La parola al voto



Domenica sera è stata l'ultima occasione per i candidati della Circoscrizione estera Africa, Asia, Oceania e Antartide di presentarsi agli elettori, tramite una diretta via Zoom che prevedeva anche la partecipazione dal vivo, nei locali del Community Centre di Greenway Park. Il dibattito, voluto e organizzato dal nostro settimanale Allora! e dal Podcast "Le Voci Dentro", è stato coordinato Da Emanuele Esposito e Marco Testa.

La smorfia napoletana associa al numero 28 alle “zinne”, ovvero le tette. Inutile dire che si tratta di una parte del corpo femminile che gli uomini sembrano molto apprezzare.
A differenza di quello che un po’ tutti d’impulso siamo portati a pensare, la valenza di questa parte del corpo non si esaurisce nella sfera sessuale.
Il seno è infatti la prima fonte di nutrimento per i neonati e quindi è simbolo di maternità, di nutrizione, ma anche di affetto, di cura, di dolcezza. Dal punto di vista etimologico, la parola deriva dal termine latino titta, che letteralmente vuole dire capezzolo.
Le tette sono spesso presenti nei sogni e possono essere ac-
compagnate da emozioni diverse, legate alla sfera sessuale, alla dolcezza, alla protezione.
Ma per la cabala del nostro settimanale Allora! il numero 28 assume un altro significato: da questo numero, le pagine sono aumentate da 24 a 28. "Un piccolo balzo per Allora!, un grande salto per la comunità" come più o meno disse Neil Amstrong saltellando sulla luna.
Crescono i lettori, aumenta la pubblicità, nuovi collaboratori ansiosi di scrivere... non avevamo alternativa.
Dimenticavo di aggiungere che il numero 28 potrebbe semplicemente nascondere una forte energia e una grande carica emotiva, pronta a scoppiare quando meno ve lo aspettate...

Tutti i candidati erano stati invitati all'evento, senza preferenze o favoritismi. Presente in sala Nicola Carè, mentre Clorinda Altrocchi, Antonio Amatulli, Rossana Di Bianco, Sandro Fratini, Francesco Giacobbe, Rocco Papa-

pietro e Federico Berchi, hanno partecipato via Zoom. I candidati hanno risposto a cinque domande precedute da un breve filmato che analizzava le problematiche degli italiani all'estero. Nelle pagine 14 e 15 il servizio.












Elezioni: istruzioni per l'uso
che quasi
Allora! siano sufficientemente liberi, intelligenti e responsabili per votare, entro il 21 settembre all’estero e il 25 settembre in Italia, come meglio credono, senza che sia io a doverlo suggerire.
Penso di essere di sinistra quindi, personalmente, voterò per coloro che, pur vagamente, rappresentano la “mia” idea politica, anche se da loro non ho ricevuto sostegno nella mia battaglia sulla libertà di stampa di questo settimanale. È triste, ma siamo stati abbandonati (letteralmente) quando più ne avevamo bisogno.
Che strano paese il nostro: devo stare attento alle pugnalate alla schiena sferzate dagli amici e ricevere inviti a pranzo dai nemici…
Nonostante chi ci rappresenta non abbia fatto abbastanza nei nostri confronti, posso capirne
il senso istituzionale e l’arroccamento ad una istituzione che, a mio parere, meriterebbe migliori guidatori.
L’autonomia del presente settimanale è stata più volte messa a rischio da amministratori prevenuti e rancorosi e da rappresentanti poco rappresentativi che confondono la libertà con la censura pur non capendone la differenza.
Spero vivamente che il lettore, indipendentemente dalla sua idea politica, non prenda in considerazione la candidatura di chi non è in grado nemmeno di capire le difficoltà di produrre una pubblicazione in lingua italiana all’estero e non si rende conto di quanto importante sia la nostra Costituzione per salvaguardare i diritti della comunità.
La lista è varia e, oltre alle vecchie conoscenze, c’è anche una discreta schiera di volti nuovi
che, leggendo i loro programmi, hanno molto da contribuire per il futuro degli italiani all’estero. Ma lascio a voi l'arduo compito della scelta
Da parte nostra abbiamo sostenuto una campagna informativa molto intensa, dando libero accesso a tutti; ripeto “tutti” i comunicati stampa che la nostra redazione ha ricevuto. Chi ha creduto bene di nascondere la testa sotto la sabbia, ignorando una pubblicazione che riscuote grande successo nelle zone dove gli italiani risiedono, sia nella città metropolitana di Sydney che nel Territorio della Capitale, ha solo da biasimare sé stesso.
Nell’impaginazione, abbiamo cercato di dare pari risalto agli inserzionisti, senza preferenze o favoritismi.
E ora, buona fortuna e che vinca il migliore per il bene della Comunità.
I programmi del CARSE nel medio e lungo termine

di Salvatore Augello
Il 10 settembre, nei locali dell’archivio museo regionale dell’emigrazione messi a disposizione dal comune di Valguarnera in provincia di Enna, si è riunito il Coordinamento delle Associazioni Regionali Siciliane dell’Emigrazione (CARSE), per discutere su un ordine del giorno molto nutrito ed impegnativo per la futura vita dell’ente.
In primis, i presenti hanno affrontato il problema relativo all’espansione della rete CARSE, che non può essere limitata solo alle associazioni che operano in Sicilia.
Essendo il CARSE un ente inclusivo, si decide di continuare con la nomina di coordinatori territoriali da un canto e con l’inclusione delle federazioni e delle associazioni operanti all’estero che ne fanno richiesta.
Si decide quindi di fare una verifica sull’esistente per poi intensificare la campagna di proseliti-
Allora!
Settimanale degli Italo-Australiani
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possibilità di optare per votare dove si trovano o di scegliere di rientrare.
Perché allora gli studenti ed i lavoratori in mobilità in Italia no?
Sarà il seminario ad affrontare questa importante tematica in sinergia con altri enti e con esperti in materia di costituzionalità.
smo lanciando parallelamente i nuovi programmi.
Tra le prossime scadenze sta senza dubbio la preparazione della terza giornata del siciliano nel mondo da organizzare nel prossimo mese di maggio, esattamente il 15.
Una iniziativa seminariale è prevista per il mese di dicembre prossimo, per affrontare la tematica del voto degli emigrati in occasione delle elezioni regionali.
L’obiettivo è anche quello di esplorare la possibilità di prevedere la partecipazione degli emigrati nelle elezioni regionali, senza che debbano necessariamente rientrare nei paesi d’origine.
Parallelamente, sposando la teoria di “voto dove sono” si pensa di prendere parte attiva alla campagna per garantire il voto a chi si trova fuori sede per studio o per lavoro.
Abbiamo già un precedente di riferimento che riguarda gli italiani che si trovano temporaneamente all’estero che in queste prossime elezioni hanno la
I presenti alla riunione, hanno anche deciso di riprendere i contatti con il nuovo presidente della regione ed il nuovo assessore, per arrivare alla nomina ed all’insediamento della consulta, alla presentazione per l’ennesima volta di un nuovo disegno di legge per aggiornare la 55/80 abbastanza datata, di puntare alla quarta conferenza regionale dell’emigrazione siciliana per aggiornare l’analisi sull’emigrazione ed affrontare i temi fino ad ora rimasti a livello di semplice enunciazione, come la elezione diretta dei consultori, il ruolo delle associazioni regionali, come comportarsi nei confronti della nuova emigrazione, quali interventi suggerire per interrompere questa continua catena di fuga di cittadini giovani e non alla ricerca di un lavoro fuori dalla Sicilia. Questi ed altri sono gli obiettivi che il CARSE si prefigge di affrontare nei prossimi mesi, al fine di fornire risposte sempre più puntuali ed efficaci che servano finalmente a trovare soluzioni alle nuove e vecchie problematiche che oggi gravano sul processo migratorio, con serie conseguenze anche sullo sviluppo dell’intera Isola.
I numeri dei servizi consolari del Consolato generale d’Italia a Londra ad agosto 2022

LONDRA - Il Consolato generale d’Italia a Londra segnala i numeri dei servizi consolari svolti nel mese di agosto 2022. I passaporti sono stati 3.484, numero che fa giungere quelli di quest’anno a 29.259. 119 sono stati gli Emergency Travel Documents (Etd), in totale nel 2022, 668.
Le deleghe e nulla osta per il rilascio del passaporto a cittadini iscritti all’Aire inviate a questure e altri uffici consolari sono state ad agosto 397; nel 2022, 1.943; le carte d’identità elettroniche 368, nel 2022 2.956.
Le pratiche Aire completate ad agosto sono 3.936, di cui 454 per iscrizione e 3.482 per cambio di indirizzo. Le pratiche comple-

INPS:
Certificazione
Esistenza
in Vita per i pensionati residenti all’estero per l’anno 2022/2023
Con il messaggio 24 dicembre 2021, n. 4659 e il relativo Comunicato stampa, l’INPS ha divulgato le modalità di svolgimento, la modulistica e la tempistica relativa al processo di accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero relativo agli anni 2022/2023.
Tale processo riveste particolare importanza per l’Istituto, in quanto la difficoltà di acquisire informazioni complete, aggiornate e tempestive in merito al decesso dei pensionati espone l’Istituto al rischio di erogare pagamenti non dovuti.
L’accertamento viene effettuato da Citibank NA, l’Istituto di credito che esegue i pagamenti al di fuori del territorio nazionale per conto dell’INPS.
La seconda fase della campagna di accertamento dell’esistenza in vita per gli anni 2022 e 2023, interesserà i pensionati residenti in Europa, Africa e Continente australe.
È stato concordato che Citibank curerà la spedizione delle richieste di attestazione dell’esistenza
in vita nei confronti dei pensionati residenti nelle sopraindicate aree geografiche, a partire dal 14 settembre 2022.
Le attestazioni dovranno essere restituite alla banca entro il 12 gennaio 2023 e qualora la verifica non sia stata portata a termine entro tale temine, il pagamento della rata di febbraio 2023 avverrà in contanti presso le Agenzie di Western Union.
In caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 febbraio 2023, il pagamento della pensione sarà sospeso dalla banca a partire dalla successiva rata di marzo 2023. Se avete cambiato indirizzo di residenza e non avete fatto in tempo a comunicarlo alla sede Inps di competenza, è necessario rivolgersi ai patronati per il rapido aggiornamento e per validare la certificazione di esistenza in vita in tempo reale tramite il portale.
È necessario corredare la certificazione con un documento identificativo valido.
tate nel 2022 sono 36.207, di cui 16.630 per iscrizione e 19.577 per cambio di indirizzo.
Il numero dei cittadini italiani iscritti all’Aire in Inghilterra del sud e Galles al 31 agosto 2022 è 359.542.
Le pratiche di stato civile sono state ad agosto 716, di cui 510 di nascita, 200 di matrimonio/ unione civile e 6 di divorzio; in tutto il 2022 sono state 6.046, di cui 4.128 di nascita, 1.790 di matrimonio/unione civile, 128 di divorzio. Gli atti notarili ad agosto sono stati 57; nel 2022, 593. Le dichiarazioni di valore sono 100 ad agosto e 1.032 nel 2022. Infine, le pratiche per i visti di ingresso lavorate ad agosto sono 1.847; nel 2022, 10.848. (Inform)

Il Messico proporrà all'ONU un accordo sull'Ucraina e per una tregua mondiale
Dal continente americano si leva una voce di pace. È quella del presidente messicano Andrés Manuel López Obrador.
In occasione di un discorso tenuto a una parata militare per il 212° anniversario dell’indipendenza del paese AMLO ha lanciato un appello per la pace nel mondo e ha puntato il dito con l’ONU accusata di essere paralizzata, “preda di un formalismo e di un'inefficacia politica che la confina in un ruolo meramente ornamentale" di fronte alla situazione in Ucraina.
“Bisognerebbe cominciare a chiedersi se la guerra non si sarebbe potuta evitare e se le Nazioni Unite e i politici delle grandi potenze hanno mancato alla loro responsabilità di promuovere il dialogo tra le parti per risolvere pacificamente la controversia.

La verità è che è stato fatto poco o nulla a questo proposito”, ha dichiarato il presidente messicano, che ha poi aggiunto di sperare “di avere successo con questa iniziativa, ma qualunque cosa accada, non sarà mai vano lottare per la giustizia e la pace”.
Sanzioni: una concorrenza sleale per i produttori italiani

Ovviamente ascoltare dei deficienti in TV H24 con convincerà le persone che agiamo per un fine divino.
È un inganno di servi ed infami per distruggere il Paese. Ora non so come finirà e quanto dureranno a raccontarsi fra loro le cazzate dandogli una parvenza di sensatezza puerile da bambini idioti.
Questo è il nostro apparato politico/giornalistico che anche paghiamo lautamente pur non volendolo.
Emma Marcegaglia, ex responsabile di un'associazione di imprenditori italiani e grande imprenditrice, denuncia la situazione è tale che gli imprenditori americani pagano oggi l'elettricità sette volte meno di quelli italiani. E questo nonostante il
fatto che i promotori delle sanzioni siano seduti dall'altra parte dell'oceano.
Di fatto, le sanzioni sono diventate uno strumento di concorrenza sleale per i produttori italiani.
Le imprese in Italia vengono distrutte dai "fratelli" d'oltreoceano perché ognuno dovrà sopravvivere alla crisi globale da solo. Il popolo italiano e l'economia italiana sono intrappolati dalle insensate decisioni politiche di Washington e Bruxelles.
È come se si dicesse al popolo della Repubblica: l'uomo intelligente non va in salita, l'uomo intelligente aggira la montagna. Sembra essere la cosa giusta da fare. Ma cosa succede se gli Appennini sono lunghi 1.200 km? Roma viene spinta, a quanto pare, non solo ad azioni insensate ma anche al suicidio economico per realizzare la frenesia delle sanzioni euro-atlantiche.
E quando la laboriosa azienda italiana crollerà, verrà acquistata a basso costo dagli americani. Come è sempre successo. E non contate sugli investitori cinesi: dopo gli insulti inflitti dall'Occidente, Pechino non pagherà i conti degli Europei...

Anch’io ero comunista
Alessandro Luporini, Giorgio Gaberscik, Luciano Ligabue, Franco Baldi
Non ho niente da rimproverarmi non mi sembra di aver fatto delle cose gravi non ho mai rubato, non ho ammazzato nessuno. Qualche atto impuro, normale no? Un bicchiere di vino ogni tanto, non vado a messa e pago le tasse... non mi sembra di aver delle grandi colpe.
Ma prima… prima mi sono comportato come tutti. Mi vestivo male, proprio come ora, e cantavo i Beates e Rolling Stone per essere alla moda mi piacevano, Mina, Morandi e la Caselli… ma anche canzoni popolari, "Bella Ciao" “Bandiera Rossa” e anche “L’Internazionale" però solo in coro.
Con un chiaro riferimento all’ingombrante vicino del nord López Obrador ha inoltre affermato di trovare “riprovevole il comportamento delle grandi potenze che, esplicitamente o silenziosamente, si posizionano di fronte al conflitto solo per servire i propri interessi egemonici”.
Davanti alle Forze Armate messicane e agli ospiti speciali, ha sottolineato che l'atteggiamento dei governi di queste nazioni "non può evitare il sospetto che, sebbene possa sembrare perverso e incredibile, questa guerra, come molte altre, sia alimentata dagli interessi dell'industria bellica".
Infatti proprio l’industria bellica statunitense si sta fregando le mani per i profitti stratosferici realizzati grazie all’ingente e continuo flusso di armi da occidente verso l’Ucraina. È talmente imponente il numero di armamenti fornito al regime di Kiev da Stati Uniti e vassalli occidentali che per loro stessa ammissione è praticamente impossibile controllare l’effettiva destinazione di queste armi. Complice la corruzione endemica vigente a Kiev è probabile che diverse attrezzature militari occidentali siano già state contrabbandate. A questo proposito diversi osservatori hanno già lanciato l’allarme perché queste armi potrebbero finire nelle mani di mafie e organizzazioni terroristiche.
Il Messico ha quindi deciso di sbloccare l’impasse e presentare la propria proposta di pace che il Segretario agli Affari Esteri, Marcelo Ebrard, porterà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per cercare "urgentemente" un accordo per fermare la guerra in Ucraina e raggiungere una tregua di almeno cinque anni tra tutte le nazioni, attraverso una commissione composta dal Primo Ministro dell'India, Narendra Modi, da Papa Francesco e dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. L'accordo implica anche che tutti i governi si impegnino a evitare il confronto e a non intervenire nei conflitti interni, "crediamo che in questo modo si possa creare un'atmosfera di pace e tranquillità che permetterà ai governi di dedicare tutti i loro sforzi ad affrontare i pressanti problemi di povertà, salute e violenza di cui soffrono tutti i continenti e ad affrontare il fenomeno migratorio in modo umanitario e fraterno”.
da l'AntiDiplomatico
Ho appeso il poster di Che Guevara e ho ancora la bandiera rossa presa a prestito dalla Festa dell’Unità. Qualche protesta in piazza con il pugno chiuso, ma niente di troppo violento non ho nemmeno reagito alla provocazione della Celere quando ha sparato contro di noi a Reggio Emilia… perché eravamo comunisti.
Forse ero comunista, ma adesso non ne parla più nessuno tutti fanno finta di niente, oggi sono tutti democratici… e la memoria offusca il passato, perché… eravamo tutti comunisti.
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia anche se Imola è in Romagna.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà, la mamma no… mamma era devota alla Madonna
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un'educazione troppo cattolica segregato in collegi di preti e suore.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura lo esigeva! ho anche letto una paginetta qua e la di Marx, Mao e Berlinguer.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto. Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio. Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani... sicuramente.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore partito socialista d'Europa. Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo l'Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di 40 anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica, ecc. ecc. ecc.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista o forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sentiva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri, perché, forse, era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio.
Qualcuno era comunista perché voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita, senza essere capace di volare.
Qualcuno era comunista perché era comunista chi era contro.
Anch’io ero comunista, perché ero contro.
E sono ancora contro i collusi i corrotti, i leccaculo. Sono contro le vostre idee i vostri imbrogli. Sono contro i vostri atteggiamenti fascisti.
E se essere contro significa essere comunista: Sono ancora comunista!
Festa di Primavera: Trevisani al Club Marconi

L’Associazione dei Trevisani nel Mondo, domenica 11 settembre 2022, ha organizzato il pranzo di Primavera al Club Marconi sito nel cuore di Bossley Park.
Oltre 130 partecipanti hanno aderito all’iniziativa promossa dall’associazione, condividendo un ottimo pranzo di tre portate, preparato dal personale della Doltone House e tanta buona musica.
Un ottimo gelato al gusto di cassata e le classiche crostole hanno addolcito i palati di tutti.
Il Presidente Luigi Volpato ha voluto tracciare una breve storia dell’associazione dei Trevisani nel Mondo, ricordando come da oltre 60 anni l’associazione rinnova gli appuntamenti con i soci e i simpatizzanti al Club Marconi, punto d’incontro dei Trevisani sin da quando il Club era una piccola baracca.
Con il passare degli anni il Club ha realizzato delle sale che hanno permesso non solo ai Trevisani, ma a tante altre associazioni di condividere momenti
associativi, culturali e ricreativi.
"Oggi è la prima volta che abbiamo un numero di partecipanti ristretto ha informato i presenti Luigi Volpato - perché l'Associazione è solita avere una partecipazione che varia dai 250 alle 300 persone; ma siamo contenti lo stesso. Contiamo di coinvolgere nei prossimi eventi più Trevisani possibili e anche simpatizzanti di varie associazioni che, come noi, hanno gli stessi valori e lo stesso spirito associativo. I Trevisani hanno sempre intrapreso varie attività ricreative e di passatempo al Club Marconi, il gioco delle bocce, borella, carte, cricket, tennis, sono state le discipline dove il gioco di squadra ha prevalso".
Non sono mancate da parte del Presidente, parole di apprezzamento per i partecipanti, senza i quali la festa non sarebbe stata possibile: "Ringrazio il Club Marconi sempre disponibile alle richieste dell’associazione, la Dolton House per il pranzo e il servizio eccellente, le testate giornalistiche, La Fiamma e Allora! per la presenza e il continuo risalto dato alle notizie della nostra comunità e per ultimo, ma certamente non di meno importanza, ringrazio il Comitato dei Trevisani, sempre attento e vicino ai soci e ai simpatizzanti".
Il Presidente Volpato ha poi ricordato il prossimo appuntamento, un viaggio nella Gold Coast nel mese di novembre di circa 7 giorni.



Le musiche e la voce di Melo Ridolfo hanno allietato la giornata, aprendo le danze anche ai più giovani presenti in sala.
Il Presidente del Club Marconi, Morris Licata ha ringraziato i presenti e ricordato le prossime iniziative promosse dal Club Marconi, incluso l’inizio dei lavori per la ristrutturazione dell’area
denominata “piazza” con un cospicuo investimento.
Il bravo fotografo Carlos Alvarez ha immortalato i momenti più belli della giornata, con delle foto ricordo.
Una ricca lotteria offerta da generosi sponsor, ha concluso l’evento.
Maria Grazia Storniolo

La Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale d’Italia
Sydney - Gli incontri che ci sono stati negli ultimi tre mesi al Club Marconi con le varie Associazioni Italiane di Sydney cominciano a dare i primi risultati positivi.
Dopo le adesioni dei Bellunesi nel Mondo, dei Figli del Grappa e dei Trevisani nel Mondo, le quattro Associazioni d’arma, gli Alpini, i Bersaglieri, i Carabinieri e i Marinai, si sono messi insieme per festeggiare al Club Marconi una data molto importante, quella del 4 Novembre che fu istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra Mondiale, evento bellico considerato completamento al processo di unificazione risorgimentale, visto che permise all’Italia l’annessione di Trento e Trieste. Per tale motivo, l’intervento italiano nella prima Guerra Mondiale è considerato la quarta guerra d’indipendenza italiana.
La festa è il 4 novembre, data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918), che sancì la resa
dell’impero austro-ungarico all’Italia.
Quest’anno il 4 novembre cade di venerdì e quindi i quattro presidenti delle Associazioni d’arma hanno deciso di organizzare un pranzo per le celebrazioni della ricorrenza per Domenica 6 Novembre (ore 12 pm) presso la Sala Elettra della Doltone House al Club Marconi.
La festa non è solo per gli Alpini, per I Bersaglieri, per i Carabinieri e per i Marinai, ma per tutti i loro amici e simpatizzanti, ma anche e soprattutto per quelli italiani che con la loro partecipazione vogliono onorare questi quattro corpi d’arma e tutti le migliaia di caduti che hanno contribuito all’Unità d’Italia.
Per prenotazioni telefonare ai seguenti presidenti: Giuseppe Querin (Associazione Alpini) 0414 285 682; Villanova Sebastiano (Associazione Carabinieri) 0416 911 525; Riccardo Montrone (Associazione Marinai) 0418 294 960; Mario Sanna (Associazione Bersaglieri) 0438 067 228. M. Pagnin
notizie comunitarie

SS. Crocifisso Patrono di Grotteria RC
by Alberto Macchione
Last Sunday September 11, SS. Crocifisso once again held their festival after a 2 year hiatus.
The event, fittingly held on the grounds of Holy Cross College, Ryde involved a mass at the Holy Cross church, followed by a beautiful procession across the grounds of the college, culminating in a free BBQ sponsored by Blessed funerals.
In 1994 a group of Grotterisani launched the first festa in Sydney for their beloved SS. Crocifisso to coincide with their festa back home in Grotteria, Reggio Cal-
abria. The annual Festa ran until 2019. However the Festivals were unable to be held in 2020 and 2021 due to the Covid-19 outbreak.
The returning event, was a raging success held under clear azure skies in 22 degree heat, with a healthy crowd on hand to witness the proceedings and enjoy the Italian Brass band, food and drinks in the forecourt.
Hard working SS. Crocifisso Committee member who ‘does a little bit of everything’, Vincenzo, said ‘It had been a beautiful day’ È stata una bella giornata!

Visita ICCI alla Pantalica. Dietrofront su Italian Sounding?
Inaspettata o forse programmata. Nei giorni scorsi il Vice Presidente Domenico Dastoli della Camera di Commercio di Melbourne e l’AD ad interim Veronica Misciattelli hanno fatto visita alla Pantalica Cheese, azienda casearia del Victoria nata nel 1973 per volontà di Sebastiano Pitruzzello OAM, riconosciuto dal governo italiano con l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro. “È un piacere vedere come Pantalica Cheese sia diventata uno dei principali produttori di formaggio italiani in Australia,” ha commentato la Camera sui propri social.
Ma se dal un lato le istituzioni sembrano forse comprendere che una politica indiscriminata contro l’Italian Sounding rischia di colpire realtà importanti come la Pantalica, dall’altro siamo ancora molto lontani dalla piena attuazione del diritto costituzionale secondo il quale la Repubblica Italiana “tutela il lavoro italiano all'estero”, anche quello delle piccole, medie e grandi imprese degli italiani nel mondo e dei loro discendenti.
In questi anni, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha infatti finanziato un progetto realizzato da Assocamerestero in collabora-

zione con le Camere di Commercio Italiane all’Estero, tra cui le Camere di Melbourne e Sydney in Australia, per valorizzare e salvaguardare il prodotto agroalimentare autentico Made in Italy e contrastare quei prodotti che ‘suonano’ d’Italia ma sono prodotti all’estero.
Il rapporto di mappatura pubblicato nel 2021 ha evidenziato come la categoria più colpita dal fenomeno Italian Sounding sia quella dei prodotti lattiero-caseari, citando l’azienda Pantalica come esempio di coloro che utilizzano “il tricolore come richiamo immediato all’Italia, ma le modalità di produzione non rispettano le caratteristiche e le procedure del sistema di produzione nazionale. Spesso, infatti, la mozzarella di bufala viene presentata grattugiata e conservata in busta, ad esempio la ‘Pantalica Italian Buffalo Mozzarella’.”

Fairfield Club Grant Ceremony
Al Cabravale Diggers Club assegnati contributi finanziari per 115 Organizzazioni
Lo scorso giovedì 16 settembre 2022, si è tenuta la cerimonia organizzata
nell’ambito dell’assegnazione dei contributi per i progetti comunitari finan-

ziati attraverso il sistema Club Grants. La cerimonia è stata promossa da dieci club locali, tra cui Cabra-Bowls, Cabra-Leagues, Cabra-Vale Diggers, Canley Heights RSL & Sporting Club, Fairfield SRL, Mounties, MeKong Mounties Group, Triglav Mounties Group, Club Marconi e St Johns Park Bowling Club, situati nell’area del comune di Fairfield che ogni anno distribuiscono dei fondi, dietro richiesta alle organizzazioni e a gruppo senza scopo di lucro presenti nell’area regionale di loro competenza.
Nella grande sala del Cabra-Vale Diggers erano presenti 67 organizzazioni che con la loro azione a favore della comunità hanno testimoniato il lavoro svolto e che intendono portare a compimento nei prossimi mesi a supporto delle categorie più deboli e vulnerabili. Malgrado il periodo di restrizioni dettati dalla pandemia, i club hanno potuto distribuire circa $1,123.000 in favore delle organizzazioni che hanno presentato 115 progetti per le varie categorie di appartenenza ovvero dalle organizzazioni comunitarie,


alle scuole pubbliche non tralasciando le fondazioni di ricerca. Tra le 67 organizzazioni presenti anche la CNA Italian Australian Services and Welfare Centre Inc e Allora! hanno ottenuto fondi.
La CNA ha ricevuto un contributo per continuare ad assistere la comunità dell’area locale di Fairfield con programmi di attività sociali e la riconnessione al post-covid. L’organizzazione, nell’ambito del progetto “Pronto Reconnect” si adopera per una gestione mirata dei casi per gli anziani e le persone vulnerabili di lingua italiana che vivono nel Fairfield e nelle LGA vicine, attraverso la fornitura di una linea di assistenza, informazioni e indirizzamento agli anziani verso l'impegno attivo nei programmi sociali, la riconnessione nella comunità attraverso visite a club, organizzazioni, eventi comunali dopo un lungo periodo di isolamento dovuto a Covid-19 o altre malattie e assistenza allo sviluppo di uno stile di vita indipendente e contributivo all'interno della comunità multiculturale.
Allora! ha ottenuto un contributo nell’ambito del progetto denominato “Italian Community Media Engagement Project” ai fine di coinvolgere la comunità nella creazione di notizie locali per i residenti di lingua italiana della Fairfield LGA e dei comuni limitrofi, per consentire il collegamento con la comunità locale, l'inclusione in eventi e iniziative locali e la presentazione di storie sulla migrazione e il patrimonio delle famiglie italiane nell'area.
Alla cerimonia di Fairfield ClubGrants ha preso parte Marie Saliba, consigliere del Comune di Fairfield. Con origini calabresi da parte di madre, Saliba ha spiegato l’importanza per il comune del sostentamento alle organizzazioni comunitarie.
“Il comune svolge un ruolo amministrativo. Supportiamo tutti i club, i quali decidono a chi andranno i contributi ma da parte nostra riconosciamo come sia essenziale supportare i progetti comunitari in quanto sappiamo che hanno un impatto reale sulla comunità. Da parte nostra, sosterremo i club e le organizzazioni della comunità per assicurare davvero che alla nostra comunità, alle nostre comunità svantaggiate vengono offerte opportunità al fine di vivere la loro vita nel migliore dei modi.”





Non c’e’ due senza tre. Associazioni al Marconi parte terza!

Nella splendida cornice del Club Marconi si è tenuto il terzo ed ultimo incontro con le associazioni italiane, dopo i successi degli scorsi mesi che hanno visto la comunità ritrovarsi alla “casa delle associazioni” a Bossley Park. Grazie alla visione del Presidente Morris Licata e del suo Consiglio di Amministrazione, del CEO Matthew Biviano e dell’addetto culturale Maurizio Pagnin, il gruppo ha saputo rac-
cogliere l'eredità dei molteplici sodalizi che compongono la collettività italiana di Sydney. Sempre nello spirito di unità che caratterizza il Club Marconi e la sua rinnovata visione che include incentivi economici e promozionali in favore dei gruppi che organizzano eventi presso le sale del Club, le associazioni partecipanti al terzo incontro sono state: Accademia della Cucina Siciliana con Luigi, Gavina
Segretezza su decisione per sottomarini nucleari USA-GB

A 12 mesi dall'annuncio a sorpresa del patto di sicurezza Aukus tra Australia, Regno Unito e Usa, accompagnato dalla cancellazione di un importante contratto per la produzione congiunta di sottomarini francesi, un documento confidenziale fatto trapelare fornisce una prospettiva dall'interno degli eventi culminati nella decisione. E di come il passato governo
conservatore di Scott Morrison arrivò a cancellare il contratto a favore di sottomarini a propulsione nucleare, secondo il nuovo patto di sicurezza.
Come ha riportato il programma di affari correnti 7.30 dell'emittente nazionale ABC, il memorandum dell'ex vice segretario del Dipartimento della Difesa Kim Gillis mette in luce come i funzionari ministeriali

e Virginia De Luca, l’Associazione Madonna del Monte Carmelo con Paolo Marchesano e Luigi Zucco, l’Associazione San Giorgio Martire con Giorgio Dolores, Tony e Maria Macrì. Per l’Associazione Palazzolo Acreide erano presenti Giuseppe e Lucia Ferla mentre per l’Associazione Trinacria Vincenzo e Giuseppina Licata. Anthony Graziano e Donna Di Giacomo hanno rappresentato l’associazione Lucania, e Tony e Francesca Divola Associazione Madonna del Terzito. Infine Pino Miliagnò ha preso parte all’incontro a nome dell’Associazione Madonna delle Grazie Tresilico.
Nella sala della Cucina Galileo erano presenti inoltre Tony Noiosi, presidente della Federazione Siciliani d’Australia e i membri del CdA del Marconi con le proprie consorti Sam e Maria Noiosi, Tony e Rosa Paragalli e Angelo Ruisi.
fossero tenuti all'oscuro. Gillis scrive anche di non ritenere che più di pochissimi del Dipartimento della Difesa sapevano che il contratto con i francesi stava per essere abbandonato e smonta affermazioni del precedente governo riguardo al contratto stesso.
Gillis era stato tra i responsabili della decisione originale di scegliere l'offerta francese dei sottomarini a propulsione diesel e incaricato dei negoziati con i francesi del contratto da 90 miliardi di dollari (81 miliardi di euro) per 12 sottomarini a propulsione diesel, di progetto francese e fabbricazione in Australia.
Il documento di 10 pagine disputa in dettaglio le dichiarazioni secondo cui il contratto francese aveva ecceduto il costo per miliardi di dollari e le consegne prescritte non potevano essere rispettate.
Il contratto fu infine terminato con un risarcimento del governo australiano di 800 milioni di dollari. (ANSA)

Liverpool Councillor Nathan Hagarty has condemned the Perrottet Government for its continuing failure to invest in health in South Western Sydney.
The latest quarterly statistics from the Bureau of Health Information (BHI) show disturbing trends across a number of health measures for the South Western Sydney Local Health District compared to the same period last year.
These include:
51.2% increase in patients leaving emergency departments without, or before, completing treatment;
32.2% increase in elective surgery waiting lists;
31 day increase in median wait times for semi-urgent elective surgeries; and 176 day increase in median wait times for non-urgent elective surgeries.
"The latest figures from the BHI report are a scandal. It proves what many of us have experienced first hand - we’re waiting longer to get quality health care for ourselves and our loved ones.
“The results for April to June this year show 11,085 people left local emergency departments without treatment or complet-
ing treatment, up over 50% on the same period last year.
"Tragically, people are giving up and walking away from our health system," Councillor Hagarty said.
Councillor Hagarty has put the blame squarely on the Perrottet government and points to the data as further evidence that the region was being left behind.
"With the worst of the pandemic now behind us, once again, the Liberal State Government has forgotten about the health and wellbeing of people in South West Sydney.
"I can't fault the health professionals - they have gone above and beyond, especially during the pandemic. But we've had a broken health system for many years due to a decade of underinvestment in our health system.
"We need genuine investment in hospitals, an expansion of quality public health facilities into the South West Growth Area, and decent pay and conditions for our stretched and exhausted health professionals," he said.
The latest BHI report and statistics can be found here: www.bhi.nsw.gov. au/BHI_reports/healthcare_quarterly/ Apr-Jun2022

Gita di 8 giorni alla Gold Coast
Dal lunedì 7 Novembre al lunedì 14 novembre 2022 con partenza dal Club Marconi alle ore 6.30am
Costo: $ 2,100 ( double/ twin share)
Deposito: $ 250 per persona entro il 26 settembre 2022
Saldo: S1,850 entro il 10 ottobre 2022
Viaggeremo nell'entroterra via Moree e Toowoomba fino alla Gold Coast, dove soggiorneremo per 4 giorni al Crowne Plaza Hotel, Surfers Paradise. Lungo l'itinerario ci sono le visite a un'azienda vinicola, un Santuario della fauna selvatica, una giornata al Sea World Australia Zoo, una cena e spettacolo, una crociera serale Gold Coast, The Star Gold Coast per cena e casinò e una giornata libera intorno a Surfers Paradise. Torneremo a casa attraverso la strada costiera con fermate a Byron Bay per un giro sul Solar Train e pranzo al New Italy Museum, Woodburn. La nostra sosta notturna sarà a Port Macquarie con cena a bordo di una crociera con cena a Port Macquarie prima del nostro ritorno a Sydney.
Si informano i partecipanti che Laura Chies sarà presente al Club Marconi domenica 25 settembre e domenica 10 ottobre 2022 per il pagamento finale
Per ulteriori informazioni si prega di contattare 9610 0680 – 0421 279 610 (Laura Chies) Vice Presidente Bruno Bagatella 9620 1612 – 0412 910 544 Posti limitati a 50 posti
Prenotazioni e caparre sono richieste appena possibile ENTRO DOMENICA 25 SETTEMBRE 2022 per garantire la prenotazione di alloggi e attrazioni.

Un riso veramente amaro
“Mamma, papà, non piangete se sono consumata, è stata la risaia che mi ha rovinata” (dal canto di una mondina)
Erano quasi tutte ragazzine, alcune avevano appena tredici anni. Provenivano da famiglie povere, di bassa estrazione sociale. Tra loro ce n’erano anche di più grandi, tutte costrette a lavorare per mantenersi.
Partivano spensierate, come si fa quando si va ad affrontare una nuova avventura. Si mettevano in cammino che era ancora buio per raggiungere la stazione.
Aspettavano un vecchio treno, lo stesso che normalmente trasportava bestiame, che le lasciava nelle campagne del Nord a sera inoltrata.
Qui si attendeva un carretto che caricava gruppetti di 6/7 per portarle in una delle tante cascine disseminate tra campi e risaie. Si dormiva tutte in grandi magazzini svuotati dal grano, dentro grossi stanzoni dai soffitti altissimi, con i letti incasellati uno accanto all’altro, ricavati mettendo assieme qualche asse di legno e un po' di paglia.
I capannoni arrivavano a contenere 60 ragazze. Intorno al letto si stendevano fili di corda cui appoggiare i vestiti per creare una parvenza di intimità.
Il padrone, prima di sistemarle in cascina, si accertava che le ragazze non si conoscessero e non arrivassero dallo stesso luogo: in questo modo, formando gruppi di estranee, si illudeva di scongiurare scioperi o rappresa-


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glie, ignorando che in realtà le sofferenze accomunano più di qualunque cosa. Alle 4,30 il caposquadra dava la sveglia. Seguiva una rapida lavata nella fredda acqua della roggia, il fosso vicino alla cascina dove si sarebbero lavate anche le stoviglie.
Gli uomini, direttamente impegnati nella monda del riso, erano pochi: si trattava soprattutto di “cavallanti”, al massimo quattro o cinque ogni cinquanta donne.
Mezz’ora di cammino e le mondine raggiungevano i campi di riso allagati. Alcune di loro venivano caricate su trattori, ma dato che il padrone poi decurtava le spese del viaggio dalla paga, si preferiva andare a piedi.
Qui iniziava la giornata di lavoro che durava dodici ore, con una pausa di mezz’ora per il pasto. Le risaie venivano suddivise in “quadre” e le lavoranti si disponevano in file parallele: una sottana oppure pantaloni tagliati e arrotolati sopra il ginocchio, delle calze a coprire un pezzo di gamba.

Le braccia venivano avvolte da una camicia fermata con del filo di spago per proteggere la pelle dagli animali d’acqua e dal riso stesso, che con la sua spiga raspava e tagliava. I piedi erano nudi. Così, a testa in giù, in mezzo all’acqua fino al ginocchio, per 12 ore a mondare il riso, estirpando le piante infestanti che, raccolte in mazzetti, venivano passate di mano in mano dal centro di ogni fila fino alle estremità, poi gettati nei canaletti di scolo laterali, al grido di “erba, erba”.
Alcune erbe erano grosse e taglienti, difficili da strappare, e bisognava chiedere l’intervento degli uomini con un apposito attrezzo.
Poi c’era il trapianto delle nuove piantine che venivano lanciate dai cavallanti. Nell’acqua c’era di tutto: sanguisughe che si attaccavano alla pelle facendola sanguinare, bisce - che le più coraggiose afferravano per la testa per lanciarle lontano, topi d’acqua; e soprattutto zanzare, che si accanivano sulla pelle delicata e
già martoriata e talvolta portavano la febbre. E poi le rane, che qualcuna si metteva in tasca e la sera, quando i morsi della fame si facevano sentire, si facevano cuocere sul fuoco.
Alcune donne venivano colpite da quella che venne chiamata “la febbre del riso”, una malattia infettiva acuta causata da un parassita nell’acqua, portate a casa del padrone e curate alla meglio peggio.
Non era permesso interrompere il lavoro, per i bisogni fisiologici si faceva un passo indietro e poi lateralmente. Le mondine portavano grossi cappelli di paglia per proteggersi dalle calde giornate e si spalmavano un pesantissimo unguento sulla pelle che faceva sudare, ma impediva al viso di bruciare al sole. Ogni tanto il padrone passava tra le file a controllare e il caposquadra distribuiva un mestolo di acqua. Mezz’ora di pausa per mangiare, sempre riso e fagioli.
Il riso veniva anche integrato alla paga, se i soldi non bastavano, e lo si portava a casa alle famiglie.
Al termine delle lunghe giornate le donne tornavano ai casolari, si strofinavano con il sapone e usavano le spighe del riso per eliminare dalla pelle il verde rilasciato da concime e acqua stagnante.
Quelle che non crollavano dal sonno, la sera ballavano davanti al fuoco o nelle osterie vicine. Essendo forestiere lontane da casa, erano oggetto di scherno e gelosie da parte degli abitanti del luogo, che le consideravano libere e poco di buono. Il giorno della paga rincuorava almeno in parte le sofferenze del duro lavoro. Ognuna aveva un sacchettino in stoffa dove depositava i soldi che avrebbe consegnato alle famiglie. Il salario era molto inferiore a quello degli uomini. C’era solidarietà tra le mondine, che si dividevano il pane e i segreti. E se a una sparivano i soldi, subito partiva una colletta.
La nostalgia da casa e il dolore fisico le aveva legate, nel lavoro, nel canto, nella vita.
Al lora! turismo di ritorno
Paesaggi mediterranei da sogno di fronte alle Eolie, richiamo di fedeli e turisti dal mondo
Tindari culla di bellezze
di Ketty Millecro
Inoltrarsi tra Falcone ed Oliveri vuol dire immergersi in un mare di carezzevole religiosità. Chi volesse conoscere una delle più belle zone paesaggistiche della provincia di Messina, deve visitare la Baia di Tindari. È situata su un promontorio che si affaccia sul mar Tirreno, a 230 metri di altezza. Può considerarsi uno dei santuari mariani siciliani più conosciuto nel mondo. È ritenuto il quinto parco archeologico siciliano. Tindari, vicino al paesino di Patti, si trova nell’area archeologica di Tyndaris.
Fu fondata dal siracusano Dionigi il vecchio, nell’anno 396 a.C. dopo la battaglia contro Cartagine. La città divenne luogo strategico, perché posto di fronte a Mylae (Milazzo) e alle isole Eolie, quindi luogo di dominio anche dal punto commerciale e marittimo. Ciò era importante per il monarca che voleva dominare lo Stretto di Messina e imporsi sulla Magna Grecia.
Tyndaris era abitata dai Messeni, arrivati in Sicilia dopo la guerra fra Sparta e Siracusa. I Messeni, fedeli ad Artemide, Zeus, Apollo, Poseidone e Dioniso, erano inclini alla pesca, caccia e all’agricoltura. La cittadina, nel 257 a.C. fedele a Siracusa durante la prima guerra punica, combatté una battaglia, in cui la flotta romana mise in fuga quella cartaginese.
Nel I sec. d.C. cominciò un periodo di declino a causa di un’enorme frana che la danneggiò, mentre fu soggetta a due terremoti nel IV secolo.
Conquistata dai bizantini nel 535 e dagli arabi, nell'836 fu distrutta. Il santuario, dedicato alla Madonna Nera di Tindari, scampò a vari cataclismi e fu ingrandito nel 1979, perché diventato incapace di contenere il numero dei devoti.
Per sfuggire ad una tempesta, racconta vox populi, che la statua della Madonna Nera impedì ad una nave che la stava trasportando di ripartire. Essa, per sfuggire ad una tempesta, si era rifugiata nella baia di Tindari, non potendosi più muovere.
I marinai pensarono di alleggerire la nave, pensando che fosse il motivo che impediva il movimento. Quando scaricarono la statua riuscirono a riprendere il largo. Nel VIII-IX secolo la scultura, in legno di cedro, giunse a Tindari dall'Oriente. Giù, alla base del promontorio, si possono ammirare i Laghetti di Marinello. Sono specchi d'acqua che il mare crea, raggiungibili a piedi dalle spiagge di Oliveri. La spiaggia prende il nome di Marinello, detto anche 'mari siccu', cui sono legate molte leggende. La zona archeologica di Tyndaris è stata rinvenuta in seguito agli scavi susseguiti dal 1838 al 1998.
I reperti ritrovati tra mosaici, sculture e ceramiche sono stati conservati sia nel museo locale che presso il Museo Archeologico

di Palermo. Tyndaris dal punto di vista urbano è a scacchiera, con tre decumani (strade) larghe circa 8 metri.
La città era dotata di sistema fognario e di una strada principale (il decumano superiore), che fiancheggiava il teatro greco del IV sec. a.C. Sorse su una collina verso il mare e le isole Eolie. Furono scavate delle gradinate, che potevano ospitare anche 3000 persone.
Nel periodo romano fu luogo di combattimento dei gladiatori. La strada principale conduceva all'agorà o piazza, dove oggi si trova il santuario. Dentro l'agorà esistono i resti della basilica, edificio con arcate e grandi massi squadrati di pietra arenaria, con cinque archi.
Quello centrale dava l'accesso ad un passaggio dalle volte a botte, considerato galleria che conduceva alla via maestra.
A sud c’era l'insula romana, in cui esistevano le terme, tabernae, di una grande casa patrizia, ricca di mosaici. L’urbs era circondata da cinta murarie a doppia cortina, con due muri paralleli in arenaria, separati da uno spazio di circa due metri riempito di terra e sassi (per una lunghezza di circa 3 km ed un'altezza di circa 6,85).
La porta principale era fiancheggiata da due torri e protetta da un’antiporta a tenaglia di forma semicircolare. Si può affermare che “Tyndaris “con i Romani fu un’imponente base navale. Fu invasa dai Bizantini e dagli Arabi, che la distrussero nell’836. Nell’area archeologica si possono ammirare il Teatro, la Basilica, le Terme le case patrizie.
Vengono considerate esempio di policromia artistica, con mosaici dipinti e ben conservati. Maestoso e unico per la sua bellezza è il Santuario della Madonna di Tindari, diviso in due
parti: una parte antica e una parte moderna. Il Santuario antico nel passato non era in grado di contenere la numerosa folla di pellegrini devoti alla Madonna. Pare siano state innumerevoli le razzie degli Arabi.
Fra le poche mura rimaste, sembra che sia stata risparmiata anche la chiesa. Il Santuario di Tindari, in seguito, fu ingrandito e furono annessi dei locali per l’alloggio del clero.
Nel portale d’ingresso è scolpito l’anno 1598, presumibilmente l’anno in cui questo venne ultimato. Nel 1953 Monsignor Pullano individuò un rimedio per accogliere più pellegrini. Egli predispose lo sbancamento della roccia e la demolizione di alcuni locali, ma lasciò integra l’antica chiesetta.
Sono innumerevoli le leggende legate alla Madonna nera del Tindari. Lo splendido Santuario possiede un’eccelsa statua bizantina della Vergine Maria. Le sue origini sono legate ad una singolare storia-leggenda.
La scultura aveva lasciato l’Oriente per sfuggire alla persecuzione iconoclasta. La tradizione fa arrivare la statua della Madonna a Tindari all’epoca degli iconoclasti per la fine del secolo VIII o nei primi decenni del secolo IX, dato che Tindari fu sotto la dominazione dei Bizantini per circa tre secoli (535-836).
Pare che, trasportata per mare, impedì ai marinai di ripartire, trovando rifugio nella baia di Tindari, evitando una furiosa tempesta. La ciurma depose a terra il carico. Soltanto quando fu salita la statua a bordo, la nave poté muoversi per riprendere il mare. Poi trasportata sul colle sovrastante, rimase dentro il Santuario di Tindari.
La Madonna è di colore scuro, con volto allungato. La tradizio-
La bambina illesa e senza neanche un graffio, fu sana e salva. Fu riportata dalla madre, che dal Santuario, piangendo e gridando al miracolo, chiese perdono e ringraziò la Madonna.
I laghetti di Marinello si trovano ai piedi del Santuario della Madonna Nera. È strana la forma di quella lingua di spiaggia, una forma che sembra raffigurare una donna che con le braccia distese ad accogliere, secondo la tradizione popolare, la bambina del miracolo.
Tindari, sede di diocesi per circa cinque secoli, fu esempio di fede cristiana e di facile accoglienza della sacra immagine. Il colle del Tindari, santificato dalla presenza della Madonna, divenne il sacro colle di Maria. Non è possibile stabilire l’autore dell’Immagine, né l’epoca in cui fu scolpita.
Osservando lo stile e la Madonna che tiene tra le braccia il Bambino, si pensa risalga ad età posteriore al Concilio di Efeso (431) in cui fu definita la divina maternità di Maria.
ne popolare narra di un singolare miracolo. Si narra di una signora venuta da un paesino lontano, la cui figlia era gravemente malata. Sentendo parlare di questa Madonna miracolosa le si rivolse per chiederle la grazia.
Vista la statua scura, sbigottita, esclamò sdegnata le seguenti frasi: Vinni ‘i tanta luntana via, p’i’ vidiri ‘na nira cchiù di mia (Sono venuta da un lontano paese per vedere una persona più scura di me).
La donna, quando uscì dalla chiesa con la piccola, si distrasse e la bambina si sporse da un muretto, precipitando dalla cima del colle.
Il mare, magicamente, sottostante si ritrasse improvvisamente formando una piccola spiaggia arenosa (denominati laghetti di Marinello). In quella zona dei pescatori si accorsero che la bimba giocava serenamente sulla spiaggia.
Pare che la statua sia stata scolpita in Oriente tra il quinto e il sesto secolo. La Madonna, seduta, regge nel grembo Gesù Bambino.
Ha la mano destra sollevata, mentre benedice. Nel capo ha una corona orientale, come un turbante, decorato con arabeschi d’oro. Sono tantissimi i miracoli che si sono susseguiti nel corso dei secoli.
Infiniti fedeli si rivolgono alla Vergine che impietosita nella sua umile espressione, sembra rivolgere un sorriso ed una carezza a chiunque le si affida.
Anche il papa Santo, Giovanni Paolo II, corse ai piedi della Madonna di Tindari per affidarsi al suo cuore immacolato.
A parte la suggestiva religiosità, La Baia di Tindari resta fra i più incantevoli paesaggi italiani conosciuti nel mondo per il suo straordinario fascino.

Un racconto di cui fare memoria
La Scrittura come forma di Salvezza
di Antonio Maccotta
Sono tornato a scrivere così per gioco, incuriosito da una proposta di attività lanciata timidamente al Circolo Culturale
Samuel Butler : in quell'iniziativa ludica scrivere era un mero esercizio intellettuale. Come una nuotata serve anche per allenare il corpo, riempire un foglio di carta con dei pensieri utili a esprimere un punto di vista su una parola, era diventato il nostro esercizio settimanale per la mente.
Senza ombra di dubbio estremamente banale questa mia prima frase, soprattutto per chi per lavoro o per passione con la scrittura ha un rapporto quotidiano; mi spingo a dire che con molta probabilità a uno dei miei professori universitari si sarebbero tappate le orecchie nell'udire così tanta elementarità. Ciò che è elementare è evidentemente semplice e di facile comprensione a tutti, tanto che i bimbi vanno alla Scuola Elementare dove dovrebbero imparare le cose più semplici, ma anche le cose essenziali per saper vivere su questa terra: leggere, scrivere e far di conto.
Scrivere è quindi una attività umana banale, ma nello stesso tempo speculare alla vita della persona umana; tanto è naturale questo esercizio per l'Essere Umano, quanto evidentemente sia facile perdere l'abitudine a farlo. Questo sempre succede nelle società perverse, dove l'Umanità è intesa come una componente meccanica di un sistema. In queste società la scrittura stessa diventa riservata a pochi o banalizzata in piccoli concetti, che per la loro brevità, non necessitano sforzo alcuno nell'uso del cervello.
Non è passato poi molto tempo, che da mero diletto, mi sono ritrovato a scrivere della scrittura in se stessa descrivendola come elemento di salvezza. Gli antichi latini infatti dicevano: “scripta manent”, ciò che è scritto rimane per sempre, a differenza della Parola che permane solo nella memoria dell'Uomo, finché questo potrà e saprà custodirne il ricordo. Questo, come vediamo nella nostra quotidianità va

e viene. Nella nostra memoria è dapprima limpido e poi, via via, sfocato fin quando finiamo di non conservarne ricordo alcuno della sua esistenza. Le nostre ultime volontà le scriviamo da vivi prima di perdere il senno, affinché ciò che è nostro sia donato secondo il nostro volere: anche questo evoca un legame con la parola salvezza.
Ecco che uno dei tratti fondamentali della scrittura viene fuori: la salvezza è inscritta nell'atto di scrivere, una salvezza volta a conservare non solo il contenuto, ma soprattutto l'autore il quale desidererà scrivere sempre di più, come un istinto di sopravvivenza: l'esercizio riaccende il desiderio.
La scrittura come istinto naturale alla salvezza lo testimoniano bene “gli eretici” del Carcere dei Penitenziari di Palermo, sede dell'inquisizione spagnola, che consiglio a tutti di visitare, o le vittime della tortura e della sperimentazione nei campi di sterminio nazista. A costo di lasciare traccia di se e del male che essi ricevevano, con le unghia incidevano sui muri ciò che è stato affinché non accada mai più, nella speranza che nessuna dittatura sotto rinnovate forme, possa mai cancellarne l'orrore.
Voglio concludere questo mio breve elogio alla scrittura per scrivere di un racconto, affinché di questo gli Uomini, possano custodirne memoria.
I fatti risalgono a qualche giorno fa, esattamente al 3 e al 4 Settembre, quando la cittadinanza fu timidamente invitata a partecipare alle due giornate intitolate “TRAPANI, CITTA' PER LA PACE”, evento voluto dall'As-
sociazione Nazionale Bersaglieri. Nella mattina del 3, appena concluso l'alza bandiera in memoria di tutte le vittime di tutte le guerre e le ultime note dell'inno di Mameli riecheggiavano ancora solenni, nella Piazza Vittorio Veneto i rappresentanti politici ricordavano, ai militari presenti e ai pochi civili già indignati, che:
“Il nostro destino è vivere sot-
to questo cielo azzurro e sotto questo sole giallo, i colori della bandiera dell'Ucraina”.
A onor del vero certe cadute di stile sono ormai quotidiane ad una politica corrotta che, disprezza il Popolo, ingrassa lo Straniero: non fanno più cronaca.
Diverso quando, concluso un meraviglioso concerto della Fanfara dei Bersaglieri, nella sera del 4 Settembre, vengono citate da autorità militari, queste parole:
“Il soldato tedesco a stupito il mondo, il Bersagliere Italiano ha stupito il soldato tedesco”.
Parole del Generale Nazista Erwin Rommel, forse mai veramente da questo pronunciate, ma certamente usate dalla propaganda fascista, ormai condannata al suo naturale declino, per incoraggiare l'esercito italiano a completare il lavoro iniziato a fianco dei gerarchi nazisti.
Della necessità di rievocare alla memoria, queste terrificanti parole, a me non è dato di sapere, riporto ciò che è stato, affinché ciascuno di noi, secondo la propria intelligenza, nutra i propri ricordi e mai dimentichi i responsabili politici e non, che ancora una volta, strumentalizzando la parola PACE, coltivano il desiderio di spingere la nostra Patria in un conflitto senza precedenti.

La costruzione del Duomo di Milano iniziò nel 1386 e terminò nel 1965 e si svolse nello stesso luogo dove fin dal V secolo si tro-

vava la Basilica di San Ambrosio, alla quale fu aggiunta nell’836 la Basilica di Santa Tecla e che furono distrutte da un incendio nel 1075.
La costruzione del Duomo di Milano iniziò sotto il comando di Gian Galeazzo Visconti con lo scopo di rinnovare l’area e celebrare la politica di espansione territoriale dei Visconti.
La costruzione della cattedrale si è svolta nell’arco di cinque secoli durante i quali diversi architetti, scultori e artisti hanno dato il loro contributo professionale alla famosa “Fabbrica del Duomo”, un’istituzione composta da 300 dipendenti guidati dell’architetto Simone da Orsenigo. Galeazzo concesse alla Fabbrica l’uso esclusivo del marmo della cava di Candoglia e la esentò dal pagamento delle tasse. Questo imponente progetto ha
prodotto un’opera architettonica unica, che fonde lo stile gotico internazionale con l’architettura tradizionale lombarda.
Nel 1389, il francese Nicolas de Bonaventure, fu nominato capo architetto, dando alla cattedrale un forte segno gotico.
Così, l’esterno della Cattedrale è rivestito di marmo bianco rosato così come la parte superiore che culmina con un’infinità di pinnacoli e torri coronate da statue che contemplano la città.
Giuseppe Perego scolpì nel 1774 una statua in rame dorato che si trovava nel punto più alto del tempio e che è conosciuta come la Madonnina che divenne il simbolo di Milano.
Gli ultimi dettagli della cattedrale furono completati già nel XX secolo: l’ultima porta fu inaugurata nel 1965.
Al lora! daje de punta di Pino Forconi

Noi tutti in casa abbiamo un sofà, chi piccolo chi grande, chi lo ha a due posti, chi a quattro e chi a otto posti semi circolare con poltrona sbragabile, volevo dire, reclinabile a sistema elettrico per chi ha un attacco a portata di mano, altrimenti con una leva, come quella della pompa dell’acqua, un paio di pompata e il sedile va giù.
Quanto può durare un sofà?
In una famiglia normale senza bambini che ci saltano 24/7, può durare anche un sei sette anni.
Al contrario con bambini può durare al massimo due anni, poi è da buttare via.
Ma non finisce qui la storia, anche se non ci sono bambini, c’è però la moglie.
Cosa vuol dire?
Semplice, quando costei comincia con il dire:
Questo divano è scomodo. Il colore non si addice con il resto dei mobili.
Non vedo bene la TV.
Ha una macchia che non riesco a togliere.
Non posso allungare bene le gambe.
Dopo un po’ che sono seduta mi viene un formicolio al ginocchio sinistro.
Insomma, va cambiato, quindi dobbiamo cominciare a vedere cosa offre il mercato.
Fregatoooooo !
A questo punto bisogna armarsi di santa pazienza e farsene un punto fermo che il sofà va cambiato. Caschi il Mondo, va cambiato.
Sveglia la mattina presto, con in tasca un buon metro, preparare una bozza disegnata di dove e come dovrà andare il futuro divano, calcolare centimetri in eccesso o per difetto, caso mai non si trovasse quello giusto.
Pianificazione dei vari negozi e loro indirizzi, tempi per arrivarci, informarsi anzi tempo se trattano divani, oppure solo mobili, ecc. ecc. decidere se mangiare fuori a pranzo o tirare dritti fino all’ora di cena. Soste per il caffè per riassumere i negozi già visitati, se idonei oppure no.
Una volta trovato il negozio che vendono sofà… fermi tutti, non vuol dire che il gioco è fatto.
Ora il divano va provato, bisogna scegliere i colori, le possibili offerte che spesso comportano il problema di rivedere il tutto, perché se l’offerta è vantaggiosa bisogna rivedere le misure, poi i colori, valutare l’offerta, vedere
se i colori andranno bene con i toni della casa e tanti altri piccoli dettagli che ti scombussolano l’esistenza.
Da non crederci, ma sono problemi seri e non possono essere tralasciati, guai se si dimostra poco interesse al problema perché la catastrofe famigliare è dietro l’angolo.
Insomma vorrei dire che non è facile comprare un divano.
Si gira, si vede, si prova e si calcolano i prezzi, come pagarlo, se in contanti, oppure a rate, quindi problema di finanziamento, quanti mesi, giorno della consegna… ecco il giorno della consegna, grosso nodo.
Oggi, ormai, tutte le ditte che credevamo australiane sono in realtà state vendute, a chi?
Ma ad acquirenti cinesi, chi altro sennò? Sono gli unici che si stanno impadronendo del Paese.
Il divano che è stato scelto, in realtà era in mostra, quindi non vendibile.
Bisogna ordinarlo, naturalmente alla nuova casa madre, in Cina.
Qui normalmente, come si dice abitualmente, cade l’asino.
E si, perché i tempi di consegna sono… diciamo, alla cinese. Ti dicono una data ma in realtà non è quella. Ci sono mille problemi implicati.
Preparare l’ordine. Possibilmente in cinese sempre che ci sia un impiegato cinese, altrimenti va inviato in inglese facendo molta attenzione che sia chiaro usando una fraseologia semplice da capirsi altrimenti c’è pericolo che ti mandino un armadio invece del divano.
A questo punto devo raccontare quanto occorso a noi.
Con mia moglie dopo aver visto differenti divani di differenti fabbriche scegliamo la ditta australiana, anche se un po’ più cara dei concorrenti ma per lo meno, se dovesse esserci qualche problema sarebbe stato più facile risolvere l’inconveniente dato che bene o male molte delle industrie manifatturiere risiedono intorno a Melbourne.
Scelto il modello, scelta la stoffa e scelto il sistema di abbassamento di uno dei sedili, procediamo al pagamento e al giorno di consegna.
Nero su bianco viene fissata la data di consegna, quindi procediamo nel vendere il vecchio divano.
Il castello di Sammezzano
Sapevate che in Toscana, a Leccio, 30 kilometri circa da Firenze c’è un castello che si chiama di Sammezzano?
Lo chiamano castello ma in realtà è un palazzo, un bellissimo palazzo.
Fu costruito nel 1605 da un nobile spagnolo, Ferdinando Panciatichi Ximenes di Aragon.
Rimodellato tra il 1853 e il 1889 ad un tipo di arte chiamata Architettura Moorish Revival (Moresca innovatrice) fu visitato, durante il restauro, anche dal Re Umberto I nel 1878.
Una settimana prima della data di consegna, chiamiamo la ditta per organizzare i tempi e dove posizionarlo.
Candidamente il personaggio al telefono ci informa che la consegna è stata spostata ad altro mese, causa ingorgo sulla produzione. Bomba finale ci dicono che il divano forse verrà imbarcato su container e che la nave non è ancora arrivata al porto cinese, cioè trasporto non disponibile.
Whuaooooo! Caricare il divano che messo in container verrà imbarcato su mercantile?
Ma non era una fabbrica australiana?
A domanda, risposta, si è una fabbrica australiana ma è stata venduta ad una ditta cinese, 45 anni fa; quindi, i nuovi proprietari operano dalla Cina.
Conclusione… mille scuse, baci e abbracci, in regalo un’estensione dell’assicurazione sul prodotto, e noi che guardiamo la TV seduti per terra, perché’ il vecchio divano è stato venduto e forse, dico forse, se il comandante del mercantile non si becca il Covid, noi avremo il nuovo divano per… chiaro non hanno ancora confermato una data precisa.
Io credo, tirando un po’ ad indovinare, che il caffè dopo il pranzo di Natale, lo sorbiremo assisi sul nuovo divano.
C’è da chiedersi, ma in Australia c’è ancora qualche cosa che non è stata ancora venduta?
Ultimamente riconosco che quando compero qualche cosa guardo molto da dove viene, non per criticare ma di tutte le cose che ho con me, l’unica che non è cinese… è mia moglie.
E io? già vado a scuola di mandarino cinese… ah ah ah ah!
Ha la bellezza di 65 stanze tutte decorate ad arte moresca, fu utilizzato come hotel di lusso nel dopo Seconda Guerra Mondiale. Naturalmente c’è della storia intorno al parco ed al palazzo, si parla che il palazzo prima di essere riformato, già nel lontano 780 Carlo Magno di ritorno da Roma dove fu battezzato dal papa (apparentemente non c’erano preti in giro) abbia fatto sosta nel luogo.
Negli anni il palazzo passò in varie mani, la famiglia Altoviti, il duca Cosimo, Giovanni Jacopo de’ Medici che a sua volta lo vendette agli Ximenes de Aragon.
Grazie agli Aragonesi l’arte moresca è di casa, tutto il palazzo è decorato con quell’arte.
I pezzi più belli si possono apprezzare nella Hall ingresso principale fatto nel 1853, il corridoio delle Stalattite del 1863, il salone da Ballo del 1867 e in fine la Torre Centrale con incisa la data del 1889.
Ferdinando mori nell’Ottobre del 1897 e fu sepolto nello stesso palazzo ma rimosso nel 1916 e tumulato accanto a sua figlia Marianna nel cimitero di Sociana.
La doppia facciata del palazzo rappresenta tanto la luna come il sole.
Le stanze del primo piano sono una specie di arte virtuale, passando attraverso l’Est, la Cina, e la Rabia Spagnola e ogn’una di loro ha inciso dei detti in latino, spagnolo e italiano.
La preziosità delle decorazioni in ceramica dai mille colori, sapientemente montati insieme per dare dei disegni artistici. Il parco del palazzo che copre un 65 ettari chiamato Historical Park, raccoglie piante di un certo valore botanico tutte catalogate con il loro nome in latino.
Ci sono sequoie di vario tipo, come querce di provenienza inglese e turche.
Dalla morte di Ferdinando il palazzo subì un certo abbandono, anche se utilizzato, come anticipato, ad albergo nel post Seconda Guerra mondiale, non subì nessun importante restauro per molto tempo fino al 1990 quando una ditta inglese se ne prese cura, purtroppo accumulando un enorme debito per i lavori.
Nel 2015 un comitato di volontari chiamato “Salviamo Sammezzano “ lo hanno riportato ai suoi splendori anche con la collaborazione di vari enti come: I luoghi del cuore, FAI- Fondo Ambiente Italiano, Red List e Italia Nostra.
Poi ecco che il gruppo “Compro tutto io “cioè gli arabi, una ditta di Dubai nel 2017 se lo aggiudicò per 14.4 milioni di euro contro i 20 milioni richiesti.
Ad ogni modo la vendita è ancora in sospeso per apparenti chiarimenti non proprio chiari.
Ad ogni modo se vi capita di fare un salto in Italia…. Sammezzano è visitabile e ne vale la pena.


by ROLAND MELOSI


a scuola
Is your Italian good enough to live or study in Italy?
To become an Italian citizen or to engage in formal tertiary education in Italy, you may need to prove your language skills. Do yours make the grade?
From being able to confidently order a gelato to total fluency, there’s a huge variation in the levels of Italian attained by foreigners in Italy. But there are certain bureaucratic processes that require formal qualifications.
When applying for Italian citizenship through marriage or residence (but not via ancestry) or to enrol in formal tertiary education, you must prove proficiency in the Italian language at B1 level or higher.
In most cases, getting a ‘carta di soggiorno’ residency permit has no formal language requirement, though some non-EU nationals may need to sit a language test at the lower A2 level, but there is a substantial difference between a leisure trip to the Eternal City and undertaking a university course delivered fully in Italian.
So what does B1 mean? A B1 level certification is a ‘lower intermediate’ level and means you are proficient enough in the language to manage everyday interactions, according to the Common European Framework of Reference for Languages (CEFRL). This level of proficiency allows you to “communicate in most situations that arise while travelling” and to understand topics “regularly encountered in work, school, leisure, etc.”
So there’s no need to write with perfect grammar, have an extensive vocabulary, or be able to recite Dante’s Inferno in the original language - but people at this level should be able to make themselves understood in most everyday situations. It should also be enough to follow most conversations and TV shows or get the gist of what’s in Italian newspapers.
If you’ve lived in Italy for a while, there’s a good chance you’re already at this level or close to it. After all, a decent grasp of Italian really is necessary for everyday life in the country outside of the main city centres and tourist hotspots. If not, it might be time to sign up for Italian language classes – if you haven’t already.
But what does the B1 language test involve? The exact structure of the test varies between the four administered by educational institutions approved by the Italian Education Ministry or Foreign Ministry. They are: The University of Siena for Foreigners (CILS); The University of Perugia for Foreigners (CELI); The Dante Alighieri Association (PLIDA); and The University of Rome 3 (CERT). These institutions have many testing centres across Italy and in many overseas countries.

Candidates sit B1 tests all over the world many times throughout the year.
These tests can be taken at language schools around Italy and abroad. If your language school advertises B1 testing for citizenship, make sure they are accredited by one of the above institutions.
The structure of the test also differs depending on whether you’re taking the B1 cittadinanza exam or a regular B1 level Italian language certification. Both tests involve answering similar questions at the same level, but the B1 cittadinanza is essentially a
shorter version which costs less to take. The downside is this certificate can only be used for your citizenship application and not for other purposes, such as for university applications.
And though it’s shorter, it may not actually be easier to pass; if you fail on one section you will have to retake the entire test (as opposed to just retaking that section under the standard B1 level tests listed above.) If you’re fairly confident of passing and don’t need it for anything else, it may be the more convenient option.
In any case, the test will involve at least four sections; a
written test, reading tests, listening test and an oral test where you have a conversation with an examiner. For the listening section you will have to listen to two recordings; one of a conversation, and another of a short monologue. The format varies and each section will be played at least twice. The reading and grammar section involves reading two pieces of text, testing your reading comprehension and grammatical knowledge. For the writing test, you’ll need to choose between two prompts and then write 80-120 words.
The speaking section is in two
parts. The examiner will ask you to begin by introducing yourself and talking about your work, family or hobbies - the examiner will then ask you some questions about yourself. It should be a discussion, with the examiner asking questions and giving other responses which you are expected to understand. This part will last 6-7 minutes. Then you’ll be given a choice of several topics to talk about for 7-8 minutes. These topics can be almost anything; you won’t see exactly what they are in advance, but the examiner should give you some time to read through the options and may help you decide which one to choose. Your answer should include certain grammar points and involve giving your opinion. Again, the examiner will prompt you with questions and it should become a discussion.
Could you keep a simple conversation going on these topics in Italian? Then you might be ready for the B1 language test. Exam questions will vary and the structure of exams from other institutions may differ. It usually costs €100 to sit the B1 cittadinanza exam, though some schools also add a default charge for a preparatory course or administration fees. Even if you already have a higher level of Italian, exam preparation courses could be useful as they explain the exam structure and likely content.
Treccani cancella gli stereotipi di genere dal dizionario della lingua italiana
di Kevin Carboni
Nel nuovo vocabolario si troverà prima la forma femminile di quella maschile degli aggettivi, seguendo l'ordine alfabetico, e anche la forma femminile di tutte le professioni tradizionalmente registrate al maschile.
L’impostazione rigidamente maschile della lingua italiana ha fatto il suo tempo e pertanto va cambiata. Per questo Treccani ha presentato il primo dizionario di italiano privo di stereotipi di genere, inclusivo delle forme femminili di nomi e aggettivi tradizionalmente registrati solo al maschile e dove si troverà la forma femminile degli aggettivi prima di quella maschile, seguendo l’ordine alfabetico.
Architetta, notaia, medica, soldata, ma anche casalingo o ricamatore e altri nomi che finora sono stati ignorati per tradizione androcentrica saranno finalmente inseriti all’intero di un dizionario della lingua italiana, al fine di promuovere l’inclusività e la parità di genere. È questa la rivoluzione della lessicografia italiana di Treccani, la più famo-

sa enciclopedia italiana, che riflette e fissa su carta la necessità e l’urgenza di un cambiamento e racconta la storia di una lingua che, finalmente, si evolve. Con le parole usate da Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, che hanno curato il dizionario, il Vocabolario Treccani “è lo specchio del mondo che cambia e il frutto della necessità di validare e dare dignità a una nuova visione della società, che passa inevitabilmente attraverso un nuovo e diverso utilizzo delle parole”. Pertanto, cercando il significato di un aggettivo come bello
o adatto sul dizionario, si troverà registrata e visualizzata in grassetto la sua forma femminile, prima di quella maschile in base all’ordine alfabetico. Oltretutto, per la prima volta, vedremo registrati dei nomi identificativi di professioni che finora non avevano un’autonomia lessicale, come notaia, chirurga, medica o soldata. Infine, per combattere ed eliminare gli stereotipi di genere, secondo i quali a cucinare o a stirare è immancabilmente la donna, mentre a dirigere un ufficio o a leggere un quotidiano è puntualmente l’uomo, Treccani ha
deciso di proporre nuovi esempi, evidenziando inoltre il carattere offensivo di tutte le parole e di tutti i modi di dire che possono essere lesivi della dignità di ogni persona.
L’edizione 2022 del Vocabolario Treccani è un progetto ambizioso e necessario, nel quale tradizione e progresso si fondono per testimoniare i cambiamenti socio-culturali del nostro paese e “riconoscere, validandole, nuove sfumature, definizioni e accezioni in grado di rappresentare e raccontare al meglio la realtà e l’attualità, attraverso le parole che utilizziamo per viverla e descriverla” si legge sul sito di Treccani.

Ambasciatori di lingua
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 37
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’anno la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.


l'ultimo dibattito
ambasciate e nei consolati indipendentemente dalle esigenze e dalla mappatura.
Il “Conto alla Rovescia” organizzato
dalla redazione di Allora! insieme a Le Voci di Dentro condotto da Emanuele Esposito e Marco Testa ha avuto inizio con l’argomento dell'efficienza dei servizi consolari, con un video sul sistema Spid e alcune slide sulle lungaggini nelle sedi della Farnesina all’estero per l’accesso alle prestazioni richieste che a volte richiedono anche attese di anni.
Clorinda Altrocchi
Per le problematiche di orari di apertura dei consolati e della distanza, sono i potenziamenti dei servizi forniti direttamente online. Questa credo sia la strada migliore da seguire. Inoltre, il Movimento Cinque Stelle vuole introdurre per aiutare i cittadini che per vari motivi si trasferiscono all'estero per studio per lavoro, uno sportello di primo arrivo in servizio ventiquattro ore su ventiquattro per dare informazioni di conseguenza aiuto alle persone che affrontano la arrivo in un paese che non conoscono.
Antonio Amatulli
L'efficienza dei servizi consolari è un tema abbastanza urgente e anche complesso per verità. Insomma, qualcosa si sta già facendo. Abbiamo dei consolati che sono assolutamente efficienti, altri invece nel quale il personale impiegato non è assolutamente all'altezza dei cittadini italiani di residenti.
Qualcosa si sta già facendo con l'implementazione dei servizi online, però chiaramente occorre insomma fare io più. Mi riferisco, ad esempio, ad alcune aree in cui la comunità italiana negli ultimi anni è andata rapidamente crescendo, come a Dubai o in Cina.
Dunque occorre, è innegabile, constatare che qualcosa si sta già facendo, che la via sarà l'implementazione dei servizi online. Come diceva la collega candidata è insomma, in questa direzione stiamo già andando, però chiaramente occorre insomma fare io più'.
Rosanna Di Bianco
Nella nostra lista, il primo punto è quello dei consolati, tant'è che nel nostro programma è chiaramente definita la proposta di aumentare del cinquanta percento la dotazione organica dei consolati, ovviamente laddove ce ne fosse bisogno.
Riteniamo che sia importantissimo che parallelamente alla digitalizzazione, sia importante anche aumentare l'organico, soprattutto l'orario di ricevimento, perché è spesso troppo esiguo e molti dei nostri connazionali all'estero,specialmente le fasce più deboli o le persone anziane, hanno bisogno anche del contatto umano e di conseguenza per loro c'è bisogno magari di più tempo e se un consolato aperto soltanto tre ore al giorno non si riesce a lavorare e smaltire il lavoro che c’è.
Rocco Papapietro Nel mio programma, uno dei miei pilastri e la digitalizzazione dei servizi consolari. Prima di tutto va fatta una mappatura delle esigenze perché io sento di consolati che funzionano, e altri consolati che funzionano meno. Voglio evitare di dire consolati che non funzionano. Quindi digitalizzazione online, ma anche un'operazione offline, cioè una partnership tra privato e pubblico. Ovvero si potrebbero stipulare dai consolati e ambasciate delle convenzioni con patronati, con associazioni riconosciute per poter snellire le attività da svolgere. Non credo molto nel rinforzo delle
Nicola Carè Dobbiamo cercare di risolvere i problema della partecipazione dei contrattisti, per quanto riguarda il personale dei consolati. Dall'altra parte dobbiamo constatare i volumi di lavoro che deve svolgere il consolato e associare o chiedere ai patronati o altre associazioni di svolgere il lavoro preliminare per fare tutto questo. Abbiamo i patronati, come altre associazioni, che possono avere un diretto contatto con la comunità e alleviare il lavoro consolare.
Federico Berchi Ribadisco l'urgenza di procedere al potenziamento dei servizi consolari. È un discorso comune anche in Italia, perché questo potenziamento si sposa con una trasformazione dell'attività amministrativa. Non crediate insomma che a Roma, per il rilascio di una carta di identità alla quarta circoscrizione, ci vogliano meno di quattro mesi. Quindi sicuramente un discorso di organico per cui l'accordo il riferimento ai patronati o alle associazioni. Io condivido la digitalizzazione, ma non credo sia semplice spiegare lo Spid o come si accede al portale Pass a mia mamma o a mio papà. Serve un discorso di alfabetizzazione digitale. Tanti anziani non trovano agevole rivolgersi agli strumenti informatici per cui serve uno sportello per garantire un affiancamento di un funzionario, anche perché la digitalizzazione rende impersonale il servizio e non c'è più un responsabile del provvedimento o del procedimento a cui rivolgersi.
Sandro Fratini
I servizi consolari sono un punto molto, molto delicato. Anch'io penso che le risorse che il piano nazionale di ripresa PNRR riserva alla digitalizzazione devono essere canalizzate. Per migliorare e rendere efficienti anche i servizi consolari è indispensabile digitalizzare i processi per facilitare l'accesso digitale per i cittadini italiani all'estero. Non è sufficiente, però sono d'accordo. Faccio un esempio della Tunisia. Cinque anni fa gli iscritti AIRE erano poco meno di tremila, sono diventati settemila e mancano cinque unità all'interno del consolato. Questo è un grosso problema. Perché non si va solo per il rinnovo del passaporto, ma si va per atti notarili, ricongiungimenti familiari, il rilascio dei documenti, permessi anche di soggiorno. In più, secondo me, bisognerebbe inserire una sorta di meritocrazia per i consolati che funzionano. Perché è vero, ci sono molti consolati che funzionano bene.
Francesco Giacobbe Bisogna andare in diverse direzioni. Digitalizzazione indubbiamente, ma siamo sulla strada giusta, per cui su queste cose siamo perfettamente d'accordo. C'è un problema di organico che è fondamentale da risolvere. Va risolto in due direzioni: da un lato mettendo a disposizione delle risorse perché vengano aumentati il numero dei contrattisti locali assunti nei vari consolati. Nello stesso tempo devono essere adeguati i loro, i loro compensi, i loro salari. Perché purtroppo uno dei problemi che abbiamo è quello che in alcuni consolati, come anche in sedi diplomatiche, i nostri contrattisti guadagnano più o meno del livello della povertà. E poi infine la questione con i patronati, quantomeno per provare a fare il lavoro preparatorio su questi argomenti. Nel passato abbiamo iniziato le trattative per le convenzioni con i patronati, che poi purtroppo si sono arenate. Bisogna ricominciare.
Comites e CGIE
L’argomento sulla riforma dei Comites e del CGIE è stato introdotto con un video del segretario generale del CGIE, Michele Schiavone, il quale ha ricordato come in occasione delle scorse elezioni gli organi di base abbiano coinvolto circa il 3% degli elettori votanti.
Antonio Amatulli
Per quanto riguarda i Comites, innanzitutto è uno strumento importante di raccordo tra il governo italiano e le comunità territoriali, quindi bisogna partire da ciò. Chiaramente è un contenitore e, come tale, può svolgere ottime attività oppure, a seconda degli interpreti, di minore efficacia.
Detto questo, però, il contenitore c’è ed è bene che ci sia e che vada potenziato. Uno dei punti del mio programma riferito alle attività dei Comites e quello della promozione di riunioni annuali fra gli Intercomites dei diversi stati della ripartizione.
Rosanna Di Bianco
Bisogna fare una premessa che i Comites sono organismi di rappresentanza utilissimi e preziosi per gli italiani all'estero. Di conseguenza non vanno aboliti, vanno sicuramente migliorati e implementati, perché se pensiamo che per avere un Comites bisogna raggiungere tremila residenti italiani, noi dobbiamo anche immaginare le nazioni dove non ci sono tremila italiani. Ripeto, io faccio sempre l'esempio dell'Africa, perché ovviamente riporto alla mia esperienza, ma è così. Non esisteva, per esempio, il Comites, non esisteva il CGIE, non esisteva un patronato è perché per vari motivi, ma anche per motivi politici. Quindi noi dobbiamo anche riflettere su questo. A cosa servono i Comites laddove se non possiamo poi effettivamente eleggerli. Sicuramente ci deve essere una revisione, ed infatti è un punto molto importante del nostro programma.
Rocco Papapietro
In relazione ai Comites e ai CGIE chiaramente io non posso verticalizzare un'analisi. Quello che vedo e che comprendo che ci siano situazioni a compartimenti stagni, cioè non c' è una armonizzazione, quindi fatto centro lo strumento che potrebbe essere il Ministero degli Italiani all'Estero, però un ministero vero un ministero con portafoglio, io credo che bisognerebbe creare un ecosistema tra tutti questi enti in modo tale che non si creino situazioni di sovrapposizione o di overlap. Quindi detto questo, da una parte sono d'accordo che è tutto molto bello, tutto molto interessante, ma laddove non c' è il Comites cosa succede agli italiani? a chi si rivolgono?
Nicola Carè
Il problema è semplicemente questo: far partecipare tutta la rappresentanza della comunità all'interno del Comites, dagli italiani di prima generazione alle seconde e terze generazioni e anche all'ultima arrivata, i giovani che sono arrivati così chiamati “fuga dei cervelli”. Che poi la definizione non è proprio precisa. Se tutto questo è vero, ed è vero, perché i Comites sono fondamentali, sono i catalizzatori delle problematiche, la prima cosa che bisogna togliere l’opzione, perché bisogna partecipare direttamente.
Quindi io credo e mi batterò per questo che il CGIE deve essere un'assemblea dei presidenti dei Comites a prescindere dalle aree.
Io so per certo che già esistono gli Intercomites dove si dibattono tutte le problematiche dei diversi Stati o
delle diverse Nazioni, però bisogna farlo in questa maniera. E poi io credo che sia necessario che si dia un ruolo anche ai rappresentanti politici che vengono eletti. E i rappresentanti politici hanno un ruolo quello di portare le problematiche al ministero competente. Federico Berchi Rossana Di Bianco, ricordava prima che i Comites sono obbligatori nelle aree in cui risiedono almeno tremila cittadini italiani residenti devono essere implementati soprattutto nelle aree in cui non c'è nessuno che fa da catalizzatore delle problematiche per cui gli italiani, quando sono in numero sufficiente, si aiutano da soli con i patronati e le associazioni. Non abbiamo Comites, in Asia, in Africa, in Cina, in Medio Oriente. Mi hanno detto sì, ma ci sarebbe quello di Dubai. Da Riad sono mille chilometri; come andare da Roma a parlarne a Praga. Quindi serve un comitato in tutte le ambasciate. Non vedo perché non si possa fare. Le strutture sono poche, andrebbero implementate, ma quelle che ci sono vanno messe in condizione di lavorare con poche migliaia di euro, cosa può fare un Comites? Può forse organizzare la cena di Natale per i cittadini della propria comunità? Certamente non può offrire un servizio di consulenza legale, fiscale e tributario aprendo uno sportello servizio.
Servizi Consolari Riforma dell'AIRE
La riforma dell’AIRE e del diritto al voto è stato affrontato con un video del Direttore Generale DGIT Luigi Maria Vignali e con un commento dei moderatori Esposito e Testa sulla mancata ricezione dei plichi e sul fatto che un numero riconosciuto di persone decedute hanno comunque ricevuto il plico.
Rosanna Di Bianco
Per quanto riguarda il voto all'estero, così come concepito, va assolutamente cambiato. Assolutamente. Per diversi motivi. Innanzitutto perché abbiamo visto che i plichi non sono arrivati dappertutto; questo è gravissimo ma però non possiamo farci nulla perché ormai non sono arrivati e queste persone non avranno votato. Inoltre è un sistema obsoleto, quindi va assolutamente modificato. Io insisto sul fatto che ci debba essere comunque una doppia opzione, cioè, laddove non è possibile appunto votare attraverso il voto digitale, bisognerà creare delle alternative attraverso dei seggi, in associazioni, in patronati, in modo tale che le persone che non riescono comunque a votare a livello digitale riescono a farlo invece attraverso un seggio.
Rocco Papapietro
Sandro Fratini
È da tempo che si sta parlando della necessità di una vera e propria riforma dei Comites e del CGIE. Allo stato attuale, comunque, ben poco possono fare. Io dalle ultime elezioni sono il presidente del Comites in Tunisia e ho riscontrato che praticamente siamo solo dei passacarte. Non abbiamo nessun tipo di autorità, anzi siamo visti come un ulteriore problema da buona parte dei consolati. Non tutti devo dire la verità, ma la maggior parte. Per i CGIE è la stessa cosa. Cioè è una struttura, un'istituzione che deve portare le nostre esigenze e le nostre richieste al governo, ma ha lo stesso problema, secondo me che abbiamo noi con le nostre ambasciate, i nostri consolati.
I Comites sono veramente molto, molto importanti. Occorre quindi, quanto prima, secondo me, fare una vera e propria riforma.
Francesco Giacobbe
Per ciò che riguarda i Comites occorre riformare innanzitutto la maniera come vengono votati. Occorre inoltre rivedere la rappresentanza all’interno dei Comites, che oggi avviene su base spontanea, all'interno delle varie comunità che devono essere rappresentati. Qualcuno parlava prima di prime, seconde e terze generazioni, così come i nuovi arrivati del mondo della ricerca, eccetera. Bisogna modificare i ruoli dei Comites, perché in questo momento non hanno nessun ruolo definitivo, nessun ruolo vincolante, anche nei pareri che danno non sono vincolanti, quindi da questo punto di vista bisogna rivedere il ruolo. In altre parole, i Comites devono far parte del sistema italia a tutti gli effetti.
Clorinda Altrocchi
I Comites e i CGIE andrebbero sicuramente riformati, soprattutto per come vengono eletti perché per le elezioni dei Comites per poterli votare bisogna richiedere. Io voglio votare un una persona ai Comites e devo chiedere posso votare? E I CGIE sono eletti dai Comites per cui mi sembra una cosa un po' particolare. Questo deve cambiare, per cui ci vuole una bella riforma, dove vogliamo l'inclusione di tutti i cittadini. Votare senza doversi registrare elezioni anche per le elezioni del CGIE.
Per quanto riguarda il voto, prima di arrivare alla tanto agognata digitalizzazione, ci sono soluzioni anche che possono essere adottate al di là della spedizione a casa del plico. Un voto in consolato, creare dei seggi locali, creare dei seggi mobili, un'unità mobile che si occupa di raccogliere il voto all'estero, per esempio, per passare poi a quello digitale. Sul discorso che gli iscritti all'AIRE, la situazione dell’assistenza sanitaria sembra quella più sentita quando gli italiani rientrano in Italia io proporrei all'INPS di istituire una mini-assicurazione. So che in altri Stati lo fanno, quindi una mini assicurazione per gli italiani che vi siedono all'estero che copra eventuali problematiche mediche durante la permanenza in Italia.
Nicola Carè
La riforma AIRE bisogna assolutamente farla, perché questa legge, secondo me è passiva, non è attiva, non prende in considerazione tutte le mobilitazioni degli italiani che si muovono intorno al mondo, soprattutto le nuove generazioni, non prende in considerazione la parte sanitaria e non prende in considerazione la parte contributiva per quanto riguarda la parte pensionistica. Per quanto riguarda il voto, anche il voto bisogna assolutamente rivedere perché non è possibile. Io ho preso la mia scheda due giorni fa e non è possibile che dobbiamo aspettare il plico elettorale che arriva all'ultimo minuto con l'acqua alla gola. Io credo che bisognerebbe fare una cosa ibrida, fare la parte elettronica, ma soprattutto anche la parte diretta. Federico Berchi
Immaginatevi milioni di plichi in partenza dall'Italia per i quattro continenti della nostra circoscrizione. Quindi, alcuni arrivano ad Addis Abeba, a Kathmandu, a Pechino… è un sistema ovviamente molto problematico. L'ottanta per cento delle persone che io conosco non ha ricevuto il plico e quindi ha ripreso appuntamento per andare in ambasciata.
Ma allora che sia possibile votare in ambasciata, quindi più che votare poi nei patronati o nelle associazioni, questa è un'attività necessariamente consolare perché il Console tra le sue attività ha anche quella di gestione dei dati sensibili dei cit-
Al lora! la parola ai candidati
tadini nelle proprie aree. Il discorso dell'AIRE, lasciamo all’iscritto la potestà di versare un proprio contributo e avere questa copertura quantomeno nei propri rientri in Italia. Questo versamento, secondo me, potrebbe essere versato direttamente dalle imprese che hanno lavoratori distaccati all'estero.
Sandro Fratini
Non tutti i nostri connazionali, come molti sanno, effettuano l'iscrizione all’AIRE perché per loro è più una penalizzazione, un problema che una risoluzione dei loro problemi. I dati non vengono aggiornati. I consolati rispondono che devono aggiornare tra i deceduti i nuovi arrivati, quindi anche gli aggiornamenti al Ministero non vengono mandati celermente. La consegna attraverso gli uffici postali non funziona. Molti plichi non vengono consegnati o non ritornano in tempo in consolato. Quindi la soluzione, quanto prima, è quella di istituire o il voto elettronico o l'apertura dei seggi come fanno altri paesi europei tra cui la Francia.
Francesco Giacobbe
Per ciò che riguarda l'accesso alla sanità, io trovo assolutamente incostituzionale che ci siano cittadini italiani di serie A e di serie B in Italia. Serie A che hanno diritto all'assistenza sanitaria diretta del sistema sanitario nazionale, serie B gli iscritti AIRE che hanno diritto solamente l'assistenza di emergenza negli ospedali che, tra l'altro, costa molto di più del medico di base.
Per il sistema del voto. Innanzitutto bisogna pulire le liste, perché è inimmaginabile che in un paese civile venga interrotta la pensione ad una persona che è deceduta e dopo nove anni ancora il suo nome è ancora nelle liste degli elettori. Se un documento va bene per interrompere il pagamento della pensione, dovrebbe andare bene anche per eliminare il nome dalla lista degli elettori.
Clorinda Altrocchi
Le esigenze dei nostri connazionali espatriati sono molte e variegate a seconda del Paese in cui si trovano. Tra queste ho individuato le esigenze di migliorare e facilitare l'assistenza sanitaria degli espatriati che rientrano in Italia, soprattutto oltre ai servizi di emergenza e del pronto soccorso, per non far sentire l'italiano di Serie B, per cui tutti devono essere italiani nella stessa misura.
Quindi le cure mediche per AIRE anche in Italia. La carta d'identità elettronica, quindi anche per il voto, per facilitare gli scambi con le istituzioni in Italia e anche introdurre la possibilità di votare online.
Anche questo fa faciliterebbe la riduzione degli imbrogli. E inoltre chiaramente per tutti coloro che non sono avvezzi a parte elettronica e computer, si potrebbe accompagnare questa fase con il cartaceo, per chi non riesce a fare una domanda o per votare nella vecchia maniera.
Antonio Amatulli
Il voto per gli italiani all'estero, nelle modalità in cui avviene, credo che non possa continuare ad essere portato avanti nelle maniere attuali perché rischiamo grosso.
L'affluenza continua ad essere sempre più bassa e a quel punto, non solo per la mancata efficienza del servizio postale, ma anche semplicemente perché i cittadini italiani perdono interesse in questo sistema di voto per così come è organizzato.
Chiaramente le realtà variano da paese a paese, ma diciamo difficoltà sono riscontrabili un po' ovunque. Anche oggi sentivo che in Australia, ma in Sudafrica, c'è stata una lettera di protesta, perché molti, soprattutto nelle aree lontane dai grossi centri non hanno ricevuto il plico.
Stampa Italana
Un’intervento video di Giangi Cretti della FUSIE (Federazione Stampa Italiana all’Estero), ha aperto il dibattito sul tema della stampa italiana all’estero e su come i candidati intendano dare impulso ad un cambio di rotta per un sistema pieno di criticità.
Francesco Giacobbe
Il Partito Democratico è sempre stato il partito per la pluralità dell'informazione che forma la base anche dell'accesso ai diritti democratici; quindi, da questo punto di vista non dobbiamo convincere i convinti sulla necessità di incoraggiare la stampa, sia cartacea, sia in maniera tramite radio, tramite televisione all'estero. Si parlava specificatamente di problemi inerenti al finanziamento della stampa italiana all'estero sono due questioni. La prima è quello che i fondi a disposizione sono sempre meno e diventano sempre più onerosi dal punto di vista della collocazione dell'allocamento. Quindi bisognerebbe andare a vedere tutta la legislazione relativa ai finanziamenti della stampa italiana all'estero e della funzione del sottosegretario all'editoria.
Il secondo c' è un sistema, che io oserei definire di una specie di censura personalizzata nei confronti della concessione di questi finanziamenti, che secondo me va superata, perché se non si supera quel concetto del criterio estremamente individuale diventa come troppo potere ad una persona che deve decidere. Ovviamente non si possono finanziare gli organi che fanno politica per un particolare partito, ma qualsiasi tipo di strumento che invece da informazione, anche se controversa, nei limiti ovviamente di quelli che sono i diritti della libertà di stampa della Costituzione, io non vedo perché debbano essere bloccati.
Nicola Carè
Mi soffermo su una cosa chiara del programma PD che ho promosso; quella di rinforzare l'informazione cartacea, televisiva e via etere all'estero. Questo è importantissimo. Rinforzare significa trovare finanziamenti. Questo perché le comunità italiane all'estero sono sempre più sparse e serve un contenitore di dibattito. E questi contenitori dibattito sono dati dalla stampa. Abbiamo qua una testata, Allora! news, che ha organizzato questo dibattito e mi sembra assolutamente ovvio che bisogna rinforzare questo tipo di informazione e anche formazione.
Mi rifaccio a quello che avevo detto prima, per far sì che le seconde e terze generazioni si sentono sempre più partecipi alla cultura italiana, alle tradizioni che i loro padri hanno trasmesso, bisogna in qualche modo coltivarla e darle un punto di riferimento o un contenitore che viene dato dall'informazione, dalla stampa e dalla televisione.
Antonio Amatulli
Per quanto riguarda la stampa italiana all'estero, innanzitutto ci troviamo spesso di fronte ad associazioni che anche per ovviare a difficoltà economiche, chiedono dei finanziamenti governativi. Ora questi finanziamenti governativi a volte sono concessi altre volte respinti, comunque sono vincolati al parere delle autorità consolari che si esprimono appunto sulla bontà di questi progetti di finanziamenti. Qui bisogna un attimo capire, o meglio, comprendere, il fatto che la libertà di stampa debba essere tutelata. Vale a dire che questi tuoi pareri che sono necessariamente richiesti sui progetti di finanziamenti presentati, al
di là di quelle che potrebbero essere le opinioni personali, politiche, di chi questo parere devi esprimerlo e al di là del fatto di quella che poi potrebbe essere stata la linea politica della testata, tutto questo chiaramente non deve in nessuna maniera entrare nel giudizio.
Rossana Di Bianco
Per quanto riguarda questo argomento è veramente molto delicato. Io ho ascoltato in questi giorni diverse comunità, è soprattutto in Africa, alcune delle quali mi hanno rappresentato la difficoltà e anche la loro opposizione nei confronti di Rai International.
Effettivamente questo è un discorso che probabilmente loro sentono molto vicino. Probabilmente non trovano sufficiente informazione da parte della Rai che è la televisione statale.
Effettivamente c'è bisogno di una riforma anche a livello della stampa estera, perché la stampa estera deve in qualche modo rientrare nella stessa categoria della stampa italiana. Quindi deve esserci libertà di stampa e deve esserci il pluralismo, assolutamente.
Rocco Papapietro Per quanto riguarda la stampa all'estero, io credo che fondamentalmente debbano essere rivisti i criteri. Io quando sento le parole opinione, valutazione, un po' rabbrividisco forse perché la mia stazione ingegneristica mi porta a parlare di numeri. Quindi secondo me prima di finanziamenti dovrebbero rivisti essere rivisti i criteri.
Io proporrò dei criteri a crediti. Devono essere la somma dei crediti che deve dare la valutazione relativa al fatto, se o meno la testata ha diritto a ricevere finanziamenti, anche perché nel mio ultimo viaggio in Australia ho raccolto pareri diversi e discostanti sui criteri di valutazione che a volte vengono, tra virgolette, attribuiti a una sola persona.
Quindi detto questo, la stampa italiana all'estero dev'essere assolutamente rinforzata. I criteri per il ricevimento dei finanziamenti devono essere rivisti.
Federico Berchi
Questa campagna elettorale, mi ha personalmente messo in contatto con i vostri podcast. Io sono un grande ammiratore di quello che state facendo. Ci sono esempi di grande diffusione culturale tra l'altro contestualizzato le tematiche solide sul sito internet. Sarebbe molto bello, secondo me, potenziare la rete dei podcast locali e portarli come buona prassi. Quello che state facendo voi e tanti dei vostri colleghi rappresenta un esempio di attività di grande coraggio che può invogliare anche vivere in area in cui in effetti questi servizi già non ci sono, per cui valorizziamo intanto questa attività che avete voi. Il portale Pass apparentemente contiene tutto quello che è utile per i cittadini italiani. Allora creiamo anche una sezione informativa in cui ad esempio, ci sono canali dedicati alle singole tematiche raggruppate per singole aree. Quella potrebbe essere una buona idea.
Sandro Fratini
La stampa e comunicazione italiana all'estero, non dico che è inesistente, ma quasi. I canali Rai sono criptati per parecchi programmi, nonostante non dimentichiamo che ma ci sono molti, molti nostri connazionali che pure dall’estero continuano a pagare il canone in Italia avendo un'altra abitazione. Io conosco comunque testate che ricevono finanziamenti pubblici e in questa fase delle elezioni politiche non hanno dedicato nemmeno un minuto agli argomenti attuali.
Made in Italy
Infine, il Made in Italy e il lavoro italiano nel mondo ha considerato la politica del contrasto all’Italian Sounding e di come riconciliare la salvaguardia dei prodotti tipici italiani con le aziende enogastronomiche degli italiani nel mondo che producono all’estero da generazioni e debbono comunque potersi fregiare della loro italianità.
Rocco Papapietro Fondamentalmente questo è un argomento che mi tocca da vicino, perché io mi occupo, anche come imprenditore, di queste problematiche. Quello che vedo sono fondamentalmente due aspetti. Il primo aspetto non è legato solo all’armonizzazione e alla promozione del Made in Italy, ma anche alla cultura e alla bellezza. Questo si può ottenere attraverso la creazione di un ecosistema che comprenda, Camera di Commercio, Italian Trade Commission, ovvero ICE e anche società che si occupano di accompagnare le aziende italiane sui vari territori.
Io credo molto in questi progetti di partnership tra pubblico e privato. Poi per quanto riguarda diciamo così, la protezione, dobbiamo fare quello che si chiama un'evoluzione di sistema.
Nicola Carè
L'italian sounding sono gli italiani all'estero che producono prodotti, che sono prodotti italiani, ma vengono prodotti all'estero. Bisogna tenere in considerazione a tutto il made in Italy. Il made in Italy comprende il dazio, comprende la difesa, comprende la tecnologia, comprende tantissime altre cose. Un terzo del Pil italiano è composto di export, si esporta. Ora se si ritorna all'italian sounding in Italia, sono dieci anni che l'italia con il sistema Italia, tra cui anche le Camere di Commercio all'estero fanno tutto un programma anche di informazione.
Per questo è importante che non soltanto le comunità italiane, ma soprattutto le seconde e terze generazioni capiscono questo processo formativo.
Federico Berchi
Questo è un argomento molto importante e molto urgente. È molto urgente davvero, perché ci sono aree in Medio Oriente, in cui il Made in Italy, è già saturo. Io lavoro in Medio Oriente che è una terra di grandi opportunità che sarà il più grande partner commerciale, non solo energetico, anche l'italia avrà nei prossimi anni e c'è una richiesta fortissima di Made in Italy.
Non è così in tutte le aree, in tutti i mercati in cui purtroppo sicuramente siamo attivati tardivamente, consentendo anche a competitori disonesti di mangiare fette di mercato.
Sandro Fratini
Per non essere ripetitivo, salvaguardare il made in Italy ma allo stesso tempo investire per far conoscere i nostri prodotti. Quindi più partecipazione a fiere e saloni all'estero. L'export non si fa solo dall'Italia, bisogna farlo direttamente sui Paesi.
Per giovani, io penso che si debba promuovere e incentivare percorsi formativi, linguistici e professionali presso le università e aziende italiane. Si creerà così un ponte con il mondo del lavoro in uno spirito di reciprocità, dedicare ai giovani italiani le opportunità di analoghi, percorsi formativi all'estero. Una particolare attenzione ai giovani dalla doppia nazionalità, ne abbiamo migliaia, al fine di assicurare loro una piena integrazione nel mondo produttivo,
nel contesto sociale. Quindi incentivare scambi e tirocini retribuiti presso aziende italiane e straniere, consentire ai giovani di origine italiana di accedere al sistema produttivo italiano e ai giovani italiani di fare esperienza di lavoro all'estero. Francesco Giacobbe
Made in Italy è stato possibile questo grande livello di export grazie alle comunità italiane nel mondo e questa è una cosa che in Italia bisogna far capire e ricordare a tutti, in tutti i momenti, a tutti i livelli. C'è un problema di riflettere su che cosa significa esportazione del Made in Italy e io ho proposto un cambio di paradigma diversi anni fa già in Parlamento negli enti preposti alla transizione dell'Italia, avanzando l'idea che il vantaggio competitivo che l'Italia nel mondo è quello di essere esperta nell'aggiungere valore ai prodotti primari che poi hanno dato vita alla qualità innovativa del Made in Italy.
Ora, questo è che questo vantaggio competitivo, se venisse utilizzato per esportare processi di sviluppo, io penso che potrebbe dare adito a delle partnership, delle joint ventures del progetto di collaborazione con paesi come l'Australia, che sono invece ricchi di materie prime ma non hanno la capacità di aggiungere valore a queste materie prime.
Clorinda Altrocci
Per il made in Italy, il Movimento cinque Stelle difende i nostri marchi da tempo. Faccio l'esempio del Prosecco, perché è una cosa recente. Qualcuno in Croazia ha pensato di registrare il marchio “Prosec” che imita palesemente è quello del Prosecco italiano e il ministro Patonelli si è opposto in Europa e adesso aspettiamo il brevetto. Questo per dire che noi dei cinque Stelle siamo intransigenti nel difendere il Made in Italy, il DOP, la denominazione di origine protetta va difesa per valorizzare il lavoro degli italiani, anche all' estero.
Antonio Amatulli
Innanzitutto il Made in Italy non è un patrimonio definito da secoli e che è sempre identico a se stesso. È un qualcosa in continua evoluzione. È un qualcosa che si arricchisce anche dal contributo, dagli ingredienti e da ricette di origine straniera. Alla fine, se pensiamo al patrimonio culinario italiano è praticamente fondato su ingredienti che d'italiano hanno ben poco, storicamente. Quindi il Made in Italy, l'eccellenza è un qualcosa che va sicuramente difeso, ma va anche studiato e capito. Soprattutto vanno capite le modalità con le quali si deve poi promuoverlo negli altri Paesi, perché per una promozione efficace, non ha senso piazzare il proprio prodotto, per quanto eccellente, al di là di qualunque valutazione su quella che poi è la clientela dei singoli paesi.
Rossana Di Bianco
Noi dobbiamo innanzitutto salvaguardare il Made in Italy dal plagio e allo stesso tempo salvaguardare le nostre medie e piccole imprese all'estero che fanno Made in Italy. Certo, ci sono gli organi che in qualche modo tutelano questi interessi dei nostri connazionali, sicuramente L’ICE l'Istituto del Commercio Estero che già dal 2019 mi risulta che abbia implementato questo settore del Made in Italy attraverso un piano straordinario di promozione del Made in Italy.
Noi dobbiamo cercare di continuare questo trend e anche attraverso della formazione e quindi mettere a disposizione dei corsi di formazione per le nostre imprese all'estero, per e far capire loro quali sono le opportunità del Made in Italy.








Con Ignazio di Antiochia nacque l'espressione "Chiesa cattolica"

Più di uno dei primi scrittori ecclesiastici ha dato credito, anche se apparentemente senza una buona ragione, alla leggenda secondo cui Ignazio era il bambino che Cristo prese tra le Sue braccia, come descritto nel Vangelo secondo San Marco.
Si ritiene inoltre, e con grande probabilità, che, con l'amico Policarpo, fosse tra gli uditori dell'apostolo San Giovanni.
Se includiamo San Pietro, Ignazio fu il terzo Vescovo di Antiochia e l'immediato successore di Evodio, per autorità diretta di San Pietro.
San Giovanni Crisostomo pone un accento particolare sull'onore conferito al martire nel ricevere la sua consacrazione episcopale dalle mani degli stessi Apostoli. Ignazio è un vescovo forte, un pastore ardente di zelo.
I seguaci della sua Chiesa lo definiscono un credente “di fuoco”, proprio come suggerisce l’etimologia del suo nome. Durante il suo episcopato inizia la terribile persecuzione dell’imperatore Traiano.
Ne resta vittima anche il vescovo, che si rifiuta di abiurare e per questo viene condannato a essere trasportato in catene a Roma dove sarà sbranato dalle bestie feroci nel Colosseo durante le celebrazioni per l’imperatore vittorioso in Dacia.
Inizia così il suo lunghissimo viaggio verso il patibolo, durante il quale sarà spesso torturato dalle guardie, fino all’arrivo a Roma e all’esecuzione, nell'anno 107.
Il Vescovo scrisse sette lettere in cui compaiono per la prima volta parole come cristianesimo e Chiesa cattolica, assieme a una piena consapevolezza della missione ecclesiale.
Si tratta di lettere rivolte alle Chiese di Efeso, Filadelfia, Magnesia, Smirne, Tralli, Roma e una personale all’amico e vescovo san Policarpo, che rientrano nel corpus degli scritti subapostolici (cioè dei successori degli apostoli) e ben dimostrano quale fede animasse le prime comunità
vangelo secondo Giovanni accolse Maria in casa sua, avrà sicuramente avuto il modo per farle avere il suo messaggio ed è possibile, secondo lo scambio epistolare, che abbia anche incontrato Maria durante la sua vita.
Nella Legenda Aurea, Jacopo da Varazze riferisce di questo scambio tra i due. Sant'Ignazio iniziò la corrispondenza:
"A Maria, che ha portato Cristo, dal suo Ignazio. Ti prego di rafforzare e consolare me, neofita e discepolo del tuo Giovanni, da cui ho imparato tante cose sul tuo Gesù, cose straordinarie da riferire, ascoltando le quali resto senza parole.
Il desiderio del mio cuore è ricevere conferma su queste cose che ho sentito da te che sei sempre stata tanto intimamente vicina a Gesù e hai condiviso i suoi segreti.

The Plenary Council ignores the Exsul Familia
by Vannino Di Corma
A search of the Motions and Amendments document of the Plenary Council shows that the word 'Aboriginal' appears in excess of 40 times.
cristiane e quanto fosse stridente il contrasto tra la loro testimonianza di vita e quella pagana. Le sue lettere sono notevoli anche perché per la prima volta compare la concezione tripartita del ministero cattolico, organizzato in diaconi, presbiteri e vescovi, che esortava a seguire nella fedeltà alla legge divina e alla tradizione apostolica. "Dove compare il vescovo, là sia la comunità, come là dove c’è Gesù Cristo ivi è la Chiesa cattolica".
Ignazio era molto probabilmente vivo prima che la Vergine Maria fosse assunta in Cielo, ed è possibile che le abbia scritto. Essendo discepolo di san Giovanni, l'apostolo che secondo il
Ti saluto, e fa’ che i neofiti che sono con me possano essere rafforzati nella fede da te, attraverso di te e in te".
La Santa Madre avrebbe risposto: "Al mio amato condiscepolo Ignazio da questa umile ancella di Cristo Gesù. Le cose che hai ascoltato e imparato da Giovanni sono vere.
Credici, aggrappati ad esse, resta saldo nel tuo impegno cristiano e modella la tua vita e la tua condotta in base ad esso. Verrò con Giovanni a trovare te e quanti sono con te. Resta saldo e agisci coraggiosamente in base alla tua fede.
Non permettere che le difficoltà della persecuzione ti scuotano, e possa il tuo spirito essere forte e gioioso in Dio, tua salvezza. Amen"
On the contrary, the word 'Migrant' appears ZERO times, as if those earlier sessions which were meant to compile the hopes, joys and a picture of the ‘ethnic’ Catholic Church in Australia have been totally sidelined by the ruthless agenda of white, middle-class, Anglo-celtics activists pursuing the Freedom Rides over and over again.
The Plenary Council has passed endless motions on the Uluru, on the forced inculturation of a racial and ideological minority into what it means to be and to worship as Catholics, aka 'Universal' and endorsed a rich variety of idolatrous pagan practices.
The professional ideologues have flooded the agenda of the most multicultural faith living together in the most diverse country in the world with secular statements, reducing the Church
to no more than a UN-style General Assembly.
The migrant communities, instead, which are without a doubt the most powerful image of that ‘exsul familia’ and the backbone of the Catholic Church in Australia, were left at home. Unrepresented, unheard, unacknowledged, ‘doomed to their ignorance’, in a neo-assimilationist approach similar to that perpetrated against the Aboriginals, which the Plenary Council has so tokenistically condemned. According to the latest ABS Census data, over 2.3 million Catholics identify with an ethnicity which is neither Australian nor Anglo-celtic.
They represent the overwhelming majority of Latin Rite faithful who attend Mass on Sunday: Italians, Polish, Filipinos, Samoans, Spanish, Vietnamese, Maltese, Portuguese, Germans and Croatians to name some. These faithful, their families and the fostering of authentic faith today and for their descendants have been totally ignored by the Plenary Council.

la pagina di Angelo Paratico

All the Beauty and the Bloodshed
vince a Venezia, ma non mostra cosa si nasconde dietro a quel mondo
di
Angelo Paratico
Negli USA, durante gli ultimi anni, l’aspettativa di vita dei bianchi, come gruppo di popolazione, è diminuita.
Le popolazioni rurali e la classe operaia sono in difficoltà. Questo rivela la miopia morale della cultura accademica e dei media tradizionali, perché chiunque dovrebbe condannare questo fenomeno ed esserne colpito.
Questo è un libello pubblicato dalla Gingko edizioni, che mostra e illustra il mondo orribile che si cela dietro all’assalto alla dignità umana e alla sua sacralità, la sistematica distruzione della nostra civiltà e la rincorsa ai profitti a ogni costo.
Per ora è disponibile solo su Amazon, ma a Ottobre lo si troverà anche nelle librerie.
La vittoria di questo docufilm è assai positiva, ma crediamo che alla base della sua vittoria ci stia un grosso equivoco: i nostri intellettuali di sinistra, che lo hanno premiato, devono averlo scambiato per un attacco al capitalismo tradizionale, valutandolo come un caso a sé stante, mentre in realtà questo è solo un epifenomeno, ovvero un caso che rientra in un movimento molto più vasto, generato dal liberalismo sfrenato e sostenuto proprio da quegli stessi intellettuali che gli hanno assegnato il Leone d’Oro. Il film è un atto d’accusa con-

tro di loro, ma loro non lo hanno capito!
L’autore di questo breve saggio, mordente, ferocemente spietato, colmo di dati e statistiche, è Luca Radius. Dopo aver vissuto in Estremo Oriente per 30 anni, oggi vive negli Stati Uniti.
La sua abitazione è un camper, con il quale si sposta costantemente con la moglie, Charlotte e le due figlie, Lidia ed Edda. Egli ricade nella categoria nuova del nomade digitale anche se lui preferisce definirsi un Ronin alla ricerca delle verità. Perché, come diceva il Premio Nobel Richard Feynman “La realtà deve avere la precedenza sulle relazioni pubbliche, perché la Natura non può essere ingannata”.
Lo abbiamo sentito telefoni-
camente proprio la sera della assegnazione del Leone D’Oro a Venezia, sabato 10 settembre 2022, mentre noi tornavamo da Genova, dove abbiamo partecipato alla presentazione di un libro dedicato al beato Carlo Spinola, martire per la Fede in Giappone, nel 1622.
Luca si trovava nello Utah e ci ha proposto questo suo breve saggio, che è un estratto di un suo precedente lavoro, lo abbiamo subito accettato e pubblicato, intuendone il suo valore.
Link per Amazon.it (Kindle and POD cartaceo)
All the Beauty and the Bloodshed & all the Rest: Perché Laura Poitras non va alla radice del problema eBook : Radius, Luca: Amazon.it: Kindle Store

La fine del Carro Armato a 100 anni dalla nascita
di Angelo Paratico
L’era dei mostri d’acciaio che hanno seminato la morte sui campi di battaglia, mitragliando, cannoneggiando, stritolando il povero fante con i loro cingoli, sta per tramontare.
Parliamo del Carro Armato, del Panzer, del Tank. Un veicolo che fu sognato da quel genio di Leonardo Da Vinci e poi descritto da un altro sognatore, H.G. Wells nel 1903, nel suo racconto The Land Ironclads.
Nel 1916 gli inglesi gettarono in battaglia i primi esemplari di carri, simili a quelli che vediamo oggi in azione. Portava solo una mitragliatrice pesante, ma nel 1917 apparvero i primi Renault francesi con torretta rotante e cannoncini.
I carri tedeschi apparvero in ritardo, nel 1918 e si ebbe così la prima battaglia fra carri della storia, il 24 aprile 1918, durante la seconda battaglia di Villers-Bretonneux.
Vinsero gli inglesi facendo saltare un carro tedesco con uno dei loro veicoli dotati di cannone. I primi carri armati presenti in Italia furono 7 Renault, tenuti da parte a Verona, lontani dal fronte e che non furono mai impiegati.
Vari teorici della guerra intuirono la sua forza e svilupparono le proprie teorie basandosi sul loro impiego massiccio e concentrato, capendone il potenziale. I primi a farlo furono i tedeschi, seguiti dai francesi, con Charles De Gaulle. In Italia il messaggio non giunse mai ai vertici dell’esercito.
Giunti alla Seconda guerra mondiale e contrariamente a quanto si pensa, il miglior carro armato fu certamente il T34 sovietico, grazie alle sospensioni Christie, da loro copiate agli americani. Questo consentì il massimo della versatilità e mobilità.
Nonostante la qualità e il numero dei carri sovietici, questi furono fortunati per il fatto che i tedeschi non furono in grado di mettere in campo più aerei Stuka dotati di cannoncini anticarro, altrimenti questi, e non i carri Panther e Tigre, li avrebbero neutralizzati.
Per esempio, un solo pilota,
Ulrich Rudel, che pilotava questo modello di Stuka, distrusse più di mille carri armati russi.
La vulnerabilità, o meglio i limiti, dei mostri d’acciaio è stata dimostrata più volte a partire dalla fine della II Guerra mondiale, per esempio durante la I Guerra del Golfo. I carristi iracheni seppellivano nel deserto i loro mezzi, per renderli invisibili all’aviazione americana. Questo durò fin quando un pilota non pensò che stando sotto alla sabbia con un sole cocente, di notte l’acciaio sarebbe stato ancora surriscaldato. Montarono dei visori a infrarossi e di notte li videro brillare sotto alla sabbia e li fecero saltare a uno a uno.
Durante l’insurrezione di Piazza Tienhanmen del 1989, a Pechino, tutti abbiamo visti arrestarsi una colonna di carri davanti a un impiegato che gli si era posto davanti (sta ancora in galera) e anche questo ha mostrato i loro limiti. Oggi, con l’avvento dei droni, possiamo essere certi che il terribile regno dei mostri d’acciao è giunto al termine, a poco più di cento anni dalla loro comparsa. La guerra di Putin in Ucraina è stato uno spartiacque e presto sarà inutile tenerli nel proprio arsenale.
L’Italia, sulla carta, possiede solo 200 carri Leopard, ma quelli effettivamente funzionanti sono 60. Ebbene, non servirà aggiungerne altri, come qualcuno chiede, basterà potenziare il nostro arsenale di droni, armati di missili anticarro, per neutralizzare quelli nemici e consegnarli definitivamente ai musei di guerra.



PER IL PRESIDENZIALISMO
E UNA NUOVA ITALIA IN EUROPA

In una campagna elettorale abbastanza piatta e dove i protagonisti sembrano scambiarsi solo battute su temi un po' scontati, emergono però due elementi di netta diversità tra il centro-destra e la sinistra: il presidenzialismo e l’opportunità di un diverso rapporto con l’Unione Europea.
La sinistra è per mantenere lo status quo: qualsiasi riforma costituzionale è vista come l’antidemocratica anticamera di un ritorno a un regime, il PNRR è dichiarato immodificabile e per il PD se l’Italia cambiasse maggioranza di governo rischierebbe di essere messa al bando in Europa.
Premesso che ogni cambiamento istituzionale ha un proprio iter con i tempi necessari, credo che questi due temi siano invece (o possano essere) i due veri “cavalli di battaglia” per un’alternanza di governo e – a parte gli aspetti dell’attuale crisi energetica ed economica – mettono in luce la necessità per l’Italia di un vero cambiamento.
Da sempre ritengo che un Presidente eletto direttamente dal popolo abbia più autorevolezza, credibilità ed in definitiva permetta una maggiore democrazia in un paese senza il filtro dei partiti, mentre i rapporti con l’UE devono avere un deciso cambio di marcia.
Certamente Draghi è ben visto a Bruxelles e chiunque si insediasse a palazzo Chigi sarebbe - per il “gotha” finanziario euro-
SPUDORATI
Non mi ha colpito il fatto in sé - ovvero proporre di togliere il “tetto” di 240.000 euro l’anno come massimo stipendio dei burocrati italiani - ma l’insensibilità sul momento che attraversiamo. Alla vigilia di uno degli inverni più difficili di sempre, con milioni di italiani e di aziende in crisi e mentre l’Italia non riesce neppure a far approvare in Europa un “tetto” al prezzo del gas, “loro” pensano che non bastino 20.000 euro/mese? Inquietante, ma anche spudorati.
peo - un profondo rischio di disturbo, ma sono convinto che se oggi fossero vivi De Gasperi, Adenauer, Spaak, Monnet e gli altri padri fondatori del dopoguerra europeo inorridirebbero vedendo cosa è diventato il baraccone della burocrazia europea e le manovre economiche che ci girano intorno.
Il ruolo dell’Italia non deve essere più quello della ruota di scorta che - indebitata fino al collo - va in buona sostanza solo a pietìre aiuti e scostamenti di bilancio autorizzati, ma vorrei diventasse il caposaldo dei paesi mediterranei.
Quelli, per intenderci, che a Bruxelles contano poco rispetto all’asse franco-tedesco e conterebbero ben di più soprattutto se fossero capaci di “allearsi” con i paesi dell’Est Europeo, quei paesi che erano stati accolti (troppo) alla svelta nella UE soprattutto perché considerati sbocchi di mercato per Berlino e che oggi sono visti con sospetto solo perché chiedono altre politiche, compresi diversi atteggiamenti con Mosca.
L’Italia deve essere un paese serio, ma non succube e deve imparare anche a fare maggiormente i propri interessi sui temi che per noi sono importanti. Parlo delle culture agricole mediterranee come di una gestione comune dell’immigrazione, ma anche della gestione dell’energia e della politica estera.
Non bisogna solo essere credibili dal punto di vista finanziario, ma anche nei comportamenti, compreso il rigore da auto-imporci gestendo le risorse comuni. Solo il futuro dirà se - in caso di vittoria - la destra sarà capace di farlo, per ora mi pare evidente che la sinistra non abbia inciso a Bruxelles più di tanto e soprattutto difeso gli interessi italiani nonostante le tante dichiarazioni demagogiche: dal piano-sbarchi al prezzo del gas basta guardare i fatti.
Il primo cambiamento e segno di discontinuità da pretendere, se il centro-destra vincesse, sarebbe comunque il chiedere le di-
INTERFERENZE
missioni al nostro “commissario” Gentiloni: non può continuare a galleggiare come un turacciolo con qualsiasi maggioranza: abbiamo bisogno di qualcuno che difenda i nostri interessi, non di un passacarte, anche perchè non si capisce come mai – ormai da decenni – a rappresentare l’Italia debba esserci sempre un esponente PD.
L’aspetto “politico” della UE diventa ancora più importante visto le posizioni che l’Europa sta prendendo contro gli stati - come l’ Ungheria - che vengono definiti “antidemocratici” perché non in linea con i desideri di Bruxelles. Un tema che va approfondito molto seriamente, visto i suoi sviluppi clamorosi che potrebbero portare perfino alla auto-secessione degli stati “disallineati” e a una crisi generale dell'Unione.

Da 10 anni i democratici USA accusano Mosca di “interferenze” nella politica internazionale, di condizionare elezioni negli USA e nel mondo e di “comprare” politici e media per diffondere poi “fake news” in favore di Putin. Questa storia delle presunte interferenze russe è iniziata in concomitanza a quando sono emerse le inconfutabili porcherie combinate in Ucraina dal figlio di Joe Biden ai tempi in cui quest’ultimo ero vice di Obama, sono servite per accusare Trump e - senza mai con un riscontro concreto o una sentenza - vengono sempre tirare fuori, come gli analgesici, “a necessità”.
“Vocine” che cercano sempre

di depistare e dare un po' di fiato alla cerchia dei “partiti-parenti” del PD americano sparsi nel mondo, soprattutto quando sono in evidente difficoltà.
Infatti - guarda il caso - pur essendo legati a presunte news del 2016 saltano fuori solo adesso, a una settimana dal voto italiano, ma restano sempre impalpabili, corrosive, mai chiare.
Che dietro le quinte l’attuale amministrazione USA non sia molto contenta di un potenziale nuovo governo di centro-destra in Italia, nonostante abbracci e sorrisi ufficiali, non è un mistero: meglio avere alleati “alla PD” sempre silenti e consenzienti rispetto a gente che magari si dimostrasse più indipendente nei propri giudizi.
Tra l’altro proprio questa settimana gli USA hanno potenzialmente perso i loro rapporti privilegiati con la Svezia che, dopo quasi un secolo, pure lei ha virato politicamente a destra e non si sa mai che l’Europa cominciasse a cambiare direzione...
Concludendo: se i fatti di corruzione ci sono, l’amministrazione USA li tiri fuori subito con date, circostanze, nomi e dimostrando gli importi pagati senza giocare a nascondino come è abituata a fare, cercando di dar corpo alle nebbie per potenzialmente inquinare il voto.
Anche perché colgo una forte contraddizione: Putin è accusato di “interferire” all’estero, ma queste presunte “mezze notizie” americane che escono a puntate, che cosa sono se non esattamente la stessa cosa, aggravate dal fatto che le interferenze russe restano “presunte”, mentre questi atteggiamenti USA sono invece sotto gli occhi di tutti.

Vuoi vivere fino a 100 anni?
Un'ora di cammino a settimana aiuterà

Le persone di 85 anni e oltre, sono talvolta conosciute come "a rischio" e quindi non è irragionevole chiedersi quanto tempo gli resta da vivere.
Forse più di quanto ti aspetti, ma dipende in gran parte da quanto tempo trascorrono fuori dal loro comodo divano.
Un nuovo studio rileva che un'ora di camminata a settimana è associata a una maggiore longevità nelle persone di età pari o superiore a 85 anni.
È una quantità irrisoria di esercizio, ma paga dividendi sorprendentemente grandi.
Rispetto agli individui inattivi, i partecipanti allo studio di età
media 87 anni che camminavano almeno un'ora alla settimana, avevano il 40% in meno di rischi relativi di mortalità per tutte le cause e il 39% in meno di mortalità cardiovascolare.
Indipendentemente dall'età, si consiglia agli adulti di seguire quelle linee guida governative che anche i giovani tendono a ignorare: almeno 150 minuti a settimana di attività a intensità moderata o 75 minuti a settimana di attività a intensità vigorosa o una combinazione equivalente.
Questo si riduce a circa 21 minuti al giorno.
Anche per qualcuno che si avvicina ai 90 anni e oltre, non è ne-
cessariamente molto. Ma, come osserva l'autore dello studio, il dottor Moo-Nyun Jin dell'ospedale Sanggye Paik dell'Università di Inje, Seoul, le persone tendono a diventare più sedentarie con l'età e i loro livelli di attività fisica diminuiscono.
"Gli adulti hanno meno probabilità di soddisfare le raccomandazioni sulle attività man mano che invecchiano", ha affermato.
“Il nostro studio suggerisce che camminare almeno un'ora alla settimana è benefico per le persone di età pari o superiore a 85 anni. In parole povere, cammina per 10 minuti ogni giorno”.
Lo studio ha incluso 7047 adulti di età pari o superiore a 85 anni che sono stati sottoposti al programma di screening sanitario nazionale coreano dal 2009 al 2014.
Il dottor Jin ha affermato che camminare era collegato a una minore probabilità di morire negli anziani, indipendentemente dal fatto che facessero o meno attività fisica di intensità da moderata a vigorosa.
"Identificare la quantità minima di esercizio che può avvantaggiare i più anziani è un obiettivo importante poiché i livelli di attività raccomandati possono essere difficili da raggiungere", ha affermato.

“Il nostro studio indica che camminare anche solo un'ora alla settimana è vantaggioso per le persone di età pari o superiore a 85 anni rispetto all'essere completamente inattivi. Il messaggio da portare a casa è continuare a camminare per tutta la vita”.
Questa è certamente una buona notizia. La cattiva notizia, se i risultati sono un'indicazione della popolazione più ampia, più della metà delle persone anziane non fa affatto esercizio e forse muore prima di quanto avrebbe voluto.

The Italian Bob Dylan

On the 9 September, will fall the anniversary of the death of Lucio Battisti, also known as the Italian Bob Dylan. A singer-songwriter beloved by all middle-aged Italians and the older ones. His songs, after so many years, still moves secret strings in their soul.
They recall many loves, hopes, ideals, shared by several generations of Italians. During a concert in Rome, a few months ago, his song Emozioni released in 1970, for the first time broadcasted in its original version. Strange to say, but his music did not have the success it deserved abroad. Even if he refused to be represented by the agents of the Beatles. Because they seemed too exorbitant in asking 25% of his profits. Battisti tried to bring his songs to the United States by himself, but he didn’t have the success he deserved. Today we can considered Battisti the greatest of all in Italy and in the coming centuries. As long as this planet exists, there will still be those who will listen to him.
We can consider Lucio Battisti a very skilled guitarist and a perfectionist in everything. As always happens for the great,
he tried to improve his abilities like composing and playing constantly. The nightmare of record companies, because he could repeat a song hundreds of times, before he declared it worthy of being put on a record. Often his lyrics were composed by a hermetic poet like Mogol and then the easy-going Pasquale Panella. Mogol, a very sensitive antenna that could capture all the hidden vibrations of the Italian soul. Criticized often for his voice, not very harmonious, but at this point what can we say about the voice of Bob Dylan?
Lucio Battisti, after a few years in Rieti and Rome, spent all his life in Lombardy. His discovery is due to Christine Leroux, a music publisher of French origin, working in Milan in the sixties. Lucio Battisti made his debut as a soloist in February 1966 with the song “Adesso sì”. Composed and presented at the Sanremo Festival in 1966 by the debutant Sergio Endrigo. Another singer present in the hearts of all Italians for his sweetness. From that moment on, he wrote and interpreted a long series of immortal hits.
Al lora! la pagina della Donna a cura di
Maria Grazia Storniolo
Augusta e Adeline Van Buren, le sorelle motocicliste

di Sara Mostaccio
Preferivano essere chiamate
Addie e Gussie ma i loro nomi erano Adeline e Augusta Van Buren, sorelle pionieri del motociclismo che nel 1916 hanno attraversato gli Stati Uniti coast to coast. Da sole. Ma insieme.
Augusta nasce nel 1884, Adeline nel 1889. La loro ascendenza risale a quando New York si chiamava ancora New Amsterdam e tra i loro parenti c’è l’ottavo presidente degli Stati Uniti, Martin Van Buren. L’agiata famiglia le incoraggia a partecipare al ballo delle debuttanti e ad entrare nella società bene della New York al volgere del secolo, ma le ragazze hanno altre preferenze e si dedicano più volentieri allo sport insieme con il fratello Albert: praticano canoa, nuoto, lotta, pattinaggio. Partecipano persino all’annuale gara motociclistica tra New York e Poughkeepsie la vigilia di Capodanno.
Non intendono sottostare alle rigide norme che la società impone alle femmine, si battono per il voto e, con le loro scelte, dimostrano che le donne possono fare tutto ciò che vogliono.
Diventa famosa la frase di Adeline: “Woman can if she will” E lei vuole, eccome! Nel 1916 ha intenzione di renderlo chiaro a tutti insieme con sua sorella.
Augusta lavora in un negozio, Adeline insegna a scuola, sono già indipendenti ma vogliono più di una vita destinata al matrimonio e alla famiglia. Vogliono votare, tanto per cominciare.
E aderiscono al Preparedness Movement sostenuto dall’ex-presidente Roosevelt (e inizialmente osteggiato dal presidente in carica Wilson) che incoraggia gli Stati Uniti a prepararsi ad entrare nel primo conflitto mondiale scoppiato in Europa, l’anno prima.
Nel luglio del 1916, la 32enne Augusta e la 26enne Adeline volevano fare la loro parte per la guerra in cui il loro paese si apprestava ad entrare. Speravano di diventare messaggeri militari su motocicletta e trasportare comunicazioni di importanza cruciale in giro per il paese. Questi messaggeri (despatch riders) venivano impegnati dalle forze armate per trasmettere ordini urgenti e messaggi tra i quartier generali.
In un tempo in cui le telecomunicazioni erano ancora limitate e insicure, erano incredibilmente importanti. Potevano anche trasportare i piccioni viaggiatori da guerra.
Ai tempi, negli Stati Uniti, le donne erano completamente escluse dal servizio di combattimento. Le due sorelle Van Buren speravano di dimostrare, con la loro impresa, che anche le donne potevano fare da messaggero, liberando gli uomini da tale compito.
Alla fine del viaggio, sarebbero diventate le prime due donne a viaggiare per l’intero continente su due motociclette. L’anno prima, Effie Hotchkiss lo aveva fatto con sua madre su un sidecar.

Augusta e Adeline partirono il 4 luglio da Brooklyn, percorrendo il Lincoln Highway che arrivava fino a Lincoln Park di San Francisco. Avevano moto più che rispettabili, ma il viaggio sarebbe stato durissimo.
Il Lincoln Highway non era assolutamente come le autostrade pavimentate e (relativamente) sicure che conosciamo oggi. Le forti piogge potevano distruggere le strade e interrompere il viaggio delle sorelle Van Buren. Non avevano caschi, ma soltanto occhiali protettivi e un cappello di pelle. Erano totalmente esposte alla furia degli elementi naturali.
Ma ciò non era l’unico loro problema. A ovest di Chiacago, le due motocicliste vennero fermate dalla polizia. Non per il modo in cui guidavano, ma per come erano vestite. In alcuni stati, infatti, era illegale per le donne indossare i pantaloni. Le due indossavano leggings militari e questo portò alcuni poliziotti, particolarmente annoiati e confusi, ad arrestarle. Il viaggio, che doveva durare un mese, sarebbe arrivato a durarne due.
La loro incredibile impresa finì su tutti i giornali, ma non tutti usarono toni positivi. Le riviste di motociclette si concentrarono sulle moto, e non sulle sorelle. Altri ignorarono l’obiettivo e la portata storica del viaggio, parlando della “curiosa vacanza” delle signore. Peggio ancora, il The Denver Post accusò le sorelle di sfruttare la Prima Guerra Mondiale per abbandonare i loro doveri di casa. Inoltre, il governo USA non fu sufficientemente impressionato dall’impresa e respinse la richiesta delle Van Buren di diventare messaggeri di guerra.
Per fortuna, le sorelle avevano compiuto l’impresa in un momento in cui il mondo occidentale stava attraversando profondi cambiamenti.
Presto, passò il 19esimo emendamento che diede alle donne il diritto di voto. Le sorelle Van Buren assistettero anche al contributo che le loro compatriote poterono dare durante la Seconda Guerra Mondiale. Assaporarono un mondo che stava cambiando per poterle accogliere, apprezzare il loro coraggio, la loro voglia di fare, il loro desiderio di essere ribelli.

Premio Bianchi 2022, a Venezia è stata
premiata
Stefania Sandrelli
Il Premio Pietro Bianchi 2022, il riconoscimento che i Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci) assegnano ad una personalità del cinema italiano, quest’anno vede protagonista Stefania Sandrelli.
La 45esima edizione del premio è stata l’occasione per omaggiare una delle più iconiche attrici italiane che, come hanno spiegato i giudici, continua a conquistare il pubblico con semplicità, grande passione e con la freschezza evergreen del suo talento”.
Stefania Sandrelli è nata a Viareggio il 5 giugno del 1946 da una famiglia di ceto medio: figlia di Florinda e di Otello, un perito agrario morto quando lei aveva appena 8 anni.
La Sandrelli ha esordito nel mondo del cinema a 15 anni nel film di Mario Sequi Gioventù di notte, ma si è affermata accanto a Ugo Tognazzi nel film Il federale del 1961.
È stato poi Pietro Germi a darle la notorietà con due capolavori della commedia all’italiana: Divorzio all’Italiana con Marcello Mastroianni e Sedotta e abbandonata. In questi film è diventata una star, ancora prima di aver compiuto 18 anni.
Poi ha preso parte a produzioni come Il fornaretto di Venezia, La bella di Lodi. L’attrice, vincitrice già di sette Nastri d’Argento fra i quali anche un Nastro d’onore e il Nastro d’oro alla carriera, si è detta “molto felice e profondamente onorata
di ricevere questo Premio così prestigioso dai Giornalisti Cinematografici, una categoria tanto importante per il nostro lavoro che mi ha sempre seguito con attenzione e con un affetto da me totalmente ricambiato”. Il riconoscimento è volto a celebrare “i suoi primi sessant’anni d’amore con il cinema nel suo ritorno alla Mostra con “Acqua e anice“, opera prima di Corrado Ceron, evento speciale alle Giornate degli Autori”.
La Sandrelli è stata premiata durante la 79esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica che si è svolta al Lido di Venezia dal 31 agosto al 10 settembre, durante il quale è stato presentato il suo ultimo film da protagonista, “Acqua e anice, “un road movie da balera” che racconta la storia di Olimpia (Stefania Sandrelli), leggenda del liscio che a 70 anni suonati decide di tornare in pista.
"Sono molto felice e profondamente onorata di ricevere questo Premio così prestigioso dai Giornalisti Cinematografici, una categoria tanto importante per il nostro lavoro che mi ha sempre seguito con attenzione e con un affetto da me totalmente ricambiato.
Un grande attestato di stima e amicizia reciproca che dura negli anni e di cui sono molto grata alla Presidente Laura Delli Colli, al Direttivo del Sindacato che lo assegna, e a tutti i Giornalisti Cinematografici".

Ferrari: la Rossa fa 75
Dopo tre quarti di secolo, il cavallino rampante non ha perso il suo appeal perché, come solea dire il suo fondatore, l’auto più bella è sempre la prossima
Il 2022 è l’anno nel quale la Ferrari festeggia il 75esimo compleanno. Se la Formula 1 non ha dato lo scorso anno soddisfazioni all’altezza della fama del Cavallino, il 2021 è stato, invece, l’anno più vincente della storia Ferrari nelle competizioni Gt, celebrato con una mostra al Museo di Maranello. Una stagione che ha visto le Ferrari impegnate nei principali campionati distribuiti sul pianeta, al termine della quale l’Albo d’oro del Cavallino Rampante si è arricchito di 23 nuovi titoli sportivi.
Due altri elitari riconoscimenti legati al mondo del design sono arrivati a fine gennaio dalla giuria del Festival Automobile International di Parigi, giunto alla 37esima edizione, che hanno incoronato la Ferrari Daytona Sp3 Supercar (foto qui sotto ) più bella dell’anno 2022 e assegnato a Flavio Manzoni, direttore del Centro stile, il Grand Prize Design. La nuova sportiva s’ispira alle leggendarie Ferrari Sport Prototipo degli anni 60. Sotto il cofano, in posizione posteriore-centrale, scalpita un V12 da 840 cv. Tutti venduti i 599 esemplari della tiratura limitata, a un prezzo base di 2 milioni di euro.
Tutto in linea con quello che frullava nella testa il 12 marzo del 1947 quando Enzo Ferrari fondò la casa automobilistica che porta il suo nome. L’uomo che diceva: «L’auto più bella? La prossima» e «La vittoria più importante? Quella che deve ancora arrivare». Nell’Italia del secondo Dopoguerra, in cui si stava per aprire
il mercato della motorizzazione di massa, scelse di andare controcorrente investendo la sua esperienza nel sogno di costruire vetture da corsa. E si intuì subito il potenziale dell’”Ingegnere”. La 125 S, equipaggiata con un 12 cilindri di 1.500 cc, con al volante Franco Cortese debuttò all’Autodromo di Piacenza l’11 maggio 1947 e il 25 dello stesso mese conquistò la sua prima vittoria nel Gran Premio di Roma. Bastarono pochi anni per capire che era nato un Cavallino rampantissimo. Nelle gare di durata, la Ferrari vinse la sua prima Mille Miglia nel 1948 e la sua prima 24 Ore di Le Mans nel 1949. In Formula 1 conquistò nel 1952 il titolo mondiale con Alberto Ascari, un’impresa ripetuta nel 1953.
All’inizio degli anni 60 nacque la vettura più iconica dell’epopea Ferrari. Il nome, secco, brevissimo, è noto a tutti gli appassionati di belle automobili: 250 Gto. Prodotta tra il 1962 e il 1964, l’acronimo sta per Gran Turismo Omologata mentre il numero indica i centimetri cubi di ciascun cilindro del motore V12 3.000 cc. Ma la cifra che rende magica questa vettura è 36 come il numero degli esemplari prodotti, più tre con il motore 4.000 cc, tutti diversi tra loro, perché realizzati a mano dai sapienti battilastra capitanati da Sergio Scaglietti.
Oggi la Gto è il Sacro Graal dei collezionisti a quattro ruote e nel 2018 un esemplare del 1962 è stato venduto a un’asta di Sotheby’s per qualcosa in più di 48 milioni di dollari, imponendosi come

l’auto più costosa di tutti i tempi grazie anche a particolare del suo curriculum: era stata guidata dal campione mondiale Phil Hill alla Targa Florio. Ma siccome i record sono fatti per essere battuti, sul sito di James Edition, specializzato in oggetti di iperlusso è in vendita un esemplare a 66 milioni di dollari, pari alla bellezza di più di 54 milioni di euro.
Gli anni 60 furono quelli in cui le vendite quadruplicarono ed Enzo Ferrari capì che per affrontare con successo le nuove sfide erano necessari investimenti per la trasformazione dell’attività industriale e dei servizi che vi ruotavano intorno. Nel 1969 raggiunse un accordo per vendere alla Fiat della famiglia Agnelli la metà delle sue azioni. Nel 1975 debuttò la 308 equipaggiata dai primi motori V8 3.000 cc, montati in posizione centrale e trazione posteriore, che riscos¬se un enorme successo commerciale, anche negli Usa, grazie alla serie tv Magnum P.I.
I Settanta furono gli anni dei mondiali di F1 vinti da Niki Lauda e Jody Scheckter. Più difficili, invece, gli anni Ottanta che culminarono con la morte di Enzo Ferrari, il 14 agosto del 1988, e con Fiat che aumentò la sua quota azionaria al 90% mentre il restante 10 rimaneva nelle mani di Piero Ferrari. La F1 fu avara, solo due titoli Costruttori nel 1982 e 1983, molto meno la produzione di, come si direbbe oggi, hypercar. Vide la luce la 288 Gto, la madre delle supercar a tiratura limitata made in Maranello: 272 esemplari di una V8 da 400 cv che sparava lo zero-100 in 4,8 secondi e superava i 300 orari, l’auto più veloce del mondo. Il suo motore fu trapiantato su un altro famosissimo pezzo da collezione, l’F40, l’ultima vettura di Enzo Ferrari.
Nel novembre del 1991 Luca Cordero di Montezemolo si mise al volante della Ferrari e vi rimase fino al 2014, in piena era Sergio Marchionne. La sua può essere davvero considerata una rivoluzione copernicana. Basta una sua frase per capirlo. «Durante la prima riunione a Maranello mi accorsi che i dirigenti erano tutti


ingegneri. Decidevano tutto loro, dai colori allo stile, compreso il nome da dare alle auto. Avevano una cultura troppo tecnica, poca visione di marketing, di organizzazione e facevano vetture tradizionali». Montezemolo rivoltò la Ferrari come un calzino. Sulle vetture stradali trapiantò il cambio della F1, rendendole molto più divertenti da guidare. Crebbe il comfort, rinnovò la gamma dei motori a otto e a 12 cilindri attingendo sempre dalla F1. Arrivarono auto sempre più moderne. La rinnovata 348, l’F355, l’F50, la 550 Maranello, la 360 Modena. E più avanti modelli di successo come la Enzo nel 2002, F430 nel 2004, California nel 2008. Soprattutto nuove strategie di marketing e politiche di branding. Come l’inaugurazione ufficiale del primo Ferrari Store a Maranello nel 2002, seguita da una serie di aperture in Italia e all’estero che si tradussero in 30 punti vendita monomarca nel mondo, tra cui San Pietroburgo, Dubai, Abu Dhabi, Singapore, New York e Miami. Rivoluzione anche in Formula 1. Dopo la vittoria nel mondiale piloti del sudafricano Jody Scheckter nel 1979 e un intero ventennio di brucianti mazzate solo parzialmente addolcito dai titoli Costruttori dell’82, ’83 e ’99, a rilanciare la F1 fu chiamato Jean Todt. Con Michael Schumacher realizzò un filotto impres-
sionante. Tra il 2000 e il 2008, infatti, la Scuderia conquistò in totale 13 titoli mondiali: sei Piloti (cinque con Schumacher e uno con Kimi Räikkönen) e sette Costruttori.
Non bisogna dimenticare però la più lucente delle medaglie: se esistesse un “Mondiale” della qualità del lavoro la Ferrari lo vincerebbe a mani basse. Per esempio, chi ha la fortuna di essere ospite a Maranello all’ora di pranzo non si azzardi a pronunciare frasi tipo "dov’è la mensa?", perché in cambio riceverebbe un’occhiataccia. Qui tutto è a misura di lavoratore, compreso il ristorante aziendale in cui si alternano chef di rango per far dimenticare con i loro manicaretti, almeno per il tempo di un pranzo, il profumo degli ottani. L’avveniristico edificio ispirato alla sezione di una pala di elicottero è firmato dall’architetto Marco Visconti ed è una delle perle dello stabilimento rinnovato nei primi anni 2000 sotto l’egida di Montezemolo. Tre quarti di secolo di grandi successi, insomma, con qualche scivolata che non intacca, anzi rende più umana, la leggenda Ferrari. La prossima medaglia? Incrociamo le dita, i motori delle Formula 1 si stanno già scaldando per la stagione 2022. Non facciamo altri scherzi, gli anni di digiuno sono già arrivati a quota 14…

“Volevo che il mondo sapesse che il mio Paese, l'Etiopia, ha sempre vinto con determinazione ed eroismo” 10 settembre 1960, le strade romane accolgono i passi di uno scalzo etiope. Abebe Bikila, agente di polizia e guardia del corpo personale dell'imperatore Hailé Selassié, vince la maratona olimpica stabilendo il nuovo record mondiale.
2h15'16"2 corse a piedi nudi, a contatto diretto con il terreno. 2h15'16"2 che meravigliano la Città Eterna e il mondo intero. Il figlio di un pastore di Jato fu il primo atleta del continente africano a mettere una medaglia d’oro al collo.
La verità di Buffon sull’arbitro Oliver dopo 4 anni:
“Uno della Juve gli tirò due cazzotti”
L’ex portiere della Juventus ha una ferita ancora aperta, è il ricordo del finale furibondo e rocambolesco della gara di Champions col Real a Madrid. “Ancora adesso non ho capito perché l’arbitro Oliver mi ha espulso”.
a cura di Maurizio De Santis
Gigi Buffon protesta contro l’arbitro, Michael Oliver, che ha concesso al Real Madrid il rigore decisivo per la qualificazione all semifinali di Champions nell’edizione 2018.
Real Madrid–Juventus è una ferita ancora aperta. Azionare la sequenza videoclip e tornare indietro nel tempo a quella sera del Bernabeu, dove i bianconeri annullarono lo 0-3 dell'andata in Champions, fa ancora male.
In semifinale passarono i blancos grazie al rigore segnato
da Cristiano Ronaldo al 97°, concesso in pieno recupero dall'arbitro, Oliver.
Mancava una manciata di secondi ai supplementari, arrivò la doccia fredda della massima punizione assegnata per un contatto sospetto tra Benatia e Vazquez a pochi passi dalla porta.
Il direttore di gara venne accerchiato, i calciatori gli urlarono in faccia le proteste per quella decisione. "You pay, you pay!" ("tu paghi, tu paghi!"), scandì Giorgio Chiellini in quei momenti di rabbia mista a delusione. Con chi ce l'aveva? In seguito si giustificò
Zamora ‘El Divino’

“Se mi capita di entrare in chiesa, me ne sto a guardare il Cristo, a braccia spalancate, e penso che è là, con quel gesto, a parare i peccati del mondo. Devono arrivargli sul palmo come fucilate.
Così, trovandomi in porta durante una partita, mi sembra di essere anch'io sopra un altare e stendo le mani, e mi piace ricordare Cristo quando prendo i palloni”
Lo chiamavano ‘El Divino’, perché tra i pali compiva azioni estasianti, miracoli impensabili.
Tra le due Guerre Mondiali modificò il concetto di portiere, lo innalzò, impreziosendolo esteticamente e caratterialmente.
Con il suo cappellino grigio, il maglione di lana e la polo bianca, divenne rapidamente un re delle aree di rigore.
Uscite spericolate, voli atletici, interventi folli. Zamora non
fu un ‘portero’ canonico, inventò addirittura un nuovo tipo di parata, la Zamorana, usando gomiti e avambracci.
Giocò per Espanyol, Barcellona, Real Madrid e Nizza, diventando il primo grande crack del calcio iberico.
Guadagnò come una rockstar, amò il cognac, fumò due/tre pacchetti di sigarette al giorno, venne arrestato per contrabbando di sigari cubani e per frode fiscale, giocò con uno sterno fratturato contro l’Inghilterra, nel famoso 4-3 spagnolo del 1929: giorno epico, che vide i britannici soccombere per la prima volta lontano da casa.
Morì l’8 settembre 1978 nella sua Barcellona, a poco più di 77 anni. Ancora oggi nell’immaginario comune non ha smesso di essere ‘El Divino’: uno dei più grandi e affascinanti portieri della storia del calcio.
dicendo che quelle parole allusive erano rivolte a un avversario e non al fischietto inglese.
L’ex portiere della Juventus, Buffon, venne espulso dal direttore di gara inglese per le proteste scoppiate in seguito al rigore concesso al Real in pieno recupero.
Ci vollero quattro minuti prima che la situazione si appianasse e il direttore di gara riuscisse a far battere il penalty (poi trasformato da CR7). Entrò Szczesny al posto di Higuain ma il miracolo non riuscì.
La doppietta di Mandzukic e la rete di Matuidi vennero spazzate via da quel provvedimento: L'uscita da quell'edizione 2018 della Coppa fu drammatica e furibonda.
Gigi Buffon venne espulso e nel dopo gara si sfogò puntando l'indice contro il direttore di gara che aveva mostrato di avere "un bidone dell'immondizia al posto del cuore", che sarebbe stato meglio se fosse rimasto a casa a sorbire "fruttini davanti alla tv".

Due frasi iconiche che gettarono benzina sul fuoco.
A distanza di quattro anni da allora la rabbia che sale dentro non è a quei livelli, ma l'ex numero uno della Juventus fa fatica lo stesso a tenere l'adrenalina a bada. Nell'intervista al quotidiano La Stampa ha raccontato un retroscena per quanto accaduto quella sera a Madrid. "Quella è stata la partita di cui vado più orgoglioso - ha ammesso l'estremo difensore che oggi gioca nel
Parma - Ancora adesso non ho capito perché l'arbitro Oliver mi ha espulso".
Davanti a tutti a contestare la decisione dell'arbitro c'era lui, Buffon. Ma la sua reazione non gli sembrò tale da meritare addirittura il cartellino rosso. Anzi… qualcun altro fece anche di peggio. "Non l'ho offeso e temo anche che qualcuno dei miei compagni gli abbia tirato due cazzotti sulle costole… ma non sono stato io e mi sono preso il cartellino rosso".




arte e cultura
Dario Franceschini restituisce alla Grecia un frammento del Partenone

Il “frammento di Fagan” sarà il primo pezzo rimpatriato delle sculture del Partenone disperse all’estero. L’opera d’arte è stata definitivamente riportata al suo posto nel fregio orientale del Partenone, dopo il suo rimpatrio dal Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo, avvenuto sabato 4 giugno. La cerimonia di restituzione si è svolta nella Galleria del Partenone del Museo dell’Acropoli, dove si trova esposta.
Il frammento, precedentemente conservato nel Museo Antonio Salinas di Palermo, era stato riportato ad Atene nel gennaio del 2022 per essere esposto al Museo dell’Acropoli, con un lascito di otto anni.
Ma il ministro Franceschini, a maggio, aveva poi deciso la restituzione definitiva alla Grecia. E la sua è stata una azione saggia e nobile.
Questo sviluppo arriva in un momento in cui la pressione sul British Museum e sul governo britannico per la restituzione dei cosiddetti “Marmi di Lord Elgin” alla Grecia è aumentata, con l’o-
CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio
pinione pubblica e tutti i principali media britannici che sostengono tale restituzione.
“Oggi è l’inizio. Un inizio di dimensioni storiche”, ha commentato la Ministra greca per la cultura, Lina Mendoni, estremamente soddisfatta del dono italiano. Ha poi aggiunto: “Il processo seguito dal governo regionale siciliano e dal Ministero della Cultura della Repubblica Italiana per il rimpatrio definitivo del ‘frammento di Fagan’ ad Atene mostra la via da seguire per il ritorno di tutte le sculture del Partenone ad Atene”.
Il Ministro della Cultura italiano, Dario Franceschini, ha aggiunto nel suo messaggio che: “l’Italia è in prima linea nel confermare concretamente il principio della restituzione dei beni culturali, con l’obiettivo di restituire il patrimonio culturale storico ai suoi luoghi e ai suoi popoli di origine”.
Il frammento rimpatriato entrò in possesso, non si sa bene come, di Robert Fagan, console britannico in Sicilia, più o meno al tempo dell’acquisto effettuato

Avete dimostrato di sapervi adattare a situazioni complicate e il vostro lavoro vi ha salvato da una routine troppo noiosa. Adesso è il momento di consolidare i propri nuovi punti di forza e portarsi avanti con il lavoro per essere certi di un buon guadagno futuro.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio

Avete fatto il passo più lungo della gamba, vi trovate impegnati in progetti che avreste voluto non iniziare mai. Mutate questo disagio in forza. Appassionatevi alla cosa che vi crea fastidio ed annullerete le forze negative che agiscono su di voi creandovi disagio.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo
Non si sono attenuate le tensioni ma verso fine mese vi accorgerete che ci saranno dei grandi cambiamenti. Solo chi riuscirà a dimostrare la propria capacità di adattamento si potrà permettere di continuare a spendere nei prossimi mesi con la tendenza attuale.

ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile
ad Atene da Thomas Bruce, VII Lord Elgin, dagli occupanti ottomani della Grecia.
Gli inglesi non lo hanno mai descritto come un furto (infatti li pagò) ma hanno sempre usato il termine “reperimento”.
Dopo la morte di Fagan, avvenuta nel 1818, il marmo fu venduto dalla vedova al Real Museo dell’Università di Palermo. Tale frammento, che appartiene al fregio orientale del Partenone, raffigura gli déi dell’Olimpo che assistono alla processione panatenaica in onore della patrona della città, la dea Atena.
Nel “frammento di Fagan” sono raffigurati gli arti inferiori di Artemide, dea delle foreste e della caccia, il cui corpo è rappresentato in una vista laterale.
Lo scultore greco Fidia fra il 447 e il 432 prima di Cristo guidò un gruppo di artisti e di artigiani che realizzarono questi frontoni sul grande edificio voluto da Pericle.
In cambio la Grecia invierà in esposizione dei pezzi rari al Museo Salinas di Palermo, per compensarli della loro generosità.

A lavoro tutto bene, ma siete fin troppo carichi e rischiate di lasciare indietro aspetti del lavoro importanti. Focalizzate meglio gli obiettivi per non ritrovarvi isolati nella vostra corsa al vuoto. Dosare le energie: se ne avete in più aiutate qualche collega in difficoltà.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio
Tensioni interne all’azienda non permettono di abbassare la guarda, riprogettare, pensare con lungimiranza ed esprimere nuove idee potrebbe risolvere incertezze e tensioni. Preoccuparsi della sua situazione economica potrebbe trovare un modo per guadagnare di più.
GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno

Ancient Tomb Found Beneath Notre Dame is a ‘Remarkable Scientific Discovery’
by Andy Corbley
In a Da Vinci Code-esque moment of discovery, archaeologists have uncovered multiple stone tombs and a lead sarcophagus under the floor of the Notre Dame Cathedral in Paris.
They are described as a “remarkable scientific discovery,” and consist of several slot tombs and a “completely preserved, human-shaped sarcophagus made of lead,” which the excavators believe still contains human remains.
Suspected as originating in the 13th century, the find was uncovered under the floor during preparatory work to reconstruct the cathedral’s spire above where the transept crosses the nave, which was destroyed by the 2019 fire.
Lead is so much part of the story of the cathedral, and so it’s perhaps unsurprising to find a sarcophagus made of the stuff— restorers have been spending years cleaning the toxic metal off of stones and timbers onto which the heavy metal melted during the fire.
The sarcophagus had buckled
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio

Le difficoltà sono quasi finite e presto riuscirete a raccogliere i frutti del vostro duro lavoro. L’impegno ce l’avete sempre messo e questo lo sa bene chi lavora con voi. Possibili soddisfazioni a lavoro come una promozione o un aumento di stipendio.

LEONE
24 Luglio - 23 Agosto

È difficile restare a galla in questo periodo, il vostro lavoro se ce l’avete potrebbe non esserci più a lungo o potrebbe convertirsi in mansioni differenti all’interno della stessa azienda. Purtroppo ci sarà un periodo difficile che solo più in là si risolverà.

Non sembra essere il periodo ideale per il lavoro, però in un modo o nell’altro siete riusciti a tirare avanti e a concedervi delle pause. E’ importante non adagiarsi sugli allori, presto il carico di lavoro aumenterà e bisognerà essere pronti a rimboccarsi le maniche.
VERGINE
24 Agosto - 22 Settembre
Beneficiate di qualche mossa furba e il lavoro è diventato più accomodante, ma questa tranquillità vi fa pensare a cosa volete davvero dalla vita. Pensate ai ruoli nella società e cercate il vostro posto, non scegliete di fretta quello che volete davvero per voi.

under the weight of debris falling from the ceiling, but it was still intact, and researchers used a mini endoscopic camera to peer inside it.
“You can glimpse pieces of fabric, hair and a pillow of leaves on top of the head, a well known phenomenon when religious leaders were buried,” said Christophe Besnier, the lead archaeologist.
“The fact that these plant elements are still inside means the body is in a very good state of conservation.”
Along with the tombs and sarcophagus, remains of painted sculptures were also found, including a nearly undamaged bearded male head, some hands with painted sleeves, and sculpted vegetables. A 19th-century hot water heating system was also found.
The discovery offers excellent insight into funerary practices in France during the Middle Ages, and it’s another reminder of the value of that magnificent building, currently on course to be reopened in 2024.
BILANCIA
23 Settembre - 22 Ottobre

Questo mese vi offre buone occasioni per riscattare il tempo perso in passato. Nuovi progetti fanno decollare il vostro entusiasmo: perché non buttarsi a capofitto nelle novità?
Gli astri ti accompagnano verso una crescita che vi porterà guadagni.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre

Un nuovo lavoro bussa alla porta, potrebbe essere di vostro gradimento oppure no, accettate solo per necessità in quest’ultimo caso. Gli astri favoriscono la scelta verso il cambiamento ma troppi mutamenti sballano completamente i propri equilibri, perciò prudenza.
SAGGITTARIO
23 Novembre - 20 Dicembre

Carichi di energie e di buone intenzioni inizierete questo mese con la giusta carica. Il lavoro inizia con nuovi progetti alla mano. Ristrutturare vecchie idee può essere utile a creare qualcosa di nuovo, provateci. Ottime notizie per chi aspettava una promozione da un po’ di tempo.
Al Club Marconi una Messa per ricordare Vicki Fontana e Angelo Bagatella


È trascorso un anno da quando Victoria (Vicki) Fontana, per lungo corso alla guida delle Ladies Auxiliary e sposa dell’ex presidente del Club Marconi Frank Fontana, e Angelo Bagatella, anch’egli storico presidente del Club ci hanno lasciati.
Due straordinari personaggi, che con la loro dedizione e il loro contributo hanno reso grande non solo il Marconi ma tutta la comunità Italo-australiana.
Entrambi nati in Australia da genitori Italiani, hanno mantenuto un forte legame di appartenenza all’Italia e alle origini dei genitori.
La scorsa domenica 18 settembre, nel primo anniversario della loro scomparsa, al Club Marconi, ormai unico grande e importante centro dell'Italianità di Sydney, è stata celebrata una messa in memoria nella grande sala “The Boheme” gestita dalla Doltone House.
Oltre 200 connazionali hanno voluto esprimere la propria solidarietà, riconoscimento e vicinanza ai familiari dei celebri connazionali.
La messa è stata organizzata dal Club Marconi con l’assistenza di Diana Gentile e il Maestro di Cerimonia Maurizio Pagnin. Lorraine, figlia di Vicki e Bruno Bagatella, fratello di Angelo, hanno voluto ricordare la vita e l’operato dei propri cari svolto a servizio della comunità, focaliz-

zando un occhio particolare alle varie raccolte di fondi a sostegno dei più bisognosi.
La messa è stata officiata da Don Franco Bertagnolli (Salesiano) dalle origini Trevisane, superiore, amministratore (economo ispettoriale) e rettore di varie opere salesiane in Australia e nel Pacifico, come lo stesso padre Fregolent (Scalabriniano), purtroppo impossibilitato ad essere presente, con la collaborazione del Coro Marconi diretto da Camille Mercep, dall’organista
Albino Cortellazzi e da Maddalena Ietri, Presidente del Coro Marconi.
Al termine della funzione religiosa, non sono mancati i ringraziamenti al Club Marconi per l’organizzazione, al Presidente Morris Licata, ai Direttori del Board, al Coro Marconi, alle Ladies Auxiliary di cui Vicki ne è stata l’anima ispiratrice per decenni e a tutti coloro che hanno voluto rendere vivo il ricordo di due gloriosi simboli della nostra comunità.


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DI GIORGI LIBORIO
Nato a Alcamo (Trapani) - Italia il 11 gennaio 1937 Deceduto a Sydney (NSW) il 31 agosto 2022 residente a Bass Hill (NSW)
Caro marito di Flavia, ne danno il triste annuncio, la moglie, i figli Ben con la moglie Gina, Frances con il marito Herman Casari, Rosario con la moglie Christina, i nipoti Christian, Tiana, Stefani, Alex, in Italia la sorella Lucrezia Lipari e la famiglia, la sorella Antonietta Melia e famiglia, il cognato Jay Pirrello e famiglia, la cognata Pina Ghiselli e famiglia, la cognata Nancy Pirrello e famiglia, parenti ed amici vicini e lontani.
La Messa ad un mese dalla scomparsa verrà celebrata venerdi 30 settembre 2022 alle ore 18.00, nella chiesa St. Joseph, 231 Newbridge Road, Moorebank NSW I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno alla Messa del mese in memoria del caro Liborio.
RIPOSA IN PACE

Lascia nel profondo dolore i figli Robert, Sandro e Annamaria con le rispettive famiglie, parenti ed amici vicini e lontani
La Messa ad un mese dalla scomparsa verrà celebrata il domenica 25 settembre 2022 alle ore 17.30 nella chiesa Our Lady of Mount Carmel, 230 Humphries Road, Mount Pritchard NSW
I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno alla Messa del mese in memoria del caro
RIPOSA IN PACE (Eterno Riposo)
Il Cimitero felice, veramente unico!
Sulla strada che da Botiz, nel Satu Mare, ci portava verso la Repubblica Moldova, abbiamo fatto una breve tappa in questa piccola cittadina del Maramures.
Le tombe del cimitero sono corredate di iscrizioni umoristiche fatte in legno dove si racconta in prima persona, in maniera molto semplice, chi era il defunto e come era morto.
Sembra che la visione particolarmente gioiosa della morte, migliore della vita, sia retaggio dell'antico popolo dei Daci.

Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre. Contact us 24 hours a day, 7 days a week, our services are always ready and available to support you and
Le decorazioni sono molto piacevoli e multicolori anche se il colore dominante è il blu Săpânţa.
Anche se il posto si trova nell'estremo lembo settentrionale della Romania a pochi metri dal confine Ucraino, sono tante le persone che si recano in visita, tra cui tanti stranieri.
È possibile trovare all'esterno rivendite di apprezzabili manufatti artigianali.
Nei pressi è possibile visitare la casa di Stan Ioan Patraş lo scultore che ideò e realizzo le tombe a partire dagli anni 30 del 900.
Se passate nel Maramureş vale la pena fermarsi!


NATALE NICOLA
Nato a San Gregorio D’Ippona (VV) Italia il 2 gennaio 1931
Deceduto a Liverpool NSW
il 10 ottobre 2021
Caro marito di Maria Rosa (defunta) i figli Gregorio e la moglie Freda, Philomena e il marito Elie Haddad, Caterina (Cathy) e il marito Carlo Tiberno, i nipoti e i pronipoti, i cognati e le cognate i perenti tutti vicini e lontani ad un anno dalla scomparsa lo ricordano con profondo affetto.
La messa in memoria sarà celebrata domenica 9 ottobre 2022 alle ore 10.45, nella chiesa di St. Joseph di Moorebank, 231 Newbridge Road, Moorebank NSW 2170
Le spoglie del caro defunto riposano nel cimitero di Rockwood.
I Familiari ringraziano tutti coloro che saranno presenti alla messa in memoria del caro Nicola.
ETERNO RIPOSO

DORONZO MICHELE
Nato a Barletta
(Barletta- Andri-Trani) Italia il 6 giugno 1932
Deceduto a Sydney (NSW) il 29 agosto 2022
residente a Bossley Park NSW Australia
Caro marito di Maria, ne danno il triste annuncio, la moglie, i figli Savino con la moglie Rouba, Rita con il marito Tony Esposito, Roberto con la compagna Josie, David con la moglie Vivian, Luigi con la moglie Doriana, Fabio con la moglie Maria, nipoti e pronipoti, le sorelle e le cognate in Italia, parenti ed amici vicini e lontani.
La Messa ad un mese dalla scomparsa verrà celebrata il 3 ottobre 2022 alle ore 18.00, nella chiesa
Our Lady of Mount Carmel, 230 Humphries Road, Mount Pritchard NSW
I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno alla Messa del mese in memoria della caro Michele.
UNA PREGHIERA


RIPOLO DOMENICO
nato a Ardore (RC) - Italia
il 17 settembre 1928
Deceduto a Oran Park (NSW)
il 9 settembre 2022
residente a Catherine Fields NSW
Caro marito di Maria Carmela (deceduta), ne danno il triste annuncio con dolore, la Figlia Concetta con il marito Bartolomeo Corte (deceduto), Teresa (deceduta) con il marito Joe Monteleone, affettuoso fratello di Maria Ripolo (Italia), orgoglioso nonno e bisnonno dei nipoti e pronipoti, lascia nel profondo dolore parenti ed amici vicini e lontani.
Il rosario verrà recitato venerdì 23 settembre 2022 alle ore 18.30 nella chiesa di St. Paul’s, 26 John Street, Camden NSW.
Il funerale avrà luogo sabato 24 settembre 2022 alle ore 10.00 nella stessa chiesa, dopo il rito religioso, il corteo funebre proseguirà per il cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool NSW
I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al dolore ed al funerale del caro Domenico.
ETERNO RIPOSO

GHIGNONE GIUSEPPE
nato a San Marzano Oliveto (Asti) - Italia il 23 maggio 1923
Deceduto a Sydney (NSW) il 19 agosto 2022
residente ad Austral NSW
Caro marito di Rita, ne danno il triste annuncio, la moglie, i figli Alexander con la moglie Vanda, Bruno con la moglie Angela, i nipoti Lorena e Nicholas, Marc e Melissa, Phillip, Joseph, i pronipoti Leila, Gemma, Gabriella, Zara ed Elsa, la sorella, il fratello, cognati, nipoti, parenti ed amici vicini e lontani, in Piemonte Italia.
La messa del mese sarà celebrata mercoledì 21 settembre 2022 alle ore 18:30 nella chiesa di St. Anthony’s, 105 Eleventh Avenue, Austral NSW. Le spoglie del caro estinto riposano nel cimitero di Forest Lawn Memorial Park, Camden Valley Way, Leppington NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al dolore e alla messa del mese del caro Giuseppe RIPOSA IN PACE

SCAGLIONE FRANCESCA
nata il 3 novembre 1930 a Santo Stefano Belbo (Cuneo) Italia
Deceduta a Sydney il 16 agosto 2022
Residente a Wetherill Park NSW
Cara moglie di Fiorentino (defunto) ne danno il triste annuncio i figli Luigi con la moglie Martese, Anita (defunta) con il marito Germano, i nipoti Tarina, Glen, Daniel e Christian, i pronipoti Amelia, Sebastian, Fabian, Cohen e Estelle, parenti ed amici vicini e lontani in Australia e Italia.
La Messa ad un mese dalla scomparsa verrà celebrata il 22 settembre 2022 alle ore 18.00, nella chiesa di Mary Immaculate , Mimosa Road, Bossley Park NSW
I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato alla Messa del mese in memoria della cara Francesca.
RIPOSA IN PACE

Ad Andrew Valerio & Sons siamo orgogliosi di offrire un servizio completo alla nostra amata clientela e ai loro cari.

Tutti i nostri servizi sono offerti da un'unica sede, all'interno del nostro ufficio e della cappella a Five Dock. Offriamo un servizio unico di cui siamo orgogliosi, avendo assistito e preso cura dei nostri clienti da oltre 30 anni nel settore delle onoranze funebri e da oltre 10 anni a Five Dock. Puoi stare certo di essere in buone mani.
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NOSTRA CAPPELLA
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Gli Alpini a Sutton Forest daranno il benvenuto alla Primavera

Il Presidente degli Alpini di Sydney, Giuseppe Querin e tutti gli Alpini, daranno il benvenuto alla stagione primaverile con un pranzo presso la “Southern Highlands Winery” di Sutton Forest, domenica 25 settembre 2022.
L’evento avrà inizio alle ore 11:30 presso la Vineria ubicata al 42 Oldbury Road, Sutton Forest.
Il prezzo del pranzo è di $70.00 a persona. Si prega di prenotare al più presto e le prenotazioni sono obbligatorie.
L’Associazione Alpini ha messo a disposizione un pullman per raggiungere la Vineria, con partenza alle ore 8:30 da Haberfield (angolo di Ramsay Street e Empire Street).
Seguirà una tappa alle ore 09:00 a Condell Park (al 65 Gleeson Avenue presso l’abitazione di Rodolfo Miotto).
Si incoraggiano vivamente i partecipanti a servirsi del pullman per raggiungere la Vineria.
La modica tariffa per il tragitto in autobus è di $20.00.
Inoltre, il Presidente Querin coglie l’occasione per ricordare che i prossimi appuntamenti per i membri dell’associazione saranno la Festa delle Forze Armate il prossimo 6 novembre 2022 che celebreremo presso il Club Marconi e l’incontro Intersezionale che si terrà nei giorni 19 e 20 novembre a Brisbane.
I dettagli di codesti eventi saranno comunicati a tempo debito.
Si pregano tutti gli interessati a prenotare con almeno una settimana di anticipo, telefonando ai seguenti nominativi:
Giuseppe Querin (0414 285 682); Marco Simoni (0418 291 280); Tony Madau (0410 720 675); Carlo Iavicoli (0412 607 889); Rodolfo Miotto (02 9709 5838).



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