

Libertà vigilata


Mentre i casi locali di Covid-19 sono in continuo aumento, viene fissata una data per riaprire bar e ristoranti.
La premier Gladys Berejiklian ha anche confermato che i cittadini del NSW completamente vaccinati potranno tornare nei pub, nei bar e tagliarsi i capelli, ma solo dopo che lo stato avrà raggiunto un tasso di vaccinazione a doppia dose del 70% tra gli over 16 .
Perché
Secondo le attuali proiezioni, tale obiettivo dovrebbe essere raggiunto entro il 18 ottobre.
La Berejiklian ha affermato che la tabella di marcia per la riapertura è soggetta a modifiche secondo le circostanze o se i casi di Covid in una particolare area dovessero essere troppo alti. "Non posso sottolineare abbastanza quanto sia importante per le persone farsi vaccinare: se
io sono io!

L'ex consigliere liberale Grahame Morris ha biasimato i "giornalisti di serie B" che hanno criticato il viaggio per la festa del papà di Scott Morrison a Sydney ed ha elogiato il Primo Ministro per i suoi "valori familiari".
Mi aggiungo alla lista degli scribacchini di serie B nel criticare il Primo Ministro. Chi dovrebbe dare l’esempio ha preferito tornarsene a casa da Canberra per trascorrere la festa del papà con la sua famiglia, mentre il resto della popolazione ha trascorso la giornata isolato dalle proprie famiglie nel rispetto dei blocchi in corso per la pandemia.
"Non ha fatto nulla di male; per cominciare, gli è stato permesso di tornare a vedere i suoi figli - non li vedeva da circa due mesi con tutte le restrizioni della quarantena e i viaggi all'estero" ha detto Morris a Sky News Australia.
Un chiaro insulto a tutti gli australiani chiusi in casa che non possono recarsi a vedere i propri cari.
Elogiare i “valori” dei privilegiati mi fa venire in mente la famosa frase del film “Il Marchese del Grillo”: Mi dispiace, ma io sono io e voi non siete un @#%$$%!
Per votare alle prossime elezioni Comites, devi fare la richiesta al Consolato...
Ma il voto non era un diritto e un dovere come recita l’Art 48 della nostra Costituzione?
La parte finale dell’articolo recita: “Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”
Evidente che in Italia ci considerano incapaci o moralmente indegni...
Era il 2014, quando qualche burocrate si rese conto che “al fine di conseguire l’obiettivo di razionalizzazione della spesa pubblica, destinata a garantire
l’operatività degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, in attesa del generale riordino della normativa che disciplina la composizione e le modalità di elezione, con riduzione dei relativi costi».
Quindi è dal 16 ottobre 2014 che siamo “in attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento”
Nel frattempo “si è ritenuto di dover continuare ad applicare, come richiesto, il sistema di voto per corrispondenza”.
Richiesto da chi?
“Dagli anziani, che per ragioni anagrafiche non sono molto a loro agio con moderne tecnologie informatiche”.
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In vista quarantena a casa, non più in albergo Arriva
L'Australia comincerà da ottobre a emettere certificati internazionali di vaccinazione anti-Covid per consentire ai viaggiatori di comprovare all'estero il proprio status di immunizzazione.
Il governo federale, riferisce il Sydney Morning Herald, è inoltre in colloqui con altri Paesi per stabilire quali vaccini saranno riconosciuti in accordi di viaggio entro 'bolle' concordate tra Stati.
I passaporti vaccinali per i viaggi internazionali saranno disponibili sia dai telefoni cellulari dei viaggiatori, sia su carta. È anche in via di introduzione un sistema di certificazione dello status vaccinale mediante chip nel passaporto.
Il primo ministro Scott Morrison ha indicato che l'introduzio-
ne della quarantena in casa sarà la chiave per riaprire i confini.
L'Australian Health Protection Committee, guidato dall'ufficiale medico capo Paul Kelly, ha all'esame differenti opzioni di qua-







La cornata del Minotauro
rantana da applicare a persone vaccinate che entreranno in Australia.
L'obiettivo è mettere fine al travagliato sistema di quarantena in hotel. (ANSA)

Il denaro non ha odore (ma il resto si)
Purtroppo non siamo immortali
"Uomo bianco lingua biforcuta"
La battaglia dell'anziano Wiradjuri
destino di un minatore italiano
continua in ultima pagina

Completa il Censimento oggi stesso non è troppo tardi
I rilevatori del censimento stanno visitando comunità in tutta l’Australia per incoraggiare le persone che non hanno ancora completato il Censimento (il “Census” in inglese) a farlo oggi stesso. Stanno consegnando dei solleciti o dei moduli cartacei, nel rispetto delle restrizioni relative al COVID-19 vigenti in zona.
L’istituto australiano di statistica (sigla inglese “ABS”) stima di aver ricevuto 9,1 milioni di moduli relativi al Censimento del 2021 debitamente compilati, compresi quelli completati su internet e quelli compilati su carta.
Andrew Henderson, Executive Director del Censimento e Portavoce Nazionale ha affermato, “anche se il responso a tutt’oggi è positivo, vi sono delle persone che non hanno ancora compilato il Censimento.
“Non importa dove abiti - in un condominio, in un alloggio per studenti o in una casa monofamiliare, devi compilare il Censimento non appena possibile.
“Le persone possono completarlo su internet sul sito www. census.abs.gov.au oppure chiamandoci al numero 1800 512 441 per richiedere un modulo cartaceo. Se hai compilato un modulo cartaceo, ricorda di farlo perve-
Allora!
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nire per posta all’ABS usando la busta preaffrancata.
Ogni risposta è importante. È importante ricordare che i dati del Censimento contribuiscono a pianificare e erogare servizi essenziali a singole persone, famiglie e comunità, e pertanto esortiamo il pubblico a completare il Censimento oggi stesso.”
L’ABS vuole anche ricordare alle persone con una seconda residenza - un immobile per investimento o una casa per le vacanze da cedere in affitto - di farci sapere se tale stabile era disabitato nella serata destinata al Censimento, cioè nella serata di martedì 10 agosto.
“Si tratta di una procedura semplice quella di ‘denunciare un indirizzo come libero o disabitato’ tramite il sito del Censimento se la tua casa per le vacanze o l’immobile per investimento erano vuoti nella serata destinata al Censimento,” ha proseguito Mr Henderson.
“È importante per noi ottene-
re un quadro preciso degli immobili liberi o disabitati perché il Censimento conteggia tutte le abitazioni in tutta l’Australia, oltre a conteggiare tutte le persone.”
Per le persone che necessitano di aiuto per completare il Censimento, sono previste varie forme di supporto tra cui sessioni in lingua su come compilare i moduli che si trovano sul sito www.census.abs.gov.au/italian. Puoi anche chiamare il numero 1800 512 441 oppure, per aiuto in italiano, puoi chiamare il servizio traduzioni e interpreti gratuito (TIS National) al numero 131 450 che potrà offrire informazioni sulle domande del Censimento e su cosa prendere in considerazione quando si risponde a tali domande.
Il Censimento è obbligatorio ai sensi del Census and Statistics Act 1905 e potrebbero essere comminate delle multe a coloro che si rifiutano di completare il Censimento.

di Marco Testa
60 anni di relazioni tra la Svizzera e l’Australia
La Svizzera e l’Australia festeggiano 60 anni di relazioni tra i due stati. Le prime lettere credenziali furono presentate dal Dr Friedrich Gygax, il 5 settembre 1961. Qualche anno più tardi fu costruita la sede d’Ambasciata, sita a Canberra nel sobborgo di Forrest.
In occasione dell’anniversario, la rete diplomatica ha dedicato l’intero mese di settembre per fare conoscere i volti e le realtà svizzere operanti Down Under con una serie di video trasmessi sulle pagine social. “Durante il mese di settembre volgeremo lo sguardo al passato, al presente e al futuro delle relazioni tra la Svizzera e l’Australia,” ha affermato l’Ambasciatore Pedro Zwahlen.
Bernadette Hunkeler Brown, Console Generale a Sydney è intervenuta spiegando i servi-
zi svolti dal Consolato con sede a Bondi. L’organico di 15 unità comprende 7 impiegati in mansioni consolari, 2 addetti alla reception, 1 responsabile commerciale, il Console Generale e un Vice-Console Generale, Didier Boschung, entrambi incaricati delle relazioni diplomatiche-consolari e culturali. Inoltre, un ufficio turistico aggregato al Consolato conta 3 impiegati. Il Consolato Generale di Sydney ha competenza, oltre che per l’Australia, anche per le isole del Pacifico e vanta oltre 26,000 cittadini svizzeri iscritti nella propria anagrafe, al sesto posto su scala mondiale tra i consolati elvetici. “Anche se siamo in lockdown, rimaniamo a disposizione di chiunque abbia necessità di accedere ai servizi consolari, dal lunedì al venerdì, via telefono oppure via email,” ha ricordato il Console Generale.
AMA: il Governo dimostri l'impatto dell'allentamento delle restrizioni COVID sul sistema sanitario

L'Australian Medical Association (AMA) ha affermato che il piano del governo del New South Wales pubblicato nei giorni scorsi per iniziare la riapertura dal lockdown COVID-19 mancava di dettagli sufficienti, inclusa qualsiasi modellazione dei futuri numeri dei casi e degli impatti sul sistema sanitario.
Il presidente Federale dell'AMA, il dott. Omar Khorshid, e il presidente statale del NSW, la dott.ssa Danielle McMullen, hanno affermato che sebbene il governo del NSW abbia dichiarato di seguire il modello Doherty preparato per il governo nazionale, sembra aver ignorato gli avvertimenti secondo cui l'allentamento delle restrizioni quando i sistemi di tracciamento dei contatti saranno già sopraffatti porterebbe risultare in un maggiore numero di casi.
"La modellazione Burnet rilasciata di recente dal NSW si basava sul mantenimento delle attuali restrizioni e non includeva una valutazione di ciò che i cambiamenti annunciati oggi avrebbero significato per il sistema sanitario", ha affermato.
“L'analisi di Burnet mostra che è probabile che il NSW allenta le restrizioni in un momento in cui ci saranno ancora più di 500 infezioni ogni giorno e con il sistema sanitario sotto notevole stress. Sappiamo già che è al di là della capacità del sistema sanitario del NSW di tracciare efficacemente i contatti di molte centinaia di casi al giorno.
Secondo il modello Burnet, nei mesi di ottobre, novembre e passando a dicembre, la capacità di terapia intensiva nel Nuovo Galles del Sud sarebbe stata messa a dura prova. Il pubblico aveva bisogno di sapere che i cambiamenti di oggi non avrebbero peggiorato i picchi previsti o avrebbero fatto durare ancora di più.
Il dottor Khorshid ha affermato che l'alto numero di infezioni mette sotto pressione tutte le parti del sistema sanitario - dipartimenti di emergenza, reparti ospedalieri, unità di terapia intensiva e cure primarie - e ha distolto risorse preziose dalla funzione quotidiana del sistema sanitario.
La chirurgia elettiva dovrebbe continuare a essere rinviata e
gravi condizioni di salute non sarebbero né diagnosticate né trattate, ha affermato.
“Il NSW ha ragione ad allentare lentamente le restrizioni e a limitare i cambiamenti alle persone che sono completamente vaccinate. Tuttavia, il problema chiave del NSW è che sta cercando di allentare le restrizioni
quando è probabile che il numero dei casi sia troppo alto", ha affermato il dott. Khorshid. "Il NSW dovrebbe cercare di ottenere un tasso di vaccinazione più elevato al fine di ridurre la pressione sul sistema sanitario del NSW e garantire che il NSW possa aprirsi in modo sostenibile", ha affermato il dott. Khorshid.

Dott. Omar Khorshid
CGIE-MAECI: Le leggi le interpretino i giudici, non i capo ufficio

di Marco Testa
Il CGIE sembra, ancora una volta, cadere nello stesso tranello e si rivolge al Ministero degli Affari Esteri per ottenere “chiarimenti importanti sulle questioni di eleggibilità e di candidabilità alle elezioni Com.It.Es.”
Grave errore, questo che continua a creare confusione per gli italiani nel mondo e, forse, siamo proprio giunti al capolinea dell’indifferenza proprio perché invece di intercedere presso i canali parlamentari e giudiziari, gli organismi di rappresentanza come Com.It.Es. e CGIE danno adito ai burocrati di sentenziare su quali siano le corrette interpretazioni normative.
Non intendo sminuire certo il lavoro del Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone che in più occasioni, ha saputo andare anche contro corrente, cercando di incentrare il dibattito sulle elezioni per il rinnovo dei Com. It.Es. in un’ottica di massima rappresentatività.
Al contempo, però, non si può certo negare la miopia di un CGIE che chiede al Direttore
della DGIT, Luigi Maria Vignali, o a due capiufficio del Ministero degli Affari Esteri di esprimere pareri normativi, che possano fare emergere “nuovi elementi di risposta” al fine di “estenderli agli attuali Com.It.Es. [e] metterli a conoscenza delle Sedi consolari all'estero per un adeguamento.”
Ancora più inappropriata la risposta degli interessati burocrati, visto che da parte di questi ultimi “appare chiaro” il tentativo di voler azzardare una largamente commistione incostituzionale tra potere esecutivo e giudiziario.
In Italia il potere dello Stato è diviso tra il ramo che del parlamento, incaricato di fare le leggi, il potere esecutivo, che comprende il governo e i ministeri, che applicano le leggi, e infine la magistratura, a cui spetta il ruolo interpretativo.
Quando uno di questi poteri sconfina nell’ambito dell’altro, purtroppo, lo Stato va in crisi e i cittadini soffrono le conseguenze di quello che, generalmente, si chiama abuso di potere.
E difatti, anche in questo scambio di richieste tra il CGIE
e il Ministero non mancano certi assolutismi che vanno ben oltre il compito esecutivo e di gestione di un ufficio pubblico, quando si inviano documenti ministeriali contenenti affermazioni più adatte ad un giudice amministrativo che al dipendente pubblico.
L’esempio lampante è nella nota congiunta De Vita-Darchini dove si legge addirittura la frase: “appare dunque chiaro che il legislatore si stia evidentemente riferendo a ...”
Ma da quando in qua un dipendente pubblico si può arrogare il diritto di poter dire quali siano o meno le intenzioni del Parlamento?
Viene proprio da dire: E che, c'ho scritto Jo Condor!
Fin quando gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero sceglieranno di affidarsi ai burocrati per quesiti che sono di natura giudiziaria, questo non potrà che alzare l’ennesimo polverone e creare inutili confusioni, non solo per le elezioni di rinnovo dei Com.It.Es., le questioni martoriate dell'eleggibilità di membri che vi stanno da 30 anni e che da tempo hanno superato la soglia dei due mandati previsti dalla legge, ma anche per quei pochi diritti faticosamente guadagnati in sede parlamentare.
Non per ultimo, si consideri la farsa delle recenti e disastrose Circolari Ministeriali n.2 e n.3 del 2020 e l’anomalia dei bilanci preventivi degli Enti Gestori che non saranno più soggetti al parere dei Com.It.Es., ovvero - all’atto pratico - non è più possibile accertare la reale necessità e l’impatto di contributi per centinaia di migliaia di euro a favore della lingua e della cultura italiana sulle collettività italiane all’estero.
La Riforma del voto all’estero non è rimandabile
La riforma del voto all’estero è evidentemente una priorità; ma non sembra lo sia per il parlamento. Sono passati più di tre anni dall’inizio della legislatura, e ancora nessun partito ne ha chiesto la calendarizzazione in commissione affari costituzionali
Due parlamentari della Repubblica, eletti nella ripartizione Sud America, sono indagati dalla procura di Roma per presunta frode elettorale: essi avrebbero ottenuto il seggio, pare, grazie a circa 10 mila schede elettorali falsificate. Ovviamente c'è da sperare che i due parlamentari possano dimostrarsi estranei ad ogni accusa, ma quello che colpisce è l’immobilità dimostrata parlamento nel legiferare su un tema così importante per la democrazia del nostro Paese.
La notizia, gravissima, non è infatti certo un fulmine a ciel sereno. Lo sanno bene i nostri connazionali iscritti all’AIRE: ad ogni tornata elettorale, il voto all’estero è travolto dalle polemiche sui brogli. Tuttavia, nulla è mai stato fatto per risolverne le principali criticità.
"Questa vicenda è infatti solo l’ultima delle tante su cui già sono state fatte inchieste e indagini negli anni: plichi rubati, plichi comprati, schede contraffatte". È quanto dichiara in una nota la deputata Elisa Siragusa, eletta nella circoscrizione elettorale Estero-Europa, in merito all’indagine che vede coinvolti il deputato Eugenio Sangregorio
e il senatore Adriano Cario, entrambi candidati con l’Unione Sudamericana degli Emigranti Italiani (Usei).
La riforma del voto all’estero è evidentemente una priorità, ma non sembra lo sia per il parlamento. Sono passati più di tre anni dall’inizio della legislatura, e ancora nessun partito ne ha chiesto la calendarizzazione in commissione affari costituzionali. "Speriamo che quest’ultimo caso - aggiunge la parlamentare - possa essere una sveglia per il parlamento e il Governo. Sull’argomento, comunque, presenterò un’interrogazione ai ministri competenti".


di Franco Baldi
Un lunghissimo ma interessante incontro via Zoom dei Presidenti dei Comites d’Australia è stato organizzato dallo Stato ospitante del Victoria; vi hanno partecipato anche, con un esauriente e completo intervento, i nostri rappresentanti On. Francesco Giacobbe e On. Nicola Carè.
I due politici hanno confermato il completo disinteresse della politica in generale, per gli italiani residenti all’estero. Alla fine del loro lungo e articolato intervento, hanno dato l’impressione di essersi resi conto che questa inspiegabile fretta di procedere con le elezioni dei Comites in un momento così particolare ed in completo isolamento causa del famigerato Covid 19, forse non è una buona idea. Se prima votavano in quattro gatti, ora si rischia di dimezzare l’afflusso alle urne!
Il nostro corrispondente, legato davanti al computer per 5 ore ininterrotte di piattaforma zoom senza neanche una pausa caffè, ha visto nel piccolo quadratino a destra del suo lap-top il Console Generale Dott. Pierluigi Trombetta che, in procinto di trasferimento, ha salutato garbatamente augurando un buon proseguimento.
E se n’è andato...
Questa procedura è nota anche nel NSW: si partecipa, si leggono quattro parole e si cerca l’uscita. Devono averlo imparato alla stessa scuola.
Secondo il programma, si è iniziato con gli interventi degli enti gestori, un altro modo di chiamare il Coasit, che in coro hanno lamentato una cronica scarsità di finanziamenti ed un progressivo allarmante disinteresse per la nostra lingua.
Quindi, se ben capisco, con più soldi la lingua cresce, senza “pecunia” si rattrappisce.
Interessante il fatto che fossero tutti d’accordo: vogliamo più soldi!
Non è stato spiegato bene cosa faranno con quei soldi, anche perché quella non era la piattaforma giusta, qualcuno avrebbe carpito il segreto di come fare a “pianger cassa”.
Inoltre hanno incolpato una famigerata circolare n. 3, che confesso non aver letto, anche perché nessuno l’ha resa pubblica, e che sembra essere la madre di tutti i problemi.
Che sia altro goffo tentativo per screditare i Comites e decretarne la chiusura? Ma vuoi proprio vedere che saranno i Comites a dare il parere “non vincolante” per i fondi agli Enti gestori?
Quasi quasi converrebbe agli enti gestori mettere in piedi una squadra e partecipare alle prossime elezioni dei Comites.
Con qualche Console compiacente la cosa potrebbe anche funzionare!
Dopo tutti questi chilometrici interventi, non è rimasto molto tempo a disposizione dei Presidenti Comites che, in ogni caso, cosa avrebbero potuto dire? Le decisioni non le prendono certo loro! Dava proprio l’impressione che, terminato il motivo principale dell’incontro “più soldi agli enti gestori” il piccolo inconveniente se votare o meno a chi vuoi che interessasse?
Tanto, non vota nessuno nemmeno s’è bel tempo, immaginiamo oggi che piove!
A parte il Queensland, ancora non in chiusura totale, tutti gli altri Stati hanno evidenziato grandi difficoltà per procedere alla presentazione delle liste, al macchinoso sistema di voto, le firme, per non parlare dello spoglio dei voti. A meno che… questo non avvenga a porte chiuse. Ma non mi meraviglierei più di tanto anche se così accadesse.
Tutti i Presidenti in coro hanno intonato la canzone del maggio... cioè la possibilità di rimandare a maggio 2022, le operazioni di voto. Dubito che qualcuno abbia ascoltato il grido di dolore dei nostri cari rappresentanti, anche perché la cosa stava andando troppo per le lunghe.
Il “nostro” ha protestato dicendo che “Avete parlato sempre voi e adesso che tocca a noi ci fate fretta...”
Non si è capita bene la risposta. Forse un po’ di statico perché, si sa, con il Covid-19 anche Zoom, specie se non vaccinato, può produrre interferenze.
Una settimana dopo, da Melbourne, è arrivato un comunicato ufficiale in cui si dicono preoccupati per la crescita dei contagi in Australia.
Ma guarda un po’, lo sanno pure a Melbourne e chiedono “a gran voce il rinvio delle elezioni Comites”.
La voce non deve poi esser stata tanto forte, perché subito dopo il Ministero degli Esteri ha fatto sapere che si voterà il 3 dicembre e basta! Un arrangiatevi voi che fa capire quanto a cuore gli italiani all’estero stiano ai burocrati in Patria.
Il costo di tali importantissime votazioni a cui, se andrà bene, parteciperà il 3% aventi diritto al voto, dovrebbe essere un misero finanziamento da 9 milioni di euro anche se ieri, nel bollettino del Ministero, la cifra era salita a 12 milioni.
Ma con tutto il bene che voglio agli enti gestori, non era meglio dare a loro direttamente i 12 milioni e smetterla con questo teatrino delle votazioni degli italiani all’estero? *Il
Le "bolgette diplomatiche" con le buste votate degli italiani all'estero
Purtroppo non siamo immortali
L'uomo, e soltanto l'uomo, con le sue incertezze e le sue paure, le sue debolezze e le sue passioni, la sua viltà e il suo coraggio, la sua pazienza e la sua insofferenza, il piacere e il dolore, è il protagonista dei Saggi. (Giorgio Montefoschi)
di Franco Baldi
L'uomo in realtà, non sa nulla.
Dopo lungo rimuginare sono arrivato all'unica spiegazione logica: i vaccini, o questi intrugli che le ditte farmaceutiche hanno messo in circolazione in così breve tempo, non sono la bacchetta magica che fanno sparire il Covid-19 con una semplice iniezione.
Comunque, sono il frutto di ricerche e sperimentazioni effettuate da migliaia di ricercatori che, in ogni caso, rallentano e in qualche caso immunizzano gli effetti di questa terribile pandemia.
Purtroppo non immunizzano tutti e, purtroppo, il vaccino non è sicuro al 100%.
Come tutti i prodotti farmaceutici, il vaccino potrebbe avere degli effetti negativi in certe
persone in particolari condizioni. Potrebbero essere dannosi o addirittura portare alla morte la persona iniettata.
Anche per tale insicurezza la società è divisa come non mai. Il lungo isolamento a lungo andare esaspera.
I social pullulano di “esperti” che sostengono che il vaccino non conta niente, che la pandemia è un’invenzione della società per controllare la società... e avanti, chi più ne ha più ne metta!
I pareri dei dottori, dei ricercatori, dei premi Nobel per la medicina vengono ridicolizzati mentre il parere di Tizio o di Caio che hanno letto qualcosa su Google o “scrollato” alcune pagine in internet e scambiato qualche frase in Facebook con “esperti” come Tizio o Caio, è tenuto nel più alto dei rispetti. E allora tutti in piazza a protestare, via le mascherine, ci vogliono togliere la libertà!
Cosa può fare il Governo per eradicare la pandemia?
Ha chiesto di mantenere la distanza, ma le distanze non vengono mantenute; ha chiesto di evitare assembramenti, ma gli
assembramenti continuano; ha chiesto di vaccinarsi ed è scoppiata la bomba del dissenso.
Ma i numeri non mentono e i ricoverati negli ospedali sono in continuo aumento. Ora ci sono anche i morti...
Le autorità mediche insistono che per vincere la pandemia tutti dobbiamo vaccinarci pur sapendo che non tutti possono essere curati e certamente sapendo che una parte di queste persone che si vaccinano perderanno la vita.
Certo, c’è un rischio, come d’altronde in tutte le cose nella vita e nessuno è immortale.
Ma non si può fermarsi davanti al rischio perché, se anche solo una parte non si vaccina, si corre il rischio di infettare tutta la popolazione e, a quel punto, pochi sarebbero i sopravvissuti.
Dobbiamo renderci conto che siamo in guerra e che il comandante ha preso la decisione di mandare la truppa all'assalto pur sapendo, in partenza, che qualcuno non tornerà alla base.
Certo è una decisione non facile da prendere, ma l'alternativa è ancora più difficile da accettare.
Il Premier Gladys Berejiklian cancella la conferenza stampa giornaliera delle undici

La fine delle conferenze stampa quotidiane sul COVID-19 annunciata dal Premier Gladys Berejiklian provoca reazioni contrastanti. Gli analisti politici hanno criticato la mossa, mentre gli epidemiologi affermano che le conferenze stampa quotidiane non sono sempre il modo migliore per comunicare le informazioni sulla salute pubblica.
"Mi presenterò alle telecamere quando ne avrò bisogno, ma aspettarsi che il leader del governo lo faccia a tempo indeterminato ogni giorno significa che non sto facendo il mio lavoro correttamente", ha detto la Berejiklian ai giornalisti a Sydney. Bill Bowtell, professore dell'Università del NSW, ha affermato che la mossa spera di scongiurare dalle responsabilità
il governo mentre il grosso dei contagi previsto per i prossimi mesi deve ancora avvenire.
"È un giorno molto brutto per la democrazia. È un giorno scioccante per la protezione della salute pubblica nel Nuovo Galles del Sud.
L'unico modo per rendere conto dell’operato del governo alla popolazione è attraverso la stampa e il parlamento.
Si rifiutano di convocare il parlamento e ora non vogliono più rendere conto alla stampa.
E questo è nel mezzo della più grande crisi nella storia moderna del New South Wales,” ha criticato il professor Bowtell.
La Berejiklian ha affermato che la segnalazione giornaliera di nuovi casi COVID-19, decessi e dei tassi di vaccinazioni sarà annunciata da un burocrate del dipartimento sanitario attraverso un video preregistrato, come avvenuto prima dell'attuale epidemia della variante Delta.


Dopotutto pare che elezioni dei Comites vadano avanti. Non nel termine “andare avanti” che per gli Alpini significa andare all’altro mondo, ma nel senso che le elezioni si terranno.
Finalmente dirà qualcuno, perché si chiederà qualcun altro. Ho aspettato invano annunci ufficiali da parte delle Autorità competenti (?) ma a tutt’oggi niente.
Comunque la notizia sembra veritiera perché arriva via qualche passaggio qua e la direttamente dalla FILEF, un’organizzazione degna di rispetto.
È indirizzata genericamente ad un Presidente, con sotto una lista di tutte le Associazioni o quel che resta delle Associazioni, del NSW. Quindi deduco che sia stata inviata dalla Filef dopo, probabilmente, averla ricevuta dall’alto:
“Gentile Presidente - inizia la missiva - come forse già saprà, il 3 dicembre si voterà per le elezioni del Comitato degli Italiani all'Estero COMITES NSW”.
Io non lo sapevo ma i presidenti già sapevano... interessante. Ma non perdiamoci in quisquilie.
“Tutti i nostri connazionali all'estero saranno chiamati a votare per le elezioni dei Com.
It.Es., che si terranno il 3 dicembre 2021". Siamo chiamati... io non ho sentito niente, non ho ricevuto niente. Inoltre, se voglio far valere i miei diritti e votare devo fare domanda perché “il plico elettorale viene spedito SOLTANTO agli elettori che abbiano presentato espressa richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale ... almeno trenta giorni prima della data stabilita per le votazioni”. La missiva conclude con “Per maggiori informazioni sui Com. It.Es. visita il sito della Farnesina". Ho provato a “klikkare” ma il link non funziona. Essendo uno che non si arrende facilmente sono andato direttamente nel sito della Fanesina e il link funziona correttamente... qualche volta succede.
Superfluo scrivere che tutto questo lo faccio per la comunità e la pubblicità alle votazioni è fatta a titolo gratuito e a beneficio dell’informazione libera, come giustamente sostiene la nostra Costituzione: Articolo 21 della Costituzione italiana “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

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Non leggo il bisettimanale anche perché quando chiesi l'abbonamento il nostro amministratore rispose “non ce lo possiamo permettere ma, se per caso ci fosse qualcosa di interessante vai all'edicola e compra solo il numero che ti interessa”.
Purtroppo tutta questa generosità non ho potuto utilizzarla perché al giorno d’oggi è diventato difficile andare all'edicola.
Fortunatamente non mancano gli amici abbonati che ritagliano qualche articolo che credono possa interessarmi, anche se le “pagine dei morti” non sono il mio miglior passatempo letterario. La scorsa settimana ho ricevuto una fotocopia, di cui posso dire il peccato ma non il peccatore, di
un articoletto con tanto di foto del filantropo che informa l'inizio della donazione di soldi ai poveri ragazzi italiani che sono rimasti senza lavoro da 8 mesi e nessuno si prende cura di loro, nemmeno il Consolato.
Ovviamente a noi non hanno fatto sapere niente, come al solito, metti caso che gli rubiamo l’idea... non si sa mai.
Verso sera altra fotocopia. La nostra ex collaboratrice è passata dall’altra parte?
Beh, siamo in democrazia e ognuno fa quello che vuole. Ne abbiamo acquistati tre e persa una... siamo ancora in profitto. Tanti auguri e spero che venga retribuita al pieno delle sue qualità.


Con la musica nel cuore
di Franco Baldi
Con la morte del batterista dei Rolling Stone, Charles Watts, un altro pezzo della mia gioventù se ne va. Questo c’era da aspettarselo... se crepo prima io non me ne accorgo, ma se sopravvivo, prima o poi tutte quelle persone che ho seguito e ammirato durante il mio viaggio le vedrò arrivare al traguardo prima di me.
Facciano pure, tanto non ho fretta...
Questa volta, mentre me ne stavo sulla staccionata immaginaria, sulla riva del fiume immaginario, ho visto passare Charlie... Si, proprio lui, quello dei Rolling Stones, il gruppo che mi ha accompagnato attraverso la contestazione degli anni ‘60, quando protestare era il principio alla base di tutto.
L’Italia era uscita dalla guerra e noi, figli della guerra, volevamo uscire dall’Italia: ci stava stretta.
Eravamo cresciuti fin lì con tante lotte, tanti scontri, tante domande e nessuna risposta. Era il momento in cui dovevamo vedercela con quelli che, forse, durante la guerra si erano nascosti nelle cantine. Una classe dirigente benestante, opportunisti sopravvissuti ai bombardamenti indiscriminati degli americani, alle rappresaglie della guerra civile, politici corrotti ed incapaci... Insomma, un calendario di santi immaginari che proteggevano noi, i figli e vittime della guerra.
La nostra colonna sonora dello sconfusionato dramma post bellico era la musica rock, mentre quella della classe dirigente era quella che chiamavano melodia all’italiana: motivetti con parole insulse, rime più o meno infantili, canzoni che parlavano di papaveri che volevano sposare le papere, figli che amavano le mamme e montagne nevose con il rintocco di campane...
Nel collegio dei padri Dehoniani non si poteva ascoltare musica, ma ci facevano vedere, con il contagocce, la televisione. Non quella di oggi con le veline in mutandine, quella del tempo, rigorosamente in bianco e nero e possibilmente di programmi maschili, cioè quelle trasmissioni in cui gli attori principali sono uomini: come la santa messa della domenica dal Vaticano o il secondo tempo della partita di calcio.
Ma quella sera c’era il Festival di Sanremo. Onestamente, ancora oggi non riesco a capacitarmi
come mai Padre Ferdinando ci permise di assistere ad un programma così... audace.
A dire il vero, la trasmissione sembrava più interessante della messa dal Vaticano e sul palco, addobbato di fiori che vedevamo solo bianchi e neri, si susseguivano cantanti impeccabilmente vestiti con giacca e cravatta.
Giorgio Consolini aveva appena terminato “Campana di Santa Lucia” e Padre Fernando con i suoi “cocchetti” già l’applaudivano come la canzone vincitrice. Invece noi, gruppo dei contestatori, non eravamo particolarmente coinvolti, anzi, qualche sbadiglio era di troppo.
- Di Migliacci e Modugno - annunciò il presentatore Gianni Agus - Nel blu dipinto di blu.
- Canta Domenico Modugnostrillò Fulvia Colombo, la presentrice.
Già questa introduzione aveva infastidito il nostro sacerdote... una donna che presenta un festival canoro non doveva essere in alto nella sua graduatoria, se poi si aggiunge che stava strillando… La canzone comincia lentaPenso che un sogno così non ritorni mai più - facendomi pensare che fosse la solita cantilena - Mi dipingevo le mani e la faccia di blu - spero solo sia vernice ad acqua, altrimenti sei fregato - Poi d'improvviso venivo dal vento rapitoSì, se non sei grasso come Padre Ferdinando, altrimenti occorre la bufera - E incominciavo a volare nel cielo infinito - adesso ci racconterà qualche santo che sale al cielo volando... e, come se Modugno avesse letto nel mio pensiero, proseguì:
- Volare oh, oh, cantare oh, oh. Come per magia, tutti noi, i contestatori incalliti cominciammo a battere mani e piedi tra gli sguardi scandalizzati dei “cocchetti di prete” che cominciarono a tapparsi le orecchie con le mani per non sentire.
- Nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù...
Il sacerdote si alzò e spense la televisione sentenziando:
- Tutti a letto, non possiamo vedere questa schifezza: questa è musica da pestapiedi, questa musica è l'anticamera dell'inferno!
Padre Fernando era fatto così... prima faceva vedere un po’ di televisione e poi, nel momento più bello, spegneva il televisore. Egli ci concedeva di giocare a pallone durante il pomeriggio, poi, quando le squadre erano in pa-
rità, sospendeva la partita e… se qualcuno aveva fatto cadere una forchetta nel refettorio, lo faceva inginocchiare davanti alla statua di Domenico Savio per ore intere. Oggi lo chiamerebbero sadico, ma allora era un sacerdote normale.
- Nella vita devi affrontare tante cose - mi disse Padre Fernado dal confessionale - ma non è certamente da me che imparerai queste cose. Come ho detto ieri e lo ripeto, questa musica da pestapiedi è l'anticamera dell'inferno. Non ho niente contro la musica, non ho niente contro il ballo, ma non tra un uomo e una donna, il ballo è per soli uomini, altrimenti diventa tentazione. Per penitenza, reciterai tre Padre Nostro e cinque Ave Maria.
La confessione in collegio era obbligatoria, altrimenti niente ricreazione e si doveva passare l’intera ora in classe a rileggere l’Iliade, cantata da un cieco in tempi remoti.
Giunto il 1961, l’anno segnò un doppio traguardo: l’uscita dal collegio e i Beatles.
Finalmente, con il primo stipendio in tipografia, potei comprare un giradischi, una delle mie passioni nella vita. Questo piatto che gira, gira come il mondo e fa ascoltare e sognare il mondo... anche se, un gruppo dai capelli lunghi che si fanno chiamare “scarafaggi” strillano in una lingua incomprensible. Certamente a Padre Ferdinando non sarebbero piaciuti.
Non passò troppo tempo e sul piatto prese posto quella che chiamavano la musica "sporca e cattiva" quella musica che attinge alle radici del rock'n'roll e del
blues, e guarda caso, anche questi cantanti strillavano in quella lingua incomprensibile. Ma il nome era decisamente migliore: Pietre Rotolanti... i Rolling Stones.
I Beatles furono, almeno per il momento, segregati nel cassetto per far spazio a Mick Jagger dei Rolling Stones che cantava Tell Me.
- L’anno copiata dall'Equipe 84 - disse mamma.
- Casomai sarà stata l’Equipe 84 che ha copiato dai Rolling Stones - risposi piuttosto risentito dall’insinuazione.
- Sarà, ma almeno quelli la cantano in italiano...
- Un po’ di ragione ce l’hai, cantano in inglese. Non che ci trovi molto di strano, sono inglesi, mi meraviglierei se cantassero in italiano per farti piacere.
Chissà quante volte quel piatto con il disco dei Rolling Stones avrà fatto il giro del mondo: Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts alla batteria.
E chissà cosa avrei fatto io nella vita senza i Rolling Stones! Ricordo ancora che presi due cucchiai di legno e sulla base della pentola grande cominciai a percuotere il ritmo.
Mamma, impaurita, era schizzata fuori dalla camera da letto dove stava facendo il suo sonellino pomeridiano. Forse aveva sognato che stavo sfasciando la porta a vetri che dava in salotto...
- Ma cosa devo fare per farti smettere con questo fracasso?
- Mi compri l’Exakta?
- Va bene, ti compro quello che vuoi, basta che la smetti di fare
fracasso - acconsentì mammaMa cosè l’Exakta?
- Una macchina fotografica tedesca!
- Perché, quella italiana no va bene? Hai già la Bencini...
- Tu non capisci, mamma...
- Naturalmente, capisci tutto tu... Tedesca poi? Perché non sai cosa hanno fatto i tedeschi durante la guerra...
Per qualche anno la musica rock fu segregata nel cassetto in basso, quello dove già alloggiavano i Beatles. Ci stavano un po’ stretti, ma ci stavano.
Nel cassetto di sopra presero posto la mia Exakta nuova, i rullini, l’album dei negativi. Avevo perfino il filtro rosso... che allora non capivo a cosa servisse considerato che fotografavo in bianco e nero.
Qualche anno dopo l’avrei capito, come avrei capito l’inglese. Ma ormai il sogno era svanito. Il rock era dappertrutto, la fotografia divenne digitale e l’inglese lo parlano tutti.
Con il tempo i dischi dei Beatles e Rolling Stones tornarono nel primo cassetto. Le macchine fotografiche a rullino nella bacheca. E ora Charlie se n’è andato e, con lui, anche un pezzo della mia gioventù. Questa è la gioventù che non torna più... anche se, a volte, vorrei tanto che tornasse. Ma nel frattempo ho imparato che nella vita non sempre si può ottenere quello che si vuole... Sing it again Mick:
- You can't always get what you want, but if you try sometime, you find you get what you need...
Good night old friends. I will miss you, Charlie.


a scuola
Il mio Dante sì e il tuo Dante no!

Tutto pronto per il 6° Convegno Nazionale per insegnanti di italiano in Australia, che si terrà nel corso della XXI Settimana Internazionale della Lingua Italiana, sabato 23 ottobre 2021 anche se, a dire di alcuni si sarebbe potuto coinvolgere e promuovere anche il Museo della Divina Commedia di Sydney, quale opera unica nel suo genere prodotta da connazionali in Australia.
L’iniziativa su scala mondiale della Settimana Internazionale della Lingua Italiana gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il tema del convegno di quest'anno per l’Australia è “Dante, l'italiano - I grandi maestri da Dante a oggi: spunti per la classe d' italiano,” proprio in virtù del fatto che nel 2021 si celebra il 700° anniversario dalla scomparsa del Sommo Poeta. Le registrazioni sono aperte fino al 15 ottobre 2021, all’indirizzo: www.eventbrite.com. au/e/168532199345.
La conferenza si svolgerà online a causa delle restrizioni COVID19, ed è frutto della collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia, l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney e il Co.As.It. di Sydney.
A quanto si legge in un comunicato del NSW Department of Education, l’ente privato coordinerà la conferenza Zoom.
Il programma e i dettagli per l'iscrizione sono stati diramati in una locandina.
Dopo il benvenuto ai partecipanti da parte di Lillo Guarneri (IIC - Sydney), l’indirizzo di apertura sarà dato dall’Ambasciatrice d’Italia S.E. Francesca Tardioli.
A seguire tre inteventi tematici, “Intertestualità dantesca: un percorso divertente che sorprende” di Rodney Lokaj (Spoleto); “Dante e la meravigliosa storia linguistica dell’Italia” di John Kinder (Perth) e “Digital Dante” di Josh Brown (Canberra). Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, altri tre interventi: “Dante
and the making of Italians in Australia di Paolo Totaro (Sydney), seguito da “Lectura Dantis: Pillole di Dante per un’umanità sofferente” di Bianca Bonino (Sydney). Inoltre due iniziative fuori tema, la presentazione del libro “L’italiano in Australia: lingua e cultura nell’attuale insegnamento della lingua,” e sarà inoltre proclamato il Vincitore del Premio Italia 2021, consuetudine che ormai avviene ogni anno. Infine, due workshop con inizio alle ore 15:00. Il primo dal titolo “Dante in gioco: Attività per la scuola primaria” e il secondo “Idee, suggerimenti ed iniziative sull’insegnamento di Dante Alighieri e delle sue opere nelle classi d’italiano dell’Australia”
Dispiace che alla conferenza, molto probabilmente, non verrà fatto nessun riferimento al Museo della Divina Commedia, inaugurato a Sydney lo scorso marzo.
Evidentemente quando un progetto, pur valido che sia, non segue la prassi collaudata dai soliti "noti" si preferisce ignorarlo che dare il giusto credito.
Sembra proprio che all’innovazione interattiva e museale, l’Ambasciata, l’Istituto di Cultura e il Co.As.It abbiano preferito ignorarla.
Come sempre vige il motto: quello che faccio io va bene, quello che fai tu non esiste.
«Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!»
(Purgatorio, canto VI, vv. 76-78)

Nuovo ciclo di webinar gratuiti: 18
e 24 settembre 2021
Ornimi Edizioni torna con nuova serie di incontri di formazione online gratuiti per insegnanti di italiano L2/LS. Gli appuntamenti saranno un’occasione per scambiarsi idee, spunti e riflessioni sui principali temi dell'innovazione didattica.
Il primo, sabato 18 settembre 2021, dalle ore 15:00 - 16:30 (ora italiana) è organizzato in collaborazione con la Scuola L’Accademia di Cagliari.
Dal titolo: “Educazione ed Emozioni: un binomio inscindibile”, si propone di illustrare l’importanza della gestione delle emozioni nei percorsi educativi.
I relatori esploreranno come e perché è importante che gli insegnanti abbiano un’intelligenza emotiva ben sviluppata per affrontare in maniera positiva e costruttiva il proprio percorso di insegnamento.
Il secondo webinar si terrà venerdì 24 settembre 2021, dalle 15:00 - 16:30 (ora italiana) e
sarà incentrato sul tema della “Diversità e inclusione in un corso di italiano L2/LS”. La prima parte sarà dedicata ad “Individuare e gestire la diversità nella classe di lingua in una prospettiva inclusiva”, elaborando una checklist che tenga conto di tutte le possibili forme di diversità e attivare strategie didattiche adeguate.
Nella seconda parte del webinar, “Strategie didattiche per affrontare la disomogeneità nella classe di lingua ad abilità differenziate”, con obiettivo di fornire un quadro teorico e pratico utile per pianificare un intervento didattico efficace e in una prospettiva di inclusione della diversità.
La partecipazione ai webinar è gratuita e i partecipanti riceveranno via mail tutte le istruzioni per entrare nella sala virtuale.
Nelle settimane seguenti alla conclusione di ogni webinar i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.
Playing the piano, not the tambourine: a language under attack
A lady from the organising committee of a literary festival called to share the details of an appointment: «So, for your ‘pickup’ we have arranged a driver who will come to pick you up directly at your address.
As for the timetable, I will soon send you a ‘Whatsapp’ with your contact so that you can ‘interface’ directly with him».
I stall. A kind of momentary block of the synapses, like when they tell you: "The son of the aunt of the girl of the brother of the best friend of the father".
Then, you have to build mental synoptic tables to solve the dilemma and understand what the other is trying to say. This processing operation may take between twenty seconds to half a minute.
"Hello," says the lady. Like this. Without question mark. A sort of call to order, or rather a reproach of lack of reactivity. «Have pa-
tience», I say, «I am still busy with La Pista Cifrata».
"What?" She says confused. «The Puzzle Week game, do you know it? That of the dots. He joins them with a pencil and a shape comes out ». "Ah, yes," replies the girl without understanding the analogy. «Well, it doesn't matter. So, in summary, you now send me the driver's number and I agree with him ». "Exactly!" She says delightedly, approving the translation.
When I hang up, I am seized by a slight fit of melancholy at how we are literally reducing the Italian language. I guess I got the verb right: to reduce. The Italian language is undergoing a progressive reduction based on grafts. We speak a little in Italian and a little in (fake) English (the majority of those who slip fashionable English terms into a conversation would be unable to hold up a phone call or give a directions to

a tourist), plundering special terminologies, related to technology in particular, so, as in the phone call above suggests, when we talk to a driver to agree on the departure time, we ‘interface’ with him; and the purpose of using this alternative verb (which gradually takes the place of the original) is to soften a concept that does not
need frills. In the same way, to give another example, spreading news is said to "make it viral", as if the infectious disease metaphor charged the news itself with drama, even if its interest does not go beyond the perimeter of the condominium in which it circulates. Even gossip, according to this logic, is viral. Therefore,
whoever lives to make up for the facts of others is a healthy bearer of stranger intimacies.
And if "interfacing" means relating to another human being, kissing is also a way of interfacing. At which one imagines a dialogue between lovers at the first approaches: "Why are you looking at me like that?"; "Because I love you. And I would love to ‘interface’ with your lips».
The problem is not the jargon. Nor is the metaphorical use of words belonging to specialised vocabulary. To oppose the freedom of language in order to feed on the great dictionary of the world would be a nostalgic and anti-historical position.
It is to hybridise Italian in this ignorant and easy-going way, which makes it ridiculous. While Italian has an infinite range of modes of expression, and can be played like a piano, rather than a tambourine.
XXI Settimana della Lingua Italiana:
Ambasciatori di lingua
LEZIONE D’ITALIANO N.42
La Marco Polo Italian Language School è uno dei servizi offerti
dalla CNA-Italian Australian Services and Welfare Centre Inc. La scuola d’Italiano è strutturata in classi di livello Elementare, Pre-Intermendio e Intermedio. I
nostri corsi permettono a chi è impegnato durante la settimana di partecipare alle lezioni. Questa rubrica mensile desidera fornire ai nostri lettori delle nozioni di lingua italiana di livello elementare per stimolare
un migliore apprezzamento della lingua di Dante. Per maggiori informazioni sui nostri corsi telefonate allo (02) 8786 0888 oppure inviate una email a: learning@cnansw.org.au

‘Boomer’ è tra le parole nuove dell’Accademia
della Crusca

Tra le ultime parole nuove che la prestigiosa Accademia della Crusca ha riconosciuto c’è anche il termine ‘boomer’.
La prestigiosa Accademia della Crusca ha una storia pluricentenaria alle spalle da quando iniziò le sua attività tra il 1570 e il 1580.
Una storia di studio e ricerca sulla lingua italiana che riconosce nel 1583 l’anno della sua stabile costituzione e che continua ancora oggi.
Sempre attenta all’evoluzione linguistica e ai cambiamenti del parlato, l’istituzione presenta una sezione specifica sul proprio sito ufficiale dedicata alle parole nuove.
Si tratta di termini selezionati che la redazione individua “sulla base di un monitoraggio sui grandi mezzi di comunicazione di massa” e tenendo conto delle segnalazioni degli utenti.
È possibile, infatti, inviare la ‘candidatura’ di una parola che sia di nuova formazione, che sia particolarmente ricorrente o che di recente abbia assunto un nuovo significato.
Parole che spesso non sono neppure ancora registrate nei vocabolari.
Scorrendo, quindi, la pagina con l’elenco dei termini approfonditi ci sono schede dedicate che raccontano le parole riconosciute come nuove.
Tra i lemmi di più fresco riconoscimento c’è ‘boomer’, a cui
l’Accademia della Crusca ha dedicato una scheda a inizio 2021. Usato dai giovani, sui social media e nei nuovi media, il neologismo è un prestito dall’inglese e deriva da ‘baby boomer’. Così si legge nella definizione della scheda: “Appellativo ironico e spregiativo, attribuito a persona che mostri atteggiamenti o modi di pensare ritenuti ormai superati dalle nuove generazioni, per estensione a partire dal significato proprio che indica una persona nata negli anni del cosiddetto ‘baby boom’, e cioè nel periodo di forte incremento demografico che ha interessato diversi paesi occidentali al termine del secondo conflitto mondiale, tra il 1946 e il 1964”.
La sua comparsa in Italia, come esempio isolato, risale a una poesia di Nanni Balestrini risalente al 1968 e inizia a essere usata in maniera sporadica già negli Anni Novanta.
Ma la sua definitiva affermazione nel linguaggio giovanile è recentissima, legata ai social network. E proprio su Twitter viene identificata la prima attestazione nella lingua corrente: è il 10 agosto del 2018. Questo il tweet dell’utente: “I boomer nostrani a quest’ora bevono un grappino e guardano techetechete”.
Non ancora registrata sui dizionari, è ricercatissima in rete e per molti è ancora sconosciuta. O quasi.


Il culto sia aperto a tutti,
perché “Gesù è il Signore di tutti”
L’Arcivescovo di Sydney, Mons. Anthony Fisher, ha rivolto un messaggio ai fedeli, in seguito ai recenti annunci sulla tabella di marcia per la riapertura dei luoghi di culto al pubblico.
“Carissimi in Cristo, È stato annunciato che Sydney inizierà a riaprire una volta che il 70% della popolazione adulta avrà ricevuto due dosi di vaccino COVID-19 e si prefigura un ulteriore allentamento delle restrizioni una volta raggiunto l'80%.
La tabella di marcia prevede che i luoghi di culto saranno inclusi in questa riapertura.
Nelle discussioni con il Governo del NSW e il Dipartimento della Sanità del NSW, mi sono unito ad altri leader religiosi nell'insistere sul fatto che il culto è un servizio essenziale, non una semplice attività ricreativa. Abbiamo spiegato che tutte le nostre fedi sono inclini a consentire a tutti coloro che si avvicinano alla preghiera di partecipare, che molti pastori e fedeli sarebbero a disagio nel dover limitare la partecipazione ai sacramenti soltanto a coloro che sono totalmente vaccinati e che ciò potrebbe rivelarsi molto divisivo.
Con l'arcivescovo anglicano Kanishka Raffel, insisterei sul fatto che “Gesù è il Signore di tutti e il suo vangelo è un vangelo per tutti. Un cartello "Vietato l'accesso" alla porta della chiesa è del tutto incoerente con il Vangelo predicato all'interno". Razza, genere, etnia, età, istruzione, ricchezza o stato di salute (inclusa la vaccinazione) non devono essere punti di divisione all'interno della comunità cristiana o ostacoli alla comunione con Cristo Gesù.
Stiamo lavorando con un importante specialista di gestione del rischio legato alle malattie infettive per elaborare un piano che
consenta la riapertura sicura delle chiese e il ritorno sicuro al culto per tutti. Un certo allentamento delle restrizioni sia all'esterno che al chiuso è all'orizzonte. Un numero maggiore di fedeli sarà consentito anche in occasione di matrimoni e funerali. E dovrebbero essere possibili anche altri sacramenti (ad es. Battesimo e Cresima) e attività pubbliche di culto.
Ci aspettiamo che il clero continui a essere autorizzato a fornire assistenza pastorale nelle case delle persone. I leader religiosi si sono impegnati a fare tutto il possibile per garantire che i luoghi e le attività di culto siano sicuri, per promuovere informazioni affidabili sulla vaccinazione e altre misure preventive e affinché le persone possano avvalersene. Ripeto la mia esortazione al clero a essere vaccinato per garantire che in futuro possa fornire assistenza pastorale in luoghi come chiese e scuole, ospedali e case di cura per anziani.
Molte persone nelle ultime settimane hanno comunicato il loro desiderio di un ritorno alla Messa, e so che il clero è desideroso di accogliere i fedeli. Continuerò a lavorare con altri leader religiosi per difendere le vostre istanze. Quando avremo qualcosa di più concreto, vi renderemo partecipi. Nel frattempo, per favore non siate troppo preoccupati e non traete conclusioni affrettate sulla base di quanto sentite dire nei media. C'è ancora molta strada da fare prima che il NSW raggiunga il 70% e poi l'80%.
Per favore, pregate per la Chiesa e le autorità civili, mentre lavoriamo insieme per avere le nostre parrocchie e comunità aperte e di nuovo funzionanti. Con gli altri vescovi e sacerdoti prego ogni giorno per voi.”
The Plenary Council is back on

di Vannino di Corma
The Plenary Council is back on, as a complex master plan which attempts to solve the Catholic Church’s old problems with the same old ‘hippie’ solutions of the 1960s.
One Diocesan website welcomes the reconvening of the Plenary Council, following the adjournment required by the pandemic, and rejoices for the “Australian Catholic Church”, perhaps unaware of the meaning of the word ‘Catholic’, Greek for ‘universal’.
Unlike the Church of England or other “national” churches, one of the unique features of the Catholic Church is its “universality”. When a Diocesan website speaks of an “Australian Catholic Church”, it suggests that the Plenary Council should address the
issue of formation for those who are in charge of managing media and content publication.
Jokes aside, on the Agenda, as a matter of urgency, is “how might the Church in Australia open in new ways to Indigenous ways of being Christian in spirituality, theology, liturgy, and missionary discipleship? How might we learn from the First Nations peoples?”
In principle, one can only appreciate the uniqueness of Aboriginal Spiritualities, even when only 2% of Aboriginal and Torres Strait Islanders, according to the Australian Bureau of Statistics, follow traditional spiritual practices. Estimates indicate that First Australians comprise about 2.3% of the Catholic Population and certainly the Church needs to consider the suitability of ex-
isting formation and ministry structures for Indigenous Australians into the future.
With over 5.2 million Catholics in Australia, most of whom are migrants or descendants thereof, however, the Plenary Council has generally made little reference to supporting migrant communities to retain their language, traditions, piety and religious festivities in Australia for second and third generation migrants.
Surprisingly, a move forward from the initial program is a question now on the agenda that aims to consider “how might we better embrace the diverse liturgical traditions of the Churches which make up the Catholic Church and the cultural gifts of immigrant communities to enrich the spirituality and worship of the Church in Australia?”
Lastly, another hot topic on the Plenary Agenda is that of the ‘ecological conversion’. This “Bergoglian pearl” will seek to respond to “how can we express and promote a commitment to an ‘integral ecology of life’ in all its dimensions, with particular attention to the more vulnerable people and environments in our country and region?” Smoking ceremonies, Gluten-free hosts and non-alcoholic wine may be a starting point.
After 8 years of coexistence with Pope Francis, Guido Marini goes to Tortona

by Marco Testa
The first impression was chilling … on 13 March 2013 in the "room of tears" where the vestments for the newly elected Pope were ready in the adjacent Sistine Chapel. There, Ratzinger's master of ceremonies, Guido Marini, former secretary of Cardinal Dionigi Tettamanzi in the years of the Ge-

noese episcopate, received Jorge Mario Bergoglio's clear refusal to wear the gold pectoral cross and the red velvet mozzetta. Edged with clear words, Francis said: "I prefer not to".
An urban legend colored the episode with the untrue joke addressed by the newly-elected Pope, pointing to the mozzetta and saying to the master of pontifical ceremonies: “You'll wear this. The carnival is over”.
But even if there was no joke about the carnival and no humiliation for the obedient master of ceremonies who, at the opening of the Conclave, had pronounced the fateful formula "extra omnes", certainly at that moment Guido Marini understood that it was. The time has come to turn the page: for Monsignor Marini therefore everything changed. However, the intelligent liturgist, who at the time enjoyed a great following among the traditionalists, did not oppose and indeed cooperated with the new course inspired by Franciscan simplicity and poverty, testified by the truly
radical choice of the new Pope to always and only wear the modest robes he had brought from Buenos Aires. So much so that just three months after the election, during the most important mass of World Youth Day in Rio de Janeiro, Francis publicly embraced his master of ceremonies during the sign of peace.
For almost eight and a half years, Marini faithfully served Pope Francis supporting his reform in the same way he had done from 1 October 2007 until 28 February 2013 with Benedict and his liturgical revival. But the Guido Marini chapter in the Vatican closes today. Francis has in fact decided to entrust him with the beautiful diocese of Tortona.
Ordained a priest on February 4, 1989, Marini continued his studies in Rome at the Pontifical Lateran University, where he obtained a Doctorate "In utroque Iure" with a thesis concerning the problem of Church and State relations in the early 1900s. He was then personal secretary of the archbishop Tettamanzi and master of the ceremonies of the successors Bertone and Bagnasco, until the call of Pope Ratzinger who wanted him in Rome. Why is Bergoglio now sending him back to Liguria (and lower Piedmont) as bishop? Simply because at the age of 85 the Pope realises that his pontificate will not last very long and Marini, at the age of 56, may well turn the page to start a new ministry and perhaps return to Rome in the years to come.
"Storia corsara"

L’uomo bianco ha la lingua biforcuta sui sentieri della memoria di
“White man speak with forked tongue”.
Questa frase divenuta proverbio è stata pronunciata da un capo pellerossa nei riguardi dei bianchi invasori che regolarmente, spudoratamente e sistematicamente tradivano la parola data durante le tregue e le trattative concordate.
Nel mio caso riguarda un episodio a mio parere molto importante della breve storia dell’Australia bianca, di cui avrebbe potuto cambiarne completamente il corso, cosa che non avvenne anche in seguito ad una infamia perpetrata dal comandante delle truppe coloniali inglesi che non esitò a tradire la parola data per sopprimere ferocemente e vigliaccamente nel sangue una rivolta di galeotti organizzata e guidata da “prigionieri politici” irlandesi.
Ripercorriamo in sintesi la storia. Siamo nel 1804, sedici anni dall’inizio dell’occupazione inglese e la proclamazione della colonia del Nuovo Galles del Sud e esattamente cinquanta anni prima della ribellione dei minatori a Ballarat.
Da qualche anno dopo una cruenta battaglia combattuta in Irlanda tra Inglesi e Irlandesi conclusasi con la disfatta totale degli irlandesi, gli inglesi avevano iniziato a deportare in Australia anche i prigionieri politici irlandesi. Quindi non delinquenti o criminali ma patrioti combattenti per la difesa della loro terra. L’odio tra inglesi e irlandesi era dovuto, oltre che dell’occupazione inglese dell’Irlanda, dalla storica disputa religiosa tra Anglicani i primi e irriducibili cattolici i secondi.
Quindi tra i deportati il numero di prigionieri politici irlandesi era rilevante e naturalmente essi costituivano un pericolo di indottrinamento e sollevamento dei galeotti contro il governo inglese della colonia. Pericolo che non fu preso nella dovuta considerazione, infatti il 4 marzo del 1804 circa 400 galeotti che operavano ai lavori forzati in aziende agricole attorno a Parramatta, località a circa 20 km dal porto di Sydney, si ribellò. Le guardie furono rapidamente e facilmente sopraffatte, alcune addirittura si unirono ai ribelli, furono prese armi e
munizioni, una casa fu data alle fiamme come segnale per altri cospiratori sparsi sul territorio, una staffetta fu inviata nei centri di detenzione lungo il fiume Hawkesbury a circa 30 km di distanza dove altri 1.100 galeotti erano pronti ad unirsi.
È evidente che il piano di attacco era stato preparato bene e con cognizione di causa da Phillip Cunningham e William Johnston due comandanti in capo della ribellione avvenuta in Irlanda, località Vinegar Hill, 6 anni prima conclusasi con la disfatta degli irlandesi e successiva deportazione in Australia dei leader sopravvissuti inclusi per l’appunto i nostri due protagonisti.
Il piano era organizzato alla perfezione ma non aveva tenuto conto dell’assoluta inaffidabilità della maggior parte dei ribelli.
Molti mandati a rastrellare armi, vettovaglie e persone, nelle fattorie intorno, si persero, altri, i più, si ubriacarono, la staffetta mandata ad avvisare i ribelli sull'Hawkesbury, tradì consegnandosi ai militari e rivelando tutti i piani operativi, e cosi la notizia arrivò velocemente a Sydney dove il capo del Corpo militare della colonia, George Johnston (inquietante coincidenza di omonimia con William) in tutta fretta mise assieme tutte le truppe di pronto intervento, 26 soldati (sic!) a cui si unirono 40 volontari civili e si mise in marcia forzata a cavallo nel cuore della notte tra il 4 e 5 marzo.
Un contingente di circa 100 soldati a piedi li avrebbe raggiunti successivamente.
Nel frattempo il gruppo originario di rivoltosi si era ridotto a circa 300 persone, un numero ancora consistente e competitivo, anche in considerazione che molti erano armati con armi da fuoco, e si era incamminato verso il fiume dove ancora speravano di essere raggiunti dagli altri.
Avevano proclamato la Repubblica di New Ireland e Cunningham incoronato king of the Australian Empire. (idee istituzionali un po’ confuse). Si fermarono su una collina a metà strada tra Sydney e Windsor e li furono raggiunti dal maggiore George Johnston e da un sacerdote cattolico, quindi irlandese, padre Dixon.
Ricordo il rapporto di forze a quel punto: 300 ribelli contro 66 tra soldati e volontari. Il Maggiore propose una tregua e un incontro con i capi ribelli per cercare di risolvere la questione senza spargimento di sangue. Diede la sua parola d’onore e fece vedere che lui e padre Dixon erano disarmati.
Alla domanda del Maggiore su quali fossero le loro richieste, questi risposero:” Morte o Libertà e una nave per tornare in Irlanda”.
La trattativa fu sospesa e rimandata. George Johnston cercava di guadagnare tempo in attesa dei rinforzi di fanteria.
Dopo un po' dalla ripresa dei colloqui, infatti apparve nella radura il drappello dei rinforzi e a quel punto Johnston tirò fuori da sotto la giacca la pistola che teneva nascosta (vigliacco) la puntò alla testa di Cunningham e diede ordine ai soldati e volontari di sparare contro i ribelli fermi a pochi metri davanti a loro.
Fu una carneficina, i ribelli sorpresi e senza guide si diedero alla fuga e furono abbattuti come conigli.
Ne uccisero circa 30 sul posto. Altri verranno inseguiti, incatenati e impiccati senza processo il giorno dopo tra questi Cunnin-
gham. Non sono riportate perdite tra le forze governative (sic!).
Questa in breve la cronaca di una delle pagine più nere della storia inglese in Australia. Conclusioni e puntualizzazioni
1 - La rivolta di Ballarat, avvenuta nel 1854, nota come Eureka Stockade non fu la prima rivolta australiana e non fu politica.
2 - La rivolta di Castle Hill, in seguito ribattezzata, di Vinegar Hill 2, in ricordo di quella avvenuta nel 1798 in Irlanda, aveva molte probabilità di successo. Il
rapporto organizzativo e numerico tra ribelli e le scarse truppe locali non era cosi sbilanciato. Se le cose fossero andate per il verso giusto (per i ribelli) sarebbero stati 167 regolari contro 1500 ribelli.
3 - George Johnston continuerà a disonorare la propria divisa rappresentando il settore militare nella collusione criminale con la politica e la mafia. Ne riparleremo
4 - Gli inglesi approfittarono per vietare nuovamente ai cattolici di celebrare messe pubbliche divieto che era stato tolto solo un anno prima. I raduni in chiesa erano ritenuti occasione di trame sovversive.
5 - Del resto la nascita stessa della colonia del NSW avvenuta ufficialmente nel 1770 da parte di James Cook, fu il prodotto di una asserzione biforcuta. Falsa e bugiarda! Secondo il diritto inglese dell’epoca l’Inghilterra non poteva annettersi un territorio senza motivazioni molto gravi di sicurezza nazionale. Naturalmente gli aborigeni non costituivano pericolo alcuno.
Quindi il nostro eroe cosa s'inventò? Che occupava queste terre nel nome di Giorgio III perché erano: “terre nullius”. Poche ore prime il prode navigatore aveva fatto sparare addosso ad un gruppo di “nullius” che dalla riva lo stava inneggiando come una divinità. Era il 29 di Aprile del 1770. Grazie per l’attenzione e alla prossima


Opening Hours: Monday-Friday: 8:30 am - 5:30pm Saturday: 8am - 2pm Sunday: closed
Campisi Butchery by Roberto Minnici
DOMANDA
Perché dovrei ricevere il vaccino contro il COVID-19?







RISPOSTA
I vaccini contro il COVID-19 sono il miglior modo di proteggere voi, la vostra famiglia e la vostra comunità dal COVID-19. I vaccini contro il COVID-19 autorizzati all’uso in Australia hanno dimostrato di essere molto efficaci nel proteggere da malattia grave e morte. Sono necessarie due dosi dello stesso vaccino per ottenere la migliore protezione dal COVID-19. Al vostro primo appuntamento il personale vi indicherà quando prenotare la seconda dose.
Per maggiori informazioni chiamate il 1800 020 080.
Per i servizi di traduzione e interpretariato chiamate il 131 450.

spifferi da Singapore

Afghanistan che fai non vai?
E la casa come te la fai? Carne da macello e gente in vacanza!
di Omar Bassalti
Come in ogni occasione della storia, i nodi arrivano al pettine.
Oggi 11 Settembre 2021, sono passati 20 anni dall'attacco alle Torri Gemelle di New York dove morirono circa 4000 persone. Un attacco vile, un attacco al cuore di uno dei paesi, forse, più potente del mondo.
Scrivo dall'Asia, quindi lasciatemi il beneficio del dubbio che, forse, effettivamente... anche la Cina si candida... O meglio, si è già candidata, ad essere la “number one” piaccia o non piaccia.
Non vi voglio tediare in discussioni di cose e fatti triti e ritriti sul 9/11 ma sulle ricadute e sulle declinazioni ad ampissimo spettro che in una serie infinita di eventi ha portato l'Italia a vincere ben tre medaglie d'oro alle para-olimpiadi sulla distanza dei 100 metri per donne amputate.
Inizio affermando che nessuno mai ha formalmente invitato l'Italia a partecipare alla guerra messa in piedi dagli Stati Uniti per dare la caccia al presunto demolitore delle Torri del 9/11. Eppure ci siamo voluti andare!
Questo l’ha già detto Lucio Caracciolo, direttore di Limes, la più autorevole rivista italiana di geopolitica, che la partecipazione alla guerra dell’Afghanistan ha comportato sicuramente una “traction” da parte del Ministero della Difesa. Diversamente, come si potrebbe mai finanziare una
guerra se non partecipando a missioni nel mondo?
Caraccioli ha proprio usato, in un video live facilmente trovabile in rete, la frase “Gli Italiani vanno nelle missioni all'estero e così aumentano le case al mare dei dirigenti dell'Esercito, del Ministero della Difesa etc etc”.
Una retorica ridicola sulla fuga tipo ladri dall'Afghanistan è stata narrata in queste settimane mostrando come il console Tommaso Claudi si sia, a suo modo, sacrificato per liberare il paese e portando in Italia chi poteva andarci. Solo pochi giovani si salvano e di loro ne fanno una narrazione eroica che ci sta fino ad un certo punto, ma dire eroica è pure sbagliato.
La realtà è che, per me, sono puramente carne da macello perché i vecchi papponi in carriera diplomatica appena possono scappano e lasciano paesi come l'Afghanistan. Questa è la realtà il resto è retorica e propaganda. E questo è esattamente quello che è accaduto nel paese dell'oppio e dell'eroina.
Questi giovani consoli o Ambasciatori sono delle parentesi all'interno di uno scenario di indifferenza che spazia a livello sociale dagli United States fino al nostro Belpaese l'Italia. Ci sono consoli che, non vorrei sbagliarmi - echi sono arrivati fino a Singapore - rifiutano di ricevere al Consolato anche lo stesso giornale sul quale vi sto scrivendo. Soggetti, che a Singapore appena fiutata l'aria con cui si fanno qui facilmen-
te i soldi e sul quanto si possa avere uno stile di vita alta, hanno pensato bene di mettersi in aspettativa e girare in Porsche per l'isoletta pensando di non far chiacchierare la comunità Italiana in città.
Voi non siete nomadi o zingari privilegiati come vi definite, in realtà siete assolutamente espressione di un’Italianità che esiste. Siete la parte peggiore!
Anche a Singapore ci sono gli specchietti per le allodole
dove l'Ambasciatore prende netti circa 25,000€ per un totale in quattro anni di circa 1,300,000€. Non ho sbagliato i conti, ho aggiunto la tredicesima, perché? non me la vuoi pagare?
E poi senza dimenticare che a Singapore, a quanto ci risulta, c’è anche un extra perché considerata zona pericolosa. Dove non so, ma lo stipendio aumenta.
A Singapore il vice che girava
in Porsche prendeva 12,000€: ecco questa è gente di cui io, personalmente, mi vergogno. E voi (perché lo so che leggerete quest’articolo) vi dovreste vergognare. Siete li in vacanza e non rappresentate nessuno se non solo voi stessi… zingari privilegiati!
E la chiusa su chi la facciamo?
Voglio parlare di brave persone che per decisioni altrui sono morte o hanno la vita sconvolta per sempre. Quindi un bravissimo ragazzo della periferia di Milano, Luca Attanasio, Ambasciatore Italiano in Congo, carne da macello, non uno zingaro privilegiato, un animo di buon cuore arrivato da una famiglia normale, un ragazzo di soli 40 anni morto ammazzato, sparato, in Congo. E chi, pari della carne da macello saltata sulle granate, Monica Contrafatto, amputata in Afghanistan che quest'anno ha vinto la medaglia a Tokyo su i 100m per amputati.
Quale Italia è l’italiano all’estero? Beh io so benissimo che è pieno di milioni di brave persone e che queste, forse, sono rappresentate da Luca Attanasio, Monica Contrafatto e Tommaso Claudi!
Non ci rappresentano assolutamente quelli che manco vogliono ricevere il giornale di zona degli Italiani. Non ci rappresenta chi prende la palla al balzo per opportunismo e se la gira in Porsche. Non ci rappresenta chi si fa beccare importunare bambini nelle Filippine. Non ci rappresenta chi fa canti nazisti con il braccio alzato. Non ci rappresenta chi tiene comportamenti che pregiudicano la morale e immagine del nostro Paese.
Voi non ci rappresentate, ma sicuramente rappresentate quella che è la vostra Italia, molto diversa dalla nostra!
di Mauro Torta Singapore, che conta 4452 Italians, è la prima Lista per i Comites 2021 completa e con tanto di Logo. Un team di Professionisti multisettore con una importante voglia di aiutare la crescita della comunità italiana in Singapore! La lista è composta da cittadini italiani residenti da lungo tempo a Singapore, con un notevole bagaglio professionale e culturale. Imprenditori, professionisti, cittadini con storie ed esperienze personali diverse uniti nell’intenzione di aiutare e supportare, attraverso il Comites, la comunità italiana a Singapore e renderla più coesa e meno frammentata. La lista include candidati che lavorano in molteplici settori come finanza, assicurazioni, trasporti, food & beverage ed altri ancora. Molti dei candidati sono residenti a Singapore da tanti anni, con lo status di PR (Permanent Resident), hanno quindi real-

mente conoscenza della realtà locale. Oltre il 70% dei candidati è residente a Singapore da più di 10 anni.
In una città-stato come Singapore, dove le ridotte dimensioni facilitano i rapporti personali e professionali a beneficio della comunità italiana, l’associativismo è fondamentale. La lista ha all’interno membri dell`Italian Association di Singapore e di altre Associazioni sia Italiane che locali.
Chi sono?
1 Marotta Massimo, Roma (RM) 19/04/1972. 2 Castellano Aniello, Sant’Agnello di Sorrento (NA) 04/03/1968. 3 Bassalti Omar, Milano (MI) 20/09/1979. 4 Santini Andrea, Milano (MI) 02/08/1983. 5 Notarnicola Marco, Bari (BA) 07/07/1986. 6 Girardo Ludovica. Torino (TO) 08/03/1984. 7 Messaggio Pierpaolo, Crema (CR) 24/11/1976. 8 Carollo David Edoardo, Milano (MI) 30/10/1981. 9 Casetto Pacheco João Alberto Campinas, SP (Brasile) 03/10/1984. 10 Costa Alberto, Camposampiero (PD) 19/08/1985. 11 Mancini Stefano, Milano (MI) 01/09/1973. 12 Adragna Paolo, Viareggio (LU) 28/08/1978. 13 Gadda Gabriele, Tradate (Va) 18/01/1984. 14 Scozzi Gianfranco, Melissano (LE) 09/09/1957. 15 Streglio Renzo Roma, (RM) 27/07/1953

RITORNO A SCUOLA

Chissà che fine hanno fatto le centinaia di migliaia di banchi a rotelle acquistati l’anno scorso di questi tempi dalla ministra Azzolina e che non sono serviti assolutamente a nulla.
Chissà perché il governo (e la Corte dei conti) non intervengono per questo spreco di milioni di euro, né inquisiscono l'ex supercommissario Arcuri che tra mascherine, banchi, e acquisti cinesi ne ha fatte più di Bertoldo,
ma che pacificamente continua a trascorrere i suoi mesi dopo aver ricevuto - anziché avvisi di garanzia - altre consulenze governative.
Tra pochi giorni dovrebbe riaprire la scuola per il nuovo anno scolastico, ma siamo ancora praticamente sempre allo stesso punto da mesi: niente certezze, vaccini “si-no-si-no-forse”, professori ed aule che mancano... insomma il solito caos.
CROLLO
Siccome “Tutto va ben madama la marchesa” NON si deve ricordare attraverso i media che i numeri delle vaccinazioni in Italia sono drammaticamente calati rispetto alla primavera.
Siamo ormai largamente sotto i 250.000 vaccinati al giorno rispetto ai 5/600.000 che erano stati ipotizzati. Il risultato è che neppure a settembre si raggiungerà l’immunità di gregge nonostante le molte promesse e le dichiarazioni del generalissimo Figliuolo.
Le classi più giovani di età sono tuttora largamente scoper-

te, così come gli under 50. Davanti all’impennata dei casi forse qualcuno dovrebbe riflettere sulla OBBLIGARIETÀ del vaccino in molte situazioni, anche per incentivarne la somministrazione
tra i giovani. So che diversi lettori non condividono, ma credo che vaccinarsi sia un dovere, ferme restando doverose critiche doverose al “sistema” e al business vaccinale.
LAMORGESE INADEGUATA

La ministro dell’interno Luciana Lamorgese mi sembra del tutto inadeguata al suo ruolo e soprattutto contraddice con la sua azione una linea di governo che dovrebbe avere un ben diverso
profilo. A parte la questione immigrazione che si subisce e basta senza nessuna controindicazione o iniziativa politica, ci hanno messo meno tempo i Talebani a riconquistare l’Afghanistan che
l’ineffabile ministro a far sgombrare un accampamento di drogati a Viterbo senza autorizzazioni, controlli e permessi.
Anzi, la ministro non ha fatto né ordinato nulla visto che dopo sei giorni i “campeggiatori” se ne sono andati tranquillamente per fine party senza essere stati minimamente disturbati nonostante ci sia anche scappato un morto.
Violate le norme Covid, spaccio in libertà, nessuna regola e nessuna sanzione visto che evidentemente la legge NON è uguale per tutti.
Negazionisti di oggi e Negazionisti di ieri
di Alberto Maggi
“Nun me piace!” è il conosciuto tormentone della commedia di Eduardo de Filippo “Natale in casa Cupiello”.
L’anziano protagonista, amante delle tradizioni, in occasione del Natale, ha allestito “il più bel presepio di tutti gli altri anni”, e cerca il consenso del figlio Tommasino, un tontolone viziato dalla madre. Niente da fare: “Nun me piace!”, è la sua risposta. Inutilmente il padre tenta di fargli notare la bellezza degli angioletti, dei tre re magi, della stella cometa…“Nun me piace!”, è la sua risposta.
Questo ragazzo tardo e pigro è la parodia del negazionista, colui che rifiuta di vedere il bello, il buono, e sa rispondere solo ripetendo la stessa solfa e lo stesso slogan: “Nun me piace!”. Non c’è motivo, semplicemente non gli piace. Il personaggio di Tommasino è la caricatura di quelle nullità, che per far notare la loro presenza hanno bisogno di gridare la loro tanto ostinata quanto ottusa contrarietà.
C’è poi un altro tipo di negazionismo dalle conseguenze drammatiche, perché si fonde con il fanatismo religioso.
È il negazionismo che, forte delle sue sacre convinzioni, rifiuta la realtà perché è inammissibile, scomoda o spiacevole, o semplicemente non può essere.
Un esempio di questo negazionismo si trova negli scritti di Geremia, dove il profeta avverte il popolo dell’imminente pericolo, rappresentato dall’invasione
dei Babilonesi guidati da Nabucodonosor, invitandolo ad abbandonare false certezze: “Non confidate in parole menzognere ripetendo: Questo è il tempio del Signore, il tempio del Signore, il tempio del Signore” (Ger 7,4).
Ma il grido d’allarme del profeta non fu ascoltato nonostante l’evidenza dell’approssimarsi della tremenda invasione. Gerusalemme era la città del Dio d’Israele e per questo non poteva essere conquistata.
La tradizione religiosa, infatti, credeva che Gerusalemme fosse imprendibile in quanto Dio stesso avrebbe impedito la caduta del luogo che conteneva la sua presenza.
Del resto anche il salmista esaltava l’imprendibilità di Gerusalemme, perché “Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare. Dio la soccorre allo spuntare dell’alba… Il Signore degli eserciti è con noi, nostro baluardo è il Dio di Giacobbe” (Sal 46, 6.8), per poi dover amaramente constatare che “hanno ridotto Gerusalemme in macerie” (Sal 79,1), come già Geremia aveva vanamente profetizzato: “Gerusalemme diventerà un cumulo di rovine” (Ger 26,18).
Ugualmente, secoli dopo, durante l’assedio di Gerusalemme da parte dei Romani, a causare la morte di molti durante l’attacco alla città santa, quando era evidente a tutti che era assurdo resistere alla soperchia forza distruttrice degli invasori, fu proprio “un falso profeta che in quel giorno aveva proclamato agli abitanti della città che il Dio comandava
loro di salire al tempio per ricevere i segni della salvezza” (Guerra, VI, 5,2 §285). E vi incontrarono la morte.
Le radici del negazionismo vanno ricercate nella paura. Il negazionista è, infatti, un individuo che è vittima della sua stessa paura che non vuole riconoscere.
Non sapendo come gestire la sua ansia, semplicemente la nega e, non sapendo affrontare un mondo che è in costante cambiamento, lo rifiuta.
Tutto quel che è complesso, quel che richiede riflessione, un ragionamento articolato e fondato, esula dalle sue capacità e liquida il tutto con un secco NO.
Forse l’immagine con cui si potrebbe raffigurare il negazionista è quella dello struzzo con la testa infilata per terra. Il pericolo c’è, ma lui si ostina a non vederlo, a ignorarlo, illudendosi così di eliminarlo dal suo orizzonte.
Per farsi notare il negazionista deve andare contro l’evidenza, e

contro la verità, e per questo suo delirio deve appoggiarsi su una visione della società vittima di ogni tipo di complotto, dal finanziario al religioso, con il continuo sospetto che si traduce in rifiuto di tutto quel che con le sue limitate capacità intellettuali non riesce a comprendere.
Forse fregiare del termine negazionista certe persone è anche troppo, in altri tempi, prima del “politicamente corretto” e dei social, si sarebbero detto semplicemente che erano dei minchioni.
Ma, di fatto, dal linguaggio comune è praticamente scomparso il verbo sminchionire, far cessare qualcuno di essere un minchione, ovvero di essere ridicolmente ingenuo e credulone.
Probabilmente è sembrata un’impresa disperata far ragionare il crescente numero di negazionisti, terrapiattisti, cospirazionisti, seguaci di scie chimiche, novax, no covid, no tutto.
Ma non bisogna scoraggiarsi, del resto nella più sana tradizione cattolica vengono insegnate le sette opere di misericordia spirituali dove sono elencate anche “insegnare agli ignoranti” e… “sopportare pazientemente le persone moleste”.
L’AUTORE - Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» a Montefano (Macerata), cura la divulgazione delle sacre scritture interpretandole sempre al servizio della giustizia, mai del potere.
pagina di Angelo Paratitico
Jesse Owens e il razzismo contro gli atleti neri

di Angelo Paratico
I giochi olimpici del 1936 restano fra i più controversi di tutta la storia olimpica, eppure oggi se ne parla, soprattutto, per ricordare la mancata stretta di mano fra Adolf Hitler e James C. Owens, conosciuto come Jesse Owens.
Spesso si ricorda quell’episodio indicando anche che Hitler lasciò lo stadio in anticipo proprio per non volere stringere la mano a un vincitore di colore. E di medaglie d’oro Owens ne vinse ben quattro.
Eppure, questa pare essere una fake news, dato che vi furono vari testimoni oculari che sostennero che la stretta di mano ci fu. Non si capisce, dunque, perché questa erronea narrazione debba persistere, come se non bastassero ben altri episodi della vita di Hitler per condannarne la memoria. Dunque che bisogno c’è di aggiungere delle bugie alla sua storia, non basta forse la verità?
Hitler forse strinse la mano e sorrise a Owens. Pare addirittura che gli diede una propria fotografia con dedica autografa, secondo il giornalista sportivo Siegfried Mischner, il quale disse in televisione: “La foto fra Hitler e Owens venne scattata dietro alle quinte del podio d’onore e quindi non fu diffusa dalla stampa ufficiale. Ma io ho visto Hitler stringere la mano a Owens.”
Owens disse sempre la verità ma non venne creduto e a un certo punto ritenne prudente starsene zitto. Per verificare i fatti basta prendersi la briga di andare a leggere i giornali americani della fine del 1936. Owens affermò d’essere stato trattato meglio in Germania che negli
Stati Uniti, dove i neri restavano sottoposti a segregazione e dove vigevano leggi razziali che, ironia della sorte, furono usate dai nazisti come falsariga per attuare le proprie politiche razziali contro agli ebrei (James Q. Whitman, “Hitler’s American model. The United States and the making of Nazi Race Law”, Princeton University Press, 2017). Ricordiamo che i neri ebbero pieni diritti di voto negli Stati Uniti solo nel 1965.
Anche l’asso della marina britannica e pilota collaudatore, Eric Melrose “Winkle” Brown (1919-2016), affermò in televisione che vide quella stretta di mano, e il video con questa sua affermazione è visibile su YouTube. Basta digitare il suo nome e controllare questo documentario in cui mostra il suo album di foto personali, incluse quelle della sua partecipazione alle Olimpiadi di Berlino.
Jesse Owens nacque il 12 settembre 1913 a Oakville, in Alabama, ma poco tempo dopo la sua famiglia emigrò nell’Ohio, portandosi dietro i loro nove bambini. Morì nel 1980, all’età di 66 anni e, come avvenne spesso durante la sua vita, anche l’occasione della sua morte fu sfruttata dalle principali reti televisive e dai media del mondo per divulgare le vecchie inesattezze che avevano sempre raccontato. In realtà, Owens fu acclamato dai berlinesi, con lo stesso entusiasmo riservato agli atleti tedeschi. Lui stesso disse che, in un’occasione, mentre era allo stadio, arrivò Hitler: “Quando passai davanti al Cancelliere, egli s’alzò, facendo un cenno di saluto nei miei confronti e io gli restituii il saluto.”
Il presidente Roosevelt, inve-
ce, si rifiutò d’incontrarlo una volta rientrato in patria e dunque mai gli strinse la mano. Solo nel 1955 il presidente Dwight D. Eisenhower riconobbe tardivamente i suoi successi, nominandolo “Ambasciatore dello Sport”. Adolf Hitler fu razzista nei confronti degli ebrei ma non nutriva animosità nei confronti di gialli, neri, latini e arabi salve le solite prevenzioni condivise in tutta Europa. Un biografo americano di Owens scrisse: “Tutti gli spettatori tedeschi hanno risposto con calore al giovane Owens… Né la pioggia, né il freddo, hanno fatto calare la folla sotto ai 100.000 spettatori durante le finali pomeridiane. L’hanno guardato e applaudito a ogni sua mossa. Non abituati a vedere degli atleti neri, sono stati rapidamente conquistati dal suo atletismo dominante e dal suo atteggiamento amichevole.
Nel Villaggio Olimpico, allo stadio e per le strade di Berlino, hanno chiesto a gran voce di toccarlo, di avere il suo autografo, di
scattargli una foto”. Owens disse: “Dopo essere tornato a casa con le mie quattro medaglie dalle Olimpiadi del 1936 mi parve sempre più evidente che tutti mi avrebbero dato delle grandi pacche sulle spalle, e avrebbero voluto stringermi la mano o farmi salire nella loro suite. Ma nessuno mi avrebbe mai offerto un lavoro.”
Nonostante il suo grande successo a Berlino, egli ebbe una vita assai difficile. Fu espulso dalla American Amateur Athletics Union perché aveva utilizzato la sua fama a livello mondiale per un piccolo profitto personale, prima d’una tournée all’estero. Alla fine, si ridusse a diventare una sorta d’attore da circo per sostenere la propria famiglia, misurandosi con un’auto, una moto, con cani e cavalli. Svolse lavori come bidello e benzinaio e osservò amaramente: “Non si possono mangiare le mie quattro medaglie d’oro”.
Franklin D. Roosevelt non si congratulò mai con Owens, né lo invitò [e nessun altro atleta afroamericano] alla Casa Bianca dopo le Olimpiadi di Berlino. Per questo Owens disse che: “Hitler non mi ha snobbato – è stato FDR che mi ha snobbato!”.
Un dettaglio che dimostra la mancanza di sentimenti razzisti nei confronti dei neri lo si può notare dal magnifico episodio dell’amicizia fra Luz Long e Jesse Owens. Furono i consigli di Long che fecero vincere l’oro a Owens e condannarono lui all’argento. Immaginate tutti gli insulti che gli avrebbero rivolto i tedeschi per averlo fatto vincere, se avessero odiato i neri. Eppure mai nessuno lo insultò, anzi questo fatto venne visto come un gesto di grande cavalleria.
I due restarono amici e si scambiarono lettere, fin quando Long mori il 14 luglio 1943 a Niscemi, in Sicilia, in circostanze mai chiarite combattendo contro agli Alleati nella Piana di Gela. Luz Long riposa ancora lì, in un sacrario mantenuto a spese della Germania.


Luz Long e Jesse Owens campioni nello sport e nella vita
Aleix Espargaro scores the first ever podium for Aprilia
by Alberto Macchione
History will show that Fabio Quartararo won the British MotoGP in 2021, however the race will be remembered for the relentless battle between Australian rider Jack Miller on the factory Ducati and Spaniard Aleix Esparago riding for Aprilia.
The pair swapped places on several occasions on the last lap, with the two Italian bikes side by side at times, fighting for podium contention. With the Ducati ahead for a brief moment, Espargaro somehow fought the waning Aprilia back into third and claimed the marques first Champagne finish since its entry into the series
The relatively small Aprilia team have won 23 Riders championship in various Motor Cycle racing categories and 19 manufacturers championships in the 125cc and 250cc categories with a further 4 class championships. Names like Valentino Rossi, Max Biaggi and Jorge Lorenzo are among the many greats to win a world championship for the Italian Marque.
Aprilia started life as a bicycle manufacturer in Noale, Veneto, Italy by Cavaliere Alberto Beggio, at the culmination of World War II. It was Alberto’s son Ivan who introduced motorized transport options such as motor scooters and small capacity motorbikes, when he took over the company in 1968. By 1977, Aprilia had bagged two Italian Motocross
Rubata la Bmw X7 di Tom Cruise
Disavventura da comune mortale per l’attore Tom Cruise, impegnato presso Birmingham per girare alcune scene del film Mission Impossible 7.
Il celebre divo di Hollywood ha subìto il furto di una delle sue auto, una Bmw X7 parcheggiata in una zona custodita dell’hotel ove alloggiava.
Si tratta di un furto ben architettato: il ladro sarebbe riuscito a clonare il segnale del telecomando, entrando nell’auto e mettendo in moto la vettura senza bisogno di scassinarla. I custodi e le guardie del corpo dell’attore non si sarebbero accorte di nulla. L’attore, anche per questo motivo, sarebbe stato descritto come ‘furente’ da chi lo ha incontrato dopo il furto. Ma più che per la dinamica, sarebbero stati gli oggetti personali all’interno dell’auto il vero motivo della rabbia. Nella Bmw, il cui valore in sé non è davvero un problema per uno come lui, erano presenti tutti i suoi bagagli.


championships and continued its success with a world speed championship in 1987.
In 1992 Italian rider Alessandro Gramigni won the 125cc Championship whilst Tommy Ahvala won the World Trials Championship in Aprilia. Since then, Aprilia has won 124 Grand Prix in the 125 and 250cc categories and 15 Road Racing Championships.
At the turn of the century, Aprilia acquired Laverda and Moto-Guzzi, both powerfully reputable Italian motorcycle marques before being purchased, themselves by Piaggio.
The move effectively wrapped up the boutique brands into the world’s 4th largest motorcycle manufacturing group.

L’italiana Katia Bassi alla guida di Silk Faw
In qualità di Managing Director, il ruolo di Katia Bassi sarà anche quello di creare «un ambiente multiculturale, con visione e basato su tecnologie all’avanguardia».
Katia Bassi. Dall’Università di Milano al MIT di Boston Negli ultimi quattro anni, Katia Bassi è stata in Lamborghini come Chief Marketing & Communication Officer e membro del consiglio di amministrazione.
La supermanager, che Forbes Italia mette fra le 100 donne più influenti, è stata assunta come Managing Director e membro dell’executive team. Principali responsabilità della manager saranno quelle di definire le strategie aziendali, guidare le operazioni globali e creare sinergie sui mercati chiave per Silk Faw. Due lauree, in Scienze Politiche e Giurisprudenza, Katia Bassi è stata recentemente nominata tra le 100 donne italiane di maggior successo da Forbes Italia.

Kimi Raikkonen annuncia il ritiro dalla Formula 1
L'Uomo di ghiaccio si è finalmente ritirato, calando il sipario su una delle carriere più singolari nella storia della Formula Uno.
Aprilia has become one of the world’s best motorcycle brands with a reputation for excellent handling characteristics, power to weight ratio, reliability and style. In 2010 Aprilia became the winningest motorcycle brand in history by securing it’s 276th win and overtaking compatriot Italian brand MV Agusta.
Aprilia Racing Team Gresini has hired former world champion Maverick Vinales to join the MotoGP team in 2021 which many expect to boost the team’s chances even further. In the meantime the Aprilia team will no doubt be working towards the next round after what Aleix Espargaro described as a being “like a dream”. A dream never thought possible by a young Cavalierie in 1945.
Ma non ancora per qualche mese: Kimi Raikkonen si ritirerà a fine stagione, concludendo una carriera durata due decenni e che ha incluso il mondiale 2007.
Raikkonen è all'ultimo anno di contratto con l'Alfa Romeo "Ci siamo. Questa sarà la mia ultima stagione in Formula 1 - ha detto Raikkonen - Questa è una decisione che ho preso durante lo scorso inverno. Non è stata una decisione facile ma dopo questa stagione è tempo di cose nuove. La Formula 1 potrebbe finire per me, ma c'è molto di più nella vita che voglio vivere e divertirmi".
Raikkonen era relativamente sconosciuto quando ha fatto il suo debutto in F1 con la Sauber nel 2001 e, conquistando punti al suo debutto ha attirato rapidamente l'attenzione.
Ha sostituito Mika Hakkinen alla McLaren nella stagione 2002
e ha vinto la sua prima gara l'anno successivo, finendo secondo in campionato.
Si è trasferito alla Ferrari nel 2007 e ha vinto il suo unico campionato, battendo Lewis Hamilton e Fernando Alonso per un solo punto nel finale di stagione. L'amministratore delegato della F1 Stefano Domenicali ha reso il suo omaggio a Raikkonen "Kimi è una parte incredibile del nostro sport, un amico personale e un vero campione. Ho avuto il privilegio di lavorare con lui in Ferrari e conoscere la persona fantastica che è - ha detto Domenicali - Ci mancherà lui e il suo stile unico e auguriamo a lui e alla sua famiglia il meglio per il futuro".
Questa opinione è stata ripresa dal team principal dell'Alfa Romeo Frederic Vasseur. "La sua presenza, il suo carisma e il suo atteggiamento unico, l'hanno reso una leggenda dello sport in un modo che numeri e statistiche faticano a trasmettere".
Anthea Lancia's awaited come back

Rumors speak of a possible Lancia come back. Concept designs and renders of the New Delta and the Anthea models are flocking on the web, with new appointments being made for a new Chief Design Officer.
Lancia is one of the many car brands owned by Stellantis, a giant of the automotive industry born out of the merger between Fiat-Chrysler Automotive and the French Peugeot-Citroën Group.
As one of the brands that has focused the most attention, that of the new Lancia Delta is certainly a very suggestive hypothesis. There is a lot of talk these days about the possible return of the model that is part of the
history of the famous Piedmontese car manufacturer founded in 1906.
Many hope that the famous compact sedan for the future of the Lancia brand will truly be a New Delta. The car could be produced in the Cassino plant together with the future Alfa Romeo Giulietta starting in 2024. It is also said that the two cars will have many things in common and that a fully electric version is likely to be produced.
The news of the possible arrival on the market of a new Lancia Delta has spread all over the world, with numerous fans of the Italian brand expressing great appreciation - a sign that the interest around Lancia is as
strong as ever despite the brand not having produced anything new in a decade.
It has been suggested that by the end of the year, the new Lancia relaunch plan will confirm or refute the arrival of this eagerly awaited model in the coming years. The process of evolution, or rather revolution, in which Lancia has embarked, will be followed very closely by Ploué. It is also very important to highlight the fact that, in the Stellantis organisation chart, Lancia is joined by DS Automobiles and Alfa Romeo. At the moment, Lancia offers its only model, the Ypsilon, a successful car among the female audience. It ranks among the best-selling models in Italy. Several reports and designers have long commented on the possibility that Lancia will increase its meager offer including the roll out of a new model called Anthea, a proposed as a modern flagship car with dynamic lines of the bodywork. Without a doubt, very interesting times are coming for this iconic Italian manufacturer.
Initially, there were many doubts about Lancia’s immediate future. It took Stellantis very little to make it clear that it will continue to bet both on Lancia as a successful brand for the future of the automobile industry.

Monica Graziana Contrafatto era caporal maggiore dei bersaglieri in missione in Afghanistan. Il 24 marzo 2012 alla base italia-
na ci fu un attacco di bombe a pioggia. Le schegge le colpirono una gamba, l’arteria femorale, l’intestino, una mano.



L’arteria femorale le verrà sostituita con la vena safena, le sarà tagliato mezzo metro di intestino, la mano ricostruita con un osso della gamba. La gamba destra le verrà amputata. Alle Paralimpiadi di Tokyo ha vinto una medaglia di bronzo nei 100 metri femminili nella categoria amputati.
“Ho sognato a lungo di vincere una medaglia per il mio Paese” ha dichiarato Monica dopo la sua impresa sportiva.
“Ma ho un altro sogno. Ho lasciato il mio lavoro a metà: voglio tornare là, in Afghanistan, ad aiutare per costruire la pace”.

Si chiudono le
Paralimpiadi
Per l'Italia 69 medaglie
Con la Cerimonia di chiusura della Paralimpiade e lo spegnimento della fiaccola si conclude il ciclo della prima grande manifestazione mondiale dallo scoppio della pandemia.
Un'estate da sogno: dal 3 luglio al 4 settembre 2021, i due mesi più pazzi, più incredibili, più leggendari dello sport italiano coronati con l'impresa delle 'tre sorelle' della velocità paralimpica, al secolo Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Graziana Contrafatto, rispettivamente oro, argento e bronzo nei 100 metri categoria T63 alle Paralimpiadi di Tokyo.
I Giochi Paralimpici di Tokyo chiudono un'estate da sogno per lo sport italiano con la Sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali - 'Vale' è stata la più grande al mondo nel fioretto della scherma - che non può che gongolare. Alle Paralimpiadi la squadra italiana è salita almeno una volta sul podio in ben undici discipline. Tokyo 2020 è stata la conferma di una stupenda campionessa che si chiama Bebe Vio, confermatasi campionessa paralimpica del fioretto dopo aver sfilato con il tricolore alla cerimonia d'apertura accanto a Federico Morlacchi. giugno 2019. Per Caironi, 31 anni anche lei finanziera, originaria di Alzano Lombardo ma bolognese d'adozione, è seconda dopo l'argento nel lungo. Martina è amputata della gamba sinistra dal novembre 2007: aveva 18 anni quando un'auto le schiacciò la gamba. Rispecchiando la presenza e il bilancio delle Olimpiadi, anche alle Paralimpiadi non hanno particolarmente brillato gli sport di squadra. Assenti nel goalball, nel calcio, basket e rugby, l'unica formazione azzurra presente era quella del sitting volley femminile con le azzurre che hanno concluso seste.

I Mussi Volanti non volano più:
Fine del Miracolo
È finita la favola Chievo, nessuno interessato ad acquistarlo, e per inadempienze tributarie si è conclusa la storia di quella società che portò il piccolo quartiere di Verona in Serie A. Sul Chievo cala il sipario definitivo, e mentre Nasser Al-Khelaïfi presidente e proprietario del Paris Saint-Germain Football Club spende e spande infischiandosene del fair play finanziario prendendo in giro regole della Uefa ma soprattutto i romanticoni fessacchiotti amanti del calcio del popolo, in Italia in piena crisi finanziaria post covid, va via un pezzo di storia e Favola calcistica.
Dopo l'esclusione dai campionati professionistici e l'abbandono del presidente Campedelli il nuovo Chievo di Sergio Pellissier storico capitano ripartirà dalla Terza Categoria il sesto torneo dilettantistico del campionato italiano di calcio, che rappresenta complessivamente il nono e ultimo livello dell'intera piramide calcistica nazionale. Partire dal basso per scrivere altre pagine di una nuova favola.
È questo l'obiettivo dell'FC Chievo 2021, e per provare a scalare i campionati regionali ha intenzione di mettere a disposizione del nuovo allenatore, Ric-
Il
Chievo non scompare:
cardo Allegretti, una rosa il più possibile competitiva. Per farlo, il nuovo Chievo ha indetto una sessione di provini: come annunciato sui nuovi profili social del club, le selezioni si svolgeranno in due giorni, dalle 16:30 alle 18:30 al Payanini Center di Verona.
Sarà lo stesso Allegretti - insieme a Pellissier - a visionare e scegliere i nuovi talenti che comporranno la rosa della prima squadra.
Per partecipare sarà necessario presentare all'ingresso il Green Pass o un tampone eseguito entro le 48 ore antecedenti alla prova, oltre al certificato medico in corso di validità.
Si ripartirà dai bassifondi, dal dilettantismo, ma questo all'eterno capitano valdostano Pellissier non importa dichiarando : "Non conta da dove, è fondamentale ripartire, che sia terza o seconda categoria". Perché si, perché si deve sempre ripartire come d'altronde anche nella vita e ricordarsi che arriverà la fine ma non sarà mai la fine e come un'araba fenice rinasce dalle proprie ceneri , e non arrendersi mai, tocca quindi fare i migliori auguri al Chievo in bocca al lupo a Pellissier in questa nuova avventura e che gli Asini tornino a volare!
Pellissier fonda l’Fc Chievo 1929

La Figc ha accettato di registrare la nuova società. A causa dei debiti non è stato possibile salvare l’Ac ChievoVerona
Il Chievo non scomparirà dal calcio italiano. Sergio Pellissier, ex giocatore della squadra e attuale direttore generale del Rovigo, ha attenuto la possibilità di affiliarsi alla Figc con l’Fc Chievo 1929. Sarà questo il nome della nuova società. Nei giorni scorsi era fallito il tentativo di salvare l’Ac ChievoVerona, troppe le inadempienze tributarie da colmare. Come confermano le parole Pellissier all’Arena di Verona: «Questo era il primo passo La società ora è lì per essere messa in piedi.
Da dove ripartirà? Terza, o seconda categoria. Dove sarà possibile. Ma è fondamentale ripartire.
Io non mollo niente, per il Chievo non posso arrendermi davanti alle prime difficoltà». Per adesso dunque c’è il nome ma manca ancora una struttura organizzativa e un’idea di quello che può diventare questa squadra.
Nel 2001 il Chievo era riuscito ad arrivare in Serie A e a chiudere il suo primo campionato nella più importante divisione italiana al 5° posto.
Nel 2007 era retrocesso in Serie B, per poi vincere vincere questo campionato nel 2008 e ritornare in Serie A.
Qui dopo una serie di risultati che lo relegavano nella parte più bassa della classifica, era retrocesso ancora in Serie B per poi venire escluso nel 2021 dalla Figc per una serie di inadempienze tributarie.
CRUCIVERBA NON TANTO DIFFICILE...

RIDI CHE TI PASSA...




Due uomini di fatica stanno trasportando verso un piano un enorme pianoforte a coda. Sostano un attimo a riprendere fiato e uno sospira: - Sai... Io preferisco il flauto...

La cornata del Minotauro
di Luigi Crippa
Arianna era una delle prime sarte della storia.
Un giorno nell'isola in cui abitava arrivò Teseo, un bel ragazzo... ma non molto sveglio, imbarcato dal padre a viva forza su un traghetto poiché sperava che in quell'isola, Creta, piena di Cretini, suo figlio sarebbe riuscito a trovare un posto di lavoro.
Quando una tal ragazza vide un così bell'esemplare di straniero, subito cercò d’attaccare bottone e subito prese il filo (da quel momento il filo d’Arianna divenne famoso) e l’ago un po' più difficile da procurare perché la madre li nascondeva tutti nel pagliaio.
Naturalmente, essendo esperta di cucito, Arianna ci riuscì e attaccò bottone.
Il giovane Teseo s'innamorò subito di lei e diventò, come succedeva in quell'epoca e mai più nella storia dell’umanità, lo scendiletto di Arianna, pronto ad esaudire ogni suo desiderio.
La ragazza gli procurò un permesso di soggiorno, ma anche di cucina, corridoio, salone, servizi, in buone condizioni e iniziò a comandarlo a bacchetta:
- Teseo, m’è finito lo smalto.
- Teseo, mi gratti la schiena?
- Teseo, caro, ho voglia di mozzarella di bufala.
- Teseo, caro, m’è finito il credito nel cellulare.
- Teseo, caro, ... e mille altre richieste che egli esaudiva senza mai ribellarsi.


Si sa, a lungo andare, le donne si stancano di un uomo che dice sempre "sì, subito" ed un giorno Arianna decise di liberarsi di lui. Approfittando dell’ignoranza e della buona fede del malcapitato, gli disse:
- Teseo, caro, indossa quel bel vestito rosso che ti dona tanto e vammi a comprare la pietra filosofale.
- Sì, subito.
Ma Teseo non conosceva l’ubicazione del negozio ed ella, gentilmente, glielo indicò:
- Allora… Teseo caro, arrivi all’angolo della strada dove c’è quel portone enorme; l’attraversi, poi prendi la prima strada a destra, la terza a sinistra, la seconda a sinistra, la quarta a destra, la seconda a destra, la prima a sinistra, la settima a destra, la prima a destra, la sesta a sinistra, la seconda a destra, la quinta a sinistra, la quarta a destra e poi chiedi: è proprio lì vicino, lo conoscono tutti.
Il giovane, ignaro di quanto stesse per accadergli, le rivolse un sorriso radioso ed uscì di casa.
Per strada non faceva altro che ripetere le istruzioni ad alta voce,
suscitando l’ilarità di tutti i Cretini che incontrava: - 1 destra, 3 sinistra, 2 sinistra, 4 destra, 2 destra, 1 sinistra, 7 destra, 1 destra, 6 sinistra, 2 destra, 5 sinistra, 4 destra e poi chiedo, lo conoscono tutti...
Finalmente arrivò al portone, entrò e prese la prima a sinistra... ma, purtroppo per lui, la prima era a destra e quindi si perse e vagò l’intera giornata fino a che, all’improvviso, gli si para innanzi un minotauro che, comunque, era certo piccolo come dice il nome ma pur sempre portava a spasso i suoi 150 chili.
Sappiamo che era vestito di rosso e al toro, chissà come mai, nessuno portava mai niente da mangiare... Fu un attimo: Teseo si voltò, il toro caricò e, tanto per gradire, gli diede una bella cornata nel posto che, per decenza, non vi posso dire.
Teseo si rialzò e fuggì tanto velocemente che pareva aver le ali ai piedi (infatti Hermes pensò: ma che fa questo mortale? ha truccato il motore, maggiorato i cilindri, abbassata la testata? Ma questa è un’altra storia) e riuscì a seminarlo.
Ma dopo un anno, forse per mancanza d’acqua, il raccolto non diede alcun frutto, nemmeno un piccolo cervo.
Dopo una settimana trascorsa a vagare in quel dedalo, riuscì fortunosamente a ritrovare l’uscita. Voi che avreste fatto?
Sareste corsi subito dalla bella Arianna a farvi rifocillare e curare?
Teseo non era un tipo acuto, questo è vero, ma quel poco di intelligenza che aveva l’indusse a prendere la direzione opposta a quella dell’abitazione di Arianna. Incontrò un giovane del luogo che, come lo vide in quello stato, lo soccorse, lo sorresse e lo portò nella sua casa curandolo con molto affetto.
E fu così che Teseo, appena guarito, decise per riconoscenza verso quell’anima gentile, per l’esperienza vissuta con Arianna e anche un po' per la cornata ricevuta, che era meglio vivere con un maschio.
Andò in Comune, fece le pubblicazioni e dopo 15 giorni, diventò un Cretino a tutti gli effetti sposando quello che fu, infine, l’unico vero amore della sua vita. Fine.
PS - Io, i medici, gli infermieri e tutti gli ospiti della casa di cura, rivolgiamo un sentito ringraziamento alla Minotauro Latticini per il gentile omaggio della mozzarella di bufala di cui ci hanno voluto omaggiare.

I foglioni di nonna Ermelinda

di Franco Baldi
Chiuso nella casalinga prigione, causa Coronavirus e affini, ho trovato un vecchio articoletto in cui parlo di nonna Ermelinda e del suo rubinetto gocciolante. Il racconto ha varie sfaccettature... l’arguzia della nonna, la percezione sbagliata del nipote... e il dubbio se si trattasse di furbizia o imbroglio...
Nonna Ermelinda, rimasta vedova a causa della prima guerra mondiale, come migliaia di altre giovani donne, abitava in un appartamentino del centro, al primo piano. L’abitazione consisteva di un’unica stanza: aprivi la porta e ti trovavi in camera da letto e nella parete opposta c’erano il cucinino e l’armadio.
Il gabinetto era sul pianerottolo e non ho mai capito dove fosse il bagno...
Nonna Ermelinda aveva anche delle piante di foglioni che teneva in grandi vasi, un po’ sulle scale,
un po’ sulla terrazza. Credo che le piante avessero un nome, ma nonna le chiamava semplicemente foglioni, per via delle grandi e abbondanti foglie. Una pianta sempreverde e non troppo rara nelle case della Romagna.
Poteva stare dentro o fuori, nessun problema, ma aveva sempre sete.
Per non pagare l’acqua per annaffiare i suoi foglioni nonna Ermelinda aveva escogitato un sistema che apparentemente funzionava: apriva il rubinetto dell’acqua in modo da farlo gocciolare lentamente.
Poi controllava il contatore: se girava, lo chiudeva ancora un pochino, fino a quando la lancetta si fermava.
Raggiunta la “velocità” giusta, metteva un grande secchio sotto il rubinetto e, alla mattina successiva, il secchio era pieno e il contatore non aveva segnato nessun consumo d’acqua.
CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio
Cercate di essere positivi e sollevate il morale dei vostri amici quando si sentono a terra. Ne saranno davvero felici.

Se da molto tempo state tenendo d’occhio una posizione migliore al lavoro, questo potrebbe essere il momento giusto. Ma dovrete impegnarvi duramente.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio

Non rimandate a domani ciò che potete fare oggi. In questo momento è doppiamente vero. Questo è il momento giusto per le conversazioni serie.
Siete bravissimi a discutere e le stelle vi favoriscono. Non abbiate paura di un esame preventivo.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo
Le stelle sono favorevoli ai single, perciò dovreste uscire o incontrare qualcuno su internet. Questo non è il modo giusto. Non lasciate che gli obblighi prendano il sopravvento su di voi, vi perdereste molte cose importanti. Lo svago che procurano le esperienze culturali vi tornerà utile.
Durante una mia visita, quasi sempre per chiedere un aiutino finanziario, considerato che la paga alla tipografia arrivava al massimo il giorno 20 del mese, notai il rubinetto gocciolante e, credendo che fosse stata una disattenzione di nonna, mi premurai di stringerlo forte in maniera da farlo smettere di gocciolare.
- Fermo! Che fai? - strillò nonna Ermelinda.
- Chiudo il rubinetto, gocciola e non voglio farti pagare la bolletta per l’acqua che non consumi...
- Ma io non la pago quell’acqua
- rispose candidamente la nonna.
- Non dirmi che ti sei allacciata al contatore del vicino?
- Niente affatto - rispose con un sorriso nonna - il mio rubinetto è sempre attaccato al mio contatore, ma se gocciola, “non segna” e se non segna, non pago.
Lì per lì mi sembrò che la spiegazione non facesse una grinza, ma poi mi venne il dubbio se, usando acqua del Comune senza pagare fosse legale oppure no.
- Allora - chiese nonna leggendo sul mio viso una certa incredulità - di quanto hai bisogno?
Oltre che risparmiare sul costo dell’acqua, nonna Ermelinda aveva anche la dote di leggere il pensiero... non che ci volesse molto, anche perché ogni volta che l’andavo a trovare la storia era sempre la stessa: bussavo a denari!
E nonna apriva il borsellino, pieno di foglietti, note della spesa e immaginette religiose; estraeva mille lire e un’effige della Madonna del Piratello.
- Tieni e ricordati una cosa - diceva baciando l’immagine, forse non conta a niente, ma male non ti fa.
Potevo io rifiutare tale gene-
ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile

Potete rallentare un po’ il ritmo. Non avete la pressione del tempo o una scadenza, perciò fatene buon uso. È arrivato il momento di abbandonare le cattive abitudini. Le stelle vi favoriscono in questi giorni. Sentitevi liberi di alzarvi più presto e di fare un po’ di jogging o qualche esercizio fisico.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio
Uscite con la vostra famiglia. Recuperate ciò che avete perso, parlate con vostri cari e trascorrete una bella giornata in loro compagnia. Avete così tanti impegni che potreste facilmente dimenticarvi di qualcosa d’importante. Annotate tutto nero su bianco.


GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno

Con un po’ di pazienza tutto diventerà più facile. La persona di cui siete innamorati finora non vi ha prestato molta attenzione, ma non disperate. Le stelle si stanno mettendo nella giusta posizione e voi siete estremamente attraenti per il sesso opposto.
rosa offerta? E poi, senza le mille lire non avrei avuto nemmeno i soldi per mettere la miscela nel motorino e, senza l’immaginetta, non avrei nemmeno avuto le mille lire.
E il rubinetto gocciolante?
Nonna tornava ad aprire il rubinetto dell’acqua... piano piano, in modo da farlo gocciolare lentamente. Un’occhiata al contatore e la solita frase: - Se li annaffio direttamente dal rubinetto i “me fujò i patesh” i miei foglioni patiscono...
E chi ero io per far patite dei foglioni innocenti? Essi davano tanta gioia al vicinato e abbellivano la scalinata che portava al primo piano.
- E il Comune - aggiungeva nonna - ruba tanti di quei soldi… che vuoi che sia un po’ d’acqua che il Signore ci manda gratuitamente da sempre?
Morale della storia: i foglioni di nonna Ermelinda erano i più belli che io abbia mai visto ed ella non ha mai speso una lira per annaffiarli.

L‘aspidistra possiede foglie verdi, lanceolate e coriacee, che possono toccare anche i 70 cm. Se ben curata, arriva a produrre anche 5 foglie nuove ogni anno.
Venne introdotta in Europa solo verso la fine del Settecento, grazie al botanico inglese John Bellenden Ker che l’aveva conosciuta in un suo lungo viaggio tra Giappone, Cina e Himalaya.
Si tratta di una specie che riesce a tollerare anche il freddo, anche se per periodi limitati. Al contrario potrebbe risentire di temperature troppo alte. Questo potrebbe quindi diventare un problema se viene coltivata in casa. Per questo, sarebbe opportuno scegliere ambienti protetti ma freschi, come un sottoscala, un androne o una veranda.
di SETTEMBRE
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio

Dopo una rottura potreste aver pensato che non sareste mai più “tornati in gioco”. È solo un sentimento temporaneo. Presto incontrerete una persona che vi farà cambiare idea. Non rimandate a domani ciò che potete fare oggi. In questo momento è doppiamente vero.
LEONE
24 Luglio - 23 Agosto

I vostri parenti ultimamente non vi hanno dato molta attenzione, benché possano aver sentito alcune voci su di voi. Mettete tutte le cose a posto ed evitate le discussioni. Se un colloquio di lavoro o un’altra riunione importante vi aspettano, riservate un po’ di tempo per prepararvi.
VERGINE
24 Agosto - 22 Settembre
Forse i membri della vostra famiglia non capiscono il vostro stile di vita e cercheranno di convincervi a cambiarlo. Non arrabbiatevi, sapete che stanno cercando solo di agire per il meglio. Sapete bene qual è la cosa giusta da fare per impressionare qualcuno. Fate affidamento sui metodi collaudati.

BILANCIA
23 Settembre - 22 Ottobre

Non siate d’accordo con il vostro capo solo perché volete mettervi in mostra, specialmente se sapete che si sbaglia. Quando se ne accorgerà, potrebbe arrabbiarsi. Incontrare gente che ha il vostro stesso carattere vi renderà felici e vi sentite alla grande con le vostre condizioni.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre

I vostri genitori vi amano, anche se non sono d’accordo con voi e stanno cercando di convincervi a rompere la vostra nuova relazione, perciò non dimenticatelo e non dite niente di cui in futuro vi potete pentire.
State cercando un po’ d’avventura?
SAGGITTARIO
23 Novembre - 20 Dicembre

Ultimamente il vostro partner è stato molto paziente con i vostri cambiamenti d’umore, perciò tenetelo a mente.
Siete pieni di idee interessanti. Non abbiate paura di farne buon uso! C’è il pericolo di piccoli incidenti causati dalla distrazione. Fate attenzione.
Libertà vigilata
non hai avuto entrambe le dosi del vaccino quando raggiungiamo il traguardo del 70%, non sarai in grado di approfittare di queste libertà", ha detto la premier.
Dominic Perrottet, tesoriere del NSW ha aggiunto: "Credo che questo piano darà fiducia alle aziende in tutto lo stato che possono iniziare ad aprirsi, iniziare a fare scorta e prepararsi per un'estate luminosa qui nel NSW".
Quando le nuove regole per le persone completamente vaccinate entreranno in vigore permetteranno fino a cinque visitatori ammessi in una casa in cui tutti gli adulti sono vaccinati (esclusi i bambini di età pari o inferiore a 12 anni).
Fino a 20 persone possono riunirsi in ambienti esterni di ospitalità, vendita al dettaglio e palestre; i negozi possono riaprire rispettando la regola di una persona per quattro metri quadrati; i servizi alla persona come parrucchieri e saloni di bellezza possono essere aperti con una persona ogni quattro metri quadrati, con un massimo di cinque clienti per sede; le palestre e le strutture ricreative al coperto possono aprire secondo la regola di una persona per metro quadrato e offrire corsi per un massimo di 20 persone; gli impianti sportivi, comprese le piscine, possono riaprire.
Le principali strutture ricreative all'aperto, inclusi stadi,
ippodromi, parchi a tema e zoo, possono riaprire con una persona per metro quadrato, con un limite massimo di 5000 persone; fino a 500 persone possono partecipare a eventi all'aperto; le strutture di intrattenimento al coperto, inclusi cinema, teatri, sale da musica, musei e gallerie, possono riaprire con una persona per quattro metri quadrati o il 75% di posti a sedere fissi.
Per ciò che riguarda matrimoni, funerali e luoghi di culto, fino a 50 invitati possono partecipare; Chiese e luoghi di culto sono soggetti alla regola di una persona per quattro metri quadrati ma è ancora proibito cantare.
Saranno consentiti i viaggi nazionali, compresi i viaggi nel NSW regionale e la possibilità di apertura di aree di sosta camper e campeggi. Nessuna data ancora per i viaggi internazionali che, in ogni caso, sono soggetti al Paese ospitante.
Le mascherine rimarranno obbligatorie per tutti i luoghi pubblici al coperto, compresi i trasporti pubblici, l'ospitalità al pubblico, i negozi e i locali commerciali, sugli aerei e negli aeroporti; solo il personale dell'ospitalità sarà tenuto a indossare una maschera quando all'aperto.
I bambini di età inferiore ai 12 anni non avranno bisogno di indossare una maschera all'interno, mentre i datori di lavoro devono continuare a consentire al personale di lavorare da casa se sono in grado di farlo.
Opzione di voto
Quindi, vecchio rimbambito, l’abbiamo fatto per te che sei incapace di usare i mezzi tecnologici! L’abbiamo fatto per te che sei incapace di votare!
“Abbiamo bisogno di un organo che rappresenti il vasto mondo degli italiani all’estero - disse nel lontano 2014 il Sottosegretario Giro - un mondo fatto da quasi 5 milioni di connazionali, intorno al quale c’è un mondo ancora più articolato di 80 milioni di italo-discendenti, legati al nostro Paese”.
Ma non c’erano i Comites?
Cosa ci avete raccontato per anni che sono la seconda autorità in terra straniera? Alla faccia dell’importanza di questi organismi! Perfino il Sottosegretario è al corrente che non hanno nessun ruolo decisionale: basta un console qualunque per ribaltare qualsiasi decisione del comitato. In sostanza, voi decidete quello che volete poi, o fai quello che dico io o ti attacchi…. Questa opzione di voto non solo è uno schiaffo morale a tutti i cittadini Italiani, ma è ancora più una presa in Giro…

Dopo la posizione dei talebani sul cricket femminile
Australia vs Afghanistan test in bilico

David Warner e Glenn Maxwell stringono la mano a Rashid Khan dell'Afghanistan sport a qualsiasi livello è inaccettabile - ha affermato il senatore Colbeck in una nota. Ne consegue le chiamate dell'assistente del ministro della Difesa Andrew Hastie, un
È probabile che il test match programmato tra Australia e Afghanistan entro la fine dell'anno venga annullato dopo che i talebani hanno confermato che avrebbero vietato alle donne di praticare sport.
Cricket Australia è sotto crescenti richieste di cancellare il programmato incontro a seguito delle notizie che i talebani non sosterranno il cricket femminile.
"Guidare la crescita del cricket femminile a livello globale è incredibilmente importante per Cricket Australia.
La nostra visione per il cricket è che sia uno sport per tutti e sosteniamo il gioco in modo inequivocabile per le donne a tutti i livelli - ha affermato una dichiarazione di Cricket Australia - Se il cricket femminile non sarà permesso in Afghanistan, Cricket Australia non avrebbe altra alternativa se non quella di non ospitare l'Afghanistan per il proposto Test Match che dovrebbe essere giocato a Hobart". Il test tra le squadre maschili delle due nazioni doveva dare il via all'estate australiana ma ora appare alle corde dopo che il ministro federale dello sport Richard Colbeck ha annunciato che gli atleti afgani "rimarranno i benvenuti in Australia, ma non sotto la bandiera del talebani.
Il governo australiano è profondamente preoccupato per i rapporti sui talebani in Afghanistan che vieteranno alle donne di praticare sport.
Escludere le donne dallo
veterano del conflitto in Afghanistan, che chiede di cancellare il test inaugurale tra i due paesi. Hastie ha avvertito che giocare la partita darebbe ai talebani una "vittoria strategica attraverso la procura dello sport".
Il portavoce della commissione culturale dei talebani, Ahmadullah Wasiq, ha dichiarato mercoledì a SBS News che lo sport non è una necessità per le donne e che rischiano di esporsi sul campo di gioco.
"Non credo che alle donne sarà permesso giocare a cricket perché non è necessario che le donne giochino a cricket - ha detto a Wasiq - L'Islam e l'Emirato Islamico non consentono alle donne di giocare a cricket o praticare il tipo di sport in cui vengono esposte".


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