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L’IMPATTO DEL COVID-19 SUI PRODUTTORI ALTROMERCATO DOSSIER A CURA DI ALTROMERCATO


INDICE

• INTRODUZIONE • IL CAMPIONE • L’IMPATTO DEL COVID-19 • AZIONI E AIUTI • PRODUZIONE E FATTURATO • RIPARTENZA • RIFLESSIONI SUL FUTURO • IL MODELLO DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE


INTRODUZIONE


PERCHÉ QUESTO QUESTIONARIO

Nel mese di marzo 2020 l’Italia veniva violentemente colpita dall’epidemia di Covid-19. Le immagini e i racconti del nostro vissuto rimbalzavano in tutto il mondo destando preoccupazione e senso di impotenza davanti ad una nuova catastrofe dall’entità pressoché sconosciuta. È stato in quel difficile momento che ancora una volta i produttori partner con cui quotidianamente lavoriamo ci hanno dimostrato di «essere vicini nonostante la distanza» e nonostante alcune organizzazioni vivessero e vivano tutt’ora situazioni quotidiane di estrema tensione sociale ed economica. I messaggi di solidarietà si sono susseguiti per diverso tempo ed è stato molto difficile sceglierne qualcuno da portare come esempio. Anzi cogliamo l’occasione di questo documento per ringraziare tutti i nostri amici produttori per il loro sostegno.


PERCHÉ QUESTO QUESTIONARIO

Queremos que sepan que los tenemos todos los días en nuestros pensamientos y desde esta tambien infectada tierra, los enviamos energía y fortaleza para sobrellevar esta pandemia.  Un fuerte abrazo para todos. JUAN EDUARDO HENRÍQUEZ, APICOOP, CILE


PERCHÉ QUESTO QUESTIONARIO

On behalf of our organization, I pray for the fast recovery of the world from all of the calamities and diseases we are experiencing right now. Please keep yourself safe and secure and let us always start our day with a bigger smile and hope! IRISH DIANE C. MORCELOS, CCAP, FILIPPINE


PERCHÉ QUESTO QUESTIONARIO

Dear Italian Friends We in Al Reef, PARC and all Palestine STAND WITH ITALY against Corona Virus. BE STRONG ITALY

MOHAMMED HMIDAT, PARC-AL REEF, PALESTINA


PERCHÉ QUESTO QUESTIONARIO

I am producing this mask from my organic cotton project. Since you are my good old friend, I will donate this mask to you and all CTM colleagues. How many do you need?

VITOON PANYAKUL, GREEN NET, THAILANDIA


PERCHÉ QUESTO QUESTIONARIO

Come tutti sappiamo purtroppo il Coronavirus in poche settimane ha proseguito la sua corsa diffondendosi in tutto il mondo e ciascun Paese ha iniziato a fare fronte alla pandemia come poteva, introducendo limitazioni al movimento delle merci e delle persone, instaurando lockdown parziali o totali, informando la popolazione sulla pericolosità del virus e diffondendo sistemi di protezione personale, curando come meglio poteva chi si ammalava. È stato proprio in quelle settimane che abbiamo deciso quanto fosse importante sapere come Organizzazione del Commercio Equo e Solidale che cosa stesse accadendo ai partner produttori, non solo per essere informati, ma anche per fare sentire la nostra solidarietà così come noi abbiamo sentito la loro e per poter agire e aiutare laddove fosse possibile. Il racconto del questionario è quindi la fotografia di quei mesi che purtroppo hanno visto il susseguirsi di momenti drammatici per tutti, in tutto il mondo e che si stanno ripetendo ancora oggi con l’arrivo della seconda ondata. Ma questo vuole essere nonostante tutto un racconto di speranza. Ce lo hanno insegnato proprio i nostri partner produttori: bisogna scegliere la speranza, la solidarietà e andare avanti nonostante la paura.


IL CAMPIONE Il questionario è stato volutamente inviato a tutte le organizzazioni con le quali Altromercato stava lavorando al momento dell’invio in modo tale da avere un campione rappresentativo. Tra le 124 organizzazioni coinvolte troviamo produttori di food (anche fresco, coinvolgendo i produttori di Ctm Agrofair), di cosmesi e di artigianato. Di queste 124 organizzazioni, 46 hanno risposto al questionario.


MAPPA DELLE ORGANIZZAZIONI COINVOLTE


LE ORGANIZZAZIONI COINVOLTE

Il grafico rappresenta le 46 organizzazioni in 22 Paesi che hanno risposto al questionario; un numero decisamente importante e rappresentativo. L’Italia è il Paese con il maggior numero di organizzazioni che hanno partecipato al questionario: hanno risposto 14 organizzazioni (il 30% del totale), che coinvolgono complessivamente circa 700 persone. Seguono l’India e il Nepal con 4 organizzazioni; il Bangladesh, il Messico, le Filippine, il Perù, l’Ecuador con 2 organizzazioni ciascuno e gli altri 15 Paesi rappresentati da una sola organizzazione.

Se dovessimo riflettere sulla posizione geografica delle organizzazioni si potrebbe affermare che sono ben rappresentate oltre all’Italia, l’America centrale e meridionale e i paesi asiatici. Se dovessimo ragionare invece in termini quantitativi, rispetto al numero di persone coinvolte nelle organizzazioni, l’Italia sarebbe senz’altro meno significativa.


LE PERSONE COINVOLTE

Per valutare meglio le risposte abbiamo deciso di considerare anche il «peso» di ciascuna organizzazione in base al numero di persone che ne fanno parte e che quindi rappresenta nelle risposte. Le persone coinvolte sono complessivamente 31.980 persone, con una media di 1410 per organizzazione, da un massimo di 7250 in Perù a un minimo di 12 in Marocco. La concentrazione maggiore di persone coinvolte (il 61% pari a 19.665) si trova in 3 Paesi: Perù - 2 organizz. - 7250 persone, (7000 in Norandino), Costa Rica - 1 organizzazione - 6300 persone e India - 4 organizzazioni - 6000 persone ( 5000 in CRC).


CHE PRODOTTI REALIZZANO?

Il 67% delle organizzazioni (31 su 46) producono e vendono ad Altromercato generi alimentari. Rispetto a questo dato bisogna anche specificare che Altromercato importa e vende per lo piĂš proprio prodotti alimentari di Commercio Equo e Solidale e quindi intrattiene rapporti per la maggior parte con organizzazioni che si occupano di food.


L’IMPATTO DEL COVID-19


L’IMPATTO DEL COVID 19

•R  iuscite a darci una descrizione sintetica su come l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha toccato la vostra regione? •S  cegli 3 parole per descrivere il periodo di emergenza Covid-19 che avete vissuto. • In che modo l’emergenza Covid-19 ha impattato sulla vostra organizzazione? Quali sono le difficoltà principali che avete riscontrato / che riscontrate ancora? • In che modo l’emergenza Covid-19 ha impattato sulle persone che lavorano nella vostra organizzazione?


L’IMPATTO DEL COVID-19

La prima domanda del questionario è una domanda aperta, necessaria per avere un quadro generale, sintetico, della situazione sanitaria ed emergenziale nei territori dove operano e vivono i nostri partner produttori. Si tratta di una domanda generica e di contesto, difficilmente analizzabile con dati numerici, ma utile per contestualizzare il resto delle domande del questionario e attingere informazioni significative a supporto dei dati che vedremo di seguito. Come è facilmente immaginabile, i nostri partner produttori ci raccontano che tutti i loro territori sono stati coinvolti nella gestione della pandemia. Nella maggior parte delle risposte leggiamo il riferimento ai lockdown (la parola più usata nelle loro risposte a questa domanda), quarantene, chiusure generalizzate e fermi della produzione. In diverse risposte troviamo i numeri puntuali delle vittime e degli infetti nei loro territori in quel periodo. Per altri produttori parte già da questa domanda il racconto del loro diretto vissuto, nelle loro organizzazioni e quale supporto e sostegno hanno fornito ai lavoratori, aspetti che verranno poi esplorati anche nelle domande successive.


L’IMPATTO DEL COVID-19


L’IMPATTO DEL COVID-19

Nelle città vivono molti immigrati da diverse regioni del Perù, e questi sono i più colpiti, non riescono a sfamare le proprie famiglie, ecco perché molti hanno deciso di tornare nei loro villaggi durante l’emergenza, camminando fino a 10 o 15 giorni, mettendo a rischio i loro figli più piccoli. Nei villaggi di origine possono trovare cibo grazie all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. Inoltre, per la disperazione di non sapere come nutrire la propria famiglia molte persone si sono messe a vendere come ambulanti per strada e questo ha generato un disordine totale, contravvenendo al protocollo dello stato di emergenza. INTERCRAFTS PERÙ SAC, PERÙ

Il Coronavirus ha un impatto negativo sulla salute sociale, economica, mentale delle persone. (…) Manushi non ha tagliato lo stipendio dei suoi produttori interni. Abbiamo garantito lo stipendio intero ai nostri produttori interni e distribuito anche pacchetti di aiuti ai gruppi di produttori più bisognosi.

MANUSHI, NEPAL

La pandemia ha fatto aumentare i costi delle forniture, delle materie prime, la quarantena rigida impedisce di realizzare in modo adeguato i processi e il lavoro. NATURALEZA, BOLIVIA


L’IMPATTO IN 3 PAROLE

In una fase iniziale del questionario abbiamo chiesto ai nostri partner produttori di scegliere 3 parole per descrivere il periodo di emergenza Covid-19 che hanno vissuto.


L’IMPATTO IN 3 PAROLE

Da un’analisi delle parole che ci sono state trasmesse dai nostri produttori, si evince che quelle maggiormente utilizzate si riferiscono all’ambito prettamente psicologico-sociale e solo in minor parte, seppur molto rilevante, all’ambito economico-lavorativo. Come possiamo vedere graficamente dalla «nuvola di valori» della pagina precedente, emergono di frequente parole come paura, lockdown, incertezza, ansia, preoccupazione, ma è molto significativo che nonostante il periodo così difficile diversi produttori abbiano deciso di non perdere la fiducia nel futuro scegliendo parole come solidarietà, andare avanti, speranza e opportunità.


L’IMPATTO IN 3 PAROLE NEGATIVE

La maggior parte delle parole scelte per descrivere il periodo sono negative e le piĂš utilizzate sono state paura e incertezza.


L’IMPATTO IN 3 PAROLE POSITIVE

Tra le parole positive emerse le più utilizzate sono state solidarietà e speranza e in seconda istanza adattamento, andare avanti, attenzione, opportunità e sfida.


IMPATTO SULL’ORGANIZZAZIONE

Successivamente abbiamo voluto analizzare più nello specifico qual è stato l’impatto sull’ORGANIZZAZIONE e le difficoltà principali legate all’emergenza Covid ponendo la seguente domanda: «In che modo l’emergenza Covid-19 ha impattato sulla vostra organizzazione? Quali sono le difficoltà principali che avete riscontrato / che riscontrate ancora?» La domanda è stata posta con risposte a scelta multipla individuate da noi e in chiusura un campo «altro» che prevedeva la possibilità di aggiungere commenti.


IMPATTO SULL’ORGANIZZAZIONE

Come possiamo vedere dal grafico, sono emerse difficoltà importanti come: 1. mancanza di forniture necessarie per portare avanti la produzione; 2. impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte dei lavoratori per lockdown; 3. chiusura degli stabilimenti a causa di lockdown produttivo; 4. diminuzione o mancanza di ordini (quest’ultima non era tra le ipotesi del questionario ed è stata indicata da molti nel campo altro e acquista ancora più importanza perché indicata volontariamente dagli intervistati).


IMPATTO SULL’ORGANIZZAZIONE

Abbiamo deciso di analizzare le stesse risposte tenendo conto del numero di persone coinvolte nelle organizzazioni, per valutare meglio l’impatto reale (moltiplicando quindi la risposta indicata tante volte quante sono le persone in ciascuna organizzazione).


IMPATTO SULL’ORGANIZZAZIONE

Le difficoltà riscontrate, in questo caso, assumono posizioni diverse rispetto al precedente grafico: • l’impossibilità da parte dei lavoratori di raggiungere il posto di lavoro a causa del lockdown è nettamente al primo posto; •d  a evidenziare anche la posizione di «costi dei protocolli di prevenzione e il problema basso capitale circolante», indicati nel campo altro da poche organizzazioni, con molte persone coinvolte. Questi dati acquistano maggior rilevanza perché impattano su un maggior numero di persone.


IMPATTO SULLE PERSONE

Oltre all’impatto sull’organizzazione, abbiamo chiesto quale fosse stato l’impatto sulle PERSONE e quali le difficoltà riscontrate con la domanda: «In che modo l’emergenza Covid-19 ha impattato sulle persone che lavorano nella vostra organizzazione?» La domanda è stata posta con risposte a scelta multipla individuate da noi e in chiusura un campo «altro» che prevedeva la possibilità di aggiungere commenti.


IMPATTO SULLE PERSONE

Per quanto riguarda l’impatto del Covid-19 sulle persone, sono emerse principalmente queste difficoltà:

1. difficoltà di gestione familiare (es. per chiusura scuole); 2. impossibilità di raggiungere il posto di lavoro per mancanza di mezzi di trasporto; 3. la mancanza di lavoro ed entrate a causa del calo o assenza di ordini (nel grafico della pagina precedente vengono accorpate sotto la voce “problemi lavorativi” diverse problematiche, che sono state sempre evidenziate dai nostri produttori nel campo “altro”). La mancanza di lavoro ed entrate a causa del calo o assenza di ordini, al terzo punto nella scaletta delle difficoltà e dell’impatto sulle persone, è un tema molto sentito soprattutto per quelle organizzazioni che non producono beni considerati di prima necessità. Nelle risposte dal campo libero altro emergono ulteriori difficoltà, ma anche considerazioni positive, da poche organizzazioni che coinvolgono però molte persone: - stress dovuto alla situazione e all’incertezza per il futuro, alla paura di ammalarsi; - adattarsi alle nuove modalità di lavoro, dai protocolli di prevenzione, alle riunioni da remoto; - riuscire a lavorare bene, anche in condizioni tanto diverse.


IMPATTO SULLE PERSONE

Anche in questo caso abbiamo analizzato i dati emersi tenendo presente il «peso» del numero delle persone rappresentate da ciascuna organizzazione, per valutare meglio l’impatto reale della situazione sulle persone stesse.


IMPATTO SULLE PERSONE

Questa volta, differentemente a ciò che succede nella rappresentazione precedente, l’ordine delle risposte nelle prime posizioni rimane invariata: impossibilità di raggiungere il posto di lavoro per mancanza di mezzi di trasporto resta al primo posto insieme alle difficoltà di gestione della famiglia. Gli ultimi spunti suggeriti nel campo altro, quali lo stress, l’impegno per adeguarsi alla situazione nuova e la buona riuscita, passano al terzo, quarto e quinto posto e diventano quindi più rilevanti.


AZIONI E AIUTI


AZIONI E AIUTI

•A  vete adottato o pensate di adottare delle azioni a sostegno dei vostri soci/di chi lavora con voi? •A  vete avuto aiuti “esterni” (es. Stato, ONG etc)? Se sì, da parte di chi? •A  vete aiutato le comunità della vostra zona? Se sì, chi?


AZIONI E AIUTI

In questa sezione del questionario abbiamo voluto esplorare il tema degli aiuti e del sostegno. Questo perché in una situazione di emergenza come questa è interessante capire qual è stato l’aiuto dato e ricevuto alle e dalle nostre organizzazioni di produttori. Abbiamo quindi analizzato il tema degli aiuti e delle azioni di sostegno in 3 direzioni : 1. INTERNO: Aiuti e sostegno da parte delle organizzazioni ai propri soci/lavoratori 2. ESTERNO: Aiuti e sostegno arrivati da realtà esterne (Stato, ONG etc.) 3. COMUNITÀ: Aiuti e sostegno verso le comunità della propria zona


AZIONI A SOSTEGNO DI SOCI/LAVORATORI

Altre azioni indicate dai partner, nel campo «Altro»: • Navetta per il tragitto casa-lavoro (Manushi, Profairtrade e Fedecocagua); • Test Covid-19 gratuiti (CCAP), supporto medico (Norandino); • Pacchi con contante, mascherine, sapone (Prokritee); • Chiusura anticipata rispetto al lockdown nazionale, per tutelare la sicurezza; • Create occasioni di reddito alternative con articoli destinati al mercato locale.


AZIONI A SOSTEGNO DI SOCI/LAVORATORI

1. AMBITO «INTERNO» La domanda, a risposta multipla, chiedeva quali tipi di aiuti e azioni fossero stati implementati a sostegno dei propri soci e lavoratori. Tutti i nostri partner produttori hanno implementato almeno una misura a sostegno dei propri soci/lavoratori. Le risposte più frequenti sono state: misure di prevenzione - uso di mascherine, guanti, etc (40), formazione sulle norme igienico sanitarie di prevenzione - es. distanziamento sociale, lavaggio mani (38) e smart working (32). 17 organizzazioni di produttori hanno risposto di aver sostenuto i propri soci e lavoratori attraverso misure di sostegno economico alle famiglie e riduzione dell’orario di lavoro, 14 hanno dato sostegno di tipo alimentare, 10 hanno attivato una copertura assicurativa per spese sanitarie.


AZIONI A SOSTEGNO DI SOCI/LAVORATORI

1. AMBITO ÂŤINTERNOÂť Oltre alle risposte chiuse, da noi fornite, i nostri partner produttori hanno compilato il campo altro con delle opzioni non previste in partenza nel questionario. Le organizzazioni Manushi (Nepal), Profairtrade (Filippine) e Fedecocagua (Guatemala) hanno fornito un servizio navetta per il tragitto casa-lavoro ai propri lavoratori; CCAP (Filippine) ha fornito Test Covid-19 gratuiti e Norandino (PerĂš) ha garantito supporto medico per i propri soci e lavoratori. Prokritee ha fornito pacchi con contante, mascherine, sapone. Inoltre, alcune organizzazioni hanno segnalato di aver introdotto la chiusura anticipata rispetto al lockdown nazionale, per tutelare la sicurezza, altre ancora hanno creato occasioni di reddito alternative con articoli destinati al mercato locale.


AIUTI DALL’«ESTERNO»

Nel campo altro sono stati indicati due organizzazioni di Commercio Equo e Solidale


AIUTI DALL’«ESTERNO»

2. AMBITO «ESTERNO» Solo 14 organizzazioni su 46 (30%) hanno dichiarato di aver ricevuto aiuti e sostegno dall’esterno. Per quel che riguarda la provenienza degli aiuti, sono stati forniti per la maggior parte da organizzazioni private (6), a seguire dallo Stato/Governo (4) e infine da ONG (3) e «altro» (3). Nel campo altro sono state indicate anche «Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale».


AIUTI ALLE COMUNITÀ VICINE


AIUTI ALLE COMUNITÀ VICINE

3. AMBITO «COMUNITÀ» Dalle risposta possiamo evidenziare un fortissimo sostegno alle comunità vicine: l’ 80% delle organizzazioni di produttori che ha risposto al questionario sostiene infatti di aver prestato aiuto alle comunità vicine. Per quanto riguarda i beneficiari, 34 hanno dato sostegno alle comunità dei propri produttori, 12 ad altre comunità.


AZIONI E AIUTI

Le nostre organizzazioni hanno dimostrato anche in questo caso un forte senso di solidarietà e supporto, non solo verso i propri produttori, ma anche nei confronti delle comunità di appartenenza dei produttori e di altre comunità. Dai dati di questo questionario evidenziamo che hanno dato sostegno, più che ricevuto sostegno. I PRODUTTORI NON SONO STATI LASCIATI SOLI DALLE ORGANIZZAZIONI DI APPARTENENZA. LE ORGANIZZAZIONI SI SONO ADOPERATE CON DIVERSI MEZZI PER DARE FORME DI SUPPORTO AI PROPRI LAVORATORI IN QUESTA SITUAZIONE DI EMERGENZA.


AZIONI E AIUTI

Come organizzazione, dal mese di marzo, abbiamo iniziato con la riattivazione e il rafforzamento del Comitato per la Sicurezza e l’Igiene sul lavoro, con il quale abbiamo iniziato a ripensare il piano di prevenzione contro Covid-19. Sono stati organizzati incontri sulla prevenzione sanitaria e adottate misure di prevenzione come sanificazione dei locali, utilizzo di mascherine, acquisto di kit igienici sia per i dipendenti che per tutti i nostri soci e implementato un sistema di monitoraggio. L’intensità del lavoro è diminuita perché abbiamo adottato un orario ridotto che consentisse una minore permanenza nei luoghi, nonché investimenti per riadattare gli spazi di lavoro. Attualmente le vittime ammontano a 20 persone tra dipendenti e produttori associati. UCA SOPPEXCCA ha fornito farmaci, assistenza medica e supporto nel trasporto e in alcuni casi provviste alimentari. (...) Abbiamo fornito provviste alimentari ai lavoratori stagionali dell’area del “beneficio seco” che stanno soffrendo per la mancanza di lavoro e la fame. UCA SOPPEXCCA R.L, Nicaragua


PRODUZIONE E FATTURATO


PRODUZIONE E FATTURATO • In che modo l’emergenza Covid-19 ha impattato sulle produzioni più importanti per la vostra organizzazione? Scrivete qui sotto il nome del prodotto scelto. (NB: Se la vostra Organizzazione produce varie tipologie di prodotto, scegliete quello per voi più significativo -indipendentemente dagli acquisti Altromercato- e indicateci il prodotto scelto.)

•Quantità prodotta del prodotto scelto: marzo 2019-giugno 2019 Vi preghiamo di indicare il NUMERO DI PEZZI o i VOLUMI che avete prodotto nel periodo marzo 2019 - giugno 2019

• Quantità prodotta del prodotto scelto: marzo 2020-giugno 2020 Vi preghiamo di indicare il NUMERO DI PEZZI o i VOLUMI che avete prodotto dello stesso prodotto nel periodo marzo 2020 – giugno

• Percentuale di perdita

(Per favore inserite la perdita in percentuale in numero di pezzi o volumi del prodotto scelto, confrontando i dati marzo-giugno 2019 e marzo-giugno 2020)

• Stima della perdita economica causata dall’emergenza:

• Indicate il FATTURATO della vostra organizzazione nel periodo marzogiugno 2019 • Indicate il FATTURATO della vostra organizzazione nel periodo marzogiugno 2020 • Stima della percentuale di perdita (%) (dal confronto dei due dati precedenti)


PRODUZIONE E FATTURATO

In questa sezione, oltre all’impatto sociale, abbiamo indagato sull’impatto economico della pandemia, cercando di rilevare le conseguenze che il lockdown ha avuto sulla produzione e sul fatturato delle diverse organizzazioni. Ciò che emerge dalle risposte al questionario mostra come a pagare maggiormente le conseguenze economiche siano stati i settori dedicati a generi non di prima necessità, primi fra tutti l’abbigliamento, a causa della sospensione della produzione di, se non tutte, molte di queste attività. 


PRODOTTI MAGGIORMENTE COLPITI

Il lockdown generalizzato e il divieto per le persone di uscire hanno portato a un calo delle vendite dei prodotti destinati al consumo fuori casa: è il caso, ad esempio, della linea di pasta e passata di pomodoro per la ristorazione prodotta dalla Cooperativa Rinascita e del preparato di pasta di mandorle per le gelaterie fornite della Coop. Arcolaio, ma anche dei vini in bottiglia di Valdibella. In tutto il mondo, i generi considerati di prima necessità non hanno sospeso la produzione, pur non senza difficoltà in tutte le fasi del lavoro e per diversi fattori, quali la scarsità di manodopera e di materie prime, oppure la mancanza di procedure per la sicurezza. In questo senso, per il settore alimentare il lockdown ha portato in certi casi anche a un aumento delle vendite: è successo per Girolomoni, produttore di pasta, come conseguenza dell’aumento del consumo di questo genere alimentare nelle abitazioni degli italiani.   Anche le banane di El Guabo, come sostiene il produttore perché “considerate un prodotto che contribuisce alla salute (come tutta la frutta e verdura)”, non hanno subito particolari perdite.


PRODOTTI MAGGIORMENTE COLPITI

Non tutti i generi alimentari, tuttavia, sono stati considerati generi alimentari di prima necessità. Vi riportiamo due esempi emblematici: Tea Promoters in India ha dovuto chiudere i giardini di tè, mentre la produzione di rooibos di Cape Honeybush Tea non è stata sospesa. Fruandes in Colombia ha dovuto fermare la produzione di frutta secca, mentre non si è fermata quella di mango secco di Profairtrade Development Enterprise, nelle Filippine. Singolare è come organizzazioni che producono lo stesso prodotto o materia prima abbiano subito perdite più o meno importanti a seconda di diverse variabili e condizioni, come i tempi della raccolta rispetto al periodo di lockdown o impatto dell’esportazione nelle vendite. 


PRODOTTI MAGGIORMENTE COLPITI

Un esempio significativo è quello del caffè: Fedecocagua, in Guatemala, non ha subito perdite perché il lockdown è iniziato dopo la raccolta e la spedizione del caffè all’estero, mentre Coopeagri, in Costa Rica, ha visto un calo del flusso di cassa perché molti clienti hanno chiesto di ritardare l’invio del caffè e i loro produttori di caffè hanno perso anche la possibilità di vendere le banane coltivate per l’esportazione. Per la cooperativa Tzeltal Tzotzil in Messico la raccolta era già stata conclusa all’inizio della pandemia, però l’adeguamento alle procedure di sicurezza ha comportato tempi più lunghi, quindi costi più alti. Allo stesso modo Soppexcca, in Nicaragua, ha lamentato un rincaro delle materie prime, mentre per Uciri, in Messico, l’attività del campo sembra procedere normalmente, pur abbassandosi le vendite regionali e nazionali. Norandino in Perù lamenta soprattutto la paura dei contagi e la mancanza di manodopera, da marzo a giugno hanno potuto esportare il caffè della raccolta già completata.


PRODOTTI MAGGIORMENTE COLPITI

Anche l’esempio delle banane è significativo: Le banane di El Guabo non hanno avuto cali della produzione e vendita, mentre quelle di Coopeagri hanno perso il 100% delle vendite. Coopeagri non produce per noi banane, ma ha un progetto di piantagione di banane da esportare negli Stati Uniti, in associazione al caffè, al fine di fornire altre entrate ai produttori. Il progetto ha risentito della chiusura delle frontiere e una grande quantità di prodotto è andata persa. Questo ha significato una perdita totale di fatturato per questa attività e per i produttori coinvolti.


PERDITA QUANTITÀ PRODOTTO

Volendo scendere nel dettaglio delle produzioni, abbiamo chiesto alle organizzazioni di scegliere un prodotto maggiormente colpito dall’effetto Covid-19 e lockdown e di stimare la perdita in termini di calo della produzione e delle vendite nel periodo marzo-giugno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


PERDITA QUANTITÀ PRODOTTO

In breve possiamo dire che: •La media della perdita dichiarata dalle 46 organizzazioni rispondenti è del 34%, con una media del 22% per le 31 che producono alimentari e del 61% per le 15 che producono non alimentari. •17 organizzazioni che producono prodotti alimentari hanno dichiarato di non aver subito un calo della produzione. •Le restanti 29 organizzazioni, hanno subito cali di produzione dei prodotti maggiormente colpiti per una media del 50% (tra le 15 organizzazioni che producono alimentari la media è del 46%, mentre si alza al 61% per le 15 non alimentari). Le organizzazioni che producono generi non alimentari hanno riscontrato cali nella produzione, eccetto una organizzazione che non ha risposto alla domanda. Questa differenza si spiega con l’appartenenza di molti prodotti alimentari a categorie di prima necessità, quindi non soggetti al fermo della produzione.


PERDITA PRODOTTO MEDIA PER PAESE


PERDITA PRODOTTO MEDIA PER PAESE


PERDITA FATTURATO

Oltre a provare a dare una lettura sull’impatto che il Covid-19 ha avuto sulla produzione dei prodotti, nel questionario abbiamo sottoposto alle organizzazioni alcune domande per conoscere anche l’impatto puramente economico e quindi la perdita di fatturato riscontrato nel periodo di riferimento. Abbiamo chiesto di indicarci il fatturato dell’organizzazione per il periodo marzo-giugno 2019 e per lo stesso periodo del 2020 e di indicarci la percentuale di perdita di fatturato riscontrata dall’organizzazione.


PERDITA FATTURATO

La media della perdita di fatturato dichiarata dalle organizzazioni che hanno risposto è del 42%: • 35% di perdita media per chi produce alimentari; • 53% di perdita media per chi produce non alimentari. Il calo del fatturato, come quello della produzione, dipende dalla categoria (i prodotti appartenenti a generi di prima necessità non hanno subito il blocco della produzione e in genere della vendita). Altre condizioni, come ad esempio le difficoltà legate alle esportazioni, hanno impattato sul fatturato delle organizzazioni.


PERDITA FATTURATO

Osservando le medie per paese dei dati relativi alla perdita di fatturato dichiarata dalle nostre organizzazioni di produttori vediamo che l’unico paese dove non riscontriamo perdite di fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è il Guatemala. Questo perché, come abbiamo visto in precedenza, il lockdown è iniziato dopo la raccolta e la spedizione del caffè all’estero. Il paese in cui le nostre organizzazioni di produttori hanno dichiarato di aver perso il 100% di fatturato è il Marocco dove la produzione del prodotto principale era stata completata nei mesi precedenti, ma a causa del lockdown non è stato possibile venderlo.


PERDITA FATTURATO MEDIA PER PAESE


PERDITA FATTURATO MEDIA PER PAESE


RIPARTENZA


RIPARTENZA

La ripresa delle attività lavorative è un tema vitale per le nostre organizzazioni. Alcune di queste si sono dovute fermare nelle attività a causa di varie problematiche legate alla pandemia (lockdown, blocco della produzione etc.), come abbiamo potuto vedere nei primi dati del documento. La ripartenza o comunque il mantenere attiva la propria produzione è un segnale importante, che garantisce la sicurezza di un lavoro e sostentamento a un grande numero di produttori di Commercio Equo e Solidale. Abbiamo chiesto alle organizzazioni nostre partner se al 30/06 avessero ripreso le proprie attività produttive. La domanda è stata posta con una scala da 1 a 5, dove con 5 si intende la ripresa totale delle attività e con meno di 5 la ripresa parziale o la non ripresa (1).


RIPARTENZA

DOMANDA Al 30/6 avete ripreso la vostra attivitĂ produttiva? (da 1 a 5)


RIPARTENZA


RIPARTENZA


RIPARTENZA

18 organizzazioni su 46 hanno dichiarato di aver ripreso totalmente la propria attività al 30/06 (indicando 5 come punteggio nella scala di risposte). Tutte queste organizzazioni producono alimentari. 5 organizzazioni hanno dichiarato di non aver ripreso le attività al 30/06, indicando il punteggio minimo nella scala delle risposte a questa domanda. La media del punteggio indicato dalle 46 organizzazioni è di 3,7. La media è 4 per le organizzazioni che producono Alimentari e 3 tra le organizzazioni che producono Non alimentari.


RIFLESSIONI SUL FUTURO


RIFLESSIONI SUL FUTURO

• Quali riflessioni avete fatto in merito alla vostra organizzazione in seguito alla pandemia Covid-19? E qual è la vostra visione del futuro? • Altri commenti In chiusura del questionario abbiamo lasciato liberi i nostri produttori di poterci dare i loro commenti e riflessioni circa la pandemia di Covid-19 che li ha colpiti e la loro visione del futuro. Nonostante si trattasse di domande aperte, le organizzazioni di produttori non si sono tirate indietro e hanno rilasciato delle interessanti riflessioni e dichiarazioni. Questo ha permesso di avere un quadro ancora più chiaro sulla loro situazione e di raccogliere le loro visioni e impressioni sul futuro. Molte di queste riflessioni sono state accorpate in quelli che noi abbiamo definito «TEMI» che suddividono in 5 macro blocchi tematici le risposte che ci sono state restituite.


LA VISIONE DEL FUTURO: I TEMI

I temi emersi ci restituiscono un quadro complesso e molto significativo. Probabilmente in una situazione come quella che i nostri partner hanno vissuto a causa dell’emergenza dovuta al Covid-19 ci si aspetta una visione del futuro legata fortemente a sensazioni di instabilità e incertezza. Ma non è del tutto così. Quello dell’incertezza e dell’imprevedibilità del futuro è solamente uno dei macro temi emersi dall’analisi. Sottolineiamo invece alcune visioni «positive» che sono emerse e che trasmettono la forza di andare avanti, da parte dei nostri partner produttori, nonostante il grande momento di difficoltà.


LA VISIONE DEL FUTURO: I TEMI

1. SOSTENIBILITÀ: LA PANDEMIA CHE PORTA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA 2. LA FORZA DI FAR PARTE DI UN CIRCUITO DI COMMERCIO EQUO E SOLIDALE 3. IL VALORE DELLA SOLIDARIETÀ 4. INCERTEZZA E PREOCCUPAZIONE 5. PRAGMATISMO, ANDARE AVANTI CON NUOVE SFIDE, RESILIENZA


1. TEMA «SOSTENIBILITÀ»

La speranza che la pandemia porti ancora di più a riflettere sulle priorità per il pianeta e per le persone che lo abitano e quindi a scelte più sostenibili. Uno dei temi che abbiamo evidenziato riguarda la sostenibilità. Questo tema ricorre spesso nelle parole dei nostri partner produttori intervistati. Qui vediamo la speranza, e in alcuni casi anche la convinzione, che questa pandemia mondiale possa portare a una nuova consapevolezza nelle persone per una maggiore sostenibilità verso il pianeta e le persone che lo abitano. Questo riesce a dare fiducia perché i nostri produttori lavorano da sempre per costruire un mondo più sostenibile e, se è vero che l’emergenza Covid-19 porta a una maggiore consapevolezza sul tema, ciò potrebbe voler dire anche un migliore futuro per chi da sempre si occupa di produzioni sostenibili.


1. TEMA «SOSTENIBILITÀ»

Questa pandemia ci costringe a ripensare tutto il nostro futuro che è alquanto incerto. Ma possiamo prendere spunto da quello che è successo per ripensare le nostre organizzazioni in maniera diversa ed ancora di più EcoSostenibili. COOP. QUETZAL, ITALIA

“ ”

Siamo fiduciosi che le persone acquisteranno più beni naturali da noi. Vivi secondo la natura e usa prodotti naturali, evita prodotti artificiali e plastiche.

DHAKA HANDICRAFTS, BANGLADESH

Il Sole24Ore ha descritto il futuro dell’agroalimentare con tre parole: Essenziale, Salutista e KM Zero. Noi da anni rispondiamo a queste esigenze.

COOP. GINO GIROLOMONI, ITALIA


1. TEMA «SOSTENIBILITÀ»

Questa pandemia Covid-19 ha portato alla luce verità come il ruolo dell’industria e della società nelle azioni che inquinano fiumi, laghi e mari, l’indifferenza nella società. (…) Questa la nostra visione per il futuro: - Sensibilizzare le imprese sul tema dell’economia circolare, includendo una base teorica ed esempi concreti dal mondo e del Perù - Sottolineare l’importanza dell’utilizzo di criteri dell’Economia Circolare per la progettazione e il ridisegno dei modelli di business innovativi, fondamentali per affrontare le crisi, come quella del Covid-19 - Generare uno spazio di fiducia e sostegno solidale tra le imprese. INTERCRAFTS, PERÙ

… vogliamo esprimere tutto il potenziale della cooperativa ed è per questo che guardiamo con fiducia a un futuro sempre più difficilmente prevedibile ma che, alla luce dei recentissimi accadimenti, ha messo in luce tutte le debolezze del modello di sviluppo obsoleto e stantio, richiamando lo Stato, gli attori imprenditoriali e sociali a contribuire per costruire un nuovo sistema di welfare, in cui il mondo della cooperazione ha molto da dire, proporre, insegnare. L’ARCOLAIO COOP., ITALIA


2. TEMA «FORZA DEL COMMERCIO EQUO»

Il valore e la forza di appartenere a un circuito di Commercio Equo e Solidale in un momento di crisi come quello della pandemia mondiale di Covid-19. Il secondo tema emerso dalle dichiarazioni delle organizzazioni che hanno risposto al questionario, riguarda il valore che viene dato all’essere parte, in questo momento, di un circuito di Commercio Equo e Solidale. Diverse organizzazioni sostengono di aver compreso, adesso ancora di più, il potere del Commercio Equo e Solidale perché gli acquirenti non hanno sospeso i propri ordini, come purtroppo spesso è avvenuto in altri casi, e questo ha permesso di sostenere i propri produttori. Un’altra organizzazione grazie al Premio Fair Trade ha potuto aiutare i propri agricoltori a far fronte alle difficoltà sorte con la pandemia. Altri produttori ringraziano Altromercato per il sostegno, l’energia e l’impegno concreto sentiti nei loro confronti in questi mesi difficili.


2. TEMA «FORZA DEL COMMERCIO EQUO»

Riflessione: durante la crisi del Covid-19, abbiamo compreso il potere del Commercio Equo e Solidale. Nessuno dei nostri acquirenti ha annullato i propri ordini, quindi non abbiamo dovuto licenziare nessuno. Il commercio equo protegge. (…) Grazie per tutti gli ordini che avete fatto quest’anno. Questo ha davvero aiutato molti artigiani durante la situazione Covid-19. Ve ne siamo grati.

PROKRITEE, BANGLADESH

Il nostro sogno è sempre stato ed è quello di emancipare le donne dando loro lavoro attraverso attività artigianali e siamo riusciti negli ultimi 50 anni a realizzarlo. Ci auguriamo che continui con l’aiuto dei nostri partner acquirenti.

ST. MARY’S MAHILA SHIKSHAN KENDRA, INDIA


2. TEMA «FORZA DEL COMMERCIO EQUO»

Ringraziamo il team Altromercato per la comprensione e il supporto morale durante questo difficile periodo. Riceviamo molta energia positiva da voi e siamo pronti a ricostruire insieme il futuro per incrementare il Commercio Equo e Solidale. CRC, INDIA

Abbiamo fornito sussidi alimentari ai nostri agricoltori e abbiamo utilizzato il Premio Fair Trade per aiutarli a far fronte agli effetti di questa pandemia. PREDA, FILIPPINE

In Ecuador sono diminuite molto le opportunità di lavoro, quindi è molto importante continuare a consumare banane del Commercio Equo e Solidale per mantenere i produttori, le loro famiglie e i loro lavoratori, garantendo loro occupazione e benessere. I prezzi nel mercato tradizionale sono molto bassi, generando povertà nelle campagne. Grazie per averci sostenuto consumando le nostre banane!

ASOCIACION DE PEQUEÑOS PRODUCTORES BANANEROS EL GUABO, ECUADOR


3. TEMA «SOLIDARIETÀ»

Il valore dell’aiuto e del sostegno, per risollevarsi insieme. Il terzo tema che abbiamo voluto far emergere dall’analisi delle risposte al questionario è relativo al concetto di solidarietà. Questo è un concetto che più volte abbiamo potuto vedere all’interno di questo report, quando abbiamo parlato di aiuti, di supporto ai produttori, ai lavoratori e alle comunità di appartenenza o alle comunità vicine. Ancora una volta, anche nelle dichiarazioni che i nostri produttori ci hanno spontaneamente rilasciato, si vede in modo molto chiaro il valore che questo concetto assume, soprattutto in un grave momento di emergenza. Ci viene raccontato un aiuto che parte dalle stesse organizzazioni verso i propri produttori, ma anche dai singoli produttori nei confronti di chi ha più bisogno.


3. TEMA: «SOLIDARIETÀ»

La pandemia ci ha insegnato tante cose, che gli eroi non sono stati solo quelli che si sono presi cura dei malati ma anche quelli che hanno fatto parte della riattivazione economica, come i nostri piccoli produttori. Ci hanno insegnato a essere premurosi, umani e temerari, (…) gruppi di piccoli produttori hanno mostrato solidarietà con coloro che erano nelle peggiori condizioni. FEPP CAMARI, ECUADOR

La Profairtrade Development Enterprises (PREDA), ha distribuito aiuti alimentari a centinaia di produttori e persone bisognose attingendo dalle proprie risorse, e ha condiviso i dividendi con centinaia di produttori. PREDA, FILIPPINE


4. TEMA «INCERTEZZA E PREOCCUPAZIONE»

Un futuro imprevedibile, che preoccupa e genera profondo senso di smarrimento. Il quarto tema che si analizza è quello forse più prevedibile e naturale: l’incertezza nel futuro. Ovviamente molte delle nostre organizzazioni hanno manifestato, attraverso le loro dichiarazioni, un forte senso di preoccupazione, incertezza e smarrimento. Questo lo abbiamo potuto vedere in vari punti del nostro questionario. Nessuno sa quando questa pandemia finirà e sono troppe le variabili che causano incertezza. Alcuni hanno paura di non riuscire più a sostenere i propri artigiani perché stimano un calo significativo delle vendite per il futuro, altri si chiedono come si potrà andare avanti e sopravvivere in una situazione così drammatica e incerta.


4. TEMA «INCERTEZZA E PREOCCUPAZIONE»

Al momento è ancora difficile fare previsioni poiché non sappiamo quando finirà la pandemia di Covid-19. Sembra che siamo ancora nel bel mezzo di tutto. Gli ordini sono ancora bassi e sappiamo che anche le vendite dei nostri partner non sono buone. Stiamo pensando a strategie di sopravvivenza del business per il futuro, quali prodotti dobbiamo adattare che siano adatti alla vendita nella nuova normalità dopo il Covid-19 e altre soluzioni di smart working. UNDUGU FAIR TRADE, KENYA

Stavamo andando così bene, eravamo molto ottimisti per il 2020 ma il Covid -19 ha mandato in frantumi la nostra visione e i nostri piani. In questo momento siamo molto incerti sul nostro futuro ma non abbiamo perso le speranze, guardiamo al futuro aspettando l’arrivo di giorni migliori.

ST. MARY’S MAHILA SHIKSHAN KENDRA, INDIA

Non sappiamo ancora quanto dureranno queste difficoltà. Quando riprenderanno le normali attività. Quando riprenderanno i voli internazionali. Ogni cosa è incerta. La nostra principale preoccupazione ora è come sostenerci e sopravvivere. SANA HASTAKALA, NEPAL


4. TEMA «INCERTEZZA E PREOCCUPAZIONE»

La pandemia di Covid-19 ci ha riportato indietro di oltre 5 anni. Le nostre vendite caleranno almeno del 40% quest’anno (…). Abbiamo paura di non poter sostenere i nostri artigiani poiché ci sarà il 40% in meno di lavoro rispetto all’anno precedente e per la maggior parte degli artigiani il reddito dipende dal lavoro fornito da Asha Handicrafts. Molti dei nostri importatori del Commercio Equo e Solidale erano già in difficoltà economica e temiamo che alcuni possano chiudere durante questa pandemia. Non riusciamo a vedere alcuna strada chiara da percorrere per il futuro fino a quando non saranno disponibili i vaccini. Speriamo solo di continuare ad essere economicamente sostenibili, insieme ai nostri importatori del Commercio Equo. ASHA HANDICRAFTS, INDIA

Basta un piccolo virus per bloccare tutto il pianeta. La visione per il futuro è abbastanza pessimistica.

COOP. CAMPO DEI MIRACOLI, ITALIA


5. TEMA: «PRAGMATISMO E RESILIENZA»

Soluzioni concrete per uscire dalla crisi e adattarsi a nuove sfide. Un tema molto significativo che è stato rilevato dall’analisi delle risposte è quello del pragmatismo nel riflettere sul proprio futuro lavorativo. Molti hanno indicato soluzioni concrete per superare la crisi e hanno manifestato fortemente la loro volontà di adattarsi alle nuove sfide. Tante organizzazioni intervistate hanno risposto con grande determinazione, offrendo un quadro molto chiaro e preciso di ciò che stanno facendo per adattarsi ai cambiamenti messi in atto da questa crisi generata dalla pandemia. Molti parlano di una diversificazione dei propri prodotti, della ricerca di nuove possibilità commerciali e mercati, come l’espansione nel mercato locale o nei canali online. In particolare molte organizzazioni ci comunicano di aver accolto le nuove sfide tecnologiche che il momento di crisi ha reso necessarie, come ad esempio il potenziamento di canali online per la vendita o il supporto tecnologico per il lavoro quotidiano (es. smart working e lavoro in videoconferenza).


5. TEMA: «PRAGMATISMO E RESILIENZA»

Tutto questo si può riassumere con quello che spesso viene definito come

«RESILIENZA» Questo tema ci presenta una fotografia significativa della RESILIENZA del mondo del Commercio Equo e Solidale, e in particolare dei nostri produttori, che hanno sempre dovuto adattarsi ai cambiamenti e far fronte a nuove sfide. Questo è un momento molto particolare per tanti di noi e tanti di loro, ma anche ora l’adattamento al cambiamento è stato messo in evidenza dalla forza e dalla concretezza delle loro parole in vista del futuro.


5. TEMA: «PRAGMATISMO E RESILIENZA»

Dobbiamo prepararci per una nuova normalità. La pandemia ci ha mostrato che tutti dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare, negli stili di lavoro e nei modelli di consumo. Ci siamo affidati alla tecnologia e ora stiamo conducendo tutte le nostre riunioni con il nostro team nelle piantagioni di tè tramite videoconferenza. Abbiamo digitalizzato tutto il nostro lavoro e abbiamo attrezzato tutto il nostro team per lavorare a distanza da casa per il prossimo anno. TEA PROMOTERS, INDIA

La nostra visione è sempre quella di supportare i nostri produttori e migliorare la loro condizione socio-economica. Quindi, vogliamo fare del nostro meglio per diversificare i nostri prodotti, sviluppare nuovi prodotti, fornire corsi di formazione qualificati e cercare di espandere il mercato in modo da dare sempre più opportunità alle mani esperte dei nostri produttori. MANUSHI, NEPAL

Minimizzazione dei costi, ridimensionamento del business, mercato alternativo.

SANA HASTAKALA, NEPAL


5. TEMA: «PRAGMATISMO E RESILIENZA»

Il problema principale potrebbe non essere solo di quest’anno, ma avere impatto anche sul prossimo anno o gli anni successivi. Per questo, Pekerti sta cercando di avere accesso ad un altro mercato che sta crescendo con la modalità #stayathome, come quello della vendita di alimentari online. Con il lockdown i clienti hanno cambiato il modo in cui acquistano, preferiscono l’online ed è in questo settore che Pekerti sta cercando di affermarsi.

PEKERTI, INDONESIA

Selezionare i clienti, differenziare i canali di vendita, aumentare la tecnologia. La pandemia ha fatto emergere molte nostre fragilità e punti deboli che in tempi normali non avremmo visto, preparandoci cosi ad un futuro più tecnologico ed organizzato. SOC. COOP. LA RINASCITA, ITALIA

Business online, espansione del mercato locale. SHANGRILA AGRO WORLD, NEPAL


5. TEMA: «PRAGMATISMO E RESILIENZA»

Cercheremo di ristabilire i rapporti con i nostri clienti abituali e cercheremo altre nicchie. TALIOUINE, MAROCCO

Siamo ancora forti e fiduciosi. I prossimi 6 mesi fino a dicembre 2020 saranno difficili, ma riusciremo a superare i problemi. Abbiamo una squadra forte e siamo finanziariamente stabili. In futuro, ci organizzeremo meglio per essere preparati ad eventi catastrofici come questa pandemia. CRC – INDIA

Dopo la pandemia, volevamo tornare alla nostra normale velocità di lavoro. Sapevamo che ci sarebbe stato un calo negli ordini internazionali. Quindi, stiamo progettando di aprire un sito di e-commerce per il mercato locale.

PROKRITEE, BANGLADESH


IL MODELLO DEL COMMERCIO EQUO


IL MODELLO DEL COMMERCIO EQUO

«Offrire ai produttori marginalizzati delle economie internazionali e nazionali la concreta opportunità di entrare nel mercato con soluzioni innovative…» Inizia così la nostra mission, una mission che continuiamo a portare avanti ora più che mai. Soprattutto adesso il valore di queste parole e del nostro agire si fa ancora più forte, in un momento in cui i nostri produttori si trovano davanti a nuove difficoltà dovute all’impatto della pandemia di Covid-19 che sta colpendo l’intero pianeta. In questi lunghi mesi noi di Altromercato siamo sempre stati accanto e in stretto contatto con i nostri partner produttori, abbiamo dato loro sostegno e con loro abbiamo e continuiamo ad avere una relazione diretta, perché fanno parte della nostra grande famiglia sparsa per il Mondo. Il nostro sostegno ai produttori si appoggia sui pilastri del Commercio Equo e Solidale e li portiamo avanti con forza anche in un momento di crisi profonda come questa. Non siamo una charity e non abbiamo previsto fondi o sovvenzioni a fondo perduto, ma il nostro modello da oltre 30 anni ci permette di sostenere produttori in difficoltà, ancor prima della pandemia di Covid-19.


IL MODELLO DEL COMMERCIO EQUO

Abbiamo continuato a garantire che i nostri produttori potessero andare avanti nel loro lavoro, continuando a sostenere i progetti che avevamo iniziato insieme prima che la pandemia entrasse a far parte delle nostre vite. Abbiamo continuato con gli ordini e non li abbiamo annullati nonostante i numerosi ritardi di consegna causati dal blocco delle merci e delle persone imposte dai governi. Sostenere il lavoro di ogni nostro singolo produttore è un aiuto concreto. Una richiesta di continuare a farlo e un ringraziamento sono arrivati anche attraverso alcune delle risposte a questo questionario. Questo ci rende ancora piÚ orgogliosi del nostro lavoro e ci dà la forza di portarlo avanti.


IL MODELLO DEL COMMERCIO EQUO

Un esempio fra tutti: la nuova Cooperative Collection di On Earth è stata interamente prodotta durante l’emergenza Covid-19: tutta la filiera, in ogni sua singola parte, ha fatto fronte al lockdown confermando gli ordini effettuati ed evitando così gravi conseguenze per i produttori. Inoltre, diverse sono state in questo periodo le richieste di prefinanziamenti o di saldo anticipato che ci sono arrivate dai nostri produttori e tutte sono state soddisfatte. Anche questo rientra tra le buone pratiche del Commercio Equo e Solidale e continuiamo a farlo, ora che serve ancora di più. Sappiamo che un modello basato sui principi del Commercio Equo e Solidale può sempre garantire ai nostri produttori una sicurezza per le loro vite e in questo momento di emergenza questo è ancora più evidente. È da 30 anni un modello dove nessuno viene lasciato indietro e ci auguriamo che questo possa diventare l’unico modello di commercio possibile.


IL MODELLO DEL COMMERCIO EQUO

...durante la crisi del Covid-19, abbiamo compreso il potere del Commercio Equo e Solidale (…) il Commercio Equo protegge.

PROKRITEE, BANGLADESH


CREDITS Dossier “L’impatto del Covid-19 sui Produttori Altromercato” a cura di Altromercato Impresa Sociale – Soc. Coop. Coordinamento editoriale: Francesca Serra Progettazione e implementazione survey: Cinzia Capuzzo, Francesca Serra, Giulia Sitton Analisi, elaborazione dati e progettazione grafici: Ilaria Favè Contributi editoriali: Cinzia Capuzzo, Ilaria Favè, Maria Pozzato, Francesca Serra Art Direction e progetto grafico: Simona Placci Brand Strategy Manager: Elisa Costa Ufficio Stampa: Cinzia Capuzzo, Francesca Serra RINGRAZIAMENTI Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Stefano Lupatini, Simone Rocchi, Luca Palagi, Damiano Cosaro, Carlotta Turolla, Claudio Brigadoi, Lia Cecchelli, Alessia Medda, Francesca Taviani, Miriam Farinella e Marta Fracasso.

Un ringraziamento speciale va a tutti i nostri partner produttori per il loro contributo e per le preziose testimonianze ricevute. A loro mandiamo il nostro augurio per ripartire più forti di prima e il nostro grande, affettuoso, abbraccio virtuale.


GRAZIE Altromercato Š Copyright All rights reserved Tutti i diritti sono riservati. Ăˆ vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente documento, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da Altromercato Impresa Sociale Soc. Coop. (Legge 633/1941 sul diritto d’autore)

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L’IMPATTO DEL COVID-19 SUI PRODUTTORI ALTROMERCATO DOSSIER  

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