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ANGAISA Informa n. 487 del 16 marzo 2021

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ANGAISA

INFORMA 16 | 31 marzo 2021

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS

Emergenza liquidità, l’appello delle imprese al Governo

% calo imponibile IVA confr. gen/nov 2019 – gen/nov 2020 Sardegna -25,2 Friuli V.G.

-20,3

V. D’Aosta

-17,4

Lazio -16,3 Liguria -14,7 Piemonte -14,3 Marche -13,7 Lombardia -12,7 Toscana -10,2 Veneto -10,2 Emilia-Rom. -10,0 Umbria -9,5 Trento -7,8 Abruzzo -6,4 Bolzano -5,2 Puglia -5,0 Campania -4,8 Sicilia -4,7 Molise -4,5 Calabria -3,9 Basilicata -1,7 Media Italia

-7,2

Dati Agenzia Entrate

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Garantire liquidità alle imprese e ottimizzare la disciplina del temporary framework sugli aiuti di Stato (il quadro di riferimento europeo relativo alle misure straordinarie atte a sostenere l’economia durante l’emergenza pandemica), in base all’evoluzione della crisi sanitaria. Lo chiedono insieme Abi, Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop), Casartigiani, Cia Agricoltori Italiani, Claai - Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, Cna - Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, che hanno inviato due distinte lettere sull’argomento alle istituzioni europee e a quelle italiane. Secondo le tante sigle firmatarie “il prolungarsi della crisi sanitaria determinata dal Covid-19 continua a incidere negativamente sulle attività di impresa e allontana per molte di esse la ripresa. Tale grave situazione ha evidenti, rilevanti impatti economici e sociali. È quindi ancora fondamentale sostenere le imprese, evitando che esse perdano capacità produttiva: occorre creare i presupposti sulla base dei quali le imprese, una volta terminata l’emergenza sanitaria, abbiano le capacità, anche finanziarie, per riattivare rapidamente la produzione e contribuire alla crescita economica del Paese”. Per le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese italiane è poi necessario, in tema di liquidità, che le banche possano “accordare alle imprese e alle famiglie nuove moratorie di pagamento

dei finanziamenti e prorogare le moratorie in essere, senza l’obbligo di classificazione del debitore in forborne o, addirittura, in default secondo la regolamentazione europea in materia, riattivando la flessibilità che l’Eba (European Banking Authority) aveva concesso alle banche europee all’inizio della crisi economica”. Per quanto riguarda il temporary framework, si sottolinea nella lettera che “il limite di sei anni per gli aiuti, come garanzia sui prestiti, è estremamente stringente. È necessario estendere la garanzia pubblica da sei anni a non meno di quindici, ciò consentirebbe alle imprese di diluire il proprio impegno finanziario su un arco di tempo più lungo, avendo a disposizioni maggiori risorse per affrontare la fase della ripresa con successo. Vanno favorite le operazioni di ridefinizione della durata dei finanziamenti in essere con le garanzie offerte dal Fondo di garanzia per le pmi, l’Ismea, la Sace o altri soggetti autorizzati e con copertura degli eventuali maggiori oneri per le imprese mediante adeguati contributi in conto capitale ammissibili secondo la disciplina del temporary framework”. “L’eccezionale severità della crisi richiede di intervenire con tempestività e pragmatismo per limitare le negative conseguenze economiche e sociali”, concludono le Associazioni. Con riferimento alle imprese del terziario, il Presidente Confcommercio Carlo Sangalli ha dichiarato che “secondo le nostre stime, il prossimo lockdown di marzo-aprile causerà una perdita di oltre 15 miliardi di euro”. fonte Confcommercio

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Diritto & Impresa Ambiente. Formulari di identificazione rifiuti (FIR). Al via la vidimazione digitale. Si ritiene utile informare che da lunedì 8 marzo 2021 è attivo il servizio di vidimazione digitale dei FIR. La vidimazione, come previsto dal comma 5, articolo 193 del Dlgs 152/2006, prevede la generazione di formulari già vidimati attraverso i portali istituzionali delle Camera di commercio. Il servizio è stato chiamato ViViFir ed è accessibile sia direttamente dal portale www.ecocamere.it che attraverso il link https://vivifir.ecocamere.it L’accesso avviene da parte di soggetti che devono essere riconosciuti dal sistema attraverso identità digitale (Cns o Spid) o mediante interoperabilità tra il gestionale dell’utente e il servizio. Una volta effettuato l’accesso saranno disponibili diverse funzionalità: dalla semplice generazione del formulario già vidimato alla possibilità di individuare delegati e sub delegati ad operare (purché sempre in possesso di Cns o Spid). Il modello di formulario generato è quello approvato con Dm 145/1998 e la vidimazione consiste in un numero univoco indicato in basso sul Fir affiancato da un Qr Code che permette di individuare rapidamente il soggetto che lo ha generato. Opportuno sottolineare come il ViViFir non sia un’applicazione per compilare il formulario, che continua a rimanere cartaceo e con gli stessi dati da apporre, ma piuttosto rappresenti una soluzione transitoria, in attesa dell’avvio del Ren (Registro elettronico nazionale) e del relativo sistema di gestione della tracciabilità dei rifiuti. Una possibilità che semplifica le procedure, dato che permetterà di avere disponibili, in tempo reale, tutti i formulari di cui un’impresa necessita, già vidimati senza necessità di doversi recare presso gli Uffici pubblici preposti a tale adempimento. È, inoltre, un’opzione totalmente gratuita e che determina l’eliminazione dei costi per l’acquisto dei formulari cartacei. Allo stato attuale, questa modalità di rilascio dei formulari è, appunto, opzionale. Si affianca e non sostituisce il tradizionale formulario cartaceo in 4 copie autoricalcanti (da vidimare) che potrà ancora essere utilizzato dalle imprese. Commercio. Indici ISTAT. Locazione di immobili urbani ad uso non abitativo. Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 1 marzo 2021 è stato pubblicato il comunicato ISTAT concernente l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di gennaio 2021, necessario per l’aggiorna-

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mento del canone di locazione degli immobili ai sensi della Legge 392/78 ed ai sensi della Legge 449/97. • La variazione annuale gennaio 2020 – gennaio 2021 è pari a 0,2 (75% = 0,150). • La variazione biennale gennaio 2019 – gennaio 2021 è pari a 0,7 (75% = 0,525). Fisco. Conservazione delle fatture elettroniche, trasmissione telematica e consegna della ‘Certificazione Unica’. Proroga termini. Con il Comunicato stampa del 13 marzo scorso, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che nel decreto “Sostegni”, in corso di redazione, verrà prevista la proroga dei termini per la conservazione delle fatture elettroniche relative al 2019 e di quelli per la trasmissione telematica e la consegna della “Certificazione Unica’”. In particolare, la prima misura consentirà agli operatori di avere tre mesi in più per portare in conservazione le fatture elettroniche del 2019 (il termine attuale è fissato al 10 marzo 2021). La proroga tiene conto della circostanza che l’obbligo di fatturazione elettronica nelle operazioni tra privati è stato introdotto a decorrere dalle operazioni effettuate il 1° gennaio 2019, per cui è la prima volta che occorre procedere alla conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche emesse e ricevute nel periodo d’imposta. Inoltre, verranno differiti al 31 marzo 2021 i termini di trasmissione telematica della “Certificazione unica” all’Agenzia delle Entrate e di consegna della stessa agli interessati. La medesima proroga al 31 marzo 2021 sarà prevista anche per l’invio da parte degli enti esterni (banche, assicurazioni, enti previdenziali, amministratori di condominio, università, asili nido, veterinari, ecc.) all’Amministrazione finanziaria dei dati utili per la predisposizione della dichiarazione precompilata. Conseguentemente, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei cittadini la dichiarazione precompilata il 10 maggio 2021, anziché il 30 aprile. Lavoro. Blocco dei licenziamenti. Vale anche per i dirigenti. Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 26 febbraio scorso, ha ordinato la reintegrazione di un dirigente licenziato il 23 luglio 2020 per soppressione della posizione lavorativa, ritenendo che tale licenziamento fosse nullo per violazione del divieto imposto dalla normativa emergenziale (articolo 46 del Dl 18/2020 prorogato dal decreto legge Rilancio). Lo stop ai

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licenziamenti andrebbe dunque interpretato nel senso di vietare i licenziamenti “economici” individuali per qualsiasi lavoratore, quindi anche un dirigente. Il giudice giunge a tale conclusione muovendo dalla pretesa ratio del divieto che, ispirata a un criterio di solidarietà sociale, consisterebbe nell’evitare che le conseguenze economiche della pandemia si traducano nella soppressione immediata di posti di lavoro, riverberandosi negativamente sui lavoratori. Esigenza ritenuta comune anche ai dirigenti, la cui esclusione, sostiene il Tribunale, porrebbe un problema di irragionevolezza in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione. Il Tribunale, da un lato, individua una incomprensibile discrasia nel fatto che i dirigenti, cui è applicabile la tutela in caso di licenziamento collettivo, a parità di giustificazione economica del recesso non vedrebbero operare il blocco in caso di licenziamento individuale, a differenza degli altri lavoratori; dall’altro lato, rinviene la medesima “essenza” che contraddistingue il giustificato motivo di licenziamento (articolo 3 della legge 604/1966), nella nozione di “giustificatezza oggettiva” del licenziamento del dirigente. Ciò consente di ritenere che il riferimento della norma emergenziale all’articolo 3 della legge 604/1966 sia volto a identificare la natura ostativa della ragione posta a fondamento del recesso e non, invece, a delimitarne l’ambito soggettivo di applicazione. È tuttavia chiaro che una simile interpretazione sia di difficile condivisione per precisa scelta del legislatore che, non solo disponendo il divieto, ma prorogando la norma per 4 volte, ha sempre e invariabilmente confermato il riferimento all’articolo 3 e non a “licenziamenti economici” tout court - pacificamente non applicabile ai dirigenti per altrettanto espressa decisione legislativa (articoli 2 e 10 della legge 604/1966). Si dovrebbe quindi concludere che i dirigenti sono esclusi dal blocco, posto che la discutibile tenuta costituzionale della normativa emergenziale di divieto dei licenziamenti economici risiede nel necessario contemperamento che il legislatore ha operato garantendo alle aziende l’accesso – pressoché gratuito – ad ammortizzatori sociali di portata universale, dalla cui fruizione sono tuttavia pacificamente esclusi i dirigenti, per i quali è preclusa qualsiasi sospensione del rapporto in cassa integrazione. Infine, la lettura «costituzionalmente orientata» cui accenna il Tribunale con il richiamo all’articolo 3 della Costituzione, condurrebbe a conclusioni diametralmente opposte a quelle


Diritto & Impresa indicate dal giudice, considerato che non si ha disparità di trattamento di situazioni eguali (tra dirigenti e altri lavoratori), bensì trattamenti diversi di situazioni, economicamente e ontologicamente, differenti. L’ordinanza sembra quindi voler riscrivere la norma, piuttosto che interpretarla e, forse, una tale forzatura della volontà del legislatore potrebbe anche essere il frutto di un contenzioso privo di contraddittorio, dovuto alla contumacia della società che ha operato il recesso. Lavoro. Congedo obbligatorio e facoltativo per i padri lavoratori dipendenti. L’INPS, con circolare n. 42/2021, fornisce chiarimenti in merito alla fruizione del congedo obbligatorio e facoltativo per i padri lavoratori dipendenti di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, a seguito delle modifiche apportate dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021). La Legge di Bilancio 2021 ha: • prorogato il congedo obbligatorio e il congedo facoltativo del padre, che costituiscono misure sperimentali introdotte dalla legge n. 92/2012, anche per le nascite, le adozioni e gli affidamenti avvenuti nell’anno 2021 (1° gennaio 31 dicembre); • ampliato da sette a dieci giorni il congedo obbligatorio dei padri, da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia (in caso, rispettivamente, di adozione/affidamento nazionale o internazionale) del minore. • È stata, inoltre, ampliata la tutela del congedo obbligatorio e facoltativo dei padri anche nel caso di morte perinatale del figlio. Rimane fermo che, per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenuti nell’anno 2020, i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a soli sette giorni di congedo obbligatorio, anche se ricadenti nei primi mesi dell’anno 2021. Lavoro. Differimento dei termini decadenziali relativi ai trattamenti di CIG connessi all’emergenza epidemiologica. L’INPS, con messaggio n. 1008 del 9 marzo scorso, fornisce indicazioni in merito al differimento dei termini decadenziali relativi ai trattamenti di integrazione salariale connessi all’emergenza da COVID-19, disposta dal D.L. n. 183/2020. Il citato decreto ha previsto il differimento al 31 marzo 2021 dei termini decadenziali per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale collegati

all’emergenza da Covid-19 e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi scaduti entro il 31 dicembre 2020. Rientrano nel differimento al 31 marzo 2021 tutte le domande di cassa integrazione (ordinaria e in deroga), di assegno ordinario (ASO) dei Fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 40 del D.Lgs. n. 148/2015, del Fondo di integrazione salariale (FIS), nonché quelle di cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA) connesse all’emergenza da COVID-19, i cui termini di trasmissione sono scaduti al 31 dicembre 2020. Possono beneficiare della moratoria dei termini decadenziali le domande di trattamenti connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19 riferite a periodi del 2020 fino a novembre 2020 compreso. Beneficiano del regime di differimento anche le trasmissioni dei dati necessari per il pagamento diretto o per il saldo dei trattamenti connessi all’emergenza da COVID-19 i cui termini di decadenza sono scaduti entro il 31 dicembre 2020. In particolare, il differimento al 31 marzo 2021 riguarda le trasmissioni riferite a eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19 terminati a novembre 2020 ovvero a quelli la cui autorizzazione è stata notificata all’azienda entro il 1° dicembre 2020. I datori di lavoro che, per i periodi oggetto del differimento, non avessero inviato istanze di accesso ai trattamenti, potranno trasmettere domanda entro e non oltre il termine del 31 marzo 2021, con le medesime causali istituite con riferimento alle singole discipline. Lavoro. Esonero contributivo per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato. L’INPS, con messaggio n.832 del 25 febbraio scorso, fornisce indicazioni relativamente all’esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato introdotto dal Decreto Agosto. L’articolo 6 del D.L. n. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto) ha previsto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per: • le assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, instaurati a decorrere dal 15 agosto 2020 (data di entrata in vigore del D.L. n. 104/2020) e sino al 31 dicembre 2020, di lavoratori che non abbiano un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti all’assunzione presso il

medesimo datore di lavoro; • le trasformazioni del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate nel medesimo arco temporale sopra individuato. L’esonero è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per un massimo di sei mensilità a partire dalla data di assunzione/trasformazione a tempo indeterminato. L’INPS, con il messaggio in esame, comunica che è stata ulteriormente ampliata la validità del codice causale “L537”, avente il significato di “Arretrati Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato art. 6 D.L. 104/2020”, prevedendo la possibilità di esporre come importo arretrato dell’incentivo anche l’importo dell’esonero relativo alla mensilità di novembre e dicembre 2020. Previdenza. Premi assicurativi non dovuti in caso di CIGO o CIGS. L’INAIL, con nota n. 1184 del 1° febbraio scorso, chiarisce che il potere-dovere dell’Istituto di richiedere i premi assicurativi ricorre esclusivamente in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi di cui agli articoli 1 e 4 del D.P.R. n. 1124/1965, al verificarsi dei quali il rapporto assicurativo infortunistico si costituisce in forza di legge Conseguentemente, in assenza di persone esposte al rischio di infortunarsi sul lavoro, il rapporto assicurativo cessa automaticamente. In particolar modo, non sono dovuti i premi assicurativi: • in presenza di retribuzioni denunciate pari a zero o a importi fittizi di 1 euro e simili denunciati per un determinato rischio o per una determinata PAT; • sui risarcimenti previsti a favore dei lavoratori dall’articolo 18 della Legge n. 300/1970 in caso di licenziamento illegittimo in quanto il lavoratore, estromesso e illegittimamente licenziato, non presta alcuna attività lavorativa e quindi non è esposto ad alcun rischio professionale, con il conseguente venir meno del presupposto di legge per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro; • in caso di CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) o CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) per i lavoratori a cui è stata sospesa l’attività lavorativa, sempre per il venir meno del presupposto dell’assicurazione.

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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / CADENAS

Accordo quadro “Program Partner”

Accordo quadro ANGAISA/ECOPOLIETILENE

Vi ricordiamo che ANGAISA ha siglato l’accordo-quadro, in funzione del quale le aziende associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, di un esperto nel settore dello sviluppo tecnologico / digitale. Con 380 dipendenti in 19 filiali nel mondo, CADENAS è presente sul mercato come partner per affiancare le aziende nei processi di sviluppo tecnologico. Nata come software house, ha visto subito il potenziale dell’era digitale e ha sviluppato una tecnologia in grado di distribuire worldwide cataloghi 3D di componenti meccanici e BIM in più di 100 formati di progettazione differenti. CADENAS ha oggi più di 1000 brand che utilizzano la sua tecnologia innovativa, tanto da raggiungere 405 milioni di parti scaricate nel 2019 e più di 18 milioni di utenti, contribuendo al successo commerciale dei suoi clienti. Con CADENAS potete contare su un partner che riconosce le nuove tendenze in anticipo e sa rispondere oggi alle richieste di domani.Le principali linee di prodotto di CADENAS sono: • BIMcatalogs.net, il catalogo digitale dei prodotti 2D & 3D BIM in Multi CAD per l’architettura • eCATALOGsolutions, il catalogo digitale di modelli CAD 3D per produttori di componentistica Tutti gli associati ANGAISA potranno usufruire di uno sconto del 15% sulla creazione del catalogo BIM con tecnologia BIM.catalogs.net.

Ricordiamo che è operativo l’accordo di collaborazione “Program Partner” siglato da ANGAISA e eteam, rivolto a tutte le aziende distributrici associate. Attraverso il progetto, i DISTRIBUTORI ANGAISA potranno avvalersi di un’ampia gamma di strumenti rivolti agli operatori tecnici del settore e, in particolare, a installatori, manutentori, termotecnici, ecc. Dalla modulistica tecnica ai corsi di aggiornamento e formazione in aula e in modalità e-learning, eteam è in grado di offrire un ampio ventaglio di soluzioni a “valore aggiunto”. Nell’ambito dell’accordo di collaborazione Program Partner ricordiamo che è previsto anche il servizio di consulenza e gestione pratiche “Conto termico 2.0 e pratiche ENEA. Per tutte le informazioni vi invitiamo a visitare il sito: https://www.programpartner.it/

ANGAISA e ECOPOLIETILENE, consorzio avente personalità giuridica e operante senza scopo di lucro sul territorio nazionale, al fine di razionalizzare, organizzare e gestire la raccolta e il trattamento dei rifiuti di beni in polietilene destinati allo smaltimento, hanno siglato un accordo, grazie al quale i distributori e i produttori associati potranno avvalersi di condizioni agevolate per assolvere agli obblighi previsti dalla normativa vigente. A tale proposito, ricordiamo che, ai sensi dell’art. 234 del decreto legislativo n. 152/2006, tanto i produttori o importatori, quanto i distributori di beni in polietilene sono tenuti ad aderire a un consorzio o “sistema alternativo”, aventi caratteristiche analoghe a quelle di ECOPOLIETILENE, il cui Statuto è stato formalmente approvato dal Ministero dell’Ambiente nel giugno scorso. E’ inoltre previsto che i produttori/importatori presentino periodicamente al Consorzio o sistema alternativo al quale hanno aderito, una dichiarazione relativa ai quantitativi di beni in polietilene immessi nel mercato nazionale, sulla cui base verrà determinato il contributo ambientale da corrispondere.La Segreteria ANGAISA e quella di ECOPOLIETILENE restano a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

I servizi che vanno ad integrare i contenuti dell’accordo-quadro “Program Partner” sono i seguenti: • Incentivi 360°: un servizio innovativo in grado di informare e supportare sui meccanismi di incentivazione previsti nel settore idrotermosanitario, per interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico; • F-gas evolutions: un servizio che offre un supporto nel corretto svolgimento delle attività su impianti f-gas; • Installatore 4.0: un servizio di supporto e sviluppo specifico per gli installatori.

Le schede di presentazione delle convenzioni ANGAISA sono disponibili all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

FAQ. Superbonus 110% Gli interventi trainanti di cui all’art. 119 del decreto Rilancio possono essere agevolati con la detrazione del 110% se eseguiti “unicamente” su pertinenze dell’immobile? In linea con la prassi in materia di agevolazioni fiscali per interventi di recupero di cui all’art. 16-bis del Tuir, come chiarito con la circ. n. 24/E del 2020, il Superbonus spetta a fronte del sostenimento delle spese relative a taluni specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alla adozione di misure antisismiche degli edifici (interventi “trainanti”) nonché ad ul-

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teriori interventi, realizzati congiuntamente ai primi (interventi “trainati”) realizzati, tra l’altro: su edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati); su unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati); nonché su singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (solo trainati). Si ritiene, pertanto, che un intervento trainante possa essere eseguito anche su una pertinenza e beneficiare del

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Superbonus indipendentemente dalla circostanza che l’intervento interessi anche il relativo edificio residenziale principale purché tale intervento sia effettuato nel rispetto di tutti i requisiti stabiliti dall’art. 119 del decreto Rilancio. La citata circ. n. 24/E, precisa, inoltre, che in caso di interventi realizzati sulle parti comuni, la detrazione spetta anche ai possessori (o detentori) di sole pertinenze (come ad es. box o cantine) che abbiano sostenuto le spese relative a tali interventi. Fonte: Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri


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