I produttori Altromercato per una sostenibilità agìta

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I PRODUTTORI ALTROMERCATO PER UNA SOSTENIBILITÀ «AGÌTA» DOSSIER A CURA DI ALTROMERCATO


1. INTRODUZIONE: LA NOSTRA SOSTENIBILITÀ “AGÌTA” 2. IL CAMPIONE 3. LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE 4. LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE

INDICE

5. LE CARTE DEI CRITERI E LE CERTIFICAZIONI 6. LA SOSTENIBILITÀ E IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE 7. I TEMI DELLA SOSTENIBILITÀ 8. LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ 9. CONCLUSIONI: DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLA FILIERA

CREDITI E RINGRAZIAMENTI


1. INTRODUZIONE


LA NOSTRA SOSTENIBILITÀ

Sostenibilità ambientale, sociale ed economica sono da sempre fondamenta del nostro essere, concetti inscindibili del nostro agire, guidato e orientato fin dalle origini dai principi di WFTO, l’Organizzazione Mondiale per il Commercio Equo e Solidale. Ma che cosa intendiamo per sostenibilità? Fare commercio mettendo sempre al centro le persone, le comunità, il pianeta; creare valore e contemporaneamente distribuirlo; generare un impatto concreto a beneficio di tutti. In sintesi, quando parliamo di sostenibilità ci riferiamo ad azioni concrete, non a concetti astratti. La sostenibilità per noi non è solo intenzione. È azione. Per questo abbiamo definito la nostra sostenibilità “agìta”.


I PRODUTTORI: L’ORIGINE DEL NOSTRO AGIRE

All’origine di ogni filiera, quindi all’origine del nostro operato, ci sono persone, famiglie e comunità che si prendono cura delle materie prime destinate a diventare prodotti che i consumatori acquistano e apprezzano. Grazie a contadini e artigiani esistono materie prime, progetti di sostenibilità, storie di intraprendenza e di coraggio, tanto nel Sud del mondo quanto in Italia. Senza di loro, il nostro Commercio Equo e Solidale non esisterebbe. I partner produttori con cui collaboriamo condividono il nostro modo di concepire la sostenibilità e, molto spesso, ne sono fautori molto più di noi. Che si tratti di realtà strutturate o di piccole cooperative, ogni organizzazione ha a cuore la protezione del territorio in cui vive, lo sviluppo della propria comunità, la tutela dei diritti delle persone. Ciascuna di loro vive per costruire un futuro sostenibile per il pianeta e per chi lo abita e queste intenzioni, proprio come le nostre, si traducono in progetti a livello ambientale, sociale ed economico che rendono concreto l’impegno di ogni singolo contadino o artigiano diventando “azione”.


PERCHÉ UN QUESTIONARIO SULLA SOSTENIBILITÀ DEI PRODUTTORI?

Sebbene conosciamo il lavoro dei nostri partner produttori grazie alla relazione continuativa e diretta, e abbiamo la garanzia, tramite precisi criteri di valutazione, della conformità con i valori del Commercio Equo e Solidale, ci sembrava che mancasse qualcosa per completare il quadro dell’impegno che ci accomuna. Il tassello mancante era la loro testimonianza, la loro “voce”, raccontata nero su bianco proprio da quelle stesse mani che rendono possibile la sostenibilità delle nostre filiere. Come fare per raccogliere i racconti di oltre un centinaio di produttori in modo strutturato, esaustivo, ma allo stesso tempo libero e spontaneo? Forti dell’esperienza del dossier sull’impatto della pandemia di Covid-19, anche per il tema della sostenibilità lo strumento del questionario è apparso il più adatto. Accanto al nostro obiettivo di raccogliere informazioni sul tema della sostenibilità a 360° e di monitorare progetti e azioni delle singole organizzazioni, il questionario è stata un’occasione preziosa per far emergere evidenze e bisogni altrimenti difficili da captare, per poter così migliorare il lavoro comune sulla sostenibilità.


PERCHÉ UN QUESTIONARIO SULLA SOSTENIBILITÀ DEI PRODUTTORI?

Per costruire il questionario, un’importante base per la creazione e l’approfondimento sulle diverse tematiche esplorate sono stati i principi di WFTO (Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale), che nel documento troviamo ricorrere spesso all’interno dei vari quesiti e delle differenti sessioni e che da sempre sono una guida del nostro agire sostenibile e di quello delle nostre organizzazioni. Abbiamo, inoltre, scelto di costruire il questionario in modo che emergessero il più possibile i racconti e le parole di chi sta all’origine dei nostri prodotti, alternando dati numerici e commenti liberi, per consentire ai produttori di narrare il loro impegno in modo approfondito. I risultati della nostra indagine, come si vedrà, ci raccontano di un mondo variegato di culture, di società, di esigenze e di prospettive. Ci parlano con franchezza delle difficoltà, delle lacune, ma anche dei sogni e delle speranze che ispirano il presente. A unire tutti questi tasselli dai contorni differenti vi è però un disegno comune: pensare, progettare e lavorare ogni giorno, insieme, per realizzare quel mondo sostenibile che è il futuro per le generazioni a venire.


2. IL CAMPIONE


IL CAMPIONE 61 organizzazioni, in 28 paesi del mondo, hanno risposto al questionario: • 26 (il 43%) in 12 paesi dell’America Latina, • 17 (il 28%) in 8 paesi dell’Asia, • 12 (il 20%) in Italia e Bosnia (10 in Italia), • 6 (il 10%) in 6 paesi dell’Africa.

AMERICA

43%

ASIA

28%

EUROPA

20%

AFRICA

10%


IL CAMPIONE I paesi più rappresentati sono Italia, India e Perù, rispettivamente con 10, 6 e 5 organizzazioni.

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tin

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IL CAMPIONE I nostri partner produttori ci hanno comunicato il numero di persone nello staff, il numero di contadini e artigiani (i produttori) e quello di tutte le persone appartenenti alle comunità che beneficiano del lavoro delle organizzazioni.

Persone coinvolte nelle realtà “più piccole”, con un massimo di 20 persone nello staff


IL CAMPIONE

Persone coinvolte nelle realtà “più grandi”, con più di 20 persone nello staff


IL CAMPIONE Le 61 organizzazioni che hanno risposto al questionario coinvolgono 3.286 lavoratori nel loro staff, più di 160.000 produttori e oltre 600.000 persone delle comunità.

32 organizzazioni (il 52%) hanno da 2 a 20 persone nello staff - la più piccola è Taliouine in Marocco, che produce zafferano - mentre le altre 29 hanno più di 20 persone nello staff, fino al massimo di 800 persone di Coopeagri in Costa Rica. In Italia e Bosnia 11 su 12 sono realtà più piccole, la più grande, in Italia, ha 40 dipendenti. Le organizzazioni italiane sono 10, con 136 persone nello staff, 277 produttori e oltre 2.000 persone delle comunità coinvolte.

In Africa, America Latina e Asia le organizzazioni sono 49, con più di 3.000 lavoratori nello staff e oltre 160.000 produttori; alle comunità che beneficiano del loro lavoro appartengono oltre 600.000 persone.


IL CAMPIONE In Africa 3 realtà hanno più di 20 persone nello staff e 3 sono più piccole: escludendo la realtà più grande, in media 21 persone per staff coinvolgono 3.000 produttori e 4.000 persone delle comunità. L’organizzazione più grande, in Sierra Leone, coinvolge da sola circa 200.000 persone, se la escludiamo, vediamo che le realtà che coinvolgono più persone sono in America Latina e in Asia. In America Latina i nostri 26 partner produttori coinvolgono circa 200.000 persone delle comunità, in media più di 7.000 per organizzazione. Il numero delle organizzazioni con più di 20 persone nello staff è uguale a quello delle organizzazioni più piccole (13 e 13); la media per staff, se escludiamo la realtà più grande, è di 21 persone che con il loro lavoro coinvolgono in media 2.000 produttori. In Asia il 70% delle organizzazioni è «più grande»; la media è di 64 persone nello staff, circa 3000 produttori e 10.000 persone delle comunità; le 17 organizzazioni raggiungono complessivamente oltre 180.000 persone. Qui sotto vediamo le dimensioni medie di staff, produttori e comunità coinvolte nelle organizzazioni in Asia, Africa e America Latina, escludendo le due realtà più grandi, che falserebbero le medie. Queste 47 organizzazioni coinvolgono 2.283 persone nello staff e oltre 120.000 produttori.


3. LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE


SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: INTRODUZIONE LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE PER ALTROMERCATO

Costruire un commercio che rispetti l’ambiente attraverso filiere trasparenti in grado di concretizzare l’impegno costante nella lotta al cambiamento climatico: dal sostegno alle coltivazioni biologiche che proteggono la biodiversità, a prodotti che viaggiano fino al consumatore, con una logistica responsabile e in packaging sostenibili e sempre più riciclabili.

QUELLO CHE VEDREMO NELLE PAGINE CHE SEGUONO È LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE NEI FATTI, ATTRAVERSO QUELLO CHE I NOSTRI PRODUTTORI CI HANNO RIPORTATO SUL TEMA. UNA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE «AGÌTA».


SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: AUTOVALUTAZIONE Prima di iniziare a raccogliere i dati sulla sostenibilità ambientale dei nostri produttori è stata chiesta loro un’autovalutazione per capire quanto reputino ambientalmente sostenibile il loro operato.

Potete sostenere che la vostra organizzazione lavori in modo “ambientalmente sostenibile”? Quanto da 1 a 5?


SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: AUTOVALUTAZIONE Il livello di sostenibilità ambientale delle organizzazioni, da 1 a 5

La saturazione del colore indica la media dell'autovalutazione delle organizzazioni nel paese

Nessuno ha indicato 1 o 2, il minimo è 3 e il punteggio medio è di 4,33.


SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: AUTOVALUTAZIONE

ALCUNI COMMENTI SULL’AUTOVALUTAZIONE L’autovalutazione ci sembra nella maggior parte dei casi coerente con le risposte alle domande successive relative ai vari aspetti della sostenibilità ambientale. In alcuni casi, invece, riteniamo che i produttori siano stati modesti o severi con se stessi, forse perché hanno presente molti ambiti di intervento e miglioramento, ma vogliamo sottolineare che si tratta di realtà che sono impegnate in progetti importanti che ci portano a riconoscere loro un «punteggio» più alto. Per esempio in Bolivia, dove abbiamo i “voti” di autovalutazione più bassi, sono notevoli i progetti di Anapqui che coltiva quinoa biologica nel rispetto della natura e utilizza prodotti naturali per la fertilizzazione e il controllo dei parassiti e tecniche antiche per non danneggiare la terra. L’altro produttore boliviano, Naturaleza, ci racconta un progetto completo e molto articolato dedicato alla sostenibilità ambientale e le loro produzioni sono biologiche ed ecologiche. Mentre Elisur, in Perù, produce in modo altamente sostenibile, con produzioni biologiche e l’utilizzo di tecniche naturali. Segnaliamo anche un nostro partner italiano che indica un punteggio «3» nell’autovalutazione sulla sostenibilità ambientale: probabilmente questo deriva dalla sua mission, perché trattandosi di un progetto molto specifico di economia carceraria ha ritenuto più opportuno evidenziare la sua alta sostenibilità sociale (come infatti è avvenuto e dove si valutano con un «5») e dare un punteggio più basso a quella ambientale.


SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: LE AZIONI In che modo le vostre produzioni/il vostro lavoro sono ambientalmente sostenibili? L’82% delle organizzazioni (50 su 61) produce biologico. La % sale all’89% tra le organizzazioni che producono alimentari: 100% in Italia, 92% in America Latina, 90% in Asia e 67% in Africa. 6 delle organizzazioni che producono alimentari non hanno indicato la produzione biologica, ma hanno totalizzato un numero sopra la media di opzioni selezionate, che indica un impegno su diversi fronti nella direzione della sostenibilità ambientale. Dedichiamo il prossimo grafico al tema della diversificazione delle azioni. Il 70% delle organizzazioni ha dichiarato di adottare politiche di riduzione rifiuti/riciclo e riuso, mentre il risparmio delle risorse energetiche è stato indicato dal 59% dei partecipanti. Le organizzazioni che hanno indicato “sostenibilità dei trasporti” sono in Africa e in Asia.

Nel campo «Altro» viene segnalato il rispetto dei dieci principi del fair trade a garanzia della sostenibilità ambientale (Prokritee, Bangladesh), l’attenzione alla fertilità del suolo (Cabana, Perù), la lotta permanente per difendere l’ambiente e il suolo, anche dal governo che intende espandere le attività di estrazione di metalli (Copropap, Ecuador). Molto interessante è la proposta per una filiera sociale produttiva in un’ottica di sostenibilità integrale. (Fundemerca, Colombia).


SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: LE AZIONI Quanti tipi di produzioni sostenibili: media per continente

La saturazione del colore indica la media del numero di produzioni sostenibili selezionate dalle organizzazioni del paese: dove le organizzazioni impegnate mediamente su più fronti il colore è più intenso

Le organizzazioni in Africa hanno indicato mediamente il maggior numero di modi per lavorare sostenibilmente; seguono quelle dell'Asia e dell'America Latina. L’impegno in un numero minore di azioni da parte delle organizzazioni italiane emergerà anche dalle risposte alle prossime domande ed è attribuibile a condizioni di contesto, esigenze e mission diverse.


LE PRODUZIONI SOSTENIBILI Abbiamo chiesto ai nostri produttori se producessero anche prodotti alimentari. Questa domanda è stata necessaria per andare poi a sondare le tipologie di produzione e coltivazione sostenibili utilizzate.

L’89% delle organizzazioni che hanno risposto al questionario (54 su 61) produce alimentari: biscotti, cacao e cioccolato, caffè, cous cous, frutta, frutta secca, integratori, legumi, marmellate, miele, olio d’oliva, orzo, pomodoro, quinoa, riso, tè, tisane e infusi, vino, zafferano, zenzero, zucchero. Le altre 7 organizzazioni producono articoli nelle categorie casa e regalo, cosmesi, moda e accessori.


LE PRODUZIONI SOSTENIBILI

Per chi produce anche alimentari, abbiamo esplorato le tipologie di produzione utilizzate. L’81% (43) delle 53 organizzazioni che hanno risposto alla domanda produce biologico; il 26% (14) biodinamico.


LE PRODUZIONI SOSTENIBILI

IL 65% DI TUTTA LA PRODUZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI È BIOLOGICA. Le organizzazioni che hanno produzioni biologiche certificate o biodinamiche coinvolgono complessivamente oltre 150.000 produttori e oltre 570.000 persone nelle comunità.


LE PRODUZIONI SOSTENIBILI

Potete descrivere sinteticamente i metodi di produzione/coltivazione “ambientalmente sostenibili” che utilizzate? I produttori hanno descritto di produrre almeno con metodi sostenibili per l’ambiente, se non con metodi biologici, utilizzando materie prime biologiche, proteggendo in questo modo la biodiversità locale. Molti di loro privilegiano varietà autoctone di sementi, coltivati talvolta assieme ad altre piante anche selvatiche come accade per esempio nei “Giardini del caffè”. Diversi promuovono attivamente la riforestazione, applicano la rotazione delle colture, utilizzano tecniche e semi antichi. Interessante da far emergere sono anche le informazioni dei nostri produttori di miele che ci presentano un’apicoltura sostenibile e il grande impatto della loro attività verso l’ambiente e verso la tutela della biodiversità. Particolare attenzione viene data al risparmio energetico, al riuso o uso limitato di acqua e spesso viene raccolta e utilizzata anche l’acqua piovana. Diversi usano energia da pannelli fotovoltaici. Dagli esempi forniti dai produttori, possiamo parlare di sostenibilità completa - «integrale», come la definisce Fundemerca - ottenuta da più pratiche sostenibili che agiscono insieme per una maggiore efficacia a beneficio dell’ambiente e delle persone.


LE PRODUZIONI SOSTENIBILI

Mantenere un suolo sano, gestire attentamente l’acqua, ridurre al minimo l’inquinamento atmosferico, idrico e climatico e promuovere così la biodiversità.

L’apicoltura è un’attività rispettosa dell’ambiente, che genera un grande impatto attraverso l’impollinazione delle colture e quindi un grande contributo alla biodiversità.

FAIR TRADE LEBANON, LIBANO

Sistemi biologici di apicoltura e produzione contadina. Non utilizziamo farmaci, non nutriamo le api e le nostre zone di produzione comprendono ampi territori di foreste autoctone tutelate grazie alla pratica dell’apicoltura. COOPSOL, ARGENTINA

APICOOP, CHILE

Riduzione delle lavorazioni del suolo, pratica del sovescio [pratica agronomica che consiste nell’interramento di alcune colture per aumentare la fertilità del terreno], rotazioni colturali, inserimento di essenze leguminose biennali (la sulla), riduzione dei trattamenti a base rame e zolfo, pratiche agronomiche (sfogliatura, potatura verde). VALDIBELLA, ITALIA


LE PRODUZIONI SOSTENIBILI

Utilizziamo frutti appena raccolti in modo naturale senza alcun impatto su suolo, aria o acqua.

COOPERATIVA AGRICOLA INSIEME

Usiamo metodi naturali ancestrali che consentono la conservazione del suolo, il risparmio idrico e la protezione dell’aria producendo prodotti naturali.

TALIOUINE, MAROCCO

Rotazione dei terreni e delle colture, associazione delle colture, pratiche ancestrali, semi autoctoni, lavoro di raccolta manuale, gestione biologica. FUNDACION CHANKUAP, ECUADOR


I PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Volete raccontare in sintesi i vostri progetti dedicati alla sostenibilità ambientale? Diversi produttori hanno raccontato di realizzare progetti dedicati all’incremento della biodiversità, per mantenerla il più possibile integra e preservare così anche il suolo, e progetti dedicati alla riforestazione e alla tutela delle risorse naturali per combattere i cambiamenti climatici. Anche in questo caso vengono segnalati progetti di utilizzo di energie rinnovabili, riduzione di consumi anche idrici e di rifiuti, lavoro su imballaggi meno inquinanti. È interessante evidenziare che tra questi sono presenti anche produttori di artigianato che si impegnano rispetto alla sostenibilità ambientale con interventi di attenzione e progetti lungo tutta la catena produttiva fino ad arrivare al manufatto finito.


I PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

In passato abbiamo implementato progetti di sostenibilità ambientale: forni a basso consumo di combustibile, trattamento delle acque reflue, uso di energia solare, tecniche di tintura naturale, upcycling. Attualmente il nostro focus è rivolto a soluzioni tecnologiche economiche ma ecologiche per gestire i rifiuti, migliorare l’efficienza e l’uso di energia alternativa. SASHA, INDIA (ARTIGIANATO)

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Abbiamo organizzato i seguenti progetti di sostenibilità ambientale: distribuzione di alberelli tra gli artigiani e le famiglie nelle comunità, installazione di ETP (Effluent Treatment Plant - trattamento delle acque reflue) in alcuni dei nostri centri di produzione, utilizzo di coloranti naturali e AZO free per colorare i nostri prodotti e uso di materiali riciclabili e rinnovabili nei nostri prodotti.

PROKRITEE, BANGLADESH (ARTIGIANATO)


I PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Conduciamo attività di riforestazione su larga scala in tutte le nostre piantagioni di tè, siamo certificati carbon neutral in una piantagione di tè in Darjeeling, usiamo l’energia solare in tutte le nostre piantagioni e nelle comunità, usiamo l’energia idroelettrica in una delle nostre piantagioni e siamo 100 % biologici, il che significa che non utilizziamo prodotti chimici nocivi o pesticidi per coltivare il tè. Ciò garantisce la conservazione e la protezione della biodiversità in tutte le nostre piantagioni.

TEA PROMOTERS INDIA, INDIA

Ci stiamo dedicando alla tracciabilità della filiera con coinvolgimento attivo del consumatore (Progetto Filiera 4.0 a cui aderisce anche Altromercato); con le scuole abbiamo attivato diversi progetti legati all’educazione ambientale e alla sostenibilità tra cui il progetto Plastic Free volto a minimizzare l’uso della plastica in vigneto; stiamo sviluppando un progetto di risistemazione boschiva e riforestazione a livello locale in un’ottica di assorbimento delle emissioni di CO2. PERLAGE, ITALIA


I PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Si tratta di un programma completo che tiene conto della riduzione delle emissioni di CO2, minor utilizzo di acqua, elettricità, imballaggi meno inquinanti. Formazione del personale, consapevolezza del cliente. Progettazione di nuove colture biologiche per erbe officinali ed aromatiche.

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Conservazione dei terreni incolti, progetti sui rifiuti solidi, pannelli solari, ecc. Risorse per il progetto sui cambiamenti climatici. FEPP CAMARI, EQUADOR

NATURALEZA, BOLIVIA

Il progetto di certificazione del miele biologico è ecosostenibile, poiché ci prendiamo cura delle api e della loro sopravvivenza e una buona produzione dipende dall’ambiente. MIELES DEL SUR, MEXICOW


I PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE


FILIERE AMBIENTALMENTE SOSTENIBILI

Abbiamo scelto tre filiere simbolo di Altromercato per portare in evidenza la loro sostenibilità ambientale nella coltivazione e nella produzione. • caffè • zucchero • cacao Prima di passare la parola ai produttori impegnati in queste tre filiere e conoscere i loro progetti, le pratiche e il loro impegno quotidiano sul tema, presentiamo una sintesi delle particolarità che rendono queste filiere davvero sostenibili dal punto di vista ambientale.


UN CAFFÈ SOSTENIBILE

PERCHÉ IL NOSTRO CAFFÈ È PRODOTTO A BASSO IMPATTO AMBIENTALE?

• Si utilizzano per lo più metodi di coltivazione tradizionale all’ombra di altri alberi, che proteggono il suolo dall’erosione e permettono di conservare la biodiversità. Non si tratta di coltivazioni intensive e non c’è l’uso di sostanze chimiche. • Il caffè viene raccolto a mano in più passaggi. Quello dei piccoli produttori è il metodo migliore sia per la qualità del caffè ottenuto che per non danneggiare le piante. • Si tratta di un coltivare diversificato, che prevede la semina di differenti varietà di piante e alberi ad uso e consumo delle famiglie produttrici. • A causa di trattamenti a umido del caffè, spesso falde acquifere, fiumi e altre fonti d’acqua sono inquinate e i controlli da parte dei grandi produttori sono scarsissimi. I piccoli produttori, invece, hanno investito per migliorare questi sistemi ed evitare l’inquinamento delle acque e dei fiumi.


UN CAFFÈ SOSTENIBILE BUONE PRATICHE DAI NOSTRI PRODUTTORI DI CAFFÈ

CECOCAFEN, in Nicaragua, ci racconta che la produzione del loro caffè è su colline anche molto impervie, in cui è conservata la foresta originale che accoglie e protegge le piante di caffè: è il metodo “bajo sombra” che tutela sia il caffè che la biodiversità del bosco che lo accoglie. L’acqua la porta la pioggia, il nutrimento lo porta il suolo arricchito con fertilizzanti biologici, le coltivazioni sono biologiche e perciò senza prodotti chimici. La lavorazione del caffè avviene all’aperto, con macchinari semplici che usano la forza dell’uomo e della donna, dell’acqua e del sole per spolpare, fermentare, lavare e asciugare i preziosi chicchi. NORANDINO, in Perù, produce caffè (e anche cacao) equosolidale ed è impegnato nella produzione biologica. Il suo caffè è coltivato “all’ombra”, cioè le piante di caffè sono sovrastate da quelle più alte. Come avviene da centinaia di anni, gli arbusti di caffè sono affiancati al platano, alberi da frutta e boschivi, tutte specie autoctone. Il caffè, certificato biologico, è frutto dell’equilibrio di un sistema agro-forestale su base familiare, che garantisce un caffè di alta qualità arabica e preserva l’ambiente per i contadini e le generazioni future. Norandino ha attivato anche un importante progetto di riforestazione della Sierra de Piura, che mira a produrre «bonos de carbonio». L’obiettivo del progetto è contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre le emissioni di CO2 piantando alberi in aree scelte per la riforestazione. SOPPEXCCA, in Nicaragua, ci parla di un caffè che cresce all’ombra dei grandi alberi dei boschi che ancora ammantano le colline settentrionali, protetti dai soci e dalle socie produttrici. Le acque e i suoli non vengono contaminati da sostanze chimiche, soprattutto nelle zone di produzione certificate biologiche.


UN CAFFÈ SOSTENIBILE BUONE PRATICHE DAI NOSTRI PRODUTTORI DI CAFFÈ

MAJOMUT, in Messico, sta valorizzando e recuperando alcuni prodotti agricoli autoctoni per l’autoconsumo dei soci. Inoltre rende sostenibile la produzione del proprio caffè attraverso tecniche di riforestazione e di conservazione del suolo, la produzione di fertilizzanti biologici, la selezione dei semi, l’ottimizzazione dell’acqua e la costruzione di pozzi per le acque reflue. Ancora, sta sviluppando progetti per la conversione alla produzione biologica, l’utilizzo di energie rinnovabili, la sicurezza e la sovranità alimentare. FEDECOCAGUA, in Guatemala, sta lavorando su tre importanti progetti per la sostenibilità ambientale: uno per il risparmio dell’acqua utilizzata nelle fasi di fermentazione e lavaggio del caffè, un altro per ridurre l’impronta di carbonio nella fertilizzazione dei campi, e un terzo per la produzione agro forestale. LA COOPERATIVA DE PRODUCCIÓN TZELTAL - TZOTZIL, in Messico, utilizza fertilizzanti biologici prodotti dalla stessa cooperativa, protegge le zone di ricarica delle fonti d’acqua, coltiva il caffè in associazioni agroforestali che tutelano la biodiversità e proteggono i boschi. UCIRI, in Messico, produce un caffè biologico ad altitudini comprese tra i 1600 e i 1800 metri, in cafetales “bajo sombra” cioè le piante di caffè che crescono all’interno della foresta. Secondo la tradizione indigena di cui sono portatori i soci di UCIRI, per la maggior parte Zapotecos, Mixes e Chontales, la terra non è un’entità estranea da sfruttare il più possibile, ma una “Pacha Mama”, una Madre Terra da rispettare perché da essa dipende la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future.


UNO ZUCCHERO SOSTENIBILE

PERCHÉ LO ZUCCHERO DI CANNA CHE PRODUCONO LE ORGANIZZAZIONI NOSTRE PARTNER È AMBIENTALMENTE SOSTENIBILE?

• Si tratta di produzioni in gran parte biologiche. • Si utilizza una bassa meccanizzazione, questo vuol dire un inferiore impatto sul suolo, dato dall’alta manodopera. • Non c’è uso di terre vergini o abbattimento di foreste primarie. • Negli zuccherifici si utilizza in gran misura la biomassa dallo scarto della canna, così da non aver bisogno di altre fonti combustibili e in un’ottica di economia circolare. • Il suolo viene protetto perché si utilizzano tecniche agricole che limitano l’erosione da vento e acqua e migliorano la protezione del contenuto nutritivo del terreno. • Si tratta di un’“agricoltura familiare” che, a differenza dell’agricoltura estensiva, pone al centro la dignità di ciascun lavoratore e apporta svariati benefici, tra questi, la difesa dell’agrobiodiversità e l’utilizzo sostenibile ed equilibrato delle risorse naturali.


UNO ZUCCHERO SOSTENIBILE

BUONE PRATICHE DAI NOSTRI PRODUTTORI DI ZUCCHERO DI CANNA

COPROPAP, in Ecuador, ci spiega che la racconta selettiva della canna matura permette non solo di avere una produzione continua, ma anche di non lasciare mai il suolo non protetto. Inoltre, i campi sono ricoperti con le foglie e i pezzi di canna che rimangono dopo il taglio, formando uno spesso strato di materiale vegetativo che funge da protezione contro l’erosione del suolo e si decompone diventando un compost biologico che fertilizza il terreno. Con la raccolta selettiva si garantiscono una produzione permanente durante tutto l’anno, occupazione ai lavoratori e produzione per tutti i clienti. Le colture gestite in questo modo vengono seminate una sola volta e mantengono la pianta produttiva anche per più di 25 anni. PFTC, nelle Filippine, ci spiega che per produrre lo zucchero Mascobado vengono utilizzati metodi di agricoltura naturale e biologica nella semina delle materie prime. MANDIVIRÀ, in Paraguay, ci parla di rotazione delle colture, trattamenti antiparassitari ammessi dalla certificazione biologica, lavorazione minima del suolo, aggiunta di compost biologico e concime fresco, mantenimento dell’umidità naturale del suolo tramite pacciamatura. I campi di canna da zucchero non vengono inoltre bruciati prima del taglio, una pratica molto diffusa per abbattere i costi di pulitura della canna ma dannosa per la componente biotica del suolo. FRUANDES, in Colombia, lavora secondo le linee guida dell’agricoltura biologica, con ridotta aratura dei terreni, raccolta del prodotto solo quando pienamente maturo e sistemi agroforestali che garantiscono la conservazione dell’acqua e favoriscono la biodiversità. Si utilizzano energia solare per l’impianto di produzione e sono stati implementati progetti per migliorare la produttività delle colture, per la raccolta dell’acqua e progetti agroforestali per ogni area interessata.


UN CACAO SOSTENIBILE

PERCHÉ IL CACAO DEI PRODUTTORI DI COMMERCIO EQUO E SOLIDALE È PRODOTTO IN MODO AMBIENTALMENTE SOSTENIBILE?

• Si utilizzano per lo più metodi di coltivazione tradizionale all’ombra di altri alberi, che proteggono il suolo dall’erosione e permettono di conservare la biodiversità. • Non si tratta di coltivazioni intensive e non c’è l’uso di sostanze chimiche. • È un coltivare diversificato, che prevede la semina di diverse varietà di piante e alberi ad uso e consumo delle famiglie produttrici. • Le aree sono tradizionalmente coltivate a cacao e altri prodotti, evitando il disboscamento.


UN CACAO SOSTENIBILE

BUONE PRATICHE DAI NOSTRI PRODUTTORI DI CACAO

COSECHA PARTNER, in Nicaragua ci racconta di dare formazione e assistenza tecnica nella produzione biologica rigenerativa, di rotazione delle colture, di agricoltura «no-till» (senza aratura). Contribuisce alla promozione della produzione agroforestale con macadamia e cacao e con la produzione di piantine. LA COOPERATIVA TOCACHE, in Perù produce cacao secondo un approccio biologico e agroecologico, dove fa in modo che ogni produttore rispetti i principi di questo tipo di sistema, con l’uso di fertilizzanti organici, la poca lavorazione del terreno, l’uso di microrganismi efficienti e di controllori biologici e nessun utilizzo di pesticidi. Anche le strategie di mercato sono sostenibili, dal confezionamento alla logistica. A livello agroecologico, si cerca l’integrità delle piantagioni di cacao e che il produttore possa avere altri sistemi produttivi di sussistenza, come la produzione di cereali di base, l’allevamento di animali e la coltivazione di alberi da frutto, per esempio. La Cooperativa si occupa di progettazione e gestione di bio-orti per la sicurezza alimentare dei soci, di riforestazione e tutela delle risorse naturali, di gestione dei rifiuti solidi, di risparmio energetico e ha un progetto per la raccolta degli imballaggi agricoli. GEBANA, in Togo produce secondo i metodi dell’agricoltura biologica, in modo rispettoso per l’ambiente e per i coltivatori. L’organizzazione fornisce formazione e supporto tecnico per la produzione sostenibile di cacao, aiuta gli agricoltori a rinnovare i loro campi di cacao e a diversificare la produzione stimolando la piantumazione di alberi da frutto.


LE ATTIVITÀ FORMATIVE ED EDUCATIVE PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE Abbiamo chiesto se fossero presenti attività formative ed educative dedicate alla sostenibilità ambientale: come vedremo anche in seguito, il tema della formazione è molto importante per i nostri produttori.

Prevedete attività formative/educative relative ai temi della sostenibilità ambientale per i vostri soci/lavoratori?

Il 95% delle organizzazioni ha attività di formazione/educazione dedicate alla sostenibilità ambientale, il 100% in Africa e America Latina, il 100% in tutte le realtà con più di 20 persone nello staff.


I PROGETTI PER LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

DOPO AVER PARLATO DI FORMAZIONE DEDICATA ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE, ABBIAMO ESPLORATO CON I NOSTRI PRODUTTORI LA LORO ATTIVAZIONE DI PROGETTI DEDICATI ALLA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO.

I produttori delle filiere di Commercio Equo e Solidale sono infatti spesso al centro degli effetti del cambiamento climatico, sia perché devono far fronte a eventi climatici esterni e nuove criticità produttive (lato difensivo) sia perché scelgono metodi produttivi sostenibili per influire positivamente sull’ambiente (lato proattivo). I produttori, come vedremo, lavorano ogni giorno per contrastare i cambiamenti climatici, con diversi progetti e modalità produttive sostenibili finalizzati alla mitigazione e all’adattamento.


I PROGETTI PER LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Avete dei progetti dedicati alla lotta al cambiamento climatico? Potete indicarci quali?

Il 79% di tutte le organizzazioni ha progetti dedicati alla lotta al cambiamento climatico. Questa % sale all’83% nelle organizzazioni che hanno attività di formazione dedicate al tema della sostenibilità ambientale; chi non ha attività formative, non ha nemmeno progetti dedicati al cambiamento climatico.


I PROGETTI PER LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Al primo posto “Affiancamento in campo”, indicato dal 71% delle organizzazioni che hanno progetti dedicati alla lotta al cambiamento climatico (90% in America Latina e 80% in Africa). Al secondo posto i progetti per la “tutela della biodiversità”. In Italia i progetti maggiormente indicati sono quelli per le “energie rinnovabili” (86%).

Nel campo «Altro» sono stati indicati progetti di riforestazione, sicurezza alimentare e finanza climatica (investimenti dedicati alla lotta al cambiamento climatico).


OSTACOLI ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE Il percorso verso la sostenibilità può rivelarsi molto complesso. Abbiamo perciò chiesto ai nostri partner produttori quali fossero i principali ostacoli alla sostenibilità ambientale legati al proprio lavoro.

Quali sono i principali ostacoli alla sostenibilità ambientale legati al vostro lavoro? Ai primi posti «Difficoltà economiche» e «Scarsa cultura della sostenibilità ambientale» (indicati entrambi dal 53% delle 58 organizzazioni che hanno risposto alla domanda). «Difficoltà economiche» è stato indicato come primo ostacolo in America Latina (69%) e in Asia (56%), come secondo ostacolo in Africa (dal 67% delle organizzazioni) e da nessuna organizzazione italiana. In Africa il primo ostacolo risulta essere il «Poco supporto da parte delle istituzioni», indicato dall’83% delle organizzazioni, seguito da «Difficoltà economiche». La risposta «scarsa cultura della sostenibilità ambientale» (53%) tra le organizzazioni italiane è al primo posto (63%). La % delle aziende che indicano questo ostacolo cresce nel caso di realtà più piccole (sotto i 20 dipendenti nello staff) e passa al primo posto, seguita dal «poco supporto delle istituzioni».


4. LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE


SOSTENIBILITÀ SOCIALE: INTRODUZIONE LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE PER ALTROMERCATO

Costruire un commercio che metta sempre al centro le persone, dando voce alle storie dei produttori e ai loro diritti. Autorevolezza e attivismo contro discriminazioni, diseguaglianze, sfruttamento. Sensibilità per tematiche di immigrazione, empowerment e riscatto sociale, innovazione e formazione. Attenzione alla dignità del lavoro, non solo al sud del mondo, ma in tutte le declinazioni del sistema Altromercato. Perché la sostenibilità non si realizza da soli, ma grazie a partnership e collaborazioni di valore.

QUELLO CHE VEDREMO NELLE PAGINE CHE SEGUONO È LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE NEI FATTI, ATTRAVERSO QUELLO CHE I NOSTRI PRODUTTORI CI HANNO RIPORTATO SUL TEMA. UNA SOSTENIBILITÀ SOCIALE «AGÌTA».


SOSTENIBILITÀ SOCIALE: AUTOVALUTAZIONE Come per la sezione dedicata alla sostenibilità ambientale, anche in questo caso, prima di iniziare a raccogliere i dati e le principali evidenze sulla sostenibilità sociale dei produttori, abbiamo voluto chiedere loro un’autovalutazione per capire quanto reputino socialmente sostenibile il loro modo di lavorare.

Potete sostenere che la vostra organizzazione lavori in modo “socialmente sostenibile”? Quanto da 1 a 5?


SOSTENIBILITÀ SOCIALE: AUTOVALUTAZIONE Il livello di sostenibilità sociale della vostra organizzazione, da 1 a 5

La saturazione del colore indica la media dell'autovalutazione delle organizzazioni nel paese

Il voto minimo è 3 e il punteggio medio è di 4,32. L’autovalutazione ci sembra nella maggior parte dei casi coerente con le risposte alle domande successive relative alla sostenibilità sociali.


SOSTENIBILITÀ SOCIALE: AUTOVALUTAZIONE

COMMENTI SULL’AUTOVALUTAZIONE La maggior parte delle organizzazioni che hanno dichiarato l’autovalutazione più bassa (comunque un buon «3») sul fronte della sostenibilità sociale sono realtà che lavorano prevalentemente nell’ambito delle produzioni ambientalmente sostenibili e biologiche. Probabilmente la loro mission e la consapevolezza di essere molto forti sul fronte ambientale li hanno portati ad un’autovalutazione più bassa per quel che riguarda la sostenibilità sociale.


LE AREE DELLA SOSTENIBILITÀ SOCIALE

Abbiamo esplorato alcune aree che ci riconducono a un quadro abbastanza completo sulle azioni che i nostri produttori intraprendono sulla sostenibilità sociale. 1 Parità di genere ed empowerment femminile 2 Fasce deboli della popolazione 3 Partecipazione e tutela dei diritti 4 Controlli sulla sicurezza nel luogo di lavoro 5 Formazione 6 Tutela della salute 7 Infanzia e giovani


1. PARITÀ DI GENERE ED EMPOWERMENT FEMMINILE Nella vostra organizzazione sono presenti politiche di empowerment femminile/garanzia di parità di genere? Se sì, quali?

La risposta è SI per l’82% delle organizzazioni; per il 96% e 94% rispettivamente in America Latina e Asia; 67% in Africa; il 30% in Italia. Sale al 93% (100% in America Latina) nelle realtà con più di 20 persone


1. PARITÀ DI GENERE ED EMPOWERMENT FEMMINILE Politiche di empowerment femminile e garanzia di parità di genere

Dal campo aperto «Altro» riportiamo: •

MANDUVIRA, in Paraguay, ci segnala la Gender Policy attivata nel 2020, e anche la presenza, presso la loro organizzazione, di un comitato di genere, composto da membri che si dedicano alla formazione sui diritti delle donne, violenza di genere e laboratori di sensibilizzazione.

• FEPP CAMARI, in Ecuador, ci descrive il tema della parità di genere e dell’empowerment femminile come «parte della pianificazione strategica istituzionale».

«Uguaglianza di retribuzione» è una risposta scelta dall’80% delle organizzazioni (dal 94% in Asia), seguita da «Ruoli di responsabilità alle donne», scelta dal 58% delle organizzazioni (81% in Asia).

MAJOMUT, in Messico, ci racconta di gruppi collettivi di donne impegnate nella produzione per la sicurezza alimentare.

FEDECOCAGUA, in Guatemala, indica l’accesso alla sicurezza sociale per i dipendenti, che include 82 giorni per la maternità delle donne che lavorano nell’organizzazione.


2. FASCE DEBOLI DELLA POPOLAZIONE La vostra organizzazione dà lavoro a fasce deboli della popolazione? Potete indicarci quali?

La risposta più frequente (65%) è «Donne in difficoltà», indicata dal 100% delle organizzazioni in Africa e da oltre il 70% in America Latina e Asia. In Italia la risposte più frequente (71%) è «Immigrati».

Il 67% delle organizzazioni ha risposto Sì (in Asia l’82%).

Nel campo «Altro» vengono indicati anche «Persone con problematiche di dipendenze» (Banda Biscotti, Italia), «Donne indigene» (CCAP, Filippine), «Persone con difficoltà economiche» (Coop. Rinascita, Italia) e «Piccoli produttori, che se non avessero il caffè emigrerebbero negli Stati Uniti a causa della povertà» (Fedecocagua, Guatemala).


3. PARTECIPAZIONE E TUTELA DEI DIRITTI I lavoratori della vostra organizzazione si avvalgono di un sindacato/associazioni per la tutela dei loro diritti?

I lavoratori/soci della vostra organizzazione sono coinvolti nel processo decisionale per questioni che li riguardano direttamente?

Ha risposto SI il 43%, che diventa il 57% se consideriamo le realtà con più di 20 persone nello staff.

Il 95% delle organizzazioni coinvolge i lavoratori nel processo decisionale, il 100% fino a 20 persone nello staff.


4. CONTROLLI SULLA SICUREZZA NEL LUOGO DI LAVORO

Prevedete controlli sulla sicurezza nel luogo di lavoro?

SI per il 95% delle organizzazioni che hanno risposto, per il 100% delle realtà con più di 20 persone nello staff.


5. FORMAZIONE La vostra organizzazione prevede/offre attività di formazione professionale per i lavoratori?

Offrite altre occasioni di formazione/empowerment dedicate ai lavoratori o alla comunità?

SI per l’87% delle organizzazioni, per il 100% in Asia. Tra chi ha più di 20 dipendenti, la percentuale sale al 93%, in Italia al 100%.

SI per il 70% delle organizzazioni, per l’88% in Asia e l’83% in Africa.


5. FORMAZIONE

LE ORGANIZZAZIONI DI COMMERCIO EQUO E SOLIDALE OLTRE LA «CLASSICA» FORMAZIONE PROFESSIONALE. ALCUNI ESEMPI:

Formazione alla raccolta dei frutti di bosco nel rispetto della tutela ambientale e della conservazione della biodiversità.

UPPM, BOSNIA&ERZEGOVINA

Formiamo le persone sui principi del Commercio Equo e Solidale che includono l’empowerment, in particolare per le donne.

FAIR TRADE LEBANON, LIBANO

La nostra organizzazione dedicata allo sviluppo, SSA, si concentra sull’implementazione di diversi programmi e attività per consentire ai piccoli produttori, ai giovani e alle donne di sviluppare le proprie abilità e capacità e di accedere ai mercati.

“ ”

Formazione relativa alla previdenza sociale; costi e prezzi equi; salute e benessere. CCAP, FILIPPINE

SASHA, INDIA

Empowerment organizzativo, di genere e sociale.

SOPPEXCCA, NICARAGUA


6. TUTELA DELLA SALUTE Ci sono nella vostra organizzazione progetti dedicati alla salute? Se sì, quali?

Il 77% delle organizzazioni ha progetti dedicati alla salute, il 100% in Africa e Asia; tra le realtà con più di 20 persone nello staff la percentuale sale al 93%.


7. INFANZIA E GIOVANI Ci sono nella vostra organizzazione progetti dedicati all’infanzia e ai giovani? Se sì quali?

Il 56% delle organizzazioni ha risposto di avere progetti dedicati all’infanzia e ai giovani (in Asia il 71%).

I progetti più indicati sono quelli relativi alla formazione professionale (69%).


OSTACOLI ALLA SOSTENIBILITÀ SOCIALE Il percorso verso la sostenibilità può rivelarsi molto complesso. Abbiamo perciò chiesto ai nostri partner produttori quali fossero i principali ostacoli alla sostenibilità sociale legati al proprio lavoro.

Quali sono i principali ostacoli alla sostenibilità sociale legati al vostro lavoro?

“Poco supporto delle istituzioni” è l’ostacolo più importante, indicato dal 74% delle organizzazioni che hanno risposto: 88% in America Latina, 83% in Africa, 47% in Asia e il 40% in Italia. Al secondo posto risultano le “Difficoltà economiche”, indicato dal 61% delle organizzazioni, dal 77% in America Latina.


OSTACOLI ALLA SOSTENIBILITÀ SOCIALE IL CASO DI PARC IN PALESTINA Il nostro partner produttore PARC, in Palestina, ha voluto aggiungere una risposta al campo «Altro» sugli ostacoli legati alla sostenibilità sociale, che possiamo leggere come una sintesi delle problematiche che devono affrontare in generale sulla sostenibilità (e non solo) per il fatto di lavorare all’interno dei Territori Occupati Palestinesi.

Le violazioni dell’occupazione israeliana nei confronti del settore agricolo palestinese attraverso la confisca delle terre, il controllo delle nostre risorse idriche e i posti di blocco tra i diversi governatorati nel nostro paese.

In chiusura del questionario ci lasciano un’ulteriore nota che fa emergere ancora più forte le loro difficoltà:

Le occupazioni israeliane sono sempre contro la reale sostenibilità.

Questa dichiarazione ci fa capire quanto la situazione vissuta da PARC e in generale dai produttori che lavorano nei territori occupati sia complessa e vada oltre le difficoltà e gli ostacoli comuni agli altri nostri partner. Ma è anche in territori come questi e in simili condizioni di instabilità che possiamo constatare la forza del Commercio Equo e Solidale nel sostenere le comunità locali e nel tradurre nuove opportunità di lavoro in impatto concreto e positivo e sostenibile per le persone e per l’ambiente.


L’IMPATTO: IL MONITORAGGIO DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE E DI VITA In che modo monitorate il miglioramento delle condizioni economiche e di vita?

Il “confronto con il reddito medio” è il sistema di riferimento indicato dal 77% delle organizzazioni, seguito dal questionario annuale (41%), mentre il Living wage di WFTO risulta utilizzato dal 26% delle realtà (45% tra quelle con più di 20 dipendenti nello staff).


L’IMPATTO SULLE COMUNITÀ E SUL TERRITORIO Qual è l’impatto del vostro lavoro sulla comunità e sul vostro territorio? (raccontateci esempi di benefici concreti derivanti dalla vostra attività)

In questa parte del questionario abbiamo chiesto una sintesi dei benefici concreti del lavoro dei nostri partner produttori sulla comunità e sul territorio in cui operano, per rappresentare e dare risalto all’impatto sociale generato. Abbiamo sintetizzato di seguito alcuni significativi temi che ricorrono nei racconti dei nostri produttori per descrivere l’impatto sociale.


L’IMPATTO SULLE COMUNITÀ E SUL TERRITORIO

In tanti ci segnalano che il principale impatto «sociale» sul territorio e sulle comunità è quello legato al tema del LAVORO e FONTI DI REDDITO SICURE:

CREARE OPPORTUNITÀ DI LAVORO permette di

• offrire un lavoro sicuro e generare fonti di reddito • migliorare le condizioni di vita dei produttori • ridurre la povertà

Un circolo virtuoso, che fa parte di quella dimensione trasversale della sostenibilità che definiamo «Prosperity» (e che vedremo nel dettaglio più avanti).


L’IMPATTO SULLE COMUNITÀ E SUL TERRITORIO Segnaliamo anche altri interessanti temi che ricorrono quando si parla di impatto su territorio e comunità, indicando tra parentesi alcune delle organizzazioni da cui sono stati segnalati:

RIDUZIONE DELLA MIGRAZIONE / SPOPOLAMENTO RURALE (Coop. Rinascita, Italia - UPPm, Bosnia - Fair Trade Lebanon, Libano - Cecocafen, Nicaragua) FORMAZIONE PROFESSIONALE /SUPPORTO E MIGLIORAMENTO PRATICHE AGRICOLE (Green Net, Thailandia - Biofoods, Sri Lanka) SOSTEGNO EDUCATIVO PER INFANZIA E PROGRAMMI PER GIOVANI (Gebana, Togo - Fundacion Chankuap, Ecuador - Soppexcca, Nicaragua - CAS Valle Del Cunas, Perù) SOSTEGNO IGIENICO E SANITARIO (Sao Francisco, Guinea Bissau - Gebana Togo - Coopervitae, Brasile - Tea Promoters, India - Fundacion Chankuap, Ecuador - Cooperativa Manduvira, Paraguay) PARITÀ DI GENERE E LEADERSHIP PER LE DONNE (CORR - The Jute Works - Bangladesh - Sasha, India - Coopérative Agricole Taliouine, Marocco - Cosecha Partners, Nicaragua)


L’IMPATTO SULLE COMUNITÀ E SUL TERRITORIO

INFRASTRUTTURE (Fepp Camari, Ecuador - Manduvira, Paraguay) INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO PERSONE CON PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA (Banda Biscotti, Italia) RICONCILIAZIONE DOPO CONFLITTI (Cooperativa Insieme, Bosnia e Herzegovina) TUTELA AMBIENTALE / SENSIBILIZZAZIONE AMBIENTALE Anche se si parla di «impatto sociale» questo tema rimane molto sentito. (Manduvira, Paraguay - The Mauritius Sugar Syndicate, Mauritius - Meru Herbs, Kenya - Cooperativa Cabana, Perù)


L’IMPATTO SULLE COMUNITÀ E SUL TERRITORIO

Le persone che vivono in villaggi isolati hanno il potenziale per la sostenibilità economica, impatto sulla riduzione dello spopolamento rurale, protezione ambientale e altro.

Miglioramento della qualità della vita eliminando l’incertezza sulla produzione della comunità, stabilità nella pianificazione annuale delle vendite, miglioramento dello sviluppo familiare con strutture educative.

UPPM, BOSNIA&ERZEGOVINA

La cooperativa gioca un ruolo molto importante nel sostenere i suoi membri così come gli abitanti della zona, ad esempio attraverso empowerment delle donne, alfabetizzazione delle donne produttrici del villaggio...

COOPÉRATIVE AGRICOLE TALIOUINE, MAROCCO

FRUANDES, COLOMBIA

Miglioramento delle condizioni di vita attraverso il reddito ottenuto dalla commercializzazione, miglioramento delle infrastrutture, aumento della produzione.

FEPP CAMARI, ECUADOR


L’IMPATTO SULLE COMUNITÀ E SUL TERRITORIO

Promozione di prodotti di alta qualità e diffusione di questa idea tra le persone, riconciliazione dopo la guerra.

COOPERATIVA INSIEME, BOSNIA E HERZEGOVINA

Nell’ambito del progetto Semáforo de Eliminación de la Pobreza sono state svolte varie attività per migliorare gli indicatori quali reddito e occupazione, salute e ambiente, alloggi e infrastrutture, istruzione e cultura, organizzazione e partecipazione, e interiorità e motivazione. MANDUVIRA, PARAGUAY

L’azienda impiega personale locale e ciò consente loro di sostenere le famiglie: cibo, salute, istruzione per i bambini... Offriamo un mercato del cacao e paghiamo i premi agli agricoltori. Condividiamo anche i benefit delle nostre vendite dirette con gli agricoltori; forniamo formazione e supporto tecnico per la produzione sostenibile di cacao.

GEBANA, TOGO

“ ”

Aumento del reddito, riduzione della povertà, emancipazione delle donne e dei giovani.

COSECHA PARTNERS, NICARAGUA


L’IMPATTO SULLE COMUNITÀ E SUL TERRITORIO

UN ESEMPIO MOLTO CONCRETO, UN IMPATTO MOLTO FORTE SULLE DONNE RACCOGLITRICI DI TÈ IN INDIA E SULLA COMUNITÀ La nostra core vision resta sempre quella di responsabilizzare e sviluppare la nostra crescente comunità di raccoglitori di tè in tutti i nostri giardini del tè attraverso attività e progetti mirati. Questi alcuni esempi di progetti che abbiamo intrapreso:

1. Le mestruazioni sono sempre state un tabù sociale e culturale in India. Le nostre raccoglitrici di tè hanno pochissimo o nessun accesso ai prodotti per l’igiene femminile. Nella maggior parte dei casi, vecchi stracci e pezzi di stoffa vengono utilizzati come assorbenti che portano a infezioni e malattie se non lavati e conservati in modo igienico. Abbiamo collaborato con un’organizzazione specializzata che si occupa di produrre assorbenti di stoffa riutilizzabili e che tiene anche workshop in molte regioni rurali in India per generare una maggiore consapevolezza intorno a questo tema. Il nostro impegno era creare consapevolezza tra gli uomini e le donne locali sulle mestruazioni e promuovere anche l’uso di assorbenti igienici sicuri, economici e riutilizzabili.

2. La scarsità d’acqua, le strutture igienico-sanitarie non sicure e il dover utilizzare spazi aperti per i propri bisogni, fanno aumentare il rischio di contrarre malattie e sono preoccupazioni evidenti per le lavoratrici del tè. Tenendo presente questo, ci siamo proposti di trovare soluzioni per risolvere il problema di servizi igienico-sanitari non sicuri e di gestione efficace dei rifiuti sanitari nelle nostre piantagioni di tè, fornendo l’accesso a strutture igienico-sanitarie pulite e ben tenute. Abbiamo avviato un progetto pilota in una delle nostre piantagioni di tè in Assam chiamata Chardwar, dove abbiamo costruito e installato una toilette modulare prefabbricata interamente in acciaio inossidabile con un serbatoio di bio-digestore sotterraneo. Il progetto funziona con successo ormai da un anno e il nostro obiettivo nei prossimi mesi è installare più servizi igienici di questo tipo nelle nostre piantagioni di tè. TEA PROMOTERS, INDIA


LA FORZA DELLE COOPERATIVE

In chiusura della sezione dedicata alla sostenibilità sociale troviamo, tra i commenti liberi, alcune riflessioni accomunate da un unico filo logico, che è quello relativo al concetto di Cooperativa, raccontato dai nostri produttori come strettamente legato alla sostenibilità sociale. Questo mostra come l’organizzarsi in cooperative è ritenuto di vitale importanza per molti piccoli produttori. Tutti i produttori con cui collaboriamo sono infatti tutelati nel loro lavoro, ma grande forza dei lavoratori nelle organizzazioni è quello dell’essersi spesso riuniti in cooperative, con progetti comuni, per essere così più forti nella tutela dei loro diritti e nell’accesso al mercato e per non dover più sottostare agli intermediari.


LA FORZA DELLE COOPERATIVE

La stessa Società Cooperativa è un fattore di sostenibilità sociale: in essa le famiglie trovano forme e opportunità di lavoro che contribuiscono alla loro stabilità economica produttiva, pertanto la loro sostenibilità sociale è un effetto immediato dell’organizzazione.

CECOCAFEN, NICARAGUA

La sostenibilità sociale è importante perché i nostri soci sono la spina dorsale della cooperativa. NORANDINO, PERÙ

È la chiave per qualsiasi organizzazione, soprattutto nelle cooperative. APICOOP, CILE


LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE

Riteniamo che la sostenibilità sociale sia una delle basi più importanti per lo sviluppo delle economie locali. COPROPAP, ECUADOR


5. LE CARTE DEI CRITERI E LE CERTIFICAZIONI


CARTE DEI CRITERI E CERTIFICAZIONI AMBIENTALI La vostra organizzazione possiede una carta dei criteri/delle regole organizzative dedicate alla sostenibilità ambientale?

La vostra organizzazione possiede delle certificazioni ambientali o di qualità?

Carta dei criteri e certificazioni ambientali sono presenti rispettivamente nel 70% e nel 59% delle organizzazioni. Sono più frequenti nelle realtà più grandi: presenti nell’86% e nel 72% delle organizzazioni con più di 20 persone nello staff.


CARTE DEI CRITERI E CERTIFICAZIONI SOCIALI La vostra organizzazione possiede una carta dei criteri/delle regole organizzative dedicate alla sostenibilità sociale?

La vostra organizzazione possiede delle certificazioni sociali?

Il 64% delle organizzazioni (il 79% di quelle che hanno più di 20 dipendenti) hanno risposto di avere una carta dei criteri o regole organizzative dedicate alla sostenibilità sociale.

Il 56% (il 76% di quelle con più di 20 dipendenti) possiede certificazioni sociali.


CARTE DEI CRITERI E CERTIFICAZIONI

Nel complesso, le organizzazioni hanno indicato alcune tra le certificazioni da loro raggiunte. Tra tutte, diversi hanno menzionato la loro appartenenza a WFTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale. Essere membri di questa organizzazione garantisce la conformità del produttore con precisi standard etici sia a livello ambientale, che sociale ed economico per quanto riguarda l’aspetto strutturale e organizzativo. Emerge anche la certificazione FLO per i prodotti di Commercio Equo e Solidale. Ricorrenti sono le certificazioni per la produzione biologica e la coltivazione sostenibile. Compaiono, inoltre, i riconoscimenti per la tutela della biodiversità e la protezione ambientale. Alcune organizzazioni sono anche in possesso di certificazioni specifiche sulla sicurezza alimentare e sulla qualità dei prodotti. Tra le certificazioni tipicamente ambientali viene citata la carbon neutral, che dimostra l’impegno di un’organizzazione per la riduzione delle emissioni e la neutralizzazione dell’impatto attraverso il supporto di progetti a tutela dell’ambiente.


CARTE DEI CRITERI E CERTIFICAZIONI

A livello sociale, c’è chi si è mosso per ottenere certificazioni e chi, invece, non ha riconoscimenti specifici perché la mission stessa dell’organizzazione è già una garanzia di sostenibilità: è il caso, per esempio, di un’organizzazione in Italia che lavora con detenuti, persone che vivono percorsi di esecuzione penale, offrendo loro opportunità concrete per costruirsi un futuro alternativo e valorizzare le proprie capacità. In generale i produttori si dimostrano attenti a rispettare gli standard per i prodotti che sono destinati a mercati diversi da quello nazionale e che possono richiedere requisiti specifici. È interessante notare come alcune organizzazioni affianchino alle certificazioni riconosciute a livello internazionale anche standard a livello locale da parte di enti specifici del territorio, a seconda del paese di appartenenza.


6. LA SOSTENIBILITÀ E IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE


I PRINCIPI DEL COMMERCIO EQUO È anche grazie al Commercio Equo e Solidale che i nostri produttori possono percorrere la strada della sostenibilità. Sono stati individuati alcuni principi del fair trade, per capire insieme agli intervistati quali, secondo il loro parere, fossero maggiormente importanti nel fare la differenza rispetto al mercato tradizionale.

Date una valutazione del grado di importanza dei seguenti principi del fair trade, nel fare la differenza rispetto al mercato tradizionale. (da 1 a 5)


I PRINCIPI DEL COMMERCIO EQUO

La media dei «voti» da 1 a 5 attribuiti ai criteri del fair trade è superiore al 4. Nel grafico vediamo i criteri in ordine di importanza secondo le organizzazioni. Al primo posto: la relazione diretta e continuativa.


LE RELAZIONI DIRETTE E CONTINUATIVE

Anche per noi di Altromercato questo principio è davvero fondamentale, ci coinvolge direttamente e lo mettiamo in pratica tutti i giorni perché conosciamo personalmente i volti e le voci di chi produce i nostri prodotti. Con i nostri partner produttori abbiamo una relazione diretta, li conosciamo, li sentiamo, li vediamo, andiamo a trovarli (quando si poteva e quando si potrà di nuovo). Riportiamo anche qualche evidenza su questo aspetto:

MESSAGGI CHAT > 50.000 in un anno EMAIL SCAMBIATE > 45.000 in un anno CONTATTI CON LO STAFF DI ALTROMERCATO > 315 al giorno INCONTRI > 50* VIAGGI > 25*

*(rif. anno 18-19)


COME IL COMMERCIO EQUO SUPPORTA LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE In che modo il lavoro con il fair trade Altromercato vi agevola nell’implementazione di produzioni e pratiche ambientalmente sostenibili? Ai primi posti “Premio bio” e “Supporto e formazione”, indicato dal 45% e 43% delle organizzazioni (salgono entrambi al 54% per chi ha più di 20 persone nello staff). Le organizzazioni in Africa ritengono importanti “Supporto e formazione” (indicato dal 67%) e anche “Supporto conversione al bio” insieme al “premio bio” (entrambe le risposte indicate dal 50%). In Asia è stato indicato “Prefinanziamento e accesso al credito” (dal 53%), seguito da “Premio bio” e “Flessibilità ordini e accesso al credito” (47%). Segnaliamo alcune evidenze che sono emerse dal campo «Altro»: è stato indicato tre volte il concetto di «partnership e rapporti commerciali a lungo termine» come fattore ritenuto importante per l’implementazione di pratiche e produzioni ambientalmente sostenibili. Viene poi indicato anche il «pagamento di prezzi equi per i produttori» e il «supporto nel finanziamento di progetti» legati alla sostenibilità ambientale.


L’IMPATTO DEL LAVORO CON IL COMMERCIO EQUO In che modo il lavoro con il fair trade Altromercato ha impattato sulla vostra organizzazione?

Le risposte più scelte sono state “Migliori condizioni economiche e di vita dei lavoratori”, “Aumento del fatturato” e “Migliore qualità del prodotto”, indicate rispettivamente dal 59%, 57% e 49% delle 61 organizzazioni. Anche questi tre fattori hanno un’importanza diversa nelle differenti aree geografiche. In America Latina le risposte “Migliori condizioni economiche e di vita dei lavoratori” e “Migliore qualità del prodotto” sono state indicate dall’81% delle organizzazioni. In Africa la risposta “Aumento del fatturato” è stata scelta dall’83% delle organizzazioni.


Senza il Commercio Equo sarebbe impossibile sviluppare progetti e i nostri produttori avrebbero una vita più difficile. COOPERVITAE, BRASILE

Il Commercio Equo ci permette di dare sostenibilità alla nostra cooperativa NORANDINO, PERÙ


GLI SDGs DELL’ONU E LA SOSTENIBILITÀ «AGÌTA» Quando parliamo di sostenibilità non possiamo non far riferimento agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile sono «obiettivi comuni» e ciò significa che essi riguardano tutti i paesi e tutti gli individui: nessuno è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Il Commercio Equo e Solidale è un modello economico efficace per raggiungere molti di questi obiettivi, in particolare grazie al lavoro quotidiano delle nostre organizzazioni partner, che spesso operano in contesti geografici e territoriali fortemente impattati dagli effetti dei cambiamenti climatici e, in molti casi, in situazioni che presentano difficili condizioni economiche o sociali. Le scelte di un consumatore del Commercio Equo e Solidale hanno quindi effetti concreti per raggiungere gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che l’ONU e tutte le 193 nazioni del mondo si sono impegnate a perseguire entro il 2030. In base al racconto dei produttori sulla sostenibilità «agìta» visto fin qui possiamo evidenziare alcuni degli SDGs ai quali si contribuisce:

Obiettivo 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Obiettivo 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile


GLI SDGs DELL’ONU E LA SOSTENIBILITÀ «AGÌTA»

Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienicosanitarie


GLI SDGs DELL’ONU E LA SOSTENIBILITÀ «AGÌTA»

Obiettivo 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Obiettivo 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

Obiettivo 10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo


GLI SDGs DELL’ONU E LA SOSTENIBILITÀ «AGÌTA»

Obiettivo 13: Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico

Obiettivo 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di biodiversità

Obiettivo 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

Obiettivo 17: Rafforzare i mezzi di attuazione degli obiettivi e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile


GLI SDGs DELL’ONU E LA SOSTENIBILITÀ «AGÌTA» Rispondendo al questionario il nostro partner Meru Herbs in Kenya ci ha lasciato una dichiarazione in cui, con una buona sintesi e con grande concretezza, ci racconta il loro contributo al raggiungimento di diversi SDGs dell’ONU.

Meru Herbs crea in generale ricchezza e benessere per la comunità e anche cibo biologico, secondo il primo Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile (SDG 1 Sconfiggere la povertà) e il secondo obiettivo (SDG 2 Sconfiggere la fame); la maggior parte del personale sono donne diamo potere alle donne (SDG 5 sulla Parità di genere); incoraggiamo l’agricoltura biologica per preservare l’ambiente (SDG 13 sulla Lotta al cambiamento climatico); collaboriamo con i nostri partner del Commercio Equo e Solidale per produrre prodotti biologici e naturali che siano in linea con la sostenibilità ambientale (SDG 17, Partnership per gli Obiettivi) (…) MERU HERBS, KENYA


7. I TEMI DELLA SOSTENIBILITÀ


TRE PAROLE PER DESCRIVERE LA SOSTENIBILITÀ


I TEMI EMERSI

A partire dalle tre parole che le organizzazioni hanno utilizzato per descrivere il concetto di «sostenibilità» abbiamo voluto analizzare anche le altre domande aperte e più generali per far emergere alcuni macro temi, di particolare rilevanza, sulla visione della sostenibilità da parte dei produttori Altromercato. I temi individuati, che leggeremo nelle pagine che seguono, sono da considerare non frutto di un’analisi scientifica, ma principalmente di un’analisi qualitativa che può servire come ispirazione e suggestione. I macro temi emergono direttamente dalle parole di chi la sostenibilità cerca di metterla in pratica da sempre nel proprio lavoro quotidiano. I primi tre temi individuati vanno ad inserirsi all’interno di quelle che sono forse le tre dimensioni più classiche e conosciute della sostenibilità (che sfiorano gli ambiti ambientale, sociale ed economico), mentre nei temi successivi possiamo scorgere nuovi e interessanti spunti e punti di vista, ambiti che i nostri produttori ci hanno aiutato ad individuare e classificare grazie alle loro testimonianze.


I TEMI EMERSI IL VOLTO UMANO DELLA SOSTENIBILITÀ: NON C’È SOSTENIBILITÀ SENZA SOLIDARIETÀ IL RISPETTO PER LA TERRA E PER L’AMBIENTE LO SVILUPPO ECONOMICO: IL LAVORO, L’ACCESSO AL MERCATO, LA LOTTA ALLA POVERTÀ PER UNA SOSTENIBILITÀ PER TUTTI IL TEMPO DELLA SOSTENIBILITÀ: IL FUTURO PROTAGONISTA LA CONOSCENZA, LA FORMAZIONE E LA SENSIBILIZZAZIONE PER UN MONDO PIÙ SOSTENIBILE LA SOSTENIBILITÀ SI FA INSIEME: PARTNERSHIP, RETI, INTERCONNESSIONI TRA LE PERSONE L’EQUILIBRIO, L’ARMONIA E IL BILANCIAMENTO


IL VOLTO UMANO DELLA SOSTENIBILITÀ: NON C’È SOSTENIBILITÀ SENZA SOLIDARIETÀ

I nostri produttori con le loro parole - ma soprattutto con il loro agire e i dati che abbiamo visto fin qui - ci raccontano il lato umano della sostenibilità, fatta di diritti, di uguaglianza, di supporto per le donne, di sostegno per i giovani, di famiglie e comunità, di solidarietà verso chi è maggiormente in difficoltà. Nella descrizione in tre parole della sostenibilità emergono concetti come: “uguaglianza”, “persone”, “umana”,“vita dignitosa”, “giustizia sociale”, “solidarietà”, “rispetto”, “esseri umani”, “diritti”, “dignità”, “inclusione”. La solidarietà e il rispetto per le persone sono da sempre vivi e forti all’interno delle organizzazioni e la situazione legata alla Pandemia di Covid-19 li ha resi ancora più evidenti.


IL VOLTO UMANO DELLA SOSTENIBILITÀ: NON C’È SOSTENIBILITÀ SENZA SOLIDARIETÀ

Con la pandemia ci siamo resi conto che tutti abbiamo bisogno l’uno dell’altro, non ci hanno fatto sopravvivere le cose materiali, ma la solidarietà, la responsabilità e l’impegno, il pensare agli altri, al loro sviluppo e al benessere di tutti.

FEPP CAMARI, ECUADOR

Sostenibilità è una vita dignitosa per le nostre famiglie, prendersi cura del nostro ambiente, aiutare nello sviluppo della nostra comunità (…) Abbiamo dato il nostro contributo all’ospedale locale per combattere il Covid-19, abbiamo donato test ai dipendenti di istituzioni, come le case di cura, abbiamo distribuito kit contro il covid alla popolazione, abbiamo raccolto lettere di Natale da bambini bisognosi e distribuito doni e cesti di base… COOPERVITAE, BRASILE


IL RISPETTO PER LA TERRA E PER L’AMBIENTE

Fin qui, e soprattutto nella prima parte di questo dossier, abbiamo potuto vedere tanti dati ed evidenze che riguardano il tema della sostenibilità ambientale dei nostri produttori. Come è facile immaginare, si tratta di un tema molto forte e sentito anche nelle dichiarazioni spontanee che ci hanno lasciato nelle domande aperte e nella scelta delle parole usate per descrivere il concetto di sostenibilità. Sono infatti molto presenti le parole: “ecologia”, “ecosistema”, “natura”, “biologico”, “biodiversità”, “pianeta”, “Madre Terra”, “agroecologico”, “rispetto per l’ambiente”. Il tema dell’ambiente e della protezione della terra si lega fortemente a quello della lotta ai cambiamenti climatici, problematica molto viva e attuale e che i produttori si trovano ad affrontare in prima persona.


IL RISPETTO PER LA TERRA E PER L’AMBIENTE

Varrebbe la pena pensare di sostenere progetti sulla sostenibilità ambientale di piccole cooperative di produttori o supportare l’individuazione di possibili progetti e il loro finanziamento per realizzarli, dal momento che questo tipo di progetti aiuterebbero a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, a catturare il carbonio, a favorire la conservazione di falde acquifere o sorgenti.

COOPERATIVA DE PRODUCCIÓN TZELTAL - TZOTZIL, MESSICO

La sostenibilità in 3 parole? Dare una vita dignitosa alle nostre famiglie, prendersi cura del nostro ambiente, aiutare lo sviluppo della nostra comunità.

COOPERVITAE, BRASILE

La sostenibilità in 3 parole? Benessere, povertà con dignità, amore per la Madre Terra. UCIRI, MESSICO


LO SVILUPPO ECONOMICO: IL LAVORO, L’ACCESSO AL MERCATO, LA LOTTA ALLA POVERTÀ PER UNA SOSTENIBILITÀ PER TUTTI

La sostenibilità non è solo sociale e ambientale, ma c’è un terzo tassello fondamentale perché si possa parlare davvero di uno sviluppo sostenibile. Le organizzazioni intervistate infatti ci raccontano come la sostenibilità passi anche dallo sviluppo economico e di come, attraverso il supporto del Commercio Equo e Solidale, grazie a opportunità di lavoro e reddito generato si creino migliori condizioni di vita per i produttori e una riduzione di condizioni di povertà. Tra le parole usate per descrivere la sostenibilità troviamo: “progresso economico”, “economia”, “equilibrio economico”, “sviluppo equo”, “migliorare gli standard di vita”, “redditività”, “povertà con dignità”.


LO SVILUPPO ECONOMICO: IL LAVORO, L’ACCESSO AL MERCATO, LA LOTTA ALLA POVERTÀ PER UNA SOSTENIBILITÀ PER TUTTI

L’organizzazione è un punto di riferimento nel settore poiché si generano posti di lavoro permanenti, garantendo la stabilità economica delle famiglie e dei lavoratori per elevare il loro tenore di vita. D’altra parte, la nostra organizzazione stabilisce prezzi equi per i nostri produttori e anche per i produttori indipendenti che non sono organizzati. Costituisce inoltre un incentivo per la formazione di nuove organizzazioni di produttori.

COSECHA PARTNER, NICARAGUA

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COPROPAP, ECUADOR

Aumento del reddito, riduzione della povertà, emancipazione delle donne e dei giovani.

Il rapporto con il Commercio Equo aiuta le famiglie, soprattutto quelle che, per la loro condizione, non possono entrare o trovarsi nelle grandi catene.

FEPP CAMARI, ECUADOR

(…) Grazie ai nostri sforzi, le cooperative e gli agricoltori sono riusciti a sviluppare la qualità dei loro prodotti e Al-Reef è riuscita ad esportare migliaia di tonnellate dei loro prodotti ai nostri partner nei mercati internazionali del Commercio Equo e Solidale. Ciò ha contribuito a migliorare le condizioni economiche e sociali dei produttori.

AL REEF, PARC - PALESTINA


PROSPERITY Quanto abbiamo appena letto nelle risposte dei nostri partner produttori è molto di più della semplice «sostenibilità economica», descrive una dimensione trasversale alla sostenibilità sociale e ambientale, che risponde a quello che noi chiamiamo «PROSPERITY»

COSA VUOL DIRE PER ALTROMERCATO «PROSPERITY?»

Costruire un commercio che crea valore e lo distribuisce, generando un impatto positivo concreto per tutti gli attori della filiera, dal produttore al consumatore: non mero profitto, ma profitto che “torna indietro”, che porta benefici in senso circolare. Trasparenza nelle azioni commerciali a partire da un compenso equo riconosciuto ai produttori e un prezzo trasparente spiegato con chiarezza al cliente finale. Accesso al credito, prefinanziamento e fiducia reciproca in relazioni durature e continuative con i produttori del mondo.


IL TEMPO DELLA SOSTENIBILITÀ: IL FUTURO PROTAGONISTA

Sono tante le testimonianze dei nostri produttori che per raccontare la sostenibilità si affidano a concetti legati al tempo. Primo fra tutti, vediamo ricorrere il tema del futuro delle nuove generazioni e di quello che lasceremo ai nostri figli e a chi verrà dopo di noi. Ma il “futuro” è solo uno dei concetti del «tempo della sostenibilità». Nelle tre parole che ci hanno lasciato i partner produttori ricorrono termini come “durevole”, “lungo termine”, “continuità”, “tempo”, “resistente”, “persistente”, “permanenza,” “longevità”.


IL TEMPO DELLA SOSTENIBILITÀ: IL FUTURO PROTAGONISTA

Soddisfare le esigenze di oggi garantendo il futuro di domani.

DARJEELING ORGANIC TEA ESTATES, INDIA

Prima di fare le proprie scelte si pensi al futuro dei propri figli.

SAO FRANCISCO, GUINEA BISSAU


LA CONOSCENZA, LA FORMAZIONE E LA SENSIBILIZZAZIONE PER UN MONDO PIÙ SOSTENIBILE

Non c’è sostenibilità senza che si generi cultura della sostenibilità, senza conoscenza e consapevolezza. Tutto questo si riesce a creare attraverso attività di formazione e sensibilizzazione ad essa dedicate. Abbiamo visto anche analizzando i dati presenti nel documento quanto la formazione assuma un ruolo rilevante per i nostri partner produttori e questo emerge in modo molto evidente dalle loro dichiarazioni rilasciate nelle diverse domande aperte del questionario e dalle parole usate per descrivere la sostenibilità, come “istruzione”, “formazione”, “miglioramento”, “conoscenza”, “empowering”, “educazione”, “consapevolezza”.


LA CONOSCENZA, LA FORMAZIONE E LA SENSIBILIZZAZIONE PER UN MONDO PIÙ SOSTENIBILE

Crediamo che il futuro implichi un migliore rapporto con la natura e quindi ogni giorno dobbiamo saperne di più, investire nella conoscenza e nella formazione per non abbandonare i nostri territori. (…) Vorremmo promuovere la cura delle aree forestali autoctone, attraverso la diffusione nelle nostre reti e formando i produttori a comprendere tutta la ricchezza della biodiversità in cui vivono e lavorano per il suo rafforzamento come custodi della foresta. COOPERATIVA COOPSOL, ARGENTINA

Promuoviamo pratiche di Commercio Equo tra le comunità locali e gli studenti. Andiamo nelle scuole e parliamo dei principi del Commercio Equo. PROKRITEE, BANGLADESH


LA CONOSCENZA, LA FORMAZIONE E LA SENSIBILIZZAZIONE PER UN MONDO PIÙ SOSTENIBILE

Incremento della consapevolezza e della sensibilità sui temi dell’agricoltura biologica, del cambiamento climatico e della sostenibilità grazie a una serie di eventi e attività di formazione dedicate alla Comunità (incontri in occasione dei Fridays4Future); creazione di reti di collaborazione con associazioni del territorio su tematiche come quella del recupero e riciclo di materiali di scarto.

PERLAGE, ITALIA

Diamo il nostro contributo alla cultura della sostenibilità attraverso iniziative come Seminare il Futuro giunta alla sua nona edizione. VALDIBELLA, ITALIA


LA SOSTENIBILITÀ SI FA INSIEME: PARTNERSHIP, RETI, INTERCONNESSIONI TRA LE PERSONE E LE ORGANIZZAZIONI

Un altro tema che emerge fortemente dalle dichiarazioni dei produttori è quello dell’importanza delle partnership, della collaborazione tra persone e organizzazioni, perché un modello davvero sostenibile raramente si realizza da soli, ma è necessario lavorare insieme, attraverso un vero e proprio «lavoro di squadra» (“squadra” è anche una delle tre parole utilizzate da Cooperativa de Producción Tzeltal – Tzotzil in Messico per descrivere la sostenibilità). Troviamo, inoltre, parole come “rete”, “mutualità”, “supporto”, “mutuo appoggio”. Il concetto di “partnership” ricorre spesso e in diverse dichiarazioni viene collegato alla cooperazione e collaborazione con Altromercato, che ha permesso ai nostri partner di realizzare progetti di sostenibilità. Solo insieme si costruisce infatti un’economia d’impatto, un agire che crea valore e sensibilità a livello ambientale, sociale ed economico.


LA SOSTENIBILITÀ SI FA INSIEME: PARTNERSHIP, RETI, INTERCONNESSIONI TRA LE PERSONE E LE ORGANIZZAZIONI

Apprezziamo la partnership a lungo termine con voi. C’è un detto: se volete andare lontano, fatelo insieme agli altri.

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THE MAURITIUS SUGAR SYNDICATE (MSS), MAURITIUS

Abbiamo bisogno del sostegno di più partner per contribuire a migliorare la vita delle persone, ad esempio creando posti di lavoro, beni e servizi dignitosi che aiutino a soddisfare i bisogni di base e catene del valore più inclusive; effettuare investimenti sociali strategici e promuovere politiche pubbliche a sostegno della sostenibilità sociale. SASHA, INDIA

Siamo molto grati ad Altromercato, per essere nostro partner e per averci permesso di pagare un giusto prezzo ai produttori e sviluppare progetti di sostenibilità.

COOPERVITAE, BRASILE


L’EQUILIBRIO, L’ARMONIA E IL BILANCIAMENTO

Il concetto di «equilibrio» ricorre spesso, soprattutto quando si chiede di spiegare in tre parole la sostenibilità. Oltre alla parola “equilibrio” sentiamo parlare anche di “armonia” e “bilanciamento”. In generale possiamo notare che la sostenibilità non è quasi mai raccontata (né tantomeno agìta) dai nostri produttori considerando un’unica sua dimensione, ma viene rappresentata mettendone in luce vari aspetti che concorrono alla sua realizzazione. Questi aspetti devono trovare un equilibrio e un bilanciamento per coesistere e rendere un sistema veramente sostenibile.


L’EQUILIBRIO, L’ARMONIA E IL BILANCIAMENTO

Dobbiamo riconoscere che la sostenibilità richiede un nuovo equilibrio che si allontani da guadagni economici limitati a breve termine andando invece verso l’interdipendenza tra resilienza economica, sociale e ambientale. SASHA, INDIA

Diffusione dell’agricoltura biologica e biodinamica nella regione, migliore armonia tra le società e pace comune, sicurezza finanziaria…» «I quattro pilastri della nostra strategia di sostenibilità sono “Ambiente - suolo, acqua, energia, piante, animali e aria”, “Vita economica”, “Vita sociale” e “Vita culturale”. Con obiettivi e azioni precisi all’interno dei nostri valori fondamentali, lavoriamo continuamente per bilanciare gli aspetti economici, ecologici e sociali della nostra attività aziendale. DARJEELING ORGANIC TEA ESTATES, INDIA


8. LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ


LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ In conclusione della nostra analisi, abbiamo deciso di prendere in considerazione il tema della pandemia di Covid-19, così attuale e così impattante nella vita di tutti i nostri produttori, anche in relazione alla sostenibilità.

Come la pandemia ha cambiato l’attenzione delle imprese e istituzioni verso il tema della sostenibilità (ambientale e sociale)? Come la pandemia ha cambiato l’attenzione delle persone verso il tema della sostenibilità (ambientale e sociale)?


LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ Come la pandemia ha cambiato l'attenzione delle imprese e istituzioni verso il tema della sostenibilità (ambientale e sociale)?

L'intensità del colore rappresenta la % di organizzazioni che credono in una maggiore attenzione da parte di imprese e istituzioni

Il 70% delle organizzazioni (83% in Africa, 76% in Asia e 73% in America Latina) pensa che ci sia maggiore attenzione da parte di imprese e istituzioni. In Italia è di questo parere il 60% delle organizzazioni.


LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ Come la pandemia ha cambiato l'attenzione delle persone verso il tema della sostenibilità (ambientale e sociale)?

L'intensità del colore rappresenta la % di organizzazioni che credono in una maggiore attenzione da parte delle persone

Il 75% delle organizzazioni (il 100% in Africa, 77% in America Latina, 71% in Asia) pensa che ci sia maggiore attenzione da parte delle persone. In Italia è di questo parere l’80% delle organizzazioni.


LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ

Come abbiamo potuto vedere dai dati precedenti, i nostri produttori hanno una visione in gran parte “ottimista” sull’impatto che la pandemia può avere circa l’attenzione ai temi della sostenibilità da parte di istituzioni, imprese e persone. I nostri partner hanno inoltre lasciato molti commenti sul tema, argomentando con interessanti riflessioni sulla correlazione tra il momento attuale (quello della pandemia di Covid-19) e il tema della sostenibilità. Nelle loro parole si evidenzia come ci sia una forte connessione con ciò che la pandemia ci sta “insegnando” e i vari aspetti della sostenibilità. In particolare, si evidenzia l’esigenza di mettere al primo posto i bisogni e il rispetto per l’individuo e allo stesso tempo anche per l’ambiente e la natura. L’interconnessione tra le persone diventa ancora più importante e si rende ancora più necessaria una maggiore solidarietà. Inoltre, la crisi sanitaria dovuta alla pandemia ha messo in luce anche una crisi ambientale, sociale ed economica e ha fatto emergere le debolezze del sistema. Per questo motivo si rende sempre più urgente e necessaria una maggiore spinta verso stili di vita sostenibili.


LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ

La pandemia di Covid-19 ci ha insegnato a essere rispettosi del tessuto ecologico della natura, a trattare ogni vita con dignità e ha dato ulteriore importanza alle questioni ambientali e al cibo sano.

Siamo una realtà che è riuscita a resistere a crisi come quella del 2020 e questo grazie alla cultura aziendale, al lavoro di squadra e al costante sviluppo di alternative per la crescita e l’innovazione.

DARJEELING ORGANIC TEA ESTATES, INDIA

COOPEAGRI, COSTA RICA

In questo periodo di pandemia, è necessario essere solidali, condividere, chi ha con chi non ha. Pensare agli altri e ai loro bisogni. Ridurre i consumi superflui, essere sensibili anche verso l’ambiente: la terra e tutti gli esseri viventi, tanto le piante come gli animali, soffrono e necessitano di cure, proprio come l’essere umano. FUNDACIÓN CHANKUAP, ECUADOR


LA PANDEMIA E LA SOSTENIBILITÀ

La pandemia ci ha fatto riflettere molto sull’importanza di prendersi cura del nostro ambiente, poiché abbiamo visto come alcuni aspetti ambientali si rigenerano in poco tempo con la riduzione delle attività che inquinano il pianeta. Il settore alimentare rurale organizzato è stato un supporto fondamentale per sostenere le grandi città. COPROPAP, ECUADOR

La pandemia ha messo in evidenza molte debolezze del nostro sistema; ora dobbiamo far emergere gli stili di vita sostenibili.

AGRINOVA, ITALIA

La conversione green sarebbe necessaria e risponde anche a una prevenzione delle pandemie ma è ancora distante dalla cultura di Stato e imprese. L’impatto dei trasporti è l’aspetto più drammatico di cui quest’anno si è iniziato a vedere l’insostenibilità massima con il blocco totale delle spedizioni. LAeQUA SRLS, ITALIA


9. CONCLUSIONI: DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLA FILIERA


DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLA FILIERA: CONSIGLI PER SCELTE SOSTENIBILI COSA CONSIGLIERESTI A UN CONSUMATORE ITALIANO PER ADOTTARE DELLE SCELTE QUOTIDIANE SOSTENIBILI?

Siamo arrivati fin qui e abbiamo fatto tante scoperte sui produttori Altromercato: abbiamo visto dati, numeri, evidenze e soprattutto letto i loro racconti e le loro testimonianze. Abbiamo ascoltato la loro voce su un tema così ampio, attuale e complesso come quello della sostenibilità. Quello che abbiamo potuto cogliere è la fotografia di un mondo, quello dei nostri produttori, che lavora ogni giorno per fare in modo che ogni prodotto che arriva a noi, negli scaffali delle nostre Botteghe o dei supermercati, fino alle nostre case, sia realizzato in maniera sostenibile. Sostenibile davvero per tutti, per l’ambiente e per le persone che lo realizzano e per quelle che lo scelgono. Per concludere questo racconto abbiamo voluto chiedere ai nostri produttori di lasciare dei consigli diretti ai consumatori italiani, affinché ogni scelta quotidiana possa essere fatta con consapevolezza. Lo abbiamo chiesto perché pensiamo sia giusto chiudere il cerchio e arrivare fino a chi sta al capo finale della nostra filiera, nonché per far parlare il principio con la fine, quindi chi con le mani e il cuore crea e chi con le mani e il cuore accoglie e sceglie i prodotti. Perché un mondo sostenibile si crea insieme.


DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLA FILIERA: CONSIGLI PER SCELTE SOSTENIBILI

Partecipa in modo attivo a un progetto etico di produzione improntato sulla sostenibilità umana, sociale e naturale attraverso l’acquisto consapevole. VALDIBELLA, ITALIA

Acquista prodotti sostenibili per creare un mondo più giusto per tutti. PROKRITEE, BANGLADESH

Il tuo denaro è importante quanto il tuo voto. Trova alternative sostenibili. La sostenibilità inizia a casa propria. Scegli il Commercio Equo e Solidale! SASHA, INDIA

Trova il modo di divertirti quando intraprendi una scelta sostenibile, anche se ci metti più tempo.

LAeQUA SRLS, ITALIA


DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLA FILIERA: CONSIGLI PER SCELTE SOSTENIBILI

Acquista la quantità giusta, necessaria ed etica nel rispetto di sé e degli altri; scopri cosa c’è dietro al prodotto in termini di filiera ed impatto ambientale e sociale. PERLAGE SRL, ITALIA

Un consumatore italiano scegliendo “prodotti sostenibili” non solo sostiene la conservazione dell’ambiente, ma sostiene anche i produttori e gli agricoltori locali che si impegnano per produrre un prodotto etico e rispettoso dell’ambiente. Dà coraggio e nobilita lo sforzo del produttore. MERU HERBS, KENYA

Oltre ad acquistare prodotti di buona qualità a un buon prezzo, dovresti cercare prodotti che abbiano una storia dietro la loro realizzazione. CAS, VALLE DEL CUNAS, PERÙ

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Scopri da dove proviene ogni prodotto e ricorda che ogni prodotto che acquisti ha un volto umano.

COOPEAGRI, COSTA RICA


DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLA FILIERA: CONSIGLI PER SCELTE SOSTENIBILI

Consuma responsabile e consapevole; scommetti sull’economia etica, sociale e solidale; scegli di consumare prodotti ecologici, equi e sostenibili, realizzati da piccoli produttori. MANDUVIRA, PARAGUAY

Analizza cosa c’è dietro un prodotto, informati e scoprilo. NATURALEZA, BOLIVIA

Prenditi sempre qualche minuto per scoprire l’origine dei prodotti ed essere un consumatore consapevole e promotore.

FRUANDES, COLOMBIA

La tua scelta sta creando impatti piccoli ma significativi lungo la filiera e sta rendendo il mondo un posto più sano in cui vivere. Scegli sempre biologico, equosolidale e sostenibile.

TEA PROMOTERS, INDIA


DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLA FILIERA: CONSIGLI PER SCELTE SOSTENIBILI

Considera il prodotto per i suoi “valori”: funzionali, culturali, ambientali, economici. I piccoli produttori sono, e siamo, capaci di produrre beni di qualità, salvaguardando e curando l’ambiente; rispettando e valorizzando l’essere umano e dando opportunità ai più piccoli, ai marginalizzati, che sono i più numerosi al mondo. Scegli di sostenerli, solo in questo modo si può ottenere il cambiamento e costruire un mondo più giusto ed equo, per tutti.

FUNDACIÓN CHANKUAP, ECUADOR


CREDITS Dossier “I produttori Altromercato per una sostenibilità «agìta»” a cura di Altromercato Impresa Sociale - Soc. Coop. Coordinamento editoriale: Francesca Serra e Ilaria Favè Progettazione e implementazione survey: Francesca Serra, Giulia Sitton, Ilaria Favè, Valeria Calamaro Analisi, elaborazione dati e progettazione grafici: Ilaria Favè Contributi editoriali: Cinzia Capuzzo, Ilaria Favè, Maria Pozzato, Francesca Serra Art Direction e progetto grafico: Simona Placci, Barbara Thermes Traduzioni: Maria Pozzato, Lia Cecchelli, Miriam Farinella Brand Strategy Manager: Elisa Costa Sustainability Manager: Valeria Calamaro Ufficio Stampa: Cinzia Capuzzo, Francesca Serra RINGRAZIAMENTI Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Simone Rocchi, Luca Palagi, Damiano Cosaro, Carlotta Turolla, Claudio Brigadoi, Federica Marostica, Francesca Taviani, Miriam Farinella, Marta Fracasso, Paolo Gentilucci, Erica Negro e Greta Simoni.

Un ringraziamento speciale va a tutti i nostri partner produttori per il loro contributo e per le preziose testimonianze ricevute.


GRAZIE Altromercato © Copyright All rights reserved Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente documento, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da Altromercato Impresa Sociale Soc. Coop. (Legge 633/1941 sul diritto d’autore)

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