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ANGAISA Informa n. 515 del 1 luglio 2022

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1 | 15 luglio 2022

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS Miglior qualità della vita Giovani (18-35 anni) Provincia Posizione Piacenza 1 Agrigento 17 Catanzaro 27 Bologna 32 Palermo 63 Firenze 67 Napoli 70 Torino 91 Milano 95 Roma 106 Ricerca Sole24Ore 2022 Elaborazione effettuata sulla base di 12 indicatori

L’appunto

“Sono i prezzi di tutte le forniture a cambiare di continuo e anche le disponibilità sono un problema. Come si lavora? Con affanno, non si può impostare alcuna strategia, si passa il tempo a spegnere incendi” Manfredi Bellati – Group Purchasing Director Agrati Group

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Cosa ha fatto ANGAISA su bonus e cessione dei crediti? Carissimi Soci, in quest’ultimo periodo l’associazione ha registrato segnali di tensione e preoccupazione da parte di molti distributori che stanno subendo le conseguenze di un nuovo, imprevisto (ma in parte prevedibile) “stop” del mercato legato a bonus edilizi, cessione del credito e sconto in fattura. Un corto circuito reso ancora più complesso da inflazione, caro materie prime e scarsità di materiali e prodotti. L’associazione in questi mesi si è mossa innanzitutto per dare visibilità alle difficoltà della categoria, cercando di fare, quando possibile, “massa critica” con alcune delle altre più rappresentative organizzazioni del comparto edilizio e del relativo indotto. Dalla fine del 2021 (come era avvenuto in realtà anche nel periodo precedente), ANGAISA – attraverso il Presidente nazionale Maurizio Lo Re - ha ripetutamente e pubblicamente preso posizione per chiedere al Governo chiarezza e stabilità. Il 5 novembre 2021 con un comunicato in cui si esprimevano timori per il rischio di mancata proroga dei meccanismi cessione credito e sconto in fattura. Il 16 novembre 2021, per evidenziare gli effetti distorsivi del decreto antifrode. Il 6 dicembre 2021, per chiedere di intervenire per sbloccare e semplificare le procedure legate alle asseverazioni. Il 5 gennaio 2022 per testimoniare la soddisfazione della categoria, a seguito delle proroghe e semplificazioni contenute nella nuova legge di bilancio. Il 28 gennaio 2022, con un comunicato congiunto sottoscritto anche da AiCARR, Assistal, Assoclima, Assotermica, CNA Installazione Impianti, Confartigianato Impianti, si sollecitava un intervento immediato

per riattivare il mercato, dopo l’improvvisa “stretta” su sconto in fattura e cessione del credito derivante dall’art. 28 del DL sostegni-ter. Il 23 febbraio 2022, per fare il punto sui nuovi correttivi preannunciati dal Governo, che avrebbero dovuto risolvere la problematica cessione crediti. Il 1° aprile 2022, per sollecitare la proroga del SAL 30% termine lavori, per le villette unifamiliari. Il 16 aprile 2022, per rinnovare la richiesta della proroga per le villette (poi concessa dal Governo) con un ulteriore comunicato, condiviso con l’intera filiera dell’impiantistica a livello nazionale. Il 27 aprile 2022 per invocare l’adozione di misure straordinarie, a seguito del progressivo blocco all’acquisizione di nuovi crediti, da parte di tutti i principali istituti di credito e di Poste Italiane, destinata a generare gravi crisi di liquidità per gli operatori del comparto e un concreto rischio di fallimento per tante aziende che avevano fatto affidamento sul “circolo virtuoso” innescato dai bonus edilizi. Più recentemente, il 28 giugno scorso, con un ulteriore comunicato condiviso delle principali organizzazioni della nostra filiera e un nuovo pressante appello: “E’ necessario sbloccare le cessioni dei crediti e prorogare di sei mesi i cantieri del superbonus già attivi sulle unità familiari”. Parallelamente all’attività di comunicazione, ANGAISA ha operato affinché le istanze della categoria fossero portate all’attenzione del Governo. Questo è avvenuto attraverso il contatto diretto con la Direzione Generale, la Direzione Fiscalità d’Impresa e la Direzione Centrale Relazioni Istituzionali di Confcomsegue a pag.2

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mercio. Con i loro responsabili, il 1° giugno ANGAISA ha condiviso una dettagliata memoria che si proponeva di mettere a fuoco alcune delle principali “criticità” dell’attuale assetto normativo che disciplina la fruizione di bonus e superbonus, auspicando fra l’altro l’estensione della potenziale platea di cessionari dei crediti acquisiti dalle banche, alle “partite IVA” in genere e non soltanto ai loro correntisti “qualificati”, ai sensi d. lgs. 58/1998. Dopo aver ricevuto il nostro contributo, Confcommercio ci ha confermato che la memoria ANGAISA sarebbe stata inserita nel documento di sintesi che la Confederazione avrebbe poi presentato alla Commissione Finanze della Camera, in occasione di un’audizione legata a una indagine conoscitiva sulla disciplina fiscale della cessione del credito di imposta e dello sconto in fattura. Proprio in questi ultimi giorni si è appreso che, in sede di conversione in legge del “decreto aiuti” (d.l. n. 50/2022), tali misure

estensive dovrebbero essere almeno parzialmenter adottate, consentendone l’applicazione anche per i crediti pregressi. Queste misure, fortemente auspicate, rischiano peraltro di non essere risolutive. Un altro aspetto estremamente problematico è quello legato ai costi di “attualizzazione” delle acquisizioni di crediti da parte delle banche, oneri che rendono meno appetibile questa opzione. Carla Ruocco, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ha dichiarato a sua volta, nei giorni scorsi: “Abbiamo riscontrato un significativo peggioramento dei tassi di sconto applicati alla cessione dei crediti e una forte riluttanza da parte degli istituti bancari ad accogliere le pratiche presentate”. A questo si aggiunge il rischio che, in caso di frode, chi acquisisce il credito (come ribadito dalla Circolare n. 23/E dell’Agenzia delle Entrate) possa essere ritenuto solidalmente

responsabile nel caso in cui non adotti un livello di diligenza che “dipende dalla natura del cessionario”. Quello dei bonus edilizi, nel bene nel male, sembra destinato a rimanere un cantiere perennemente “aperto” e, naturalmente, ANGAISA continuerà a monitorare i futuri sviluppi, anche per offrire alle aziende associate chiarimenti e opportunità di confronto e approfondimento. Non soltanto con le consuete informative che vengono periodicamente predisposte, ma anche attraverso i webinar che proponiamo da tempo (il prossimo si terrà giovedì 7 luglio) e che prevedono il coinvolgimento di professionisti di comprovata esperienza, come Massimiliano Martino (dottore commercialista) e Lorenzo Epis, consulente e formatore della società ETeam (da anni partner ANGAISA).

per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate o per transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili. Il credito d’imposta spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali, a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 400.000 euro. L’agevolazione si applica nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui alla regolamentazione UE per gli aiuti de minimis. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

è scaduto il termine di pagamento (art. 31, co. 1, D.L. n. 78/2010). Nella fattispecie in esame, una società sottoposta a sequestro giudiziario, avendo maturato il credito d’imposta sui canoni di locazione a uso non abitativo (art. 28, D.L. n. 34/2020), si domandava se il suddetto divieto le impedisse di compensarlo, avendo essa a proprio carico alcuni debiti tributari iscritti a ruolo. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il divieto di compensazione si riferisce esclusivamente ai crediti «relativi ad imposte erariali» qualora si sia in presenza di debiti «iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori», di ammontare superiore a 1.500 euro, e per i quali è scaduto il termine di pagamento” e la sua violazione comporta una specifica sanzione. Da tale divieto, come chiarito nella circolare della medesima Agenzia delle Entrate n. 13/2011, sono esclusi i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta, anche se vengono indicati nella sezione «erario» del modello F24, tra i quali, ad esempio, il credito d’imposta per i canoni di locazione a uso non abitativo. Il citato art. 31 comma 1, infatti, si prefigge lo scopo di “azzerare lo scarto tra le posizioni debitorie scadute e le posizioni creditorie effettive del contribuente, derivanti dall’anticipazione di imposte da parte dello stesso”; pertanto, il divieto opera essenzialmente per i “crediti d’imposta che nascono quando il prelievo erariale (anche mediante autoliquidazione) è effettuato in misura superiore al dovuto, mentre i crediti

Il Segretario Generale Dott. Corrado Oppizzi

Diritto & Impresa Credito. Entrata in vigore sanzioni per mancata accettazione di pagamenti tramite carte di debito, di credito e prepagate. Come noto, l’art. 18, comma 1 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, modificando l’art. 15, comma 4-bis, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha anticipato al 30 giugno 2022 (invece del 1° gennaio 2023) il termine per l’applicazione delle sanzioni in caso di mancata accettazione di pagamenti tramite carte di pagamento. L’entità della sanzione amministrativa pecuniaria è pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione di un pagamento tramite carta. Si segnala che durante l’iter parlamentare di conversione dello stesso decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 (la cui legge di conversione è di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale) è stato introdotto l’art. 18, comma 01 il quale, modificando l’articolo 15, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, stabilisce che l’obbligo di accettazione riguarda, oltre le carte di credito e di debito, anche le carte prepagate. Si ricorda che rimane in vigore la misura prevista dall’art. 22 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, che prevede un credito d’imposta sulle commissioni pagate per pagamenti elettronici. Nel dettaglio, agli esercenti attività di impresa, arte o professioni spetta un credito di imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate

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Fisco. Credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili a uso non abitativo. Esclusione dal divieto di compensazione per debiti iscritti a ruolo. Come noto, a decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell’importo dei debiti, di ammontare superiore a millecinquecento euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali

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Diritto & Impresa agevolativi sono riconosciuti ex lege al verificarsi di determinate condizioni, con la conseguenza che in nessun modo possono essere ricondotti ad una definizione di credito «derivante da imposta erariale»”. Pertanto, poiché il credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili a uso non abitativo e di affitto d’azienda ha natura agevolativa, per esso non opera il suddetto divieto di compensazione. (Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 331 del 21 giugno 2022). Fisco. Detrazione per interventi di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico degli edifici. Opzione per la cessione o per lo sconto. Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 23 del 23 giugno 2022. L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 23 del 23 giugno 2022, ha voluto fornire un quadro riassuntivo dei vari chiarimenti resi in tema di “Superbonus” e delle linee guida ad esso allegate, attraverso le risposte alle numerose istanze di interpello presentate dai contribuenti, nonché un commento alle recenti modifiche normative agli articoli 119 e 121 del decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77). Per quanto riguarda il “Superbonus”, il documento precisa, innanzitutto, che, per effetto delle modifiche intervenute, il beneficio in parola si applica alle spese sostenute entro il: • 30 settembre 2022, per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, ovvero per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, nel cui computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati; • 30 giugno 2023, dagli IACP comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing», per gli interventi di risparmio energetico e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa ovvero per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023, a condizione che alla data del 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo; • 31 dicembre 2025, dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, per interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, con una progressiva diminuzione della percentuale di detrazione (110%

per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023; 70% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024; 65% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025); • 31 dicembre 2025, dai condomìni, con una progressiva diminuzione della percentuale di detrazione (110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023; 70% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024; 65% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025). Per quanto riguarda l’ambito soggettivo di applicazione del “Superbonus”, vengono forniti chiarimenti in merito ai requisiti necessari per poter fruire del beneficio, con particolare riferimento ai proprietari e detentori degli immobili persone fisiche, che non svolgono l’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, agli istituti autonomi case popolari (IACP) e agli Enti aventi analoghe finalità sociali, alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, alle Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di Promozione Sociale, alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche e, infine, alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Con riferimento, invece, all’ambito oggettivo, si chiarisce quali sono le condizioni che gli edifici devono possedere per poter fruire dall’agevolazione. A tale riguardo, vengono forniti chiarimenti in relazione alle unità immobiliari di categoria catastale A/9 aperte al pubblico, agli immobili vincolati gli immobili iscritti nel Catasto Fabbricati in categoria F/3 (“unità in corso di costruzione”) o in categoria F/4 (“unità in corso di definizione”), agli edifici sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, agli edifici composti da più unità immobiliari possedute da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, agli immobili utilizzati promiscuamente da persone fisiche, fuori dall’esercizio di arte, professione e impresa, al Condominio, Supercondominio e condominio minimo. Vengono poi esaminate le tipologie di interventi per le quali è possibile usufruire dell’agevolazione. In particolare, vengono esaminati gli interventi di demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico, gli interventi “trainanti” di riqualificazione energetica e antisismici, ammessi al “Superbonus” (gli interventi di riparazione o locali e sulle aree di sedime e gli interventi nei centri storici), e gli interventi “trainati” (l’eliminazione di barriere architettoniche, la sostituzione di finestre comprensive di infissi, gli impianti fotovoltaici e le colonnine per ricarica dei veicoli elettrici). Vengono, infine, forniti chiarimenti in tema di detrazione al 75% per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti. Tale agevolazione si aggiunge alla detrazione già prevista per gli interventi per l’abbattimento e l’eliminazione delle barriere architettoni-

che (di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del TUIR e all’articolo 119, commi 2 e 4, del decreto “Rilancio”) e non è vincolata all’effettuazione degli interventi “trainanti”. La Circolare fornisce chiarimenti anche in riferimento alla cumulabilità del “Superbonus” e del contributo per la ricostruzione, soffermando la propria attenzione sulle proroghe introdotte dalla legge di bilancio 2022. Viene esaminata inoltre l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito in alternativa alle detrazioni. Vengono analizzati, in particolare, l’opzione in luogo della detrazione per bonus diversi dal Superbonus e l’opzione esercitata in relazione a stati di avanzamento lavori (SAL). Il documento di prassi evidenzia, inoltre, l’attività di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate sul corretto utilizzo dell’agevolazione, rimarcando i vari profili di responsabilità in tema di utilizzo dei crediti. La Circolare tratta, altresì, l’argomento dei soggetti che non possiedono redditi imponibili, i quali sono esclusi dalla possibilità di usufruire del “Superbonus” e non possono neanche esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito. Viene inoltre esaminata la modalità di computo dell’IVA indetraibile, anche parzialmente, e la modalità di pagamento delle spese tramite bonifico bancario, per poter usufruire del beneficio. La circolare tratta, da ultimo, gli adempimenti procedurali per quanto riguarda il General contractor, il visto di conformità e asseverazioni, l’applicazione dello sconto da parte del professionista che rilascia il visto di conformità e l’asseverazione per gli interventi antisismici. Per un maggior approfondimento si rinvia alla Circolare dell’Agenzia delle Entrate. Previdenza. INPS. D.L. n.50/2022, art. 31. Indennità una tantum lavoratori dipendenti. Precisazioni. Si fa seguito a ns precedente comunicazione (vedi ANGAISA Normative del 16.06.2022), per segnalare che l’INPS ha fornito alcuni chiarimenti in merito al bonus introdotto dal Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022, art. 31, c.1) in favore dei lavoratori dipendenti beneficiari dell’esonero contributivo disciplinato dalla Legge di bilancio 2022 (Messaggio INPS n. 2505 del 21.06.2022). Retribuzione con cui erogare l’indennità Nello specifico, l’INPS - d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali - ha chiarito che i datori di lavoro sono tenuti a riconoscere l’indennità in argomento con la retribuzione di competenza del mese di luglio 2022 ovvero - in considerazione dell’articolazione dei rapporti di lavoro (quale, ad esempio, part-time ciclici) o della previsione dei CCNL - con la retribuzione erogata a luglio 2022, ansegue a pag.4

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che se di competenza del mese di giugno 2022. Per la concessione del bonus, comunque, deve sussistere il rapporto di lavoro nel mese di luglio 2022. Retribuzione azzerata per effetto di eventi tutelati In presenza del rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato e degli altri requisiti previsti dall’articolo 31 del Decreto Aiuti, qualora la retribuzione di competenza di luglio 2022 (o giugno 2022, per quanto sopra chiarito) risulti azzerata per effetto di eventi tutelati - quali, la sospensione del rapporto di lavoro per ammortizzatori sociali in costanza di rapporto (CIGO/CIGS, FIS o Fondi di solidarietà, CISOA) o congedi - l’indennità in argomento deve essere erogata nel mese di luglio del corrente anno. Compensazione del credito Tenuto conto della possibilità, per alcune fattispecie di rapporti di lavoro, di riconoscimento del bonus con la retribuzione erogata a luglio 2022, anche se di competenza del mese di giugno 2022, l’INPS ha fornito nuovamente le modalità di esposizione dei dati relativi al conguaglio dell’indennità, modificando le indicazioni relative all’elemento <AnnoMeseRif> riportate nel Messaggio n.2397/2022 (“Anno/mese “06-07/2022” anziché “Anno/ mese “07/2022”). Previdenza. INPS. Riforma degli ammortizzatori sociali 2022. Istruzioni operative. L’INPS, attraverso la circolare n. 76/2022 e il messaggio n. 2637/2022, ha reso importanti indicazioni di carattere operativo riguardanti le novità in materia di trattamenti di integrazione salariale, a seguito della riforma avvenuta con la Legge di Bilancio 2022. Il primo chiarimento riguarda la dimensione aziendale ai fini dell’individuazione del corretto strumento di

integrazione salariale. Nello specifico, secondo l’INPS, il principio di protezione sociale universale implica che il datore di lavoro acceda ai medesimi strumenti a prescindere dalle posizioni contributive aperte. Pertanto, secondo l’INPS, il computo della media occupazionale si deve effettuare considerando tutti i lavoratori dipendenti denunciati sulle singole matricole riconducibili al medesimo datore di lavoro. Ciò significa che dovranno essere conteggiati anche i lavoratori che risultano dipendenti nei settori coperti dai Fondi, ma che occupano un numero di lavoratori inferiore rispetto a quello stabilito dai decreti istitutivi. Non dovranno, invece, essere considerati i lavoratori delle matricole appartenenti a settori che comportano l’accesso ai Fondi di solidarietà bilaterali. Resta inteso che le suddette modalità di calcolo determinano anche i conseguenti obblighi contributivi di finanziamento delle integrazioni salariali straordinarie. In merito al requisito dimensionale, ulteriore precisazione giunge riguardo all’applicazione della riduzione contributiva. Nello specifico, laddove prevista, la riduzione è condizionata dalla media occupazionale del datore di lavoro nel corso dell’anno. Pertanto, qualora il datore di lavoro - nel semestre di riferimento - abbia una media occupazionale inferiore al limite dimensionale previsto dalla suddetta novella normativa, la riduzione contributiva in argomento non può essere riconosciuta per i mesi di paga nei quali si siano registrati i predetti limiti dimensionali. Ulteriori precisazioni sono state rese per le imprese che utilizzano lavoratori in regime di codatorialità nell’ambito di un contratto di rete. A tal proposito, riguardo al computo e al conteggio dei lavoratori, l’INPS chiarisce che: per i lavoratori già in forza presso le imprese che aderiscono alla rete e alla codatorialità, essi sono esclusivamente in capo all’impresa di provenienza;

diversamente, in caso di nuova assunzione, gli stessi sono in capo all’impresa individuata ai fini dell’inquadramento previdenziale e assicurativo nella relativa comunicazione del soggetto incaricato dalla rete. Infine, i lavoratori in distacco ai sensi dell’art. 30, comma 4-ter, d.lgs. 276/2003, sono computati e conteggiati in capo al datore di lavoro distaccante. In relazione del nuovo sistema di aliquote contributive, entrato in vigore con la riforma degli ammortizzatori sociali, dal periodo di competenza luglio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, l’INPS identifica i nuovi codici di autorizzazione (C.A.) di riferimento: • 0G: Azienda con più di 5 dipendenti fino a 15 che opera su più posizioni tenuta al contributo FIS; • 0W: Azienda con più di 15 dipendenti che opera su più posizioni tenuta al contributo FIS; • 9E: Impresa commerciale (inclusa logistica), agenzia di viaggio e turismo, operatore turistico con più di 50 dipendenti che opera su più posizioni tenuta al contributo FIS; • 3Y: Azienda che opera su più posizioni tenuta al versamento del contributo CIGS. A tal riguardo, ogni variazione della media occupazionale, tale da determinare una variazione del codice di autorizzazione, dovrà essere comunicata alla Struttura competente a cura del datore di lavoro. Ai fini del corretto adempimento degli obblighi contributivi, i datori di lavoro che operano con più posizioni contributive sul territorio nazionale e realizzano i suddetti requisiti occupazionali, computando i lavoratori denunciati su più matricole, dovranno darne comunicazione alle Strutture territoriali INPS di competenza per consentire l’attribuzione dei codici di autorizzazione sopra indicati. Per tutti i dettagli vi rimandiamo alla lettura dei due provvedimenti.

del decreto interministeriale 6 agosto 2020, riferiti all’intero fabbricato prendendo in considerazione solo i servizi energetici presenti nella situazione ante intervento e considerando nella situazione post intervento tutti gli interventi trainanti e trainati eseguiti congiuntamente. Nei casi previsti dall’articolo 7, comma 1 del citato decreto interministeriale (interventi sull’involucro opaco dell’edificio che accede al Superbonus) è necessario acquisire e conservare a cura del beneficiario gli attestati per ogni singola unità immobiliare. Si ricorda, inoltre, che come precisato nel comma 3 dell’articolo

4 del decreto ministeriale 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica”), l’A.P.E., ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del decreto legislativo n. 192 del 2005, ha «una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio ed è aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che riguardi elementi edilizi o impianti tecnici in maniera tale da modificare la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare».

FAQ. Superbonus 110% Nel caso di un condominio che esegue un intervento trainante, l’A.P.E. deve essere rilasciato per le singole unità immobiliari, oppure è sufficiente un’A.P.E. “condominiale”? Inoltre, se anche i singoli condomini eseguono interventi trainati, è necessario anche l’A.P.E. della singola unità immobiliare? Ai fini del Superbonus nel caso di interventi trainanti e trainati eseguiti in un condominio, occorre produrre gli Attestati di Prestazione Energetica (A.P.E.) convenzionali ante e post intervento, elaborati secondo le indicazioni del punto 12 dell’Allegato A

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Fonte: Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri


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