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QE-MAGAZINE WEB # 24 Anno 5 - 25 giugno 2020

(Foto Credits: Eric Mathon / Palais princier


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QE-MAGAZINE, 25 giugno 2020 L' editoriale by Maria BOLOGNA

Cari lettori, nonostante la pandemia, il lockdown ed il deconfinamento che ha, in qualche maniera, destabilizzato pesantemente la nostra consueta linea editoriale, siamo giunti al #24 di questo settimanale 'Made in Monaco'. Ma se siamo riusciti ad arrivare fin qui è anche per merito del sostegno della Société Monégasque de l'Electricité et du Gaz (SMEG), azienda incaricata di erogare energia elettrica e gas del Principato di Monaco, che si prende cura anche della pulizia del Larvotto, con strumenti tecnologicamente avanzati di cui vi diremo prossimamente. Come ben sapete, dall'inizio dell'anno la nostra redazione vi ha letteralmente regalato articoli, podcast audio registrati su soundcloud.com/ agence-monaco-presse-amp con il nostro Maurizio di Maggio; le riflessioni di Salvatore Dimaggio e di Michela Terzi; e garantito lo spunto per partecipare a tutta una serie di appuntamenti settimanali ospitati nella magica capitale sabauda con il ricco cartellone culturale proposto puntualmente da Silvia Giordanino, nell'ambito della rubrica Monaco incontra Torino (MOiTO). Dal Principato di Monaco e da varie altre parti del mondo, la nostra redazione si è dunque proiettata con questo nostro sfogliabile digitale QE-MAGAZINE direttamente nei vostri device. I contenuti, originali e spesso nati da dialoghi appassionati con i nostri interlocutori, vi hanno permesso di passeggiare tra le strade monegasche, tra i meandri del Palazzo del Principe di Monaco, nelle sale del Governo e tra i banchi dell'Emiciclo monegasco. Tutto per condividere con voi notizie ed articoli ripresi anche da importanti testate web di prossimità, come RIVIERA24, a cui inviamo i nostri ringraziamenti e saluti. Poiché però il nostro lavoro non termina qui - e sì, la prossima settimana vi aspetta lo speciale 'SPECIALE ESTATE'-, vi ricordiamo che il sito www-qe-magazine.com rimarrà sempre aggiornato per essere il vostro riferimento, la vostra porta d'accesso privilegiata sul Principato di Monaco che, purtroppo però, come ben sapete, non sarà così frizzante e glamour rispetto allo scorso anno. Ma non tutto è perduto. Infatti se Honda Motor Europe Ltd Succursale France ha scelto di diventare il partner ufficiale « quattro ruote» della 15a edizione di EVER Monaco, insieme agli storici sponsor istituzionali SMEG e la Fondazione Prince Albert II, una ragione ci sarà. Il Principato, infatti, rimane ancora ora una autentica vetrina di eccellenze. Non solo balli, dunque, ma anche innovazione, cultura - con il nuovo programma al Fort Antoine - o spettacoli irrinunciabili come il cartellone 2020/21 dell'Opera, annunciato di recente. Tutto questo ci stimola a ritrovare una parvenza di normalità, di passeggiare nel centro di Monte-Carlo benché privato della sua collinetta. E poi di tuffarci non solo nella piscina comunale di Porto Ercole, ma anche tra i flutti marini del Larvotto, i cui stabilimenti balneari che si stanno preparando per un'apertura stagionale limitata a pochi mesi. Pertanto, diciamo, ben venga il nuovo slogan Monaco Safe, lanciato dal gruppo SBM per invogliare i suoi clienti ad approfittare, in tutta sicurezza, dei suoi hotel; e pure benvenuta la musica a cielo aperto prevista il 2 e 6 agosto, con i concerti estivi che, dal 1959, tengono banco nella Corte d'Onore del Palazzo per opera dell'Orchestra filarmonica di Monte Carlo. Quindi, preparatevi ad una bella sorpresa che, siamo certi, vi sorprenderà perché interessa la nostra salute e la voglia di prenderci cura di noi. Per capire come, seguiteci ancora per un po' e non ve ne pentirete! Buona lettura e...a presto! Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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QE#24 23 giugno 2020 23 giugno 2020

Sommario PAG. 4 Palazzo di Monaco: ritorna il cerimoniale del cambio di Guardia // San Giovanni: il tradizionale falò conquista la famiglia Princier SALUTE & BENESSERE

PAG.26: Colpi di calori: i consigli del Governo di

PAG. 8: Inaugurata la nuova Corte d'Onore del Municipio // Le parole che curano: Addio a Giulio Giorello // Essere Genitori con le nostre ...pillole di sag ezza

Monaco

PAG.14 INCONTRI: Giacomo Caliolo // MOiTO -

Ingredienti di questa pozione: reale ma virtuale, la meraviglia dei Musei Reali di Torino

PAG. 20 Antonello Rotondaro: " La nostra è una famiglia unita, forse questo è il segreto del nostro successo"

PAG. 24 Fondazione Principessa Charléne di Monaco: raccolti 21.500 euro grazie alla 24 ore di Le Mans virtuale// BESAFE Monaco: una nuovo cadeau per l'associazione monegasca PAG. 28 La Ciambella (la zambela!)

QUALCHE NOTIZIA SU...QE-MAGAZINE

QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QEMAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com.

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Palazzo di Monaco: ritorna il cerimoniale del cambio di Guardia

Alle 11.55 del 19 giugno la Compagnia dei Carabinieri del Principe ha ripreso il tradizionale cerimoniale del cambio della Guardia in Piazza del Palazzo Principesco, pur tenendo conto delle disposizioni sanitarie in corso in queste ultime settimane. Per occasione, S.A.S. il Principe Alberto II ha assistito, affacciandosi alla finestra,

©Manuel Vitali - Direction de la Communication

al debutto del rituale militare che per qualche tempo, a causa della crisi legata a Covid-19, è avvenuto comunque all'interno della Corte di Palazzo. Singolare lo scenario, per i

turisti sulla piazza: infatti, con l'accordo del Principe Sovrano, i carabinieri non indossavano le solite uniformi bensì quelle riservate alle interventi ufficiali. Per questa ragione, il cambio di guardia del 19 giugno 2020 sarà comunque ricordato negli annali della storia per la candida tenuta dei graduati. Durante la prima guerra mondiale,

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riferiscono dal Palazzo, la maggior parte dei carabinieri era stata mobilitata nell'esercito francese, mentre a sorvegliare il Palazzo era gli stessi monegaschi ed i carabinieri in pensione, vestiti in abiti civili. Ed ora, considerato che le visite al Palazzo sono sospese al pubblico fino ad aprile 2021, non resta che ammirare questa manifestazione che si ripete puntuale tutti i giorni alle 11h55. Ma attenzione, come misura precauzionale, l'uso di maschere e il rispetto della distanza fisica sono obbligatori anche per i soli spettatori!

(Credits foto: Axel Bastello/Eric Mathon e Gaetan Luci / Palazzo del Principe - Manuel Vitali / Direzione della Comunicazione - La Guardia Civile davanti alla Porta Principale del Palazzo Principesco. DR. Coll. Archivio del Palazzo di Monaco).

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San Giovanni: il tradizionale falò conquista la famiglia Princier

Tradizionalmente la festa di San Giovanni, San Giuane Batista in monegasco, nel Principato di Monaco, coincide con il Solstizio d'estate e si celebra in due tempi: il Falò con le danze folcloristiche delle Palladiennes, sulla Piazza del Castello dei Grimaldi; ed il giorno successivo, nel quartiere Des Moulins, con un corteo che si conclude con l'immancabile batafoegu (falò), acceso dalla "Fiamma del Canigou", ossia una lanterna rappresentante la " « Maintenance provençale des feux de la Saint Jean ». La manifestazione popolare, ricordo ancestrale di antichi riti contadini, termina con uno spettacolo folcloristico a cui tutto il popolo è invitato a partecipare. Quest'anno, invece, a causa della crisi sanitaria #Covid19, le celebrazioni si sono concentrate tutte nel corso della serata del 23 giugno, a Monaco Ville.

©Manuel Vitali - Direction de la Communication

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In presenza di un comitato composto da personalità istituzionali, qualche turista di passaggio e diversi residenti monegaschi, la cerimonia si è svolta sotto gli occhi della famiglia del Principe Alberto II che, affiancato dalla consorte e dai due figli, hanno applaudito dal balcone a fine esibizione mentre calava il sole, come documentato da queste immagini pubblicate anche sul profilo ufficiale Facebook del Palazzo di Monaco, sempre aggiornato in tempo reale. (Foto Credits: Eric Mathon / Palais princier Manu Vitali / Direction de la communication)

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Inaugurata la nuova Corte d'Onore del Municipio

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L'appena trascorso mercoledì 24 giugno 2020 a fine mattinata, S.A.S. il Principe Sovrano e il Sindaco Georges Marsan, accompagnati da alcuni membri eletti del Consiglio Comunale, hanno inaugurato la nuova Corte d'Onore del Municipio. Con loro c'erano anche Monsignor Dominique-Marie David, arcivescovo di Monaco, Stéphane Valéri, presidente del Consiglio Nazionale, Patrice Cellario, Consigliere del Governo - Ministro dell'Interno, e Isabelle Bonnal, Direttore de l'Education Nationale, de la Jeunesse et des Sports (DENJS). I lavori, realizzati dai Servizi Tecnici Comunali e coordinati dal Vicesindaco François Lallemand, sono durati 8 mesi, compresa l'interruzione del periodo del confinamento imposto per limitare la diffusione della malattia del Covid19. Il risultato ha permesso di trasformare un semplice cortile, dotato ora di un cancello elettrico, di un sistema di videosorveglianza, nonché l'installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, in un "luogo di accoglienza, di incontri e di scambi, che oggi riacquista un nuovo splendore", ha dichiarato il Sindaco Marsan nel suo discorso di benvenuto. Tra gli elementi decorativi svetta al centro della nuova corte un ulivo proveniente dall'ex percorso VITA (situato originariamente al Giardino Esotico, n.d.r) ed impiegato per sostituire l'arbusto originale, danneggiato da una malattia ma che fu piantato nel 1932 dal Comitato delle

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Immagine: copyright Michela Terzi tradizioni locali. Del resto questa pianta è un "simbolo di pace e di attaccamento al nostro Paese", perpetuando quindi "la [memoria] del lavoro dei nostri antenati la cui principale risorsa era la coltivazione di questi alberi", ha aggiunto il Sindaco in conclusione del suo ..................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020


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discorso. Inoltre, verso il termine dell'allocuzione lo stesso ha ringraziato tutte le persone e i servizi che hanno contribuito al successo di questo progetto. Successivamente il Sovrano, SAS il Principe Alberto II, ha scoperto la targa commemorativa, partecipando anche alla cerimonia simbolica di premiazione della lingua monegasca. Infatti, a causa di della crisi sanitaria legata al Coronavirus, il tradizionale Concorso linguistico monegasco è stato annullato quest'anno. Ma il Comune, in accordo con il DENJS (Direction de l'Éducation Nationale de la Jeunesse et des Sports), ha voluto onorare dodici studenti dell'ultimo anno di liceo che hanno completato i loro corsi di studi in lingua monegasca, ed a cui sono andati i complimenti di Marsan per questi i dieci anni di apprendimento, "prova del [loro] attaccamento alla nostra cultura". Il Concorso di lingua monegasco, nato dalla collaborazione tra il DENJS, il Comitato Nazionale delle Tradizioni Monegasche ed il Comune,n dal 1981 è diventato una vera e propria tradizione, permettendo con il tempo di coinvolgere insegnanti, membri della giuria e rappresentanti del Comitato Nazionale del Tradizioni monegasche appassionati della lingua e della storia del Principato di Monaco. Infine, un pensiero commosso alla memoria della baronessa Elizabeth-Ann de Massy, scomparsa recentemente, è stato formulato per ricordare il suo attaccamento alle Foto: copyright Niccolò Caranti istituzioni e tradizioni monegasche.

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Le parole che curano

Addio a Giulio Giorello

a cura di Salvatore Dimaggio

Immagine: copyright Michela Terzi

Questa settimana è stata segnata da una perdita importante. Un attore di primo 10

piano della cultura italiana ed europea si è aggiunto alle tante vittime del COVID-19. ..................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020


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perfezione in se stessi. Così tutte le perfezioni relative diventano assolute e gli assoluti in luogo di svanire si moltiplicano e in modo che essi possono AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAA

essere diversi e contrari fra loro.” Giorello, in quell’ineffabile teatro di cui lui e nessun altro poteva essere impresario, gli pone di fronte John Stuart Mill che benedice quella pluralità, quella cacofonia, quel disordine epistemico che permette a più idee di coesistere e dialogare senza esclusioni preconcette. In ultimo interviene un Nietzsche più

Foto: copyright Niccolò Caranti

Tutti i giornali hanno giustamente tracciato un sintetico ricordo di Giulio Giorello e soprattutto del contributo che ha dato all'epistemologia e più in generale alla cultura, giocando sempre il ruolo del pontiere brillante e dell'intellettuale pieno di dubbi, ma non per questo più desideroso di distruggere che ricostruire. Spesso si dice che quando muore un grande intellettuale, lascia dietro di sé pagine vive e pulsanti. Ebbene, noi vorremmo ricordarlo mostrando come ciò, nel caso di Giorello, sia ben più che un luogo comune. Per parlare di fede e relativismo, dialogando con l'amico Dario Antiseri, usa il Leopardi dello Zibaldone come una lente per rendere chiara e nitida una prospettiva emozionante: " Il mio sistema non distrugge l'assoluto, ma lo

cupo ed arguto del solito: “A volte vince davvero la libertà: qualche errore ha lottato per lei ". L'universalismo e l'apertura non erano per Giorello degli slogan, ma una pratica continua e familiare. Da ciò discende come la divulgazione non fosse per lui un'attività secondaria, ma il frutto di una visione delle cose nella quale davvero tanti elementi diversi possono coesistere felicemente, oppure in modo sofferto, ma reciprocamente rispettoso e soprattutto rispettoso di quel qualcosa di grande che la loro convivenza sta creando. Freccia immancabile nella sua capiente faretra era quella dell'ironia. Ironia come “arma di costruzione di massa” come lui la definiva. Un'arma che non si limita sterilmente a distruggere, ma preziosa perché capace di distruggere al fine di costruire. Eppure, metteva in guardia, i castelli creati da l'ironia sono utili purché si ricordi che essi sono sempre e

moltiplica. Rende tutti gli esseri possibili comunque castelli in aria. Dunque assolutamente perfetti, cioè perfetti per se un'ironia che aiuta a dubitare, ma anche, stessi, aventi la ragione della loro fatalmente, a dubitare di se stessa. .................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020

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Essere Genitori con le nostre...pillole di sag ezza

a cura di Michela Terzi

"Le paure dei bambini sono naturali e non vanno criricate, ma ascoltate con attenzione in modo che il bambino non si senta solo nell'affrontare l'ignoto. Il gioco, il disegno e le favole sono un ottimo modo per gestire le paure. Anche noi dovremmo essere esempi positivi, non mostrandoci estremamente angosciati o preoccupati poichĂŠ i bimbi interiorizzano le paure dei genitori, che si aggiungono a quelle fisiologiche della crescita.

Immagine: copyright Michela Terzi

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INCONTRI: Giacomo Caliolo

di Silvia Giordanino

Giacomo Caliolo non è un nome noto al grande pubblico, né è preceduto dall’aura della propria fama. Una veloce ricerca sul web non fornisce del resto un aiuto sostanziale: le voci che lo riguardano, benché relativamente numerose, sono infatti scarne e alquanto laconiche. Il musicista e compositore, pugliese di origine ma genovese di adozione, non sembra certo inseguire il successo mediatico, ma afferma fin da subito, con lapidaria e programmatica perentorietà, che a condurlo alla musica fu una passione incontaminata e pura: «Non mi importava la celebrità. A differenza di oggi, la musica non era un format televisivo. Volevo diventare un musicista e vivere di musica: un sogno molto difficile e

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pericoloso». E alla classica e quasi inevitabile domanda: «Quando hai capito che ce l’avresti fatta?» risponde senza esitazione: «Mai. Ho capito piuttosto di non essere un compositore da milioni di dischi. Ma la volontà e una certa lealtà, accompagnate a volte dalla disperazione, mi hanno aiutato». Anche nel riassumere la propria carriera Caliolo è parco di informazioni, schivo e persino reticente: «Ho fondato i Soundflowers nel 2002, componendo, suonando e producendo otto CD. Sono cofondatore del gruppo prog-rock Struttura&Forma e del trio fusion blues Red Phoenix Blues e sto registrando a mio nome un CD da solista». Soltanto dopo un autentico assedio le mura di riservatezza erette da questo straordinario e proteiforme protagonista della musica “colta” e “alternativa” italiana iniziano a cedere, e a poco a poco emerge con maggior nitore la storia di un “sognatore”, perdutamente innamorato della musica e restio a rievocare gli anni che lo videro conquistare, senza volerlo né esserne fiero, proprio la ribalta mediatica sempre rifuggita. «Fin dall’infanzia ho sviluppato amore per diversi tipi di musica: dal blues (vedendo da piccolo in TV, rigorosamente in bianco e nero, un blues man, Taj Mahal, che suonava con il bottleneck), ai Beatles (che ascoltavo alla radio, una Mignonette a valvole della Telefunken che ancora oggi fortunatamente possiedo), dai Led Zeppelin a Lucio Battisti, dall’opera (grazie a mio zio Luigi, clarinettista) al jazz, dalla fusion al country. Questa mia fame di musica non si è del resto mai estinta: ancora oggi a 63 anni cerco di imparare e a mia volta trasmettere. Iniziai a suonare una chitarra a undici anni, e cinque anni dopo debuttai dal vivo, con un amico incontrato in una sala prove del centro storico di Genova, come gruppo di supporto. Decisi in seguito di intraprendere un vero e proprio pellegrinaggio da Genova a Milano all’inseguimento di appuntamenti con case discografiche: dopo innumerevoli (e a volte giustificati) dinieghi, ero ormai sul punto di arrendermi, quando un direttore artistico mi incoraggiò a continuare a scrivere. Ripresi allora a combattere, ottenendo col gruppo Struttura&Forma il primo contratto con l’etichetta romana di un noto cantante, che però naufragò dopo soli sei mesi per problemi economici. Dopo diversi tentativi uniti a concerti ero ancora una volta sul punto di mollare .................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020

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(forse avrei fatto meglio?) e rassegnarmi, dopo che per rincorrere il mio sogno avevo rinunciato all’università e a lavorare come ragioniere. Ma, proprio mentre stavo per rientrare dalla mia amata Puglia a Genova, il mio amico batterista mi chiamò al telefono del negozio di mia zia (non esistevano ancora questi maledetti cellulari!) perché finalmente un nostro provino (fatto con il gruppo di allora, per cui avevamo scritto

il quale condividevo l’etichetta discografica e che produssi artisticamente nel 1984 e nel 2009. I rapporti con alcuni editori non meno di un mese arrivò così una proposta sono stati il massimo: ho spesso incontrato di lavoro, e piano piano le cose iniziarono a funzionare bene: cominciai a lavorare come sciacalli, gente che si prende il merito per il compositore e paroliere ed entrai a far parte lavoro altrui. Manca d’altronde in questo dei Rondò Veneziano. Certamente alla luce ambiente la solidarietà, che pure viene tanto sbandierata (in particolare sui social, della mia esperienza di oggi, ripercorrendo caro Umberto Eco!). Comunque collaboro le tappe della mia storia, rimpiango di non ancora con alcune case editrici aver fatto di più. La piena maturazione è cinetelevisive, insegno privatamente avvenuta dopo; è nata qualche amicizia chitarra e basso e spero riprendere a duratura, come quella con Paul Bradley suonare dal vivo: la strada da percorrere è ancora lunga. Purtroppo la musica già versava in condizioni critiche e la pandemia le ha inferto il colpo di grazia; ma non ho intenzione di rinunciare ai miei progetti: oltre al gruppo prog-rock Struttura&Forma, all’ensemble classic-ambient-pop Rondò Anthology e al trio Red Phoenix Blues, sto registrando un disco da solista tra blues funk jazz e fingerstyle». Nei labirinti di questo poliedrico percorso quasi si smarrisce l’importanza e l’impatto che ebbe il sodalizio con il Rondò Veneziano: se l’ensemble si è oggi di fatto ritirato dalle scene italiane (pur proseguendo la propria attività con tournée europee e ottenendo ..................................................................................................................................................................................................... brani per certi versi alla Elio e le storie tese) aveva destato l’interesse di qualcuno. Dopo

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(meglio noto come Mal dei Primitives), con

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platino) raggiunta da questo gruppo “strano” e anomalo, che, nelle parole di un celebre addetto ai lavori, avrebbe addirittura «cambiato il modo di concepire la classica, fondendola al pop», non piacque a molti musicisti “alti” (tra cui Fabrizio De André) che videro in essa un’operazione meretricia; ed è forse alla ancora grande successo nei Paesi tedescofoni), negli anni Ottanta (proprio in concomitanza con la partecipazione di Caliolo) esso assurse a vette di notorietà inimmaginabili, dominando le classifiche nazionali e continentali con il suo riuscitissimo mix stilistico di tradizione strumentale italiana barocca e musica pop e finendo per diventare, quasi paradossalmente, un emblema della nascente televisione commerciale, almeno a partire dal 22 gennaio 1980, quando il brano Rondò veneziano fu scelto da Silvio Berlusconi come sigla di apertura e chiusura dei programmi di Canale 5, andando in onda sei volte al giorno. La fama planetaria (oltre trenta milioni di dischi venduti, quindici dischi d’oro e undici di

luce di tali premesse che si può comprendere la riluttanza di Caliolo, che relega la sua partecipazione a una semplice tappa della sua carriera. E in

effetti, come un redivivo Callimaco che si compiace di odiare la strada aperta a chiunque e un amante goduto da tutti e di non bere a una pubblica fontana, anche Calliolo intende perseguire un cammino di nicchia, ma, a differenza del poeta, non per indole elitaria ma per un socratico e incondizionato amore della ricerca e della sperimentazione, agitato e sempre rinvigorito da una sorta di daimon («Il segreto della musica? Nessuno: o crei la magia o non la crei....direi follia pura»). Non a caso, il timido adolescente di ieri, che si ritrovò a tu per tu dietro al palco con i Genesis e non riuscì a spiaccicare una parola per il timore reverenziale ma che volle fortissimamente fare musica nonostante la contrarietà della madre (che non ne approvò mai la scelta), oggi consiglia ai giovani che aspirano ad affrontare il suo stesso cammino: «Limitatevi – si fa per dire – ad amare la musica. Questo è il solo suggerimento che mi senta di darvi. A meno che, ovviamente, non intendiate fare rap: in quel caso, per favore, fate altro…». .................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020

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Ingredienti di questa pozione: reale ma virtuale, la meraviglia dei Musei Reali di Torino Già il gioco di parole innestato dalla sigla “èreale” è significativo sulla portata e incredibile bellezza di questo ” tour” tra la cappella della Sindone e le sale dei musei Reali. Da una parte si sottolinea l’incredibile bellezza e dall’altra lo stretto rapporto di questa mostra con i Palazzi Reali. Il 27 maggio la Biblioteca Reale ha riaperto al pubblico con nuove modalità organizzative e, da martedì 2 giugno, sono tornati ad essere visitabili il Palazzo Reale con l’Armeria, la Cappella della Sindone, il primo piano della Galleria Sabauda e il settore Torino del Museo di Antichità. In occasione della riapertura, un esclusivo cortometraggio musicale presenta “èreale”, il nuovo palinsesto di contenuti video disponibile sul sito dei Musei Reali. I Musei Reali festeggiano il settantaquattresimo compleanno della Repubblica. Dal 27 maggio la Biblioteca Reale è aperta per

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consultare libri e documenti. Dal 2 giugno sono aperti anche i Musei, con un itinerario studiato per tutelare i visitatori. Tra le novità, il restauro “a vista” dell’altare della Cappella della Sindone (o cappella del Guarini). Dalle grandi finestre aperte nella recinzione del cantiere sarà possibile seguire passo dopo passo il lavoro dei restauratori del Consorzio San Luca, impegnati nella restituzione dell’altare opera progettata dall’ingegnere matematico Antonio Bertola tra il 1688 e il 1694 per accogliere la Santa Musei Reali_ereale Credits MYBOSSWAS per Musei Reali Sindone. Il gioco luci che inonda dall’alto la cappella e la grandiosità della cupola infondono un magico irreale senso di grandezza e di forza extraterrena che si completa con la sacrale preziosità del reperto contenuto nell’altare. Un altro “monumento nel monumento” che andrà ad aggiungersi al percorso del Palazzo Reale, dell’Armeria, della Galleria Sabauda e del Museo di Antichità. DAL REALE AL VIRTUALE Anche l’offerta digitale affronta nuovi traguardi sul web con il progetto ..................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020


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“èreale”, la nuova piattaforma per la fruizione di contenuti video prodotti dai Musei Reali, progettata dallo studio MYBOSSWAS, disponibile all’indirizzo “ereale.beniculturali.it”: un inedito palinsesto con brevi documentari tematici, nuovi restauri e mostre virtuali permetteranno di conoscere opere e luoghi meno noti dei Musei Reali. Nel video di presentazione la Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella spiega il ruolo che i musei possono svolgere nei confronti della comunità, come luogo di conoscenza e di benessere, e anche come memoria e simbolo di grandezze, di bellezze, di sfide che possono ispirarci in questo momento di crisi e di incertezza. LA NUOVA PIATTAFORMA VIDEO SUL SITO DEI MUSEI REALI La riapertura dei Musei Reali coincide con

la presentazione del progetto “èreale” (ereale.beniculturali.it), piattaforma online che amplia l’esperienza di visita per intraprendere un viaggio virtuale attraverso contenuti video originali. Approfondimenti tematici accompagneranno i visitatori, da casa, tra stanze finemente decorate, preziosi arazzi, antiche armature e reperti millenari. Il video di lancio intitolato 'è Reale' il canale dei Musei Reali di Torino” è un breve musical realizzato nel vuoto e nel silenzio delle sale. Scritto e creato dal regista e compositore Giorgio Ferrero con il direttore della fotografia e produttore Federico Biasin, autori del pluripremiato film musicale Beautiful Things, è un esclusivo ed ispirato cortometraggio musicale cinematografico di tre minuti, in cui danzatori, acrobati, schermitrici e cantanti liriche vivono la magia di un viaggio all’interno dei musei. Il palinsesto, che si arricchirà nel corso dei prossimi mesi di ulteriori contenuti speciali, presenta anche la playlist Closed In. I Musei visti da dentro.

Inutile osservare che questa irripetibile occasione merita una o anche più visite per godere appieno tutte queste uniche ed inestimabili bellezze. ..................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020

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Antonello Rotondaro: " La nostra è una famiglia unita, forse questo è il segreto del nostro successo"

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E' il felice padre di due 'figliole' come le chiama lui. Le vediamo nelle foto: Erika è alla sua sinistra mentre Desia, al centro, vive a Londra e dallo scorso mese ha dato alla luce la sua prima bimba, Sophia. Ma Antonello Rotondaro, nonostante sia diventato nonno da poco è un evergreen, sia per l'aspetto fisico che per lo spirito. Animo curioso, in passato è stato tra i primi a promuovere il karaoke a Ventimiglia, perché ama la musica oltre che esibirsi, di tanto in tanto, come cantante. Volto non nuovo nel Principato di Monaco, Rotondaro è un imprenditore, figlio di albergatori da cui ha ereditato il senso dell'accoglienza, capace di stimolare la sua creatività per sorprendere sia gli amici che i fedeli clienti, nonostante le incertezze di questa stagione estiva. Dall'alto del suo maniero che domina la valle Intemelia, a poca distanza da dove si trova la sua abitazione, Antonello ci accoglie di giovedì nel suo Hotel Ristorante panoramico durante uno dei suoi già noti AperiView. ..................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020


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"La nostra è una famiglia unita, forse questo è il segreto del nostro successo. Del

si parlava ancora genericamente “Coronavirus”. Osservavo e leggevo della

resto, con mia figlia siamo alla quarta generazione di imprenditori alberghieri e

pandemia in Cina mentre in Italia sembrava tutto lontano, pochi casi che si sarebbero

ristoratori, e se siamo arrivati fin qui una ragione c'è..." esordisce mostrandoci

risolti senza conseguenze particolari. Ed invece..." Immagino che le tue abitudini,

soddisfatto il raffinato ambiente che ci circonda. La piscina, incorniciata da lettini e

in qualche modo siano cambiate: hai fatto qualcosa che ti eri ripromesso di

tavoli apparecchiati con cura, decori e molta cura dei dettagli, in effetti, ci fanno

intraprendere appena avessi avuto tempo oppure hai riscoperto alcune

sentire a proprio agio. Ma come hai vissuto i primi mesi dell'anno,

delle tue passioni? "Per carattere cerco sempre di trarre spunto osservando con

tristemente segnati dalla comparsa del coronavirus e poi del lockdown? "Con molta preoccupazione ed interesse per ciò che stava accadendo nel mondo. Non mi piace dirlo ma purtroppo, già a febbraio, avevo previsto che la pandemia avrebbe avuto ripercussioni pesanti per il mio lavoro e fin da subito ho fatto una piccola scorta di mascherine ed igienizzanti. All’epoca, ricordo chiaramente più che di crisi sanitaria dovuta alla malattia del Covid-19,

attenzione ciò che capita intorno a me e la mia famiglia. E quasi una forma di autodifesa, un modo per proteggermi e non farmi trovare impreparato. Tuttavia vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, nonostante tutto. Vivendo in una zona panoramica con ampio giardino, non posso certo dire che stare in casa mi sia pesato. Anzi, il disagio sicuramente è stato minore di molti altri miei concittadini". Mentre parla, Antonello guarda l'orizzonte, come se

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volesse cercare il modo di proseguire la chiacchierata senza essere invadente, sebbene sia soddisfatto e orgoglioso di quanto ha costruito con anni di sacrifici. Ma non c'è solo lavoro: "Tra le mie passioni aggiunge- c'è il bricolage e la musica. Diciamo che ho approfittato delle settimane di confinamento per dare sfogo a tutto ciò che avrei voluto fare ma non ne ho mai avuto il tempo". Tipo? "Con grande felicità riscoperto mia figlia 27enne (Erika, n.d.r. ). Abbiamo vissuto insieme questo lungo periodo, approfittandone per intavolare lunghi discorsi costruttivi e condividendo la passione della musica. Inoltre, nei momenti di pura creatività sull'arte culinaria, abbiamo messo a punto alcuni nuovi piatti della nostra cucina, dedicando mesi a degustazioni spericolate. Il risultato è stato interpretare nuovamente il menù proposto nel ristorante che gestiamo e aspetto, il Governo italiano non ci è stato prefigurando una nuova riapertura rivolta aiutato né favorito economicamente. Noi, anche ai giovani, con prezzi ragionevoli ma come altri, abbiamo dovuto arrangiarci con qualità impeccabile". Ma non sono tutte le nostre forze..." Cioé? "Ho voluto riaprire rose e fiori..."Difatti, avendo una struttura alberghiera con personale da assumere, mi l’attività appena ho intravisto uno spiraglio e, allo stesso tempo, ho cercato di fare sono seriamente preoccupato per loro loro. meno “danni possibili”, pur sapendo che Devo purtroppo constatare che, su questo sarebbe stato un terno al lotto. Comunque dal 6 giugno, finalmente, siamo operativi con l' Hotel, ristorante e piscina. Solo ora però posso dire che è stata una buona scelta riaprire." Tanti clienti allora..."Beh, diciamo che la risposta è stata da subito buona grazie agli italiani ma soprattutto ai

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francesi di prossimità che non han fatto mancare la loro presenza. Avere una clientela fidelizzata è un bel traguardo nel nostro lavoro!" E dal punto di vista ..................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020

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sicurezza? "Siamo stati e siamo tuttora molto scrupolosi affinché tutta la struttura sia sanificata secondo la procedura anti Covid-19. Inoltre il personale, dopo una prima fase di studio ed evidente imbarazzo nel dover indossare mascherine, guanti e altre accortezze, ora si è perfettamente adattato come se questa precauzione sanitaria fosse sempre stata una cosa normale. Ci si abitua davvero a tutto. I clienti, comunque, mantengono le distanze ed indossano le mascherine: fortunatamente non dobbiamo più spiegare nulla". Qualche aneddoto di questi ultimi giorni? "Sì, ed è qualcosa che mi inorgoglisce moltissimo: più di un cliente straniero mi ha confessato di aver scelto di trascorrere le vacanze o semplicemente venendo nel nostro ristorante perché ha apprezzatole le scelte effettuate dal nostro Governo italiano. Nonostante tutto, per molti di loro, l'amministrazione italiana è stata impeccabile nella gestione dell crisi, soprattutto per aver adottato tutte le misure che c’erano da prendere a tutela della salute dei suo cittadini. E questo è un bel segnale per tutti noi!" Non vorrei parlare troppo presto ma pare che l'ombra del Covid19 si stia allontanando. Come vedi il futuro della tua attività? "Considerando che i clienti sino ad ora giunti in hotel sono per il 95% principalmente italiani o francesi, suppongo che si fondamentale puntare sul mercato locale. Per questo abbiamo deciso di modificare molte delle nostre abitudini . Ad iniziare dal menù del ristorante, arricchito di piatti sfiziosi, che siano ricercati ma sempre nel rispetto delle tradizioni. Inoltre, questa stagione estiva sarà ritmata, ogni giovedì, con un aperitivo in terrazza, a cui segue, per chi vuole, una cena degustazione ad un prezzo idoneo. Vogliamo coccolare il più possibile i nostri clienti perché, volendo citare François de La Rochefoucauld 'Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte' .E noi, in questo momento, vogliamo regalare questa esperienza a chi ci sceglie. La cornice, ossia il panorama e quanto ci circonda, lo regala tutti i giorni Madre Natura. Cosa volere Immagine: copyright Michela Terzi di più?" Ed in effetti, alla Riserva di Castel d’Appio, questa domanda è più che lecita! .................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020

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Fondazione Principessa Charléne di Monaco: raccolti 21.500 euro grazie alla 24 ore di Le Mans virtuale

Credits: Eric Mathon / Palais Princier

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Come abbiamo già anticipato in un nostro precedente articolo pubblicato su QEMAGAZINE #20, si è svolta online, il 13 e 14 giugno scorso, la leggendaria gara di resistenza francese, la 24 ore di Lemans, che ha visto tra i partecipanti anche un equipaggio monegasco #54 'Strong Together', iscritto dalla Fondazione Principessa Charlène di Monaco e classificatosi all'ottavo posto nella categoria GTE. Lo scopo però, era anche quello di raccogliere fondi da donare alla ricerca medica per sostenere la lotta contro la Covid 19 e promuovere le vaccinazioni accessibili a tutti. "Queste 24 ore virtuali di Le Mans hanno dimostrato la combinazione vincente tra competizione, passione e

Alliance, un'organizzazione internazionale fondata nel 2000 che lavora per l'accesso universale alle vaccinazioni senza discriminazioni. A tal proposito Pierre Fillon, presidente dell'Automobile Club de l'Ouest, ha dichiarato: "La condivisione e lo scambio sono i valori della nostra disciplina. Pertanto, queste 24 Ore virtuali di Le Mans non potevano avere luogo con una filosofia diversa e questa richiesta di donazioni, avviata dalla Principessa Charlène di Monaco, è stata una chiara dimostrazione del legame tra Le Mans e Monaco nella storia dell'automobilismo sportivo. Ringrazio sinceramente tutti i donatori e coloro che hanno permesso di organizzare tutto questo, soprattutto l'impegno dei piloti.

generosità" ha affermato la Principessa Charlène, felice di aver contribuito a raccogliere 21.500 euro donati alla GAVI

Spero che lo spirito della 24 Ore di Le Mans possa diffondersi grazie ai suoi partecipanti ma anche con l'impiego di nuove tecnologie"

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BESAFE Monaco: una nuovo cadeau per l'associazione monegasca

Fondata nell'ottobre 2017 da cinque amiche, a seguito di un incidente mortale di un loro compagno di scuola - guidava lo scooter in stato di ebrezza - l'associazione BESAFE Monaco è presieduta attualmente da Camille Gottlieb e nel suo direttivo conta la presenza di Charlotte Marsan, Andrea Puzar, Laura Dias e Margaux Grundstein. Da qualche giorno la flotta di navette di cui dispone per assistere i giovani ed accompagnarli a casa, si è arricchita di un nuovo mezzo donato dal Municipio con il contributo della Banca CMB, rappresentata anche dal suo Amministratore Delegato Francesco Grosoli. Prevenire ed educare i giovani e i loro genitori sui pericoli dell'alcolismo alla guida è la missione di BESAFE Monaco che, attraverso un sistema di navette gratuite posizionate all'uscita degli stabilimenti notturni nel Principato, consente di accompagnare a casa le persone in stato di ebbrezza. Durante la consegna delle chiavi, il sindaco Marsan si è congratulato con le giovani donne per il loro investimento. "Il vostro messaggio si rivolge principalmente ai giovani per avvertirli e sensibilizzarli sui pericoli della guida in stato di ebbrezza, e sono sicuro che voi siete eccellenti messaggere, capaci di utilizzare le parole giuste e di intraprendere le azioni giuste. Sono sicuro che questo veicolo sarà usato saggiamente e spero sinceramente che questo aiuti a perpetuare il sistema di navetta per consentire a grandi e piccini di tornare a casa in sicurezza", ha aggiunto il Sindaco. Ed ora, in azione!

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SALUTE & BENESSERE

Colpi di calori: i consigli del Governo di Monaco

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Nell'attuale contesto sanitario, le raccomandazioni di prevenzione per prevenire i colpi di calore sono oggetto di comunicazione da parte del Governo di Monaco. Quest'anno in particolare, viene posto l'accento sull'importanza della climatizzazione dei locali pubblici. A questo proposito, l'amministrazione monegasca ha suggerito ai gestori o i responsabili dei negozi e centri commerciali di applicare al meglio le raccomandazioni relative all'uso del ventilatore negli spazi chiusi o semichiusi, diramando una nota informativa che, anche noi, pubblichiamo qui di fianco. Inoltre, leggiamo nell nota, si ritiene sia controindicato quando nello stesso locale siano presenti più persone allo stesso tempo, anche se le stesse indossano maschere sanitarie di protezione. Tuttavia il calore elevato, lo sappiamo bene, potrebbe influire negativamente sulla nostra salute. A seconda dell'età, il fisico reagisce in modo diverso: quando si è anziani, il corpo non suda molto ed è quindi difficile mantenere una temperatura di 37° C. La conseguenza, ma non accade sempre, è avere malesseri diffusi fino al noto colpo di calore, ossia ipertermia, ove la temperatura corporea supera i 40° C provocando alterazione della coscienza. In generale, sappiamo che sia nei bambini che negli adulti, il corpo suda molto per mantenersi alla giusta temperatura, perdendo acqua e sali minerali che potrebbero condurre, se non correttamente bilanciato da un'alimentazione sana ed equilibrata, ad una disidratazione temporanea. Caso a parte per le donne in gravidanza: una serie di malattie e l'assunzione di alcuni farmaci possono, insieme alle alte temperature, avere un impatto negativo sulla salute del feto. Questi problemi dovrebbero essere discussi con il medico e il farmacista prima dell'estate. In caso di necessità, si ricorda di rivolgersi ai consueti numeri di soccorso attivi 24 ore su 24 / 7 giorni su 7 che, nel Principato di Monaco sono il 18 o il 112. ..................................................................................................................................................................................................... 25 giugno 2020


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SALUTE & BENESSERE

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La Ciambella (la zambela!)

Ingredienti per 4 persone 400 g farina 0 150 g zucchero 1 bustina lievito per dolci

2 uova 1 limone (solo scorza grattugiata) 1 pizzico sale 60 g burro a temperatura ambiente 60 g di strutto 120 g c.a. di latte intero tiepido per impastare q.b. zucchero a velo o in grani (per guarnire)

La ciambella è un tipo dolce romagnolo, composta da ingredienti poveri. Dolce che si consuma sia per colazione che a fine pasto. Si usava offrirla ai visitatori, accompagnata da un buon bicchier di vino rosso perché, ai tempi, il caffè era merce rara...

Preparazione

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La ricetta della Zambella riminese è molto semplice. Iniziate versando la farina in una terrina, lo zucchero e la bustina di lievito, mescolate bene con la frusta i tre ingredienti e successivamente mettere tutto il resto aggiungendo il latte poco alla volta. Mescolare il tutto con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Portate ora il forno a temperatura di 180°C. Su una placca da forno foderata con la carta da forno stendete il composto formando un filone, spolverato con lo zucchero in grani. Poi infornate per circa 30/40 minuti. Il tempo di cottura dipenderà dal vostro forno. Quando vedrete la ciambella dorarsi fate la prova dello stuzzicadenti: se questo, una volta estratto, sarà asciutto la ciambella è pronta! IL SEGRETO DI NONNA PEPPA. Ricordo ancora ora l'attenzione che ci metteva a guarnire la ciambella: la tagliava a metà, bagnava la parte inferiore con abbondante Alchermes poi ci stendeva una abbondante strato di crema. Poi richiudeva la parte superiore della ciambella, decorandola con altra crema e con scaglie di cioccolato. Uno spettacolo per gli occhi ed una gioia non solo per i golosoni!

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