QE-MAG@ZINE N° 22 - 2020 by AMP Monaco

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QE-MAGAZINE WEB # 22 Anno 5 - 11 giugno 2020

Credits:Gaetan Luci- Palazzo del Principe



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QE-MAGAZINE 11 giugno L' editoriale by Maria BOLOGNA

Nel corso della prima settimana di giugno, il 5 e l'8, abbiamo celebrato due giornate mondiali, particolarmente care al Principato di Monaco: la prima, dedicata all'Ambiente e l'altra agli oceani. A testimoniare il suo impegno in questo senso, esprimendosi come Capo di Stato è stato il Sovrano, SAS il Principe Alberto II di Monaco che ha pronunciato non uno bensì due discorsi - accessibili sul sito della Fondazione che porta il suo nome (https://www.fpa2.org/) - in cui ha perpetuato l'impegno personale riprendendo la tradizione del bisnonno il Principe Alberto I per l'ambiente. Probabilmente nel suo DNA il richiamo al mare e alla tutela ambientale era già tracciato fin da quando, salendo al trono, venne soprannominato il Principe Ambientalista. Ma fu nel 2009, a gennaio, che il Sovrano di Monaco volle richiamare l'attenzione della politica internazionale mettendo l'accento sull'importanza e l'impatto che l'acidificazione degli oceani dovuta alle emissioni di CO2 poteva avere su tutto il genere umano. E poi fece di più: scrisse una pagina della storia monegasca producendo la nota "Dichiarazione di Monaco". L'appello non fu vano, ebbe un importante eco internazionale tanto che, alla fine del 2011, il Segretario generale delle Nazioni Unite gli a fidò la preparazione della sezione "oceani" nella relazione esposta alla Conferenza Rio+20. Di particolare importanza è stato anche aver sottoscritto l'obiettivo, per il Principato di Monaco, di riuscire ad essere carbon-free entro il 2050. La data sembra distante ma, in fondo, rientra un po' nello spirito innovatore dei Grimaldi riuscire a precorrere i tempi. Penso, in particolare, al Principe Alberto I che, primo tra tutti, gettò le basi per la nascita delle scienza oceanografiche creando - per conoscere, difendere e promuovere in qualche modo lo sviluppo sostenibile dei nostri mari- la Maison des Océans (o Istituto di Oceanografia di Parigi), e poi il Museo oceanografico di Monaco, proiettato attualmente fino al 6 luglio in esperienze virtuali partecipative. E come non ricordare che, nel 2022, al Principe Esploratore saranno dedicate numerose iniziative per celebrare i 200 anni dalla sua scomparsa? Se però mi chiedete del perché, in questo editoriale, non commento l'attualità monegasca, vi dico che, in fondo, in questo momento storico, piuttosto che parlare delle distanze interpersonali che sembrano già fuori moda, preferisco approfittare dell'emergenza del Covid19 per ri lettere sul futuro. Del resto è evidente che la quotidianità del Principato di Monaco sia compromessa a causa del gran numero di eventi estivi soppressi benché gli esercizi commerciali abbiano riaperto seguendo i dispositivi sanitari anti-coronavirus regole. Inoltre, l'11 marzo scorso, se vi ricordate, per decisione ministeriale sono stati vietati fino al 30 aprile tutti gli scali di crociera sia nel porto che nelle acque territoriali monegasche . La ragione, più di natura sanitaria che organizzativa, era dovuta al fatto che Monaco non avrebbe potuto fornire assistenza sanitaria se un gran numero di infettati dal Covid19 fosse sbarcati anche dalle navi da crociera di passaggio, con le loro migliaia di passeggeri. Tuttavia, lo stop alla stagione del turismo crocieristico era stato previsto fino al 30 aprile: ad oggi, però, nessuna proroga né conferme. Magari, per l'amministrazione monegasca, questa pausa forzata potrebbe essere occasione per ripensare a cosa sarà questo Principato quando la pandemia terminerà non ci sarà più e comprendere come diventare nuovamente un luogo che, seppur non votato esclusivamente al turismo, riesca ad attirare persone e capitali in grado di risollevare l'economia locale. Speriamo che, magari proprio il Consiglio Nazionale, dopo aver di fuso la notizia dell'aggiornamento non solo del loro sito web, ma anche di un canale televisivo e la pubblicazione di un numero speciale di un periodico, Magazine Untra Nui - spécial Covid-19, sia in grado di tirar fuori dal cilindro ben più di una soluzione. Ne avremmo tutti, ma proprio tutti, bisogno! Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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QE#22 11 giugno 2020 11 giugno 2020

Sommario PAG. 4 Il Principe inaugura una nuova area educativa dedicata al mare PAG. 18: Un nanosatellite 'made in Monaco' quasi pronto per il lancio // Gli effe i del lockdown in una mappa...intera iva

PAG.10 INCONTRI + MOiTO - Ingredienti di questa pozione: il MAU e l'alchemico incontro con il Prof. Edoardo Di Mauro PAG.26 Un concorso tu o da scoprire con RAMOGE!

PAG. 8: Le parole che curano: Sentire il dolore altrui // Essere Genitori con le nostre...pillole di sag ezza Il PIZZIno

PAG. 22 Opinioni e Parole in libertà:C-ovida

PAG. 24 Festa principesca all'ospedale Princesse Grace di Monaco SALUTE & BENESSERE

PAG. 28: PHAM Monaco: rispe iamo le gambe! PAG. 30 Riso o rosso alla marinara

QUALCHE NOTIZIA SU...QE-MAGAZINE

QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QEMAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com.

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Il Principe inaugura una nuova area educativa dedicata al mare

©Manuel Vitali - Direction de la Communication

Laddove una volta ancoravano immense navi da crociera è stata inaugurata, lo scorso lunedì 8 giugno, Giornata mondiale degli oceani, la prima targa "Aire Marine Educative Monaco - Il mare inizia qui". Ad installarla sui gradini del Solarium, circondato da festanti alunni della 7a classe A della scuola des Révoires, c'era SAS il Principe Alberto II ed una delegazione del Governo di Monaco. L'iniziativa, creata sotto l'egida dell'Associazione monegasca per la protezione della natura (AMPN) fondata nel 1975 dal principe Ranieri III, ha coinvolto questi alunni che, insieme ai loro insegnanti, hanno gestito in modo partecipativo quest'area protetta della costa marittima che si trova ai piedi della Rocca e verso la fine della diga intitolata al padre dell'attuale Sovrano di Monaco. In particolare i giovani studenti si sono concentrati sul problema dell'inquinamento dovuto ai numerosi

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rifiuti lasciati sulla terra e che per lo più finiscono in mare. La targa, secondo gli ideatori, serve per sensibilizzare non solo i bambini ma anche gli adulti ad approfittare del solarium senza abbandonare i loro rifiuti che potrebbero arrecare danni alla fauna e flora marina. Per voi lettori, ecco il reportage della giornata in immagini. (Foto credits: Gaetan Luci - Palazzo del Principe) ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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Le parole che curano

Sentire il dolore altrui

a cura di Salvatore Dimaggio

Immagine: copyright Michela Terzi

“Per un essere sensibile, non di rado la compassione è dolore.”. (Herman Melville)

Immagine: copyright Michela Terzi

Partirei da questa bella frase del grande scrittore statunitense per ricordare un uomo fuori dal comune, una figura specialissima, un santo del quale son custoditi come un tesoro, un affettuoso ricordo ed una profonda devozione. Ciò accade soprattutto a Napoli (in vita era soprannominato il consolatore dei napoletani) ed anche a Taranto, sua città natale, della quale è compatrono. Sant'Egidio da Taranto spendeva tutte le sue giornate girando

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per i quartieri più poveri della città di Napoli ed ascoltando i dolori e le miserie degli ultimi, facendo compagnia a chi non aveva nessuno e riservando parole di salvifico conforto. Le memorie dell'epoca ci trasmettono la sua capacità specialissima di ascoltare e consolare, di portare un conforto che gli procurò un amore incondizionato tanto degli umili ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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quanto dei potenti. Tuttavia, passare tutta

non a se stesso. Un conto era l’uomo-

la giornata a compenetrarsi ad un livello profondissimo nel dolore altrui, significa

Caio, l’uomo in generale e allora quel sillogismo era perfettamente giusto; un

assorbire una quantità quasi sovrumana di sofferenza. Non so quanti di noi sarebbero

conto era lui, che non era Caio, che non era un uomo in generale, ma un essere

disposti a fare una cosa del genere ed infatti alla sera tornava ai piedi della statua

particolarissimo, completamente diverso da tutti gli altri.” Ivan Il’ič vede ora

della Santa Vergine che tanto amava, sciogliendo tutte le frustrazioni della giornata in un pianto liberatore quanto straziante. Un'attenzione particolare la riservava ai malati e ai moribondi. Stare vicino ad un moribondo non è facile. Specialmente per chi ha la capacità di assorbire sofferenze e paure, è terribile passare tanto tempo in compagnia della sconfitta e della fine. Nelle pieghe delle

chiaramente che parenti ed amici che si rapportano con lui, lo fanno attraverso un diaframma di frasi fatte e parole di circostanza: egli è per essi quel caio la cui morte è naturale. Ivan Il’ič scopre la morte ed è scioccato dal fatto che i suoi cari si rifiutino di scoprirla con lui. Sono considerazioni graffianti e sconfortanti che sembrano infliggere a tutto il genere umano, quasi senza

consuetudini linguistiche possiamo scorgere tanto di noi e questo caso non fa eccezione. Quanto sono festose e piacevoli le inaugurazioni. Ma il loro opposto è così poco gradito da essere accuratamente evitato, persino dal vocabolario. Non che il termine esaugurare non esista, ma giunto a noi esanime dal latino, ha smarrito ogni funzione pratica. E’ ne La morte di Ivan Il’ič di Tolstoj che scorgiamo una delle rappresentazioni più meridiane di questo. Il protagonista si ritrova troppo presto ed imprevedibilmente scaraventato

eccezioni, una diagnosi di alessitimia, il cosiddetto analfabetismo emotivo. Ben più dei suoi miracoli e dell’aver profetizzato a Giuseppe Bonaparte, appena posto dal fratello Napoleone sul trono di Napoli, che la sua caduta sarebbe stata imminente, è il valicare questa distanza di sicurezza da chi soffre, ad esser valso a Sant’Egidio l’amore di chi aveva la fortuna (grande) di incontrarlo. Non sorprende, dunque, la piccola montagna di biglietti con richieste e suppliche d’ogni genere che sempre sono innanzi alle sue reliquie nella chiesa

nell’agonia che precede la morte. “Caio è di S.Pasquale a Taranto. Neppure un uomo, gli uomini sono mortali, quindi sorprendono il dolore causato dal anche Caio è mortale” […] gli era sempre trafugamento delle sue reliquie e la gioia parso giusto, ma solo in relazione a Caio, del loro ritrovamento, qualche anno fa. .................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020

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Essere Genitori con le nostre...pillole di sag ezza

a cura di Michela Terzi

"La resilienza è la capacità di far fronte ad eventi difficili in maniera positiva. Questa è una risorsa preziosa che i bambini possono apprendere col nostro aiuto: - favoriamo l'autostima (anche attraverso la creatività) affinché il bambino possa dire "io posso farcela"; - comunichiamo loro messaggi di speranza e fiducia nel cambiamento; - diamo loro regole di comportamento chiare, perché l'ordine esterno diventa ordine interno; - diamo il giusto rilievo ai successi dei bambini ma rendiamo anche accettabile l'errore, utile per la crescita".

Immagine: copyright Michela Terzi

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Ingredienti di questa pozione: il MAU e l'alchemico incontro con il Prof. Edoardo Di Mauro

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In piena crisi Covid19 l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, istituzione che già dalla metà del ‘600, con l’antico nome "Università dei Pittori, Scultori e Architetti" era un riferimento per coloro che intraprendevano la carriera di artisti (e sede, più recentemente, anche di una preziosa Pinacoteca) ha accolto il suo nuovo Direttore. In realtà però, il prof. Edoardo Di Mauro, che vanta un Curriculum Vitae prestigioso, all’Accademia Albertina ci lavorava già come vicedirettore. La sua carriera, costellata d’incarichi prestigiosi, rappresenta il pieno successo di un uomo che è riuscito a realizzarsi professionalmente, capace di gestire il suo tempo forse meglio di qualunque altro. E’, infatti, anche l’attuale direttore artistico del Museo d'Arte Urbana, docente di Storia e Metodologia della Critica d'Arte nonché grande esperto, visto che lo ha diretto per 25 anni, del Museo d’Arte Urbana di Torino (MAU), le cui iniziative avete letto spesso nelle cronache non solo locali. La nostra Silvia Giordanino, per questo numero di QE-

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MAGAZINE, ha deciso d’ incontrare il professore Di Mauro nei pressi della parrocchia di S.Anselmo, in via Netro 3 a Torino, luogo principe di questo nostro giro e pure sito dove è stata accolta l'opera dell'artista padovano Diego D. Testolin, intitolata "Madonna del Deserto" immaginata come una denuncia e formulata con una iconografia religiosa contemporanea, della violenza sulle donne. ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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Ci dica, è vero che il MAU è il primo museo di arte urbana? "In effetti è il primo progetto in fase di concreta realizzazione, in Italia, avente come scopo il dar vita ad un insediamento artistico permanente all’aperto, collocato all’interno di un grande centro metropolitano, con in più il valore aggiunto in quanto l’iniziativa è partita non dall’alto ma dalla base, complice il consenso ed il contributo fondamentale degli abitanti. Il nucleo originario del MAU è sito nel Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine ’800, collocato tra i corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni, e le vie Fabrizi e Cibrario, non distante dal centro cittadino. Una porzione di spazio urbano miracolosamente salvatasi dagli sventramenti operati dal Piano Regolatore del 1959, che ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura a reticolo costituita da case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, suddivise da vie strette; ed una forte presenza di attività artigianali, commerciali, artistiche, sociali e di intrattenimento. Il tutto ha favorito il rapporto di comunanza tra gli abitanti ed una tipologia di insediamento, in una zona semicentrale di Torino, tale da farne un 'paese nella città'." Che cosa accade poi ? "A partire dal 1991 inizia un lavoro di rivalutazione delle peculiarità sociali, urbanistiche ed architettoniche del Borgo. Ad un certo punto, nella primavera 1995, si valuta di allargare la sfera di intervento all’arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte, stante la disponibilità iniziale di alcuni proprietari di immobili a concedere le proprie pareti per la realizzazione di opere d'arte condivise e permanenti, poi proseguita nel tempo fino agli esiti attuali. Il Comitato di Riqualificazione Urbana invita a fornire il proprio parere alcuni operatori ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020

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culturali cittadini, la Facoltà di Architettura con la prof.ssa Carla Bartolozzi, l'Accademia Albertina, l'artista e maestro d'arte Giacomo Soffiantino, il conservatore della GAM Riccardo Passoni ed il sottoscritto, in quanto all’epoca ero membro del Direttivo dei Musei e delle Mostre della Città di Torino e condirettore artistico della Galleria d'Arte Moderna, già da anni impegnato sul fronte del rapporto tra arte e territorio. Come Direttore Artistico del MAU fin dall'esordio del progetto, ho individuato nel Borgo Vecchio l’ambito ideale per iniziare un lungo, difficile ed affascinante cammino progettuale, condiviso in seguito con altri soggetti ed altre Associazioni fino ad oggi. Vengono così realizzate tra l’estate del 1995 e quella del 1996, le prime 11 opere, su base totalmente volontaria. Nel 1998 si insedia, a seguito di un primo contributo del Comune di Torino, un secondo nucleo di 17 opere." Ed è a questo punto che il MAU si costituisce in maniera autonoma? "Effettivamente nel 2000 il MAU si costituisce in autonoma Associazione. Questa si rivelerà una mossa fondamentale per il suo decollo. Il 2001 fu un anno determinante per il lancio dell'immagine e la definizione del ruolo del MAU in ambito cittadino e nazionale, con l'inserimento nella “Carta Musei” della Regione Piemonte. Dal 1995 ad oggi sono state prodotte 141 opere murarie ed

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ambientali all’interno del Borgo Vecchio, alle quali si sono affiancate, dal maggio 2001, altre 35 nuove installazioni costituenti la “Galleria Campidoglio” per un totale di 177 realizzate da ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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106 artisti. Quest’ultima, componente organica del Museo d’Arte Urbana, è sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio, all’interno delle iniziative del Piano di Qualificazione Urbana, promosso dagli Assessorati al Commercio di Comune e Regione. Si tratta di opere formato 70 X 100 centimetri, collocate permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera, protette da teche di plexiglas, che sono state dotate di illuminazione permanente. La unicità del MAU sta soprattutto nel fatto che la grande maggioranza delle opere realizzate sono collocate su pareti di edifici privati. Ciò lo rende un esempio inedito di didattica allargata

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sull'arte contemporanea." Impossibile non parlare delle note

estesi oltre i confini del Borgo Campidoglio, con la realizzazione di circa altre 90 opere

panchine d’autore... "Nel 2008 l'artista e grafico Vito Navolio

in zone come Falchera Nuova, Mirafiori Sud, Vallette, Borgo Vittoria, Vanchiglietta ,

propone al MAU, che subito accetta, il progetto di realizzare delle "Panchine

Nizza Millefonti Piazza Arbarello, Piazza Emanuele Filiberto, Nichelino, Sciolze. Nel

d'Autore", liberamente ispirate a protagonisti dell'arte del Novecento, in

mese di ottobre 2014 Vito Navolio ha realizzato tre “Panchine d'Autore” presso il

Piazza Moncenisio. Tra il 2010 ed il 2014, dopo l'approvazione della Commissione

giardino del Centro Orientamento Scolastico Professionale del Comune di

Arte Pubblica del Comune e della Circoscrizione 4, tutte le panchine della

Torino in via Bardassano 5/a. Poi, a partire dal novembre del 2014 sono state

piazza vengono decorate con grande successo. Le "Panchine d'Autore" sono state il modello a cui si sono ispirati, a Torino, tutti gli altri progetti relativi a questo tipo di arredo urbano. In Borgo Campidoglio sono state decorate artisticamente tutte le panchine del Giardino Zamenhof, a partire dal 2016, con il progetto comunale Piazza Ragazzabile, e molti altri interventi, anche su temi come la Memoria, la Costituzione e la Resistenza, sono stati fatti in varie zone di Torino. La collezione del MAU ed il suo progetto di arte partecipata a partire dal 2014 si sono

inaugurate numerose Panchine d'Autore, realizzate con il coordinamento di quotati artisti. Alcune, di queste, hanno avuto bisogno di restauri e, in qualche caso, sono anche state rifatte. Tre nuove "Panchine d'Autore" sono state eseguite presso il Parco Colonnetti, frutto di un laboratorio didattico con il Primo Liceo Artistico sui temi della Costituzione e della Resistenza. Sempre in quella zona è stato realizzato un murale dedicato alla figura di Emanuele Artom, sul muro della Biblioteca Civica Pavese dagli artisti e studenti dell'Accademia Albertina Margherita Bobini

Vito Navolio ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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ed Andrea Gritti." Passiamo ora alle opere murali... "Il 17 ottobre 2015 ne abbiamo inaugurate due firmate da Xel, presso la nuova sede del Mu Fant Museo della Fantascienza, in via Reiss Romoli. Nel corso del 2016 è iniziata una collaborazione con l'Associazione Commercianti ed Artigiani di via Luini per rendere quella strada un luogo caratterizzato dalla presenza di lavori di Street Art. Nella primavera, a seguito di un laboratorio didattico con il Centro Studi Piero Gobetti, il Museo Diffuso della Resistenza, l'ANPI Martinetto, alcuni studenti della Scuola di Pittura del Prof. Giuseppe Leonardi dell'Accademia Albertina hanno realizzato un pannello double face sul tema del Settantesimo Anniversario della Costituzione, collocato in maniera permanente presso il Polo del '900. Il laboratorio didattico prosegue nei mesi di novembre e dicembre sul tema "La Repubblica delle Donne". Il MAU ha collaborato e patrocinato la realizzazione di un'opera murale di XEL per il Teatro Superga di Nichelino, ed una Panchina contro la Violenza sulle Donne di Gianni Gianasso a Sciolze. Abbiamo anche iniziato e concluso con i residenti, le scuole, le associazioni di Falchera Nuova un importante progetto partecipato di riqualificazione urbana, ideato dallo Sportello del Malato di Aurelio Albanese, prodotto e coordinato dal MAU, con opere dell'artista XEL , dal titolo "Outskirt Stories-Storie di Periferia". Nel corso del 2018, raccogliendo l'invito della Compagnia di San Paolo, abbiamo iniziato una organica collaborazione con la Rete

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delle Case di Quartiere di Torino, che è proseguita e proseguirà nel 2019 e 2020." E dei giovani artisti, che cosa ci racconta? "Va segnalato come uno dei nostri scopi sia stato, fin dall’inizio, il loro coinvolgimento, con il lavoro di personalità già affermate, agevolandone un percorso di crescita anche in chiave didattica. A tal proposito va ricordato ulteriormente il fondamentale rapporto con l’Accademia Albertina, ed altre scuole della città e della Regione. Oltre ad invitare periodicamente giovani artisti emergenti a produrre opere, va segnalato il concorso svoltosi nella seconda metà del 1998, indirizzato agli studenti delle Accademie di Belle

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Arti italiane, che portò alla selezione di dieci autori ed alla realizzazione di otto installazioni murali". Ci risulta che l’interesse degli organi di informazione attorno alle attività del MAU sia cresciuto negli anni… "Effettivamente abbiamo avuto un incremento di visite guidate, dal Piemonte, dall'Italia, ed anche dall'estero, in particolare Francia e Svizzera. Addirittura nel 2018 vi è stata una richiesta di visita guidata da parte di studentesse dell'Arabia Saudita giunte a Torino per uno stage al Politecnico, Nel 2019 abbiamo condotto una visita con gli studenti della School Of Visual Arts di Nanchino. Il National Geographic ci ha inserito, nel 2018, tra le eccellenze culturali di Torino e, recentemente, siamo stati oggetto di attenzione da parte dell'Istituto Internazionale per la Conservazione delle Opere Storiche ed Artistiche di Barcellona, nell'ambito di una ricerca sui musei all'aperto in ambito mondiale. Ma anche oggetto di studio da parte del progetto Capus per la Conservazione dell'Arte negli spazi pubblici , promosso dall'Università di Torino e dal Centro di Restauro della Venaria Reale. Grazie al MAU il flusso di turisti nel Borgo Campidoglio è sensibilmente aumentato. Nel 2019, con l'attrice Adriana Zamboni e due studentesse dell'Albertina, abbiamo creato un percorso teatrale di visita alle opere del MAU per portatori di ipovedenza. Un'importante partnership si è sviluppata, sul piano della promozione e comunicazione, con Officine Brand di Domenico Graglia. Inoltre sta partendo il progetto "MAU Digitale" che consiste nella posa di targhette interattive tramite QR Code per le opere del Museo". Insomma, dopo questa intervista siamo certi che avete più di un motivo di venire a visitare Torino! ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020

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Un nanosatellite 'made in Monaco' quasi pronto per il lancio

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Previsto inizialmente a fine marzo ma rimandato a causa della crisi sanitaria, il lancio di OSM-1 CICERO, primo nanosatellite realizzato nel Principato di Monaco è stato programmato per 18 Giugno 2020 alle 22 :51 :10 ora locale, ossia quella del centro spaziale di Kourou (Guyana Francese), ma equivalente alle nostre 01 :51 :10 del 19 Giugno. Del peso di 10 kg, il nostro oggetto volante, che misura 20x10x30cm, è frutto del lavoro della startup Monegasca Orbital Solutions-Monaco (‘OSM’). La messa in orbita, invece, dipenderà dal razzo Vega di Arianespace, cosa che permetterrà al nano satellite di fare il giro della terra ogni 90 minuti ad un’altitudine di 540 km. Munito di uno strumento originalmente concepito da JPL/NASA, OSM-1 CICERO dovrà osservare la Terra e raccogliere dati sul clima mediante la tecnica di occultazione radio. Questo lancio segna, a tutti gli effetti, l’inizio del coinvolgimento del Principato nel nuovo e promettente settore dell’alta tecnologia del “New Space”. OSM-1 CICERO, infatti, sarà il primo nanosatellite monegasco ufficialmente registrato dall’ufficio degli Affari Spaziali delle Nazioni Unite (United Nations Office for Outer Space Affairs – UNOOSA). Un satellite a taglia del Principato, insomma! ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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Gli effe i del lockdown in una mappa...intera iva

Lanciata il 9 maggio, l'Open Map of the Global Pause è una iniziativa che, fino ad ora, è stata animata da ben 355 contributi che hanno permesso di arricchire questa mappa contributiva con la quale si sono valutati gli effetti positivi ambientali generati, involontariamente, dalla pausa delle attività umane causata dalla pandemia #Covid19. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Principe Alberto II, è stato pubblicato il 5 giugno, Giornata mondiale dell'ambiente. "Questa attività, che mette in luce nuove interazioni tra animali, natura e uomo, piccole o grandi innovazioni, solidarietà, iniziative sportive o artistiche, riflette anche le dinamiche della nostra università e la ricchezza della nostra regione", ha dichiarato Jeanick Brisswalter, Presidente dell'Università della Costa Azzurra. A confermarlo Olivier Wenden, vicepresidente della Fondazione Principe Alberto II: "La mappa interattiva è stata sviluppata dall'Università della Costa Azzurra, partner di lunga data della Fondazione Principe Alberto II e consiste in un progetto partecipativo che ci permette di vedere le incredibili dinamiche che hanno interessato la natura durante il periodo del lockdown. Siamo diventati consapevoli della nostra fragilità, ma anche dell'incredibile resistenza della Terra quando le attività umane sono sospese. La Mappa della Pausa Globale è una testimonianza vivente di questo momento senza precedenti". ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

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C-ovida

a cura di Maurizio Di Maggio

In un fine settimana in cui il confine italiano è aperto e quello francese no...il che “perplime” fortemente, tanto più che basta passare dall'autostrada per approfittare di Shengen... in un fine settimana che non è ancora “Liberi Tutti”,

ho voluto testare le regole della socialità distanziata e sono andato a fare l'aperitivo in un noto locale monegasco, buttando l'occhio di qui e di là. Nelle terrasses all'aperto ho visto tutto come ante – covid: tavoli certamente più distanziati...ma prima ti mettevano uno addosso all'altro pur di recuperare qualche cliente in più. Comunque mettiamo ci sia il distanziamento come da norme. Per accedere al dehor e farci accomodare non è stata richiesta la mascherina. Ho chiesto per correttezza, ce l'avevo in mano. Mi è stato risposto con un gesto e un'espressione da: “Lasci perdere”... Il personale che serve era tutto mascherinizzato...il maitre un po' meno: la mascherina ce l'aveva come molti la portano ora: tra il mento e il collo. Una posizione di attesa: se arriva un controllo la tiro su... nel frattempo respiro e mi faccio sentire dai clienti per le ordinazioni tenendola sul mento. Inutile dire che portata così non serve a niente. Come la promiscuità ai tavoli: distanziati tra gruppi di estranei... ma la gente seduta insieme non rispettava certo il metro delle norme. Potevano essere congiunti, è vero, e comunque consapevoli del rischio rappresentato dai loro amici. Ma il Covid-19 sembra non fare distinzioni tra amici, amanti, congiunti, vicini di casa e conoscenti che passavano di là. Però uno studio dice che non ama la nicotina, non condivide le cellule del cavo orofaringeo dei fumatori. E così nel

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dehor, sicuramente per mettersi al riparo dal virus, erano molti i tabagisti-salutisti che lo combattevano a suon di Marlboro. Meno consapevolezza ho notato in un altro celebre locale sul porto, di target molto giovanile. Lì francamente sembrava una serata del Gran Premio, non c'era neanche una parvenza di distanziamento sociale nel dehor...E infatti ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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una pattuglia di agenti con mascherina stava procedendo a controlli...e avevano delle carte in mano... uhm, un segnale. Invece la norma sul volume ridotto della musica è stata presa sul serio. Con ogni probabilità è stata emanata per consentire di sentirsi tra persone che si parlano con la mascherina sulla bocca. Ma avvantaggia tutti perchè ci risparmia di essere assordati dalla musica di merda che di solito passano i locali. Ovviamente in giro sul porto essendo esterno, essendo notte, di mascherine neanche l'ombra, nessuno la indossa più come se tutto fosse finito e il Covid fosse solo un ricordo bislacco di uno sfortunato anno bisestile, che tutti gli astrologi predicevano come fortunato e ricco....(fossi in voi smetterei di leggerli gli oroscopi). D'accordo poi che i test sierologici istantanei svolti sulla popolazione hanno rilevato che solo il 2/3% dei monegaschi sono stati a contatto col virus. Quindi le misure attuate hanno avuto successo e sono state messe in opera nei tempi necessari a contenere l'epidemia. Ma abbassare la guardia proprio ora è un peccato. La soluzione al SARScov-2 potrebbe essere dietro l'angolo ma ancora non ce l'abbiamo in mano! Intanto attenzione ai superspreaders, i superdiffusori asintomatici che possono spruzzare droplets pericolose soprattutto tra la popolazione più giovane. Non vorremmo trasformare la ritrovata e agognata Movida in una...Covida. ...................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020

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Festa principesca all'ospedale Princesse Grace di Monaco Il 7 giugno, nell'ambito delle celebrazioni della Festa della Mamma che in Francia e a Monaco si festeggia proprio questo giorno - in Italia, invece, è il 10 maggio, n.d.r. , la principessa Charlène di Monaco si è recata nel reparto maternità del Centro ospedaliero Princesse Grace (CHPG) per congratularsi con le giovani madri e incontrare i bambini nati nel Principato. Si tratta di una visita tradizionale, organizzata con l'aiuto della Croce Rossa monegasca e dei suoi volontari. La principessa Charlène, affiancata dalla direttrice Benoîte de Sevelinges, nel corso della giornata ha visitato in particolare il reparto maternità del CHPG dove ha potuto incontrare le madri e i loro bambini appena nati. Successivamente ha raggiunto il marito, SAS il Principe Alberto II e i loro figli, il principe ereditario Jacques e la principessa Gabriella, per condividere insieme un momento familiare al ristorante le Castelroc, situato sulla Rocca, che ha riaperto i battenti pochi giorni fa. 24

(Foto: Gaetan Luci/Palais Princier)

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Un concorso tu o da scoprire con RAMOGE!

3° classificato concorso RAMOGE 2019: : Jean Lou Ferretti " mi air-mi eau Monaco".

Organizzato sotto gli auspici della Federazione Internazionale di Arte Fotografica (FIAP) in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, lunedì 8 giugno 2020, l'Accordo RAMOGE, la cui sede della Segreteria Generale è nel Principato di Monaco, ha lanciato il suo concorso fotografico internazionale intitolato quest'anno 'RAMOGE - L'Uomo e il mare' che si svolgerà fino al 15 settembre 2020. La giuria di questa edizione è composta da Greg LECOEUR ("Fotografo naturalista dell'anno" - National Geographic, 2016), Sergio PITAMITZ ("Fotoreporter ambientale dell'anno" - NPPA, 2016) e Pierluigi RIZZATO (8 volte vincitore della FIAP Nature World Cup). Nell'ambito delle sue attività di sensibilizzazione, l'Accordo di cooperazione RAMOGE - che lega indissolubilmente la la Francia, Monaco e l'Italia per la conservazione del litorale e dell'ambiente marino di competenza -, invita tutti gli amanti del mare e della fotografia a mettere in evidenza nei loro scatti originali quello che è il rapporto tra le attività umane e il Mediterraneo nei suoi molteplici aspetti, sia positivi che negativi. Il concorso, gratuito e aperto a tutti, si divide in tre categorie per gli adulti e una categoria per i giovani: · Categoria n° 1: Tema libero · Categoria n° 2: L’Uomo e Il Mare · Categoria n° 3: Area RAMOGE (dedicata alle immagini scattate tra Marsiglia e La Spezia) · Categoria n° 4: Giovani fotografi (under 21 anni) "L'uomo e il mare, il punto di vista delle nuove generazioni”. Per partecipare è sufficiente registrarsi e caricare le proprie immagini sul sito web RAMOGE (www.ramoge.org/ConcoursPhoto). Ogni partecipante potrà inviare un massimo di 4 foto per ogni categoria, accompagnate da un messaggio che spieghi il senso 26

dell'opera realizzata. In bocca al lupo a tutti! ..................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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Immagine: copyright Michela Terzi

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SALUTE & BENESSERE

PHAM Monaco: rispe iamo le gambe!

Fedeli all'idea che REPETITA JUVANT, vi riproponiamo oggi, alle soglie dell'estate, alcune regole fondamentali di igiene venosa. Rispettandole, vi guadagnerete la gratitudine delle vostre gambe. ECCOVI L'ELENCO: evitate l'eccesso di peso corporeo; osservate una corretta idratazione; lottate contro la sedentarietĂ ; idratate la pelle delle vostre gambe; godetevi il sole ma proteggete adeguatamente la cute; non eccedete nel consumo di sale; camminare, nuotate, pedalate; scegliete scarpe adatte per la vostra attivitĂ fisica o sportiva; limitate l'uso di calzature piatte e senza tacco. Ricordatevi inoltre dell'importanza del drenaggio linfatico manuale ma non lasciate nel cassetto calze elastiche e plantari. Infine non dimenticate che i farmaci flebotonici e gel possono aiutare, ma evitate l'autoprescrizione. E' fondamentale consultare sempre il vostro Medico Curante e/o lo Specialista. Ed ora, a tutti e tutte buon deconfinamento ! 28

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Riso o rosso alla marinara

Ingredienti per 4 persone 320 gr di riso per risotti 500 ml di brodo di pesce o vegetale 500 gr ci cozze 300 gr di vongole

200 gr di gamberetti sgusciati 200 gr di cubetti di coda di rospo 200 gr di spinarolo 200 gr di ciuffetti di calamari 200 gr di seppia tagliata a piccole strisce. 500 gr di pomodori pelati 4/5 spicchi di aglio 8 cucchiai di olio e.v.o. Un bicchiere di vino bianco da cucina Prezzemolo tritato Pepe macinato fresco. A piacere un peperoncino da aggiungere in fase di cotture delle vongole e cozze. In questo piatto, come in tantissime altre pietanze a base di pesce, personalmente non uso il sale ma sfrutto la sapidità degli ingredienti. Il risotto che andremo a preparare è di origina povera, nasce da un sugo di pesce cucinato con quello che il pescatore trovava in mare. Il segreto sta nel pesce che deve essere fresco e nella preparazione che richiede tempo e passione.

Preparazione

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In una casseruola mettete 3 cucchiai di olio, un paio di spicchi di aglio in camicia e, a chi piace, un peperoncino intero. Quando l’aglio inizierà a soffriggere versate le vongole e le cozze dopo averle lavate e spurgate della loro sabbia. Aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco e fatelo evaporare. Una volta cotte, sgusciate le cozze e vongole che metterete in un piatto conservando il liquido o brodo di cottura filtrato. Riscaldate in un pentolino il brodo di pesce o brodo vegetale che vi servirà e userete per terminare la cottura. In un’altra ampia casseruola mettete il restante olio, due spicchi di aglio in camicia, fate rosolare e toglietelo appena questo incomincia a cambiar colore, ora unite i pelati e cuocete per 15/20 minuti a fuoco moderato. Ora aggiungete la seppia, poi i ciuffetti di calamari, dopo 5/6 minuti di cottura unite il restate pesce, cozze, vongole e il loro brodo di cottura, gamberetti, coda di rospo e lo spinarolo senza lisca ma tagliati a cubetti da un centimetro. Mescolate e cuocete per altri 15/20 minuti a fuoco basso e irrorare con il vino avanzato. Unite il riso e con pazienza mescolate lentamente il tutto, unite il brodo di pesce o vegetale caldo per terminare la cottura, una volta finito, aggiustatelo di pepe e fatelo riposare qualche minuto, e con una spolverata di prezzemolo tritato servite in tavola! I pescatori utilizzavano ogni tipo di pesce per realizzare questo sugo, come per il brodetto. Pesci di piccola taglia difficili da vendere ma super saporiti. Questo risotto non ha spine ed è indicato per chi ama degustare un buon primo senza lo stress e il pericolo che una spina possa rovinargli il piatto. IL SEGRETO DI NONNA PEPPA. Di solito usava mettere del prezzemolo tritato nella casseruola con l’aglio e l’olio, dove poi univa il pesce prima di aggiungerlo, a fine cottura, il riso lasciato a riposare circa 5 minuti. Inoltre inseriva dei pezzetti di finocchio selvatico (solo il gambo non il fiore o ciuffo) che estraeva prima di servirlo! Il profumo di questa piatto era l'invito a mangiarlo, ancora prima di servirlo ai commensali! .................................................................................................................................................................................................... 11 giugno 2020


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