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ANGAISA Informa n. 496 del 1 settembre

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ANGAISA

INFORMA 1 | 15 settembre 2021

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS

Effetto Superbonus, criticità e incertezze

Previsioni crescita (%) PIL 2022 India

+7,0

Regno Unito

+5,6

Cina

+5,2

Italia

+4,4

Francia

+4,3

Germania

+4,0

Stati Uniti

+3,7

Elaborazione Fondazione Edison su dati Economist Haver Analytics

L’appunto

“Nel mese di agosto il clima di fiducia basato sulle aspettative del proprio bilancio familiare ha subito un leggero rallentamento, mentre quello basato sulle aspettative di crescita del Paese è aumentato. In generale il clima di fiducia si sta stabilizzando su livelli comunque elevati, i più alti dal 2012”. Lucio Poma Capo Economista Nomisma

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Mentre le principali associazioni di categoria del settore scendono in campo per chiedere certezze in tempi brevi sulla proroga del Superbonus 110% fino a tutto il 2023, le aziende e gli operatori dell’edilizia devono confrontarsi con uno scenario di mercato complesso, nel quale l’incremento dei fatturati e le opportunità di business fanno i conti con oggettive difficoltà nel soddisfare la domanda creata dagli incentivi fiscali. I più recenti dati diffusi da ENEA all’inizio di agosto mettono in evidenza le dinamiche in atto: l’agevolazione del Superbonus 110% ha fatto registrare un incremento pari al 31% degli interventi ammessi al beneficio fiscale, con una crescita del 38% del valore degli investimenti, rispetto a quanto rilevato nel precedente report di inizio luglio. Il valore complessivo degli interventi agevolati è pari a 4.766 milioni di euro. Per quanto riguarda la distribuzione idrotermosanitaria, i dati dell’Osservatorio Vendite ANGAISA relativi al primo semestre 2021 hanno evidenziato un incremento del +48,25% rispetto al primo semestre 2020 e del + 22,47% rispetto al primo semestre 2019. A fare da contraltare, il rischio concreto che si stia andando incontro ad un blocco almeno parziale del comparto costruzioni, causato dal rincaro delle materie prime, dalla difficoltà di garantire approvvigionamenti di materiali/prodotti alle filiere coinvolte, dalla mancanza di manodopera specializzata in grado di soddisfare le esigenze dei tanti cantieri attuali e futuri. Il Centro Studi dell’ANCE (Associazione nazionale costruttori edili) ha stimato per il 2022 un fabbisogno occupazionale aggiuntivo diretto di circa 170mila unità, a cui devono essere aggiunte altre 95mila unità legate ai settori collegati, per un totale di 265mila posti di lavoro. Le rilevazioni mensili del Sistema Informativo Excelsior, realizzate da Unioncamere in accordo con l’Agenzia

Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, confermano quanto sia complesso il processo di individuazione e selezione di operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici, sia in considerazione di una oggettiva parziale mancanza di candidati, sia a causa della loro preparazione professionale inadeguata. Ancora l’ANCE ha reso note le variazioni di prezzo di alcuni materiali da costruzione, nel periodo novembre 2020/giugno 2021: per citare qualche esempio, tondini in acciaio per cemento armato +243,3%; polietilene LDPE + 128%; polipropilene +100,5%; legname di conifere +76,1%; rame +38,6%. A fare da corollario, la necessità di rivedere e aggiornare preventivi e contratti, le crescenti difficoltà nel reperire determinati materiali come i ponteggi in acciaio (secondo un’analisi del “Sole24Ore”, sono necessari non meno di sei mesi fra l’ordine e la consegna effettiva), il rincaro generalizzato delle parcelle professionali, confermato anche dal Presidente dei Periti industriali Giovanni Esposito. Secondo le indiscrezioni riprese da alcuni organi di stampa, il Governo sarebbe intenzionato a valutare con estrema attenzione la possibilità di prorogare il Superbonus 110% fino al 2023 con la prossima Legge di Bilancio “sulla base delle evidenze sull’utilizzo e l’efficacia nel 2021”. La preoccupazione di molte organizzazioni e associazioni di categoria, fra cui ANGAISA, è che l’assenza di indicazioni attendibili possa innescare una vera e propria frenata, dovuta alle difficoltà nel soddisfare la domanda esistente e alle incertezze sugli scenari futuri di applicabilità del Superbonus e dei meccanismi legati alla cessione del credito e allo sconto in fattura. Il Segretario Generale Dott. Corrado Oppizzi

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Diritto & Impresa Commercio. Locazione di immobili urbani ad uso non abitativo. Indici ISTAT. Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 20 agosto 2021 è stato pubblicato il comunicato ISTAT concernente l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di luglio 2021, necessario per l’aggiornamento del canone di locazione degli immobili ai sensi della Legge 392/78 ed ai sensi della Legge 449/97. • La variazione annuale luglio 2020 – luglio 2021 è pari a 1,9 (75% = 1,425). • La variazione biennale luglio 2019 – luglio 2021 è pari a 1,5 (75% = 1,125). Fisco. Pagamenti elettronici. Credito d’imposta per le commissioni addebitate. Definite le regole tecniche per il collegamento dei POS ai fini del tax credit. Come noto, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate in relazione ai pagamenti elettronici mediante carte di credito, di debito o prepagate o altri mezzi di pagamento ricevuti da privati agli esercenti attività d’impresa, arti e professioni, a condizione che nell’anno d’imposta precedente abbiano avuto ricavi e compensi di ammontare non superiore a 400.000 euro (art. 22, D.L. n. 124/2019; ex art. 1, D.L.99/2021). Per le commissioni maturate nel periodo dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022 il suddetto credito d’imposta è incrementato al 100% delle commissioni, nel caso in cui gli esercenti attività di impresa, arte o professioni, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizio nei confronti di consumatori finali, adottino strumenti di pagamento elettronico collegati ai registratori telematici che consentono la trasmissione telematica dei corrispettivi ovvero strumenti di pagamento evoluto che consentono la memorizzazione, l’inalterabilità e la sicurezza dei dati nel rispetto delle caratteristiche tecniche da stabilire con apposito e successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Agli esercenti attività di impresa, arte o professioni che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizio nei confronti di consumatori finali e che, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti che consentono forme di pagamento elettronico collegati ai registratori telematici, spetta un credito di imposta parametrato al costo di acquisto, di noleggio, di utilizzo degli strumenti stessi, nonché delle spese di convenzionamento ovvero delle spese sostenute per il collegamento tecnico tra i predetti strumenti. Le suddette disposizioni rinviano a provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate le regole tecniche previste per il collegamento tra strumenti che consentono il pagamento elettronico e strumenti che consentono la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi ai fini fiscali. L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del

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6 agosto 2021, ha definito le suddette regole tecniche, richieste ai fini degli specifici crediti d’imposta. In particolare, i requisiti tecnici previsti per il collegamento degli strumenti che consentono forme di pagamento elettronico agli strumenti che consentono la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri sono quelli stabiliti al paragrafo 2.1 dalle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016 e successive modificazioni. Ulteriori modalità tecniche di collegamento tra strumenti che consentono forme di pagamento elettronici e gli strumenti che consentono la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi possono essere stabilite con successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Fisco. Emissione della nota di credito. L’Agenzia delle Entrate, richiamando la propria prassi precedente (ris. n. 449/2008) e il principio di diritto 6 agosto 2021 n. 11, ha confermato che il cedente o prestatore, che abbia emesso fattura e assolto l’obbligo di pagamento dell’IVA in relazione a un’operazione, ha diritto di emettere la nota di variazione in diminuzione e di detrarre l’imposta al verificarsi di una causa di estinzione del contratto sottostante; ciò, senza che sia necessario un formale atto di accertamento (negoziale o giudiziale) del verificarsi dell’anzidetta causa di risoluzione. Nella fattispecie in esame, un soggetto passivo riteneva di poter attendere, per l’emissione della nota di credito, sino alla data della sentenza che avrebbe definito la lite con la controparte nei cui confronti era stata originariamente emessa fattura. L’Agenzia delle Entrate afferma, però, che, nel caso di specie, il presupposto per l’emissione della nota di credito si è verificato per effetto del decorso del termine di cui all’art. 1454 c.c. (secondo cui “Alla parte inadempiente l’altra può intimare per iscritto di adempiere in un congruo termine, con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto s’intenderà senz’altro risoluto”) (Risposta dell’Agenzia delle entrate n. 544 dell’11 agosto 2021). Fisco. Modalità di contabilizzazione dei bonus fiscali. Organismo Italiano di contabilità. In risposta a una richiesta di parere dell’Agenzia delle Entrate avente ad oggetto “le modalità di contabilizzazione per le imprese OIC del cd. Superbonus e delle altre detrazioni fiscali maturate a fronte di interventi edilizi”, l’Organismo italiano di contabilità ha fornito indicazioni sulle modalità di contabilizzazione, per le imprese che adottano i principi contabili nazionali (OIC), delle detrazioni “edilizie” (detrazione IRPEF, bonus facciate, ecobonus,

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sismabonus e superbonus) e dei riflessi derivanti dall’esercizio delle opzioni di sconto e cessione previste dal cd. decreto “Rilancio” (art. 121, Dl. n. 34/2020) in alternativa alla fruizione diretta del beneficio fiscale. In particolare, il documento in esame illustra le modalità di contabilizzazione: 1. nel bilancio della società committente del diritto alla detrazione fiscale (Diritto alla detrazione fiscale – società committente); 2. nel bilancio della società commissionaria dello sconto in fattura concesso alla società committente (Sconto in fattura – società commissionaria); 3. nel bilancio della società (cedente) che in luogo della fruizione diretta della detrazione fiscale opta per la cessione del corrispondente credito di imposta ad un terzo soggetto (Cessione del credito – cedente); 4. nel bilancio della società (cessionaria) che acquista il credito di imposta con facoltà di successiva cessione (Ricezione del credito – cessionario). 1) Diritto alla detrazione fiscale per la società committente (ivi inclusa la fattispecie in cui la società in qualità di condomino beneficia del diritto di detrazione) Con riferimento alla realizzazione dei predetti investimenti, alla società committente è riconosciuto un beneficio fiscale che può essere utilizzato in detrazione d’imposta, in quote annuali sull’IRES di periodo, o essere ceduto. Per la società committente tale beneficio fiscale consiste in un credito tributario, il quale ammette due forme di realizzazione che coesistono lungo la vita utile del diritto: • attraverso l’istituto della detrazione; • attraverso la cessione. Il predetto credito è contabilizzato per le sue caratteristiche come un contributo in conto impianti; si ricorda che i contributi in conto impianti sono somme erogate da un soggetto pubblico (Stato o enti pubblici) alla società per la realizzazione di iniziative dirette alla costruzione, riattivazione e ampliamento di immobilizzazioni materiali, commisurati al costo delle medesime (OIC 16, par. 86). In contropartita al credito tributario la società può utilizzare uno dei due metodi previsti dall’OIC 16: • diretta riduzione dell’investimento sostenuto (metodo diretto); • iscrizione di un risconto passivo rilasciato a conto economico nel periodo di ammortamento dell’immobilizzazione materiale iscritta (metodo indiretto). Nel caso in cui il contributo ricevuto sia relativo a beni iscritti nelle rimanenze, quest’ultime sono iscritte al netto del contributo. Il credito tributario viene iscritto in bilancio nel momento in cui esiste la ragionevole certezza che le condizioni previste per il riconoscimento del


Diritto & Impresa contributo sono soddisfatte e che i contributi saranno erogati, ossia solo quando sussiste la ragionevole certezza che l’impresa beneficiaria produrrà nei successivi periodi di imposta redditi imponibili e conseguenti imposte lorde sul reddito “capienti” rispetto al diritto alla detrazione esercitabile. Il valore di iscrizione del credito tributario corrispondente al diritto alla detrazione è determinato applicando il criterio del costo ammortizzato, ossia attualizzando i flussi finanziari futuri di utilizzazione del beneficio. Per le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata e per le c.d. “micro imprese”, viene confermata la possibilità di non applicare il criterio del costo ammortizzato. 2) Sconto in fattura Una diversa modalità di fruizione del beneficio fiscale consiste nella concessione di uno sconto in fattura al cliente committente da parte della società commissionaria che ha realizzato i lavori la quale, a fronte della riduzione di prezzo, acquisisce il diritto a beneficiare della detrazione fiscale. La società commissionaria che ha realizzato l’investimento e ha concesso uno sconto in fattura al cliente iscrive il ricavo in contropartita ad un credito corrispondente alla somma dei seguenti elementi: • l’ammontare che sarà regolato tramite disponibilità liquide; • il valore di mercato del bonus fiscale, che sarà ricevuto per effetto dello sconto in fattura applicato. Tale credito, al verificarsi dei presupposti previsti dalla normativa di riferimento per il riconoscimento dello sconto in fattura, sarà iscritto tra i crediti tributari. Nel caso in cui non sia desumibile il valore di mercato del credito tributario, trattandosi di un credito acquistato e non generato, allora la sua iscrizione avviene al costo sostenuto che nella fattispecie in esame, è pari all’ammontare dello sconto in fattura concesso così come risultante dalla fattura stessa. 3) Cessione del credito (Cedente) Nel bilancio della società cedente la differenza tra il corrispettivo pattuito per il credito tributario ceduto e il valore contabile risultante in bilancio al momento della cessione è rilevato al conto economico come onere o provento. Per stabilire la corretta classificazione a conto economico di tale onere o provento occorre considerare che il credito tributario in esame ha la caratteristica di poter essere ceduto a terzi che ne acquisiscono il diritto di compensazione con i propri debiti tributari. La presenza di tale caratteristica fa propendere per una classificazione dell’onere o del provento da cessione nella sezione finanziaria del conto economico in luogo alla sezione operativa. Pertanto, la società che cede a terzi il credito tributario o parte di esso rileva: • nei proventi finanziari, nella voce C16d) - “Proventi diversi dai precedenti”, l’even-

tuale differenza positiva tra il corrispettivo ricevuto ed il valore contabile del credito alla data di cessione; • negli oneri finanziari, nella voce C17) – “Interessi e altri oneri finanziari”, l’eventuale differenza negativa tra il corrispettivo ricevuto ed il valore contabile del credito alla data di cessione. 4) Ricezione del credito (Cessionario) Coerentemente con quanto previsto per la società committente (punto 1) e commissionaria (punto 2) anche la società cessionaria, per effetto dell’acquisizione, rileva in bilancio un credito tributario valutato ai sensi dell’OIC 15. La società cessionaria può utilizzare il credito tributario in compensazione o cederlo. Trattandosi di un credito acquistato e non generato la società cessionaria iscrive il credito tributario al costo sostenuto. Nel caso in cui un tasso di attualizzazione fosse desumibile dal mercato, in quanto si è formato un mercato attivo di tali crediti, e questo risulti significativamente diverso da quello contrattuale, allora l’iscrizione avviene al valore attuale delle compensazioni future determinato applicando tale tasso di mercato. In questo caso, la differenza tra le disponibilità liquide erogate ed il valore attuale dei flussi finanziari futuri, è rilevata tra gli oneri/proventi finanziari del conto economico al momento della rilevazione iniziale. INPS. Tutela per la quarantena, per i lavoratori “fragili” e per la malattia conclamata da COVID-19. L’INPS, con messaggio n. 2842 del 6 agosto scorso, riguardo all’indennità di malattia in caso di quarantena ai sensi dell’art. 26, comma 1, del D.L. n. 18/2020, ha comunicato che, ai fini del riconoscimento dell’indennità previdenziale per l’anno 2020, saranno considerate valide le certificazioni attestanti la quarantena con isolamento fiduciario redatte dai medici curanti, anche nei casi in cui non sia stato possibile reperire alcuna indicazione riguardo al provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica. Il legislatore attualmente non ha previsto, per l’anno 2021, appositi stanziamenti volti alla tutela della quarantena di cui al comma 1 del citato articolo 26. Pertanto, salvo eventuali interventi normativi, l’INPS non potrà procedere a riconoscere la tutela previdenziale per gli eventi riferiti all’anno in corso. In merito alla tutela per i lavoratori “fragili”, la cui assenza dal lavoro è stata equiparata a ricovero ospedaliero ai sensi del comma 2 dell’articolo 26 del D.L. n. 18/2020, la prestazione, nel limite degli importi stanziati, verrà riconosciuta per gli eventi fino al 30 giugno 2021. L’INPS evidenzia invece l’avvenuta proroga fino al 31 ottobre 2021 della previsione secondo cui

i lavoratori fragili svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. Per gli eventi certificati come malattia conclamata da COVID-19, di cui al comma 6 dell’articolo 26 in parola, l’INPS procederà al riconoscimento della tutela della malattia secondo l’ordinaria gestione. Lavoro. CCNL Dirigenti Terziario. Variazione Contributi Fondo Mario Negri Il Fondo Mario Negri, con circolare n. 1/2021, evidenzia le modifiche, apportate dall’Accordo di proroga del CCNL per i dirigenti di aziende del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi, sottoscritto in data 16 giugno 2021, alla contribuzione dovuta, per gli anni 2020 e 2021, al Fondo stesso. Tale accordo proroga la validità del contratto al 31 dicembre 2021. La retribuzione convenzionale resta invariata in € 59.224,54, mentre variano le aliquote applicate per il calcolo della contribuzione trimestrale. Contributo ordinario: con decorrenza 1.10.2021 l’aliquota è fissata al 13,86%. La quota a carico del dirigente rimane invariata in 1%, così come l’aliquota complessiva della contribuzione agevolata in base al requisito di età pari al 5,13%. Contributo integrativo a carico azienda: per le aziende iscritte all’Organizzazione imprenditoriale stipulante il C.C.N.L. l’aliquota passa: dal 1.01.2020 al 2,19%; dal 1.01.2021 al 2,31%. Conseguentemente, l’aliquota prevista per le aziende non iscritte all’Organizzazione è del 2,49% per il 2020 e del 2,61% per il 2021. L’accordo prevede che, con decorrenza 1.10.2021, il contributo annuo sarà di complessivi € 420,00, di cui € 290,00 a carico del datore di lavoro ed € 130,00 a carico del dirigente. Pertanto, l’importo trimestrale complessivo, a decorrere dall’1.10.2021, sarà di € 105,00 (di cui € 72,50 azienda ed € 32,50 dirigente). I conguagli dovuti a titolo di contributo integrativo, anche per l’eventuale periodo di indennità sostitutiva del preavviso cadente nel 2020 e 2021, saranno inclusi nel modulo di versamento trimestrale del 3° trimestre 2021, in scadenza al 10 ottobre 2021. Lavoro. Trattamento di fine rapporto. Indice ISTAT luglio 2021 L’ISTAT, ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto di cui alla Legge 29 maggio 1982, n. 297, comunica che l’indice nazionale generale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, con base 2015=100, è risultato, per il mese di luglio, pari a 104,2.

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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / CRIBIS

Parola d’ordine sostenibilità. L’attenzione verso pratiche sostenibili in qualunque settore e livello è ormai un requisito fondamentale per poter ambire a uno sviluppo costante e duraturo nel tempo. Non è un caso se la sostenibilità, soprattutto nell’accezione green di transizione ecologica, energie rinnovabili e mobilità sostenibile, sia l’ambito a cui vengono dedicate ingenti risorse del PNRR: alla rivoluzione verde saranno infatti destinati ben 69,96 mld dei 235,14 mld previsti dal piano. L’attenzione a fattori ambientali e sociali ha portato anche a un cambiamento della mentalità sui mercati finanziari: sempre più investitori sono sensibili alla sostenibilità anche quando devono decidere su cosa investire, dal canto loro le imprese sono sempre più impegnate nell’intraprendere strategie con risvolti ambientali, etici e sociali. INVESTIMENTI “RESPONSABILI” VERSO UNA REALTÀ ESG È in questo contesto che si inseriscono gli investimenti “responsabili”, ovvero quelli che puntano sulle realtà ESG (Environmental, Social, Governance): imprese o progetti dove il rispetto per l’ambiente, la responsabilità sociale (nei confronti di chi ci lavora e del contesto in cui

si inserisce) e la corporate governance (animata da identità e valori che ispirano l’azienda) sono i tratti distintivi dell’azione strategica e dell’operatività. Alla luce del crescente interesse verso la sostenibilità, non sorprende dunque che domanda e offerta di investimenti ESG stiano aumentando rapidamente negli ultimi anni: in base alle stime di Morningstar i fondi sostenibili europei hanno chiuso il primo trimestre del 2021 con una raccolta netta di 120 miliardi di euro, in crescita del 18% rispetto al trimestre precedente. Tale raccolta rappresenta ben il 51% di tutti gli afflussi registrati nel settore. A fine marzo, i fondi sostenibili gestivano 1,3 trilioni di euro, dopo aver superato la soglia dei mille miliardi l’anno scorso. Non solo, sempre secondo un’analisi di Morningstar, un fondo su quattro in Europa è ESG. Viene spontaneo ora chiedersi: investire in sostenibilità rende? La risposta è tendenzialmente sì: i fondi sostenibili hanno dimostrato di preservare il capitale anche durante la prima ondata di Covid, e in genere gli investimenti ESG risultano avere un rendimento di lungo periodo maggiore e stabile. Questo nuovo modo di approcciarsi agli investimenti ha portato a un’evoluzione anche normativa. Il 2020 ha visto infatti la nascita a livello europeo di provvedimenti chiave come il Sustainable finance disclosure regulation (Sfdr), in vigore da marzo 2021, mentre dal gennaio

2022 sarà operativa in Europa anche la legge sulla tassonomia delle attività eco-sostenibili. I FATTORI ESG CON CUI VIENE VALUTATA UN’AZIENDA Tutto ciò va a sottolineare quanto disporre di dati ESG relativi a ogni singola attività commerciale stia acquisendo un’importanza fondamentale dal momento che un’azienda viene valutata non solo in base a bilanci e informazioni contabili, ma anche a fattori extra finanziari, che hanno a che vedere con i valori, l’identità e le strategie aziendali in un’ottica di responsabilità ambientale, etica e sociale. Se rispetta criteri ESG, riesce e riuscirà sempre più in futuro ad intercettare più agevolmente clienti e finanziatori. Per questo motivo Crif ha realizzato il primo portale per le PMI e le imprese che attesta l’impegno verso i criteri ESG. Grazie all’attestato CRIF ESG ogni azienda potrà così far conoscere a clienti, fornitori, istituzioni come i principi ESG ispirano la propria operatività. Impegnarsi per il futuro è indispensabile, far sapere come lo si sta facendo non è solo necessario, ma anche strategico.

manageriale. Il core business aziendale è la produzione di strumenti di misura e controllo per temperature e pressioni. Sono circa 5 milioni i pezzi prodotti all’anno, dedicati a più impieghi. I principali: caldaie, apparecchiature ad aria compressa, piccoli e grandi elettrodomestici, termoregolazione civile, impianti di riscaldamento e di condizionamento, impianti idropneumatici

e per l’irrigazione. La storica esperienza nel campo della fabbricazione ed assemblaggio di prodotti, apparecchiature e componenti è dedicata a rispondere tanto ad esigenze specifiche ed originali quanto a quelle standard sulle quali si concentrano le principali necessità del mercato. Alla capillare distribuzione in Italia si accompagna anche una presenza in 60 paesi esteri.

mente alla sostituzione del serramento l’intervento è da considerarsi in maniera unitaria. La sostituzione delle chiusure oscuranti, disgiunta dalla sostituzione dei serramenti, e l’installazione delle schermature solari costituiscono, invece, interventi autonomi a fronte dei quali è possibile fruire dell’ecobonus di cui all’articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013. Pertanto, in base al richiamo contenuto nel comma 2 dell’articolo 119 del decreto Rilancio al citato articolo

14, i predetti interventi sono ammessi al Superbonus, quali interventi trainati nel rispetto delle condizioni e dei limiti stabiliti nel comma 3 del medesimo articolo 119, se eseguiti congiuntamente agli interventi trainanti e sempreché assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche o, ove non possibile il conseguimento della classe energetica più alta. Fonte: Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri

La scheda di presentazione della convenzione ANGAISA è disponibile all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

NUOVI SOCI Produzione. Cewal Spa di Camponogara (VR).

Cewal, fondata nel 1967 da Walter Griguolo, si è progressivamente sviluppata e strutturata fino a raggiungere l’attuale assetto societario e

FAQ. Superbonus 110% Si chiede se, qualora con la sola sostituzione dei serramenti siano rispettati i valori di trasmittanza necessari ai fini dell’accesso al Superbonus, la sostituzione della chiusura “oscurante” (tapparella, persiana, scuro) possa ritenersi intervento “autonomo” rispetto alla sostituzione del serramento. Come si evince dall’Allegato I al decreto interministeriale 6 agosto 2020, nel caso in cui le chiusure oscuranti siano installate congiunta-

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