Nella storia dell'umanità, i giovani sono stati spesso guardati con occhi speranzosi, riconosciuti come il baluardo del cambiamento e della crescita. Persino Cristo, con la sua affermazione "Lasciate che i giovani vengano a me", ha sottolineato l'importanza di accogliere il potenziale e la vitalità dei giovani. Questo concetto si è ripetuto attraverso i secoli, poiché ogni classe dominante ha compreso che il futuro risiede nelle mani della generazione emergente.
Tuttavia, la relazione con i giovani va oltre il semplice riconoscimento del loro ruolo fondamentale. L'approccio nei confronti della formazione di gruppi giovanili non dovrebbe limitarsi a un tentativo di incanalare o controllare la gioventù, bensì dovrebbe essere un'opportunità per catalizzare la creatività, la passione e la visione unica che solo i giovani possono portare.
La società spesso ci spinge a valutare il successo attraverso l'accumulo di denaro, ma questo approccio limita il vero potenziale dei giovani. Dare sostegno non dovrebbe significare solo offrire opportunità di guadagno, ma permettere ai giovani di esplorare, sperimentare e imparare in modo significativo.
Investiamo nel loro futuro consentendo loro di vivere esperienze che arricchiscono emotivamente, culturalmente e socialmente. Il successo va oltre il bilancio bancario e si misura anche attraverso connessioni significative, scoperte personali e competenze che vanno oltre il denaro.
Sì, diamo ai giovani le risorse di cui hanno bisogno, ma lasciamoli liberi di spenderle in modi che arricchiranno il loro spirito. Consentiamo loro di organizzare feste, di partire per gite, di sperimentare il mondo in tutte le sue sfaccettature. La vera ricchezza risiede nella diversità delle esperienze umane, nella connessione con gli altri e nell'arricchimento della mente e del cuore.
Guardiamo ai giovani come custodi del futuro non solo in quanto costruttori di carriere di successo, ma come individui in grado di plasmare un mondo più compassionevole, innovativo e inclusivo. Rompiamo le catene delle aspettative convenzionali e diamo ai giovani la libertà di esplorare, sognare e costruire un futuro che rispecchi la loro autentica visione del mondo.
Cultura alle radici
L’8 gennaio 2024, nel giorno in cui ricadono i settecento anni esatti dalla scomparsa di Marco Polo, si è tenuto presso il rinomato Underground Cocktail Bar del ristorante Alfredo’s at Bulletin Place il lancio ufficiale del concorso letterario internazionale dal titolo “Il ritorno di Marco Polo: viaggi, memorie e avventure nell'Italia delle radici". Ospite a sorpresa, nel primo giorno di
Danish Queen Margrethe will abdicate
Denmark’s Queen Margrethe II has announced she will abdicate her role on January 14, 2024 after a reign lasting more than five decades. Queen Margrethe will hand over the throne to her son Crown Prince Frederik, she said in her traditional New Year’s Eve speech broadcast on Danish television. She cited a back surgery in February 2023 as giving her thoughts about the future and decided “now is the right time” to pass the responsibility to the next generation.
lavoro a Sydney, il nuovo Console Generale d’Italia a Sydney, Dott. Gianluca Rubagotti.
L’iniziativa culturale vede impegnati molteplici attori della promozione linguistica e culturale italiana all’estero, inziando con la Marco Polo - The Italian School of Sydney che ha dato vita alla competizione letteraria. Ad aprire la serata in qualità di maestro di cerimonia è stato Marco
Il Sudafrica denuncia Israele per genocidio
Il Sudafrica ha denunciato Israele alla Corte Internazionale di Giustizia di compiere deliberatamente un genocidio, tentando di distruggere i palestinesi come gruppo. Secondo i rappresentanti sudafricani, sono state più volte chiaramente espresse dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro della difesa Yoav Galant.
La richiesta del Sudafrica è che la Corte Internazionale si riunisca per valutare le accuse e fare in modo che ulteriori atti di genocidio vengano evitati.
Testa, il quale ha ricordato la figura di Marco Polo a sette secoli dalla morte e poi ringraziato i distinti ospiti per la loro partecipazione per il lancio del concorso. L’evento di lancio ha visto la presenza di numerose personalità legate al mondo della scuola, della cultura e dell’associazionismo comunitario. Tra queste, presenti vari membri del Board
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New Year’s Eve fireworks in Sydney Harbour
Millions of Australians have turned out to kiss goodbye to the year with a spectacular fireworks displays that lit up cities across the country, raising people’s spirits and fresh hopes for 2024. In Sydney, crowds were abuzz and at maximum capacity as revellers crammed picnic rugs together to watch the iconic Sydney Harbour Bridge display.
More than 8.5 tonnes of fireworks went up in smoke alongside 80,000 pyrotechnic effects and the sounds of jubilant cheers.
Gli Stati Uniti criticano due Ministri
israeliani
L’amministrazione Biden non è contenta del senso che ha preso la guerra, dei risultati, della narrazione e del coinvolgimento che tutto questo sta imponendo all’America. “Gli Stati Uniti respingono le dichiarazioni provocatorie e irresponsabili dei ministri israeliani [Bezalel] Smotrich e [Itamar] Ben Gvir. Non dovrebbe esserci alcuno spostamento di massa dei palestinesi da Gaza”. Non è usuale che due ministri di un Paese sovrano alleato vengano criticati così apertamente dalle istituzioni statunitensi.
Un messaggio di Maria Grazia Storniolo
Un Capodanno di risate
Non di solo pane vivrà l'uomo
Natale a casa Gulllotta
Tra egoismo raffinato e altruismo autentico
Dacci oggi la nostra guerra quotidiana
Fresco di stampa "Lettere per te" di Venceslao Soligo
La Gazzetta Italo-Brasiliana ha il piacere di presentare l´ultima fatica letteraria del giornalista e scrittore Venceslao Soligo, presidente emerito e fondatore dell´Associazione Stampa Italiana in Brasile nonché illustre cultore di discipline filosofiche.
Veneto puro sangue, si trasferisce in Brasile ancora giovane e qui, tra le varie attività, esercita principalmente quella giornalistica culturale in cui eccelle per le apprezzate analisi, svolte sempre con metodologia critica, su tutto ciò che appartiene al campo della cultura.
Lo scrittore Venceslao Soligo conduce con mano maestra e decisa i suoi lettori attraverso gli episodi che hanno maggiormente segnato la sua vita. In “Lettere per te” egli ritrova se stesso. La scelta del romanzo autobiografico sorge in lui allorché avverte la necessità di esprimere con lo scritto stati d´animo e sensazioni marcanti.
Nella narrativa si avverte un messaggio di speranza attraverso i suggerimenti rivolti a coloro che dovessero trovarsi in situazioni analoghe a quelle descritte.
Allora!
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Rubriche e servizi speciali: Giuseppe Querin, Esposito Emanuele, Alberto Macchione, Maria Grazia Storniolo, Rosanna Perosino Dabbene
Tutto sommato, “Lettere per te” può essere definito un romanzo filosofico, caratterizzato dalle dimensioni contenute, a metà tra il racconto e la lunga narrazione. Lo scrittore in realtà vuol parlare non alla tua mente, ma al tuo cuore, trascendendo anche le filosofie passate e presenti... La storia romanzata dell’autore si presenta, tra l’altro, come un buon veicolo di trasmissione di insegnamenti e concetti filosofi-
ci; l’acquisizione della “conoscenza”, nel caso in ispecie.
Attraverso lo scritto, l’autore traduce il suo pensiero filosofico personificandolo in determinati personaggi, che lo rendono vivo incentivando il lettore a riflettere, partendo da intuizioni anziché dalla terminologia specifica, di tipo strettamente razionale, con cui comunichiamo. Tramite l’arte in generale e la letteratura, nel caso che ci riguarda, è possibile in teoria moltiplicare all’ennesima potenza le nostre chances di migrare dentro un’altra vita - cosa che la natura umana materialmente non ci concedeassorbendola sia come esperienza conoscitiva che intellettuale. Da ciò ne deriva, oltre al gusto in sé di una piacevole lettura, l’acquisizione di nuovi conoscimenti. Se è stata questa l’intenzione dell’autore, obiettivo pienamente raggiunto! Giuseppe Arnò
Riconoscimento, Partecipazione y Convivenza della comunità italiana in Spagna Giornata
internazionale del migrante
Malaga - Il Com.It.Es di Madrid ha tenuto a Malaga un evento culturale volto a esplorare e celebrare la presenza della comunità italiana in Spagna, con l’obiettivo di promuovere la cultura italiana all’estero e di rafforzare i legami tra la comunità italiana e il paese ospitante.
L'evento, intitolato "Riconoscimento, Partecipazione y Convivenza della comunità Italiana in Spagna", ha fornito un'opportunità per riflettere sui tanti italiani ed italiane che hanno scelto la Spagna come loro casa, arricchendo la società attuale.
L'incontro si è svolto presso l'Antiguo Edificio de Correos a Malaga, oggi sede del Rettorato dell'Università della città. Emanuela Cozzoni, consigliere del Com.It.Es. Madrid e moderatrice del colloquio, ha dato il benvenuto ai partecipanti sottolineando l'importanza di celebrare la comunità italiana a Malaga.
"Malaga ha conosciuto negli ultimi decenni una notevole crescita della presenza della popolazione italiana grazie alle sue attrazioni turistiche e allo sviluppo economico, classificandosi nell’Expat City Ranking 2023 come la città preferita dagli espatriati, occupando il primo posto su 49 città" afferma la consigliere e continua evidenziando l’importanza del Com.It.Es Madrid nella promozione della cultura e società italiana in tutta la Spagna. Un gruppo di esperti e accademici ha arricchito l'evento con le
INPS: Accertamento Esistenza in Vita 2023 per i Pensionati residenti all’estero
La seconda fase della verifica dell’esistenza in vita si svolgerà da settembre 2023 a gennaio 2024, riguarderà i pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania.
Le comunicazioni saranno inviate ai pensionati a partire dal 20 settembre 2023 e i pensionati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro il 18 gennaio 2024.
Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, il pagamento della rata di febbraio 2024, laddove possibile, avverrà in contanti presso gli sportelli Western Union del Paese di residenza.
In caso di mancata riscossione personale o produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 febbraio 2024, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di marzo 2024.
loro conoscenze sulla comunità italiana all’estero. Toni Ricciardi, deputato della Repubblica Italiana e storico delle migrazioni presso l'Università di Ginevra, ha analizzato l'emigrazione italiana nella storia.
Elisabetta Bagli dell'Associazione Latium ha affrontato l'emigrazione, la scrittura e la letteratura, mentre Iulia Mancilla dell'Università di Malaga ha discusso della percezione sociale degli stranieri. Successivamente, Pietro Mariani del CGIE Spagna ha presentato un progetto di documentario sul naufragio della nave "Utopia", seguito dalla proiezione del docufilm "Sotto nuovi cieli" introdotto da Emanuela Cozzoni, che esplora la nuova migrazione femminile italiana in Spagna.
L'evento si è concluso con una sessione interattiva di domande e risposte, permettendo al pubblico di partecipare attivamente, condividendo esperienze e ponendo domande ai relatori. Tra gli assistenti, erano presenti il console onorario Marcello Memoli, il consigliere Com.It.Es. Franco Savoia, il presidente della Dante Alighieri Malaga Giovanni Caprara, Michele Rossi, fondatore dell'associazione ASERES (Asociación de Emiliano Romagnoli en España), e rappresentanti della comunità italo-argentina, italiani e spagnoli interessati a conoscere le storie, le sfide e le esperienze della comunità italiana in Spagna.
Nel caso in cui il pensionato si trovi in stato di infermità fisica o mentale, o si tratti di pensionati che risiedono in istituti di riposo o sanitari,
pubblici o privati, o di pensionati affetti da patologie che ne impediscano gli spostamenti o di soggetti incapaci o reclusi in istituti di detenzione, è necessario contattare la Citi o il patronato che renderà disponibile il modulo alternativo di certificazione di esistenza in vita.
I soggetti interessati, possono richiedere tale modulo ai Patronati abilitati al portale di Citi, in quanto gli stessi possono produrre e stampare autonomamente il pacchetto per la prova alternativa di esistenza in vita.
Per la corretta compilazione del modulo e l’esatta documentazione a corredo, i pensionati possono rivolgersi ai Patronati, i quali provvederanno all’invio elettronico tramite il portale Citi in tempo reale e sicuro.
Per informazioni telefonare al 8786 0888 or 0450 233 412 un operatore sarà a tua disposizione.
Vincenzo Odoguardi: “Con il MAIE italiani all’estero protagonisti a Roma”
“Ancora una volta la presenza del MAIE nelle sedi istituzionali che contano è servita a garantire risorse agli italiani nel mondo. Infatti, grazie all’impegno e alla forte volontà politica del Sen. Mario Borghese - sostenuto dal Sen. Lotito - in commissione Bilancio sono stati trovati quattro milioni di euro destinati alle attività consolari e all’adeguamento degli stipendi dei contrattisti. È l’ennesima prova del fatto che il Movimento Associativo, con i propri rappresentanti a Roma, è in grado di fare la differenza quando si tratta di italiani all’estero, facendo leva sul proprio peso politico ma anche sulle relazioni che mantiene con le altre forze presenti nel Parlamento”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.
“Dunque, in vista della manovra economica, il MAIE è riuscito a garantire risorse importanti per la nostra rete consolare. Certo, avremmo tutti voluto ottenere molto di più; sappiamo, tuttavia, che la coperta è corta e che è necessario stabilire bene le priorità di spesa. In questo senso - prosegue Odoguardi - l’impegno di tutto il nostro Movimento è quello di continuare a lavorare
con l’obiettivo di riuscire ad assicurare le risorse necessarie a tutto il Sistema Italia all’estero, dunque non solo rete consolare, ma anche Istituti italiani di cultura, enti gestori, Camere di commercio italiane nel mondo. Senza dimenticare i progetti messi in campo insieme alla Farnesina, come quello che riguarda il turismo delle radici, iniziativa che ha già raccolto tanti riscontri positivi e che metterà il turbo nel 2024. Con il nuovo anno, come MAIE raddoppieremo il nostro impegno: sono in programma iniziative tese ad unire ancora di più le comunità italiane residenti nel Nord e Centro America e a farle sentire meno lontane dall’Italia. Lavoro parlamentare e cura del territorio devono sempre andare a braccetto: se l’attività istituzionale è fondamentale per ottenere risultati concreti a favore dei connazionali, la presenza sul territorio è di enorme importanza nel rapporto con i nostri fratelli italiani all’estero. Noi del MAIE lo sappiamo bene, per questo continueremo ad operare così, uniti e organizzati, con lo stesso obiettivo di sempre: difendere in ogni occasione i diritti degli italiani nel mondo”, conclude il vicepresidente Odoguardi.
Il Rappresentante Permanente alla Conferenza sul Disarmo a Ginevra, Leonardo Bencini, è stato selezionato come uno dei nominati per il premio "Arms Control Person of the Year" del 2023 da una delle più influenti e prestigiose Organizzazioni Non Governative nel campo del disarmo e del controllo delle armi, la US Arms Control Association.
Bencini è stato incluso per aver presieduto la Conferenza di Revisione della Convenzione sulle Armi Biologiche a dicembre 2022, che si è conclusa con l'adozione di un Documento Finale concordato e la creazione, per la prima volta,
alle guerre moderne:
"Dacci oggi la nostra guerra quotidiana"
Nel silenzio delle pagine antiche, le parole di una storia millenaria raccontano di una strage degli innocenti, un capitolo doloroso della storia che sembra risuonare ancora oggi nelle guerre moderne. Il Vangelo narra di un tempo in cui la crudeltà s'insinuò tra le braccia dell'innocenza, quando le lacrime dei genitori si mescolarono con il suolo martoriato da una violenza incomprensibile.
Quel racconto antico sembra, purtroppo, più attuale che mai, quando guardiamo al mondo che ci circonda. Le guerre quotidiane che insanguinano la terra, laddove "dacci oggi il nostro pane quotidiano" si trasforma, per alcuni, nel cupo mantra "dacci oggi la nostra guerra quotidiana". Nel mezzo di questa strage moderna, sono ancora i bambini, gli innocenti, a pagare il prezzo più alto.
Le guerre moderne, spesso motivate da interessi politici ed economici, trasformano la terra in un campo di battaglia dove l'innocenza dei bambini è sacrificata sull'altare della discordia mentre l'industria bellica, alimentata da interessi economici, sembra ignorare la sofferenza umana causata dalle proprie creazioni.
Nelle guerre moderne, i bambini continuano a essere le vittime più vulnerabili. Sono costretti a fuggire dalle proprie case, a vivere nell'incertezza e, talvolta, a sacrificare le proprie vite. La
strage degli innocenti si manifesta sotto molte forme, ma il risultato è sempre lo stesso: il futuro è compromesso, e la speranza viene cancellata.
Alla luce di questa tragica realtà, sorge la necessità di un cambiamento fondamentale. Piuttosto che affidarci a preghiere e mantra, dobbiamo agire in modo concreto per porre fine a questa guerra quotidiana che sottrae la vita e la speranza ai più vulnerabili tra noi.
L'umana compassione dovrebbe guidare le nostre azioni, spingendoci a cercare soluzioni diplomatiche, a promuovere la comprensione reciproca e a la-
vorare insieme per costruire un mondo in cui i bambini possano crescere al sicuro, liberi dalla minaccia costante delle armi.
Risolvere questa tragedia richiederà uno sforzo collettivo per superare gli interessi egoistici e costruire ponti di pace. Dobbiamo riconoscere la nostra responsabilità comune nel plasmare il futuro di questa terra e impegnarci a proteggere la vita e l'innocenza, oggi e per le generazioni a venire. Solo così potremo veramente sperare di porre fine a questa strage degli innocenti e costruire un mondo in cui la pace e la dignità umana siano i veri pilastri della nostra esistenza.
di un gruppo di lavoro per "identificare, esaminare e sviluppare misure specifiche ed efficaci, comprese possibili misure legalmente vincolanti, e formulare raccomandazioni per rafforzare e istituzionalizzare la Convenzione".
L'inclusione di Bencini nella lista dei candidati per il prestigioso premio conferma il ruolo di primo piano dell'Italia e la capacità di dialogo nei principali forum multilaterali sul disarmo.
La votazione è aperta a chiunque desideri esprimere la propria preferenza fino all'11 gennaio 2024, attraverso il sito web dell'Associazione
Riflessioni sulla strage degli innocenti dal Vangelo
Riflessioni sulla corsa incontrollata al denaro nel mondo degli influencer, con Chiara Ferragni a simbolo
Nel turbolento mondo degli influencer, la figura di Chiara Ferragni emerge come simbolo di un'insensata corsa al denaro nell'era digitale, mettendo in luce i problemi profondi che affliggono questo fenomeno contemporaneo. L'obiettivo principale sembra essere "fare soldi per fare soldi per fare soldi," rivelando una mancanza di prospettive o valori più profondi dietro le azioni degli influencer, sottolineando l'avidità e la mancanza di genuinità nel perseguire il successo finanziario a tutti i costi. Gli influencer, affermandosi come "amici virtuali," capitaliz-
zano sulla solitudine dei consumatori offrendo un pacchetto esistenziale che include buoni sentimenti. Tuttavia, emerge la critica di come questo mondo apparentemente perfetto, con le sue famiglie affiatate e battaglie per i diritti civili, spesso si riveli una finzione creata per attirare l'attenzione e guadagnare denaro.
La strumentalizzazione della beneficenza rappresenta un altro lato oscuro, in cui le dichiarazioni di sostegno a progetti di beneficenza celano spesso un interesse personale e un guadagno considerevole per gli influencer.
Si mette in evidenza un caso emblematico in cui l'assegno destinato all'influencer risulta notevolmente più elevato rispetto a quanto effettivamente devoluto alla causa benefica annunciata, svelando un lato meno nobile di certe pratiche nell'industria degli influencer.
La domanda profonda che si pose a suo tempo Giorgio Gaber, "Da quando abbiamo smesso di credere nei nostri sogni per affidarli ai piazzisti patinati?" offre una riflessione significativa. Sembrerebbe che, nel perseguire il successo e la notorietà attraverso i social media, la società abbia smarrito il valore dei sogni personali e dell'autenticità, consegnando il controllo delle aspirazioni individuali a figure superficiali e orientate al profitto come gli influencer.
Nella nostra società contemporanea, dobbiamo porre enfasi sull'importanza di mantenere un senso di autenticità e di non perdere di vista i valori più profondi nella ricerca del successo e del riconoscimento sociale. E, nonostante le tentazioni dell'era digitale, dobbiamo preservare la la nostra autenticità e credere nei nostri sogni che potrebbero essere la chiave per una vita più appagante e significativa, al di là delle superfici patinate dell'influenza digitale.
Fuochi e botti di Capodanno...
Ogni anno con il Capodanno si assiste a un aumento significativo dell’inquinamento atmosferico dovuto allo scoppio dei fuochi d’artificio. I botti e i giochi pirotecnici in generale liberano nell’atmosfera una ingente quantità di polveri sottili, ma anche ozono, anidride solforosa e biossido di azoto.
A causa degli alti livelli di polveri sottili nella notte di San Silvestro, i metalli pesanti come alluminio, arsenico, bario, piombo, cesio e selenio possono raggiungere livelli pericolosi per la salute dell’uomo. Anche il contenuto di zolfo può raggiungere livelli critici. Il componente principale della pirotecnica è la polvere
nera (dal 53% al 67%), una miscela di nitrato di potassio, carbone e zolfo. A seconda dell’effetto e del colore, si aggiungono diversi metalli e sostanze chimiche (po-
Tra egoismo raffinato e altruismo autentico
Nella complessa danza delle motivazioni umane, la carità emerge come un intricato intreccio di egoismo e altruismo, dove il confine tra dare e ricevere si sfuma, portando alla luce un dualismo affascinante. In un mondo sempre più centrato sull'individualismo, l'analisi di questa dicotomia rivela la sottile complessità dietro gli atti di generosità. L'egocentrismo, un egoismo più palese, si manifesta quando ci concediamo il lusso di compiacere noi stessi. Tuttavia, il secondo tipo di egoismo, più raffinato, si rivela quando ci concediamo il piacere di compiacere gli altri. Questa forma di egoismo, sebbene mascherata da altruismo, si rivela essere un intricato gioco di specchi, dove il gesto di benevolenza diventa un veicolo per soddisfare un bisogno personale di sentirsi eccezionali.
Gesù aggiunge uno strato di complessità al discorso, suggerendo che anche gli atti di carità guidati dalla fede possono essere interpretati come una forma di perseguimento dell'interesse personale, in questo caso, la ricerca della vita eterna.
L'analisi della consapevolezza negli atti di carità aggiunge una nuova dimensione, indicando che la bontà assume un valore più elevato quando è intrinseca e non condizionata da un desiderio di riconoscimento o gratificazione personale.
La scenetta ipotetica con il re e la gente inconsapevole sottolinea che la nobiltà di un gesto caritatevole può emergere pienamente quando non si è consapevoli di compierlo.
tassio, seguito da bario, stronzio, magnesio e rame, per gli effetti di colore). Inoltre, i fuochi e i botti provocano ogni anno migliaia di feriti e di morti evitabili.
Il paragone con chi si dedica a selfie senza agire in modo caritatevole offre uno sguardo critico su quei comportamenti che cercano l'attenzione senza la sostanza dell'altruismo. Si sottolinea il rischio di trasformare la carità in un semplice mezzo di auto-promozione piuttosto che un atto di vera compassione.
In un esempio pratico, una donna che dedica il suo tempo alla parrocchia ammette apertamente di farlo per egoismo, poiché ha bisogno di sentirsi utile. Tuttavia, questa confessione viene elogiata come un "interesse personale illuminato", in quanto la consapevolezza della sua motivazione la rende più trasparente rispetto a chi potrebbe nascondere il proprio egoismo dietro una maschera di altruismo.
L'inclusione del vangelo di
Praticamente, un santo è tale finché non diventa consapevole della propria santità, offrendo una prospettiva intrigante sulla natura della bontà autentica. Sembra suggerire che la vera virtù risieda nell'atto di benevolenza che sgorga spontaneamente, senza l'autoconsapevolezza di essere virtuosi.
In conclusione, la carità si presenta come un affascinante mosaico di motivazioni umane, dove l'egoismo e l'altruismo si intrecciano in una danza complessa. Mentre la consapevolezza della propria motivazione può portare a una forma di "egoismo raffinato", la purezza della bontà emerge quando l'atto di carità si svolge in modo naturale, senza aspettative e senza la ricerca del riconoscimento. In un mondo che spesso promuove l'individualismo, forse è nella spontaneità della generosità che possiamo trovare la vera essenza della carità.
Il Fascino Ambivalente della Carità:
Festeggiati i primi 91 anni di Silvio Marrapodi
Lo scorso 1 gennaio, in un giorno colmo di gioia e festeggiamenti, la famiglia Marrapodi si è riunita per celebrare il novantunesimo compleanno di Silvio. Silvio Marrapodi nasce nel 1933 a Roccella Ionica, cittadina della provincia di Reggio Calabria da mamma Teresa, casalinga e papà Francesco commerciante, è il secondogenito dopo il fratello Evaristo. Consegue la licenza media nella scuola di Roccella e viene arruolato in marina all'età di 17 anni nella banda militare. Da Napoli, dove arruolato, viaggia verso porti importanti in Inghilterra, Marsiglia, Grecia. Nell’aprile del 1955, approda in Australia, per volere del fratello, dopo pochi mesi dal matrimonio con Maria, che lo raggiunge un anno dopo. Dalla loro unione nascono tre figli, Teresa, Francesco e Caterina. Diversi sono i lavori intrapresi da Silvio, in ultimo presso la Prospect Liverpool Council che lascia definitivamente nel 1993.
La passione per il calcio, lo vede protagonista nella mitica squadra Apia, dove gioca con passione e professionalità. Nel 1960, con la nascita dell’Associazione San Vittorio Martire e Maria SS. delle Grazie, protettori di Roccella Ionica, Silvio insieme al comitato, continua in Australia la tradizione e la cultura di quei valori religiosi e Cristiani. Nel 1970 viene eletto presidente dell’associazione fino al 2022, quando consegue il titolo di presidente onorario a vita. Nel lu-
glio del 2016, la perdita della sua cara Maria, compagna di una vita dopo una breve malattia. Da non tralasciare l’onorificenza a Cavaliere della Repubblica Italiana insignita dal Presidente Sergio Mattarella nel dicembre del 2017. Ma torniamo ai festeggiamenti. La casa era adornata con palloncini colorati e fotografie che attraversavano decenni di ricordi familiari. Una tavola imbandita di prelibatezze tradizionali e piatti preferiti di Silvio, era pronta ad accogliere gli ospiti.
Gli occhi luminosi di Silvio brillavano mentre i suoi figli, i nipoti e i sei pronipoti, lo circondavano con affetto e amore. Le risate echeggiavano attraverso la casa, mescolandosi con le storie condivise di momenti indimenticabili vissuti insieme nel corso degli anni. La felicità era palpabile nell'aria, creando un'atmosfera di calore e affetto.
La tavola si riempì di canti di "Buon compleanno" quando la torta, decorata con un grande numero novantuno di vita vissuta, fu portata davanti a Silvio. Una luce scintillante brillò nei suoi occhi mentre soffiava le candeline, simbolo di una vita ben vissuta e di tanti momenti felici con la sua amata famiglia. Il segreto dei suoi 91 anni, vanno ricercati nell’amore per la vita, per la famiglia, i passatempi e per le persone care, che continuano con la loro presenza e affetto, a riempire le sue giornate. Buon Compleanno Silvio! MGS
Natale a "Casa Gullotta": Tra passato e presente, un cuore pieno di emozioni
Nella pittoresca Baia di Sydney, ogni anno si svolge un magico Natale presso "Casa Gullotta", un luogo dove il calore dell'accoglienza si fonde con il romantico scenario marino. L'evento è un'ode alla tradizione, e il vecchio proverbio "pochi ma buoni" trova riscontro negli ospiti selezionati con cura.
Il fulcro dell'attenzione è il presepio, un capolavoro di devozione che ospita la mangiatoia vuota, pronta ad accogliere il "bambinello" a mezzanotte in punto. Nel corso degli anni, i personaggi del presepio rimangono immutati, ma tra gli ospiti, il tempo compie la sua opera di trasformazione.
Un tempo, al lungo tavolo, sedevano consoli, ambasciatori e illustri rappresentanti del mondo letterario e dello spettacolo. Con il passare degli anni, l'atmosfera si trasforma in un evento intimo, un affare di famiglia. E così, anche i volti cambiano.
Alcuni non sono più presenti fisicamente, ma il loro spirito si fa sentire. Si avverte la loro presenza, ma i posti vuoti rimandano a un passato che continua a vivere nei ricordi.
Il cuore della festa è la figura di Andrea, il capofamiglia. Gli anni passano, ma la sua attesa del Natale persiste. Un Natale che, da due anni, ha un sapore diverso, segnato dalla mancanza di Lina, sua compagna di una vita intera. Lina è andata avanti troppo presto, lasciando un vuoto profondo nel cuore di Andrea, un vuoto che il Natale cerca di colmare con il suo spirito festoso.
Nonostante le buone intenzioni, Andrea, testardo e mai rassegnato, non riesce ad aspettare fino a mezzanotte. Sono le 11,30 quando a malincuore saluta e si ritira per la notte. L'emozione e il rapido scorrere degli anni rendono difficile trattenere il respiro fino al momento sacro in cui si spengono le luci e il "bambinello" trova il suo posto speciale, circondato dall'amore di Maria e Giuseppe, con il bue e l'asinello a fare da testimoni.
Ma il Natale non può aspet-
tare e tocca ad Alfredo, con il bambinello tra le mani, guidare la processione come lo scorso anno. La sua anzianità di oltre 40 anni a questo speciale Natale è un premio ben meritato. Seguono il figlio John e la moglie Mara, impegnati a preservare intatta la tradizione con preparativi impeccabili e la solita allegria proverbiale.
Nel cuore della notte, mentre Andrea sogna, il passato si materializza. Rivive i giorni felici in cui con Lina festeggiava ogni occasione possibile. Andrea ama le
feste, ma ora è solo, e nel sonno, immagino che Lina gli rivolga le stesse dolci parole di un tempo, confortandolo con la promessa che il loro amore continua a vivere, indipendentemente dal tempo che scorre. Così, a Casa Gullotta, tra il passato che si riflette nei ricordi e il presente che sfida il cuore ad accettare le trasformazioni, il Natale si celebra con una miscela di emozioni, amore e la speranza che, nonostante tutto, il legame tra passato e presente rimanga eterno.
di Goffredo Palmerini
Nicola Ranalli è deceduto ad Hobart, dopo un breve ricovero in ospedale. Era nato il 7 novembre 1930 a Collelongo (L’Aquila), dove era tornato l’ultima volta nel 2019, prima della pandemia. Persona di rara sensibilità e gentilezza, era stato duramente provato dalla scomparsa di un figlio e della moglie Giovanna.
Ad Hobart lascia la figlia Dora e una schiera di nipoti. L’Abruzzo perde una delle figure più appassionate e propositive della comunità regionale che vive nel continente oceanico. Storico esponente dell’associazionismo italiano in Australia, Nicola Ranalli è stato il fondatore dell’Associazione Abruzzese di Hobart, fortemente impegnato a tessere rapporti tra l’Abruzzo e la Tasmania.
L’Associazione degli Abruzzesi in Tasmania nacque infatti nel
1987, fondata da lui e da Umberto Tucceri, che ne fu primo presidente. Il sodalizio si consolidò rapidamente, guadagnandosi negli anni sempre più credito e prestigio presso le istituzioni della Tasmania. Per 21 anni Nicola Ranalli ne è stato poi accorto presidente, fino al 2012, quando lasciata la presidenza gli è subentrata Angela D’Ettorre ed attualmente Tony De Cesare.
Alla sua iniziativa, quando era alla guida dell’Associazione, ma anche dopo con i suoi stimoli verso i presidenti che gli sono succeduti, si devono le numerose iniziative sociali e culturali messe in campo nella capitale tasmana. Come certamente al suo impulso si deve il rapporto di gemellaggio tra la città di Hobart e L’Aquila, i cui prodromi furono stipulati nel 1996 nella città capoluogo d’Abruzzo con un protocollo di amicizia tra il sindaco di
Tony and Grace
Hobart, John Freeman, e per la Municipalità aquilana chi scrive, allora vicesindaco dell’Aquila. L’anno successivo il sindaco Antonio Centi, con una delegazione della Municipalità, si recò in visita ad Hobart per sottoscrivere con il sindaco Freeman il Patto di gemellaggio tra le due città.
A Ranalli si deve anche il merito d’aver promosso l’avvio del rapporto di collaborazione tra lo Stato di Tasmania con la Regione Abruzzo, che purtroppo s’interruppe nella sua definizione, nel 2009, a causa dell’emergenza seguita al terremoto dell’Aquila.
Ma Ranalli non si è mai perso d’animo nel sottolinearne le forti motivazioni di comune interesse, specie nel campo della conservazione della natura e dei Parchi che l’Abruzzo e la Tasmania hanno, accomunati dall’ingente patrimonio naturalistico ambientale protetto e da altri campi d’affinità su cui lavorare: particolarmente riguardo alla lingua e alla cultura italiana e alla possibile collaborazione scientifica tra l’Università della Tasmania e le Università abruzzesi.
Molto solido, si diceva, il rapporto di gemellaggio tra Hobart e L’Aquila, quantunque la distanza renda difficile una regolarità di relazioni, ma che tuttavia si è alimentata periodicamente con iniziative culturali anche di rilievo.
Anche chi scrive ebbe il privilegio, nel 2005, in rappresentanza della Municipalità aquilana, di guidare una missione culturale in Australia - Sydney, Canberra, Melbourne e Hobart - dell’Associazione Musica per la Pace, presieduta da Giuseppe Leuzzi, con il Coro “Cappella Ars Musicalis” diretto dal Maestro Josè Maria Sciutto. Memorabile, tra gli altri, il concerto che il Coro tenne nello splendido auditorium civico di Hobart, che riempì d’orgoglio Nicola Ranalli, perfetto anfitrione nella città capitale tasmana e presso l’amministrazione civica guidata dal sindaco Rob Valentine.
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Loria (Treviso): Un incontro intercontinentale che rafforza i legami tra i
Nella sala del Municipio di Loria, in provincia di Treviso, si è svolto un incontro che ha segnato un momento di grande rilevanza nella vita politica della città.
Il sindaco Simone Baggio ha accolto nell'aula municipale i capigruppo Alpini provenienti da diverse località, tra cui Ramon e Riese Pio X. Inoltre, un ospite d'onore proveniente dall'altro capo del mondo ha onorato l'evento: Daniele Riondato di Brisbane, Australia.
Il capogruppo Alpino di Ramon, Renato Monegato, ha affermato con enfasi: "Questo incontro intercontinentale rappresenta un segno tangibile dell'unità tra le nostre comunità. Siamo qui per per consolidare la collaborazione tra le nostre località."
Bernardino Contarin, capogruppo Alpino di Riese Pio X, ha aggiunto con fervore: "La storia della nostra regione è intrisa di tradizioni e valori condivisi. In questo momento cruciale, è fondamentale unire le forze per affrontare le sfide e costruire un futuro migliore per tutti."
Daniele Riondato di Brisbane, Australia, ha sottolineato l'importanza straordinaria dell'incontro, definendolo un'opportu-
veneti
nità unica per rafforzare i legami tra i Veneti, riuniti sotto l'egida delle penne nere. L'evento ha quindi rappresentato non solo un'occasione di confronto e dialogo tra diverse realtà, ma anche un significativo passo avanti nel consolidamento dei legami tra le comunità venete, tracciando una prospettiva di cooperazione e solidarietà che si estende ben oltre i confini locali.
La presenza di Daniele Riondato ha simboleggiato la connessione globale di questa iniziativa, unendo i Veneti in un abbraccio che attraversa continenti e oceani.
Il sindaco Simone Baggio ha espresso gratitudine per la partecipazione entusiasta di tutti i presenti, sottolineando la necessità di continuare su questa strada di condivisione e solidarietà. In un mondo sempre più interconnesso, eventi come questo dimostrano come le comunità locali possano prosperare attraverso lo scambio culturale e la collaborazione internazionale.
L'incontro a Loria è stato un esempio luminoso di come le differenze possano diventare un ponte per costruire legami più solidi, promuovendo un futuro in cui la diversità è non solo rispettata ma celebrata.
Assunzione di un Assistente Amministrativo presso il Consolato d’Italia
È indetta una procedura di selezione per l’assunzione di n. 1 (uno/a) impiegato/a a contratto a tempo indeterminato da adibire ai servizi di Assistente Amministrativo presso il Consolato d’Italia a Brisbane. È indispensabile una conoscenza eccellente dell’italiano e dell’inglese. La selezione dei candidati consisterà in una prova scritta e prove orali e pratiche, come specificato nell’avviso di assunzione.
a Brisbane
Si fa presente che i candidati devono essere in possesso di visto di residenza permanente (Permanent Resident Visa) in Australia da almeno due anni, se di cittadinanza non australiana, al momento della presentazione della domanda, nonché di tutti gli altri requisiti specificati nell’avviso allegato in calce.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 23:59 del 2 febbraio 2024.
La Festa del Natale al Villaggio Scalabrini di Chipping Norton
La festa di Natale al villaggio Scalabrini di Chipping Norton per gli anziani è un evento speciale e caloroso, dedicato a creare un'atmosfera festosa e accogliente per tutti i residenti.
Il villaggio è decorato con luci scintillanti, addobbi natalizi e un albero di Natale imponente, che contribuiscono a creare un'atmosfera magica.
La giornata inizia con una colazione comune, durante la quale gli anziani hanno potuto socializzare e condividere l'entusiasmo per la festa.
La musica natalizia pervade l'intero villaggio, creando un sottofondo festoso e animato.
Il momento clou della festa è il pranzo, durante il quale gli anziani vengono deliziati con un menu speciale condiviso con i familiari che hanno reso la giornata un momento di congregazione trascorso in famiglia.
Uno dei piatti principali è rappresentato dalle deliziose lasagne cucinate con cura dallo staff del villaggio. Le lasagne, preparate con ingredienti freschi e di alta qualità, sono servite fumanti e deliziose, offrendo un'e-
Flood safety measures for residents in Catherine Fields
Member for Leppington, Nathan Hagarty, has welcomed Camden Council’s announcement of flood safety upgrades to the Anthony Road causeway in Catherine Fields. The causeway on Anthony Road has wreaked havoc on residents for decades and is subject to regular flooding, leaving some residents trapped in their homes. It has been
the cause of a fatality on at least one occasion.
Camden Council recently secured funding through the Federal Disaster Recovery Funding Arrangements (DRFA), to initiate the design and implementation of flood safety enhancements for the Anthony Road causeway in Catherine Fields.
This project will include enhanced lighting, a flood
sperienza culinaria memorabile.
Durante il pranzo, gli anziani, hanno potuto condividere storie, ricordi e momenti speciali legati al periodo natalizio.
L'obiettivo è creare un senso di comunità e connessione, facendo sì che ogni residente si senta parte di una grande famiglia durante le festività.
La festa si è conclusa con il dolce, tipico per ec-
cellenza, il panettone e il pandoro.
La presenza di Babbo Natale e di molti Volontari ha rallegrato la giornata con la distribuzione di piccoli regali e sacchetti di dolci natalizi per ogni ospite, regalando sorrisi e gioie.
La giornata è stata allietata dalle musiche da ballo e da un revival di canzoni che ha rallegrato i residenti e agli ospiti,
regalando emozioni e ricordi.
Nel complesso, la festa di Natale al villaggio Scalabrini di Chipping Norton è stata un'occasione speciale per celebrare, condividere gioia e apprezzare la compagnia degli altri durante questa stagione festiva.
Un ringraziamento allo Staff, agli organizzatori e a tutti gli ospiti per l’ottima riuscita della giornata.
sensor system, and signage upgrades.
Residents have raised the issue with Camden Council numerous times. Mr Hagarty first called on the Council to fix the 50-year-old causeway in March this year and he welcomes this result to improve safety and amenity in the local community.
Member for Leppington, Nathan Hagarty said:
“I welcome Camden Council’s announcement of upgrades to the Anthony Road causeway. This is a great win for the people of Catherine Fields, and all those who use our local roads.”
“With the rapid growth and development of our area, a half century-old causeway is no longer safe or appropriate. For too long, Anthony Road has been a danger for residents during heavy storms, which are more frequent than ever. It’s time to put the safety of the community first.”
“I thank community members for alerting me to this issue. Keeping our community safe and ensuring their well-being will always be a top priority for me.”
Drummoyne Mt Pritchard Griffith
Al Club Marconi festeggiato l’arrivo del nuovo anno
della Daltone House, un luogo che ha dato un tocco di eleganza e prestigio all'intera serata.
L'allestimento della sala era curato nei minimi dettagli, con un tocco di classe che ha reso l'ambiente accogliente e festoso.
Luci soffuse, decorazioni raffinate e tavoli elegantemente imbanditi hanno creato un'atmosfera magica, perfetta per una serata di gala.
Il cibo a base di pesce è stato uno dei punti forti della serata. Gli chef hanno preparato un menu straordinario con prelibatezze marine fresche e deliziose. Dai frutti di mare alle specialità di pesce, ogni portata era un tripudio di sapori raffinati e delicati.
Il servizio impeccabile della Daltone House ha reso l'esperienza culinaria ancora più piacevole, con camerieri attenti e professionali che si sono presi cura di ogni dettaglio.
Durante la serata, i 320 ospiti hanno potuto godere di intrattenimento di alta classe. Esibizioni musicali e balli per tutti i gusti con Nick Bavarelli, Umberto De Bellis e George Vumbaca, hanno contribuito a creare un'atmosfera festosa e coinvolgente.
Ogni angolo del Club Marconi, il ristorante Cucina Galileo, la Diamond Suite, la sala Michelini e la Main Lounge erano piene di ospiti, oltre 4000 presenze sono state registrate in attesa del nuovo anno.
Il presidente Morris Licata ha tenuto un discorso toccante, ringraziando tutti per la partecipazione, l’organizzazione, sottolineando il successo dell'evento e augurando a tutti i presenti un felice e prospero 2024.
La serata di fine anno al Club Marconi è stata, senza dubbio, un'esperienza straordinaria, un mix di eleganza, raffinatezza e divertimento che ha regalato a tutti i presenti, ricordi indimenticabili per chiudere l'anno in modo memorabile.
MGS
Chiesa, Italia e Basketball: Don David Romero si presenta
Fa visita in Australia per un periodo con i confratelli a Sydney, presso la parrocchia di San Giuseppe a Moorebank, Don David Romero, classe 1987, membro della Congregazione Somasca, nato in El Salvador e sacerdote da un anno e mezzo.
Proveniente da una famiglia di forte estrazione cattolica, racconta la propria chiamata vocazionale partendo dalle proprie radici. “Sono nato in una famiglia cattolica, oserei dire a livello culturale”, spiega Don David.
Segnato dall'esperienza migratoria, “durante l'adolescenza ci siamo trasferiti negli Stati Uniti e la vocazione è nata in un momento in cui mi sentivo un migrante. La Chiesa Cattolica mi ha permesso in quel contesto di sentirmi parte di qualcosa.”
Su come mai non abbia quindi scelto gli scalabriniani come ordine religioso, Don David precisa, “sentivo che la mia vocazione non era di servire i migranti ma di ricordare la mia identità e questo mi ha innanzitutto riavvicinato alla Chiesa”
Ad un italiano, Don David offre un particolare ringraziamento per averlo incoraggiato nella scelta della vita religiosa. “Durante il mio discernimento ho incontrato i padri somaschi nell'arcidiocesi di Huston. Colui che in qualche modo mi ha ‘pescato’ è stato padre Italo Dell'Oro, che al momento è il vescovo ausiliare, ma allora era il promotore vocazionale dell'arcidiocesi.”
Formatosi in Italia, dove vive da oltre un decennio, Don David ha trascorso un anno di noviziato a Somasca, prima di proseguire gli studi teologici a Roma, nelle Università Lateranense e Sant'Anselmo, con i Benedettini. Poi il ritorno alla cittadella di San Girolamo Emiliani per l'ordinazione e la pastorale. Le motivazioni che lo portano ad approdare a Sydney sono
molteplici. “Nel mistero del mio percorso di vita personale, ho trascorso il mio noviziato insieme a Padre Chris De Sousa. Eravamo un australiano, io salvadoregno, due brasiliani e un italiano. Diventando amici, Padre Chris nutriva sempre questa speranza di vedermi in Australia. Sono infatti venuto in Australia per la sua ordinazione la prima volta. Adesso le circostanze erano propizie per una mia visita e per conoscere questa realtà.”
Entusiasta di aver trovato una comunità a Sydney dinamica e viva nella fede, Don David aggiunge, “penso che il terreno era già preparato. Mi sono sentito immediatamente accolto e posso tranquillamente dire di sentirmi a casa con i miei confratelli qui. Conoscere un po di inglese mi aiuta anche a relazionarmi meglio e anche a celebrare le prime messe in lingua inglese il che mi ha fatto molto piacere.”
Sin dal suo arrivo a Moorebank, Don David ha continuato a celebrare la Santa Messa in italiano. “Dopo undici anni di vita trascorsa in Italia, una parte sostanziale di me è legata a quel popolo. Ho imparato a mangiare all'italiana e mi piace poter condividere con altri il mio amore per l'Italia”.
Tra gli hobby, “mi piacciono le attività sportive, specialmente il basketball e la corsa”. Recentemente, Don David è stato vincitore di un'amichevole ‘Don David contro tutti’ organizzata dai giovani del movimento laico dei somaschi svoltosi nel campo di Holsworthy, entrando in sintonia con i ragazzi della parrocchia. Infine, una passione per la lettura, “come ogni buon sacerdote” perché “anche la lettura ha fatto molti santi”. Un augurio di buona permanenza a Don David, all'insegna della fede e dell'italianità!
Cultura alle radici
continua dalla prima pagina della Marco Polo, tra cui la vice-presidente Stella Vescio e i membri Dr John Gullotta AM, Giuseppina Auteri e Sebastian Villanova. È stata particolarmente gradita la presenza inoltre di Lucia Johns, presidente della Federation of Community Languages Schools NSW, Santo Crisafulli direttore artistico della Bottega d’Arte Teatrale, i professori Carmelo Savoca, Marco Man, Carmelo Stivala e Simone Wampfler, il rappresentante del Giovani Italiani d’Australia Network, Giuseppe Musmeci Catania, Eileen Santolin, segretaria dei Trevisani nel Mondo e Ivana Smaniotto, Presidente della Federazione Veneta del NSW.
Sono inoltre pervenute le scuse di varie personalità impossibilitate a partecipare all’evento, tra cui il Prof. Franco Papandrea della Dante Alighieri di Canberra, Rosie Vecchio, Franco Barilaro e Ubaldo Aglianò, dei Comites di Brisbane, Canberra e Melbourne, come anche di Teresa Naso della NSW Schools of Languages, Simona Bernardini, direttrice dell’ICE-ITA e dei rappresentanti eletti all’estero, Senatore Francesco Giacobbe e Onorevole Nicola Carè.
Ha fatto seguito un breve saluto introduttivo del Console Generale Rubagotti, il qualche ha elogiato l’iniziativa del concorso letterario internazionale e rivolto un auspicio di unita collaborativa affinché la promozione della lingua, della cultura e delle tra-
dizioni italiane nel NSW continuino a rafforzarsi ed essere trasmesse alle future generazioni.
A dare il via ufficiale al concorso letterario e stato l’Executive Officer della Marco Polo, Giovanni Testa. Ricordando l’importante connubio tra il personaggio Marco Polo e il ritorno alle radici italiane dopo il viaggio in Asia, Testa ha fornito un ampia e dettagliata spiegazione del bando del concorso, soffermandosi sulla necessità dei partecipanti di captare l’essenza di ciò che voglia significare il ritorno alle terre dei propri avi e della propria emigrazione. Infatti, il concorso incoraggia lo scritto di storia reali o immaginarie ai luoghi di emigrazione italiane, in quei contesti a volte provati e svuotati a causa del dramma dell’emigrazione.
Il concorso letterario internazionale consentirà ad un pubblico variegato di poter narrare le storie di ritorno alle terre di origine, captando i sapori, gli odori, i contesti e le tradizioni degli oltre mille comuni d’Italia. Il termine ultimo per la presentazione degli elaborati sarà il 30 luglio 2024. Nelle prossime settimane sarà composta una giuria di esperti per redigere i criteri di voto dei lavori. Ad essa prenderanno parte esponenti della scuola, delle istituzioni e della critica letteraria, anche con la presenza di rappresentanti scelti dagli enti e dalle associazioni che hanno patrocinato il concorso.
Nel dichiarare aperto il concorso letterario, l’Executive Of-
ficer ha ringraziato oltre alle istituzioni italiane e ai Comites, anche l’ILTA - Associazione degli Insegnanti di Lingua Italiana, l’ANFE di Sydney, la Società Dante Alighieri di Canberra, la Federazione dei Marchigiani del New South Wales e la Federazione Siciliana in Australia
Il Concorso Letterario Internazionale "Il Ritorno di Marco Polo: Viaggi, Ricordi e Avventure nell’Italia delle Radici" è anche supportato da diversi partner mediatici italiani nel mondo, tra cui l’Agenzia Stampa 9 Colonne, l’AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estera), Allora! Italian Australian News, L'Araldo della Lingua e Cultura Italiana all'Estero e La Gente d'Italia.
Un particolare ringraziamento è andato ad direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, dott. Paolo Barlera per il patrocinio accordato al concorso letterario e al Consolato Generale d’Italia per aver donato alla scuola Marco Polo alcune copie del secondo volume della “Guida alle Radici Italiane”. La pubblicazione bilingue ed interamente dedicata al ritorno alle radici sarà inclusa come risorsa didattica per incoraggiare gli studenti ad un maggiore apprezzamento delle loro regioni d’origine ed alla ricerca del proprio passato culturale.
L’intervento conclusivo e stato curato da Emanuele Attanasio, responsabile dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo. Attanasio ha spiegato l’importanza del turismo di ritorno e di come l’Australia sia recentemente entrata a far parte di una strategia globale che mira a riavvicinare l’Italia agli italiani all’estero, il cui potenziale non solo economico ma anche di arricchimento culturale rappresenta una risorsa preziosa per l’Italia e per un nuovo modo di incentivare il turismo sostenibile.
Infine, curata in ogni minimo dettaglio, l'ospitalità italiana di Alfredo Bovier OAM è stata ampiamente apprezzata da tutti i convenuti, rendendo ancora più particolare l’evento del lancio del concorso letterario. Nel prossimo numero di Allora! sarà dato ampio spazio ai singoli interventi dei partecipanti ed al bando per promuovere al meglio l’iniziativa.
La "quasi vera" storia di Re Baldassarre
Le feste sono passate, ma il Natale vive ancora nei ricordi dei lettori. Pertanto, desidero narrarvi una favola che mia nonna Ermelinda mi raccontava il giorno della Befana, facendomi intendere che si trattava della storia di un nostro caro parente... anche se lontano: Baldassarre.
Sicuramente i lettori conosceranno questo nome, associato a uno dei tre Re Magi che portarono i loro doni al Bambino Gesù.
Questi saggi personaggi, esperti in astronomia e seguaci di Zoroastro, un uomo di scienza, riformatore religioso e fondatore dello zoroastrismo, sono menzionati solo nel Vangelo di Matteo 2, 1-12.
Secondo un'interpretazione generalmente accettata, provenivano dall'Oriente, precisamente dalla Persia.
Dopo un viaggio lungo e pericoloso guidato da una stella fino a Gerusalemme e successivamente alla capanna di Betlemme, per adorare il Re dei Giudei, trovarono il Bambino sulla paglia di una mangiatoia e offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Avvertiti in sogno da un angelo di non tornare da Erode, come avevano promesso, fecero ritorno per un'altra strada.
Questa è una storia conosciuta da tutti, insieme ai nomi strani di questi personaggi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.
Il numero, secondo la tradizione, è fissato a 3, ma nei documenti più antichi varia da 2 fino a 12. Il titolo di re fu attribuito a partire dal VI secolo, e i nomi dei tre comparvero solo nel IX secolo. Questo è solo un breve excursus storico per portarli alla ribalta e dire che nei secoli successivi nel mondo cristiano sono nate molte e varie leggende riguardanti questi personaggi favolosi.
Una di queste leggende, in uso fino al secolo scorso anche nelle campagne della nostra Romagna, riguardava uno dei tre, appunto il re Baldassarre, un nome strano scritto con le sue doppiette, come la sua storia.
Baldassarre era un re saggio e giusto, che guidava il suo popolo secondo le sue tradizioni e senza compiere cattiverie, a differenza di altri del suo tempo. Era amico di Gaspare e per questo si unì agli altri per il viaggio, portando dietro di sé una carovana di 8 cam-
melli e una trentina di servi. Era colui dei tre che conosceva più lingue, e per questo ricavava informazioni preziose dalla gente che incontrava sulla sua strada per trovare il paese di Betlemme.
Fu lui a donare al Bambino Gesù l'oro, un piccolo cofanetto prezioso pieno di monete d'oro spendibili ovunque.
A questo punto della favola interrompevo nonna Ermelinda che stava raccontando: "Ma allora, dopo la visita dei Re Magi, Gesù, Maria e Giuseppe diventarono signori, potevano andare in qualche locanda invece di restare nella stalla."
"Non è escluso che lo abbiano fatto", rispondeva nonna, "ma siccome Gesù è venuto sulla terra per essere povero tra i poveri, penso che sia rimasto al suo posto nella stalla, fino alla fuga in Egitto."
E qui la storia prendeva una piega diversa e parlava di una figlia di re Baldassarre che si chiamava Miriam. Una giovane e bella principessa destinata a sposarsi e che, solo quando suo padre tornò a casa, si accorse che nel cofanetto che aveva regalato al Bambino di Betlemme c'era anche il suo anello da sposa. Baldassarre rimase male, perché quell'anello era appartenuto a sua madre e, ancor prima di lei, era stato un caro ricordo che ormai non poteva più recuperare. Aveva girato sette, otto mesi per quel viaggio, era stanco, e in più uno dei suoi servi era morto durante il viaggio per un'infezio-
ne misteriosa, che lo aveva preoccupato.
Ma dentro di sé, era contento che quel suo ricordo prezioso fosse rimasto nelle mani di quel Bambino misterioso. Perché si portava ancora nella memoria quegli occhi che lo guardavano in un modo mai visto prima: dovevano essere sicuramente gli occhi di un re, per questo aveva donato il suo oro.
La principessa Miriam, da parte sua, dopo aver ascoltato il racconto di suo padre che aveva parlato delle tante avventure del viaggio, del favoloso palazzo di re Erode e di quel Bambino sulla
paglia di una mangiatoia, sorridente e con gli occhi pieni di sole, non si lamentò più. Nel frattempo, i preparativi per la festa procedevano, tutti coloro che erano stati invitati avevano accettato l'invito, mandato il loro regalo e promesso la loro presenza.
Le dame di compagnia e le sue ancelle stavano preparando il vestito da sposa, ornato di ricami con fili d'oro e d'argento intrecciati: da vera principessa.
La cerimonia solenne si svolse in casa, nel salone di rappresentanza fra tutti i nobili invitati. Era il re a concedere ufficialmen-
te la mano della principessa al principe che l'aveva chiesta nel suo tempo.
E questo, con una mano sul cuore e la spada sguainata davanti a tutti i presenti, giurava di amarla e onorarla per tutta la vita: il matrimonio era concluso e la cerimonia finita.
Ma nel momento più bello, appena il principe aveva impegnato la sua promessa, la principessa Miriam si trovò d'improvviso l'anello di sua madre, quello che Baldassarre aveva donato al Bambino di Betlemme. Una cosa incredibile, un prodigio inaspettato che portò gioia in più alla festa.
Dopo la cerimonia, come di consueto, iniziò il pranzo, le feste e i balli di circostanza, mentre la principessa Miriam si carezzava l'anello di sua madre pensando agli occhi di quel Bambino favoloso che suo padre aveva incontrato.
A questo punto, prima che qualcun altro se ne accorgesse, nonna Ermelinda concludeva la storia dicendo che è vero che nei Vangeli il primo miracolo di Gesù è avvenuto alle nozze di Cana, perché è stato il primo in pubblico. Ma Gesù ne ha sicuramente compiuti tanti altri prodigi anche da bambino, quando giocava coi suoi coetanei, quando aiutava suo padre nella bottega di falegname. Solo che non c'è stato il tempo di scriverli tutti.
Storia di un topolino di campagna
C'era una volta un topolino curioso di nome Tino, che un giorno, mentre sbirciava attraverso un buchino nel muro della sua casa, vide il contadino aprire un misterioso pacco. Con grande stupore, il contadino tirò fuori una trappola per topi! Tino, spaventato, corse veloce ad avvisare gli altri animali della fattoria. "Attenti, attenti!" gridò Tino. "C'è una trappola per topi a casa nostra!"
Il pollo, che stava ridacchiando e beccando il grano, guardò Tino con un sorriso beffardo. "Mi dispiace, signor Topo, ma a me non fa alcun male. Non vedo perché dovrei preoccuparmi."
Tino, sconsolato, andò dall'agnello sperando in un po' di com- prensione, ma anche l'agnello rispose con indifferenza. La stessa sorte toccò alla mucca, che non sembrava interessata al problema di Tino.
"Ma sono in pericolo?" chiese la mucca quando Tino la avvicinò. Dopo un breve pensiero, il topolino rassicurò la mucca che non c'era alcun pericolo per lei.
Tino decise di tornare a casa, ma quella notte udì un forte rumore. Spaventato, si affacciò e vide che la trappola per topi era scattata, afferrando la coda del serpente Willy. Nonostante la trappola, il serpente riuscì a mordere la moglie del contadino, causandole freddo e tremori.
Il contadino, preoccupato, pensò di farle un brodo caldo e andò a prendere il pollo. Ma, purtroppo, non vi furono miglio-
ramenti. Gli amici del vicino, venuti a farle visita, decisero di preparare un pasto e, per sfamarli, il contadino catturò l'agnello. Quella notte la moglie del contadino perse la vita, e il vicino, per coprire le spese funebri, fu costretto a vendere la mucca. La morale di questa storia, cari lettori, è che quando qualcuno viene a raccontarti i suoi problemi, non sottovalutarli solo perché pensi che non possano colpirti direttamente. "Chi non vive per servire, non serve per vivere", e il mondo non soffre solo per la cattiveria, ma anche per l'indifferenza delle persone buone. Quindi, siate sempre pronti ad ascoltare e aiutare chi ha bisogno, perché l'empatia è un tesoro prezioso che rende il mondo un posto migliore.
Facebook censura la finocchiona: "È un insulto"
La finocchiona per Facebook è un insulto e così il social network fondato da Mark Zuckerberg ha bloccato immagini e descrizioni del popolarissimo salume postate da un'agenzia di comunicazione.
"La tua inserzione sembra insultare o prendere di mira gruppi specifici di categorie protette, pertanto non rispetta i nostri standard della community".
Questo il messaggio che si sono visti recapitare i creativi dell'agenzia. E poi l'invito: «Rimuovi eventuali contenuti offensivi».
Peccato che di offensivo non ci fosse nulla.
La replica dell'agenzia che ha girato lo spot
L'agenzia, ovviamente, ha replicato a quel messaggio del team di Facebook ma è stato tutto inutile.
L'algoritmo (è molto testardo) aveva deciso che quell'inserzione era potenzialmente lesiva e non poteva essere ripristinata.
L'agenzia ha dovuto prima ritirare e poi rifare la campagna pubblicitaria.
"La finocchiona è un prodotto che ha il sapore della storia", hanno riformulato in corner quelli dell'agenzia.
Cos'è la finocchiona e come si prepara?
La finocchiona è un insaccato tipico toscano preparato con carne di maiale macinata, aromatizzata con semi di finocchio e bagnata con vino rosso. Dall'aprile 2015 è riconosciuta come prodotto IGP. Si prediligono le parti della pancia e della spalla del suino e una stagionatura lunga. La tipicità del salume deriva dalla presenza di semi di finocchio nell'impasto, abitudine introdotta dai toscani per rimpiazzare il più costoso pepe. Esiste anche una variante, preparata con un impasto più grossolano, che subisce una stagionatura breve.
Com'è noto, i tre moschettieri combattevano con spade, fioretti, sciabole; talvolta con pistole, spingarde, colubrine, pugnali, coltelli, picche, alabarde, barilotti di polvere da sparo; in mancanza di meglio con fionde, panche, calci, morsi.
Mai una sola dannatissima volta usarono i moschetti. Forse se li erano giocati a ramino in qualche bettolaccia, oppure glieli aveva soffiati, quando erano ancora imberbi reclute, qualche commilitone più scafato.
Fatto sta che, essendo privi di questa arma essenziale al loro corpo di appartenenza, non poterono partecipare a nessuna delle guerre che scoppiettavano qua e là per l'Europa, ma trascorsero la vita bighellonando per i vicoli di Parigi.
Affinché si rendessero
utili in qualche modo, il cardinale Richelieu, che era astutissimo, introdusse la moda del saluto con inchino e scappellata fino a terra e ottenne così una buona pulizia del selciato cittadino. E fu da allora che i tre moschettieri portarono cappelli con le piume indecorosamente impolverate e un profondo rancore per il Richelieu. Per vendetta decisero di rifarsi sulle famose guardie del cardinale e incominciarono a sfi-darle a duello: “Tutti per uno, uno per tutti!” gridavano quando le mettevano K.O. in un lampo.
Non passava giorno che Richelieu, informato di tutto quanto accadeva a Parigi, non ricevesse la seguente comunicazione: “Eminenza, purtroppo oggi abbiamo perso altre tre guardie per via dei soliti moschettieri”.
Il cardinale corse ai ripari. Per prima cosa stabilì che il reggimento delle guardie fosse composto da un numero di uomini non divisibile per tre, in modo che almeno ne avanzasse qualcuno.
Poi fece fare delle indagini, ricorrendo alla fitta rete di informatori di cui disponeva. Nessuno però sapeva spiegare perché diavolo i tre moschettieri vincessero sempre. “Pare che abbiano escogitato dei colpi segretissimi”, “Pare che abbiano le spade di acciaio inossidabile”, “Pare che abbiano dei favolosi talismani”, “Pare che abbiano un allenatore formidabile” si mormorava, ma il fatto restava un mistero.
“Ma parbleu, come si chiamano questi maledetti tre moschettieri? - scattò un giorno il cardinale, che cominciava a perdere la proverbiale freddezza -
Natale Montalbano: La "gran camurria delle feste"
Le festività natalizie portano con sé una miscela di emozioni, da gioia a stress, da affetto a ansia. Tuttavia, c'è chi, come il Commissario Montalbano, famoso personaggio creato dal maestro Andrea Camilleri, adotta un punto di vista più scettico nei confronti di queste celebrazioni.
In uno dei suoi romanzi più noti, "Il campo del vasaio," Montalbano manifesta chiaramente il suo disincanto nei confronti del Natale.
Per lui, le festività non sono tanto un periodo di gioia e condivisione quanto una "scassatura di palle," una complicazione fastidiosa fatta di rituali sociali che sembrano più una mera formalità che un autentico momento di celebrazione.
Il Commissario Montalbano non ha problemi con le festività in sé, ma è il "scassamento di cabasisi" dei rituali associati ad esse che lo irrita particolarmente. Gli auguri, i regali, i pranzi e le cene, gli inviti e i ricambi d'inviti sembrano essere per lui più una noia che un piacere. La "gran camurria delle feste" che si appresta a raccontare indica chiaramente il suo rifiuto di partecipare a questa frenesia sociale.
Athos, Porthos, Aramis e d'Artagnan” gli fu risposto. Il cardinale, che era astutissimo, subodorò che qualcosa non quadrava”, ma fu distratto da una rissa tra i suoi gatti prediletti e non approfondì la faccenda.
Finché, in seguito alle proteste della sarta del reggimento delle guardie, alla quale toccava rammendare ogni giorno le divise bucate, e del sergente istruttore, al quale toccava provvedere a continui nuovi arruolamenti, fu costretto a riprendere in esame la situazione. “Com'è il morale delle nostre guardie?” si
informò lo scaltro statista. “Alto, eminenza. È il numero che è paurosamente basso”.
Allora Richelieu, che era astutissimo, ebbe il lampo di genio. Fino a quel momento i duelli si erano sempre svolti, come voleva la tradizione, alle quattro di mattina dietro il convento dei carmelitani.
Costoro, svegliati dal chiasso e dagli schiamazzi degli spadaccini, protestavano vivacemente, pur nei limiti imposti loro dalla régola, ma, essendo scalzi, non potevano tirare neppure una ciabatta. Richelieu, con un editto appo-
Uno degli aspetti più ironici e cinici del suo pensiero emerge nei confronti dei biglietti d'augurio. Montalbano guarda con scetticismo la speranza espressa in questi messaggi, poiché, secondo lui, l'anno nuovo si rivelerà spesso "tanticchia peggio" di quello che lo ha preceduto. La sua visione, sebbene possa apparire negativa, riflette una certa consapevolezza della realtà e delle inevitabili sfide che la vita riserva. Montalbano, con il suo stile unico, offre una prospettiva anticonformista sulle festività, sfidando l'idea tradizionale di un Natale idilliaco. La sua visione critica delle convenzioni sociali natalizie suggerisce una riflessione più profonda sul significato delle celebrazioni e sulla necessità di abbracciare la realtà con un tocco di ironia.
In conclusione, Montalbano ci invita a guardare al Natale con occhi diversi, a sfidare le aspettative e a rifiutare la superficialità di alcuni rituali festivi.
La sua prospettiva anticonformista ci sprona a trovare il vero significato delle festività al di là delle convenzioni sociali, invitandoci a riflettere su cosa sia davvero importante in questo periodo dell'anno.
sito, stabilì che i duelli si tenessero esclusivamente davanti al monastero dei frati zoccolanti.
“Tutti per uno!” gridarono i moschettieri, al primo scontro. “Uno per tutti!” replicarono i frati centrandoli con le loro massicce calzature. I tre moschettieri soccombettero tutti e quattro sotto il bombardamento.
“I tre moschettieri” è un romanzo falso e menzognero: non solo i tre moschettieri erano quattro, ma anche l'autore, Alexandre Dumas, in realtà... erano due, padre e figlio.
a scuola
L'Italiano nel 2024: Un'esplorazione culturale nell'Anno delle Radici Italiane nel Mondo
Nel tessuto sempre più interconnesso del terzo millennio, l'italiano emerge come lingua di straordinaria rilevanza, specie con la dichiarazione ufficiale dell'Anno delle Radici Italiane nel Mondo. Quest'anno riveste quindi un significato più profondo, rendendo il percorso di apprendimento della lingua un'opportunità unica, collegando gli idiomi con realtà regionali e specifiche che fanno della nostra Bella Lingua un tessuto complesso e diversificato.
Esperti di diverse discipline sottolineano le molteplici dimensioni di questo viaggio linguistico, immerso nelle tradizio-
ni più svariate, ricche di secoli di cultura. La Professoressa Maria Gerbino, divulgatrice accademica in lingue e cultura italiana, afferma: "L'italiano va oltre la semplice comunicazione; è un ingresso in un mondo di cultura e arte che abbraccia secoli di storia. Imparare questa lingua è un viaggio che arricchisce non solo le nostre menti, ma anche i nostri cuori."
L'Italia è una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo, grazie alla sua ricca storia, arte, cibo e paesaggi mozzafiato. La padronanza dell'italiano è un asset fondamentale nel settore turistico. Da una prospettiva economica, il Giovanni Bertelli, esperto
in economia internazionale, sottolinea: "L'Italia gioca un ruolo cruciale nell'arena economica mondiale. Padroneggiare l'italiano non solo apre le porte a opportunità di carriera nel paese, ma è anche un vantaggio strategico in contesti di affari internazionali. Nel 2024, con l'Anno delle Radici Italiane nel Mondo, diventa un veicolo per connessioni più profonde." La conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine degli italiani residenti all’estero e degli italo-discendenti si stima in un bacino di utenza che sfiora gli 80 milioni di persone.
Secondo i dati diffusi da Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, il 30% del turismo delle radici, equivalente a circa 3 milioni di viaggiatori, copre sia un target giovane che va dai 25 ai 34 anni (25,7%) sia un target che va dai 55 ai 64 anni (24%). Questi viaggiatori programmano visite a lunga permanenza in Italia, con una media di sette giorni a viaggio, generando un indotto economico significativo. Solo nel 2021, infatti, il turismo delle radici ha mosso oltre 4,2 miliardi di euro.
A tal proposito, Elena Ferrari, storica ed esperta di diaspora
italiana, afferma che "Imparare l'italiano in questo contesto non è solo apprendimento linguistico, ma un'immersione nelle storie e nelle tradizioni che legano le comunità in tutto il mondo."
All’inizio di un altro anno di buoni propositi, il 2024 si configura come il momento ideale per intraprendere lo studio dell'italiano.
Oltre ai vantaggi personali, apprendere la lingua in questo contesto connessione con radici culturali condivise, aiuta ad unire individui e comunità attraverso la lingua e la cultura.
La regione del Friuli-Venezia Giulia è un affascinante crogiolo di culture e lingue, dove le radici storiche si intrecciano con la diversità linguistica. Questo articolo esplora la ricca tapestry delle lingue e dei dialetti presenti in questa regione, evidenziando le principali minoranze linguistiche storiche: il friulano, il veneto e lo sloveno.
“My
Cakes
10 Brookfield Road, Minto Mall, NSW 2566
Friulano
L'area friulana, che comprende le province di Udine, Pordenone e Gorizia, è il cuore del friulano. Nonostante le sue varietà interne, come il centro-orientale, il carnico e l'occidentale, il friulano costituisce una koinè che promana da una ricca tradizione letteraria. Mentre condivide alcune somiglianze con le lingue settentrionali, si distingue per peculiarità come la palatalizzazione di alcune consonanti e la presenza di vocali lunghe e brevi.
Accanto al friulano, il veneto si fa sentire come varietà di contatto, specialmente nella fascia occidentale confinante con il Veneto.
La presenza del "veneto coloniale," diffuso grazie all'egemonia veneziana, ha plasmato il veneto udinese, sebbene quest'ultimo stia lentamente cedendo terreno all'italiano nelle nuove generazioni. A Pordenone, il veneto si manifesta in varietà coloniale e come contatto di tipo trevigiano nel Friuli occidentale.
Il triestino, dialetto veneto giunto in città attraverso i commerci, gode di notevole vitalità. La sua importanza non è solo lingui-
stica ma anche simbolica, fungendo da elemento di integrazione sociale a Trieste. Questa situazione linguistica è il riflesso della tendenza all'individualità di Trieste, che si pone come espressione di italianità rispetto al friulano e allo sloveno.
La varietà chiamata "veneto originario" si sviluppa in modo peculiare lungo la linea di costa, interessando luoghi come Grado e Marano Lagunare. In queste località, il dialetto mantiene la sua vitalità e conserva caratteristiche specifiche, aggiungendo un altro strato alla complessa trama linguistica della regione.
L'interpretazione dell'arcaicità del veneto bisiacco, situato nel Monfalconese tra l'Isonzo e il Timavo, è complessa. Sottoposto all'influenza del triestino e in contatto con il friulano e lo sloveno, questo dialetto mostra segni di indebolimento nel suo uso attuale.
In conclusione, la regione del Friuli-Venezia Giulia si presenta come un affascinante crocevia linguistico, dove la storia, la geografia e le influenze culturali convergono nella diversità linguistica.
Al lora! a scuola
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni semplici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-
no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.
Hermann Hesse
Scrittore tedesco (Calw, Württemberg, 1877 - Montagnola, presso Lugano, 1962).
Autore tra i più significativi della prima metà del Novecento, nelle sue opere esplorò i territori della ricerca spirituale individuale spingendosi oltre ogni convenzione culturale e letteraria. Premio Nobel per la letteratura nel 1946, tra le sue opere più importanti occorre citare Demian (1919), Siddhartha (1922) e Der Steppenwolf (1927).
Figlio di un missionario protestante e della figlia di un missionario cultore di orientalistica, fu anch'egli avviato a studi teologici, che però non concluse. Dedito stabilmente alla letteratura a partire dal 1904, si trasferì in Svizzera, di lì intraprendendo viaggi fra cui particolarmente importante quello compiuto in India nel 1911. Durante la prima guerra mondiale, cui fu avverso quale pacifista e antinazionalista, si occupò di assistenza ai prigionieri.
Esordì con Romantische Lieder (1899), iniziando una maniera che ha fatto parlare di lui come dell'"ultimo paladino del Romanticismo". Seguirono, sotto pseudonimo, Hinterlassene Schriften und Gedichte von Hermann Lauscher (1901), fogli di diario di un sognatore alla ricerca di una via per uscire dal proprio isolamento.
Dopo le due biografie Franz von Assisi e Boccaccio (1904), prima autentica affermazione di Hesse fu il romanzo Peter Camenzind (1904). Autobiografico è il successivo romanzo Unterm
Rad (1906). Melanconica ironia si nota nei racconti riuniti in Diesseits (1907), Nachbarn (1908), Umwege (1912) e Schön ist die Jugend (1916).
Patetiche vicende di esseri umani infelici per naturale disposizione o per altrui incomprensione presentano i romanzi Gertrud (1910) e Rosshalde (1914), fra i quali cronologicamente si colloca il libro di memorie Aus Indien (1913). Al termine della guerra, pubblicava sotto pseudonimo (Emil Sinclair) il romanzo Demian (1919), contro il mondo fatiscente della borghesia.
Sulla medesima traccia, ma con toni ancora più spietati specie in ordine alla critica sociale, si pone qualche anno dopo il romanzo Der Steppenwolf (1927), opera fondamentale nel suo genere, biografia di un individuo scisso in una doppia personalità, personaggio emblematico di una civiltà, come quella borghese postbellica, traversata da flussi di follia. Su un'altra linea è invece Siddhartha (1922), che segue la via che il figlio di un bramino percorre verso la purificazione, cui tenne dietro, sospeso fra sogno e realtà, il romanzo di ambiente medievale Narziss und Goldmund (1930). Il racconto surrealistico Die Morgenlandfahrt (1932) preannuncia il romanzo simbolistico Das Glasperlenspiel (1943), opera dal piano assai ambizioso, con un messaggio per la civiltà del futuro che risulta però di difficile decifrabilità. Ha lasciato inoltre altre numerose opere di narrativa, saggistica e memorialistica.
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 52
Un Natale all'insegna della solidarietà e dell'italianità: La festa dell'Associazione CNA a Carnes Hill
Carnes Hill, un piccolo angolo di Australia, si è trasformato nell'epicentro di una gioiosa celebrazione natalizia grazie all'impegno e alla passione dell'Associazione CNA.
L'annuale festa di Natale, tenutasi di recente, ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo
di circa un centinaio di persone, trasformando la grande sala del luogo in un rifugio festoso, intriso di tradizione e allegria.
La serata è stata aperta da Maria Grazia, visibilmente radiosa e carica di energia positiva, che ha accolto calorosamente i presenti.
Il CEO dell'associazione, Gio-
vanni Testa, ha sottolineato l'importanza di festeggiare insieme agli anziani, evidenziando il coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità.
La tavola, impreziosita da tovaglie rosse e un trio di palloncini tricolori, è stata imbandita con un'offerta gastronomica tipicamente italiana. Il delizioso antipasto misto, con salumi tradizionali come mortadella, prosciutto crudo e cotto, salame, olive e ricotta, ha fatto apprezzare la qualità dei prodotti locali.
Una novità intrigante è stata l'introduzione delle salsicce panate alla palermitana, preparate con una tecnica che mantiene intatta la fragranza e il sapore autentico.
Il pranzo è proseguito con fusilli tricolori conditi con ragù di salsicce e carne di manzo, seguiti da un secondo piatto che ha fatto onore alla tradizione: capocollo di maiale panato alla palermitana. La nota dolce è stata data dal panettone italiano, realizzato con maestria da italiani emigrati in Australia, dimostrando che il "made in Italy" conserva la sua eccellenza anche al di fuori dei confini nazionali.
La parte artistica della serata è stata affidata a Michael Rivera, il musicista che ha deliziato i presenti con un repertorio variegato, dalle canzoni italiane ai balli latino-americani.
Caterina Manno, 98 anni giovane, ha regalato un tocco di poesia natalizia, mentre il sindaco di Liverpool, Ned Mannoun, ha portato i suoi auguri e un messaggio di riflessione sulla pace nel mondo.
Il sindaco di Liverpool ha iniziato il suo discorso augurando un Buon Natale a tutti i presenti e sottolineando l'importanza del periodo festivo. Ha evidenziato la necessità di fermarsi e trascorrere del tempo con le famiglie, riflettendo sul significato del Natale. Ha esortato tutti a godersi il momento, definendolo un'opportunità unica per vivere appieno.
Ned Mannoun ha esaltato la fortuna di vivere in Australia, esprimendo gratitudine per il lavoro e il contributo della comunità italiana e di altri gruppi nella costruzione della zona di
Liverpool. Ha sottolineato l'importanza di ricordare il duro lavoro delle generazioni precedenti per ottenere ciò che hanno oggi. Nel suo ruolo di sindaco, si è impegnato a garantire che i sacrifici e gli sforzi della comunità non vengano dimenticati.
Rivolgendosi alle nuove persone che si trasferiscono a Liverpool, ha evidenziato l'importanza di apprezzare l'Australia e di riconoscere il contributo di coloro che hanno preceduto. Ha invitato tutti a pregare per la pace, considerando la fortuna di vivere in un paese pacifico e esprimendo solidarietà a coloro che non possono festeggiare il Natale in pace, menzionando situazioni in diverse parti del mondo.
Il sindaco ha concluso il discorso augurando a tutti un felice e sicuro Capodanno, esprimendo il desiderio di rivedersi in futuro. Ha sottolineato l'importanza dell'amore nei cuori di tutti, definendolo la chiave per un mondo migliore, e ha concludo con la speranza che l'amore continui a diffondersi in città. Il discorso è stato chiuso con un'osservazione sul potenziale di continuità, sottolineando che il desiderio di pace e amore può durare per sempre.
L'evento ha visto la generosa partecipazione di diversi sponsor, tra cui Siderno Pasticceria, Cucina Galileo, Memorial Automotive, Artego, Crostoli King, JDN Transport, IONICA, Amicis Pizzeria Austral, Monte Fresco Cheese e Grano Restaurant.
La giornata si è conclusa con l'estrazione della lotteria, abbellita dai premi offerti dai generosi sponsor e mentre i lucky door prize sono stati offerti da Stefania e Franco Vetrano, membri a vita dell'Associazione CNA.
Maria Grazia ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile l'evento, dai volontari ai partecipanti, augurando a tutti un sereno Natale e un prospero anno nuovo.
La vicepresidente Stella Trombetta Vescio ha chiuso l'incontro con un invito a continuare a sostenere l'associazione nel nuovo anno, sottolineando l'importanza dell'impegno di tutti per mantenere viva la tradizione e la solidarietà.
Con la promessa di nuove attività nel 2023, l'Associazione CNA ha salutato gli ospiti, augurando a tutti un Natale colmo di felicità e un anno nuovo ancora più radioso.
mezz'ora di religione
Alessandro Manzoni e il Natale 1833: il Presepe e la Croce
di Giuseppe Lalli
Sì che Tu sei terribile!
Sì che in quei lini ascoso, In braccio a quella Vergine, Sovra quel sen pietoso, Come da sopra i turbini Regni, o Fanciul severo! È fato il tuo pensiero, È legge il tuo vagir.
Vedi le nostre lagrime, Intendi i nostri gridi; Il voler nostro interroghi, E a tuo voler decidi; Mentre a stornar la folgore Trepido il prego ascende, Sorda la folgor scende Dove tu vuoi ferir.
Sono questi i primi versi di una poesia, Natale 1833 - poche e frammentarie strofe - che Alessandro Manzoni (1785-1873) scrisse nel primo anniversario della morte della moglie, Enrichetta Blondel (1791-1833).
Lungi da me che scrivo l’idea di parafrasare questi versi. Rischierei di inserire note stonate in un concerto: la vera poesia è musica sacra, si può solo ascoltare. Rischierei di imbrattare un quadro: la poesia è tela dipinta con i colori dell’anima, si può solo contemplare.
Pure, non si può fare a meno di notare che in questi versi non c’è nulla di lezioso, né di ricercato. Non c’è nemmeno quell’atmosfera di solennità che si respira negli Inni sacri. Il tono stesso della poesia è tutt’altro che distaccato.
Diciamo pure che è un grido di dolore quello che leggiamo, quasi una recriminazione. Dio, anche nelle forme di un bambino tra le mani pietose di sua madre, appare lontano, in un cielo muto e solcato da tremendi lampi, insensibile alle preghiere e ai lamenti ("Sorda la folgor scende dove tu vuoi ferir").
Il 25 dicembre 1833 al poeta era venuta a mancare la sua adorata moglie Enrichetta. Dio lo aveva visitato "terribilmente", come aveva scritto al Granduca di Toscana Leopoldo II (1797-1870), che aveva avuto nei confronti del già famoso scrittore parole di delicata partecipazione al suo dolore. Sposata in tenera età - aveva sedici anni - solerte e silenziosa, religiosissima, madre di numerosa prole, ciò che a lungo andare aveva finito per fiaccare la sua già delicata complessione, Enrichetta era stata il vero nume tutelare della casa, oltre che la musa discreta del marito letterato.
Nel frontespizio dell’Adelchi, che è del 1822, si leggeva "Alla diletta e venerata sua moglie...". “Diletta e venerata” e non semplicemente amata: parole che fanno pensare da un lato a quel misterioso libro che è Il Cantico dei Cantici ("Sorgi diletta mia e
vieni "), dall’altro evocano un sentimento che al poeta Manzoni, pur sempre romantico ancorché cattolico, fa apparire la sua donna già oltre il mondo degli umani, in una zona rarefatta dello spirito.
Donna di infinita dolcezza, è stata forse la persona che più di ogni altra ha ispirato all’autore de I Promessi Sposi la figura di Lucia, l’eroina del suo grande romanzo: come quei pittori che ritraevano nelle loro tele il volto della moglie, di cui non avevano mai smesso di essere innamorati.
A questa donna minuta, mite e dai modi apparentemente sottomessi ma a suo modo volitiva, graziosa la sua parte, certo diversa dall’avvenente e vivace Giulia, sua madre, Alessandro doveva molto, forse doveva tutto. Possiamo solo immaginare la trepidante angoscia che dovette albergare nel cuore di Manzoni in quei giorni di aggravamento della sua già malferma salute.
L’adorata Enrichetta transitò in Cielo alle ore otto della sera di quel fatale Natale del 1833. Non ci è dato di conoscere i moti dell’anima, certo tempestosi, di Alessandro in quelle ore e nei giorni che seguirono. Chi può penetrare il mistero di un’anima? E di quell’anima? Al massimo possiamo conoscere noi stessi, come ammonisce il grande vescovo di Ippona, e solo Cristo, rivelando Dio all’uomo, svela l’uomo a sé stesso, come ben sapeva l’agostiniano Manzoni.
Manzoni, che pure cerca di trovare una risposta alla sofferenza, quando giunge al dilemma intellettuale, cui la ragione sembra condurlo, se negare la provvidenza o accusarla ("Ti vorrei dir: che festi?/Ti vorrei dir: perché?", dicono due versi del primo abbozzo), ciò che a fronte della fede cristiana equivarrebbe a due bestemmie, scopre che anche nel silenzio di Dio vi è un disegno provvidenziale. E finisce per scegliere il si-
lenzio. Non a caso le parole con cui si chiude, incerta, la poesia sono "cecidere manus" ("caddero le mani"). Ma perché Dio doveva rimanere impassibile di fronte al suo dolore?
Non era stato lui, qualche anno prima, scrivendo il suo romanzo, a mettere in bocca a Padre Cristoforo quelle parole, "Dio vi ha visitate", dirette a Agnese e Lucia minacciate dal sopruso di un potente? Convivevano in Manzoni due opposte tensioni: il coraggio e la paura, Padre Cristoforo e Don Abbondio, un tenero altruismo della sofferenza e la paura di veder soffrire: le lacrime invendicate di un bambino avrebbero procurato in lui lo stesso tormento che procuravano nell’anima di Dostoevskij.
Alla domanda “Perché, nonostante Dio, il dolore abita il mondo?” la risposta per lui è “Cristo”. Mai come in quel Natale questa risposta, da verità accarezzata solo con la mente, si faceva anima e carne.
Nel sacrario più intimo della sua coscienza dovettero risuonare a lungo le prole di Giobbe di fronte alla sventura: "Il signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore".
Egli, in quei giorni di sventura, tocca con mano la verità,
a lungo meditata, che Dio si fa più presente quando chi lo prega si riconosce nudo, impotente, ed è già un miracolo un uomo o una donna che prega, che chiede a Dio di impolverarsi delle sue piccole o grandi miserie quotidiane.
Del dolore il grande romanziere aveva scritto in pagine memorabili (si pensi alla madre di Cecilia, fiore di poesia cresciuto nella desolazione della sventura collettiva della peste di Milano), ma non aveva ancora frequentato le sue aspre latitudini.
Mai, prima di quel Natale, poesia e dolore dovettero apparirgli così profondamente intrecciati. Il presepe e la croce.
Da questo dramma personale del Manzoni emerge la debolezza dell’uomo e della storia nei confronti del dolore. Mentre scrivo di questo episodio, lontano 190 anni esatti ma vicino come se si svolgesse nell’altra stanza, mentre risuona ancora nella mente lo stanco ritualismo degli “auguri di buon Natale” (ma “auguri” di che? ... del panettone, del torrone, del cenone da consumare il 24 a sera?), infuriano, in questa "aiuola che ci fa tanto feroci" gli inferni dell’Ucraina e del Medio Oriente, e l’uomo è annientato dall’uomo. Quanti bambini,
piccoli Cristi, sono violati e uccisi in questi nostri giorni di violenza dei grandi.
Ci fu, in un Natale di tanti anni fa, un giovane padre, da sempre appassionato di Manzoni, che augurava ogni bene al suo bambino.
E ci fu una ragazza di Nazareth, della casa di Davide, che partorì in una stalla perché non c’era posto in albergo per lei e per suo marito. Quella donna ci ricorda che, finché camminiamo sui sentieri della vita, la gioia, per quanto intensa possa apparirci, ha sempre le radici a forma di croce.
Manzoni ne fece esperienza in quel Natale del 1833, noi che ci diciamo cristiani non dovemmo dimenticarlo quando ci scambiamo gli auguri di Natale. Altrimenti è il Dies Natalis Solis Invicti, il solstizio d’inverno, il Natale pagano, quello che festeggiamo. La saggezza del popolo cristiano, col suo infallibile sensum fidei, ha sempre visto la croce sullo sfondo del presepe, e chiama “Pasquetta” quella festa dell’Epifania in cui si bacia il Bambinello. Il grande scrittore capì, perché lo sentì nella sua carne e non solo nella sua anima (appena nove mesi dopo verrà a mancarle, in giovanissima età, anche la primogenita Giulietta) che alla croce di tutti i giorni, a cui ci chiama il Signore della storia, quella storia che vista dal lato dell’uomo è spesso storia di forza bruta, non ci è dato di sfuggire.
Altrimenti “Dio” diventa un concetto vuoto, un vizio della mente, una sublime scaramanzia: un Dio a nostra immagine e somiglianza, anzi a nostra misura. E invece:
Sì che tu sei terribile Sì che tu sei pietoso!
Indifferente ai preghi Doni concedi e neghi.
Ti vorrei dir: che festi? Ti vorrei dir: perché?
Non perdonasti ai tuoi Non perdonasti a te. ...
Un Capodanno di risate
Trascorrere le feste natalizie in Sicilia, terra di sogno e ricordi. Cibi prelibati delle nostre tavole, che riportano alla nostalgia del passato
di Ketty Millecro
Quando si pensa al clima delle feste in Sicilia, reminiscenze d’infanzia balenano alla mente. Tutto ciò si colora di festa, atmosfera quasi surreale tra le luci che inondano le città siciliane.
L’arrivo del Natale, con il suo carisma suggestivo genera silenzi di riflessione e ricordi del passato. Dopo tale periodo si è pronti ad un altro evento, altrettanto importante: Capodanno.
Il primo dell’anno è preceduto dal giorno 31 dicembre, giorno di San Silvestro.
Un proverbio siciliano recita: “U trentunu San Silvesru papa, nesci ‘u misi e trasi l’annata” (il 31 San Silvestro papa va via Dicembre e subentra il nuovo anno).
Capodanno è ritenuto il momento meno spirituale, più terreno delle festività natalizie In Sicilia è vero che si va in Chiesa anche per Capodanno; tuttavia, il primo dell’anno non è considerato un momento della cristianità, ma pratica civile.
Per i Siciliani la notte di Capodanno è la notte di festa, balli, del colore rosso indossato anche come indumento intimo, insomma di buon auspicio per l’anno nuovo. Capodanno è fare il conto alla rovescia prima della mezzanotte.
È il momento dei “botti” e dei giochi d’artificio, che vanno cautelati per evitare irrimediabili tragedie. Molti anni or sono Capodanno era ritenuto come un doppione, un prolungamento del Natale: esorbitanti pranzi, infiniti dolci, luci del presepe, giocate a carte o a tombola fra parenti e amici.
Ciò che lo differenziava era che, in alcuni paesi dell’entroterra, ma anche nelle zone costiere, alla mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio il capo famiglia prendeva la “scupetta” (il fucile da caccia) ed inaugurava il “buon principio” sparando in aria all’aperto.
Chi ne avesse la libertà di farlo, sparava con la pistola a salve. Si sparava all’anno vecchio per liberarsi delle sue scelleratezze, tra le grida di paura mista alla gioia e tra gli applausi dei presenti.
Anche oggi tutto questo, probabilmente avviene. Si invita, perciò, alla cautela per gesti inconsulti che ogni anno provocano un gran numero di feriti.
Ci si chiede tra l’altro quali siano le abitudini alimentari del Capodanno, i piatti tradizionali del cenone di San Silvestro.
I latini dicevano: melius est abundare quam deficere, meglio abbondare anziché scarseggiare. Cibi prelibati delle nostre tavole, che riportano alla nostalgia del passato. È da ciò che i Siciliani hanno preso lo spunto per avere nelle loro tavole sovrabbondanza di cibo, propiziatorio di provvidenza.
Fra le tradizioni Messinesi rimaste nel tempo per il cenone di Capodanno è d’uso acquistare di mattina il Pesce fresco.
Anticamente ed anche oggi il pezzo forte della serata di San Silvestro sono le lenticchie con cotechino o zampone. Le lenticchie rappresentano buon auspicio per l’anno nuovo, augurio di fortuna e abbondanza di soldi. Oggi i sontuosi contorni di salmone e pescespada affumicato con caviale, lamponi e melogra-
no sono tipici delle famiglie abbiette, mentre una volta era d’uso la cena povera ma ricca di delizie della terra.
I primi piatti siciliani sono costituiti da spaghetti con cozze e vongole o altri primi a base di pesce per chi lo preferisce. Ne fa da contorno un buon vinello siciliano.
Il secondo, oltre alle tradizionali crespelle di baccalà o all’anguilla a ghiotta, vede franceschini, calamari ripieni e polpi ad insalata. Nelle case dei più facoltosi non mancano ostriche e scampi.
È bello rammentare il pranzo povero di una volta, dove gli anziani preparavano le sfingi salate con acciughe o quelle dolci con lo zucchero (pasta fritta salata o dolce) crespelle di baccalà, di cavolfiore e frittelle di patate e melanzane. I primi erano costituiti dalla pasta ‘ncaciata con mortadella e formaggio, arricchita da un sugo grasso di maiale. Il secondo voleva carne di maiale e salsicce.
Si passava alla frutta siciliana con ceste di arance e mandarini, quindi al panettone e allo spu-
mante, stappato allo schiocco della mezzanotte. I passatempi che attorniano il Capodanno sono simili a quelli di una volta. Terminata la cena tutti riuniti per il mercante in fiera o tombola (un tempo ceci o fagioli per coprire i numeri) “scopa”, “briscola”, “poker” ecc. Non mancano gli “scacci”, ovvero noci e noccioline ed anche fichi e datteri. Molte delle tradizioni di una volta stanno oggi scomparendo. È, tuttavia necessario, non perdere mai di vista i valori che queste usanze e tradizioni comportino.
Esse ricordano gioia, pace e serenità. Non ha importanza se ci sia una piccola grotta o un Presepe pittoresco a farci rivivere la
magia delle feste, quel che conta davvero è non dimenticare la fratellanza.
È meraviglioso ricordare il Capodanno siciliano antico, le usanze di coloro che ci hanno preceduto, senza accantonare il passato e prendere esempio per migliorarsi. Sono brutti i rimpianti, ma i ricordi sono l’appiglio più eclatante che definisce i tratti dell’uomo degno di questo nome. Sono i ricordi che spingono alla pace e mai alla guerra, dove tutto il mondo è paese, dall’Europa, all’America fino all’Australia.
Volersi bene ed estendere la solidarietà è il motto per un sereno 2024.
Convegno internazionale sul sisma del 1908 a Messina
Il regista Nino Genovese con i noti giornalisti Nino Sarica, Sergio Di Giacomo relaziona a Messina sulla tragedia del terremoto del 1908. Ricordare dall’Italia all’Australia la tragica vicenda per non dimenticare
di Ketty Millecro
In occasione del 115.mo anniversario del terremoto/maremoto del 1908 a Messina si è svolto il 28 dicembre 2023, alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli, un incontro per ricordare il tragico sisma. Se i sentimenti di rammarico e dolore tacciono per via delle feste, la memoria storica non può certamente restarne impassibile. La manifestazione, ideata ed organizzata dal giornalista Sergio Di Giacomo e il regista Nino Genovese, con la collaborazione di Milena Romeo, l'Associazione "Antonello da Messina" e il "Cineforum Orione, coordinatore lo storico Nino Genovese. Presenti all’evento grandi personaggi messinesi, dunque. Come afferma in intervista il giornalista Sergio Di Giacomo,
interessanti le due relazioni di due importanti personaggi messinesi: Antonino Sarica, scrittore
internazionale, firma storica della Gazzetta del Sud e Nino Genovese, studioso e Direttore artistico e Film-Maker. Lo storico Sarica si è soffermato sulla figura di alcuni personaggi, come il Cammaroto, di cui ne ha scritto il Boner, ma anche Cavarra, Salvatore e Longo. Il Cammaroto, un ex cocchiere, pare avesse mandato una maledizione alla città. Unione tra terremoto e superstizioni popolari, perciò.
Il giornalista Sarica ha proceduto con la figura delle monache della Santa Eustochia, che nei giorni precedenti al terremoto, fecero dei sogni premonitori.
Nella seconda parte della serata lo Scrittore e Regista del cinema, Genovese, ha discusso sul rapporto cinema-terremoto. In occasione del centenario, addirittura, un intero libro.
Una verità storica di un film, che sembrerebbe risalire al 1909. Porta il titolo "L'Orfanella di Messina", pellicola restaurata, con musiche originali di Giovanni Renzo. Nino Genovese ha relazionato la proiezione del primo film a soggetto, che prende spunto dal tragico evento, ritenuto perduto e poi ritrovato, "L'Orfanella di Messina". Il cinema dopo il terremoto ha realizzato non solo documentari, ma anche films, qui la vera straordinarietà. È importante mantenere la memoria di Messina di quel sisma catastrofico che annualmente, tiene vivo il ricordo della tragedia, che è stata supportata dagli italiani, dei russi e degli inglesi, americani. Un evento internazionale, dall’Italia, all’America e all’Australia, che deve essere memoria storica ogni anno.
Il giornalista Antonino Sarica, il regista e storico Nino Genovese, il giornalista Sergio Di Giacomo
Al lora! la pagina della Donna
Carmen De Burgos alias Colombine
la viaggiatrice femminista che si ribellò al patriarcato
Carmen nasce ad Almería il 10 dicembre 1867 e cresce a Rodalquilar, Nijar, nella tenuta di famiglia La Unión. Il padre vi possiede terre e miniere.
Riceve un’educazione adeguata al suo rango ma presto inizia a ribellarsi alle imposizioni patriarcali. Per evadere da quel mondo asfittico si sposa prestissimo e contro la volontà del padre. Ha 17 anni quando convola a nozze con Arturo Álvarez Bustos. Lui è un giornalista, ha 15 anni di più e possiede una tipografia. Carmen ancora non lo sa, ma la carta stampa diventerà il suo destino. Il matrimonio però la delude. È un’unione infelice, lui è infedele, alcolizzato e manesco. Il divorzio in Spagna non esiste, anzi la donna non ha neanche diritto al passaporto perché può viaggiare solo insieme al marito, ma si separano comunque e dopo che tre dei loro quattro figli muoiono nient’altro la trattiene dall’andarsene.
Nel 1902 lavora a Madrid come insegnante e inizia a collaborare con il giornale El Globo che le affida la rubrica Notas Femeninas. L’anno dopo avvia un’altra rubrica su Diario Universale intitolata Lecturas para la mujer. È allora che inizia a usare lo pseudonimo Colombine. Per la prima volta in Spagna una donna viene riconosciuta come giornalista professionista. Dalle pagine dei giornali lancia campagne per il suffragio universale
e per legalizzare il divorzio che le attirano critiche durissime dalla politica conservatrice e dalla Chiesa.
L’estate del 1911 la trascorre tra Belgio, Olanda e Lussemburgo e nel 1913 va in Argentina, dove viene anche iniziata alla massoneria. Nel frattempo vive anche in Portogallo che è un po’ la sua seconda casa. Il padre infatti era stato viceconsole in Portogallo. Nel 1914 parte nuovamente, stavolta per visitare la Scandinavia che la sorprende positivamente per il ruolo attivo della donna nella società e una parità di genere che in Spagna è ancora lontana. Durante quel viaggio scrive numerosi articoli che raccontano non solo la cultura e il paesaggio dei luoghi che attraversa ma anche l’organizzazione sociale. Trova compiuto in questi paesi il paradigma della donna moderna e indipendente.
D’improvviso però scoppia la Prima Guerra Mondiale. Quello che era iniziato come un viaggio da sogno si trasforma in un incubo. Deve rientrare, e alla svelta, ma spostarsi è diventato difficile. Decide di attraversare la Germania rinunciando alla Russia ma a Rostock viene sospettata di essere una spia russa e rischia grosso. Per precauzione abbandona un baule che contiene lettere di presentazioni e guide della Russia. Condotta infine dai soldati di fronte al console spagnolo, riesce a imbarcarsi su una nave
Per tutte le Donne un messaggio di Speranza e Solidarietà
Carissime donne e amiche, abbiamo appena salutato il vecchio anno e ci apprestiamo a dare il benvenuto al nuovo; è il momento perfetto per riflettere sulle conquiste passate e guardare avanti con speranza e determinazione.
Il 2023 ci ha messo alla prova in modi che forse non avremmo mai immaginato, ma insieme abbiamo dimostrato una straordinaria resilienza e capacità di adattamento.
Il 2024 è di fronte a noi, un foglio bianco pronto ad accogliere le storie straordinarie di ognuna di voi. È il momento di abbracciare la vostra forza interiore e di credere nelle vostre capacità.
Che siate donne in carriera, mamme impegnate, studentesse ambiziose o instancabili combattenti per i vostri diritti, questo è il vostro momento per brillare.
alla società. Siete fonte di ispirazione per molti, e il vostro impegno costante merita riconoscimento e celebrazione.
mercantile che fa rotta verso l’Inghilterra da dove infine salpa per La Coruña. È stremata e senza un soldo, ma sana e salva. E ha tanto da raccontare. Non solo su Danimarca, Svezia e Norvegia, che è riuscita a visitare giungendo fino a Capo Nord, ma anche sulla barbarie della guerra di cui è stata testimone durante il viaggio di ritorno. Gli articoli che manda ai giornali dalla Germania sono pieni di antimilitarismo.
I suoi viaggi riprendono alla fine della guerra. Nel 1925 visita il Messico e Cuba e nel 1927 va in Perù e Cile. Carmen è inarrestabile. Viaggia, tiene conferenze, promuove campagne sociali, scrive articoli, pamphlet, romanzi. Sono per lo più romanzi sentimentali, che scrive per mantenersi, ma in cui affronta anche temi allora tabù. E traduce. Tra gli altri Ruskin, Tolstoj, Salgari.
Quando viene proclamata la Seconda Repubblica nel 1931 vede i risultati di molte battaglie: la nuova costituzione ammette il matrimonio civile, il suffragio universale e il divorzio. Purtroppo non le resta molto tempo per festeggiare.
Mentre partecipa a una conferenza a Madrid l’8 Ottobre 1932 un malore la costringe a ritirarsi. Muore quella stessa notte. A un’altra morte la condanna il regime franchista che di lì a poco inserirà il suo nome nella lista degli autori proibiti.
In un mondo che spesso pone sfide uniche sul percorso delle donne, è fondamentale ricordare quanto siate incredibili, quanto abbiate superato ostacoli e come abbiate contribuito in modo significativo
Il nuovo anno è un'opportunità per fissare nuovi obiettivi, per inseguire passioni e per crescere in modi che possano sorprendere persino voi stesse. Che si tratti di perseguire una nuova carriera, di impegnarsi in progetti di volontariato, di migliorare la vostra salute mentale o fisica, il 2024 è il momento per investire su voi stesse. Ricordate sempre che non siete sole. La solidarietà tra donne è una forza
potente che può superare qualsiasi ostacolo. Sostenetevi a vicenda, incoraggiatevi reciprocamente e celebrare i successi, grandi e piccoli. Insieme, possiamo costruire un futuro più luminoso e inclusivo per tutte.
Che il nuovo anno porti con sé opportunità infinite, gioia, e soddisfazioni personali. Che ognuna di voi possa continuare a crescere, a prosperare e a lasciare il proprio segno nel mondo.
Auguro a tutte voi un Felice e Realizzante Anno Nuovo!
Maria Grazia Storniolo
Il
libro del sudafricano Stephen Mitford Goodson, un best seller in Italia
“Storia delle banche centrali”
Nella coscienza popolare europea, il denaro viene tradizionalmente associato a qualcosa di sporco, di criminale, qualcosa di non degno dell’uomo europeo, qualcosa che, si dice, solo gli stranieri e gli alieni lontani possono assaporare e concretizzare ai massimi livelli. Dall’antichità alla post-modernità sono stati scritti innumerevoli libri sullo “sporco denaro” e l’oro maledetto. Aristotele dice che i “banchieri”, coloro che speculano sul denaro, sono uomini della peggior specie. Si pensi anche all’antico re greco Creso, all’oro maledetto di Mida, o alla strage di massa nella saga medievale dei Nibelunghi, la cui storia ruota attorno all’oro nascosto nel Reno e alla sofferenza da questo causata.
Come Stephen Goodson ci ricorda nel suo libro, né l’ossessione per il denaro astratto, né la pratica dell’usura o l’idea dell’oro hanno perso molta della loro connotazione letale. Anzi, tante delle moderne transazioni commerciali e delle pratiche finanziarie illecite, mosse proprio dall’avidità per l’oro, sono diventate ancora più letali, minacciando questa volta non solo la sopravvivenza della civiltà occidentale, ma l’intera umanità.
Anzitutto bisogna chiarire che Goodson non è un adepto di teorie cospiratorie e neanche un autore contro antisemita, la cui prosa fa spesso più male che bene a un lettore che voglia far luce sul tema del denaro fittizio e sui suoi artefici, che invece tanto fittizi non sono. A tal proposito, Goodson vanta ottime referenze sull’argomento da lui analizzato nel libro; è stato membro del Consiglio di Amministrazione della SARB (South African Reserve Bank) e vanta una lunga esperienza nel settore bancario o, per dirla meno moralisticamente, era un diretto osservatore del business dell’insider trading. Com’è possibile che nel nostro cosiddetto migliore dei mondi democratici, un mondo che vanta trasparenza e un sistema giudiziario indipendente, la maggioranza dei cittadini non abbia la benché minima idea di chi siano gli azionisti delle prin-
cipali banche centrali, come la Federal Reserve negli Stati Uniti e molte altre banche sparse per il mondo? Goodson dimostra come in realtà la celebre Federal Reserve non abbia niente a che fare con i beni dello Stato o con il significato di democrazia negli Stati Uniti, ma rappresenti invece una società anonima, un’associazione di potenti motori e agitatori finanziari. Non è certo un caso se dallo scoppio della cosiddetta bolla immobiliare degli Stati Uniti, nel 2008, nessuno dei principali banchieri, che sia della Goldman Sachs o della JP Morgan, sia stato chiamato in causa per aver stampato troppo denaro o concesso prestiti surreali. Come dire, una mano lava l’altra.
Nel libro di Goodson traspare una profonda conoscenza della situazione sociopolitica dell’antica Roma, dell’Inghilterra di Cromwell e della Germania di Weimar. Pertanto, quest’opera non può essere considerata l’ennesimo noioso tassello nel mosaico della ridicola letteratura cospiratoria e antisemita, come invece succede spesso con i testi di molti estremisti di destra. È proprio la narrazione imparziale di Goodson, ben inserita nei diversi contesti storici, a rendere il libro non solo un saggio informativo e colto, ma anche una lettura piacevole per un principiante desideroso si saperne di più sul mistero che ruota attorno al denaro.
Da sempre l’usura sembra essere al centro di guerre e disordini sociali. Gli antichi Romani sperimentarono più volte i suoi effetti negativi, che alla fine condussero alla caduta di Roma. Goodson descrive le riforme economiche e sociali di Cesare, tra cui l’introduzione del primo sistema previdenziale, la cancellazione del canone di affitto per molti cittadini indigenti e il divieto di applicare ulteriori interessi agli interessi sul credito. L’Impero Romano prosperò rapidamente. Ciononostante, molti aristocratici non potevano tollerare la magnanimità di Cesare nei confronti dei poveri e decisero quindi di ucciderlo. Sembra che gli usurai, molti dei
quali stranieri di origine ebraica, e i loro servili lacchè non ebrei siano stati la principale cinghia di trasmissione nello sviluppo della corruzione e nel declino della civiltà occidentale. Simili cicli economici di alti e bassi si ritrovano nell’Inghilterra medievale durante la stesura e l’adozione della celebre Magna Carta il cui primo obiettivo era cancellare le obbligazioni dei precedenti prestatori di denaro e abolire l’usura. In effetti, alcuni decenni dopo, nel 1290, all’adozione della Magna Carta fece seguito l’espulsione degli ebrei dal paese. Un lettore attento potrebbe giustamente chiedersi perché, nel corso dei secoli, così tanti autori classici, per non parlare dei comuni cittadini europei senza la dovuta preparazione, abbiano incolpato gli ebrei per qualunque crisi economica e sociale e perché gli stessi siano stati così spesso vittime di dure persecuzioni. Lontano dall’intraprendere discorsi di incitamento all’odio o di denigrazione, l’autore riporta in modo esatto l’enorme percentuale di ebrei attivi come prestatori di denaro, dettaglio questo che storicamente ha contribuito alla loro tragica sorte.
L’autore non scansa neanche il tema del potere di nuove idee politiche e teologiche, in particolare l’ascesa del primo calvinismo e la nascita di una nuova mentalità fra i politici e gli opinionisti europei e americani del XVI e XVII secolo. Gli insegnamenti di Calvino sulla predestinazione e l’importante modello
di comportamento sociale da lui attribuito ai mercanti ebbero un forte impatto sulla vita politica europea e nell’America appena scoperta. Il mercante e l’usuraio divennero, per così dire, i nuovi modelli nell’alta politica e nella finanza, esempi da emulare, da usare come super-ego dai non ebrei.
Questa emulazione degli ebrei attraverso il primo calvinismo e il puritanesimo si diffuse rapidamente, prima di tutto nell’America capitalista dei primi tempi e poi, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, nell’Europa continentale. Goodson osserva come Oliver Cromwell, il fanatico calvinista e rivoluzionario inglese del XVI secolo, si identificasse come un “prescelto” e non come un semplice Shabbat goy. Poco dopo la decapitazione di Carlo I, Cromwell diede un caloroso benvenuto agli ebrei riaprendo le porte dell’Inghilterra.
L’autore getta anche una luce interessante sul tenore di vita dei cittadini dell’Inghilterra tardo-medioevale, un paese in cui, per molti aspetti, la qualità della vita era superiore a quella delle nostre società moderne. Nel XIV e XV secolo, infatti, gli inglesi lavoravano meno di 14 settimane all’anno. Se valutiamo la felicità e la qualità della vita solo in base a quanti elettrodomestici o conti in banca disponiamo, non saremo mai in grado di comprendere il vero significato del termine. In molti casi, tuttavia, i cosiddetti secoli bui in Inghilterra e nell’Europa continentale sembravano molto più luminosi dei momenti difficili della nostra epoca buia. Buona parte dell’architettura religiosa di quell’epoca era l’espressione diretta della gioia popolare, dove la ricerca della trascendenza spirituale era molto più forte dell’effimera beatitudine del sistema moderno, in cui l’accumulo di denaro è diventato una nuova religione secolare. Il momento peggiore arrivò più tardi. Nel 1694 fu fondata la Banca d’Inghilterra, sul cui modello vennero poi modellate tutte le banche centrali d’Europa e, più tardi, degli Stati Uniti. Poco dopo iniziò quella che gli accademici dei giorni nostri chiamano la “modernità”, che in realtà significava ridurre le persone in schiavitù. Ai grandi finanzieri inglesi non piaceva il fatto che le prime colonie americane emettessero la propria moneta e fossero ostili verso la Banca d’Inghilterra. Il tentativo degli inglesi di abolire la moneta statunitense fu anche la principale causa della rivoluzione americana. L’America del XIX secolo riuscì a prosperare in gran parte proprio perché non aveva una banca centrale. Non si deve dimenticare, come afferma l’autore, che lo slogan della campagna presidenziale di Andrew Jackson era “VOTATE ANDREW JACKSON – NIENTE BANCA” L’anno infausto per gli Stati Uniti, così come per il mondo intero, fu il 1913, quando fu istituita la Federal Reserve Bank, che indirettamente fece precipitare l’Oc-
cidente in due guerre mondiali e in generale il mondo intero in centinaia di guerre locali.
La situazione non era delle più semplici neanche per i cittadini americani. Sebbene molto invidiati in quanto parte di una superpotenza mondiale, dal 1919 al 2014 il debito nazionale statunitense ha subito un’impennata, da 2,6 miliardi a 17,5 trilioni di dollari. Nessuno vuole ammetterlo pubblicamente, ma la maggior parte dei cittadini americani e occidentali non vive a credito, ma piuttosto cresce e vegeta con i sistemi di pagamento rateali. L’ora del grande tracollo e la fine della razza bianca potrebbero essere dietro l’angolo.
L’autore descrive vari tipi di moneta fiat e diversi sistemi bancari, gli intrallazzi in altre parti d’Europa come pure la nascita della Russia bolscevica, largamente finanziata dai banchieri ebrei di New York. Il merito del libro è che Goodson non ha posizioni estreme sul mondo bancario, ma cerca sempre una via di mezzo. È lodevole che menzioni anche l’economista tedesco Gottfried Feder, uno dei critici più diretti dell’usura e degli interessi composti nella Germania di Weimar. Tuttavia, il problema quando si cita Feder è che questo famoso economista era da tempo affiliato con il nazionalsocialismo, cosa che indiscutibilmente può far nascere qualche sospetto e protesta anche fra i più spassionati lettori di questo testo. Come si può oggi, nel nostro ambiente accademico politicamente corretto, un ambiente che si autocensura, trarre qualcosa di positivo da uno dei primi studiosi nazionalsocialisti? Il nazionalsocialismo, oggi ufficialmente raffigurato come il simbolo del male assoluto, non può in nessun caso avere in sé qualcosa di buono, neppure in campi apolitici come lo sport o l’ecologia, figuriamoci nell’economia.
Partendo dal suo studio sulle ingenti riparazioni di guerra che la Germania di Weimar dovette pagare alle potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale, Feder era giunto alla conclusione che il pagamento degli interessi composti avrebbe impoverito i cittadini e portato alla disoccupazione di massa. Il suo insegnamento potrebbe essere messo in pratica ai giorni nostri, soprattutto per far fronte all’enorme debito di stato sovrano di tutti i paesi occidentali messi insieme.
In una nota un po’ meno pessimistica, Goodson ricorda la grande impresa del Nord Dakota, che grazie alla sua banca è diventato lo stato più dinamico e con il tasso di disoccupazione più basso degli Stati Uniti. Staremo a vedere in che modo supererà le crisi future. Finché il mondo accademico tradizionale e i media non si decideranno ad affrontare le cause principali del caos finanziario che ci attende, probabilmente gli Stati Uniti e i loro paesi satelliti in occidente salteranno da un disastro all’altro.
T. Sunic
"Non di solo pane vivrà l’uomo…"
Pane e salame: lo spuntino per eccellenza!
A tutt’oggi pane e salame, accompagnati da un buon bicchiere di vino, rappresentano la classica merenda consumata dai contadini nelle pause del duro lavoro nei campi.
Da ciò si evince che il pane, da solo, non satolla il corpo e men che meno l’anima, ma ora cerchiamo di intendere qual è il senso metaforico dell’espressione "Non si vive di solo pane", con riferimento all’attuale struttura sociale che alberga in questo misero mondo.
Parafrasando quanto si legge nel libro del Deuteronomio (Dt 8,3), diremmo che non di solo pane si vive, ma anche del desiderio di trovare un valore nella vita, una vita diversa da quella puramente biologica: divenire finalmente, perché ancora non lo siamo, veri esseri umani.
L’uomo primitivo era più intelligente di noi?
Oltre duemila anni fa gli uomini erano più intelligenti. "L’umanità è in un processo di involuzione; le mutazioni nei geni che codificano per le attività cerebrali starebbero infatti compromettendo il funzionamento del cervello." Questa è la sorprendente teoria di Gerald Crabtree, genetista dell’Università di Stanford, che spiegherebbe... tante cose.
Tuttavia, teorie a parte, la realtà è che oggi viviamo in un mondo di matti e, senza dubbio, siamo peggiori dei popoli primitivi: questi ultimi nei conflitti tribali provocavano appena qualche vittima; le guerre moderne-supertecnologiche con un solo colpo coventrizzano intere popolazioni. In natura, come è noto, non c’è alcun essere vivente che tende all’autodistruzione. L’uomo è l’unica eccezione. Ed ecco che, prima che avvenga il peggio, si
rende necessaria la transizione verso l’umanizzazione dell’uomo moderno. D'altronde questo non è altro che lo scopo cui mirano sotto differenti aspetti sia il Cristianesimo sia l’Umanesimo.
Purtroppo, dobbiamo però convenire che siamo ancora ben lungi da questo tanto agognato risultato!
L’austriaco Konrad Lorenz, considerato il fondatore della moderna etologia scientifica, surclassando l’eclatante e questionata teoria sulla scoperta del Danuvius guggenmosi, secondo cui questi è una scimmia e un essere umano in un solo corpo e per ciò l’anello mancante tra la scimmia e l’uomo, ha di converso affermato che "l’anello mancante tra la scimmia e l’uomo siamo noi". Ergo, spetta solo a noi umanizzarci!
È questa la grande sfida che ci aspetta?
Si! Secondo la scienza, ora più che mai, nonostante nella nostra cultura occidentale il dogmatismo religioso e il pensiero scientifico si trovino da tempo di fronte ad una duplice antropogonia (l'origine dell'uomo sulla terra). Da una parte, infatti, abbiamo il disegno di Dio-Creatore: la Bibbia descrive la creazione dell’essere umano - “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza” (imago Dei) -, e dall’altra la scienza ci spiega che l'uomo è un mammifero appartenente all'ordine dei Primati e che con le scimmie condivide un antenato comune, creato dall’intreccio delle complesse leggi della natura. Orbene, senza addentrarci oltre nelle controverse origini della specie umana, ci soffermeremo brevemente, invece, sulla natura della stessa. "L’uomo è un mistero tremendo" afferma Sofocle nel coro dell’Antigone; e ne ha ben donde! Da quel tempo sono passati oltre due millenni e mezzo e accipicchia non è ancora avvenuta la transizione tra l’animalità e l’umanità vera. Che pena! Ai nostri giorni si assiste sempre di più, anziché alla transizione verso la vera
umanità, all’esplosione della disumanizzazione, della bestialità e della barbarie che stanno dentro di noi: impera l’homo homini lupus (l’uomo è lupo per l’uomo); e la sregolatezza prevale sulla ragione. Com’è attuale il pensiero del filosofo stilese, Tommaso Campanella, espresso nelle sue Poesie!
In particolare ci sembra appropriato ricordare quella dal titolo "Delle radici de' gran mali del mondo" laddove recita: "Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia; […]".
"Il mondo in fiamme. Contro il capitalismo per salvare il clima"
È il titolo dell’ultimo libro di Naomi Klein. In esso la giornalista, scrittrice e attivista canadese ci propone, come soluzione alla devastante crisi ambientale e al fallimentare sistema economico–sociale, il Green New Deal, che in parole povere è un programma il cui obiettivo è quello di raggiungere le neutralità climatica e l’interruzione dell’inarrestabile divario sociale.
Ora, per rimanere in tema, noi riterremmo che una soluzione vada cercata anche e soprattutto per spegnere le fiamme provocate dai conflitti nel mondo
in modo da porre così fine alla bestialità umana. Basti pensare che, secondo Oxfam Italia, un giorno senza spese militari salverebbe dalla fame 34 milioni di persone. E non è poco! D´altronde se esaminassimo l’infografica del nostro pianeta realizzata da Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED), classificata come reputata ong statunitense specializzata nella collezione di dati, analisi, mappature dei conflitti nel mondo nonché del numero delle vittime e del tipo di ogni violenza contro i diritti umani, ci renderemmo conto che viviamo in una immensa bolgia dantesca e che nei pochi Paesi dove non esistono conflitti armati dilagano, in compenso, esecrabili conflitti d´interessi intrecciati con la politica nazionale e non solo. Insomma, se è vero, per come dice il Santo Padre, che senza pace non c’è futuro, è altrettanto vero che oggigiorno, per non parlare dei tempi andati, non c’è un solo angolo di pace in questo vecchio mondo, forse ormai stanco di esistere, sovrastato, per dirla con Dante, da "Le tre disposizion che ’l ciel non vole, incontenenza, malizia e la matta bestialitade".
Eleanor Ann Roosevelt, attivista e first lady statunitense, sosteneva: "Non è sufficiente parlare di pace. Bisogna crederci. E non basta crederci. Bisogna lavorarci sopra." E per lavorarci sopra, a parer nostro, dobbiamo per prima cosa riconquistare la nostra libertà, nell’accezione più ampia del termine: quella stessa libertà che il potere politico, quello economico e quello ideologico tentano di conculcare.
Una volta liberi possiamo propugnare gli obiettivi del Green New Deal; i diritti umani; e così praticare la solidarietà universale, che ci consente di creare un legame di fraternità con i nostri simili al fine di poterci, tutti assieme, sedere al tavolo del mondo per nutrirci delle risorse della Madre Terra.
È solo in questo modo che si crea quello stato di pace e felicità basato sulla convivialità, così tanto cara all’umanista viennese Ivan Illich, piuttosto che sull’accumulazione frenetica, sui conflitti e sui tentativi di sopraffazione reciproca.
Ci avvieremo dunque verso l’umanizzazione?
Magari! Sarebbe una svolta epocale, però ciò potrebbe realizzarsi solo nel momento in cui, oltre a quanto sopra esposto, saranno riscattati anche i nostri valori sacri; saranno debellati gli speculatori, i guerrafondai, i moderni satrapi; e, senza indugio, sarà preso sul serio il concetto di dignità. Per i credenti detta condizione di nobiltà morale proviene da Dio, alla cui immagine l’umanità è stata creata; per i sociologi dalla condizione di suità (il fatto di essere se stesso) in cui l’uomo è posto dalla sua sola condizione umana, a prescindere da particolari meriti; e, infine, per gli studiosi di antropologia biologica dal senso di rispetto non solo per se stessi, ma per ogni forma di vita.
In altre parole, per completare il processo di transizione verso l’umanizzazione, uno dei due principi fondamentali che governano la vita umana e che corrispondono alle pulsioni originarie, concepite da Freud, dovrà vincere: il bene sul male; la vita (Eros) sulla morte (Thanatos).
E ciò quando avverrà?
Avverrà, chissà, un giorno! Dipende solo da noi: "L’uomo non si accorge quanto ei possa fare, se non quando tenta, medita e vuole" (Ugo Foscolo).
Buon anno, e sia la pace con noi!
Giuseppe Arnò direttore de La Gazzetta italo brasiliana
Coppa Italia: Juventus-Salernitana 6-1
al
12', rimonta Cambiaso al 35', tripletta di Rugani al 54', autogol Bronn al 75', cinquina all'88 con
Yildiz, Weah al 91': ribaltone e goleada dei bianconeri che conquistano i quarti.
A dimostrazione di quanta importanza di quanto la Juve tiene alla Coppa Italia, la sfida si è giocata in un “Allianz Stadium” completamento gremito.
Obiettivo di entrambe le compagini: vincere e accedere ai quarti di finale di Coppa Italia giovedì 11 gennaio, alle 21, contro il Frosinone.
Ma a conquistare meritatamente lo scontro diretto contro i ciociari è stata la Vecchia Signora, che in rimonta ha stordito il Frosinone segando una vera e propria goleada.
Ancelotti rinnova con il Real Madrid
“Alla fine le cose sono andate come volevo: restare qui. Essere il ct dei verdeoro è un grande sogno, ma non so se loro sono contenti della mia decisione”
Carlo Ancelotti rinnova il contratto con il Real Madrid fino al 2026 e dice addio alle lusinghe della nazionale brasiliana. “Sono molto soddisfatto, è stato abbastanza semplice. Abbiamo trovato l'accordo senza problemi, è stato un rinnovo molto veloce”, commenta l’allenatore di Reggiolo (Reggio Emilia).
“Sono davvero felicissimo di continuare altri due anni come allenatore del Real Madrid – prosegue Ancelotti, che è stato scelto per ben tre volte come miglior allenatore al mondo dall'Iffhs, la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio -. Per me è davvero importante che la società voglia che porti avanti il mio lavoro. Ho sempre detto che non avevo fretta di rinnovare, se il club ha scelto di farlo adesso è perché probabilmente è contento del lavoro che stiamo facendo tutti insieme e vuole continuare. Questo mi rende molto felice. Non so se è un successo, il successo al Real è vincere le partite ed è quello che cercheremo di fare anche dopo questo rinnovo”.
E sulle prospettive carioca che svaniscono con questo rinnovo, il tecnico dice: “Alla fine le cose
sono andate come volevo: restare qui. Essere il ct del Brasile è un grande sogno, ma non so se il Brasile mi vorrà nel 2026, non lo so. Non so se sono contenti della mia decisione”.
Quindi un pensiero rivolto a Florentino Perez, presidente del Real Madrid: “Florentino non è cambiato. Ciò che lo fa andare avanti è la sua motivazione e il suo amore per questa squadra,
che è un amore che nasce e cresce fin da quando era piccolo. Il suo percorso da presidente è fantastico. Ha le idee molto chiare sul futuro, molto chiare, per questo il club è in ottime mani”.
In passato l’allenatore aveva promesso che il Real Madrid sarebbe stata la sua ultima squadra. A distanza di tempo non ha cambiato idea: “È la mia ultima panchina, lo confermo. Quando tutto questo finirà, non lo so. Potrei essere ancora qui dopo il 2026, dipende da quanto successo potremo avere. Il 2026 potrebbe essere l'ultimo anno in cui alleno oppure no. Io voglio fare l’allenatore, lo sarò fino al 2026 e spero di esserlo anche nel 2027 e nel 2028: mi piace il Real Madrid e voglio restare qui”.
Ancelotti è grato anche alla Federcalcio brasiliana, anche se l’ingaggio non si è concretizzato: “La realtà, lo sanno tutti, è che ho avuto contatti con l’allora presidente della Federcalcio brasiliana, Ednaldo Rodrigues, che ringrazio per l’affetto e l’interesse dimostrato. Mi ha fatto sentire molto onorato e orgoglioso, ma era tutto legato alla mia situazione con il Real Madrid”.
Il Milan supera il Cagliari per 4-1 grazie alla doppietta di Jović al 29esimo e al 42esimo, alle reti di Traorè al 50esimo e di Leao al 91esimo. All’87esimo Azzi aveva accorciato le distanze, complice una deviazione di Luvumbo. Per Traorè è il primo gol da Milan-Cagliari 4-1
professionista e con la maglia rossonera. Theo Hernández firma entrambi gli assist a Jović. La squadra di Stefano Pioli si qualifica ai quarti di finale dove affronterà la vincente di Atalanta-Sassuolo, mercoledì alle 18 al Gewiss Stadium di Bergamo.
Atalanta-Sassuolo 3-1
L'Atalanta approda ai quarti di finale di Coppa Italia con una netta vittoria sul Sassuolo. A Bergamo finisce 3-1. Protagonista il giovane belga De Ketelaere autore di una doppietta.
Al
la
Miranchuk chiude la gara poi Boloca nel recupero rende il passivo meno pesante per la squadra di Dionisi.
prossimo turno, i bergamaschi affronteranno il Milan.
partono male e vanno sotto per la rete di Tsadjout nel primo tempo. Poi nella ripresa prima Lukaku poi Dybala,
La Salernitana va clamorosamente in vantaggio dopo 1' con Ikwuemesi. Pareggia Miretti
Inter-Verona 2-1
In extremis i nerazzurri superano gli scaligeri e sono campioni d'inverno
A San Siro finisce 2-1 fra Inter e Verona, dopo il botta e risposta tra Lautaro Martinez, rientrato proprio oggi dall'infortunio che l'ha costretto ai box nelle ultime due sfide, e lo stesso Henry che poi fallisce la doppietta personale, la rete decisiva di Frattesi al 90'+3'.
La squadra di Inzaghi si laurea campione d'inverno e allunga così momentaneamente a +5 in vetta sulla Juventus, impegnata domani in trasferta con la Salernitana, mentre la formazione di Baroni rimedia un ko amarissimo ed è costretta a restar ferma al terzultimo posto a quota 14 punti.
Reduce dal passo falso di Marassi contro il Genoa di fine anno, la squadra di Simone Inzaghi apre il suo 2024 tornando a vincere in maniera clamorosa contro l'Hellas Verona, grazie ad un gol all'ultimo respiro di Frattesi e un rigore fallito da Henry a tempo ampiamente scaduto.
Bologna-Genoa 1-1
Gli emiliani soffrono e raggiungono il pari in extremis
Prima metà gara non bella e con poche occasioni da rete. Il Genoa aggredisce da subito in pressing ma la squadra di Thiago Motta parte meglio, creando due occasioni con Orsolini al 7’ e Calafiori al 17’. Poi gli emiliani subiscono il gol da Gudmundsson su calcio di punizione al 20’.
Nel secondo tempo i grifoni si sono chiusi bene e hanno resistito all'arrembaggio degli emiliani. Martinez, portiere del Genoa, sicuramente miglior giocatore della partita. Al 5’ di recupero il gol del pareggio felsineo con De Silvestri. Al Dall'Ara termina sul risultato di 1-1.
Frosinone Monza 2-3
I brianzoli conquistano il bottino pieno
Sfida ambiziosa oggi al “Benito Stirpe”. In palio punti importanti e entrambe le squadre miravano al bottino pieno.
La sblocca Mota al 18', poi Carboni al 45', autogol di Soulé al 55', i canarini con Harroui al 56' e di nuovo Soulé su rigore al 76'. Continua la scia negativa per i ciociari nonostante una gara combattutissima.
Lecce-Cagliari 1-1
Finisce in parità la sfida salvezza
Le reti: Gendrey al 31', Oristano al 68'. I rossoblù, in piena emergenza dal fondo classifica, trovano un punto prezioso in trasferta
Finisce in parità, 1-1 la sfida salvezza fra Lecce e Cagliari al Via del Mare, ritmi altissimi in campo nonostante il violento acquazzone ed il vento.
Sassuolo Fiorentina 1-0
Pinamonti stende la Viola Il match tra Sassuolo e Fiorentina evidenziava due situazioni diametralmente opposte. Gli emiliani volevano la vittoria a tutti i costi per allontanarsi dalla parte bassa della classifica, mentre i toscani cercavano l’allungo in classifica per consolidare la zona Champions.
Decide la rete al 9'. Rigore parato a Bonaventura. Var protagonista con due gol annullati a Thorstvedt e a Martinez Quarta. Punti importanti in quota salvezza.
Salernitana
Juventus 1-2
Vlahovic inguaia Inzaghi
È stata la gara del ‘vorrei ma non posso’ quella che si è vista all'Arechi dove la Salernitana ha messo paura alla Juventus, si è portata in vantaggio con un gran colpo di Maggiore e alla fine è rimasta in dieci e subito due gol in 25 minuti.
Ci avevano creduto i ragazzi di Inzaghi, l'idea di ‘vendicare’ il tennistico 6 a 1 rimediato in Coppa Italia si è sgretolata quando, al 53' Maggiore si è fatto espellere per doppia ammonizione. I ritmi imposti alla gara dai ragazzi di Allegri hanno imposto alla Salernitana di arretrare il baricentro delle azioni permettendo a Vlahovic e compagni di arrivare nell'area avversaria con costanza da entrambe le fasce.
Il gol dell'attaccante serbo, il suggello di una pressione asfissiante che permette alla Juventus di rimanere attaccata all'Inter, Campione d'inverno.
Udinese-Lazio 1-2
I biancocelesti
si impongono in trasferta
La Lazio supera l’Udinese per 1-2 grazie alle reti di Luca Pellegrini su punizione al 12esimo e Matías Vecino su assist di Felipe Anderson al 76esimo. Al 59esimo il temporaneo pareggio bianconero siglato da Walace, servito in area da Sandi Lovric su calcio piazzato. La Lazio sale a quota 30, due punti in meno del Bologna e tre dalla Fiorentina. L’Udinese resta ferma a 17, due lunghezze sopra il Cagliari, tre sopra il Verona e quattro sopra l’Empoli.
Empoli-Milan 0-3
Rossoneri a 9 punti dall’Inter
Il Milan supera l’Empoli per 0-3 allo stadio Carlo Castellani grazie alle reti di Ruben Loftus-Cheek su assist di Rafael Leao all’11esimo, Olivier Giroud su rigore al 31esimo e Chaka Traorè all’88esimo. I rossoneri salgono a 39 punti e restano in piena zona Champions, a nove lunghezze dall’Inter. Gli azzurri, fermi a quota 13, hanno un punto in meno dell’Hellas Verona e due in meno del Cagliari.
Pioli: “Il momento negativo lo abbiamo alle spalle, siamo in crescita e stiamo giocando a un buon livello”. Andreazzoli: “Non riusciamo a essere cinici, mi accontento della grande partecipazione che la squadra ha messo in questa gara difficile”
Torino-Napoli 3-0
È crisi azzurra
I ragazzi di Juric danno lezioni di calcio e i campioni d'Italia non vanno oltre una prestazione scialba: Gollini ne prende tre e chiede scusa ai tifosi.
Due volti della stessa medaglia. Al Torino non poteva andare meglio di così: tre gol ai campioni d'Italia del Napoli per ritrovare fiducia e gioco mentre, dall'altra parte, nonostante le assenze il Napoli ha tirato fuori dal cilindro un'altra prestazione da dimenticare con Gollini che è dovuto andare alla ricerca del pallone all'interno della propria porta per ben tre volte. Unica giustificazione è quella di aver giocato per quasi un tempo in dieci per il cartellino rosso rimediato da Mazzocchi.
Roma-Atalanta 1-1
Finisce in parità la sfida per l'Europa
La Dea riesce a portarsi in vantaggio dopo appena otto minuti, al primo vero affondo, con Mirančuk che serve un cross per Koopmeiners, l’olandese svetta più alto di tutti e insacca alle spalle di Rui Patricio. La reazione della Roma non è repentina, ma costante, eppure l'Atalanta potrebbe raddoppiare con De Keteleare ma Rui Patricio compie un autentico miracolo sul belga. Al 39', con l'aiuto del Var, la Roma si vede assegnare un rigore per fallo di Ruggeri su Kasdrop: dal dischetto Dybala non sbaglia
Nella ripresa per la Roma entra l’esordiente Huijsen che si mette subito in mostra servendo più volte Lukaku. Il portiere dell'Atalanta Carnesecchi più volte è chiamato al miracolo per evitare il peggio dai costanti attacchi della Roma.
La squadra di Mourinho insiste e va più volte vicino al raddoppio ma spreca molto. A nulla vale l'assedio giallorosso nei minuti di recupero.
“Ognuno faccia la sua parte per spegnere l’incendio”
Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Di fronte all’avanzare delle fiamme, tutti gli animali scapparono terrorizzati mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza pietà. Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e tanti altri animali cercarono rifugio nelle acque del grande fiume, ma ormai l’incendio stava per arrivare anche lì. Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume e, dopo aver preso nel becco una goccia d’acqua, incurante del gran caldo, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo. Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento. Il colibrì, però, non si perse d’animo e continuò a tuffarsi per
raccogliere ogni volta una piccola goccia d’acqua che lasciava cadere sulle fiamme.
La cosa non passò inosservata e ad un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: “Cosa stai facendo?”. L’uccellino gli rispose: “Cerco di spegnere l’incendio!”. Il leone si mise a ridere: “Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?” e assieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro. Ma l’uccellino, incurante delle risate e delle critiche, si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un’altra goccia d’acqua.
A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume e, dopo aver aspirato quanta più acqua possibile, la
ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile
Ma che principio di settimana positivo vi sta aspettando! Forse non accadrà nulla di speciale, perché il party delle emozioni avverrà nel vostro cuore. Sensazioni lineari, ma profonde e coinvolgenti, che potrebbero riguardare la famiglia e chi vi circonda, ma anche voi stessi.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio
A volte ritornano!
Il ricordo del passato potrebbe creare passeggeri momenti di dubbio, incertezza o perfino riaprire una vecchia ferita che credevate ormai guarita. Attenti alle emozioni questa settimana, perché secondo il cielo potreste avere qualche attimo di sbandamento..
GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno Vorreste una lunga settimana di vacanza!
Non perché siate dei pigroni, tutt'altro. Ma perché avete mille idee interessanti per il tempo libero, emozioni da accarezzare con calma, visi da osservare, insomma, avete da vivere. Il lavoro potrebbe passare in secondo piano, almeno fino a sabato.
spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco. Anche un giovane pellicano, lasciati i suoi genitori al centro del fiume, si riempì il grande becco d’acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme.
Contagiati da quegli esempi, tutti i cuccioli d’animale si prodigarono insieme per spegnere l’incendio che ormai aveva raggiunto le rive del fiume. Dimenticando vecchi rancori e divisioni millenarie, il cucciolo del leone e dell’antilope, quello della scimmia e del leopardo, quello dell’aquila dal collo bianco e della lepre lottarono fianco a fianco per fermare la corsa del fuoco.
A quella vista gli adulti smisero di deriderli e, pieni di vergogna, incominciarono a dar manforte ai loro figli.
Con l’arrivo di forze fresche, bene organizzate dal re leone, quando le ombre della sera calarono sulla savana, l’incendio poteva dirsi ormai domato. Sporchi e stanchi, ma salvi, tutti gli animali si radunarono per festeggiare insieme la vittoria sul fuoco.
Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: “Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti ma pieni di coraggio e di generosità.
Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d’acqua può essere importante e che «insieme si può» spegnere un grande incendio.
D’ora in poi tu diventerai il simbolo del nostro impegno a costruire un mondo migliore, dove ci sia posto per tutti, la violenza sia bandita, la parola guerra cancellata, la morte per fame solo un brutto ricordo”.
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio
Vi ci vorrebbero giornate di quarantotto ore! Per i numerosi impegni, certo, ma pure per le mille idee che solcheranno la vostra testolina come stelle cadenti! Vi aspetta una settimana dinamica e iperattiva, ma che potrebbe comportare alcuni problemi se non vi concentrerete.
LEONE
24 Luglio - 23 Agosto
Il cuore e le sue ragioni in primissimo piano ad inizio settimana! Le stelle vi parleranno di amore, ma non solo inteso come forse state immaginando. Amore per la vita, per voi stessi. Per la famiglia, o per gli amici animali, se ne avete in casa o intendete adottarne uno.
VERGINE
24 Agosto - 22 Settembre
La Favola di Natale di una pecora nera
C’era una volta una pecora diversa da tutte le altre. Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece.
Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco: "Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere? ".
Anche le compagne pecore le gridavano dietro: "Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?".
La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle. E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all’ombra dei pini.
Ma nemmeno in montagna trovò pace. "Che vivere è questo? Sempre da sola!", si diceva dopo che il sole tramontava e la notte arrivava.
Una sera, con il muso pieno di
dal 10 gennaio al 16 gennaio 2024
BILANCIA
23 Settembre - 22 Ottobre
Ingranate la quarta e via, verso gli orizzonti sognati! Ma dove state procedendo così di gran carriera? Secondo le vostre stelle questa settimana si annuncia dinamica e positiva, ideale per lo sport, se apprezzate l'attività fisica, ma perfetta pure per vivere la routine di tutti i giorni.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre
Che pesantezza certe persone! Sembra proprio che questa settimana con tutta probabilità inizierà con un po' di nervosismo. Malumori passeggeri, però, forse dovuti alla reazione di qualcuno che sa come farvi saltare la mosca al naso. Mantenete la calma e usate sempre l'astuzia.
Una settimana tranquilla e scorrevole? Se ci mettereste la firma, e se firmereste anche con il sangue, rallegratevi: primo, non ci sarà bisogno di arrivare a tanto, secondo, basterà un minimo di organizzazione per far filare tutti gli impegni lisci come l'olio! E la capacità ce l'avete.
SAGGITTARIO
23 Novembre - 20 Dicembre
Fiducia, ecco la parola chiave che aprirà orizzonti più sereni. Questa settimana il vostro umore potrebbe procedere a balzelli, tra momenti in cui vi sentirete bene e altri in cui invece vi sentirete con il morale sotto i tacchi. Per mantenere costante l'umore, vi servirà la calma.
lacrime, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce. "Dormirò là dentro " e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse.
"Chi sei?", le domandò una voce appena fu entrata.
"Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dei gregge".
"La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c’era posto con gli altri nell’albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!". La pecora nera era piena di gioia. Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù.
"Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!".
Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana.
Gesù si svegliò e le bisbigliò nell’orecchio: "Proprio per questo sono venuto: per le pecore smarrite!".La pecora si mise a belare di felicità. Dal cielo gli angeli intonarono il "Gloria".
CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio
Il cielo promette traguardi per amicizie, tempo libero e questioni pratiche, come lavoro, denaro e organizzazione domestica. Peccato però che per quanto riguarda il cuore, gli affetti e tutti i rapporti basati sui sentimenti, le stelle mostrino un volto arcigno. Voi, però supererete ogni ostacolo.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio
Che esordio da cime tempestose! Difficile dire se riguarderà la famiglia, il partner o qualcuno che vi farà un'osservazione davvero irritante. Fatto sta che fino a martedì il cielo rimarrà scuro scuro. Tuttavia, mai sottovalutare la vostra capacità di reazione e ripresa vi vedrà vincenti.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo
Siete un po' svagati, con la testa fra le nuvole. Se normalmente siete persone con i piedi per terra, tutte razionali e pragmatiche, fantasticare un po' non nuocerà affatto, anzi. Vi servirà per colorare con mille sfumature il grigiore della routine. Aspettatevi un gran bel week-end.
Onoranze Funebri
È morto il Prof. Joseph D’Andrea
Origini molisane, docente e Console, trasse dall’oblio la tragedia di Monongah
Joseph D'Andrea, esponente di rilievo della comunità italiana in Pennsylvania, è morto a Pittsburgh il 22 dicembre all'età di 94 anni. Nato a Roccamandolfi, Molise, nel 1929, emigrò negli Stati Uniti nel 1948. Dopo essersi laureato in Lingue e Amministrazione pubblica alla Duquesne University, insegnò italiano alla Berlitz School e successivamente a South Hills, vicino a Pittsburgh, fino al 1986.
D'Andrea fu attivo nel sindacato dei professori, diventando presidente della Pennsylvania
State Education Association dal 1974 al '76. Si distinse anche come Console d'Italia dal 1996, fornendo assistenza agli emigrati italiani e organizzando eventi comunitari.
Uno dei suoi contributi più significativi fu il recupero della memoria della tragedia di Monongah del 1907, in West Virginia, dove un'esplosione mineraria causò la morte di quasi mille persone, tra cui 171 italiani. Nel 2007, in occasione del centenario, D'Andrea pubblicò "Monongah cent’anni d’oblio", contri-
buendo a rendere omaggio alle vittime.
Coinvolto anche in attività diplomatiche, D'Andrea fu Vice Console Onorario e successivamente Console d'Italia a Pittsburgh. Fondò l'American Italian Cultural Institute (AMICI) nel 1980 e presiedette l'Heinz History Center’s Italian American Program dal 1999 al 2003.
Dopo il ritiro dal servizio diplomatico nel 1999, D'Andrea rimase attivo nella comunità italiana come speaker e organizzatore di eventi.
La sua morte ha generato emozione tra i Molisani nel mondo e la comunità italiana in Pennsylvania. D'Andrea viene ricordato per il suo amore per il Molise, la promozione della cultura italiana negli Stati Uniti e la sua dedizione nella servire la comunità italiana. La sua eredità include il suo impegno professionale, la memoria delle vittime di Monongah e il suo contributo alla preservazione della storia italo-americana.
Credo
di Carlo Bramanti
Credo che nessuno muoia credo che l’anima in realtà divenga un’ombra e al culmine del suo vagare si adagi ai piedi d’un fiore non visto. Quei fiori gialli di cui son piene le campagne quando fai ritorno a casa e vorresti che lei esistesse.
Se dovessi morire
di Emily Dickinson
Se io dovessi morire –
E tu dovessi vivere –
E il tempo gorgogliasse –E il mattino brillasse –
E il mezzodì ardesse –Com’è sempre accaduto –
Se gli Uccelli costruissero di buonora
E le Api si dessero altrettanto da fare –Ci si potrebbe accomiatare a discrezione
Dalle imprese di quaggiù!
È dolce sapere che i titoli terranno
Quando noi con le Margherite giaceremo –Che il Commercio continuerà –
E gli Affari voleranno vivaci –Rende la partenza tranquilla
E mantiene l’anima serena –Che gentiluomini così brillanti
Dirigano la piacevole scena!
Elogio alla morte
di Alda Merini
Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.
Se la morte fosse un vivere quieto, un bel lasciarsi andare, un’acqua purissima e delicata o deliberazione di un ventre, io mi sarei già uccisa.
Ma poiché la morte è muraglia, dolore, ostinazione violenta, io magicamente resisto.
Che tu mi copra di insulti, di pedate, di baci, di abbandoni, che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché o senza variare di senso nel largo delle mie ginocchia, a me non importa perché tu mi fai vivere, perché mi ripari da quel gorgo di inaudita dolcezza, da quel miele tumefatto e impreciso che è la morte di ogni poeta.
IN MEMORIA
LINA GULLOTTA
Nata a Caulonia (RC) Italia il 5 febbraio 1941
Deceduta a Sydney il 12/1/ 2022
Residente a Huntleys Point precedentemente a Matraville
Nel secondo Anniversario della sua dipartita, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani la ricordano con dolore e affetto. Lina, donna generosa, cordiale, colta e premurosa verso tutti coloro che hanno avuto la fortuna d’incontrarla ma soprattutto amorevole verso la sua famiglia, amante delle arti, della lettura, della musica e in modo particolare, dell’opera lirica e teatrale. Le spoglie della cara Lina riposano nella cappella di famiglia situata all'Estern Suburbs Memorial Park 12 Military Road, Matraville NSW 2036 (Cappella sita a Cnr Reid Avenue e Lesnie Avenue).
"Il tuo passaggio su questa terra è stato un dono prezioso, ora riposi nell'abbraccio dell'eternità."
RIPOSA IN PACE
CATERINA CARNELOS
12-3-1928 – 13-1-2023
Ad un anno dalla sua dipartita il marito, i figli, i nipoti, parenti ed amici vicini e lontani la ricordano con dolore e immutato affetto.
"Nel giardino dei ricordi, il tuo amore fiorirà per sempre."
UNA PREGHIERA PER LA SUA ANIMA
onoranze funebri
MARIA FERELLA
nata a Paganica (L’Aquila -Italia) il 13 ottobre 1934 deceduta a Liverpool (NSW) il 2 gennaio 2024 e gia’ residente a Leppington
Cara amata sposa di Luigi (defunto), con dolore e tristezza ne danno il triste annuncio i figli Johnny (defunto) con la moglie Santina, Sandro con lla moglie Kathryn (defunta), Gino con la moglie Clementina, tutti i nipoti, pronipoti, parenti ed amici vicini e lontani in Australia e Italia. Il funerale sara’ celebrato martedi’ 16 gennaio 2024 alle ore 10.30 nella chiesa di St. Anthony, 105 Eleventh Avenue, Austral NSW.
Le spoglie della cara congiunta, riposeranno nel cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool NSW 2170
Al posto dei fiori i familiari gradirebbero donazioni per un Ente Caritatevole per una buona causa al seguente link https://www.fundraise4stroke.org.au/ fundraisers/sandroferella/maria-ferella-fundraiser
I familiari ringraziano anticipatamente quanti parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.
RIPOSA IN PACE
IN MEMORIA
GINO FAVRETTI
nato in Italia il 17/9/ 1924
Deceduto a Sydney il 16/1/ 2022
Caro ed amato marito della defunta Teresa,nel secondo anniversario della sua dipartita, i figli Ezio con la moglie Lauren, Roberto con la moglie Gloria, i nipoti Terry e Steven, Jessica e Sophie con le loro consorti, parenti ed amici tutti vicini e lontani, lo ricordano con dolore e immutato affetto. Le spoglie del caro congiunto riposano nel cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool NSW 2170
"In questa terra riposi, ma il tuo spirito vive in noi per sempre."
ETERNO RIPOSO
IN MEMORIA
FERNANDO CAPONE
nato a Barra (Napoli -Italia) il 22 febbraio 1941 deceduto a Perth (WA) il 3 dicembre 2023
Il figlio Rob con la famiglia, parenti ed amici vicini e lontani ad un mese dalla sua dipartita lo ricordano con dolore e immutato affetto.
Il rosario e’ stato recitato mercoledi’ 13 dicembre 2023 alle ore 19.00 nel Monastery Church, Vincent Street, North Perth WA 6006. Il funerale e’ stato celebrato giovedi’ 14 dicembre 2023 alle ore 9.00 nella stessa chiesa. Le spoglie del caro congiunto riposano nel cimitero di Karrabatta, Railway Road, WA 6010. La tumulazione e’ avvenuta alle ore 11.00.
I familiari. ringraziano sentitamente quanti hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“ La tua luce continua a brillare nelle stelle e nei nostri pensieri.
RIPOSA IN PACE
Ad Andrew Valerio & Sons siamo orgogliosi di offrire un servizio completo alla nostra amata clientela e ai loro cari.
Tutti i nostri servizi sono offerti da un'unica sede, all'interno del nostro ufficio e della cappella a Five Dock. Offriamo un servizio unico di cui siamo orgogliosi, avendo assistito e preso cura dei nostri clienti da oltre 30 anni nel settore delle onoranze funebri e da oltre 10 anni a Five Dock. Puoi stare certo di essere in buone mani.
Andrew e Laura Valerio
Cappella situata in Five Dock
Auto d’Elite
Data released by NSW Bureau of Crime Statistics:
The suburbs of Sydney's most unsafe areas -
The Bureau of Crime Statistics said nine of the 13 major crime categories in NSW have shown 'a significant upward trend' over the last two years.
Mount Druitt
Western Sydney's suburb of Mount Druitt topped the list for the highest crime rate with 3,021 serious offences recorded in one year.
The suburb, which is home to 61,494 people, had Sydney's highest number of domestic assaults recording 743 offences and the highest overall break and enter incidents with 257.
Other offences recorded for the postcode included 815 malicious damage offences, 34 arson offences and one homicide.
Sydney CBD
The Sydney CBD had the second-highest serious crime rateand highest of the city's suburbs - after recording 2,950 offences across its 27,936 residents.
It accounted for the highest number of non-domestic assaults, with 1,220 incidents, followed by 571 malicious damage offences and 284 domestic assaults.
Penrith
Penrith clocked 1,972 offences, including 531 malicious damage offences - ranking it the third highest figure in greater Sydney behind the Sydney CBD and Mount Druitt.
The postcode also recorded 380 non-domestic assaults, 286 domestic assaults, 146 steal from dwelling and 189 home break and enters.
Redfern
Redfern, located on the outskirts of the CBD recording 756 offences across its 12,072 residents. Offences included 132
non-domestic assaults, 125 domestic assaults, 117 steal from dwelling, 202 malicious damage offences and 24 vehicle thefts.
Surry Hills
Meanwhile, nearby suburb of Surry Hills recorded 1,414 offences including 443 non-domestic assaults. It also had 295 malicious damage offences, 166 steal from dwelling offences and 152 domestic assaults.
Glebe
Inner city suburb of Glebe recorded 746 offences including 174 malicious damage offences and
132 non-domestic assaults. The suburb, which has a population of 16,641 people, recorded 109 stealing offences, 74 break and enters and 6 arson offences.
Parramatta
Parramatta recorded a total of 1,524 serious offences including 374 non-domestic related assaults, 294 malicious damage, 167 steal from dwelling, 174 domestic assaults and 140 break and enters.
Kings Cross
Kings Cross racked up 723 offences across its 18,187 residents, with 247 non-domestic assaults
recorded. The once renowned premier nightlife destination also recorded 173 malicious damage offences, 68 steal from dwelling and 66 sexual offences.
Villawood
Villawood, about 27km west of Sydney, recorded 406 serious offences including 119 domestics assaults and 65 malicious damage incidents. The suburb also clocked 35 motor vehicle thefts, 27 steal from dwelling offences and three abductions.
Macquarie Fields
The south west Sydney suburb of Macquarie Fields rounded out Sydney's top 10 most dangerous postcodes with 538 offences.
The fast-growing suburb, which has a population of 14,198, recorded 138 malicious damage offences, 121 domestic assaults, 87 non-domestic assaults and 42 break and enters.
Rounding out the top 20 list for most dangerous suburbs in greater Sydney include Katoomba and St Marys followed by Ultimo, Blacktown, Waterloo, Newtown, Camperdown, Granville, Pyrmont and Doonside.
Accesso gratuito alle edizioni
Numeri speciali e inserti straordinari durante tutto l’anno Calendario illustrato con eventi e feste della comunità e... altro ancora! con $250.00 - Diploma Bronzo di Socio Simpatizzante
$500.00 - Diploma Argento di Socio Fondatore
$1000.00 - Diploma Oro di Socio Sostenitore e... se vuoi donare di più, riceverai una targa speciale personalizzata