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ANGAISA Informa n. 473 del 1-15 luglio 2020

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ANGAISA

INFORMA 1 | 15 luglio 2020

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS Industria italiana ceramica, laterizi e materiali refrattari

Fatturato Italia (milioni €) - Dati 2019

Piastrelle italiane

832,0

Ceramica sanitaria

186,3 (stime)

Stoviglieria 34,7 Materiali refrattari

216,2

Laterizi 380,0 Totale 1649,2 Fonte Confindustria Ceramica

L’appunto

Nei prossimi mesi si dovrà lavorare per riequilibrare il rapporto tra fisico e online in modo da evitare che questi canali svolgano lo stesso ruolo: bisogna disegnare funzioni e lavori, diversi ma integrati, per ciascuno di questi ambiti, in una unica customer experience. Massimo Fabbro Presidente e fondatore Dinn!

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Ecobonus 110%, cresce l’attesa per la conversione in legge del decreto Sono al vaglio del Governo, in questi giorni, diverse proposte di emendamento agli articoli del “decreto rilancio” che hanno introdotto i nuovi incentivi “ecobonus/sismabonus 100%”, con i relativi meccanismi legati alla cessione del credito e allo sconto in fattura. In base alle anticipazioni apparse sulla stampa, l’iter di conversione in legge di questo importantissimo provvedimento dovrebbe portare all’adozione di alcuni correttivi, fra i quali: 1. riduzione dei massimali di spesa per gli interventi di coibentazione e di efficientamento energetico; 2. possibilità di usare l’ecobonus 110% per due case (oltre i lavori condominiali), nonché per le unità site all’interno di edifici plurifamiliari indipendenti con uno o più accessi autonomi dall’esterno (villette a schiera); 3. per gli immobili vincolati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali è previsto che la detrazione del 110% spetti a tutti gli interventi di efficientamento, a prescindere dall’obbligo di intervenire sul cappotto termico o sulla sostituzione della caldaia, purché sia conseguito il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’intero edificio; 4. possibilità di utilizzare il superbonus in relazione a opere di abbattimento e ricostruzione degli edifici; 5. prolungamento fino al 30 giugno 2022 del termine entro il quale sarà possibile fruire degli incentivi in relazione ad interventi su immobili Iacp e del “terzo settore”. Fra gli aspetti operativi di maggior rilievo, verrebbe ulteriormente spostato il termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate deve emanare l’atteso provvedimento attuativo. Anziché 30 giorni dalla pubblicazione del decreto (termine

che è già stato abbondantemente superato), si parlerebbe ora di 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, il cui iter deve necessariamente concludersi entro il 18 luglio. A tale proposito, lo stesso Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva precisato, nei giorni scorsi, che per l’emanazione delle regole attuative del superbonus sarebbe stato necessario attendere il completamento dei lavori parlamentari. Va tenuto presente che si tratta comunque di un termine “ordinatorio”, in funzione del quale l’Agenzia delle Entrate potrebbe emanare il provvedimento anche dopo la scadenza dei 30 giorni. Fra i chiarimenti preannunciati, per quanto riguarda lo sconto in fattura dovrebbe essere confermato il fatto che questo può essere applicato conte mpora n eam ent e da più fornitori che concorrono ai lavori. Almeno per il momento, potrebbero essere accantonati – per problemi legati alla copertura finanziaria – l’estensione del superbonus al 2022 e la fruibilità anche per interventi effettuati su strutture alberghiere. Si tratta quindi di un quadro complessivo ancora approssimativo e in evoluzione, che non consente ancora di rendere operativi i nuovi incentivi, e che rischia anzi di provocare un temporaneo rallentamento delle attività di vendita, in attesa che venga definitivamente consolidata la base normativa di riferimento. Vi confermiamo che ANGAISA continuerà a monitorare, giorno per giorno, l’iter di conversione in legge del “decreto rilancio”, con l’obiettivo di documentarvi tempestivamente e di mettere a vostra disposizione chiarimenti e approfondimenti, anche attraverso appositi webinar curati da consulenti ed esperti di comprovata competenza. Corrado Oppizzi Segretario Generale ANGAISA

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Diritto & Impresa Bonus facciate. Opere accessorie e interventi sulle parti comuni condominiali. Come noto, la Legge di bilancio 2020 ha introdotto la detrazione dall’imposta lorda pari al 90% delle spese documentate sostenute nell’anno 2020 per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti (il cd. “bonus facciate”). Le spese sostenute per le opere accessorie, che servono per l’esecuzione dei lavori agevolabili, rientrano nel “bonus facciate”: si tratta, ad esempio, delle spese per la direzione lavori, il coordinamento per la sicurezza e la sostituzione dei pluviali. Il “bonus facciate “si applica anche agli interventi di restauro dei balconi senza interventi sulle facciate. Il “bonus facciate” spetta per le spese documentate e sostenute nell’anno 2020, a prescindere dalla data di inizio dei lavori. Ai fini dell’imputazione delle spese, per le persone fisiche gli esercenti arti e professioni e per gli enti non commerciali si fa riferimento al criterio di cassa, cioè alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio dei lavori a cui i pagamenti si riferiscono. Per un lavoro iniziato a luglio 2019, con pagamenti effettuati sia nel 2019 che nel 2020, il contribuente può usufruire del “bonus facciate” solo per le spese sostenute nel 2020. Per le spese relative agli interventi sulle parti comuni degli edifici, invece, rileva la data del bonifico effettuato dall’amministratore del condominio o, in sua assenza, da uno dei condomini a ciò delegato, indipendentemente dalla data di versamento della rata condominiale da parte del singolo condomino. Se il condomìnio ha eseguito il bonifico nel 2019, il “bonus facciate” non spetta, anche se le rate sono versate dai condomini nel 2020. Se, invece, il bonifico del condominio è effettuato nel 2020, le rate versate dal condomino nel 2019, nel 2020 o nel 2021, prima della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al 2020, danno diritto all’agevolazione in esame (Risposta dell’Agenzia delle entrate n. 191 del 23 giugno 2020). Detassazione dei premi solo se gli indicatori sono individuati con ragionevole anticipo. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 36/E del 26 giugno scorso, in merito al regime fiscale applicabile ai premi di risultato, evidenzia che: • il riferimento alla variabilità delle somme non deve essere inteso tanto come gradualità dell’erogazione in base al raggiungimento dell’obiettivo, ma quale aspetto futuro e incerto dal cui raggiungimento dipende l’ero-

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gazione del premio; • l’imposta agevolata possa essere applicata quando il raggiungimento degli obiettivi incrementali alla base della maturazione del premio, e non solo la relativa erogazione, sia successivo alla stipula del contratto; • i criteri di misurazione devono essere determinati con ragionevole anticipo rispetto all’eventuale produttività futura non ancora realizzata. Pertanto, nel caso in cui il contratto preveda che il raggiungimento dell’obiettivo incrementale è effettivamente incerto alla data della sua sottoscrizione, in quanto l’andamento del parametro adottato è suscettibile di variabilità, l’azienda, sotto la propria responsabilità, può applicare un sistema di tassazione agevolata con imposta sostitutiva del 10% al “premio di risultato” erogato al dipendente qualora al termine del periodo congruo sia conseguito il risultato incrementale. Detrazioni per riqualificazione energetica (cosiddetto “eco-bonus”) e per interventi antisismici (cosiddetto “sisma-bonus”). Con la Risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le imprese e le società di costruzione e locazione beneficiano delle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica (cosiddetto “eco-bonus”) e per interventi antisismici (cosiddetto “sisma-bonus”), a prescindere dalla qualificazione degli immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”. Con il documento di prassi in esame, l’Amministrazione finanziaria, di fatto, ha superato l’interpretazione data dodici anni fa con due diversi documenti di prassi (le Risoluzioni nn. 303/E e 340/E, entrambe del 2008) e si è allineata al prevalente indirizzo della Corte di Cassazione, in coerenza con la finalità della norma di tutela delle persone prima ancora che del patrimonio. Al riguardo, si ricorda, con riferimento all’“eco-bonus” (ex articolo 1, commi da 344 a 349, della L. n. 296 del 2006), che la citata Risoluzione n. 303/E del 2008, aveva circoscritto l’applicabilità dell’agevolazione, escludendola per le società di costruzione e ristrutturazione edilizia che abbiano eseguito interventi di riqualificazione energetica su immobili merce, costituenti “l’oggetto dell’attività esercitata e non cespiti strumentali”. Con la successiva Risoluzione n. 340/E, invece, aveva negato il riconoscimento del beneficio per gli interventi realizzati da società esercenti attività di pura locazione su immobili destinati alla locazione abitativa, in quanto costituenti anch’essi immobili

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“oggetto dell’attività esercitata e non cespiti strumentali”. Tale interpretazione era motivata dal fatto che la “norma madre” avrebbe voluto “promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso un beneficio che un’interpretazione sistematica consente di riferire esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi e non anche ai soggetti che ne fanno commercio”, in conformità allo “scopo perseguito dalla legge che è quello di favorire esclusivamente i soggetti che utilizzano i beni”. Recentemente, però, è intervenuta la Corte di Cassazione affermando che la ratio della legge consiste nella volontà di incentivare gli interventi di miglioramento energetico dell’intero patrimonio immobiliare nazionale, in funzione della tutela dell’interesse pubblico a un generalizzato risparmio energetico. Tale interpretazione non si pone in contrasto con le norme di riferimento, in quanto le stesse non pongono alcuna limitazione, né di tipo oggettivo (con riferimento alle categorie catastali degli immobili), né di tipo soggettivo (riconoscendo il “bonus” alle persone fisiche, non titolari di reddito d’impresa, e ai titolari di reddito d’impresa, incluse le società) alla generalizzata operatività della detrazione d’imposta. Tra l’altro, i giudici di legittimità hanno osservato che la distinzione tra “immobili strumentali”, “immobili merce” e “immobili patrimonio”, incide solo sul piano contabile e fiscale e che il comma 344 dell’articolo 1 della citata L. n. 296 del 2006, non propone alcuna distinzione oggettiva in riferimento agli immobili agevolabili. Aderendo a questi principi, l’Agenzia delle Entrate, con il documento di prassi in esame si allinea all’interpretazione data dalla Suprema Corte e - per ragioni di coerenza sistematica - li estende al “sisma-bonus” (ex articolo 16, comma 1-bis e seguenti, del D.L. n. 63 del 2013). L’Amministrazione finanziaria osserva, infatti, che le condizioni per accedere ai due benefici sono sostanzialmente le stesse. La conferma arriva dallo stesso Legislatore che, con la legge di bilancio 2018, ha introdotto una specifica detrazione per interventi finalizzati, congiuntamente, alla riduzione del rischio sismico ed alla riqualificazione energetica, fruibile in alternativa alle agevolazioni “eco-bonus” e “sisma-bonus”, in presenza dei requisiti necessari ai fini della spettanza di ambedue le detrazioni che sostituisce (comma 2-quater.1 dell’articolo 14 del D.L. n. 63 del 2013). I due regimi, in particolare, possono essere accomunati sotto il profilo della agevolabilità degli interventi eseguiti da titolari di reddito di im-


Diritto & Impresa presa su immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla loro destinazione, tenuto conto delle finalità di interesse pubblico al risparmio energetico e anche alla messa in sicurezza di tutti gli edifici. INL. Sospensione procedure di licenziamento ex art. 46 D.L. n. 18/2020. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota del 24 giugno 2020, fornisce chiarimenti in ordine alla questione attinente l’esatta individuazione dell’ambito applicativo dell’art. 46 del D.L. n. 18/2020, con specifico riferimento alle ipotesi di licenziamento per sopravvenuta inidoneità alla mansione. Il legislatore ha inteso conferire alla norma un carattere generale, con la conseguenza che devono ritenersi ricomprese nel suo alveo tutte le ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 della L. n. 604/1966, e quindi anche la sopravvenuta inidoneità alla mansione essendo tale fattispecie ascrivibile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo. MLPS. Chiarimenti su CIGD “Covid-19”. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS), con Circolare n. 11/2020, illustra la normativa recentemente entrata in vigore in materia di CIGD introdotta dal c.d. Decreto Rilancio, anche alla luce delle modifiche apportate dal D.L. n. 52/2020, fornendo, altresì, le indicazioni relative all’accesso al trattamento anche per le proroghe le cui istanze dovranno essere presentate all’INPS. Dopo aver riepilogato il quadro normativo della misura ed il suo campo di applicazione, il MLPS precisa che, con riferimento ai limiti massimi di durata del trattamento: • relativamente ai periodi di CIGD di 9 + 5 settimane decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, condizione necessaria affinché le nove settimane possano essere incrementate delle ulteriori cinque settimane è che sia stato già interamente autorizzato il periodo di nove settimane, a prescindere dall’effettivo utilizzo dell’ammortizzatore autorizzato; • per il riconoscimento dell’eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 è necessario che i datori di lavoro abbiano interamente fruito del periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane (9 settimane + 5 settimane). Sempre con riferimento ai limiti di durata massima del trattamento, rimangono ferme le norme di cui al comma 8 bis e 8

quater dell’articolo 22 del D.L. n. 18 del 2020, in base alle quali i datori di lavoro con sede legale o con unità produttive/operative site nelle ex zone “rosse” e “gialle”, o per i lavoratori ivi residenti o domiciliati, sono riconosciuti ulteriori periodi di CIGD, rispettivamente pari a tre mesi ed un mese. Le domande di CIGD per periodi successivi alle prime nove settimane riconosciuti dalle Regioni o dal MLPS, secondo le procedure già in uso, sono concessi direttamente dall’INPS. I datori di lavoro che avessero ottenuto decreti di autorizzazione per periodi inferiori alle 9 settimane, prima di poter richiedere le ulteriori 5 settimane, dovranno rivolgersi alla Regione o al MLPS per richiedere la concessione delle settimane mancanti rispetto alle prime nove. Per quanto attiene le istanze di competenza del MLPS, le modalità di presentazione sono quelle già indicate dalla Circolare n. 8/2020 e conformemente alle procedure già in uso. Periodo di quarantena e riconoscimento tutela previdenziale della malattia. L’INPS, con messaggio n. 2584 del 24 giugno scorso, fornisce indicazioni per la gestione delle certificazioni prodotte dai lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia nel periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, ai fini del riconoscimento delle indennità, di cui ai commi 1, 2 e 6 dell’articolo 26 del D.L. n. 18/2020. Equiparazione della quarantena a malattia (art. 26, comma 1) Il comma 1 dell’articolo 26 dispone l’equiparazione della quarantena alla malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento. Il periodo al quale si fa riferimento è quello della quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva (definito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettere h) e i), del D.L. n. 6/2020, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 13/2020) e della quarantena precauzionale (definito dall’articolo 1, comma 2, lettere d) ed e), del D.L. n. 19/2020, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 35/2020). Ai lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia a carico dell’Istituto, viene riconosciuta l’indennità economica previdenziale (con correlata contribuzione figurativa), sulla base del settore aziendale e della qualifica del lavoratore; a ciò si aggiunge l’eventuale integrazione retributiva, dovuta dal datore di lavoro, secondo gli specifici contratti di riferimento (con la conseguente copertura contributiva). Tali periodi non sono da com-

putare per il raggiungimento del limite massimo previsto per il comporto nell’ambito del rapporto di lavoro. Ai fini del riconoscimento della tutela, il lavoratore deve produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena nel quale il medico curante dovrà indicare gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica (comma 3, dell’articolo 26). Il certificato deve essere redatto sin dal primo giorno di malattia in modalità telematica. Nei casi residuali di certificato emesso in modalità cartacea, lo stesso dovrà essere trasmesso all’Inps nel termine dei due giorni previsti dalla normativa di riferimento. Tutela per i lavoratori con patologie di particolare gravità (art. 26, comma 2) Il comma 2 dell’articolo 26 dispone che per i lavoratori dei settori privato e pubblico in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992) o in possesso del riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della Legge n. 104/1992), l’intero periodo di assenza dal servizio debitamente certificato, fino al termine del 31 luglio 2020, è equiparato a degenza ospedaliera. Il medico curante è tenuto a precisare, nelle note di diagnosi, l’indicazione dettagliata della situazione clinica del suo paziente, tale da far emergere chiaramente la situazione di rischio in soggetto con anamnesi personale critica, riportando altresì, i riferimenti del verbale di riconoscimento dello stato di handicap ovvero della certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali delle Autorità sanitarie locali. Malattia per COVID-19 (art. 26, comma 6) Il comma 6 dell’articolo 26 stabilisce che in caso di malattia conclamata da COVID-19 il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica. Periodo transitorio Per tutelare i lavoratori nel periodo precedente all’entrata in vigore del D.L. n. 18/2020 (17 marzo 2020), il comma 4 dell’articolo 26 stabilisce, che vengono considerati validi, i certificati medici prodotti anche in assenza del prescritto provvedimento dell’operatore di sanità pubblica. Ugualmente, sono da considerarsi accoglibili, sempre fino alla suddetta data di entrata in vigore del decreto, i provvedimenti emessi dall’operatore di sanità pubblica presentati dai lavoratori anche in assenza dei certificati di malattia redatti dai medici curanti.

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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / CADENAS

Vi ricordiamo che ANGAISA ha siglato l’accordo-quadro, in funzione del quale le aziende associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, di un esperto nel settore dello sviluppo tecnologico / digitale. Con 380 dipendenti in 19 filiali nel mondo, CADENAS è presente sul mercato come partner per affiancare le aziende nei processi di sviluppo tecnologico. Nata come software house, ha visto subito il potenziale dell’era digitale e ha sviluppato una tecnologia in grado di distribuire worldwide cataloghi 3D di componenti meccanici e BIM in più di 100 formati di progettazione differenti. CADENAS ha oggi più di 1000 brand che utilizzano la sua tecnologia innovativa, tanto da raggiungere 405 milioni di parti scaricate nel 2019 e più di 18 milioni di utenti, contribuendo al successo commerciale dei suoi clienti. Con CADENAS potete contare su un partner che riconosce le nuove tenden-

ze in anticipo e sa rispondere oggi alle richieste di domani. Le principali linee di prodotto di CADENAS sono: • BIMcatalogs.net, il catalogo digitale dei prodotti 2D & 3D BIM in Multi CAD per l’architettura • eCATALOGsolutions, il catalogo digitale di modelli CAD 3D per produttori di componentistica Tutti gli associati ANGAISA potranno usufruire di uno sconto del 15% sulla creazione del catalogo BIM con tecnologia BIM.catalogs.net. Accordo-quadro ANGAISA / STRATEGIQS EDIZIONI

Vi ricordiamo che è ancora operativo l’accordo quadro ANGAISA e Strategiqs Edizioni Srl con la quale tutte le aziende associate (Soci Ordinari e Sostenitori) potranno abbonarsi alla rivista HARVARD BUSINESS REVIEW, usufruendo di uno sconto del 30% rispetto alle normali condizioni “di listino”. Ricordiamo che HARVARD

BUSINESS REVIEW è la rivista di management e business più diffusa al mondo, con 250 mila copie vendute negli Stati Uniti e circa 200 mila ormai diffuse attraverso le edizioni internazionali: dalla Russia alla Cina, dalla Germania alla Polonia, dall’America Latina al Giappone e alla Corea, oltre all’Italia. Nei 10 numeri pubblicati annualmente, l’edizione italiana della Harvard Business Review presenta i migliori articoli tradotti dalla versione originale e firmati da alcuni fra i più autorevoli e noti esperti di management a livello mondiale, oltre ad analisi e commenti di docenti e manager italiani, case-histories e interviste ai protagonisti della vita economica nazionale. La convenzione sarà valida fino al 31 ottobre 2020. Tutte le schede di presentazione delle convenzioni ANGAISA sono disponibili all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

INNOTECH & ATTIVITÀ ASSOCIATIVE Standard Listino 7b e Piattaforma B2B. Aggiornamento tabella IVA. L’art. 124, comma 2, del recente Decreto Legge 34/2020 ha introdotto l’esenzione IVA per i dispositivi di protezione individuale, fra cui detergenti disinfettanti, mascherine chirurgiche, guanti in lattice, visiere ed occhiali protettivi. A tale proposito segnaliamo che ANGAISA ha aggiornato e pubblicato la nuova tabella IVA presente negli standard Listino Elettronico ANGAISA 7b e Piattaforma B2B ANGAISA Rel. 1.2 inserendo il nuovo codice relativo all’esenzione, che rimarrà in vigore fino al 31.12.2020. Gli standard sono disponibili e liberamente scaricabili dal portale ANGAISA ai seguenti indirizzi: www.angaisa.it/innotech/listino-elettronico/gli-standard www.angaisa.it/innotech/commercio-elettronico/gli-standard/

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Rinviate a data da destinarsi le riunioni di giugno. A causa del protrarsi dell’emergenza Covid-19, sono state annullate e rinviate a data da destinarsi le riunioni associative che si sarebbero dovute tenere il 24 giugno scorso, e che avrebbero dovuto fra l’altro completare l’iter di approvazione e ratifica del bilancio preventivo e dei contributi associativi 2020, oltreché del bilancio consuntivo 2019. Avvalendoci della possibilità di derogare ai normali termini statutari, in base a quanto previsto dall’art. 35, commi 3 e 3ter del D.L. 18/2020, convertito nella legge 24/2020, la formalizzazione di tutti i passaggi che dovranno portare alla ratifica dei bilanci consuntivo 2019 e preventivo 2020, nonché dei contributi associativi 2020 da parte dei Soci Ordinari ANGAISA verrà ultimata entro il mese di luglio. Sono in fase di completamento le attività di competenza del Comitato Esecutivo e del Consiglio Direttivo, relative alla predisposizione e appro-

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vazione del bilancio consuntivo ANGAISA 2019. Successivamente provvederemo ad inviare a tutti i Soci Ordinari la documentazione relativa ai bilanci consuntivo 2019 e preventivo 2020, nonché dei contributi associativi 2020; dopo aver preso visione della documentazione ricevuta, potrete far pervenire eventuali osservazioni o “riserve” alla Segreteria ANGAISA entro le due settimane successive. In assenza, riterremo che - attraverso il meccanismo del “silenzio assenso” – il Socio abbia espresso un voto favorevole alla ratifica dei bilanci e dei contributi associativi. Tale consultazione “per corrispondenza”, prevista dall’art. 106, comma 8bis del D.L. 18/2020, ci consentirà di ottenere le ratifiche necessarie, in assenza dello svolgimento dei consueti lavori dell’Assemblea dei Soci. La Segreteria ANGAISA resta a disposizione di tutti coloro che desiderassero avere ulteriori informazioni e chiarimenti in merito.


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