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Roberta Famulari, Lucia Fierro, Debora Parigi, Elga Rovito, Donatella Ussorio

Il Core Competence del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica

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© Copyright Alpes Italia srl Via G. Romagnosi, 3 – 00196 Roma, tel./fax 0639738315 I edizione, 2019

Roberta Famulari, Presidente Associazione Italiana Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, PhD in Scienze Psicologiche, TeRP DSM Azienda Sanitaria Provinciale Messina. Lucia Fierro, Consigliere AITeRP Lombardia, TeRP ASST Spedali Civili Brescia, Direttore Attività Didattiche e Professore a contratto CdL Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica-Università degli Studi di Brescia. Debora Parigi, Consigliere AITeRP Liguria, Direttore della didattica professionalizzante e Professore a contratto CdL Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica-Università degli Studi di Genova. Elga Rovito, TeRP DSM Azienda Sanitaria Locale Viterbo, Professore a contratto CdL Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica-Università La Sapienza Roma. Donatella Ussorio, Vice-Presidente Associazione Italiana Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, PhD Medicina Traslazionale, Tecnico Laureato Dipartimento MeSVA, Direttore della didattica professionalizzante e Professore a contratto CdL TRP-Università dell’Aquila In copertina: Paul Klee, Senecio (1922) olio su tela. Per la parte grafica del IV Capitolo: Andrea Franzante.

TUTTI I DIRITTI RISERVATI Tutti i diritti letterari e artistici sono riservati. È vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, di quest’opera. Qualsiasi copia o riproduzione effettuata con qualsiasi procedimento (fotocopia, fotografia, microfilm, nastro magnetico, disco o altro) costituisce una contraffazione passibile delle pene previste dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modifiche sulla tutela dei diritti d’autore.

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Indice generale Presentazione di Rita Roncone......................................................................

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Prefazione di Loredana Sasso, Annamaria Bagnasco ...................................... VII Introduzione .............................................................................................. IX

Capitolo I La riabilitazione psichiatrica per la tutela della salute mentale: dalla Legge 180 alle REMS...........................................................................

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La rivoluzione basagliana: una questione giuridica e culturale.............. 1 La riforma del manicomio e la nascita dell’ospedale psichiatrico giudiziario 7 La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e la nascita delle REMS.

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I bisogni prioritari di salute.................................................................

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I piani d’azione per la salute mentale...................................................

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Bibliografia, Riferimenti normativi, Sitografia.....................................

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Capitolo II Origine ed evoluzione della figura professionale del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica............................................................................

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Il percorso formativo: dalla Scuola Diretta a Fini Speciali al Corso di Laurea Triennale.......... 25 La formazione post base: la Laurea Magistrale, il Master e il Dottorato di ricerca........................ 31 Laurea Magistrale............................................................................. 31 Master di I e II livello........................................................................ 33 Dottorato di ricerca........................................................................... 36 L’agire etico del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica........................

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Gestione etica del rifiuto delle cure......................................................

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Dall’etica alla bioetica...........................................................................

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Il Comitato Nazionale per la Bioetica..................................................

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La deontologia e il Codice Deontologico..............................................

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Il Core Competence del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica Dalla nascita delle Professioni Sanitarie all’istituzione degli Ordini Professionali...............................................

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Bibliografia, Riferimenti normativi, Sitografia.......................................

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Capitolo III Il Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica nell'équipe di Salute Mentale..

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Il Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica: una risorsa per l’équipe........................................................................ 59 Il Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica in Europa: un ambito da costruire.........................................................................

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Bibliografia, Sitografia..........................................................................

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Capitolo IV Il Core Competence.......................................................................................

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Definizione del Core Competence.......................................................... 69 Metodologia per lo sviluppo del Core Competence................................ 72 Il Core Competence del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica............ 78 Le funzioni....................................................................................... 81 Le attività........................................................................................ 83 Le competenze specifiche.................................................................... 85 La valutazione delle competenze.......................................................... 117 Dal Core Competence al Core Curriculum. La formazione basata sulle competenze................................................ 120 Bibliografia, Riferimenti normativi, Sitografia...................................... 123

Conclusioni.............................................................................................. 125 Appendice ................................................................................. L'Associazione Italiana Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica (A.I.Te.R.P.) 129 La Conferenza Permanente delle Classi di Laurea e Laurea Magistrale delle Professioni Sanitarie (CPCL e LMPS)................ 131 Il Codice Deontologico del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica ...... 133

Ringraziamenti........................................................................................ 141 IV


Presentazione di Rita Roncone1 È con la soddisfazione di una vecchia zia, ben vestita ed imbellettata, che partecipo a quello che potrebbe essere paragonato al “party” per il raggiungimento della maggiore età della nipote prediletta, ormai adulta, che con questa pubblicazione attesta la sua maturazione. La torta dei “simbolici 18 anni” della figura professionale del tecnico della riabilitazione psichiatrica vede tante figlie, figli, parenti ed amici per il suo festeggiamento intorno a questo bel testo prodotto da cinque valenti “outstanding” tecniche!!! La stesura del “core competence” del tecnico della riabilitazione psichiatrica rappresenta un importante traguardo, paragonabile a quella della maggiore età, traguardo che vuole coniugare un assodato curriculum formativo accademico con un chiara declinazione delle funzioni, attività e competenze professionali, in coerenza con i problemi della popolazione di riferimento, delineando l’apporto che tale figura può dare ai servizi che si occupano di persone con disturbi mentali e delle persone delle loro reti di supporto. Certo non sono passati solo 18 anni… Sono, di fatto, passati 30 anni da quando furono istituite le prime Scuole a Fini Speciali nell’A.A. 1989/90. La Scuola dell’Università degli Studi di L’Aquila, diretta dal Prof. Massimo Casacchia, è stata una delle prime in Italia ad essere istituite nell’Anno Accademico 1989-1990, insieme con le scuole delle Università di Ancona, Catania, Messina, Pavia e Trieste. Il testo prodotto percorre la lunga strada verso l’attuale profilo formativo accademico, senza tralasciare l’importanza del capitolo della formazione post-base, che vede una crescente attenzione verso tali percorsi, con speciale riferimento ai dottorati. Io, personalmente, dall’A.A. 2001-02 sono Presidente del Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione dell’Università dell’Aquila, avendo raccolto l’eredità di lavoro e la passione per la didattica trasmessami da Massimo Casacchia. Non ho faticato ad appassionarmi alla didattica di un corso di studi che, a mio parere, forma una figura professionale centrale nelle attuali équipes di una psichiatria di comunità. Con Donatella Ussorio abbiamo sempre assicurato la nostra presenza alla Conferenza Permanente 1 Professore Ordinario di Psichiatria, Università degli Studi dell’Aquila; Presidente del CdL Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica - Università degli Studi dell'Aquila; Presidente della Commissione Nazionale del Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica nella Giunta della Conferenza Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie.

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delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie, per “stare sul pezzo” nello sviluppo delle principali tematiche inerenti la didattica nell’accademia. Abbiamo fatto tanta strada con tutte le professioni sanitarie nel nostro Paese… e, con la nostra figura professionale, abbiamo faticato tanto… Pensare che, negli anni ‘90, agli inizi di tale percorso formativo, quando presentavamo gli studenti del Corso di Laurea nelle sedi di tirocinio, la maggioranza degli operatori si chiedeva, con una certa sospettosità, chi fossero questi tecnici della riabilitazione psichiatrica e che cosa dovessero imparare a fare… In un nostro lavoro di qualche anno fa, paragonavamo la professione del tecnico della riabilitazione psichiatrica nell’ambito dell’équipe a quella di Cenerentola, facendo una saggia previsione sul suo riscatto, riscatto che si è pienamente verificato, con l’attestazione della vostra importante presenza in molti (ancora pochi, per noi…) Dipartimenti di Salute Mentale!!! Adesso, con il vostro bel manuale (è lui il Principe Azzurro!!!), sarà di certo più chiaro quali sono le vostre competenze ed acquisteranno maggiore visibilità gli ottimi standard dei vostri interventi, sempre più apprezzati, che in molti Dipartimenti di Salute Mentale sono riusciti a fare la differenza nell’erogazione di interventi psicosociali per i nostri utenti, gli stessi interventi sollecitati dalle linee-guida più autorevoli come raccomandati nei disturbi mentali gravi. Per il vostro “party”, ho messo anche un filo di perle, da vecchia zia, per il festeggiamento del vostro traguardo, carissime Autrici!!! Ed il filo di perle che indosso è rappresentato dalle vostre esperienze professionali e scientifiche, dal vostro amore per la professione che hanno guidato la stesura del “core competence”, sulle quali avete lavorato con impegno ed entusiasmo per più di un anno, guidate da due valenti docenti esperte in tale metodologia. Molto bene!!! Brave Roberta, Lucia, Debora, Elga, Donatella, grandi compagne di strada!!! Orgogliosa di voi e dell’aver, indirettamente, da vecchia zia, contribuito a far crescere la vostra bella professione!!!

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Prefazione di Loredana Sasso1 e Annamaria Bagnasco2 La strategia Europa 2020 pone lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze quale presupposto per lo sviluppo economico e dell’occupazione al fine di ottimizzare l’ingresso e l’evoluzione nel mercato del lavoro, facilitare le transizioni tra le fasi lavorative e di apprendimento, promuovere la mobilità geografica e professionale3. In tale prospettiva, si afferma la necessità di costruire un sistema di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze che permetta all’individuo di poter valorizzare le proprie competenze acquisite in un determinato contesto geografico, nel mercato europeo del lavoro e nei sistemi di istruzione e formazione. Nelle raccomandazioni4 elaborate il 18 dicembre 2006 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea relative alle competenze chiave per l’apprendimento si legge che “le competenze chiave sotto forma di conoscenza, abilità e attitudini adeguate al contesto sono essenziali per ogni individuo in una società basata sulla conoscenza”. Le politiche europee dell’ultimo decennio, a partire dal Consiglio Europeo di Lisbona e attraverso la Dichiarazione di Copenaghen5, hanno posto particolare attenzione alla valorizzazione delle competenze acquisite nei contesti formali, non formali e informali nonché al trasferimento e all’accumulazione dei risultati dell’apprendimento, alla trasparenza delle qualificazioni nella prospettiva di lifelong learning. Con la ‘Raccomandazione del giugno 2009 per l’istituzione di un quadro europeo di riferimento’ per la garanzia della qualità nell’istruzione e formazione professionale – EQAVET – gli Stati membri sono stati invitati a promuovere un quadro comune di garanzia della qualità in tema di istruzione e formazione e dotarsi di un Piano Nazionale per la garanzia di qualità dell’istruzione e formazione professionale costruito a partire dal Quadro di riferimento europeo. Si è definito un sistema europeo di trasferimento di crediti per l’istruzione e la formazione professionale 1 Professore Ordinario di Scienze infermieristiche. Università degli Studi di Genova. 2 Professore Associato in Scienze della salute, Università degli Studi di Genova. 3 Quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione ("ET 2020") at https://ec.europa.eu/education/policies/european-policy-cooperation/et2020-framework_it. 4 Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente (2006/962/CE) Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L. 394/pag 10 del 30.12.2006 . 5 Dichiarazione dei Ministri europei dell’istruzione e formazione professionale e della Commissione europea, riuniti a Copenaghen il 29 e 30 novembre 2002, su una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale.

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(ECVET) con l’obiettivo di riconoscere e validare l’apprendimento anche in ottica di successiva certificazione delle competenze acquisite. La prospettiva della validazione e certificazione delle competenze acquisite in ogni contesto di apprendimento è un tema al centro della discussione dei decisori e portatori di interesse, nonché oggetto di numerose pratiche e sperimentazioni. Il termine ‘competenza’ delineatosi nel tempo, dunque, recepisce una prospettiva multidimensionale e riconosce l’apporto delle diverse componenti che contribuiscono a generare la ‘competenza’ (Di Fabio, 2002)6. In letteratura, infatti, questo concetto è stato analizzato attraverso diversificati modelli, ognuno dei quali ha sottolineato il ruolo basilare di alcune componenti rispetto ad altre. I Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica hanno intrapreso questo percorso attraverso un profondo lavoro metodologico e di confronto anche in considerazione degli importanti cambiamenti della normativa italiana in campo psichiatrico ed anche rispetto al ruolo dei singoli professionisti e della famiglie, sempre più coinvolti nei processi di cura e riabilitazione. L’emergere di malattie non trasmissibili, per le quali l’assistenza ai pazienti diventa una serie di transizioni da casa a ospedale a strutture di riabilitazione e di nuovo a casa, coinvolge necessariamente diversi professionisti che devono collaborare per fornire una rete senza soluzione di continuità dei servizi sanitari (Alwan, Ala et al. The Lancet, 2010)7. “Tutti i professionisti della salute devono essere competenti nell’erogare in team interprofessionale cure centrate sul paziente e garantire una assistenza basata sulle migliori evidenze scientifiche (IOM 2003)”. Identificare in modo condiviso e partecipato, il “core competence” su cui far convergere i bisogni formativi dei futuri professionisti rappresenta il primo passo verso un riconoscimento di competenze certificate. Questo lavoro, orientato alle sfide del futuro, rappresenta una grande novità e un primo sostanziale contributo nazionale alla definizione di un percorso di chiarificazione e di condivisione delle competenze per i Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica.

6 A. Di Fabio, Bilancio delle competenze e orientamento formativo. Il Contributo psicologico. Ed. Giunti Psycometrics 2002 EAN 9788809611085. 7 Alwan, Ala et al. Monitoring and surveillance of chronic non-communicable diseases: progress and capacity in high-burden countries ,The Lancet , Volume 376 , Issue 9755 , 1861-1868.

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Introduzione La riabilitazione psichiatrica ha come “oggetto” di trattamento la persona e il suo funzionamento cognitivo, emotivo-affettivo e psicosociale, la famiglia con le proprie criticità e risorse ed il contesto socio-ambientale, all’interno del quale agire nella lotta allo stigma e all’emarginazione. L’approccio riabilitativo è caratterizzato dall’essere personalizzato, relazionale, negoziale, olistico, multimodale e orientato alle evidenze scientifiche (Famulari e Ruggeri 2013). L’obiettivo principale è quello di aiutare le persone con gravi malattie mentali a sviluppare le abilità e ad accedere alle risorse per avere successo ed essere soddisfatti nei vari ambienti di vita, lavorativi e sociali, di loro scelta (Anthony et al. 2012). Un aspetto importante della riabilitazione psichiatrica è quello di sostenere le persone a fissare e raggiungere obiettivi personali come reddito dignitoso, istruzione, impiego competitivo, opportunità sociale, alloggi decenti, quartieri sicuri e piena partecipazione come cittadini nelle loro comunità (Rossler et al. 2017; Corrigan, 2016; Pratt et al. 2013; Killaspy et al. 2005). La capacità di fissare e raggiungere obiettivi personali è essenziale per migliorare la qualità di vita di tutti gli individui, compresi quelli con gravi malattie mentali (Liberman et al. 2014; Emmons, 2003). Il raggiungimento degli obiettivi di vita personali è uno dei risultati più apprezzati dagli utenti dei servizi di salute mentale (Liberman et al. 2014), poiché essere in grado di” fare tutto” aumenta l’autonomia, l’empowerment, il benessere, la fiducia in se stessi e la fiducia nel raggiungere obiettivi futuri delle persone con gravi malattie mentali (Sarita et al. 2018; Moran et al. 2017; Clark et al. 2009). Ci sembra di notevole interesse sottolineare che, anche nel nostro ambito professionale, si sta aprendo un nuovo “contesto”, all’interno del quale è possibile intervenire per raggiungere gli utenti (“salute mobile” - mHealth). Questo settore, oggi in rapida espansione, cerca di sfruttare tecnologie digitali mobili sempre più accessibili tra cui smartphone, tablet, app e dispositivi indossabili per migliorare l’assistenza clinica e la riabilitazione. Le prove accumulate suggeriscono che gli interventi di mHealth sono sempre più adottati e apprezzati da persone con gravi malattie mentali come la schizofrenia e il disturbo bipolare, come mezzo per comprendere e gestire meglio la loro condizione (Mueller et al. 2018; Klein et al. 2018; Biagianti et al. 2017). In ogni settore della medicina, la riabilitazione ha sempre assunto un ruolo secondario rispetto all’enfasi scientifica data agli aspetti clinici e al IX


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trattamento della fase acuta della malattia (Roncone et al. 2016) e la psichiatria non fa eccezione, nonostante vi siano evidenze basate su prove scientifiche di efficacia, che dimostrano come, per la maggior parte delle persone con disordini mentali, la combinazione di trattamento psicofarmacologico e di intervenenti psicosociali migliori i risultati clinici e funzionali (Zucca et al. 2017; Fiorillo et al. 2015; Veltro et al. 2013; Roncone et al. 2012; Lehman et al. 2004). Il Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica è il professionista competente nell’applicazione di interventi riabilitativi, che costituiscono parte essenziale del trattamento di presa in carico a lungo termine di persone affette da disturbi psichiatrici, da espletare in setting diversi (Roncone et al. 2016; Pingani et al. 2012). Il setting riabilitativo si caratterizza per la continua dinamicità e può essere configurato in diversi contesti. Essenzialmente possiamo individuare due categorie: setting strutturati (Ambulatorio, Centro Diurno, Strutture Residenziali, SPDC) e setting ecologici (domicilio, luoghi di aggregazione, ambiente sociale etc.), cioè i luoghi di vita del paziente. Proprio per questa diversificazione e per il fatto di affiancare il paziente in vari momenti e luoghi della vita quotidiana, il TeRP può effettuare un’osservazione clinico-funzionale in un’ottica ecologico-riabilitativa (Famulari et al. 2013). Il testo, oltre a fornire contenuti teorici inerenti la riabilitazione psichiatrica e le competenze specifiche del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, si sofferma su cosa significhi essere un professionista sanitario della riabilitazione. È evidente che, soprattutto per quel che riguarda il settore specialistico della psichiatria, la professione del riabilitatore non può essere considerata un puro esercizio tecnico di competenze. Queste devono essere esercitate all’interno di una cornice di professionalità intesa anche come capacità di azione etica. L’esercizio della professione per il Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica può rivelarsi maggiormente complesso che in altri ambiti della riabilitazione, a causa della particolare vulnerabilità dei pazienti, la cui condizione di sofferenza può condizionare la loro capacità di critica e giudizio, il loro esame di realtà e in generale il processo di pensiero, lo stato degli affetti e delle relazioni e la motivazione al trattamento. Il volume, destinato principalmente ai Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, è articolato in diversi capitoli. Nel primo viene presentato l’excursus storico che ha condotto all’attuale quadro organizzativo del Dipartimento di Salute Mentale all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, con particolare attenzione a due momenti emblematici che hanno visto in Italia, unico Paese al mondo dove sono state superate le istituzioni totali in ambito sanitario, la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico e dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Segue il focus

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Introduzione sui Piani di Azione per la salute mentale e l’individuazione dei bisogni prioritari di salute della popolazione, in continua evoluzione, che richiedono massima attenzione in tutte le fasi della vita, in modo da organizzare un sistema di servizi efficiente in grado di erogare risposte efficaci. Il secondo capitolo si apre con un approfondimento sulla figura del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, a partire dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Viene illustrato il percorso formativo: dalla Scuola Diretta a Fini Speciali, presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia, all’istituzione dei Corsi di Laurea, triennale e specialistica, e alla formazione avanzata con Master e Dottorati di Ricerca. Nella seconda parte del capitolo viene posta particolare attenzione all’agire etico e alla deontologia professionale, laddove la professionalità si esprime attraverso l’azione etica (Gabbard et al. 2013), poiché la relazione terapeutica tra TeRP e paziente è al contempo la base per la comprensione della dimensione di sofferenza del paziente e per l’individuazione di un percorso orientato al raggiungimento di outcome favorevoli, quali il recovery. La formazione del TeRP dovrebbe essere sostenuta da un rigoroso esercizio all’autoriflessione, poiché ci è richiesto continuamente di auto-osservarci e comprendere la nostra funzione all’interno della relazione terapeutica, rispetto ad ogni paziente. La prima nostra competenza concerne la capacità di riconoscere le questioni etiche che emergono nella cura dei pazienti che convivono con un disturbo psichiatrico. Questa competenza non può non essere influenzata dalla conoscenza di quelli che sono i concetti cruciali della bioetica. Il capitolo si chiude con una panoramica sul processo di professionalizzazione delle diverse professioni sanitarie italiane, a partire dalla loro nascita, fino all’istituzione degli Ordini Professionali. Nel terzo capitolo viene sottolineata l’importanza del TeRP all’interno di equipe multiprofessionali e viene aperta una finestra su quella che è la situazione attuale in Europa per quanto concerne il riconoscimento della nostra figura. Il Core Competence viene dettagliatamente esposto nel quarto capitolo a partire dal costrutto teorico su cui si fonda e dalla metodologia di base che ha guidato la sua costruzione, all’interno di un progetto di ricerca promosso e sostenuto da A.I.Te.R.P. che si è avvalsa della preziosa guida da parte delle Professoresse Loredana Sasso e Anna Maria Bagnasco dell’Università degli Studi di Genova. Il lavoro è stato curato dagli autori del testo, con la collaborazione, su scala nazionale, di un numeroso gruppo di colleghi, dove il focus dello studio è stato il definire le competenze specifiche del TeRP. Le attività professionali core individuate, usate nella pratica quotidiana, afferiscono a cinque specifiche funzioni, successivamente declinate in competenze

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specifiche all’interno delle fasi di lavoro. Per individuare capillarmente le competenze del TeRP, è stato costruito e validato uno strumento di auto somministrazione, utile per valutarne expertise e padronanza, secondo i modelli Dreyfus e Guilbert. Le competenze comprendono conoscenze, abilità e comportamenti che caratterizzano l’agire professionale, coerentemente ai bisogni di salute individuati dalle fonti di riferimento. Il Core Competence rappresenta un importante traguardo che delinea l’identità professionale di un professionista sempre più impegnato e impiegato nella rete dei servizi sanitari della Salute Mentale. Inoltre si definisce come punto di partenza per sviluppi futuri inerenti i percorsi formativi, ponendosi in relazione con la proposta di un nuovo Core Curriculum che possa essere adottato, in maniera omogenea, su territorio nazionale, da tutti gli Atenei. L’omogeneità della didattica, all’interno dei Corsi di Studio, consentirebbe di poter garantire l’acquisizione delle competenze di base, quali standard minimi essenziali per l’ingresso del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, nel mondo del lavoro. Il Testo si chiude valorizzando il metodo scientifico che ci ha permesso di verificare le necessità formative, a partire dall’individuazione, sul campo, delle singole competenze del TeRP, con l’obiettivo di poter richiedere al mondo accademico di validare i percorsi formativi, in cui siano chiare le competenze necessarie per esercitare la professione. E mettendo in evidenza quanto tutto ciò abbia un risvolto fondamentale nel tutelare la salute del cittadino, nei termini in cui la qualità dei servizi è centrata, in primis, sulla professionalità delle risorse umane.

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Introduzione Killaspy H., Harden C., Holloway F., et al. (2005) “What do mental health rehabilitation services do and what are they for? A national survey in England”. Journal of Mental Health, 14:157–165. Klein J.P., Knaevelsrud C., Bohus M., Ebert D.D., Gerlinger G., Günther K., Jacobi C., Löbner M., RiedelHeller S.G., Sander J., Sprick U., Hauth I. (2018) Internet-based self-management interventions: quality criteria for their use in prevention and treatment of mental disorders. Nervenarzt. Aug 20. Lehman A.F., Kreyenbuhl J., Buchanan R.W., Dickerson F.B., Dixon L.B., Goldberg R., et al. (2004) The schizophrenia patient outcomes research team (PORT): updated treatment recommendations 2003. [GuidelinePractice Guideline Research Support, U.S. Gov’t, Non-P.H.S. Research Support, U.S. Gov’t, P.H.S.]. Schizophr Bull, 30(2), 193–217. Liberman R.P., Kopelowicz A. (2014) Teaching persons with severe mental disabilities to be their own case managers. Psychiatric Services, 53: 1377–1379. Moran G.S., Westman K., Weissberg E., Melamed S. (2017) Perceived assistance in pursuing personal goals and personal recovery among mental health consumers across housing services. Psychiatry Res., 249: 94-101. Mueller N.E., Panch T., Macias C., Cohen B.M., Ongur D., Baker J.T. (2018) Using Smartphone Apps to Promote Psychiatric Rehabilitation in a Peer-Led Community Support Program: pilot Study. JMIR Ment Health, 15; 5 (3). Pingani L., Fiorillo A., Luciano M., Catellani S., Vinci V.; Ferrari S.; et al. (2012) Who cares for it? How to provide psychosocial interventions in the community. Int J Soc Psychiatry, 59(7), 701–705.4. Pratt C.W., Gill K.J., Barrett N.M., et al. (2013) Psychiatric Rehabilitation. New York, Academic Press. Roncone R., Ussorio D., Salza A.; Casacchia M. (2016) Psychiatric Rehabilitation in Italy: Cinderella No More-the Contribution of Psychiatric Rehabilitation Technicians International Journal of Mental Health, 45: 24–31. Roncone, R., Mazza, M., Pollice, R. (2012) Riabilitazione psichiatrica nella schizofrenia. In Manuale di Terapia Psichiatrica Integrata (Vol. 2), ed. C. Altamura, F. Bogetto, M. Casacchia, G. Muscettola & M. Maj pp. 15–36. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore. Rössler, W., Drake R.E., (2017) Epidemiology and Psychiatric Sciences. Psychiatric Rehabilitation in Europe. Cambridge University Press 26, 216–222 Sarita A., Sanches S.A., van Busschbach J.T., Michon H.W.C., van Weeghel J., Swildens W.E. (2018) The Role of Working Alliance in Attainment of Personal Goals and Improvement in Quality of Life During Psychiatric Rehabilitation. Psychiatric Services, 69 (8): 903-909. Veltro F., Chiarullo R., Leanza V., et al. (2013) Descrizione dell’esperienza, dell’efficacia pratica e della diffusione dell’intervento cognitivo-comportamentale di gruppo nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Psichiatria. Riv Psichiatr., 48: 130-9. Zucca C., Ortolani E., Frattarolo S., Aiello T., Travaglini G., Cro F., Trisolini A. (2017) Group-based rehabilitative interventions in the Department of Mental Health of Viterbo, Italy. Riv Psichiatria, 52(5): 200-207

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