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QE-MAGAZINE WEB # 19 Anno 5 - 21 maggio 2020

Credits: Vladimiro Bizzocchi


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QE-MAGAZINE 21 mag io 2020 L' editoriale by Maria BOLOGNA

Evocare le emozioni parlando del Gran Premio di Formula 1 di Monaco, è cosa facile. Da sempre, le monoposto del campionato mondiale, protagoniste sulle strade nell'unico circuito cittadino, riescono a far appassionare e far sognare non solo gli appassionati di sport automobilistici ma anche gli amanti del glamour e della movida che, ogni volta, questa disciplina stimola ed alimenta. Del resto è di ficile non ammirare i mega-yacht trasformati per qualche giorno in night club e fimeri; i lussuosi hotel privatizzati per spettacoli e sfilate di moda; le terrazze arredate per accogliere ospiti famosi mentre i locali, sul porto di Monaco, vengono letteralmente presi d'assalto dalla fine delle gare fino al giorno successivo. Diciamo pure che la concentrazione dei VIP va di pari passi con la fama ed il talento dei piloti. Magicamente, sempre in quei quattro giorni, si moltiplicano le supercar che rombano la sera nel centro di Monte Carlo, mentre nei lounge-bar si pasteggia con caviale e champagne millesimati. Questo è il mood del mese delle rose per il Principato di Monaco, foriero di sorprese non solo sportive che, per status e grazie al numero dei visitatori estemporanei, generano diversi milioni di euro. Secondo le nostre informazioni, per essere precisi, il circus del Gran Premio di Monaco da giovedì a domenica delle ultime edizioni, assicura un fatturato equivalente all'incirca a 23,6 milioni di euro, il 5% del PIL nazionale. Nel 2019, inoltre, è stato un anno speciale perché occasione per celebrare il 70° anniversario dalla nascita del Gran Premio di Monaco, creato grazie all'intuizione di Antony Noghes, che poi è anche il fondatore dello Automobile Club de Monaco. Questo week-end, invece, a causa dell'emergenza sanitaria causata dalla di fusione del coronavirus in tutto il mondo, negli annali del Principato di Monaco potrebbe diventare storia non tanto il fatto che, per la prima volta dal 1954, non accoglie l'edizione numero 78 di questa mitica competizione, bensì perché in quei giorni il registra francese Claude Lelouch ha realizzato il suo cortometraggio intitolato "Le grand rendez-vous". Immaginato come una specie di remake di un'altra sua pellicola realizzata nel 1976 sulle strade di Parigi, qui Lelouch cambia lo scenario - perché siamo a Monte Carlo - ed il protagonista, nientemeno che il pilota monegasco di Formula 1 Charles Leclerc. Infatti domenica 24 maggio, il giovane talento percorrerà a bordo di una Ferrari il tracciato del circuito cittadino privato di altre auto. Per ragioni di sceneggiatura e di copione, Charles avrà il primato di essere l'unico pilota del Mondiale di Formula Uno a sfrecciare a bordo del suo bolide, dalle 6h45 alle 9h del mattino. In condizioni diverse, su quello stesso tracciato avrebbero dovuto transitare le 20 monoposto del Mondiale che, forse, riprenderà il 5 luglio sul circuito austriaco di Spielberg. E chi l'avrebbe mai detto che a contribuire alla realizzazione di questo cortometraggio fosse proprio l'emergenza #Covid19: basta cambiare prospettiva e le cose hanno davvero tutto un altro significato… Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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Sommario PAG. 4 Covid19, la Fase 3 nel Principato di Monaco: prime indicazioni dal Governo // Leg e sui licenziamenti a Monaco: la FEDEM non ci sta e ricorre in Tribunale!

PAG. 8: Le parole che curano: Sipario chiuso // Essere Genitori con le pillole di sag ezza

PAG. 19: Ti conosco mascherina

PAG.10 INCONTRI: Emanuela Rolla / MOiTO Ingredienti di questa pozione: il prezioso Museo Egizio di Torino nelle sue migliori declinazioni virtuali. PAG.18 Ele rico, Storico e Formula 1: a Monaco tre GP in un colpo solo nel 2021

PAG. 20: La pandemia Covid19? Un'opportunità per rendermi utile! SALUTE & BENESSERE

PAG. 24: PHAM Monaco: occhio alle gambe! PAG. 26 Un dolce tipico Romagnolo: il Bustrengo

QUALCHE NOTIZIA SU...QE-MAGAZINE

QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QE-MAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com.

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Covid19, la Fase 3 nel Principato di Monaco: prime indicazioni dal Governo

©Manuel Vitali - Direction de la Communication

Al Liceo Alberto I di Monaco, nonostante le rassicurazioni che ci erano state fornite in una intervista concessa in esclusiva dal Consigliere-Ministro degli Affari Sociali e della Salute, Didier Gamerdinger - pubblicata il 6 maggio su QE-MAGAZINE, apprendiamo che un insegnante è stato scoperto positivo al Covid19. Il Governo di Monaco ha minimizzato per quanto la gravità sia aver testato il corpo insegnante dopo ben tre giorni dall'11 maggio, data dell'apertura degli istituti scolastici monegaschi, sia privati che pubblici. Avremmo voluto saperne di più nel corso della conferenza stampa organizzata mercoledì 20 maggio ma, invece, ci siamo dovuti accontentare di informazioni interessanti ma non più rassicuranti, per noi. Inoltre non abbiamo nemmeno capito perché, all'interno dei locali del Ministero di Stato di Monaco, indossare la mascherina di protezione sia un opzione e non

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un obbligo. Di fronte alla stampa, i Consiglieri-Ministri del Governo - Didier Gamerdinger (Affari sociali e salute) e Jean Castellini (Finanza ed economia) - hanno annunciato che è il Principato si sta preparando per attuare la fase 3 del deconfinamento, in quanto

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l'attuale situazione sanitaria appare soddisfacente sia dal punto di vista dei contagi che dei malati di Covid19. In realtà a doversi prepararsi, a partire dal 2 giugno, sono gli esercenti che potranno riprendere le loro attività, solo a condizione di attuare le misure di barriera e la distanza fisica, sotto stretto controllo degli incaricati dello Stato. Tra i più attesi i ristoranti, i cui dipendenti dovranno obbligatoriamente indossare la mascherina. Ai clienti è chiesta obbligatoriamente la prenotazione. Tuttavia, i tavoli, i cui coperti possono arrivare fino a 6 coperti al massimo, devono essere distanti tra loro 1,5 metri. Inoltre i titolari, per chi ancora non ci abbia già pensato, devono provvedere a fornire al cliente o un menù digitale oppure una versione accessibile tramite lo smartphone. Per evitare contaminazioni, non solo i condimenti devono essere a disposizione per ciascun tavolo, ma - e questa proprio non l'abbiamo capito - l'atmosfera musicale deve essere moderata, forse per evitare che i commensali possano ballare smodatamente (!). Semaforo verde per i valet-parcheggiatori che devono disinfettare ogni volta le superfici con cui entrano in contatto. Anche i bar possono riaprire. I clienti però devono rimanere seduti seguendo le stesse regole del ristorante; non sono permessi né il karaoke e nemmeno musica dal vivo. I Musei e le sale espositive aprono seguendo un po' le regole dei supermercati, ovvero l'accesso dei visitatori è permesso su un percorso in cui l'entrata e l'uscita non devono coincidere, affinché si possa regolare il flusso di gente e non creare assembramenti. Le spiagge e i solarium, attualmente accessibili in modalità dinamica, potranno essere frequentati anche per prendere il sole, a patto di rispettare 1,5 metri tra asciugamani e materassi, regola che vale anche tra familiari. Apparentemente gli spettacoli all'aperto, limitando il flusso di spettatori, sono permessi. E' il caso del cartellone del Fort Antoine. Riaprono anche i Casinò e le sale da gioco, al cui interno si devono rispettare le distanze tra slot machine e divisori ai tavoli da gioco; la pulizia dei dadi e dei gettoni dovrebbero essere sistematici. I Centri congressi, così come gli sport individuali saranno nuovamente consentiti mentre quelli collettivi e di contatto richiederanno un approccio specifico, secondo le indicazioni fornite a seguito di accordi tra le federazioni interessate e il Dipartimento per l'azione sanitaria. Infine resta la lista di che cosa rimarrà chiuso dopo il 2 giugno: cinema (ad eccezione di quello all'aperto), discoteche, palazzetti dello sport e spa collettive. In conclusione, secondo la nota fornita dal Governo di Monaco, i Consiglieri-Ministri, parrebbe che "il sostegno statale alle imprese effettuato attraverso il ricorso al CTTR ( disoccupazione totale temporanea rinforzata) e l'aiuto concesso alle imprese monegasche penalizzate dalla pandemia non saranno sospesi unilateralmente da parte dell'amministrazione bensì trattati uniformemente durante le consultazioni concertate con i membri del Comitato misto di Sorveglianza, la cui riunione prossima è prevista il 28 maggio. (Foto: ©Michael Alesi – Direction de la Communication)

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Leg e sui licenziamenti a Monaco: la FEDEM non ci sta e ricorre in Tribunale!

President-FEDEM-©Iulian Giurca Caroli Media

E' stata approvata dal Governo di Monaco, in piena emergenza Covid19, la legge n. 1488

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che, per tutelare i lavoratori, ha vietato il licenziamento e l'obbligo di telelavoro. Ma la FEDEM, presieduta da Philippe Ortelli non ci sta e, lo scorso 18 maggio, ha presentato alla Corte Suprema una richiesta per annullarla, in base all'articolo 90.A.2 della Costituzione del Principato. L'intento è quello di convincere i magistrati monegaschi al fatto che questa normativa violi la libertà di lavoro, il diritto di proprietà, il principio di certezza del diritto, nonché il diritto alla protezione sociale.

"Sebbene comprendiamo appieno che alla luce dell'attuale contesto della pandemia, lo Stato monegasco abbia dovuto adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza della popolazione, e in particolare dei dipendenti che lavorano a Monaco - si legge nella nota - non ci è sembrato accettabile che alcune misure proibiscano licenziamenti ingiusti, rendendo obbligatorio il telelavoro nelle posizioni in cui era possibile e portando altre misure per affrontare l'epidemia di COVID-19." "Questo testo - si sottolinea - limita in modo eccessivo e radicale le possibilità di licenziamento a soli cinque casi (colpa grave, licenziamento economico avviato prima della crisi COVID-19, morte del datore di lavoro, la scomparsa della causa del contratto di lavoro e l'impossibilità di riclassificare i dipendenti inadatti). Con questa misura riteniamo che il legislatore abbia attaccato in modo sproporzionato la libertà di lavoro garantita dalla nostra Costituzione, nonché la facoltà di violare il contratto di lavoro, componente di questa libertà, giustamente attuato dal legislatore monegasco in Legge n. 729 del 16 marzo 1963 sul contratto di lavoro e legge n. 845 del 27 giugno 1968 relativa alle prestazioni di licenziamento e licenziamento dei dipendenti". Secondo il portavoce della FEDEM, "queste disposizioni non contribuiscono al mantenimento della salute o alla lotta contro diffusione della malattia e minare la buona gestione delle aziende, già duramente colpita durante questa crisi. Infatti, l'obbligo di organizzare il lavoro, sotto forma di telelavoro o lavoro a distanza, introduce anche restrizioni eccessive alle normali condizioni di esecuzione dei contratti di lavoro in quanto sono vaghe e restrittive per le aziende.Il testo prevede gravi sanzioni penali in caso in cui i datori di lavoro ignorino tali misure, cosa che sembra sproporzionato rispetto alla colpa possibile, inammissibile e discutibile." ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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Immagine: copyright Michela Terzi

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Le parole che curano

Sipario chiuso

a cura di Salvatore Dimaggio

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Ho avuto modo di conversare con l’attrice Emanuela Caruso. La sua categoria sta soffrendo in una maniera tutta speciale a causa di questa pandemia e la loro sofferenza finirà per avere ripercussioni sulla società nel complesso. Trovo giusto condividere con voi quello che mi ha detto. Il video, per la campagna di sensibilizzazione..Tiriamo Fuori La Voce, che recita in muto l'Infinito di Leopardi, è una delle iniziative del gruppo che si è Immagine: copyright Michela Terzi creato in aggregazione spontanea : Attrici Attori Uniti. E' composto da moltissimi professionisti dello spettacolo tra cui attori, drammaturghi, registi, artisti di strada, un collettivo che ad oggi conta più di 2000 persone e che è in contatto con i tanti altri collettivi dello stesso settore, nati sul territorio nazionale in questo periodo di emergenza. Attori Attrici Uniti ha lavorato per mesi alla stesura di un comunicato, già presentato al ministero dal quale non è ancora arrivata risposta, per cercare di risolvere una situazione ormai insostenibile. Il video diventato virale, è stato pensato proprio per denunciare questa mancata udienza. Con anche il sostegno del sindacato SLC-CGIL si sta chiedendo al ministero di sostenere la grandissima categoria dei professionisti dello spettacolo, composta non solo da attori, musicisti, danzatori, autori, ma anche dai tantissimi tecnici e organizzatori, senza i quali nessuno spettacolo potrebbe essere allestito. Ad oggi questa enorme fetta di lavoratori non solo è senza stipendio e senza un'idea di quando potrà ricominciare a lavorare, ma è assolutamente priva di sostegno al reddito o previdenza sociale. La maggior parte dei lavoratori dello spettacolo vive di contratti a progetto o a chiamata, il che significa ricevere retribuzione solo nei giorni in cui lavorano ed avere una continua intermittenza tra gli ingaggi. Un sistema che era già molto fragile e poco regolamentato, in cui da sempre si andava avanti alla giornata, con il blocco totale del lavoro ha messo centinaia di migliaia di persone in condizioni indigenti. Inoltre, il nostro è un mestiere che prevede di offrire servizi diversificati pur nello stesso settore e dunque i contributi, spesso, finiscono sparsi tra Enpals, Inps e Gestione separata. In questa situazione non è possibile neanche ricevere la Naspi, o come è successo di recente, il bonus di 600 euro previsto dal decreto Cura Italia per il mese di Marzo, che è arrivato solo ad una piccola percentuale di richiedenti. A causa del blocco improvviso di ogni attività moltissimi contratti sono stati interrotti senza alcuna regola né tutela per i lavoratori, che si sono ritrovati a casa da oggi a domani e senza pronostici per il futuro. La necessità di essere ascoltati oggi è assolutamente urgente, sia per chiedere di riconsiderare i criteri di accessibilità al bonus stabilito per questo settore, sia per chiedere il riconoscimento di categoria che ad oggi in Italia è, per i lavoratori dello spettacolo, ancora inesistente. In questo periodo l'emergenza sanitaria ha giustamente imposto delle priorità. Spettacoli, concerti, opera, set cinematografici, sono momenti di grande aggregazione e sarebbe un rischio troppo alto riaprire tutto subito, bisognerà farlo per gradi e seguendo le norme necessarie. Prima o poi si ripartirà, ma si vorrebbe fosse meglio di prima, non come prima. .....................................................................................................................................................................................................

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Essere Genitori con le pillole di sag ezza

a cura di Michela Terzi

"Per evitare i vizi nei bambini i genitori dovrebbero trovare un giusto equilibrio tra attenzioni e disciplina, evitare troppi regali e ricordarsi sempre che il regalo migliore che si può fare è il proprio tempo da dedicare loro".

Immagine: copyright Michela Terzi

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INCONTRI Emanuela Rolla

di Silvia Giordanino

Copyright foto: Francesca D’Aloisio Pesce

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Per questo nostro e vostro appuntamento settimanale di INCONTRI vi proponiamo una persona speciale, l'attrice e regista Emanuela Rolla. ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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Genovese doc, questa, fin dalle scuole elementari, si esibisce danzando davanti al pubblico. Immediatamente comprende che l'interpretazione e quel magico rapporto con il pubblico sono cose alle quali non può rinunciare, sono per lei vitali come il respiro. Dopo la maturità scientifica tenta di entrare alla facoltà di Medicina e, non riuscendovi, si ritrova a frequentare l'università di Farmacia, luogo ostico e di noia per lei, giovane donna votata all'arte. A diciannove anni si iscrive alla Scuola del Teatro Stabile di Genova. Da lì inizia una carriera in ascesa. Perché Emanuela non è un'artista qualunque, ha quel quid speciale che la rendono illuminata dalla magica e speciale luce caravaggesca tipica di quegli attori che cercano nell'interpretazione la quintessenza aristotelica che dal piano terrestre tende all'infinito. È impossibile "spiegare" Emanuela Rolla, bisogna vederla, prendersi il tempo per "gustarla", lasciarla decantare dentro di sé come si fa con i vini d'annata, sentirla riecheggiare nel silenzio sacro di un teatro e poi capitolare, inevitabilmente, poiché non ci si può che innamorare "artisticamente" di lei. Nell'introduzione che abbiamo fatto a proposito della tua biografia, manca un anno formativo dai 18 ai 19 anni, cos'è accaduto? Un anno sabbatico? "Assolutamente no!

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Si è trattato di un momento molto doloroso. Infatti avrei dovuto fare l'audizione per entrare alla scuola di teatro a settembre, ma il 31 luglio la mia famiglia è stata colpita da un gravissimo lutto: un grave incidente aveva coinvolto un cugino al quale eravamo molto legati. Così non me la sono sentita. Nel frattempo ero all'università di Farmacia... Una noia mortale per me, fingevo di seguire, sopravvivevo grazie al libro di Shakespeare che tenevo sulle ginocchia!" Quando diventi attrice professionista? "Nel luglio del 1997 firmo un contratto per uno spettacolo all'Arena di Verona con la regia di Luigi Pizzi. Era niente di meno che il Macbeth con Carla Fracci e Gheorghe Iancu. Con me in scena anche Alessandro Molin e Giuseppe Picone. Ero una delle tre streghe. Ricordo ancora che feci il provino come se fosse l'ultimo della mia vita poiché in quel momento la mia famiglia si trovava in una grave crisi economica, non avevo scelta: dovevo farcela!" Da subito si manifesta in modo inequivocabile il tuo talento. Vorremmo una definizione di che cosa è per te il talento. "Ora dico una cosa che potrebbe apparire alquanto strana. Per me il talento si vede nello studio. Mi pare che fosse Churchill a dire che è il carattere che

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definisce una persona, poiché alla fine sono tanti coloro i quali possiedono tante qualità. Un grande esempio da citare potrebbe essere Maria Callas, la quale era puntigliosissima nella sua preparazione. Ma è proprio l'impegno che fa la differenza, è la capacità di dedicarsi anima, mente e cuore a ciò che si intende fare e, quindi, sviluppare una volontà ferrea senza distrazioni. Troppi sono gli artisti che pensano di affermarsi semplicemente ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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perché sono dotati, questo non basta, non può bastare. Per me è fondamentale studiare, basilare la mia formazione continua, in particolare quella con Susan Batsan, dell'Actor's Studio." Dunque è questa la tua filosofia di vita? "Diciamo che la mia filosofia di vita è non dare nulla per scontato, avere una profonda gratitudine per ciò che si conquista, non lamentarsi mai ed avere coraggio di cambiare, di trasformarsi, anche completamente. Ritengo, infatti, che solo gli stolti non cambino opinione: è segno di intelligenza essere in movimento su tutti i piani dell'esistenza." Parliamo ora del doppio ruolo che hai nella vita artistica e cioè quello di attrice e regista, come si riesce a conciliare? "Esistono attori che sono eccezionalmente diretti e la loro potenzialità artistica cresce in modo esponenziale. Altresì ci sono altri che sono straordinari drammaturghi e registi di sé stessi. Io mi definisco imprenditrice della mia vita professionale, alla fine è, banalmente, una questione di scelte: ci si confronta su più binari. Certamente, però, il ruolo del regista è più impegnativo, poiché deve andare alla ricerca e comunicare dei contenuti. Soprattutto ritengo che esista un obbligo etico di condividere dei contenuti attraverso delle scelte." Abbiamo interrotto il racconto della tua ascesa professionale. Cosa accade dopo l'Arena di Verona? "Arrivo al prestigioso Piccolo di Milano e per quattro anni lavoro con Strehler, veramente una star! Tutto al top con lui, un grande uomo il quale faceva un grande teatro e che non lasciava nulla al caso: un' assoluta ricerca della qualità anche nei dettagli. Lavorare con lui significa avere avuto la possibilità di entrare in contatto con la più vera energia vitale del mondo del teatro. Poi, tra le mie esperienze, lo Stabile di Genova, il Carlo Felice e la Fura del Baus." Arriviamo al sodalizio artistico che hai con il tuo compagno Luca Maschi, il quale firma attualmente con te la regia; sua la scenografia e la parte tecnica dei tuoi spettacoli. "Luca è condivisione, è sostegno, è l'incredibile esperienza di mettersi in gioco ogni giorno ricercando un grande risultato. Se parliamo, ad esempio, di uno degli .................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020

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spettacoli che ha avuto un fermo, ovviamente, per il covid-19, dal titolo VINI IN PROSA, è fatto da me in scena per una grande parte, ma l'apporto di Luca è fondamentale, non potrebbe esistere lo spettacolo di per sé senza di lui. VINI IN PROSA prende vita fin dall'inizio da una sfida che Luca ed io abbiamo raccolto in un' enoteca di Genova dove vengono degustati vini naturali. Un giorno la proposta della proprietaria: perché non fare qualcosa sui vini? Così lo studio da un punto di vista artistico e della creazione di ciò che rappresenta proprio quei particolari vini, le figure che lo hanno ispirato, gli agricoltori che lo hanno coltivato. Quelle persone diventano poi i miei personaggi artistici. In scena io divento quel vino che stai degustando. È uno spettacolo estremamente fruibile ed adattabile a qualsiasi spazio. Ecco, tutto questo è possibile grazie a Luca, grazie al sodalizio umano e artistico che ci lega." A proposito di performance teatrali che sono stati "stoppati" dalla pandemia, raccontaci dello spettacolo HAPPY ENDING, il quale vede protagonista il più famoso e anziano trans d'Italia, Rossella, che esercita il mestiere a Genova. "Premetto che la figura dei trans mi ha sempre attratto fin da bambina. Ricordo, infatti, che quando durante il weekend ci muovevamo nella nostra casa di campagna, il ritorno avveniva alla sera in tarda ora e sulla via si vedevano queste 'donne' bellissime. La fortuna di avere una madre liberale mi rivelò la verità e cioè che non si trattava di prostitute donne, ma di uomini. Questi esseri sono eccentrici, coraggiosi, hanno una profonda lotta nel proprio intimo, ma vince in loro l'andare contro tutti, la loro vera essenza e non il loro sembrare. Rossella ha 76 anni, all'epoca della sua gioventù l'essere trans equivaleva essere prostituta, in pratica non

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aveva altra scelta, ma non sarebbe potuto essere altrimenti. Per lo spettacolo HAPPY ENDING, mi sono documentata, ho fatto delle conoscenze, anche si sono instaurati dei bei rapporti umani. Alla fine sono arrivata alla conclusione che queste persone sono gli esseri umani meno ipocriti che conosco. Gli uomini cercano in loro tutto: il sesso maschile ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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e femminile e, data l'età di Rossella, anche la figura materna. Ho intervistato Rossella sulla tipologia dei suoi clienti abituali dopo che era uscito un articolo che riportava la cifra dei suoi rapporti, ossia dieci al giorno per un totale di 170mila! Impera la classe media-alta borghese che fugge per il tempo di un rapporto da una realtà di moglie e figli per non confessare la propria omosessualità, ma la riflessione che abbiamo fatto con Rossella è proprio sul fatto che sono gli stessi che, di fede cristiana e cattolica, sono i più rigidi nella società." Attendiamo la riapertura dei teatri per ammirare questa straordinaria artista nel suo spettacolo HAPPY ENDING. Nel frattempo speriamo di poter "degustare" VINI IN PROSA. Per informazioni segnaliamo il sito di Emanuela Rolla: www.emanuelarolla.it ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020

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Ingredienti di questa pozione: il prezioso Museo Egizio di Torino nelle sue migliori declinazioni virtuali. Cari lettori, a questo giro a voi un MO i TO dal sapore unico è sempre gradito: il Museo Egizio di Torino. Facendo fronte alle difficili esigenze del momento, causa

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covid-19, il museo propone la sua eccellenza in diversi formati, pensate sia per i grandi che per i piccoli. Infatti, il Museo Egizio di Torino, in questo periodo di quarantena, non si è fermato e continua a rimanere aperto, virtualmente, si intende, per i numerosi visitatori che, quotidianamente, programmano la loro visita guidata. Secondo al mondo solo dopo quello del Cairo, vanta un pool di esperti di fama internazionale che sono in onda dall'inizio di marzo sul canale You Tube del museo. E' proprio uno di questi, il Direttore Christian Greco che ogni giovedÏ e sabato alle ore 11 presenta un nuovo episodio de "Le Passeggiate del Direttore" Da non perdere la mostra temporanea "Archeologia Invisibile", la quale Immagini dal profilo Facebook del Museo Egizio di Torino diventa vero e proprio ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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strumento immersivo, sviluppato da alcuni studenti del corso di laurea in Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione del Politecnico di Torino in collaborazione con lo studio creativo Robin Studio, che, utilizzando fotocamere a 360°, hanno realizzato una riproduzione 3D dell’esposizione. Grazie al virtual tour sarà così possibile esplorare le sale espositive e le vetrine ospitate, “navigandone” tutti gli elementi, dai video ai singoli reperti, da qualunque dispositivo. È possibile approfondire i temi della mostra anche nella Playlist “Archeologia Invisibile” su YouTube. I video con interviste ai ricercatori, raccontano le archeometriche che hanno permesso di riscoprire la biografia degli oggetti. Sotto il titolo di "Istantanee della collezione" i curatori raccontano alcuni tra gli oggetti più curiosi e speciali della preziosa collezione. Ogni lunedì un nuovo episodio, basta un click per rivederli tutti. Sempre sul canale YouTube del Museo è possibile rivedere le conferenze scientifiche del Museo Egizio, trasmesse in streaming. Non mancano iniziative dedicate ai più piccoli, da sempre grandi fan di tutto ciò che parla dell'Antico Egitto; ecco per loro "L’antico Egitto fai da te”: video tutorial e mini laboratori per costruire manufatti come facevano gli antichi Egizi. Iniziativa di grande successo, sempre per i giovanissimi è "La Stelevisione" dove piccoli giornalisti intervistano gli egittologi del Museo Ed ancora, nello Spazio ZeroSei, l'Egizio propone i "granelli di laboratorio", spunti di gioco per accompagnare grandi e piccoli in esplorazioni casalinghe, per sperimentare la vita degli antichi egizi e il mestiere dell’archeologo a casa propria, guidati da fatti reali e leggende. Nella sua attuale versione, la collezione online dà accesso alla quasi totalità dei reperti esposti (circa 3300) nelle sale del Museo Egizio. La collezione dei papiri vanta un gran numero di manoscritti che, per stato di preservazione e contenuto, rappresentano una delle più importanti raccolte in ambito egittologico. Il sito web contiene tutte le informazioni base di tale collezione, i progetti che li vedono coinvolti e un database in continuo aggiornamento dove è possibile approfondire il contenuto degli stessi e avere la possibilità di un punto di vista speciale tramite immagini ad alta risoluzione. La Rivista del Museo Egizio promuove, raccoglie e diffonde le ricerche su tutti gli aspetti della collezione del Museo Egizio di Torino e sui siti archeologici da esso indagati oggi e in passato, nonché studi su argomenti aventi una rilevanza indiretta per la collezione. Gli articoli sono disponibili gratuitamente, sono invece in vendita alcune pubblicazioni del Museo in formato PDF. Trovate il tutto sul sito del Museo Egizio di Torino www.museoegizio.it ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020

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Ele rico, Storico e Formula 1: a Monaco tre GP in un colpo solo nel 2021

E niente, quest'anno riposo forzato anche per gli appassionati dei Gran Premi Storico di Monaco che si svolge ogni due anni; e pure per il classico di Formula 1, che avrebbe permesso l'inaugurazione delle tribune dedicate all'eroe cittadino, il monegasco Charles Leclerc, pilota di una delle due monoposto Ferrari. Tuttavia, per rispondere alle numerosissime richieste espresse non solo dai piloti ma anche dai partner delle competizioni nonché dagli spettatori, il Comitato Organizzatore dell'Automobile Club di Monaco - dopo aver effettuato un complesso studio di fattibilità,ed ottenute le dovute approvazioni dal Governo monegasco - ha annunciato che "la 21a edizione del Grand Prix de Monaco Historique, inizialmente in programma dall'8 al 10 maggio 2020, si svolgerà eccezionalmente ... dal 23 al 25 aprile 2021". Ciò vuol dire che il prossimo anno 2021, sul circuito cittadino correranno vetture che raccontano il passato, il futuro ed il presente delle monoposto da competizione. E già, perché al Grand Prix de Monaco Historique, seguirà il 4° Monaco E-Prix (sabato 8 maggio 2021) ed infine la 78a edizione Gran Premio di Monaco calendarizzato dal 20 al 23 maggio 2021. A rendere possibile tutto questo, leggiamo nella nota, 3000 volontari e ben 650 Track Stewards: "Organizzare tre eventi in un solo mese sarà un grande sfida prima di tutto per noi dell'ACM", spiega Christian Tornatore, Commissario Generale dell'Automobile Club de Monaco. "La parte logistica - aggiunge - si preannuncia complessa ma non insormontabile! Di conseguenza, dovremo avviare il montaggio delle infrastrutture prima del solito, verso la fine di febbraio.

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Chiaramente ci dovremo occupare anche degli aspetti tecnici, perché ciascuna delle discipline che ospitiamo richiede attenzioni diverse. Per farlo, ci affidiamo all'esperienza e alla disponibilità di tutto il nostro personale, coinvolgendolo attivamente per il raggiungimento dei nostri obiettivi...". ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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Ti conosco mascherina

Andando in giro in questi giorni io devo mettere il cappellino di RMC per farmi riconoscere! Sai, tra occhiali, il cappello e la mascherina non mi rendo conto di non essere riconoscibile quando entro in un negozio o in un locale! E questo è un guaio, soprattutto per le donne, lo realizzo adesso! Ed è per questo che ho visto un proliferare di mascherine colorate e griffate, il senso del volersi distinguersi non è stato cancellato dall'emergenza, anzi. Se tutti hanno la mascherina base, la chirurgica usa e getta bianca o di un insipido azzurrino, chi vuole farsi notare sceglie mascherine nere, per esempio. Ma comincio a vederne di leopardate, e anche con gli strasse, come quelle concepite da Stefania e Silvia Loriga, stiliste sarde che hanno trasformate le cinture e gli accessori in luccichii di cristalli Swarosky e che hanno applicato il loro stile alle mascherine sanitarie. Il risultato è fantasmagorico ma non so quanto sia pratico. Anche un'amica stilista di Ferrara, Renata Bignozzi, ha creato mascherine bellissime e pluriuso. Nei momenti di lockdown, a negozi chiusi, scommetto che non solo lei ma tutti i creativi e i designer del mondo si siano lanciati in produzioni alternative. Un'artista, Valeria Catania, ne ha create di bellissime con stoffe stampate dalle sue opere. La mascherina ti deve distinguere dall'omologazione. E poi, visto che la bocca e gran parte del viso sono coperti, sono gli occhi che vanno valorizzati con un trucco che esalti la profondità dello sguardo,come per le donne mediorientali che hanno occhi bellissimi e molto espressivi. Un amico medico, chirurgo di lungo corso, il dottor Sergio Orefice, mi raccontava che ai suoi tempi le mascherine per la sala operatoria le confezionavano le suore, creando una tasca di stoffa con elastici per le orecchie. Nella tasca, morbida ed adattabile al viso, si infilavano due ritagli di carta Scottex. Et voilà una mascherina che funzionava per tutto l'intervento, senza troppe certificazioni. Poi bastava cambiare i ritagli di carta.... Ed ora eccovi il link per accedere al podcast-PIZZIno #5 di Maurizio. Buon ascolto a tutti! https://soundcloud.com/agence-monacopresse-amp/qe-magazine-il-pizzino-dimaurizio-di-maggio-ti-conosco-mascherina ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020

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La pandemia Covid19? Un'opportunità per rendermi utile!

E’ giovane, ambiziosa e preparata. Nata e scolarizzata a Monaco, Morgane Peleson ha conseguito un Master in ‘Finance d’Entreprise et Audit’, presso l’IPAG Business School di Nizza, nel 2018, a dimostrazione che, fin dall'adolescenza, ha sempre saputo il fatto suo. Ma lo abbiamo capito soprattutto quando l'abbiamo incontrata ed intervistata, con il supporto del dott. Tiziano Gastaldi. Brillante nello sport, fino a marzo Morgane lavorava ad interim nella filiale di una banca, nel Principato di Monaco. Poi, a causa della pandemia causata dalla diffusione del coronavirus, si è ritrovata, come molti altri, in una sorta di limbo che l’ha sorpresa ma non colta impreparata: «Vista la situazione attuale, mi sono ritrovata in chomage partiel da un giorno all'altro. Avevo già in mente di fare qualcosa per conto mio e così ne ho approfittato per non essere soltanto spettatrice della situazione bensì protagonista». In che modo? «Ho

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cercato di capire come poter trovare qualcosa che ci aiutasse a ritornare ad una vita normale, ossia prima della comparsa del COVID-19. Avevo in mente esattamente quello che volevo e dopo intense ricerche ho trovato a Milano la società giusta per i miei scopi. A quel punto mi è bastato contattare i titolari, esporre la mia idea e ottenere la loro fiducia, ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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tanto da far diventare la mia società (Sarim Ecology) loro esclusivista per il Principato

tutto il mio cuore che presto potremmo tornare a una vita 'normale' e nelle miglior

di Monaco e la Costa Azzurra». Avere dei buoni referenti e dei fornitori affidabile,

condizioni possibili...» Ce lo auguriamo tutti Morgane. Ed ora approfondiamo un

soprattutto quando è in ballo la salute delle persone, è

po’ questo sistema di sanificazione d’interni: come fai ad essere sicura che

fondamentale...«Certamente! L’azienda che ho scelto ha un background di 7 anni

la tecnologia utilizzata da voi non sia nociva? « Innanzitutto vi rassicuro subito: il

tra ricerche, sperimentazioni e ovviamente operatività in questo tipo di attività. Ad oggi

prodotto utilizzato non è assolutamente più nocivo di qualsiasi disinfettante. La

il sistema utilizzato è brevettato in tutto il mondo, tanto che sono abbastanza

composizione a grandi linee è quella della famiglia dei disinfettanti, perossido

conosciuti anche per lo sviluppo nella realizzazione di prodotti e servizi per la salute ed il benessere resi con l'aiuto di nuove tecnologie. Inoltre ogni nostro intervento, oltre a non essere in alcun modo nocivo per l’uomo e non avere nessun residuo post trattamento, è conforme alle norme europee e AFNOR NF, come certificato dai controlli del Bureau Veritas.» E quali società farebbero già uso di questo sistema? «Tra quelle più note possiamo citare Prada, Diesel, Hotel Mandarian Oriental Milan, la Polizia municipale di Milano, le palestre Virgin Active...insomma tante!» Che cosa ti aspetti nei prossimi giorni, sia come imprenditrice che come persona, dal momento che anche la Francia ha messo la parola fine al confinamento? «Sono sicura che ce la faremmo a vincere contro il coronavirus ma ci vorrà tempo. Sono anche ben consapevole che la fine al confinamento non significa non avere più

d'idrogeno, nitrato d'argento oltre ovviamente ad altri elementi. Della loro efficacia ci avvaliamo delle analisi e prove eseguite dal Bureau Veritas che ci ha rilasciato tutti i certificati secondo le strettissime norme europee. La procedura è affidata al nostro macchinario che nebulizza il prodotto direttamente in un ambiente chiuso che funziona, diciamo, come un potente aereosol per ambienti, manipolato non dagli acquirenti bensì da nostri operatori specializzati che hanno ricevuto una specifica formazione». E funziona anche tramite condizionatori e condotte dell’acqua oppure no? E se sì come? «I sistemi di aria condizionata dovranno essere trattati singolarmente con appositi strumenti, robot teleguidati dotati di telecamere e sistemi di aspersione appositamente utilizzati al fine di percorrere e disinfettare tutte le canalizzazioni dell'impianto. Inoltre particolari interventi vengono eseguiti anche sui sistemi

alcun virus circolante! Al contrario, meccanici esterni, che si tratti di sistemi di dobbiamo raddoppiare l'attenzione e condizionamento o che siano sistemi di continuare a fare i gesti di prevenzione per ventilazione meccanica forzata. Tuttavia i poterne fermare la propagazione. Spero di prodotti che utilizziamo non hanno nessun ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

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residuo tossico è sono a norma ISO 13845, certificati cioé anche per uso negli ambienti sanitari. Infatti operiamo già da tempo in grandi strutture come ospedali per disinfettare apparecchiature e macchinari, sale operatorie ambulatori, studi dentistici. Per un ciclo completo della sanificazione impieghiamo circa un ora, ma ovviamente dipende dal volume trattato.» E quanto dura la sanificazione ? «Della durata della sanificazione non esiste una regola precisa. Si tratta, una volta bonificato l'ambiente, di rispettare le regole base di igiene sociale e in teoria non dovrebbe essere necessario un ulteriore passaggio. Tuttavia noi consigliamo dai 2 ai 3 interventi in base alla destinazione d'uso degli ambienti. » Domanda difficile, forse: che risultati si ottengono a livello biologico su virus e batteri in particolare ? «Uno sterminio! I test che abbiamo condotto dimostrano con le nostre apparecchiature arriviamo ad abbattere il 99% degli agenti patogeni, virus come il

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COVID 19, batteri, muffa, funghi, parassiti, acari, pulci...» Che tecnologia usate? «Con il sistema Microdefender, il nostro team interviene con prodotti ed apparecchiature al top della tecnologia, in quanto dispongono di sistemi di sicurezza, autodiagnosi e dialogo via informatica con l'operatore ed ovviamente con la centrale operativa. Per quanto riguarda il controllo dell'ambiente di lavoro, siamo in grado di analizzare in continuo la qualità dell'aria nell'ambiente da trattare stabilendo, secondo necessità, la corretta quantità di prodotto da erogare. Una volta che i dati raccolti soddisfano le richieste dell'intervento, li inoltriamo alla sede operativa, da cui è generato il certificato di avvenuta disinfestazione destinato al cliente finale. A pensarci bene, forse non avrebbe dovuto esserci questa pandemia per capire che vivere in ambienti sani è una garanzia per il benessere e la qualità di vita di tutti noi.»

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Immagine: copyright Michela Terzi

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SALUTE & BENESSERE

PHAM Monaco: occhio alle gambe!

Ora che il deconfinamento post Covid 19 è divenuto realtà, qualche riflessione d'ordine flebologico si impone. Siamo quasi a metà Maggio. Ben presto, salvo inaspettate " bizarrie " climatiche, l'estate e il caldo arriveranno. Molti di noi sono un po'... indietro sull'attività fisica che da sempre consigliamo di praticare con regolarità,

ciascuno secondo le proprie abitudini e le proprie possibilità. Inoltre molti di noi hanno 'saltato' l'appuntamento con lo Specialista per una visita di controllo, di prevenzione, di depistage. Forse avevano un rendez-vous per un ecodoppler , rendez-vous annullato perchè confinati a casa. Forza, cari Amici !!! E' il momento di ricominciare la nostra vita di ricominciare a prendersi cura delle proprie gambe. Il virus non fa' sconti... Che fare allora? Vi consigliamo una visita dal Medico Curante e dello Specialista sembra un buon punto di partenza, con una mise à jour vascolare per ecodoppler, step altrettanto utile. Chirurgia, scleroterapia e laser, oppure, ove opportuno, calze elastiche e fisiochinesiterapia, in particolare se indicati nel caso dell'eventuale eccesso di peso... Poi, se indicati e prescritti da un Medico, ci sono i flebotonici e gli integratori, le creme ed i gel. Oltre ad una corretta protezione della pelle all'esposizione ai raggi solari. Senza dimenticare una buona idratazione e delle scarpe adatte. Ma anche di un eventuale un plantare. L'epidemia di Coronavirus ci ha fatto riflettere, tra l'altro, sul valore e l'importanza della

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salute e della prevenzione. Deconfinamento non deve significare amnesia dei buoni propositi, soprattutto in vista dell'estate... ..................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020


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Un dolce tipico Romagnolo: il Bustrengo

E' un dolce di origine contadina,con numerose varianti, più o meno ricco in base alla disponibilità di prodotti che si potevano trovare in dispensa! Ne esistono alcuni che contano fino a più di trenta ingredienti. La ricetta che vi propongo è quella classica che potrete arricchire a vostro piacimento aggiungendo altri frutti o con della frutta secca, possibilmente a km zero! Ingredienti:

100 g. di fichi secchi fatti a pezzetti 100 g. di farina gialla di mais 1 scorza di limone 200 g. di farina bianca 1 scorza d’arancio 100 g. di pangrattato 200 g. di zucchero oppure miele (secondo me) mezzo kg di mele sbucciate e fatte a piccoli pezzetti 3 uova mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva mezzo litro di latte 1 cucchiaino da caffè di sale 100 g. di uva passa

Procedimento La preparazione del Bustrengo (o bustreng in dialetto) è molto semplice. Bisogna impastare le farine, il pangrattato, lo zucchero, l’olio, il latte e le uova. Si aggiunge poi l’uvetta, si uniscono le scorze di agrumi, i pezzetti di mela e fichi secchi a cubetti. Ungete una teglia da forno con olio di oliva (in alternativa potete utilizzare anche la carta da forno), versatevi il composto e ponete in forno a 160-170° C per circa 50-60 minuti.

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Facoltativo spolverizzare il composto, prima della cottura, con dello zucchero di canna. Un dolce, povero, fatto con ingredienti di recupero, gustoso e sostanzioso! IL SEGRETO DI NONNA PEPPA. Se l’impasto risultava troppo denso ci aggiungeva un mezzo bicchiere di vino rosso, inoltre lei ci metteva di tutto anche i datteri! .................................................................................................................................................................................................... 21 mag io 2020

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QE-MAG@ZINE: les news en Principauté de Monaco by AMP Monaco QE-MAGAZINE // Notizie e approfondimenti dal Principato di Monaco by AMP Monaco...

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