. • La variazione annuale agosto 2021 agosto 2022 è pari a 8,1 (75% = 6,075). • La variazione biennale agosto 2020 agosto 2022 è pari a 10,4 (75% =7,8). Lavoro. Decreto Trasparenza. Nuova sezione informativa del Ministero del Lavoro. In riferimento ai nuovi obblighi informativi introdotti dal decreto trasparenza, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso un messaggio divulgato in data 30 settembre scorso sul proprio sito istituzionale, ha annunciato la realizzazione di una apposita area virtuale, denominata “Norme e contratti collettivi - Archivio CNEL”, disponibile al presente link, dedicata alle principali disposizioni normative e dei contratti collettivi applicabili ai rapporti di lavoro del settore privato. In tal modo, il Ministero adempie al compito affidatogli dal d.lgs. 104/2022, secondo cui, all’art. 4, comma 6, si prevede che “le disposizioni normative e dei contratti collettivi nazionali relative alle informazioni che devono essere comunicate dai datori di lavoro sono disponibili a tutti gratuitamente e in modo trasparente, chiaro, completo e facilmente a accessibile, tramite il sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali”. Si fa presente che la nuova sezione, disponibile sul portale ministeriale, non esenta il datore di lavoro dall’obbligo informativo ex art. 1, d.lgs. 152/1997, ma rappresenta un riferimento utile ai fini delle informazioni che il datore di lavoro è tenuto a comunicare al lavoratore, in aggiunta a quelle da riportare in fase di assunzione, soprattutto ove nell’informativa consegnata al lavoratore si rinvii espressamente alle disposizioni di legge e della contrattazione collettiva. Lavoro. Pubblicato in Gazzetta il Decreto “Aiuti ter”. Indennità una tantum per i lavoratori dipendenti. È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 23 settembre scorso, il Decreto-Legge 23 settembre 2022, n. 144 recante “Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” – cd. Decreto “Aiuti ter”. Indennità una tantum per i lavoratori dipendenti (art. 18) La disposizione in esame disciplina il riconosci-
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mento, con la retribuzione erogata nel mese di novembre 2022, di un’indennità una tantum di importo pari a 150 euro in favore dei lavoratori dipendenti, ad esclusione dei lavoratori domestici, aventi una retribuzione imponibile, nella competenza del mese di novembre 2022, non eccedente i 1.538 euro. L’indennità viene corrisposta dal datore di lavoro in modo automatico, previa dichiarazione del lavoratore sulla non titolarità di una delle prestazioni previste dall’articolo 19, commi 1 e 16, del decreto in esame, ossia indennità una tantum per i pensionati e per i nuclei familiari beneficiari del reddito di cittadinanza. Viene previsto che l’indennità sia riconosciuta anche al lavoratore interessato da eventi con copertura di contribuzione figurativa integrale dall’INPS (gravidanza, malattia, disoccupazione). L’indennità, che spetta una sola volta, anche qualora il lavoratore risulti titolare di più rapporti di lavoro, non è cedibile, né sequestrabile o pignorabile e non costituisce reddito ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali. È stabilito, infine, che, nel mese di novembre 2022, il credito maturato conseguentemente all’erogazione dell’indennità una tantum venga compensato mediante la denuncia contributiva (articolo 44, comma 9, D.L. n. 269/2003) sulla base di apposite indicazioni che l’Istituto dovrà fornire. Lavoro. Rapporto biennale di parità e smart working “semplificato”. Comunicazione del Ministero del Lavoro. Rapporto biennale di parità Il Ministero del Lavoro, con comunicato del 28 settembre 2022 pubblicato sul sito dello stesso dicastero, ha informato che il termine per la trasmissione del rapporto biennale sulla situazione personale maschile e femminile previsti per il 30 settembre, sarà prorogato al 14 ottobre p.v. con l’emanazione di apposito decreto interministeriale di modifica del decreto interministeriale 29 marzo 2022. Smart working Inoltre, il suddetto Ministero con altro comunicato del 29 settembre, ha reso noto che, la procedura semplificata di comunicazione telematica della Smart working, prevista dall’art. 25 bis del Decreto Aiuti bis, fino al 31 dicembre 2022 (senza necessità di accordo), è riferita soltanto alle comunicazioni aventi ad oggetto periodi di lavoro agile che terminano il 31 dicembre 22. Qualora si estendano temporalmente oltre il 31 dicembre e laddove siano stati sottoscritti accordi individuali, i datori di lavoro utilizzeranno la procedura ordinaria di cui al D.M. n. 149 del 22 agosto 2022. Previdenza. Aumento dell’esonero sui contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti.
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La Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) ha previsto all’articolo 1, comma 121, che: “In via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto un esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,8 punti percentuali a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. Tenuto conto dell’eccezionalità della misura di cui al primo periodo, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”. La citata riduzione della quota contributiva a carico dei lavoratori, per i periodi di paga dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, è innalzata a 2 punti percentuali, come previsto dall’articolo 20 del D.L. n. 115/2022 (c.d. decreto “Aiuti bis”). L’INPS, con messaggio n. 3499 del 26 settembre 2022, ad integrazione di quanto indicato nella circolare n. 43/2022, ha fornito ulteriori indicazioni ai fini della corretta individuazione del massimale mensile della retribuzione imponibile ai fini previdenziali e per la corretta fruizione della misura di esonero. In particolare, per quanto riguarda: la determinazione del massimale della retribuzione imponibile relativa alla tredicesima mensilità; la determinazione del massimale della retribuzione imponibile in presenza di più denunce mensili; i rapporti di lavoro cessati entro il 31 dicembre 2021 ed entro il 31 dicembre 2022; la possibilità di avvalersi dell’esonero per le ipotesi di lavoratori distaccati all’estero in Paesi extracomunitari non convenzionati o parzialmente convenzionati; la quattordicesima mensilità. Previdenza. INPS. Esonero contributivo per le lavoratrici madri che rientrano a lavoro nel 2022. Indicazioni operative. Si rende noto che, con la circolare n. 102 del 19 settembre scorso, l’INPS ha fornito le necessarie indicazioni per l’applicazione dell’esonero contributivo introdotto, in via sperimentale per l’anno 2022, dalla legge di bilancio 2022 (art. 1, c. 137, legge n. 234/2021) in favore delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, pari al 50% della contribuzione previdenziale a carico della dipendente per un periodo massimo di 12 mesi a decorrere dalla data del rientro al lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità. Nel rinviare ad un’attenta lettura della circolare INPS, si evidenziano gli elementi utili alla corretta gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla misura di esonero contributivo in questione. Destinatari dell’esonero
Diritto & Impresa L’esonero è rivolto a tutte le lavoratrici madri dipendenti di datori di lavoro del settore privato, anche non imprenditori, e riguarda i rapporti di lavoro instaurati e instaurandi, sia a tempo determinato che indeterminato, compresi i casi di regime part-time, di apprendistato e di lavoro intermittente. Condizioni per accedere all’esonero La norma dispone che l’esonero in questione spetta alla lavoratrice madre al rientro dal periodo di congedo obbligatorio di maternità (art. 16, D.lgs. n. 151/2001). Sul punto, la circolare INPS precisa che laddove la lavoratrice, al termine del periodo di congedo obbligatorio, fruisca dell’astensione facoltativa, la misura può comunque trovare applicazione dalla data di rientro effettivo al lavoro della lavoratrice. Parimenti, l’esonero contributivo in esame spetta anche al rientro della lavoratrice dal periodo di interdizione post partum di cui all’art. 17 del citato Testo unico sulla maternità. Il rientro della lavoratrice nel posto di lavoro dovrà in ogni caso avvenire entro il 31 dicembre 2022. Durata e misura dell’esonero L’esonero ha una durata complessiva pari a 12 mesi decorrenti dal mese di competenza in cui si è verificato il rientro della lavoratrice nel posto di lavoro. L’esonero si sostanzia in una riduzione del 50% della contribuzione previdenziale dovuta dalla lavoratrice. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. Natura dell’esonero L’esonero in questione insiste solo sulla quota contributiva dovuta dalla lavoratrice e non apporta benefici contributive al datore di lavoro. Da ciò ne deriva che: • è cumulabile con i benefici contributivi previsti dalla legislazione vigente relativi alla contribuzione dovuta dal datore di lavoro; • non rientra nella nozione di aiuto di Stato; • il diritto alla sua fruizione non è subordinato al possesso, da parte del datore di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva (art. 1, c. 1175, legge n. 296/2006). Istruzioni operative La fruizione dell’esonero dovrà essere richiesta dal datore di lavoro per conto della lavoratrice interessata; dopo essere stato autorizzato, il datore di lavoro dovrà seguire le modalità di esposizione dell’esonero nell’Uniemens dettate nei paragrafi 7 e ss. della circolare in commento. ANGAISA RISPONDE – Fisco. In considerazione dell’interesse che può rivestire per la generalità dei Soci, riportiamo di seguito il parere di Massimiliano Martino, dottore commercialista e revisore contabile che collabora con la nostra Associazione da alcuni anni, in merito al significato da attribuirsi alla locuzione “prima cessione”, nell’ambito delle opzioni di cessione e sconto sul corrispettivo
per le detrazioni edilizie. Quesito Viene chiesto da un’azienda associata cosa debba intendersi per “prima cessione”, in base alla vigente normativa e quali possano essere le possibilità di trasferimento, successive alla prima cessione, del credito d’imposta. Risposta In alternativa all’utilizzo “diretto” della detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi, il soggetto beneficiario potrà optare, previo accordo con il fornitore o il primo cessionario, ai sensi dell’art. 121 del D.L. 34/2020, alternativamente per: • lo sconto sul corrispettivo, applicato dal fornitore che ha eseguito l’intervento (comma1, lettera a); • la cessione del credito (comma 1, lettera b). Per “prima cessione” si intende, pertanto, la cessione del credito eseguita: • dal fornitore che ha concesso la sconto in fattura, ovvero • dal beneficiario della detrazione, che intenda cedere il credito d’imposta corrispondente alla • detrazione al medesimo spettante. Viceversa, non è considerata “prima cessione” il trasferimento del credito d’imposta dal soggetto beneficiario della detrazione al fornitore che abbia concesso lo sconto in fattura. Sino a prima delle modifiche introdotte al co. 1 dell’art. 121 del DL 34/2020, dapprima a cura dell’art. 28 del DL 4/2022 e successivamente a cura dell’art. 29-bis del DL 17/2022, sia il fornitore che il cessionario potevano cedere il credito di imposta a terzi, comprese banche e intermediari finanziari, con illimitata facoltà di ulteriori cessioni da parte di questi. A seguito delle predette modifiche, la cessione a terzi del credito di imposta continua ad essere possibile sia per il fornitore che ha applicato lo sconto, sia per il cessionario del beneficiario della detrazione (c.d. “primo cessionario”), ma: - mentre il fornitore, che ha applicato lo sconto sul corrispettivo, può continuare a cedere il credito di imposta a qualsiasi soggetto terzo, comprese banche e intermediari finanziari; - il “primo cessionario” può cedere a sua volta il credito di imposto solo nei confronti di cessionari che rientrino nel perimetro soggettivo dei c.d. “soggetti vigilati”. In entrambi i casi, peraltro, il numero di possibili “cessioni successive alla prima” (ossia successive alla cessione effettuata direttamente dal beneficiario della detrazione, oppure dal suo fornitore che gli ha previamente applicato lo sconto sul corrispettivo) non è più illimitato, bensì limitato a un massimo di tre. In particolare, ai sensi del co. 1 dell’art. 121 del DL 34/2020, come novellato dall’art. 28 co. 1-bis del DL 4/2022 e dall’art. 29-bis co. 1 del DL 17/2022:
- il fornitore può cedere il credito di imposta, che ha maturato con l’applicazione dello sconto sul corrispettivo, a qualsivoglia soggetto terzo, ivi comprese banche e intermediari finanziari (prima cessione), dopodiché il suo cessionario può a sua volta cedere il credito di imposta, ma soltanto a un cessionario che rientri nel perimetro dei c.d. “soggetti vigilati” (seconda cessione), il quale può a sua volta cedere il credito di imposta soltanto a un altro cessionario che rientri anch’esso nel perimetro dei “soggetti vigilati” (terza cessione), senza possibilità di ulteriore cessione; tuttavia, qualora i “soggetti vigilati”, che si ritrovano ad essere titolare di crediti di imposta derivanti dai bonus edilizi, siano banche, è consentita ad esse una ulteriore cessione (quarta cessione) “esclusivamente a favore dei soggetti con i quali abbiano stipulato un contratto di conto corrente, senza facoltà di ulteriore cessione”; - il “primo cessionario” può cedere il credito di imposta, che ha acquisito direttamente dal beneficiario della detrazione fiscale (prima cessione), ma soltanto a un cessionario che rientri nel perimetro dei c.d. “soggetti vigilati” (seconda cessione), il quale può a sua volta cedere il credito di imposta soltanto a un altro cessionario che rientri anch’esso nel perimetro dei “soggetti vigilati” (terza cessione), senza possibilità di cessioni ulteriori; tuttavia, qualora i “soggetti vigilati”, che si ritrovano ad essere titolare di crediti di imposta derivanti dai bonus edilizi, siano banche, è consentita ad esse una ulteriore cessione (quarta cessione) “esclusivamente a favore dei soggetti con i quali abbiano stipulato un contratto di conto corrente, senza facoltà di ulteriore cessione”. Ai sensi del primo periodo del nuovo co. 1-quater dell’art. 121 del DL 34/2020, le cessioni di crediti di imposta, derivanti dalle opzioni per lo sconto sul corrispettivo in fattura e per la cessione del credito, “non possono formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate”. A tale fine, a ciascun credito di imposta è attribuito un codice identificativo univoco da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni. Nel divieto di cessioni parziali non rientrano però le cessioni che hanno per oggetto, nella loro interezza, tutte le quote annuali residue utilizzabili in compensazione negli anni successivi a quello nel corso del quale avviene la loro cessione. Nonostante la norma espressamente consenta a “chiunque” di acquistare il credito dal fornitore che abbia eseguito l’intervento ovvero da soggetto beneficiario della detrazione, si segnala la diffusa prassi degli istituti bancari di “preferire” l’acquisto di crediti d’imposta qualificabili alla stregua di “prime cessioni”.
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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / CRIBIS
ANGAISA ha rinnovato l’accordo-quadro, in funzione del quale le aziende associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi
erogati da Cribis, società del Gruppo CRIF fortemente specializzata nella fornitura di informazioni economiche e commerciali e servizi per lo sviluppo del business in Italia e all’estero. CRIBIS garantisce i più elevati standard qualitativi e la massima copertura nelle informazioni economiche e commerciali sul 100% delle aziende italiane e su 330 milioni di aziende di tutto il mondo
grazie all’appartenenza al Dun & Bradstreet Worldwide Network. La schede di presentazione della convenzione ANGAISA è disponibile all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).
stato di avanzamento dei lavori, quale valore deve essere indicato nel campo “Stato di avanzamento dei lavori” del quadro ‘A’ del modello di comunicazione? L’articolo 121, comma 1-bis, del decreto-legge n. 34 del 2020, prevede che l’opzione per la prima cessione del credito o per lo sconto in fattura possa essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori. Per gli interventi di cui all’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Superbonus) gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due. Al riguardo, si fa presente che nel modello di comunicazione dell’opzione, in particolare nel campo in cui riportare il numero di SAL, all’attualità è possibile per motivi tecnici indicare solo valori da ‘1’ a ‘9’. Pertanto, nel caso in cui fosse necessario indicare valori maggiori di ‘9’, fino all’adeguamento delle specifiche tecniche di trasmissione della comunicazione, nel suddetto campo occorrerà indicare sempre il valore ‘9’. Fonte: Agenzia delle Entrate
te bonifico non riguarda i soggetti esercenti attività d’impresa. Su tali bonifici, le banche, Poste Italiane SPA nonché gli istituti di pagamento - autorizzati in base alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 11 del 2010 e al decreto legislativo n. 385 del 1993 (TUB) a prestare servizi di pagamento - applicano, all’atto dell’accredito dei relativi pagamenti, la ritenuta d’acconto (attualmente nella misura dell’8 per cento) di cui all’articolo 25 del decreto-legge n. 78 del 2010. A tal fine possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.” Con riferimento al pagamento delle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione attualmente disciplinata dall’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013 è stato confermato, richiamando la risoluzione n. 55/E del 2012 che la non completa compilazione del bonifico bancario/postale, che pregiudichi in maniera definitiva il rispetto da parte delle banche e di Poste Italiane SPA dell’obbligo di operare la ritenuta disposta dall’articolo 25 del decreto legge n. 78 del 2010, non consente il riconoscimento della detrazione, salva l’ipotesi della ripetizione del pagamento mediante bonifico, in modo corretto. In sostanza, il Superbonus non potrà essere disconosciuto nell’ipotesi in cui si proceda alla ripetizione del pagamento mediante un nuovo bonifico bancario/postale nel quale siano riportati, in maniera corretta, i dati richiesti necessari ad operare la predetta ritenuta. La ripetizione del bonifico non si rende, invece, necessaria qualora nel predetto documento di spesa non sia indicato il numero della fattura non pregiudicando tale omissione l’effettuazione della ritenuta di cui al citato all’articolo 25 del decreto-legge n. 78 del 2010. Fonte: Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri
FAQ. Superbonus 110% Si chiede conferma che per il calcolo del 30% dei lavori complessivi, soglia che permette alla persona fisica di sostenere spese detraibili al 110% nelle unità unifamiliari ai sensi dell’articolo 119 D.L. n. 34/2020, tale percentuale vada “commisurata all’intervento complessivamente considerato” (risposta ad interpello n. 791/2021) comprendendo, quindi, non solo tutti gli interventi programmati al 110%, ma anche quelli a diverse percentuali di detrazione (es. spese di ristrutturazione detraibili al 50%). Vanno comprese anche le spese per interventi non agevolati? La risposta ad interpello n. 791/2021 citata nel quesito si riferisce all’ applicazione del comma 8-bis dell’articolo 119 del decreto rilancio, nella formulazione vigente al 31 dicembre 2021, riferito all’ampliamento temporale dell’agevolazione in taluni casi specifici. In particolare, la disposizione pro tempore vigente stabiliva che le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa o di arti e professioni, potevano fruire del Superbonus con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022. Ciò a condizione, tuttavia, che al 30 giugno di tale anno fossero stati effettuati almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo. In tale contesto è stato, pertanto, precisato che, stante la formulazione della norma, la predetta percentuale andava commisurata all’intervento complessivamente considerato e non solo ai lavori ammessi al Superbonus. Tale criterio si ritiene valido anche con riferimento alle nuove disposizioni contenute nel citato comma 8-bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio, come sostituito dalla legge di bilancio 2021. In caso di comunicazione dell’opzione per la prima cessione del credito o per lo sconto in fattura, relativamente al decimo
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Si chiede se la non completa compilazione del bonifico bancario/postale, che pregiudichi il rispetto da parte delle banche e di Poste Italiane SPA dell’obbligo di operare la ritenuta disposta dall’articolo 25 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, sia preclusiva alla fruizione del Superbonus. In merito alle modalità di pagamento delle spese relative agli interventi agevolabili, nella circolare n. 24/E del 2020 è stato precisato che “anche ai fini del Superbonus, il pagamento delle spese per l’esecuzione degli interventi, salvo l’importo del corrispettivo oggetto di sconto in fattura, deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. L’obbligo di effettuare il pagamento median-
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