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QE-MAGAZINE WEB # 15 Anno 5 - 23 aprile 2020


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QE-MAGAZINE 23 aprile 2020 L' editoriale by Maria BOLOGNA

Dalla fine della scorsa settimana, forse come regalo tardivo di Pasqua, il Comune di Monaco ha u ficialmente lanciato la distribuzione di un kit di mascherine in tessuto destinato alla popolazione residente. Alla mini-cerimonia, come si vede qui di fianco (foto copyright - Mairie de Monaco) c'erano, oltre al Sindaco Georges Marsan, anche alcuni Consiglieri-Ministri del Governo di Monaco. Al progetto hanno partecipato circa venti dipendenti di vari servizi comunali, accompagnati da alcuni membri eletti del Consiglio Comunale la cui amministrazione è retta da quasi 800 impiegati. Con priorità alle persone di età superiore ai 65 anni - stimati in quasi 10.000 individui - la consegna del kit sarà progressiva partendo da Fontvieille e proseguirà nei quartieri di Monaco-Ville, la Condamine, Moneghetti e il Giardino Esotico fino al resto del Principato di Monaco. Terminata questa prima fase, i destinatari del cadeau monegasco è il resto della popolazione: prima i residenti tra i 16 e i 65 anni e bambini e ragazzi di età inferiore ai 16 anni perché, ci dicono, la misura delle maschere devono essere adattate. Questa politica di protezione sociale, come auspicato dal Consiglio Nazionale, pare sia diventata una delle priorità nazionali di Monaco. Ma non vale per tutti, però. Basti osservare le recenti immagini di fuse dai canali u ficiali delle istituzioni monegasche, e quelle che circolano sui siti u ficiali: penso che chiunque si sia accorto di una certa qual libertà di indossare o meno guanti e mascherina , ma la cui discrezionalità si basa su non capisco quali criteri. A Monaco, come altrove, la mascherina per la gente comune che esce dalle proprie abitazioni, per lavoro o per impegni improrogabili, è fortemente consigliata per quanto, al momento, non sembri obbligatoria. La questione riposa su una scelta di responsabilità civile per ciascuno di noi ma soprattutto nel rispetto che abbiamo nei confronti degli altri. A questo punto, però, per alcuni Ministri che manifestamente sono sopravvissuti alla malattia del Covid19, l'obbligo di usare ogni precauzione non dovrebbe essere non una scelta. Ed invece no: vediamo sempre la famosa mascherina che si appoggia sotto il naso, appena sopra il mento oppure anche senza, a seconda delle circostanze e con chi si parla.Inoltre, dal promemoria fornito dal Comune di Monaco, apprendiamo che queste barriere e fimere non solo non dovrebbero incoraggiare la popolazione ad uscire di più, ma principalmente permettere di muoversi con maggiore protezione. Che durino un mese (come quelle o ferte gratuitamente ai residenti di Monaco), qualche ora o per molti mesi - nel caso ci siano dei filtri da cambiare - il messaggio è abbastanza chiaro: bisogna abituarsi ad utilizzare questa mascherina e basta, soprattutto dopo la fine del confinamento. E pazienza se si appannano gli occhiali. In questo momento, bisogna proteggere se stessi e gli altri. Io deconfinamento è vicino, anche a Monaco! Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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QE#15 23 aprile 2020 23 aprile 2020

Sommario PAG. 4 Il Principato di Monaco deserto e la

qualità dell'aria...//Visite 'princier' alla Croce Rossa di Monaco ed all'ospedale CHPG

PAG. 8: Le parole che curano: IL PARTITO SPECCHIO// // Essere Genitori PAG. 16: COVID19: il parere del do . Tiziano Gastaldi

PAG.10 INCONTRI : Lorenza Balbo // MOiTO - Ingredienti di questa pozione: Speciale 25 aprile!

PAG. 20 Ricordando Nonna Peppa e le sue preziose rice e

PAG.16 Quiz Covid-19 - Quiz Covid-19 - Verifica di conoscenze per governanti, scienziati e giornalisti.

PAG.24 PHAM Monaco: occhio alle gambe!

SALUTE & BENESSERE

QUALCHE NOTIZIA SU...QE-MAGAZINE

QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QE-MAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com.

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Il Principato di Monaco deserto e la qualità dell'aria...

Proseguendo l'iniziativa che ha debuttato la settimana scorsa sulle pagine di QEMAGAZINE #14 vi proponiamo in questo numero altri angoli insoliti di come il tessuto urbano del Principato di Monaco sia cambiato ai tempi del confinamento del #Covid19. Ora più che mai appare decisamente surreale, o almeno così si presenta agli occhi di chi, per necessità o per lavoro, si trova a percorrere la città il mattino o il pomeriggio. Il silenzio regna per buona parte della giornata, nonostante alcuni cantieri abbiano ripreso a lavorare, e la circolazione delle automobili e degli scooter continuino a circolare anche se in misura decisamente minore. A guadagnarne più di tutto, ma solo dopo le piogge di ©Manuel Vitali - Direction de la Communication questo inizio settimana, è stata la qualità dell'aria di Monaco. Da tempo, infatti, compariamo i valori esposti sul sito del Governo di Monaco e quello dell'ARPA e, inaspettatamente abbiamo osservato valori molto simili, tanto nel Principato quanto a Milano. Confortati dagli ultimi dati, crediamo che la presenza delle polveri sottili che

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aleggia sui centri abitati in Costa Azzurra o nelle regioni industrializzate del Nord sono responsabili di questi dati, da tenere comunque sotto controllo, nonostante il cielo azzurro della Costa Azzurra induca a pensarla diversamente (Foto, copyright AMP Monaco)

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Visite 'princier' alla Croce Rossa di Monaco ed all'ospedale CHPG

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Lo scorso venerdì 17 aprile, S.A.S. il Principe Alberto II accompagnato dalla consorte, la Principessa Charléne di Monaco S.A.S. il Principe Alberto II, ha lasciato la sua residenza di campagna (Mont Agel) per recarsi presso la sede della Croce Rossa di Monaco, di cui assicura la Presidenza. Un gesto importante ed incoraggiante, a sostegno dei principi fondamentali e di solidarietà nella lotta contro Covid-19 condotta da tutti noi. Stesso © Michela Terzi simbolico significato è da attribuire alla visita del Centro Ospedaliero Principessa Grace di Monaco (CHPG) dove, accolto da Didier Gamerdinger, Consigliere di Governo -Ministro degli Affari Sociali e della Salute di Monaco, e da Benoite de Sevelinges, Direttrice del CHPG, ha potuto incontrare l' équipe sanitaria e ringraziare i medici e dirigenti per il lavoro svolto dall'inizio della pandemia di Covid-19. Il Sovrano ha poi esaminato virtualmente il circuito dedicato all'accoglienza dei pazienti classificati come "sospetti Covid-19" e quello riservati ai pazienti che necessitano di cure urgenti. Questi due percorsi sono distinti e separati tra loro, e permettono di evitare qualsiasi rischio di contaminazione. Il Principe di Monaco ha anche visitato i servizi di emergenza gestiti da Professor Y. Claessens, l'Unità di Ricovero Convenzionale Dedicato diretto dal Dott C. Perrin, sotto cui sono riuniti i reparti di pneumologia, cardiologia, e le specialità in malattie infettive e radiologia; e si è recato anche presso l'Unità di raccolta dedicata e di consultazione diretta dalla Dottoressa ..................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020


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S Chaillou. Infine, Il Sovrano ha concluso il suo percorso incontrando i dottori M. Liberatore, O. Keita-Perse, G. Rousseau, ed i Professori I. Rouquette e A. Patak, con i quali ha parlato sulla riorganizzazione delle unitĂ di rianimazione, in vista di un graduale ritorno all'attivitĂ  regolare che si prospetta con il nuovo processo di deconfinamento sanitario ed economico programmato, ancora ad oggi, per il 4 maggio prossimo. Foto: G. Luci / Palazzo del Principe

Immagine: copyright Michela Terzi

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Le parole che curano

IL PARTITO - SPECCHIO

a cura di Salvatore Dimaggio

Immagine: copyright Michela Terzi

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“Devi ragionare con la tua testa!” Ma quante volte ce lo siamo sentiti ripetere? In realtà la mia testa è ben misera: contiene uno spicchio infinitesimale delle conoscenze ed esperienze umane e (ancor più rilevante) dei modi per utilizzarle. Se, ad esempio, parliamo di medicina, nessuno degli esami che ho sostenuto all'università si occupava di medicina: di conseguenza io non ne so assolutamente niente. Così come non so niente di ingegneria, di fisica, ecc. Se siamo onesti, ragionare (solo) con la propria testa, significa cercare l'opinione più semplice, illetterata e magari anche strampalata e farla propria, giusto perché questa opinione è talmente elementare che può essere contenuta nelle angustie della propria mente, non avendo bisogno di alcuna conoscenza specialistica. Meglio ancora, avendo come presupposto che le conoscenze specialistiche sono semplicemente meschine, quando non malefiche, fumisterie orchestrate da ambigui Dottor Balanzone che parassitizzano le università. Aderire all’opinione più semplice e più gratificante... lo hanno capito bene i nuovi demagoghi social, che hanno sviluppato appositi algoritmi per analizzare i feedback che ricevono dagli utenti al fine di massimizzare le invettive e le prese di posizione che più funzionano. Non ha importanza che siano contraddittorie, insensate e ridicole. Gli algoritmi sono alla base del successo di Amazon o Netflix: studio i tuoi comportamenti precedenti come singolo e come gruppo per offrirti la maglietta o la serie tv che

ha la massima possibilità di piacerti. O anche la posizione politica... Il sovranismo, forse, neppure esisterebbe senza gli algoritmi che analizzano e veicolano al singolo esattamente idee che lo gratificano. Etica e logica non hanno peso nella compilazione dell’algoritmo. Se sono un misogino, mi verrà detto che forse le donne si stanno “allargando un po' troppo nella società” e che se restassero un po' più in casa a badare ai figli, probabilmente questi crescerebbero più sani ed equilibrati. Se sono un razzista, mi verrà detto che gli immigrati stanno rubando il lavoro ai cittadini, che stanno portando malattie e che stanno fornendo manodopera alla criminalità organizzata. Questo continuo ributtarmi in faccia, tutto ciò che più mi gratifica e che più mi fa sentire di avere ragione, di essere sempre nel giusto, mi spinge, paradossalmente, ad una solitudine sempre più asfissiante. Si tratta di una alienazione molto diversa da quella della catena di montaggio analizzata dai sociologi e filosofi come Marx e Marcuse tra ‘800 e ‘900. In questa forma di alienazione, per così dire, della partecipazione politica, la ripetitività non è quella della catena di montaggio, ma è quella del sentirsi ripetere sempre esattamente le stesse idee, piuttosto povere e gracili, che si hanno nella mente. La sensazione per l'elettore è quella di trovarsi di fronte ad un partito che finalmente parla la sua lingua; che valuta come virtù tutte le sue miserie umane. Quando chi legge i post su facebook, pensa cose del tipo: “ L’ho sempre detto io; allora avevo ragione; ecco uno che dice le cose come stanno e non è un ipocrita”, ecco che gli algoritmi hanno fatto centro. Hanno fatto percepire un’empatia fittizia, ingegnerizzata, camaleontica ed adattiva, che ben frutterà alla prossima tornata elettorale. Travestire le miserie da virtù, i vizi da lucidità di pensiero, richiede notevoli camuffamenti della realtà... che danno una forma di gratificante ed alienante dipendenza. Ha scritto Bernard Jolivat: “L’alienazione si attua quando non c’è stato un punto di partenza definito tra la favola e la realtà, quando il soggetto, lentamente, ha potuto rivestire ai propri occhi, un’altra personalità chimerica, invadente, che rivendica diritti esorbitanti nei confronti di una realtà necessariamente incompatibile.” ..................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020


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Essere Genitori

a cura di Michela Terzi

"Quando permettiamo ai nostri figli di rimediare agli errori in modo autonomo, facciamo loro capire che le azioni hanno delle conseguenze. Potranno cosĂŹ scoprire che possiedono le risorse per risolvere le situazioni difficili e che gli errori non sono spaventosi, ma ci permettono di imparare".

Immagine: copyright Michela Terzi

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INCONTRI Lorenza Balbo

di Silvia Giordanino

Foto: copyright Severino Marcato

“Incontriamo”, per telefono ovviamente, Lorenza Balbo, avvocato di Milano: “Prima di tutto una mamma e una moglie”, come lei tiene a specificare. Una vera partigiana, questa eterna ragazza di campagna. È la figlia di Piero Balbo, conosciuto col nome di battaglia Poli, consacrato urbi et orbi dalle parole di Beppe Fenoglio come Capitano Nord ne Il partigiano Johnny. Il 25 aprile è sempre stata l’occasione di ritrovo della II Divisione Langhe, ai tempi capitanata proprio 10

da Piero Balbo.

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Lorenza Balbo: cominciamo dalla figura di tuo padre. Raccontaci di lui. Che dire di mio padre? Un uomo eccezionale, fuori dal comune come i partigiani e le partigiane. La sua gente: ne faceva parte e li rispettava profondamente, e loro rispettavano lui, uomo di grandi valori. Tutti avevano grandi valori allora; nessuno era eroe, ma si rischiava la vita tutti i giorni e tutte le notti. Non si contavano i morti, anche tra i giovanissimi: tutti erano a rischio, anche le donne, staffette partigiane che portavano i messaggi e quando venivano catturate non parlavano nemmeno sotto tortura. Nessun raduno partigiano quest’anno: come farete? Tramite YouTube, come tutti. Abbiamo programmato due filmati: il primo è un album fotografico dal 1944 al 2019, dove ci si potrà ritrovare come al solito. Alcuni volti ci saranno ancora, altri non più, come ogni anno. Nel secondo video il protagonista è l'esecuzione musicale Sul ponte di Cossano. Di che cosa parla? Sul ponte di Cossano è il motivo

SUL PONTE DI COSSANO

Tra i colli delle Langhe Il Belbo passa musicale della II Divisione Langhe. Cossano Belbo era un e l’acqua che vi scorre piccolo paese delle Langhe costituito da giovani che si è fatta rossa. Molti che son venuti scelsero di ribellarsi alla costituente Repubblica Sociale non sono tornati. Sui colli delle Langhe Italiana diventando partigiani. Un mondo che non esiste più: sono restati. la popolazione contadina, gli ex prigionieri di guerra, gli Sul ponte di Cossano bandiera nera. sbandati della quarta armata, così come le donne e gli E’ il lutto dei ribelli che fan la guerra. anziani. Tutti producevano una resistenza del tutto Ma il di’ della riscossa non è lontano. particolare: dapprima clandestina, poi politica e armata. Ci rivedrete ancor Dopo l’armistizio dell’8 settembre cambia anche nelle Con le armi in mano. Fascisti traditori Langhe il modo di vedere le cose e di ragionare: si quello è il momento che sconterete percepisce finalmente che è il momento di cambiare le cose l’onta del tradimento. e dire no alle scelleratezze del mondo fascista. Ci si schiera Ribelli delle Langhe in alto il cuore contro una guerra ingiusta e sbagliata: è giunto il momento Sul ponte di Cossano c’è il tricolore. di disobbedire alla neonata Repubblica di Salò. .................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020

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È allora che nasce la II Divisione Langhe? Nell’ottobre del 1943 si può datare la nascita della prima banda di ribelli, diventata poi nell’agosto del ’44 la II Divisione Langhe. Una banda che nasce come banda politica, costituita da persone di quelle terre, terre che conoscevano bene. Volevano orientare i comportamenti delle genti al fine di ridurre al minimo le sofferenze della popolazione inerme, facile obiettivo dei rastrellamenti di fascisti e tedeschi. In quella circostanza, in particolare tra la fine del ’43 e gli inizi del ’44, non serviva solo combattere, non serviva solo reperire le armi, ma era essenziale essere in grado di condurre trattative con il nemico per lo scambio di prigionieri. Era importantissimo fare accordi con i tedeschi e i fascisti per difendere la popolazione da pesanti ritorsioni.

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Valdivilla 2011. Da sx Felice Marino 'Felix' (con fazzoletto azzurro e gilet), a fianco Margherita Mo 'Meghi' , Jack Paley della missione Canuck (con giacca beige e basci da paracadutista, faceva parte della SAS Special Air Service, con altri fu paracadutato con altri uomini a Vesime, nell'aprile 45, per supportare la II Divisione Langhe nella liberazione di Alba). Alle sue spalle Angelo Carmine ' John', al fianco di quest'ultimo Steve MacDonald( maglioncino bianco) figlio di Robert 'Buck' MacDonald, comandante della missione inglese Canuck. ..................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020


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Abbiamo visto i manifesti dei fascisti che minacciavano i “ribelli”… (vedi immagine, N.d.R.) L’azione dei ribelli, come all’epoca si chiamavano i partigiani, nella zona della Langa e della valle Belbo impensierì non poco le formazioni tedesche e fasciste che controllavano la zona. Le lunghe e strette valle Belbo e valle Bormida erano infatti delle aree strategiche sia per gli alleati, sia per i fascisti e i tedeschi. I primi, con un possibile sbarco in Liguria avrebbero potuto infiltrarsi all’interno e raggiungere le principali città del Nord Italia, e allo stesso tempo evacuare rapidamente le forze militari verso il mare; gli altri cercavano di mantenere il controllo per poter ostacolare un’eventuale azione da parte dell’esercito francese. Quindi, quel tratto di territorio che è la Langa piemontese e ligure doveva essere tenuto libero, sotto controllo dai tedeschi e dai repubblichini. Ed è questo il motivo per il quale la banda dei Balbo (dico “i Balbo” perché ne facevano parte diversi componenti della famiglia, a partire da mio nonno Pinin), un gruppo di una ventina di uomini nel gennaio del ’44, ma che in seguito poté contare su oltre 200 partigiani armati, fu oggetto fin da subito di dure rappresaglie.

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Ingredienti di questa pozione: Speciale 25 aprile!

Cari lettori, come sapete bene, quest'anno si festeggia la festa della Liberazione in piena pandemia, cosa mai successa, e che speriamo mai più succederà. Ci muoviamo dunque virtualmente nelle Langhe, in quelle terre amate e intensamente descritte da grandi della letteratura quali Pavese e Fenoglio, unendoci e diffondendo il messaggio patriottico della II Divisione Langhe. "I RIBELLI DELLE LANGHE", così si autodefinirono quando nella

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primavera del '44 i fascisti li perseguitarono: non solo li presero prigionieri e li uccisero fucilandoli davanti alla popolazione come esempio, ma misero a ferro e fuoco cascine e paesi delle Langhe. #25aprileiorestolibero

Due i video proposti su YouTube o sulla pagina Facebook @25aprileiorestolibero. Riportano lo stesso titolo: " I RIBELLI DELLE LANGHE, 25 Aprile 2020" ed esprimono lo stesso spirito patriottico. Il primo è un book fotografico dei ritrovi partigiani presso il monumento ai caduti a Santo Stefano Belbo dalla fine della guerra al 2019. La consulenza storico-scientifica è di Renato Grimaldi (Università di Torino). Il secondo è un video girato sul testo dell'esecuzione musicale intitolata "IL PONTE DI COSSANO". Regia e voce narrante: Alessio Bertoli; sceneggiatura: Silvia Giordanino; musica: Paolo Serazzi.. Che altro dire se non un accorato e sentito W la Libertà?

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Quiz Covid-19

Verifica di conoscenze per governanti, scienziati e giornalisti.

N.d.R. Questo quiz è inutile per i cittadini che abbiano buttato la TV dalla finestra ai primi di marzo 2020. Il suo scopo non è solo di convincere il lettore a buttarla ora, a metà aprile. Le parole del principale interessato* e le favole della nonna** sono risultate oscure per governanti, scienziati e giornalisti. Gli stessi possono autocertificare la propria competenza rispondendo al quiz. Più semplice di così si muore, di vergogna. * * * La vaccinazione annuale contro l’in luenza è raccomandata per chi sia particolarmente debole per un motivo qualsiasi. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Ci sono tanti virus cosiddetti “in luenzali”, quasi simili o abbastanza diversi. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Arrivano dei virus diversi da quelli contro i quali il vaccino annuale è stato prodotto. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Per individuare i nuovi virus, scegliere, produrre industrialmente e distribuire un nuovo vaccino antin luenzale simile al precedente, ci vogliono due mesi o più. Vero □ □ Falso □ □ Non so X In Europa, si fanno le vaccinazioni antin luenzali dal Primo Novembre. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Si è scelto tale data per onorare i Santi semprevivi e i Morti che son morti. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Si è scelto tale data perché la solita pandemia fa grossi danni da gennaio. Vero □ □ Falso □ □ Non so X La data di novembre indica che il nuovo virus si scopre a fine estate o prima. Vero □ □ Falso □ □ Non so X

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Le contromisure al Covid-19, pensate per oggi e domani, si basano sull’idea che si possa impedire la circolazione di un tale virus, sei mesi o più dopo la sua scoperta, che non è il suo “inizio carriera”. Se ne conclude che … i responsabili non pensano; agiscono. Vero □ □ Falso □ □ Non so X i responsabili si credono Dio. Vero □ □ Falso □ □ Non so X i responsabili sono divinità decerebrate iperattive. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Il medico amico di famiglia insegna che l’in luenza è una malattia che si cura in 7 giorni prendendo medicine o in 5 giorni stando a letto senza prendere niente. Vero □ □ Falso □ □ Non so X ..................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020


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Contro ogni male di stagione, il medico amico del farmacista prescrive antibiotici quando non servono perché fa serio, ansiolitici per chi è ansioso perché la marijuana è illegale, e di tutto per l’ipocondriaco perché il cliente ha sempre ragione. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Il martellamento di notizie sul Covid-19, unito al confinamento in casa, causa all’intera popolazione un livello d’angoscia mai visto. Ciò è … negativo per la salute psichica; può essere mortale. Vero □ □ Falso □ □ Non so X positivo per la vendita di ansiolitici quindi zitti tutti. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Se molte persone particolarmente debole sono state vaccinate per un virus diverso da quello che le ha colpite, il rischio di morire è più alto in assenza di un numero su ficiente di posti di terapia intensiva negli ospedali. Sì ma non succedeva dalla “spagnola” e dalla “bubbonica”. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Succede spesso. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Da anni, i medici gestiscono l’insu ficienza di posti di terapia intensiva. Sono costretti a scelte discrete ma strazianti. I giornalisti non ne parlano mai perché … non fa aumentare la tiratura del giornale. Sì □ □ No □ □ Non so X fa calare l’ascolto e le entrate pubblicitarie. Sì □ □ No □ □ Non so X fa perdere voti come di parlare d’evasione fiscale. Sì □ □ No □ □ Non so X Un aereo parte da Shangai (o Wuhan, …) e arriva a Milano (o New York, …) I passeggeri scendono tutti insieme. Sì □ □ No □ □ Non so X I portatori sani di un virus non scendono. Sì □ □ No □ □ Non so X I passeggeri con febbre o tosse sono scaricati in volo. Sì □ □ No □ □ Non so X Ogni anno arriva un virus dell’in luenza che colpisce l’intera popolazione mondiale e nessuno parla di numeri, di percentuali, di morti … perché senza fare tamponi a tutti, i numeri sarebbero falsi. Sì □ □ No □ □ Non so X per non scatenare il panico senza un buon motivo elettorale. Sì □ □ No □ □ Non so X Quando arriva un virus dell’in luenza non previsto, gli scienziati lo sanno molto prima del Primo Novembre ma nessuno ne parla … per non disturbare le celebrazioni dei Santi e dei Morti. Sì □ □ No □ □ Non so X per non disturbare l’imminente periodo prenatalizio. Sì □ □ No □ □ Non so X per non sputtanare i vaccini inutili ormai prodotti e venduti. Sì □ □ No □ □ Non so X Col virus dell’in luenza, previsto o meno, con le polmonite virali e batteriche, ecc., non si parlava di percentuali, terapia intensiva, mascherine cinesine, morti … perché conveniva far paura con gli emigrati. Sì □ □ No □ □ Non so X perché conveniva far paura con i musulmani. Sì □ □ No □ □ Non so X perché conveniva far paura con gli ebrei. Sì □ □ No □ □ Non so X perché conveniva far paura coi comunisti. Sì □ □ No □ □ Non so X Qualche scienziato capisce la di ferenza tra “conoscenza specialistica” e “competenza sistemica”? Sì □ □ No □ □ Non so X Essendo improbabile la risposta « Sì », traduciamo la domanda per chi fosse accecato dalla propria superiorità professionale. Qualcuno – governante, scienziato o giornalista – capisce la battuta «l’operazione è riuscita, il malato è morto»? Sì □ □ No □ □ Non so X

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Il meccanico automobile invece capisce benissimo la di ferenza tra “conoscenza specialistica” e “competenza sistemica” perché … è un Ph.D di Harvard con Master in Problem Solving a Stanford. Sì □ No □ Non so X concilia le ragioni del cuore e del portafoglio. Sì □ No □ Non so X non è scemo. Sì □ No □ Non so X Alla fine della fiera, avrà fatto più morti … il Covid-19. Sì □ □ No □ □ Non so X il lockdown. Sì □ □ No □ □ Non so X Non t’importa dei morti del lockdown, causa suicidio e violenze varie, perché … non sono parenti né amici tuoi. Vero □ □ Falso □ □ Non so X non sono a fari tuoi. Vero □ □ Falso □ □ Non so X non li vedi ogni sera in TV. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Arriverà il vaccino contro il Covid-19. Sì □ □ No □ □ Non so X Arriverà prima il Covid-20. Sì □ □ No □ □ Non so X Mesi dopo il di fondersi del Covid-19, il governo cinese ha chiuso Wuhan. Perché? Perché ormai girava voce che... Sì □ □ No □ □ Non so X Per dimostrare che sono diventati più bravi di noi. Sì □ □ No □ □ Non so X Sono in troppi a Wuhan per rifare Piazza Tienanmen. Sì □ □ No □ □ Non so X Per quale motivo gli altri paesi hanno deciso il lockdown per il Covid-19? Per dimostrare che sono bravi come i Cinesi. Sì □ □ No □ □ Non so X Per illudere le popolazioni ormai già contagiate. Sì □ □ No □ □ Non so X Per dimostrare che anche loro sanno parlare inglese. Sì □ □ No □ □ Non so X Perché 12 Coreani in tuta bianca e maschera da trincea, pigiati in 10 metri quadri di marciapiede, si spruzzano disinfettante sui piedi l’un l’altro, in un filmato ripreso da tutte le TV e da tutti i giornali online del mondo? Per battere i Cinesi e le loro ridicole mascherine di carta. Sì □ □ No □ □ Non so X Perché i Coreani sono seri, loro, mica come gli Italiani. Sì □ □ No □ □ Non so X A finché i Coreani riaprano subito gridando vittoria. Sì □ □ No □ □ Non so X Grazie a un’app coreana modificata Google tricolore, il “contact tracing” rintraccerà le persone contagiate da chi è risultato positivo. Quanto ci vorrà per elaborare i dati e agire in modo utile? Mezzo secondo per gli obiettivi di marketing. Vero □ □ Falso □ □ Non so X Mezzo decennio per gli obiettivi sanitari. Vero □ □ Falso □ □ Non so X E gli altri contagiati? Quali altri? □ □ Non c’è nessun altro □ □ Non so X L’app di “contact tracing” per smartphone potrebbe essere utile a una ricerca epidemiologica ma parlano solo di una nuova figata tecnologica perché … alla gente non piace far da cavia a gratis per Big Pharma. Sì □ □ No □ □ Non so X ormai sono passati mesi dal contagio quindi non serve più. Sì □ □ No □ □ Non so X

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L’app di “contact tracing” per smartphone sarà utile contro gli “fiscal evasors”. Sì, se non usano lo smartphone del figlio del vicino. Vero □ □ Falso □ □ Non so X No, perché il Garante della Privacy non vuole. Vero □ □ Falso □ □ Non so X

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I giornalisti capiscono … le notizie e le cifre che ripetono con entusiasmo infantile. Sì □ □ No □ □ Non so X la di ferenza tra “vero”, “probabile”, “u ficiale” e “falso”. Sì □ □ No □ □ Non so X Perché tutti gli scienziati in TV sanno calcolare la percentuale senza conoscere il totale, mentre se lo facevate voi in Prima Media vi bocciavano? Perché loro hanno la Terza Media. Sì □ □ No □ □ Non so X Perché loro hanno un camice bianco e uno stetoscopio. Sì □ □ No □ □ Non so X Perché voi vi travestivate da Zorro. Sì □ □ No □ □ Non so X Quando il Covid-21 sarà arrivato ovunque nel mondo, ci sarà un nuovo lockdown … per salvare la gente sopravvissuta alla crisi economica. Sì □ □ No □ □ Non so X per imparare l’inglese: repetita juventus. Sì □ □ No □ □ Non so X per mantenere loride le fabbriche di mascherine. Sì □ □ No □ □ Non so X A volte, in un attimo di lucidità, di fronte ad un problema gravissimo, ci si scopre impotenti. In tal caso, certi governanti, scienziati e giornalisti insistono a voler dimostrare la propria competenza risolutiva creando il panico. Invece, nella stessa situazione, quasi tutti i genitori e i nonni dimostrano vera competenza: minimizzano per tranquillizzare figli e nipoti. Perché? Quasi tutti i genitori e nonni vogliono bene a figli e nipoti. Vero □ □ Falso □ □ Non so X A chi vogliono bene certi governanti, scienziati e giornalisti? Non so X RISPOSTE AL QUIZ E RISULTATI I governanti, scienziati e giornalisti che hanno risposto «Non so X» a tutte le domande sono promossi. Si spera che tale consapevolezza non sia la solita modestia sbandierata, bensì un impegno ad esaminare ogni aspetto di un problema prima di aprire bocca. NB Ad ogni domanda, la casella «Non so» era più grande e già segnata: X L’aiutino dimostra che anche i docenti sanno compiacere ai potenti, pur di ottenere una ricompensa. «Non so», un posto da usciere in Parlamento, dirigente di municipalizzata... Insomma, un vitalizio qualsiasi. Al punto in cui sono ridotti i docenti, va bene tutto. * * * Gli e fetti tragici dell’analfabetismo di ritorno sono evidenziati da questo ed altri testi su un sito accademico di San Francisco: https://independent.academia.edu/JeanSantilli, tra cui: (*) Comunicato del Signor Corona, virus. (Febbraio 2020) (**) Le favole dello Stregone Coronavirus (Marzo 2020) Se li ritenete utili per mettere fine a questa follia collettiva e per evitare il suo ripetersi, fatteli circolare. Copyright 2020 Jean Santilli

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Ricordando Nonna Peppa e le sue preziose rice e

La cultura gastronomica romagnola fonda le sue origini antiche sulla sapienza delle nonne e delle mamme che in cucina regnavano sovrane. Nonostante i tempi moderni abbiano imposti altri strumenti e ingredienti, ai discendenti, in maniera diremmo spontanea e naturale, tocca l'arduo incarico di riproporre i sapori di un tempo

facendone un mestiere o più spesso un vero e proprio hobby. Tra questi non fa eccezione uno dei nostri collaboratori Vladimiro Bizzocchi che per mesi ha curato per noi la rubrica 'Le ricette di nonna Peppa". Viste le circostanze ed i tempi di confinamento che ci costringono a lunghe permanenze casalinghe, abbiamo pensato di riproporre alcune sue ricette facili da realizzare. Ma, ancora prima, abbiamo chiesto a Vladimiro di condividere con noi qualche ricordo legato alla sua infanzia...Che ricordi hai di tua nonna? Ah, quanta nostalgia di quei tempi così lontani. Parlare di mia nonna Peppa (Metile Santini) riminese DOC, è come tuffarmi in atmosfere familiari delle quali ho conservato tante belle sensazioni. Fin quando è rimasta in vita (1904-1984) era normale per i figli ed i nipoti trascorrere insieme le domeniche, dal pranzo fino a sera. Ci si raccoglieva tutti intorno ad lunga tavolata allestita a festa, pur con decorazioni semplici che derivavano dalla sua estrazione contadina. La stanza era molto grande ed all'interno troneggiava una stufa economica a legna, bianca, su cui sopra non mancavano mai pentole piene di delizie. I profumi di pietanze ricche di spezie, insieme al calore emanato dal tubo che disperdeva i fumi della legna che ardeva sempre, d'inverno come d'estate, mi sono rimasti incollati addosso come una seconda pelle.

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Ti ricordi qualcuna delle sue specialità? Nonna Peppa era famosa per le sue tagliatelle, i vari condimenti realizzati con rigore quasi maniacale. Tutti dicevano che ..................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020


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era bravissima a cucinare il coniglio: come lo faceva lei mai più nessuno. Per quanto abbia provato anche mia madre e le mie sorelle, il gusto di quella pietanza così ricca e gustosa non l'ho mai più assaggiato. Per quanto, ammetto, ci provi a replicarlo tante volte. Forse mi mancano certi ingredienti, le spezie spontanee del campo, le conoscenze quasi alchemiche di chi viveva la natura con la semplicità tipica dei contadini. Del resto cuocere con il fuoco a legno della cucina economica, sono convinto, faccia la differenza così come l'impiego di tegami in alluminio o di coccio che sapeva usare con oculatezza...Possiamo dire che grazie a nonna Peppa è nata questa tua passione per la cucina? Diciamo che in Romagna l'amore per il mangiare genuino fa parte del nostro DNA, per cui ci piace cucinare perché, fondamentalmente, ci piace mangiar bene La convivialità a tavola ci distingue perché accogliere un ospite con un pasto ricco e saporito fa parte dei fondamenti dell'ospitalità romagnola. Inoltre è poi anche una questione di tradizione che si tramanda da una generazione all'altra con estrema naturalezza. Per cui, quello che ho appreso da mia madre fa parte di quei segreti confidati dai suoi genitori e così via. Le ricette che proponi nella rubrica intitolata a tua nonna Peppa sono una rivisitazione dei piatti della tua infanzia, oppure sono originali? Come dicevo prima, a parte i fondamenti, quello che propongo sono sapori della mia terra, anche se a volte sono costretto a rivisitare o sostituire alcuni ingredienti perché, per questione di igiene o nuove regolamentazioni, questi non si possono più utilizzare. Faccio un esempio per tutti: l'olio d'oliva era giusto un condimento in cucina ma al suo posto usavamo molto lo strutto. La piadina fatta con lo strutto che si faceva in casa, il ripieno era a chilometro zero perché proveniva dall'orto. Del maiale allevato da qualche vicino, utilizzavamo proprio tutto tranne gli zoccoli e gli ossi. Le uova delle galline erano sempre freschissime ed il sapore delle pietanze cambiano molto se si cambiano questi ingredienti. Tuttavia, a parte rari casi, reperire quello che serve è facile con la grande distribuzione ed i piccoli commerci. Parliamo della piadina: quella di Rimini è diversa dalle altre o si distingue per qualche differenza Da sinistra, insieme alla Principessa Carolina: Didier Gamerdinger, Conseiller de Gouvernement – Ministre des Affaires Sociales et de la Santé, Benoîte de Sevelinges, Direttore particolare? Sicuramente la piadina del CHPG, i medici Rémy Dumas e Antoine Charachon (rispettivamente Capo Servizio ed il suo vice del reparto Endoscopies Digestives, François-Jean Brych, Présidente GEMLUC Monaco e André Garino, Presidente del CDA del CHPG. riminese è diversa da quella di Cesenatico come quella di Milano ..................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020

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Marittima come quella delle Marche che si chiama crescia. Ma già da un quartiere all'altro, per assurdo, cambiano gli ingredienti. Si dice che la vera piadina romagnola sia fatta con lo strutto e chi, invece, sostiene che bisogna impiegare l'olio d'oliva ma ci sono varianti all'acqua con il latte. C'è chi ci mette un pizzico di lievito oppure del bicarbonato. Diciamo che la vera piadina potrebbe essere assimilata al pane azzimo, cioè ingredienti molto poveri, acqua, farina e poi strutto e l'olio d'oliva, un pizzico di sale e via, si cuoce sul testo in terracotta e dopo pochissimi minuti è pronta. Non c'è festa in Romagna senza la piadina. Poi, ripeto, ci sono altre 1000 derivazioni. Immaginiamo per un attimo un incontro impossibile tra Nonna Peppa e Pellegrino Artusi...Secondo me, si fossero conosciuti avrebbero potuto compensarsi a vicenda perché Pellegrino Artusi è stato il fondatore di quello che era la tradizione gastronomica italiana, ma soprattutto colui che ha permesso di acculturare gli italiani attraverso il suo libro di ricette, fatto di interpretazioni nate dalla cucina toscana e quella dell'Emilia-Romagna. Artusi era di Forlimpopoli, mia nonna di Rimini, per cui la vicinanza geografica avrebbe permesso di condividere la stessa passione, così come la scelta di privilegiare nelle pietanze prodotti poveri ma locali. La loro, senza troppe sofisticazioni è una cucina molto elementare ed ovviamente molto grassa, ma all'epoca le calorie si smaltivano con il lavoro nei campi, per cui questo aspetto non era un problema. Oggi, invece, dobbiamo fare i conti con il poco movimento e con la facilità di trovare tutti gli ingredienti che servono, per cui si perde anche un po' di fantasia. Una volta le materie prime facevano la differenza e le pietanze ne esaltavano il loro valore. Inoltre, per moda forse, ci si avventura con preparazioni fantasiose, perché alla ricerca sempre di nuove combinazioni: ci sono Chef che per ottenere una stella ci propinano piatti sempre più estremi, mentre è mio personale parere che basterebbe guardare al passato, riscoprire i sapori elementari e semplici che hanno nutrito e sfamato intere generazioni, sempre nel rispetto del ciclo naturale delle stagioni e degli allevamenti autoctoni. Ritornare alle nostre tradizioni culinarie significa soprattutto riappropriarci anche della nostra cultura, non dimentichiamolo! 22

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SALUTE & BENESSERE

PHAM Monaco: occhio alle gambe!

In questo periodo non facile e per molti versi inquieto e incerto desideriamo riparlarvi oggi dell'estetica degli arti inferiori relativamente al ' problema dei capillari' La scelta dell'argomento non e casuale e corrisponde alla volontà da parte nostra di

trattare, molto brevemente, un tema " leggero" e soft. Per cominciare, il termite "capillari" e utilizzato impropriamente in quanto I veri capillari sono strutture vascolari molto piu' piccole, microscopiche. Si tratta, in realtà, di varicosità di diverso calibro, forma e colore , presenti in maniera spesso esteticamente fastidiosa sui tegumenti delle gambe femminili , ma anche maschili. In una certa misura, siamo di fronte a una situazione clinica parafisiologica, non significativamente pericolosa per la salute. Certamente l'estensione del problema può fare la differenza in chiave estetica e psicologica per I Pazienti, E allora? Che fare? Ve lo diciamo molto schematicamente: rivolgersi a un Medico di fiducia , il proprio Medico curante, un dermatologo, un angiologo, un chirurgo vascolare - effettuare un ecodoppler arterioso e venoso degli arti inferiori decidere con lo Specialista se, quando e con quale tecnica intervenire. Tenete presente che tutti I consigli che vi abbiamo fornito riguardo alla prevenzione e alle gestione dell'Insufficienza Venosa nei mesi precedenti, conservano la loro validità. Per il Paziente Che decide di far trattare I propri " capillari" a fine estetico, esistono sostanzialmente due metodiche complementari: la SCLEROTERAPIA e il LASER. Se la SCLEROTERAPIA prevede l'iniezione di una sostanza sclerosante che ha lo scopo di produrre un'occlusione vascolare, il LASER mira a fotocoagulare per via transcutana le varicosità trattate. Per indicazioni, controindicazioni, potenziali

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complicazioni e costi, prima di un eventuale trattamento, chiedete una esaustiva spiegazione al Collega di vostra scelta. ..................................................................................................................................................................................................... 23 aprile 2020


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