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QE-MAGAZINE WEB # 21 Anno 5 - 4 giugno 2020

Credits: Eric Mathon - Palazzo del Principe



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QE-MAGAZINE 4 giugno 2020 L' editoriale by Maria BOLOGNA

Trascorse indenni queste settimane finalmente, dal 2 giugno, il Principato di Monaco è approdato alla fase 3 post confinamento Covid19, quella che ha permesso alla maggior parte dei commercianti di rimettersi in gioco. Tuttavia, scongiurando il tanto temuto 'stop & go', ad oggi sappiamo che questo arresto delle attività produttive 'non indispensabili' è costato tanto, sia in termini economici che sociali. Al Governo di Monaco ha richiesto, ricordiamolo, una manovra finanziaria d'urgenza, di circa mezzo miliardo di euro, ma che in realtà avrà un peso ben più importante, visto che l'inizio della stagione estiva non sembra delle più rosee. Dimentichiamoci le migliaia di turisti - sicuramente non più i croceristi, quelli oramai sono interdetti, n.d.r.- che a follano le strade del Principato di Monaco o il porto per le feste popolari e tradizionali, spesso organizzate dal Comune monegasco. Del resto, a parte la programmazione degli spettacoli teatrali all'aperto previsti (forse) al Fort Antoine, non ci sono eventi, concerti o serate mondane che giustifichino il viaggio tanto da riempire le stanze della strutture alberghiere del gruppo SBM e privati, come il lussuoso Metropole, finalmente aperti e sanificati anche loro. Si è parlato, in più sedi, di turismo di prossimità. Ma, anche qui, bisogna fare i conti con le limitazioni imposte dai protocolli sanitari europei che, per quanto non omogenei, contemplano tutti il distanziamento interpersonale richiesto per poter circolare liberamente, centimetri più, centimetri meno, senza incorrere in contagi volontari, mascherina a parte. Trovo comunque frustrante vedere che proprio queste regole che hanno limitato non solo le normali relazioni sociali ma anche tutto il comparto della ristorazione e del commercio al dettaglio siano spesso disattese, tanto in Italia quanto a Monaco, soprattutto durante manifestazioni pubbliche. Ci dicono di evitare assembramenti eppure continuano a circolare foto di gruppo in cui non ci solo autorità e congiunti ma anche dirigenti politici e personalità di una certa rilevanza, che posano tutti in fila, gomito a gomito, davanti alle telecamere o i fotografi, anch'essi spesso ammucchiati in poco spazio. Ebbene, queste velleità di sentirsi immuni da tutto e tutti non le capisco proprio, abbiate pazienza. Il buon esempio è fondamentale e purtroppo,tranne rarissimi casi, anche nel Principato di Monaco questo messaggio non c'è. Diverso, invece, è il caso del Comitato per la promozione e la protezione dei diritti della donna che ha colto l'occasione per annunciare recentemente la partnership con la società calcistica AS Monaco. Pare infatti che, facendo riferimento al programma ASMONACOEUR, il Governo di Monaco abbia messo a disposizione per due mesi (maggio e giugno) una parte delle sue infrastrutture per dare rifugio alle donne vittime di violenza. Per questa iniziativa, la Delegata interministeriale per i diritti delle donne, Céline Cottalorda ha desiderato "ringraziare calorosamente AS Monaco per questo gesto di solidarietà e generosità". Già, perché anche chi vive nell'iconico Principato non è esente, purtroppo, da situazioni di ficili consumate tra le mure domestiche. Per fortuna, a loro difesa, sono attive diverse iniziative promosse sia dallo Stato che da associazioni locali. Ne esiste anche una che tutela anche i padri di famiglia vessati dai propri coniugi poco equilibrati. A dire il vero, però, non se ne parla di fusamente, se non nell'ultimo anno o meglio in coincidenza della crisi sanitaria Covid19 che ci ha confinati a casa. Così, ecco che al classico cliché appiccicato al Principato di Monaco che lo illustra come un Paese perfetto dove non accade mai nulla di spiacevole, improvvisamente viene contrapposta l'immagine di uno Stato moderno ed attento a tutte le problematiche sociali, dalla tutela dei minori al benessere delle categorie più deboli e degli anziani. Ebbene, inutile dirlo di nuovo, ma di questo aspetto monegasco ne sono particolarmente compiaciuta! Chapeau! Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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QE#21 4 giugno 2020 4 giugno 2020

Sommario PAG. 4 Piazza del Casinò: nulla sarà più

PAG. 8: Le parole che curano: Arte per soddisfare il bisogno di rielaborazione // Essere Genitori con le nostre...pillole di sag ezza

PAG.10 INCONTRI: Alberto Toscano // MOiTO

PAG. 20: Francesco Grosoli: Francesco Grosoli: "Non vogliamo essere

come prima! // Comune di Monaco: ritorno graduale alla quotidianità

- Ingredienti di questa pozione: a tu o Mantegna fino al 20 luglio 2020!

la banca più grande, vogliamo essere la migliore!" SALUTE & BENESSERE

PAG. 24: PHAM Monaco: consigli per gambe PAG.18 Al Museo Oceanografico di Monaco si festeg ia anche ...virtualmente!

in forma!

PAG. 26 Sardoncini sco adito

QUALCHE NOTIZIA SU...QE-MAGAZINE

QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QEMAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com.

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Piazza del Casinò: nulla sarà più come prima!

©Manuel Vitali - Direction de la Communication

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Credits: Eric Mathon - Palazzo del Principe ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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La nuova e definitiva piazza del Casinò è stata inaugurata lo scorso 2 giugno in mattinata e, per occasione, nonostante non tutti i presenti fossero congiunti, l' assembramento in cui sono stati coinvolti anche la maggior parte della famiglia Grimaldi si è disposta in favore di obbiettivo per farsi immortalare in questa giornata che stigmatizza, simbolicamente, l'inizio della fase 3 post pandemia Covid19. A parte l'assenza di SAR la

Credits: Eric Mathon - Palazzo del Principe

Principessa di Hannover - rappresentata comunque dai figli Pierre Casiraghi e Andrea con la moglie - l'unico nucleo familiare ad essere al completo era quello della Principessa Stéphanie di Monaco che, sorridente, ha posato insieme ai figli, dalla più giovane Camille Gottlieb, insieme Pauline Ducruet e Louis Ducruet con la neo sposa Marie. Insieme al Sovrano e la moglie, invece, c'era il fratello di quest'ultima. Gareth Wittstock, nonché i rappresentanti delle istituzioni monegasche, tra cui il Presidente del Consiglio Nazionale, Stéphane Valeri, il Presidente del Consiglio della Corona, Michel Boeri, membri del Governo di Monaco. A dare il benvenuto agli illustri ospiti, il Presidente delegato della Société des Bains de Mer (SBM) che si è dichiarato molto contento di questo evento a ranghi ristretti, che ha coinciso inoltre con la riapertura della brasserie del Café de Paris la cui nuova terrazza rientra tra le varie iniziative per un ritorno all'attività quasi normale per la maggior parte degli stabilimenti del gruppo. Con questa nuova piazza la metamorfosi del cuore pulsante di Monte Carlo, ormai, può dirsi completata, che ci piaccia o meno.

Credits:Société des Bains de Mer

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Comune di Monaco: ritorno graduale alla quotidianità

Dal 2 giugno la ristorazione serale al Marché de la Condamine riprende la sua regolare attività. Per la gioia di molti residenti di Monaco, e non solo, è di nuovo possibile consumare sul posto pizze, primi piatti, cene esotiche e molto altro. Ma, a differenza di prima, tavoli e sedie saranno allestiti solo all'esterno della mercato coperto perché, per ragioni sanitarie, il consumo all'interno della struttura non è ancora consentito. Di questo ed altro ancora se ne occupa il Comune di Monaco che provvede, inoltre, a diffondere informazioni utili alla cittadinanza pubblicando il suo house-organ 'Monaco, vivre ma ville'. Il periodico, giunto alla sua 64a edizione, si propone ora, e sempre gratuitamente, in un formato digitale rinnovando la struttura grafica e la frequenza, che passa da 4 a 5 numeri all'anno. Del resto la crisi sanitaria legata a Covid19 ha costretto a sospendere questo periodico per qualche mese, consentendo comunque agli uffici preposti di ripensarne i contenuti ed adattandoli ai vincoli legati al contesto attuale. Infatti, anche per non sovraccaricare i servizi postali monegaschi, che di solito mette la rivista in busta e la distribuisce, ecco che si è consolidata la decisione di distribuirla in formato digitale, attraverso il sito web: https://www.mairie.mc/vivre-ma-ville/vmv. Tuttavia, consapevoli del

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fatto che l'accesso alle nuove tecnologie possa essere un ostacolo alla lettura per alcune categorie di persone, soprattutto per gli anziani, si è dunque optato di mantenere la versione cartacea qualora il ricevente sia una persona di età superiore ai 65 anni. Un bell'esempio di civiltà a dimensione d'uomo che sicuramente sarà apprezzata! ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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Immagine: copyright Michela Terzi

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Le parole che curano

Arte per soddisfare il bisogno di rielaborazione a cura di Salvatore Dimaggio

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Questa settimana vorrei proporvi alcuni consigli di lettura. O meglio, vorrei fare con voi quattro passi all’interno di uno degli infiniti sentieri possibili nelle suggestioni che le ultime uscite editoriali ci riservano. La prima tappa è quella che indugia sulle righe di Giovanni Rizzoni (La democrazia al cinema. I dilemmi del costituzionalismo in sette film, Meltemi 2020). L’autore specifica che nel suo libro è bandita la congiunzione “e”. Il suo saggio non è un testo del genere il cinema e la politica ...e la psicanalisi ...e il diritto. Questo perché, nella sua ricostruzione, il cinema è il luogo privilegiato della rielaborazione collettiva delle istanze della comunità esattamente come la tragedia ricopriva questo ruolo per i greci. Dunque il suo libro non affronta le questioni della democrazia necessitando di raffinate sovrastrutture pedagogiche, ma utilizzando quegli strumenti che i film presi in esame, già in se stessi, Immagine: copyright Michela Terzi mettono a disposizione. Ciò si può fare: la materia offerta dalla settima arte è abbondante e, soprattutto, già consapevole del ruolo giocato nel contesto di quella rielaborazione della quale si faceva cenno. Emblematici, in questo senso, sono i percorsi formativi di alto livello proposti da cinelogos.it che scelgono una pellicola e la pongono, non come nume tutelare, ma come oggetto di studio approfondito di una esperienza formativa. (Vi consiglio vivamente di fare un salto da loro.) L’altro libro che vi propongo è “Il linguaggio di Cthulhu. Filosofia e dizionario di H.P. Lovecraft” di Daniele Corradi (Jouvence, 2020). Libro diversissimo, ma che in comune col precedente ha l’intuizione che l’arte è spazio vitale e necessario per rielaborare. Ma qui tutto si dilata a dismisura. Ad essere rielaborate non sono le questioni della democrazia, ma inquietudini e cosmogonie talmente immense e sconfinate da essere non rappresentabili e da poter consentire come unica interfaccia con esse, un orrore vertiginoso. Il Lovecraft di Corradi è un filosofo interessato all’ossessione umana per l’oltre. Il sogno, l’atto del misurare, lo sforzo fallimentare di costruire e ristrutturare una cosmogonia, la frustrazione di una classificazione impossibile, la degenerazione del corpo che cerca di esplorare l’infinito: l’orrore dell’autore di Providence ha una sua cifra forte ed un carattere marcato che Corradi pedina come un detective. Lo fa senza tregua, anche catalogando il ripetersi delle parole ed il particolare senso che hanno per H.P.L. “I termini sono scelti per descrivere e identificare precisamente, univocamente, dimensioni ed entità oggettive, scientificamente misurabili e che pure esulano dall’umana misurazione, ed evocano, nel loro comporsi e ripetersi, quella vista letteraria che sola le travalica, suggerendo iper-simboli”. L’outside lovecraftiano è il disturbante mostro che si annida nelle profondità del cosmo ed è (oscenamente) composto dalle incongruenze e ridondanze in tutte le visioni dello spazio-tempo che si sono affastellate ed ancora si accumuleranno nella storia del pensiero umano. Riaprire le librerie ci consente di accedere a questi libri e ci consente di cercare quelle opere che ci son necessarie per iniziare a rielaborare, come in un catartico sogno condiviso, l’ emergenza che stiamo vivendo. .....................................................................................................................................................................................................

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Essere Genitori con le nostre...pillole di sag ezza

a cura di Michela Terzi

"Ăˆ importante insegnare ai bambini, fin da subito, la tolleranza e il rispetto delle idee e delle usanze diverse dalle nostre. Questo è possibile innanzitutto con il nostro esempio: evitiamo di giudicare gli altri ; mostriamoci interessati ai costumi e le abitudini di altri Paesi; se possibile viaggiamo con i bambini per scoprire posti nuovi."

Immagine: copyright Michela Terzi

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INCONTRI Alberto Toscano

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di Silvia Giordanino

Per il nostro appuntamento settimanale INCONTRI(amo) Alberto Toscano, scrittore, giornalista, intellettuale raffinatissimo, collezionista di giornali antichi. ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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Ăˆ appena uscito il suo ultimo libro GLI ITALIANI CHE HANNO FATTO GRANDE LA FRANCIA (edizione BALDINI+CASTOLDI-LA NAVE DI TESEO). Pur non essendo un giallo, non intendiamo svelare troppo di questo invitando i lettori di QE magazine alla lettura dell'interessante pubblicazione sopracitata che, ci permettiamo di ipotizzare, potrebbe essere anche un perfetto docufilm. Chiediamo invece ad Alberto Toscano stesso di parlarci del suo ultimo volume.

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Perché questo libro? Che cosa ha voluto esprimere con la scelta dei personaggi

quell’anno a Monaco, in occasione dei 50 anni del PEN Club, alla presenza del

che popolano le sue pagine? Io vivo a Parigi da 34 anni e credo di essere

principe sovrano Alberto II. Subito dopo, mi sono messo al lavoro per questo volume

uno dei corrispondenti professionalmente più longevi della stampa italiana in Francia.

sugli italiani in Francia. Mi sono completamente dedicato a questo nuovo

Mi permetta di dire, tra parentesi, che questa attività mi ha consentito di seguire

libro che è per me un lavoro continuo di ricerca umana e professionale. I miei libri

da vicino anche le vicende del Principato di Monaco : nella mia memoria sono impressi

sono in realtà vaste inchieste giornalistiche, che cercano di superare le barriere dello

momenti « epici » come le interviste In tutti questi anni la mia attività di giornalista mi ha

spazio e del tempo. Attraverso le testimonianze che ricevo e le letture che

portato a viaggiare molto in giro per la Francia. Ho incontrato tante persone, talvolta in margine a convegni e a conferenze. Spesso si trattava di francesi di origine italiana, che tenevano a raccontarmi la loro storia personale e quella della loro famiglia. Storie, talvolta commoventi e sempre interessanti, frutto della straordinaria epopea dell’emigrazione italiana al di là delle Alpi. Un giorno mi sono detto che avrei dovuto scrivere qualcosa sui tanti italiani – talvolta notissimi e spesso totalmente sconosciuti - che hanno « fatto la Francia » nel corso dei secoli e soprattutto negli ultimi duecento anni. Ha scelto di parlare soprattutto di alcuni personaggi per dimostrare il successo di un autentico fenomeno storico e sociale... Esattamente, soprattutto persone che dall'Italia sono espatriati in Francia. Ebbene questo hanno fatto parte del flusso migratorio che – in forme molto diverse tra

non smetto di fare, entro sempre più nei miei personaggi e ne scopro di nuovi. Cerco gli esperti che possano permettermi di capire. Come è accaduto con Cinzia Pasquali, che al Louvre, per esempio restaura le opere del nostro Leonardo da Vinci... Esattamente, e mi ha parlato come se fosse abituata a dare del tu al genio di Vinci. Si incontrano sempre persone capaci e desiderose di raccontare nuove storie e nuovi particolari. Una signora di Tolone ha ascoltato la presentazione del libro e mi ha poi avvicinato per parlarmi di suo padre, che nel 1942-43 era militare nelle truppe italiane che occuparono la Francia sudorientale e che in quel periodo di dieci mesi riuscirono a proteggere molti ebrei da chi voleva consegnarli ai tedeschi perché fossero avviati alla deportazione. La lapide che si può oggi osservare a Saint-MartinVésubie rende omaggio a molti Alpini italiani, che – pur appartenendo all’esercito

loro – dura fin dal Rinascimento, dai tempi di un paese alleato della Germania di Leonardo da Vinci e di Caterina de’ agirono coraggiosamente per salvare la vita Medici. Nel 2018 è uscito il mio libro su di moltissimi ebrei (tra cui il futuro ministro Bartali, che ho presentato nel dicembre di della Giustizia Robert Badinter, che ha ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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accettato di rispondere alle mie domande). Nell’introduzione a questo libro cita il corridore ciclista francese André Riolfo, molto legato alla sua Roquebrune, che le aveva fatto una confidenza... Mi disse: « Gli italiani hanno portato al ciclismo francese la volontà di sorpassarsi nei momenti più difficili. I ciclisti italiani che partecipavano alle competizioni sul suolo francese appartenevano spesso a famiglie di immigrati. Sapevano soffrire, sapevano battersi ». Stavolta, rispondendo alla sua domanda, cito André Riolfo con un’emozione particolare : lo scorso aprile, all’età di 87 anni, ha tagliato il traguardo dell’ultima tappa del Tour della

Caricatura eccezionale fatta da Plantu di Le Monde .................................................................................................................................................................................................... 4 giugno 2020

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sua esistenza. Questo libro ha tanti protagonisti. Chi

miniere. Volevano integrarsi e ci sono riusciti. Quei bambini volevano imparare ed

sono per lei i più importanti? Chi ha veramente lasciato un segno

erano spesso tra i migliori delle loro classi perché percepivano una realtà

fondamentale nella società francese e nelle relazioni tra i due paesi?

fondamentale : la scuola della « République » era per loro un’opportunità unica per farsi

Penso d’aver scritto una sorta di « romanzo autentico degli italiani di Francia

strada nella vita. Certo capitava spesso che a scuola subissero l’ironia dei loro

», i cui protagonisti si contano a milioni perché milioni di italiani hanno varcato le

compagni a proposito dell’immigrazione (venivano chiamati con nomignoli come «

Alpi el corso degli ultimi cinque secoli per lavorare in Francia e per integrarsi nel

macaroni » o « ritals ») ma questa era una ragione in più per cercare di essere tra i

migliore dei modi in questo paese. La maggior parte di essi hanno passato la frontiera tra il 1875 e il 1975. In Francia hanno lavorato soprattutto nell’agricoltura, nell’industria, nelle costruzioni e nelle

migliori. Gli esempi del loro successo sono tantissimi e del resto basta guardare alla politica francese attuale per rendersi conto della strada che hanno fatto (in tutti i partiti come in tutte le amministrazioni) i figli e i

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nipoti degli immigrati italiani. Alcuni personaggi illustri sono particolarmente significativi per le tracce che hanno lasciato nella cultura e nella società francesi. Il Louvre è il simbolo della Francia e il simbolo del Louvre è naturalmente la Gioconda. Il suo autore è morto a Amboise negli stessi giorni in cui in Italia nasceva Caterina de’ Medici, giunta quattordicenne a Marsiglia nel 1533 per sposare il futuro re di Francia. Caterina ha veramente « fatto la Francia » e - en passant - ha fatto anche la sua gastronomia, portando con sé piatti e abitudini di varie regioni italiane. Il napoletano Tiberio Fiorilli, amico di Molière, è stato un personaggio fondamentale della « commedia dell’arte » italiana e anche del teatro francese del Seicento. Sempre nel XVII secolo, l’astronomo Gian Domenico Cassini, di Perinaldo (oggi in provincia di Imperia), è arrivato a Parigi per fondare e a dirigere l’Osservatorio, ancora ben visibile dal giardino e dal palazzo del Lussemburgo. Questo stesso palazzo è stato voluto da Maria de’ Medici e i visitatori possono agevolmente constatarne il richiamo al Rinascimento fiorentino. Il piemontese Giovanni Battista Viotti, che ha passato in Francia buona parte della sua vita, ha composto nel 1781 quelle Variazioni in do maggiore che sembrano proprio aver ispirato le note della Marsigliese, nata nel 1792. Il veneziano Carlo Goldoni ha trascorso gran parte della sua vita a Parigi e una sua opera celeberrima (Il Burbero benefico) è stata scritta e rappresentata per la prima volta in francese. Anche Gioacchino Rossini ha vissuto buona parte dei suoi giorni (e delle sue focose notti) in riva alla Senna, influenzando la musica francese e anche le abitudini gastronomiche parigine. In tempi molto più recenti, vengono in mente personaggi come Ivo Livi, ben più noto col nome d’arte di Yves Montand, e la cantante di origine calabrese Dalida, la cui famiglia si era trasferita dall’Italia all’Egitto ; così come quella della siciliana Claudia Cardinale, che vive oggi a Parigi, si era trasferita in un primo tempo dall’Italia in Tunisia." ..................................................................................................................................................................................................... 4 giugno 2020

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Ingredienti di questa pozione: a tu o Mantegna fino al 20 luglio 2020! Le mostre che dal 1961 in avanti, comprese quelle tenutesi nelle città di Padova, Verona e Mantova per celebrare i 500 anni dalla morte di Mantegna, città dove questo pittore si è formato e ha operato lasciando opere significative, ci hanno insegnato che per capire l’arte di Mantegna non è sufficiente

ANDREA MANTEGNA (IMMAGINE GUIDA) Ecce homo, 1500-1502 Tempera su tela di lino 54 x 42 cm Musée Jacquemart- André, Parigi

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guardare le sue tele, ma è necessario conoscere le circostanze nelle quali queste sono state create. La lezione che è stata impartita ha una profonda valenza: per vedere un quadro è sufficiente una semplice occhiata, ma per “capirlo” bisogna conoscere le circostanze sia temporali che culturali e ambientali nelle quali la personalità del pittore ha operato. In altre parole bisogna poter rivivere l’antico per capire oggi il significato realmente attribuibile alle opere del Mantegna. Grazie a Intesa San Paolo, e a Civita, la fondazione Torino Musei e all’opera, e all’ impegno dei curatori Sandrina Bandera , Howard Burns e Vicenzo Farinella, è possibile visitare, godere e comprendere a fondo molte opere del protagonista

di questa mostra: Andrea Mantegna (1431-1506) uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano che è stato in grado di coniugare nelle sue opere la passione per l’antichità classica con una straordinaria capacità nella rappresentazione della figura umana che trova in una ardita sperimentazione prospettica il suo punto di arrivo. Inutile dire che stiamo facendo riferimento al famosissimo “Cristo Morto” che unitamente ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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ANDREA MANTEGNA Baccanale con Sileno, 1470 ca. Stampa a puntasecca su carta, 305 x 438 mm Metropolitan Museum of Art, New York, USA

ad altri capolavori che per loro natura o per il delicato stato di conservazione non sono materialmente presenti alla mostra, ma compaiono in una coinvolgente proiezione multimediale che con tre grandi schermi fa immergere i visitatori nei luoghi e nelle opere del Mantegna, rendendo cosi possibile godere anche dei “grandi assenti”: Capella Ovetari di Padova, la celeberrima Camera degli sposi, dei Trionfi di Cesare e del celeberrimo “Cristo morto!”. Sono fisicamente presenti venti dipinti, del grande pittore altrettanti disegni e opere. L’ampio respiro della mostra, che occupa Il piano nobile di Palazzo Madama, comprende anche capolavori dei maggiori protagonisti del rinascimento che furono in rapporto con il Mantegna: Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni e Jacopo Bellini fino ad arrivare ad un opera giovanile del Coreggio e molti altri.Per dare una misura del prestigioso complesso di opere bisogna tenere conto che è stato selezionato dal comitato scientifico un ”corpus” di oltre centotrenta opere ottenute in prestito dalle più grandi collezioni del mondo tra cu, Victoria and Albert Museum, la National Gallery di Londra, il Louvre, il Metropolitan Museum di New York, La National Gallery di Washington, il Cincinnati Art Museum, la Galleria Nazionale di Praga, le Gallerie degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera e il Museo Poldi Pezzoli di Milano i musei di Padova, Pavia, e moltissimi altri. Questa mostra non merita una visita ma, per gli appassionati, un vero e proprio pellegrinaggio perché regala un ampio squarcio della vita artistica del Rinascimento italiano. Il visitatore viene preso per mano e messo a diretto contatto con le massime espressioni artistiche che hanno reso famosa l’Italia nel mondo. www.palazzomadamatorino.it ..................................................................................................................................................................................................... 4 giugno 2020

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Al Museo Oceanografico di Monaco si festeg ia anche ...virtualmente!

Tenuto conto delle restrizioni imposte dal protocollo sanitario che mira a limitare la diffusione del Covid19, il Musée océanographique di Monaco annuncia la sua seconda edizione dell'iconica « Fête du Musée » in versione...100% digitale! Organizzata per tutto un mese fino alla Giornata Mondiale degli Oceani, l'occasione è ghiotta per tuffarsi virtualmente nel grande universo marino. L'iniziativa effimera, indirizzata particolarmente ai bambini da 3 a 14 anni, permette non solo di apprendere ma, grazie al sostegno dell'Associazione degli Amici del Museo Oceanografico, anche di giocare ispirandosi alla vita che anima gli oceani; di assistere a videoconferenza con i grandi nomi delle immersioni subacquee e fotografia subacquea; ed addirittura provare a fare reportage giornalistici che poi saranno pubblicati sulle pagine di Kids Matin. Del resto, forti una storia e di una tradizione che vanta oltre un secolo di investimenti dedicati alla conoscenza e alla conservazione degli ecosistemi marini, con questa opportunità anche i millennial possono apprezzare i valori e la missione di mediatore che lo stesso Istituto Oceanografico promuove attraverso l'app "Viviamo l'oceano! ». Ma non 18

vogliamo svelarvi tutto ma vi diamo appuntamento dal 6 giugno direttamente sul sito presto attivo - www.tous.oceano.org. E buon divertimento a tutti! ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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Francesco Grosoli "Non vogliamo essere la banca più grande, vogliamo essere la migliore!"

Francesco Grosoli è il classico leader che in molti vorrebbero come capo. Carismatico, sorridente e socievole, lavora attualmente come Amministratore Delegato della Compagnie Monégasque de Banque, banca privata internazionale del Principato di Monaco. Di nazionalità italiana, Grosoli può vantare una consolidata

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esperienza internazionale nel private banking, avendo lavorato in primari istituti come Barclays, HSBC e BSI. Essendo residente nel regno dei Grimaldi dal 1975 conosce bene non solo il tessuto sociale di questa piccola città-Stato, quindi perfettamente integrato per cogliere opportunità per supportare iniziative benefiche. ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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E' il caso, per esempio, dell'operazione intrapresa dalla banca che dirige, lanciata il

crisi interno al nostro istituito bancario, creato all debutto della pandemia,

10 aprile 2020 per creare un vasto sistema di raccolta di donazioni destinato al Centro

esattamente a fine febbraio. Il nostro obiettivo principale era proteggere i nostri

Ospedaliero Princess Grace (CHPG). Coinvolgendo residenti e ali amici del

clienti, ma anche lo staff ed i partner, mantenendo una qualità del servizio che

Principato in questa encomiabile iniziativa volta a lottare attivamente gli effetti della

soddisfacesse le aspettative di tutti. A tal fine, abbiamo immediatamente rafforzato le

crisi sanitaria provocata dalla malattia del Covid-19, sono stati raccolti in poco più di

squadre di pulizia impiegando, fin dall'inizio della crisi sanitaria un agente di pulizia

un mese ben € 470.955 euro, di cui 100.000 euro offerti direttamente dalla

dedicato in ogni sito. Naturalmente ci siamo preoccupati di disinfettare gli

banca CMB, permettendo al CHPG di acquisire materiale biologico per essere autonomi nell'esecuzione di test virologici e sierologici ma anche di rafforzare tecnicamente le delle attrezzature mediche dei servizi di cura dedicati a Covid-19, oltre a fornire dispositivi di protezione a tutto il personale e i pazienti della struttura sanitaria monegasca, per garantire il massimo livello di sicurezza: “Vorrei esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti quelli che sono in prima linea nella lotta contro Covid-19 e ai generosi donatori che hanno fatto di questa campagna di fundraising un vero successo" chiosa Grosoli a cui chiediamo come abbia vissuto questo inedito quanto difficile periodo legato alla lockdown internazionale che non ha risparmiato nemmeno il Principato « Quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia di Covid-19 l'11 marzo 2020, tutte le principali industrie - e le istituzioni finanziarie non

impianti di condizionamento dell'aria e gli uffici con spray professionali. Allo staff, poi, veniva chiesto di sottoporsi al controllo della temperatura, oltre che utilizzare salviette, gel idroalcolici e maschere per il personale che aveva contatti con il pubblico. Inoltre, per evitare l'uso dei mezzi pubblici, ci siamo accollati anche il costo dei parcheggi e i pedaggi autostradali di coloro che si recavano presso le nostre sedi monegasche. Pertanto posso affermare con assoluta certezza che siamo stati in grado di affrontare questa crisi in modo adeguato. Inoltre, abbiamo potuto approfittare di questa situazione per applicare il telelavoro, con un massimo di 190 dipendenti che hanno lavorato da casa al culmine della crisi ». Lei è stato nominato CEO della CMB nel maggio del 2019: un bilancio di questi primi 12 mesi? « Essendo residente a Monaco dal 1975, sono veramente lieto di far parte della

fanno eccezione - hanno dovuto affrontare CMB, un'istituzione di riferimento con una una delle sfide più gravi e difficili degli ultimi lunga tradizione e una presenza decenni. La nostra priorità assoluta è consolidata nel Principato. Per me è stata apparsa molto chiaramente al comitato di un'opportunità unica poter dirigere una ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

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banca con un forte DNA locale, ma anche con prospettive di sviluppo internazionali ed un azionista con una grande solidità patrimoniale. Molti cambiamenti sono stati già effettuati in pochi mesi e abbiamo comunque approntato un ambizioso piano di trasformazione. CMB è un vero gioiello e il nostro desiderio è di farlo brillare ancora di più ». In che modo? « Intanto è prioritario diventare la banca di riferimento sulla piazza. Non vogliamo essere la banca più grande, vogliamo

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essere la migliore! Poi, sfruttando l’esperienza del gruppo Mediobanca , vorremmo essere una banca di gestione patrimoniale di prim'ordine ed essere considerati come creatori di opportunità di CIB (Corporate & Investment Banking ) sia per imprenditori che per gli investitori, individuando quattro segmenti chiave: Private Banking, sia per clienti residenti Monaco che internazionali; Corporate e istituzionale; Premier, per offrire alla clientela onshore il miglior servizio bancario della categoria attraverso canali

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prevalentemente digitali e agenzie fisiche a Monaco; ed infine proporre una vasta gamma di servizi e prodotti per Società di gestione e Multi Family Offices ». Secondo lei un istituto bancario che vanta una certa tradizione all'interno del tessuto economico monegasco potrebbe rivedere il suo modello di business dopo il Covid19? “E’ molto probabile che una volta usciti dalla crisi i comportamenti dei clienti cambieranno. Il business dovrà adattarsi a questi cambiamenti per rispondere a nuove esigenze e abitudini. Impareremo a orientarci verso nuovi modi di lavorare e di relazionarci con il nostro staff, con i nostri clienti e con i nostri stakeholders in generale. I nuovi modi di lavorare e gli strumenti di comunicazione che abbiamo utilizzato in questi mesi favoriscono la nascita di idee diverse e opportunità. Chi saprà interpretare al meglio Immagine: copyright Michela Terzi questi cambiamenti sarà il leader di domani » .................................................................................................................................................................................................... 4 giugno 2020

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SALUTE & BENESSERE

PHAM Monaco: consigli per gambe in forma!

In questi giorni di deconfinamento, alcuni lettori mi hanno posto alcune demande più frequenti, preoccupati delle possibili conseguenze degli 'arresti domiciliari" da Corona Virus dell'Insufficienza Venosa degli

Arti Inferiori. Vene propongo alcune, con sintetica relativa risposta. Mi preme ricordare che ogni autoprescrizione è da evitare. Farmaci e procedure terapeutiche di qualsivoglia natura sono decise caso per caso dal Medico Curante e dallo Specialista. L'inadeguatezza di un trattamento, i rischi e i possibili effetti collaterali non esistono soltanto sul "bugiardino". Ad esempio: devo bere molti succhi di frutta? No, tuttavia è importante una regolare e corretta idratazione, che naturalmente varia in rapporto al peso, alle condizioni cardiologiche, nefrologiche etc...La bevanda da preferire è sempre l'acqua naturale. Una buona assunzione di frutta fresca resta un'ottima abitudine, in assenza di controindicazioni ( es. disturbi del metabolismo glucidico, iperpotassiemia, allergie etc.). E poi: devo camminare molto? La marcia, senza dubbio, è una attività fisica molto utile nella prevenzione e nel trattamento dell' IVC. Ricordatevi infine di calzare scarpe adatte, ammortizzate , comode e, se indicate, le calze elastocompressive, riposanti o terapeutiche secondo I casi. Ancora: posso espormi al sole? Per quanto concerne specificamente l'IVC, la risposta è sì, con moderazione, meglio nelle ore meno calde di mattina e pomeriggio, e con un filtro solare. Devo dormire con un cuscino sotto le ginocchia? No. Se volete sopraelevare I piedi per favorire il ritorno venoso e non sussistono ragioni cliniche per non farlo, è piu' corretto creare una specie di piano inclinato per le gambe un cuscino sotto le gambe o Peggio sotto le ginocchia Può persino essere peggio. Ed infine, la domanda di rito: devo programmare un ecodoppler venoso? L'ecodoppler rappresenta una metodica diagnostica per ultrasuoni, indolore e non invasiva. E' di estrema importanza in associazione a una visita Flebologica specialistica In accordo con il vostro Medico Curante, prima che il caldo estivo si accanisca contro le vostre gambe. Diciamo che potrebbe essere l'occasione di una 'mise à jour' vascolare utile e preventiva! 24

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Sardoncini sco adito

Ingredienti per 4 persone 1 kg di alici Olio evo q.b. Sale Pepe prezzemolo uno spicchio di aglio 250 gr di pangrattato

Stecchini di legno lunghi Preparazione Pulite le alici eliminando la testa e l’intestino, lavatele sotto acqua corrente fresca e asciugatele con carta da cucina. A parte, in una ciotola, mettete il pangrattato, il prezzemolo e l’aglio tritati finemente, un poco di sale, del pepe, e aggiungete olio evo q.b. per ottenere un impasto umido. Versatelo, una volta pronto, su un foglio di carta da forno. Ora prendete le alici e infilatele, una decina circa, nello stecchino di legno, passandole nella impanatura e cercando di far aderire al meglio il composto. Due modi di cottura: sulla griglia, sistemando sopra gli spiedini che dopo circa 10/15 minuti saranno cotti; oppure nel forno preriscaldato, a

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180/200° C, adagiati su carta da forno ma, una volta dorati su ambo i lati, sono pronti! Ricordatevi di passare un filo leggero di olio sulle alici prima di cuocerle. IL SEGRETO DI NONNA PEPPA era aggiungerci un pizzico di peperoncino nel composto, inoltre preparare a parte una ciotola una insalata di radicchio freschissimo con un po' di cipolla bianca tagliata finemente. Una volta condita prendeva una piada, la farciva con questa insalata e, togliendo lo stecchino, insieme alle nostre alici appena sfornate: un vero peccato di gola, nonostante fosse una piatto a basso contenuto calorico! .................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020

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AAA Ricerchiamo agenti commerciali con pluriennale esperienza nel settore dell'editoria, per la vendita di spazi ed inserzioni pubblicitarie. La rivista di riferimento è un settimanale digitale dedicato al lifestyle, cultura e società, con articoli multimediali realizzati con particolare attenzione all'attualità del Principato di Monaco ed eventi della Costa Azzurra; personaggi eccellenti e prodotti del 'Made in Italy'. Idealmente, il candidato è un agente plurimandatario, già in possesso di un portafoglio clienti selezionati per serietà ed affidabilità. In esclusiva offriamo la possibilità di promuovere i servizi offerti da AMP Monaco in Italia e dall'associazione MIH. E' richiesta la conoscenza della lingua francese. Per informazioni: info@qe-magazine.com. ..................................................................................................................................................................................................... 6 giugno 2020


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