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Stop ..rewind ...play

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ANDREA - Stop, rewind… play. Steso sul letto, il mondo in orizzontale, fisso il muro e parte del soffitto, contemplato chissà da quante altre persone prima di me.... quanti pensieri, quanti stati d'animo, quante memorie si sono infrante su questo pezzetto di calce? Solo su questo fazzoletto di materia, che nel tempo ha dovuto sopportare di tutto. Sì, stop, rewind.... play. Perché in questa vita molte cose mio malgrado si ripetono come un disco rotto, prigioniero di me stesso e dei miei errori e, benché le cose comunque si ripetano, purtroppo il nastro non può essere riavvolto, il tempo scorre inesorabile senza fermarsi, senza possibilità di tornare indietro. E noi altro non siamo che piccole pedine della sua immensa scacchiera. Vedendo le cose in quest'ottica tutto appare forse un po' più sopportabile, almeno per quanto mi riguarda, è il mio modo di considerare la realtà per sentirmi più vivo, in fondo sono sempre stato un sognatore e questo malgrado tutto mi ha portato bene, al contrario forse oggi sarei pazzo, pazzo da legare e forse, chi lo sa, felice. A pensarci bene di viaggi simili ne ho già fatti tanti, aiutato da molecole sintetiche facilmente reperibili sul mercato, sempre buoni viaggi. Ne ho viste di cose, percepite, odorate, toccate, sono uscito dal mio corpo e posso giurare di aver volato sopra a parchi, strade, monumenti, ho osservato le persone in strada, piccole come formiche, ho sentito mescolarsi il brusio delle loro voci, mi sono tuffato nel buio del fiume che attraversa le città, ho visto tutto questo con il terzo occhio che è in tutti noi, basta trovare la chiave per far sì che prenda vita. Già, la vita... fine a se stessa, vita nella vita come quella di un bambino non ancora nato nel ventre della madre, come quella di un piccolo germoglio che affonda le proprie radici nel terreno umido, come quella di un’isola che si forma nell' oceano dopo l'eruzione di un vulcano. Stop, rewind... play e tutto da capo. Tornando a quel fazzoletto di soffitto, che in questo stesso momento forse sta assorbendo anche i miei di pensieri, mi accorgo che sì, è vero che i miei occhi continuano a fissarlo, però il mio sguardo è rivolto verso un luogo assai lontano da qui e da questo momento. Sicuramente c'entra il fatto che da poco ho rivisto la mia donna, viviamo lontano, per forza di cose e, tra un incontro e l'altro, ormai da diverso tempo, passano alcuni mesi, quando va bene 1 o 2, però, senza ombra di dubbio, ogni volta che ci è possibile stare insieme è un'esplosione di emozioni, di buone sensazioni, una rinascita della voglia di vivere... Tutto ha di nuovo un senso... Certo non è come quando al mio ritorno dal lavoro la sera a casa lei mi prendeva la mano per portarmi verso la camera da letto, si spogliava, mi spogliavo... attimi interminabili tra le lenzuola a mordersi i capezzoli, a sfiorarci un lobo dell'orecchio mentre ci baciavamo sulla bocca. Lei si apre a te, ti tiene e la tieni, il cielo continua ad essere azzurro e un Dio benevolo ti chiude gli occhi, però anche da cieco riuscirei ad arrivare a lei seguendo il suo odore e il suo sapore. Anche se è passato diverso tempo queste immagini, queste sensazioni sono indimenticabili, fanno parte di me e moriranno con me, fino a quando la grande madre verrà per portarmi con sé e il mio corpo senza più pensieri potrà finalmente avere un senso, quello del creato, dove tutti dal primo giorno di vita non siamo altro che cibo nutriente per lei... nulla si distrugge, tutto si trasforma. Stop, rewind... play. Il ciclo della vita, l'acqua è vita, il sole è vita, il vento è vita, la terra è vita.... beh sì, quasi sempre, a parte gli tsunami, le trombe d'aria stile Dorothy nel mago di Oz , i terremoti che distruggono intere città, però non ci possiamo fare niente, tutto fa parte del gioco, rien ne va plus... altro giro e altra corsa, chi si ferma è perduto, dal tempo dei tempi è sempre stato così, potete chiederlo a Piero Angela e vi racconterà dei dinosauri e della loro estinzione, almeno per questo non possiamo sentirci in colpa, non c'entriamo niente, ancora non c'eravamo e se c'eravamo il nostro cervello aveva le dimensioni di una pallina da ping pong e non eravamo sicuramente tanto organizzati da arrecare i danni che poi siamo riusciti a imporre su questo pianeta. Eppure io ho deciso... non lo farò più. Già, quante volte ho ripetuto questo mantra dentro me stesso… Stop, rewind... play. Fisso il soffitto ma in realtà vedo altri posti in altri momenti... sono sempre stato irrequieto, uno di quelli a cui costa stare fermo nello stesso luogo per troppo tempo, insaziabile la mia voglia di scoprire, di vedere, di sperimentare, d'altronde sono cresciuto in un paesino sperduto del sud Italia, uno come tanti, battuto dal sole e dal vento tra Mediterraneo e Ionio. Eppure questa non è una giustificazione,


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