ANGAISA
INFORMA 16 | 30 aprile 2021
Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS
Bonus e Superbonus, volano fondamentale per l’edilizia
Consuntivo 2020 Reddito disponibile famiglie:
-2,8%
Redditi da lavoro dipendente:
-6,9%
Potere d’acquisto:
-2,6%
Spesa consumi finali:
-10,9%
Propensione risparmio 2020:
15,8%
Propensione risparmio 2019: Valore aggiunto economia:
8,2% -7,2%
Fonte: ISTAT
L’appunto
“La ripresa del mercato degli impianti a partire dal 2021 sarà molto intensa… L’Italia potrebbe recuperare appieno i livelli produttivi persi durante l’anno pandemico, restituendo così valore a una filiera che, tra produzione, distribuzione e installazione, vede l’occupazione di più di 410.000 operatori”. Lorenzo Bellicini (Direttore CRESME)
Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it
Una forte accelerazione registrata nella settimana 24-30 marzo per i lavori legati al Superbonus 110%: gli interventi che hanno raggiunto almeno il 30% dei lavori sono passati da 7.709 a 9.207 (+19,4%) e gli importi da 878 milioni a 1.090 milioni (+24,1%). Questi i dati recentemente diffusi dall’Ance, sulla base del monitoraggio condotto da Enea-Mise. Se si confrontano i dati con quelli di inizio febbraio, l’incremento è intorno al 200%. Gli interventi condominiali rappresentano solamente il 9% , ma in termini di valore pesano ben il 32%, considerando che sono caratterizzati da un importo medio (464mila euro) di gran lunga superiore a quello delle singole abitazioni (80mila). Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna concentrano un terzo degli interventi. In questa fase si moltiplicano le sollecitazioni al Governo affinché venga garantito agli attuali incentivi un orizzonte temporale che vada possibilmente oltre il 2023. La “corsa agli incentivi”, che ha finalmente preso quota, rischia anche di scontrarsi con una oggettiva difficoltà degli operatori nel far fronte alle nuove dimensioni della domanda. Un’altra variabile che rischia di impattare negativamente sulla piena operatività dei cantieri riguarda il “caro materiali”. Sempre l’associazione nazionale dei costruttori ha denunciato, in un recente comunicato stampa, una “situazione non più sostenibile”, con un aumento del 130% dell’acciaio, del 40% dei polietileni, del 17% del rame e del 34% del petrolio e anche oggettive difficoltà di approvvigionamento. Il Centro Studi CNA ha realizzato un’indagine dedicata a “La ripresa del settore delle costruzioni tra agevolazioni e aumenti delle materie prime”, cui ha partecipato un campione rappresentativo di imprese artigiane, micro e piccole della filiera, che operano
nei comparti della installazione di impianti, dell’edilizia, dei serramenti. Il 57% delle imprese assicura che l’introduzione delle misure agevolative a favore della filiera delle costruzioni sta avendo un impatto positivo sulla propria attività. Con picchi del 65,9% nel comparto dei serramenti (contro il 56,3% dell’installazione e il 55,4% dell’edilizia) e del 64,2% nelle imprese con oltre dieci dipendenti, a fronte di un 56% nelle imprese fino a dieci addetti. Sul tavolo del Governo, le richieste di proroga e di introdurre significative semplificazioni, richieste dagli operatori del settore e rese urgenti dai dati provenienti dal territorio, dove molti uffici comunali sono in grande affanno (complici le difficoltà create dall’esistenza di archivi cartacei e personale che opera in smart working) nel cercare di dare riscontri rapidi alle richieste dei professionisti asseveratori. Ma, in base alle anticipazioni riprese da alcuni organi di stampa, relative alle linee di indirizzo del Recovery Plan, potrebbero essere imminenti alcune novità ancora più sostanziali: si starebbe infatti prendendo in considerazione l’ipotesi di “razionalizzare tutti gli altri bonus esistenti per le ristrutturazioni e per l’efficientamento energetico degli edifici sotto un’unica aliquota al 75 per cento… prevedendo anche per questi la durata della detrazione in cinque anni”. Fra le ulteriori ipotesi di intervento legislativo, c’è anche quella di una possibile estensione del superbonus 110% ad alberghi, aziende agricole e agrituristiche; a tale proposito, il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha assunto l’impegno a valutare la questione con il MEF, non nascondendo i profili di difficoltà legati all’operazione. Corrado Oppizzi Segretario Generale ANGAISA
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Diritto & Impresa Fisco. FAQ dell’Agenzia delle Entrate - riscossione. Procedura per la dilazione dei pagamenti derivanti da cartelle di pagamento, dagli avvisi esecutivi relativi alle entrate tributarie e non. Come noto, è stata differita dal 28 febbraio al 30 aprile 2021 la data finale del periodo di sospensione dei termini di versamento, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non (art. 4, co. 1, D.L. n. 41/2021, il cd. decreto “Sostegni”). Pertanto, i pagamenti in scadenza dall’8 marzo 2020 (dal 21 febbraio 2020 per i soggetti con residenza, sede legale o sede operativa nei comuni della prima “zona rossa”) al 30 aprile 2021 devono essere effettuati entro il 31 maggio 2021. L’Agenzia delle Entrate - Riscossione ha pubblicato sul proprio sito Internet i chiarimenti, in forma di FAQ, aggiornati alle novità apportate dal c.d. “Decreto Sostegni” in materia di riscossione. In particolare, si segnala che i contribuenti, per evitare l’attivazione di procedure di recupero da parte dell’Agenzia delle entrate-riscossione, hanno la possibilità di optare per la rateizzazione presentando la domanda entro il 31 maggio 2021. L’agente della riscossione, su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, concede la dilazione o la rateizzazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con esclusione dei diritti di notifica, fino a un massimo di 72 rate mensili (art. 19, comma 1, D.P.R. n. 602/1973). Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno (art. 19, commi 1-bis e 1-ter, D.P. R. n. 602/1973). La richiesta di rateizzazione può riguardare cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate/Dogane e monopoli, avvisi di addebito dell’INPS. Lavoro. Corte Costituzionale. Obbligatoria la reintegra quando il giudice accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La Corte Costituzionale, con sentenza del 1° aprile 2021 n. 59, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18, settimo comma, secondo periodo, dello Statuto dei Lavoratori, come modificato dalla Riforma Fornero, nella parte in cui prevede che il giudice, quando accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a
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base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, «può altresì applicare» – invece che «applica altresì» – la disciplina di cui al medesimo art. 18, quarto comma (reintegrazione nel posto di lavoro oltre ad un’indennità non superiore a 12 mensilità). Si ricorda che l’art. 18, così come modificato dalla Riforma Fornero, si applica ai licenziamenti intimati da aziende che occupano più di quindici dipendenti nei confronti dei lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015. Secondo la Corte Costituzionale il carattere meramente facoltativo della reintegrazione rivela, anzitutto, una disarmonia interna al peculiare sistema delineato dalla Legge n. 92/2012 e vìola il principio di eguaglianza. Il principio di eguaglianza risulta violato in quanto il legislatore avrebbe previsto rimedi ingiustificatamente diversificati ovvero la reintegrazione facoltativa in caso di licenziamenti economici e la reintegrazione obbligatoria nei licenziamenti per giusta causa e giustificato motivo soggettivo (quando il fatto che li ha determinati è insussistente). Non si giustifica quindi un diverso trattamento riservato ai licenziamenti economici, nonostante la più incisiva connotazione della inesistenza del fatto, indicata dal legislatore come ‘‘manifesta’’. Lavoro. INPS. Incentivo assunzioni under 36. L’INPS, con la circolare n. 56/2021, fornisce le prime indicazioni operative sull’esonero per l’assunzione di giovani under 36 a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, effettuate nel biennio 2021-2022 (articolo 1, commi da 10 a 15, della Legge n. 178/2020). L’esonero contributivo: • è riconosciuto nella misura del 100%, per un periodo massimo di trentasei mesi, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età; • è riconosciuto per un periodo massimo di quarantotto mesi ai datori di lavoro che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna; • spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei nove mesi successivi alla stessa, a
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licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva; • è subordinato all’autorizzazione della Commissione europea, pertanto l’Istituto pubblicherà un apposito messaggio a conclusione della interlocuzione con la Commissione europea con cui saranno emanate le istruzioni per la fruizione della misura. Rapporti di lavoro incentivati L’incentivo spetta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, effettuate nel biennio 2021-2022, di soggetti che, alla data dell’evento incentivato, non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età (ossia età inferiore o uguale a trentacinque anni e 364 giorni) e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa. Restano esclusi dal beneficio i rapporti di apprendistato, i contratti di lavoro intermittente, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato di personale con qualifica dirigenziale e i contratti di lavoro occasionale. L’art. 1, comma 13, della legge di Bilancio 2021 esclude espressamente che l’esonero si applichi alle prosecuzioni di contratto al termine del periodo di apprendistato e alle assunzioni di cui all’art. 1, commi 106 e 108, della legge di Bilancio 2018. L’esonero contributivo spetta per le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, ancorché la prestazione lavorativa sia resa verso l’utilizzatore nella forma a tempo determinato. Assetto e misura dell’incentivo La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile è, pertanto, pari a 500 euro (€ 6.000/12) e, per rapporti di lavoro instaurati e risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 16,12 euro (€ 500/31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. Il periodo di fruizione dell’incentivo può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo, in tale ipotesi, il differimento temporale del periodo di godimento del beneficio. Nei casi di trasformazione di rapporti a termine ovvero di stabilizzazione dei medesimi entro sei mesi dalla relativa scadenza, trova applicazione la previsione di cui all’articolo 2,
Diritto & Impresa comma 30, della legge 28 giugno 2012, n. 92, riguardante la restituzione del contributo addizionale dell’1,40% prevista per i contratti a tempo determinato. Condizioni di spettanza dell’incentivo Il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è subordinato al rispetto, da un lato, dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione disciplinati dall’art. 31, D.lgs n. 150/2015, dall’altro, delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori ai sensi dall’art. 1, commi 1175 e 1176, L. n. 296/2006, e, infine, da taluni presupposti specificamente previsti dalla legge di Bilancio 2021. Coordinamento con altri incentivi L’esonero contributivo non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, limitatamente al periodo di applicazione degli stessi. Lavoro. Precisazioni INPS. Esonero per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022. L’INPS, con messaggio n. 1421 del 6 aprile scorso, ad integrazione dei chiarimenti forniti con circolare n. 32/2021, fornisce ulteriori indicazioni in merito all’esonero per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 20212022, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021. L’incentivo è riconosciuto nella misura del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui e spetta per: • le assunzioni a tempo determinato; • le assunzioni a tempo indeterminato; • le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato. Il requisito di svantaggio della lavoratrice (stato di disoccupazione da oltre 12 mesi o rispetto, in combinato con ulteriori previsioni, del requisito di “priva di impiego”) deve sussistere alla data dell’evento per il quale si intende richiedere il beneficio, ovvero alla data di assunzione e non a quella dell’eventuale proroga o trasformazione del rapporto a tempo indeterminato. Se, invece, il beneficio viene richiesto per una trasformazione a tempo indeterminato, senza avere richiesto lo stesso per la precedente assunzione a termine, il rispetto del requisito è richiesto alla data della trasformazione. L’INPS precisa inoltre che il beneficio può trovare applicazione anche:
• nelle ipotesi di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine non agevolati ai sensi della disciplina di cui all’articolo 4, commi da 8 a 11, della Legge n. 92/2012 o di cui all’articolo 1, commi da 16 a 19, della Legge di Bilancio 2021, e che, in tali fattispecie, l’incentivo spetta per 18 mesi a decorrere dalla data di trasformazione; • in caso di proroga del rapporto, effettuata in conformità alla disciplina del rapporto a tempo determinato, fino al limite complessivo di 12 mesi. Lavoro. Riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia Covid-19 correlata. Il Ministero della Salute, con circolare del 12 aprile 2021, ha fornito indicazioni in merito alla riammissione in servizio dei lavoratori dopo l’assenza per malattia Covid-19 correlata e la certificazione che il lavoratore deve produrre al datore di lavoro. In particolare, il Ministero chiarisce le casistiche di seguito riportate. • Lavoratori positivi con sintomi gravi e ricovero: il medico competente, ove nominato, per quei lavoratori che sono stati affetti da COVID-19 per i quali è stato necessario un ricovero ospedaliero, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione, effettua la visita medica prevista dall’art.41, c. 2 lett. e-ter del D.lgs. 81/08 (quella precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi), al fine di verificare l’idoneità alla mansione anche per valutare profili specifici di rischiosità - indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia; • lavoratori positivi sintomatici: lavoratori risultati positivi al SARS-CoV-2 e che presentano sintomi di malattia possono rientrare in servizio dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test); • lavoratori positivi asintomatici: i lavoratori risultati positivi al SARSCoV-2 ma asintomatici per tutto il periodo possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività,
al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test); • lavoratori positivi a lungo termine: ai fini della riammissione in servizio dei lavoratori si applica quanto disposto dal Protocollo condiviso del 6 aprile 2021, pertanto, i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico. Il lavoratore avrà cura di inviare tale referto, anche in modalità telematica, al datore di lavoro, per il tramite del medico competente, ove nominato. Il periodo eventualmente intercorrente tra il rilascio dell’attestazione di fine isolamento ai sensi della Circolare del 12 ottobre e la negativizzazione, nel caso in cui il lavoratore non possa essere adibito a modalità di lavoro agile, dovrà essere coperto da un certificato di prolungamento della malattia rilasciato dal medico curante; • lavoratore contatto stretto asintomatico: il lavoratore che sia un contatto stretto di un caso positivo, informa il proprio medico curante che rilascia certificazione medica di malattia salvo che il lavoratore stesso non possa essere collocato in regime di lavoro agile (cfr. messaggio INPS n. 3653 del 9 ottobre 2020). Per la riammissione in servizio, il lavoratore dopo aver effettuato una quarantena di 10 giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo, si sottopone all’esecuzione del tampone e il referto di negatività è trasmesso dal Dipartimento di Sanità Pubblica o dal laboratorio dove il test è stato effettuato al lavoratore che ne informa il datore di lavoro per il tramite del medico competente, ove nominato. Trasporti. Documento unico di circolazione e proprietà dei veicoli. Prorogato il termine per il completamento delle procedure. Si informa che, con il D.L. n. 45/2021, è stato prorogato al 30 giugno 2021 (prima era il 31 marzo 2021) il termine ultimo per completare l’utilizzazione delle procedure telematiche per il rilascio del documento unico di circolazione e proprietà dei veicoli. A tal riguardo, si ricorda che il documento unico del veicolo costituisce, ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. n. 98/2017, il documento che riunisce i dati di circolazione e di proprietà dei veicoli, in precedenza contenuti rispettivamente nella carta di circolazione e nel certificato di proprietà.
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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / CRIBIS
ANGAISA ha siglato un accordo-quadro, in funzione del quale le aziende associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi erogati da Cribis, società del Gruppo CRIF fortemente specializzata nella fornitura di informazioni economiche e commerciali e servizi per lo sviluppo del business in Italia e all’estero.
CRIBIS garantisce i più elevati standard qualitativi e la massima copertura nelle informazioni economiche e commerciali sul 100% delle aziende italiane e su 330 milioni di aziende di tutto il mondo grazie all’appartenenza al Dun & Bradstreet Worldwide Network. Tutti i dettagli relativi ai contenuti dell’accordo, con i riferimenti operativi necessari per potersi avvalere delle condizioni riservate ai soci, sono contenuti all’interno della scheda scaricabile cliccando sull’icona sottoriportata, disponibile anche all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci /
Convenzioni). Vi invitiamo fin d’ora a contattare la Segreteria (convenzioni@ angaisa.it) per qualsiasi tipo di richiesta, messaggio, segnalazione legata al nuovo accordo ed ai servizi erogati da Cribis.
house providing», per i quali la norma prevede l’applicazione del Superbonus per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica. Per questi soggetti la norma prevede che il Superbonus spetti anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022; • alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per i quali la norma prevede l’applicazione del Superbonus per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci. L’applicazione di tale criterio “oggettivo” comporta, come logica conseguenza, l’esclusione dal Superbonus degli immobili non residenziali anche se posseduti da soggetti che non svolgono attività di impresa, arti o professioni.
trici, bonus facciate e ristrutturazioni edilizie). Per i soli interventi che danno diritto al Superbonus, inoltre, la norma stabilisce che gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.
La scheda di presentazione della convenzione ANGAISA è disponibile all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).
FAQ. Superbonus 110% Si chiede se rientrano nel Superbonus le spese sostenute in relazione a interventi realizzati su immobili “non residenziali” posseduti da persone fisiche. L’articolo 119, comma 9, lettera b) del decreto Rilancio stabilisce che sono destinatari del Superbonus «le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni». Nella circolare n. 24/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate è stato, in proposito, chiarito che con la locuzione «al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni», il legislatore ha inteso stabilire che la fruizione del Superbonus riguarda unità immobiliari (oggetto di determinati interventi) non riconducibili ai «beni relativi all’impresa» (ex articolo 65 del Tuir) o a quelli «strumentali per l’esercizio di arti o professioni» (ex articolo 54, comma 2, del Tuir). Una diversa lettura avrebbe comportato l’esclusione dal Superbonus ai contribuenti intenzionati ad effettuare interventi su immobili appartenenti all’ambito “privatistico”, ad esempio sulle proprie abitazioni, per il solo fatto di svolgere una attività di impresa o di lavoro autonomo. Tale principio - che si concretizza nell’ammettere alle agevolazioni gli interventi realizzati su immobili “residenziali” - risulta, peraltro, coerente con il testo della norma che, nell’elencare al medesimo comma 9 dell’articolo 119 i soggetti beneficiari del Superbonus, di fatto circoscrive l’agevolazione ai soli immobili residenziali. Si pensi, ad esempio: • agli istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in
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Si chiede se sia possibile esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione, per stati di avanzamento lavori, anche per interventi non indicati nel comma 2 dell’articolo 121 del decreto Rilancio e che danno origine ad altri bonus. La possibilità di optare per il sconto in fattura o per la cessione in alternativa ad altre agevolazioni fiscali deve essere prevista da una norma di rango primario. Ai sensi dell’articolo 121, comma 1-bis, del decreto Rilancio è possibile esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione, anche per stati di avanzamento lavori, in relazione agli interventi elencati al comma 2 dello stesso articolo 121 (Superbonus, ecobonus, sismabonus, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica di veicoli elet-
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In caso di intervento trainante condominiale e intervento trainato nel singolo appartamento, il miglioramento delle due classi energetiche deve essere verificato sia per il condominio che per il singolo appartamento o solo per il condominio? Il comma 3 dell’articolo 119 del decreto Rilancio prevede che ai fini «dell’accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo devono rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e, nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio». La verifica va, quindi, fatta considerando l’edificio nella sua interezza prendendo in considerazione tutti gli interventi, trainanti e trainati. Pertanto, nel caso di intervento trainante condominiale e intervento trainato nel singolo appartamento, ai fini del Superbonus è sufficiente che il miglioramento delle due classi energetiche sia raggiunto dal condominio. Fonte: Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri