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ANGAISA Informa n. 494 del 1 luglio 2021

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ANGAISA

INFORMA 1 | 15 luglio 2021

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS EVENTI Osservatorio provinciale ANGAISA/CRESME 2021 I prossimi appuntamenti: 8 luglio – Puglia Basilicata 15 luglio – Piemonte Valle d’Aosta Liguria 22 luglio – Sicilia Calabria Per informazioni: eventi@angaisa.it

L’appunto

La domanda interna di porte, finestre e altri prodotti in legno per l’edilizia è stimata in crescita del 5,1% nel 2021 e del 4,2% nel 2022. Blu&Rosso n. 278 maggio/giugno 2021

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Nel 2020 l’ecommerce B2B in Italia vale 406 miliardi

Gli obblighi normativi e gli effetti della pandemia hanno allargato il divario fra le aziende già digitalizzate, che nel 2020 hanno avuto un fatturato stabile o in crescita, e le imprese tradizionali, che hanno faticato a garantire continuità operativa alle proprie attività. Per quasi la metà delle imprese italiane la crisi sanitaria ha dato un forte impulso alla digitalizzazione dei processi B2B, circa una su cinque ha investito in soluzioni digitali e il 38,5% prevede di introdurre entro i prossimi due anni strumenti per il Digital B2B, fra cui emergono le soluzioni per l’automazione dei processi (16%), Blockchain e Artificial Intelligence (13,8%) e strumenti per monitorare la supply chain (13,1%). Anche l’eCommerce B2B – il valore degli ordini scambiati tramite strumenti digitali fra imprese italiane – ha retto l’urto della pandemia, raggiungendo un valore di 406 miliardi di euro. In un anno in cui le transazioni B2B si sono ridotte del 6%, l’eCommerce ha segnato solo un -1% e ha aumentato dell’1% rispetto al 2019 la sua incidenza sul totale degli scambi B2B (2.500 miliardi di euro), che è passata dal 19% al 20%. Sono questi alcuni fra i principali risultati della ricerca dell’Osservatorio Digital B2B della School of Management del Politecnico di Milano, presentata nel giugno scorso, in occasione del convegno online “B2B: fisicamente lontani, digitalmente vicini”. “Le imprese che avevano vissuto gli adempimenti normativi come opportunità per digitalizzare i propri processi hanno saputo fronteggiare meglio la situazione di emergenza che, anche in ambito B2B, ha avuto impatti importanti – afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Digital B2B. Ha innanzi-

tutto accelerato il processo di avvicinamento delle aziende ai propri clienti, riducendo la distanza tra livelli successivi della supply chain, ha promosso un miglior utilizzo dei dati e una maggiore automazione dei processi e ha amplificato la necessità di sviluppare processi maggiormente collaborativi.” Per il 48,6% delle imprese italiane l’emergenza ha spinto i progetti di digitalizzazione dei processi B2B. Quasi una su quattro, il 23,8%, ha sentito la necessità di investire in soluzioni digitali, in particolare per la gestione della firma (6,8%), per la digitalizzazione dei processi interni (6,2%) e per la conservazione dei documenti (5,5%). Il 18,4% ha attivato iniziative di digitalizzazione già nel corso del 2020, soprattutto per l’introduzione di firme digitali (7,3%), di strumenti per lo scambio di documenti elettronici (6%), di software a supporto dei processi interni (5,4%) e di tool per la conservazione digitale (3,5%). Nei prossimi due anni il 38,5% delle imprese prevede di investire in strumenti per digitalizzare i processi B2B. Il PNRR rappresenta una grande opportunità per realizzare questi investimenti: il 21% dei 191,5 miliardi messi a disposizione dell’Italia è dedicato alla digitalizzazione della PA, delle imprese e dei comparti turismo e cultura. Le imprese beneficeranno di 30,57 miliardi di euro che possono costituire un contributo fondamentale all’ammodernamento tecnologico del nostro tessuto industriale. La sfida dei prossimi anni sarà sviluppare progetti in grado di valorizzare al meglio questo tesoretto. Fonte: Politecnico di Milano/Osservatori. net Digital Innovation

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Diritto & Impresa Commercio. Locazione di immobili urbani ad uso non abitativo. Indici ISTAT. Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 25 giugno 2021 è stato pubblicato il comunicato ISTAT concernente l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di maggio 2021, necessario per l’aggiornamento del canone di locazione degli immobili ai sensi della Legge 392/78 ed ai sensi della Legge 449/97. • La variazione annuale maggio 2020 – maggio 2021 è pari a 1,3 (75% = 0,975). • La variazione biennale maggio 2019 – maggio 2021 è pari a 0,9 (75% = 0,675). Decreto Riaperture. Corsi di formazione, fiere, convegni e congressi. Proroga termini lavoro agile. Semplificazioni in materia di edilizia. Si informa che, in data 22 giugno 2021, è entrata in vigore la legge 17 giugno 2021, n. 87, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 recante “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19” (cd. decreto “Riaperture”). Nel provvedimento – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 21 giugno 2021 - sono confluiti i decreti legge 30 aprile 2021, n. 56 (cd. Proroghe”, che ha previsto la proroga di alcuni termini) e 18 maggio 2021, n. 65 (cd. “Riaperture bis” – che ha disposto la riapertura di una serie di attività, a partire dal mese di giugno, con diverse gradazioni) – che sono stati pertanto contestualmente abrogati, con salvezza degli effetti giuridici già prodotti. Nel ricordare che il provvedimento proroga lo stato di emergenza al 31 luglio 2021 (art.10) e prevede che, fatto salvo quanto diversamente disposto, fino a tale data trovino applicazione le misure contenute nel DPCM del 2 marzo 2021, si riporta, di seguito, una sintesi delle principali misure. Corsi di formazione (art. 3-bis) Dal 1° luglio 2021, i corsi di formazione pubblici e privati, potranno svolgersi anche in presenza, nel rispetto dei Protocolli e Linee Guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome ai sensi dell’art. 1, comma 14, del D.L. 16 maggio 2020 n.33. Fiere, convegni e congressi (art. 7) La norma consente lo svolgimento in presenza di fiere, anche in aree pubbliche, convegni e congressi. Si ricorda che le prime sono già consentite dal 15 giugno 2021, nel rispetto dei previsti protocolli e linee guida, con possibilità di riservare l’accesso, con riferimento a particolari eventi, ai soggetti in possesso di green pass. I convegni e i congressi sono consentiti, invece, dal 1°luglio 2021, nel rispetto dei previsti protocolli e linee guida.

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Lavoro Agile: proroga dei termini per la modalità cd. “semplificata” (art. 11 e Allegato 2, n. 24) La disposizione, modificata in sede di conversione, proroga al 31 dicembre 2021 la possibilità di ricorrere al lavoro agile c.d. “semplificato” ai sensi dell’art. 90, commi 3 e 4, del D.L. n. 34/2020 (cd. decreto “Rilancio”), ossia senza necessità di sottoscrizione dell’accordo individuale e del relativo invio telematico. Semplificazione procedimenti in materia di edilizia (art. 11-terdecies) La norma in esame stabilisce che le disposizioni di cui all’articolo 264, comma 1, lettera f), del D.L. “Rilancio” (n. 34/2020), in vigore fino al 31 dicembre 2020, relative alla semplificazione amministrativa degli interventi, anche edilizi, necessari ad assicurare l’ottemperanza alla misure di sicurezza prescritte per far fronte all’emergenza sanitaria Covid-19 e consistenti in opere contingenti e temporanee destinate ad essere rimosse con la fine dello stato di emergenza, si applicano anche a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione fino al 31 dicembre 2021. In particolare, si segnala che tali semplificazioni consistono nell’applicabilità della Comunicazione inizio lavori asseverata (CILA) ai predetti interventi. Per questi ultimi, che sono diversi da quelli riferibili all’attività edilizia libera (art. 6, D.P.R. 380/2001), inoltre, non sono richiesti permessi, autorizzazioni o altri atti di assenso, ad eccezione degli eventuali titoli abilitativi previsti per i beni culturali, come stabilito dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Parte II, D.Lgs. 42/2004). E’ prevista anche la possibilità di mantenere le opere edilizie realizzate, previo accertamento della loro conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente, con esonero dal pagamento del contributo di costruzione, qualora dovuto. Inoltre, l’acquisizione di eventuali atti autorizzatori e di assenso prescritti avviene mediante Conferenza di servizi semplificata, mentre, l’autorizzazione paesaggistica è rilasciata, ove ne sussistano i presupposti, accertando la compatibilità paesaggistica degli interventi eseguiti (art. 167, D.Lgs. 42/2004). Fisco. Chiarimento ENEA. Ventilazione meccanica controllata degli interni ammessa al Superbonus. Un impianto di ventilazione meccanica controllata (acronimo Vmc), sistema tecnologico volto a garantire il corretto ricambio dell’aria all’interno degli ambienti, indipendentemente dall’azione umana di apertura e chiusura delle superficie di aerazione, ha la possibilità di ottenere il Superbonus se l’installazione avviene congiuntamente ad un intervento di coibentazione dell’edificio o di sostituzione degli impianti. Per ottenere la detrazione fiscale è però

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necessario rispettare una serie di condizioni. Tale chiarimento è stato fornito dall’ENEA, a seguito di una domanda pubblicata tra le Faq dedicate alla detrazione fiscale. Riportiamo qui di seguito la risposta contenuta all’interno del portale ENEA: D Vorrei sapere se l’installazione di un sistema di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata), correlata ad un intervento di coibentazione di superfici opache oppure in concomitanza con la sostituzione del generatore di calore, possa essere agevolata con l’Ecobonus? R. Relativamente all’installazione di impianti di “Ventilazione Meccanica Controllata” (VMC) nel caso di interventi di isolamento termico delle superfici opache disperdenti, si rappresenta quanto segue: in via preliminare si ricorda che, ai sensi del paragrafo 2.3, punto 2, dell’Allegato 1 al Decreto interministeriale 26 giugno 2015 (c.d. Decreto Requisiti Minimi), nel caso di nuova costruzione, o di edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti o a riqualificazioni energetica, ed in particolare qualora si realizzino interventi che riguardino le strutture opache delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno, è necessario procedere alla verifica dell’assenza di rischio di formazione di muffe e di condensazioni interstiziali, in conformità alla UNI EN ISO 13788. Si ritiene tuttavia che, qualora, pur considerando il numero di ricambi d’aria naturale previsto dalla norma UNI-TS 11300-1 e provvedendo per quanto possibile alla correzione dei ponti termici, possa permanere il pericolo di formazione di muffe o condense in corrispondenza di essi, i sistemi di VMC rappresentino una valida soluzione tecnica. In tali condizioni, pertanto, tali sistemi si ritengono ammissibili alle detrazioni fiscali, se realizzati congiuntamente agli interventi di coibentazione delle superfici opache, nei limiti di spesa, detrazione e costo specifico a quest’ultimi riservati. Al fine di verificare la condizione sopra indicata, ovvero che la VMC rappresenti l’unica soluzione per garantire l’assenza di muffe o condense interstiziali non potendo procedere all’eliminazione di tutti i ponti termici, è necessario che il tecnico abilitato alleghi come parte integrante e sostanziale dell’asseverazione di cui al Decreto interministeriale 06 agosto 2020 (c.d. DM Requisiti Tecnici) una relazione tecnica dalla quale emerga la sussistenza di detto presupposto. Tale relazione dovrà altresì dimostrare che il sistema di VMC installato consegua un risparmio energetico rispetto alla situazione che prevede la massima correzione dei ponti termici, come sopra indicato, un numero di ricambi d’aria naturale pari a quello previsto dalla norma UNI-TS 11300-1 calcolato nell’ipotesi che venga alimentato solo con energia elettrica prelevata della rete. Per quanto sopra, risultano ammissibili esclusivamente


Diritto & Impresa i sistemi di VMC dotati di recupero di calore. Inoltre, a prescindere da quanto sopra riportato, si ritiene che i sistemi di VMC possono accedere alle citate detrazioni fiscali anche nel caso in cui siano associati ad un intervento di sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale con un impianto con fluido termovettore ad aria e siano con esso strettamente integrati. In tal caso i sistemi di VMC risultano parte integrante dell’impianto di climatizzazione invernale e ad essi si applicano i medesimi limiti di spesa, detrazione e costo specifico per i citati impianti. Anche per tale casistica, il sistema di VMC installato deve garantire un risparmio energetico, da asseverare mediante relazione di un tecnico abilitato, rispetto alla situazione che prevede un numero di ricambi d’aria naturale pari a quello previsto dalla norma UNITS 11300-1 nell’ipotesi che sia alimentato esclusivamente con energia elettrica prelevata della rete. Conseguentemente sono ammissibili solamente i sistemi di VMC dotati di recupero di calore. La relazione di cui sopra può essere allegata, per farne parte integrante e sostanziale, all’asseverazione prodotta ai sensi del suddetto “decreto requisiti tecnici” nei casi da esso previsti. Fisco. Conferimento d’azienda. Primo acconto IRAP. Effetti. Nei conferimenti d’azienda, la società conferitaria non può calcolare la prima rata dell’acconto IRAP 2020 esclusa dall’obbligo di versamento (ex art. 24, D.L. n. 34/2020, il cd. decreto “Rilancio”, convertito dalla L. n.77/2020) facendo riferimento alla dichiarazione IRAP della conferente, ma deve considerare i dati del proprio modello IRAP, applicando i chiarimenti resi dalla circ. Agenzia delle Entrate 27/2020. Infatti, in tali operazioni, il calcolo degli acconti IRPEF/IRES e IRAP segue la disciplina generale, non operando alcuna trasposizione soggettiva e non essendo previste regole specifiche. Non si pongono questioni di assunzione, da parte di uno dei soggetti, di obblighi tributari riferibili all’altro; pertanto, anche ai fini del versamento degli acconti, i due soggetti continuano ad essere trattati autonomamente (Risposta dell’Agenzia delle entrate n. 404 dell’11 giugno 2021). Fisco. Imposte sui redditi e IVA. Proroga dei termini saldo 2020 e primo acconto 2021. Contribuenti ISA e i forfetari. Con comunicato stampa n. 133 del 28 giugno 2021, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha reso noto che è in corso di emanazione il DPCM che proroga dal 30 giugno 2021 al 20 luglio 2021 il termine di versamento del saldo 2020 e del primo acconto 2021 ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA per i

contribuenti interessati dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario. Il rinvio del termine di versamento, senza corresponsione di interessi, è stato deciso per tener conto dell’impatto dell’emergenza COVID-19 sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e, conseguentemente, sull’operatività dei loro intermediari. Lavoro. Garante privacy. Vietato il controllo indiscriminato dei lavoratori. Il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento n. 190 del 13 maggio 2021, pubblicato nella Newsletter n. 478 del 22 giugno scorso, ha precisato che non è possibile monitorare la navigazione internet dei lavoratori in modo indiscriminato. Le eventuali attività di controllo, indipendentemente da specifici accordi sindacali, devono comunque essere sempre svolte nel rispetto dello Statuto dei lavoratori e della normativa sulla privacy. Nel caso in esame, il datore di lavoro impiegava un sistema di controllo e filtraggio della navigazione internet dei dipendenti, con la conservazione dei dati per un mese e la creazione di apposita reportistica, per finalità di sicurezza della rete. Sebbene il datore di lavoro avesse stipulato un accordo con le organizzazioni sindacali, come richiesto dalla disciplina di settore, il Garante ha evidenziato che tale trattamento di dati deve comunque rispettare anche i principi di protezione dei dati previsti dal GDPR. Il sistema, consentiva invece operazioni di trattamento non necessarie e sproporzionate rispetto alla finalità di protezione e sicurezza della rete interna, effettuando una raccolta preventiva e generalizzata di dati relativi alle connessioni ai siti web visitati dai singoli dipendenti, comprese informazioni estranee all’attività professionale e comunque riconducibili alla vita privata dell’interessato. Il Garante ha rimarcato che l’esigenza di ridurre il rischio di usi impropri della navigazione in Internet non può portare al completo annullamento di ogni aspettativa di riservatezza dell’interessato sul luogo di lavoro, anche nei casi in cui il dipendente utilizzi i servizi di rete messi a disposizione del datore di lavoro. Lavoro. Sgravio contributivo per le assunzioni con contratto di apprendistato di 1° livello. L’INPS, con la Circolare n. 87 del 18 giugno 2021, nel riepilogare la disciplina normativa relativa al contratto di apprendistato di 1° livello (per la qualifica e il diploma professionale art. 43 dlgs 81/2015) si è soffermato sul regime contributivo previsto per tali assunzioni. In particolare, ha evidenziato le condizioni per l’applicazione dello sgravio contributivo e

ha fornito le istruzioni di carattere normativo, operativo e contabile relative a tale agevolazione riconosciuta, per gli anni 2020 e 2021, ai datori di lavoro che occupano fino a 9 dipendenti e che assumono con contratto di apprendistato di 1° livello. Si ricorda che la Legge di Bilancio 2021 ha prorogato lo sgravio contributivo al 100% (già introdotto dalla legge di Bilancio 2020) per i datori di lavoro che assumono con contratto di apprendistato di 1° livello per i primi tre anni. Successivamente al conseguimento della qualifica o diploma professionale, allo scopo di conseguire la qualificazione professionale ai fini contrattuali, è possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante. Per le annualità 2020 e 2021, nelle ipotesi di contratto di apprendistato di 1° livello trasformato in contratto di apprendistato professionalizzante, i predetti benefici contributivi si applicano limitatamente alle annualità precedenti alla trasformazione. Mentre a decorrere dal momento della trasformazione ad apprendistato professionalizzante sarà applicabile lo specifico regime contributivo previsto per le assunzioni con apprendistato professionalizzante. A tal proposito le diverse agevolazioni sono dettagliate nella Circolare Inps 87/2021 unitamente alle istruzioni operative per la compilazione del flusso UNIEMENS. Infine si precisa che lo sgravio contributivo in oggetto può essere fruito nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato. Previdenza. INPS. Assegno per il nucleo familiare. Nuovi livelli di reddito, maggiorazioni e procedura presentazione domande. Rivalutazione dei livelli reddituali e maggiorazioni In relazione all’assegno per il nucleo familiare, l’INPS ha reso noti i livelli di reddito familiari rivalutati (All.to 1), ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare. Il D.L. n. 79/2021, art. 5, in favore degli aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare, ha disposto il riconoscimento - dall’1.7.2021 al 31.12.2021 - delle seguenti maggiorazioni: • 37,5 euro per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli; • 55 euro per ciascun figlio, per i nuclei familiari di almeno tre figli. Gli importi complessivi, calcolati dall’INPS, saranno resi disponibili sia al datore di lavoro sia al cittadino, mediante le consuete procedure. Domande di assegno al nucleo familiare La procedura per le domande di assegno al nucleo familiare, relativo al periodo 1.7.202130.6.2022, è disponibile sul portale INPS. Restano ferme disposizioni sulle modalità di presentazione della domanda (Circolare INPS n. 45/2019).

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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / OMEGA GRUPPO

ANGAISA e OMEGA GRUPPO hanno rinnovato l’accordo quadro grazie al quale tutte le aziende associate potranno avvaler-

si, a condizioni di particolare interesse, dei servizi e prodotti di un leader di settore in Organizzazione gestionale d’Impresa. Dal 1998 OMEGA GRUPPO sostiene le imprese lungo l’intero percorso di digital transformation, offrendo soluzioni e servizi ad alto contenuto innovativo, per supportarne la crescita e il conseguimento dell’eccellenza operativa aziendale, attraverso una visione improntata

ad un costante miglioramento tecnologico. La scheda di presentazione della convenzione ANGAISA è disponibile all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni).

Nel caso di intervento sull’impianto termico centralizzato concorrono alla determinazione della spesa massima ammissibile anche le pertinenze non servite dall’impianto termico? In continuità con la prassi in materia di ecobonus e sismabonus, concorrono alla determinazione della spesa massima anche le pertinenze. In particolare, ai fini dell’applicazione della detrazione disciplinata dall’articolo 14, comma 2-quater, spettante per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dello stesso edificio, ovvero diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e purché conseguano almeno la qualità media indicata nel decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica”), su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, è stato specificato che l’ammontare massimo delle spese ammesse alla detrazione va calcolato tenendo conto anche delle eventuali pertinenze alle unità immobiliari. In sostanza, anche in occasione dei predetti chiarimenti si è ritenuto irrilevante la circostanza che le pertinenze fossero o meno servite dall’impianto termico.

redo dell’immobile oggetto di ristrutturazione» (cosiddetto bonus mobili). Considerato che per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico l’articolo 16-bis del Tuir costituisce la disciplina generale di riferimento e che per accedere al bonus mobili, è necessario che siano effettuati sugli immobili agevolati gli interventi di recupero del patrimonio edilizio previsti alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Testo unico dell’edilizia (Testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380), il bonus mobili, spetta anche ai contribuenti che fruiscono del sismabonus nonché per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, del Superbonus di cui al comma 4 dell’articolo 119 del decreto Rilancio. Il bonus mobili spetta anche nell’ipotesi in cui i contribuenti titolari delle detrazioni sopra citate optino, in luogo della fruizione diretta di tali detrazioni, dello sconto in fattura o della cessione del credito. Tale possibilità è, peraltro, riconosciuta anche nell’ipotesi in cui il contribuente abbia optato per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione di cui al citato articolo 16-bis del Tuir, ai sensi dell’articolo 121 del decreto Rilancio.

La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

FAQ. SUPERBONUS 110% Cosa si intende per impianto di riscaldamento? Una stufa a legna o a pellet può essere considerata impianto di riscaldamento? Ai sensi del punto l-tricies del comma 1 dell’articolo 2 del d.lgs. 19 agosto 2005, n. 192, come recentemente modificato dal d.lgs. 10 giugno 2020, n. 48, per impianto termico si intende: «impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate». Ciò implica, pertanto, che anche ai fini del Superbonus è necessario che l’impianto di riscaldamento, funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria, sia presente nell’immobile oggetto di intervento. Pertanto, per gli interventi realizzati a partire dall’11 giugno 2020, data di entrata in vigore del citato d.lgs. 10 giugno 2020 n. 48, per effetto della nuova definizione normativa di impianto termico, le stufe a legna o a pellet, anche caminetti e termocamini, purché fissi, sono considerati «impianto di riscaldamento». Per gli interventi realizzati prima di tale data, invece, in base alla previgente disposizione, opera l’assimilazione agli impianti termici delle stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari; se fissi e quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 KW (cfr. Risoluzione 12 agosto 2009 n. 215/E). Di conseguenza sarà possibile accedere al Superbonus, sempre che vi sia il conseguimento di un risparmio energetico e che vi sia il conseguimento del miglioramento di due classi energetiche dell’edificio.

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Il contribuente che effettua interventi antisismici per i quali spetta il Superbonus può fruire anche del cd. bonus mobili? In caso di risposta positiva, tale possibilità permane anche se il contribuente esercita l’opzione per il sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente al predetto Superbonus? L’articolo 16, comma 2, del decreto legge n. 63 del 2013 prevede che «Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1, (…) è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute nell’anno 2020 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’ar-

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Qualora si opti per la cessione della detrazione spettante, il credito d’imposta corrispondente, può essere recuperato in capo al cessionario, in assenza dei presupposti per l’applicazione della detrazione? Ai sensi del comma 4 dell’articolo 121 del decreto Rilancio «I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto».Al riguardo nella circolare n. 24/E del 2020 è stato precisato che se un soggetto acquisisce un credito d’imposta, ma durante i controlli dell’ENEA o dell’Agenzia delle entrate viene rilevato che il contribuente non aveva diritto alla detrazione, il cessionario che ha acquistato il credito in “buona fede” non perde il diritto ad utilizzare il credito d’imposta. Fonte: Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri


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