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QE-MAGAZINE WEB #10 Anno 5 - 19 marzo 2020

Foto: Palais Princier/G.Luci


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QE-MAGAZINE 19 marzo 2020 L' editoriale by Maria BOLOGNA

In momenti come questi, di ficilmente avrei pensato che questa esperienza nel Principato di Monaco avrebbe potuto insegnarmi cose di ficili da comprendere. Ma non parlo di certe lezioni di educazione e rispetto verso gli altri solo perché mi sono confrontata con alte autorità istituzionali monegasche, sorprendendomi che solo a parole alcuni dei massimi rappresentanti incitano tutti ad applicare le regole per non contagiare e di fondere il Covid19 mentre loro stessi sono allegri portatori di virus. Rientro, purtroppo, tra quei giornalisti messi in quarantena perché abbiamo intervistato il Ministro Serge Telle che, senza alcuna precauzione, ha animato un incontro con la stampa, tossendo e rivelandosi positivo al Covid19 lunedì 12 marzo scorso. E non mi riferisco nemmeno alla questione che, come molti governi nel mondo, anche quello di Monaco abbia creduto di essere immune dal contagio salvo dirsi pronto ad a frontare l'emergenza solo dopo che la campana d'allarme è suonata in Francia. Prima del discorso del Presidente Macron, nel Principato, sono state organizzate molti eventi come cene di gala, l'ordinazione del nuovo Arcivescovo e presentazioni di prodotti o ferti da Monaco Telecom. A proposito: chi ha l'abbonamento ad un operatore telefonico francese avrà sicuramente ricevuto un messaggio dal Governo francese, inviato martedì, con tutte le disposizioni emanate dai transalpini. Risulta a qualcuno analoga iniziativa indirizzata ai clienti dell'operatore monopolista Monaco Telecom, tipo un messaggio per ricordare del nuovo decreto ministeriale valido per il Principato di Monaco dal 17 al 31 marzo compreso? La risposta la conosco ma la delusione è cocente. Non riesco nemmeno a capacitarmi di come, ancora ad oggi, funzionari,autisti di autobus locali, poliziotti e chi ha a che fare con il pubblico siano in giro per Monaco senza maschere e guanti per proteggere se stessi e gli altri. Voci di corridoio dicono che non ce n'è abbastanza per tutti. Non stento a crederlo. Poi trovo bizzarro fare appello alla responsabilità, a stare a casa per non permettere a questo malefico virus di propagarsi, usando principalmente il web ed i social. E chi non ne fa uso? Eppure, solo poche settimane fa, il Governo di Monaco ha stampato migliaia di lyer per spiegare a cosa serva il 5G. Mi domando come le persone anziane, quelle che non sono molto smart all'uso di internet, ora che sanno cosa siano questa nuova tecnologia, come apprenderanno delle nuove disposizione di Monaco. D'accordo che il discorso del Principe Alberto II di Monaco è stato trasmesso anche sul canale nazionale Monaco Info ma, la stessa cosa, non è accaduta con il Consigliere di Governo - Ministro degli Interni di Monaco, Patrice Cellario, mercoledì 18 marzo. Per quanto la dimensione ridotta del Principato non giustifichi il non voler sanzionare chiunque non sia ligia alle regole, mi chiedo: se l'amministrazione di Monaco volesse davvero proteggere tutti i residenti, l'utilizzo di pannelli pubblicitari tanto più che per il momento è saltata tutta la programmazione culturale - non faciliterebbe la comunicazione? E poi, perché nessun cenno alla disinfestazioni stradale o l'assicurare gel idroalcolico e mascherine per tutti, visto che siamo così pochi? Insomma, l'a faire del #Coronavirus a Monaco, per quanto riguardi tutti, è anche motivo di polemiche, visto che limitare provvisoriamente la libertà individuale di ciascuno brucia più del fuoco! Tra cantieri in funzione e parcheggi liberi, tutto può succedere. Per questo, cari lettori, vi invito a collegarvi giornalmente sul nostro sito qe-magazine per avere notizie aggiornate dal Principato di Monaco e, sperando di poter, al più presto, occuparci di altro oltre agli e fetti della pandemia #Covid19 a Monaco, scoprite con noi questo numero, con un reportage esclusivo. E qui, invece, l'intervista rilasciata dall'Ambasciatore d'Italia a Monaco Cristiano Gallo. Stay tuned, o meglio #restiamoacasa. Tutti però! Fishow è la prima puntata di una serie di candid-camera realizzate a Monaco con lo scopo di educare, sorridendo, al rispetto dell'ambiente marino e dei suoi abitanti. Per accedere al video cliccare qui.

“Made in Italy” (www.madeinitalyradio.it) non è una stazione radiofonica e nemmeno una web radio: Diciamo che è un programma radiofonico in cui vengono presentati, con la formula del talk-show o infotainment, argomenti e tematiche raccontati da selezionati protagonisti delle eccellenze italiane del made in Italy. Ed è accessibile gratuitamente ma solo via web e sui profili social...

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Sommario PAG. 4 Il testo integrale del decreto ministeriale che limita gli spostamenti nel Principato di Monaco // Emergenza COVID19: tu i i cantieri statali chiudono entro il fine se imana.

PAG. 12 PERSONAGGI STRAORDINARI Don Silvio Gallo, non un semplice sacerdote...

PAG. 10: Le parole che curano: Il fantasma di Rawls // Essere Genitori

PAG. 21 FARMACIE A MONACO FARMACIE A MONACO

NUMERO SPECIALE EMERGENZA COVID 19 PRINCIPATO DI MONACO QE-MAGAZINE, propone anche post giornalieri accessibili cliccando su www.qe-magazine.com, ma nasce come unico e primo settimanale digitale sfogliabile in italiano del Principato di Monaco a cui, solo agli abbonati e gli inserzionisti, è offerta la versione integrale in PDF. Attualmente distribuito presso l'Ambasciata d'Italia a Monaco e al CREM, QE-MAGAZINE si è dotato anche di un canale video - YOUTUBE MonteCarloBlog, mentre i contenuti audio sono diffusi sulla pagina SoundCloud di AMP Monaco. Oltre ai profili aggiornati presenti sui diversi social media (Facebook, Instagram e Twitter) , tutti i numeri di QEMAGAZINE.COM sono sfogliabili sulla piattaforma gratuita issuu.com/ampmonaco. Per maggiori informazioni scrivere a: ampmonaco@ampmonaco.com. ..................................................................................................................................................................................................... 3


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Il testo integrale del decreto ministeriale che limita gli spostamenti nel Principato di Monaco

Fino al 31 marzo, secondo il testo pubblicato qui sotto, per contenere la propagazione del Covid19, una forma leggera di confinamento è diventata necessaria per tutti i residenti del Principato di Monaco. Scopriamo le modalità che, come vedete, non comportano alcuna sanzione ma un gran senso di responsabilità da parte di chiunque! DECISION PORTANT REGLEMENTATION TEMPORAIRE DES DEPLACEMENTS EN VUE DE LUTTER CONTRE LA PROPAGATION DU VIRUS COVID-19, PRISE EN APPLICATION DEL’ARTICLE 65 DE L’ORDONNANCE SOUVERAINE N° 6.387 DU 9 MAI 2017 RELATIVE A LA MISE EN OEUVRE DU REGLEMENT SANITAIRE INTERNATIONAL (2005) EN VUE DE LUTTER CONTRE LA PROPAGATION INTERNATIONALE DES MALADIES Nous, Ministre d'État de la Principauté, Vu la Constitution ; Vu l’Ordonnance Souveraine n° 3.153 du 24 février 2011 rendant exécutoire le Règlement Sanitaire International (2005) adopté par la cinquante-huitième Assemblée Mondiale de la Santé le 23 mai ©Manuel Vitali - Direction de la Communication 2005 ; Vu l’Ordonnance Souveraine n° 6.387 du 9 mai 2017 relative à la mise en oeuvre du Règlement Sanitaire International (2005) en vue de lutter contre la propagation internationale des maladies ; Vu la loi n° 1.430 du 13 juillet 2016 relative à la préservation de la sécurité nationale ; Considérant qu’aux termes de l’article 65 de l’Ordonnance Souveraine n° 6.387 du 9 mai 2017 susvisée, en cas de risque pour la santé publique pouvant constituer une urgence de santé publique de portée internationale ou en cas d’urgence de santé publique de portée internationale reconnue par l’Organisation mondiale de la santé et appelant des mesures d’urgence, notamment en cas de menace d’épidémie, le Ministre d’Etat peut prescrire dans l’intérêt de la santé publique toute mesure proportionnée aux risques courus et appropriée aux circonstances de temps et de lieu afin de prévenir et de limiter les conséquences des menaces possibles sur la santé de la population ; Considérant qu’aux termes de l’article 1er de la loi n° 1.430 du 13 juillet 2016 portant diverses mesures relatives à la préservation de la sécurité nationale, le Ministre d’État peut, sur l’ensemble du territoire de la Principauté, prendre toutes mesures utiles ayant pour objet de prévenir et de faire cesser toute menace susceptible de porter atteinte à l'ordre public, à la sécurité des personnes et des biens ainsi qu’aux intérêts fondamentaux de la Principauté ; Considérant le caractère actif de la propagation du virus SARSCOV-2 à l’échelle mondiale, et les risques que la contraction de la maladie COVID-19 qu’il entraîne posent pour la santé publique ; Considérant l’état de la menace sanitaire liée au risque épidémique en cours ; Considérant l’urgence et la nécessité qui s’attachent à la prévention de tous comportements de nature à augmenter ou favoriser les risques de contagion ; Considérant que l’intérêt de la santé publique justifie ainsi de prendre des mesures proportionnées aux risques encourus et appropriées aux circonstances de temps et de lieu afin de prévenir et de limiter les conséquences des menaces possibles sur la santé de la population ; 4

Considérant que la réduction des déplacements, comme le respect des règles de distance dans les ..................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020


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rapports interpersonnels est l’une des mesures les plus efficaces pour limiter la propagation du virus ; qu’il y a lieu de l’appliquer désormais en tout lieu et en toute circonstance avec les autres gestes de prévention et d’hygiène prescrits à Monaco comme dans les pays voisins ;

Décidons Article premier Afin de ralentir la propagation du virus covid-19, est interdit à compter du 18 mars à 0h00 et jusqu’au 31 mars 2020 inclus, le déplacement de toute personne hors de son domicile à l'exception des déplacements pour les motifs suivants, dans le respect des mesures générales de prévention et d’hygiène destinées à limiter la propagation du virus et en évitant tout regroupement de personnes : 1. déplacements entre le domicile et le(s) lieu(x) d’exercice de l’activité professionnelle, lorsqu’ils sont indispensables à l’exercice d’activités ne pouvant être organisées sous forme de télétravail ou constituent des déplacements professionnels ne pouvant pas être différés ; 2. déplacements pour effectuer des achats de fournitures nécessaires à l'activité professionnelle et des achats de première nécessité dans les établissements et commerces de proximité autorisés à accueillir du public ; 3. déplacements pour motif de santé ; 4. déplacements pour motif familial impérieux, pour l’assistance aux personnes vulnérables ou la garde des enfants ; 5. déplacements brefs, à proximité du domicile, liés à l’activité physique individuelle des personnes, à l’exclusion de toute pratique sportive collective, et aux besoins des animaux de compagnie. Article 2 Les employeurs doivent, en première intention, évaluer la possibilité de généraliser le recours au travail à distance dans leur entreprise. Si le travail à distance n’est pas compatible avec l’activité de l’entreprise et afin d’assurer la poursuite de l’activité, l’employeur doit remettre à chaque salarié concerné un justificatif établissant la nécessité du déplacement visé au chiffre 1 de l’article premier, selon le modèle joint en annexe. Il en est de même lorsque le déplacement professionnel ne peut être différé. Les salariés souhaitant bénéficier de l’exception prévue au chiffre 1 de l’article premier doivent se munir de leur justificatif de déplacement professionnel. Article 3 Le Directeur de la Sûreté Publique est chargé de l’exécution de la présente décision. Fait à Monaco, en l’Hôtel de Gouvernement, le 17 mars 2020. Le Ministre d’Etat .................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020

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ŠManuel Vitali - Direction de la Communication

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Emergenza COVID19: tu i i cantieri statali chiudono entro il fine se imana.

Foto: copyright DR

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A seguito dell'intervento di S.A.S. il Principe Alberto II ha chiesto al suo Governo di occuparsi della questione specifica dei cantieri affinché rispettino le norme sanitarie richieste. Pertanto, affinché tutto sia regolato a norma di legge nella giornata di mercoledì ©Manuel Vitali - Direction de la Communication 18, con applicazione a fine settimana, sono state prese le seguenti misure: emanata una decisione ministeriale che indica le misure igieniche che le aziende - qualunque esse siano - dovranno rispettare nel corso della loro attività: barriere fisiche, allontanamento sociale...; i proprietari del progetto devono confermare di essere in grado di far rispettare queste misure per mantenere l'attività in loco; per garantire che gli standard sanitari siano effettivamente ben rispettati nei cantieri che continuerebbero la loro attività, saranno effettuati controlli. L'eventuale inosservanza di queste norme comporterebbe l'immediata cessazione del cantiere. Per quanto riguarda i lavori della Pubblica Amministrazione aggiudicataria, sia diretti che indiretti, il Governo ha deciso di sospendere tutto, al fine di limitare il rischio per la salute dei cittadini.I siti dei cantieri interessati al provvedimento sono: Helios ; Jardins d’Apolline, Engelin ; NCHPG ; Ilot Pasteur ; Darse Nord ; Complexe du Larvotto ; Honoria ; Ida ; Testimonio II; Picapeira ; la manutenzione del CHPG ; le costruzioni all'entrata di Monaco (Jardin Exotique); 17, rue Princesse Florestine, così come tutte le opere demaniali sia stradali che urbane. Marie-Pierre Gramaglia, a tal fine, ha affermato: "In questa fase, è previsto che un'unica operazione sotto la proprietà del progetto pubblica deroga a questa regola generale: la costruzione del Quai des EtatsUnis. Questo lavoro deve continuare fino a quando non sarà presa la decisione di rinviare o annullare il Gran Premio di Formula Uno perché questo è un prerequisito affinché tutto nelle migliori condizioni". In tutti i casi, che si tratti di gestione di progetti pubblici o privati, le scadenze necessario per renderli sicuri implicheranno il mantenimento dell'attività, per quanto in diminuzione probabilmente fino alla fine della settimana. Tutti gli operatori del settore edilizio e del genio civile interessati sono stati informati da queste disposizioni.

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Le parole che curano

Il fantasma di Rawls

a cura di Salvatore Dimaggio

Queste C’era una volta, la morale di stampo cristiano. Essa era indubitabile perché proveniva direttamente da Dio; era chiara e tassativa. Separava nettamente e senza ambiguità il bene dal male. Ad un certo punto però, qualcuno iniziò a mettere in dubbio la veridicità delle Sacre Scritture, che Gesù fosse figlio di Dio e l’esistenza di Dio stesso. E sulla morale ora come ci regoliamo, si chiesero?

Chiaramente ognuno disse la sua. C’erano i cattolici che avevano una versione, i protestanti ne avevano altre. Gli atei, poi, si attestavano su posizioni sempre più variegate ed alternative, sino, in certi casi, addirittura ad affermare di desiderare un mondo amorale. Ma come stabilire chi avesse ragione se mancava un’autorità più alta sulla quale appoggiare i vari sistemi etici proposti? Qui viene fuori la risposta a tutto questo: l’utilitarismo. Sviluppato principalmente dai filosofi Jeremy Bentham e John Stuart Mill, l’utilitarismo rovescia i termini della questione. Non si affatica in cavillose difese di una posizione oppure di un’altra, ma semplicemente si limita a riconoscere che gli individui possiedono ciascuno dei desideri e che ricercano spontaneamente la massima felicità. Dunque la società deve limitarsi a fare lo stesso: di fronte ad un bivio deve cercare di computare quale opzione produca la sommatoria di felicità individuali più elevata e scegliere quella. Per la prima volta venivano totalmente messi da parte dei principi che orientassero le scelte dall’alto. Siamo tutti uguali e dobbiamo cercare la soluzione che dia il massimo piacere (utilità) complessivo. Questo approccio apparentemente ideale, ha, come rovescio della medaglia, il legittimare con grande disinvoltura, situazioni che determinano clamorose violazioni dei diritti umani. Immaginiamo che ci sia il signor Rossi, un uomo in perfetta salute ed il signor Verdi, in fin di vita, che si salverebbe se gli venisse trapiantato il cuore del signor Rossi. Ebbene, il signor Rossi è solo al mondo mentre il signor Verdi ha tanti parenti strettissimi che lo amano profondamente. Per gli utilitaristi in un caso del genere, così tante persone riceverebbero gioia dalla salvezza di Verdi, oltre a Verdi stesso, Immagine: copyright Michela Terzi che la morte di Rossi (un danno enorme ma solo per lui, non avendo amici) è accettabile. Anche se ciò è stato oggetto di critiche, esse si spegnevano sulla constatazione che qualsiasi correttivo all'utilitarismo, avrebbe significato far rientrare dalla finestra qualche principio assoluto, dunque arbitrario, che si era cacciato dalla porta. Una brillante soluzione fu offerta da John Rawls. Egli l’ha spiegata tramite il famoso esperimento mentale della posizione originaria. Immaginiamo di non sapere se nella vita saremo un ricco imprenditore, un operaio o un ubriacone ad un angolo della strada. Immaginiamo di non sapere se saremo in ottima salute o soffriremo di qualche brutta patologia. Come vorremmo la società da dietro questo velo d’inconsapevolezza? In questa posizione originaria, ecco che ben pochi chiederebbero una società completamente priva di tutele per chi è meno fortunato. Ma, appunto, dovremmo non essere © Michela Terzi condizionati dal fatto che se siamo ricchi ci fa comodo uno stato minimo, mentre se siamo poveri preferiamo avere un minimo di tutele garantite. L’esperimento mentale di Rawls, salva l’idea utilitaristica che tutte le prospettive sono ugualmente buone, ma rileva una sorta di conflitto di interessi tra l’uomo-filosofo che immagina la società e l’uomo-cittadino che da quella organizzazione trae vantaggi e svantaggi. Le idee di Rawls sono giustamente considerate un caposaldo della filosofia del XX secolo e fanno parte del tesoro concettuale del Partito Democratico. Tuttavia ben poche applicazioni pratiche hanno trovato nella società USA. Semplicemente chi ha dei privilegi, difficilmente vi rinuncia. L’epidemia di COVID-19 ha fatto scoprire agli americani che, non avendo una sanità pubblica realmente universale, sono vulnerabilissimi ad un’epidemia. Il creso che può permettersi le cliniche da 20.000 dollari al giorno, non può difendersi dal fatto che uno dei suoi tanti collaboratori malcurati si infetti e lo contagi. In un mondo sempre più interconnesso e dove ogni giorno negli orridi laboratori di sviluppo di armi batteriologiche, vengono create nuove atroci pestilenze (non è questo il caso, ma prima o poi…), infischiarsene della salute del fattorino che mi porta la spesa e che vive sotto la soglia di povertà, è sempre più miope.

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Pioveva. Le lampade abbiamo ravvivato Impallidite per quel sole rosso E ci siamo rituffati nell’attesa Della chiara primavera che è alle porte. (André Gide)

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Essere Genitori

a cura di Michela Terzi

"Giocare insieme è importante perché rafforza l'autostima del bambino; perché aiuta a costruire un rapporto di fiducia tra adulto e bambino; perché è per il bambino un momento di apprendimento e per l'adulto un modo di ritrovare la gioia di tornare piccini! "

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PERSONAGGI STRAORDINARI Don Silvio Gallo, non un semplice sacerdote...

a cura di Silvia Giordanino

"Prima di questa mia intervista realizzata grazie ad una persona che è stata molto speciale nella vita di Don Galli (ma che vuole rimanere anonima) vi chiedo solo un paio di minuti per raccontarvi del perchÊ l'ho scritta. Conobbi Don Silvio Galli all'inizio del 1999 portata presso di lui da una carissima amica: immediatamente capii di trovarmi di fronte ad una presenza Cristica. Ero reduce da un grande dolore, refrattaria alla Fede ed alla consolazione, ma vidi spuntare in quegli occhi profondissimi lacrime che chiedevano il perdono nominando le persone che mi avevano spezzato il cuore. Sul momento non diedi molta importanza alla cosa, poteva semplicemente trattarsi di telepatia, ma i giorni a seguire furono una continua testimonianza di fede altrui, cosa che, alla fine, mi convinse a divenire volontaria nel centro diretto da questa persona speciale: l'Auxilium a Chiari in provincia di Brescia. Una struttura che accoglieva i piÚ miserabili, coloro che venivano cacciati da altri posti, non accolti da nessuno, i perseguitati. Conobbi tanta gente

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sofferente ed altrettanta generosa, persone che ogni giorno cercavano vestiti nei propri armadi da portare ai bisognosi ospitati nella struttura. Ogni giorno si muoveva una macchina fatta di volontari con un medico, infermieri, cuochi, uomini e donne che si

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occupavano di smistare e distribuire i vestiti. Spesso il chiostro del convento salesiano di San Bernardino era pieno di gente che voleva incontrare Don Silvio, tanti lo chiamavano "santo" per ciò che accadeva per suo tramite nel nome del Signore, altri colmi di presunzione ed arroganza se ne andavano via quasi rabbiosi, feriti nell'orgoglio, perché non avevano visto nessun miracolo. A dire il vero, anche io non avevo assistito a nessun miracolo fisicamente dimostrabile, ma neppure me lo aspettavo, piuttosto ero certa che era accaduto quello più importante e cioè il cambiamento del mio cuore. Passavo tutto il mio tempo libero presso l'Auxilium: iniziando da pelapatate e finendo ad assistere la dottoressa che curava i malati. La mia presenza fu costante fino a quando non mi formai una nuova famiglia, rimasi incinta ed ancora feci conoscere a Don Silvio mio marito e mio figlio chiedendo la benedizione su tutti noi: quella fu l'ultima volta che lo vidi. Era l'inizio di ottobre 2002". Don Silvio Galli nacque il 10 settembre 1927 a Palazzolo Milanese e visse al “San Bernardino” di Chiari (Brescia), dove ricoprì il ruolo di docente di materie classiche, poi di Preside ed infine come prete degli ultimi (ispiratore e guida dell’“Auxilium”), confessore ed esorcista. La fama di santità e di segni è stata ragguardevole ed è continuata fino ai nostri giorni: diversi sono le richieste di intercessione, resoconti di grazie e segnalazioni di favori che sono stati raccolti nel corso di meno di otto anni e che continuano ad aumentare. Continua, inoltre, l'attività assistenziale rivolta agli ultimi dai lui voluta affidata all' “Auxilium”, segno che la sua lezione e trasmissione continui a vivere. Il vescovo di Brescia ha quindi decretato che nel giorno dell'anniversario della morte di don Silvio Galli, il 12 giugno prossimo, si dichiari l'apertura dell'Inchiesta diocesiana per il sacerdote salesiano.

L'INTERVISTA

Cosa ha rappresentato per te Don Silvio Galli? Don Galli è stato il mio padre spirituale per 25 anni, dai miei 21 anni ai 46, ovvero dal 1987 al 2012. Ma tutta la mia famiglia ha beneficiato delle preghiere di don Galli. Avevo sentito raccontare di una guarigione da lui operata quando avevo circa 14 anni, da un’amica di mia zia che stava a Brescia e questo racconto mi si impresse nella memoria. La prima “connessione” con don Galli fu telefonica, risaliva a molti anni prima, quando ci telefonò alcuni giorni dopo aver celebrato il funerale proprio di quella zia che stava a Brescia, donna che don Galli accompagnò a morire santamente, offrendo le sue sofferenze per tutti i suoi parenti e per i sacerdoti. Dopo qualche anno io pensai di telefonare a don Galli perché mio padre stava morendo e sono sicura che è per le sue preghiere che il Signore mi ha regalato i quattro anni di “proroga” della sua vita, il tempo di superare un periodo per me molto difficile e finire l’università.

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Come mai la tua decisione di andare a Chiari (BS)? In realtà non c’era un motivo preciso di cui fossi consapevole. Avevo delle domande profonde nel cuore e desideravo delle risposte che mi facessero capire quello che ne pensava Dio. Ho sempre bisogno di tempo per capire e non avevo progetti andando lì, ma solo una forte spinta interiore che certamente la Madonna ha alimentato, perché io stessa mi stupii della determinazione che trovai dentro di me per superare le difficoltà che si erano presentate ad arrivare a Chiari dalla casa dei nonni a Brescia, tanto che ricordo che alla fine dissi: “Se anche non mi date la macchina, io ci vado a piedi!” Avevi ricevuto dei "segni"? Da subito! Tuttavia stentavo a capire. Ci sono ritornata senza ancora conoscere molto di lui, sebbene ne avvertissi la santità. In quel periodo mi fecero conoscere un altro sacerdote di cui mi avevano raccontato cose mirabili e io chiesi alla Madonna di aiutarmi a capire da chi dovevo farmi seguire spiritualmente. Le espressi il desiderio di trovare un sacerdote attraverso il quale

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Lei mi potesse far capire quello che Lei desiderava e quando sbagliavo. Andai così da don Galli con l’intenzione di decidermi senza però dirgli nulla. Mentre gli parlavo, sul divanetto dell’ufficio dove lui riceveva, vidi la sua mano destra che si alzava come se qualcuno la sollevasse, mentre lui smise di parlare e divenne particolarmente assorto. In quegli istanti di silenzio ho avuto la percezione che la Madonna gli avesse preso la mano e parlato, senza che tuttavia io potessi vedere o sentire nulla. Quello fu per me il segno che mi indicava di farmi accompagnare spiritualmente da lui: lui era tenuto per mano da Maria, proprio come nell’immagine che poi ho scoperto, raffigurante don Bosco preso per mano da Maria nel famoso sogno fatto a nove anni. Come si comportava nei confronti degli altri? Benediceva tanto, sempre, e tutti cercavano la sua benedizione. Sono così pochi i sacerdoti che ancora hanno la consapevolezza dell’importanza della benedizione. Egli, invece, senza mai far dimenticare la priorità della partecipazione alla messa e ai sacramenti, non mancava mai di aggiungere la grazia della sua benedizione sacerdotale. Ricordo un’espressione che mi riempiva il cuore di gioia: “Ti benedico e ti strabenedico!”. Hai ancora qualche ricordo familiare da condividere con noi? Molti anni fa, in pena per la salute di mia mamma, temendo potesse morire, andai piena di tristezza da don Galli. Prese il telefono e chiamò mia madre e nel parlare scherzoso, guardandomi quasi a chiedermi conferma, profetizzò che sarebbe arrivata “almeno a 90 anni”. Così è stato. A tuo parere qual'è il cuore della santità di don Galli? Ritengo sia nella sua vita di sempre più piena identificazione al Cuore di Cristo come sacerdote, nella celebrazione e nell’attuazione della celebrazione ..................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020


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eucaristica in tutta la sua vita. Conferma “pubblica” di questa speciale fusione dei Cuori di Gesù e di don Galli si è avuta nella celebrazione del suo funerale: coinciso con la festa del Sacro Cuore di Gesù, fu celebrato con la liturgia della festa del SS. Cuore di Gesù per scelta del Rettor Maggiore di allora don Pascual Chavez, che evidenziò il “segno” da cogliere nella speciale coincidenza. Un altro segno ci è stato dato a conferma di questo: la statua del Cuore di Gesù con la scritta "Venite ad me omnes", tolta dal cimitero di Chiari e posta nel chiostro di San Bernardino proprio di fronte all’ufficio di don Galli poco prima che iniziasse l’ultima fase critica della salute di don Galli, benedetta solennemente dal Card. Ennio Antonelli il 31 gennaio del 2011 quando il Cardinale fu invitato per la festa di don Bosco dal direttore della comunità di Chiari. Appena don Galli morì e vidi quella statua, subito mi venne in mente di leggerla come segno permanente che ci veniva lasciato di quello che sempre avevamo trovato in quel luogo: il Cuore di Gesù che ci accoglieva, il Cuore di Gesù che accoglie tutti e che lì era ancora! Possiamo definire Don Galli un santo mistico? Certamente! Anche se la sua vita mistica è sempre rimasta nascosta. Non che abbia detto niente a me di ciò che certamente lui vedeva e viveva interiormente, né sono a conoscenza che ne abbia fatto parola con altri, ma la sua vita mistica trapelava in chi lo conosceva bene, con un’evidenza che non consentiva però di chiedere spiegazioni, sia perché lui non le avrebbe date, sia per il sacro rispetto che si aveva nei suoi confronti. Parlaci di quella speciale grazie che Don Silvio riusciva a comunicare alle persone che sapevano coglierla...Fin dal primo incontro dal vivo, nell’aprile del 1987, sperimentai, senza capirne ancora il significato, una speciale grazia che mi trasformava come in un istante il modo di vedere le cose, negli attimi in cui mi appoggiò il capo sul suo petto. Questo movimento di avvicinamento del mio capo avvenne tre volte, e tutte e tre le volte sentii come di capire istantaneamente alcune cose di Dio mentre ero vicina al suo cuore, e un perdere poi questa comprensione mentre mi riallontanavo. Rimasi un po’ stordita a dire il vero... tanto che poi non riuscivo neanche a capire il segno che mi fu subito dato della sua prodigiosa memoria o della luce che ricevette nel riconoscere il nome della mia mamma e quello della mamma di mia .................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020

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cugina nel piccolo foglietto con i nomi dei fratelli di mia zia, morta già da 5 anni. Aveva infatti conservato questo foglietto - che gli aveva scritto mia mamma in occasione del funerale - in un cassetto del suo tavolo, insieme con l’annuncio funebre della mia zia, foglietto che andò a recuperare in un attimo, nell’apparente caos, dopo che mi chiese come mai ero andata da lui e io gli risposi che ero nipote della P.B.! Come riusciva a gestire il tempo con tutte le persone che volevano incontrarlo e le funzioni da celebrare? I colloqui con lui dovevo prepararli in modo da restringere il più possibile le cose da dire, perché il tempo per lui era una cosa preziosissima. Lo “sciupava” solo con le persone che all’apparenza avresti detto che gli facevano solo perder tempo, perché erano fastidiose, tornavano tante volte a ridirgli le stesse cose... Ma probabilmente trovava il modo così di esercitare in modo eroico la pazienza e comunque vedeva le persone con il Cuore di Cristo, in un’ottica superiore; con chi invece poteva permetterselo, esigeva che non gli fosse fatto sciupare neanche un minuto, senza paura di far rimanere male. Non vi erano mai momenti di severità? Tante volte con me aveva atteggiamenti severi, di cui anche gli altri rimanevano stupiti, che però ritengo fossero parte del percorso di crescita che voleva farmi fare e anche dell’equilibrio che doveva mantenere con gli altri che potevano ingelosirsi. Sapeva che io prima o poi avrei capito il suo comportamento e che comunque mi faceva bene anche soffrirci un po’ per purificare il tanto bene che gli volevo e irrobustirmi. Infatti, queste fatiche fatte per capire i suoi atteggiamenti mi hanno aiutato a resistere senza prendermi l’esaurimento, sopportando le tante cattiverie che ho poi dovuto subire nel mio ambiente di lavoro. Si dice che questo uomo straordinario fosse colmo di qualità

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strettamente umane, cosa ci racconti a proposito? In lui si armonizzavano modernità e tradizione, creatività e rispetto delle regole, coraggio e ..................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020


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quell'umiltà che ti fa rimanere all’ultimo posto. Faceva sentire viva la celebrazione della messa utilizzando le stesse preghiere esistenti, che magari diceva prendendo due preghiere di seguito come fossero una sola, per offrire la ricchezza di entrambe, mai invece stravolgendo o facendo cose non consentite dalle norme liturgiche. Inseriva tutte le preghiere che si poteva per ricordare le persone per cui la messa veniva celebrata, anniversari di matrimoni o defunti. Faceva sempre le memorie facoltative dei santi, anche con le letture proprie, e, nella meditazione personale del mattino (quando avevo il privilegio di partecipare alla sua messa in privato), mi faceva anche leggere la presentazione del messale sulla vita del santo. Utilizzava cioè le cose che tante volte si danno per scontate, facendoti scoprire la ricchezza che contengono. Non voleva si parlasse di messe di guarigione, ma celebrava la messa pregando per i malati e ammetteva che si poggiassero le foto sull’altare per presentare al Signore i tanti malati che gli venivano affidati. E tantissime sono le testimonianze di guarigioni. Anch’io posso testimoniare ad esempio che mi ha “regalato” quattro anni di vita di mio padre e ancor di più di mia madre, della quale ha profetizzato, già molti anni fa, anche l’età a cui sarebbe “almeno” arrivata (siamo ora in quell’anno!). Come mai la creazione ..................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020

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dell'Auxilium? Il centro di accoglienza Auxilium è stato voluto per soccorrere le tante necessità di poveri e immigrati ma anche per organizzare gli aiuti per le missioni, è certamente un frutto e un segno della carità di don Galli, che tuttavia ha avuto lungo la sua vita molteplici espressioni verso persone di ogni tipo e per ogni forma di povertà, materiali ma forse soprattutto spirituali, morali, psicologiche affettive, che sapeva colmare con il consiglio, la consolazione, la guarigione interiore, la pazienza, l’affetto paterno, il discernimento degli spiriti e la liberazione dalle paure e dall’opera del maligno, sia attraverso il ministero sacerdotale e in particolare i sacramenti della confessione e della comunione, sia attraverso il ministero di esorcista, su incarico del Vescovo, ministero che esercitava con una speciale riservatezza, cercando di evitare ogni curiosità e pubblicità. A proposito del ministero di esorcista, possiamo chiederti se lo hai mai visto all'opera? Una volta mi capitò che mentre ero in cappella in preghiera, mi disse se potevo spostarmi un po’ più indietro perché sarebbe arrivata una persona un po’ammalata. Nel frattempo ci preparammo per la messa che doveva celebrare per alcune persone in cappella. Dopo un po’ sentii un tramestio fuori della porta e vidi che a forza riuscirono a far entrare una ragazza che si divincolava. Don Galli, già vestito per la messa, senza scomporsi, sollevando appena le braccia in direzione della ragazza e pregando in silenzio la riportò alla calma e questa rimase lì buona tutto il tempo della messa. Si è soliti trovare una grande similitudine tra Don Galli e Don Bosco, ritieni corretta questa affermazione? Assolutamente!!! Don Galli è stato un vero modello di educatore salesiano, di padre, maestro e amico come don Bosco, anzi, dopo averlo conosciuto e poi letto la vita di don Bosco, riconoscevo in lui i tratti e direi i gesti stessi di don Bosco, perfino coincidenze di episodi che vi riconoscevo. Leggendo la vita di don Bosco, cioè, notavo dettagli che altrimenti mi sarebbero sfuggiti, perché osservavo che li avevo come già visti in don Galli. Come definiresti la conoscenza con Don Galli? Semplicemente il dono più bello della mia esistenza e non ringrazierò mai abbastanza il Signore e la Madonna per tutta la grazia ricevuta attraverso di lui. Parlava con la vita, con un gesto, con un movimento impercettibile di un fremito della mano o di un espressione del viso, con parole esplicite ma spesso anche con parole che arrivavano in modo indiretto, spesso nell’omelia, per impattare meglio e con più efficacia. Con silenzi accompagnati dalla preghiera, con pause in cui lasciava che fosse lo Spirito a operare, a far capire, a guarire, a illuminare...Parliamo della Confessione...Alla confessione voleva che mi preparassi bene, e, dal momento che mi trattenevo lì per più giorni, spesso la preparazione durava anche dei giorni; mi dava da leggere qualcosa, mi proponeva la "via crucis" (era un presupposto necessario nella confessione durante gli esercizi spirituali e per lui stesso era

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la forma ordinaria di preparazione alla confessione); spesso mi accorgevo che era contento quando riusciva a stimolare un pentimento profondo, fino alle lacrime, anche per cose oggettivamente non gravi, per le quali oggi molti sacerdoti ti rimandano indietro dicendo che non occorre confessarsi. Ma non per far venire degli scrupoli, bensì per ..................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020


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rendere la coscienza più sensibile anche alle cose meno gravi, che comunque intralciano o rallentano il cammino spirituale. L’obiettivo che ti indicava era l’essere pienamente posseduti da Gesù, assimilati all’Eucaristia, mai di accontentarsi di aver fatto il minimo indispensabile. Don Galli rimase sempre il tuo confessore? Dopo diversi anni, forse a seguito di indicazioni pastorali ricevute, mi chiese se volevo scegliere di confessarmi da lui o se invece volevo mantenere la direzione spirituale. Fu un momento difficile, non sapevo che conseguenze avrebbe avuto la mia risposta, mi dispiaceva infinitamente pensare di rinunciare alla sua guida spirituale, ma sapevo che nel sacramento della confessione con lui avrei continuato ad incontrare Gesù vivo e quello per me era la cosa centrale, quindi gli risposi che sceglievo di continuare con la confessione. Infatti io sono rimasta una delle poche persone che hanno continuato a confessarsi con lui fino all’ultimo. E ho avuto la grazia di ricevere ancora l’ultima confessione proprio il venerdì santo del 2012, in un momento di lucidità dell’ultima mia visita a Chiari prima della sua morte, in cui mi chiese “vuoi confessarti ora?” Io rimasi basita, date le sue condizioni, non mi ero preparata, ma capii che era l’ultima opportunità che avevo e gli dissi di sì. Mi confessò in piena regola dicendomi lui molte cose e dopo poco ritornò nell’agonia. Sembrava di vedere il crocifisso nel suo corpo, proprio come tante volte avevo pensato don Galli sulla croce al posto di Gesù. Il giorno avanti, il Giovedì Santo, avevo invece avuto la grazia di vivere la celebrazione della Santa Messa in memoria dell’istituzione dell’ Eucarestia proprio nella sua cameretta, con don Gabriele di Cremona che veniva a celebrare quasi tutti i giorni su un tavolino sopra il letto di don Galli, in modo da far concelebrare don Galli, al quale faceva tenere l’ostia nel momento della consacrazione e dire le parole “questo è il mio corpo... questo è il mio sangue”. Don Gabriele, con il segno di croce sul pane e vino che venivano consacrati, sembrava ricomprendere anche il corpo di don Galli, che entrava a far parte dell’unica offerta presentata al Padre. Un altro punto importante per Don Silvio Galli è stata la devozione a Maria. In tutte le sue predicazioni e in tutta la sua vita! Era la sua Mamma, in cui confidava come figlio devotissimo, alla quale poteva offrire una purezza illibata che custodiva sapientemente e con speciale istinto spirituale. Ho osservato come sapeva gestire “le dipendenze”, affettive e psicologiche, nel senso che il suo accompagnamento come padre spirituale, pur consentendo un rapporto intensissimo, affatto freddo, non creava mai dipendenze, ma non si basava su criteri astratti. Ho visto come teneva conto di quello che la persona in quel momento aveva di bisogno ed era in grado concretamente di fare e, a seconda dell’autonomia che era capace di avere, lui si comportava di conseguenza, sopportando anche eventuali modalità espressive che in quel momento erano necessarie per sostenere la fragilità della persona. Come si poneva come " educatore" spirituale? Spesso utilizzava circostanze, come anche l'omelia per non dire le cose direttamente, in faccia, ma in modo che con un diverso impatto fossero accolte più facilmente dalla persona. Era il suo stile, poteva talvolta apparire una debolezza, in alcuni casi ci si chiedeva perché non dicesse alcune cose chiaramente alle ..................................................................................................................................................................................................... 19 marzo 2020

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persone, ma questo faceva parte del suo discernimento come educatore e della sua competenza spirituale che non sempre eravamo in grado di capire. Con ciascuno la carità gli ispirava comportamenti differenziati. Come vero educatore salesiano, come “forgiatore di anime”, nonostante i tanti impegni e le tante persone che riceveva ogni giorno e, fino all’ultimo, non ha mai fatto mancare la sua presenza e il suo aiuto, accompagnando, sostenendo, benedicendo, illuminando, consigliando, formando la coscienza in modo da rendere la persona autonoma nel giudizio e nel discernimento. Nonostante i tanti impegni e la difficoltà di raggiungerlo a motivo della distanza e del telefono sempre più ingolfato, lui c’era sempre, potevi comunque lasciargli un messaggio che gli veniva dato, sapevi di poter contare sulla sua preghiera anche se non riuscivi a parlarci, e comunque sempre, nei momenti più difficili, sono riuscita anche ad avere la grazia di trovarlo subito al telefono. Non esistevano giorni di ferie, orari di ricevimento, assenze per motivi personali... Lui era tutto donato nel ministero, non conservava per sé più niente, non aveva tempo neanche più per preparare le omelie e se ne rammaricava, ma non riusciva a rimandare indietro le persone che arrivavano da lontano e con problemi tanto gravi. Venticinque anni di conoscenza come padre spirituale sono tanti e forse tante sarebbero ancora le cosa da dire, come concludiamo questa bellissima testimonianza? Ho trascorso molto tempo a Chiari proprio per stargli vicino, facendo un po’ di volontariato presso il centro per l’accoglienza dei poveri o all’accoglienza dei fedeli nel suo ufficio. Negli ultimi anni, quando altri volontari erano subentrati e la mia presenza più diradata, mi “incaricava” di pregare. Quanto ho detto è solo una minima parte di tutto quello che don Galli ha fatto per me e di tutto il bene che egli ha distribuito con sovrabbondanza, nella sua lunga e intensissima vita, all’immenso numero di persone che ha avvicinato o per cui ha comunque offerto la sua vita, nella sua quotidiana immolazione. Attualmente la sua paternità spirituale non si è interrotta, ma continua a manifestarsi radunando i suoi figli per la condivisione della preghiera e della carità, ispirandoli a portarne avanti l’eredità spirituale ricevuta e continuando ad accrescere la famiglia con nuovi figli spirituali.

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In data 19/02/2020 è stato comunicato il nulla osta da parte della Santa Sede al Vescovo di Brescia, mons. Pietrantonio Tremolada per aprire la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio don Silvio Galli (1927-2012), Sacerdote professo della Società di San Francesco di Sales. Al via, quindi, con l’ascolto dei testimoni e la raccolta dei materiali documentali.

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