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QE-MAGAZINE WEB # 18 Anno 5 - 14 maggio 2020

Credits: Gaetan Luci / Palais princier


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QE-MAGAZINE 18 mag io 2020 L' editoriale by Maria BOLOGNA

Chi ha studiato come funziona la gestione del ' social media management', ma non solo loro, sa che "Monaco", la città del Principato s'intende, è un vero e proprio autentico brand, un marchio distintivo, ed il suo miglior portavoce è SAS il Principe Alberto II di Monaco. Ad utilizzarlo con una certa disinvoltura è, per esempio, il governo monegasco, che pubblica comunicati stampa, carta intestata del Palazzo e documenti sulle proprie pagine Facebook, con post cattura like, consensi e approvazioni che hanno poco a che vedere con la logica e gli algoritmi dei social media che o frono visibilità gratuita in cambio, ricordatevelo sempre, di qualcos'altro. Tuttavia, quello che non mi torna è la strategia dell'amministrazione in merito alla gestione dell'immagine monegasca attraverso la promozione turistica e dell'incentive che, al contrario, fino a poco tempo fa con il brand 'Monaco' ha costruito l'immagine vincente di un paese perfetto in cui vivere, un sogno per molti ma non per tutti, se non altro per la capienza, per gli spazi che non consentono di espandere e costruire all'infinito abitazioni e grattacieli. Poi, all'improvviso qualcosa è cambiato: la pandemia del Covid19 travolge anche questa piccola città-Stato, difesa dagli eletti dell'Emiciclo e dal suo Sovrano che assicura al suo popolo strumenti che aiutino ad arginare le fragili sponde delle moltissime realtà imprenditoriali che vivono proprio con l'organizzazione di eventi, ristorazione, cultura e spettacoli di portata mondiale. E no, un paese accogliente come Monaco, l'ideale per organizzare spettacoli non può cadere in ginocchio perché il Gran Premio di Formula Uno non ci sarà, così come sono stati sospesi decine di appuntamenti ed esposizioni. Se il distanziamento fisico,la sicurezza sanitaria sono riusciti a interrompere tradizionali appuntamenti mondani, su cui lavorano decine di migliaia di persone per tutto un anno, allora, mi chiedo, che cosa diventa o diventerà Monaco? Qual è il modello economico vincente? E' noto che quello attuale, per assistenza sociale e e ficienza è stato esemplare, anche secondo il Consiglio Nazionale che ne difende le basi ed i principi. Ma serve qualcosa di unico, un'idea diversa che permetta alla città governata dal principe Alberto II di distinguersi da tutte le altre, e magari di smarcarsi dalla Francia. Che sia un balzo verso il futuro o la riscoperta di antiche tradizioni, l'importante è che ora l'economia locale, il 'Made in Monaco' diventi qualcosa a cui tutti, non solo i cittadini monegaschi, possano dare il proprio contributo. Un paese che conta sul turismo, dovrebbe riuscire ad pianificare qualcosa di nuovo prima di altri come fece Rimini alla fine degli anni Novanta che, per fronteggiare la compromessa stagione balneare a causa della mucillagine, si reinventò diventando la capitale del divertimento. Magari Monaco decide di essere la destinazione delle start-up finanziarie, ecologiche o sede di invenzioni meravigliose. Il Centro Scientifico di Monaco sarebbe il posto ideale per accogliere ricercatori di fama mondiale, ad esempio. O capitale della salute, se potessero essere impiegati tutte le migliaia di attrezzature innovative che vengono o ferte all'Ospedale Princesse Grace di Monaco da associazioni benefiche e ricchi mecenati. Oppure proiettarsi unicamente verso l'ecologia, con cittadini eco-responsabili in ogni loro gesto quotidiano…Non saprei cosa altro immaginare. Sono certa però che, dopo questa pandemia causata dal Covid 19, nemmeno più Monaco sarà più come prima, è un fatto innegabile. Ed allora ben venga una bella metamorfosi che sia però a beneficio di tutti… Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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Sommario PAG. 4 Mascherine sono 'Made in Monaco': ai tempi del Covid19 la riconversione è d'obbligo //Giovanni Paolo Risso: " Monaco è la mia casa"

PAG.14 INCONTRI: Paola Bombaci // MOiTO Ingredienti di questa pozione: parole libere in libertà virtuale, al Salone del Libro di Torino PAG.22 Solar & Energy Boat Challenge Il futuro dello yachting green è virtuale

PAG. 10: Le parole che curano:Papa Luciani

PAG. 24 I passatelli alla Romagnola

PAG.26 Croce Rossa di Monaco: una donazione...speciale

QUALCHE NOTIZIA SU...QE-MAGAZINE

QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QE-MAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com.

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Mascherine sono 'Made in Monaco': ai tempi del Covid19 la riconversione è d'obbligo

©Manuel Vitali - Direction de la Communication

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Il Principato di Monaco si trova ad affrontare la sua Fase 2. Nel contempo le autorità istituzionali ispezionano confini, centri commerciali e lo stesso Principe Alberto II di Monaco si reca in visita presso le due aziende tessili monegasche che, per scelta o necessità, si sono riconvertite per realizzare in tempi record mascherine protettive in tessuto lavabile e riutilizzabile. Per quanto quelle ricevute dalla popolazione di Monaco siano realizzate tutte in Italia, la questione ora è di altra natura, ossia si tratta di garantire la salute di tutti i residenti ed i lavoratori pendolari che nel Principato di Monaco sono costretti a venire perché non possono ricorrere al telelavoro. Per tutti loro, e per noi, c'è la responsabilità civica di rispettare gli obblighi imposti dal Governo monegasco: il distanziamento fisico, che a scuola si traduce nel posizionare i banchi ad almeno 1,5 metri di distanza l'uno dall'altro; indossare le maschere quando si viaggia su mezzi di trasporto pubblici -taxi e aereo compresi - e nei negozi o locali chiusi. E negli uffici? L'appello al buon senso ed alla responsabilità di ciascuno deve essere lanciato forte e chiaro, anche per sensibilizzare i giovani che, purtroppo, continuano a ritrovarsi tra loro, raggruppati numerosi senza mascherina nel bel mezzo del Principato di Monaco o di nascosto, nei cortili delle loro abitazioni. La ribellione e l'anticonformismo non sono un segno d'intelligenza, soprattutto ora. Ma qualcuno glielo avrà detto? (Foto: Gaetan Luci / Palazzo del Principe) ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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In questo contesto, il riciclo 'artistico' trova un nuovo impiego...E' il caso, per esempio, di una foto firmata dall'artista Guillaume Barclay che è stata scelta per illustrare il francobollo monegasco annunciato per il 3 giugno.Stampato in 40 mila esemplari, riporta, con la calligrafia del Sovrano, l'esortazione in omaggio a tutti coloro che stanno affrontando questa pandemia provocata dal coronavirus. In vendita in blocchi da 10, il francobollo, battezzato SOLIDATIRE COVID-19, sarà reperibile presso gli uffici des Timbres, al Museo dei Francobolli e delle Monete, alle Poste e nei negozi di filatelia e numismatica del Principato

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Giovanni Paolo Risso: " Monaco è la mia casa"

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E' di Genova ma nel Principato è di casa, letteralmente. Giovanni Paolo Risso, dal 2019, oltre alle sue numerose attività, è un imprenditore, sportivo e un ottimista di natura. Nel 2019 è stato eletto anche Presidente dell'Associazione degli Imprenditori Italiani a Monaco, titolo che ha accettato con responsabilità: "Nel gennaio 1975 ho iniziato a lavorare nel reparto dry-cargo dell’azienda chartering di famiglia, fondata da Luigi, mio padre, da suo fratello Mario e da mio zio acquisito, Giacomo Cambiaso. Ma per crescere professionalmente ho scelto di trascorrere qualche anno all'estero, a Londra precisamente, dove ho completato la mia formazione lavorando in vari settori legati sempre allo shipping. Poi la decisione di aprire la mia agenzia marittima a Genova e poi ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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anche nel Principato di Monaco,dove ho scelto di vivere fin dagli inizi del 2000".

nipotino che vivono tutti a Genova. Ma anche i figli della mia compagna. Diciamo

Attualmente Risso è direttore della Cambiaso e Risso international oltre che

gli affetti più cari in genere perché, per la loro e la mia salute, ho rispettato le regole di

titolare della Lighthouse Investments Monaco, società che si occupa di

distanziamento sociale imposte dai nostri Governi nazionali." Recentemente il

consulenza sia nel settore immobiliare che nell'ambito finanziario a livello globale. Ma,

Principato di Monaco ha approvato la legge 1014 che vieta il licenziamento e

ci siamo chiesti, con quale spirito un italiano, membro del Conseil

promuove il telelavoro, ove possibile. Nella sua società ha applicato questo

Économique, Social et Environnemental e Vice Presidente della Chambre

decreto ministeriale e, più in generale, dove intravede i punti forti e deboli alla

Monégasque du Shipping, ha vissuto questa pandemia senza precedenti? "Beh, è facile rispondere, molto bene! E se mi chiede il perché le rispondo che, a mio modo di vedere, il Governo monegasco si è mosso in maniera tempestiva per consentire ai residenti una buona qualità di vita, nonostante tutto". In che senso? "Guardi, ho trovato straordinaria la collaborazione che si è instaurata tra l'esecutivo ed il Consiglio Nazionale di Monaco orchestrata dall’illuminata regia del Principe Alberto II. Quale efficienza!" Il confinamento forzato, in qualche modo, ha permesso all'uomo prima e all'imprenditore dopo, di vedere la propria vita e carriera sotto un'altra luce? "Certamente...Dal punto di vista personale ho imparato ad apprezzare molto di più i valori più semplici e genuini, su tutti gli affetti e la famiglia; mentre, per quello che riguarda il lavoro, non nascondo

sua applicazione? "Abbiamo applicato ampiamente Il telelavoro, è molto utile ma, al contempo, mi sembra impigrisca un po’ impedendo quello scambio costante di idee che è alla base del successo di un impresa". Da buon genovese immagino si sia emozionato nel vedere il nuove ponte della sua città, inaugurato da poco, illuminato con i colori della nostra bandiera nazionale. Se dovesse raccontare ai suoi colleghi monegaschi e francesi il suo orgoglio di essere italiano, che cosa direbbe? "Amo Monaco visceralmente proprio perché sono genovese. Il nuovo ponte (non dimentichiamo le 43 vittime e mi vengono i brividi mentre ci penso) rappresenta la rinascita di una grande città e conferma la tenacia del popolo ligure e dei suoi attuali governanti. Pensate che il 7 Maggio avevo organizzato un evento a Monaco con Il Sindaco di Genova, Marco Bucci, proprio

di essere molto preoccupato per il futuro". perché volevo ci raccontasse dal vivo Che cosa le è mancato di più in questo questa grande impresa. Ma nulla è perduto. periodo, che magari dava per scontato? Infatti l'appuntamento è solo posticipato a Immagine: copyright Michela Terzi "Sicuramente miei figli, mia nuora ed il mio tempi migliori". Il Principato di Monaco, .................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

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fino a settembre, non ospiterà i maggiori eventi culturali. Nel contempo non solo il turismo ma anche del comparto incentive e dell'intrattenimento deve ripensare ad altre formule per poter fronteggiare il futuro. Come sta affrontando questi cambiamenti la sua azienda, per esempio? "Operando nell'ambito dell'intrattenimento a terra dei turisti che viaggiano a bordo delle grandi navi da crociere, purtroppo sì, abbiamo subito un forte danno. Fortunatamente la società è ben amministrata, cosa che ci permette di reggere il colpo. Ma dobbiamo ringraziare anche agli interventi concreti elargiti dal governo monegasca e la sensibilità straordinaria dimostrata dai proprietari dei nostri uffici. Diciamo che, in generale, la solidarietà dimostrataci in questi momenti ha aiutato molto tutti noi, non solo economicamente." Per concludere, molti lettori ci chiedono se il Principato di Monaco potrà rimanere ancora un luogo dove trasferirsi per cercare nuove opportunità. Lei cosa ne pensa e che consigli si sente di dare ai connazionali che qui già vivono e lavorano da anni?

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"Per tutte le ragioni espresse prima non posso fare altro che dire che sì, venire a vivere e lavorare a Monaco è sempre un occasione da non perdere. Per me poi, questa è la casa e dal profondo del cuore sento che la città è nelle mie corde, ha conquistato il mio cuore e non la cambierei per nessuna ragione al mondo!" ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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Immagine: copyright Michela Terzi

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Le parole che curano

Papa Luciani

a cura di Salvatore Dimaggio

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Immagine: copyright Michela Terzi

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Papa Francesco crea una Fondazione dedicata a Papa Luciani. Ho avuto il piacere di conversare con la vicepresidente della Fondazione Stefania Falasca, vaticanista di Avvenire, scrittrice e vicepostulatrice della causa di canonizzazione. Come nasce questa istituzione? "Questa Fondazione è stata creata da Papa

Francesco a coronare un iter di lavoro su Luciani che è stato approntato grazie alla causa di canonizzazione. La causa è iniziata nel 2003, è poi arrivata Roma del 2007 e si è conclusa nel 2017. Questa fondazione è interessante perché è il Papa a volerla ed a presiederla è il Segretario di Stato, che è di origini venete, come Luciani. Le prerogative che la caratterizzano sono proprio quelle di tutelare e conservare il patrimonio culturale e religioso e promuovere un’attività di studio su questa figura che è ad oggi davvero carente. Dunque il coronamento di un percorso come quello di canonizzazione, ma anche l’inizio di un’attività nuova. La figura di Luciani è stata sempre fagocitata da tutte le trame, quasi da noir, che hanno riguardato le circostanze della sua scomparsa. Ciò ha messo in ombra una personalità geniale e poliedrica che tanto ha dato al mondo episcopale ed alla Chiesa. Ad oggi mancano contenuti scientifici su questa figura che è erroneamente spesso considerata una sorta di meteora, di figura marginale. E’ importante il fatto che abbiamo finalmente le fonti, le carte private, gli archivi di Albino Luciani. Questo è stato possibile grazie alla causa di canonizzazione e ciò è fondamentale per aprire una prospettiva di studio. Giovanni Paolo II ebbe a dire che l’importanza del pontificato di Luciani è inversamente proporzionale alla sua durata. Come ha giustamente sottolineato Parolin, in questo brevissimo pontificato abbiamo un’innovazione profonda nello stile. Quella semplicità, quel ritorno alle fonti evangeliche, quell’attenzione agli ultimi, che sembravano perse e che sono la firma di Luciani sul pontificato, lo rendono di stretta attualità. La sua morte, trasformata in una sorta di spettacolo teatrale, ha spostato l’interesse da ciò che è invece, autenticamente rilevante di questa figura: l’attuazione delle suggestioni provenienti dal Concilio Vaticano II. Dunque l’attenzione all’essenzialità della povertà, la centralità del messaggio di solidarietà universale di Cristo, la sensibilità al contemporaneo, la ricerca della pace e dell’unità dei cristiani. Pensiamo all’importanza di chiamare esponenti di fedi diverse alla preghiera comune per la pace in Medio Oriente. Proprio in questo senso il suo pontificato non può considerarsi nè infruttuoso e neppure marginale, anzi è centrale nel percorso della chiesa del XX secolo. Questa è l’opportunità di restituire a Papa Luciani il ruolo che gli si deve." Con quale disposizione d’animo ha accettato questo incarico che, peraltro, si pone in forte continuità con la sua storia personale? "Sì, io mi sono avvicinata a studiare questa figura alla fine degli anni ‘90. Ricordo due episodi particolarmente importanti. Durante un’intervista al Cardinale Aloísio Lorscheider il discorso cadde sulla figura di Luciani (di cui il Cardinale aveva una fotografia sulla scrivania). Le cose che mi disse mi spalancarono una prospettiva straordinaria su una figura della quale mi erano sconosciute profondità ed importanza. “La sua elezione è stata come l’aprirsi di una bella giornata” mi disse Lorscheider. Il secondo episodio è l’incontro con la sorella di Luciani tramite la nipote, Lina Petri che era nella Sala ....................................................................................................................................................................................................

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Stampa Vaticana. Mi chiese di raccogliere, per la famiglia, le memorie della sorella. Iniziai così a frequentare Antonia. E’ stata l’occasione per entrare nelle pieghe di questa figura unica. Diedi alle stampe “Mio fratello Albino. Ricordi della sorella di Papa Luciani.” Nessuno prima d’allora aveva avuto l’idea di raccogliere le sue memorie. Uno scempio. Poi completai il dottorato di ricerca sugli scritti di Luciani e lo collocai in ambito letterario. Questo perché considero Luciani il più geniale dei papi del XX secolo, per l’ampiezza del suo ingegno e del bagaglio culturale. Profondo conoscitore della letteratura e specialmente di quella angloamericana, era un enfant prodige: da autodidatta sin da piccolo aveva imparato il russo, l’inglese, il francese, più il tedesco che si parlava a casa sua. Dunque un bibliofilo nato che leggeva in tutte queste lingue sin da bambino. Giovanissimo, aveva curato l’archivio della Biblioteca di Canale d’Agordo, che non era un luogo marginale anche perché, essendo sul confine, era aperto a grandi arricchimenti culturali e conteneva testi preziosi anche del ‘300. Un’opera di catalogazione straordinaria. Luciani era questo. Tant’è che non ha mai fatto il parroco: immediatamente è stato riconosciuto uomo di studi e di governo. A 27 anni è diventato vice rettore di un seminario post tridentino. Chiaramente mi ha affascinato moltissimo l’ampiezza di questo sguardo a trecentosessanta gradi che comprende storia, letteratura, teologia. Ricordiamo che Paolo VI, a cui lui nel 1972 ha messo la stola sulle spalle, lo considerava uno dei migliori teologi del suo tempo. Luciani era un uomo di riferimento. Il conclave che lo ha eletto è stato uno dei più rapidi del ‘900: quasi per acclamazione. Un uomo molto lontano dalla figura dimessa e sconosciuta che circola. Dunque dopo la tesi di dottorato, sono stata, per dir così, arruolata, nella collaborazione della causa. Volle così il primo postulatore che poi è venuto a mancare. Chiesero a me poiché non c’erano tanti che avevano studiato Luciani. Ho cominciato diciassette anni fa a collaborare alla causa. Dunque questa Fondazione è per me l’occasione di continuare il mio lavoro di tutti questi anni. Adesso si tratta, come amo dire, di “sistemargli la casa” perché altri possano studiare ed approfondire il suo pensiero." Pensiero che ormai lei frequenta da tanto..."Uno degli aspetti che più mi colpiscono di lui è il suo stile, che rompe col plurale maiestatis ed usa la propria erudizione per parlare una lingua comprensibile a tutti, che rifiuta ogni barriera culturale. Forte è in lui quell’arte di parlare in modo semplice per giungere a tutti, che ci viene dai padri della chiesa. Stile questo che costituisce un vero e proprio principio evangelico. L’accessibilità del linguaggio costruita tanto con gli strumenti di una grande erudizione, quanto con quella umiltà intesa come principio teologico."

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Immagine da Wikipedia ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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Immagine: copyright Michela Terzi

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INCONTRI

Paola Bombaci

di Silvia Giordanino

Foto: copyright Severino Marcato

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Per questo appuntamento di INCONTRI, affrontiamo il tema dell'autismo. L’ autismo, o meglio definito disturbi dello spettro autistico, è un disturbo del neuro sviluppo che coinvolge principalmente tre aree: linguaggio e comunicazione, interazione sociale e interessi ristretti e stereotipati. ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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L’autismo varia in gravità in base al livello di compromissione che limita l’autonomia nella vita quotidiana. I bambini con disturbo dello spettro autistico hanno generalmente sintomi che si manifestano con difficoltà nella comunicazione e interazione sociale, difficoltà di comprensione del pensiero altrui e difficoltà ad esprimersi con parole o attraverso la gestualità o con l’utilizzo dei movimenti facciali. In aggiunta, possiamo riscontrare anche una iper sensibilizzazione nei confronti di rumori e suoni, e movimenti del corpo ripetitivi e stereotipati, come dondolio, auto stimolazione o battito di mani. Possono avere inoltre, risposte insolite alle persone, attaccamenti agli oggetti, resistenza al cambiamento nella loro routine, o comportamento aggressivo o autolesionista. Intervistiamo, a questo proposito Paola Bombaci presidente dell'AMA, associazione missione autismo, di Asti. Paola Bombaci, come è iniziato il vostro percorso nel mondo dell'autismo? "Quando abbiamo avuto la diagnosi di autismo per nostro bambino nel 2004 (era appena nato il nostro secondo figlio) si è aperto un baratro di dolore, in cui siamo stati lasciati dalle istituzioni con un pezzo di carta e la prospettiva di una condanna. I primi anni sono stati di ricerca, di studio, di viaggi, che ci hanno anche portato negli Stati Uniti. Io ho utilizzato tutti i due anni di congedo per occuparmi di Michele e per studiare come poterlo aiutare nel migliore dei modi. In quegli anni il nostro punto di riferimento era un forum, in cui abbiamo incontrato genitori con cui abbiamo fondato AMA.Per circa tre anni ho lasciato il mio lavoro di docente, ma le esperienze con Michele mi hanno aperto nuovi sguardi anche sul mio lavoro. Inoltre ho maturato la consapevolezza della necessità di continuare il mio percorso con l’autismo in una dimensione più sociale e comunitaria: non potevamo cercare risposte solo per Michele, dovevamo iniziare a lavorare anche sul nostro territorio". Quando e perché è nata .................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

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l'associazione AMA? "L’ Associazione Missione Autismo è nata nel 2009 ed a è attiva sul territorio del Comune di Asti e della sua provincia. La sua mission è volta a sostenere percorsi riabilitanti e abilitanti per bambini e ragazzi affetti da autismo, organizzare corsi di formazione, creare occasioni di incontro che trasformino l’idea della persona con disabilità da bisognosa di aiuto a membro attivo della comunità. L'attività di formazione svolta dall’associazione di volontariato è organizzata con il supporto dello Sportello Autismo e dell’ Ufficio Scolastico Provinciale". Quali sono le esigenze degli individui adulti, dei ragazzi e dei bambini affetti da autismo? "Le esigenze delle persone con disabilità sono le esigenze di tutte le persone: in primis la possibilità di poter vivere nella società in modo indipendente con tutti i supporti necessari, così come è sancito dalla Convenzione ONU per le persone con disabilità. I bisogni sono quelli di tutti i sostegni sono individualizzati. Tra i sostegni fondamentali risultano figure altamente specializzate che li aiutino a sviluppare nuove competenze, ma che contemporaneamente lavorino sui contesti di vita per renderli capaci di accogliere e sostenere le persone che disabilità (dalla scuola al mondo del lavoro). Intendo specificare che le esigenze terapeutiche delle persone affette da autismo, sono di vario livello, per soddisfare le quali è necessario programmare un intervento cognitivo-comportamentale che si divide in più fasi: circa la natura e del grado del disturbo dell’umore, l’educazione emotiva, la ristrutturazione cognitiva, la gestione dello stress, l’automonitoraggio e la programmazione delle attività per esercitarsi e mettere in

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pratica le nuove strategie e abilità cognitive. Una parte centrale dell’intervento consiste nell’insegnamento di abilità comportamentali, cognitive ed emotive (coping skills) utili a modificare pensieri e comportamenti, causa di stati emotivi negativi, come ansia, depressione e rabbia". Una riflessione sulle peculiarità dell' AMA sul territorio. "Negli anni si è strutturata fino ad arrivare ad oggi in cui si avvale di un’equipe multiprofessionale che accoglie e accompagna le famiglie. Le figure professionali lavorano sulla base di due principi scientifici l’analisi del comportamento applicata e la coprogettazione capacitante. Il consulente ABA con certificazione americana BCBA valuta, costruisce programmi individuali, monitora e supervisiona le attività abilitative nei vari contesti, mentre la tutor per la vita indipendente (formata e supervisionata dal Centro per i diritti e la vita indipendente dell’Università di Torino) accoglie le esigenze delle famiglie sostenendo e incrementando la capacitazione nella costruzione di un progetto di vita, fa formazione nei contesti scolastici e di vita e aiuta le famiglie anche nelle richieste alle istituzioni". Come ha colpito il covid-19 la già difficile realtà del mondo dell'autismo? "I soggetti che vivevano in famiglia hanno fatto fronte con difficoltà, ma con forza e dignità al lock down. Il mio pensiero va invece ai soggetti che sono nelle RSA, negli istituti e che sono stati costretti all’isolamento dalle famiglie e messi insituazione di reale pericolo di contagio. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha costretti a modificare le nostre abitudini, il nostro modo di lavorare e il nostro modo di stare insieme. Una delle conseguenze dell’emergenza da Covid-19 è la sospensione, stabilita con i DPCM del 4 e 9 marzo 2020 su tutto il territorio nazionale, dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza di attività scolastiche e di formazione superiore, di corsi professionali e di attività formative svolte da enti pubblici ed enti privati. Questa sospensione è diventata in molti casi totale assenza. Questo dovrebbe farci riflettere sulla necessità di progetti individualizzati, calzati sulla persona e sui suoi bisogni". .................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

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Cosa si è riuscito a mantenere nel periodo del lock down e cosa si è dovuto sospendere? "AMA ha continuato a svolgere le proprie azioni formative in modalità smart. Il sostegno alle famiglie non è venuto mai meno attraverso contatti a distanza, supporto nel fornire materiale di lavoro e sostegno ai genitori per le situazioni più difficili. Oggi nella fase due stiamo lentamente riprendendo le attività in presenza dopo aver messo a punto un protocollo anticontagio e aver acquistato dispositivi di sanificazione e sicurezza. Il bisogno di sostegno da parte di docenti e ragazzi, non si ferma ed è per questa ragione che AMA –Associazione Missione Autismo ha deciso di procedere con l’ attività di formazione avviata all’inizio dell’anno scolastico, modificandone però la modalità. Il nostro prezioso cammino ha avuto una

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battuta di arresto che ha fermato il nostro percorso verso importanti obiettivi da raggiungere a fine anno scolastico. Abbiamo scelto di investire risorse per mettere a disposizione degli insegnanti e dei ragazzi materiali da condividere attraverso piattaforme come Meet di Google Suite e Zoom e creare una rete virtuale capace di offrire un valido strumento di aiuto alle famiglie anche in questo momento". Quale futuro per l'AMA? "Il futuro stesso è la risposta! AMA, https://www.ama-asti.it/ Cod. fisc. 92055660051 Per donare il 5x1000 o fare un versamento direttamente all'AMA, ecco i riferimenti bancari: IBAN-IT23V0608510301000000048996 Per informazioni: amissioneautismo@gmail.com ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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Ingredienti di questa pozione: parole libere in libertà virtuale, al Salone del Libro di Torino Carissimi lettori, sapete quali sono i migliori ingredienti dei libri per il nostro cocktail da degustare settimanalmente? Ve lo diciamo noi: la libertà delle parole, la

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libertà nelle parole, le parole in libertà, parole libere, il tutto shakerato in un contenitore da sogno: il Salone Internazionale del Libro di Torino, virtuale, in questa edizione 2020, quindi, più vero che mai! L'annuale appuntamento con IL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO, eccellenza torinese, è tutto online a causa della pandemia che tutto il mondo sta vivendo. Il noto scrittore il conduttore radiofonico Nicola Lagioia, direttore dal 2017 della kermesse culturale spiega: “È un momento molto complicato ed esprimo tutta la mia solidarietà ai cari amici organizzatori di Libri Come, Il Salone è in ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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contatto costante con le istituzioni locali e sta monitorando con attenzione l’attuale situazione, nel pieno rispetto delle ordinanze ministeriali e Nicola Lagioia_credit Luigi De Palma regionali in merito alla gestione dell’emergenza epidemiologica da coronavirus”. “Quello che stiamo facendo in una situazione così delicata – aggiunge – è lavorare con regolarità. Io, personalmente, sto vivendo questa situazione come tutti gli italiani, attenendomi a quelle misure che ci è stato detto di osservare. Parlo solo per quello che conosco e non è questo il caso, precisa, perché non sono né un medico né un virologo. Mi auguro come tutti che questa emergenza passi il più presto possibile, anche perché ci sono e continueranno ad esserci notevoli ripercussioni economiche proprio nella vendita di libri”. Dunque dal 14 al 17 maggio tutti sintonizzati sul sito https://www.salonelibro.it/ita/. Il via con una lectio magistralis dello storico Alessandro Barbero dalla Mole Antonelliana. Appuntamenti imperdibili con scrittori stranieri del calibro di Salman Rushdie, Annie Ernaux, Edna O'Brien, Gabrielle Filteau-Chiba e di tanti italiani, vere e proprie "icone" quali Alessandro Baricco e Roberto Saviano. Da gustare i contributi di Jovanotti e Vinicio Capossela, speciali quanto la loro artistica e poliedrica personalità. Cosa ci aspettiamo dal Salone del Libro 2020? Sempre le parole di Lagioia rispondono :" Un Salone Extra. Un sogno: riunirà alcune delle migliori menti del pianeta per ragionare insieme su ciò che sta accadendo." Il team di lavoro del Salone risponde così al momento di grave difficoltà nel quale ci troviamo a vivere. Molti gli intellettuali di ogni campo culturale che hanno risposto all'appello diffuso non molti giorni fa. Il titolo della XXXIII edizione "Altre forme di vita", che era già stato scelto, si è dimostrato quanto mai profetico. Ora tutti noi, come il biblico Giona nel ventre della balena, siamo in viaggio verso un prossimo futuro che ci auguriamo e speriamo libero dal dramma del covid-19 e dalle costrizioni conseguentemente necessarie. Riuniti nella sacralità dei libri, come ogni anno, dunque, verranno lanciati messaggi positivi, questa volta nell'etere. ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

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Solar & Energy Boat Challenge Il futuro dello yachting green è virtuale

La platea sarà ben più affollata della banchina che, lo scorso anno, ha acclamato i vincitori dell'unico challenge nautico a zero emissioni di CO2 del Principato di Monaco. E sì, perchè la 7a Edizione del del Monaco Solar & Energy Boat Challenge (MCSEBC), con la crisi sanitaria legata alla pandemia di coronavirus, è stata travolta come molti eventi legati all'intrattenimento, cultura e sport. Ma, risorgendo dalle proprie ceneri, cavalcando l'entusiasmo del digitale per promuovere l'innovazione a favore della propulsione ecologica e pulita anche nel mondo dello yachting, l'evento monegasco di trasforma in una gara online al 100%, dal 30 giugno al 4 luglio. A spiegarcelo Bernard d'Alessandri, Segretario Generale dello Yacht Club di Monaco "Di fronte al contesto internazionale e per continuare a incoraggiare il lavoro svolto dai team, ci è sembrato fondamentale riuscire ad adattarci ed essere innovativi. L'attuale situazione di incertezza non ci permette di organizzare un classico evento pubblico con spettatori ed assembramenti. E la soluzione è stata quella di inventarci la competizione senza derogare alle prerogative sanitarie." Lo scorso anno, il MCSEBC è riuscito ad appassionare circa 1.000 persone e ben 350 partecipanti sul posto, tra ricercatori, accademici, ingegneri, inventori e professionisti dello yachting e dell'energia alternativa. Per l'edizione 2020, gli organizzatori spiegano, dal sito dello Yacht Club di Monaco, che "i partecipanti devono inviare il loro progetto entro il 31 maggio e, solo per i selezionati, è prevista una presentazione orale online dal 30 giugno al 4 luglio. Divisi in tre classi (Solare, Classe Energetica o Mare aperto), i candidati finalisti scopriranno il 4 luglio,

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durante una cerimonia di premiazione virtuale i nomi dei progetti vincitori. I migliori lavori, comunque, saranno suddivisi in tre categorie: il Premio Innovazione, l'Eco Design Prize e lo Spirit Prize. Infine, oltre al riconoscimento, ai vincitori è devoluto un assegno di 2.000 euro. Ed allora, non ci resta che attendere l'esito di questo evento... (Foto: YCM Studio Borlenghi) ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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I passatelli alla Romagnola

Ingredienti per 4 persone: 150 gr di pangrattato casalingo

150 gr di parmigiano grattugiato 3 uova Un pizzico di noce moscata Una grattugiata di scorza di limone (poca e solo la parte esterna) Sale q.b. I passatelli sono un prima piatto, possono essere serviti con un buon brodo di carne o asciutti. La ricetta è semplicissima ma per poterli realizzare occorre uno schiaccia patate o l’apposito attrezzo (ferro per passatelli). Procedimento Amalgamare pangrattato, parmigiano, noce moscata, scorza di limone ed un pizzico di sale. Una volta che il composto è omogeneo aggiungere le uova, mescolare fino ad ottenere un impasto compatto e denso che deve essere tagliato in più pezzi ed avvolti in pellicole per alimenti che devono riposare in frigo per un paio di ore. Con l’apposito attrezzo schiacciare l’impasto fino ad ottenere i vari passatelli lunghi 15 centimetri. Adagiarli su un vassoio prima di versarli nel brodo bollente. Cuocere per tre minuti, poi spegnere il fuoco e far riposare per altri due minuti prima di servire.

Immagine: Wikipedia

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IL SEGRETO DI NONNA PEPPA. Se li volete provare asciutti versateli direttamente in padella con il sugo, fateli saltare (delicatamente) per qualche minuto e servite. I passatelli sono ottimi conditi anche con sugo di pesce o pomodorini, rucola e scaglie di parmigiano reggiano. Uno spettacolo non solo per gli occhi, e non solo per il gusto! .................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020

10 O obre 2019


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Croce Rossa di Monaco: una donazione...speciale Quest'anno, come era prevedibile, non ci sarà alcuna 'braderie' sotto lo chapiteau di Fontvieille, per lo meno non quella che tradizionalmente organizza la Croce Rossa di Monaco (CRM) per ricavare fondi destinati alle sue diverse attività di assistenza e caritative. Ma nel 2021 questo

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importante evento è già fissato per il 15 maggio. Questa è la prima buona notizia. La seconda, invece, è sapere che la CRM si dichiara particolarmente orgogliosa del valore e del lavoro dei suoi volontari e del suo staff, tutti impegnati fin dai primi giorni della crisi Covid-19 ad assistere ed aiutare i bisognosi, oltre che fondamentali per diffondere informazioni necessaria a prevenire la diffusione della malattia e limitarne l'impatto sui membri più vulnerabili della popolazione. In totale, dal 16 marzo ad oggi, sono stati conteggiati ben oltre 1.500 giorni di volontariato, inclusi i servizi a domicilio offerte, le consegne a domicilio (oltre 23.000 consegne dal 16 marzo), e l'assistenza telefonica fornita con il Call Center (oltre 3.200 chiamate dal 6 marzo). Ma se alcune di queste attività saranno gradualmente eliminate con l'evolversi della situazione sanitarie, altri iniziative, come la distribuzione di maschere alla stazione di Monaco e il supporto per sostenere gli effetti del contenimento a beneficio di associazioni, aziende, commercianti, continuano ad andare avanti. Infine, ciliegina sulla torta, proprio di questi giorni giunge la notizia di una donazione; la CFM Indosuez ha offerto 20.000 euro alla Croce Rossa questa settimana. L'importo, secondo la nota fornita dal CRM, sarà impiegata a favore dell'azione sociale, e più specificamente per le persone le cui condizioni sociosanitario sono gravemente compromesse dalle conseguenze della crisi del coronavirus. un bel gesto che non è passato inosservato... ..................................................................................................................................................................................................... 14 mag io 2020


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