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QE-MAGAZINE WEB # 17 Anno 5 - 7 maggio 2020

Credits: Gaetan Luci / Palais princier


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QE-MAGAZINE 7 mag io 2020 L' editoriale by Maria BOLOGNA

Potrebbe una crisi sanitaria di portata mondiale come quella che, forse, ci stiamo lasciando alle porte, riuscire a dare una spinta al Principato di Monaco non tanto verso il mondo digitale, percepito come essenziale fino a qualche tempo fa, bensì a beneficio del mondo del lavoro, tresformando un problema, la mobilità dei frontalieri, in una opportunità? Forse, se impariamo dal passato. Vi ricordate il test monegasco del carrellino porta pacchi che, all'occorrenza, seguiva il fattore a qualche metro di distanza? Quanto sarebbe stato utile se, dotato di manine, avesse potuto sostituirsi ai postini durante la pandemia? Ovvio, tanto, ma non siamo arrivati a tanto... Beh, parliamo allora del minibus elettrico a guida autonoma che, a luglio del 2019, è stato testato su un percorso circolare predisposto a Monaco Ville: immaginiamolo operativo sulle strade deserte dei giorni passati. Quale occasione migliore? Ma non per sostituire i tradizionali mezzi pubblici che, per ragioni di sicurezza, ammantavano la cabina del guidatore con metri di pellicola plastificata, separandolo go famente dai suoi pochi trasportati. Semplicemente per mettere alla prova qualcosa che è costato una certa cifra e che, insieme al robopostino animato da Intelligenza Artificiale, era tra i prototipi facenti parte dell'iniziativa #Extended Monaco, Smart Principality, ambizioso programma presentato il 30 aprile 2019 per digitalizzare, con decine di milioni di euro, questa piccola città-Stato. Da allora sembra sia passato un secolo, non un anno! Tuttavia, lo stop forzato tra le quattro mura, imposto dal Governo di Monaco per evitare la di fusione del coronavirus ha permesso di ridefinire certe priorità, guardare più locale per renderci tutti più solidali. Ed il successo dell'obbligatorietà del telelavoro è un esempio lampante. La prima legge monegasca sul lavoro a distanza, regolata dalla legge 1429 del 2015, vedeva già in azione un battagliero Stéphane Valeri, all'epoca consigliere di Governo per la Sanità e degli A fari Sociali che, nel corso di una conferenza stampa organizzata i primi di giugno dell'anno successivo, ricordava come il telelavoro fosse 'indispensabile per lo sviluppo dell'economia locale'. Da allora la questione - in realtà ancora non risolta del tutto sul fronte delle convenzioni socio-sanitarie italo-monegasche - si è perfezionata e Valeri e l'amministrazione di Monaco, costretti a fare i conti con le nuove regole imposte per contenere la pandemia, hanno scelto di non aspettare. Così, nel corso della prima riunione ordinaria 2020 del Consiglio Nazionale, organizzata il 5 maggio scorso, è stata approvata all'unanimità dei membri dell'emiciclo la legge 1014. Credo possa definirsi un bel traguardo per tutti perché, allo stesso tempo, si vieta il licenziamento se non per cause gravi e dimostrabili. Inoltre, quanto più si ricorre all'impiego del telelavoro tanto meno si espongono i pendolari alla di fusione del virus e relativo rischio del contagio. Lavorando da casa si limiterebbero, inoltre, la circolazione di vetture e scooter; probabilmente gli scompartimenti dei treni sarebbero meno pieni come gli stessi bus di linea che collegano Mentone a Nizza passando per Monaco. E ci guadagnerebbe anche l'ambiente. Insomma, se tutti gli sforzi convergono in una sola direzione, forse il Principe di Monaco, con i suoi cittadini, il suo Governo ed il Consiglio Nazionale, potrà fare del suo paese un modello sia per la capacità di uscita dalla crisi legata a quella sanitaria mondiale, che per la ripresa economica. Non manca molto per dimostrarlo. E a noi piacerebbe credere che questo possa davvero accadere... Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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Sommario PAG. 4 Il Principato di Monaco, come

non lo vedrete mai più! // Coronavirus global response: un appello anche dal Principe Alberto II di Monaco

PAG.10 INCONTRI: Francesca d'Aloisio Pesce // MOiTO - Ingredienti di questa pozione: INCONTRI MUSICALI VIRTUALI e prime assolute PAG.18 Sebastiao Salgado: "Salviamo le popolazioni indigene del Brasile dal Covid19"

PAG. 8: Le parole che curano:

Re angoluzzo razionale// // Essere Genitori

PAG. 20 La vera piadina romagnola

PAG.22 DIGITAL TALK LIVE, la virtualglamour novità della Monte-Carlo Fashion Week

QUALCHE NOTIZIA SU...QE-MAGAZINE

QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QE-MAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com.

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Il Principato di Monaco, come non lo vedrete mai più!

©Manuel Vitali - Direction de la Communication

Terminiamo con questa carrellata di immagini esclusive i souvenir di un insolito Principato di Monaco ai tempi del confinamento. Che siano le foto pubblicate su numero #14 di QEMAGAZINE che quelle condivise sul profilo Twitter dal 19 aprile, attraverso questo percorso - a volte movimentato da un paio di video - vi abbiamo offerto la possibilità di andare a spasso virtualmente tra le vie della piccola città-Stato, seconda solo al Vaticano, improvvisamente trasformata dal 17 marzo a mezzanotte, in una specie di città fantasma, con strade, marciapiedi, scalinate e parchi praticamente deserti. A parte l'eccezione dei supermercati che, quasi costantemente sono stati presi d'assalto da persone di ogni età ma forti abbastanza per spingere carrelli stracolmi di prodotti alimentari, acqua e pile di carta igienica e candeggina, l'esperienza fotografica è stata davvero forte. Il paesaggio urbano, illuminato dal sole o oscurato dalle nuvole passeggere, durante questa pandemia è tutto un susseguirsi di vicoli, palazzi e grattacieli immersi nel silenzio più assoluto, come fosse un set a cielo aperto, pronto per accogliere i protagonisti di colossal apocalittico.

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L'aspetto più surreale, in tutto questo, è stato l'aver scoperto in certe ore del giorno, persone dall'età variabile - generalmente sempre le stesse - che, con la scusa del cane o della passeggiata, percorrevano come automi l'area circostante alle loro abitazioni. La ..................................................................................................................................................................................................... routine, con ogni giorno uguale a se stesso, si rompeva all'improvviso alle 20h00, con 7 mag io 2020


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minishow dai balconi che accoglievano, per qualche minuto, intere famiglie armati di padelle e cucchiai usati come strumenti di percussione. A modo loro, con le sirene degli yacht, ringraziavano i medici, il personale sanitario e chiunque, in prima linea, avesse combattuto la propagazione del virus. Ed ora che la città sta ritornando lentamente, ma con cautela, alla normalità, chi glielo dice che forse è ora di ricominciare a lavorare? (Foto, copyright AMP Monaco)

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Coronavirus global response: un appello anche dal Principe Alberto II di Monaco

Alla data del 4 maggio, in serata, mancavano ancora 500 milioni di euro per raggiungere un ambizioso obiettivo, la somma € 7,5 miliardi fissata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall'Unione Europea nell'ambito dell'operazione Coronavirus Global Response, ideata per fornire un accesso rapido ed equo ai test di screening, ai trattamenti e ai vaccini efficaci ed economici contro il coronavirus nel mondo. Molte le testimonianze e le adesioni di numerosi capi di Stato - già solo l'Italia, la Germania, la Francia e la Gran Bretagna contribuiranno per più di 2 miliardi di euro, ad esempio - così come gli appelli, diffusi sui social e attraverso i normali strumenti di comunicazione per sensibilizzare anche donatori privati. S.A.S. il Principe Alberto II, che sostiene l'iniziativa, si è prestato anche lui all'iniziativa con un video-messaggio nel quale ha ricordato che il Principato ha sempre © Michela Terzi assunto le sue responsabilità, in concerto con le Nazioni Unite, nell'ambito delle azioni umanitarie nelle quali si manifesta la solidarietà internazionale. "Ecco perché il mio Paese è solidale e si impegna oggi a contribuire a questo sforzo comune", ha affermato il Sovrano. "Sono inoltre convinto - ha aggiunto - che solo insieme e uniti potremo superare questa sfida che, nella nostra storia recente, non ha equivalenti. Insieme e uniti, avremo anche l'opportunità di orientare il futuro verso un percorso più sostenibile e inclusivo". Tuttavia, il Principato di Monaco, come Governo, non ha comunicato quale sia l'importo stanziato - sarà reso noto solo a fine maggio, n.d.r. - probabilmente perché si appella

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anche alla generosità dei suoi abitanti. Inoltre, apprendiamo dalla nota, una parte dei fondi raccolti sosterranno le attività del GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunisation), organismo con il quale la Cooperazione monegasca collabora da numerosi anni. Per vedere il video-messaggio di Sovrano di Monaco cliccare qui. ..................................................................................................................................................................................................... 7 mag io 2020


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Controlli alle frontiere franco-monegasche : un obbligo fino all'11 mag io

Lo scorso 4 maggio il Principato di Monaco, come l'Italia, ha scritto la parola la fine (per il momento) al lockdown e l'inizio progressivo delle normali attività commerciali. Prudenza e senso di responsabilità sono le parole d'ordine per tutti, in attesa di vedere se gli esiti di questa strategia di contenimento del virus sono vincenti. In questo contesto, la tipicità monegasca è comunque tornata di nuovo al centro delle cronache - e suo malgrado perché, come è noto, condividendo i suoi confini territoriali con quelli della Francia, si trova da una parte pronta ad accogliere il flusso dei lavoratori frontalieri automuniti (via treno la tratta Ventimiglia-Monaco è servita con soli due collegamenti la mattina ed altrettanti la sera, n.d.r.) mentre, dall'altra, deve condividere i controlli disposti dalla gendarmeria francese che, sistematicamente fino all'11 maggio, vigilano sul rispetto del confinamento dei loro cittadini. Se a questo aggiungiamo i disagi provocati dai lavori dei cantieri che si trovano all'entrata di Monaco (Jardin Exotique e Saint Romain) è fortemente probabile che, nelle ore di punta della mattina, per raggiungere il posto di lavoro, sia necessario dotarsi di pazienza e calcolare qualche mezz'ora in più. Nonostante questo disagio non interessi tutti i circa 52 lavoratori pendolari (di questi 7 mila sono italiani, gli altri francesi) è evidente che non è possibile percorrere altre vie per raggiungere il Principato di Monaco, a partire dall'uscita dell'autostrada A8 o l'Aurelia. Di questo ne abbiamo parlato in un servizio andato in onda su Euronews, qualche giorno fa. Tuttavia, al fine di agevolare lo scorrimento del traffico, il Governo di Monaco raccomanda di tenere a portata di mano i documenti e i certificati necessari, in particolare l'attestazione di lavoro, per velocizzare le formalità di controllo alla frontiera, che, ricordiamo sono previste fino all'11 maggio. Dopodiché, come abbiamo già scritto qui, ci saranno verifiche a campioni di autoveicoli e motoveicoli, ma solo per evitare che persone provenienti da altri comuni limitrofi possano circolare nel Principato senza un Immagine: copyright Michela Terzi vero motivo. (Foto: Dir. Com. Monaco) .................................................................................................................................................................................................... 7 mag io 2020

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Le parole che curano

Re angoluzzo razionale

a cura di Salvatore Dimaggio

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Se qualcuno vi racconta che ad inventare il cinema sono stati i fratelli Lumière, voi non credetegli. O meglio: dipende da cosa intendiamo per “cinema”. I geniali fratelli Lumière, infatti, inventarono la fotografia animata, la ripresa cinematografica. Un intrattenimento per fiere. Il cinema, ovverosia la scoperta di quell'arte completamente nuova chiamata montaggio, è stato inventato da Giovanni Pastrone, David W. Griffith e Sergej Eisenstein. Questi uomini, scoprirono che vi è una grammatica universale della giustapposizione dei filmati, in grado di comunicare una storia oppure un concetto. Sorprendentemente esiste una grammatica comprensibile da qualsiasi essere umano, sostanzialmente prescindendo dalla sua cultura, di cui nessuno aveva mai sentito parlare (ovvio, non esisteva ancora la cinepresa). Una volta scoperta e codificata questa grammatica, però, tutti stranamente la capiscono. Noi dobbiamo ricordare che il tempo, all'epoca, era diventato una questione veramente controversa: un caso scottante. Da un lato abbiamo l'invenzione del montaggio cinematografico, dall'altro abbiamo che il tempo diventa un concetto relativo all’osservatore a causa di quel gaglioffo di Albert Einstein. Ma non basta: il montaggio del tempo è l'anima dell'industria sul modello taylorista e fordista. Montare il tempo degli operai e montare nel giusto ordine il tempo della produzione, significa produrre a volumi e a costi mai immaginati prima. Dunque inscatolare il tempo nel rettangolo dello schermo cinematografico, in quel rettangolo chiamato fabbrica, in quell'insieme di rettangoli chiamato città, diventa una delle ingegnerie più necessarie del passaggio tra diciannovesimo e Immagine: copyright Michela Terzi ventesimo secolo. Qui è impossibile non citare il rettangoluzzo razionale, sardonica invenzione di Gadda, gran maestro nella descrizione della ferocia urbanistica. Ma oggi che la città è stata congelata, trasformata in una tassidermia dal coronavirus, cosa resta di tutto questo montaggio? Cosa resta di tutta la foga per creare ed incasellare i rettangoluzzi razionali di tempi e spazi? La città e la produzione che stiamo esperendo in queste settimane (che forse diventeranno mesi ed anni) somiglia molto di più ad una favela. Della favela ha l’anarchico spontaneismo, la necessità di ingegnarsi per gli approvvigionamenti, per la sopravvivenza e per l'organizzazione del lavoro. Ed anche la necessità di costruire una vita su scarti e ruderi. Un filosofo che si è occupato con acume delle favelas è Enrique Dussel. Dussel ha sempre profondamente colto l'ambiguità di un Socrate assiso sul trono della cultura occidentale. Difatti quando il Socrate, maestro della gioventù, vuole e ducere cioè tirare fuori dal giovane quello che autenticamente è, cosa dovrebbe mai tirare fuori da un giovane della favela: un giovane che è un escluso figlio di una cultura esclusa, lontano mille miglia da qualsiasi modello dominante? Forse dovrebbe far acquisire a questo ragazzo un’adamantina presa di coscienza della propria condizione, sostanzialmente ignorata e lontanissima da quella cultura eurocentrica che ha incoronato lo stesso Socrate maestro supremo? Dussel ha sempre sostenuto che la sua filosofia della liberazione non fosse utile soltanto agli emarginati della periferia, ma potesse aiutare anche chi abita nel centro del mondo ad essere meno monoliticamente incasellato nelle categorie del pensiero dominante. Mi pare che le difficoltà tutte moderne, tutte occidentali, tutte contingenti che noi abbiamo nell’abituarci allo smart working ed e-learning, beneficerebbero del pensiero di questo importante (anche se piuttosto trascurato) filosofo. Ho questa impressione perchè quando un occidentale singolarmente scade nella miseria e nella povertà (fatto che accade più spesso di quanto non si pensi) o quando collettivamente, a causa di un’emergenza come l’attuale pandemia, il nostro quotidiano si limita e trasforma, ecco che le nostre capacità di adattamento vengono alquanto limitate dalla centralità di modelli dominanti interiorizzati. ..................................................................................................................................................................................................... 7 mag io 2020


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Essere Genitori

a cura di Michela Terzi

"È fondamentale insegnare ai propri figli a riordinare e avere cura delle proprie cose, perché ciò

aiuta a mettere ordine tra le conoscenze. La cosa importante non è mettere in ordine subito, bisogna insegnare che finito il gioco è importante metterlo dove siamo certi di ritrovarlo. Ciò si ottiene senza ordini, ma con l'esempio e facendolo insieme".

Immagine: copyright Michela Terzi

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INCONTRI

Francesca d'Aloisio Pesce

di Silvia Giordanino

Foto: copyright Severino Marcato

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Incontriamo la fotografa genovese Francesca d'Aloisio Pesce, non è per noi una professionista qualunque, è la "nostra" fotografa, la fotografa 'in rosa' di QE magazine. Bella come il sole che porta dentro e che comunica ad ogni incontro, compreso questo, anche se virtuale. Lasciamo a lei il compito di raccontarci la sua storia professionale e un personalissimo ricordo della tragedia e della ricostruzione del Ponte di Genova.

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Quando è nata la tua passione per la fotografia? "Ho sempre fotografato, ho cominciato da ragazza andando in giro per la mia città prendendo "di mira" nel mio obiettivo bimbi e vecchi con una piccola macchina della Kodak di mio papà, un artista a tutto tondo ( fotografo, pittore, disegnatore tecnico, musicista..). Poi ho anche imparato a sviluppare i negativi di allora in camera oscura. L’emozione che ho provato sviluppando la mia prima foto in camera oscura non la dimenticherò mai più: un bimbo peruviano fotografato a Boccadasse (Genova); i suoi occhi scuri intensi che mi guardavano sono la prima cosa che è apparsa nell’acido fotografico. Per un po' di anni ho lasciato da parte questa mia passione per motivi allora più importanti."Alle volte succede... Come è accaduto che hai ripreso in mano la tua macchina fotografica? "Dopo la morte a seguito di una lunga malattia del mio amato cane Bambù, l'esigenza di fotografare si è ripresentata più forte di prima, più consapevole e non ho più smesso. Ho avuto modo di fotografare attrici e attori di teatro, e ho capito che cosa volevo fare: dedicarmi soprattutto e ritratti nelle varie espressioni umane. Così ho frequentato vari corsi, tra i quali la fotografia di scena. Ho collaborato per la copertina del CD “Luna Quart” I primi sogni d’or, della compagnia Teatro Nudo Di Edmondo Romano e Simona Fasano edito nella primavera-estate 2018. Poi nella "VininProsa degustazione teatrale di vini" di e con Emanuela Rolla e Luca Maschi. Ho fotografato, inoltre, vari spettacoli di teatro e musica". .................................................................................................................................................................................................... 7 mag io 2020

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Approfondisci questo interessante discorso per i nostri lettori. "Progetto servizi fotografici in interno ed esterno, book professionali, ritratti motivazionali con la collaborazione, durante la realizzazione del servizio, di una regista e una giornalista professioniste per cogliere al meglio insieme al soggetto fotografato un intero arco emotivo, seguendo input e indicazioni precise e specifiche per permettere di esprimersi nel modo più organico possibile. Amo mettere in piedi storie fotografiche mettendo in primo piano il rapporto con la figura femminile, con la poesia, la moda e con l’estetica. Le foto non sono più semplici immagini, ma diventano la trama di un intreccio narrativo e poetico. Le parole mi ispirano e talvolta le mie foto, a loro volta, ispirano parole agli artisti, agli scrittori, agli sceneggiatori. Racconto attraverso le immagini, muovendomi tra il ritratto, la moda, momenti di vita, e lo spettacolo. “Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso". C'è qualche fotografo che è di particolare ispirazione per te? "Direi tutti i grandi del secolo scorso, da Robert Capa a Helmut Newton, come non imparare da loro? Approfitto di ogni occasione per vedere mostre, anche soprattutto di pittura, fondamentale per la fotografia. Ogni occasione è valida per me per approfondire e studiare, pur comprendendo che non è mai abbastanza. Ad ogni modo, anche in questo caso, la mia predilezione va a una figura femminile: Dorothea Lange. Come si può rimanere indifferenti davanti all'immagine di quella sua madre con i bambini durante la Grande Depressione? In quello sguardo c'è tutto: c'è la disperazione e la speranza; il volto

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segnato, invecchiato anzitempo. I bambini le si raccolgono intorno, si nascondono allo sguardo indagatore dell'obiettivo, la luce è perfetta quasi caravaggesca, bellissima e impietosa. La sua frase: "la macchina fotografica è uno strumento che insegna alle persone come vedere senza macchina" è per me un mantra". Veniamo ora alle immagini che ci hai condiviso con noi del Ponte Morandi spezzato. "Le ho fatte durante un viaggio in treno durante lo scorso novembre. Era un momento particolare per me: mia madre era appena morta ed e stavo vivendo un altro dolore grande. Quel viaggio, per me, ora, in queste immagini, rappresenta la metafora, la transizione attraverso la quale occorre passare per raggiungere la completezza, la risoluzione. Il dramma del Ponte Morandi ha ferito crudelmente Genova e non solo. Le immagini del crollo sono state trasmesse in tutto il mondo. Ma è stato possibile, grazie al talento del grande architetto italiano Renzo Piano e ad una grande volontà politica e civile, la ricostruzione a tempi brevi, praticamente da record. Ecco, dunque, che la mia città, dapprima depauperata di uno snodo vitale, è rinata dalle proprie ceneri come una mitologica fenice". Come sei riuscita a cogliere queste meravigliose immagini piene di pathos, fotografando, tutto sommato, un oggetto inanimato? "Il Ponte Morandi non può essere considerato inanimato, non dopo la tragedia, ma forse nessun luogo può essere considerato tale, poiché sempre "vivo" attraverso le persone. Ora il Ponte, ricostruito ed illuminato dal tricolore, è simbolo della rinascita, soprattutto in questo momento così difficile. In questo momento, noi genovesi, non riusciamo a goderne la vista, causa la restrizione della pandemia, ma le immagini che si trovano sul web o che sono state trasmesse per inaugurazione fanno bene al cuore." Per concludere, che cos'è per te la fotografia? "Rubo - si fa per dire - il titolo di un saggio sulla fotografia firmato da Geoff Dyer, noto scrittore e giornalista inglese contemporaneo: la fotografia è 'L' infinito istante'.

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Ponte di Genova con i colori italiani 21 marzo 2020. Copyright SALINI IMPREGILO

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Ingredienti di questa pozione: INCONTRI MUSICALI VIRTUALI e prime assolute Cari lettori, degustiamoci il nostro MO i TO settimanale attraverso le note suonate da giovani concertisti, talentuosi ragazzi provenienti dalla Scuola di Specializzazione post laurea in Beni Musicali Strumentali. E lo fanno come? Virtualmente ben inteso. 'Cosa ti ha promesso la musica', infatti, non solo è il titolo tratto dalla domanda che Il suonatore di oboe fa nel film di Fellini bensì il titolo dell'iniziativa a cui sono chiamati a raccolta questi musicisti che si perfezionano con solisti e didatti tra i più grandi del nostro tempo. Nel centenario dalla nascita del grande cineasta e poeta, la loro risposta è dunque virtuale, perché si adegua ai nuovi riti musicali da pandemia che vedono le esibizioni dal vivo spostarsi sul web, proponendo gli spartiti di maestri come Mischa Maisky, Pavel Gililov, Fabio Biondi e Pierre-Laurent Aimard. Fino 29 maggio con diversi appuntamenti ogni settimana, alle ore 19:00, sulle pagine Facebook e Instagram dell’Accademia di Musica

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Clara Vedeche

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(@accademiadimusicadipinerolo). Particolarità dell'iniziativa è che diversi concerti sono in prima visione assoluta e con la grande musica, da Bach a Rachmaninov, da Beethoven a Fabio Vacchi. Ognuno di noi, liberamente, potrà accedere nell'intimo di ogni musicista e fondersi con lui mentre proporrà brani che per l'artista sono imprescindibili, anche in questi momenti di isolamento forzato e che risponderà, in italiano o nella propria lingua, alla grande domanda felliniana che dà il titolo alla rassegna. Ogni concerto è introdotto da un approfondimento divulgativo sui brani scelti da un punto di vista storico e strumentale. Si ricorda, infine, che le attività dell’Accademia di Musica sono realizzate con il contributo di Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore) e di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Pinerolo, Fondazione CRT.

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Sebastiao Salgado: "Salviamo le popolazioni indigene del Brasile dal Covid19"

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In una lettera aperta, il fotografo franco-brasiliano Sebastiao Salgado ha lanciato un appello internazionale per salvare le popolazioni indigene del Brasile, gravemente minacciate dalla pandemia COVID19. S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco si è unito al grido d'allarme del fotografo firmando una manifesto per avvertire il governo brasiliano della vulnerabilità di queste comunità indigene e per chiedere un'azione immediata per proteggerle. La scomparsa dei popoli indigeni sarebbe infatti una perdita considerevole per l'umanità. "Le popolazioni indigene del Brasile sono in pericolo. Questa pandemia di coronavirus è una minaccia estrema per la loro sopravvivenza. Cinque secoli fa, i gruppi etnici sono stati decimati dalle malattie portate dai colonizzatori europei. Da allora, le successive crisi epidemiologiche hanno ucciso la maggior parte della popolazione. Oggi, con questo nuovo flagello che si sta diffondendo rapidamente in Brasile, i popoli indiani, come quelli che vivono isolati nel bacino amazzonico, potrebbero essere spazzati via perché non hanno alcuna difesa contro Covid-19. La loro situazione è doppiamente critica. I territori che sono riservati per legge ad uso esclusivo delle tribù indiane sono attualmente invasi da minatori d'oro, taglialegna e allevatori di bestiame. E queste attività illegali hanno ..................................................................................................................................................................................................... 7 mag io 2020


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subito un'accelerazione nelle ultime settimane perché le autorità brasiliane, responsabili della protezione di questi territori, sono state immobilizzate dalla pandemia. Il risultato: privata di uno scudo protettivo contro il virus altamente contagioso, la popolazione indiana si trova ora ad affrontare il rischio reale di genocidio causato dalla contaminazione portata dagli intrusi sul proprio territorio. L'urgenza e la gravità della crisi è tale che, come amici del Brasile e ammiratori del suo spirito, della sua cultura, della sua bellezza, della sua democrazia e della sua biodiversità, ci rivolgiamo al Presidente del Brasile, Sua Eccellenza Jair Bolsonaro, così come ai leader del Congresso e alla magistratura. Chiediamo loro di prendere misure immediate per garantire la protezione delle popolazioni indigene del Brasile da questo virus devastante. Questi popoli indiani fanno parte della straordinaria storia della nostra specie. La loro scomparsa sarebbe una tragedia colossale per il Brasile e una perdita immensa per l'umanità. Non c'è tempo da perdere..." Circa 50 personalità internazionali e scienziati hanno accettato di sostenere questo appello. A rendere noto dell'iniziativa la Fondazione Principe Alberto II con cui, da anni, Salgado ha un profondo legame.

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La vera piadina romagnola

Ingredienti per 5 piadine: 500gr farina 0 o numero 1

80 gr di strutto di mora romagnola (o quello comune) 10 gr di sale 180 ml di acqua tiepida 10 gr di lievito in polvere per torte salate o bicarbonato (nel caso vi piaccia una piadina più alta) Procedimento Prendete la farina e create una piccola montagnola al centro della spianatoia ed al centro mettere in ordine lo strutto, il sale e il lievito. Aiutandovi con una forchetta incorporate il tutto aggiungendo l’acqua, sempre al centro e poco alla volta. Quando avrete impastato il tutto iniziate a lavorare con le mani amalgamando bene il composto fino ad ottenere un impasto liscio e morbido che bisogna far riposare avvolgendolo nella pellicola trasparente per almeno 15/30 minuti. Trascorso questo tempo, ricavatene 5 palline, ognuna delle quali dovranno essere stese, una alla volta, con il mattarello, fino a creare delle forme circolari di spessore al massimo di un paio di millimetri. Per la cottura si usa il testo in metallo o, per chi ne fosse sprovvisto, una padella con i bordi bassi (quella per le crepes, antiaderente) sarebbe un buon compromesso. Cuocete a fuoco medio alto, qualche minuto per lato e girandola una sola volta, utilizzando una forchetta per forare le bolle che si formano normalmente durante la cottura. Una volta cotta viene messa in un canovaccio per mantenerla calda. Ora date spazio alla vostra creatività e farcite le vostre piadine come più vi piace! IL SEGRETO DI NONNA PEPPA. In Romagna, per tradizione ed ora i veri intenditori, per cuocere la piadina usano una teglia fatta in terra cotta. Famosa quella di Montetiffi (Sogliano sul Rubicone FC), decantata perfino nelle strofe del poeta Giovanni Pascoli. Ancora il secolo scorso, il suo posto era vicino alla stufa a legna

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ed il suo impiego era fondamentale per la capacità di cuocere la piada in un modo unico, tanto da cambiarne anche il gusto. Tra i segreti di una buona piadina c'è anche un buon canovaccio-tasca circolare, chiamato in dialetto romagnolo “la bascoza dla pieda!”: quello disegnato da Tonino Guerra è venduto a Santarcangelo di Romagna dall'antica Stamperia Marchi ed è famoso per la sua capacità di mantenere la piada appena cotta e calda al punto giusto! .................................................................................................................................................................................................... 7 mag io 2020

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DIGITAL TALK LIVE, la virtual-glamour novità della Monte-Carlo Fashion Week La Monte-Carlo Fashion Week 2020,

giunta alla sua ottava edizione, diventa virtuale e lo fa dovendo in qualche modo superare gli ostacoli che il confinamento ed il distanziamento sociale causato dalla pandemia del Covid 19 ha imposto a tutti. E forse, pensiamo noi, non hanno sbagliato gli organizzatori ad aver scelto altre passerelle, offerte dai social media per valorizzare non tanto gli abiti da collezione bensì gli stilisti veri e propri, quelli che dopo una sfilata fanno appena capolino sulla passerella per raccogliere i tanto attesi applausi, a cui dovrebbero seguire ordini e consensi. Saranno infatti loro i protagonisti del progetto “2020 MCFW SERIES A CONVERSATION WITH...” che debutta dal 14 al 18 maggio. Ad inaugurare la serie Pauline Ducruet, figlia di S.A.S. la Principessa Stephanie di Monaco e fondatrice del brand genderless Alter. A seguire, leggiamo nella nota 'sono attesi altri nomi in un ricco programma che verrà svelato a breve e che vedrà l’alternarsi di talk ad altri di anteprime delle nuove collezioni'. Gli incontri, previsti in diretta streaming, coinvolgeranno comunque alcuni brand che hanno già partecipato alla manifestazione monegasca, pur prevedendo spazi anche per le nuove proposte che avrebbero dovuto far sfilare i loro capolavori quest'anno. Per saperne

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di più basta collegarsi su Instagram e cercare il canale @montecarlofashionweek. Il resto è tutto da scoprire! ..................................................................................................................................................................................................... 7 mag io 2020


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QE-MAG@ZINE N° 17 - 2020 by AMP Monaco  

QE-MAG@ZINE: les news en Principauté de Monaco by AMP Monaco QE-MAGAZINE // Notizie e approfondimenti dal Principato di Monaco by AMP Monaco...

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