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ANGAISA Informa n. 503 del 16 dicembre 2021

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ANGAISA

INFORMA 16 | 31 dicembre 2021

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS

Bonus edilizi, nel 2021 lavori incentivati per 51 miliardi

ANGAISA Informa interrompe le pubblicazioni per la consueta “pausa” di fine anno. Il prossimo numero sarà quello del 15-31 gennaio 2022. A tutti i lettori i migliori Auguri di Buon Natale e Buon Anno!

Vi segnaliamo che gli uffici della Segreteria ANGAISA resteranno chiusi dal 24 dicembre 2021 fino al 2 gennaio 2022.

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Cinquantuno miliardi virgola due. E’ un balzo davvero clamoroso quello fatto dall’edilizia nel 2021 grazie alla spinta del Superbonus, quotato a fine anno a 11,6 miliardi di lavori effettuati, e degli altri bonus edilizi, a partire dal bonus facciate che ha riempito di ponteggi le città italiane negli ultimi mesi. La cifra di 51,2 miliardi indica i lavori realizzati con tutti gli incentivi fiscali, quindi anche il Sismabonus e quelli ordinari per singole unità immobiliari del 50% per le ristrutturazioni semplici e l’ecobonus al 65% e all’85%. Per comprendere l’entità del balzo bisogna confrontare questa cifra con quella del 2020, quando i lavori agevolati ammontarono a 28.464 milioni. È l’82% in più in un anno. Intorno ai 28 miliardi (comprensivi di Iva) aveva girato anche il dato annuo dell’intero periodo 2013-2020, se si fa eccezione per il 2015, quando ci si era fermati a 25,1 miliardi. Questi dati, diffusi nei giorni scorsi, sono contenuti nel nuovo Rapporto annuale sull’impatto degli incentivi fiscali in edilizia, elaborato dal Servizio studi della Camera in collaborazione con il Cresme. Per quanto riguarda il cosiddetto “Super-Ecobonus”, l’analisi del Cresme consente di osservare come i lavori asseverati fossero in data 8 febbraio 2021 di soli 338 milioni di euro, per crescere – cumulativamente – a oltre 1 miliardo di euro il 21 aprile e raggiungere 1,8 miliardi di euro nella terza settimana di maggio 2021. Per poi impennarsi ulteriormente alla fine di giugno (3,5 mld €), alla fine di settembre (7,5 mld €) e alla fine di ottobre (9,7 mld €). Sempre alla fine di ottobre 2021, questi interventi sono in progetto per 8.356 edifici condominiali, con un importo complessivo di 4.793 milioni di euro, pari a 574mila euro ad edificio; per 49.307 edifici unifamiliari e unità indipendenti, con un im-

porto di 4.948 milioni di euro, pari a 100mila euro a fabbricato. La filiera del settore delle costruzioni, ed in particolare quella legata alla riqualificazione edilizia ed energetica e dei servizi di manutenzione, sta cambiando. Le società che sostanzialmente vendevano energia (gas e luce) alle famiglie avevano iniziato a proporre la sostituzione e la manutenzione delle caldaie, la fornitura di lampade LED, l’installazione di impianti fotovoltaici, contratti di manutenzione per gli impianti. Fino al 2020 queste iniziative si erano ritagliate uno spazio nel mercato della riqualificazione e dei servizi agli edifici e alle famiglie ma non avevano raggiunto un livello di domanda aggregata rilevante. Il motivo principale è che non potevano e non possono competere a livello di prezzo con gli installatori tradizionali sia a causa dei maggiori costi fissi ma anche per il tradizionale metodo di regolare i conti per “vie informali” che da sempre lega famiglie e installatori di fiducia. Gli incentivi alla riqualificazione ed in particolare quelli alla riqualificazione energetica avevano parzialmente ridotto il gap di prezzo ma non era sufficiente a spezzare completamente il legame di fiducia tra le famiglie e le imprese. Gli elementi che hanno cambiato le regole del gioco allargando il baricentro del mercato verso i grandi fornitori di servizi integrati all’edilizia sono stati la modifica della cessione del credito d’imposta e lo “sconto in fattura” - che hanno consentito a industrie, distributori, imprese, grandi operatori e istituti di credito di svolgere il ruolo di cessionari e che ha avuto effetti anche sui lavori di riqualificazione edilizia (50%) - e l’introduzione del Superbonus 110%. Fonte: Cresme/Camera dei Deputati

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Diritto & Impresa Ambiente. CONAI. Semplificazioni procedurali. Si informa che il Consorzio Nazionale degli Imballaggi ha diramato nuove circolari concernenti la definizione di alcune semplificazioni procedurali, la cui decorrenza partirà dal 1° gennaio 2022. Si riportano, di seguito, i principali aspetti di interesse per il nostro settore: Circolare 29 novembre 2021 Importazione di imballaggi pieni – Nuovi valori dei contributi forfetari per l’anno 2022 A seguito della riduzione dei contributi ambientali per gli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, plastica e vetro, i valori del contributo forfetario sono stati rideterminati (vedi tabella riportata all’interno della circolare). Circolare 30 novembre 2021 Esportazioni di imballaggi pieni effettuate nel 2021 – nuova soglia di dichiarazione Le aziende consorziate che hanno esportato imballaggi pieni, già dichiarati al CONAI attraverso le procedure semplificate (sul valore delle merci o sulla tara delle stesse) per un importo complessivo annuo fino a 5.000,00 euro (soglia riferita all’anno 2020), possono richiedere il rimborso del Contributo (tramite il mod. 6.6 Bis) sulla parte di imballaggi esportata. Per le esportazioni dell’anno 2021, la soglia del Contributo ambientale CONAI dichiarato per accedere al rimborso è stata aumentata da 5.000,00 a 7.500,00 Euro, con conseguente estensione delle imprese che possono accedere a tale diritto. Nella circolare viene precisato che il Modello 6.6-bis aggiornato e che dovrà essere utilizzato dagli aventi diritto sarà reso disponibile in tempo utile per la presentazione. Fisco. Contributo perequativo. Istituzione codici tributo. Risoluzione Ag. Entrate n. 73/2021. Come noto (vedi ANGAISA Informa del 16 settembre 2021) il decreto “Sostegni-bis” (art. 1, co. 16 - 27, Dl. n. 73/2021) ha previsto l’erogazione di un contributo a fondo perduto (cd. contributo perequativo) per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA attiva al 26 maggio 2021, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, a condizione che: abbiano conseguito un ammontare di ricavi o di compensi non superiore a 10 milioni di euro nel secondo periodo di imposta antecedente al 26 maggio 2021 (2019 per i soggetti “solari”); vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31.12.2020 rispetto a

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quello del periodo in corso al 31.12.2019, in misura pari o superiore al 30%. Tale percentuale è stata stabilita con decreto del MEF del 12 novembre 2021, registrato alla Corte dei Conti in data 24 novembre 2021. L’importo del contributo non può essere comunque superiore a 150.000 euro. L’ammontare del contributo è determinato applicando alla differenza tra i suddetti risultati economici d’esercizio, al netto di tutti i contributi a fondo perduto ricevuti, una percentuale, definita dal suddetto decreto del MEF, pari al: • 30% per imprese e professionisti che hanno ricavi o compensi fino a 100 mila euro; • 20% per imprese e professionisti che hanno ricavi o compensi compresi tra 100 mila e 400 mila euro; • 15 % per imprese e professionisti che hanno ricavi o compensi compresi tra 400 mila e 1 milione di euro; • 10% per imprese e professionisti che hanno ricavi o compensi compresi tra 1 milione e 5 milioni di euro; • 5% % per imprese e professionisti che hanno ricavi o compensi compresi tra 5 milioni e 10 milioni di euro. Il soggetto richiedente può scegliere, irrevocabilmente, se ottenere il valore totale del contributo come accredito sul conto corrente bancario o postale a lui intestato ovvero come credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite modello F24. Per consentire l’uso in compensazione, nei casi in cui il contribuente abbia scelto questa modalità di fruizione, con la risoluzione in esame è stato istituito il codice tributo: “6957”, denominato “Contributo a fondo perduto perequativo – credito d’imposta da utilizzare in compensazione - art. 1, c. 16, DL n. 73 del 2021”. In sede di compilazione del modello F24, il codice va esposto nella sezione “ERARIO”, esclusivamente in corrispondenza della colonna “importi a credito compensati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno in cui è stato riconosciuto il contributo a fondo perduto, nel formato “AAAA”. L’ammontare del contributo utilizzabile in compensazione può essere consultato nella sezione “Cassetto fiscale”, accessibile dall’area riservata del sito dell’Agenzia, al link “Crediti IVA / Agevolazioni utilizzabili”; se l’ammontare del contributo utilizzato in compensazione, anche tenendo conto di precedenti fruizioni, risulta superiore all’importo riconosciuto, il modello F24 è scartato. Se l’attività di controllo dei requisiti svolta dall’Agenzia delle entrate evidenzia che il contributo è in tutto o in parte non spettante, quest’ultima

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procede alle attività di recupero, irrogando le relative sanzioni (art. 13, co. 5, D.lgs. n. 471/1997) e gli interessi (art. 20, D.P.R. n. 602/1973). È consentita la regolarizzazione spontanea da parte del contribuente, mediante restituzione del contributo indebitamente percepito e dei relativi interessi, nonché mediante versamento delle sanzioni a cui è possibile applicare il ravvedimento operoso (art. 13, D.lgs. n. 472/1997). Per permettere la restituzione spontanea, con la risoluzione in esame sono istituiti i codici tributo: • “8134”, denominato “Contributo a fondo perduto perequativo – Restituzione spontanea - CAPITALE – art. 1, c. 16, DL n. 73 del 2021”; • “8135”, denominato “Contributo a fondo perduto perequativo – Restituzione spontanea - INTERESSI – art. 1, c. 16, DL n. 73 del 2021”; • “8136”, denominato “Contributo a fondo perduto perequativo – Restituzione spontanea - SANZIONE – art. 1, c. 16, DL n. 73 del 2021”. In sede di compilazione del modello “F24 ELIDE”, i codici vanno esposti in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando: • nella sezione “CONTRIBUENTE”, nei campi “codice fiscale” e “dati anagrafici”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto tenuto al versamento; • nella sezione “ERARIO ED ALTRO”: nel campo “tipo”, la lettera “R”; nel campo “elementi identificativi”, nessun valore; nel campo “codice”, uno dei codici tributo (8134, 8135 oppure 8136); nel campo “anno di riferimento”, l’anno in cui è stato riconosciuto o utilizzato in compensazione il contributo, nel formato “AAAA”; nel campo “importi a debito versati”, l’importo del contributo a fondo perduto da restituire, ovvero l’importo della sanzione e degli interessi, in base al codice tributo indicato. Fisco. Versamento acconto IVA. L’acconto IVA deve essere versato entro il 27 dicembre 2021 solo se l’importo è uguale o superiore a € 103,29, con il mod. F24 utilizzando i seguenti codici tributi: • “6013” per i contribuenti mensili, periodo di riferimento “2021”; • “6035” per i contribuenti trimestrali, periodo di riferimento “2021”. La somma dovuta non può essere rateizzata. Si segnala che per i contribuenti trimestrali non occorre aggiungere gli interessi dell’1%. Il versamento va effettuato con le modalità telematiche direttamente o tramite un intermediario abilitato.


Diritto & Impresa Lavoro. Trattamento di fine rapporto. Indice ISTAT. L’ISTAT, ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto di cui alla Legge 29 maggio 1982, n. 297, comunica che l’indice nazionale generale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, con base 2015=100, è risultato, per il mese di novembre 105,7. Previdenza. INPS. Accesso alla NASPI e proroga del divieto di licenziamento. L’INPS, con circolare n. 180 del 1° dicembre scorso, ha fornito indicazioni in merito alla proroga del divieto di licenziamento e di accesso alla prestazione NASpI, nell’ipotesi di adesione del lavoratore a un accordo collettivo aziendale avente ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro. L’Istituto riepiloga le ipotesi in cui può essere concessa la NASpI, con particolare riferimento al caso introdotto dal D.L. n. 104/2020, in base al quale, a fronte del blocco dei licenziamenti introdotto in via emergenziale durante la pandemia da Covid-19, i lavoratori che aderiscono a un accordo collettivo di esodo in vigenza del divieto di licenziamento possono ottenere la NASpI. Il blocco è stato introdotto inizialmente fino al 30 giugno 2021 e successivamente prorogato al 31 ottobre e al 31 dicembre a fronte dell’utilizzo di determinati ammortizzatori emergenziali. Per l’accesso alla NASpI in caso di risoluzione del rapporto di lavoro in conseguenza dell’adesione del dipendente ad accordi collettivi aziendali, rileva la data di adesione all’accordo stesso e quella di risoluzione del rapporto. Infatti, per i lavoratori di aziende a cui il divieto di licenziamento è scaduto il 30 giugno, l’accesso alla NASpI è consentito se l’adesione all’accordo collettivo e gli effetti della risoluzione del rapporto di lavoro sono avvenuti entro tale data. Pertanto, per i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a seguito di adesione a un accordo collettivo aziendale, con decorrenza successiva al 30 giugno 2021, la possibilità di accedere alla prestazione NASpI è ammessa esclusivamente se detta cessazione è intervenuta con un datore di lavoro per il quale è ancora vigente il divieto di licenziamento a seguito dell’autorizzazione all’ammortizzatore sociale. Nelle ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro intervenuta con decorrenza successiva al 30 giugno 2021 e con un datore di lavoro per il quale il divieto di licenziamento è venuto meno dalla data del 1° luglio 2021, l’accesso alla prestazione NASpI è ammessa secondo le ipotesi ordinarie di cessazione del rapporto di lavoro, ovvero:

• licenziamento; • scadenza del contratto a tempo determinato; • dimissioni per giusta causa; • dimissioni durante il periodo tutelato di maternità; • risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604; • licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23; • risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore ovvero mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici. Previdenza. INPS. Istruzioni sulle ulteriori settimane di trattamenti di integrazione salariale previste dal Decreto Fiscale. L’INPS, con circolare n. 183 del 10 dicembre scorso, fornisce indicazioni in merito alle novità introdotte dal D.L. n. 146/2021 (c.d. Decreto fiscale), in materia di ammortizzatori sociali. Il citato decreto-legge, all’articolo 11, comma 1, prevede che i datori di lavoro privati che accedono al FIS e alla CIGD, che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica possono presentare, per i lavoratori in forza al 22 ottobre 2021, domanda di Assegno Ordinario e di Cassa Integrazione Guadagni in Deroga, per un periodo massimo di 13 settimane che devono essere collocate tra il 1°ottobre e il 31 dicembre 2021. Le 13 settimane dei trattamenti sopra citate sono riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di 28 settimane previsto dal decreto Sostegni, decorso tale periodo. Laddove, quindi, non siano state richieste e autorizzate tutte le 28 settimane, non sarà possibile per i datori di lavoro accedere al nuovo periodo di trattamenti emergenziali. Inoltre, la disposizione conferma il blocco generalizzato dei licenziamenti economici individuali e collettivi nonché le sospensioni delle procedure pendenti, di cui agli artt. 4, 5 e 24 della Legge n. 223/91, per la durata della fruizione del trattamento di integrazione salariale. Il termine per la presentazione delle domande relative ai trattamenti di Cassa integrazione salariale è fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione

dell’attività lavorativa. Tuttavia, al fine di introdurre un termine di maggior favore, le domande relative a periodi di sospensione/ riduzione di attività decorrenti da “ottobre 2021”, rientranti nella regolamentazione del decreto Fiscale, potranno essere utilmente trasmesse entro e non oltre il 31 dicembre 2021. Privacy. Green Pass. Provvedimento del Garante privacy. Implicazioni organizzative. Con il provvedimento n. 430 del 13 dicembre il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che aggiorna le disposizioni relative alle Certificazioni verdi e agli obblighi vaccinali per alcune categorie di lavoratori. L’Autorità ha in particolare evidenziato che: • i soggetti tenuti alla verifica del possesso delle certificazioni verdi debbano essere specificamente istruiti sulla possibilità di utilizzare la modalità “rafforzata” solo ed esclusivamente nei casi in cui lo richieda la legislazione vigente (punto 2); • nei casi in cui il lavoratore si avvalga della facoltà di consegnare la certificazione verde al datore di lavoro, quest’ultimo è comunque tenuto a effettuare il regolare controllo sulla perdurante validità, mediante lettura del QR code della copia in suo possesso attraverso l’app VerificaC19 o mediante le previste modalità automatizzate (punto 4); L’Autorità ha anche confermato che, fatta eccezione per alcune categorie di persone, il datore di lavoro non è legittimato a trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti, né gli è consentito far derivare alcuna conseguenza in ragione della scelta del lavoratore che ha aderito o meno alla campagna vaccinale. Alla luce delle suddette considerazioni, il Garante ha chiesto al Ministero della salute alcune integrazioni per rendere evidente all’interessato la modalità di verifica utilizzata dal soggetto che effettua i controlli verificatore, introducendo, all’interno dell’app VerificaC19, elementi testuali, grafici e visivi, differenziati per le due modalità di verifica quella “base” o “rafforzata”. Infine, in considerazione degli specifici rischi connessi ai trattamenti di dati personali in esame e avendo particolare attenzione alle possibili conseguenze discriminatorie, anche indirette, nel contesto lavorativo, l’Autorità ha chiesto al Ministero di aggiornare la valutazione di impatto sulla protezione dei dati relativa ai trattamenti effettuati nell’ambito della Piattaforma nazionale-DGC.

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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / Ecoped – Ridomus

Sempre più controlli per gli installatori che vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche: ecco come non farsi trovare impreparati ed evitare costosissime sanzioni. Le normative in ambito smaltimento Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) sono ben esplicite e “la legge non ammette ignoranza” oltre ad essere già oggi punite con sanzioni particolarmente elevate. Secondo il DM 65/2010, il cosiddetto “Uno contro Uno”, gli installatori al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica, DEVONO assicurare al consumatore finale il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata di tipo equivalente. Per adempiere a tale obbligo di legge devono: 1. ISCRIVERSI all’ANGA IN CAT 3 BIS (servizio EasyRAEE ALBO). 2. RITIRARE GRATUITAMENTE il RAEE all’atto della vendita di una nuova AEE con adeguata documentazione (schedario e DDT) e con mezzi autorizzati. 3. PORTARE i RAEE presso il proprio spazio autorizzato (LdR) 4. LIBERARE almeno una volta all’anno, il proprio LdR Ad oggi chi non rispetta queste fondamentali regole è a rischio di importanti sanzioni che possono arrivare fino a 93.000 euro. Come non farsi trovare impreparati Il Consorzio Ecoped, esperto nella gestione dei RAEE, in collaborazione con alcuni distributori leader nel settore ITS, hanno dato vita ad un importante progetto di volto a sostenere, affiancare e formare gli installatori nel percorso di regolarizzazione e rispetto delle normative ambientali. Grazie a questa sinergia, gli installatori avranno finalmente un gruppo di esperti affidabili e professionali, in grado di guidarli passo a passo nel

Accordo-quadro ANGAISA / JUNGHEINRICH

aziende leader a livello mondiale nel settore dei mezzi di movimentazione interna, nella tecnica di magazzino e del flusso dei materiali. Jungheinrich è presente in Italia dal 1958 e ad oggi possiede con le sue sette filiali la rete di vendita e assistenza diretta più capillare presente sul territorio. Jungheinrich dispone della più vasta gamma di prodotti e servizi presenti sul mercato e offre soluzioni complete a 360° per la logistica di magazzino: • Fornitura di carrelli elevatori di tutte le tipologie nuovi ed usati; • Fornitura di scaffalature industriali; • Fornitura di Software per la gestione del magazzino e sistemi di trasmissione dati; • Consulenza e progettazione per la realizz • zione di magazzini integrati (carrelli + sca • fali + Software di gestione + trasmissione • dati); • Consulenza e progettazione per la realizzazione di magazzini automatici; • Servizi finanziari; • Contratti di manutenzione personalizzati, in • linea con le nuove disposizioni di legge de • tate dal D.Lgs. 81/2008 e orientate alle lin • eguida ISPSEL; • Corsi di formazione per carrellisti. Il SERVIZIO di ASSISTENZA JUNGHEINRICH, si avvale di circa 530 tecnici di assistenza che, in caso di necessità intervengono entro 8 ore lavorative con un furgone attrezzato e dotato di un completo assortimento delle parti di ricambio. I tecnici del servizio assistenza sono equipaggiati con le più moderne attrezzature che ne facilitano il lavoro e che quindi accorciano i tempi di intervento e conseguentemente di fermo macchina.

E’ operativo l’accordo quadro con JUNGHEINRICH grazie al quale tutti i soci ANGAISA potranno avvalersi, a condizioni particolarmente interessanti, dei prodotti e dei servizi di una delle

Le schede di presentazione delle convenzioni ANGAISA sono disponibili all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

loro percorso di gestione corretta dei RAEE. Come mettersi in regola Dall’entrata in vigore della normativa, Ecoped ha messo a disposizione per tutti i soggetti coinvolti, un pacchetto di servizi denominato EasyRAEE, specifico per: • ottenimento del provvedimento di iscrizione in Categoria 3 BIS rilasciato dall’ANGA (EasyRAEE Albo) • creazione della parte documentale (EasyRAEE Registri) • ritiro dei RAEE presso gli LdR (EasyRAEE Ritiri) Queste e tante altre sono state le tematiche affrontate durante il webinar organizzato il 20 novembre scorso, da Patrizia Boretti, responsabile servizi EasyRAEE di Ecoped. Nei prossimi mesi, l’obiettivo principale del consorzio, in collaborazione con i Distributori di ANGAISA che vorranno partecipare al progetto, sarà quello organizzare incontri specifici rivolti ad installatori e non solo, con l’unico scopo di permettere ai soggetti di operare a rischio zero sanzioni. I controlli sono ormai diffusi in tutta Italia, è importante non farsi trovare impreparati. Il rispetto delle regole, oltre a dare un vantaggio economico, vi permetterà di entrare a far parte di un network di professionisti virtuosi verso l’ambiente e verso la sostenibilità di un sistema, che non può più permettersi di operare non rispettando le regole. Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito web ufficiale: www.easyraee.it oppure ad inviare una e-mail all’indirizzo: servizi@easyraee.it

FAQ. Superbonus 110% Un contribuente con elevata disponibilità finanziaria che dispone solo del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale può beneficiare del 110 per cento cedendo il credito corrispondente alla detrazione sulle spese sostenute dal 1° luglio al 31 dicembre di quest’anno per interventi di cui all’articolo 119 effettuati sull’abitazione principale? Sì, in quanto si tratta di un soggetto che “astrattamente” può essere titolare della detrazione, stante le modalità di tassazione del

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reddito previste per tale contribuente. Nel caso in questione, in particolare, il reddito derivante dal possesso dell’immobile adibito ad abitazione principale (rendita catastale), concorre alla formazione del reddito complessivo, ma è escluso da tassazione per effetto della deduzione di cui all’articolo 10 del Tuir di importo pari alla rendita catastale. Tale soggetto può, tuttavia, esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito (corrispondente alla detrazione spettante) in quanto possiede un reddito

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che concorre alla formazione del reddito complessivo ma che non è soggetto ad imposta in virtù del particolare meccanismo di tassazione che prevede una deduzione di pari importo. Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto, sulla base di quanto previsto dalla norma attuale, inoltre, è irrilevante la circostanza che il contribuente abbia “una elevata disponibilità finanziaria”. Fonte: Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri


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